Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 27 n° 249

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Giornata internazionale dell’Infermiere

Posted by fidest on Wednesday, 13 May 2015

Francobollo infermieri 001In questi ultimi giorni stiamo leggendo molti proclami da parte di esponenti del Governo Renzi circa la necessità di aprire la strada a una maggiore professionalizzazione e alle nuove competenze degli infermieri. Belle parole, che purtroppo non sembrano corrispondere a verità. Qualcuno ci spieghi come mai in alcune Regioni Italiane sono stati emanati provvedimenti che di fatto demansionano, noi aggiungiamo, umiliano, la figura dell’infermiere. Lo dichiara in una nota il Segretario Generale UIL FPL Giovanni Torluccio. A questo – prosegue Torluccio- ovviamente dobbiamo aggiungere le condizioni di lavoro precarie, il blocco del turn over e una esternalizzazione dei servizi che di fatto si ripercuote negativamente anche sulla cittadinanza.Facendo un giro in moltissimi Pronto Soccorso italiani, notiamo pazienti posizionati nelle barelle lungo i corridoi degli ospedali, con attese interminabili, con gli infermieri costretti ad assistere i pazienti che dovrebbero essere dirottati nei reparti degli ospedali, perché non ci sono posti letto. Situazione ormai al collasso come dimostrano le numerose aggressioni contro infermieri e personale sanitario da parte di pazienti e parenti esasperati da lunghe attese. I tagli previsti nel 2015 nella sanità gridano vendetta, perché ancora una volta non si combattono i veri sprechi, a partire dall’eliminazione delle oltre 30 mila stazioni appaltanti, carrozzoni voluti e tenuti in piedi dalla politica, dal taglio dei vitalizi e dalla riduzione degli enormi costi della politica che rappresentano il vero problema di questo paese.La Uil Fpl – conclude Torluccio – continuerà la lotta volta a ridare dignità ad una figura professionale di importanza essenziale per il nostro sistema sanitario nazionale.

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“Giornata della carità”

Posted by fidest on Thursday, 19 March 2015

caritasDomenica 22 marzo la Diocesi di Roma promuove la giornata di animazione e preghiera per la carità, in tutte le chiese la colletta a favore delle famiglie cristiane che vivono in Iraq. Seguiranno iniziative per tutta la prossima settimana. Per sensibilizzare alla giornata, la Caritas di Roma ha presentato il rapporto CARITAS IN CIFRE 2014 con un’analisi socio-statistica delle principali attività svolte e delle emergenze a cui la città è chiamata a rispondere con urgenza. «Siamo loro vicini e preghiamo insistentemente perché al più presto si ponga fine all’intollerabile brutalità di cui sono vittime i cristiani in Iraq e in Siria, dove non cessano violenze e sequestri di persona. Vogliamo assicurare a quanti sono coinvolti in queste situazioni che non li dimentichiamo». È l’appello lanciato lo scorso 1° marzo durante l’Angelus da Papa Francesco chiedendo «a tutti, secondo le loro possibilità, di adoperarsi per alleviare le sofferenze di quanti sono nella prova, spesso solo a causa della fede che professano». Per rispondere all’invito del proprio vescovo, la diocesi di Roma dedicherà la colletta di domenica 22 marzo, Giornata della Carità, al sostegno delle famiglie cristiane che vivono in Iraq, nelle proprie case o sfollate nei campi di accoglienza della Caritas e di altre organizzazioni umanitarie. Per seimila di loro la Chiesa di Roma assicurerà una Pasqua di solidarietà, raggiungendole con il dono di una colomba e con gli aiuti che si raccoglieranno nelle parrocchie attraverso la Caritas diocesana. «La carità, soprattutto nel tempo di Quaresima, deve essere al centro della nostra fede», spiega il direttore, monsignor Enrico Feroci. «Come san Paolo invitava la comunità di Corinto a una colletta per i poveri di Gerusalemme – prosegue -, anche la Chiesa di Roma è vicina ai fratelli iracheni e del Medio Oriente, cristiani che ci hanno trasmesso la fede in passato e che con i loro martiri continuano a testimoniarcela ancora oggi. Non possiamo lasciarli soli».La colletta di domenica aprirà una settimana di iniziative che l’ufficio diocesano promuove come tradizione alla fine della Quaresima. Una «Settimana della carità» che quest’anno coincide con le celebrazioni per il 35° anniversario del martirio del vescovo salvadoregno Oscar Romero. Con il tema «La carità più grande è dare la propria vita» saranno due le celebrazioni promosse dal Comitato romano, presieduto dalla Caritas, a ricordo del martire della giustizia e della fede che verrà beatificato il 23 maggio. Domenica 22 marzo, alle ore 9.30, una solenne concelebrazione dell’Eucaristia a Santa Maria in Traspontina (via della Conciliazione 14) presieduta dall’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia. Al termine della Messa, animata dalle comunità latinoamericane presenti nella Capitale, i partecipanti si recheranno in marcia verso piazza San Pietro per assistere all’Angelus. Martedì 24, alle ore 19, monsignor Romero sarà ricordato in una veglia ecumenica presso la basilica dei Santi Apostoli (piazza Santi Apostoli 51) a cui parteciperà anche il vescovo Matteo Zuppi, ausiliare per il settore Centro. «Una preghiera commenta monsignor Feroci – in cui ricorderemo anche i tanti martiri dei nostri giorni e quanti, come i cristiani di Iraq e Siria, sono perseguitati e in pericolo per la loro testimonianza di fede».
Le iniziative liturgiche prevedono anche due riti della Via Crucis: venerdì 27 marzo, alle 16 avrà luogo quella con i detenuti dei quattro istituti penitenziari di Rebibbia, animata dal gruppo Volontari in Carcere della Caritas e presieduta da monsignor Feroci. Alle 19 si terrà una seconda Via Crucis nel parco di Villa Glori ai Parioli, organizzata dai residenti delle case famiglia per malati di Aids con le parrocchie della VI prefettura e presieduta dal vescovo Guerino Di Tora, ausiliare per il settore Nord. (foto logo: caritas)

