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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘giovani’

Stati Generali dell’Economia: “nuove politiche pubbliche per consentire ai giovani di partecipare alla ricostruzione del Paese”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2020

“Le conseguenze di questa crisi saranno devastanti per le giovani generazioni. Tuttavia il momento che stiamo vivendo rappresenta un’occasione storica per consentire ai giovani di partecipare in modo pieno e diretto alla ricostruzione del Paese. Abbiamo rappresentato al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte la necessità di un confronto strutturato attraverso un processo sistematico di ascolto dei giovani che dovranno farsi carico del peso economico delle misure messe in atto. La scommessa che insieme siamo chiamati a vincere è quella di costruire le basi per lo sviluppo del nostro Paese, che non può non passare dal coinvolgimento di chi dovrà governarlo e abitarlo”. Così la Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani, agli Stati Generali dell’Economia a Villa Doria Pamphilij. “Per questo abbiamo chiesto – ha proseguito Pisani – un intervento legislativo organico sulle politiche per le giovani generazioni anche perché a causa dell’ennesima crisi una nuova ondata di under 35 è pronta a emigrare. Abbiamo chiesto di liberare nuove energie contrastando le rendite esistenti per impedire che molti di loro cumulino pensioni da fame, conseguenza di carriere discontinue, part time involontari e salari bassissimi. Abbiamo chiesto nuove politiche economiche anche perché rispetto alle generazioni di trent’anni fa i redditi dei giovani si sono ridotti del trenta per cento. Abbiamo chiesto investimenti materiali ed immateriali per limitare i fenomeni migratori di giovani dalle aree interne e dal Mezzogiorno del Paese. E abbiamo evidenziato alcune linee di intervento: valorizzare i tanti giovani italiani emigrati all’estero che non sono stati adeguatamente sostenuti in questi anni e che avrebbero tutte le capacità di contribuire al rilancio dell’Italia; definire un nuovo patto sociale per le giovani generazioni rafforzando strumenti di lotta alla precarietà, favorendo un nuovo confronto sulla pensione di garanzia per i giovani; sostenere la digitalizzazione e l’innovazione dei processi educativi e lavorativi; investire nella formazione e nell’orientamento; istituire un obbligo di valutazione dell’impatto generazionale per ogni legge e provvedimento pubblico”. “La crisi attuale ci ha dolorosamente insegnato che le scelte politiche dovranno d’ora in poi essere lungimiranti e che è più utile progettare il futuro piuttosto che subirne l’impatto. Quello che chiediamo è un’Italia dei redditi e non delle rendite, un’Italia della cooperazione e non della contrarietà, un’Italia delle opportunità per milioni di giovani”. Ha concluso la Presidente Pisani.

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Un percorso di autenticità per il futuro dei giovani

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

“Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro”. In queste parole di Papa Giovanni Paolo II, rivolte ai giovani e sempre attuali, c’è lo spirito del percorso di Eccellenza Umana che si è concluso all’Università Europea di Roma.L’iniziativa, che fa parte delle attività sviluppate dall’Ufficio di Formazione Integrale, è giunta alla sua decima edizione. Come sempre ha accompagnato i ragazzi in un cammino alla scoperta di se stessi, per donare autenticità alla propria esistenza.
Quest’anno l’esperienza di Eccellenza Umana ha avuto un significato ancora più profondo, essendosi svolta nel periodo dell’emergenza sanitaria. La seconda parte del percorso, infatti, si è tenuta in videoconferenza. I giovani l’hanno vissuta come un’occasione di respiro e di apertura verso il mondo in un periodo difficile di isolamento, come un vero punto di riferimento settimanale nel quale affrontare le difficoltà legate al lockdown, scoprendo e potenziando le proprie risorse interiori e relazionali.
Gli incontri sono stati tenuti da tre docenti di Psicologia: i professori Massimo Marchisio, Paolo Musso e Alessandro Spampinato. Ognuno ha toccato il tema della relazionalità da diversi punti di vista: la relazione con noi stessi, il rapporto con gli altri in un piccolo gruppo (ad esempio la famiglia o gli amici) e la relazione nei grandi gruppi.“Abbiamo cercato di aiutare i giovani a sviluppare relazioni autentiche”, spiega il dott. Giovanni Intra Sidola, responsabile dell’area di Eccellenza dell’Ufficio di Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma. “Siamo in un’epoca di grandi comunicazioni. Le nuove tecnologie ci permettono di entrare in contatto facilmente con persone in ogni parte del mondo. Ma qual è la qualità delle nostre relazioni? In quale modo comunichiamo con gli altri? I nostri professori hanno riflettuto con i ragazzi su questi ed altri temi, in un periodo in cui la paura del virus rischia di compromettere seriamente i rapporti con gli altri”.“La parola Eccellenza, per un giovane che frequenta l’università, non significa semplicemente raggiungere un alto rendimento accademico”, continua Giovanni Intra Sidola. “L’Eccellenza umana è un cammino che può portare lo studente a dare il meglio di sé, una volta scoperti, compresi e accettati i propri limiti e le proprie risorse, i propri difetti e le proprie potenzialità, già espresse o meno, con una grande spinta al superamento dei limiti e al miglioramento delle potenzialità.La complessità della persona, nonché la sua unicità e irripetibilità, implica che uno studente possa avere gli strumenti per eccellere nell’ambito umano, in quello sociale, in quello spirituale o in quello accademico. Pertanto lo studente deve essere guardato nella totalità della sua persona. Deve essere aiutato a guardare se stesso nel suo insieme, per portare alla luce le sue migliori caratteristiche, in qualsiasi ambito esse risiedano, cercando di confrontarsi con i propri limiti e i propri difetti”.“Essere eccellenti non vuol dire essere privi di difetti o non conoscere l’esperienza del fallimento”, ricorda Giovanni Intra Sidola. “Non è eccellente chi non sbaglia mai; è eccellente chi si rialza ogni volta dopo aver sbagliato, apprendendo dai propri errori; è eccellente chi non fa del perfezionismo e dell’ansia da performance un criterio assoluto; è eccellente chi raggiunge un buon equilibrio (sempre dinamico) fra le dimensioni della propria vita, non chi è orientato esclusivamente al successo ad ogni costo. È eccellente chi non rinuncia alla propria umanità per raggiungere una sterile e falsa perfezione, in una dimensione non individualistica, ma comunitaria”.L’Ufficio di Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma ringrazia i professori Marchisio, Musso e Spampinato per il costante impegno, profuso con grande professionalità in questo Programma da ormai dieci anni, per la creatività mostrata di fronte alle improvvise nuove esigenze didattiche imposte dal medium telematico e per la profonda umanità con cui sanno sempre coinvolgere gli studenti in questo percorso di conoscenza e crescita personale e professionale.

