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L’Osservatore romano: Il giornale vecchio come l’Italia che guarda al futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 giugno 2020

by Katia Biondi. L’Osservatore Romano è nato il 1° luglio 1861 ma, grazie alla rete, sta vivendo una nuova giovinezza.Il giovane direttore Andrea Monda racconta come si vede il mondo da un osservatorio speciale come il centro della Chiesa universale. «Se anche terminasse oggi la mia esperienza sarebbe piena di vita, ricca di esperienze memorabili». Andrea Monda, 54 anni, dal 18 dicembre 2018 è direttore dell’Osservatore Romano. Una sfida di non poco conto quella di assumere la guida di uno dei giornali più antichi al mondo e in un momento storico cruciale per la Chiesa cattolica e il dialogo interreligioso. Senza dimenticare il compito di dover raccontare il magistero di un pontefice, come papa Bergoglio, che ha rivoluzionato il modo di comunicare. Basti pensare ai suoi gesti, alle sue omelie quotidiane di Santa Marta, alle telefonate impreviste ai fedeli, ai suoi incontri storici, ultimo fra tutti quello di Abu Dhabi convogliato nel documento sulla Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune. Neppure la pandemia ha vietato al Santo Padre di trovare modalità inedite di comunicazione: la sua immagine in una piazza San Pietro vuota e quelle sue parole – “Signore, non lasciarci in balìa della tempesta” – resteranno indelebili nell’immaginario collettivo.
Direttore Monda, è trascorso quasi un anno mezzo da quando è alla guida dell’Osservatore romano, può fare un bilancio di questo inizio? «Si è trattato di un periodo molto intenso che nel nuovo ruolo che mi è stato assegnato ho potuto vivere stando nel vivo della “scena”, a fianco del protagonista. Il 2019 è stato un anno record per il numero dei viaggi papali, appena nominato mi sono trovato a Panama per la GMG e poi ad Abu Dhabi testimone dell’evento storico della firma del Documento per la Fratellanza Umana e poi in Africa e in Asia, dal Madagascar a Tokio. Due altri grandi eventi in Vaticano, il summit sugli abusi e il Sinodo per l’Amazzonia: momenti di grande intensità che rimarranno per sempre nella mia memoria. Il 20 dicembre 2019 mi sono trovato nel cortile del liceo Albertelli, la scuola dove esattamente un anno prima avevo tenuto la mia ultima lezione come professore di religione, con il Papa che dialoga con i miei studenti, non potrò mai dimenticarlo. È stata praticamente l’ultima uscita pubblica del Papa che nel 2020 ha dovuto bloccare tutta la sua attività a causa della pandemia. Nonostante questo è riuscito a rispondere alla grande sfida dell’emergenza sanitaria con un coraggio e una creatività straordinari, pensiamo soltanto al gesto del 27 marzo, la preghiera in piazza San Pietro vuota e bagnata dalla pioggia».La storica testata che da tantissimi anni comunica ai cattolici nel mondo come ha saputo adeguarsi alle sfide del tempo? «Gli effetti della pandemia si sono sentiti in Vaticano e tra le altre cose da fine marzo abbiamo dovuto sospendere la stampa (ma tornerà presto) e proprio in questo periodo abbiamo sviluppato la nostra presenza nel mondo digitale. In particolare abbiamo rinnovato e potenziato il sito e creato una newsletter a cui ci si può iscrivere ricevendo il giornale quotidianamente e poi da qualche settimana abbiamo creato una App propria de L’Osservatore Romano che si può scaricare e consultare agevolmente. Stiamo ricevendo messaggi incoraggianti rispetto ai numeri di persone, nuovi lettori, che hanno scaricato la App. Uno dei giornali più antichi del mondo, è nato il 1° luglio del 1861, si muove al passo con i tempi e oggi sta fortemente potenziando la sua presenza in rete. È il minimo che si possa fare per un organo di comunicazione della chiesa cattolica che è essa stessa una rete, diffusa in tutto il mondo, mossa dalla sua missione che è né più né meno che comunicare una notizia, la Buona Notizia».
