Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n°122

Posts Tagged ‘giornalisti’

Solidarietà ai giornalisti dell’agenzia di stampa Askanews

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 marzo 2018

“Esprimo a nome del gruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati e mio personale la totale solidarietà ai giornalisti dell’agenzia di stampa Askanews confidando in una soluzione positiva che scongiuri la cassa integrazione stellare proposta dall’editore Luigi Abete. Ci impegneremo nei prossimi giorni in un’attività di sensibilizzazione sul ruolo centrale delle agenzie di stampa, un patrimonio da tutelare nel rispetto dell’articolo 21 della Costituzione e del pluralismo dell’informazione, così come ha ricordato la presidente del partito stamattina Giorgia Meloni a proposito della crisi di Askanews”. E’ quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati Fabio Rampelli al termine dell’incontro con il comitato di redazione dell’agenzia stampa Askanews rappresentato da Daniela Mogavero e Roberto Vozzi. (n.r.: La Fidest si associa alla lotta dei colleghi dichiarando la propria disponibilità a rilanciare i comunicati che saranno emessi riguardo l’evoluzione dei rapporti  con l’editore)

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Caffè Europa per giornalisti e giornaliste

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2018

Roma 8 marzo 2018 10.00-11.30 Sala Mosaici Via IV Novembre 149. L’Ufficio del Parlamento europeo in Italia organizza, giovedì 8 marzo, dalle 10 alle 11.30 nella Sala Mosaici di Via IV Novembre a Roma un caffè per la stampa per illustrare gli argomenti all’ordine del giorno della prossima plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo (12-15 marzo).
Si farà innanzitutto il punto sulla questione Agenzia Europea dei Medicinali (Ema), che verrà dibattuta e votata prima in commissione Ambiente (12 marzo) e poi in plenaria (dal 13 al 15 marzo).Si parlerà poi degli altri punti in agenda, con particolare risalto al voto sul mandato negoziale del Parlamento europeo sul bilancio pluriennale dell’UE post 2020.
Verranno successivamente illustrate le opportunità, per i media partner del Parlamento europeo, di partecipare al bando per progetti in cofinanziamento per la primavera e l’autunno 2018.
Nell’occasione verrà presentato anche il progetto Qui Europa, per una maggiore informazione europea sui quotidiani locali, lanciato nelle scorse settimane dall’Ansa in collaborazione con l’Ufficio di informazione in Italia del Parlamento europeo.Infine, nella Giornata internazionale delle Donne, verrà presentato l’evento del giorno successivo alla Casa del Cinema, che vedrà come protagoniste diverse donne attive nei media e nel mondo delle nuove tecnologie, fra cui l’attivista e blogger tunisina Asma Kaouech.

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Il quarto potere

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2018

Mi viene da sorridere pensando che il quarto potere è attribuito ai giornalisti, in specie se guardo le vicende che accadono in Italia. Semmai dovremmo considerarlo un potere a “mezzo servizio” nella triangolare: editori, politici e sponsor pubblicitari. Vi sono dentro ma ad autonomia limitata.
La libertà di stampa dovrebbe essere tutt’altra cosa. Ma cos’è questa libertà di cui tutti ne parlano ma non sempre ci è chiaro il suo significato reale? Se penso ai tanti giornalisti che sono morti ammazzati dalla criminalità organizzata per non aver taciuto non tanto sulle loro malefatte quanto sui loro rapporti sottobosco con le istituzioni, che muoiono per raccontarci in prima linea le storie di guerra, le rivolte popolari, le repressioni feroci delle dittature, ritengo che per essi vada espresso, senza riserve, tutta la stima e la considerazione che si meritano. Questo è un modo per dimostrarci che la libertà di stampa esiste e ha un prezzo che spesso non è rilevato nella giusta misura dal popolo dei lettori e più in generale dal grosso pubblico. Vi è anche un giornalismo di tutt’altra natura che convive con il mondo degli eroi, che non si abbevera alla fonte dei riscontri obiettivi, che non rispetta il dolore e la sofferenza altrui e che trasforma i carnefici in vittime e le vittime in negrieri. In questa tendenza alle “devianze” il giornalista, da una parte, entra in un gioco più grande di lui e ne rimane avviluppato forse per inesperienza, forse per la maggiore abilità dei cultori della disinformazione, forse per le logiche della pubblicità che trova negli scandali, nelle situazioni scabrose un modello di attenzione pubblica che procura più vantaggi economici. In queste anormalità sono complici gli stessi lettori che alzano l’indice d’ascolto se un politico passa una notte brava in un night, ha una relazione omosessuale e bacia un boss della malavita pluriricercato ma, nella fattispecie, è a piede libero.
Non è giusto, ovviamente, tacere se si hanno prove concrete, ma dovremmo curarne, in ogni caso, la moderazione. Dovremmo evitare che da un episodio si faccia di tutta l’erba un fascio e spingere il lettore a credere che la classe politica sia costituita in massima parte da corrotti corruttori e corruttibili. In questo la responsabilità non è sola del cronista, o meglio del suo modo di rappresentare certi fatti, ma anche di quelle classi sociali che una volta individuata la mela marcia, nel loro paniere, non si affrettano a toglierla di mezzo invece di approntare una difesa corporativa e leziosa e prendersela con chi ne ha pubblicata la notizia.
Dovremmo, insieme, imparare ad avere maggiore rispetto per il prossimo, a saper distinguere i diversi ruoli e a renderci conto che uno scritto può diventare un’arma impropria ma fare altrettanto male e che il ruolo del giornalista non è solo quello d’informare ma di saperlo fare con intelligenza e una buona dose di prudenza nel vagliare la bontà delle sue fonti. (Riccardo Alfonso)

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Giornalisti: Articolo21, testate e schiaffi

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

“Le spinte ai cronisti, le testate, gli schiaffi (come avvenuto ieri alla collega di FanPage) o le scene per cui le redazioni vengono invase da uomini delle forze dell’ordine per effettuare perquisizioni, sono sempre sbagliate e da condannare senza se e senza ma.
Non ci possono essere ammiccamenti rispetto alla libertà d’informazione, non ci possono essere fazioni per difendere questo o quel partito”.Lo affermano il presidente e la portavoce di Articolo21, Paolo Borrometi ed Elisa Marincola.”L’attacco ai giornalisti in questo periodo sta assumendo contorni gravissimi, è un vero e proprio “tiro al piccione”, da Daniele Piervincenzi a Maria Grazia Mazzola, fino a Gaia Bozza ed al ritorno alle liste di proscrizione e noi, come Articolo21, non ci arrenderemo mai a questo andazzo, non dimenticandoci che non possiamo risolvere il “problema” italiano se non partiamo dal raccogliere le denunce dei colleghi turchi, in galera per aver fatto solo ed unicamente il proprio dovere. Ed è per queste ragioni che abbiamo promosso con Fnsi e Non Bavaglio il sit-in al Tribunale di Roma per manifestare con la presenza fisica la solidarietà a Federica Angeli, così come nei confronti di tutti i colleghi chiamati a testimoniare in processi per minacce di morte”. (n.r. e non finisce qui, purtroppo. Vi sono anche iniziative in rete che in una forma più insidiosa limitano, di fatto, la libertà d’informazione)