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L’educazione finanziaria degli under 18 passa dall’utilizzo del conto online

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2020

Gli studenti italiani hanno scarse competenze finanziarie: uno su cinque non conosce neppure i concetti base per poter assumere decisioni consapevoli. Ci sono diversi fattori che influiscono su questa situazione: dall’ambiente in cui crescono, al tipo di scuola che frequentano, al confronto con i genitori. Tuttavia, a parità di tutte le altre condizioni, i ragazzi che maneggiano un conto corrente e quelli abituati a fare acquisti online ottengono tra i 20 e i 28 punti in più rispetto alla media nei test che misurano le loro conoscenze nel settore. Lo rileva l’ultimo aggiornamento dell’Ocse-Pisa sulla Financial Literacy https://www.oecd-ilibrary.org/education/pisa-2018-assessment-and-analytical-framework_b25efab8-en, attestando che consentire ai giovanissimi di accedere a strumenti pratici di gestione del denaro, soprattutto se digitali, aiuti a migliorare la loro consapevolezza sui temi collegati e, in sostanza, contribuisca alla loro educazione finanziaria.
L’apertura di un conto HYPE per minori avviene completamente online, previo consenso di un genitore o tutore legale. Il genitore ha la facoltà di eseguire il login in qualsiasi momento, accedendo agli estratti conto del minore e visionando quindi i dettagli dei movimenti e qualunque altra informazione utile a un costante monitoraggio.Ad ulteriore garanzia di sicurezza, sono stati inibiti gli acquisti da parte di HYPE per minori presso alcune tipologie di negozi, ad esempio, quelli che appartengono al settore dei tabacchi o a quello delle scommesse. La app prevede, inoltre, la funzionalità di “messa in pausa istantanea” degli acquisti, ed è coperta dal programma “protetti sempre e ovunque” di MasterCard, che rimborsa in caso di eventuali acquisti non autorizzati. Ogni mese, quindi, i genitori ricevono tramite posta elettronica un riepilogo delle operazioni effettuate dal proprio figlio con HYPE, con l’indicazione delle entrate, delle uscite e dei relativi importi, e delle spese effettuate sia nei negozi fisici sia online; i genitori possono inoltre chiedere approfondimenti sull’operatività contattando il servizio di assistenza.

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Lavoro: i giovani guardano con pessimismo al dopo Covid-19

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 maggio 2020

La ripartenza dopo la crisi acuta dell’Emergenza da Coronavirus è iniziata, e il peggio sembra essere ormai alle spalle. Ora è il momento di adottare tutte le misure necessarie per contenere il contagio, pur facendo ripartire l’economia. Il vero fulcro di questa ripartenza, costituito principalmente dai giovani, sembra però essere in buona parte pessimista. Proprio così: stando a uno studio condotto da IZI in collaborazione con Comin & Partners, infatti, una fetta importante dei giovani italiani guarda al futuro con ben poche speranze.L’indagine è stata condotta su un campione di oltre 1.000 persone tra i 18 e 40 anni. I risultati ci dicono che solo il 21% guarda al futuro con ottimismo. Dei restanti, il 27% è convinto che il proprio futuro lavorativo non subirà modifiche causate dalla crisi sanitaria ed economica. Tutti gli altri, invece, sono pessimisti: un giovane su due è quindi convinto di andare a incontro a lavori meno retribuiti, oppure a importanti periodi di disoccupazione.Di fronte a questo scenario sui toni del grigio, solamente il 22% sembra essere deciso a investire sulla formazione per migliorare la propria formazione.Cosa dovrebbero fare invece i giovani italiani per rispondere in modo positivo alla crisi, contro gli spauracchi della disoccupazione e dei salari ridimensionati?«Senza ombra di dubbio il primo passo è quello di attivarsi sul fronte della formazione, per aggiungere delle competenze chiave al proprio profilo professionale» spiega Carola Adami, co-founder della società di selezione del personale Adami & Associati (www.adamiassociati.com) «e quindi presentarsi nel migliore dei modi sul mercato del lavoro». Nei prossimi mesi saranno infatti molte le persone che si metteranno alla ricerca di un nuovo lavoro. Pensiamo per esempio agli stagionali che non potranno accedere alle solite posizioni estive, o ai lavoratori fuoriusciti da aziende ridimensionate in seguito alla crisi.Diventa quindi essenziale curare al meglio la propria presentazione, in modo da spiccare tra i tanti candidati:«Come head hunter ci troviamo a valutare ogni giorno decine di curricula imprecisi, con errori di vario tipo, e che molto spesso non riescono a mettere in evidenza i punti di forza dei candidati. Per questo motivo abbiamo deciso di offrire alle persone in cerca di lavoro un servizio di restyling e di revisione del Curriculum, in modo da avere un’ottima base di partenza per trovare una nuova e soddisfacente occupazione», spiega ancora Adami.Talvolta, però, il problema è a monte: si pensi a tutte quelle persone che, a causa dello stravolgimento economico causato dalla pandemia e dal lockdown, si troveranno presto a dover affrontare degli importanti cambiamenti professionali.«Individuare il percorso professionale ideale non è mai semplice, e lo è ancora meno durante momenti eccezionali come questo. È fondamentale infatti capire le esigenze del mercato del lavoro e delle aziende, avere piena consapevolezza delle proprie capacità e essere in grado di promuovere al meglio il proprio brand: diversamente, si rischia di lasciare il proprio futuro professionale in mano al destino, perdendone il controllo» sottolinea l’head hunter, aggiungendo che «in questi casi, ancor prima di pensare all’aggiornamento del curriculum, è consigliabile approfittare della consulenza di un career coach, ovvero di un esperto in grado di supportare le più delicate e decisive scelte di carriera». (fonte: ComunicatiStampa.net)

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La Commissione europea sostiene le organizzazioni giovanili

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

A causa della crisi da coronavirus, molti giovani sono isolati dai loro coetanei e non possono svolgere le normali attività quotidiane, inoltre le loro prospettive occupazionali, la loro vita sociale e le loro attività ricreative sono avvolte dall’incertezza. Le organizzazioni giovanili hanno bisogno di sostegno per guidare e assistere i giovani in questo periodo di crisi e aiutarli ad acquisire competenze utili per la loro vita e a prepararsi per il futuro.Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “La pandemia di COVID-19 ha effetti negativi sulle prospettive sociali ed economiche dei giovani ed è essenziale garantire loro il sostegno delle organizzazioni giovanili in questo momento e nel lungo periodo. Il settore giovanile può intraprendere azioni positive e partecipare a una ripresa sostenibile a lungo termine. Il bando pubblicato oggi è focalizzato sul sostegno alle organizzazioni giovanili, affinché possano agire nel campo della partecipazione inclusiva e della solidarietà, anche in linea con le sfide connesse alle competenze digitali e agli stili di vita rispettosi dell’ambiente.” Il bando è rivolto alle ONG, che possono proporre progetti che coinvolgono almeno 5 partner di 5 paesi in grado di mobilitare i giovani in partenariati nei paesi partecipanti al programma Erasmus+. Il termine per la presentazione dei progetti è il 28 luglio 2020.

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La fiducia dei giovani nelle istituzioni alla prova del Covid19

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

La prima lezione della pandemia da Covid19 riguarda il “fallimento” di una risposta adeguata da parte dei governi e, per il professor Noam Chomsky, la loro leadership sarà messa a dura prova soprattutto dalle giovani generazioni.
Il linguista e filosofo ha espresso un pensiero molto critico sulla gestione della crisi, riferendosi in particolar modo all’amministrazione statunitense. “Ciò di cui abbiamo bisogno è sapere la verità su tutto ciò che è già noto e su tutto ciò che è ancora incerto”. La lezione che le istituzioni dovranno imparare è di aprire una conversazione molto più onesta e franca con le loro comunità così da evitare che il presente possa ripetersi in futuro. Sempre a proposito di ciò che è cruciale ai fini della comunicazione delle istituzioni pubbliche durante la pandemia, la filosofa Martha Nussbaum aggiunge: “Due cose, a mio avviso: verità e comprensione dell’altro”. La verità è importante, ma da sola non andrà lontano: l’equipaggiamento migliore di cui dovrebbe dotarsi chi governa, in questo momento, è l’empatia.

