Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘giovani’

If You Can Dream It, You Can Do It

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 giugno 2019

Con questo slogan Walt Disney ha incoraggiato intere generazioni ad affidarsi alla propria creatività per tradurre i sogni in imprese di successo. Con lo stesso spirito, Disney Italia ha supportato, per il quarto anno consecutivo, “Impresa in Azione”, il programma di educazione imprenditoriale giovanile di Junior Achievement, la più vasta organizzazione non profit al mondo dedicata all’educazione economica.Oggi, questa fruttuosa collaborazione ha portato Disney Italia alla 16° edizione di Biz Factory, contest nazionale che premia le migliori mini-imprese sviluppate dagli istituti superiori italiani aderenti al programma didattico “Impresa in Azione” di Junior Achievement. Per l’occasione, Disney Italia ha incontrato i docenti delle scuole superiori che hanno seguito i ragazzi in questo percorso imprenditoriale; “Come Fare Business con i Social Media” è il titolo della masterclass dedicata agli insegnanti per scoprire approcci e strategie utili per promuovere le idee di business attraverso i social, andando a colpire accuratamente il target giusto. La lectio è stata tenuta da Georgia Giannattasio, Director, Digital Disney Media Sales & Partnership, quale evento clou per i professori presenti al contest nazionale svoltosi il 3 e 4 giugno presso Palazzo delle Stelline a Milano.
The Walt Disney Company Italia supporta programmi di responsabilità sociale di impresa (CSR o Corporate Social Responsibility) che sanno ispirare e offrono un’opportunità unica agli studenti, un’esperienza in grado di trasformare e arricchire la loro vita. Durante l’anno scolastico 2019 Disney Italia ha sostenuto Junior Achievement Italia attraverso un ricco programma di masterclass che ha portato i membri del Personale Disney Italia ad incontrare gli studenti a livello nazionale e locale, attraverso la condivisione dell’esperienza e della loro professionalità. In qualità di esperti e Disney VoluntEARs, i dipendenti Disney Italia hanno avuto il piacere di offrire a centinaia di studenti delle lectio su temi utili per ispirare idee creative e dare impulso al loro business plan, come ad esempio come si presenta un’idea di business in modo coinvolgente per gli investitori, quali sono i trend di business del futuro e quali sono gli approcci utili per promuovere le idee di business attraverso i social. Il corpo aziendale dei volontari Disney si chiama Disney VoluntEARs e opera in Italia e nel resto del mondo.

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Investire nell’educazione dei giovani

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

La CELI sostiene due progetti sociali per l’infanzia nel comune di Ercolano. Alimentazione sana, momenti di svago in compagnia, imparare le regole dello starbene insieme, di rispetto dell’altro e la possibilità di passare dei momenti spensierati in un ambiente sano e bello sono importanti per lo sviluppo di un bambino. Garantire queste esperienze però non è sempre facile, soprattutto in un territorio a rischio che presenta spiccate criticità sociali. La Chiesa Evangelica-Luterana in Italia, CELI, il 31 maggio ha sottoscritto una convenzione per il sostegno di due progetti sociali per l’infanzia nel comune di Ercolano da realizzare nell’anno scolastico 2019/20.A fine agosto partiranno 50 bambini di Ercolano, ancora da individuare tramite un bando, per un summercamp della durata di un minimo di sette giorni. Questo il primo progetto sociale con un budget di 24.400 euro. Il secondo progetto invece, di un valore di 28.800 euro, prevede di garantire durante tutto l’anno scolastico una prima colazione sana ed ecologica agli ottanta bambini iscritti alla scuola d’infanzia del Comune di Ercolano.
La convenzione è stata sottoscritta dalla vicepresidente del concistoro della CELI, Cordelia Vitiello e dal sindaco di Ercolano, l’avv. Ciro Bonajuto. “Questa iniziativa sostituisce il nostro pluridecennale impegno per la scuola Gesù di Nazareth a Torre del Greco, sostiene Cordelia Vitiello, e sono molto felice che abbiamo potuto individuare un progetto valido rimanendo nello stesso territorio e rimanendo sempre in ambito scolastico-educativo. Con la merenda ecologica, continua Vitiello, corrispondiamo inoltre all’impegno finale del nostro sinodo di aprile 2019, a favore della sostenibilità e dell’ecologia.” Questo progetto poi è solo uno di tre che verranno attualizzati sempre nella stessa area geografica.Il sindaco di Ercolano, Ciro Bonajuto, ringrazia la CELI per queste due opportunità: “La prima di consentire ai ragazzi più disagiati di poter vivere un momento di svago.” Ercolano è un comune con un altissimo tasso di disoccupazione (giovanile) e con tante famiglie che vivono una situazione di grande disagio. “Lo snack ecologico nelle scuole d’infanzia poi ha un valore particolare in un ambiente sociale come Ercolano, l’educazione ad un‘alimentazione sana è un valore aggiunto. Passare una settimana di ferie in un ambiente sano è inoltre un fatto importante per la crescita di questi ragazzi, un investimento nel loro futuro.” Il sindaco ha tenuto molto a ringraziare Cordelia Vitiello e la CELI per aver scelto il comune di Ercolano e per la serietà con la quale hanno portato avanti questa iniziativa.La Chiesa Evangelica-Luterana in Italia, CELI, dal 1993, l’anno in cui ha sottoscritto l’Intesa con lo Stato Italiano, è riconosciuta come chiesa italiana e di conseguenza ha diritto ai fondi 8xmille. Tanti italiani anche senza essere membri esprimono anno per anno la loro fiducia alla chiesa luterana. L’impegno diaconale della CELI copre vasti ambiti, con un particolare riguardo all’infanzia e soprattutto anche là dove per vari motivi si presentano situazioni di disagio.

