Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 229

Posts Tagged ‘giornalisti’

No al bavaglio dei giornalisti in Turchia

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 aprile 2017

carcereRoma. Il prossimo 2 maggio Articolo 21, da sempre in difesa della libertà di stampa in Italia e nel mondo, parteciperà insieme a Fnsi, Amnesty, Arci, NoBavaglio e tante altre associazioni ad un sit in di fronte alla Camera dei deputati per leggere tutti i nomi delle giornaliste e dei giornalisti detenuti nelle carceri turche.
Un modo per raccogliere gli appelli che arrivano dalla Turchia, ma anche per chiedere alle autorità politiche ed istituzionali, internazionali e nazionali, di non fingere, di non vedere e di non sapere cosa stia accadendo in un paese che si trova sempre più giù, attualmente al 155° secondo Reporter Sans Frontiers, per libertà di stampa nel mondo.
Tra i partecipanti in piazza ci sarà lo stesso Gabriele Del Grande, che il giorno dopo la sua liberazione ha ricevuto in regalo la T-shirt disegnata da Rampicanti Storti, diventata sui social media uno dei simboli della mobilitazione per la scarcerazione del giornalista italiano.
Sono oltre 150 i giornalisti che si trovano nelle carceri turche per aver semplicemente dato voce agli oppositori del Presidente Erdogan. Tra loro anche Gabriele Del Grande, fermato al confine con la Siria e rimasto in stato di arresto per 14 giorni, è stato liberato soltanto il 24 aprile. «Sto bene, non mi è stato torto un capello» – ha detto ai giornalisti che lo aspettavano – «La più grande difficoltà è stata la privazione della libertà. Non conosco ancora il motivo del mio fermo, sono vittima di violenza istituzionale. Oggi sono libero, ma mando un caro pensiero a tutti i giornalisti che sono ancora in carcere in Turchia»
Per sostenere questa causa e le attività di Articolo 21, Toni Bruno, Fabio Magnasciutti e Rampicanti storti hanno donato le loro illustrazioni per ribadire #NoBavaglioTurco e #NoBavaglio in tutti i Paesi in cui non viene rispettata la libertà di stampa. I loro disegni sono diventati delle T-shirt d’autore: https://worthwearing.org/store/articolo-21 per accendere i riflettori sulle storie e i volti dei giornalisti che attualmente si trovano nelle carceri turche.
Worth Wearing è la prima piattaforma online di realizzazione e distribuzione di T-shirts on demand, allo scopo di finanziare progetti e idee di cambiamento. Nata dall’idea di un team creativo giovane e specializzato nel campaigning online, Worth Wearing ha l’obiettivo di rendere immediato e accessibile a tutti il fundraising per associazioni, no profit e singoli.

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4º “Meeting nazionale dei giornalisti cattolici e non”

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

viganòTaquinioGrottammare (Marche) dal 22 al 25 giugno. il 4º “Meeting nazionale dei giornalisti cattolici e non”, si terrà nella “Riviera delle Palme” dal 22 al 25 giugno”. “Le zone terremotate hanno bisogno dei tuoi preziosi talenti, perché la bellezza abbia visibilità e possa dare conforto ad ogni persona. Per questo intendiamo vivere con te in maniera speciale questo meeting.” Con queste parole, Padre Andrea Dall’Asta, presidente di Giuria, invita gli artisti di tutta Italia a partecipare alla mostra d’arte “Terremoto, connessi alla speranza” che verrà inaugurata in occasione del prossimo Meeting che si terrà nelle Marche. Il comitato scientifico del Meeting dei giornalisti – che nasce dalla collaborazione tra l’Ufficio Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana, la FISC, l’UCSI, TV2000, Radio InBlu, Agenzia SIR, Avvenire, e Ordine Dei Giornalisti -, desidera infatti coinvolgere gli artisti a partecipare in maniera speciale al prossimo appuntamento di giugno chiedendo di donare una loro opera artistica affinché tutti possano trovare conforto e aiuto dalla bellezza dell’arte.“Pur nella piena e totale libertà che ogni artista deve esercitare nel suo operato – spiegano gli organizzatori -, è chiesto di realizzare opere nello spirito della biblia pauperum: opere didascaliche che sappiano descrivere il tema scelto, evitando, per quanto possibile, intellettualismi esasperati, registri polemici, provocatori o scandalistici, considerato che le opere verranno esposte anche in luoghi sacri. Ogni artista maggiorenne potrà presentare una sola opera”.
RuffiniCorradoLe opere dovranno avere le dimensioni di 50 x 70 cm, realizzate su tela o carta/cartone o altro supporto piano a scelta (compensato etc.). La tecnica è libera, disegno come pittura, escludendo le tecniche scultoree, bassorilievo e affini di qualunque materiale. Le opere dovranno essere fornite di cornice con attaccaglia, la larghezza massima, cornice compresa, non deve superare i 70 cm e dovranno essere consegnate entro il 15 giugno 2017 per permetterne la collocazione presso la struttura collegata con il “Meeting nazionale dei giornalisti cattolici e non”.La consegna andrà fatta presso la Curia Vescovile di San Benedetto del Tronto, Piazza Sacconi, 1
Per partecipare alla mostra non è richiesto il versamento di alcuna quota d’iscrizione.
“Le opere saranno esposte – afferma Simone Incicco, responsabile organizzativo del Meeting – prima nella “Riviera delle Palme” e poi seguiranno un percorso che le porterà nei luoghi del terremoto, in particolare ad Arquata del Tronto, Accumoli, Amatrice, Norcia, Camerino e nei vari comuni colpiti dall’ultimo sisma. Al termine dell’esposizione itinerante saranno vendute pubblicamente e il ricavato andrà a sostegno delle opere della Caritas Italiana nei luoghi del terremoto”.
Ad aprire i lavori della quarta edizione del Meeting dei giornalisti, giovedì 22 giugno, sarà Mons. Dario E. Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede. Alla prima giornata prenderanno parte come relatori anche il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, il direttore di Tv2000, Paolo Ruffini, il direttore dell’Agenzia SIR, Vincenzo Corrado. Il meeting inoltre riconoscerà 16 crediti formativi a tutti i giornalisti che parteciperanno ai lavoriIl programma completo sarà presentato nei prossimi giorni.Sito: http://www.giornalisticattolici.it (foto: viganò, Taquinio, Ruffini, Corrado)