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Fattore J: per la salute è tempo di empatia

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Roma. Qual è il rapporto dei giovani con la malattia? Come si comportano gli adolescenti di fronte a uno stato di disagio proprio o altrui? In che modo la scuola può aiutare a gestire gli stress della vita e ad affrontare emergenze importanti come quella che stiamo vivendo? Sono solo alcune delle domande al centro dell’evento live “Esperti in classe” che si è svolto questa mattina con il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità. Collegati in un’aula virtuale aperta e diffusa più di 800 studenti e docenti da tutta Italia. Hanno partecipato anche la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, la sindaca Virginia Raggi e il professore Massimo Andreoni, primario del reparto Malattie Infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma.L’evento si è svolto nell’ambito di Fattore J, il programma promosso da Fondazione Mondo Digitale in collaborazione con Janssen Italia, divisione farmaceutica del gruppo Johnson & Johnson, per educare 100mila giovani all’inclusione, alla diversità e all’empatia verso le persone affette da malattie. Il percorso formativo prevede formazioni online e in presenza, oltre a video pillole e testimonianze dirette di associazioni nazionali di pazienti e partner scientifici di rilievo.Tra i 1.000 studenti che hanno risposto alle domande del questionario il 40% dichiara di vivere con disagio il rapporto con persone affette da una patologia. Tra le emozioni che i ragazzi dichiarano di provare maggiormente in questo periodo vi sono tristezza, malinconia, nostalgia, paura del futuro, noia e ansia. I giovani si considerano dotati di empatia, ma non si sentono in grado di gestire le proprie emozioni e di trasformarle da negative a positive.Uno spot di 100 secondi (youtu.be/vA5zzHQPaG4) dà il via alla campagna di sensibilizzazione di Fattore J. La formazione avverrà online e anche in presenza nelle scuole di sei regioni: Lazio, Lombardia, Piemonte, Sicilia, Emilia Romagna e Veneto. Gli esperti guideranno ragazze e ragazzi a una corretta comprensione scientifica dei modi per prevenire e affrontare alcune patologie diffuse con focus particolare sulle aree terapeutiche di ematologia, immunologia, infettivologia, ipertensione polmonare e neuroscienze. Al loro fianco, le associazioni dei pazienti che aiuteranno a cogliere la dimensione più personale e intima della malattia, a sviluppare intelligenza emotiva e maggiore consapevolezza della “diversità” e “unicità”. Hanno aderito al progetto Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma (AIL), Associazione Ipertensione Polmonare Italiana Onlus (AIPI), Associazione Malati Reumatici del Piemonte (AMaR), Associazione Nazionale per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino (AMICI Onlus), Associazione Nazionale Amici per la Pelle (ANAP Onlus), Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza (APIAFCO), Network Persone Sieropositive (NPS Italia Onlus) e Progetto Itaca Onlus. Partner scientifico l’Università Campus Bio-Medico di Roma.

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Fase 2: tornano al lavoro più over 50 che giovani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

Sono 4,4 milioni i lavoratori che dal 4 maggio, secondo quanto stabilito dal DPCM del 26 aprile, riprenderanno la propria attività lavorativa; mentre 2,7 milioni continueranno a restare a casa in attesa di successive misure governative. Su 100 rimasti a casa per effetto dei provvedimenti di sospensione delle attività, ben il 62,2% potrà tornare al lavoro. La ripresa però avrà effetti inattesi. Coinvolgerà soprattutto lavoratori over 50, rispetto ai giovani, interesserà maggiormente il Nord Italia, più esposto al contagio in questi due mesi di emergenza da Covid-19, e favorirà i lavoratori dipendenti a discapito degli autonomi. Ad approfondire le caratteristiche di chi da lunedì riprenderà la propria attività è la nuova indagine della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, a partire dai microdati delle Forze Lavoro Istat, intitolata “Ritorno al lavoro per 4,4 milioni di italiani. Al Nord prima che al Sud, anziani più dei giovani”.

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I giovani scienziati sfidano COVID-19

Posted by fidest press agency su domenica, 3 maggio 2020

E’ un’esperienza difficile quella degli studenti neoArchimede del 2020. La prima criticità si manifesta in occasione della finale di Milano: con le scuole chiuse per la pandemia, Fast non può organizzare I giovani e le scienze 2020 del 7-9 marzo. Ma grazie al lavoro della Giuria i premi e gli accreditamenti vengono conferiti ugualmente e comunicati nella diretta video del 9 marzo. Seguono le altre brutte notizie: la cancellazione dei più prestigiosi appuntamenti internazionali riservati alle ragazze e ai ragazzi eccellenti italiani.
Non si svolge Regeneron ISEF in California, negli Stati Uniti. Quattro dei cinque progetti candidati, compresi i due lavori accreditati da Fondazione Cariplo e da Etass sono riprotetti per l’edizione del 2021. Non si tiene nemmeno GENIUS Olympiad di Rochester (New York-Usa): gli studenti del Sobrero, vincitori del riconoscimento di Erica srl, si candidano per la prossima edizione, già in calendario per il 7-12 giugno 2021.
LIYSF, il London International Youth Science Forum in programma all’Imperial College è posticipato al 2021, dal 28 luglio all’11 agosto. All’appuntamento vanno anche il lavoro vincitore del riconoscimento di OCMI Group e quello scelto da Cielo Stellato Silvio Lutteri. SJWP, il premio acqua di Stoccolma viene riproposto online. Fiorenza e Giorgia dell’Omar di Novara, beneficiarie dell’accreditamento di Xylem Water Solutions, accolgono di buon grado la nuova formula.
Non ha luogo ESE, Expo Sciences Europe di Milset Europe di fine luglio in Romania, come pure il concorso di novembre Expo Science Asia ad Abu Dhabi; uno dei due lavori candidati è indicato dalla Fondazione Salvetti. Anche IEYI a Kazan in Russia, 5-10 settembre, notizia fresca, è cancellato.
Fortunatamente i nostri futuri Leonardo hanno altre possibilità per far conoscere le loro idee e presentare i progetti:
. BUCA IMSEF a Buca in Turchia, 29 settembre-4 ottobre;
. INSPO a Istanbul ancora in Turchia, 30 settembre-4 ottobre; qui è già confermato il progetto premiato da Unichim;
. MOSTRATEC a Novo Hamburgo, Brasile, 19-23 ottobre;
. ESI AMLAT a Santa Rosa, La Pampa, Argentina, 6-10 novembre;
. EXPO MEXICO a Hermosillo, Sonora, Messico, 7-11 dicembre.
Ci sono pure nella primavera del 2021 gli appuntamenti EXPORECERCA JOVE in Spagna, (il lavoro già selezionato è sponsorizzato da British Istitutes Seregno), I-FEST in Tunisia, EXPO SCIENCE del Belgio. Nessuna preoccupazione, al momento, per TISF di Taipei in programma a gennaio 2021 e dove va il progetto assegnatario del riconoscimento AICA.
Fast attende infine la decisione della Commissione europea relativamente a EUCYS, Salamanca, 15-20 settembre; tra i tre progetti scelti c’è pure il lavoro insignito del riconoscimento di COREPLA.
“E mentre si cerca di averla vinta sul COVID-19, commenta il presidente Fast Angelo Bargigia, la Federazione si prepara alla prossima edizione di questa importante iniziativa. Le candidature devono essere presentate entro il 22 gennaio 2021; l’esposizione dei lavori selezionati dalla Giuria e la premiazione sono previsti a Milano dal 6 all’8 marzo”. E vinca il migliore!

