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MediAttivisti: si è formata la rete tra attivisti e giornalisti

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Sezano (Foto di Leopoldo Salmaso)Il suo obiettivo si può così definire: “In questo momento di crisi il vecchio mondo della violenza (economica, sociale, mediatica, interpersonale) sta, speriamo, dando i suoi ultimi colpi di coda attraverso una preoccupante deriva razzista e fascista che investe molti paesi; il nuovo mondo si esprime e cresce, ma il suo spazio è frantumato e ancora poco efficace. I media tradizionali hanno tradito la loro funzione di quarto potere, di controllo e bilanciamento, e sono al servizio della speculazione finanziaria e di quel modello socio-culturale costruito da una minoranza accentratrice ed affarista che genera disinformazione e distrazione. I militanti, nella base sociale, portano avanti le loro iniziative e cercano di condividerle con altri attivisti e soprattutto con il resto della popolazione a cui spesso non giungono le iniziative più interessanti, innovative.La rete che mettiamo in moto vuole interconnettere le realtà di quello che abbiamo chiamato giornalismo indipendente con le realtà sociali, i collettivi, i movimenti che promuovono il cambiamento della società in un senso nonviolento, antidiscriminatorio, solidale, preoccupato dei diritti umani e della sorte dell’umanità. Due mondi che hanno bisogno di collaborare nella diversità affinché i messaggi giungano più lontano possibile.Hanno già aderito:
Riccardo Alfonso (Fidest Press Agency), Angelo Baracca (Comitato Contro la Guerra di Firenze, Medicina Democratica), Daniele Barbieri (La Bottega del Barbieri), Ginevra Battistini, Moreno Biagioni (Rete Antirazzista Firenze), Silvio Bruschi, Gabriele Caforio (Peacelink, Ilcorsaro.info, iltaccoditalia.info), Claudia Calderaro, Cecilia Capanna (Othernews), Tiziano Cardosi (Comitato no tunnel tav Firenze), Annalaura Erroi, Roberta Ferruti (recosol), Andreas Formiconi (Laboratorio Aperto Citttadinanza Attiva), Raffaella Ganci, Alessandro Graziadei (Unimondo), Jeff Hoffman (Coord. Naz. No Guerra No Nato, Tavolo per la Pace, Azione Civile), David Lifodi, Dario Lo Scalzo, Armando Lunetta (Nuovo Mondo Solidale), Monica Mazzoleni, Claudia Melotti, Valerio Marinai, Matilde Mirabella, Cristina Mirra (metaeducazione), Giovanna Pagani (WILPF), Marco Palombo, Rosetta Penna, Marco Piccinelli, Anna Polo, Alessandra Profilio (Italia che Cambia), Leopoldo Salmaso (U&Us), Natale Salvo, Giovanni Sarubbi (Il Dialogo), Fabio Sebastiani (Controlacrisi), François Soulard, Andrea Stocchiero (focsiv), Veronica Tarozzi (Associazione Società Sostenibile, Zeitgeist Italia), Maurizio Torti (Sovranità Popolare), Simona Trapani, Olivier Turquet (Pressenza). (Sezano Foto di Leopoldo Salmaso copyright dell’autore)

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Incontro di Pressenza a Verona: si lancia la rete. Adesione della Fidest

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Si è svolto da venerdì a domenica scorsi al Monastero del Bene Comune a Sezano vicino Verona l’incontro nazionale di Pressenza che concludeva la serie di eventi per i 10 anni dell’Agenzia Internazionale per la Pace e la Nonviolenza e riuniva giornalisti ed attivisti con lo scopo di lanciare la rete tra giornalisti indipendenti ed attivisti sociali.
Sono stati tre giorni molto intensi, affettuosi, produttivi e che tutti i partecipanti hanno registrato come momenti di grande sintonia.L’incontro, che ha avuto diversi momenti di lavoro plenario e a gruppi, ha ospitato una videoconferenza da Barcellona con Riccardo Gatti di Open Arms che ha risposto alle domande di molti dei partecipanti (una sintesi di quest’intervista collettiva sarà disponibile nei prossimi giorni su Pressenza); altri momenti importanti sono stati il mini corso di storytelling video di Sarah Marder e la sezione dedicata al Reddito di Base con la presenza di Juana Perez e del suo documentario e di Natale Salvo con il suo libro.Ma il filo conduttore che ha percorso l’intero incontro è stato quello della costituzione della rete tra giornalisti indipendenti e attivisti che aveva già animato i precedenti incontri di città; forti di quelle esperienze già alcune concrete iniziative erano in moto come quella di creare pacchetti di RSS con informazione tematica certificata, un calendario condiviso di eventi sociali e culturali come quello già in moto sul sito di PeaceLink, materiali formativi tecnici su come migliorare la visibilità delle informazioni che veicoliamo, un ebook e un seminario gratuito per le associazioni che vogliono imparare a comunicare i propri contenuti in modo efficace, l’ipotesi di realizzare un periodico gratuito che venga distribuito nei bar come risposta alla disinformazione e come modo di uscire dalla “nicchia” degli addetti ai lavori.
Infine si è elaborato e dibattuto un testo fondativo della rete, se ne è cercato un nome e un logo in modo che, dopo le opportune e veloci consultazioni ai membri della rete che non sono potuti essere fisicamente presenti si possa iniziare una campagna di adesioni a questa rete aperta a persone, collettivi, associazioni e media grandi o piccoli che siano.

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Formare una rete tra attivisti e giornalisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 marzo 2019

Firenze 10 di marzo dalle 10.30 alle 18, al Circolo ARCI “Fra i lavoratori di Porta al Prato” in via delle Porte Nuove, 33 a.L’incontro, aperto al pubblico, si realizza in collaborazione con numerose realtà associative e testate giornalistiche sia locali che nazionali: ARCI Bassa Val di Cecina, Assemblea Beni Comuni/Diritti, Comitato Fermiamolaguerra, Comitato No Tunnel TAV, Centro Studi Umanisti “Ti con Zero”, COSPE, Associazione Diritti e Frontiere, La Bottega del Barbieri, La città invisibile – perUnaltracittà, Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, Multimage, PeaceLink, Sì – Toscana a Sinistra, Tavolo per la Pace della Val di Cecina, WILPF.All’incontro hanno confermato la loro presenza Angelo Baracca, Moreno Biagioni, Tiziano Cardosi, Amalia Chiovaro, Francesca Conti, Lorenzo Guadagnucci, Jeff Hoffman, Cristiano Lucchi, Anna Meli, Gianni Monti, David Lifodi, Giovanna Pagani, Anna Polo, Olivier Turquet.Le tematiche e le conclusioni dell’incontro verranno riportate all’incontro nazionale che si svolgerà al Monastero del Bene Comune, a Sezano, il 6 e 7 Aprile prossimi. (by Redazione italiana di Pressenza)

