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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘giovani’

Osservatorio Laudato Si’ – L’impegno dei giovani per l’ecologia

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 ottobre 2019

Roma Venerdì 18 ottobre 2019, ore 15:00 Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4. Istituito presso la Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana e con il supporto del Joint Diploma in Ecologia Integrale, l’Osservatorio Laudato Si’ intende promuovere i valori dell’enciclica di Papa Francesco sulla cura della nostra casa comune. Esso mira ad approfondire l’insegnamento in essa offerto, la cui corretta ed efficace applicazione rappresenta una «grande sfida culturale, spirituale ed educativa che implicherà lunghi processi di rigenerazione» (LS 202). L’Osservatorio si propone di sviluppare sia un continuo lavoro sistematico (filosofico, teologico e sociale) sulla Laudato Si’, sia un approfondimento circa la sua attuazione dal punto di vista pastorale, educativo ed operativo.L’Osservatorio intende inoltre rispondere alla richiesta di Papa Francesco di “fare rete” e di aprire percorsi transdisciplinari, esercitati con sapienza e creatività nella luce della Rivelazione, illuminando «nuovi modi di relazionarsi con Dio, con gli altri e con l’ambiente, e che susciti valori fondamentali» (Evangelii gaudium 74).In tale contesto, tra le sue attività vi è quella di organizzare seminari su temi specifici, come questo qui presentato. Il primo avrà luogo venerdì 18 ottobre e intende porre in collegamento il trascorso Sinodo sui Giovani con il presente Sinodo sull’Amazzonia, interrogandosi sull’impegno delle giovani generazioni per la salvaguardia della casa comune. Il seminario «The Amazon and Beyond. Integral Ecology, Multiple Vulnerabilities and Youthful Commitments» si aprirà alle ore 15:00 con il saluto del Prof. Jaquineau Azetsop S.J., decano della Facoltà di Scienze Sociali, e di P. Philipp G. Renczes S.J., nuovo decano della Facoltà di Teologia. In seguito alla relazione introduttiva di Mons. Marcelo Sanchez Sorondo, seguiranno gli interventi sui due Sinodi proposti da Miguel Yanez S.J., Giacomo Costa S.J., Alessandra Smerilli FMA. Nella seconda parte del seminario saranno invece condivise esperienze (Tomas Insua, Celia Deane-Drummond) e proposte strategie per aree sensibili quali l’Asia Pacifica (Pedro Walpole, S.J.), il Bacino del Congo (Rigobert Minani, S.J.) e l’Amazzonia (Jaime Tatay Nieto, S.J.).

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Grant Thornton: Sette posizioni aperte dedicate ai giovani

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 ottobre 2019

Milano. La member firm italiana del network internazionale Grant Thornton, specializzata in servizi di consulenza nelle aree Audit, Assurance, Tax, ed Advisory, tra i protagonisti del career day di oggi all’Università Cattolica di Milano. Una giornata dedicata agli studenti e ai laureandi che hanno potuto presentare personalmente ai recruiter la propria candidatura per le posizioni aperte e conoscere alcuni dei manager e dei partner Grant Thornton nel corner aziendale allestito all’interno dell’Università.“E’ un’occasione alla quale crediamo molto e che ci ha dato grandi soddisfazioni nelle edizioni precedenti” dichiara Simonetta La Grutta, Head of VAT e partner di Grant Thornton. “Con l’intento di offrire una visione concreta dell’ampio spettro delle nostre attività, partecipano, alternandosi nel corso della giornata, professionalità diverse per età anagrafica e specializzazione tecnica. I migliori testimonial sono coloro che abbiamo incontrato per la prima volta qui negli anni scorsi e che oggi collaborano stabilmente con la nostra organizzazione. Li abbiamo visti particolarmente orgogliosi di descrivere i “10 motivi per crescere con noi” sintetizzati nel nostro flyer, uno statement del quale rispondiamo ogni giorno.”
Lavorare in Grant Thornton significa entrare a far parte di un network internazionale presente con 53.000 persone in oltre 140 paesi nel mondo. Un ambiente dinamico nel quale idee e diversità si fondono per dare vita a nuovi valori e nuove sfide, supportando la valorizzazione delle proprie persone.Nello specifico, Grant Thornton è alla ricerca di sette figure junior da inserire nei propri team di Milano: due risorse da inserire in stage come Junior Tax Specialist; un Junior VAT Consultant; un Junior Tax Advisor; un Junior Consultant Transfer Pricing; un Junior Consultant Transaction Services e una posizione in stage per un Assistant Auditor.

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Il costo della fuga dei giovani

Posted by fidest press agency su martedì, 8 ottobre 2019

Da circa un decennio l’Italia è tornata ad essere terra di emigrazione: in dieci anni abbiamo perso quasi 500 mila italiani (saldo tra partenze e rientri di connazionali). Tra questi, quasi 250 mila giovani (15-34 anni). Considerando le caratteristiche lavorative dei giovani in Italia, possiamo stimare che questa “fuga” ci sia costata 16 miliardi di euro (oltre 1 punto percentuale di PIL): è infatti questo il valore aggiunto che i giovani emigrati potrebbero realizzare se occupati nel nostro paese.Il gap tra giovani italiani ed europei. Tra le cause di questo esodo vi sono sicuramente le (scarse) opportunità occupazionali che l’Italia offre ai propri giovani. L’Italia registra il tasso di occupazione più basso d’Europa nella fascia 25-29 anni (54,6%, contro una media Ue del 75,0%). Il tasso di disoccupazione italiano (19,7%) è il terzo più alto dopo Grecia e Spagna, dieci punti oltre la media europea (9,2%). Nella stessa fascia d’età, anche il tasso di NEET (chi non studia e non lavora) è il più alto d’Europa: 30,9%, media Ue 17,1%. Inoltre, il livello d’istruzione dei nostri giovani è molto basso: tra i 25 e i 29 anni solo il 27,6% è laureato, quasi 12 punti in meno rispetto alla media europea. Il declino demografico dell’Italia. La popolazione italiana sta diminuendo: si fanno pochi figli (mediamente 1,32 per donna) e il saldo tra nati e morti è negativo da oltre 25 anni. Quindi calano i giovani e aumentano gli anziani: l’Istat prevede che nel 2038 gli over 65 saranno un terzo della popolazione (31,3%). Ciò determinerà squilibri economici e finanziari, dato che proporzionalmente diminuiscono i lavoratori e aumentano i pensionati.Chi sono gli immigrati in Italia. La presenza straniera in Italia è stabile negli ultimi anni, con 5,2 milioni di stranieri residenti a fine 2018 (8,7% della popolazione). Il saldo migratorio rimane positivo (+245 mila), anche se la composizione dei nuovi arrivi è molto diversa rispetto al passato: prevalgono i ricongiungimenti familiari, si stabilizzano gli arrivi per motivi umanitari, mentre sono quasi nulli gli ingressi per lavoro. Vi è, complessivamente, una lieve prevalenza di donne (52%) e una netta dominanza di paesi dell’Est Europa (oltre il 45% del totale). Le prime nazionalità (23,0% Romania, 8,4% Albania, 8,0% Marocco) evidenziano che la maggior parte degli immigrati è qui da oltre dieci anni. Il valore dell’immigrazione. Nel 2018 i lavoratori stranieri sono 2,5 milioni, pari al 10,6% degli occupati totali. La ricchezza prodotta da questi lavoratori è stimabile in 139 miliardi di euro, pari al 9% del PIL. Gli occupati stranieri si concentrano nelle professioni non qualificate (33,3%), mentre solo il 7,6% svolge mansioni qualificate (il restante 60% si divide quasi equamente tra operai / artigiani e commercianti / impiegati). Il contributo economico dell’immigrazione è inoltre dato da oltre 700 mila imprenditori nati all’estero (9,4% del totale) e, a livello fiscale, da 2,3 milioni di contribuenti. Da essi provengono un gettito Irpef di 3,5 miliardi di euro (su un ammontare di 27,4 miliardi di redditi dichiarati) e 13,9 miliardi di contributi previdenziali e assistenziali versati.