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Settimana Mondo Unito dei giovani dei Focolari

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Appuntamento mondiale online il 2 maggio alle 12.00 (UTC +2). Torna, in versione online la “Settimana Mondo Unito”, laboratorio ed expo globale promossa dai giovani dei Focolari per mostrare storie, azioni, iniziative che, in ogni parte del mondo, contribuiscono a realizzare, tra le persone e i popoli, la fraternità, l’unità e la pace, anche ai tempi del Covid-19.Il tema centrale è “In Time for peace”, ovvero “in tempo per la pace”, con due eventi centrali a livello mondiale, e tanti altri locali: una vera e propria maratona con approfondimenti e testimonianze da una parte del globo all’altra, per raccontare il cammino dell’umanità verso la fraternità universale, anche ai tempi del Covid-19.La maratona multimediale “In Time For Peace” sarà trasmessa dal sito web http://www.unitedworldproject.org che promuove la Settimana Mondo Unito. Sempre sul sito United World Project sarà possibile consultare il calendario degli eventi locali, con i link per collegarsi durante l’intera settimana, e seguire ciò che sta avvenendo ora in Italia, ora negli Usa, in Australia o nella Repubblica Democratica del Congo, solo per citare alcuni Paesi. Anche i canali social di United World Project permetteranno di seguire gli eventi della Settimana Mondo Unito.Gli eventi centrali
Sabato 2 Maggio, alle ore 12.00 (UTC +2), la diretta streaming “#InTimeForPeace Web Event” collegherà diverse città del pianeta, raccontando storie e azioni, ospitando dibattiti e performance artistiche.
Domenica 3 Maggio, dalle 11:00 alle 12:00 di ogni fuso orario, si correrà virtualmente la Run4unity, un evento sportivo, una staffetta non stop che abbraccerà il globo, con giochi, sfide, testimonianze e impegni per stendere simbolicamente sulla Terra un arcobaleno di pace.
La Settimana Mondo Unito, lanciata dai giovani dei Focolari nel maggio del 1995, vuole essere una sorta di osservatorio mondiale sulla fraternità promosso dal Movimento dei Focolari in collaborazione con movimenti, associazioni, comunità che, nei cinque Continenti, operano per la pace e la fraternità fra i popoli.

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Al via la campagna dei Giovani per la Pace

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Di fronte alla strage di migliaia di anziani in RSA, case di riposo e istituti, i Giovani per la Pace – movimento di studenti medi e universitari della Comunità di Sant’Egidio – si mobilitano in tutta Italia con la campagna “Salviamo i nostri anziani”. L’iniziativa ha preso il via con un video-appello (condividi questo link), che si sta diffondendo rapidamente sui social e attraverso l’hashtag #SalviamoINostriAnziani. I Giovani per la Pace, da anni impegnati a fianco degli anziani in istituto, non vogliono rimanere indifferenti al dramma che sta colpendo la generazione dei loro nonni. Dalle statistiche rivelate dall’Oms emerge ormai con chiarezza che, fino ad oggi, in Europa la metà delle vittime di Covid-19 erano ospiti delle Residenze Sanitarie Assistite. Anche in Italia la situazione è drammatica. Per noi, Giovani per la Pace, non si tratta, però, solo di numeri. Alcuni degli anziani morti erano nostri amici e molti degli istituti coinvolti erano (e saranno nuovamente quando la situazione lo consentirà) luogo delle nostre visite settimanali.Nelle scorse settimane i Giovani per la Pace di tutta Italia hanno continuato a chiamare al telefono gli anziani che hanno conosciuto e inviato lettere e videomessaggi per far sentire la loro vicinanza a numerosi anziani residenti negli istituti nel tentativo di superare un isolamento sociale, che è motivo di grande sofferenza. Dove mancavano dispositivi medici, si sono poi mobilitati per procurare, attraverso donazioni, guanti e mascherine. La campagna “Salviamo i nostri anziani” intende mostrare come un’alternativa alle morti, alla solitudine e all’abbandono sia effettivamente possibile e come le istituzioni hanno il dovere di ripensare e superare il sistema delle RSA, prendendo a modello esperienze come le piccole case famiglia, il cohousing e l’assistenza domiciliare che va rafforzata. Ogni anziano ha il diritto di vivere in un posto che possa chiamare casa. Di queste possibili soluzioni i Giovani per la Pace vogliono farsi promotori e, in nome di un’alleanza intergenerazionale, intendono dar voce a chi, nei giorni drammatici della pandemia, è morto nel silenzio. I Giovani per la Pace sono un movimento di giovani legato alla Comunità di Sant’Egidio, attivo nelle scuole e nelle università in numerose città italiane, impegnato a diffondere una cultura della pace e della solidarietà a partire dalle periferie e dalle persone più escluse: anziani, minori in difficoltà, migranti e senza dimora.

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20.000 giovani che vorrebbero lavorare, ma non possono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

Nel mezzo della situazione di emergenza sanitaria, la correzione dei compiti inerenti l’Esame di Abilitazione Forense 2019-2020 è stata sospesa, mentre i giovani medici, per i quali è già prevista e regolamentata una retribuzione durante il periodo di specializzazione, sono stati abilitati tout-court allo svolgimento della professione, non solo per questo periodo emergenziale, ma anche per gli anni a venire.Non si ravvisa tuttavia nessuna previsione di tempi, nessuna garanzia di trasparenza nelle operazioni e nessuna considerazione in merito ai prossimi esami scritti che si dovrebbero tenere a dicembre 2020.A fronte di questa emergenza, che inevitabilmente porterà ad un ulteriore allungamento dei tempi di abilitazione, di cui i praticanti pagheranno ancora una volta il prezzo, l’unica formale proposta in campo ad oggi non risolve il problema e anzi determina probabilmente costi aggiuntivi per le casse pubbliche.Siamo consapevoli che la professione forense, per la sua importanza e per il ruolo fondamentale che riveste nel nostro ordinamento, debba essere esercitata solo da soggetti preparati e meritevoli, ma ogni proposta dovrebbe essere propedeutica ed orientata ad una riforma integrale dell’iter abilitativo alla professione, così da non creare de facto percorsi universitari di “serie A” ed altri, come il nostro, di “serie B”, con una visibile e marcata disparità di trattamento.Si chiede, in buona sostanza, l’ammissione ad una prova orale “snella”, che preveda l’interrogazione su quattro materie tra le principali del nostro ordinamento giuridico – come meglio indicate nell’allegata proposta – e che la correzione dei nostri elaborati, per come oggi organizzata, sia sospesa, ma che in sede di colloquio si instauri con la commissione una proficua discussione sulle prove scritte sostenute a dicembre 2019, così da non vanificarle e tenendole in considerazione nella valutazione complessiva.I praticanti, come il resto della popolazione italiana, hanno subito in questo periodo l’isolamento, in alcuni casi trasferimenti o allontanamenti imposti da esigenze di salute pubblica, hanno perso cari e familiari, hanno concrete difficoltà nel reperire il materiale su cui studiare per la prova orale, molti familiari hanno perso il lavoro e stanno fronteggiando non poche difficoltà nel provvedere alle proprie spese. Lo svolgimento dell’esame di abilitazione, così come strutturato, genera dubbi di trasparenza, meritocrazia ed uguaglianza non solo in noi giovani praticanti, visti addirittura come una “minaccia” al sistema già saturo e scoraggiati a proseguire su questa strada da molti avvocati, i quali forse temono l’inserimento competitivo nel mondo legale di giovani preparati e competenti. A questo proposito, giungono nella direzione delle nostre sollecitazioni perplessità in seno all’Unione Europea e alle stesse Nazioni Unite, come si può apprendere dall’ultima formale richiesta all’Italia di chiarimenti del Comitato sui diritti economici, sociali e culturali (UNDESC) del 16 aprile ultimo scorso.

