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Posts Tagged ‘giovani’

Approvato il bilancio UE 2019: più fondi per giovani, innovazione e immigrazione

Posted by fidest press agency su sabato, 15 dicembre 2018

Gli stanziamenti di impegno per il 2019 ammontano a 165,8 miliardi di euro e quelli di pagamento a 148,2 miliardi di euro.Dopo che il 7 dicembre il Consiglio ha formalmente approvato l’accordo di conciliazione con il Parlamento sul bilancio 2019, il Parlamento ha approvato il bilancio mercoledì con 451 voti in favore, 142 voti contrari e 78 astensioni. Il testo è stato poi firmato dal Presidente Antonio Tajani.“Questo bilancio è al servizio degli europei, dei giovani, dell’innovazione, dell’occupazione, della sicurezza e della difesa. Abbiamo fornito risposte su due priorità principali. Per quanto riguarda la ricerca, siamo riusciti a stanziare altri 150 milioni di euro, quasi l’11% in più rispetto al 2018, per preparare il futuro dell’Europa. Su Erasmus, che ci sta tanto a cuore, siamo riusciti ad aggiungere 240 milioni di euro. Questo è l’ultimo bilancio della legislatura. Dei cinque bilanci che abbiamo negoziato con il Consiglio, credo sia quello che meglio risponde alle aspettative del Parlamento. Questa è una vittoria, mi auspico, per l’Europa”, ha dichiarato il presidente della commissione per i bilanci, Jean Arthuis (ALDE, FR). L’intervento di Arthuis in plenaria è disponibile qui.
“L’anno prossimo i cittadini europei, le nostre istituzioni e i nostri comuni, i nostri organismi di ricerca, i giovani, le imprese e le PMI, quelle che innovano, avranno a disposizione molte più risorse. Saremo in grado di proteggere meglio l’ambiente, combattere il cambiamento climatico o affrontare la migrazione. Il Parlamento può essere orgoglioso del bilancio che abbiamo ottenuto, perché mantiene le priorità che fissata a marzo e poi a luglio di quest’anno”, ha dichiarato il relatore principale (sezione Commissione) Daniele Viotti (S&D, IT). L’intervento di Viotti in plenaria è disponibile qui.”15 anni fa, il bilancio era ancora all’1,2% del reddito nazionale lordo dell’UE (RNL), ora siamo allo 0,9%. Mentre il 30-50% dell’RNL è speso a livello nazionale, l’UE è rimasta ben al di sotto dell’1%. Abbiamo realizzato risparmi nell’area dei fondi di pre-adesione per la Turchia, ma anche in altre aree, come i costi di costruzione. Ciò dimostra che – nei negoziati – il denaro dei contribuenti viene utilizzato con attenzione”, ha dichiarato Paul Rübig (PPE, AT), relatore per le altre sezioni. L’intervento di Paul Rübig è disponibile qui.Che cosa sono gli stanziamenti d’impegno e di pagamento? Alcune azioni devono essere gestite nell’arco di diversi anni (ad esempio il finanziamento di un progetto di ricerca della durata di 2-3 anni). Il bilancio dell’UE distingue quindi tra stanziamenti d’impegno (il costo di tutti gli obblighi giuridici contratti durante l’esercizio in corso, che potrebbero comportare costi negli anni successivi) e stanziamenti di pagamento (fondi effettivamente versati durante l’esercizio in corso, eventualmente per attuare anche gli impegni assunti negli anni precedenti).

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Giovani: malattia andrologica e possibile compromissione della salute riproduttiva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

Tra il 30 e il 40% dei giovanissimi maschi tra i 16 e i 18 anni convive con una malattia andrologica che potrebbe compromettere la salute riproduttiva. Disturbi che se riconosciuti e trattati sono reversibili. Per uno su 10 ad esempio un piccolo intervento chirurgico basta a scongiurare il rischio di veder svanire il desiderio di paternità: varicocele (la dilatazione delle vene del testicolo), fimosi (il restringimento del prepuzio), frenulo corto, idrocele (una raccolta di liquido nel testicolo) ecc. sono identificabili con un semplice esame obiettivo. Anche forma, posizione e volume dei testicoli possono essere spia di disturbi.
“C’è molto da fare nei giovanissimi” spiega il Professor Salvatore Sansalone, Ricercatore all’Università di Tor Vergata e neo Responsabile del Centro per la Prevenzione dell’infertilità Maschile della Clinica Sanatrix di Roma inaugurato oggi “orfani della visita di leva che era una formidabile ed efficace forma di screening della popolazione maschile. Inoltre la cultura della prevenzione non è appannaggio del sesso maschile, più preoccupato della sessualità che della fertilità. Eppure la fertilità maschile è in crisi: secondo alcuni studi dell’1,4% l’anno, ma non è tutto perché negli ultimi 40 anni (dal 1973 al 2011) il numero di spermatozoi medi presenti nel liquido seminale è diminuito del 52,4%. Dati che hanno portato l’OMS a dichiarare l’infertilità una malattia sociale: solo in Italia 1 coppia su 5 in età fertile ha difficoltà a concepire”.
I maschi in particolare sono poco consapevoli delle conseguenze delle malattie sessualmente trasmesse. Non sanno che l’infezione da Papilloma virus (HPV) è uno dei principali fattori di rischio di cancro genitale e secondo i dati del Ministero della Salute solo il 33% dei diciottenni usa regolarmente il profilattico. Il che rende forse conto dell’incidenza dei tumori genitali maschili più che raddoppiata dal 1975 al 2018 con una diagnosi tardiva in circa il 75% dei casi. “La prevenzione sembra quindi la grande assente della salute riproduttiva maschile” sottolinea Marco Fabio Pulsoni, Presidente della Casa di Cura Sanatrix: “il nuovo centro si propone di essere un riferimento di eccellenza nella Capitale grazie ad un servizio che integra specialisti ad un laboratorio analisi specialistico ultra moderno diretto dalla Dottoressa Ilaria Ortensi Dottore di Ricerca in Biotecnologie della Riproduzione Umana all’Università La Sapienza di Roma “l’approccio nei soggetti affetti da azoospermia, ossia la totale assenza di spermatozoi nel liquido sminale prevede una serie di indagini andrologiche (ormonali, genetiche, biologiche ed ecografiche) per individuare se la causa del problema sia funzionale o meccanica. Nel caso in cui la disfunzione sia dovuta ad una ostruzione si può tentare la ricostruzione delle vie seminali con un approccio microchirurgico, il che permette agli spermatozoi di ritrovare la strada verso l’esterno. Nel corso dell’intervento inoltre si prelevano spermatozoi da avviare alla crioconservazione nel caso sia necessario un successivo intervento di inseminazione artificiale. Ma la microchirurgia viene incontro ai pazienti anche nei casi non ostruttivi: con l’uso di un mezzo ottico di ingrandimento chiamato Micro-TESE il medico può prelevare i tubuli seminiferi e i preziosi gameti”.
L’esame obiettivo prende in considerazione altezza, peso e la presenza di obesità che si associa spesso sia ad un ridotto volume dei testicoli che ad una riduzione nella produzione di spermatozoi. Dell’epidemia di obesità si è occupato anche uno studio pubblicato quest’anno su Frontiers in Physiology ha riportato come il grave aumento di peso sia correlato ad un aumento dei livelli di proteine infiammatorie nel liquido seminale, peggiore qualità degli spermatozoi e ridotti livelli di testosterone in maniera direttamente proporzionale all’aumento del BMI.
La capacità di procreare è minacciata da moltissimi fattori: endocrini, genetici, patologie autoimmuni, infezioni, malattie sessualmente trasmesse, obesità a cui si aggiungono fattori ambientali come fumo, alcol, uso di droghe, esposizione a sostanze chimiche in ambiente lavorativo. Nella valutazione della fertilità maschile è fondamentale una anamnesi accurata che indaghi la storia familiare e riproduttiva, l’esistenza di patologie croniche o genetiche, di malattie o interventi chirurgici dell’apparato uro-genitale. Le domande devono comprendere anche stili di vita, abitudini sessuali e valutazione del tipo di occupazione e di rischi legati all’attività professionale.

