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Posts Tagged ‘giorno memoria’

Giorno della Memoria: al Palladium il 28 gennaio maratona dedicata a Primo Levi

Posted by fidest press agency su sabato, 26 gennaio 2019

Roma lunedì 28 gennaio con “Dall’alba al tramonto” Dalle 9:00 alle 17.00 Al Teatro Palladium piazza Bartolomeo Romano, 8 si alterneranno sul palco studenti, docenti, cittadini, esponenti della cultura e della società civile. Tra i partecipanti, oltre al Magnifico Rettore dell’Università degli Studi Roma Tre, prof. Luca Pietromarchi; lo scrittore Premio Strega Edoardo Albinati; il presidente emerito della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick; Ilaria Cucchi; Aldo Zargani, testimone superstite dell’olocausto; l’attore Fausto Sciarappa; il Direttore Generale di Banca Etica Alessandro Messina e il musicista Garfo.
L’evento è gratuito e aperto al pubblico che, in qualsiasi momento della giornata, potrà recarsi al Teatro Palladium per ascoltare la lettura o partecipare in prima persona, inserendo il proprio nome nella scaletta dei contributi.”La memoria è un bene prezioso da condividere, costruire e rinnovare insieme in ogni occasione. Per questo abbiamo deciso di organizzare una lettura continuata e integrale di Se questo è un uomo. L’esperienza che racconta Primo Levi in quest’opera, la sua esperienza, è una storia di tutti e di tutte le generazioni: dagli studenti ai professori, dai più giovani ai più anziani. Chiunque quel giorno voglia leggere una pagina dell’opera di Primo Levi lo potrà fare, dall’alba al tramonto, perché quella tragica storia non sia dimenticata” ha dichiarato Patrizio Gonnella, presidente della Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili.“Chiedersi perché è successo, porre le basi perché non accada più. Con la lettura integrale e continuativa di Se questo è un uomo di Primo Levi, l’Università Roma Tre intende dare il suo contributo per non dimenticare il passato, per non essere condannati a ripeterlo, sensibilizzando i più giovani. Una riflessione collettiva sul valore di quella testimonianza per contribuire a formare, insieme alle scuole, un sapere critico nelle nuove generazioni, dai bambini delle scuole elementari sino ai ragazzi dell’Università, uniti, insieme ai loro docenti, in un’insolita maratona di lettura” ha commentato il professore Marco Ruotolo, Prorettore con delega per i rapporti con scuole, società e istituzioni dell’Università Roma Tre.“L’iniziativa Dall’alba al tramonto è stata realizzata per la prima volta dal Centro culturale Primo Levi a Genova nel 2012 proprio con la lettura del libro di Primo Levi Se questo è un uomo in occasione del Giorno della Memoria. L’idea è molto semplice, ma efficace. La lettura a voce alta in pubblico in un ambiente che aiuta la concentrazione aiuta a sentire il testo coinvolgendo il lettore e gli ascoltatori in una relazione. Gli ascoltatori che diventano via via lettori partecipano ad un’azione collettiva che assume forma liturgica. Un modo per ricordare non solo con la mente, ma anche con il cuore. Dall’Alba al tramonto si è tenuta oltre che a Genova a Pistoia per iniziativa del Comune. Siamo molto lieti, quest’anno, dell’invito che ci ha rivolto CILD e l’Università degli studi Roma Tre per una sua realizzazione nella città in cui è presente la più grande e antica Comunità ebraica italiana. Siamo certi che sarà un’occasione importante e significativa anche per una prevista e grande partecipazione giovanile” ha dichiarato Piero Dello Strologo, presidente del Centro culturale Primo Levi di Genova.