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Prima Giornata Mondiale Anomalie Congenite

Posted by fidest on Thursday, 5 March 2015

malattie-genetiche-feto-5“Per la prima volta si celebra la Giornata Mondiale Anomalie Congenite; tali anomalie rientrano tra le malattie rare e sollecitano la nostra attenzione, perché pur essendo rari, i malati sono tanti e non possono essere ignorati. Ogni anno, quasi 8 milioni di bambini in tutto il mondo nascono con anomalie congenite. In molti paesi sono una delle principali cause di morte nei neonati e nei bambini piccoli. I bambini che sopravvivono e vivono con queste anomalie sono ad aumentato rischio di disabilità a lungo termine.” Lo afferma l’on. Binetti, presidente dell’Intergruppo Parlamentare Malattie Rare. Continua l’esponente centrista: “Questa giornata è un’occasione importante per aumentare la sensibilizzazione. L’obiettivo è creare una campagna per ampliare la prevenzione, favorire la diagnosi precoce e individuare processi di cura sempre più efficaci, mettendo in primo piano la ricerca a livello mondiale”. Conclude il deputato Udc: “Con lo screening neonatale è possibile individuare da subito molte di queste anomalie, e il parlamento è fortemente impegnato a promuovere interventi legislativi che vadano in tutte e tre queste direzioni: ricerca, diagnosi e cura.”

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Nove febbraio: Giornata internazionale per l’epilessia

Posted by fidest on Sunday, 8 February 2015

epilessiaIn oltre 125 Paesi – tra i quali l’Italia – sono state organizzate numerose iniziative per diffondere informazioni su questa grave malattia. L’epilessia colpisce circa 65 milioni di persone ed è, pertanto, una delle malattie neurologiche più diffuse nel mondo. Nonostante questi numeri, l’epilessia rimane un problema sommerso a causa degli irragionevoli pregiudizi che ad essa sono associati. Seppure esistono numerosi farmaci che controllano le crisi consentendo a chi ne fa uso di condurre una vita normale, il 30% delle persone con epilessia non risponde alle terapie attualmente disponibili, con gravi ricadute sulla loro qualità di vita. Nei Paesi meno ricchi solo una piccola percentuale dei malati ha accesso alle terapie e non sempre in maniera regolare. Tutto ciò fa dell’epilessia una vera e propria emergenza sanitaria e sociale. In questo scenario la Giornata Internazionale per l’Epilessia è l’occasione per portare fuori dall’ombra i problemi legati alla malattia. Le principali organizzazioni che nel mondo si occupano di epilessia, l’International League Against Epilepsy (ILAE) e l’International Bureau for Epilepsy (IBE), hanno fortemente voluto questa celebrazione e stanno coordinando le iniziative in programma nei diversi Stati. In Italia, la FIE (Federazione Italiana Epilessie) che riunisce 23 associazioni di portatori di interesse operanti in diverse regioni, organizza il 7 Febbraio, a Bologna, un convegno dedicato a temi scottanti della vita quotidiana dei malati. “La nostra organizzazione ha l’obiettivo di restituire alle persone con epilessia la speranza di poter vivere pienamente la propria vita”. Ha commentato Rosa Cervellione, Presidente di FIE. “Gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione di questa possibilità sono molteplici ma siamo sicuri che la società civile saprà dare risposte adeguate ai bisogni espressi dalle 500mila persone che in Italia soffrono di epilessia”. In questa direzione, FIE ha avviato una proficua interazione con le Istituzioni sanitarie del Paese e i primi frutti sono stati raccolti: è, infatti, di questi giorni la notizia dell’approvazione della prima risoluzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sull’epilessia. “La risoluzione rappresenta una pietra miliare ? dichiara il Prof. Emilio Perucca, Presidente dell’ILAE – poiché chiede agli Stati Membri un intervento coordinato per ridurre l’impatto della malattia a livello nazionale e globale migliorando l’assistenza, garantendo il rispetto dei diritti civili e aumentando l’investimento in ricerca”. L’Italia ha contribuito all’esito di questa risoluzione rilasciando una dichiarazione formale all’OMS che ne sollecita l’appoggio per favorire specifici interventi socio-sanitari.
Alla vigilia della Giornata Internazionale dell’Epilessia, questo risultato è particolarmente significativo. Infatti, la posizione assunta dall’Italia presso l’OMS, unica tra gli Stati dell’Europa Occidentale, insieme alla Grecia, ad appoggiare la risoluzione con una propria dichiarazione, è la risposta del Ministero della Salute alle istanze delle persone con epilessia delle quali la FIE si è fatta portavoce. “Siamo riconoscenti al Ministero e alla Prof.ssa Marilisa D’Amico ? docente di Diritto Costituzionale, Presidente della 2° Commissione del Consiglio di Presidenza di Giustizia Amministrativa e amica della FIE ? che con la sensibilità dimostrata verso questo tema scottante hanno permesso l’importante risultato. Auspichiamo che sia l’inizio di una proficua collaborazione con le Istituzioni” conclude Rosa Cervellione.

