Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

Posts Tagged ‘giornalisti’

Giornalisti: “La professione alla prova dell’emergenza COVID-19”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2020

Si segnala che è stato appena pubblicato sul sito web dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni il Rapporto “La professione alla prova dell’emergenza COVID-19”, che riporta i primi risultati delle analisi condotte nell’ambito della terza edizione dell’Osservatorio sul Giornalismo.Si informa inoltre che, alla luce della rilevanza dei temi trattati per le attività istituzionali di AGCOM, il Consiglio dell’Autorità ha ritenuto opportuno avviare, a partire dal documento altresì pubblicato, una consultazione pubblica di 60 giorni aperta a tutti i soggetti interessati.

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Contratto Uspi-Cisal: ulteriori novità per i giornalisti

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2020

Ulteriori elementi di novità nel contratto Uspi-Cisal per la regolamentazione dei rapporti di lavoro di natura redazionale nei settori della comunicazione e dell’informazione periodica locale e on line e nazionale no profit. A un mese dalla sottoscrizione del contratto, Uspi e Cisal si sono nuovamente incontrate per fare il punto della situazione e aggiornare il testo con ulteriori elementi migliorativi, soprattutto in relazione alle qualifiche professionali dei collaboratori. Il testo aggiornato eleva, infatti, a 1310 euro al mese il minimo retributivo del collaboratore redazionale e introduce la figura del collaboratore fisso che assorbe, così, i minimali precedentemente previsti per i dipendenti chiamati a garantire un minimo di 2, 4 e 8 prestazioni mensili. «Una scelta rafforzativa – spiegano Cisal e Uspi – che, comunque, non deve far dimenticare l’assunto che i contratti fissano retribuzioni “minime” e non “fisse”, per cui i minimali possono essere ovviamente migliorati attraverso la contrattazione aziendale o individuale». Nel ricordare che ai giornalisti contrattualizzati Uspi-Cisal i contributi previdenziali vengono versati alla Gestione Principale dell’Inpgi e che agli stessi è, inoltre, garantito un ulteriore contributo dell’1% della retribuzione mensile da destinare alla previdenza complementare, Cavallaro e Vetere rendono noto che «è in corso di definizione la convenzione per garantire a tutti i dipendenti la migliore copertura sanitaria integrativa delle prestazioni sanitarie integrative del Servizio Sanitario Nazionale. Una copertura – e questo è un ulteriore elemento di novità – che, contrariamente a tutti gli altri contratti di lavoro giornalistico, sarà garantita a tutti i dipendenti senza eccezione alcuna». Un contratto, ricordiamo, nato dall’esigenza di garantire sostenibilità e sviluppo ad un settore messo a dura prova dalla crisi economica e sanitaria, che disciplina i rapporti di lavoro subordinato instaurati nei settori dell’informazione e della comunicazione nel rispetto dell’art. 21 della Costituzione, dell’art. 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e della Legge 3 febbraio 1963, n. 69 (“Ordinamento della professione di giornalista”). Un contratto di lavoro che si applica sia ai giornalisti che a tutte quelle figure professionali che, non ammesse all’Albo professionale, svolgono attività nei settori della comunicazione e dell’informazione. Insomma, ricordano i segretari generali di Cisal e Uspi, Francesco Cavallaro e Francesco Saverio Vetere, «un contratto moderno che, oltre a riconoscere al settore significativi aumenti retributivi e contributivi, estende diritti e tutele e introduce importanti elementi di novità finora mai riconosciuti da alcun contratto nazionale di lavoro giornalistico». Da evidenziare, sul fronte del lavoro autonomo, la clausola di garanzia che stabilisce che, nel caso in cui il numero di prestazioni richieste dall’azienda risultasse inferiore al minimo annuale indicato, il pagamento delle stesse avverrà adottando il criterio della proporzionalità, è addirittura migliorativa del contratto Fieg-Fnsi.

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Etiopia: Arresti arbitrari di giornalisti

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2020

L’Associazione per i popoli minacciati (APM) accusa il governo etiope di fomentare un clima di paura e autocensura nei media del Paese, arrestando arbitrariamente i giornalisti. L’organizzazione per i diritti umani ha chiesto con forza il rilascio di sei giornalisti arrestati che sono detenuti senza contatti con il mondo esterno. Solamente nelle ultime 24 ore sono stati 4 i giornalisti arrestati con l’accusa di aver diffuso notizie false sui conflitti armati in Tigray. L’intimidazione sistematica dei media dimostra che il Primo ministro Abiy Ahmed non è a favore dei diritti umani. L’Etiopia sta diventando sempre più uno Stato autoritario che non si sottrae alle violazioni dei diritti umani o ai conflitti armati per garantire l’ordine esistente. L’APM ha anche criticato il fatto che gli uffici governativi etiopi hanno impedito a diversi operatori dei media di fornire informazioni indipendenti dalla regione del Tigray, teatro della guerra civile. Nonostante la drammatica escalation di violenza nel nord del Paese, non c’è trasparenza e non c’è possibilità di ricerca indipendente. Si tratta di una ricaduta ai tempi della dittatura, in cui le autorità per anni hanno trattato come un tabù le sofferenze della popolazione civile sotto la guerra civile.Questa settimana sono stati arrestati i tre giornalisti Abreha Hagos, Haftu Gebregzhiabher, Tsegaye Hadush dell’agenzia di stampa etiope EPA e Udi Mussa dell’Oromo Media Network (OMN). Lunedì di questa settimana è stato arrestato Medihane Ekubamichael, il direttore del prestigioso giornale in lingua inglese Addis Standard. Era già stato arrestato per la prima volta sabato scorso. Lo stesso giorno è stato arrestato anche il giornalista Bekalu Alamirew di Awlo Media. Anche la Commissione per i diritti umani etiope ha espresso la sua preoccupazione per l’arresto dei media via Twitter.Solo l’8 settembre 2020 l’Etiopia ha fatto arrestare nuovamente tre giornalisti dopo essere stati rilasciati per ordine del tribunale poche ore prima. Belay Menaye e Mulugeta Anberbir e il loro cameraman Misganaw Kefelgn sono ancora oggi in custodia. I dipendenti di OMN Chibsa Abdulkerim e Melese Direbssa, presi in custodia il 2 luglio 2020, sono ancora detenuti senza alcuna accusa formale.