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Parma: Giorno della memoria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 gennaio 2019

Parma 24 gennaio alle 16, al Palazzo del Governatore, la storica ospite dei “Seminari di Europa” coordinati dall’Università di Parma, Renata Segre terrà una lectio magistralis sul tema all’interno dei Seminari di Europa, ciclo d’incontri organizzati dall’Università con il Comune di Parma e numerosi partner istituzionali.
Interverranno Paolo Andrei, Rettore dell’Università di Parma, Michele Guerra, Assessore alla Cultura del Comune di Parma, Riccardo Joshua Moretti, Presidente della Comunità Ebraica di Parma e Soragna, Rita Messori, Delegata alla Ricerca nazionale e Terza Missione del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – DUSIC dell’Università di Parma, Elena Bonora, Docente di Storia moderna e Coordinatrice dell’Unità di Storia del DUSIC, Davide Astori, Docente di Sanscrito e di Linguistica generale al DUSIC.
Formatasi alle Università di Pavia e di Ginevra, Renata Segre ha svolto attività di ricerca nelle Università di Milano e di Tel Aviv, dove ha diretto per venticinque anni l’équipe del Diaspora Research Institute, incaricata della selezione e riproduzione dei documenti sulla storia degli ebrei in Italia. Ha tenuto lezioni in Europa e negli Stati Uniti, alle Università di Princeton e Brandeis. Tra le sue numerose pubblicazioni e collaborazioni a riviste scientifiche, si segnala in particolare la curatela dei tre volumi The Jews in Piedmont (Tel Aviv, The Israel academy of sciences and humanities, 1986-1990). Le sue competenze storico-archivistiche, filologiche e culturali sul fronte della ricerca si sono sempre accompagnate a un intenso impegno civile. L’incontro fa parte del primo ciclo dei Seminari di Europa (www.seminari-di-europa.unipr.it), di cui è responsabile organizzativo Alessandro Pagliara, docente di Storia Romana al DUSIC dell’Università di Parma: una serie di appuntamenti per riflettere sui temi dell’incontro tra culture e sul patrimonio culturale europeo come bene comune, sugli ideali, i principi e i valori che ne sono alla base, in un momento estremamente complesso della storia d’Europa.L’iniziativa è organizzata dall’Università di Parma (DUSIC – Unità di Storia e di Lingue, e Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale – CUCI) con il Comune di Parma (Assessorato alla Cultura), ed è frutto della collaborazione con la Giunta Centrale per gli Studi Storici di Roma, l’Ufficio Scolastico provinciale di Parma e Piacenza, la Fondazione Collegio Europeo, la Scuola per l’Europa, il Liceo scientifico “Marconi” e il Polo Scolastico Agro-Industriale di Parma.Questo primo ciclo, intitolato “Costruire ponti e abbattere muri”: migrazioni, accoglienza e spirito europeo, è stato compreso tra le iniziative patrocinate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali in occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale.
I Seminari di Europa sono destinati non solo alla comunità accademica ma aperti alla cittadinanza, e in modo particolare agli alunni e ai docenti delle scuole del territorio. La partecipazione è valida per gli insegnanti (previa iscrizione sulla piattaforma ministeriale S.O.F.I.A.) a titolo di aggiornamento professionale.

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Madrid: Giornata della memoria