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Giornata della malattia di Parkinson

Posted by fidest on Friday, 28 November 2014

Parkinson04Si celebra il 29 novembre prossimo, la Società Italiana di Neurologia (SIN) ribadisce il ruolo fondamentale della diagnosi precoce per un intervento terapeutico tempestivo e mirato finalizzato a rallentare il decorso della malattia.La questione tempo infatti è fondamentale; basti pensare che, al momento dell’esordio dei primi disturbi motori tipici della malattia, come la lentezza dei movimenti e il tremore di riposo, la malattia di Parkinson è già in una fase troppo avanzata per poter essere bloccata, poiché, in questo stadio, almeno il 60% delle cellule dopaminergiche della sostanza nera sono già morte.“Nella malattia di Parkinson la diagnosi precoce è di fondamentale importanza per poter attuare una strategia terapeutica capace di modificare la storia naturale della malattia – dichiara il Prof. Aldo Quattrone, Presidente della SIN e Rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro – Iniziare il trattamento sintomatico o neuro-protettivo in una fase precoce di malattia o meglio ancora nella fase pre-motoria potrebbe rappresentare la strategia terapeutica del futuro mirata a controllare bene i sintomi e evitare gli effetti indesiderati a lungo termine della terapia farmacologica. In queste fasi, infatti, i farmaci dopaminergici o i farmaci neuroprotettivi potrebbero davvero modificare o perfino arrestare il decorso della malattia.”Per diagnosticare la malattia di Parkinson nella fase pre-motoria bisogna prestare attenzione a sintomi non specifici, la cui presenza aiuta ad identificare i soggetti a rischio di sviluppare la malattia.I sintomi pre-motori più importanti sono il deficit olfattivo (ipo o anosmia), la depressione, dolori nelle grandi articolazioni, l’ipotensione ortostatica e, soprattutto, il disturbo comportamentale in sonno REM (Rapid eye movement Behavioural Disorder, RBD), caratterizzato da comportamenti anche violenti durante il sonno, quali urlare, scalciare, tirare pugni. RBD al momento rappresenta il marcatore predittivo più importante della malattia di Parkinson: circa il 60% dei pazienti con disturbo comportamentale in sonno REM, infatti, sviluppa la malattia di Parkinson entro 10-12 anni.
La malattia di Parkinson è un disturbo neurodegenerativo che colpisce oggi 5 milioni di persone nel mondo, di cui oltre 220.000 solo in Italia, e che si manifesta in media intorno ai 60 anni di età. La ricerca nel nostro Paese, già molto attiva su questo fronte, si sta concentrando sempre di più sulla fase pre-motoria della malattia, i cui sintomi caratteristici possono manifestarsi anche molti anni prima della comparsa dei sintomi motori.La Società Italiana di Neurologia conta tra i suoi soci circa 3000 specialisti neurologi ed ha lo scopo istituzionale di promuovere in Italia gli studi neurologici, finalizzati allo sviluppo della ricerca scientifica, alla formazione, all’aggiornamento degli specialisti e al miglioramento della qualità professionale nell’assistenza alle persone con malattie del sistema nervoso.

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Giornata del Contemporaneo

Posted by fidest on Tuesday, 7 October 2014

giornata contemporaneoBergamo Sabato 11 ottobre 2014 – Giornata del Contemporaneo Visita guidata e gratuita della “Casa Museo Volpini” in Palazzo Terzi Piazza Terzi 2, Bergamo Alta (sabato 11 ottobre 2014 ore ore 10:00 – 11:00 – 12:00 – 13:00 – 14:00 – 15:00) Lo scultore Pierantonio Volpini in collaborazione con la “Associazione per Voi” apre il suo “Studio Casa Museo in Palazzo Terzi”.
Per la prima volta aperto al pubblico una ala del più bel Palazzo Bergamasco,carico di storia e leggende, collocato sul colle Aureo di Bergamo.L’ala mai aperta al pubblico dove è lo studio dello scultore é quella corrispondente alla Biblioteca del Palazzo che con una scala a chiocciola, collega una antica cucina e l’appartamento dell’archivista.
Questa ala di Palazzo Terzi collocata alla sinistra della panoramica terrazza contiene affreschi e stucchi di notevole pregio, tra cui un affresco dei più belli dipinti in Bergamo dagli Orelli, affresco incorniciato da dei leggiadri stucchi dei Camuzio la cui casa di famiglia a Montagnola fu il rifugio ticinese dello scrittore Hermann Hesse.La visita è articolata in:
sala della Biblioteca decorata con affreschi e stucchi dei Camuzio con le opere dello scultore.
Sala dell’ Orelli con un magnifico Affresco degli Orelli e stucchi dei Camuzio con le opere dei maestri amici e conoscenti dello scultore.
Camera nella Torre Antica con i “selfie” dal 1980 circa e altre opere, lo studio laboratorio e l’orto/giardino d’artista.
Le visite guidate sono della durata di una ora circa e sono per gruppi di 10 persone rigorosamente prenotate, alla fine della visita si può partecipare ad un buffet, sempre prenotandosi. Prenotazione obbligatoria

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Giornata Mondiale contro il Lavoro minorile

