Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 28 n° 31

Posts Tagged ‘giornata’

Prima Giornata Europea dello Spettatore

Posted by fidest su giovedì, 19 novembre 2015

europa-261011-cSabato 21 novembre, in nove Nazioni, si terrà la prima giornata europea dello spettatore, un evento che non solo celebrerà il pubblico di tutta Europa, ma che potrà aiutare gli spettatori ad essere più consapevoli dell’impatto creativo che essi possono avere sul processo artistico.
In Italia l’incontro avverrà alle 19 presso il Teatro alla Misericordia di Sansepolcro (Ar), e potrà essere seguito attraverso i social media dedicati – facebook e twitter – dove saranno postati i pensieri dei temi in oggetto: le ragioni di una passione (essere spettatori di teatro e danza), la prima volta che si è stati spettatori, cosa differenzia il teatro da altri mezzi di comunicazione. Ingresso libero, è consigliata la prenotazione.
L’evento, promosso dal Progetto Be SpecACTive!, focalizza l’attenzione sul coinvolgimento del pubblico e lo spettatore attivo e rappresenta un esperimento di active sperctatorship realizzato per la prima volta su ampia scala europea. Attraverso il network Be SpectACTive!, composto da dodici membri di nove paesi europei, diversi gruppi di spettatori attivi stanno partecipando, da oltre un anno, alla programmazione teatrale e all’organizzazione culturale nelle loro città, un progetto ambizioso che proseguirà per altri tre anni.
La giornata sarà il primo tentativo di mettere in contatto i gruppi di spettatori attivi, cercando di aggirare le barriere linguistiche e le distanza attraverso i social media “La Giornata europea degli spettatori deriva dalla necessità di collegare i territori in cui abitano i gruppi di spettatori – hanno detto Giuliana Ciancio e Luca Ricci, ideatori e curatori di Be SpectACTive! – L’edizione 2015 è un punto di partenza che si spera diventi un appuntamento fisso. Il nostro obiettivo è collegare gli spettatori attivi in diverse Nazioni e dare loro l’occasione di condividere le loro esperienze in teatro e creare una comunità trans-locale “. Una serie di iniziative si svolgeranno in ogni città durante questo evento: da Londra a Budapest, passando per Sansepolcro, tutti i membri del progetto Be SpectACTive! riuniranno i loro gruppi di spettatori nello stesso momento, compatibilmente con il fuso orario locale, cercando di condividere le loro opinioni con quelle degli altri Paesi.
Gli spettatori saranno invitati a compilare un breve modulo con 3 domande circa le loro visioni e il loro approccio alle arti performative contemporanee: le risposte saranno rese pubbliche il 21 novembre rendendo concreta la possibilità di una conversazione dal vivo tra gli spettatori europei. (foto progetto)

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Giornata internazionale di studi dal titolo Celebrities

Posted by fidest su sabato, 14 novembre 2015

Paparazzi taking pictures of celebrity on red carpet

Paparazzi taking pictures of celebrity on red carpet

Bologna Mercoledì 18 novembre 2015, ore 9.15-19 nel salone di palazzo Marescotti, via Barberia 4 ingresso libero fino a esaurimento posti. Il Dipartimento delle Arti – Centro La Soffitta dell’università di Bologna, realizza una giornata di studi internazionale dal titolo: CELEBRITIES fashion, branding, performance nell’era dei social media, a cura di Sara Pesce, Roy Menarini e Antonella Mascio. Lo scopo è fare il punto degli studi accademici sulle matrici culturali della celebrità nel panorama contemporaneo (che hanno dato vita a riviste dedicate), tracciando percorsi storico-critici in dialogo con studiosi dei media, giornalisti e rappresentanti del settore della moda.L’evento è inserito nella 27° rassegna LA SOFFITTA 2015, che proseguirà fino al 9 dicembre con altri, interessanti progetti.
Spiegano i curatori: “La cultura della celebrità circonda ormai molti degli ambiti della quotidianità: dalla diffusa fascinazione per i costumi del cinema alle fiorenti investigazioni sull’intreccio tra divismo e haute couture, al più recente interesse per forme “branded” di notorietà disseminate nella società contemporanea grazie ai media digitali.
La celebrità è prodotto industriale ma, nell’epoca dei social media, può configurarsi come un fenomeno che nasce dal basso. Si moltiplicano le piattaforme di distribuzione della visibilità personale (il self-branding cross-mediale di personalità ibride, i fashion-bloggers che creano tendenze, i trend-setters che trasformano in star ragazze che si autopromuovono su Facebook). Performance, meccanismi di credibilità e appeal subiscono mutamenti connessi alle trasformazioni del rapporto tra individui e oggetti, nel contesto di una diversa accessibilità al lusso di cui il mercato della moda è protagonista.
In programma dodici interventi, in italiano e inglese, con studiosi dei media, giornalisti, professionisti della moda. Keynote Pamela Church Gibson (London College of Fashion, University of the Arts). Nell’ambito del convegno, verrà anche presentato il numero 581 della rivista «Bianco e Nero» e del monografico Stardom – Nel paese degli antidivi con i curatori Giulia Carluccio e Andrea Minuz, alla presenza di Giacomo Manzoli e Roy Menarini. (foto: archivio)

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Giornata internazionale di solidarietà con Kobane