Posted by fidest press agency su domenica, 21 gennaio 2018

giorno memoriaMadrid. 25 gennaio 2018, h. 20:00 Istituto Italiano di Cultura di Madrid Calle Mayor, 86 in collaborazione con il Centro Sefarad-Israel, desidera celebrare la Giornata della Memoria, commemorativa del settantatreesimo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau ad opera delle truppe sovietiche, il 27 gennaio 1945.
Per l’occasione si terrà presso l’Istituto Italiano di Cultura un incontro con le scrittrici Helena Janeczeck e Laura Bosio che esploreranno, attraverso il tema della Memoria e Scrittura, i fili che legano la Memoria della Guerra Civile Spagnola alla Resistenza europea e alla sorte di chi per “razza” o appartenenza politica fu cancellato dallo sterminio nazista: a partire da La ragazza con la Leica (Guanda 2017), l’ultimo romanzo di Helena Janeczek, figlia di ebrei polacchi giorno memoria1sopravvissuti alla Shoah.Nel romanzo di Helena Janeczek, attraverso personaggi in gran parte storici, prima fra tutti la protagonista Gerda Taro, si entra profondamente in quella vita quotidiana, fatta di slanci ideali e vitali e di aspettative deluse, di imprese eroiche e di esitazioni, di spinte rivoluzionarie e di contraddizioni anche aspre: in un dialogo ideale con gli interrogativi di Simone Weil.Per ribadire quanto, mai come oggi, la memoria continui a essere territorio di indagine viva, e in alcuni casi di lotta. Al di là delle pur interessanti riflessioni su romanzo storico e non fiction, secondo Laura Bosio, un punto centrale rimane non tanto la rappresentazione dei fatti e delle vicende, quanto la visione che se ne ha. In che modo, scrivendo e tutti insieme vivendo, siamo ancora in grado di essere visionari. E il libro di Helena Janeczek, e lei stessa, certamente lo sono. Ingresso libero fino a esaurimento posti. (foto: giorno memoria)

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Messaggio del Presidente Jean-Claude Juncker in occasione del Giorno della memoria 2017

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2017

juncker.jpgBruxelles 27/1/2017. Quest’anno cade il settantacinquesimo anniversario della conferenza di Wannsee, dove con fredda, burocratica precisione gli alti dirigenti del Nazismo hanno programmato lo sterminio degli Ebrei in Europa. Più gli anni passano, allontanandoci da questi eventi, più si rafforza in noi il dovere di fermarci per ricordare, e riflettere. “La memoria è diventata un sacro dovere di tutte le persone di buona volontà”: è la lezione che ci ha lasciato il premio Nobel Elie Wiesel, che l’anno scorso si è spento al termine di una vita dedicata a dar voce ai sopravvissuti delle atrocità della Shoah.
Il nostro dovere si fa ancor più impellente perché ogni anno i sopravvissuti e testimoni diretti dell’Olocausto diventano sempre meno, lasciando alle generazioni più giovani la responsabilità di portare un messaggio che non può perder forza. Non smetteremo di dire “Ricordiamo”!È la prima volta che commemoriamo l’Olocausto senza l’ex presidente tedesco Roman Herzog, recentemente scomparso. È stato lui, nel 1996, a iscrivere nel diritto tedesco il 27 gennaio quale Giorno della memoria delle vittime del nazismo; il suo gesto ha messo in moto un processo che nel 2005 ha portato le Nazioni Unite a dichiarare il 27 gennaio Giorno internazionale della memoria dell’Olocausto, per commemorare il sessantesimo anniversario della liberazione del campo di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau il 27 gennaio 1945. L’Unione europea è un progetto radicato nella storia del continente europeo e condivide totalmente il dovere della memoria. In questi tempi controversi, la memoria non è solo il ricordo del passato, è anche la bussola per il futuro, per non ripetere gli stessi errori, cadendo nelle stesse trappole come abbiamo fatto in passato, consentendo il dilagare della discriminazione e dell’odio. Eli Wiesel ha visto il pericolo che l’odio incalzante seminava; ha riconosciuto la minaccia di quella nuova marea, ha levato per primo la voce contro l’antisemitismo che in nuove, orride forme si risollevava in Europa – ben prima di molti altri dopo di lui.
La storia ci mette in guardia: basta un battere di ciglia perché l’odio si trasformi in sobillazione e violenza. Per questa ragione l’Unione europea ha fatto della lotta all’odio e alla violenza verbale una priorità, ovunque. Nel maggio del 2016 la Commissione europea ha concordato con le più importanti aziende informatiche e piattaforme dei media sociali di monitorare e rimuovere entro 24 ore le forme illegali di incitamento all’odio che le sono segnalate. Questa iniziativa integra la legislazione già in vigore che la Commissione europea fa rispettare e che criminalizza azioni e discorsi che pubblicamente condonano, negano o banalizzano offensivamente l’Olocausto.
Vista la velocità con la quale oggi si diffondono le cosiddette “notizie false”, non possiamo assolutamente abbassare la guardia di fronte al negazionismo nei confronti dell’Olocausto, in qualsiasi forma si presenti: sia che si tratti del negazionismo “estremo”, che pretende che l’Olocausto non sia mai avvenuto – e che la legge considera reato – sia che si tratti di negazionismo “leggero”, che si esprime sminuendo l’ampiezza e la profondità del male incarnato dalla Shoah, oppure attraverso la messa in questione del significato dell’Olocausto per il mondo odierno o il tentativo di minimizzarlo citando altre situazioni storiche.
Di fronte al risorgere dell’antisemitismo e di altri tipi di odio, di fronte all’aumento di tragici eventi fomentati dalla violenza, la Commissione europea intende prevenire e combattere l’antisemitismo in tutte le sue forme e assicurare che gli Ebrei possano vivere come desiderano in Europa. L’Europa continuerà a essere il luogo della pace e della tolleranza, dove si costruiscono ponti e si resiste alla discriminazione e all’intolleranza.