Posted by fidest on Sunday, 8 June 2014

child_labourRoma giovedì 12 giugno 2014 p.v. dalle ore 10.00 presso la Sala Livatino del Ministero della Giustizia (Via Arenula 70, 1° piano) a Roma, si terrà una conferenza stampa di presentazione dei dati preliminari della nuova indagine di Save the Children sul lavoro precoce e il rischio di devianza minorile. L’iniziativa è in collaborazione con il Ministero della Giustizia-Dipartimento per la Giustizia Minorile. Alla conferenza parteciperà Andrea Orlando Ministro della Giustizia. Interverranno: Valerio Neri Direttore Generale Save the Children Italia, Raffaela Milano Direttore Programmi Italia Europa Save the Children Italia, Katia Scannavini e Francesca Arancio Esperte ricercatrici Save the Children Italia, Furio Rosati dell’ Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), un rappresentante del Dipartimento per la Giustizia Minorile.
Save the Children opera da anni in Italia e nel mondo per garantire a bambini e adolescenti opportunità di crescita e sviluppo e prevenire il rischio di sfruttamento e violenza. In questo contesto si colloca la prima indagine nazionale sul lavoro minorile, realizzata nel 2013 da Save the Children e l’associazione Bruno Trentin allo scopo di iniziare a colmare un annoso vuoto di dati ed evidenze in materia.
L’indagine 2014 sul lavoro minorile – che sarà presentata giovedì 12 giugno – ha inteso in particolare approfondire il rapporto tra il lavoro precoce e il coinvolgimento dei minori in circuiti illegali e anche la percezione che del lavoro hanno i ragazzi e le ragazze all’interno del circuito penale: se sia considerato uno strumento positivo, in un’ottica “rieducativa” e di emancipazione da comportamenti illegali e devianti.
La ricerca si basa su questionari somministrati a 900 minori nel circuito penale, focus group con operatori, una ricerca partecipata e interviste approfondite di alcuni ragazzi con esperienze di lavoro minorile e attualmente nel circuito della giustizia minorile. Durante la conferenza stampa saranno riportate alcune testimonianze di minori che hanno lavorato in età precoce.

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Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate

Posted by fidest on Wednesday, 15 January 2014

trenoMilano.Anche quest’anno si celebra la Giornata Nazionale dedicata alle ferrovie dimenticate, (giunta alla sua settima edizione), alle ferrovie considerate minori, alle linee dismesse e abbandonate, ai rotabili accantonati, ai manufatti e alle opere d’arte che hanno fatto parte del nostro patrimonio ferroviario. Mentre si dismettono nuovi tronchi ferroviari, Co.Mo.Do. (Confederazione Mobilità Dolce, sostenuta da un gran numero di associazioni ambientaliste, di cicloturismo, di trekking e culturali italiane nonché da varie Istituzioni; vedasi elenco aggiornato su http://www.ferroviedimenticate.it/comodo.html) trova, ogni anno, la forza per realizzare i propri obiettivi.Tutta l’Italia domenica 2 marzo, sarà attraversata da eventi e iniziative: escursioni a piedi e in bicicletta, visite guidate, incontri e convegni, mostre di fotografia, treni storici speciali. Che giornata sarebbe se tutte le piccole ferrovie funzionassero regolarmente? Se tutte le tratte definitivamente dismesse fossero trasformate in ‘vie verdi’ per ciclisti, pedoni, bambini, anziani, disabili? Non sarebbe una giornata, sarebbe una festa per tutti.
Co.Mo.Do. si è data l’obiettivo di resistere per mantenere viva negli Italiani la voglia di vedere un’Italia diversa, un territorio riscoperto e presidiato, valorizzato nel suo patrimonio storico, che non è fatto solo di chiese o castelli, ma anche di infrastrutture storiche, come le ferrovie, come le ferrovie nella bellezza del paesaggio italiano.Per dare ulteriore rilievo alla Giornata e alle proprie iniziative, Co.Mo.Do. ha recentemente rilanciato la petizione alla Presidenza del Consiglio ed al Ministero delle Infrastrutture per garantire la manutenzione ordinaria delle linee chiuse al traffico, onde non pregiudicarne le possibilità di ripristino all’esercizio ferroviario, sia a servizio delle comunità locali, sia quale strumento di valorizzazione dell’escursionismo compatibile con la tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale italiano.Quest’anno, inoltre, la Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate sarà accompagnata da un’importante iniziativa collaterale: il challenge nazionale fotografico su Instagram, in collaborazione con Igersitalia e le oltre 50 community locali di Instagramers, che fotograferanno con smartphone panorami dal treno e ferrovie secondarie, ammirando il paesaggio e camminando lungo i binari dismessi. La giuria composta da Co.Mo.Do. e Instagram selezionerà la foto più bella che vincerà un soggiorno messo in palio dalla Cooperazione Internazionale Alpine Pearls.

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Giornata internazionale popoli indigeni