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Solidarietà ai giornalisti del quotidiano italiano a New York, America Oggi

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2020

“I giornalisti del quotidiano italiano a New York, America Oggi, hanno deciso di interrompere le loro prestazioni lavorative poiché la società editrice non ha ancora saldato sette mensilità del loro stipendio. Siamo consapevoli del momento delicato e proprio per questo vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai professionisti in sciopero, auspicando che la situazione si risolva il prima possibile ed il giornale possa continuare ad informare, in maniera puntuale, i nostri connazionali in Usa!” Lo dichiarano i deputati di Forza Italia Giorgio Mulé e Fucsia Nissoli Fitzgerald.

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Nuova classifica dei giornalisti italiani più attivi sui social e dei post più performanti realizzata da Sensemakers

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 giugno 2020

Sono stati pubblicati su Primaonline.it. Ormai Scanzi ha preso il volo. In maggio si è riconfermato in prima posizione, lasciando tutti gli altri a notevole distanza nella classifica dei giornalisti sui social stilata da Sensemakers per Primaonline.it sulla base delle rilevazioni di Sharablee. La firma del Fatto Quotidiano e conduttore, assieme a Luca Sommi, del talk politico ‘Accordi&Disaccordi’ su Nove, ha totalizzato nel corso del mese 7,4 milioni di interazioni, cioè like, commenti e condivisioni su Facebook, Instagram, YouTube e Twitter. Scanzi è primo anche per numero di video views, ma con una cifra notevolmente inferiore rispetto ad aprile, mese record per il giornalista aretino: 17,8 milioni contro 41 milioni. Sarà forse per rilanciare la sua presenza video, che Scanzi ha deciso di aprire in maggio anche un canale su YouTube, che ospiterà quasi tutte le sue dirette, gli #ScanziLive, e soprattutto contributi diversi da quelli pubblicati sui suoi profili Facebook e Instagram, dove ha debuttato da qualche settimana la nuova serie delle #ScanziInterviste.Secondo classificato, esattamente come in aprile, è Nicola Porro, con 2,3 milioni di interazioni. Il vicedirettore del Giornale, nonché titolare del blog Zuppa di Porro, è secondo anche per video views: 12,9 milioni, contro i 19 milioni di aprile. Porro a marzo aveva contratto il Covid 19 e aveva quindi dovuto sospendere per alcune settimane il suo programma ‘Quarta Repubblica’ su Rete4 (ma recupererà andando avanti fino al 27 luglio). Una brutta esperienza da cui non si è fatto intimorire. Tra i temi ricorrenti dei suoi polemici interventi sui social e in tv ci sono le misure sanitarie troppo restrittive che mettono in ginocchio l’economia. Secondo Porro l’emergenza coronavirus ha causato la “morte civile dell’informazione”, come ha detto in un’intervista a Money.it: tv e giornali tutti schierati, in una sorta di pensiero unico, a criticare Trump e i modelli diversi dal lockdown, come quello svedese. “Chi se ne frega della mascherina! Ogni paura in più vuol dire la morte di una nuova azienda”, ha sbottato una sera mentre era ospite di ‘Fuori dal Coro’, il programma di Mario Giordano su Rete4. Posizioni estreme, alla Bolsonaro, stigmatizzate finanche da ‘Striscia la notizia’, che il 20 maggio gli ha dedicato un servizio intitolato ‘Figuracce in salsa di Porro’.

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Editoria: Serracchiani, proprietà dialoghi con giornalisti Gazzettino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

“Auspico che la proprietà possa aprirsi a un dialogo con i giornalisti del Gazzettino in stato di agitazione, cui va la mia solidarietà. Per ragioni anche molto concrete, deve preoccuparci la situazione in cui si trova l’unico quotidiano di rango nazionale del nordest”. Lo afferma la deputata Debora Serracchiani (Pd), in merito alle richieste di “rispetto delle regole” e di un “reale rilancio della testata”, formulate dal Comitato di redazione del quotidiano Il Gazzettino alla proprietà, il Gruppo Caltagirone Editore.”Le difficoltà in cui versano i quotidiani sono ormai conclamate e – osserva Serracchiani – l’unica risposta pare siano stati di crisi, riduzioni d’organico, accorpamenti, tagli ai collaboratori. Il malessere portato alla luce dai giornalisti del Gazzettino è sintomatico, chiede risposte concrete, immediate. Ma ribadisce anche l’urgenza di una strategia più articolata, concertata tra Governo e chi fa impresa, per rendere l’editoria un settore sostenibile autonomo. In alternativa c’è la resa, il calo ineluttabile delle copie, la precarizzazione dei giornalisti e – conclude – l’onda montante delle fake news”.