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Elezioni europee del 2019: affluenza record trainata dai giovani

Posted by fidest press agency su sabato, 28 settembre 2019

L’affluenza alle elezioni europee è stata del 50,6%, la più alta dal 1994. 19 Stati membri hanno registrato un aumento dell’affluenza alle urne rispetto il 2014, in particolare Polonia, Romania, Spagna, Austria, Ungheria e Germania, nonché la Slovacchia e la Cechia, dove l’affluenza alle urne è tradizionalmente molto bassa. Nel frattempo, l’affluenza è diminuita in otto paesi, anche se per meno di 3 punti percentuali. Il voto è obbligatorio in cinque paesi: Belgio, Bulgaria, Lussemburgo, Cipro e Grecia. “L’aumento molto significativo della partecipazione alle elezioni europee di maggio dimostra che i cittadini, soprattutto le giovani generazioni, apprezzano i loro diritti democratici e credono che l’Unione europea sia più forte quando agisce all’unisono per rispondere alle loro preoccupazioni”, ha commentato David Sassoli, Presidente del neoeletto Parlamento.Anche la Brexit ha svolto un ruolo per il 22% degli intervistati che l’ha citata come fattore che ha influenzato la loro decisione di votare, almeno ‘in una certa misura’.I risultati mostrano che i cittadini sono stati motivati ad andare a votare alle elezioni europee del 2019 anche da un maggiore senso del dovere civico, da un crescente sentimento che il voto può veramente cambiare le cose, così come da un maggiore sostegno all’UE. A livello europeo, l’economia e la crescita (44%) e i cambiamenti climatici (37%) sono i principali motori del voto. Ragioni importanti dietro la decisione di andare a votare sono stati anche i diritti umani e la democrazia (37%), il modo in cui l’UE dovrebbe funzionare in futuro (36%) e l’immigrazione (34%). Mentre l’economia è stata la questione più importante per gli elettori in 16 Stati membri, il cambiamento climatico è stato in testa all’elenco in otto paesi.”Queste elezioni hanno visto un gruppo di elettori più giovani, europeisti e coinvolti votare in numero crescente. Questo si traduce in una maggiore legittimità per il Parlamento europeo e conferisce ai deputati europei il potere di approvare la nuova Commissione europea e di chiederne conto per i prossimi cinque anni”, ha dichiarato Sassoli.Più di due terzi degli intervistati (68%) in tutta l’UE28 ritiene che il loro paese abbia beneficiato dell’adesione all’UE, il livello più alto registrato dal 1983. Più della metà degli europei (56%) concorda inoltre sul fatto che la loro voce conta nell’UE, con un aumento di sette punti dal febbraio-marzo 2019 e il risultato più positivo per questo indicatore dal 2002.In termini di come gli elettori si sono informati sulle elezioni di quest’anno, il 44% degli intervistati ha ricordato di aver visto o sentito messaggi del Parlamento europeo che incoraggiavano i cittadini a votare. Questo è il valore più alto tra gli intervistati che hanno effettivamente votato alle elezioni (50%), ma anche per il 39% dei non votanti, che ricorda di aver visto o sentito elementi del messaggio di voto del Parlamento.Un risultato importante del sondaggio è che l’affluenza alle elezioni europee del 2019 è stata determinata in misura crescente da cittadini che non sempre o tradizionalmente votano, in quanto la percentuale relativa degli intervistati che affermano di “votare sempre” è diminuita di 6 punti rispetto al 2014. I risultati dell’indagine dimostrano il legame tra la convinzione dei cittadini che la loro voce è importante nell’UE e la loro partecipazione alle elezioni europee.

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Giovani in gara per l’Europa del futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 21 settembre 2019

Ancona dal 27 al 29 settembre. Terza edizione dell’evento nato nel 2014 da un’intuizione del Comune di Ancona, come Giochi della Macroregione Adriatico Ionica. La manifestazione si è arricchita quest’anno aprendosi ai Paesi dell’area Baltica e Danubiana. Il Comune di Ancona ha partecipato a un bando per le migliori best practice europee tra i progetti sportivi che favoriscono la coesione dei ragazzi e l’inclusione sociale, riuscendo a intercettare un cofinanziamento di 500mila euro dal fondo europeo Erasmus+. Gli under 16 italiani dovranno vedersela con coetanei provenienti da Slovenia, Croazia, Bosnia e Erzegovina, Serbia, Montenegro, Albania, Grecia, oltre che dalle new entries Danimarca, Polonia, Estonia, Lituania, Repubblica Ceca, Austria, Romania e Bulgaria. Parliamo di circa 800 persone, allenatori e accompagnatori compresi, che arriveranno nel capoluogo marchigiano venerdì 27 settembre in tempo per la grande parata cittadina, evento inaugurale della tre giorni. Le squadre, bandiere al vento, attraverseranno corso Garibaldi, la via principale del centro cittadino dorico, in una festa di colori e amicizia. “Il finanziamento europeo ci ha portato le risorse essenziali per sostenere un’iniziativa che ha un onere molto consistente. Senza i soldi anche le più belle idee restano tali – dice il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli – Tutti questi giovani saranno una bomba di energia ed entusiasmo che ci aprirà al mondo. Un grandissimo evento frutto del lavoro di tanti e dimostrazione di capacità dell’amministrazione comunale di relazionarsi con tutti gli enti”. Per il loro soggiorno, tutte le squadre saranno ospitate in un grande resort galleggiante. Si tratta della nave Aurelia ormeggiata al Porto Antico con vista sull’Ancona storica: dall’imperiale Arco di Traiano alla cattedrale cittadina di San Ciriaco sulla sommità del colle Guasco. Al fianco degli atleti ci saranno anche circa 600 studenti delle scuole secondarie della provincia di Ancona che si adopereranno per fare da supporto alle squadre: come accompagnatori alle gare o per i momenti di svago, ma anche come guide turistiche alla scoperta delle bellezze storiche e architettoniche dell’importante cittadina adriatica. Sono 9 le discipline previste tra sport individuali e di squadra: atletica, beach volley, calcio, basket 3×3, pallamano, pallanuoto, rugby, taekwondo e tennis. Una manifestazione che ha trovato il sostegno convinto anche del campione del mondo di vela Alberto Rossi, presidente di Adria Ferries Holding, società che lega la sua attività di trasporti marittimi con l’altra sponda dell’Adriatico. Gli atleti in erba, oltre ad affrontare le gare, saranno coinvolti in attività di informazione ed educazione dedicate all’inclusione, alla parità tra donne e uomini, all’alimentazione sana, alla promozione del volontariato. Un’occasione per conoscersi, per stare insieme, per far crescere l’Europa e i suoi cittadini. Non mancheranno momenti di approfondimento con alcune iniziative collaterali. Piazza Cavour si prepara ad accogliere l’europarlamentare Simona Bonafè per l’incontro del Forum delle Città Adriatico Ioniche, dal titolo “Youth and sport for all in the Adriatic and Ionian region. Let’s get together”. La Mole Vanvitelliana ospiterà invece, venerdì 27 settembre alle ore 18, “thisABILITÀ”, convegno dedicato a sport e disabilità, mentre sabato 28 si parlerà di sport come strumento per abbattere le frontiere nell’incontro dal titolo “Polisport”.