Posted by fidest on Wednesday, 7 August 2013

In occasione della Giornata Mondiale dei Popoli Indigeni (9 agosto), l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) vuole ricordare la difficile e pericolosa situazione degli attivisti per i diritti umani indigeni. In molti paesi del mondo gli Indigeni che lavorano per il rispetto dei diritti delle proprie comunità corrono grandi pericoli. Perseguitati per il loro impegno da polizia, autorità, latifondisti e/o multinazionali, gli attivisti indigeni per i diritti umani sono troppo spesso vittime di arresti arbitrari, persecuzioni, torture e omicidi. I popoli indigeni normalmente non possano contare su lobby che difendano i loro interessi nei paesi in cui vivono e quindi i crimini commessi contro di loro restano perlopiù impuniti. La Dichiarazione dell’ONU per la Tutela dei Difensori dei Diritti Umani del 1998 impone esplicitamente la protezione degli attivisti per i diritti umani, ma la dichiarazione resta disattesa dalla maggior parte dei governi. Lo scorso 21 marzo 2013 il Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU ha emesso una risoluzione votata all’unanimità in cui viene riaffermato l’obbligo a tutelare gli attivisti e difensori per i diritti umani. La maggior parte dei governi continua inoltre a ignorare la Dichiarazione Generale dell’ONU sui Diritti dei Popoli Indigeni, approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 2007.I territori indigeni sono interessanti per governi e multinazionali per lo sfruttamento delle materie prime e dei legni pregiati o per l’espansione dell’industria agraria. Ma anche taglialegna illegali o trafficanti di droga sono interessati ai territori indigeni e minacciano le comunità che vivono nei territori presi di mira. Gli attivisti e le persone che diventano testimoni di violazioni o che semplicemente rivendicano il rispetto dei loro diritti, come ad esempio Benki Piyako del popolo degli Ashaninka nella regione di frontiera tra Perù e Brasile, rischiano la vita. I conflitti latenti da decenni se non addirittura da secoli come ad es. in Cile tra Mapuche e latifondisti continuano a causare morti e feriti, arresti arbitrari e condanne ad hoc di innocenti.
Da anni molte organizzazioni di Adivasi, come vengono genericamente chiamati i circa 85 popoli tribali indigeni dell’India, si impegnano per migliorare l’istruzione delle persone e quindi la possibilità di difendersi dai soprusi per vie legali. Il loro lavoro si scontra con l’opposizione della società, degli esponenti politici e soprattutto degli esponenti dell’economia e gli attivisti per i diritti umani si ritrovano sommersi da un mare di processi e iter giudiziari. La situazione dei difensori dei diritti umani non migliora in Russia dove i rappresentanti delle organizzazioni indigene lamentano i soprusi e la violenza delle autorità in nome di una non meglio precisata “sicurezza nazionale” ogniqualvolta le organizzazioni indigene tentano di opporsi a mega-progetti di sfruttamento sui loro territori o semplicemente chiedono maggiore democrazia e trasparenza.Il semplice fatto di non conoscere singole situazioni di violazioni e soprusi non può giustificare l’indifferenza dei governi europei che anzi, proprio nei casi di accordi commerciali e di rapporti bilaterali sarebbero tenuti a esigere la tutela dei difensori dei diritti umani e il rispetto dei diritti umani dei popoli.

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Giornata Mondiale della Gioventù

Posted by fidest on Saturday, 27 July 2013

Dal 23 al 28 luglio a Rio de Janeiro, uno sguardo sul contributo del Movimento dei Focolari. Giovani dei Focolari. I giovani dei Focolari partecipano alla GMG di Rio inseriti nei gruppi regionali o nazionali organizzati dalle chiese locali. Alcuni collaborano direttamente con l’organizzazione dell’evento, inseriti nello staff. Altri sono tra i 60 mila volontari al servizio dei partecipanti. Animano anche diverse catechesi.
Alla Fiera delle Vocazioni tengono uno stand. Lì, durante i giorni della GMG e insieme a decine di altre associazioni, promuovono uno spazio di incontro e di approfondimento delle varie realtà ecclesiali. Sarà presentata in modo particolare la vita della giovane Chiara Luce Badano, proclamata beata nel 2010 e una delle figure di riferimento di questa GMG; ma anche il United World Project, l’Istituto Universitario Sophia, la Escola Civitas promossa dai giovani impegnati in politica, e il Movimento dei Focolari in generale.
Chiara Luce Badano. Un gruppo prepara da più di un anno uno spettacolo sulla vita di Chiara Luce, dal titolo “A santidade veste jeans”. Presenti i genitori Maria Teresa e Ruggero Badano, lo spettacolo sarà proposto ai partecipanti il giorno 24, in tre sessioni alle 15.00, alle 18.00 e alle 20.30, nel “Teatro Carlos Gomes” (stazione metrò Caricoca). Il libro “25 minutos: a vida de Chiara Luce Badano” di Franz Coriasco, un suo amico agnostico, sarà distribuito in 500 mila copie.
Gen Rosso. In tournée da oltre un mese in Brasile, il gruppo musicale Gen Rosso terrà il giorno 24 alle ore 20.00, nel Centro di Convegni “Rio Centro”, lo spettacolo “Dimensione indelebile”. Il Gen Rosso è inserito anche nel gruppo di oltre 50 artisti che animeranno il programma del giorno 27, quando i giovani si riuniranno a Guaratiba per la veglia col Papa. Questa volta presenteranno un pezzo di “Streetlight”, al quale collaborano dal vivo 200 giovani di varie associazioni attive nella cura da dipendenze.
Dialogo interreligioso. Nel contesto della GMG è stato pianificato un incontro interreligioso per 200 delegati di tutto il Brasile, con la finalità di far conoscere iniziative di dialogo in atto e dibattere su azioni concrete. Ha avuto luogo la mattina del giorno 21, alla Pontificia Università Cattolica di Rio de Janeiro. I Focolari hanno partecipato nella preparazione e sono stati presenti con alcuni delegati. L’idea dell’incontro è nata dal gruppo di giovani cristiani, ebrei e musulmani che si riunisce mensilmente a Rio.
Sempre in ambito interreligioso, i giovani del Religions for Peace Global Youth Network promuovono il giorno 24 una tavola rotonda sul tema “Andate e costruite la pace in tutte le nazioni”. Avrà luogo a “Irmandade do Espírito Santo de Estácio de Sá”, alle ore 18.00

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Giornata Mondiale per la Lotta alla Tubercolosi