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Svelati i nomi del “Meeting nazionale giornalisti cattolici e non”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

30 operatori del panorama nazionale dell’informazione e della società, si alterneranno sul palco virtuale della 7° edizione del “Meeting nazionale giornalisti cattolici e non” in programma il prossimo 23 maggio. L’evento che avrà come fil rouge “In dialogo tra paura e speranza. La vita si fa storia” prende spunto dalla situazione attuale che sta vivendo il mondo e cerca di leggerla alla luce del Messaggio di Papa Francesco per la 54ma “Giornata mondiale delle comunicazioni sociali”. L’appuntamento si terrà proprio nel giorno della vigilia della giornata indetta 54 anni fa da Paolo VI. Negli ultimi anni il Meeting, organizzato in collaborazione con il quotidiano “Avvenire”, l’emittente televisiva “TV2000”, InBlu Radio, la Federazione Italiana Settimanali Cattolici” (FISC), l’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), l’Ordine dei giornalisti, l’Agenzia SIR, l’Ufficio Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana, ha dedicato spazio e sessioni a tematiche che interpellano i giornalisti nella veste di professionisti e cittadini.
Denso il programma che si svilupperà durante il pomeriggio di sabato 23 maggio, con ospiti di rilievo nazionale che hanno risposto all’appello del Meeting in un momento così delicato per l’Italia.Per l’edizione 2020 il Meeting “toccherà” virtualmente i luoghi del terremoto, affronterà il tema del Coronavirus e delle fragilità umane per mantenere forte il legame con le persone e promuovere una presenza che sappia ascoltare, osservare, formare, unire, aggregare, incoraggiare, rialzare, accompagnare, servire, amare.
Tutte e tre le tavole che si susseguiranno durante l’intenso pomeriggio sono molto attese. La moderazione generale è affidata al giornalista Giovanni Tridente. Nella prima tavola, dal titolo “CambiaMenti” si alterneranno: Mariella Enoc, Presidente Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Bruno Piraccini, Amministratore delegato Orogel, Maria Laura Conte, direttrice della comunicazione di Fondazione AVSI, Vincenzo Corrado, Direttore UCS della Conferenza Episcopale Italiana e Suor Alessandra Smerilli, Consigliere di Stato vaticano e membro della task force “Donne per un nuovo Rinascimento”
Modererà la tavola: Bruno Mastroianni, Filosofo, giornalista, social media manager di trasmissioni televisive.Nella seconda tavola dal titolo: “L’impegno del pastore in mezzo alle crisi” si confronteranno con il Presidente Copercom, Massimiliano Padula: Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione del Vaticano, il Cardinale Giuseppe Petrocchi della Diocesi di L’Aquila, il Vescovo Francesco Beschi della Diocesi di Bergamo, il l’Arcivescovo Francesco Massara della Diocesi di Camerino – Fabriano e il Vescovo Domenico Pompili della Diocesi di Rieti e presidente della Commissione Episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali.A chiudere il pomeriggio sarà la tavola “Responsabilità dei direttori nella crisi del Coronavirus”, moderata dalla Capo Redattrice Rai, Alessandra Ferraro che dialogherà con Alessandro Cesarin, Direttore Tgr RAI Vincenzo Morgante, Direttore di TV2000, Alberto Ceresoli, Direttore dell’Eco di Bergamo, Lorenzo Rinaldi, Direttore Il Cittadino di Lodi, Agnese Pini, Direttrice La Nazione, Marco Tarquinio, Direttore Avvenire.Un grande grazie a “Padre Pio TV” che trasmetterà sui propri canali social, che sono seguiti da oltre 500.000 persone, l’evento. Ringrazio infine lo sponsor ufficiale: ‘Editrice Shalom’ e l’associazione ‘Lido degli aranci’.”
sito: http://www.giornalistioggi.it. La partecipazione al meeting è gratuita e aperta a tutti, non c’è bisogno di alcun tipo di iscrizione.

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Giornalisti dell’Ansa in sciopero

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

“Dopo la decisione prospettata dall’azienda di un taglio dei budget al personale, per coprire i buchi di bilancio scaturiti a seguito dell’emergenza Coronavirus, i cronisti e la redazione dell’Ansa hanno deciso di reagire con due giorni di sciopero (da oggi, alle 7 della prossima domenica). In questa fase di emergenza sanitaria, economica e sociale il lavoro delle giornaliste e dei giornalisti è stato fondamentale. Il loro ruolo è indispensabile e irrinunciabile. Non è pensabile né accettabile ritenere di scaricare costi di gestione sulle spalle dei dipendenti, che, per raggiungere l’obiettivo, si sono adoperati, lavorando in smart working – spesso senza l’attrezzatura tecnologica necessaria- contrastando la diffusione di fake news e divulgando notizie e informazioni adeguandosi ai tempi e alle difficoltà. Rivolgo piena solidarietà ai cronisti, ai giornalisti e ai professionisti dell’ANSA, auspicando che venga loro riconosciuto il ruolo indispensabile e fondamentale della loro funzione e della funzione che l’informazione stessa ha nel nostro Paese, ancor di più in questa fase”. Così in una nota la consigliera regionale Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Civica Zingaretti. (n.r. Abbiamo ricevuto numerose e-mail di solidarietà a partire dalla sindaca di Roma agli esponenti di ogni parte politica e ci associamo, convintamente, consapevoli del grosso disagio di una categoria di lavoratori che, con molta probabilità, avrà un futuro non certo facile e non ci voleva proprio una crisi come questa per aggravarne la situazione. E’ un discorso, purtroppo, che vale per molte altre testate di quotidiani e periodici.)