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Pressenza. Attivisti e giornalisti: costruire una rete

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 gennaio 2019

“Vogliamo celebrare, come tutte le redazioni di Pressenza sparse nel mondo, i 10 anni di esistenza della nostra agenzia stampa per la Pace e la Nonviolenza con una serie di iniziative che siano utili all’obiettivo di fondo per cui facciamo le cose: cambiare il mondo in una direzione pacifista, nonviolenta, umanista, nondiscriminatoria.E’ buono ricordare sempre perché facciamo le cose: non per il prestigio, non per il potere ma per un mondo migliore; non per il proprio personale tornaconto ma per il bene di tutti. E questo non è retorico perché corrisponde a una pratica che si può vedere, valutare tutti i giorni.In questo contesto stiamo organizzando incontri in varie città italiane e un convegno al Monastero del Bene Comune ad Aprile che cercherà di sintetizzare quanto uscito dagli incontri locali (alla fine di questo articolo trovate anche i dettagli pratici degli incontri già definiti) ed anche di cominciare a costruire questa rete. Il convegno è ancora in fase di organizzazione pratica ed ogni suggerimento o proposta è assolutamente bene accetto, scrivere al sottoscritto che coordina l’organizzazione.
Inoltre stiamo cercando di aumentare la nostra diffusione sui social con interventi mirati su Facebook e Twitter.
In questo momento di crisi il vecchio mondo delle violenza (economica, sociale, mediatica, interpersonale) sta, speriamo, dando i suoi ultimi colpi di coda attraverso una preoccupante deriva razzista e fascista che investe molti paesi; il nuovo mondo si esprime e cresce, ma non trova ancora il suo spazio. I media tradizionali credono ancora di essere il famoso quarto potere, ma sono sempre più al servizio della speculazione finanziaria e di quel modello socio-culturale costruito da una minoranza accentratrice ed affarista.Ma esiste anche una diversa tendenza informativa e mediatica: un’altra voce, un nuovo modello che è iniziato dalle prime radio libere, dai fogli di quartiere e da altre forme di divulgazione di prossimità e oggi è cresciuto consolidando un nuovo concetto di informare e fare informazione, grazie all’avvento di Internet e delle reti sociali. Questa tendenza si manifesta anche nei tanti giornalisti che non accettano le regole del mercato, ma rivendicano la loro professionalità e indipendenza, denunciano la violenza in tutte le sue forme e promuovono forme di aggregazione e lavoro basate sul consenso, la reciprocità e la collaborazione.Se per un verso queste nuove tendenze sono capaci di rilevare e raccogliere le espressioni, le aspirazioni e le esigenze di umanità, solidarietà e rispetto dei diritti umani di tanta gente, per un altro talvolta mostrano difficoltà nel fare rete, nel parlare e comunicare tra loro, nuocendo così fortemente al rafforzamento e alla crescita di un’informazione indipendente. Occorre dotare questa informazione indipendente di strumenti sinergici adeguati per dargli potere e presenza e per renderla la voce di chi non ha voce, in una stretta relazione con gli attivisti, che a loro volta hanno spesso problemi a coordinarsi tra loro e rischiano di scoraggiarsi davanti all’avanzare della violenza, alla criminalizzazione della solidarietà e alla difficoltà a far conoscere iniziative e posizioni.” (fonte: Pressenza international press agency)

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A Capodarco si parla di “solitudini”: torna il seminario per giornalisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 novembre 2018

Capodarco. Appuntamento dal 30 novembre al 2 dicembre alla Comunità di Capodarco per la XXIV edizione del seminario di formazione per giornalisti (e non solo). Tra i relatori: Mauro Magatti, Paolo Ruffini, Alberto Maggi, Marino Sinibaldi, Nico Pico, Dario Zonta, Joshua Wahlen e Alessandro Seidita, Gianmario Gazzi. C’è nella solitudine una dimensione intima, vissuta e ricercata, che rigenera e crea nuove capacità di stare insieme. L’isolamento di chi non fugge dalla realtà, ma comunica senza parole e lascia impronte senza far rumore. Ma nella sua dimensione “collettiva” la solitudine esclude e produce trasformazioni sociali, economiche e politiche molto profonde: esilia gli adolescenti, imprigiona gli anziani, chiude le porte all’altro, svuota gli spazi di aggregazione tradizionali e sembra alimentare una società rancorosa, insoddisfatta e urlante. La sfida di questo tempo appare, dunque, quella di creare le basi di un “nuovo stare insieme”.Per capire con quali strumenti e in che direzione il seminario di formazione per giornalisti di Capodarco, organizzato da Redattore sociale, dedica la XXIV edizione al tema delle “Solitudini”. Un viaggio tra mondi solo apparentemente lontani: voci, storie, dati e analisi per capire la dimensione del fenomeno, le trasformazioni in atto e come il mondo dell’informazione sa raccontarne i processi. Diffuso oggi il programma, che è disponibile sul sito Giornalisti sociali, dove è anche possibile iscriversi online. Il seminario sarà suddiviso in 4 sessioni e darà diritto complessivamente a 18 crediti formativi: l’iscrizione sulla piattaforma Sigef per i giornalisti è possibile fino al 22 novembre.Oltre 30 i relatori che si alterneranno nella tre giorni di lavori, tra esperti, giornalisti, operatori, statistici. Apertura affidata, venerdì 30 novembre, al sociologo Mauro Magatti sollecitatato dal direttore di Rai Radio Tre Marino Sinibaldi. Interverrà anche il teologo Alberto Maggi. Chiusura domenica 2 dicembre con Paolo Ruffini, gia direttore di TV2000, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione. Tra gli altri appuntamenti, nel pomeriggio di sabato 1 dicembre l’incontro con il critico Dario Zonta, una delle voci del programma radiofonico Hollywood Party (Rai RadioTre) e gli autori di “Voci dal silenzio”, Joshua Wahlen e Alessandro Seidita, un documentario sull’esperienza eremitica in Italia. Spazio nei workshop tematici e nelle sessioni plenarie a diverse declinanazioni del tema: l’esperienza degli adolescenti caregiver, che si prendono cura dei familiari che hanno bisogno di assistenza; l’emergere (forte) delle dipendenze comportamentali (gioco compulsivo, internet addiction e alimentazione per citarne alcuni) e il cambiamento del ruolo sociale delle sostanze; la piazza virtuale dove ci si incontra, si cercano informazioni e notizie, si creano consensi e identità. Ma anche la solitudine degli operatori che lavorano in prima linea; una riflessione sui numeri e sulla dimensione del fenomeno; la solitudine nel cratere del sisma che due anni fa ha sconvolto il centro Italia; l’esperienza della malattia.
Venerdì 30 novembre: Mauro Magatti, Marino Sinibaldi, Alberto Maggi, Vinicio Albanesi, Franco Elisei, Stefano Caredda. Sabato 1 dicembre: Nico Piro, Ugo Esposito, Giovanni Augello, Stefania Buoni, Licia Boccaletti, Flavia Piccinini, Dario Paladini, Raimondo Pavarin, Fabio Lugoboni, Riccardo Sollini, Gianmario Gazzi, Fortuna D’agostino, Daniele Iacopini, Romina Fraboni, Marco Lughi, Marco Reggio, Joshua Wahlen e Alessandro Seidita, Dario Zonta, Vitaliano Scoccia. Domenica 2 dicembre: Paolo Ruffini, Marino Sinibaldi, Vinicio Albanesi, Vittorio Di Trapani, Antonella Patete, Corrado Virgili, Angelo Ferracuti, Giovanni Marrozzini, Teresa Valiani.