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12.000 giovani alla scoperta dell’Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

Torna DiscoverEu, l’iniziativa dell’Unione Europea che “mette in palio” 12.000 biglietti per viaggiare in Europa, di cui 1.416 destinati all’Italia. Dalle ore 12.00 del 29 novembre, fino alle ore 12 dell’11 dicembre, i giovani diciottenni avranno la possibilità di scoprire l’Europa, partecipando all’iniziativa. Alla prima scadenza di giugno 2018 hanno partecipato 100.480 giovani e più di 15.000 partecipanti hanno vinto un biglietto, di cui 1.776 italiani. Un’occasione unica che consente ai giovani di arricchire il proprio bagaglio formativo e culturale, viaggiando alla scoperta del Vecchio Continente.
“Abbiamo appreso con entusiasmo del rinnovo di questa iniziativa da parte dell’Unione Europea. Viaggiare ed esplorare i più bei luoghi d’Europa consentirà ai giovani vincitori di arricchirsi, conoscere, scoprire, confrontarsi con nuove e diverse culture, al fine di avere nuovi stimoli ed opportunità nel loro percorso educativo, di crescita e di formazione. Un’opportunità fortemente inclusiva perché aperta a tutti, anche a giovani con bisogni speciali, ai quali verrà garantita la copertura delle spese legate all’assistenza” commenta il Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale per i Giovani Domenico De Maio. “Uno strumento che si inserisce efficacemente nel quadro delle altre iniziative promosse dall’Europa, quali i programmi Europei, Erasmus+ e Corpo Europeo di Solidarietà, da sempre gestiti dall’Agenzia Giovani, e che permetterà ai ragazzi di rafforzare ulteriormente conoscenze e soft skills, fornendo loro la possibilità di tornare a casa con un bagaglio ricco di esperienze utili per il percorso futuro. Un’altra tangibile opportunità per favorire la crescita di un comune sentire europeo”, conclude il Direttore Generale Domenico De Maio.Per poter aderire all’iniziativa è necessario:
• aver compiuto 18 anni entro il 31 dicembre 2018;
• avere la cittadinanza di uno dei 28 Stati membri dell’Unione europea;
• partire da uno dei Paesi dell’UE;
• viaggiare tra il 15 aprile 2019 (prima data di partenza) e il 31 ottobre 2019 (ultima data di ritorno);
• essere disposto a diventare un ambasciatore DiscoverEU.
Per scoprire come partecipare e conoscere i dettagli dell’iniziativa consultare il Portale Europeo per i Giovani

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Approvati i nuovi corsi di formazione professionale per l’occupazione di giovani e adulti

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

Sono stati approvati dalla Città metropolitana di Torino i nuovi corsi di formazione professionale finalizzati alla lotta contro la disoccupazione (Direttiva Mercato del Lavoro) per l’anno formativo 2018/2019. Si tratta di percorsi completamente gratuiti per gli allievi, di durata medio-lunga, anche pluriennale, e con una significativa presenza di stage in azienda, in alcuni casi realizzabile anche all’estero. I corsi sono finalizzati a favorire l’occupabilità e l’occupazione, a sostenere la formazione superiore con percorsi di alta specializzazione post diploma e post laurea, a favorire l’inclusione dei soggetti più vulnerabili, ad agevolare la mobilità e il reinserimento lavorativo. Si inseriscono nella Strategia “Europa 2020” della Commissione Europea sui temi della crescita inclusiva e della coesione sociale e territoriale.
I 341 corsi approvati per l’anno formativo 2018/2019, che offriranno un’opportunità per riqualificarsi e ampliare le proprie competenze tecnico-professionali formativa a circa 6mila persone, sono finanziati con risorse trasferite dalla Regione Piemonte e provenienti dal Fondo sociale europeo, per un impegno complessivo di 23 milioni e 800mila euro.
Le attività finanziate, distribuite sull’intero territorio metropolitano, sono rappresentative di tutte le aree professionali: agroalimentare, manifatturiero artigianale, meccanica, impianti e costruzioni, cultura informazione e informatica, turismo e sport, servizi commerciali e servizi alla persona. Si rivolgono a destinatari diversi per età, titolo di studio e condizione lavorativa e si articolano in corsi mirati a una qualificazione di base, corsi post qualifica, post diploma e post laurea e corsi destinati esclusivamente ai soggetti più deboli, come disabili, giovani a rischio, stranieri e detenuti.
È importante ricordare che i corsi rilasciano una certificazione riconosciuta a livello regionale e nazionale, con un inquadramento chiaro delle competenze professionali e delle abilità acquisite riconducibili ai livelli Eqf (Quadro europeo delle qualifiche e dei titoli per l’apprendimento permanente).
Nella selezione delle proposte formative è stato dato particolare rilievo all’indagine effettuata da Ires Piemonte, che ha analizzato l’andamento delle assunzioni e gli esiti, risultati molto positivi in termini occupazionali, ottenuti dagli allievi qualificati nelle precedenti edizioni dei corsi finanziati. Analisi che, oltre a confermare la validità dell’offerta formativa precedentemente finanziata, ha consentito di individuare anche i profili professionali da considerare prioritari nell’assegnazione dei nuovi corsi di formazione.
“Questi corsi” dichiara il consigliere delegato alle attività produttive e alla formazione professionale Dimitri De Vita, “programmati in accordo con la Regione attraverso il confronto attivo con le parti sociali, sono una valida forma di contrasto alla crisi e di inclusione lavorativa, promuovendo nel contempo la formazione lungo tutto l’arco della vita.