Posted by fidest su sabato, 31 ottobre 2015

kobaneA un anno dai sanguinosi scontri con le milizie dello “Stato Islamico” terminati con la cacciata delle milizie estremiste, gli abitanti della città kurdo-siriana di Kobane sono tuttora in pericolo. In occasione della Giornata internazionale di solidarietà con Kobane (1 novembre) l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) accusa la Turchia di sparare alle postazioni di difesa kurde oltre frontiera. Un anno fa, Ankara era accusata di sostenere o, se non altro, tollerare gli estremisti dell’IS; ora il governo turco è andato oltre e attacca con il proprio esercito le postazioni kurde nella speranza di indebolire l’autodifesa kurda e di assumere direttamente il controllo sulle zone d’insediamento dei Kurdi. Le autorità turche inoltre stanno bloccando alla frontiera gli aiuti alimentari, l’acqua potabile e i farmaci inviati ai circa 150.000 civili che hanno deciso di tornare nella propria casa a Kobane.
Nonostante l’IS sia stato cacciato da Kobane, le sue milizie potrebbero farvi ritorno se la resistenza kurda dovesse allentare la presa. Nella battaglia per Kobane hanno perso la vita tra 1.000 e 1.5000 combattenti kurde e kurdi e circa altri 500 civili turchi. Altri 5.000 sono rimasti feriti e sono stati medicati in ospedali d’emergenza improvvisati o nei vicini comuni kurdi in Turchia. Le autorità turche hanno ripetutamente negato i trattamenti medici in Turchia e spesso i combattenti kurdi feriti hanno dovuto aspettare giorni interi al valico di frontiera prima di poter entrare in Turchia ed essere medicati. Durante la battaglia di Kobane i circa 400.000 abitanti della città e dei dintorni erano quasi tutti fuggiti. Nonostante le attuali condizioni catastrofiche, circa 1.000 persone lasciano ogni settimana i campi profughi nel sud della Turchia per tornare a casa propria. Molti altri hanno invece continuato la loro fuga in Europa e non hanno per ora alcuna possibilità di poter tornare a casa. La città di Kobane è per l’80% distrutta e negli unici due ospedali rimasti aperti, uno civile e l’altro militare, manca praticamente tutto. Attualmente il valico di frontiera dalla Turchia verso Kobane è aperto solo due volte in settimana e solamente per chi è disposto a tornare a Kobane.La Giornata internazionale di solidarietà con Kobane è stata celebrata la prima volta l’1 novembre 2014 dai Kurdi in esilio e dai loro amici in Europa, America, Africa e Australia per sostenere almeno moralmente le cittadine e i cittadini di Kobane. Le milizie dell’IS avevano tentato la conquista della città kurda già alla fine del 2013 ma erano stati bloccati dalle unità di difesa popolari (YPG) kurde. A metà settembre 2024 l’IS aveva allora avviato una massiccia offensiva contro la città. Dopo mesi di sanguinosi scontri strada per strada e casa per casa, le unità kurde hanno ottenuto armi e il sostegno aereo degli USA. Il governo turco ha invece continuato a negare ogni forma di aiuto ai combattenti assediati e solo in seguito alle pesanti pressioni internazionali agli inizi di novembre ha permesso a 150 peshmerga kurdo-iracheni di raggiungere Kobane per sostenere i combattenti kurdi con armamenti pesanti.

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Giornata di solidarietà

Posted by fidest su mercoledì, 21 ottobre 2015

università europea romaRoma. Gli studenti dell’Università Europea di Roma parteciperanno domenica 25 ottobre 2015 alla giornata di solidarietà organizzata dalle ore 10 alle 18:30 al Bioparco da Angeli per un giorno, attività del movimento Regnum Christi in favore dei bambini bisognosi delle periferie delle città italiane, ospiti di case famiglia e d’accoglienza. Gli “Angeli” accompagneranno i bambini e i ragazzi di diverse case famiglia alla scoperta degli animali ospiti della struttura. Per i più piccini è stata preparata una sorpresa: la visita guidata alla fattoria degli animali.
La giornata, resa possibile dalla Fondazione Bioparco di Roma, proseguirà con il pranzo offerto dai volontari e terminerà con la Santa Messa presso la parrocchia di San Roberto Bellarmino, già Chiesa di riferimento di Papa Francesco. Sarà un’occasione per condividere una domenica insieme nella cornice di una delle strutture più innovative d’Europa.
Gli “Angeli” sono giovani volontari e studenti dell’Università Europea di Roma, divisi in gruppi, che prendono in custodia alcuni bimbi, accompagnandoli ed assistendoli durante la giornata. Li portano in giro per la città, al luna park, al cinema, oppure a praticare sport.
Molti di questi ragazzi non si limitano ad essere “Angeli per un giorno”, ma portano avanti il loro impegno in modo continuativo. Chi lo desidera, infatti, può prolungare la propria collaborazione con le case famiglia, scegliendo liberamente quanto tempo dedicare ai bambini.

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Giornata Mondiale dell’Osteoporosi