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Coronavirus: Ripartire dai giovani

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2020

Altavilla Vicentina (VI) Il 2020 è un anno che ricorderemo a lungo. L’emergenza Covid-19 ha costretto persone e aziende a un forte cambiamento, di abitudini, di stili di vita e di organizzazione delle attività. Pone inoltre molti interrogativi, in tutti e a tutti i livelli.Come Business School, CUOA lavora con imprenditori e imprese, con manager e professionisti e con giovani laureati/laureandi. È a questi ultimi e alle loro famiglie che CUOA rivolge la sua nuova iniziativa di Corporate Social Responsability. Grazie al supporto di tutti i CLUB Member, aziende e organizzazioni che sostengono la scuola riconoscendone il valore per la preparazione di capitale umano preparato, CUOA mette a disposizione 100mila euro di contributi finalizzati alla partecipazione ai Master Full Time 2020.“Abbiamo a cuore il futuro dei nostri giovani – spiega il Presidente di CUOA Business School, Federico Visentin – per questo abbiamo coinvolto i nostri soci e deciso con loro, come Consiglio di Amministrazione CUOA, di destinare il 20% dei contributi legati alla membership delle aziende, pari a oltre 100mila euro, ad agevolazioni economiche per favorire la partecipazione di brillanti neolaureati/laureandi ai nostri Master full time.Come imprenditore, sono fermamente convinto che solo le competenze possono fare la differenza. Nelle nostre imprese, in una situazione complessa e difficile come quella che stiamo vivendo, è e sarà indispensabile avere nuove energie, che si affiancano ai team di collaboratori che già abbiamo. I giovani possono essere portatori di questa energia e sono il nostro futuro. Come Presidente del CUOA, inoltre, ritengo indispensabile che una scuola di management sia a servizio di persone e aziende, abbiamo anche un ruolo sociale. La scelta di investire sui giovani nasce dalla nostra radice storica, perché il CUOA è nato come scuola di specializzazione post universitaria oltre 60 anni fa, abbiamo sempre lavorato con i giovani, fin dalla prima ora. Oggi inoltre abbiamo un’altra motivazione: i giovani non vanno lasciati indietro. Con le loro famiglie vivono un momento di profonda incertezza, forse non credono nemmeno nella possibilità che le aziende vogliano investire su di loro. Con questa iniziativa vogliamo dire loro che non è così: investiamo noi come scuola e investono con noi le nostre aziende socie”.
I Master full time 2020, tradizionalmente sempre svolti in sede ad Altavilla Vicentina, sono stati completamente riprogettati e partiranno in modalità online già a giugno 2020, proprio per far fronte alla situazione. Il lavoro fatto dalle Direzioni scientifiche e dal team CUOA ha avuto come principale obiettivo il mantenimento dell’approccio concreto, esperienziale, applicativo della didattica, pur con modalità a distanza.Le lezioni si svolgeranno in un ambiente virtuale dedicato, che consentirà comunque la massima interazione tra partecipanti e con i docenti. Appena possibile alcune attività si svolgeranno anche in sede.La modalità combinata online e in sede consente ai giovani di tutta Italia di sostenere l’impegno di studio, limitando al massimo i costi di trasferimento e potendo contare comunque su una esperienza completa, finalizzata all’ingresso nel mondo del lavoro.Per informazioni sui Master Full Time e sui contributi: https://www.cuoa.it/ita/master-full-time-per-giovani-laureandi-e-laureati | Ivana Simeone e Valentina Danieletto.