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Il trend delle aziende agricole gestite da giovani

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 novembre 2018

Secondo i dati emersi nel corso dell’Osservatorio sui giovani agricoltori Nomisma-Edagricole tenutosi ad Eima – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – le aziende agricole italiane gestite da under 35 rappresentano il 10% delle imprese nostrane del comparto agroalimentare, ma hanno valori di produzione pari al doppio della media (100 mila euro contro 45 mila euro).Questi dati – continua Tiso – evidenziano ancora una volta la capacità di queste imprese di diversificare puntando su un approccio più innovativo e tecnologico del tradizionale. Inoltre, come comprovato proprio dai dati dell’Osservatorio, le aziende a conduzione giovanile sono divenute sempre più strutturate e lavorano ormai su un’ampia vastità di terreni (22 ettari contro la media degli 11 nazionali). Tra le loro caratteristiche c’è anche quella di identificarsi con il nuovo paradigma agroecologico e di avanzare velocemente in merito alla capacità di abbinare la modernizzazione dei processi di produzione alla salvaguardia e alla tutela dell’ambiente. Naturalmente, è bene sottolinearlo, per continuare in questa direzione hanno bisogno di essere sostenute con provvedimenti ad hoc, che ci auguriamo divengano presto parte integrante anche della nuova Pac.Come Confeuro – conclude Tiso –, nell’interesse dell’agricoltura e di tutti i cittadini, continueremo a porre l’accento su questi argomenti e ad insistere perché la politica nazionale ed europea identifichino il rilancio del primario nella valorizzazione del ruolo dei giovani agricoltori.

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“Sussidiarietà e… giovani al Sud”

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

Milano lunedì 12 novembre 2018 ore 9.30 Sala Colucci Palazzo Castiglioni Unione Confcommercio Corso Venezia, 47 Introduce e modera: Giorgio Vittadini, Presidente Fondazione per la Sussidiarietà Presentazione del Rapporto:
Alberto Brugnoli, Professore di Economia applicata, Università degli Studi di Bergamo Intervengono:Sergio Bassanetti, Vicepresidente UCIMU-Sistemi per produrre, Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione CON IL SUD, Chiara Carotenuto, Ufficio Studi PwC, Adriano Giannola, Presidente SVIMEZ, Vito Grassi, Presidente Unione Industriali Napoli, Amedeo Lepore, Professore ordinario di Storia economica, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Umberto Ranieri, Presidente Fondazione Mezzogiorno Europa. Una grande verità è rimasta nascosta per troppo tempo nel dibattito pubblico: la ripresa dell’Italia è la ripresa del suo Meridione. Una battaglia tutt’altro che persa e, anzi, ancora tutta da giocare.
Come? Il nuovo Rapporto “Sussidiarietà e… giovani al Sud” affronta il tema offrendo una lettura originale dei problemi e delle opportunità di sviluppo del Meridione d’Italia.
I rilievi emersi dalla ricerca danno motivi di speranza. Senza negare i nodi irrisolti radicati nella storia, l’indagine dice che ci sono tutti gli elementi per ripartire, che c’è la possibilità per i giovani del Mezzogiorno di costruire il loro futuro e, con esso, lo sviluppo dei loro territori. Quello che serve a tale scopo però è una “scossa”, un cambiamento di visione: il Sud Italia non è periferia ma, secondo un’intuizione secolare e un dato geografico, è un centro. In particolare, il centro di una delle aree di maggiore interesse al mondo, quella del Mediterraneo.

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Tumore del colon retto nei giovani

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 novembre 2018

L’obesità si associa ad un aumentato rischio di sviluppare un tumore del colon retto nelle donne giovani adulte. A lanciare l’allarme i risultati dello studio pubblicato su JAMA Oncology (JAMA Oncol. Published online October 11, 2018. doi:10.1001/jamaoncol.2018.4280) che è andato a ricercare, appunto, la presenza di un’eventuale associazione tra obesità nelle donne giovani adulte e tumore del colon retto. “Attenti all’alimentazione – sottolinea la professoressa Filomena Morisco di Gastroenterologia ed Epatologia dell’Università di Napoli Federico II e membro del consiglio direttivo Sige – il rischio di tumore aumenta con le diete pro-infiammatorie, in particolare con il consumo di carni rosse e conservate (salumi), non solo bovine, ma anche suine e ovine”.
Lo studio, il Nurse Health Study, ha seguito 85.252 infermiere, di età compresa tra i 25 e i 42 anni, per un periodo temporale compreso tra il 1989 e il 2011. Al momento dell’arruolamento non erano presenti neoplasie, né malattie infiammatorie intestinali. Durante tutto il periodo di follow-up, ogni due anni venivano registrati i dati antropometrici delle donne (in particolare peso corporeo e BMI) e si acquisivano informazioni in merito al loro stile di vita.Al termine dello studio, il rischio di tumore del colon è risultato del 37 per cento maggiore tra le donne in sovrappeso (cioè con indice di massa corporea compreso tra 25 e 29,9) e del 93 per cento maggiore tra le donne obese (quelle con indice di massa corporea superiore a 30), rispetto alle normopeso. Gli autori dello studio hanno calcolato inoltre che per ogni 5 unità di aumento dell’indice di massa corporea, il rischio di tumore del colon retto aumentava del 20 per cento. Il rischio di sviluppare un tumore del colon in età precoce, appariva inoltre correlato al peso corporeo presente all’età di 18 anni; nelle donne in sovrappeso a 18 anni, rispetto alle normopeso alla stessa età il rischio di un tumore del colon retto in età precoce risultava maggiorato del 32 per cento, mentre per le donne già obese a 18 anni il rischio era aumentato del 63 per cento.
Il cancro del colon retto è il terzo tumore come frequenza in Italia ed in Europa e rappresenta globalmente il 10,2 per cento di tutti i tumori, con una maggiore incidenza dopo i 50 anni (Globocan 2018). Studi dell’ultimo decennio indicano che incidenza e mortalità di questa patologia sono in aumento in una fascia d’età più giovane (cioè al di sotto dei 50 anni). Le ragioni di questo fenomeno non sono ancora chiare ma l’aumentata prevalenza di obesità potrebbe spiegarlo almeno in parte. E l’articolo appena pubblicato su JAMA fornisce ulteriore supporto a questa tesi. Un altro studio (Cancer Causes Control (2013) 24:335-341 DOI 10.1007/s 10552-012-0119-3) condotto in Italia e Svizzera su soggetti di età inferiore ai 45 anni, ha evidenziato che il rischio più elevato di sviluppare un tumore del colon si riscontrava nei soggetti con familiarità per questa neoplasia (cioè con un genitore affetto da tumore); per quanto riguarda la dieta, quella a base di carne si associava ad un aumentato rischio di tumore del colon, mentre quella ricca di frutta, verdura e pesce risultava protettiva. Altri studi ancora hanno dimostrato che una dieta ricca di grassi e proteine animali e povera di fibre si associa ad un aumento dei tumori intestinali; viceversa, una dieta ricca di fibre (da frutta e vegetali) avrebbe un ruolo protettivo. Anche l’alcol rappresenta un importante fattore di rischio dietetico non solo per il tumore del colon, ma di tutte le neoplasie del tratto gastro-intestinale (compreso il cavo orale); è importante sottolineare che il rischio zero non esiste, a nessun livello di consumo. Il consiglio degli esperti è di non superare due bicchieri di vino da 125 ml al giorno per gli uomini e uno per le donne. La sedentarietà infine rappresenta un fattore di rischio importante anche per il cancro del colon e spesso le persone obese o in sovrappeso sono anche sedentarie.