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Nel Giorno della Memoria, l’invito degli psicologi a diffidare dal conformismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2017

Il 27 gennaio, Giorno della Memoria, si ricorda non solo il genocidio degli ebrei, ma anche tutte le altre vittime dell’atrocità nazista: 15 milioni di persone condannate a morte perché ebree, omosessuali, disabili, zingare, portatori di handicap. “Quelli che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo”. Questa frase si trova incisa in trenta lingue su un monumento nel campo di concentramento di Dachau.Padre Theodor Schwake OSB, deportato a Dachau_ ivi compose la Dachau Messe
Soprattutto oggi, la giornata della memoria non vuol dire solo commemorare il passato, ma anche pensare al presente e al futuro. In questo momento storico, in cui si alzano muri e si tira il filo spinato sui confini, in cui crescono i movimenti razzisti, sorti anche sotto la pressione dell’attuale fenomeno migratorio, ripensare il passato e le premesse storiche, sociali e psicologiche che li hanno resi possibili è indispensabile per evitare il ripetersi di una catastrofe umana come la Shoah e impedire di giustificare gli atteggiamenti odierni di rifiuto dell’accoglienza di persone in fuga, richiedenti asilo.
Anche chi appare psicologicamente equilibrato può disumanizzarsi al punto da diventare persecutore? È possibile – si è domandata Hannah Arendt, filosofa e giornalista tedesca ebrea – che individui apparentemente normali possano rivelarsi criminali senza alcun senso di colpa? Sembrerebbe di sì, dagli studi di psicologia sociale di Stanley Milgram e Philip Zimbardo: l’obbedienza cieca può trasformare una persona normale in carnefice. È un rischio insito nella tendenza umana a conformarsi alle richieste dell’autorità. Il male può essere anche “banale”, nel senso che in particolari circostanze anche persone del tutto normali possono finire per collaborare alle peggiori atrocità non percependone la responsabilità.
Recentemente, gli psicologi Alexander Haslam e Stephen D. Reicher hanno effettuato un riesame di quegli studi, scoprendo qualcosa in più: chi compie atti feroci e spietati, in sottomissione e in conformità a una autorità, non si uniforma in modo passivo. Questi esecutori, infatti, tendono ad adattarsi agli ordini in modo attivo e partecipato, mettendo in atto un processo di identificazione con chi esercita il potere che spaccia azioni atroci e disumane per atti virtuosi, arrivando a credere che quello che stanno facendo è giusto.
Chi ordina o compie delle atrocità ha svolto un lungo lavoro di elaborazione mentale, più o meno consapevole. L’operazione mentale che ha compiuto gli ha permesso di “negare” la persona perseguitata, eliminandone l’identità. L’altro, attraverso un processo psicologico di reificazione, viene spogliato dell’umanità e reso un oggetto, un simbolo da distruggere, un numero da cancellare da una lista.
Per non cadere nella trappola della banalità del male – diceva Hannah Arendt – si ha il dovere di pensare. E di pensare in modo critico e produttivo: arricchendolo con nuove domande e lasciando spazio al dubbio. Dare valore alla memoria, intesa come strumento per dare risposta ai bisogni umanitari del presente, vuol dire assumersi la responsabilità della cultura, anche psicologica, da trasmettere alle nuove generazioni, ispirata alla pace e alla convivenza civile. Vuol dire favorire l’esercizio del pensiero creativo, divergente, aperto alla cooperazione e alla solidarietà come possibile ostacolo a un conformismo totalitario. Il Giorno della Memoria, dunque, racchiude l’invito e la necessità ad avvicinarci allo stato d’animo dell’altro e al suo vissuto, a educarci psicologicamente all’ascolto, alla consapevolezza e alla comprensione del dolore e dei bisogni altrui, nel rispetto dei diritti fondamentali, della dignità e del valore di tutte le persone. (fonte: Ufficio Stampa Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna a cura di Rizoma Studio Giornalistico Associato)