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La prima Mailing List con tutti i giornalisti che scrivono di cultura e spettacolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 gennaio 2018

luci della ribaltaQuanti sono i giornalisti che scrivono di arte, musica o cultura in Italia e quante le testate in cui si dà spazio a queste tematiche? Chi sono e cosa fanno gli addetti alla comunicazione che lavorano negli enti e nelle aziende del settore?
Per rispondere a questi ed altri interrogativi, l’Istituto Ricerche di Comunicazione di Roma ha dato vita alla prima ricerca su media e comunicazione nel settore dell’arte e dello spettacolo.
Lo studio è stato commissionato da un network di esperti comunicatori del settore che hanno sfruttato i risultati dell’indagine per mettere a punto un innovativo strumento per chi lavora nella comunicazione e nel marketing in questo ambito merceologico: la prima Mailing List dei Giornalisti dell’Arte, Cultura e Spettacolo (www.emailgiornalisticulturaspettacolo.it). Da qui si ricava che in Italia ci sono circa 13.000 redattori, blogger e freelance che scrivono di queste tematiche, all’interno di quasi 5.500 testate generaliste e specializzate.
I giornalisti lavorano per lo più in testate di livello nazionale (57% contro il 43% di chi lavora in testate locali). La tipologia di media che occupa più redattori che scrivono di questi temi sono i media cartacei (quotidiani e periodici), sebbene stia crescendo molto rapidamente il numero e il peso dei media online soprattutto nel campo dello spettacolo.I dati relativi ai media di settore con l’elenco delle testate specializzate ritenute più autorevoli sono disponibili gratuitamente nel report sintetico della ricerca, scaricabile a questo indirizzo (http://www.emailgiornalisticulturaspettacolo.it/scarica-report-della-ricerca-sui-media-del-settore-cultura-spettacolo/).Lo studio ha voluto anche indagare sul mondo della comunicazione di questo settore. E’ emerso uno scenario in forte evoluzione. Si stima che nel campo della cultura operino circa 36.000 addetti alla comunicazione. Di questi ben il 39% lavora all’interno di strutture organizzate di ufficio stampa, relazioni pubbliche e pubblicità, mentre il restante 61% va diviso tra imprenditori, manager di startup, responsabili commerciali e freelance. Circa il 74%% dei comunicatori opera nel settore privato e il resto in enti e organizzazioni pubbliche. Per quanto riguarda le attività di comunicazione, i professionisti del settore segnalano tra le funzioni che apportano maggior valore (ROI) alla propria organizzazione, in ordine: ufficio stampa e media relations (citata dal 79% del campione), tutte le forme di Marketing digitale (66%), Advertising classico (61%), Fiere ed eventi (57%). Da oggi tutti questi operatori della comunicazione e del marketing in ambito cultura e spettacolo possono contare su un innovativo strumento di lavoro per dare visibilità al proprio brand o far conoscere i prodotti e servizi offerti: una mailing list completa e aggiornata con tutti e solo i riferimenti dei giornalisti che scrivono di queste tematiche in tutte le testate nazionali e locali. Realizzata grazie al contributo di una trentina di professionisti dell’ufficio stampa di questo settore con decine di anni di esperienza, conta più di 13.000 email di redattori, blogger e freelance, forniti in un comodo foglio excel.

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Turchia: Articolo 21, Fnsi, No Bavaglio lanciano petizione per libertà giornalisti Alpay e Altan

Posted by fidest press agency su martedì, 16 gennaio 2018

turchia giornalisti imprigionatiIstanbul. Articolo 21, Federazione nazionale della stampa, la rete No Bavaglio hanno lanciato una petizione su Change.org per chiedere l’immediata liberazione del giornalista Şahin Alpay e dell’economista e editorialista Mehmet Altan per i quali la Corte Suprema della Turchia l’11 gennaio 2018 ha disposto il rilascio dopo aver giudicato incostituzionali le motivazioni del loro arresto. Il Tribunale penale di Istanbul e il governo turco hanno però contestato la sentenza e i giudici di riferimento dei casi di Alpay e Altan hanno deciso di non autorizzarne la scarcerazione.
“Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio abuso, una forzatura incostituzionale che non è accettabile – si legge nella petizione destinata al presidente Recep Tayyip Erdogan sottoscritta anche da Arci, Cild, Diritto e libertà, Sinoi e con adesioni internazionali, tra cui Pen International – Siamo molto preoccupati per la repressione nei confronti dei media attuata in Turchia che sta assumendo i contorni di una deriva liberticida con l’imposizione del silenzio alla libera stampa e alla libertà di pensiero con arresti di intellettuali, giornalisti, attivisti, avvocati, magistrati, insegnanti”. Articolo 21, Fnsi, NoBavaglio promotori di questa petizione, chiedono a tutte le associazioni di giornalisti e alle organizzazioni per i diritti umani a prendere una posizione ferma contro questa grave violazione dei diritti della categoria dei giornalisti, ma anche di decine di migliaia di cittadini turchi oggetto di una vera e propria persecuzione.
The Constitutional Court 11th January considered unconstitutional the reasons behind the arrest of the journalist Sahin Alpay and the economist and columnist Mehmet Altan and ordered the release.
However, the judges of the Criminal Court in Istanbul decided not to authorize their release until the judgment was published.
We are faced with a real abuse, an unconstitutional forcing that is not acceptable.
We are very worried for the repression against the media initiated by President Erdogan, who assumed the outlines of a liberticidal drift with the imposition of the silence to free press and freedom of thought with arrests of Intellectuals, journalists, activist, lawyers, magistrates, teachers.
Articolo 21, Fnsi, No Bavaglio, Diritto e libertà ask all organizations of journalists and human rights to take a firm stand against this very serious violation of the rights of the category of journalists but also of tens of thousands of Turkish citizens.
We call for the immediate release of our colleagues and we hope that the judgment of the Cosituzionale court may represent the basis for a new case-law which favours the release of others journalists pending trial for the same charges in Turkey.

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Sanità:Protocollo d’intesa per la formazione dei giornalisti