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Tornano ad Amatrice gli studenti dell’Università Europea di Roma e i giovani del Regnum Christi

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 novembre 2018

Un gruppo di studenti dell’Università Europea di Roma, dopo l’esperienza della missione estiva, è tornata a trovare la gente di Amatrice da ieri e fino al 4 novembre 2018.
L’iniziativa è promossa da Gioventù Missionaria, apostolato del Movimento Regnum Christi, che aveva già organizzato una missione nei luoghi del terremoto nel mese di luglio, insieme al Centro di Pastorale dell’Università Europea di Roma.
Trenta giovani visiteranno nuovamente i luoghi del terremoto per incontrare le persone della zona, portando conforto, amore e speranza. Saranno accompagnati da due sacerdoti Legionari di Cristo e da alcune consacrate e collaboratrici del Regnum Christi.
“Avevamo promesso di tornare ad Amatrice, dopo la missione di luglio”, spiega Cecilia Bayón, consacrata del Regnum Christi. “Vogliamo mantenere un legame di amicizia con le persone che abbiamo conosciuto e che stanno vivendo un percorso di rinascita, dopo la tragedia del terremoto. La missione si svolgerà in un periodo dell’anno significativo. Sarà anche un’occasione per trascorrere insieme la Festa dei Santi e la Commemorazione dei defunti, condividendo momenti di raccoglimento e di preghiera”.
La missione ad Amatrice è una delle attività sociali a cui partecipano gli studenti nel corso dell’anno. L’Università Europea di Roma, infatti, ha tra i suoi obiettivi principali la formazione della persona. Una formazione che consenta non solo l’acquisizione di competenze professionali, ma che orienti i giovani ad una crescita personale e sviluppi uno spirito di servizio per gli altri.

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Torino: Il Regio per i giovani

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 ottobre 2018

Torino. “L’ampliamento delle iniziative rivolte ai giovani da parte della Sovrintendenza del Teatro Regio, che permetterà loro di avvicinarsi alla Stagione lirica, è una notizia confortante per chi, come me, è chiamata a ricoprire responsabilità pubbliche in campo culturale, in un’epoca complessa che ci richiede il massimo rigore.– afferma l’assessora alla cultura, Francesca Leon –. Ritengo che allargare la platea agli adolescenti, alle ragazze, ai ragazzi e in generale a tutti gli under 25, sia un ottimo investimento. Sono loro gli spettatori che coinvolgeremo oggi perché diventino quelli di domani. Offrire l’opportunità di acquistare un biglietto a 2 euro per assistere all’opera e alle rappresentazioni in cartellone permetterà di avvicinare ulteriormente i giovani alla musica con un’azione concreta già più volte sollecitata dai consiglieri comunali e sostenuta dal Ministro dei Beni e della Attività Culturali Alberto Bonisoli. Sono sicura che per la nostra città sarà un successo”.

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“Roma Capitale per i giovani: condividi le tue idee per la città”

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 ottobre 2018

Il Dipartimento Sport e Politiche Giovanili ha pubblicato un avviso denominato “Roma Capitale per i giovani: condividi le tue idee per la città”. In attuazione dei fini istituzionali e degli obiettivi programmatici annuali e pluriennali, l’Amministrazione vuole realizzare iniziative tese a favorire una partecipazione attiva dei giovani alla vita cittadina, acquisendo delle idee progettuali che possano avviare dei processi di sviluppo e promozione economica del territorio, promuovere idee imprenditoriali giovanili per creare occupazione, dare ai giovani la possibilità di esprimere idee, conoscenze, competenze, vocazioni come opportunità di sviluppo che siano sostenibili e legate al territorio, integrare le politiche giovanili attraverso la partecipazione in prima persona dei giovani, premiandone lo spirito di iniziativa.La partecipazione è riservata ai giovani fra i 18 e i 35 anni e può avvenire sia in forma singola che collettiva come gruppi di studenti, comunità giovanili o associazioni senza scopo di lucro, esclusa la partecipazione di gruppi con finalità politiche, indispensabile essere residenti o domiciliati nella Città Metropolitana.Le proposte possono riguardare i diversi settori, particolare riguardo avranno quelle che valorizzano il territorio, la sostenibilità ambientale e la responsabilità sociale d’impresa; termine per la presentazione fissato alle ore 12.30 del 30.11.2018.Tutte le informazioni sulla documentazione e la modalità di presentazione della stessa sono disponibili sul sito istituzionale di Roma Capitale al link: https://www.comune.roma.it/web/it/scheda-servizi.page?contentId=INF48159&pagina=9.