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Auschwitz-Birkenau: Giornata della memoria

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 gennaio 2017

Sant’Egidio: No all’indifferenza per non essere complici di intolleranza e nuovi razzismi Valorizzare solidarietà e inclusione sociale per creare una nuova cultura. A 72 anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-auschwitz-ii-birkenau-4, il ricordo dell’orrore e dell’abisso causato dall’antisemitismo e dalla predicazione dell’odio razziale è particolarmente importante in questo passaggio storico per l’Europa e il mondo intero. La Giornata della Memoria – che si celebrerà domani – è un evento ancora più sentito proprio nel momento in cui va scomparendo la generazione dei sopravvissuti e dei testimoni della Shoah. Ma non può limitarsi ad un esercizio passivo. Troppa indifferenza di fronte ai nuovi atti di intolleranza e di razzismo, che vediamo riprodursi anche nel continente che conobbe il sorgere del nazismo, rischia di creare una pericolosa complicità. Si devono invece valorizzare gli atti di solidarietà, integrazione e inclusione sociale a favore dei più deboli e discriminati, che vedono protagonisti già tanti cittadini in Italia. Occorre moltiplicarli per creare una nuova cultura e trasmetterla alle giovani generazioni. E’ il modo migliore per celebrare la Giornata della Memoria e impegnarci per costruire una civiltà del convivere in cui ci sia spazio per tutti.

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“Memoria genera Futuro”