Posted by fidest press agency su martedì, 19 dicembre 2017

protocollo intesa sanitàFirmato oggi dal Ministro della salute Beatrice Lorenzin e dal Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Raffaele Lorusso il Protocollo di Intesa per la realizzazione di corsi di formazione in materie scientifiche di largo interesse rivolti ai giornalisti nell’ambito della Formazione Professionale Continua (FPC) obbligatoria per tutti i giornalisti in attività.
Considerato che la trattazione di tematiche di salute, anche di natura emergenziale, ha assunto negli ultimi anni rilevanza particolare e che le informazioni diffuse dai media sono in grado di influenzare la percezione e le scelte dei target di riferimento, l’obiettivo del Protocollo firmato è quello di promuovere nei giornalisti conoscenze in ambito sanitario provenienti da fonte istituzionale autorevole e indipendente, al fine di fornire ai cittadini un’informazione corretta e scientificamente validata, contrastando il fenomeno della disinformazione e delle fake news circolanti.”Con questo Protocollo – ha sottolineato il Ministro della salute Beatrice Lorenzin – ci vacciniamo contro le fake news. Il Ministero della salute mette a disposizione dei giornalisti la propria competenza, gli esperti, il suo know-how per contribuire alla formazione dei giornalisti rispetto alla cultura scientifica e quindi per promuovere la diffusione di informazioni scientificamente validate nel nostro Paese, a vantaggio dei cittadini italiani”.”Formare i giornalisti – ha proseguito il Segretario generale della FNSI Raffaele Lorusso – è fondamentale per avere una opinione pubblica correttamente informata sui temi della medicina, dell’informazione scientifica e diventa anche un antidoto fortissimo contro i ciarlatani che fanno disinformazione e puntano a mettere in discussione, se non a cancellare, quelle che sono state conquiste che hanno rivoluzionato il mondo scientifico e migliorato la vita dei cittadini”.
In particolare il Protocollo prevede:
la realizzazione di corsi di formazione gratuiti nell’ambito della Formazione Professionale Continua obbligatoria per tutti i giornalisti in attività specificamente dedicati alla informazione sui temi della salute e contraddistinti da approcci innovativi volti alla promozione di una informazione corretta che incrementi le conoscenze e le consapevolezze dei cittadini in tema di tutela della salute, con particolare riferimento alle buone pratiche ed alla ricerca coerente delle fonti informative;
l’impegno del Ministero della salute ad elaborare un progetto condiviso di corsi di formazione e mettere a diposizione del progetto, sia in fase di elaborazione, sia in quella di docenza, i suoi esperti scientifici e di comunicazione;
l’impegno della Federazione Nazionale della Stampa ad inserire gli incontri formativi approvati nei programmi obbligatori di FPC; attivare le iniziative previste dal Protocollo attraverso il coinvolgimento dei propri esperti, mettere a disposizione il patrimonio di competenze acquisite, di relazioni associative e scientifiche.Per la realizzazione degli obiettivi del Protocollo d’intesa e al fine di garantire la piena operatività delle attività, sarà costituito un Comitato paritetico, coordinato da un rappresentante del Ministero. Alle riunioni del Comitato potranno essere invitati a partecipare, in qualità di esperti, anche rappresentanti di altre istituzioni pubbliche, in ragione degli argomenti trattati.Le attività di verifica e monitoraggio delle iniziative oggetto del Protocollo saranno espletate dalla Direzione generale della comunicazione e dei rapporti europei e internazionali.
Il Protocollo ha durata di tre anni, a decorrere dalla comunicazione d’inizio attività e potrà essere prorogato senza oneri su richiesta motivata di una delle due Parti. (foto: protocollo intesa sanità)

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Il Corriere della Sera riceve il premio speciale «Giornalisti e Società: la professione giornalistica a servizio dell’uomo»

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 dicembre 2017

GRUPPO VINCITORI PREMIO NATALE UCSI 2017«Il primo quotidiano italiano riconosce che il bene fa notizia e merita di essere raccontato perché ‘la virtù è assai più contagiosa del vizio, a condizione che sia fatta conoscere’ (Aristotele)». Questa la motivazione che ha portato la giuria della XXIII edizione del Premio giornalistico nazionale “NATALE UCSI 2017”, ad assegnare il Premio Speciale «GIORNALISTI E SOCIETÀ: La professione giornalistica a servizio dell’uomo», attribuito dalla CET-Conferenza Episcopale del Triveneto, al CORRIERE DELLA SERA, per l’iniziativa editoriale settimanale “Buone Notizie – L’impresa del bene”, che racconta storie e inchieste dell’Italia positiva.Il rito di premiazione è proseguito con l’assegnazione dei PREMI PRINCIPALI:
1)Premio Ucsi – Fondazione Cattolica alla STAMPA alla giornalista Simonetta Venturin, direttrice del settimanale diocesano Il Popolo, per lo speciale “Oltre e nonostante la crisi: quattro storie da applauso” (Aziende del territorio che hanno avuto successo in anni difficili) che racconta «quattro storie positive in un contesto generale che invita al pessimismo. Creatività, ingegno, lavoro, collaborazione dei distretti produttivi mostrano che la crisi può essere anche un’opportunità», recita la motivazione.Per la stessa sezione di concorso hanno ricevuto una menzione speciale la veronese Adriana Vallisari, per l’articolo “Sulle strade un canto pieno di speranza”, coraggioso reportage di una notte passata con i volontari della comunità Papa Giovanni XXIII ad aiutare le vittime della tratta e della prostituzione, pubblicato su Verona Fedele, e a Barbara Ganz de Il Sole 24 Ore per il pezzo “Il modello (sostenibile) del dentista sociale”;
2) Premio Ucsi – Fondazione Cattolica alla TELEVISIONE a Giulia Salmaso, autrice del servizio “Il Post: la guerra di Massimo”, andato in onda su Tv2000, «tormentato percorso di un medico che per anni ha praticato aborti e ora aiuta le donne ad avere figli; un’intervista che scava nel dramma con sensibilità». Ha ritirato il premio il collega video-giornalista Alberto Feltrin, presente insieme al protagonista del servizio tv Massimo Segato, viceprimario di Ginecologia all’ospedale di Valdagno;
3) il Premio Ucsi – Fondazione Cattolica alla RADIO ad Anna Maria Giordano di Rai Radio3, per “Maggie, la Madre Teresa africana”, servizio «sull’impegno di Marguerite Barankitse, che dal 1993, quando in Burundi esplose la guerra civile, ha salvato 50.000 bambini: una testimone di pace in un Paese dilaniato dai feroci combattimenti tra etnie».Altri due PREMI SPECIALI sono andati a:
• Lucia Caretti, autrice di un’inchiesta pubblicata su La Stampa dal titolo “Sibling, quei campioni oltre gli ostacoli” (Le storie di fratelli disabili e normodotati che primeggiano negli sport praticati assieme) premiata con la Targa Athesis (assegnata dal Gruppo editoriale Athesis a giovani under 30): «un aspetto poco noto della disabilità, raccontato con partecipazione per testimoniare come gli sport praticati insieme ai fratelli disabili possano offrire pari opportunità e migliorare la stessa performance agonistica»;
• Elena Filini de Il Gazzettino, per l’articolo “Elisa e i 18 doni prima di morire alla figlia neonata” (Storia della mamma che si è spenta per un cancro dopo aver acquistato tutti i regali per la figlia fino alla maggiore età), vincitrice del Genio della donna – Banco BPM per la sua testimonianza su come «la malattia e la morte non interrompano il legame tra madre e figlia: una storia drammatica ma piena di speranza scritta con delicatezza e attenzione».
I vincitori hanno ricevuto una scultura del maestro orafo Alberto Zucchetta che firma le splendide realizzazioni con il logo dell’Ucsi Verona, raffigurante Cangrande della Scala (simbolo della città scaligera fin dalla prima edizione del Premio), oltre a un riconoscimento in danaro e un omaggio della Cantina Valpolicella di Negrar con il marchio di eccellenza DOMINI VENETI, pregiata espressione della tradizione enologica della Valpolicella e del settore vitivinicolo veronese. (foto: vincitori)

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Giornalisti aggrediti: Solidarietà a collega Nemo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 novembre 2017