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Daniela Santanchè condannata a reintegrare cinque giornalisti di Novella 2000 e Visto

Posted by fidest press agency su martedì, 31 luglio 2018

Cinque giornalisti di Novella 2000 e Visto – già testate storiche della RCS, poi vendute a Luciano Bernardini De Pace e finite alla Visibilia Magazine SRL di Daniela Santanchè che li aveva licenziati – sono stati reintegrati dal giudice.Con la sentenza del Tribunale di Milano del 24 luglio scorso, il loro licenziamento è stato riconosciuto illegittimo, e i cinque dovranno essere immediatamente reintegrati in azienda.
L’avvocato di Visibilia Magazine SRL ha sostenuto che le due testate e il loro marchi erano stati ceduti alla Visibilia SpA (una sorta di holding del gruppo che fa capo a Santanchè), e che quindi o giornalisti non avrebbero potuto essere reintegrati nella Visibilia Magazine SRL. Il giudice gli ha dato torto.La sentenza dimostra che quando il sindacato non funziona è bene rivolgersi al giudice che, infatti, ha dato ragione ai colleghi. La cessione delle testate RCS era una sorta di licenziamento mascherato, infatti così è stato. La decisione dei magistrati ristabilisce un principio di diritto. (fonte: Senza Bavaglio)

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Garantire la sicurezza dei giornalisti, il pluralismo e la libertà dei media

Posted by fidest press agency su sabato, 5 Mag 2018

Gli Stati membri dovrebbero “creare e mantenere, di fatto e di diritto, un ambiente sicuro per i giornalisti”, hanno dichiarato i deputati giovedì.La risoluzione non legislativa presentata da Barbara Spinelli (GUE/NGL, IT) è stata approvata con 488 voti in favore, 43 contrari e 114 astensioni.I deputati chiedono alla Commissione europea uno stanziamento adeguato e permanente all’interno del bilancio UE per sostenere il Centro per il pluralismo e la libertà dei media e per creare un meccanismo di supervisione indipendente che valuti i rischi per il pluralismo e la libertà dei media in Europa.Invitano i Paesi UE a rafforzare il sostegno finanziario ai fornitori di servizio pubblico e ai giornalisti investigativi, astenendosi dal prendere parte alle decisioni editoriali. Tutti i finanziamenti pubblici erogati ai proprietari dei media dovrebbero essere regolarmente monitorati, aggiunge il testo. I deputati ribadiscono la loro richiesta di un trattamento IVA neutrale per tutti i media (ad esempio non discriminando tra testate cartacee e quelle online), come raccomandato già nella risoluzione del 2011.
Per proteggere i giornalisti dalla violenza, dovrebbe essere istituito un organismo di regolamentazione indipendente e imparziale che cooperi con le organizzazioni dei giornalisti e incaricato di monitorare e riferire in merito alle minacce subite. I giornalisti la cui libertà è messa a rischio hanno bisogno di procedure giuridiche efficaci per evitare l’auto censura.
I deputati sono preoccupati per l’aumento del cyberbullismo, del ‘revenge porn’ e degli abusi sessuali sui minori e ribadiscono che i media devono rispettare in pieno gli interessi e i diritti dei minori. Chiedono una legislazione che comprenda norme sull’individuazione, segnalazione e rimozione dai social media dei contenuti dannosi per la dignità umana.Il testo osserva che l’uso del termine ‘fake news’ non dovrebbe “mai mirare a minare la fiducia dei cittadini nei media e a screditare e criminalizzare le voci critiche”.Per promuovere e proteggere le informazioni obiettive, i deputati incoraggiano le società di social media e le piattaforme online a sviluppare strumenti che consentano agli utenti di segnalare potenziali notizie false, facilitare le rettifiche e consentire revisioni da parte di organizzazioni certificate, indipendenti e imparziali di controllo dei fatti.Infine, i deputati chiedono alla Commissione europea di proporre una direttiva anti-SLAPP (azioni legali tese a bloccare la partecipazione pubblica) che protegga i media indipendenti da azioni legali volte semplicemente a farli tacere o a intimidirli.

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Solidarietà ai giornalisti dell’agenzia di stampa Askanews

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 marzo 2018

“Esprimo a nome del gruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati e mio personale la totale solidarietà ai giornalisti dell’agenzia di stampa Askanews confidando in una soluzione positiva che scongiuri la cassa integrazione stellare proposta dall’editore Luigi Abete. Ci impegneremo nei prossimi giorni in un’attività di sensibilizzazione sul ruolo centrale delle agenzie di stampa, un patrimonio da tutelare nel rispetto dell’articolo 21 della Costituzione e del pluralismo dell’informazione, così come ha ricordato la presidente del partito stamattina Giorgia Meloni a proposito della crisi di Askanews”. E’ quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati Fabio Rampelli al termine dell’incontro con il comitato di redazione dell’agenzia stampa Askanews rappresentato da Daniela Mogavero e Roberto Vozzi. (n.r.: La Fidest si associa alla lotta dei colleghi dichiarando la propria disponibilità a rilanciare i comunicati che saranno emessi riguardo l’evoluzione dei rapporti  con l’editore)

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Caffè Europa per giornalisti e giornaliste