Posted by fidest press agency su sabato, 21 gennaio 2017

auschwitz-ii-birkenau-4campidoglioRoma dal 23 gennaio al 1 febbraio 2017 “Memoria genera Futuro”, 10 giorni e oltre 100 iniziative per il Giorno della Memoria. Dieci giorni consecutivi e oltre 100 appuntamenti per ricordare e confrontarsi sullo sterminio nei campi di concentramento nazisti: dalle scuole ai teatri, dai cinema alle biblioteche, dagli spazi culturali ai Municipi fino ai luoghi simbolo della memoria della città. È Memoria genera Futuro. Roma Capitale da quest’anno avvia in occasione del Giorno della Memoria un percorso che vede, per la prima volta in un unico
programma rappresentato da un segno grafico identificativo, dieci giorni di iniziative diffuse su tutto il territorio sul tema della Memoria. Per l’amministrazione è importante tramandare la memoria collettiva affinché contribuisca a stimolare le nuove generazioni per far sì che diventino “testimoni dei testimoni”. È da questo approccio che nasce Memoria genera Futuro, il progetto di coordinamento nato dalla collaborazione tra l’Assessorato alla Crescita culturale, l’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità solidale e i rispettivi Dipartimenti, la Comunità Ebraica di Roma, la Fondazione Museo della Shoah, l’UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, i TIC – Teatri di cintura, l’Azienda Speciale Palaexpo, la Fondazione Musica per Roma, la Fondazione Teatro dell’Opera, l’Associazione Teatro di Roma, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Fondazione Cinema per Roma, la Fondazione Romaeuropa, la Fondazione MAXXI, la Casa del Cinema, l’Istituzione Biblioteche di Roma, l’ANEC Lazio – Associazione Esercenti Cinema del Lazio, con la collaborazione di Zètema Progetto Cultura che ha ideato il segno grafico che accompagna il programma.
Il Giorno della Memoria diventa così sempre più una riflessione continua e ancora più radicata e sentita dall’intera comunità cittadina attraverso un’offerta ampia e capillare di iniziative. Diversi quindi i modi per vivere, ascoltare e conoscere la storia e il valore della memoria attraverso una proposta culturale articolata e diversificata. Mostre, presentazioni di libri, proiezioni, musica, incontri, convegni e spettacoli teatrali. Una particolare attenzione è dedicata al pubblico dei ragazzi delle scuole e agli anziani con le proiezioni nei cinema di Roma a biglietto ridotto. Fondamentale è anche il contributo dei Municipi che il 26 e il 27 gennaio, Giorno della Memoria, convocheranno Consigli straordinari per promuovere dibattiti sul tema della memoria storica e realizzeranno inoltre l’iniziativa “Walkabout” che permetterà di ripercorrere i luoghi simbolo presenti sul territorio con racconti e testimonianze.
Sempre il 27 gennaio si svolgerà l’appuntamento istituzionale presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio dove la sindaca Raggi, il vicesindaco Bergamo e l’assessora Baldassarre, la Comunità Ebraica di Roma, la Fondazione Museo della shoah-i, i testimoni Sami Modiano e Piero Terracina e 250 studenti daranno vita ad un incontro nel corso del quale sono previste le testimonianze di ragazzi che hanno visitato il campo di Auschwitz/Birkenau e la premiazione di alcune scuole che hanno partecipato al concorso nazionale ‘Diario di Anna Frank: riflessioni e suggestioni’, promosso dalla Onlus ‘La Memoria nel cuore’.
Un percorso della memoria che proseguirà nei prossimi mesi con il progetto “Testimoni dei testimoni”. Ricordare, trasmettere il ricordo di quanto accaduto e non dimenticare le atrocità dello sterminio, diventando essi stessi testimoni:questo è l’impegno che i ragazzi coinvolti nell’ultimo Viaggio della Memoria hanno preso e che diverrà una mostra per raccontare il loro viaggio, attraverso i loro occhi e quelli dei sopravvissuti, guidando i visitatori in un percorso esperienziale sulla condizione dei prigionieri.

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27 gennaio: Giorno della memoria