Giornalisti“Le immagini rese pubbliche dalla redazione di Nemo Rai Due sono la prova oggettiva di quello che è successo ieri a Ostia, quartiere di Roma. L’aggressione ad una troupe del settimanale di approfondimento di Rai Due. L’inviato Daniele Piervincenzi e il filmaker Edoardo Anselmi sono stati violentemente aggrediti da Roberto Spada, membro della famiglia Spada coinvolta in diverse inchieste giudiziarie. gli Spada sono gli stessi che costringono la giornalista di Repubblica Federica Angeli, a vivere sotto scorta. Un atto di una gravità enorme. Un crimine che non può rimanere impunito. La magistratura romana e gli investigatori procedano rapidamente. Il Gip si esprima rapidamente. Quel signore merita la condanna, secondo la legge. Noi giornalisti, cronisti di strada, esprimiamo la nostra solidarietà ai colleghi di Nemo. Chiediamo a tutti, all’opinione pubblica innanzitutto, ma anche alle associazioni e alle istituzioni, di non sottovalutare episodi come quello avvenuto ieri ad Ostia.
Noi cronisti di strada rileviamo che aggressioni e minacce ai giornalisti si susseguono pericolosamente anche perché da tempo alcune forze politiche delegittimano l’informazione, creando un clima di isolamento, del quale fanno le spese giornalisti che cercano di raccontare i territori. La libertà di informazione è un bene che va salvaguardato da tutti”. E’ quanto scrivono per Articolo 21 i giornalisti Federica Angeli, Paolo Borrometi, Sandro Ruotolo e Nello Trocchia.

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Giornalisti. Verna, “le mie priorità: precarietà, retribuzioni e querele temerarie”

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 ottobre 2017

Giornalisti“Il Giornalismo ha una funzione sociale estremamente rilevante per il Paese e per la qualità della vita degli italiani. Ci sono temi prioritari: in primis difendere i giornalisti, tutti hanno diritto a vivere senza il peso delle minacce, ma quando si minaccia un giornalista si minaccia lo Stato, la funzione sociale che ricopre. La scorta mediatica, che noi fortemente promuoveremo, non è al giornalista, ma al cittadino come diritto ad essere informato, una scorta alla democrazia del Paese”. Carlo Verna, nuovo presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti rilascia al giornalista Paolo Borrometi di Articolo21 la prima intervista dopo la sua elezione. “Sulle querele temerarie bisogna intervenire tutti quanti insieme ad una voce: Ordine, Fnsi, perché quando si va in una sede politica e si parla a più voci affermando cose diverse, solitamente l’interlocutore cancella il tema dall’agenda e certi aspetti non possono più attendere. Dobbiamo affermare subito dei concetti, come quello che le leggi dello Stato si rispettano. La legge 150, ad esempio, quella sugli uffici stampa non è stata rispettata ed io in questi casi farò il furioso”. Per il neo presidente, “nessun rimpianto crepuscolare per ciò che in passato non è stato fatto, guardiamo al futuro, tutti insieme”. Fondamentale sarà fare squadra con “il coordinamento degli Enti, è un interesse unico, dei giornalisti e del giornalismo”.Nessun rimpianto, ma su certi temi come precarietà e retribuzione Verna non nasconde l’obbligo “per l’Ordine di fare un’autocritica e ripartire. Si doveva capire che qualcosa stava cambiando e già la legge del 63 era insufficiente. Se l’albo è diventato di oltre 100mila iscritti, c’è una riserva importante che mette in condizione l’editore di fare ciò che vuole ed il sindacato in difficoltà”. Insomma, “prima cosa da fare è la riforma, seconda cosa la riforma, terza cosa la riforma”. (fonte: http://www.articolo21.org)

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I media e l’informazione

Posted by fidest press agency su sabato, 21 ottobre 2017

GiornalistiPiù volte, da alcuni anni a questa parte, non si fa altro che discutere intorno a ciò che i media comunicano, il modo come lo fanno, le eventuali omissioni e a disquisire se un’informazione è notiziabile oppure no. Sembra, per un osservatore superficiale, una questione di lana caprina: si fa tanto rumore per un argomento che si ritaglia di più per gli addetti ai lavori. Ma non è così. Dovremmo, innanzitutto chiederci, se esiste un rapporto diretto, sia pure virtuale, tra chi scrive e chi legge e se nel messaggio dell’autore vi possa essere una condivisione da parte del destinatario e in che misura. Il tutto sta, ovviamente nella cerchia degli interessi particolari rappresentabili da una testata giornalistica o da una emittente televisiva in ambito territoriale. E’ il motivo alquanto evidente che giustifica la presenza dei quotidiani e delle emittenti locali o di quelli a tiratura nazionale che contengono pagine regionali. Ma la questione è anche un’altra. C’è da dire che il dialogo non si fa a due tra giornalisti e lettori ma vi è un terzo rappresentato dall’editore e dai suoi interessi pubblicitari, politici et similia e lo è in misura più incisiva se non si tratta di un editore puro. E’ una triangolazione che tende ad alterare il messaggio e a farlo pervenire al lettore viziato da interessi che dovrebbero essere evitati per non generare false speranze, entusiasmi immotivati e paure ingiustificate. E’ indubbio, ovviamente, che anche il lettore dovrebbe essere in grado di disporre di una capacità di giudizio legata al suo livello culturale ed esperienza di vita per saper scremare l’informazione dalla disinformazione di là delle suggestioni che gli vengono ammannite. in tutto questo l’aspetto più inquietante è dato dal come una certa politica mistifica i fatti per un puro calcolo propagandistico specialmente in vista di una scadenza elettorale. Ed è questa, pare evidente, la vera sfida che si richiede al lettore. (Riccardo Alfonso)