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I giovani chiedono più agricoltura

Posted by fidest press agency su martedì, 18 settembre 2018

Nonostante la riduzione del valore aggiunto del settore primario degli ultimi mesi (soprattutto a causa dell’estrema variabilità climatica dell’ultimo periodo) il comparto agroalimentare continua a mostrarsi particolarmente attrattivo per i giovani. A testimoniarlo – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – è la crescita del 14% delle partite Iva legate al mondo agricolo e la posizione di prestigio che l’Italia ha in Europa per il suo numero di aziende agricole a conduzione giovanile.Il comparto agroalimentare – continua Tiso – ha determinato un pezzo fondamentale dello sviluppo nazionale del recente passato; ma quel che è più importante è che può rappresentare ancora oggi una straordinaria chiave d’accesso per il futuro se valorizzata e utilizzata nel modo giusto.Per lavorare in tal senso serve agire mettendo in correlazione la qualità delle produzioni agricole con la salvaguardia del territorio e del patrimonio enogastronomico nostrano; e il mezzo per riuscire a creare questo legame è determinato dalla capacità di utilizzare strumenti all’avanguardia come quelli rappresentati dall’agricoltura 4.0. Il nostro auspicio come Confeuro – conclude Tiso – è che si vada speditamente verso questa direzione e che anche la prossima Pac si realizzi partendo proprio questi elementi.

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Rischi marijuana sui giovani

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 agosto 2018

Uno studio condotto dall’Université de Montréal e Icahn School of Medicine di New York del Mount Sinai Hospital di qualche anno fa ha rivisto una serie di ricerche sugli effetti della marijuana sugli adolescenti stabilendo non solo che causa in essi una maggiore dipendenza ma anche seri rischi per la salute mentale.
I ricercatori hanno condotto una revisione di 120 studi che hanno esaminano la cannabis e lo sviluppo del cervello degli adolescenti, e hanno concluso che c’è una forte evidenza tra l’uso di cannabis in giovane età ed il rischio di sviluppare problemi per la salute mentale e dipendenze da adulti. Il dottor Didier Jutras-Aswad dell’Université de Montréal ha rilevato che “La questione non è se la cannabis è buona o cattiva, ma chi ha più probabilità di soffrire di problemi.” Alcuni studi hanno anche scoperto legami tra l’uso di cannabis e la schizofrenia precoce, ma sempre lo stesso Jutras-Aswad ha sottolineato che ci sia un evidente profilo di rischio che comprende la genetica e le caratte-ristiche comportamentali, oltre all’età. Tuttavia, gli autori dello studio sottolineano che vi è una diffusa percezione che la marijuana è poco dannosa. (Servizio Fidest)

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Prevenzione andrologica

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

Dopo l’abolizione del servizio di leva si sono, in pratica, azzerati gli screening di massa dei giovani maschi. L’aspetto è stato sottovalutato perché si ritiene che non siano importanti e diffusi i problemi di carattere sanitario come sterilità e disturbi sessuali. Un aspetto disatteso, per contro, può determinare conseguenze sul piano sociale e psicologico anche gravi per la semplice ragione che molti adolescenti crescono convinti di avere un problema sessuale non risolvibile finendo con l’interagire nei confronti dell’altro sesso spesso in maniera aggressiva, con disagio e con un senso di inadeguatezza. Oppure, in altri casi, sono messi in moto comportamenti pericolosi come la ricerca e l’assunzione di droghe nel vano tentativo di mitigare il disagio che tale condizione comporta, illudendosi di poter migliorare le prestazioni sessuali. In altri casi poi i ragazzi mettono in atto comportamenti di “evitamento” cercando l’incontro con ragazze dal profilo più basso riguardo a quanto potrebbero aspirare. Ciò si potrebbe evitare se vi fossero strutture adeguate dedicate agli adolescenti maschi per la prevenzione delle malattie andrologiche. La situazione oggi è sottovalutata poiché si dimentica, con eccessiva leggerezza, che proprio dai dati raccolti alla visita di leva si ebbe la consapevolezza dell’ampiezza del problema se consideriamo che i giovani al 70%, a diciotto anni, presentassero una patologia che li esponeva al rischio di sterilità e a disturbi sessuali. Ora che questi dati non sono più rilevabili i pericoli derivanti da tali situazioni non sono di certo svaniti. Come porvi riparo? Per gli andrologi è necessario emanare una specifica legge che abbia in sé due contenuti necessari per fare una vera prevenzione e sono: dotarsi di strutture andrologiche autonome in ogni ospedale o ASL e creare una rete d’assistenza in grado di visitare tutti gli adolescenti maschi. Tale rete dovrebbe prevedere una stretta collaborazione tra medico di medicina generale e specialista Andrologo. Ai medici di medicina generale sarebbe affidato il compito dello screening di primo livello con la risoluzione dei casi più semplici. Mentre allo specialista andrologo sarebbero inviati i casi patologici o quelli più complessi. In alternativa qualcuno, ha avanzato l’idea di un modello d’assistenza diverso basato su uno screening da fare nelle scuole. Immaginare, tuttavia, di fare un intervento nelle Scuole, avrebbe significato affrontare tre problemi che farebbero molto probabilmente naufragare l’iniziativa di prevenzione.
Il primo risiede nel fatto che nelle scuole secondarie non ci sono tutti i ragazzi e sono proprio quelli più emarginati, quelli che non vanno a scuola, che hanno più bisogno di assistenza.
Il secondo è che se si attua un programma di prevenzione nelle scuole bisognerebbe fare un programma analogo per le ragazze, che invece hanno problematiche differenti.
Inoltre proprio i più timidi, potrebbero avere disagio a far sapere ai coetanei e alle ragazze di essere visitati o di non aver voluto fare la visita. Del resto la visita delle ragazze non avviene nelle scuole ma riservatamente negli ambulatori medici.
Infine entrare nelle scuole sistematicamente, su tutti i ragazzi pone un problema pratico di strategia per avere una serie di autorizzazioni e attivare una sequela di competenze nazionali che spesso sono in conflitto e di ostacolo alla realizzazione di un programma di screening.
A questo punto per poter quindi modificare questa situazione e riuscire a “farsi vedere” dalla classe politica e dare un futuro sereno ai ragazzi, non abbiamo bisogno ricerche scientifiche ma di creare un movimento di opinione per ottenere una Legge Regionale. (Redazione Fidest)

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L’agricoltura 4.0 chiama i giovani