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2018

Roma 8 marzo 2018 10.00-11.30 Sala Mosaici Via IV Novembre 149. L’Ufficio del Parlamento europeo in Italia organizza, giovedì 8 marzo, dalle 10 alle 11.30 nella Sala Mosaici di Via IV Novembre a Roma un caffè per la stampa per illustrare gli argomenti all’ordine del giorno della prossima plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo (12-15 marzo).
Si farà innanzitutto il punto sulla questione Agenzia Europea dei Medicinali (Ema), che verrà dibattuta e votata prima in commissione Ambiente (12 marzo) e poi in plenaria (dal 13 al 15 marzo).Si parlerà poi degli altri punti in agenda, con particolare risalto al voto sul mandato negoziale del Parlamento europeo sul bilancio pluriennale dell’UE post 2020.
Verranno successivamente illustrate le opportunità, per i media partner del Parlamento europeo, di partecipare al bando per progetti in cofinanziamento per la primavera e l’autunno 2018.
Nell’occasione verrà presentato anche il progetto Qui Europa, per una maggiore informazione europea sui quotidiani locali, lanciato nelle scorse settimane dall’Ansa in collaborazione con l’Ufficio di informazione in Italia del Parlamento europeo.Infine, nella Giornata internazionale delle Donne, verrà presentato l’evento del giorno successivo alla Casa del Cinema, che vedrà come protagoniste diverse donne attive nei media e nel mondo delle nuove tecnologie, fra cui l’attivista e blogger tunisina Asma Kaouech.

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Il quarto potere

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2018

Mi viene da sorridere pensando che il quarto potere è attribuito ai giornalisti, in specie se guardo le vicende che accadono in Italia. Semmai dovremmo considerarlo un potere a “mezzo servizio” nella triangolare: editori, politici e sponsor pubblicitari. Vi sono dentro ma ad autonomia limitata.
La libertà di stampa dovrebbe essere tutt’altra cosa. Ma cos’è questa libertà di cui tutti ne parlano ma non sempre ci è chiaro il suo significato reale? Se penso ai tanti giornalisti che sono morti ammazzati dalla criminalità organizzata per non aver taciuto non tanto sulle loro malefatte quanto sui loro rapporti sottobosco con le istituzioni, che muoiono per raccontarci in prima linea le storie di guerra, le rivolte popolari, le repressioni feroci delle dittature, ritengo che per essi vada espresso, senza riserve, tutta la stima e la considerazione che si meritano. Questo è un modo per dimostrarci che la libertà di stampa esiste e ha un prezzo che spesso non è rilevato nella giusta misura dal popolo dei lettori e più in generale dal grosso pubblico. Vi è anche un giornalismo di tutt’altra natura che convive con il mondo degli eroi, che non si abbevera alla fonte dei riscontri obiettivi, che non rispetta il dolore e la sofferenza altrui e che trasforma i carnefici in vittime e le vittime in negrieri. In questa tendenza alle “devianze” il giornalista, da una parte, entra in un gioco più grande di lui e ne rimane avviluppato forse per inesperienza, forse per la maggiore abilità dei cultori della disinformazione, forse per le logiche della pubblicità che trova negli scandali, nelle situazioni scabrose un modello di attenzione pubblica che procura più vantaggi economici. In queste anormalità sono complici gli stessi lettori che alzano l’indice d’ascolto se un politico passa una notte brava in un night, ha una relazione omosessuale e bacia un boss della malavita pluriricercato ma, nella fattispecie, è a piede libero.
Non è giusto, ovviamente, tacere se si hanno prove concrete, ma dovremmo curarne, in ogni caso, la moderazione. Dovremmo evitare che da un episodio si faccia di tutta l’erba un fascio e spingere il lettore a credere che la classe politica sia costituita in massima parte da corrotti corruttori e corruttibili. In questo la responsabilità non è sola del cronista, o meglio del suo modo di rappresentare certi fatti, ma anche di quelle classi sociali che una volta individuata la mela marcia, nel loro paniere, non si affrettano a toglierla di mezzo invece di approntare una difesa corporativa e leziosa e prendersela con chi ne ha pubblicata la notizia.
Dovremmo, insieme, imparare ad avere maggiore rispetto per il prossimo, a saper distinguere i diversi ruoli e a renderci conto che uno scritto può diventare un’arma impropria ma fare altrettanto male e che il ruolo del giornalista non è solo quello d’informare ma di saperlo fare con intelligenza e una buona dose di prudenza nel vagliare la bontà delle sue fonti. (Riccardo Alfonso)

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Giornalisti: Articolo21, testate e schiaffi

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

“Le spinte ai cronisti, le testate, gli schiaffi (come avvenuto ieri alla collega di FanPage) o le scene per cui le redazioni vengono invase da uomini delle forze dell’ordine per effettuare perquisizioni, sono sempre sbagliate e da condannare senza se e senza ma.
Non ci possono essere ammiccamenti rispetto alla libertà d’informazione, non ci possono essere fazioni per difendere questo o quel partito”.Lo affermano il presidente e la portavoce di Articolo21, Paolo Borrometi ed Elisa Marincola.”L’attacco ai giornalisti in questo periodo sta assumendo contorni gravissimi, è un vero e proprio “tiro al piccione”, da Daniele Piervincenzi a Maria Grazia Mazzola, fino a Gaia Bozza ed al ritorno alle liste di proscrizione e noi, come Articolo21, non ci arrenderemo mai a questo andazzo, non dimenticandoci che non possiamo risolvere il “problema” italiano se non partiamo dal raccogliere le denunce dei colleghi turchi, in galera per aver fatto solo ed unicamente il proprio dovere. Ed è per queste ragioni che abbiamo promosso con Fnsi e Non Bavaglio il sit-in al Tribunale di Roma per manifestare con la presenza fisica la solidarietà a Federica Angeli, così come nei confronti di tutti i colleghi chiamati a testimoniare in processi per minacce di morte”. (n.r. e non finisce qui, purtroppo. Vi sono anche iniziative in rete che in una forma più insidiosa limitano, di fatto, la libertà d’informazione)