L’arrivo di papa Francesco ha segnato una svolta sul fronte comunicativo? È stato necessario ripensare la struttura del giornale, introducendo nuove rubriche in sintonia con i temi cari al pontefice? «Senza dubbio con Bergoglio ci troviamo di fronte a un grande comunicatore. Ogni suo gesto diventa un evento comunicativo. Questo richiede un’adeguata squadra di mezzi di comunicazione – il Papa ha istituito ad hoc il Dicastero della Comunicazione nel 2015 – sempre pronta a rilanciare la comunicazione dell’attività del Pontefice e della Santa Sede. Il Dicastero di fatto sotto la guida del Prefetto Paolo Ruffini e il Direttore Editoriale Andrea Tornielli, coordina tutti i mezzi di comunicazione della Santa Sede, dai più “antichi” come L’Osservatore Romano e la Radio Vaticana a quelli più recenti e oggi fondamentali come il portale Vatican News. L’Osservatore Romano, che fa parte eminente del Dicastero, ha introdotto alcune nuove rubriche perché, come ha detto il Papa, questo è “il giornale di partito, che offre chiavi interpretative”, ad esempio la rubrica “Ospedale da campo”, che riprende l’immagine che il Papa ha usato per spiegare la natura della Chiesa, una rubrica che raccoglie storie da quei mondi dove la Chiesa cura le ferite dell’umanità dolente. Un’altra rubrica è quella della “Cura della casa comune”, ispirata all’enciclica Laudato Si’, e un’altra ancora è quella dedicata al mondo della scuola e dell’educazione “#CantiereGiovani”, solo per citarne alcune».In questo periodo di pandemia com’è stato concepito il giornale? È stato dato spazio a temi diversi rispetto a quelli analizzati in un periodo di normalità? «Certamente e non solo a livello di cronaca. Abbiamo dato vita a una serie di interviste che abbiamo voluto intitolare “Laboratorio – Dopo la pandemia” per cominciare a pensare al mondo “dopo”, iniziare ad immaginare come sta uscendo il mondo dall’emergenza e come lo vogliamo, cioè cosa stiamo imparando da questa pandemia. Abbiamo raccolto la voce anche di uomini impegnati in prima fila nel mondo, a partire dalle istituzioni politiche come Antonio Guterres, Segretario Generale dell’ONU o la Ursula Von Der Leyen e David Sassoli in Europa, insieme alla voce di economisti, sociologi, filosofi, uomini di chiesa e anche poeti e artisti, persone cioè “visionarie” capaci di leggere i segni di questo tempo e offrire una direzione e una luce di speranza».
Dal suo osservatorio quali sono le sfide da affrontare a livello mondiale, in particolare sul fronte politico, economico, sociale… «Il Papa il 27 marzo ci ha ricordato che siamo tutti nella stessa barca e che nessuno si salva da solo. Questo vale dalla più piccola famiglia alla città alla nazione al continente. Pensiamo solo all’Europa: se non riscopre questo senso di unione e solidarietà, che sono i valori posti all’origine di questa fondamentale istituzione, allora accadrà proprio il monito che il Papa ha espresso a Pentecoste: peggio di questao pandemia è sprecarla». I giornali devono fare i conti con un continuo e drastico calo del numero dei lettori che preferisce “informarsi” con modalità completamente nuove rispetto al passato. Come sta affrontando il vostro giornale questo cambiamento? «Cercando di stare dove stanno oggi i lettori, sulla rete. A fianco de L’Osservatore Romano ormai da anni c’è il portale Vatican News che progressivamente sta crescendo. Oggi la comunicazione sta assumendo un significato di “testimonianza”, quando chi comunica si mette in gioco personalmente, con la sua faccia, la sua responsabilità personale, allora è una comunicazione vincente e convincente. Anche per questo L’Osservatore Romano sta dando molto spazio al racconto delle storie, le rubriche che ho prima citato, sono tutte basate sul racconto di storie, vicende personali, basate su esperienze di vita molto concrete. Dopo il Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni ho voluto creare una rubrica che esce il giovedì dedicata al Tema del racconto, anche qui grandi personalità si sono avvicendate per commentare le parole del Papa e riflettere su cosa vuol dire narrare storie, dialogare, comunicare nella contemporaneità».Il papa le fa arrivare la propria opinione sugli articoli pubblicati quotidianamente sul giornale? «Sì, e ho potuto capire e apprezzare il fatto che il Papa legge il giornale con grande attenzione. Più volte in diversi modi mi ha fatto arrivare il suo giudizio, per fortuna sempre positivo e incoraggiante, almeno finora».