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Il coronavirus e i giovani

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

di Giuseppe Bianchi. Porre un problema è sempre utile, perché la mancanza di risposte induce a trovarle. Tra le conseguenze funeste del coronavirus è quanto sta capitando ai nostri giovani. Per gli adolescenti rimarrà un ricordo vago e angoscioso al pari di quanto capitato ai loro ex coetanei che vissero le tragiche esperienze del secondo dopoguerra, condividendo la stessa anticipata conoscenza del male. Per i ragazzi in età scolastica è il venir meno degli automatismi della vita collettiva nel cui ordinario andamento si sentivano protetti, a cui va aggiunto il peso delle restrizioni in casa e, per molti di essi, il primo coinvolgimento nelle difficoltà familiari legate alle incertezze per il futuro. Ma forse la condizione più difficile è per i giovani prossimi alla conclusione dei loro percorsi formativi le cui prospettive di vita si sono annebbiate. Nessuno è in grado di dire loro quale paese emergerà dalla crisi in atto e quali spazi si apriranno alle loro prospettive lavorative. I giovani vivono le nostre stesse angosce e preoccupazioni e, avendo più futuro da spendere, si aspettano che gli interventi messi in atto per spegnere l’incendio divampato non lascino a loro terra bruciata e non più fertile. Un effetto della pandemia è la recuperata centralità dello Stato nel rispondere alle difficoltà dei cittadini e delle imprese. Tutti i paesi colpiti dal coronavirus predispongono imponenti piani di spesa pubblica. A tale necessità non si è sottratto il nostro Governo, assicurando ai cittadini che nessuno perderà il posto di lavoro e il reddito, e alle imprese che a nessuna mancherà la liquidità necessaria per continuare a produrre. Un autorevole impegno a tutto campo giustificato dall’emergenza che ha escluso qualsiasi possibilità di graduare gli interventi di aiuto in funzione dei costi subiti e della capacità di ripresa dei diversi comparti del sistema produttivo e del mercato del lavoro. C’è un dato, però, che non può essere trascurato nella cosiddetta Fase 2: il nostro elevato debito pubblico, in un paese sfibrato da anni di bassa crescita con una struttura burocratica pubblica ingabbiata in un sistema normativo debilitante. Che significa, nelle condizioni date, tener conto delle aspettative dei giovani di non trovarsi in una terra bruciata con un sovraccarico di debiti pubblici da pagare? Deve maturare una comune consapevolezza che usciremo da questa crisi più poveri e indebitati, con una struttura produttiva da recuperare a una maggiore produttività e con una organizzazione burocratica pubblica da riformare. Un obiettivo che va ben oltre a quello di salvare l’esistente: occorre creare nuove opportunità di sviluppo e di occupazione di cui anche i giovani possano beneficiare. L’esigenza da soddisfare è un uso produttivo della nuova spesa pubblica a debito: nel sostegno alle imprese occorrerebbe distinguere quelle più dinamiche, in linea con le prospettive di uno sviluppo sostenibile, da quelle decotte in condizione di pre-fallimento, ben prima dell’intervento del coronavirus; nel sostegno ai redditi dei lavoratori occorrerebbe favorire il loro recupero produttivo, agendo con gli strumenti disponibili a sostegno dell’occupazione esistente, evitando la facile soluzione di creare un blocco sociale di assistiti, difficile poi da recuperare al lavoro.Un altro dato emergente dalla crisi è il destino dell’Unione Europea, una costruzione fragile che mostra le sue crepe quando il tempo diventa burrascoso. I giovani sono la generazione più aperta a tale progetto che costituisce la dimensione territoriale in cui pongono le loro aspettative e, anche in questo caso, è importante quale Europa trasferiremo loro. L’integrazione europea è ora esposta alle chiusure nazionalistiche perché i singoli governi sono chiamati a affrontare i bisogni dei propri cittadini in difficoltà, che con il loro voto li hanno eletti e ai quali devono rispondere. Inoltre riaffiorano le mai sopite contrapposizioni fra i paesi del Nord Europa, che chiedono una riduzione dei debiti nazionali per ridurre i rischi di un indebitamento comune, e i paesi del Sud, che chiedono una condivisione dei debiti, almeno quelli assunti per fronteggiare la crisi sanitaria, per ridurre tali rischi. Più che l’appello ad astratte invocazioni di solidarietà, occorre trovare compromessi che non interrompano il percorso di integrazione come, peraltro, fortunatamente sta avvenendo. La prima esigenza è quella di non compromettere il capitale comune politico costituito dall’insieme delle istituzioni europee (BCE, BEI, Commissione Europea ed altre) che oltre a favorire l’accesso al credito a bassi tassi di interesse per i singoli paesi (di cui l’Italia ha assoluta necessità), già consentono trasferimenti di risorse, benché limitate, a vantaggio dei paesi in difficoltà.La domanda è se la leva finanziaria coltivata da queste istituzioni sia sufficiente per l’uscita dalla crisi economica e riavviare un processo di crescita. Il problema è posto soprattutto dai paesi europei del Sud, più colpiti dal coronavirus e che, nello stesso tempo, hanno meno risorse proprie da mettere in campo. Senza una mutualizzazione europea di almeno una parte del nuovo debito pubblico, questi paesi rischiano una crisi fiscale allarmante. È il caso dell’Italia: senza nuovi strumenti di condivisione del debito pubblico, il ricorso al mercato finanziario potrebbe avvenire a costi tali da compromettere la solvibilità di questo debito.
Quale che sia l’esito del confronto politico in atto, il dato da condividere con i giovani è che questa Europa dell’economia e della finanza ha perso la sua forza propulsiva e ha inaridito le sue fonti di legittimazione per un’importante parte della popolazione del continente. Va intrapreso un nuovo percorso politico di costruzione del popolo europeo senza il quale non si costruisce né uno Stato federale né una democrazia sovranazionale. Occorre passare da una Europa regolatoria a una Europa istituzionale, perché sono le istituzioni a definire le opportunità di una collettività sovranazionale regolando gli scambi sia sul piano politico che economico e sociale.In conclusione il coronavirus ha aggredito la condizione giovanile. Ha messo in luce come il loro attuale benessere poggi su basi fragili, godendo dell’effetto di trascinamento di un benessere, parte del quale costruito nel passato e che ora sta per esaurirsi. Si sta aprendo un tempo nuovo di ricostruzione. I giovani devono essere stimolati a capire di più per temere di meno perché hanno le opportunità per rifiutare l’idea che il meglio sia alle loro spalle sempre che gli adulti siano benevolenti nei loro confronti.Le Note Isril vengono gradualmente aggiornate anche sulla pagina Facebook dell’Isril (https://www.facebook.com/QuaderniISRIL/) e sul blog dell’Isril all’indirizzo web https://isrilstudi.wordpress.com.

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Onore al Merito 2020: AssOrienta premia i giovani che sognano la divisa

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

Per il secondo anno consecutivo AssOrienta – Associazione Orientatori Italiani, impegnata da anni nel settore dell’orientamento allo studio e al lavoro presso le scuole secondarie di secondo grado, e la scuola Nissolino Corsi hanno indetto il Concorso “Onore al Merito”, bando che prevede l’assegnazione di ben 391 borse di studio a ragazzi e ragazze, di età compresa tra i 17 e i 26 anni, per la preparazione ai concorsi in divisa. I partecipanti al bando (consultabile sul sito https://www.nissolinocorsi.it/bando-concorso-onore-merito/) saranno chiamati ad affrontare un iter concorsuale che prevede quattro prove di carattere culturale e psico-attitudinale che si svolgeranno a maggio 2020. Nel 2019 sono state oltre 5mila le domande pervenute, un successo che ha portato ad aumentare significativamente il numero delle borse di studio.Ma quanti sono i giovani in Italia che ambiscono ad una carriera in divisa? Non pochi. Stando ai dati raccolti dall’Osservatorio “Giovani e Orientamento” promosso da Skuola.net e AssOrienta, che ha coinvolto 10mila alunni dell’ultimo triennio delle scuole superiori, per comprendere l’idea che i ragazzi hanno della vita dopo la scuola, il 5% di loro ha messo nel mirino un concorso per l’ingresso nelle Forze Armate o di Polizia. Proiettando il dato sul totale degli studenti si traduce in un bacino potenziale di 70mila aspiranti.Una scelta motivata non tanto dalla stabilità lavorativa (prima motivazione per il 12%) quanto dai valori che incarnano le professioni in divisa (il 52%), che in questo particolare e difficile momento storico vengono sempre più riconosciuti e celebrati.Tuttavia va sottolineato come solo 1 studente su 5, fra quelli interessati, abbia ricevuto informazioni dalla scuola su come accedere a questo tipo di opportunità dopo il diploma. Dato che assume una certa rilevanza se si pensa che circa 1 alunno su 4 si prepara ad affrontare un test di ingresso o una prova di selezione già durante l’ultimo triennio delle superiori. I ragazzi quindi sono ben consapevoli delle ricadute che può avere il superamento o meno di una prova di sbarramento sulla propria realizzazione in ambito professionale.Le nuove generazioni comunque non si lasciano abbattere facilmente. Alla domanda su quale sia la caratteristica personale vincente, la metà di loro ha dato la stessa risposta: la determinazione, nel lavoro come nella vita.Al seguente link è possibile scaricare il press kit completo https://we.tl/t-YED0B7gO68 che comprende anche il testo integrale del bando del Concorso “Onore al Merito”,

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La terapia intensiva privilegia i soggetti giovani?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