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San Francesco di Sales, Assostampa Cava-Costa d’Amalfi celebra il patrono dei giornalisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2017

direttivoMartedì 24 gennaio l’Assostampa Cava de’ Tirreni – Costa d’Amalfi “Lucio Barone” festeggia San Francesco di Sales, il patrono dei giornalisti.Come da tradizione, nella chiesa di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori di via Filangieri, a Cava de’ Tirreni, sarà l’arcivescovo Orazio Soricelli a presiedere la celebrazione eucaristica (ore 19) a cui prenderanno parte gli associati con le diverse autorità civili, militari e religiose del territorio.La cerimonia religiosa, al quale sono invitati tutti coloro che, a diverso titolo, operano nel campo dell’informazione, della comunicazione e della divulgazione tra Cava de’ Tirreni e la Costa d’Amalfi, si concluderà con la lettura della preghiera del Giornalista e del messaggio di Papa Francesco per la 51esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.«Un appuntamento consolidato per la nostra associazione – dichiara il neopresidente Emiliano Amato – che di fatto apre l’anno associativo. Ma quest’anno la festività di San Francesco di Sales assume un significato rilevante per noi – aggiunge – perché spalancherà le porte dell’associazione a tutti gli operatori dell’informazione e della comunicazione del comprensorio, dando il via alla nuova campagna tesseramenti. Tante le novità, che illustreremo nei giorni a seguire, con questo sodalizio che tornerà a fare la propria parte, riunendo nuovamente le migliori energie del territorio e riflettere sulle responsabilità sociali dei giornalisti, a garanzia di un’informazione sempre più qualificata, libera e autonoma, a salvaguardia della sicurezza e della dignità di questa professione costantemente minata».
Preghiera del giornalista
“Signore, Tu mi hai chiamato a servire il prossimo attraverso i mezzi dell’informazione. Donami di farlo sempre nell’obbedienza alla verità, con il coraggio di pagare di persona affinché essa non sia mai tradita. Aiutami anche a coniugare la verità con la carità, per non ferire mai la dignità di nessuno e promuovere in tutto, per quanto a me possibile, la giustizia e la pace. Che io non faccia preferenze di persone, e sappia proporre le mie idee con umiltà, onestà e libertà di cuore. Donami di essere anche così un testimone dell’amore, che viene da Te, verità che libera e salva. Tu, che con Dio Padre vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen”.
San Francesco di Sales Vescovo di Ginevra, vissuto a cavallo tra Cinque e Seicento, Francesco, o meglio François fu una sorta di precursore dell’informazione giornalistica moderna.Nacque nel 1567 nel castello di Thorens, in Savoia (Francia) da una nobile famiglia. Scoperta la sua vocazione sacerdotale, si distinse nella sua opera di apostolato nella regione dello Chablais, a sud del lago Lemano, riconquistata dal duca di Savoia, Carlo Emanuele, dopo essere stata per oltre mezzo secolo in mano ai calvinisti. Su circa venticinquemila abitanti solo un centinaio erano cattolici.Francesco riuscì a vincere le resistenze della popolazione locale e ad aprire un dialogo ideando i “Memoriali”: compilava dei foglietti settimanali nei quali affrontava le verità di fede, illustrandole con un linguaggio semplice e riformulandole in maniera efficace e fruibile per i suoi lettori.Silenziosamente li faceva scivolare sotto le porte o li affiggeva sui muri delle strade. San Francesco di Sales morì a Lione il 28 dicembre 1622 ma fu sepolto ad Annecy il 24 gennaio 1623. Nel 1655 fu dichiarato santo e nel 1877 proclamato dottore della Chiesa. Dal 1923 è patrono dei giornalisti cattolici. I giorni antecedenti il 24 gennaio il Santo Padre presenta il messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Quest’anno il tema scelto da Francesco è “Comunicazione e misericordia: un incontro fecondo”. (foto: direttivo)

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“Il Consiglio regionale del Lazio nega i diritti dei giornalisti”

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

regione-lazioDopo lunghe giornate di ripensamenti e colpi di scena il consiglio regionale si è pronunciato. Lo ha fatto negando il contratto giornalistico a tutti coloro che lavorano per l’istituzione Regione in Consiglio e in Giunta. Confermata invece la norma che prevede il contratto giornalistico per gli addetti stampa dei gruppi (emendamento Aurigemma). È prevalsa la linea del partito democratico, avallata e spinta dal presidente del consiglio regionale Daniele Leodori e alla fine accettata dal gruppo guidato da Massimiliano Valeriani, tradotta in un submaxiemendamento alla legge di stabilità che ha impedito il confronto democratico in aula sul punto.
A nulla sono valsi i nostri appelli, il conforto di scelte analoghe delle altre regioni tutte nel segno del contratto giornalistico, il forte sostegno della FNSI.
È prevalsa una logica di puro scambio, di gioco a rimpiattino sulla base di pareri legali (speriamo di un tipo diverso dal penultimo che non era neanche firmato dal legislativo), di mancanza di coraggio e di visione politica, di sprezzo nei confronti di una questione relativa ai diritti, alla legittimità e alla titolarità degli stessi, sulla base dell’idea che questi colleghi sono un “costo della politica”. Paradossalmente l’aula riconosce legittimamente i diritti del contratto ai colleghi dei gruppi che rappresentano più strettamente un costo della politica e non ai colleghi che lavorano per le Istituzioni, l’espressione più alta della Politica.
Vogliamo invece ringraziare tutti quei consiglieri regionali che hanno anteposto la libertà di scelta all’obbedienza di partito o di schieramento, a iniziare dai firmatari dell’emendamento “contratto”, la collega Marta Bonafoni (Si-Sel) e i consiglieri Daniele Fichera (Psi), Piero Petrassi (Centro democratico) e Baldassarre Favara (Pd). Si sono battuti fino all’ultimo per il riconoscimento e l’applicazione di giusti diritti. Una nota di merito va anche ai consiglieri Giuseppe Cangemi (Cuoritaliani) e Valentina Corrado (Movimento Cinque Stelle) per aver condiviso le nostre istanze.
La decisione dell’aula della Pisana non può però essere la pietra tombale di legittime rivendicazioni dei colleghi.
È ora che si sblocchi la vicenda degli uffici stampa che lavorano per gli enti pubblici attraverso un’azione decisa del sindacato sul ministero della Funzione pubblica e sull’Aran.
Stampa Romana sosterrà ogni tipo di mobilitazione o lotta che i colleghi degli uffici stampa della Regione vogliano mettere in campo. (Lazzaro Pappagallo Segretario Associazione Stampa Romana)

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Giornalisti italiani sempre più social

Posted by fidest press agency su sabato, 15 ottobre 2016

Giornalisti“Audit Italian Press“, un’indagine qualitativa dell’Istituto Ixè con il supporto di Encanto Public Relations, la prima fotografia di come i giornalisti utilizzano i social network nel loro lavoro. L’anteprima della ricerca, che a dicembre sarà ripoprosta ai 18 mila iscritti al portale Giornalistisocial.it, indaga 50 casi in Italia (che confrontiamo con un campione negli Stati Uniti e Canada raccolto da Cision), da cui emerge che i giornalisti intervistati utilizzano i social network in primis per promuovere il proprio lavoro (83% contro il 73% degli americani) e per costruire relazioni (54% contro il 73%). Solo in seconda battuta i social vengono utilizzati per monitorare l’opinione pubblica (52% contro il 64%) e secondariamente per trovare storie (41% contro il 52%), verificare i fatti e approfondire (41%).
Le piattaforme più utilizzate sono Facebook (87%), YouTube (70%) e Twitter (67%), mentre si prevede una crescita di rilievo soprattutto di Instagram e Snapchat. Per il rapporto di Cision, è Periscope a farla da padrone in particolare perché consente di accedere a trasmissioni live quando altri mezzi non sono a disposizione.