Posted by fidest press agency su martedì, 14 agosto 2018

Lo sviluppo di nuovi mercati e la rivoluzione digitale offrono importanti possibilità di crescita alle aziende vitivinicole e notevoli opportunità di lavoro per i giovani nel settore primario. Capacità di lavorare in squadra per aggredire i nuovi mercati e responsabilità sociale saranno due caratteristiche imprescindibili per le aziende che vorranno crescere in un settore fondamentale per l’economia regionale e nazionale. Lo hanno affermato i relatori intervenuti alla seconda puntata dell’ottava edizione di Economia sotto l’Ombrellone svoltasi ieri, lunedì 13 agosto, al Beach Aurora di Lignano Pineta sul tema “Prospettive della produzione vitivinicola, possibilità occupazionali e attività sociali” che ha visto intervenire Carlo Feruglio, titolare dell’azienda agricola La Ferula e presidente della Bcc di Staranzano e Villesse, Giulio Gregoretti, direttore della fondazione Villa Russiz che unisce la produzione di vini alta qualità alla gestione di una casa famiglia per minorenni in difficoltà, e Marco Tam, presidente del Gruppo Greenway attivo nella produzione di bioenergie e che, su 40 ettari, sta avviando una produzione vitivinicola mirata all’esportazione verso i mercati emergenti.
Una rivoluzione digitale, dunque, che può davvero impattare in modo significativo sull’agricoltura e il vitivinicolo italiano, ma il nostro Paese, nonostante l’entusiastico ritorno all’agricoltura di molti giovani, nativi digitale, rischia di scontare la mancanza di personale adeguatamente preparato al cambiamento. «In Friuli e nel Nordest – ha affermato Tam – abbiamo diverse scuole e università di eccellenza volte a formare i futuri operatori del mondo agricolo, ma l’applicazione della rivoluzione digitale in agricoltura è ancora una novità e al momento non si vedono tanti ragazzi che siano validi agronomi o periti agrari e al contempo conoscano bene l’elettronica, l’informatica, le tecnologie digitali e che abbiano quelle competenze trasversali, soft skill, che servono per applicare al meglio la rivoluzione 4.0».
Mentre la rivoluzione digitale è in atto anche in agricoltura, il mercato sta cambiando sensibilmente e nuovi Paesi di sbocco, nuovi consumatori, soprattutto in Asia, si affacciano sul mercato del vino. Ma l’approccio a quei mercati è tutt’altro che semplice e l’Italia è in ritardo rispetto a concorrenti come la Francia o il Cile. «C’è bisogno – hanno spiegato i relatori – di creare un “brand” del Paese Italia nel vino, di forti investimenti in marketing e non si può pensare che gli operatori debbano continuare a muoversi da soli. Rispetto ai francesi, poi, scontiamo il fatto di non avere grandi operatori della Gdo capaci di portare il prodotto nazionale in tutto il mondo, nonostante si verifichi un aumento della vendita di vini di qualità nella stessa Gdo. In Friuli, inoltre, che sul mercato globale conta pochissimo e che è solo il 3% della produzione vitivinicola nazionale, serve avere una capacità promozionale di gruppo, lavorando insieme per mettere al centro il territorio e cercando di recuperare per la coda un mercato che rischia di sfuggirci. In tal senso non è certamente confortante che secondo un’indagine del progetto “Mervino” il 61% delle aziende intervistate non abbia un piano di marketing strutturato».
Tutti i relatori si sono trovati d’accordo nel dire che la responsabilità sociale sia un elemento fondamentale per chi opera nel settore alimentare. Accanto al rispetto dell’ambiente, la trasparenza della filiera e l’attenzione al territorio, Villa Russiz unisce un progetto spiccatamente sociale. «Da 150 anni – ha spiegato Gregoretti – utilizziamo le risorse prodotte dall’azienda vitivinicola per aiutare ragazzi e ragazze in difficoltà. Oggi abbiamo una casa famiglia in cui lavorano 9 operatori specializzati, che ospita 15 ragazzi e ragazze che arrivano da situazioni di abbandono o di estremo disagio familiare. Stiamo anche portando avanti una attività per avviare quei ragazzi e ragazze all’attività lavorativa una volta compiuti i 16 anni».L’ottava edizione di Economia sotto l’Ombrellone è organizzata da Eo Ipso – comunicazione ed eventi, ha il patrocinio del Comune di Lignano Sabbiadoro e di Turismo FVG. Main sponsor: Sky Gas & Power, CrediFriuli, Bcc Pordenonese, Bcc Staranzano e Villesse, Banca di Udine. La rassegna ha il contributo di: Confindustria Udine, Ramberti attrezzature balneari, GLP – intellectual property office, Gruppo Greenway Bionenergie, San Daniele bioenergia, Real Comm, Idea Prototipi, SecurBee e Servizi 4.0. Sponsor tecnici: Scriptorium Foroiuliense, Fondazione Villa Russiz, Beach Aurora, Lignano Pineta, Hotel Ristorante President e Porto Turistico Marina Uno.

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C’è meno disponibilità a lavorare all’estero, ma non tra gli italiani under 30

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

La propensione globale ad andare a lavorare all’estero è diminuita negli ultimi 4 anni, passando dal 64 al 57%, ma non per i giovani italiani: il 75% di chi ha meno di 30 anni, infatti, dichiara di avere preso in considerazione l’idea di trasferirsi, una percentuale molto più alta della media globale relativa ai loro coetanei (61%) e anche di quella degli italiani in generale, scesa dal 59 al 55%. Tra le dieci destinazioni di interesse per i nostri connazionali, il Regno Unito ruba la pole position agli Stati Uniti. Seguono Germania, Svizzera, Spagna, Francia, Australia, Canada, Paesi Bassi e Svezia (che entra nella top ten). L’Italia, invece, si mantiene al nono posto tra i Paesi preferiti dagli stranieri per cercare lavoro, apprezzata in particolare da chi ha alta scolarità, mentre tra le donne sale addirittura all’ottavo posto.
Sono alcuni dei risultati emersi dal “Decoding Global Talent 2018” di The Boston Consulting Group, la più ampia indagine mondiale sulle persone in cerca di lavoro che ha intervistato oltre 360.000 individui in 197 Paesi. Tra le ragioni che hanno ridotto la disponibilità a spostarsi, le regolamentazioni più severe nelle principali destinazioni, come Regno Unito e Stati Uniti, il miglioramento dell’economia in paesi precedentemente molto mobili, ad esempio l’Europa centrale e dell’Est, e la globalizzazione del lavoro. Tuttavia, ci sono Paesi in assoluta controtendenza che registrano un aumento della mobilità del 10%, come Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Canada, Brasile e India. Le donne sono meno propense a muoversi, mentre i giovani e coloro che hanno competenze digitali spendibili lo sono molto più della media.
Rispetto allo studio del 2014, cambia il ranking, ma non cambiano le destinazioni preferite da chi pensa di lasciare il proprio Paese per cercare lavoro: gli Stati Uniti sono ancora in testa alla classifica, la Germania ruba il secondo posto al Regno Unito (che passa dal 2° al 5° posto, forse a causa della Brexit), seguita da Canada e Australia. La Svizzera scende dal 5° all’8° posto, probabilmente per via dell’inasprimento delle quote. Londra continua a guidare la top ten delle città, confermando che il marchio città si differenzia dal marchio Paese, seguita da New York e Berlino. Abu Dhabi e Dubai diventano più attraenti, Hong Kong entra nelle migliori 30.
I primi fattori di interesse per le persone che cercano un lavoro rimangono la cultura, le relazioni, l’equilibrio tra vita personale e professionale, lo sviluppo inteso come avanzamento di carriera e apprendimento e la sicurezza, sia del posto di lavoro che dell’azienda. Il salario si trova solo all’8° posto. Queste preferenze variano però molto nelle diverse zone geografiche: il mondo occidentale è più concentrato sulle relazioni e sul work-life balance, mentre i Paesi in via di sviluppo sono più attenti all’apprendimento e alla carriera; alcune regioni danno priorità alla retribuzione (ad esempio la Russia, l’Ucraina), mentre per diversi Paesi asiatici come l’Indonesia è più importante la sicurezza del posto di lavoro.
Naturalmente gli individui devono essere pronti a riqualificarsi per nuovi lavori e il 70% degli intervistati dichiara di essere disposto a farlo, anche utilizzando corsi online e metodi di autoapprendimento.