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I giovani che decidono di mettersi in proprio in Italia sono sempre meno

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 settembre 2019

La causa è da ricercarsi principalmente nella paura di fallire e della macchinosa burocrazia italiana. Nonostante siano state introdotte nuove forme giuridiche che facilitano le nuove attività come l’SRL Semplificata e la Partita Iva in regime dei minimi, sempre meno giovani decidono di mettersi in proprio nonostante la voglia ci sia.
Non è il caso di Diego Granese classe 1990 e in proprio dal 2012, proprietario di diverse attività avviate da zero, startupper, blogger (https://www.granesediego.com) e consulente. Da circa un anno ha avviato assieme al suo socio il Dott. Driss El Fariaanche una società di consulenza internazionale che aiuta le imprese, la Landmark International(https://www.landmark-int.com).
Questa la sua testimonianza. “Quando mi sono messo in proprio non avevo nè fondi nè esperienze, ho dovuto imparare sul campo a soli 22 anni. La mia prima attività è stata nel settore del fitness e wellness. Avevamo rilevato una piccola attività di provincia, il mio allora socio mi mollò dopo 6 mesi con parecchi debiti da appianare e un’attività in startup da portare avanti. Avevo sostanzialmente due scelte: la prima era abbandonare tutto e tornare al mio lavoro da dipendente, la seconda rimboccarmi le maniche, lavorare 14/15 ore al giorno e portare a casa gli obiettivi che mi ero prefissato. Secondo voi quale ho scelto?
Dopo quell’esperienza ne sono susseguite molte altre, fatte di molte soddisfazioni e molti sacrifici. Essere imprenditori di successo è anche questo, continui tentativi fatti in maniera logica e calcolata e tanto allenamento mentale e decisionale. Chi vi vende le formule per il successo facile in 20 giorni, vi posso garantire che l’unico che si arricchirà sarà lui.
Durante questo lungo percorso, fatto di cambiamenti e adattamenti, ho imparato cos’è il problem solving e così ho deciso di mettere a disposizione di tutti quello che avevo imparato.
Ad oggi amministro molte società e sono socio di capitale in altrettante, sicuramente il mio percorso è stato difficile ma mi ha portato molte soddisfazioni, una di queste è stata fondare la Landmark International.
La mia società di consulenza si occupa di problem solving aziendale a 360°, aiutiamo le aziende in ogni processo e percorso, dallo sviluppo del brand, al management, passando dal marketing per finire alla consulenza assicurativa e di internazionalizzazione di impresa.
Quello che oggi posso consigliare ad un giovane che vuole mettersi in proprio è di studiare il mercato di riferimento e pianificare a dovere ogni aspetto della startup facendosi seguire da professionisti. Una volta che tutto è stato messo sulla carta (fondamentale è un business plan e un business project dettagliato) il mio consiglio è quello di buttarsi senza paure. Se abbiamo pianificato tutto a dovere avremo il controllo anche degli imprevisti e delle situazioni non positive che potrebbero crearsi.
Oggi più che mai è fondamentale eccellere nel proprio campo, trent’anni fa il mercato Italiano era alla sua massima ascesa, bastava essere dei bravi artigiani e commercianti per costruire aziende di successo. Oggi questo non è più possibile, anche il più bravo artigiano ha bisogno di uffici marketing, venditori, manager, controllo della qualità, consulenti per lo sviluppo e tanto altro. Per vincere il mercato di oggi bisogna essere i migliori, e fidatevi se vi dico che non è così difficile. Ogni giorno mi capita di fare da temporary manager presso aziende avviate e funzionanti con una storia anche di 100 anni, il problema di queste aziende è che non si sono mai innovate nei processi di gestione e manageriali, mantenendo solo la figura dei titolari come tutto fare. In pochissimo tempo con tecniche studiate e funzionali si riescono ad ottenere risultati incredibili in termini di crescita e risparmio aziendale.
Ad oggi in tutte le mie attività nulla è lasciato al caso, il management, il marketing, lo sviluppo, i conti finanziari, e le risorse umane sono attentamente studiate e adattate ai vari business. Un’altra cosa che ferma i giovani imprenditori sono i soldi, ho sentito tantissime volte la frase ‘non ho soldi’, questa affermazione non è assolutamente vera!
Oggi come non mai le possibilità di finanziamento sono infinite: possiamo utilizzare strumenti finanziari di banche o fondi, mettere il nostro progetto sul crowdfunding o trovare investitori privati (la scelta che utilizzo maggiormente). Tantissime persone hanno fondi mobilizzati che spesso investono in titoli finanziari con rendimenti bassissimi, se esponete un progetto valido, vi stupirete da quante persone sono disposte a finanziarvelo.
Un altro consiglio non meno importante è quello di lavorare sulla vostra immagine: sia personale che del vostro brand. Il mondo è estremamente interconnesso e dovete essere bravi a comunicare alle persone giuste i fantastici prodotti o servizi che offrite. Diversificate, investite i profitti e ricordatevi di non mollare mai, la scelta di diventare giovani imprenditori è difficile e prevede un lungo cammino, che però vi posso assicurare sarà pieno di soddisfazioni. Presto lancerò inoltre sul web una serie di infoprodotti e videocorsi che daranno dei reali contributi anche in maniera molto tecnica su tutto quello che c’è da sapere sul business, cercando di offrire prodotti e contenuti di altissimo livello e discostandomi molto da quello che oggi offre il mercato online.” (n.r. Di solito non pubblichiamo comunicati già rilanciati da altre agenzie stampa. Questa volta facciamo eccezione in quanto ci siamo imbattuti in un giovane che mostra d’essere in sintonia su quanto da tempo abbiamo scritto sul lavoro autonomo. Le attuali tecnologie ci offrono d’avere una serie di varabili per stimolare, in specie nel terziario, l’impegno di singoli collegabili in aree più vaste per un lavoro in comune. E ciò significa anche ridurre i costi d’avviamento e la gestione dei servizi offerti. Vorremmo, a questo punto, che si creasse una rete di attività collegate tra di loro che possano servire anche come supporto e stimolo a quanti si avviano ad intraprendere attività imprenditoriali. Cosa possiamo dire di più? Teniamoci in contatto poichè bisogna tenere ben da conto le tre regole sovrane: “fare, saper fare e far sapere”.)

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La libertà di stampa ed i giovani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 settembre 2019