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Il quarto potere

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 ottobre 2017

GiornalistiMi viene da sorridere pensando che il quarto potere è attribuito ai giornalisti, in specie se guardo le vicende che accadono in Italia. Semmai dovremmo considerarlo un potere a “mezzo servizio” nella triangolare: editori, politici e sponsor pubblicitari. Vi sono dentro ma ad autonomia limitata. La libertà di stampa dovrebbe essere tutt’altra cosa. Ma cos’è questa libertà di cui tutti ne parlano ma non sempre ci è chiaro il suo significato reale? Se penso ai tanti giornalisti che sono morti ammazzati dalla criminalità organizzata per non aver taciuto non tanto sulle loro malefatte quanto sui loro rapporti sottobosco con le istituzioni, che muoiono per raccontarci in prima linea le storie di guerra, le rivolte popolari, le repressioni feroci delle dittature, ritengo che per essi vada espresso, senza riserve, tutta la stima e la considerazione che si meritano. Questo è un modo per dimostrarci che la libertà di stampa esiste e ha un prezzo che spesso non è rilevato nella giusta misura dal popolo dei lettori e più in generale dal grosso pubblico. Vi è anche un giornalismo di tutt’altra natura che convive con il mondo degli eroi, che non si abbevera alla fonte dei riscontri obiettivi, che non rispetta il dolore e la sofferenza altrui e che trasforma i carnefici in vittime e le vittime in negrieri. In questa tendenza alle “devianze” il giornalista, da una parte, entra in un gioco più grande di lui e ne rimane avviluppato forse per inesperienza, forse per la maggiore abilità dei cultori della disinformazione, forse per le logiche della pubblicità che trova negli scandali, nelle situazioni scabrose un modello di attenzione pubblica che giornalistiturchiaprocura più ritorni finanziari. In queste anormalità sono complici gli stessi lettori che alzano l’indice d’ascolto se un politico passa una notte brava in un night, ha una relazione omosessuale e bacia un boss della malavita pluriricercato ma, nella fattispecie, è a piede libero.
Non è giusto, ovviamente, tacere se si hanno prove concrete, ma dovremmo curarne, in ogni caso, la moderazione. Dovremmo evitare che da un episodio si faccia di tutta l’erba un fascio e spingere il lettore a credere che la classe politica sia costituita in massima parte da corrotti e corruttori. In questo la responsabilità non è sola del cronista, o meglio del suo modo di rappresentare certi fatti, ma anche di quella società civile che una volta individuata la mela marcia, nel loro paniere, non si affretta a toglierla di mezzo invece di approntare una difesa corporativa e leziosa e prendersela con chi ne ha pubblicata la notizia.
Dovremmo, insieme, imparare ad avere maggiore rispetto per il prossimo, a saper distinguere i diversi ruoli e a renderci conto che uno scritto può diventare un’arma impropria ma fare altrettanto male e che il ruolo del giornalista non è solo quello d’informare ma di saperlo fare con intelligenza e una buona dose di prudenza nel vagliare la bontà delle sue fonti. (Riccardo Alfonso)

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Giornalisti firmano manifesto contro i muri mediatici

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 settembre 2017

assisi1Assisi dal 29 al 30 settembre contro i muri mediatici, l’industria dell’odio e le buone pratiche giornalistiche per contrastarli. L’associazione Articolo 21 e la rivista San Francesco hanno organizzato per l’occasione un seminario nazionale, al quale parteciperanno tantissimi operatori della stampa, per testimoniare il proprio dissenso verso fake news e hate speech. Partner dell’iniziativa sono l’Ordine dei giornalisti Umbria e l’Associazione Stampa Umbria. L’incontro è riconosciuto quale evento formativo dall’Odg Umbria e inserito nella piattaforma Sigef.
La crescente istigazione all’odio e la costruzione di veri e propri muri mediatici e giuridici volti a ridurre la libertà d’informazione costituiscono una deriva pericolosa per la corretta vita democratica.
L’incontro di Assisi punta a individuare pratiche concrete per illuminare le periferie dimenticate del mondo ed educare alla diversità e per attuare linee guida di un nuovo linguaggio della comunicazione contro la violenza verbale e scritta. Fare rete in modo sistematico fra tutte le associazioni di volontariato e quelle professionali mettendo al centro di ogni discussione la verità, la libertà, la democrazia, l’uomo. Il programma:
Venerdì 29 settembre ore 14.30 I lavori, coordinati da Elisa Marincola e Stefano Corradino, portavoce e direttore di articolo21, inizieranno con il saluto iniziale del Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, del presidente OdG Umbria, Roberto Conticelli, e del presidente Fnsi, Giuseppe Giulietti. Seguiranno le relazioni di: padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento, padre Camillo Ripamonti, direttore del Centro Astalli, Gian Mario Gillio, Federazione Chiese evangeliche in Italia, padre Daniele Moschetti, missionario comboniano, Attilio Bolzoni, giornalista e scrittore,. E’ prevista una comunicazione di Ilaria Cucchi e Fabio Anselmo, dell’Associazione Stefano Cucchi.
Sabato 30 ore 9.00 Dopo i saluti di Marta Cicci, presidente Sindacato giornalisti Umbria, e di Barbara Scaramucci, presidente Articolo21, si svolgeranno le relazioni di Shahrzad Houshman, teologa Università gregoriana,, Rosy Russo, Parole Ostili, Flavio Lotti, Tavola della Pace, Giovanni Maria Bellu, presidente Carta Di Roma, e Vittorio Di Trapani, segretario Usigrai.
Tra gli altri interventi di questa due giorni: Raffaele Lorusso, segretario generale Fnsi, Carlo Verna, TgR Rai, Tiziana Ferrario, giornalista Tg1, Federica Angeli, giornalista la Repubblica, Paolo Borrometi, delegato legalità Articolo21, Antonella Napoli, Huffington Post, Roberto Natale, portavoce presidente Camera, Riccardo Noury, portavoce Amnesty, Andrea Iacomini, Portavoce Unicef, Vincenzo Morgante, direttore Tgr, Antonio Di Bella, direttore Rainews24, Paolo Ruffini, direttore Tv2000, Gerardo Greco, direttore GR Rai, Andrea Vianello, vice direttore Rai 1, Altero Frigerio, direttore Radio Articolo1, Vincenzo Vita, presidente AAMOD, Daniele Cerrato, presidente Casagit, Laura Berti,TG2, Enzo Nucci, corrispondente Rai Nairobi, Luciano Scalettari, inviato Famiglia Cristiana, Carlo Paris,corrispondente Rai Gerusalemme, Nello Scavo, Avvenire, Riccardo Cristiano, Ass. amici padre Dall’Ogio, Valerio Cataldi, inviato TG2, Marcello De Martino, premio De Donato, Renato Parascandolo, Articolo21, Roberto Pacilio, responsabile Ufficio Stampa Basilica San Francesco, Vincenzo Grienti, Tv2000, Nicola Pedrazzi,Oss. Balcani Caucaso, Claudio Silvestri, segr. Sindacato giornalisti Campania, Fabiana Martini, portavoce Articolo21 FVG, Carlo Muscatello, presidente Assostampa FVG, Desiree Klain, portavoce Articolo21 Campania, Alessandra Girlado, portavoce Articolo21 Veneto, Paolo Maggioni, Articolo21 Lombardia, Nicola Chiarini,Sindacato giornalisti Veneto, Norma Ferrara, I Nuovi Siciliani, Marilù Mastrogiovanni, giornalista e scrittrice, Luciana Esposito, giornalista freelance, Marina De Ghantus Cubbe, Uff. Presidenza Articolo21.