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Solidarietà al settore editoriale e ai giornalisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

“Le notizie del rischio di chiusura attività per numerose testate rappresentano, non solo un rischio occupazionale e di tenuta economica di molte imprese, ma un danno al pluralismo informativo e all’informazione tutta. Esprimiamo solidarietà al settore, che abbiamo cercato di aiutare con emendamenti e atti, come nel dl Liquidità dove abbiamo proposto un aumento della dotazione del Fondo per il pluralismo di 200 milioni. Sosteniamo la proposta avanzata dalla Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) di un Fondo con almeno 400 milioni per limitare gli effetti economici sul settore editoriale, così da garantire i posti di lavoro, le aziende, i giornalisti e la buona informazione. Ci auguriamo il sottosegretario Martella possa introdurre la proposta già nel Dl Maggio.”Così il capogruppo di FDI in commissione Cultura ed Editoria, responsabile Innovazione del partito, deputato Federico Mollicone.

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Top 15 giornalisti più attivi sui social e post più popolari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2020

Il coronavirus non ha sconvolto solo la vita delle persone, in Italia come nel resto del mondo, ma ha cambiato notevolmente anche la classifica dei giornalisti più popolari sui social network stilata mensilmente da Sensemakers sulla base dei dati di Shareablee. In marzo, nel pieno dell’emergenza, Enrico Mentana è ancora in testa, con 2,7 milioni di interazioni su Facebook, Instagram Twitter e Youtube, ma il distacco dagli inseguitori, in precedenza siderale, si è quasi annullato. Il secondo classificato, il giornalista del Fatto Quotidiano Andrea Scanzi ha totalizzato infatti 2,6 milioni di interazioni, solo centomila in meno del direttore del Tg 5; il terzo classificato, Nicola Porro, vicedirettore del Giornale, è a 2,5 milioni, 200mila in meno.
Il cambiamento è ancora più evidente nella seconda tabella, quella sui contenuti più condivisi e commentati sui social. Per la prima volta Mentana non domina più questa classifica, ma è stato superato da Scanzi con un post su Facebook dedicato alle infelici dichiarazioni di Christine Lagarde sul ruolo della Bce nell’emergenza, che ha totalizzato più di centomila interazioni. E sono ancora di Scanzi altri sei post in classifica: uno sul cinismo dimostrato dall’Europa nel momento più difficile per l’Italia; due contro Matteo Salvini che “straparla di cose che non conosce”; una diretta video su Facebook in cui se la prende con l’altro Matteo (Renzi) per la sua “proposta scellerata” di riaprire subito fabbriche e scuole; infine una ‘diretta scatenata’ ancora contro Salvini e in aggiunta anche contro la Meloni. Nicola Porro – che in marzo è stato contagiato dal virus e quindi ha dovuto sospendere per quasi un mese ‘Quarta Repubblica’, la trasmissione che conduce su Rete4 – ha tre suoi video post in classifica: uno che stronca l’intervista al presidente del Consiglio Giuseppe Conte pubblicata il 16 marzo dal Corriere della Sera, un altro contro i giornali che si trastullano con le canzoni dai balconi mentre mancano i posti in terapia intensiva e il terzo sulla criticatissima diretta Facebook di Conte per annunciare il decreto sull’emergenza.Rispetto a gennaio, quando il coronavirus era solo un problema lontano, guadagnano posizioni in classifica anche Selvaggia Lucarelli e Salvo Sottile, che si piazzano rispettivamente al quarto e quinto posto; perde invece due posizioni Marco Travaglio, sesto; completano la top ten Fabrizio Biasin, il giornalista sportivo Gianluca Di Marzio (che in gennaio era secondo), Vittorio Feltri e Alfredo Pedullà.

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MediAttivisti: si è formata la rete tra attivisti e giornalisti

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Sezano (Foto di Leopoldo Salmaso)Il suo obiettivo si può così definire: “In questo momento di crisi il vecchio mondo della violenza (economica, sociale, mediatica, interpersonale) sta, speriamo, dando i suoi ultimi colpi di coda attraverso una preoccupante deriva razzista e fascista che investe molti paesi; il nuovo mondo si esprime e cresce, ma il suo spazio è frantumato e ancora poco efficace. I media tradizionali hanno tradito la loro funzione di quarto potere, di controllo e bilanciamento, e sono al servizio della speculazione finanziaria e di quel modello socio-culturale costruito da una minoranza accentratrice ed affarista che genera disinformazione e distrazione. I militanti, nella base sociale, portano avanti le loro iniziative e cercano di condividerle con altri attivisti e soprattutto con il resto della popolazione a cui spesso non giungono le iniziative più interessanti, innovative.La rete che mettiamo in moto vuole interconnettere le realtà di quello che abbiamo chiamato giornalismo indipendente con le realtà sociali, i collettivi, i movimenti che promuovono il cambiamento della società in un senso nonviolento, antidiscriminatorio, solidale, preoccupato dei diritti umani e della sorte dell’umanità. Due mondi che hanno bisogno di collaborare nella diversità affinché i messaggi giungano più lontano possibile.Hanno già aderito:
Riccardo Alfonso (Fidest Press Agency), Angelo Baracca (Comitato Contro la Guerra di Firenze, Medicina Democratica), Daniele Barbieri (La Bottega del Barbieri), Ginevra Battistini, Moreno Biagioni (Rete Antirazzista Firenze), Silvio Bruschi, Gabriele Caforio (Peacelink, Ilcorsaro.info, iltaccoditalia.info), Claudia Calderaro, Cecilia Capanna (Othernews), Tiziano Cardosi (Comitato no tunnel tav Firenze), Annalaura Erroi, Roberta Ferruti (recosol), Andreas Formiconi (Laboratorio Aperto Citttadinanza Attiva), Raffaella Ganci, Alessandro Graziadei (Unimondo), Jeff Hoffman (Coord. Naz. No Guerra No Nato, Tavolo per la Pace, Azione Civile), David Lifodi, Dario Lo Scalzo, Armando Lunetta (Nuovo Mondo Solidale), Monica Mazzoleni, Claudia Melotti, Valerio Marinai, Matilde Mirabella, Cristina Mirra (metaeducazione), Giovanna Pagani (WILPF), Marco Palombo, Rosetta Penna, Marco Piccinelli, Anna Polo, Alessandra Profilio (Italia che Cambia), Leopoldo Salmaso (U&Us), Natale Salvo, Giovanni Sarubbi (Il Dialogo), Fabio Sebastiani (Controlacrisi), François Soulard, Andrea Stocchiero (focsiv), Veronica Tarozzi (Associazione Società Sostenibile, Zeitgeist Italia), Maurizio Torti (Sovranità Popolare), Simona Trapani, Olivier Turquet (Pressenza). (Sezano Foto di Leopoldo Salmaso copyright dell’autore)