Molto si discute in questi giorni sulla libertà di stampa e si insiste nel ritenerla un fatto culturale e di civiltà del diritto. In effetti parliamo di una libertà che in pratica si muove già da tempo con affanno. Le cause sono di varia natura e non tutte attribuibili ad una parte politica in luogo di un’altra, ma, semmai, all’intero sistema. Oggi dobbiamo chiederci se è possibile far conoscere la propria opinione agli altri senza subire pesanti condizionamenti. Il fatto è che esiste un editore. Questi è sollecitato da più interessi. Il primo è di natura economica e pensa di risolvere tale aspetto cercando sponsor non solo tra le aziende che cercano di farsi pubblicità per acquistare una loro notorietà, ma anche tra chi esercita un ruolo pubblico e vuole farsi conoscere sempre di più. Vi sono poi le proprie convinzioni personali e se si è un conservatore di formazione è difficile che possa orientare la sua testata fuori dai binari del suo modo di pensare. A questo punto si avvale di una redazione e di un direttore che riescano ad ottemperare alle sue aspettative editoriali. E qui parliamo sempre di testate giornalistiche e periodiche cosiddette indipendenti. E se consideriamo la circostanza che è nella nostra natura tendere a guarnire i fatti con i nostri commenti o illazioni, è facile presumere che anche un evento di cronaca nera può assumere contorni di natura politica se impostati in un certo modo. Ma è anche facile, volendolo intenzionalmente, mescolare un fallimento con una complicità politica o con un certo lassismo della magistratura o delle autorità di controllo. E questo, alla fine, torna bene se il tutto può essere richiamato in chiave demagogica per contestare l’operato dell’esecutivo di cui si avversa la parte politica. E’ difficile, a questo punto, essere certi di poter esercitare con obiettività un servizio informativo che si limiti ai fatti lasciando al lettore ogni giudizio di merito. Diventerebbe un lusso in quanto lascerebbe nell’indifferenza gli eventuali sponsor politici e gli stessi finanziatori commerciali che vedono meglio una testata che nei suoi servizi riesce a svegliare l’attenzione del lettore con piccoli e grandi scandali reali o costruiti a tavolino e a intravedervi connivenze di alto rango e coinvolgenti taluni poteri dello Stato. Eppure la libertà di stampa esiste e si può costruire giorno dopo giorno a dispetto dei soliti profeti di sventura. Diciamo che essa si fonda su un fatto culturale, si acquisisce attraverso i buoni maestri, si matura nelle nostre coscienze, si identifica nella buona lettura, nella volontà di rendere un servizio a noi stessi e ai nostri figli. (Riccardo Alfonso)

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Giovani: Agosto, “riposo” non ti conosco

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

E’ possibile ribattezzare così un vecchio detto popolare per sintetizzare, quest’estate, l’approccio alle vacanze dei giovani studenti e neolaureati. Il 36% dei ragazzi trascorrerà le vacanze lavorando o alla ricerca di un impiego, mentre solo il 28% si prenderà “il lusso” di dedicarsi al completo relax. Divisi da uno stato d’animo che alterna l’essere ansiosi e apprensivi ad un atteggiamento più tranquillo e positivo, il 39% ha intenzione di trascorrere il mese di agosto in città, concedendosi al massimo qualche giorno di stop durante il weekend di Ferragosto, ma sempre col pensiero volto agli impegni futuri (34%) e alla voglia di diventare autonomi e indipendenti (22%) il prima possibile.E’ quanto emerge da uno studio del Sanpellegrino Campus condotto su circa 2.500 tra laureati e studenti con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) attraverso un monitoraggio online sui principali social network, forum e community per capire bisogni e aspettative per l’estate 2019.L’estate è arrivata, ma con quale stato d’animo s’apprestano a viverla i giovani italiani? Essi provano in questo particolare momento dell’anno diversi sentimenti, a volte contrastanti tra loro, ma la differenza è data dal modo in cui i ragazzi guardano al futuro prossimo, ovvero a quello che accadrà dopo l’estate: la maggioranza prova apprensione (64%) e ansia (49%) pensando a ciò che potrà accadere da settembre, mentre altri vivono con più tranquillità (55%) e positività (44%) l’approccio agli impegni che verranno. Dove andranno quest’estate? La maggioranza (61%) dei giovani studenti e neolaureati raggiungerà le località di villeggiatura per lavoro o per relax, mentre il 39% resterà in città per diversi motivi.A quali attività si dedicheranno quest’estate? Il 36% ha deciso di cercare qualche lavoretto anche solo part-time già in questi mesi estivi, mentre il 25% si dedicherà allo studio e solo il 28% al completo relax. Coloro che scelgono di lavorare? La maggior parte (37%) cercherà un’occupazione come cameriere all’interno di bar o ristoranti e località di villeggiatura, seguiti da coloro che preferiranno lavorare come hostess o all’interno di villaggi turistici (31%).Cosa spinge un giovane studente a lavorare in estate? La voglia di raggiungere un’indipendenza economica la fa da padrona: la maggioranza (34%) sente l’esigenza di sostenere le spese da fuorisede, altri (28%) avvertono l’urgenza di pagarsi la retta d’iscrizione universitaria o al master di specializzazione, mentre il 22% pensa all’immediato, ovvero al racimolare qualche soldo per pagarsi le vacanze estive o anche solo un weekend lampo per godere del giusto relax. Una volta terminata l’estate, cosa faranno? Il 38% proseguirà o comincerà l’attività formativa attraverso università o master, il 26% si lancerà subito nel mondo del lavoro, mentre i più lungimiranti (28%) alterneranno lo studio ad attività di stage per inserirsi il prima possibile nel mondo del lavoro.

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Il Coordinamento regionale dei giovani di Diventeràbellissima si è insediato a Palermo

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Avviene ad alcune settimane dal congresso di Milazzo che ha eletto gli organi dirigenti. Nel corso dei lavori è stato varato un piano di attività per i prossimi mesi, che comprende anche un corso di formazione politica ad ottobre, aperto a tutti e non solo agli aderenti al movimento che fa capo al presidente della Regione Musumeci. Ai giovani riuniti nel capoluogo, per l’occasione, è giunto un messaggio di buon lavoro dal coordinatore di Diventeràbellissima Gino Ioppolo. “Abbiamo deciso di dedicare questa nostra prima seduta- ha dichiarato Francesco Sicali, coordinatore regionale- alla memoria di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta, uccisi dalla mafia. Nel loro ricordo comincia il nostro impegno per una Sicilia libera da ogni condizionamento interno ed esterno”.

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Mille giovani europei ad Auschwitz

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

A 80 anni dallo scoppio della seconda guerra mondiale, 1000 giovani provenienti da 16 Paesi europei saranno a Cracovia, da oggi al 21 luglio, per partecipare all’incontro “A Global Friendship to live Together in Peace”. In un tempo caratterizzato dalla reviviscenza di pregiudizi antisemiti e razzisti, dalla diffusione di slogan e atteggiamenti intolleranti e dalla crescita, specie tra i giovani, di movimenti nazionalisti, sovranisti e xenofobi in tutta Europa, il movimento dei Giovani per la Pace – legato alla Comunità di Sant’Egidio e impegnato, ogni giorno, nelle periferie con i bambini in difficoltà, i senza dimora, gli anziani soli – promuove un grande incontro internazionale per lanciare un messaggio di unità e pace.
I giovani, studenti universitari e delle scuole superiori, faranno memoria dell’orrore della seconda guerra mondiale, dell’abisso della Shoah e del Porrajmos (lo sterminio di Rom e Sinti), convinti che continui a essere un riferimento decisivo per il futuro dell’Europa, per costruire una civiltà del convivere e società inclusive. Ascolteranno la testimonianza di Lidia Maksymowicz, sopravvissuta da bambina al campo di sterminio di Auschwitz Birkenau e vittima di esperimenti medici nazisti. Sabato 20 luglio, la visita al museo del campo di Auschwitz e una marcia silenziosa nel campo di sterminio di Birkenau, con la deposizione di corone di fiori al monumento memoriale delle vittime del lager, saranno l’espressione dell’impegno a contrastare ogni forma di violenza e razzismo.