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Gli editori attaccano i giornalisti e il sindacato tace

Posted by fidest press agency su sabato, 13 agosto 2016

contratto nazionale lavoro giornalisticoGli editori sono partiti lancia in resta contro i giornalisti, con richieste di modifica al contratto che mirano a scardinare le loro tutele, i loro diritti e la loro professione. E la piattaforma del Sindacato – resa nota da pochi giorni – è totalmente insufficiente a cogliere e guidare l’innovazione e la trasformazione del lavoro nelle redazioni e a determinare una crescita reale dell’occupazione. La trattativa, a oltre un anno dal suo avvio, appare ancora in alto mare. Mentre si avvicina la data del 30 settembre, quando scadrà la proroga di sei mesi al contratto, che per la prima volta nella sua storia è stato disdetto dalla FIEG.
In questo scenario di forte incertezza e difficoltà si inserisce la proposta di legge sull’editoria che, pur contenendo alcuni concetti condivisibili, non è sufficiente a rilanciare il settore, lascia agli editori completa discrezionalità sull’uso delle risorse che vengono messe loro a disposizione e nulla dice e prevede di fronte ai rischi delle concentrazioni editoriali. È preoccupante il silenzio complice del sindacato che non ha fiatato sulla bocciatura – da parte anche delle forze politiche che si dicono di sinistra – di un emendamento che mirava a negare le provvidenze pubbliche a quegli editori che non pagano gli stipendi, i compensi dei collaboratori, gli oneri previdenziali e/o sono stati condannati per mobbing o comportamenti antisindacali.
Noi consiglieri del Direttivo dell’ALG di Movimento liberi giornalisti, Senza Bavaglio e Unità Sindacale riteniamo grave che l’Associazione lombarda dei giornalisti, la più grande Associazione territoriale della FNSI, non abbia già preso una posizione chiara sul rinnovo contrattuale e sulla proposta di legge sull’editoria e non abbia aperto il dibattito tra i colleghi. Suscita, peraltro, stupore e irritazione che i documenti sulla vertenza contrattuale, finalmente consegnati dalla FNSI alle Associazioni nel corso della riunione del 26 luglio, e il testo di legge sull’editoria non siano stati diffusi e distribuiti perlomeno tra i consiglieri del Direttivo della Lombarda, mentre altre Associazioni li hanno prontamente resi noti e discussi al loro interno, preannunciando riunioni, assemblee e consultazioni a settembre.
È necessario, a nostro parere, pronunciare subito un no deciso alle proposte della FIEG. E bisogna nel contempo elaborare una piattaforma sindacale compiuta, che rafforzi l’autonomia dei giornalisti, preveda strumenti nuovi e adeguati a un’organizzazione del lavoro multimediale, confermi e ampli il ruolo di comitati e fiduciari di redazione, progetti percorsi di inclusione vera e di stabilizzazione per i collaboratori strategici e già di fatto inseriti nella produzione quotidiana di informazione e aumenti compensi, tutele e garanzie per i freelance.
Una piattaforma innovativa, forte e condivisa, che coinvolga subito tutti i giornalisti, attraverso la consultazione, l’ascolto e il confronto sul territorio organizzati dalle Associazioni regionali di stampa. A partire dalla più grande, la Lombarda. Consultazione, ascolto e confronto che dovranno inoltre estendersi anche:
– al contratto AerAnti-Corallo, da anni in attesa di rinnovo;
– all’accordo USPI, prorogato con un allargamento alle testate online dagli effetti controversi;
– alla prossima, preoccupante, ennesima riforma delle prestazioni che l’INPGI sta studiando in gran segreto per far fronte alla prospettiva ”di non solvibilità della gestione” certificata dalla Corte dei Conti e che – nelle intenzioni della Presidenza dell’Istituto – dovrebbe essere conclusa e approvata entro settembre.
Tutti argomenti, insieme con i negoziati per il rinnovo del contratto FNSI-FIEG, che non sono mai stati illustrati e discussi nel Consiglio direttivo della Lombarda.
È grave inoltre che l’Associazione Lombarda abbia acriticamente fatto proprio il giudizio della FNSI sulla legge dell’editoria. Ci viene il dubbio che i dirigenti sindacali non abbiano neppure letto il testo in discussione al Senato. Il sindacato si illude che quel testo porterà nuovi posti di lavoro e rilancerà la qualità dell’informazione. Si sbaglia. Se la legge dovesse passare così com’è non solo non arginerà l’emorragia di posti di lavoro, ma comporterà una nuova stagione di lacrime e sangue per i contrattualizzati, che saranno costretti a cassa integrazione, solidarietà e prepensionamenti, e anche, soprattutto, per i collaboratori già fortemente penalizzati dalle norme e sfruttati dagli editori.
Le ricadute sul welfare saranno pesantissime: con contributi defalcati da parte di un minor numero di giornalisti contrattualizzati. INPGI e Casagit saranno costretti a ridurre ancora di più le prestazioni e a rischiare la chiusura. E grossi pericoli li corre lo stesso sindacato, che vive con i vitali finanziamenti che gli vengono passati dai due enti.
Noi chiediamo quindi che la Presidenza della Lombarda convochi subito un’assemblea – da tenersi all’inizio di settembre – tra comitati e fiduciari di redazione e rappresentanti di collaboratori e freelance, le cui conclusioni vengano portate al Consiglio Direttivo per una valutazione e una presa di posizione ufficiale sui contratti, sulla legge dell’editoria e sulla futura riforma dell’INPGI. (Movimento Liberi Giornalisti Senza Bavaglio Unità Sindacale) (foto: contratto lavoro giornalistico)

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Saranno 62 i componenti del futuro Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. Vince la “linea Abruzzo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

GiornalistiSaranno 62 i componenti del futuro Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e saranno così suddivisi: 40 professionisti, 20 pubblicisti nonché 1 professionista e 1 pubblicista in rappresentanza delle minoranze linguistiche riconosciute. In pratica viene ripristinato l’orginario rapporto di 2/3 professionisti e 1/3 pubblicisti previsto dalla legge n. 69 del 1963, rapporto tuttora vigente nei Consigli regionali dell’Ordine. Ma, poiché restano 12 – come oggi – i componenti del Consiglio nazionale di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti, faranno parte del Consiglio nazionale dell’Ordine 50 colleghi (cioé 62 meno 12). Gli attuali consiglieri nazionali dell’Ordine sono, invece, ben 144 per metà pubblicisti e metà professionisti. Lo ha deciso oggi pomeriggio la Commissione Affari Costituzionali del Senato nell’ambito della riforma dell’editoria. Ora il provvedimento dovrà essere approvato dall’Aula di palazzo Madama e successivamente definitivamente ratificato dalla Camera dei Deputati. Si rende infatti necessario un nuovo voto a Montecitorio perché 5 mesi fa i deputati avevano fissato in appena 36 il numero dei componenti del futuro Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