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Incontro di Pressenza a Verona: si lancia la rete. Adesione della Fidest

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Si è svolto da venerdì a domenica scorsi al Monastero del Bene Comune a Sezano vicino Verona l’incontro nazionale di Pressenza che concludeva la serie di eventi per i 10 anni dell’Agenzia Internazionale per la Pace e la Nonviolenza e riuniva giornalisti ed attivisti con lo scopo di lanciare la rete tra giornalisti indipendenti ed attivisti sociali.
Sono stati tre giorni molto intensi, affettuosi, produttivi e che tutti i partecipanti hanno registrato come momenti di grande sintonia.L’incontro, che ha avuto diversi momenti di lavoro plenario e a gruppi, ha ospitato una videoconferenza da Barcellona con Riccardo Gatti di Open Arms che ha risposto alle domande di molti dei partecipanti (una sintesi di quest’intervista collettiva sarà disponibile nei prossimi giorni su Pressenza); altri momenti importanti sono stati il mini corso di storytelling video di Sarah Marder e la sezione dedicata al Reddito di Base con la presenza di Juana Perez e del suo documentario e di Natale Salvo con il suo libro.Ma il filo conduttore che ha percorso l’intero incontro è stato quello della costituzione della rete tra giornalisti indipendenti e attivisti che aveva già animato i precedenti incontri di città; forti di quelle esperienze già alcune concrete iniziative erano in moto come quella di creare pacchetti di RSS con informazione tematica certificata, un calendario condiviso di eventi sociali e culturali come quello già in moto sul sito di PeaceLink, materiali formativi tecnici su come migliorare la visibilità delle informazioni che veicoliamo, un ebook e un seminario gratuito per le associazioni che vogliono imparare a comunicare i propri contenuti in modo efficace, l’ipotesi di realizzare un periodico gratuito che venga distribuito nei bar come risposta alla disinformazione e come modo di uscire dalla “nicchia” degli addetti ai lavori.
Infine si è elaborato e dibattuto un testo fondativo della rete, se ne è cercato un nome e un logo in modo che, dopo le opportune e veloci consultazioni ai membri della rete che non sono potuti essere fisicamente presenti si possa iniziare una campagna di adesioni a questa rete aperta a persone, collettivi, associazioni e media grandi o piccoli che siano.

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Formare una rete tra attivisti e giornalisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 marzo 2019

Firenze 10 di marzo dalle 10.30 alle 18, al Circolo ARCI “Fra i lavoratori di Porta al Prato” in via delle Porte Nuove, 33 a.L’incontro, aperto al pubblico, si realizza in collaborazione con numerose realtà associative e testate giornalistiche sia locali che nazionali: ARCI Bassa Val di Cecina, Assemblea Beni Comuni/Diritti, Comitato Fermiamolaguerra, Comitato No Tunnel TAV, Centro Studi Umanisti “Ti con Zero”, COSPE, Associazione Diritti e Frontiere, La Bottega del Barbieri, La città invisibile – perUnaltracittà, Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, Multimage, PeaceLink, Sì – Toscana a Sinistra, Tavolo per la Pace della Val di Cecina, WILPF.All’incontro hanno confermato la loro presenza Angelo Baracca, Moreno Biagioni, Tiziano Cardosi, Amalia Chiovaro, Francesca Conti, Lorenzo Guadagnucci, Jeff Hoffman, Cristiano Lucchi, Anna Meli, Gianni Monti, David Lifodi, Giovanna Pagani, Anna Polo, Olivier Turquet.Le tematiche e le conclusioni dell’incontro verranno riportate all’incontro nazionale che si svolgerà al Monastero del Bene Comune, a Sezano, il 6 e 7 Aprile prossimi. (by Redazione italiana di Pressenza)

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Pressenza. Attivisti e giornalisti: costruire una rete