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La prima Mailing List con tutti i giornalisti che scrivono di cultura e spettacolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 gennaio 2018

luci della ribaltaQuanti sono i giornalisti che scrivono di arte, musica o cultura in Italia e quante le testate in cui si dà spazio a queste tematiche? Chi sono e cosa fanno gli addetti alla comunicazione che lavorano negli enti e nelle aziende del settore?
Per rispondere a questi ed altri interrogativi, l’Istituto Ricerche di Comunicazione di Roma ha dato vita alla prima ricerca su media e comunicazione nel settore dell’arte e dello spettacolo.
Lo studio è stato commissionato da un network di esperti comunicatori del settore che hanno sfruttato i risultati dell’indagine per mettere a punto un innovativo strumento per chi lavora nella comunicazione e nel marketing in questo ambito merceologico: la prima Mailing List dei Giornalisti dell’Arte, Cultura e Spettacolo (www.emailgiornalisticulturaspettacolo.it). Da qui si ricava che in Italia ci sono circa 13.000 redattori, blogger e freelance che scrivono di queste tematiche, all’interno di quasi 5.500 testate generaliste e specializzate.
I giornalisti lavorano per lo più in testate di livello nazionale (57% contro il 43% di chi lavora in testate locali). La tipologia di media che occupa più redattori che scrivono di questi temi sono i media cartacei (quotidiani e periodici), sebbene stia crescendo molto rapidamente il numero e il peso dei media online soprattutto nel campo dello spettacolo.I dati relativi ai media di settore con l’elenco delle testate specializzate ritenute più autorevoli sono disponibili gratuitamente nel report sintetico della ricerca, scaricabile a questo indirizzo (http://www.emailgiornalisticulturaspettacolo.it/scarica-report-della-ricerca-sui-media-del-settore-cultura-spettacolo/).Lo studio ha voluto anche indagare sul mondo della comunicazione di questo settore. E’ emerso uno scenario in forte evoluzione. Si stima che nel campo della cultura operino circa 36.000 addetti alla comunicazione. Di questi ben il 39% lavora all’interno di strutture organizzate di ufficio stampa, relazioni pubbliche e pubblicità, mentre il restante 61% va diviso tra imprenditori, manager di startup, responsabili commerciali e freelance. Circa il 74%% dei comunicatori opera nel settore privato e il resto in enti e organizzazioni pubbliche. Per quanto riguarda le attività di comunicazione, i professionisti del settore segnalano tra le funzioni che apportano maggior valore (ROI) alla propria organizzazione, in ordine: ufficio stampa e media relations (citata dal 79% del campione), tutte le forme di Marketing digitale (66%), Advertising classico (61%), Fiere ed eventi (57%). Da oggi tutti questi operatori della comunicazione e del marketing in ambito cultura e spettacolo possono contare su un innovativo strumento di lavoro per dare visibilità al proprio brand o far conoscere i prodotti e servizi offerti: una mailing list completa e aggiornata con tutti e solo i riferimenti dei giornalisti che scrivono di queste tematiche in tutte le testate nazionali e locali. Realizzata grazie al contributo di una trentina di professionisti dell’ufficio stampa di questo settore con decine di anni di esperienza, conta più di 13.000 email di redattori, blogger e freelance, forniti in un comodo foglio excel.

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Turchia: Articolo 21, Fnsi, No Bavaglio lanciano petizione per libertà giornalisti Alpay e Altan

Posted by fidest press agency su martedì, 16 gennaio 2018

turchia giornalisti imprigionatiIstanbul. Articolo 21, Federazione nazionale della stampa, la rete No Bavaglio hanno lanciato una petizione su Change.org per chiedere l’immediata liberazione del giornalista Şahin Alpay e dell’economista e editorialista Mehmet Altan per i quali la Corte Suprema della Turchia l’11 gennaio 2018 ha disposto il rilascio dopo aver giudicato incostituzionali le motivazioni del loro arresto. Il Tribunale penale di Istanbul e il governo turco hanno però contestato la sentenza e i giudici di riferimento dei casi di Alpay e Altan hanno deciso di non autorizzarne la scarcerazione.
“Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio abuso, una forzatura incostituzionale che non è accettabile – si legge nella petizione destinata al presidente Recep Tayyip Erdogan sottoscritta anche da Arci, Cild, Diritto e libertà, Sinoi e con adesioni internazionali, tra cui Pen International – Siamo molto preoccupati per la repressione nei confronti dei media attuata in Turchia che sta assumendo i contorni di una deriva liberticida con l’imposizione del silenzio alla libera stampa e alla libertà di pensiero con arresti di intellettuali, giornalisti, attivisti, avvocati, magistrati, insegnanti”. Articolo 21, Fnsi, NoBavaglio promotori di questa petizione, chiedono a tutte le associazioni di giornalisti e alle organizzazioni per i diritti umani a prendere una posizione ferma contro questa grave violazione dei diritti della categoria dei giornalisti, ma anche di decine di migliaia di cittadini turchi oggetto di una vera e propria persecuzione.
The Constitutional Court 11th January considered unconstitutional the reasons behind the arrest of the journalist Sahin Alpay and the economist and columnist Mehmet Altan and ordered the release.
However, the judges of the Criminal Court in Istanbul decided not to authorize their release until the judgment was published.
We are faced with a real abuse, an unconstitutional forcing that is not acceptable.
We are very worried for the repression against the media initiated by President Erdogan, who assumed the outlines of a liberticidal drift with the imposition of the silence to free press and freedom of thought with arrests of Intellectuals, journalists, activist, lawyers, magistrates, teachers.
Articolo 21, Fnsi, No Bavaglio, Diritto e libertà ask all organizations of journalists and human rights to take a firm stand against this very serious violation of the rights of the category of journalists but also of tens of thousands of Turkish citizens.
We call for the immediate release of our colleagues and we hope that the judgment of the Cosituzionale court may represent the basis for a new case-law which favours the release of others journalists pending trial for the same charges in Turkey.

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Sanità:Protocollo d’intesa per la formazione dei giornalisti