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Lavoro: «I giovani devono diventare imprenditori di sé stessi

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 luglio 2018

«La nostra non è un’epoca di cambiamenti, ma il cambiamento di un’epoca»; «Le innovazioni sono tali da rendere imprevedibile ciò che accadrà fra 5 anni»; «Nell’ultimo mezzo secolo abbiamo assistito a trasformazioni più rapide che negli ultimi 12 millenni»; «Il film “Ritorno al Futuro” adesso non appare più incredibile». Con queste premesse, come faranno i giovani a prepararsi per il lavoro di domani, che nessuno conosce? Cosa dovranno studiare?
Nell’aula magna della John Cabot University (JCU) di Roma, Angela Paladini, direttrice Risorse umane Emea della Johnson & Johnson; Michele Riela, vicepresidente Vertical Solutions di Olivetti; Iliana Totaro, Head of People Development di Enel Group; Pietro Paganini, professore di Business Administration e fondatore di COMPETERE, dopo aver delineato lo scenario attuale, hanno tracciato le soluzioni. «I ragazzi dovranno prepararsi a reinventarsi più volte nell’arco della loro vita lavorativa», ha detto Antonella Salvatore, docente di Marketing e direttore del Centro di avviamento alla carriera della JCU, lanciando il dibattito.
Bene, visto che non possiamo fare previsioni oltre un orizzonte di circa 5 anni, è inutile preoccuparsi di quali lavori saranno disponibili nel futuro; tanto vale, quindi, creare le condizioni per essere in grado di operare in qualsiasi contesto. Questo il punto essenziale della ricetta, su cui manager e docenti si sono trovati d’accordo.«Il mantra è questo: curiosità, creatività, imprenditorialità», ha sottolineato Pietro Paganini. «Ognuno deve investire su sé stesso, come fosse una piccola azienda», ha spiegato Angela Paladini. «I giovani devono essere proattivi e aver voglia di sperimentare, l’errore non è più un tabù», ha detto Iliana Totaro. «I solisti non interessano alle aziende, è importante invece la forza del gruppo, ha aggiunto Michele Riela.E ancora: stare a casa non serve a nulla: bisogna lanciarsi e provare, fare esperienze di stage, anche per schiarirsi le idee sulla propria vocazione e quindi sul target. E poi è importante adattarsi, saper interagire velocemente e con efficacia in qualsiasi contesto, dove siano presenti differenze non solo linguistiche, ma anche culturali e generazionali. È necessario essere flessibili e dimostrare intelligenza emotiva. Le conoscenze di base, quelle hard, frutto dello studio, sono sempre importanti, ma le aziende non cercano lo studente-genio da 10 e lode. A fare la differenza sono le soft skill, cioè le competenze morbide, il saper lavorare in team, parlare e presentarsi in pubblico, gestire il tempo, per esempio. «Temi, questi, molto cari al Centro di avviamento alla carriera – Career Services – della John Cabot University», ha sottolineato Antonella Salvatore.In questo senso il ruolo dell’università è fondamentale. Dato che nessun ateneo sarà mai in grado di preparare a tutti i lavori, dovrà stimolare l’acquisizione delle competenze extra, tra cui quella di adattamento, così che gli studenti di oggi possano dare il meglio, domani, in qualunque situazione. Che ora nessuno può prevedere. Nemmeno un film di fantascienza.

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Pace, Sant’Egidio: mille giovani europei alle Fosse Ardeatine lanciano un appello contro ogni violenza, razzismo e indifferenza

Posted by fidest press agency su domenica, 15 luglio 2018

Questa mattina oltre mille Giovani per la Pace della Comunità di Sant’Egidio, provenienti da tutta Europa, hanno reso omaggio ai caduti delle Fosse Ardeatine. La visita si è aperta con un’assemblea nel grande spiazzo del Sacrario. Presente, oltre al presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, e al colonnello Francesco Sardone, direttore del mausoleo, anche il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, che ha recitato una preghiera e pronunciato un saluto ricordando l’anniversario delle leggi razziali italiane del 1938 e mettendo in guardia dal riemergere di nuove forme di antisemitismo e razzismo in Europa, anche nel nostro Paese.
Alla fine dell’assemblea è stato letto un appello in cui si afferma che oggi, tanti anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, “la violenza non è stata vinta”, tanto che “inquina” ancora i Paesi europei: “Essa assume il volto dell’indifferenza, si nutre di ignoranza dell’altro, pregiudizi, antisemitismo, razzismo…I poveri e i deboli sono i primi a esserne colpiti: anziani, disabili , migranti, rifugiati, Rom, senza dimora”. Da qui l’impegno “a lavorare per un’Europa in cui tutti possano vivere insieme”, contrastando ogni violenza e scegliendo “la via dell’incontro e dell’amicizia”.
La cerimonia – che si è svolta nell’ultimo giorno del convegno internazionale Global friendship to live together (in corso da venerdì con la partecipazione di giovani da tutti i Paesi europei) – si è conclusa con un pellegrinaggio silenzioso alla cava dove il 24 marzo 1944 vennero trucidati 335 innocenti e alle loro tombe, davanti alle quali ognuno ha reso omaggio deponendo un fiore.