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 gennaio 2019

“Vogliamo celebrare, come tutte le redazioni di Pressenza sparse nel mondo, i 10 anni di esistenza della nostra agenzia stampa per la Pace e la Nonviolenza con una serie di iniziative che siano utili all’obiettivo di fondo per cui facciamo le cose: cambiare il mondo in una direzione pacifista, nonviolenta, umanista, nondiscriminatoria.E’ buono ricordare sempre perché facciamo le cose: non per il prestigio, non per il potere ma per un mondo migliore; non per il proprio personale tornaconto ma per il bene di tutti. E questo non è retorico perché corrisponde a una pratica che si può vedere, valutare tutti i giorni.In questo contesto stiamo organizzando incontri in varie città italiane e un convegno al Monastero del Bene Comune ad Aprile che cercherà di sintetizzare quanto uscito dagli incontri locali (alla fine di questo articolo trovate anche i dettagli pratici degli incontri già definiti) ed anche di cominciare a costruire questa rete. Il convegno è ancora in fase di organizzazione pratica ed ogni suggerimento o proposta è assolutamente bene accetto, scrivere al sottoscritto che coordina l’organizzazione.
Inoltre stiamo cercando di aumentare la nostra diffusione sui social con interventi mirati su Facebook e Twitter.
In questo momento di crisi il vecchio mondo delle violenza (economica, sociale, mediatica, interpersonale) sta, speriamo, dando i suoi ultimi colpi di coda attraverso una preoccupante deriva razzista e fascista che investe molti paesi; il nuovo mondo si esprime e cresce, ma non trova ancora il suo spazio. I media tradizionali credono ancora di essere il famoso quarto potere, ma sono sempre più al servizio della speculazione finanziaria e di quel modello socio-culturale costruito da una minoranza accentratrice ed affarista.Ma esiste anche una diversa tendenza informativa e mediatica: un’altra voce, un nuovo modello che è iniziato dalle prime radio libere, dai fogli di quartiere e da altre forme di divulgazione di prossimità e oggi è cresciuto consolidando un nuovo concetto di informare e fare informazione, grazie all’avvento di Internet e delle reti sociali. Questa tendenza si manifesta anche nei tanti giornalisti che non accettano le regole del mercato, ma rivendicano la loro professionalità e indipendenza, denunciano la violenza in tutte le sue forme e promuovono forme di aggregazione e lavoro basate sul consenso, la reciprocità e la collaborazione.Se per un verso queste nuove tendenze sono capaci di rilevare e raccogliere le espressioni, le aspirazioni e le esigenze di umanità, solidarietà e rispetto dei diritti umani di tanta gente, per un altro talvolta mostrano difficoltà nel fare rete, nel parlare e comunicare tra loro, nuocendo così fortemente al rafforzamento e alla crescita di un’informazione indipendente. Occorre dotare questa informazione indipendente di strumenti sinergici adeguati per dargli potere e presenza e per renderla la voce di chi non ha voce, in una stretta relazione con gli attivisti, che a loro volta hanno spesso problemi a coordinarsi tra loro e rischiano di scoraggiarsi davanti all’avanzare della violenza, alla criminalizzazione della solidarietà e alla difficoltà a far conoscere iniziative e posizioni.” (fonte: Pressenza international press agency)

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A Capodarco si parla di “solitudini”: torna il seminario per giornalisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 novembre 2018

Capodarco. Appuntamento dal 30 novembre al 2 dicembre alla Comunità di Capodarco per la XXIV edizione del seminario di formazione per giornalisti (e non solo). Tra i relatori: Mauro Magatti, Paolo Ruffini, Alberto Maggi, Marino Sinibaldi, Nico Pico, Dario Zonta, Joshua Wahlen e Alessandro Seidita, Gianmario Gazzi. C’è nella solitudine una dimensione intima, vissuta e ricercata, che rigenera e crea nuove capacità di stare insieme. L’isolamento di chi non fugge dalla realtà, ma comunica senza parole e lascia impronte senza far rumore. Ma nella sua dimensione “collettiva” la solitudine esclude e produce trasformazioni sociali, economiche e politiche molto profonde: esilia gli adolescenti, imprigiona gli anziani, chiude le porte all’altro, svuota gli spazi di aggregazione tradizionali e sembra alimentare una società rancorosa, insoddisfatta e urlante. La sfida di questo tempo appare, dunque, quella di creare le basi di un “nuovo stare insieme”.Per capire con quali strumenti e in che direzione il seminario di formazione per giornalisti di Capodarco, organizzato da Redattore sociale, dedica la XXIV edizione al tema delle “Solitudini”. Un viaggio tra mondi solo apparentemente lontani: voci, storie, dati e analisi per capire la dimensione del fenomeno, le trasformazioni in atto e come il mondo dell’informazione sa raccontarne i processi. Diffuso oggi il programma, che è disponibile sul sito Giornalisti sociali, dove è anche possibile iscriversi online. Il seminario sarà suddiviso in 4 sessioni e darà diritto complessivamente a 18 crediti formativi: l’iscrizione sulla piattaforma Sigef per i giornalisti è possibile fino al 22 novembre.Oltre 30 i relatori che si alterneranno nella tre giorni di lavori, tra esperti, giornalisti, operatori, statistici. Apertura affidata, venerdì 30 novembre, al sociologo Mauro Magatti sollecitatato dal direttore di Rai Radio Tre Marino Sinibaldi. Interverrà anche il teologo Alberto Maggi. Chiusura domenica 2 dicembre con Paolo Ruffini, gia direttore di TV2000, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione. Tra gli altri appuntamenti, nel pomeriggio di sabato 1 dicembre l’incontro con il critico Dario Zonta, una delle voci del programma radiofonico Hollywood Party (Rai RadioTre) e gli autori di “Voci dal silenzio”, Joshua Wahlen e Alessandro Seidita, un documentario sull’esperienza eremitica in Italia. Spazio nei workshop tematici e nelle sessioni plenarie a diverse declinanazioni del tema: l’esperienza degli adolescenti caregiver, che si prendono cura dei familiari che hanno bisogno di assistenza; l’emergere (forte) delle dipendenze comportamentali (gioco compulsivo, internet addiction e alimentazione per citarne alcuni) e il cambiamento del ruolo sociale delle sostanze; la piazza virtuale dove ci si incontra, si cercano informazioni e notizie, si creano consensi e identità. Ma anche la solitudine degli operatori che lavorano in prima linea; una riflessione sui numeri e sulla dimensione del fenomeno; la solitudine nel cratere del sisma che due anni fa ha sconvolto il centro Italia; l’esperienza della malattia.
Venerdì 30 novembre: Mauro Magatti, Marino Sinibaldi, Alberto Maggi, Vinicio Albanesi, Franco Elisei, Stefano Caredda. Sabato 1 dicembre: Nico Piro, Ugo Esposito, Giovanni Augello, Stefania Buoni, Licia Boccaletti, Flavia Piccinini, Dario Paladini, Raimondo Pavarin, Fabio Lugoboni, Riccardo Sollini, Gianmario Gazzi, Fortuna D’agostino, Daniele Iacopini, Romina Fraboni, Marco Lughi, Marco Reggio, Joshua Wahlen e Alessandro Seidita, Dario Zonta, Vitaliano Scoccia. Domenica 2 dicembre: Paolo Ruffini, Marino Sinibaldi, Vinicio Albanesi, Vittorio Di Trapani, Antonella Patete, Corrado Virgili, Angelo Ferracuti, Giovanni Marrozzini, Teresa Valiani.