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Regione Lazio: via libera al contratto giornalistico per colleghi Consiglio e Giunta

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 agosto 2017

regione lazioRoma L’Associazione stampa romana comunica un importante risultato raggiunto dopo anni di consapevoli e lucide battaglie sindacali. Nella lunga seduta dedicata all’approvazione del collegato al Bilancio, il Consiglio regionale del Lazio, alle ore 8,12 di stamane, ha approvato una norma che prevede l’applicazione del contratto giornalistico ai colleghi degli uffici stampa della Regione. Con tale norma si viene a sanare una pesante e grave discriminazione che durava ormai da troppo tempo.
La nuova norma, che entrerà in vigore nei prossimi giorni, dopo la pubblicazione del collegato sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio, così recita: “Nelle more dell’attuazione di quanto previsto dall’articolo 9, comma 5, della legge 7 giugno 2000, n. 150 (Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni), al personale iscritto all’albo dei giornalisti che, a seguito di specifico concorso, presta servizio presso gli uffici stampa istituzionali della Giunta e del Consiglio regionale, si applica il contratto nazionale di lavoro giornalistico”.
Il testo approvato è il frutto della riformulazione fatta propria dall’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore, predisposta dalla consigliera regionale Marta Bonafoni (Insieme per il Lazio), durante la lunga maratona d’Aula nella notte, quale sintesi efficace dell’emendamento presentato dai consiglieri del Movimento 5 stelle Valentina Corrado, Gaia Pernarella, Gianluca Perilli, Silvana Denicolò e Devid Porrello, e quello del vicepresidente del Consiglio regionale, Francesco Storace (Movimento nazionale per la sovranità). Hanno poi sottoscritto l’emendamento riformulato anche i consiglieri Baldassarre Favara (Pd) e Piero Petrassi (Centro democratico), firmatari a suo tempo, assieme alla consigliera Bonafoni e al consigliere Daniele Fichera (Psi), di un analogo emendamento presentato alla legge sulla comunicazione prima e alla legge di Stabilità 2017 poi. Tale sinergia di forze politiche così diverse è stata resa possibile da una paziente e determinata azione di sensibilizzazione svolta dall’Associazione stampa romana, anche attraverso il proprio delegato Ugo Degl’Innocenti. L’Associazione stampa romana ringrazia i consiglieri regionali che hanno creduto nelle ragioni degli addetti stampa e approvato tale norma, dando così forza al principio che ai giornalisti va applicato il contratto di categoria sempre e dovunque, anche nella pubblica amministrazione, dove i giornalisti lavorano a garanzia della trasparenza, del pluralismo e di una corretta informazione sull’attività delle istituzioni. (Segreteria Associazione Stampa Romana)

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No al bavaglio dei giornalisti in Turchia

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 aprile 2017

carcereRoma. Il prossimo 2 maggio Articolo 21, da sempre in difesa della libertà di stampa in Italia e nel mondo, parteciperà insieme a Fnsi, Amnesty, Arci, NoBavaglio e tante altre associazioni ad un sit in di fronte alla Camera dei deputati per leggere tutti i nomi delle giornaliste e dei giornalisti detenuti nelle carceri turche.
Un modo per raccogliere gli appelli che arrivano dalla Turchia, ma anche per chiedere alle autorità politiche ed istituzionali, internazionali e nazionali, di non fingere, di non vedere e di non sapere cosa stia accadendo in un paese che si trova sempre più giù, attualmente al 155° secondo Reporter Sans Frontiers, per libertà di stampa nel mondo.
Tra i partecipanti in piazza ci sarà lo stesso Gabriele Del Grande, che il giorno dopo la sua liberazione ha ricevuto in regalo la T-shirt disegnata da Rampicanti Storti, diventata sui social media uno dei simboli della mobilitazione per la scarcerazione del giornalista italiano.
Sono oltre 150 i giornalisti che si trovano nelle carceri turche per aver semplicemente dato voce agli oppositori del Presidente Erdogan. Tra loro anche Gabriele Del Grande, fermato al confine con la Siria e rimasto in stato di arresto per 14 giorni, è stato liberato soltanto il 24 aprile. «Sto bene, non mi è stato torto un capello» – ha detto ai giornalisti che lo aspettavano – «La più grande difficoltà è stata la privazione della libertà. Non conosco ancora il motivo del mio fermo, sono vittima di violenza istituzionale. Oggi sono libero, ma mando un caro pensiero a tutti i giornalisti che sono ancora in carcere in Turchia»
Per sostenere questa causa e le attività di Articolo 21, Toni Bruno, Fabio Magnasciutti e Rampicanti storti hanno donato le loro illustrazioni per ribadire #NoBavaglioTurco e #NoBavaglio in tutti i Paesi in cui non viene rispettata la libertà di stampa. I loro disegni sono diventati delle T-shirt d’autore: https://worthwearing.org/store/articolo-21 per accendere i riflettori sulle storie e i volti dei giornalisti che attualmente si trovano nelle carceri turche.
Worth Wearing è la prima piattaforma online di realizzazione e distribuzione di T-shirts on demand, allo scopo di finanziare progetti e idee di cambiamento. Nata dall’idea di un team creativo giovane e specializzato nel campaigning online, Worth Wearing ha l’obiettivo di rendere immediato e accessibile a tutti il fundraising per associazioni, no profit e singoli.

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4º “Meeting nazionale dei giornalisti cattolici e non”

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

viganòTaquinioGrottammare (Marche) dal 22 al 25 giugno. il 4º “Meeting nazionale dei giornalisti cattolici e non”, si terrà nella “Riviera delle Palme” dal 22 al 25 giugno”. “Le zone terremotate hanno bisogno dei tuoi preziosi talenti, perché la bellezza abbia visibilità e possa dare conforto ad ogni persona. Per questo intendiamo vivere con te in maniera speciale questo meeting.” Con queste parole, Padre Andrea Dall’Asta, presidente di Giuria, invita gli artisti di tutta Italia a partecipare alla mostra d’arte “Terremoto, connessi alla speranza” che verrà inaugurata in occasione del prossimo Meeting che si terrà nelle Marche. Il comitato scientifico del Meeting dei giornalisti – che nasce dalla collaborazione tra l’Ufficio Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana, la FISC, l’UCSI, TV2000, Radio InBlu, Agenzia SIR, Avvenire, e Ordine Dei Giornalisti -, desidera infatti coinvolgere gli artisti a partecipare in maniera speciale al prossimo appuntamento di giugno chiedendo di donare una loro opera artistica affinché tutti possano trovare conforto e aiuto dalla bellezza dell’arte.“Pur nella piena e totale libertà che ogni artista deve esercitare nel suo operato – spiegano gli organizzatori -, è chiesto di realizzare opere nello spirito della biblia pauperum: opere didascaliche che sappiano descrivere il tema scelto, evitando, per quanto possibile, intellettualismi esasperati, registri polemici, provocatori o scandalistici, considerato che le opere verranno esposte anche in luoghi sacri. Ogni artista maggiorenne potrà presentare una sola opera”.
RuffiniCorradoLe opere dovranno avere le dimensioni di 50 x 70 cm, realizzate su tela o carta/cartone o altro supporto piano a scelta (compensato etc.). La tecnica è libera, disegno come pittura, escludendo le tecniche scultoree, bassorilievo e affini di qualunque materiale. Le opere dovranno essere fornite di cornice con attaccaglia, la larghezza massima, cornice compresa, non deve superare i 70 cm e dovranno essere consegnate entro il 15 giugno 2017 per permetterne la collocazione presso la struttura collegata con il “Meeting nazionale dei giornalisti cattolici e non”.La consegna andrà fatta presso la Curia Vescovile di San Benedetto del Tronto, Piazza Sacconi, 1
Per partecipare alla mostra non è richiesto il versamento di alcuna quota d’iscrizione.
“Le opere saranno esposte – afferma Simone Incicco, responsabile organizzativo del Meeting – prima nella “Riviera delle Palme” e poi seguiranno un percorso che le porterà nei luoghi del terremoto, in particolare ad Arquata del Tronto, Accumoli, Amatrice, Norcia, Camerino e nei vari comuni colpiti dall’ultimo sisma. Al termine dell’esposizione itinerante saranno vendute pubblicamente e il ricavato andrà a sostegno delle opere della Caritas Italiana nei luoghi del terremoto”.
Ad aprire i lavori della quarta edizione del Meeting dei giornalisti, giovedì 22 giugno, sarà Mons. Dario E. Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede. Alla prima giornata prenderanno parte come relatori anche il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, il direttore di Tv2000, Paolo Ruffini, il direttore dell’Agenzia SIR, Vincenzo Corrado. Il meeting inoltre riconoscerà 16 crediti formativi a tutti i giornalisti che parteciperanno ai lavoriIl programma completo sarà presentato nei prossimi giorni.Sito: http://www.giornalisticattolici.it (foto: viganò, Taquinio, Ruffini, Corrado)