Posted by fidest on Saturday, 23 March 2013

Si celebra tutti gli anni, il 24 marzo, la Giornata Mondiale per la Lotta alla Tubercolosi, per non dimenticare che, sebbene sia una malattia curabile, ogni giorno nel mondo muoiono 4.700 persone. E ogni anno si registrano circa 9 milioni di nuovi casi e circa 2 milioni di decessi di cui l’80% concentrati in 22 Paesi. In Italia, la tubercolosi, nonostante venga ritenuta una malattia lontana, quasi dimenticata, ha registrato, negli ultimi anni, un incremento tra i più giovani e soprattutto tra i bambini (0-14 anni).“Ogni anno vengono segnalati circa 4000 casi di tubercolosi di cui circa il 4-5% in bambini e ragazzi di età inferiore ai 14 anni” spiega la Prof.ssa Luisa Galli dell’Ospedale Meyer di Firenze. Prosegue la Dott.ssa Laura Lancella, dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma: “E’, infatti, in aumento l’incidenza nella classe di età più giovane (0-14 anni) che si aggira su 2,8 casi su 100.000 ma, in particolare, è in incremento l’incidenza di tubercolosi nei bambini di età compresa tra 0-4 anni, stimata di 3-4 casi ogni 100.000 bambini.”
Questi dati sono stati raccolti grazie ad uno studio epidemiologico, promosso dalla Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP), che ha portato alla costituzione di un Registro Nazionale sulla tubercolosi pediatrica. La Prof.ssa Susanna Esposito, Presidente SITIP, infatti, ha implementato nel corso del 2012, una serie di attività volte a migliorare la gestione della tubercolosi in età pediatrica, tra cui questa iniziativa che è stata coordinata dal Prof. Maurizio de Martino e dalla Prof.ssa Luisa Galli dell’Ospedale Meyer di Firenze e dal Dott. Alberto Villani e dalla Dott.ssa Laura Lancella dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. A tale Registro hanno già aderito 29 Centri pediatrici sparsi su tutto il territorio nazionale, segnalando, nel totale rispetto dell’anonimato, oltre 250 casi di malattia tubercolare, prevalentemente polmonare.
Nella Giornata Mondiale per la lotta alla tubercolosi, la Prof.ssa Susanna Esposito, che lavora come Direttore della UOC Pediatria 1 Clinica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, presenta i prossimi progetti della Società italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP) su questa patologia.
“In Italia – sostiene Susanna Esposito – la malattia si sta diffondendo sottoforma di piccoli focolai epidemici che si accendono prevalentemente in ambiente scolastico o familiare, dove adulti contagiosi diffondo il bacillo di Koch ai piccoli. Da qui la necessità di intensificare la sorveglianza su adulti la cui sintomatologia possa far porre il sospetto di malattia tubercolare specie quando vivano a stretto contatto con i bambini.”
Tra le iniziative messe a punto dalla SITIP, la prima è quella relativa alla stesura di una linea guida sulla gestione del bambino esposto al contatto con un caso di tubercolosi. Tale documento, che è molto importante anche per il contenimento di epidemie che si possono verificare a livello familiare o anche nelle scuole, sarà steso da parte di un panel di esperti SITIP e di altri esperti riconosciuti e sottolineerà quali esami effettuare in queste situazioni e quando e come iniziare la profilassi specifica, spiegando anche come gestire i piccoli che hanno avuto contatti prolungati con pazienti affetti da tubercolosi multiresistente. La seconda iniziativa è quella che prevede la realizzazione di incontri di formazione sul tema. Dopo il primo incontro svoltosi a Milano il 6 novembre 2012 e che ha corrisposto alla presentazione del Registro SITIP sulla tubercolosi in età pediatrica, la prossima giornata dedicata si terrà in autunno a Napoli e vedrà il coinvolgimento del Prof. Alfredo Guarino e del Dott. Andrea Lo Vecchio dell’Università Federico II. Tutti questi progetti sottolineano come per la SITIP e più in generale per gli infettivologi pediatri la tubercolosi sia un problema sempre più frequente, che deve vedere la collaborazione tra Ospedali di riferimento pediatrici per la gestione dei casi più complessi, Ospedali di secondo livello e pediatri di libera scelta con protocolli condivisi che seguano le raccomandazioni scientifiche più aggiornate.

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46ͣ Giornata mondiale delle comunicazioni sociali