Posted by fidest press agency su martedì, 19 dicembre 2017

protocollo intesa sanitàFirmato oggi dal Ministro della salute Beatrice Lorenzin e dal Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Raffaele Lorusso il Protocollo di Intesa per la realizzazione di corsi di formazione in materie scientifiche di largo interesse rivolti ai giornalisti nell’ambito della Formazione Professionale Continua (FPC) obbligatoria per tutti i giornalisti in attività.
Considerato che la trattazione di tematiche di salute, anche di natura emergenziale, ha assunto negli ultimi anni rilevanza particolare e che le informazioni diffuse dai media sono in grado di influenzare la percezione e le scelte dei target di riferimento, l’obiettivo del Protocollo firmato è quello di promuovere nei giornalisti conoscenze in ambito sanitario provenienti da fonte istituzionale autorevole e indipendente, al fine di fornire ai cittadini un’informazione corretta e scientificamente validata, contrastando il fenomeno della disinformazione e delle fake news circolanti.”Con questo Protocollo – ha sottolineato il Ministro della salute Beatrice Lorenzin – ci vacciniamo contro le fake news. Il Ministero della salute mette a disposizione dei giornalisti la propria competenza, gli esperti, il suo know-how per contribuire alla formazione dei giornalisti rispetto alla cultura scientifica e quindi per promuovere la diffusione di informazioni scientificamente validate nel nostro Paese, a vantaggio dei cittadini italiani”.”Formare i giornalisti – ha proseguito il Segretario generale della FNSI Raffaele Lorusso – è fondamentale per avere una opinione pubblica correttamente informata sui temi della medicina, dell’informazione scientifica e diventa anche un antidoto fortissimo contro i ciarlatani che fanno disinformazione e puntano a mettere in discussione, se non a cancellare, quelle che sono state conquiste che hanno rivoluzionato il mondo scientifico e migliorato la vita dei cittadini”.
In particolare il Protocollo prevede:
la realizzazione di corsi di formazione gratuiti nell’ambito della Formazione Professionale Continua obbligatoria per tutti i giornalisti in attività specificamente dedicati alla informazione sui temi della salute e contraddistinti da approcci innovativi volti alla promozione di una informazione corretta che incrementi le conoscenze e le consapevolezze dei cittadini in tema di tutela della salute, con particolare riferimento alle buone pratiche ed alla ricerca coerente delle fonti informative;
l’impegno del Ministero della salute ad elaborare un progetto condiviso di corsi di formazione e mettere a diposizione del progetto, sia in fase di elaborazione, sia in quella di docenza, i suoi esperti scientifici e di comunicazione;
l’impegno della Federazione Nazionale della Stampa ad inserire gli incontri formativi approvati nei programmi obbligatori di FPC; attivare le iniziative previste dal Protocollo attraverso il coinvolgimento dei propri esperti, mettere a disposizione il patrimonio di competenze acquisite, di relazioni associative e scientifiche.Per la realizzazione degli obiettivi del Protocollo d’intesa e al fine di garantire la piena operatività delle attività, sarà costituito un Comitato paritetico, coordinato da un rappresentante del Ministero. Alle riunioni del Comitato potranno essere invitati a partecipare, in qualità di esperti, anche rappresentanti di altre istituzioni pubbliche, in ragione degli argomenti trattati.Le attività di verifica e monitoraggio delle iniziative oggetto del Protocollo saranno espletate dalla Direzione generale della comunicazione e dei rapporti europei e internazionali.
Il Protocollo ha durata di tre anni, a decorrere dalla comunicazione d’inizio attività e potrà essere prorogato senza oneri su richiesta motivata di una delle due Parti. (foto: protocollo intesa sanità)

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Il Corriere della Sera riceve il premio speciale «Giornalisti e Società: la professione giornalistica a servizio dell’uomo»

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 dicembre 2017

GRUPPO VINCITORI PREMIO NATALE UCSI 2017«Il primo quotidiano italiano riconosce che il bene fa notizia e merita di essere raccontato perché ‘la virtù è assai più contagiosa del vizio, a condizione che sia fatta conoscere’ (Aristotele)». Questa la motivazione che ha portato la giuria della XXIII edizione del Premio giornalistico nazionale “NATALE UCSI 2017”, ad assegnare il Premio Speciale «GIORNALISTI E SOCIETÀ: La professione giornalistica a servizio dell’uomo», attribuito dalla CET-Conferenza Episcopale del Triveneto, al CORRIERE DELLA SERA, per l’iniziativa editoriale settimanale “Buone Notizie – L’impresa del bene”, che racconta storie e inchieste dell’Italia positiva.Il rito di premiazione è proseguito con l’assegnazione dei PREMI PRINCIPALI:
1)Premio Ucsi – Fondazione Cattolica alla STAMPA alla giornalista Simonetta Venturin, direttrice del settimanale diocesano Il Popolo, per lo speciale “Oltre e nonostante la crisi: quattro storie da applauso” (Aziende del territorio che hanno avuto successo in anni difficili) che racconta «quattro storie positive in un contesto generale che invita al pessimismo. Creatività, ingegno, lavoro, collaborazione dei distretti produttivi mostrano che la crisi può essere anche un’opportunità», recita la motivazione.Per la stessa sezione di concorso hanno ricevuto una menzione speciale la veronese Adriana Vallisari, per l’articolo “Sulle strade un canto pieno di speranza”, coraggioso reportage di una notte passata con i volontari della comunità Papa Giovanni XXIII ad aiutare le vittime della tratta e della prostituzione, pubblicato su Verona Fedele, e a Barbara Ganz de Il Sole 24 Ore per il pezzo “Il modello (sostenibile) del dentista sociale”;
2) Premio Ucsi – Fondazione Cattolica alla TELEVISIONE a Giulia Salmaso, autrice del servizio “Il Post: la guerra di Massimo”, andato in onda su Tv2000, «tormentato percorso di un medico che per anni ha praticato aborti e ora aiuta le donne ad avere figli; un’intervista che scava nel dramma con sensibilità». Ha ritirato il premio il collega video-giornalista Alberto Feltrin, presente insieme al protagonista del servizio tv Massimo Segato, viceprimario di Ginecologia all’ospedale di Valdagno;
3) il Premio Ucsi – Fondazione Cattolica alla RADIO ad Anna Maria Giordano di Rai Radio3, per “Maggie, la Madre Teresa africana”, servizio «sull’impegno di Marguerite Barankitse, che dal 1993, quando in Burundi esplose la guerra civile, ha salvato 50.000 bambini: una testimone di pace in un Paese dilaniato dai feroci combattimenti tra etnie».Altri due PREMI SPECIALI sono andati a:
• Lucia Caretti, autrice di un’inchiesta pubblicata su La Stampa dal titolo “Sibling, quei campioni oltre gli ostacoli” (Le storie di fratelli disabili e normodotati che primeggiano negli sport praticati assieme) premiata con la Targa Athesis (assegnata dal Gruppo editoriale Athesis a giovani under 30): «un aspetto poco noto della disabilità, raccontato con partecipazione per testimoniare come gli sport praticati insieme ai fratelli disabili possano offrire pari opportunità e migliorare la stessa performance agonistica»;
• Elena Filini de Il Gazzettino, per l’articolo “Elisa e i 18 doni prima di morire alla figlia neonata” (Storia della mamma che si è spenta per un cancro dopo aver acquistato tutti i regali per la figlia fino alla maggiore età), vincitrice del Genio della donna – Banco BPM per la sua testimonianza su come «la malattia e la morte non interrompano il legame tra madre e figlia: una storia drammatica ma piena di speranza scritta con delicatezza e attenzione».
I vincitori hanno ricevuto una scultura del maestro orafo Alberto Zucchetta che firma le splendide realizzazioni con il logo dell’Ucsi Verona, raffigurante Cangrande della Scala (simbolo della città scaligera fin dalla prima edizione del Premio), oltre a un riconoscimento in danaro e un omaggio della Cantina Valpolicella di Negrar con il marchio di eccellenza DOMINI VENETI, pregiata espressione della tradizione enologica della Valpolicella e del settore vitivinicolo veronese. (foto: vincitori)

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Giornalisti aggrediti: Solidarietà a collega Nemo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 novembre 2017