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Educare i giovanissimi ad una corretta idratazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

By Dottor Alessandro Zanasi dell’Osservatorio Sanpellegrino. “Oltre 1 bambino su due (61%) non beve abbastanza, è il risultato di uno studio condotto su 305 soggetti di età compresa tra i 6 e i 16 anni. Un dato allarmante che sottolinea come, ancora oggi, i più piccoli non vengono educati ad una corretta idratazione. L’acqua, in particolar modo durante il periodo estivo, assume un ruolo fondamentale per il benessere e lo sviluppo psico-fisico dell’organismo, che molto spesso i genitori sottovalutano.In età infantile seguire una corretta idratazione può essere difficile: nei bambini infatti lo stimolo della sete è meno sviluppato rispetto agli adulti e anche quando viene avvertito non garantisce l’assunzione della giusta quantità di acqua.Ecco dunque, alcuni semplici e preziosi consigli:
1. Assicurarsi di avere sempre a disposizione una bottiglietta di acqua. Un gesto apparentemente scontato ma che ci consente di poter offrire costantemente acqua al bambino anche durante i viaggi in macchina o in spiaggia;
2. Associare il gesto del bere a precisi momenti della giornata, ad esempio all’inizio o al termine di attività ludiche, durante i pasti principali e le merende o prima di andare a dormire. Un modo semplice per assicurarsi che ogni giorno il bambino assuma una certa quantità di acqua e che lo abitua a ricordarsi che bere è importante per stare bene;
3. Utilizzare bicchieri e cannucce colorate per rendere il gesto del bere acqua un momento di divertimento.
Mal di testa e senso di stanchezza sono alcuni sintomi che i bambini potrebbero manifestare quando bevono troppo poco. Per preservare il benessere psico-fisico dei più piccoli, i pediatri suggeriscono, come per gli adulti, di bere almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno (bambino di 7-10 anni), con riferimento ad un bicchiere “a loro misura” (150 ml). Si tratta di una indicazione generale perché: “La quantità di acqua specifica per ogni bambino deve essere calcolata tenendo presenti diversi fattori, come età, condizione di salute e il tipo di attività fisica svolta, ma anche temperatura esterna, umidità dell’ambiente – conclude il dottor Zanasi – L’alimentazione, infine, con l’assunzione quotidiana di almeno 5 porzioni di frutta e verdura di stagione contribuisce a reintegrare liquidi oltre ad un importante apporto di micronutrienti e fibre”.

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I giovani sembrano molto attratti dalle professioni in divisa

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Questione di posto fisso? No, è un lavoro di cui andare fieri. Le motivazioni che spingono tantissimi ragazzi a voler intraprendere questo tipo di carriera, sin dalla giovanissima età, derivano maggiormente dal blasone e dai valori rappresentati dalle Forze Armate e Forze di Polizia. Per il secondo anno consecutivo l’Osservatorio sulle professioni in divisa di Skuola.net e Nissolino Corsi mostra come vestire un’uniforme per servire lo Stato sia un’opzione ancora molto gettonata tra le nuove generazioni. A pensarci sul serio è il 34% degli oltre 22mila intervistati (praticamente 1 su 3); studenti di scuole medie, superiori e università. Non solo, per oltre un terzo di loro (35%), sarebbe addirittura la prima scelta per il futuro. Un altro segno dei tempi è poi legato al genere: le ragazze interessate sono sicuramente meno rispetto ai ragazzi, ma non scendono sotto quota 30%.
I nati dal 1995 in poi, secondo diversi studi internazionali, non sembrano mettere la retribuzione al primo posto assoluto, ma sono interessati anche alla condivisione del sistema valoriale del contesto in cui lavorano. Perciò non deve stupire che, tra gli stimoli decisivi, al primo posto ci siano i valori espressi dalle diverse Forze (24%), subito dietro (16%) il tipo di lavoro svolto, al servizio degli altri. Numeri quasi simili (15%) per chi sceglierebbe questa strada soprattutto per far parte di una realtà importante e autorevole. La prospettiva del ‘posto fisso’, con uno stipendio garantito? Solo 1 su 10 la mette in cima alle priorità. Mentre, tra gli aspetti operativi, spicca (19%) la possibilità di svolgere mansioni investigative, seguita dalla difesa della legalità e delle fasce più deboli della popolazione (entrambe al 17%).Carriera militare che può diventare un’ottima alternativa all’università o ai lavori ‘tradizionali’. L’indagine, infatti, si è soffermata anche sugli studenti che si sono appena diplomati (hanno partecipato quasi 3mila maturandi). Facendo emergere come il 45% di quelli interessati alla divisa (circa un terzo, proporzione in linea col dato generale) non scarti assolutamente l’idea di entrare nelle Forze armate già alla fine delle scuole superiori. A cui va aggiunto un 23% che valuterebbe l’occasione mentre studia all’università. Alla fine solo 1 su 3 aspetterebbe di prendere una laurea triennale o specialistica (16% per entrambe). Per questo la stragrande maggioranza (3 su 4) pensa che sia molto importante approcciarsi in anticipo alla preparazione per i concorsi militari già nel periodo delle scuole dell’obbligo. E i numeri potrebbero essere persino più consistenti, visto che il 43% ammette di non sapere che, nei percorsi da Ufficiali o Sottufficiali, è anche possibile conseguire una laurea triennale e/o magistrale. Non solo in ambito giuridico o sociale, anche in discipline tecnico-scientifiche quali l’ingegneria o la medicina.
Ma, in generale, quali sono le Forze Armate o le Forze di Polizia più apprezzate e ambite dai ragazzi? Resiste il primato dell’Esercito: 1 su 5 vorrebbe indossare la più classica delle divise. Medaglia d’argento per la Guardia di Finanza (15%), bronzo per i Carabinieri. Completano la classifica, nell’ordine: la Polizia di Stato (12%), l’Aeronautica Militare (11%), la Marina Militare (9%), i Vigili del Fuoco (5%), la Polizia penitenziaria (4%). Per 1 su 10, invece, la destinazione è indifferente, basta farcela. Numeri che sono abbastanza omogenei sia tra i maschi che tra le femmine. Le cose, però, cambiano a seconda dell’area d’Italia in cui ci si trova. Perché, ad esempio, i giovani del Centro puntano forte sulla Guardia di Finanza (che convince addirittura 1 su 4, specie se maschi), relegando l’Esercito al secondo posto.Lo stesso discorso si può fare per i livelli d’ingresso più gettonati. Apparentemente lo scenario è diviso in tre parti uguali: il 34% del campione partirebbe dalla carriera iniziale (VFP1 o Agente, a seconda della Forza), il 33% dal ruolo di Sottufficiale (Maresciallo o Ispettore), un altro 33% direttamente da quello di Ufficiale (attraverso l’Accademia o tramite il concorso da Commissario). Ma, entrando nel dettaglio, al Nord si predilige la Carriera base (il dato arriva al 38%), nelle regioni centrali si punta ai gradi da Sottufficiale (41%), al Sud si propende per la carriera da Ufficiale (si sale al 36%, con percentuali ancora più accentuate se il candidato è donna).Per indossare la divisa, però, è necessario superare un concorso pubblico con diverse prove di selezione. Chiaramente la difficoltà del concorso dipende dal ruolo e dal grado a cui si ambisce, ma anche dall’elevata concorrenza. Questi aspetti, però, non spaventano gli aspiranti militari intervistati: appena il 13% di loro, infatti, si fermerebbe al primo insuccesso. Mentre quasi la totalità proverebbe più di una volta: il 45% direbbe basta dopo tre tentativi, il 15% dopo quattro o cinque, più di un quarto (27%) andrebbe ad oltranza, finché non ce la fa.Sono interessanti anche i dati di quelli che, sempre tra gli intervistati, hanno già affrontato il concorso, dai quali emerge che oltre la metà (55%) lo ha superato al primo tentativo. La differenza, quasi sempre, la fa la preparazione: più è completa meglio è. Studiando solo sulle banche dati, ad esempio, il tasso di successo si ferma al 30%. Tutt’altro risultato per chi adotta il “pacchetto completo” (quiz, testi e corsi di preparazione): il 75% passa immediatamente. Proprio i corsi di preparazione specializzati sembrano la vera chiave di volta: solo con loro le chance di indossare la divisa al primo tentativo schizzano al 68%. Peccato che solamente 1 su 3 si sia preparato con questa modalità. Infine uno sguardo ai genitori. La metà dei circa 4.000 intervistati sosterrebbe i propri figli nella scelta di una carriera in divisa, anche se in questo caso emergono chiare le priorità degli adulti: mentre i ragazzi hanno idee ben precise e solo 1 su 10 non ha preferenze particolari sulla carriera da intraprendere, per 1 genitore favorevole su 4 un’Arma vale l’altra. Genitori (49%) e figli (45%), invece, sono concordi sul momento migliore per iniziare la carriera in divisa, cioè subito dopo il diploma di maturità.
(by Camilla​ Tomadini)