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Stipendi giornalisti Rai

Posted by fidest press agency su martedì, 26 luglio 2016

GiornalistiLa questione degli stipendi di giornalisti e dirigenti Rai finisce alla Corte dei Conti. Il Codacons presenta infatti oggi stesso una denuncia alla magistratura contabile a seguito della pubblicazione degli abnormi compensi elargiti dalla rete di Stato ai propri dipendenti.“Numerosi direttori Rai guadagnano stipendi superiori ai 300mila euro annui, e molti altri hanno compensi compresi tra i 200 e i 300 mila euro – attacca il presidente del Codacons Donzelli– Già questo basterebbe per gridare allo scandalo, ma c’è dell’altro. Secondo quanto riportato in queste ore dai mass media, una folta schiera di giornalisti e manager della rete percepirebbe stipendi tra i 205 e i 240mila euro annui senza ricoprire alcun incarico: in buona sostanza vengono pagati per non lavorare”.“Di sicuro siamo di fronte ad una vergogna nazionale ora però il Codacons vuole andare a fondo e capire se si configuri o meno anche una forma di danno erariale, dal momento che gli stipendi Rai vengono pagati con i soldi dei cittadini raccolti attraverso il canone. Per tale motivo presentiamo oggi stesso un esposto alla Corte dei Conti, affinché acquisisca i dati sui compensi di direttori, manager e giornalisti Rai, e verifichi la congruità degli stessi con particolare riferimento ai soggetti che nell’azienda non svolgono alcuna funzione pur percependo regolare stipendio. Chiediamo inoltre alla Corte di trasmettere alla Procura della Repubblica gli atti governativi che autorizzano il superamento dei tetti massimi ai cachet previsti dalla legge”.
“Abbiamo sollevato per primi in vigilanza Rai gli sprechi e gli stipendi d’oro di dirigenti, conduttori e artisti. Chiedendone la divulgazione e il ridimensionamento con atti ufficiali. La Rai di Gubitosi e Tarantola si rifiutò di rispondere a un bisogno di trasparenza diffuso ma anche sancito da precise leggi dello stato. Siamo parzialmente soddisfatti di questo dietrofront, evidentemente ormai inevitabile, dei subentranti Campo Dall’Orto e Maggioni. Tuttavia la curiosità morbosa di frugare nei portafogli altrui non è il nostro movente né il nostro obiettivo. La Rai ora intervenga per far lavorare chi guadagna soldi grazie al canone pagato dagli italiani, talvolta ricevendo cifre abnormi non giustificate da particolari responsabilità professionali. Per adeguare gli stipendi alle mutate condizioni economiche del Paese e, soprattutto, per ancorarlo al suo andamento debitorio. Non si possono guadagnare fino a 650mila euro l’anno in un’azienda in perdita. La facessero andare in attivo e poi si aumentassero il trattamento economico, lo comprenderemmo perché non siamo comunisti. Per rendere pubblici i compensi ancora non svelati, piantandola di accampare scuse sul presunto rischio nei confronti della concorrenza. Al massimo potrà capitare che altri network decidano di proporre a conduttori e artisti che lavorano anche con la Rai un ridimensionamento del loro trattamento economico, cosa che non riguarda l’azienda di viale Mazzini ma unicamente gli interessati. E comunque la normativa nazionale non prevede eccezioni per la comunicazione degli emolumenti pubblici e non è il signor Campo Dall’Orto a poterla modificare a proprio piacimento.Quindi si tratta di un primo segnale solo mediatico e renziano, cui aspettiamo ne seguano altri più sostanziali e seri”.‎ E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, componente della commissione di Vigilanza Rai.

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ASR: no a tagli salario accessorio dipendenti Consiglio regionale

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

GiornalistiL’Associazione stampa romana condivide pienamente le posizioni espresse dalla Cgil Fp Roma e Lazio e da Uil Fpl Roma e Lazio al tavolo negoziale del Consiglio regionale del Lazio sulla ripartizione del fondo per il trattamento accessorio del personale ed esprime preoccupazione per il mancato accordo tra le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto degli enti locali e la delegazione trattante di parte pubblica. Nel rispetto delle decisioni prese dall’assemblea dei lavoratori del 19 luglio scorso, Cgil Fp Roma e Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio avevano proposto al tavolo negoziale una proroga delle posizioni organizzative e di alta professionalità e delle indennità di produttività collettiva negli attuali importi.Tale proroga consentirebbe di fare rientrare la discussione sulsalario accessorio nella trattativa per il rinnovo del nuovo contratto decentrato integrativo che, stando ai termini fissati dall’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Lazio, dovrà concludersi con lasottoscrizione entro il 30 novembre prossimo. L’Amministrazione invece si è irrigidita, proponendo un’inaccettabile riduzione dell’indennità di produttività della categoria D (da10 mila a 9200 euro).L’Associazionestampa romana auspica un ripensamento da parte della delegazione trattante diparte pubblica, affinché sia allontanata l’ipotesi di ulteriori tagli iniqui alle retribuzioni di una parte consistente dei lavoratori e dei colleghi giornalisti dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale del Lazio già penalizzati in passato. (Lazzaro Pappagallo Segretario Associazione Stampa Romana Inviato da: giornalistioggi)

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Il “caso” vaccini e i corsi di formazione per giornalisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 giugno 2016

giuliano-giubileiGiorni fa presso il Palazzo del Rettorato dell’Università Sapienza di Roma un folto gruppo di giornalisti, aderenti alla piattaforma S.I.Ge.F per il rilascio dei crediti formativi, ho partecipato a un incontro condotto da Giuliano Giubilei vice direttore del TG3 che verteva su “il caso vaccini, tra falsi miti e pregiudizi”. Guardandomi intorno nell’aula che ci ospitava ho notato diversi giornalisti abituali frequentatori di congressi, convegni e conferenze promossi dalla classe medica e che si dedicano proprio al difficile compito d’informare i loro lettori nel campo della medicina e della ricerca scientifica, in un linguaggio più votato a una lettura o ad un ascolto meno arido. Qualche volta in questi meeting capita che un un oratore presenti uno studio d’avanguardia o i rappresentanti di società farmaceutiche preannuncino ritrovati e terapie avveniristiche lasciando trasparire che potrebbero essere a portata di mano in breve tempo. Se un giornalista meno aduso a queste esternazioni coglie la palla al balzo e rilancia la notizia è probabile che se ne faccia un gran parlare nei media ma anche provocare delle secche precisazioni della classe medica che possono essere variamente interpretate dal pubblico. Ne consegue che questa ridda d’interventi può essere percepita dall’opinione pubblica come delle diversità di giudizio ortobotanicalasapienzache possono mettere a dura prova la stessa credibilità della scienza medica. Tutto questo per significare che la materia è delicata in quanto risveglia tra la gente la diffidenza e anche una sorta di atavica paura se le scelte che si fanno possano essere foriere di errori e di calcoli sbagliati. A questo giudizio non si sottraggono i vaccini e il medico di famiglia per lo più fa poco o nulla per diradare i dubbi ora perché gli manca il tempo per farlo e ora perché dà per scontato che i propri pazienti sono responsabili delle loro azioni anche se sbagliano. Sappiamo bene, del resto, che la scienza medica non è esatta e vi sono molti punti oscuri che bisogna ancora diradare ma da qui a trinciare severi giudizi, anche se non si hanno le competenze per farlo, ce ne corre. Significa anche che internet può fare molto per far comprendere i problemi esistenziali che ci riguardano colmando un gap culturale che l’istruzione scolastica, sia pure superiore, talvolta non è sufficiente, ma a patto che si scelgano i percorsi scientificamente testati per non diventare facile preda degli opportunisti di turno. E qui vi soccorre la necessità che i giornalisti in primis e le loro testate di riferimento sappiano offrire con regolarità un prodotto informativo serio e competente e l’impegno che oggi essi riversano alla loro formazione continua diventa in pratica un lasciapassare autorevole nell’interesse di tutti. (Riccardo Alfonso direttore Fidest)