Posted by fidest su martedì, 20 ottobre 2015

In occasione della ricorrenza della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi, il Prof. Giovanni Minisola, esperto di Osteoporosi e Direttore della Divisione di Reumatologia dell’Ospedale di Alta Specializzazione “San Camillo” di Roma, fa rimarcare come questa patologia rimanga decisamente misconosciuta dalla maggioranza della popolazione femminile anche nella Regione Lazio. E questo perché, ancora troppo spesso, si ignora che l’osteoporosi nella sua forma più severa aumenta considerevolmente il rischio di una o più fratture, anche soltanto per un minimo sforzo, come il sollevamento di una busta della spesa, la torsione del busto o un saltello: «L’osteoporosi – dichiara il Prof. Giovanni Minisola – rappresenta un problema socialmente molto rilevante che, se aggravato da fratture, influenza negativamente la durata e la qualità della vita delle persone, soprattutto donne, che ne soffrono, impegnando rilevanti risorse economiche da parte del SSN, anche in rapporto al costante allungamento della vita media della popolazione italiana. E’ doveroso per gli specialisti delle malattie ossee invitare i soggetti più a rischio, come le donne in menopausa o chi assume cortisone, a non sottovalutare il problema, specie in caso di dolore alla colonna, improvviso o persistente, possibile sintomo di frattura vertebrale da fragilità ossea, la cui incidenza è molto più alta di quanto si pensi».Si calcola che nei prossimi 40 anni, anche nel Lazio, in assenza di percorsi diagnostici e terapeutici mirati per la popolazione a rischio, l’incidenza delle fratture da fragilità ossea raddoppierà. «Per meglio mettere a fuoco questo preoccupante scenario – continua Giovanni Minisola – si consideri che la frattura vertebrale, la complicanza più frequente e temibile dell’osteoporosi, costituisce il primo momento del cosiddetto ‘effetto domino’, che consiste nella probabilità 5 volte maggiore che possano verificarsi altre fratture vertebrali, o in altre sedi (omero, polso, femore), entro un anno dalla prima frattura vertebrale. Nonostante questo dato certo e drammatico, risulta che nel Lazio è ancora molto alta la percentuale dei pazienti con fratture vertebrali osteoporotiche non trattati, con rilevante e concreto aumento del rischio di aggravamento e complicanze della loro condizione».Ancora troppo spesso, infatti, si tende a sottovalutarne i sintomi, come il dolore nei tratti dorsale e lombare della colonna, considerandoli alla stregua del risultato quasi fisiologico dell’invecchiamento. «E’ fondamentale – sottolinea il prof. Minisola – una maggiore sensibilità verso il sintomo “dolore alla colonna”, quale campanello di allarme di un evento fratturativo da trattare tempestivamente e appropriatamente, secondo quanto previsto dalle Linee Guida nazionali e internazionali. Anche la temibile frattura di femore da osteoporosi non può considerarsi risolta solo con l’intervento chirurgico, ma necessita – come tutte le fratture – di essere opportunamente trattata anche con la terapia farmacologica, contrariamente a quanto oggi, invece e purtroppo, solo raramente viene fatto. Particolare preoccupazione suscita il dato recentemente pubblicato, secondo il quale circa il 70% dei pazienti italiani fratturati di femore sottoposti ad intervento chirurgico non segue poi un adeguato trattamento farmacologico. Tale trattamento oggi può e deve essere attuato nel rispetto e secondo le indicazioni della nuova Nota 79, recentemente emanata da AIFA. Tale nota individua i soggetti a rischio di osteoporosi severa e stabilisce per loro il percorso terapeutico più appropriato da seguire».La Giornata Mondiale dell’Osteoporosi ha come obiettivo quello di promuovere una sempre maggiore consapevolezza nella popolazione, specie in quella femminile, di questa patologia. Ecco perché, in occasione di questa ricorrenza, diventa fondamentale ai fini della prevenzione, richiamare l’attenzione sullo stile di vita (evitare il fumo, fare attività fisica, alimentazione corretta) e su altri fattori di rischio, come la predisposizione genetica e la familiarità. «Poiché è accertato che la predisposizione famigliare alle fratture da fragilità ossea interessa 1 donna italiana su 3 – continua Giovanni Minisola – è importante verificare tale circostanza. Questa rappresenta, infatti,un notevole e ulteriore fattore di rischio che si aggiunge a quelli già noti, ma spesso sottovalutati nonostante la loro importanza, come la menopausa precoce, l’eccessiva magrezza e le abitudini voluttuarie (il fumo e l’alcol). Solo con la sensibilizzazione della classe medica, dal medico di famiglia a tutti gli specialisti coinvolti nella gestione della patologia osteoporotica, sarà possibile garantire alla popolazione una corretta ed esaustiva informazione su una patologia che può essere prevenuta e trattata grazie alle indicazioni della nuova Nota 79, la cui corretta applicazione consentirà di contrastare efficacemente l’osteoporosi e le sue complicanze fratturative».
ü L’osteoporosi è una patologia che interessa, nel mondo, oltre 200 milioni di donne (22 milioni solo in Europa) e la cui causa è senz’altro legata all’avanzare dell’età e alla conseguente perdita di massa ossea, con manifestazioni che, però, possono essere anche molto precoci.
ü Si tratta di una patologia che interessa il 30% di tutte le donne che vanno in menopausa, ma può insorgere anche dai 45 anni se la menopausa è precoce, condizione che, si stima, interessi circa il 4-5% della popolazione femminile.
ü Le fratture da fragilità ossea, conseguenza grave dell’osteoporosi, hanno un’incidenza che non deve essere assolutamente da sottovalutare: secondo la World Health Organization, infatti, ogni 3 secondi, si verifica una frattura da fragilità osteoporotica a carico di femore, polso e vertebre. Ciò equivale a circa 25 mila fratture al giorno o 9 milioni all’anno.
ü Si calcola che almeno il 40% delle donne dopo i 50 anni andrà incontro ad una frattura da osteoporosi quali fratture di femore (17%), vertebrali (16%) o di altri segmenti ossei (polso, pelvi, omero prossimale ecc.). Secondo l’OMS e la IOF (International Foundation of Osteoporosis) la presenza di una frattura da fragilità ossea (vertebrale o di altri segmenti scheletrici), configura sempre una condizione di OP severa.