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Daniela Santanchè condannata a reintegrare cinque giornalisti di Novella 2000 e Visto

Posted by fidest press agency su martedì, 31 luglio 2018

Cinque giornalisti di Novella 2000 e Visto – già testate storiche della RCS, poi vendute a Luciano Bernardini De Pace e finite alla Visibilia Magazine SRL di Daniela Santanchè che li aveva licenziati – sono stati reintegrati dal giudice.Con la sentenza del Tribunale di Milano del 24 luglio scorso, il loro licenziamento è stato riconosciuto illegittimo, e i cinque dovranno essere immediatamente reintegrati in azienda.
L’avvocato di Visibilia Magazine SRL ha sostenuto che le due testate e il loro marchi erano stati ceduti alla Visibilia SpA (una sorta di holding del gruppo che fa capo a Santanchè), e che quindi o giornalisti non avrebbero potuto essere reintegrati nella Visibilia Magazine SRL. Il giudice gli ha dato torto.La sentenza dimostra che quando il sindacato non funziona è bene rivolgersi al giudice che, infatti, ha dato ragione ai colleghi. La cessione delle testate RCS era una sorta di licenziamento mascherato, infatti così è stato. La decisione dei magistrati ristabilisce un principio di diritto. (fonte: Senza Bavaglio)

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Garantire la sicurezza dei giornalisti, il pluralismo e la libertà dei media

Posted by fidest press agency su sabato, 5 maggio 2018

Gli Stati membri dovrebbero “creare e mantenere, di fatto e di diritto, un ambiente sicuro per i giornalisti”, hanno dichiarato i deputati giovedì.La risoluzione non legislativa presentata da Barbara Spinelli (GUE/NGL, IT) è stata approvata con 488 voti in favore, 43 contrari e 114 astensioni.I deputati chiedono alla Commissione europea uno stanziamento adeguato e permanente all’interno del bilancio UE per sostenere il Centro per il pluralismo e la libertà dei media e per creare un meccanismo di supervisione indipendente che valuti i rischi per il pluralismo e la libertà dei media in Europa.Invitano i Paesi UE a rafforzare il sostegno finanziario ai fornitori di servizio pubblico e ai giornalisti investigativi, astenendosi dal prendere parte alle decisioni editoriali. Tutti i finanziamenti pubblici erogati ai proprietari dei media dovrebbero essere regolarmente monitorati, aggiunge il testo. I deputati ribadiscono la loro richiesta di un trattamento IVA neutrale per tutti i media (ad esempio non discriminando tra testate cartacee e quelle online), come raccomandato già nella risoluzione del 2011.
Per proteggere i giornalisti dalla violenza, dovrebbe essere istituito un organismo di regolamentazione indipendente e imparziale che cooperi con le organizzazioni dei giornalisti e incaricato di monitorare e riferire in merito alle minacce subite. I giornalisti la cui libertà è messa a rischio hanno bisogno di procedure giuridiche efficaci per evitare l’auto censura.
I deputati sono preoccupati per l’aumento del cyberbullismo, del ‘revenge porn’ e degli abusi sessuali sui minori e ribadiscono che i media devono rispettare in pieno gli interessi e i diritti dei minori. Chiedono una legislazione che comprenda norme sull’individuazione, segnalazione e rimozione dai social media dei contenuti dannosi per la dignità umana.Il testo osserva che l’uso del termine ‘fake news’ non dovrebbe “mai mirare a minare la fiducia dei cittadini nei media e a screditare e criminalizzare le voci critiche”.Per promuovere e proteggere le informazioni obiettive, i deputati incoraggiano le società di social media e le piattaforme online a sviluppare strumenti che consentano agli utenti di segnalare potenziali notizie false, facilitare le rettifiche e consentire revisioni da parte di organizzazioni certificate, indipendenti e imparziali di controllo dei fatti.Infine, i deputati chiedono alla Commissione europea di proporre una direttiva anti-SLAPP (azioni legali tese a bloccare la partecipazione pubblica) che protegga i media indipendenti da azioni legali volte semplicemente a farli tacere o a intimidirli.