“Siamo allarmati per le raccomandazioni che abbiamo visto circolare in questi giorni in merito all’ammissione ai trattamenti clinici e alla loro sospensione, contenute nel documento della Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva”, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, “Tali raccomandazioni suggeriscono di porre un limite di età all’ingresso in Terapia Intensiva, di riservare le risorse che potrebbero essere scarsissime a chi ha più probabilità di sopravvivenza e a chi può avere più anni di vita salvata, in sostanza privilegiando pazienti giovani e sani rispetto ai pazienti anziani, malati e con comorbidità severa il cui decorso è più lungo e consuma più risorse. Comprendiamo bene la necessità di seguire un’ottica di massimizzazione dei benefici per il maggior numero di persone, in condizioni eccezionali di squilibrio tra necessità e risorse disponibili, e riteniamo che per scongiurare quest’ipotesi vada compiuto ogni sforzo possibile, concentrando tutte le risorse nel moltiplicare i posti nei reparti, e soprattutto facendo comprendere alla popolazione intera la necessità di impegnarsi al massimo per evitare il contagio”
“Quel che a tutti deve essere ben chiaro”, prosegue Messina, “è che adottare comportamenti leggeri e non seguire le norme di prevenzione significa mettere a rischio non soltanto la propria salute e quella delle persone più prossime come familiari, conviventi, colleghi, ma la tenuta del sistema e la salute di tutti. Chiunque adotti comportamenti irresponsabili, non rispettando le regole, contribuisce attivamente a mettere tutti noi di fronte a scelte etiche dolorose come questa. Ci troveremo, nel caso in cui il contagio si espanda e la domanda di terapia intensiva cresca ulteriormente, a dover decidere a chi destinare le limitate risorse disponibili e a escludere necessariamente delle categorie. Rispettando le regole possiamo tutti insieme arrestare il contagio. Facciamo appello anche ai datori di lavoro affinché favoriscano lo smart working, e alle famiglie affinché proteggano i più fragili ovvero gli anziani e i malati cronici esposti ai maggiori rischi, facendo anche attenzione ai rapporti tra nonni e nipotini, che possono essere veicolo di contagio. Gli anziani sono la spina dorsale di questo paese, i più fragili si aspettano di essere tutelati, non abbandonati: è per loro che dobbiamo fare ogni sforzo possibile”“Infine”, conclude Messina, “il nostro pensiero va agli operatori sanitari, a medici, infermieri, e a tutti coloro che da settimane stanno rispondendo in modo efficace e coraggioso a questa emergenza senza precedenti nella nostra storia recente, ammalandosi a loro volta, e sostenendo un peso crescente, considerata la difficoltà che si ha nel sostituirli. A tutti loro va la nostra gratitudine per quello che stanno facendo”.

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Università europea di Roma: Inaugurazione nel segno del digitale e dei giovani

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

“Nella costruzione del futuro di un paese, giocano un ruolo fondamentale le Università come luoghi dove si guarda al futuro con serenità e fiducia, e con il desiderio di dare ognuno il meglio di sé per poter formare una comunità umana dove possa regnare la giustizia e la pace ad ampio raggio: pace tra i popoli, pace con il creato, pace con sé stessi. Le Università, pur in un mondo così mutevole, continuano ad essere luogo privilegiato di metabolizzazione delle grandi sfide del futuro e dove, in un certo senso, si possono anticipare le soluzioni.Ma per realizzare questo compito, sono necessari un atteggiamento fondamentale di fiducia – che talvolta si deve recuperare superando le paure – e un alto senso di responsabilità condivisa, perché tutti siamo chiamati a dare una risposta libera, consapevole e fattiva di un impegno sereno e sincero, nelle proprie capacità e competenze, per costruire una società più umana, dove sia possibile, malgrado i diversi problemi strutturali e congiunturali, guardare al futuro con speranza.“ Ha dichiarato il Magnifico Rettore Prof. Padre Pedro Barrajón, L.C. .“In particolare, con il suo fondamentale supporto, la Congregazione ha finalmente reso possibile, nel settembre 2019, l’inaugurazione ed il lancio ufficiale della Residenza UER, nell’ottica di un progetto più ampio di potenziamento dei servizi del Campus Universitario, a beneficio soprattutto degli studenti fuori sede.La Residenza UER, che si trova a pochi passi dall’Università ed è immersa in ampi spazi verdi, è in grado di ospitare fino a cento studenti fuori sede, offrendo loro non solo i più moderni servizi e tutte le comodità, ma anche seminari e programmi di formazione ed accompagnamento personale, grazie ad un’equipe di formatori sempre disponibili.
Il bilancio tratteggiato dal Rettore è d’altronde molto positivo: nel 2019 Università Europea di Roma ha superato i 1.500 studenti, crescendo del 25% nell’ultimo anno e posizionandosi prima a Roma tra le piccole università non statali nella classifica Censis 2019 della Università Italiane.È quindi intervenuto Il Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, S.E.R. Mons. Rino Fisichella che ha dichiarato: “La cultura digitale si presenta con alcune caratteristiche che meritano di essere analizzate. A differenza del processo culturale come conosciuto sinora, la cultura digitale si afferma come un fenomeno globale e globalizzante. Si introduce l’hic et nunc dell’immediato; il linguaggio appare più sintetico, disintermediato, essenziale, spesso riassunto in un’immagine che esprime l’emozione del momento ed è compreso intuitivamente.La tecnologia digitale aiuta la memoria, permette l’archiviazione dei dati aiutando la vita sociale e personale. Assistiamo così ad un vera e propria trasformazione antropologica. Per la Chiesa si apre una nuova fase di evangelizzazione, ed è una sfida da non perdere. La vera domanda non è come utilizzare le nuove tecnologie per la formazione, ma come diventare presenza formativa nel continente digitale.Quanto mai attuale e dibattuto, per quanto non regolamentato, il mondo di Internet si impone nelle vite dei giovani. Diversi i punti di vista esposti dai relatori all’evento che hanno generato un interessante e costruttivo dibatto; il Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro- Internazionale ha affermato: “L’uomo sta oggi vivendo la rivoluzione digitale strettamente connessa al progresso tecnologico, alla comparsa di internet, della connessione globale, nonché all’espansione vertiginosa della robotica e dell’intelligenza artificiale.
Di fronte a tale sfida, che sta provocando un mutamento persino antropologico e che interessa trasversalmente ogni settore – provocando comprensibili timori ed incertezze così come accaduto in occasione dei precedenti mutamenti epocali che hanno coinvolto il nostro mondo – ritengo che occorra essere fondamentalmente ottimisti nelle capacità dell’uomo di adattarsi e di governare il fenomeno in questione.Un fenomeno che trae da esso tutte le opportunità di maggior benessere e di sviluppo che senza dubbio offre, pur tenendo sempre fissi due principi inderogabili : la tutela della dignità e l’integrità dell’uomo, intese nel senso più completo e profondo.Per affrontare con determinazione e responsabilità questa sfida cruciale, occorre partire dalla formazione e dalla competenza e, per questo, sono convinto che sia imprescindibile garantire il massimo dell’impegno, ad ogni livello, pubblico e privato, nell’obiettivo di offrire alle nuove generazioni gli strumenti culturali e formativi necessari per gareggiare su questo difficile terreno.Nel fornire alle nuove generazioni gli opportuni strumenti conoscitivi, professionali, scientifici e culturali, resta a mio giudizio fermo ed imprescindibile che la dimensione etica e spirituale dell’uomo – il quale deve rimanere sempre e comunque il soggetto che governa, in piena autonomia dalla macchina, i processi di elaborazione tecnologica, nonché quelli di applicazione nei diversi ambiti – non devono essere in alcun modo trascurati, né dati per scontati, bensì debbono costituire il criterio indefettibile e non negoziabile di ogni percorso formativo.