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Una giornata dedicata alla salute delle ossa

Posted by fidest su lunedì, 19 ottobre 2015

osteoporosiMilano. Il 20 ottobre, in occasione dell’ “Open Month”, il “Mese per la salute femminile”, porte aperte all’Istituto Ortopedico premiato con i “Bollini Rosa” di Onda. Durante la giornata, colloqui gratuiti con lo specialista nel reparto di Reumatologia e, nel pomeriggio, valutazioni densitometriche.Sempre più attente alla propria salute e informate sui rischi dell’osteoporosi, le donne possono far affidamento su uno strumento importante come quello della prevenzione. Un’occasione per confrontarsi con lo specialista e per ricevere consigli e indicazioni sullo stato di salute delle proprie ossa, è offerta dall’Istituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano.
Martedì 20 ottobre, in occasione dell’Open Month – il “Mese per la salute femminile” – promosso da Onda (Osservatorio Nazionale sulla Salute della donna) per mettere a disposizione alle donne servizi diagnostici, clinici e informativi gratuiti -, gli specialisti di reumatologia e malattie metaboliche dello scheletro e i radiologi dell’Istituto Pini saranno a disposizione dalle 9 alle 16,30 per colloqui gratuiti e MOC. Non è necessaria la prenotazione, basterà presentarsi al Day Hospital di Reumatologia al primo piano, monoblocco A con ingresso in via Pini 3.
“Durante i colloqui verranno valutate le variabili legate ai fattori di rischio della malattia, come la familiarità, la presenza di malattie o la fase di menopausa, in base all’età delle pazienti – spiega il dottor Massimo Varenna, responsabile del centro per la diagnosi e il trattamento delle patologie osteometaboliche dell’Istituto Pini -. Nei casi in cui ne sarà ravvisata la necessità, si procederà ad ulteriori accertamenti”. Sarà quindi possibile per la paziente eseguire un controllo con il test MOC in Radiologia, dalle 13.00 alle 16.00, se indicato a seguito del colloquio.
Dopo i 50 anni una donna su tre è affetta da osteoporosi. Il periodo più critico è quello successivo alla menopausa, quando si registrano bassi livelli di estrogeni e le ossa iniziano a perdere calcio e fosforo, diventando più fragili e più soggette a traumi e micro-traumi.
“Per questo sono sempre consigliati controlli periodici per mantenere le proprie ossa ‘in salute’ e scongiurare eventuali peggioramenti o rischiare fratture”, conclude Varenna.

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Giornata mondiale alimentazione

Posted by fidest su sabato, 17 ottobre 2015

alimentare«Circa il 17% delle famiglie italiane vive in condizione di forte disagio, tra povertà relativa e povertà assoluta, se non di fame. Si tratta di oltre 4 milioni di famiglie, cioè di 12 milioni di persone, in maggioranza donne e minori residenti nel Sud Italia.
Per contrastare questi preoccupanti dati auspichiamo una celere e concreta applicazione della legge italiana n. 141 del 18 agosto 2015, concernente disposizioni in materia di agricoltura sociale, strumento atto allo sviluppo delle aree rurali e alla realizzazione di interventi di inclusione lavorativa di soggetti svantaggiati, tramite l’utilizzo del Fondo Europeo Agricolo per lo Svilupo Rurale (FEASR). Al fine di apportare un aumento della produttività, ma anche una partecipazione più democratica al processo produttivo e all’utilizzo dei frutti che la nostra terra generosamente offre, coerentemente con i principi e gli obiettivi dell’ultima riforma generale della politica agricola comune dell’UE (PAC) e in relazione alla programmazione 2014-2020. Sarebbero così le persone più fragili, a rischio di esclusione sociale, a ricevere una risposta importante dall’utilizzo di tali norme e fondi». Lo dichiara Maria Teresa Bellucci, Presidente Nazionale del Modavi Onlus in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

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20 ottobre: Giornata mondiale osteoporosi