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“Non dovremmo mai abituarci alle Stragi del sabato”

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

E’ quanto ha scritto in unn lunghissimo post sui suoi profili social il Dj Aniceto, uno dei dj italiani più impegnati nel sociale, GIà membro della ‘consulta degli esperti ed operatori’ per il dipartimento governativo per le politiche antidroga a Palazzo Chigi, esperto di fenomeni giovanili E testimonial dei sani valori nei programmi tv di piero Chiambretti, sui gravissimi incidenti stradali avvenuti nella prima mattinata di oggi, dove hanno perso la vita 10 giovani tutti tra i 22 e i 28 anni
“A sentire queste notizie spezza il cuore …immagino lo strazio delle famiglie, a cui esprimo tutto il mio sincero cordoglio – continua sui social Aniceto – dieci ragazzi di poco piu’ di ventidue anni, non faranno mai più ritorno a casa. E succede spessissimo, quasi ogni domenica, ascoltando il telegiornale si sente la notizia; ragazzi mai visti, morti su una strada qualunque di una città lontana; e purtroppo non ci si presta più neanche tanta attenzione, non importa più di tanto di una tragedia accaduta a persone completamente sconosciute. I fatti cambiano però se quei ragazzi sono della tua stessa città, se pensi che ogni estate li vedevi lì, nello stesso ombrellone dei bagni roby, di fianco a quello della tua compagnia, se pensi che quello stesso sabato pomeriggio uno di loro l’avevi visto in centro con i suoi amici e sai che non accadrà più. È una disgrazia, certo, ma non si può rimanere a piangersi addosso sperando che questi fatti non accadano mai più. Siamo quasi sempre noi i fautori del nostro destino e siamo noi che dobbiamo impedire a queste tragedie di ripetersi. alla base di tali incidenti ci sono delle cause antecedenti gli scontri in macchine, legate all’utilizzo di alcool o, in casi più isolati, all’assunzione di droghe. Ma perché i giovani ricorrono a queste sostanze per divertirsi? Non credo assolutamente che possa esistere un legame tra una “sbornia” e il desiderio di togliersi la vita, anzi lo sballo è un modo ‘Finto’ per
vivere un po’ meglio, per sentirsi più liberi, per dimenticare i problemi di una società di un mondo che ci affligge, per evadere da regole che, anche se spesso giuste, non capiamo o ci rifiutiamo di accettare proprio perché ai giovani nel fiore degli anni, piace “bruciare tutte le tappe” subito, senza curarsi dei rischi a cui vanno incontro. Sono convinti che certe tragedie non potrebbero mai accadergli, si credono immortali e l’alcool rafforza questa tesi, invitando a provare l’ebbrezza di sfrecciare sulla statale a velocità impensabile solo per mostrare agli amici “come si guida”. Spesso la colpa non è solo nostra, ma anche della società, troppo lontana dai giovani quando bisogna aiutarli, ma sempre pronta a pubblicizzare l’idea del ragazzo “cool” con la macchina potente, il cellulare all’ultima moda e i vestiti che costano quanto l’oro. La voglia di primeggiare, di evadere da qualsiasi tipo di regola è diventata ormai un’abitudine per i giovanissimii e il mondo della comunicazione non fa altro che invitare ancora di più a mantenere questo comportamento. Ho finito di scrivere, i nostri dieci amici non ritorneranno. La ferita che hanno lasciato nelle famiglie alle quali sono molto vicino e nei nostri cuori è ancora più che aperta, ma dobbiamo voltare pagina e come dice una canzone che adoro “the show must go on” lo spettacolo deve continuare, imperterrito e indifferente ai fatti che invece segnano la nostra vita profondamente. Impariamo dagli errori commessi, da questi tragici momenti, per creare un mondo migliore, usando la testa e senza dimenticare… che se siamo ubriachi o stanchi non mettiamoci alla guida, facciamoci un riposino e facciamo guidare il piu lucido dei nostri amici. Non dovremmo mai abituarci alle Stragi del sabato sera, ma combatterle con la prevenzione ed il dialogo in famiglia e a scuola diffondendo , cultura, e rispetto per la “vita”. E noi abbiamo tanto bisogno di informazione, punti di riferimento, fermezza. Perchè il semplice ‘Vivere’ è l’emozione più forte che si possa provare. Ma bisogna fare presto. Dopo, non serve piangere quando ci sono di mezzo i morti”.Vi ricordiamo che il Dj Aniceto, inoltre, e’ attualmente impegnato in una campagna contro tutte le dipendenze, e promuove eventi in discoteca sulla sicurezza stradale e contro i ‘paradisi artificiali’.

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Elezioni europee 2019: un elettorato pro-europeo e giovane con aspettative chiare

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

Le elezioni europee del 2019 hanno visto un aumento significativo del numero di giovani che hanno espresso un voto pro UE, rivela un’indagine Eurobarometro commissionata dal Parlamento europeo e effettuata in tutti i 28 Stati membri. Nelle settimane successive alle elezioni, quasi 28.000 cittadini in tutta l’UE hanno risposto a domande sulla loro partecipazione alle elezioni europee e sulle ragioni che li hanno motivati a votare.
L’affluenza complessiva alle elezioni europee del 2019 è aumentata di 8 punti, raggiungendo il 50,6%, la più alta partecipazione dal 1994 e, per la prima volta dal 1979, un’inversione di tendenza nella partecipazione alle elezioni europee. Gli aumenti più significativi sono stati registrati in Polonia (+22 punti percentuali), Romania (+19 punti), Spagna (+17 punti), Austria (+15 punti) e Ungheria (+14 punti).
Il sondaggio suggerisce come l’affluenza alle urne sia aumentata grazie ai giovani e agli elettori che hanno votato per la prima volta. Il 42% dei cittadini di età 16/18-24 anni ha infatti risposto di essersi recato a votare. La partecipazione dei giovani è quindi aumentata del 50% rispetto al 2014, quando era stata di appena il 28%. Si registra inoltre l’aumento del 34% dell’affluenza degli elettori in fascia di età 25-39 anni, che è passata dal 35% del 2014 al 47% (+12 punti). La partecipazione al voto dei giovani e di chi ha votato per la prima volta supera gli aumenti di affluenza registrati per le altre fasce d’età.I primi risultati dell’Eurobarometro pubblicati venerdì dal Parlamento europeo mostrano che il sostegno dei cittadini all’Unione europea resta elevato: confermando i sondaggi pre-elettorali, il 68% degli intervistati (+1 punto percentuale rispetto a febbraio/marzo 2019) afferma che il loro paese ha tratto beneficio dall’appartenenza all’UE.Ancora più significativo per la legittimità democratica dell’UE è il forte aumento del numero di cittadini che ritengono che la loro voce conti nell’UE: il 56% degli intervistati condivide tale opinione, con un aumento di 7 punti da marzo 2019 e il risultato più alto da quando è stata posta questa domanda per la prima volta, nel 2002.
“Il Parlamento europeo e le sue elezioni sono entrati a far parte della normale vita democratica dei cittadini. Tuttavia, queste elezioni sono state più di una semplice espressione del dovere civico. I cittadini hanno votato perché erano a favore dell’UE, perché credono di poter cambiare le cose votando. Il Parlamento europeo deve ora essere all’altezza di queste aspettative”, ha sottolineato il Presidente Sassoli. In 27 Stati membri, i cittadini hanno votato principalmente perché lo considerano un dovere civico. Se sono presi in considerazione tutti i 28 Stati membri, un maggior numero di elettori si è recato alle urne perché a favore dell’UE rispetto al 2014, in particolare in Germania (39%, +14pp), Irlanda (27%, +15pp), Italia (23%, +14pp) e Spagna (23%, +15pp).
L’Eurobarometro post-elettorale ha anche analizzato le politiche che hanno indotto i cittadini a votare alle recenti elezioni europee. Le principali questioni che hanno avuto un impatto sulla decisione di votare sono state: l’economia e la crescita (44%), il cambiamento climatico (37%), e i diritti umani e la democrazia (37%). Il 36% degli intervistati ha citato “il modo in cui l’UE dovrebbe lavorare in futuro” come questione di primaria importanza. In 16 paesi, gli intervistati hanno citato l’economia e la crescita come ragione di voto più importante, mentre in 8 paesi i cittadini hanno indicato il cambiamento climatico.Questo sondaggio post-elettorale del Parlamento europeo è stata condotto come Eurobarometro 91.5. I 27.464 interpellati sono stati intervistati faccia a faccia da Kantar, per il Parlamento europeo, in tutti i 28 Stati membri, selezionati fra la popolazione generale con un’età pari o superiore ai 15 anni. Le domande sono state poi filtrate sui partecipanti in età di voto di 18 o più (eccetto 16 in Austria e Malta, e 17 in Grecia). Il sondaggio è stato svolto dal 7 al 26 giugno 2019.Una relazione completa e tutte le tabelle dei risultati e dei dati nazionali saranno pubblicate dal Parlamento europeo nel settembre 2019.