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Campagna stampa di promozione del giornale e dell’edicola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 giugno 2019

La campagna partirà da venerdì 14 giugno prossimo per “Sensibilizzare i cittadini sull’importanza di comprare e non solo di leggere i giornali perché l’acquisto rende la stampa libera e indipendente; ribadire il ruolo delle edicole quale luogo fondamentale della diffusione della stampa, veri e propri spazi di democrazia e presidi di libertà; sottolineare il valore dell’informazione di qualità.”Sono gli obiettivi della campagna stampa, promossa dalla FIEG in collaborazione con le organizzazioni sindacali degli edicolanti (SNAG, SI.NA.GI, UIL TuCS, FENAGI, Usiagi Ugl, CISL giornalai) “COMPRA UN GIORNALE. SCEGLI L’INFORMAZIONE DI QUALITÀ. EDICOLE E GIORNALI, PRESIDIO PER LA LIBERTÀ”.La campagna – la cui creatività è stata affidata a VMLY&R – si avvarrà di inserzioni sulla stampa quotidiana e periodica.
“Questa ulteriore iniziativa della FIEG di promozione della stampa, quale fondamentale e insostituibile strumento di conoscenza della realtà, e dell’edicola – ha detto il Presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti – impegna tutte le testate quotidiane e periodiche associate e si rivolge direttamente al cittadino, per invitarlo a sostenere con l’acquisto del giornale in edicola l’informazione di qualità e uno spazio di democrazia”.

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Il Deutsch-italia da oggi anche in versione Cartacea

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 novembre 2018

A distanza di poco meno di quattro anni dalla prima uscita della versione online “il Deutsch-Italia” raggiunge un altro importante traguardo: il primo numero stampato e distribuito in 20mila copie su tutto il territorio di Berlino e altre città tedesche (per il momento Monaco, Colonia e Norimberga). Durante questi anni il nostro giornale è cresciuto, giorno dopo giorno, grazie alla collaborazione di diversi fra giornalisti professionisti e redattori, fissi e non. Tutti hanno contribuito a fornire informazioni ai lettori, con il non facile compito di comunicare agli italiani la tutto sommato poco conosciuta realtà tedesca, e nel far comprendere ai tedeschi il nostro Paese, con tutte le sue sfaccettature. Alle volte ci siamo riusciti meglio, altre meno, ma in ogni caso abbiamo profuso sempre il massimo impegno in tale compito. Proprio per testimoniare tale impegno abbiamo deciso di completare la versione elettronica del giornale con questa cartacea, per il momento con un’uscita trimestrale, ma che in un prossimo futuro potrebbe diventare un appuntamento mensile da non mancare. Il giornale cartaceo sarà costituito da approfondimenti su determinate tematiche che maggiormente avranno riscontrato l’interesse dei lettori, o che comunque saranno arrivate all’attenzione dell’opinione pubblica sia italiana che tedesca. Proprio per raggiungere anche il pubblico dei lettori tedeschi l’intenzione è quella di arrivare a pubblicare gli articoli nelle due lingue, in modo da aprire, quando necessario, un confronto costruttivo anche con il Paese che ospita la nostra comunità. Chiederemo ai lettori di darci un riscontro della versione stampata attraverso quella online, in modo così di completarla anche tramite i suggerimenti e/o le eventuali critiche costruttive che ci vorranno far presenti. (Alessandro Brogani)

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A Glocal presentato il giornale di carta in tempo reale

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Le notizie anche sulla carta da consumare al momento su fatti appena accaduti. A Glocal l’agenzia di comunicazione Eo Ipso (www.eoipso.it) ha presentato Tempo Reale, un giornale, nato per seguire convention ed eventi, che si è messo al servizio della cronaca della serata.
Le istant news non sono solo sui social. Una vera redazione, fatta da giornalisti, fotografi e grafici, con stampanti al posto delle rotative, ha dimostrato che già negli istanti finali di un evento è possibile avere su carta le notizie relative a quanto è accaduto solo pochi istanti prima. La formula consolidata dell’agenzia di comunicazione Eo Ipso (www.eoipso.it), con sede a Legnano, è stata per la prima volta portata al festival del giornalismo digitale Glocal, che si sta svolgendo in questi giorni a Varese, in occasione della “prima”- del film DigitaLife, prodotto da Vareseweb, Rai cinema e Fondazione ente dello spettacolo
“La forza di tempo reale sta nel fatto che le persone si riscoprono protagoniste dell’evento che stanno ancora vivendo – spiega Marino Pessina, ceo di Eo Ipso -. Ormai da anni proponiamo sia soluzioni digitali, attraverso i social, sia web tv. Ma anche nell’era del “tutto digitale” la carta mantiene un fascino particolare, in cui l’approfondimento giornalistico si fonde con il fotoreportage”.Con Tempo reale l’evento diventa cronaca. E’ come scattare un’istantanea di immagini e parole che trasforma in protagonisti i partecipanti. “Il fatto diventa notizia sotto gli occhi dei curiosi –riprende Marino Pessina, ceo di Eo Ipso-. La memoria visiva si fissa su carta, dando vita ad un giornale redatto da giornalisti e fotoreporter e stampato dalle macchine digitali delle nostre redazioni mobili. Realizzato in edizione unica oppure in più edizioni nell’arco della giornata, offre la possibilità di arrivare a personalizzare ogni copia con news in continuo aggiornamento e fotografie scattate solo pochi minuti prima. Così i partecipanti all’evento portano a casa un giornale di cui sono protagonisti e che sicuramente mostreranno a lungo e con orgoglio”.