Posted by fidest su giovedì, 15 ottobre 2015

osteoporosiOsteoporosi, questa sconosciuta. Potrebbe sembrare un paradosso chiamare così una delle patologie più diffuse, colpisce infatti 22 milioni di donne europee[1], e apparentemente conosciute dalla popolazione femminile. Eppure questa ‘ladra silenziosa’ delle ossa, che compare in maniera asintomatica per poi spesso manifestarsi con una frattura, è di fatto ancora largamente misconosciuta e sottovalutata, soprattutto perché non se ne conoscono tutte le facce. Tralasciando quella giovanile, fortunatamente meno frequente, è infatti doveroso distinguere tra osteoporosi primaria, sua volta classificata in 2 tipi: osteoporosi postmenopausale, legata essenzialmente alla brusca caduta del livello degli estrogeni necessari per il normale metabolismo osseo, e osteoporosi senile, che colpisce soprattutto dopo i 70 anni di età, e osteoporosi secondaria, causata da patologie concomitanti di diversa natura (quali ad esempio quelle reumatiche come artrite reumatoide e lupus) o dal prolungato utilizzo di farmaci i corticosteroidi, gli anticoagulanti come l’eparina o gli inibitori dell’aromatasi[2].
«Sull’osteoporosi – conferma il Prof. Giancarlo Isaia, Direttore della Struttura di Geriatria e Malattie Metaboliche dell’Osso all’Ospedale Molinette di Torino e Presidente della SIOMMMS (Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro) – manca ancora un’informazione scientifica, opportunamente però decodificata e resa fruibile per la popolazione, trasmessa dalla classe medica. Che serva a colmare un vero e proprio gap poiché, da sempre, l’osteoporosi non è mai stata spiegata correttamente alle pazienti. In questo senso la SIOMMMS è, da sempre, in prima linea, anche attraverso la Campagna “Stop alle Fratture”, prima e unica iniziativa nazionale di sensibilizzazione sulle fratture da fragilità ossea, che sono le conseguenze dell’osteoporosi nella sua forma più grave. A questo proposito, alla classe medica spetta il compito di invitare le donne a non sottovalutare, ad esempio, persistenti dolori ossei che possono essere sintomo di fratture da fragilità ossea, la cui incidenza è molto più comune di quanto si pensi».Proprio l’osteoporosi nella sua forma più severa, ovvero complicata da una o più fratture, che possono incorrere anche per un minimo sforzo, come il sollevamento di una busta della spesa, la torsione del busto o un saltello, rappresenta un problema socialmente molto rilevante, influenza negativamente la durata e la qualità della vita delle donne che ne soffrono e richiede rilevanti risorse economiche da parte del SSN. Addirittura, stando alle ultime stime, si calcola che nei prossimi 40 anni, in assenza di percorsi diagnostici e terapeutici mirati per la popolazione a rischio, anche in Italia assisteremo al raddoppiare dell’incidenza delle fratture da fragilità ossea. «E questo soprattutto perché, nel nostro Paese, essa non viene gestita in modo appropriato – precisa il Prof. Isaia – soprattutto relativamente al trattamento che è assai inferiore alle aspettative e non coerente con le Linee Guida Internazionali. Basti pensare che noi ‘bone specialist’, che siamo gli specialisti di riferimento per la cura dell’osso, vediamo quotidianamente moltissime pazienti che presentato anche più fratture ma che non sono mai state curate: ad esempio, fratture vertebrali, ma anche di omero e di polso, spesso considerate, a torto, solo banali incidenti o naturali conseguenze dell’invecchiamento. Anche la più temuta frattura di femore non può considerarsi risolta solo con l’intervento chirurgico, ma – come tutte le fratture – necessita di essere opportunamente trattata con la terapia farmacologica, cosa che invece avviene, purtroppo, solo in parte. Particolare preoccupazione ha generato il dato, pubblicato dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) secondo il quale circa il 70% dei pazienti fratturati di femore sottoposti ad intervento chirurgico non segua poi un adeguato trattamento farmacologico. Oggi, invece, le indicazioni della nuova Nota 79 definiscono ‘ad alto rischio’ di osteoporosi severa anche la paziente che presenta anche un’unica frattura e, per questo, ha diritto a un corretto percorso diagnostico – terapeutico».
La Giornata Mondiale dell’Osteoporosi ha come l’obiettivo quello di promuovere una sempre maggiore consapevolezza della popolazione femminile su questa patologia, ecco perché in occasione di questa ricorrenza diventa fondamentale affiancare all’informazione sui corretti stili di vita, quali l’attitudine al fumo, la mancanza di attività fisica e l’alimentazione scorretta, anche quella relativa ai fattori di rischio, primi tra tutti la predisposizione genetica e la familiarità. «Addirittura la familiarità di fratture da fragilità ossea interessa 1 donna italiana su 3 – continua Giancarlo Isaia – per cui risulta essere un importante warning per possibili pazienti ad alto rischio. Altri fattori di rischio importanti, ma spesso sottovalutati, sono la menopausa precoce, l’eccessiva magrezza, il fumo e l’abuso di alcol. Solo con la sensibilizzazione della classe medica, dal medico di famiglia a tutti gli specialisti coinvolti nella gestione della patologia osteoporotica, potremo garantire la corretta ed esaustiva informazione alle pazienti e, grazie anche alla nuova Nota 79, un sensibile miglioramento dell’appropriatezza della terapia e un conseguente calo di fratture da fragilità ossea negli anni a venire».
Dai 50 anni di età, per ogni donna è fondamentale conoscere il proprio rischio fratturativo. Sul sito http://www.stopallefratture.it è disponibile il Defra Test online, test di autodiagnosi per valutare il rischio personale di fratturarsi nei successivi 10 anni (basso, medio, elevato, molto elevato). A seconda del risultato ottenuto, verranno indicate, per tutte, raccomandazioni e consigli su come prevenire eventuali fratture da fragilità.

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Giornata Internazionale del Cinema d’animazione

Posted by fidest su venerdì, 9 ottobre 2015

santa_giulia_brescia_010_choistro_san_salvatoreBrescia mercoledì 28 ottobre è la Giornata Internazionale del Cinema d’animazione e l’Associazione Avisco di Brescia, che da anni utilizza questo linguaggio nei percorsi di produzione audiovisiva con bambini e ragazzi, invita grandi e piccini, appassionati e curiosi a partecipare alla festa dedicata alla produzione artistica internazionale dei grandi autori e ai film realizzati da bambini e adolescenti.
In attesa delle proiezioni serali, nel pomeriggio il foyer del cinema Nuovo Eden si trasformerà in una piccola fucina dell’animazione. È bello guardare i cartoni animati…ma crearli è anche meglio. Questa è l’idea alla base della proposta. Fare una piccola esperienza di produzione prima della visione dei film aiuta a capire la complessità del processo di produzione e a scoprirne le grandi potenzialità espressive.
Dalle ore 16.00 alle 19.00 saranno a disposizione di ragazzi e bambini a partire dai 6 anni, tre set di ripresa dove sarà possibile sperimentare la tecnica e diventare autori di brevi animazioni.
Alle ore 21.00 il cinema d’animazione racconta la diversità con cortometraggi di giovani autori internazionali tra cui My mum is an airplain (La mia mamma è un aereoplano) di Yulya Aronova e Snowflake (Fiocco di neve) di Natalia Chernysheva. Con tono ironico o provocatorio, metaforicamente o in modo diretto, i film in programma offriranno possibili spunti di riflessione sul tema della diversità e dell’inclusione sociale, non solo al pubblico adulto, ma anche ai più giovani che avranno la possibilità di vedere prodotti di qualità, difficilmente visibili in televisione o sul web.
A questi si alterneranno film realizzati in ambito socio-educativo da autori bambini e adolescenti, tra cui La libertà è fiorita prodotto lo scorso anno dalle classi quinte della scuola primaria Calini di Brescia e Nel paese delle pulcette nato in un laboratorio che ha coinvolto un gruppo di bambini di 5 anni presso la Fondazione PinAC di Rezzato.Durante la giornata, che è parte integrante del progetto Oltre il muro – Il cinema e le nuove tecnologie come strumenti di inclusione, sarà presentato un breve video di “making of” del murale realizzato presso la Mediateca Provinciale di Brescia da un gruppo di ragazzi e ragazze che frequentano il Servizio di Formazione all’Autonomia della Cooperativa la Mongolfiera e alcuni studenti delle scuole superiori di Brescia, coordinati dall’artista Armida Gandini. Nel foyer del cinema Nuovo Eden saranno esposte alcune fotografie che raccontano l’entusiasmo e la determinazione che hanno portato alla nascita di questa opera collettiva nel piazzale della Mediateca Provinciale.
Il programma, pensato per un pubblico di tutte le età, è stato messo a punto in collaborazione con Bergamo Film Meeting, con cui Avisco collabora da diversi anni, condividendo l’interesse per la diffusione del cinema di qualità, in particolare tra gli spettatori più giovani.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il cinema Nuovo Eden e Asifa Internazionale, l’associazione che unisce autori e istituzioni operanti nel settore promuovendo la diffusione e la valorizzazione di questo linguaggio dalle grandi potenzialità artistiche ed espressive. La partecipazione è libera e gratuita fino ad esaurimento posti.Il progetto Oltre il muro è realizzato da Avisco anche in collaborazione con Cooperativa la Mongolfiera, Ufficio Scolastico Territoriale, Mediateca Provinciale, Rete Bibliotecaria Bresciana e Cremonese e con il contributo del Bando Associazionismo e Volontariato 2014/2015 della Regione Lombardia gestito della Provincia di Brescia – Ufficio Associazionismo.