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Solidarietà e professionalità per il futuro dei giovani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 luglio 2019

Roma Giovedì 11 luglio 2019, alle 10.30, in via degli Aldobrandeschi 190, si terrà l’Open Day dell’Università Europea di Roma, giornata di accoglienza e di orientamento dedicata a chi desidera conoscere l’ateneo. I docenti dell’Università Europea di Roma illustreranno i Corsi di Laurea in Economia, Giurisprudenza, Psicologia, Turismo e Valorizzazione del Territorio e Scienze della Formazione Primaria, con una specifica attenzione agli sbocchi professionali.L’Università Europea di Roma, nell’Open Day, offrirà anche uno spazio dedicato ai genitori, affinché possano meglio conoscere la struttura che accoglierà i loro ragazzi.Gli elementi fondamentali del progetto formativo dell’Università Europea di Roma sono la qualità accademica, i servizi di tutoring, che permettono di studiare in maniera efficace e laurearsi nei tempi previsti, le attività di formazione necessarie per sviluppare le qualità umane, le esperienze all’estero per qualificarsi maggiormente e approfondire la conoscenza delle lingue e il servizio di Job Placement, che avvicina gli studenti alla realtà lavorativa del territorio. Tutto questo rende il progetto formativo in grado di formare professionisti con valori umani, capaci di incidere positivamente nella società.L’Università Europea di Roma, infatti, ha tra i suoi obiettivi principali la formazione della persona: una formazione che consenta non solo l’acquisizione di competenze professionali, ma che orienti anche i giovani ad una crescita personale e sviluppi uno spirito di servizio per gli altri.Per questa ragione gli studenti sono chiamati a partecipare per un anno ad attività di responsabilità sociale, che sono un servizio volto a promuovere i valori della convivenza e dell’accoglienza.Il servizio per gli altri è un’opportunità di formazione che l’Università Europea di Roma ha voluto offrire ai giovani fin dalla sua fondazione, per aiutare i più bisognosi con spirito di amicizia e di solidarietà.

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Istat: a maggio disoccupazione giovani giù al 30,5%

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 luglio 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a maggio il tasso di disoccupazione giovanile (15-24enni) scende al 30,5%, in calo di 0,7 punti rispetto al mese precedente.”Dati indubbiamente positivi! Anche se la disoccupazione giovanile resta a livelli imbarazzanti, sopra il 30%, una soglia non degna di un Paese civile, si registra un miglioramento sia su base mensile che annuale” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il fatto, poi, che il tasso di disoccupazione cali sotto la doppia cifra, attestandosi al 9,9%, per quanto sia più un traguardo psicologico che altro, è certo una buona notizia” conclude Dona.”L’unico rischio è che si tratti di dati contingenti, occasionali, visto che non ci pare che la riduzione della disoccupazione dipenda da un rialzo significativo della produzione industriale, scesa in aprile dello 0,7% su base mensile e dell’1,5% su base annua o delle vendite al dettaglio. Vedremo, quindi, nei prossimi mesi se siamo di fronte ad una vera inversione di tendenza oppure no” conclude Dona.

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La frutta è un alimento fondamentale nella dieta dei piccoli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 giugno 2019

Lo è per il suo elevato apporto di fibra, sali minerali e vitamine.Chiuse le scuole, iniziate le prime vacanze estive sotto uno splendido sole, in questi mesi più caldi per i bambini è fondamentale avere una corretta alimentazione, sana e ricca di fragole, ciliegie, albicocche, pesche, meloni, angurie, fichi, pere, susine, uva e frutti di bosco.
Secondo gli esperti della SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) questo alimento deve essere consumato preferibilmente fresco, di stagione, a km 0 e proveniente da coltivazione biologica, che garantisce almeno l’assenza di pesticidi nella produzione.I prodotti ortofrutticoli di stagione sono quelli che in origine contengono il maggior quantitativo di vitamine e sali minerali. I lunghi tempi di trasporto e di conservazione sono un elemento che determina importanti perdite vitaminiche. “Il ritmo di vita di frutta e verdura nelle diverse stagioni – prosegue la Dottoressa Mariotti – corrisponde meglio alle esigenze del nostro organismo in quel particolare periodo dell’anno. È sempre preferibile consumare prodotti stagionali, di provenienza locale o almeno nazionale, in quanto più tempo passa tra la raccolta dei vegetali e il momento del consumo, più diminuisce la quantità di micronutrienti, soprattutto di vitamine, oltre al costo economico”.Essendo la loro distribuzione molto variabile, è di fondamentale importanza che la scelta sia studiata alternando il più possibile le tipologie di frutta secondo la stagionalità, ma anche secondo il colore. Ad ogni colore (rosso, giallo-arancio, verde, bianco, blu-violetto) corrispondono caratteristiche nutrizionali differenti: tale consapevolezza è alla base delle raccomandazioni della piramide alimentare, ma anche delle numerose campagne lanciate negli anni e orientate a favorire il consumo di almeno 5 porzioni al giorno tra verdura e frutta, meglio se di colori diversi nei diversi pasti, dalla prima colazione, agli spuntini e alle merende, oltre che a pranzo e a cena, al fine di garantire quotidianamente l’assunzione di adeguate quantità dei diversi micronutrienti in esse contenuti. Si raccomanda di somministrare la frutta variandone il più possibile le proposte e prevedendo almeno 3 tipologie diverse nell’arco della stessa settimana.In particolare, durante i mesi estivi, per il loro contenuto in acqua e sali minerali, i frutti di stagione possono aiutare a combattere la disidratazione e costituiscono un ottimo spuntino a basso contenuto calorico.L’eventuale cottura della frutta incide fortemente sul contenuto dei suoi micronutrienti, in particolare delle vitamine. È meglio quindi sceglierla fresca, di stagione, da consumare, se ben lavata, con la buccia che fornisce fibra, e preferibilmente assumerla a pezzi o morsi, non frullata o passata, perché ciò contribuisce ad aumentare il senso di sazietà.
Dalla SIPPS, infine, un importante messaggio agli adulti: i gusti dei bambini cambiano spesso ed è bene essere perseveranti davanti ai rifiuti, in quanto sono necessari almeno 12 assaggi affinché il bambino inizi ad apprezzare un nuovo alimento. Quindi, anche se i piccoli rifiutano, i genitori devono continuare a proporre frutta con creatività, ad esempio realizzando forme di animali o spiedini e utilizzando molti colori in modo che i bimbi ne siano attratti.