Posted by fidest on Thursday, 17 May 2012

Roma 20 maggio celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva, alle ore 10,30. (ddf)
La Giornata delle Comunicazioni Sociali è da tempo uno dei momenti più utili di riflessione, dialogo e confronto per il mondo dell’informazione. Un confronto che, sia chiaro, non può essere unidirezionale o autoreferenziale, ma ha il dovere (oltre che l’utilità) di guardare ai soggetti che della comunicazione sono i più diretti interessati, ovvero i cittadini.
In un momento di grave crisi globale, crisi che intacca anche il mondo dell’editoria e lo costringe a rivedere i suoi modelli di business, influenzati anche da un cambiamento dei costumi e della fruizione della notizia che non possiamo considerare disgiunti dal tema valoriale, soffermarsi sul significato dell’ascolto e del racconto è essenziale.Mi si invita gentilmente a proporre un momento di considerazione personale che voglio, senza alcuna presunzione, allargare al mondo dell’informazione pubblica, perché lavorare per una azienda di Stato che propone quotidianamente un “tappeto informativo” continuativo, il rischio di correre dietro alle sirene del mercato (specie nel contesto attuale) comporterebbe più di una conseguenza. Se questo non accade (e da qui il mio voler includere colleghi e tecnici, impiegati e dirigenti) è grazie al lavoro condiviso e convinto di tutta RadioUno e del Giornale Radio, che ho l’onore di dirigere.Ma un onore contiene spesso anche un onere, che in questo caso è, appunto, quello di non perdere mai di vista il significato e il senso del messaggio, considerando sempre per prima la prevalenza del fatto, il rispetto nel racconto, l’alternarsi delle voci e delle posizioni. Credo sia questo il concetto di “Silenzio e Parola” che il Papa Benedetto XVI ha voluto regalarci nell’intenso messaggio diffuso in occasione della festività del Patrono dei Giornalisti, San Francesco di Sales, in vista della Giornata delle Comunicazioni Sociali di quest’anno.
Benedetto XVI sintetizza in questo modo cosa siano silenzio e parola: “due momenti della comunicazione che devono equilibrarsi, succedersi e integrarsi per ottenere un autentico dialogo e una profonda vicinanza tra le persone. Quando parola e silenzio si escludono a vicenda, la comunicazione si deteriora, o perché provoca un certo stordimento, o perché, al contrario, crea un clima di freddezza; quando, invece, si integrano reciprocamente, la comunicazione acquista valore e significato”.
Quante volte, da cronisti, per “bruciare” una notizia, abbiamo avuto la tentazione di non ascoltare tutti i protagonisti della vicenda? E quanto spesso ci capita di assistere a talk show o dibattiti dove il prevaricare l’altro, zittirlo, alzare i toni serve solo per una effimera impennata dello share? Ecco, quando questo accade, la prima domanda che dovremmo porci è quale esempio stiamo dando a chi ci ascolta, a chi ci legge, a chi dialoga con noi magari grazie all’ausilio delle nuove tecnologie digitali.
I nuovi cittadini si formano compiutamente e correttamente se hanno a disposizione elementi di conoscenza e di giudizio non urlati o imposti. La coscienza critica deve prima di tutto essere il patrimonio di chi scrive un articolo o conduce un’intervista. Indagare su una vicenda giudiziaria, “scavare” nel privato di un personaggio pubblico o meno non autorizza nessuno, men che meno un operatore del mondo dell’informazione, a “pretendere” una risposta, un documento, un segreto.
La grande competizione crossmediale che si sta delineando in Italia e in tutto il mondo, mette sempre più spesso sullo stesso piano i professionisti della comunicazione e gli altri attori della notizia, siano essi blogger, free lance o i componenti di quello che troppo sbrigativamente viene chiamato citizen journalism. Se le regole valgono per tutti (e ci mancherebbe), anche i diritti sono gli stessi, purché non si dimentichi che il desiderio di raccontare non deve mai superare il limite della mancanza di rispetto. La dignità della persona umana è il caposaldo di qualsiasi momento dell’agire umano e lo è – se possibile – ancora di più di fronte all’informazione. Basta un attimo per diventare oggetto di una discriminazione o di un errore che è poi fatalmente “eterno” nelle memorie dei computer che non sanno riconoscere il “diritto all’oblio”.
“Là dove i messaggi e l’informazione sono abbondanti – scrive ancora Benedetto XVI –, il silenzio diventa essenziale per discernere ciò che è importante da ciò che è inutile o accessorio”. Imparare da queste semplici, ma profondissime parole, che il ruolo del professionista dell’informazione è, oggi più che mai, testimonianza di come si debba vivere nella comunità, servendola e non usandola è uno degli impegni che quotidianamente dobbiamo rinnovare per mantenere il rispetto degli altri e il senso stesso della professione che abbiamo il privilegio di seguire.

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Primo incontro nazionale “Fuori dal panico”

Posted by fidest on Tuesday, 15 May 2012

Roma 15 maggio ore 9,30 Sala Protomoteca Campidoglio “Racconti, testimonianze, sfide, sofferenze e rinascite” delle persone sofferenti di disturbi di panico (DP) dal titolo “Fuori dal panico”, promosso dall’Istituto di Neuroscienze Globale (ISNEG), diretto dal neuroscienziato Rosario Sorrentino, in collaborazione con il Presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale, Fabrizio Santori. L’evento sarà moderato dalla giornalista RAI Alda D’Eusanio ed è stato organizzato dal blog “Fuori dal panico” e dai gruppi Facebook “La solidarietà nel panico” e “Affrontare e vincere il panico”. L’incontro fa seguito a quello promosso nel marzo del 2011 in cui furono presentati i dati commissionati dall’ISNEG all’istituto di rilevazione statistica Swg sul “Panico a Roma” che mostravano un fenomeno, quello degli attacchi di panico, in costante crescita con dati attorno ai 350mila cittadini colpiti in maniera cronica nella fascia di età tra i 18 e i 60 anni. Ad essere più colpite risultavano le donne laureate di età compresa tra i 25 e i 54 anni, seguite dai lavoratori autonomi romani tra i 35 e i 44 anni. L’analisi si concludeva con il preoccupante dato di un romano su quattro che soffriva di attacchi di panico.
“Quello che abbiamo avuto fortemente sostenere per il 15 Maggio – dichiara il Prof. Rosario Sorrentino – è un incontro voluto da chi soffre di attacchi di panico, desiderosi di uscire allo scoperto per non essere più discriminati come malati immaginari, ma soprattutto per lanciare un segnale di fiducia e speranza su scala nazionale e cioè che dal tunnel del panico si può uscire. La giornata nasce come momento di incontro e di confronto tra gli esperti dell’ISNEG e i pazienti che con i loro racconti, le loro testimonianze e il loro ritorno alla normalità rappresentano i veri protagonisti di questa giornata. Questa formula innovativa sarà quella del botta e risposta tra esperti del panico e coloro che soffrono di attacchi di panico affiancati per combattere un comune nemico”.