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“Giornate di Ambientamento per le matricole”

Posted by fidest su martedì, 29 settembre 2015

camerino ambientamentocamerino ambientamento2Camerino. Sono circa 1000 le matricole, provenienti da tutta Italia, che oggi hanno preso parte alla prima delle “Giornate di Ambientamento per le matricole”, in programma oggi e domani presso le sedi Unicam di Camerino, Ascoli Piceno e San benedetto del Tronto. Numerosi sono anche gli studenti stranieri, perlopiù iscritti ai corsi di laurea in lingua inglese, provenienti da Paesi tra cui Cina, America, Ghana, Nord Europa, Bangladesh e Pakistan.
Le Giornate di ambientamento, promosse dal servizio Tutorato di Unicam, sono volte a facilitare l’inserimento dei nuovi studenti nella realtà universitaria e fornire loro gli strumenti utili per affrontare senza problemi gli studi universitari.
camerino ambientamento1“Le due giornate – sottolinea la prof.ssa Loredana Cappellacci, Delegata del Rettore per il Tutorato – sono come sempre ricche di appuntamenti, con presentazioni delle attività didattiche, dei servizi agli studenti, e con test di verifica, rivolti alle centinaia di giovani studenti che, con grande entusiasmo e con la curiosità di chi si accinge ad affrontare una nuova esperienza, hanno deciso di scegliere l’Università di Camerino per il proprio percorso universitario”.
Nella mattinata di oggi martedì 29 settembre i partecipanti hanno ricevuto il saluto di benvenuto in Unicam da parte del Rettore Flavio Corradini, ed hanno poi potuto avere tutte le informazioni sulle opportunità ed i servizi offerti dall’Ateneo. A Camerino l’evento si è tenuto presso il Centro culturale Benedetto XIII mentre ad Ascoli Piceno presso il Palazzo dei Capitani, gentilmente concesso dal Comune di Ascoli Piceno, in collaborazione con il Consorzio Universitario Piceno mentre nel pomeriggio le matricole sono state accolte dal Rettore Unicam nel Polo didattico di San Benedetto del Tronto.
I ragazzi partecipanti hanno poi visitato le Scuole di Ateneo (Architettura e Design, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Scienze e Tecnologie) nelle sedi di Camerino, Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto e Matelica, presso le quali hanno visionato nel dettaglio i corsi di laurea Unicam e hanno potuto richiedere tutte le informazioni relative alle attività didattiche.
Domani Mercoledì 30 settembre, in tutte le sedi dell’Ateneo, è previsto lo svolgimento, da parte dei ragazzi, esclusi quelli iscritti ai corsi di laurea a numero programmato, del test obbligatorio per l’Accertamento delle Conoscenze in ingresso, un test non selettivo volto alla verifica preliminare della preparazione degli studenti in relazione al corso di laurea prescelto.
Per tutte le matricole dei corsi di laurea in lingua inglese è, inoltre, previsto sempre domani martedì 30 settembre un Placement test di lingua inglese, che permetterà di verificare il livello di conoscenza della lingua.

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Giornata internazionale contro i test nucleari