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San Francesco di Sales, Assostampa Cava-Costa d’Amalfi celebra il patrono dei giornalisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2017

direttivoMartedì 24 gennaio l’Assostampa Cava de’ Tirreni – Costa d’Amalfi “Lucio Barone” festeggia San Francesco di Sales, il patrono dei giornalisti.Come da tradizione, nella chiesa di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori di via Filangieri, a Cava de’ Tirreni, sarà l’arcivescovo Orazio Soricelli a presiedere la celebrazione eucaristica (ore 19) a cui prenderanno parte gli associati con le diverse autorità civili, militari e religiose del territorio.La cerimonia religiosa, al quale sono invitati tutti coloro che, a diverso titolo, operano nel campo dell’informazione, della comunicazione e della divulgazione tra Cava de’ Tirreni e la Costa d’Amalfi, si concluderà con la lettura della preghiera del Giornalista e del messaggio di Papa Francesco per la 51esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.«Un appuntamento consolidato per la nostra associazione – dichiara il neopresidente Emiliano Amato – che di fatto apre l’anno associativo. Ma quest’anno la festività di San Francesco di Sales assume un significato rilevante per noi – aggiunge – perché spalancherà le porte dell’associazione a tutti gli operatori dell’informazione e della comunicazione del comprensorio, dando il via alla nuova campagna tesseramenti. Tante le novità, che illustreremo nei giorni a seguire, con questo sodalizio che tornerà a fare la propria parte, riunendo nuovamente le migliori energie del territorio e riflettere sulle responsabilità sociali dei giornalisti, a garanzia di un’informazione sempre più qualificata, libera e autonoma, a salvaguardia della sicurezza e della dignità di questa professione costantemente minata».
Preghiera del giornalista
“Signore, Tu mi hai chiamato a servire il prossimo attraverso i mezzi dell’informazione. Donami di farlo sempre nell’obbedienza alla verità, con il coraggio di pagare di persona affinché essa non sia mai tradita. Aiutami anche a coniugare la verità con la carità, per non ferire mai la dignità di nessuno e promuovere in tutto, per quanto a me possibile, la giustizia e la pace. Che io non faccia preferenze di persone, e sappia proporre le mie idee con umiltà, onestà e libertà di cuore. Donami di essere anche così un testimone dell’amore, che viene da Te, verità che libera e salva. Tu, che con Dio Padre vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen”.
San Francesco di Sales Vescovo di Ginevra, vissuto a cavallo tra Cinque e Seicento, Francesco, o meglio François fu una sorta di precursore dell’informazione giornalistica moderna.Nacque nel 1567 nel castello di Thorens, in Savoia (Francia) da una nobile famiglia. Scoperta la sua vocazione sacerdotale, si distinse nella sua opera di apostolato nella regione dello Chablais, a sud del lago Lemano, riconquistata dal duca di Savoia, Carlo Emanuele, dopo essere stata per oltre mezzo secolo in mano ai calvinisti. Su circa venticinquemila abitanti solo un centinaio erano cattolici.Francesco riuscì a vincere le resistenze della popolazione locale e ad aprire un dialogo ideando i “Memoriali”: compilava dei foglietti settimanali nei quali affrontava le verità di fede, illustrandole con un linguaggio semplice e riformulandole in maniera efficace e fruibile per i suoi lettori.Silenziosamente li faceva scivolare sotto le porte o li affiggeva sui muri delle strade. San Francesco di Sales morì a Lione il 28 dicembre 1622 ma fu sepolto ad Annecy il 24 gennaio 1623. Nel 1655 fu dichiarato santo e nel 1877 proclamato dottore della Chiesa. Dal 1923 è patrono dei giornalisti cattolici. I giorni antecedenti il 24 gennaio il Santo Padre presenta il messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Quest’anno il tema scelto da Francesco è “Comunicazione e misericordia: un incontro fecondo”. (foto: direttivo)

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“Il Consiglio regionale del Lazio nega i diritti dei giornalisti”

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

regione-lazioDopo lunghe giornate di ripensamenti e colpi di scena il consiglio regionale si è pronunciato. Lo ha fatto negando il contratto giornalistico a tutti coloro che lavorano per l’istituzione Regione in Consiglio e in Giunta. Confermata invece la norma che prevede il contratto giornalistico per gli addetti stampa dei gruppi (emendamento Aurigemma). È prevalsa la linea del partito democratico, avallata e spinta dal presidente del consiglio regionale Daniele Leodori e alla fine accettata dal gruppo guidato da Massimiliano Valeriani, tradotta in un submaxiemendamento alla legge di stabilità che ha impedito il confronto democratico in aula sul punto.
A nulla sono valsi i nostri appelli, il conforto di scelte analoghe delle altre regioni tutte nel segno del contratto giornalistico, il forte sostegno della FNSI.
È prevalsa una logica di puro scambio, di gioco a rimpiattino sulla base di pareri legali (speriamo di un tipo diverso dal penultimo che non era neanche firmato dal legislativo), di mancanza di coraggio e di visione politica, di sprezzo nei confronti di una questione relativa ai diritti, alla legittimità e alla titolarità degli stessi, sulla base dell’idea che questi colleghi sono un “costo della politica”. Paradossalmente l’aula riconosce legittimamente i diritti del contratto ai colleghi dei gruppi che rappresentano più strettamente un costo della politica e non ai colleghi che lavorano per le Istituzioni, l’espressione più alta della Politica.
Vogliamo invece ringraziare tutti quei consiglieri regionali che hanno anteposto la libertà di scelta all’obbedienza di partito o di schieramento, a iniziare dai firmatari dell’emendamento “contratto”, la collega Marta Bonafoni (Si-Sel) e i consiglieri Daniele Fichera (Psi), Piero Petrassi (Centro democratico) e Baldassarre Favara (Pd). Si sono battuti fino all’ultimo per il riconoscimento e l’applicazione di giusti diritti. Una nota di merito va anche ai consiglieri Giuseppe Cangemi (Cuoritaliani) e Valentina Corrado (Movimento Cinque Stelle) per aver condiviso le nostre istanze.
La decisione dell’aula della Pisana non può però essere la pietra tombale di legittime rivendicazioni dei colleghi.
È ora che si sblocchi la vicenda degli uffici stampa che lavorano per gli enti pubblici attraverso un’azione decisa del sindacato sul ministero della Funzione pubblica e sull’Aran.
Stampa Romana sosterrà ogni tipo di mobilitazione o lotta che i colleghi degli uffici stampa della Regione vogliano mettere in campo. (Lazzaro Pappagallo Segretario Associazione Stampa Romana)