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Si sviluppa a Milano “Puntoeacapo Tutela” per i giornalisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 maggio 2016

GiornalistiE’ la rete di tutele e convenzioni aperta da Puntoeacapo nel 2015 che ha consentito finora a decine di colleghi di difendere i propri diritti. Anche in Lombardia sarà da oggi possibile essere assistiti nelle cause di diffamazione civile e penale, grazie a una vantaggiosa convenzione stipulata con lo studio dell’avvocato Ezio Monaco.
Alle medesime condizioni stabilite a Roma con gli studi degli avvocati Giovanna Corrias Lucente e Michele Clemente e a Torino con lo studio dell’avvocato Roberto Lamacchia, il giornalista coinvolto in querele per diffamazione potrà essere assistito anche a Milano e in Lombardia dall’avvocato Monaco a condizioni assolutamente vantaggiose.
Ezio Monaco è nato a Foggia nel 1959 e si è laureato nel 1983 a Modena, discutendo la tesi in “Diritto Processuale Civile” con il preside della Facoltà, professor Francesco Lancellotti. Ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione forense nel 1986, presso la Corte d’Appello di Bari ed è iscritto all’Albo degli avvocati cassazionisti dal 1999.
Figlio di magistrato (il padre Nicola, attualmente in pensione, è stato anche Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pesaro, nonché Consigliere della Suprema Corte di Cassazione, II e V sezioni penali), sin dai primi anni della professione ha esercitato la propria attività nel campo del diritto civile, dapprima nel settore della contrattualistica della più ampia specie e della consulenza stragiudiziale e poi nell’ambito del contenzioso giudiziale di varia natura. Tuttavia, anche in conseguenza della tradizione familiare, ha sempre mantenuto contestualmente il proprio interesse anche per il diritto penale, cui sono stati dedicati in particolare gli ultimi anni della propria formazione professionale presso lo studio del professor Oreste Dominioni, attualmente titolare della Cattedra di Diritto Processuale Penale presso l’Università degli Studi di Milano, nonché Presidente dell’Unione delle Camere Penali.
L’interesse, oltre che principalmente per il diritto civile, anche per il diritto penale, è stato sviluppato ulteriormente svolgendo la funzione onoraria di Vice Procuratore presso la Procura della Repubblica di Milano per tre trienni (dal 1989 al 1998), su nomina del Consiglio Superiore della Magistratura, sostenendo l’accusa in oltre un migliaio di processi penali presso la Pretura Circondariale di Milano. Nel 2001 è stato commissario e nel 2008 e nel 2009 Presidente titolare di commissione per gli esami di abilitazione alla professione forense presso la Corte d’Appello di Milano.
“L’allargamento della rete di Puntoeacapo Tutela”, commenta il portavoce di Puntoeacapo Carlo Chianura, “dimostra il successo della nostra iniziativa e testimonia la possibilità di essere al fianco dei giornalisti in maniera disinteressata, gratuita, in un momento in cui le iscrizioni al sindacato unico Fnsi crollano e i bilanci delle associazioni regionali di stampa si reggono solo grazie ai contributi di Inpgi e Casagit, pur destinando una minima parte alla tutela concreta dei diritti dei giornalisti”.
Puntoeacapo si appella ai Comitati di redazione e a tutti i colleghi della Lombardia per diffondere e pubblicizzare la nuova convenzione nell’interesse di tutti i giornalisti.

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Giornalisti, la notizia e il volo senza motore

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2016

deltaplanoGustavo Vitali dell’Ufficio Stampa FIVL (Associazione Nazionale Italiana Volo Libero) ci ha fatto pervenire una lettera rivolta agli addetti all’informazione che seguono le manifestazioni sul volo libero. Il tutto è derivato dal fatto che è periodico l’apparire sui media di notizie riguardo incidenti occorsi a piloti di volo libero, vale a dire il volo senza motore in deltaplano e parapendio. Al che Vitali precisa: “Secondo noi, come riteniamo indiscutibile il diritto di cronaca, consideriamo altrettanto irrinunciabile una corretta informazione, anche in occasione di incidenti. Immaginiamo che il giornalista alle prese con un qualunque evento di volo spesso non è un esperto in tale disciplina. Non è un peccato, ma un dato di fatto. Tuttavia basterebbe un minimo d’informazione per evitare gli strafalcioni. Giusto per esempio, deltaplanosi attribuisce talvolta la colpa del sinistro ad un “vuoto d’aria”, fenomeno che esiste solo nella fantasia; oppure ad “improvvisi colpi di vento”, tranquillamente assorbibili dalle nostre ali; e poi si scrive di “lanci da strapiombi”, impossibili tecnicamente, perchè deltaplani e parapendio per decollare necessitano di un leggero pendio e non di precipizi. Per altro il “lancio” è proprio del paracadutismo, ala solo in apparenza simile al parapendio.
Si fa spesso confusione tra i due mezzi usati per il volo libero, oppure con deltamotore e paramotore, velivoli diversi come dice il nome stesso; anche tra ultraleggeri e no, tra paracadute, aliante ed altro ancora. In un caso, clamoroso, un palloncino fu scambiato per un parapendio che volteggiava tra i palazzoni di una metropoli! Ci vuole poco per sprofondare nel ridicolo ed altrettanto poco per evitarlo. Basterebbe, prima di scrivere involontariamente notizie fuorvianti, contattare, per esempio, la nostra associazione. Saremmo lieti di metterci al servizio della stampa ed evitare che la cronaca scada a disinformazione. Il volo libero è ampiamente diffuso con migliaia di praticanti provenienti da ogni ceto e stato sociale, accomunati da identica passione, felici di visitare il cielo, alla ricerca di sano svago più che di imprese al limite dell’estremo. Gli attestati VDS (Volo Diporto Sportivo), obbligatori per legge, rilasciati ad oggi sono circa 40 mila. Se aggiungiamo gli allievi delle scuole ed i numerosi, occasionali curiosi che quotidianamente provano un volo con un istruttore, la platea s’allarga ulteriormente. La FIVL esiste da 40 anni e raccoglie la massima parte dei piloti in attività. Possiamo tranquillizzare che l’interesse per questo sport non accenna a diminuire in seguito a notizie d’incidenti, così come la cronaca di quelli stradali non dissuade dall’uso di moto ed auto. Riteniamo che il pubblico, magari sommariamente, sappia cosa sono parapendio e deltaplano. Indipendentemente dal ritenere o meno il volo sport estremo, è ovvio che
esso comporta l’assunzione di rischi, così come il mettersi in strada. Per altro pensiamo che estremo diventa qualunque mezzo, anche stradale, se ne facciamo un uso improprio. Ci sembra pure che un incidente qualunque mal riportato nuoce in primis a chi lo divulga”.