Posted by fidest su sabato, 29 agosto 2015

popoli indigeniIn occasione della Giornata Internazionale contro i test nucleari (29 agosto), l’Associazione per i Popoli Minacciati chiede alla comunità internazionale indagini approfondite e complete sulle conseguenze dei test nucleari fatti nel mondo, risarcimenti per le vittime dei test e il controllo e la messa in sicurezza dei giganteschi depositi di scorie nucleari lasciati negli ex-siti per la sperimentazione nucleare. A 19 anni dall’ultimo test atomico, i popoli indigeni del Pacifico, in Nord-Africa e gli Uiguri nella Cina nord-occidentale soffrono tuttora delle gravi conseguenze dei molti test condotti. Il costante controllo dei siti in cui venivano condotti i test e la manutenzione dei depositi di scorie nucleari è fondamentale per assicurare che non ci siano fuoriuscite radioattive, che a loro volta avrebbero conseguenze disastrose per milioni di persone.Solo poco tempo fa, nel luglio 2015, gli abitanti delle Isole Marshall nell’Oceano Pacifico hanno espresso il timore che le forti tempeste potrebbero danneggiare i depositi di scorie nucleari lasciate dai militari statunitensi. I timori della popolazione sono dovuti alle crepe apparse su un deposito nucleare dell’isola Runit dopo il passaggio dell’uragano Nangka. In questo ex-sito di sperimentazione atomica dell’esercito statunitense sono depositati 85.000 metri cubi di materiale radioattivo, tra cui plutonio 239 che continuerà a emettere radiazioni radioattive per almeno altri 24.000 anni. Questi enormi depositi necessitano di manutenzione e di una maggiore messa in sicurezza e costituiscono un grave pericolo per la popolazione che in gran parte vive di pescaLe popolazioni indigene di Tahiti e delle isole vicine così come la popolazione del Sahara aspettano tuttora che la Francia avvii indagini approfondite e complete sulle conseguenze ecologiche, sanitarie e sociali dei testi atomici condotti nelle aree. La Francia continua a promettere risarcimenti alle vittime dei suoi test ma finora ha risarcito solamente gli ex-militari francesi coinvolti nei test e continua ad ignorare i Tuareg e le popolazioni Maohi.Particolarmente difficile si prospetta un’indagine sui 46 test nucleari condotti dalla Cina nel Turkestan orientale/Xinjiang. Il sito per i test nucleari di Lo Nor è grande circa 100.000 km². Secondo medici uiguri nella zona si registra un numero particolarmente alto di malformazioni nei neonati ma non è possibile condurre una vera indagine poiché non è ammesso parlare delle possibili conseguenze dei test sulla popolazione. Con la Giornata Internazionale contro i test nucleari, le Nazioni Unite vogliono ricordare le drammatiche conseguenze dei quasi 2.000 test nucleari condotti da 70 anni nel mondo. (popoli indigeni)

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FNATC – 2005_2015 “da dieci anni uniti contro il trauma”

Posted by fidest su sabato, 8 agosto 2015

mara venierRoma Venerdì 23 Ottobre 2015 – Ore 10:00 Auditorium Ministero Della Salute Lungotevere Ripa, 1. Sarà l’attrice e conduttrice televisiva Mara Venier la testimonial eccezionale dell’evento celebrativo del decimo anniversario della Federazione Nazionale Associazioni Trauma Cranico, organismo onlus che riunisce l’Italia solidale del volontariato, con ventidue associazioni presenti in tredici regioni e ventuno province.
Mara Venier, che si è mostrata immediatamente entusiasta e partecipe, ha dichiarato: “Mi sento molto vicina alle delicate problematiche che le famiglie di persone colpite da queste gravi cerebrolesioni acquisite si trovano quotidianamente ad affrontare. Desidero, quindi, portare il mio personale contributo alla causa della FNATC per l’alta valenza sociale del progetto, e il 23 ottobre sarò particolarmente onorata di presentare l’evento, dialogando con i ragazzi che sono usciti dal coma e che stanno faticosamente lottando per ritornare alla normalità, grazie anche al prezioso sostegno delle famiglie e delle associazioni di volontariato.” La giornata vedrà infatti la partecipazione dei rappresentanti delle Associazioni di volontariato accreditate sul territorio nazionale, che svolgono attività di assistenza e percorsi di riabilitazione e reinserimento sociale, scolastico e lavorativo di soggetti affetti da disabilità cognitivo-motoria da Grave Cerebrolesione Acquisita (GCA) . Al meeting romano, saranno presenti importanti testimonial, provenienti dal campo medico-scientifico, da quello politico-istituzionale e dal mondo dell’arte e dello spettacolo. Ognuno di loro terrà idealmente a battesimo le varie iniziative promosse, come l’assegnazione di un premio di € 1.500 ad una tesi di Laurea in Medicina e Chirurgia, con focus sul reinserimento sociale e familiare dei traumatizzati cranici. Il bando, con i requisiti per presentare domanda, è disponibile sul sito della Federazionewww.associazionitraumi.it
Le domande di partecipazione, dovranno pervenire entro il 1° settembre 2015. Nel corso dell’evento celebrativo, vengono altresì consegnati gli attestati di benemerenza relativi al “Premio Solidarietà FNATC”. Il riconoscimento va a persone, istituzioni e aziende che, attraverso atti di altruismo, di spontaneo aiuto e di assistenza e tutela di diritti – spesso negati – abbiano sostenuto persone con disabilità gravi e le loro famiglie, chepossano essersi trovate in situazioni di emarginazione e svantaggio sociale.

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Giornata internazionale dell’Infermiere

Posted by fidest su mercoledì, 13 maggio 2015

Francobollo infermieri 001In questi ultimi giorni stiamo leggendo molti proclami da parte di esponenti del Governo Renzi circa la necessità di aprire la strada a una maggiore professionalizzazione e alle nuove competenze degli infermieri. Belle parole, che purtroppo non sembrano corrispondere a verità. Qualcuno ci spieghi come mai in alcune Regioni Italiane sono stati emanati provvedimenti che di fatto demansionano, noi aggiungiamo, umiliano, la figura dell’infermiere. Lo dichiara in una nota il Segretario Generale UIL FPL Giovanni Torluccio. A questo – prosegue Torluccio- ovviamente dobbiamo aggiungere le condizioni di lavoro precarie, il blocco del turn over e una esternalizzazione dei servizi che di fatto si ripercuote negativamente anche sulla cittadinanza.Facendo un giro in moltissimi Pronto Soccorso italiani, notiamo pazienti posizionati nelle barelle lungo i corridoi degli ospedali, con attese interminabili, con gli infermieri costretti ad assistere i pazienti che dovrebbero essere dirottati nei reparti degli ospedali, perché non ci sono posti letto. Situazione ormai al collasso come dimostrano le numerose aggressioni contro infermieri e personale sanitario da parte di pazienti e parenti esasperati da lunghe attese. I tagli previsti nel 2015 nella sanità gridano vendetta, perché ancora una volta non si combattono i veri sprechi, a partire dall’eliminazione delle oltre 30 mila stazioni appaltanti, carrozzoni voluti e tenuti in piedi dalla politica, dal taglio dei vitalizi e dalla riduzione degli enormi costi della politica che rappresentano il vero problema di questo paese.La Uil Fpl – conclude Torluccio – continuerà la lotta volta a ridare dignità ad una figura professionale di importanza essenziale per il nostro sistema sanitario nazionale.