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Il Giornale della Libreria si rinnova nella formula e nella grafica

Posted by fidest press agency su domenica, 15 maggio 2016

GiornalistiUn Giornale della Libreria (GDL) tutto nuovo. L’organo ufficiale dell’Associazione Italiana Editori (AIE) si rinnova nella formula e nella veste grafica, diventa un tabloid pubblicato quattro volte all’anno, ma supportato e completato da un sito – http://www.giornaledellalibreria.it – che non solo cambia aspetto ma punta ad offrire sempre nuovi contenuti. Una testata online costantemente aggiornata, in cui alle notizie dal mondo dell’editoria internazionale si affiancheranno alcuni articoli di maggior approfondimento e analisi statistica, le news plus, che saranno riservate solo agli abbonati. Il meglio della settimana confluirà come sempre nella newsletter settimanale gratuita, per non perdere le notizie più importanti.Per il tabloid un illustratore firmerà la copertina di ogni numero con una propria produzione esclusiva (in questo numero, Alessandro Gottardo). Lato contenuti, all’analisi degli scenari, come sempre a cura dell’Ufficio studi AIE, si accompagneranno interviste e punti di osservazione privilegiati sul mercato e sulle dinamiche in atto: nel primo numero, il punto di vista dell’autore, con Donato Carrisi, dell’agente, con Marco Vigevani, e di Antonio Calabrò, coordinatore del Gruppo tematico Cultura di Confindustria.Una rivoluzione grafica, a cura di Zampediverse, ed editoriale, tra carta e digitale, ma che punta a confermare il “sistema” GDL come punto di riferimento qualificato per i professionisti del settore grazie anche ai Quaderni del Giornale della Libreria in formato e-book e al nuovo sistema di gestione dei Fuori Catalogo. “La modernità di questo nuovo Giornale della Libreria ha mantenuto intatta l’autorevolezza della testata, ciò che da sempre la contraddistingue – ha sottolineato il presidente AIE Federico Motta nel corso della presentazione al Salone del Libro di Torino -. Dal 1888, anno di nascita, il GDL si rivolge “a tutti quelli che esercitano professioni librarie e tipografiche, dal grande fabbricante di carta, fino all’ultimo spacciatore di fogli stampati”, come recitava il primo numero dato alle stampe. E’ un prodotto professionale rivolto a tutti gli attori della filiera libraria per diventare strumento di approfondimento e di conoscenza del settore. Da oggi diventa ancora più bello”.

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Il media monitoring ai tempi dei social network

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2015

rassegna stampaMilano Martedì 9 giugno – Ore 15.00 c/o Sede Unicom Via San Calocero, 2. C’era una volta lo sfoglio del quotidiano al mattino per scoprire se la notizia di nostro interesse aveva trovato spazio nel giornale. C’erano una volta le rassegne stampa che si facevano a mano, con la lettura di ogni più piccola didascalia. Da una parte il cliente, dall’altra l’addetto alla rassegna che faceva il possibile e spesso l’impossibile, per “non perdere la notizia pubblicata”.Poi sono arrivati gli specialisti del settore che con strategie attente e mirate, segmentate e qualificate, hanno reso possibile la costruzione di una rassegna stampa sempre più accurata. Oggi, anche se il panorama dei media si è fortemente modificato e frastagliato, è possibile parcellizzare le modalità di monitoraggio alla luce appunto dell’esplosione delle fonti. Al fine dunque di offrire al cliente una visione completa del pubblicato è importante trascendere la mera attenzione alla stampa e osservare il panorama della comunicazione con uno sguardo più ampio e attento. Ancora una volta Unicom – Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, centra il bersaglio e offre ai propri Associati, ma anche a tutti coloro che lavorando nella comunicazione cercano aiuti e suggerimenti validi, un workshop che miri a offrire strumenti di lavoro attuali e pratici. A discutere l’argomento Alessandro Cederle, Direttore della Divisione Media Monitoring de L’Eco della Stampa, che a fine giornata risponderà a dubbi e domande da parte del pubblico presente in sala.

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“Giornale”: solidarietà ai giornalisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 agosto 2010

«I romani non possono essere privati delle pagine locali del “Giornale” che con le altre testate costituiscono pluralità di informazione sul territorio. Ai colleghi del “Giornale” impegnati nella salvaguardia della propria professionalità, e al caporedattore Claudio Pompei, va la stima e la solidarietà di tutti gli addetti stampa di maggioranza e opposizione del Comune di Roma».

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