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Educazione finanziaria a Roma, ben cinque studenti udinesi su 20 da tutta Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 febbraio 2020

Su 20 posti per studenti da tutta Italia, ben cinque se li sono aggiudicati quelli del Friuli Venezia Giulia, vincendo una tre-giorni intensiva alla Winter School di Roma nell’ambito del progetto #iopensopositivo, dove approfondire i temi dell’educazione finanziaria. Cecilia Nadalini del Liceo classico Stellini, Carlo Novello del liceo scientifico Marinelli, Luca Morandini, Paola Mulligh e Valentina Fabbro, dell’Istituto Tecnico Deganutti, sono risultati tra i migliori a livello nazionale al test in educazione finanziaria dello speciale percorso informativo e formativo, promosso in regione dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine, voluto dal Ministero dello sviluppo economico e Unioncamere, in collaborazione con il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria. Il progetto si propone appunto di diffondere in modo innovativo le conoscenze finanziarie tra i giovani studenti che frequentano i tre anni conclusivi della scuola secondaria di secondo grado e lo scorso ottobre c’era stata la tappa udinese in Sala Valduga, dove gli studenti hanno partecipato a una lezione e a un test interattivo e avviato il percorso formativo. Da lì sono stati poi selezionati i migliori risultati a livello italiano, per far parte della Winter School all’Universitas Mercatorum.I ragazzi sono stati informati sulla necessità di possedere una corretta percezione delle proprie risorse economiche e di rinforzare la consapevolezza delle difficoltà e dei rischi quando si intraprendono investimenti e si avviano iniziative di micro imprenditorialità. L’adesione al progetto e alla piattaforma di gioco-test http://www.ipensopositivo.eu è stata capillare su tutto il territorio italiano. Sono stati incontrati oltre 1.500 studenti del triennio finale delle scuole superiori, da Udine a Catania, passando per Brescia, Firenze e Bari. Gli eventi del progetto, catalizzati dalle Camere di commercio del territorio, dagli uffici di Alternanza Scuola-Lavoro e dal Salone dello Studente hanno permesso un’ampia promozione che ha coinvolto giovani studenti e professori interessati. Il percorso didattico in piattaforma, fruibile da desktop o mobile, composto da 6 moduli, ha approfondito in modo innovativo le conoscenze finanziarie attraverso contenuti sviluppati seguendo un percorso narrativo in graphic animation.L’iniziativa finale di 3 giorni ha visto coinvolti gli studenti in lezioni con docenti dell’Universitas Mercatorum sui temi di finanza e gestione d’impresa, sono stati inoltre invitati giovani startupper che hanno testimoniato la propria esperienza di imprenditorialità.La tre giorni si è conclusa con un’attività che ha visto gli studenti impregnati in prima persona nella creazione di un business plan traducendo infine l’idea imprenditoriale in un elevator pitch.

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Lavoro: disoccupazione ferma al 9,7%, in aumento quella giovanile

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 gennaio 2020

L’Istat ha pubblicato i dati relativi alla disoccupazione a novembre, che resta stabile al 9,7%.La disoccupazione giovanile risale, invece, al 28,6%.Un andamento che sottolinea, ancora una volta, le necessità di interventi più incisivi e decisi in direzione di un rilancio dell’occupazione nel nostro Paese, attraverso lo stanziamento di investimenti necessari per la crescita, lo sviluppo tecnologico, la ricerca e la modernizzazione delle infrastrutture.Il Paese si trova ancora in una fase di incertezza che deve essere superata assumendo scelte coraggiose, che diano uno slancio decisivo all’economia. Scelte di cui, purtroppo, ancora non si vede traccia.Il bonus per le famiglie e il taglio del cuneo fiscale, seppur ancora insufficiente, sono solo i primi passi per rilanciare il potere di acquisto delle famiglie, presupposto indispensabile per determinare una ripresa della domanda interna e, per questa via, della produzione.Tutto ciò si rende ancora più necessario alla luce dei costi stimati in aumento nel 2020 (il nostro Osservatorio ha previsto una stangata di +630,65 Euro).“Se veramente si vuole imprimere una svolta a tale andamento e proiettare il Paese verso la crescita, quel che serve è un piano straordinario per creare nuova occupazione stabile e di qualità e gettare così le basi salde per la ripresa economica.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori.

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La Brexit non ricada sulle opportunità per i giovani e la visione della Generazione Erasmus

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 gennaio 2020

“La decisione presa dalla Camera dei Comuni inglese, per quanto prevedibile nelle ultime settimane e senza alcuna conseguenza pratica immediata, è un brutto segnale non solo per i giovani britannici ma per tutti quelli europei, per il quale il programma Erasmus rappresenta una delle più significative opportunità di crescita personale e di formazione.” dichiara a caldo Vittorio Gattari, Presidente di Erasmus Student Network Italia, la principale organizzazione internazionale che si occupa di mobilità studentesca. “Il paradosso che rende ancora più ingiusto tutto ciò è che, come noto, i giovani britannici nel 2016 votarono largamente contro la Brexit e a favore della permanenza nell’Unione Europea e sono quindi vittime incolpevoli di quella scelta.” Non è retorico quindi, secondo il Presidente Gattari, parlare di “vero e proprio scontro generazionale”.Il voto di ieri non comporta l’immediata uscita del Regno Unito dal programma Erasmus+, ma il segnale politico, in vista dei negoziati con l’Unione Europea, è sicuramente in controtendenza rispetto alla visione di una Generazione Erasmus in grado di diventare “Gioventù Europea”. I ragazzi tuttavia non smettono di guardare avanti. “Come Erasmus Student Network Italia — conclude Gattari — chiediamo con forza che il Regno Unito continui a far parte del programma, anche eventualmente sotto forme diverse che sono già previste per altri paesi, membri e non-membri dell’UE. Bisogna fare tutto il necessario per non privare migliaia di giovani di un diritto, quello all’esperienza Erasmus, che permette di studiare, lavorare e formarsi in un ambiente internazionale, comunitario, aperto, e che tutti i dati dimostrano essere straordinariamente positivo in termini di sviluppo di competenze trasversali e opportunità di trovare lavoro”.
ESN Italia è la branca italiana di Erasmus Student Network, la più grande organizzazione di studenti volontari in Europa.ESN supporta lo sviluppo di programmi di mobilità studentesca in più di 1.000 Istituti di Alta Formazione in oltre 40 Paesi secondo il principio Students Helping Students.Ogni anno sono circa 2.000 i volontari italiani che si impegnano nell’accoglienza degli studenti Erasmus per l’arricchimento della società attraverso gli studenti internazionali. (by Alessandra Palmulli)

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