Giornalisti“Le immagini rese pubbliche dalla redazione di Nemo Rai Due sono la prova oggettiva di quello che è successo ieri a Ostia, quartiere di Roma. L’aggressione ad una troupe del settimanale di approfondimento di Rai Due. L’inviato Daniele Piervincenzi e il filmaker Edoardo Anselmi sono stati violentemente aggrediti da Roberto Spada, membro della famiglia Spada coinvolta in diverse inchieste giudiziarie. gli Spada sono gli stessi che costringono la giornalista di Repubblica Federica Angeli, a vivere sotto scorta. Un atto di una gravità enorme. Un crimine che non può rimanere impunito. La magistratura romana e gli investigatori procedano rapidamente. Il Gip si esprima rapidamente. Quel signore merita la condanna, secondo la legge. Noi giornalisti, cronisti di strada, esprimiamo la nostra solidarietà ai colleghi di Nemo. Chiediamo a tutti, all’opinione pubblica innanzitutto, ma anche alle associazioni e alle istituzioni, di non sottovalutare episodi come quello avvenuto ieri ad Ostia.
Noi cronisti di strada rileviamo che aggressioni e minacce ai giornalisti si susseguono pericolosamente anche perché da tempo alcune forze politiche delegittimano l’informazione, creando un clima di isolamento, del quale fanno le spese giornalisti che cercano di raccontare i territori. La libertà di informazione è un bene che va salvaguardato da tutti”. E’ quanto scrivono per Articolo 21 i giornalisti Federica Angeli, Paolo Borrometi, Sandro Ruotolo e Nello Trocchia.

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Giornalisti. Verna, “le mie priorità: precarietà, retribuzioni e querele temerarie”

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 ottobre 2017

Giornalisti“Il Giornalismo ha una funzione sociale estremamente rilevante per il Paese e per la qualità della vita degli italiani. Ci sono temi prioritari: in primis difendere i giornalisti, tutti hanno diritto a vivere senza il peso delle minacce, ma quando si minaccia un giornalista si minaccia lo Stato, la funzione sociale che ricopre. La scorta mediatica, che noi fortemente promuoveremo, non è al giornalista, ma al cittadino come diritto ad essere informato, una scorta alla democrazia del Paese”. Carlo Verna, nuovo presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti rilascia al giornalista Paolo Borrometi di Articolo21 la prima intervista dopo la sua elezione. “Sulle querele temerarie bisogna intervenire tutti quanti insieme ad una voce: Ordine, Fnsi, perché quando si va in una sede politica e si parla a più voci affermando cose diverse, solitamente l’interlocutore cancella il tema dall’agenda e certi aspetti non possono più attendere. Dobbiamo affermare subito dei concetti, come quello che le leggi dello Stato si rispettano. La legge 150, ad esempio, quella sugli uffici stampa non è stata rispettata ed io in questi casi farò il furioso”. Per il neo presidente, “nessun rimpianto crepuscolare per ciò che in passato non è stato fatto, guardiamo al futuro, tutti insieme”. Fondamentale sarà fare squadra con “il coordinamento degli Enti, è un interesse unico, dei giornalisti e del giornalismo”.Nessun rimpianto, ma su certi temi come precarietà e retribuzione Verna non nasconde l’obbligo “per l’Ordine di fare un’autocritica e ripartire. Si doveva capire che qualcosa stava cambiando e già la legge del 63 era insufficiente. Se l’albo è diventato di oltre 100mila iscritti, c’è una riserva importante che mette in condizione l’editore di fare ciò che vuole ed il sindacato in difficoltà”. Insomma, “prima cosa da fare è la riforma, seconda cosa la riforma, terza cosa la riforma”. (fonte: http://www.articolo21.org)

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I media e l’informazione

Posted by fidest press agency su sabato, 21 ottobre 2017

GiornalistiPiù volte, da alcuni anni a questa parte, non si fa altro che discutere intorno a ciò che i media comunicano, il modo come lo fanno, le eventuali omissioni e a disquisire se un’informazione è notiziabile oppure no. Sembra, per un osservatore superficiale, una questione di lana caprina: si fa tanto rumore per un argomento che si ritaglia di più per gli addetti ai lavori. Ma non è così. Dovremmo, innanzitutto chiederci, se esiste un rapporto diretto, sia pure virtuale, tra chi scrive e chi legge e se nel messaggio dell’autore vi possa essere una condivisione da parte del destinatario e in che misura. Il tutto sta, ovviamente nella cerchia degli interessi particolari rappresentabili da una testata giornalistica o da una emittente televisiva in ambito territoriale. E’ il motivo alquanto evidente che giustifica la presenza dei quotidiani e delle emittenti locali o di quelli a tiratura nazionale che contengono pagine regionali. Ma la questione è anche un’altra. C’è da dire che il dialogo non si fa a due tra giornalisti e lettori ma vi è un terzo rappresentato dall’editore e dai suoi interessi pubblicitari, politici et similia e lo è in misura più incisiva se non si tratta di un editore puro. E’ una triangolazione che tende ad alterare il messaggio e a farlo pervenire al lettore viziato da interessi che dovrebbero essere evitati per non generare false speranze, entusiasmi immotivati e paure ingiustificate. E’ indubbio, ovviamente, che anche il lettore dovrebbe essere in grado di disporre di una capacità di giudizio legata al suo livello culturale ed esperienza di vita per saper scremare l’informazione dalla disinformazione di là delle suggestioni che gli vengono ammannite. in tutto questo l’aspetto più inquietante è dato dal come una certa politica mistifica i fatti per un puro calcolo propagandistico specialmente in vista di una scadenza elettorale. Ed è questa, pare evidente, la vera sfida che si richiede al lettore. (Riccardo Alfonso)