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Festival italiano per giovani cantautori

Posted by fidest press agency su domenica, 8 luglio 2018

Bologna andrà in scena al Teatro EuropAuditorium il 29 settembre 2018, e sarà arricchito da workshop dedicati alla musica. Entra nel vivo la prima fase di Bologna Musica d’Autore, il concorso canoro progettato, ideato e promosso da Fonoprint, giunto quest’anno alla seconda edizione.Riservato a giovani cantautori – di età compresa fra 16 e 40 anni – ha l’obiettivo di scoprire ed esaltare il loro lato artistico, di presentarli sulla scena musicale nazionale e di valorizzarne l’aspetto autorale. I candidati del BMA dovranno inviare un brano inedito, già depositato in SIAE, della durata massima di 4ʼ di cui devono necessariamente essere autori o coautori e un video di accompagnamento entro il 15 luglio 2018.
BMA selezionerà 9 artisti a cui sarà comunicato per iscritto, entro il 31 luglio 2018, l’esito della loro partecipazione. Il decimo finalista, il giovanissimo gruppo OOTB, è stato scelto e premiato da Fonoprint sabato 5 maggio 2018, nella tappa bolognese di Fiat Music. I 10 concorrenti selezionati avranno la possibilità di esibirsi in un live presso l’Arena di FICO Eataly World l’8 e il 9 settembre 2018. La serata finale si terrà il 29 settembre 2018 presso il Teatro EuropAuditorium, grazie alla partnership con Bologna Fiere e il Teatro stesso, e sarà un vero e proprio show in cui, oltre ai giovani partecipanti al concorso, si esibiranno grandi ospiti e artisti emergenti.Al termine dell’evento sarà premiato il vincitore della II Edizione di BMA in base alle valutazioni della giuria che si sta delineando proprio in questi giorni, e che vede la conferma di nomi del calibro di Stefano Senardi, Ernesto Assante e Antonio Vandoni oltre al già annunciato presidente Mogol.Al vincitore sarà assegnato un contratto discografico con Fonoprint per la realizzazione di un EP e di un videoclip. Saranno inoltre assegnati un “Premio della Critica per il Miglior Testo” a insindacabile giudizio del Presidente di Giuria che consisterà in una borsa di studio completa per un percorso formativo al CET (Centro Europeo di Toscolano) e un “Premio per la Miglior Musica”, ovvero giornate gratuite in studio di registrazione e mastering presso Fonoprint con fonico residente.Non è tutto: BMA entra a far parte di Italy Sounds Good, un progetto di sviluppo dedicato al settore musicale sostenuto da Bologna Fiere attraverso Bologna Congressi, project factory del Gruppo per la creazione e realizzazione di eventi. Nello specifico quest’anno saranno realizzati incontri e convegni dedicati al settore. Il tutto, patrocinato dal Comune di Bologna e in collaborazione con Bologna Città Creativa della Musica UNESCO.

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Una formazione umana per i giovani universitari

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 luglio 2018

Roma Giovedì 12 luglio 2018, alle 10.30, in via degli Aldobrandeschi 190, si terrà l’Open Day dell’Università Europea di Roma, giornata dell’accoglienza dedicata a chi desidera conoscere l’ateneo. Sarà un’occasione per conoscere il campus e gli ambienti di studio, scoprire gli elementi distintivi che l’Università Europea di Roma (UER) riserva ai suoi studenti.L’Università Europea di Roma propone un percorso di crescita professionale e umana, un contesto accademico di alto livello e un’attenzione specifica alla formazione della persona, anche attraverso il coinvolgimento dei giovani in attività sociali.Durante l’Open Day docenti e studenti presenteranno l’offerta formativa dei corsi di laurea e l’esperienza in UER, per capire che cosa significa studiare Economia, Psicologia, Giurisprudenza, Scienze della Formazione, Turismo e Valorizzazione del territorio.L’incontro si aprirà con un saluto del Prof. Alberto Gambino, Pro-Rettore dell’Università Europea di Roma. Seguiranno la presentazione delle Relazioni Internazionali e dei Servizi di Orientamento: Orientamento al lavoro e Placement, Tutoring, Formazione della Persona.Alle 11.30 saranno illustrati i corsi di laurea. Alle 12.00 ci sarà la prova di ammissione e la simulazione del test di ingresso di Scienze della Formazione Primaria.
Un giusto coinvolgimento degli adulti è molto importante nella scelta universitaria dei più giovani. Per questo, nell’Open Day dell’Università Europea di Roma ci sarà anche “Open Genitori”, un momento di incontro delle famiglie con i Coordinatori Accademici dei Corsi di Laurea. In questo modo i genitori potranno meglio conoscere l’ambiente formativo che accoglierà i loro ragazzi.

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“Ripensare il sistema pensionistico e dare ossigeno al Pubblico Impiego con ingresso dei giovani”

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

“Accogliamo positivamente la volontà generale della politica di intervenire sui meccanismi rigidi della Fornero”.Lo dichiara in una nota il Segretario Generale UIL FPL Michelangelo Librandi e prosegue: “Occorre un ricambio generazionale che nel Pubblico Impiego, non è più rinviabile. Dobbiamo investire in innovazione e nuove tecnologie, selezionando giovani competenti e meritevoli.Ricordiamo che i dipendenti pubblici italiani sono 3,2 milioni, ancora in calo, con 246 mila persone uscite e non rimpiazzate dal 2008. Ancora pochi i nuovi ingressi rispetto alle reali necessità, a causa di un blocco del turn over che deve essere superato concretamente, e nonostante il percorso di stabilizzazioni attuato con le recenti politiche grazie alle pressioni e allo sforzo del sindacatoDipendenti Pubblici con una età media che supera ormai abbondantemente i 50 anni, costretti ad operare in condizioni di continua criticità ed urgenza.Questa situazione ha contribuito all’aumento della disoccupazione giovanile che oggi raggiunge percentuali record superiori al 32%, con percentuali ancora più alte nelle regioni del Sud Italia.Assumere giovani nel Pubblico Impiego significa dare a questi ragazzi un futuro sereno contrariamente a quanto sta avvenendo oggi, in una società che offre quasi esclusivamente lavori a termine, spesso non contrattualizzati e sottopagati.Tutto questo deve partire dalla prossima legge di bilancio. Il nostro sindacato – conclude Librandi – è pronto ad offrire, come sempre, il proprio contributo, convinti che solo attraverso il confronto con le parti sociali si potranno risolvere i problemi principali di questo paese, a partire da una seria riforma delle pensioni sino alla necessità di puntare concretamente sui giovani per ridare ossigeno al nostro paese e trasmettergli un messaggio di concreto rinnovamento e speranza.

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