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Dalla corruzione politica alle storie di giornalisti in prima linea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2015

università paviaPavia Lunedì 12 ottobre (h21) il Collegio Universitario S. Caterina di Pavia (Via San Martino 17/B) inaugura il terzo ciclo di incontri aperti al pubblico e che integrano il Corso dell’Università di Pavia in “Storia delle Mafie italiane” tenuto dal professor Enzo Ciconte, uno dei massimi esperti di fenomeni mafiosi.Il ciclo prende avvio con un appuntamento a cui parteciperanno Raffaele CANTONE (Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione), Mons. Michele PENNISI (Arcivescovo di Monreale) dal titolo “Costruire un’etica anticorruzione” che sarà moderato dal giornalista dell’Avvenire Toni MIRA.
Raffaele Cantone è stato un PM anticamorra prima di essere chiamato alla guida dell’ANAC per cui ha inoltre riportato la trasparenza nei cantieri di Expo 2015. Monsignor Michele Pinnisi si è impegnato attivamente per far assegnare a cooperative di detenuti ed ex-detenuti i terreni sequestrati ai mafiosi. Nel febbraio 2008 gli è stata assegnata la scorta, dopo aver ricevuto un volantino con minacce di morte dalla mafia gelese, per essersi rifiutato di celebrare il funerale in cattedrale di un boss mafioso
Giovedì 29 ottobre l’attenzione sarà rivolta al mondo dell’informazione con un dialogo dedicai ai “Giornalisti in prima linea” con i giornalisti dell’Espresso Lirio ABBATE e Giovanni TIZIAN e lo scrittore e giornalista Carlo LUCARELLI.
Giovedì 5 novembre si parlerà del contagio mafioso nelle regioni del Nord-est d’Italia con Francesco Saverio PAVONE Procuratore della Repubblica di Belluno e Pierpaolo ROMANI coordinatore nazionale di Avviso Pubblico.
Giovedì 12 novembre il procuratore aggiunto e coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Roma Michele PRESTIPINO racconterà, intervistato dal giornalista del TG5 Gaetano Savatteri l’inchiesta di Mafia Capitale.
Giovedì 19 novembre nell’incontro conclusivo della serie si parlerà di come colpire la criminalità organizzata attraverso la confisca e la rassegnazione dei beni. Interverranno Giovanni MELILLO (Capo di Gabinetto del Ministero di Giustizia) e Umberto POSTIGLIONE (Direttore Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata), modererà Enzo CICONTE.
Gli incontri si terranno tutti alle ore 21 presso il Collegio Universitario S. Caterina (Via San Martino 17/B, Pavia). Ingresso libero (foto: ciconte e cantone)

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Corso di aggiornamento professionale per giornalisti

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2015

Si terrà il 15 e 22 ottobre 2015, dalle 14.30 alle 16.30 in diretta web su http://www.formazionewebtv.it. Il corso ha l’obiettivo di fornire ai giornalisti le competenze di base per creare contenuti ottimizzati per i motori di ricerca, imparando a scrivere testi in grado di massimizzare la visibilità di un sito tra i risultati organici e a pagamento di Google, per incrementare i lettori/visitatori e, in alcuni casi, le vendite di un sito web. Il corso è suddiviso in due giornate di due ore ciascuna ed ha un taglio prevalentemente pratico. Alla fine della prima giornata il relatore indicherà ai partecipanti degli esercizi da svolgere a casa al fine di comprendere meglio quanto illustrato a lezione. Nella seconda giornata formativa, prima di continuare nell’esposizione degli argomenti previsti, il relatore discuterà degli esercizi svolti e degli eventuali errori commessi. Il corso è accreditato con 4 CF, costo 97,60 euro (iva inclusa).
Termine iscrizioni 12 ottobre 2015.
Programma: Alessandro Sisti, Chief Digital Officer, formatore in strategie di comunicazione digitale e social, esperto di e-business, digital marketing and strategy.
Primo incontro (15 ottobre 2015)
• risultati organici vs risultati a pagamento
• introduzione al SEO: l’algoritmo di Google
• on page SEO (tag, metag, description, inbound linking)
• off page SEO (sitemap, breadcrumbs, site architechure)
• assegnazione di esercizi da svolgere durante la settimana di pausa
Secondo incontro (22 ottobre 2015)
• discussione degli esercizi svolti a casa e degli errori commessi
• SEO vs SEM
• l’integrazione degli annunci a pagamento nella strategia di visibilità su motori di ricerca
• conclusioni

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Borse di studio per giornalisti

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2015

UGIS-Unione giornalisti italiani scientifici indice il bando per tre borse di studio “Paola de Paoli” del valore di 8 mila euro ciascuna al fine di promuovere e incoraggiare la formazione e la crescita professionale dei giovani nel campo del giornalismo scientifico. La prima borsa viene assegnata nel 2015; le altre due nel 2016 nell’ambito del programma per il Cinquantenario dell’UGIS. “In una situazione di crisi dell’editoria”, commenta Alberto Pieri, vicepresidente vicario UGIS e segretario generale Fast, “è encomiabile il gesto della presidente onoraria di UGIS di pensare ai giovani e al loro futuro”.Il bando si rivolge a quanti hanno meno di 35 anni il 31 ottobre dell’anno di assegnazione dei riconoscimenti (2015 o 2016), che abbiano frequentato o stiano seguendo corsi delle scuole di formazione riconosciute dall’Ordine nazionale dei giornalisti; in alternativa, a giornalisti che abbiano o stiano comunicando la scienza e le sue applicazioni.Le domande vanno inviata in forma elettronica via e-mail a ugis@ugis.it e in formato cartaceo via posta (fa fede il timbro postale) o consegnate a mano a: Segreteria tecnica UGIS, Bando borse di studio Paola de Paoli, p.le R. Morandi, 2 – 20121 Milano, specificando: cognome e nome del candidato; data e luogo di nascita; indirizzo per la corrispondenza; telefono cellulare; email; curriculum vitae sia formativo che professionale; lista pubblicazioni, ovvero fino a 10 scritti o articoli più significativi; eventuale tesi a conclusione del percorso formativo; prodotti online o altro. Occorre allegare documento di identità e codice fiscale.Le candidature per la prima borsa vanno presentate entro il 31 ottobre 2015, per le successive due entro il 30 settembre 2016. Il risultato delle valutazioni viene comunicato ai partecipanti entro il 30 novembre. L’assegnazione delle borse è prevista a inizio dicembre dell’anno di riferimento in occasione dell’Assemblea annuale UGIS.