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Giornata di studio su Mod. 770/12 e Sostituto d’imposta

Posted by fidest on Tuesday, 15 May 2012

Roma 23 maggio, Centro Congressi Cavour, via Cavour 50/a Orari: dalle 9.30 alle 13.Il seminario durerà circa 3 ore e verterà sugli adempimenti previsti dalla legge, attraverso pratiche esemplificazioni e con attenzione ai quadri riepilogativi. Fornirà anche una panoramica sulle ultimissime novità relative a fisco, previdenza e lavoro alla luce del decreto “Salva Italia” e i decreti sulla semplificazione (Fisco e Lavoro). I docenti Inaz,
autorevoli e qualificati, risponderanno a ogni necessità di aggiornamento normativo e in ambito amministrazione
del personale. Sono consulenti del lavoro, commercialisti e professionisti che da anni collaborano con il Centro Studi Inaz lavorando in stretto contatto con gli enti ministeriali e gli istituti competenti: la miglior garanzia per imprese e professionisti che desiderano una preparazione accurata e al passo con i tempi.
Prezzo: 126€ + Iva; ciascun partecipante successivo 100€ + Iva. Comprende materiale didattico e coffee break. Gli abbonati all’Informatore Inaz e ai CdL degli Ordini Provinciali convenzionati hanno uno sconto del 25% non cumulabile con altri sconti.
Per iscriversi online: http://www.inaz.it/formazione-e-corsi

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Giornata Nazionale del Malato Oncologico

Posted by fidest on Sunday, 13 May 2012

Piazza della Minerva towards the Pantheon

Piazza della Minerva towards the Pantheon (Photo credit: Wikipedia)

Roma 15 maggio ore 10 alla Biblioteca del Senato, “Giovanni Spadolini, Sala Atti parlamentari” Piazza della Minerva, 38 VII edizione della Giornata Nazionale del Malato Oncologico organizzata dalla Federazione italiana delle Associazioni del Volontariato in Oncologia (FAVO)
Le celebrazioni proseguiranno all’Auditorium della Conciliazione sabato 19 e domenica 20 maggio con la consegna del Cedro d’oro a Cesare Prandelli. Slogan di quest’anno: “Niente per noi senza noi” che come ha spiegato il Presidente di FAVO, Francesco De Lorenzo: «È un messaggio dei pazienti e del volontari alla società. Quel motto, guida i diversi contributi e la proposta di ripensamento del concetto di “appropriatezza” riferito ai Livelli Essenziali di Assistenza che dovrebbe basarsi non soltanto sulle indicazioni dell’Amministrazione e degli operatori sanitari ma anche e soprattutto sulle esigenze dei malati».
I lavori saranno aperti alle 10 dal Sen. Antonio Tomassini, Presidente della Commissione Sanità al Senato, con la moderazione di Cristina Parodi. Nella prima sessione: “Piano Oncologico Nazionale: libro dei Sogni” si farà il punto sulle iniziative assunte dalle Regioni e dal Governo per la sua applicazione. Seguirà la Tavola Rotonda per la presentazione del IV Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici realizzata da FAVO in collaborazione con CENSIS, AIOM, AIRO, SIE, SIPO FIMMG, Federsanità, ANCI, INT Milano, INPS, Direzione Generale Sistema Informativo del Ministero della Salute. In particolare, saranno illustrati gli eclatanti risultati dell’indagine FAVO-Censis sui costi sociali del cancro e le inaccettabili disparità esistenti per l’accesso dei malati ai farmaci antineoplastici. Hanno assicurato la presenza la Prof.ssa Elsa Fornero, Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e il Prof. Adelfio Elio Cardinale, Sottosegretario del ministero della Salute.
1.055 pazienti e 713 caregiver hanno partecipato all’indagine realizzata da FAVO – Censisi per quantificare i costi sociali del cancro sopportati dai pazienti e le loro famiglie, che si aggiungono ai costi in carico ai Servizio Sanitario Nazionale. I dati verranno divulgati il 15 maggio.
Persiste una grande disparità nell’accesso ai trattamenti farmacologici e antitumorali. Nelle diverse regioni con inaccettabili ritardi nell’erogazione dei farmaci per i malati oncologici.
La lotta al cancro ha una crescente dimensione sovranazionale, come documentato dalle iniziative e dall’impegno delle Nazioni Unite e dell’Unione europea.
Molto importanti sono i risultati dell’INPS che dimostrano come le patologie neoplastiche costituiscano complessivamente il 33% del totale delle domande accolte per patologie invalidanti (tra cui malattie psichiatriche, cardiocircolatorie, apparato locomotore) nel periodo 2002-2011.
Sono stati inoltre ridotti i tempi per il completamento dell’accertamento sanitario che ora per i malati di cancro è di circa due mesi e mezzo e ancora molto positivo il risultato ottenuto per garantire l’omogeneità ed l’equità valutativa per l’accertamento delle condizioni di disabilità dei malati di cancro.
Vengono poi trattati approfonditamente gli aspetti relativi all’utilizzo del fascicolo sanitario elettronico, delle cure domiciliari.
Un capitolo importante del rapporto affronta i bisogni medici e psicosociali di centinaia di migliaia di cittadini italiani (765.000 persone) a 10 anni dalla diagnosi nei quali possono evidenziarsi effetti a lungo termine e tardivi che compromettono la vita sociale con influenza sul benessere e sulla qualità della vita.
I numeri del rapporto
Sono 950mila i malati che hanno avuto una diagnosi di tumore negli ultimi 5 anni. Sono 2milioni e 200 mila gli italiani che affrontano il cancro.
La cattiva notizia: dal 1970 al 2010 i casi di nuovi malati sono aumentati: erano 118.00 mila nel 1970, mentre nel 2010 sono stati 265.000.
La buona notizia: dal tumore si guarisce, questo è quanto emerge dai dati ISS (Istituto Superiore di Sanità), INT (Istituto Nazionale Tumori di Milano) e AIRTUM (Associazione Italiana dei Registri Tumore). Nel 1990 si contavano 205.000 nuovi malati e 127.100 decessi; nel 2010 ci sono stati 265.000 casi di persone malate a fronte di 127.000 decessi. (Graziella Giangiulio)

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