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Solidarietà ai giornalisti dell’agenzia di stampa Askanews

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 marzo 2018

“Esprimo a nome del gruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati e mio personale la totale solidarietà ai giornalisti dell’agenzia di stampa Askanews confidando in una soluzione positiva che scongiuri la cassa integrazione stellare proposta dall’editore Luigi Abete. Ci impegneremo nei prossimi giorni in un’attività di sensibilizzazione sul ruolo centrale delle agenzie di stampa, un patrimonio da tutelare nel rispetto dell’articolo 21 della Costituzione e del pluralismo dell’informazione, così come ha ricordato la presidente del partito stamattina Giorgia Meloni a proposito della crisi di Askanews”. E’ quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati Fabio Rampelli al termine dell’incontro con il comitato di redazione dell’agenzia stampa Askanews rappresentato da Daniela Mogavero e Roberto Vozzi. (n.r.: La Fidest si associa alla lotta dei colleghi dichiarando la propria disponibilità a rilanciare i comunicati che saranno emessi riguardo l’evoluzione dei rapporti  con l’editore)

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Caffè Europa per giornalisti e giornaliste

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2018

Roma 8 marzo 2018 10.00-11.30 Sala Mosaici Via IV Novembre 149. L’Ufficio del Parlamento europeo in Italia organizza, giovedì 8 marzo, dalle 10 alle 11.30 nella Sala Mosaici di Via IV Novembre a Roma un caffè per la stampa per illustrare gli argomenti all’ordine del giorno della prossima plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo (12-15 marzo).
Si farà innanzitutto il punto sulla questione Agenzia Europea dei Medicinali (Ema), che verrà dibattuta e votata prima in commissione Ambiente (12 marzo) e poi in plenaria (dal 13 al 15 marzo).Si parlerà poi degli altri punti in agenda, con particolare risalto al voto sul mandato negoziale del Parlamento europeo sul bilancio pluriennale dell’UE post 2020.
Verranno successivamente illustrate le opportunità, per i media partner del Parlamento europeo, di partecipare al bando per progetti in cofinanziamento per la primavera e l’autunno 2018.
Nell’occasione verrà presentato anche il progetto Qui Europa, per una maggiore informazione europea sui quotidiani locali, lanciato nelle scorse settimane dall’Ansa in collaborazione con l’Ufficio di informazione in Italia del Parlamento europeo.Infine, nella Giornata internazionale delle Donne, verrà presentato l’evento del giorno successivo alla Casa del Cinema, che vedrà come protagoniste diverse donne attive nei media e nel mondo delle nuove tecnologie, fra cui l’attivista e blogger tunisina Asma Kaouech.

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Il quarto potere

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2018

Mi viene da sorridere pensando che il quarto potere è attribuito ai giornalisti, in specie se guardo le vicende che accadono in Italia. Semmai dovremmo considerarlo un potere a “mezzo servizio” nella triangolare: editori, politici e sponsor pubblicitari. Vi sono dentro ma ad autonomia limitata.
La libertà di stampa dovrebbe essere tutt’altra cosa. Ma cos’è questa libertà di cui tutti ne parlano ma non sempre ci è chiaro il suo significato reale? Se penso ai tanti giornalisti che sono morti ammazzati dalla criminalità organizzata per non aver taciuto non tanto sulle loro malefatte quanto sui loro rapporti sottobosco con le istituzioni, che muoiono per raccontarci in prima linea le storie di guerra, le rivolte popolari, le repressioni feroci delle dittature, ritengo che per essi vada espresso, senza riserve, tutta la stima e la considerazione che si meritano. Questo è un modo per dimostrarci che la libertà di stampa esiste e ha un prezzo che spesso non è rilevato nella giusta misura dal popolo dei lettori e più in generale dal grosso pubblico. Vi è anche un giornalismo di tutt’altra natura che convive con il mondo degli eroi, che non si abbevera alla fonte dei riscontri obiettivi, che non rispetta il dolore e la sofferenza altrui e che trasforma i carnefici in vittime e le vittime in negrieri. In questa tendenza alle “devianze” il giornalista, da una parte, entra in un gioco più grande di lui e ne rimane avviluppato forse per inesperienza, forse per la maggiore abilità dei cultori della disinformazione, forse per le logiche della pubblicità che trova negli scandali, nelle situazioni scabrose un modello di attenzione pubblica che procura più vantaggi economici. In queste anormalità sono complici gli stessi lettori che alzano l’indice d’ascolto se un politico passa una notte brava in un night, ha una relazione omosessuale e bacia un boss della malavita pluriricercato ma, nella fattispecie, è a piede libero.
Non è giusto, ovviamente, tacere se si hanno prove concrete, ma dovremmo curarne, in ogni caso, la moderazione. Dovremmo evitare che da un episodio si faccia di tutta l’erba un fascio e spingere il lettore a credere che la classe politica sia costituita in massima parte da corrotti corruttori e corruttibili. In questo la responsabilità non è sola del cronista, o meglio del suo modo di rappresentare certi fatti, ma anche di quelle classi sociali che una volta individuata la mela marcia, nel loro paniere, non si affrettano a toglierla di mezzo invece di approntare una difesa corporativa e leziosa e prendersela con chi ne ha pubblicata la notizia.
Dovremmo, insieme, imparare ad avere maggiore rispetto per il prossimo, a saper distinguere i diversi ruoli e a renderci conto che uno scritto può diventare un’arma impropria ma fare altrettanto male e che il ruolo del giornalista non è solo quello d’informare ma di saperlo fare con intelligenza e una buona dose di prudenza nel vagliare la bontà delle sue fonti. (Riccardo Alfonso)

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