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I Giovani Giornalisti contro la clausola maternità nei contratti Rai ed il precariato giornalistico

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2012

«Il cambiamento della clausola sulla maternità nei contratti di collaborazione della Rai annunciata dalla Lei testimonia chiaramente quanto la mobilitazione contro le forme più insopportabili di precariato giornalistico nel nostro paese possano raggiungere risultati positivi, se si riesce a far comprendere efficacemente all’opinione pubblica le condizioni spesso terribili in cui si trovano ad operare i giornalisti precari nel nostro paese, in particolare i più giovani». È quanto afferma Simone d’Antonio, presidente di Youth Press Italia, l’associazione nazionale dei giovani giornalisti italiani, in merito agli ultimi sviluppi del caso sollevato dal coordinamento dei precari romani Errori di Stampa sulla clausola maternità presente nei contratti di collaborazione Rai.«Bisogna rendere merito ai nostri partner di Errori di stampa – prosegue d’Antonio – per aver denunciato una situazione insostenibile e decisamente indegna per il servizio radiotelevisivo pubblico di un paese civile. Duole però constatare che queste clausole discriminatorie e lesive della dignità della persona rappresentano la norma in numerose tipologie di contratto precario e la Rai si è purtroppo adattata ad un andazzo generale che mortifica i precari con condizioni di lavoro sempre più penalizzanti per il proprio futuro».«Ci auguriamo – ha commentato Michele Giustiniano, Segretario Generale di Youth Press Italia – che l’ampia risonanza mediatica di questo caso contribuisca a portare al centro del dibattito pubblico le difficili condizioni in cui si trovano ad operare migliaia di giornalisti nel nostro Paese, senza tutele e con retribuzioni bassissime, oltre a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’assurdità di certe clausole in tutti i contratti di lavoro».

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Giornalisti e certificazione forestale

Posted by fidest press agency su domenica, 30 ottobre 2011

il primo sentiero in salita

Image by micheleluconi via Flickr

Un tour alla scoperta dei vantaggi della certificazione forestale. Un giro di tre giorni tra le eccellenze delle aziende friulane impegnate nella filiera del legno. Protagonista, un gruppo di 20 giornalisti italiani di quotidiani, mensili e tv. L’idea è venuta al Pefc Italia, l’ente di gestione dello schema di certificazione delle foreste gestite in modo sostenibile più diffuso al mondo. I boschi del Fvg partecipano, con le altre regioni del Nord Est al 97% del legname di conifera prodotto in Italia. Il Fvg, con 80.800 ettari di boschi certificati è la terza regione d’Italia per superficie gestita secondo i criteri della sostenibilità. «Molto spesso – ha spiegato Cristina D’Orlando, vicepresidente del Pefc Italia e funzionaria dell’Ufficio Foreste della Regione Fvg – i giornalisti non conoscono le eccellenze della filiera bosco-legno che pure sono assai frequenti nel nostro territorio. Non conoscendo bene queste realtà – prosegue D’Orlando – non possono far capire adeguatamente all’opinione pubblica i vantaggi economici, sociali e ambientali degli investimenti nella certificazione forestale. Una Regione di 1,2 milioni di abitanti è oggi ai vertici delle produzioni in legno in tutto il mondo. Con questo press tour, giunto alla seconda edizione, vogliamo aumentare la consapevolezza di chi avrà il compito professionale di informare i cittadini. È la prima fase di un circolo virtuoso che può rappresentare un volano per l’economia regionale e per la costruzione di un modello di progresso a ridotto impatto ambientale, rispettoso delle molte risorse naturali offerte dalla nostra regione».Assai ricco il programma dei tre giorni di tour, organizzato grazie alla collaborazione della Regione Fvg e di Legno Servizi-Ar Pefc Fvg. Dalla pianura alle Alpi, sono state presentate molte realtà aziendali del settore: dalla Foresta certificata di Pramosio, di proprietà regionale, ai boschi dell’Ammistrazione Beni Frazionali di Pesariis, una delle realtà più interessanti per quanto riguarda la gestione dei beni collettivi con diritto di uso civico; al Consorzio dei Boschi Carnici, gestore di una vasta proprietà boschiva distribuita tra 18 Comuni della Carnia, alla Segheria Fratelli De Infanti, che dal 1948, a Paluzza, ha sviluppato la propria attività integrandola con la produzione di travi lamellari. E ancora: la Casa Sadilegno di Prato Carnico, realizzata interamente da legno delle foreste locali, primo esempio in Italia di applicazione delle linee guida per la “certificazione di progetto” secondo lo schema Pefc; Legnolandia di Forni di Sopra, produttrice di arredi urbani e da giardino secondo i più rigorosi principi dell’ecosostenibilità; il birrificio artigianale Foglie d’Erba (a Forni di Sopra), che aromatizza la birra con resine e pini mughi certificati; il tartufo bianco di Muzzana del Turgnano, primo tartufo al mondo a ottenere la certificazione di tracciabilità dai boschi certificati Pefc. Fino ad arrivare alla scoperta della Stratex (Palazzolo dello Stella), un’azienda leader nella produzione di strutture e archittetture in legno lamellare la quale, tra l’altro, ha realizzato le avveniristiche coperture del Teatro Petruzzelli di Bari e del San Carlo di Napoli.

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Roma: giornalisti scomparsi in Libano

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2011

Roma 2/9/2011. Nel 31° anniversario della scomparsa in Libano dei giornalisti Graziella De Palo e Italo Toni, il Sindaco e la Città di Roma li ricordano per il terzo anno consecutivo con due cerimonie: alle ore 9 con la Santa Messa nella Basilica dell’Ara Coeli, officiata da Fratel Massimo Cocci, Rettore della Basilica, alla presenza del delegato del Sindaco alle Politiche per la Sicurezza, Giorgio Ciardi, di familiari e amici; alle ore 10.30 a Villa Gordiani, dove in prossimità dei due viali intitolati alla loro memoria, siti all’interno del parco archeologico della Villa, verrà piantumato un olivo come simbolo di pace e riconciliazione. La tragica vicenda di Graziella De Palo e Italo Toni è stata rievocata dall’Amministrazione capitolina con una serie di iniziative a partire dal 2009 (in particolare con il convegno di due anni fa in Campidoglio intitolato “Graziella e Italo. Una giornata per non dimenticare” e con l’intitolazione dei viali all’interno del parco archeologico di Villa Gordiani, lo scorso anno), ma soprattutto con la richiesta del sindaco Gianni Alemanno al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, di valutare la possibilità di rimuovere il segreto di Stato che gravava sul caso fin dal 1984.
Graziella De Palo nasce a Roma nel 1956. Collabora con “Notizie radicali”, “Quotidiano donna”, “L’Astrolabio”, “i Consigli” e “Paese Sera”, dove pubblica i suoi pezzi più importanti di politica internazione, dedicati al traffico d’armi con i Paesi sottosviluppati del terzo mondo e del vicino oriente. La scomparsa in Libano di una intelligente e acuta osservatrice delle più scottanti realtà e delle contraddizioni del mondo contemporaneo, nonostante la sua giovane età, ha privato il giornalismo italiano di una futura grande protagonista.
Italo Toni nasce a Sassoferrato (An) nel 1930. Redattore de “L’Avanti”, collaboratore di “Paris Match”, dei “Diari di Venezia”, de “L’Astrolabio” e dell’agenzia “Notizie”, lascia la professione di maestro elementare e si trasferisce a Roma. Da sempre interessato alla vicende e alle problematiche del vicino Oriente, viaggia molto nei Paesi dell’area, che conosce perfettamente, e suo è il reportage pubblicato nel 1968 da “Paris Match” che rivela al mondo l’esistenza dei primi campi di addestramento della guerriglia palestinese. Il viaggio in Libano con Graziella De Palo era finalizzato alla raccolta di nuove informazioni e nuovi materiali.