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“Giornata della carità”

Posted by fidest su giovedì, 19 marzo 2015

caritasDomenica 22 marzo la Diocesi di Roma promuove la giornata di animazione e preghiera per la carità, in tutte le chiese la colletta a favore delle famiglie cristiane che vivono in Iraq. Seguiranno iniziative per tutta la prossima settimana. Per sensibilizzare alla giornata, la Caritas di Roma ha presentato il rapporto CARITAS IN CIFRE 2014 con un’analisi socio-statistica delle principali attività svolte e delle emergenze a cui la città è chiamata a rispondere con urgenza. «Siamo loro vicini e preghiamo insistentemente perché al più presto si ponga fine all’intollerabile brutalità di cui sono vittime i cristiani in Iraq e in Siria, dove non cessano violenze e sequestri di persona. Vogliamo assicurare a quanti sono coinvolti in queste situazioni che non li dimentichiamo». È l’appello lanciato lo scorso 1° marzo durante l’Angelus da Papa Francesco chiedendo «a tutti, secondo le loro possibilità, di adoperarsi per alleviare le sofferenze di quanti sono nella prova, spesso solo a causa della fede che professano». Per rispondere all’invito del proprio vescovo, la diocesi di Roma dedicherà la colletta di domenica 22 marzo, Giornata della Carità, al sostegno delle famiglie cristiane che vivono in Iraq, nelle proprie case o sfollate nei campi di accoglienza della Caritas e di altre organizzazioni umanitarie. Per seimila di loro la Chiesa di Roma assicurerà una Pasqua di solidarietà, raggiungendole con il dono di una colomba e con gli aiuti che si raccoglieranno nelle parrocchie attraverso la Caritas diocesana. «La carità, soprattutto nel tempo di Quaresima, deve essere al centro della nostra fede», spiega il direttore, monsignor Enrico Feroci. «Come san Paolo invitava la comunità di Corinto a una colletta per i poveri di Gerusalemme – prosegue -, anche la Chiesa di Roma è vicina ai fratelli iracheni e del Medio Oriente, cristiani che ci hanno trasmesso la fede in passato e che con i loro martiri continuano a testimoniarcela ancora oggi. Non possiamo lasciarli soli».La colletta di domenica aprirà una settimana di iniziative che l’ufficio diocesano promuove come tradizione alla fine della Quaresima. Una «Settimana della carità» che quest’anno coincide con le celebrazioni per il 35° anniversario del martirio del vescovo salvadoregno Oscar Romero. Con il tema «La carità più grande è dare la propria vita» saranno due le celebrazioni promosse dal Comitato romano, presieduto dalla Caritas, a ricordo del martire della giustizia e della fede che verrà beatificato il 23 maggio. Domenica 22 marzo, alle ore 9.30, una solenne concelebrazione dell’Eucaristia a Santa Maria in Traspontina (via della Conciliazione 14) presieduta dall’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia. Al termine della Messa, animata dalle comunità latinoamericane presenti nella Capitale, i partecipanti si recheranno in marcia verso piazza San Pietro per assistere all’Angelus. Martedì 24, alle ore 19, monsignor Romero sarà ricordato in una veglia ecumenica presso la basilica dei Santi Apostoli (piazza Santi Apostoli 51) a cui parteciperà anche il vescovo Matteo Zuppi, ausiliare per il settore Centro. «Una preghiera commenta monsignor Feroci – in cui ricorderemo anche i tanti martiri dei nostri giorni e quanti, come i cristiani di Iraq e Siria, sono perseguitati e in pericolo per la loro testimonianza di fede».
Le iniziative liturgiche prevedono anche due riti della Via Crucis: venerdì 27 marzo, alle 16 avrà luogo quella con i detenuti dei quattro istituti penitenziari di Rebibbia, animata dal gruppo Volontari in Carcere della Caritas e presieduta da monsignor Feroci. Alle 19 si terrà una seconda Via Crucis nel parco di Villa Glori ai Parioli, organizzata dai residenti delle case famiglia per malati di Aids con le parrocchie della VI prefettura e presieduta dal vescovo Guerino Di Tora, ausiliare per il settore Nord. (foto logo: caritas)

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Prima Giornata Mondiale Anomalie Congenite

Posted by fidest su giovedì, 5 marzo 2015

malattie-genetiche-feto-5“Per la prima volta si celebra la Giornata Mondiale Anomalie Congenite; tali anomalie rientrano tra le malattie rare e sollecitano la nostra attenzione, perché pur essendo rari, i malati sono tanti e non possono essere ignorati. Ogni anno, quasi 8 milioni di bambini in tutto il mondo nascono con anomalie congenite. In molti paesi sono una delle principali cause di morte nei neonati e nei bambini piccoli. I bambini che sopravvivono e vivono con queste anomalie sono ad aumentato rischio di disabilità a lungo termine.” Lo afferma l’on. Binetti, presidente dell’Intergruppo Parlamentare Malattie Rare. Continua l’esponente centrista: “Questa giornata è un’occasione importante per aumentare la sensibilizzazione. L’obiettivo è creare una campagna per ampliare la prevenzione, favorire la diagnosi precoce e individuare processi di cura sempre più efficaci, mettendo in primo piano la ricerca a livello mondiale”. Conclude il deputato Udc: “Con lo screening neonatale è possibile individuare da subito molte di queste anomalie, e il parlamento è fortemente impegnato a promuovere interventi legislativi che vadano in tutte e tre queste direzioni: ricerca, diagnosi e cura.”

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