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2016

Giorgio PressburgerIl 27 gennaio prossimo ricorre il giorno della MEMORIA del 2016 e l’Italia attraverso gli Istituti Italiani di Cultura e le Ambasciate lancia un evento globale che coinvolge le principali città mondiali. L’iniziativa, partita da Trieste, vedrà protagoniste nella stessa giornata del 21 gennaio Atene, Barcellona, Chicago, Colonia, East London, Istanbul, La Valletta, Lubiana, Madrid, Praga, San Francisco, Sydney, Sofia, Strasburgo, Tel Aviv, Tokyo, Vilnius, e diverse città italiane con le proiezioni pubbliche gratuite del film “L’orologio di Monaco”. L’evento unirà persone di paesi e culture molto diverse, sparse nei cinque continenti, attraverso il racconto di un uomo che si fa racconto dell’uomo, un testimone delicato e prezioso del Novecento, alla ricerca delle proprie radici familiari e culturali, per capire, oggi, nel presente, lui stesso chi è. Un affascinante viaggio nel mondo e nel tempo, un messaggio per le nuove generazioni.
Il film, prodotto dalla VOX Produzioni in associazione con l’Istituto Luce-Cinecittà è tratto da una raccolta di racconti di Giorgio Pressburger che nella pellicola è anche il protagonista e la voce narrante. Presentata nella selezione ufficiale del Festival Internazionale del Film di Roma e successivamente al Mittel Cinema Fest, l’opera seconda di Mauro Caputo, riconferma la collaborazione con il regista/romanziere Giorgio Pressburger ai cui racconti il film si ispira, portando sullo schermo una famiglia mittel-europea in cui confluiscono i nomi dei più grandi protagonisti della storia degli ultimi due secoli: Marx, Heine, Mendelssohn, Husserl, Emeric Pressburger, etc. Scrittore, regista, intellettuale che come pochi sa raccontare quel territorio fisico e immateriale che è stata (ed è) la Mitteleuropa, Pressburger rivive con intensa emozione, attraverso una ricerca che si intreccia tra presente e passato, i ricordi e le vicende umane che l’hanno portato a scoprire “cosa vuol dire veramente appartenere alla comunità umana dei vivi e dei morti”.
Nel film le immagini suggestive di alcuni luoghi della città di Trieste, ma anche riprese della vicina Slovenia o di Londra, insieme ai filmati di repertorio dell’Archivio Luce e al materiale video originale del regista Emeric Pressburger, gentilmente concesso per questo film dal regista scozzese premio Oscar, Kevin Macdonald, suo nipote. E su tutto, la voce e la fisicità di un uomo (Giorgio Pressburger), protagonista di questo viaggio, la cui vicenda personale e familiare riesce magicamente a intrecciarsi con la memoria del nostro ‘900, evocandone storie, violenza, arte, passioni. Luoghi, colori, parole, memorie, che compongono un affascinantissimo viaggio non solo di una vita, ma di una cultura. (foto: Giorgio Pressburger)

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Giorno della Memoria 2010

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2010

Roma Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi  26 – 27 gennaio 2010 via Michelangelo Caetani, 32 Teatr’Arteria vicolo Scavolino, 64/A – l’Edificio Scenico 31 gennaio 2010Auditorium Sala Casella – via Flaminia 118 da un’idea di Vittorio Pavoncello. Memoria e Storia lungi dall’essere dei sinonimi, come osserva lo storico Pierre Nora, vivono forti opposizioni: la memoria è la vita, un legame realizzato nell’eterno presente da gruppi di donne e uomini. Memoria è racconto di un vissuto in permanente evoluzione e può essere utilizzato in molti modi e a volte manipolato. La Storia di contro è ricostruzione sempre problematica e incompleta di ciò che non c’è più e in quanto operazione intellettuale e laicizzante, richiede analisi e discorso critico. “La Shoah e l’Yishuv” propone di cercare e ricercare quelli che sono stati i rapporti fra l’Europa degli Stati, ma anche quella delle comunità ebraiche, con l’allora nascente Stato d’Israele, chiamato prima della sua proclamazione ufficiale nel 1948, Yishuv. E’ passando di continuo dall’una all’altra, Memoria e Storia, che si snoda il programma ideato e curato dal regista e autore Vittorio Pavoncello, e da Anna Foa, storica della Shoah, membri dell’associazione Ecad (Ebraismo Culture Arti Drammatiche). Si comincia martedì 26 gennaio presso l’Istituto Centrale per i beni sonori e audiovisvi con una tavola rotonda, coordinata da Anna Foa. La serata del 26 gennaio vedrà protagonista la musica, presso l’Auditorium Sala Casella, il concerto Wing – Le ali del cuore ebraico, il soprano Valeria Fubini e la pianista Sonia Mazar ci conducono in una regione musicale nuova e affascinante: quella di musicisti ebrei che nella prima metà del Novecento hanno composto musiche  sotto la scure dell’antisemitismo e delle persecuzioni naziste o si sono rifugiati in Terra d’Israele amalgamando la loro educazione musicale europea con il recupero delle più antiche tradizioni. Si prosegue mercoledì 27 gennaio con alcune letture sulle Anime del sionismo a cura di Anna Foa seguite dall’incontro con la scrittrice Nava Semel, famosa ed apprezzata autrice di libri per ragazzi in cui affronta senza falsi pudori temi difficili come quelli del confronto tra la necessità del ricordo della Shoah e la spinta verso un futuro che per prendere forma sembra dover per forza dimenticare. Alle 17 si passa dalla letteratura della Semel alla voce di Carla Tatò che Nella lingua dei sogni darà voce a poeti della Shoah e israeliani. Alle 18 in anteprima nazionale la proiezione del film Il cielo come destino un ritratto di Enzo Sereni di Vittorio Pavoncello. La figura di Enzo Sereni, per molti aspetti eroica, ma anche avvolta di mistero per quanto riguarda le modalità che ne fecero concludere la vita da Eretz Israel a Dachau è mostrata in modo insolito. Il programma si conclude domenica 31 gennaio presso lo spazio Teatr’Arteria con Europauschwitz, un pomeriggio di arte e suoni con installazioni di Jannis Kounellis, musiche klezmer e yiddish di Marco Valbrega, la mostra Vuoti di Memoria di Vittorio Pavoncello, le poesie di Paul Celan e Roberto Piperno, l’Intervista aziendale del 1968 di Primo Levi e Carlo Quartucci ed altri eventi curati da Donatella Orecchia.