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Giornalisti italiani sempre più social

Posted by fidest press agency su sabato, 15 ottobre 2016

Giornalisti“Audit Italian Press“, un’indagine qualitativa dell’Istituto Ixè con il supporto di Encanto Public Relations, la prima fotografia di come i giornalisti utilizzano i social network nel loro lavoro. L’anteprima della ricerca, che a dicembre sarà ripoprosta ai 18 mila iscritti al portale Giornalistisocial.it, indaga 50 casi in Italia (che confrontiamo con un campione negli Stati Uniti e Canada raccolto da Cision), da cui emerge che i giornalisti intervistati utilizzano i social network in primis per promuovere il proprio lavoro (83% contro il 73% degli americani) e per costruire relazioni (54% contro il 73%). Solo in seconda battuta i social vengono utilizzati per monitorare l’opinione pubblica (52% contro il 64%) e secondariamente per trovare storie (41% contro il 52%), verificare i fatti e approfondire (41%).
Le piattaforme più utilizzate sono Facebook (87%), YouTube (70%) e Twitter (67%), mentre si prevede una crescita di rilievo soprattutto di Instagram e Snapchat. Per il rapporto di Cision, è Periscope a farla da padrone in particolare perché consente di accedere a trasmissioni live quando altri mezzi non sono a disposizione.

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Gli editori attaccano i giornalisti e il sindacato tace

Posted by fidest press agency su sabato, 13 agosto 2016

contratto nazionale lavoro giornalisticoGli editori sono partiti lancia in resta contro i giornalisti, con richieste di modifica al contratto che mirano a scardinare le loro tutele, i loro diritti e la loro professione. E la piattaforma del Sindacato – resa nota da pochi giorni – è totalmente insufficiente a cogliere e guidare l’innovazione e la trasformazione del lavoro nelle redazioni e a determinare una crescita reale dell’occupazione. La trattativa, a oltre un anno dal suo avvio, appare ancora in alto mare. Mentre si avvicina la data del 30 settembre, quando scadrà la proroga di sei mesi al contratto, che per la prima volta nella sua storia è stato disdetto dalla FIEG.
In questo scenario di forte incertezza e difficoltà si inserisce la proposta di legge sull’editoria che, pur contenendo alcuni concetti condivisibili, non è sufficiente a rilanciare il settore, lascia agli editori completa discrezionalità sull’uso delle risorse che vengono messe loro a disposizione e nulla dice e prevede di fronte ai rischi delle concentrazioni editoriali. È preoccupante il silenzio complice del sindacato che non ha fiatato sulla bocciatura – da parte anche delle forze politiche che si dicono di sinistra – di un emendamento che mirava a negare le provvidenze pubbliche a quegli editori che non pagano gli stipendi, i compensi dei collaboratori, gli oneri previdenziali e/o sono stati condannati per mobbing o comportamenti antisindacali.
Noi consiglieri del Direttivo dell’ALG di Movimento liberi giornalisti, Senza Bavaglio e Unità Sindacale riteniamo grave che l’Associazione lombarda dei giornalisti, la più grande Associazione territoriale della FNSI, non abbia già preso una posizione chiara sul rinnovo contrattuale e sulla proposta di legge sull’editoria e non abbia aperto il dibattito tra i colleghi. Suscita, peraltro, stupore e irritazione che i documenti sulla vertenza contrattuale, finalmente consegnati dalla FNSI alle Associazioni nel corso della riunione del 26 luglio, e il testo di legge sull’editoria non siano stati diffusi e distribuiti perlomeno tra i consiglieri del Direttivo della Lombarda, mentre altre Associazioni li hanno prontamente resi noti e discussi al loro interno, preannunciando riunioni, assemblee e consultazioni a settembre.
È necessario, a nostro parere, pronunciare subito un no deciso alle proposte della FIEG. E bisogna nel contempo elaborare una piattaforma sindacale compiuta, che rafforzi l’autonomia dei giornalisti, preveda strumenti nuovi e adeguati a un’organizzazione del lavoro multimediale, confermi e ampli il ruolo di comitati e fiduciari di redazione, progetti percorsi di inclusione vera e di stabilizzazione per i collaboratori strategici e già di fatto inseriti nella produzione quotidiana di informazione e aumenti compensi, tutele e garanzie per i freelance.
Una piattaforma innovativa, forte e condivisa, che coinvolga subito tutti i giornalisti, attraverso la consultazione, l’ascolto e il confronto sul territorio organizzati dalle Associazioni regionali di stampa. A partire dalla più grande, la Lombarda. Consultazione, ascolto e confronto che dovranno inoltre estendersi anche:
– al contratto AerAnti-Corallo, da anni in attesa di rinnovo;
– all’accordo USPI, prorogato con un allargamento alle testate online dagli effetti controversi;
– alla prossima, preoccupante, ennesima riforma delle prestazioni che l’INPGI sta studiando in gran segreto per far fronte alla prospettiva ”di non solvibilità della gestione” certificata dalla Corte dei Conti e che – nelle intenzioni della Presidenza dell’Istituto – dovrebbe essere conclusa e approvata entro settembre.
Tutti argomenti, insieme con i negoziati per il rinnovo del contratto FNSI-FIEG, che non sono mai stati illustrati e discussi nel Consiglio direttivo della Lombarda.
È grave inoltre che l’Associazione Lombarda abbia acriticamente fatto proprio il giudizio della FNSI sulla legge dell’editoria. Ci viene il dubbio che i dirigenti sindacali non abbiano neppure letto il testo in discussione al Senato. Il sindacato si illude che quel testo porterà nuovi posti di lavoro e rilancerà la qualità dell’informazione. Si sbaglia. Se la legge dovesse passare così com’è non solo non arginerà l’emorragia di posti di lavoro, ma comporterà una nuova stagione di lacrime e sangue per i contrattualizzati, che saranno costretti a cassa integrazione, solidarietà e prepensionamenti, e anche, soprattutto, per i collaboratori già fortemente penalizzati dalle norme e sfruttati dagli editori.
Le ricadute sul welfare saranno pesantissime: con contributi defalcati da parte di un minor numero di giornalisti contrattualizzati. INPGI e Casagit saranno costretti a ridurre ancora di più le prestazioni e a rischiare la chiusura. E grossi pericoli li corre lo stesso sindacato, che vive con i vitali finanziamenti che gli vengono passati dai due enti.
Noi chiediamo quindi che la Presidenza della Lombarda convochi subito un’assemblea – da tenersi all’inizio di settembre – tra comitati e fiduciari di redazione e rappresentanti di collaboratori e freelance, le cui conclusioni vengano portate al Consiglio Direttivo per una valutazione e una presa di posizione ufficiale sui contratti, sulla legge dell’editoria e sulla futura riforma dell’INPGI. (Movimento Liberi Giornalisti Senza Bavaglio Unità Sindacale) (foto: contratto lavoro giornalistico)

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