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Giornalisti nell’erba

Posted by fidest press agency su domenica, 8 maggio 2011

Il 27 maggio, alla Giornata Nazionale dei Giornalisti Nell’Erba, nella sede italiana dell’Agenzia Spaziale Europea a Frascati sono in programma molti appuntamenti:
1. Premiazioni delle categorie e sezioni del concorso.
2. Nomina dei “caporedattori” delle redazioni regionali
3. Nascita ufficiale della redazione centrale dei gNe nella Provincia di Roma
4. Presentazione della testata online Giornalisti Nell’Erba
5. Prima edizione del Premio dei gNe d’Italia ai grandi giornalisti
6. Presentazione delle ricerche d’avanguardia nel solare da parte delle tre università romane
7. Visite guidate all’Esa, attività ludico-didattiche sulla sostenibilità
Come già sanno alcuni gNe ed in particolare coloro che già hanno partecipato ai workshop al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, stiamo realizzando un grande giornale con centinaia, migliaia di corrispondenti in tutta Italia e anche in Europa. Il 27, affidiamo le prime redini delle redazioni regionali a qualche gNe più grande. Tutti i giornalisti nell’erba appartengono alla redazione della loro regione e sono inviati e sollecitati ad inviare articoli, reportages, denunce, segnalazioni ai coordinatori o alla redazione centrale direttamente.
Il 27 sarà presentata ufficialmente anche la redazione centrale nella Provincia di Roma (progetto attuativo del piano locale giovani 2007.2009 dell’amministrazione provinciale di Roma approvato con delibera della giunta regionale Lazio n.172 del 20 marco 2009 e finanziato con fondi regionali a valere sul fondo nazionale per le politiche giovanili triennio 2007-2009). Un sogno bellissimo che oggi prende forma sul serio. Alla redazione centrale della Provincia di Roma, che farà da punto di coordinamento nazionale, torre di controllo della più giovane e grande redazione ambiente del mondo, appartengono al momento una ventina di ragazzi, innanzitutto giovani Giornalisti Nell’Erba delle sezioni dei più grandi che si sono distinti nel corso delle 5 edizioni del progetto ed altri ragazzi che, pur non avendo partecipato al concorso, hanno voluto aderire ed hanno dimostrato interesse e capacità nella comunicazione ambientale. Al loro fianco, oltre allo staff del Refuso che coordina il progetto, ci sono giornalisti professionisti, comunicatori ed esperti d’ambiente. La redazione centrale è una redazione a numero aperto come tutte le altre. Chiunque abbia voglia di imparare e cimentarsi nell’informazione sull’ambiente, ed abbia tra i 16 e i 35 anni, può contattarci.
Il 27 maggio all’Esa è in programma anche la prima edizione del Premio dei gNe d’Italia ai grandi giornalisti. Da settembre prenderà il via la seconda edizione e i gNe accreditati potranno votare gli articoli e le inchieste dei grandi del giornalismo. Altro appuntamento, quello con i ricercatori delle tre università romane che presenteranno i loro progetti d’avanguardia mondiale in tema di fotovoltaico: Chose (università di Tor Vergata e Regione Lazio) per il fotovoltaico organico, e Med In Italy (università Roma Tre e La Sapienza) per casa a zero emissioni, che per la prima volta porta l’Italia alle olimpiadi del solare, il Solar Decathlon di Madrid 2012.
Giornalisti nell’erba, migliaia di bambini e ragazzi dalla Sicilia alle Alpi, dal Tirreno all’Adriatico, con qualche corrispondente anche a Bruxelles e a Stoccolma. Scrivono, girano, scattano, registrano, indagano con ogni mezzo possibile su questioni ambientali e si definiscono la più giovane e grande redazione Ambiente del mondo. Hanno dai 5 ai 21 anni e, dal 2006 ad oggi, sono circa 4000 ad aver partecipato al concorso nazionale e internazionale Giornalisti Nell’Erba. Quest’anno si sono occupati del “pianeta vivente”, tema scelto insieme all’Agenzia Spaziale Europea, partner del progetto. I loro lavori sono stati valutati dalla prestigiosa giuria composta di direttori, inviati, caporedattori di tante testate nazionali, tra cui Terra, e scienziati. ricercatori, esperti d’ambiente. Tutti i “pezzi” sono pubblicati sul sito dedicato al progetto (www.giornalistinellerba.org).

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Contratto giornalisti per legge

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2011

Oltre al “Testo unico in materia di comunicazione” del consigliere Claudio Bucci (Idv), già da settembre all’attenzione della Commissione, è approdato oggi nella Commissione Vigilanza sul pluralismo dell’informazione, presieduta da Francesco Scalia (Pd), anche il testo unico delle leggi regionali in materia di comunicazione di iniziativa di numerosi consiglieri del Pdl e Lista Polverini. Secondo il primo firmatario Giancarlo Miele (Pdl), si tratta di “un testo all’avanguardia la cui caratteristica fondamentale è di porre la Regione Lazio in un’ottica di servizio rispetto ai cittadini con una reale applicazione della legge 150 del 2000 (che regolamenta l’attività di informazione e comunicazione nella P.A., ndr) non applicata fino in fondo, anche per quanto riguarda il riconoscimento del contratto giornalistico ai componenti dell’Ufficio Stampa del Consiglio e della Giunta. L’articolato si compone di alcune novità come ad esempio quella di promuovere sinergie con le scuole attraverso la diffusione di quotidiani e periodici. Garantisce poi l’accesso, la fruibilità e riutilizzo da parte dei cittadini delle informazioni della Regione in modalità digitale; riduce le indennità e i compensi dei componenti del Corecom”. Isabella Rauti (Pdl), cofirmataria della proposta, ha poi sottolineato il “filo rosso che attraversa l’articolato, quello della tutela della dignità della persona, della identità femminile e della tutela antidiscriminatoria. Tra gli Interlocutori privilegiati il Corecom che ha il compito di vigilare sugli eventuali messaggi discriminatori. Le testate che ottengono contributi si impegnano a non pubblicare inserzioni pubblicitarie lesive della dignità umana”. Dopo un lungo e articolato dibattito, i consiglieri hanno deciso all’unanimità di procedere all’esame unificato dei due testi che, ha detto Scalia, “verranno trasmessi agli operatori del settore per acquisire le loro eventuali osservazioni”. Si procederà inoltre all’audizione del Direttore Scientifico dell’Istituto Regionale di Studi Giuridici “Jemolo”, prof. Cesare Mirabelli, per verificare, così come auspicato da Giuseppe Rossodivita (Lista Bonino-Pannella), la possibilità “di portare in capo alla Regione la stipula di contratti di servizio con la Rai. Ciò rappresenterebbe la prima presentazione sul territorio nazionale di una proposta di legge sul federalismo tv”.Alla seduta erano presenti i consiglieri Claudio Bucci (Idv), Giuseppe Celli (Lista civica cittadini/e), Tonino D’Annibale (Pd), Gianfranco Gatti (Lista Polverini), Giuseppe Melpignano (Lista Polverini), Giancarlo Miele (Pdl), Pino Palmieri (Lista Polverini), Isabella Rauti (Pdl), Giuseppe Rossodivita (Lista Bonino-Pannella).

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