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Come offrire un futuro ai giovani delle aree rurali

Posted by fidest press agency su martedì, 25 giugno 2019

Roma 26 giugno – 14:00-16:00 Iraq Room, sede della FAO, viale delle Terme di Caracalla presentazione del Rapporto dell’IFAD sullo Sviluppo Rurale 2019 – Creare opportunità per i giovani delle aree rurali.Circa 500 milioni di giovani vivono nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo e rappresentano circa la metà della popolazione giovanile di questi paesi. I giovani delle aree rurali sono soggetti a povertà, mancanza di opportunità di impiego e di accesso a terra, servizi, tecnologie e formazione.La sfida è particolarmente ardua nelle nazioni più povere del mondo, in particolare nell’Africa subsahariana, dove la popolazione giovanile è in rapida crescita. Questi paesi sono i più sprovvisti di risorse adeguate per offrire ai giovani lavoro e opportunità che consentano loro di costruirsi un futuro e avere un’alternativa a una vita di povertà o all’emigrazione.Il Rapporto dell’IFAD sullo Sviluppo Rurale 2019 – Creare opportunità per i giovani delle aree rurali presenta l’analisi più recente sulla popolazione rurale giovanile e offre suggerimenti ai responsabili delle politiche pubbliche su come investire al meglio per evitare di creare una “generazione perduta” di giovani.

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Servono con urgenza nuove politiche e investimenti per aiutare i giovani

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Secondo un nuovo rapporto pubblicato oggi dal Fondo Internazionale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), c’è urgente bisogno di politiche e investimenti efficaci perché i paesi più poveri del mondo possano offrire un futuro a centinaia di milioni di giovani emarginati, che vivono nelle aree rurali.
Il Rapporto sullo Sviluppo Rurale 2019 – Creare opportunità per i giovani delle aree rurali – rivela che circa 500 milioni di giovani, più o meno la metà della popolazione giovanile dei paesi in via di sviluppo, vivono nelle aree rurali. Questa cifra aumenta fino a 780 milioni, se si includono le aree semirurali e le periferie urbane. Questi giovani sono destinati alla povertà e alla diseguaglianza e sono svantaggiati da una serie di ostacoli, tra cui mancanza di istruzione e formazione, accesso limitato a terra e credito, scarsa disponibilità di risorse e collegamenti limitati ai social network.
Secondo il rapporto, la situazione è particolarmente preoccupante nell’Africa subsahariana, la cui popolazione rurale giovanile è destinata ad aumentare dai 105 milioni del 2015 a 174 milioni entro il 2050: un incremento del 70 per cento, in paesi che spesso non hanno i mezzi per affrontare le sfide che si profilano al loro orizzonte. “Se non si interviene, si rischia di creare una generazione perduta di giovani senza speranza e senza prospettive, il che comporterebbe un rischio maggiore di migrazioni forzate per ragioni economiche e di fragilità”, ha dichiarato il presidente dell’IFAD, Gilbert F. Houngbo. “Ma con le giuste politiche e investimenti adeguati, questi giovani possono stimolare la crescita economica nelle aree rurali e migliorare la vita delle loro comunità.”Il rapporto rivela che, dei giovani che vivono nelle aree rurali o semirurali e nelle periferie urbane, il 67 per cento risiede in aree con un forte potenziale agricolo ma, in molti casi, con possibilità limitate di accedere ai mercati.Il rapporto evidenzia come, garantendo loro maggiore accesso a corsi di formazione, mercati, servizi finanziari e tecnologie, i giovani delle aree rurali potrebbero diventare più produttivi, connessi e in grado di prendere in mano il proprio futuro.
Ma i responsabili delle politiche pubbliche devono agire in fretta per scongiurare crisi molto peggiori, avverte il rapporto, segnalando i molteplici impatti del cambiamento climatico sull’agricoltura e la necessità di cogliere le opportunità offerte da una rivoluzione digitale che va diffondendosi nei paesi in via di sviluppo, unita alle crescenti aspirazioni ed esigenze dei giovani stessi.In particolare, il rapporto sottolinea la necessità di inserire le politiche mirate ai giovani in una strategia di trasformazione rurale più ampia e di non promuoverle come iniziative isolate.“La combinazione di una politica di sviluppo rurale incisiva e su vasta scala con una chiara politica di inclusione dei giovani è il modo più efficace per aiutare milioni di giovani nel mondo”, ha dichiarato Paul Winters, vicepresidente associato dell’IFAD.

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If You Can Dream It, You Can Do It

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 giugno 2019

Con questo slogan Walt Disney ha incoraggiato intere generazioni ad affidarsi alla propria creatività per tradurre i sogni in imprese di successo. Con lo stesso spirito, Disney Italia ha supportato, per il quarto anno consecutivo, “Impresa in Azione”, il programma di educazione imprenditoriale giovanile di Junior Achievement, la più vasta organizzazione non profit al mondo dedicata all’educazione economica.Oggi, questa fruttuosa collaborazione ha portato Disney Italia alla 16° edizione di Biz Factory, contest nazionale che premia le migliori mini-imprese sviluppate dagli istituti superiori italiani aderenti al programma didattico “Impresa in Azione” di Junior Achievement. Per l’occasione, Disney Italia ha incontrato i docenti delle scuole superiori che hanno seguito i ragazzi in questo percorso imprenditoriale; “Come Fare Business con i Social Media” è il titolo della masterclass dedicata agli insegnanti per scoprire approcci e strategie utili per promuovere le idee di business attraverso i social, andando a colpire accuratamente il target giusto. La lectio è stata tenuta da Georgia Giannattasio, Director, Digital Disney Media Sales & Partnership, quale evento clou per i professori presenti al contest nazionale svoltosi il 3 e 4 giugno presso Palazzo delle Stelline a Milano.
The Walt Disney Company Italia supporta programmi di responsabilità sociale di impresa (CSR o Corporate Social Responsibility) che sanno ispirare e offrono un’opportunità unica agli studenti, un’esperienza in grado di trasformare e arricchire la loro vita. Durante l’anno scolastico 2019 Disney Italia ha sostenuto Junior Achievement Italia attraverso un ricco programma di masterclass che ha portato i membri del Personale Disney Italia ad incontrare gli studenti a livello nazionale e locale, attraverso la condivisione dell’esperienza e della loro professionalità. In qualità di esperti e Disney VoluntEARs, i dipendenti Disney Italia hanno avuto il piacere di offrire a centinaia di studenti delle lectio su temi utili per ispirare idee creative e dare impulso al loro business plan, come ad esempio come si presenta un’idea di business in modo coinvolgente per gli investitori, quali sono i trend di business del futuro e quali sono gli approcci utili per promuovere le idee di business attraverso i social. Il corpo aziendale dei volontari Disney si chiama Disney VoluntEARs e opera in Italia e nel resto del mondo.

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