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Il quarto potere

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 ottobre 2017

GiornalistiMi viene da sorridere pensando che il quarto potere è attribuito ai giornalisti, in specie se guardo le vicende che accadono in Italia. Semmai dovremmo considerarlo un potere a “mezzo servizio” nella triangolare: editori, politici e sponsor pubblicitari. Vi sono dentro ma ad autonomia limitata. La libertà di stampa dovrebbe essere tutt’altra cosa. Ma cos’è questa libertà di cui tutti ne parlano ma non sempre ci è chiaro il suo significato reale? Se penso ai tanti giornalisti che sono morti ammazzati dalla criminalità organizzata per non aver taciuto non tanto sulle loro malefatte quanto sui loro rapporti sottobosco con le istituzioni, che muoiono per raccontarci in prima linea le storie di guerra, le rivolte popolari, le repressioni feroci delle dittature, ritengo che per essi vada espresso, senza riserve, tutta la stima e la considerazione che si meritano. Questo è un modo per dimostrarci che la libertà di stampa esiste e ha un prezzo che spesso non è rilevato nella giusta misura dal popolo dei lettori e più in generale dal grosso pubblico. Vi è anche un giornalismo di tutt’altra natura che convive con il mondo degli eroi, che non si abbevera alla fonte dei riscontri obiettivi, che non rispetta il dolore e la sofferenza altrui e che trasforma i carnefici in vittime e le vittime in negrieri. In questa tendenza alle “devianze” il giornalista, da una parte, entra in un gioco più grande di lui e ne rimane avviluppato forse per inesperienza, forse per la maggiore abilità dei cultori della disinformazione, forse per le logiche della pubblicità che trova negli scandali, nelle situazioni scabrose un modello di attenzione pubblica che giornalistiturchiaprocura più ritorni finanziari. In queste anormalità sono complici gli stessi lettori che alzano l’indice d’ascolto se un politico passa una notte brava in un night, ha una relazione omosessuale e bacia un boss della malavita pluriricercato ma, nella fattispecie, è a piede libero.
Non è giusto, ovviamente, tacere se si hanno prove concrete, ma dovremmo curarne, in ogni caso, la moderazione. Dovremmo evitare che da un episodio si faccia di tutta l’erba un fascio e spingere il lettore a credere che la classe politica sia costituita in massima parte da corrotti e corruttori. In questo la responsabilità non è sola del cronista, o meglio del suo modo di rappresentare certi fatti, ma anche di quella società civile che una volta individuata la mela marcia, nel loro paniere, non si affretta a toglierla di mezzo invece di approntare una difesa corporativa e leziosa e prendersela con chi ne ha pubblicata la notizia.
Dovremmo, insieme, imparare ad avere maggiore rispetto per il prossimo, a saper distinguere i diversi ruoli e a renderci conto che uno scritto può diventare un’arma impropria ma fare altrettanto male e che il ruolo del giornalista non è solo quello d’informare ma di saperlo fare con intelligenza e una buona dose di prudenza nel vagliare la bontà delle sue fonti. (Riccardo Alfonso)

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Giornalisti firmano manifesto contro i muri mediatici

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 settembre 2017

assisi1Assisi dal 29 al 30 settembre contro i muri mediatici, l’industria dell’odio e le buone pratiche giornalistiche per contrastarli. L’associazione Articolo 21 e la rivista San Francesco hanno organizzato per l’occasione un seminario nazionale, al quale parteciperanno tantissimi operatori della stampa, per testimoniare il proprio dissenso verso fake news e hate speech. Partner dell’iniziativa sono l’Ordine dei giornalisti Umbria e l’Associazione Stampa Umbria. L’incontro è riconosciuto quale evento formativo dall’Odg Umbria e inserito nella piattaforma Sigef.
La crescente istigazione all’odio e la costruzione di veri e propri muri mediatici e giuridici volti a ridurre la libertà d’informazione costituiscono una deriva pericolosa per la corretta vita democratica.
L’incontro di Assisi punta a individuare pratiche concrete per illuminare le periferie dimenticate del mondo ed educare alla diversità e per attuare linee guida di un nuovo linguaggio della comunicazione contro la violenza verbale e scritta. Fare rete in modo sistematico fra tutte le associazioni di volontariato e quelle professionali mettendo al centro di ogni discussione la verità, la libertà, la democrazia, l’uomo. Il programma:
Venerdì 29 settembre ore 14.30 I lavori, coordinati da Elisa Marincola e Stefano Corradino, portavoce e direttore di articolo21, inizieranno con il saluto iniziale del Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, del presidente OdG Umbria, Roberto Conticelli, e del presidente Fnsi, Giuseppe Giulietti. Seguiranno le relazioni di: padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento, padre Camillo Ripamonti, direttore del Centro Astalli, Gian Mario Gillio, Federazione Chiese evangeliche in Italia, padre Daniele Moschetti, missionario comboniano, Attilio Bolzoni, giornalista e scrittore,. E’ prevista una comunicazione di Ilaria Cucchi e Fabio Anselmo, dell’Associazione Stefano Cucchi.
Sabato 30 ore 9.00 Dopo i saluti di Marta Cicci, presidente Sindacato giornalisti Umbria, e di Barbara Scaramucci, presidente Articolo21, si svolgeranno le relazioni di Shahrzad Houshman, teologa Università gregoriana,, Rosy Russo, Parole Ostili, Flavio Lotti, Tavola della Pace, Giovanni Maria Bellu, presidente Carta Di Roma, e Vittorio Di Trapani, segretario Usigrai.
Tra gli altri interventi di questa due giorni: Raffaele Lorusso, segretario generale Fnsi, Carlo Verna, TgR Rai, Tiziana Ferrario, giornalista Tg1, Federica Angeli, giornalista la Repubblica, Paolo Borrometi, delegato legalità Articolo21, Antonella Napoli, Huffington Post, Roberto Natale, portavoce presidente Camera, Riccardo Noury, portavoce Amnesty, Andrea Iacomini, Portavoce Unicef, Vincenzo Morgante, direttore Tgr, Antonio Di Bella, direttore Rainews24, Paolo Ruffini, direttore Tv2000, Gerardo Greco, direttore GR Rai, Andrea Vianello, vice direttore Rai 1, Altero Frigerio, direttore Radio Articolo1, Vincenzo Vita, presidente AAMOD, Daniele Cerrato, presidente Casagit, Laura Berti,TG2, Enzo Nucci, corrispondente Rai Nairobi, Luciano Scalettari, inviato Famiglia Cristiana, Carlo Paris,corrispondente Rai Gerusalemme, Nello Scavo, Avvenire, Riccardo Cristiano, Ass. amici padre Dall’Ogio, Valerio Cataldi, inviato TG2, Marcello De Martino, premio De Donato, Renato Parascandolo, Articolo21, Roberto Pacilio, responsabile Ufficio Stampa Basilica San Francesco, Vincenzo Grienti, Tv2000, Nicola Pedrazzi,Oss. Balcani Caucaso, Claudio Silvestri, segr. Sindacato giornalisti Campania, Fabiana Martini, portavoce Articolo21 FVG, Carlo Muscatello, presidente Assostampa FVG, Desiree Klain, portavoce Articolo21 Campania, Alessandra Girlado, portavoce Articolo21 Veneto, Paolo Maggioni, Articolo21 Lombardia, Nicola Chiarini,Sindacato giornalisti Veneto, Norma Ferrara, I Nuovi Siciliani, Marilù Mastrogiovanni, giornalista e scrittrice, Luciana Esposito, giornalista freelance, Marina De Ghantus Cubbe, Uff. Presidenza Articolo21.

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