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San Lazzaro: giorno della memoria

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2010

Comune di San Lazzaro di Savena dal 12 al 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria, a giornata istituita per ricordare le vittime delle persecuzioni nazifasciste.  Martedì 12 gennaio, nella Mediateca (via Caselle, 22), saranno proiettati, alle ore 19, “Il bambino con il pigiama a righe”, film di Mark Herman, e alle ore 21 “L’onda” di Dennis Gansel. La rassegna cinematografica proseguirà martedì 19 gennaio con la proiezione, alle ore 19, de “Il nemico del mio nemico”, documentario di Kevin Macdonald, e alle ore 21 di “The reader” di Stephen Daldry.  Martedì 26 gennaio, alle ore 21.15 nella Mediateca, Rossella Ropa intervisterà Estenio Mingozzi, testimone della deportazione dei militari italiani nei campi di concentramento tedeschi.  A seguire “Angeli nella cenere”, recital per violino e voce di e con Paolo Buconi, che sarà accompagnato al clarinetto da Marco Ferrari e alla fisarmonica da David Sarnelli.  Dopo il recital Bambini nel vento dedicato alla tragedia dell’infanzia spazzata via dalla tragedia della Shoà,  Paolo Buconi mette in scena Angeli nella cenere, un nuovo recital musicale e letterario, che si avvale anche di immagini proiettate durante l’azione scenica. La scelta è di non mostrare mai l’orrore  nella sua crudezza, ma piuttosto di evocare il mondo che  la Shoà ha spazzato via per sempre.  La ricerca del violinista e cantante Paolo Buconi, a questo proposito, vuol dire innovare, ma anche tener conto di una grande tragedia storica, confrontarsi con il presente guardando al passato, cercando in esso le nostre radici.  Le iniziative per il Giorno della Memoria si concluderanno mercoledì 27 gennaio con tre appuntamenti.  Alle ore 10, nella Mediateca, sarà proiettato, solo per le scuole, “Il bambino con il pigiama a righe”, film di Mark Herman.  Alle ore 17.45 il Museo Memoriale della Libertà (Bologna – via Giuseppe Dozza, 24) sarà aperto per una visita guidata gratuita.  Infine, alle ore 21, all’ITC Teatro (via delle Rimembranze, 26) andrà in scena “Ricordi con guerra”, spettacolo di e con Stefano Cipiciani della Compagnia Fontemaggiore. http://www.mediatecadisanlazzaro.it.

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