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Torna l’eroina tra i giovani: imperativo facilitare le cure

Posted by fidest press agency su domenica, 19 maggio 2019

Roma Mercoledì 22 Maggio dalle ore 10 davanti alla sede della Regione Lazio una manifestazione per far capire all’opinione pubblica quanto sia controproducente limitare l’azione di centri come Villa Maraini (unico servizio h24 nella Regione Lazio), sempre pronto ad accogliere e curare quanti più tossicodipendenti possibili, anche utilizzando il metadone, farmaco riequilibratore del sistema nervoso “turbato” degli eroinomani.
“Si parla tanto di sicurezza delle nostre città, noi a Villa Maraini diamo un contributo quotidiano, accogliendo chiunque venga a chiedere quell’aiuto che lo terrà lontano dalla droga e dalla criminalità. Proprio per difendere questo nostro diritto/dovere manifesteremo. Non fermeremo la nostra battaglia per la libertà di cura dei tossicodipendenti, fino a quando i burocrati non cancelleranno i vincoli che bloccano la possibilità di curarsi se fuori dal proprio territorio di appartenenza.”
L’ASL Roma 3 ha imposto molte restrizioni ai medici di Villa Maraini nella somministrazione del metadone, limitando drasticamente la loro azione. Questo significa consegnare il paziente rifiutato nelle mani dello spacciatore, che lo rifornirà di eroina, accettando sia il rischio che muoia di Overdose, sia l’eventualità che possa delinquere per trovare i soldi per la dose. “E’ incredibile come per le ASL e la Regione Lazio, la legge nazionale antidroga 309/90, che prevede la possibilità per i tossicodipendenti di curarsi ovunque nel territorio nazionale, sia regolarmente disattesa. E’ inutile piangere lacrime di coccodrillo per la diffusione della droga soprattutto tra i giovani, se poi si rende difficile la vita di chi vuole smettere e curarsi” conclude Massimo Barra.

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Woodco investe sui giovani e guarda al Medio Oriente

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 maggio 2019

Woodco investe nel ricambio generazionale e punta sui mercati mediorientali per valorizzare il design italiano e la sua interpretazione attraverso il legno.Un’azienda in movimento che investe nel proprio futuro: quello di Woodco è un ritratto dinamico e in continua evoluzione, oggi più che mai. L’azienda trentina di pavimenti in legno, attore primario nel mercato italiano del parquet, dopo aver rinnovato la propria immagine con una nuova sede istituzionale e una nuova brand identity punta ora ad allargare i propri orizzonti investendo innanzitutto sulla sua squadra.“Stiamo attraversando volutamente un cambiamento generazionale – spiega Gian Luca Vialardi, Direttore Generale Woodco – perché vogliamo garantire all’azienda un futuro e una continuità nella visione imprenditoriale. Nel nostro organico abbiamo recentemente inserito nuovo personale giovane in ogni ambito: dal reparto tecnico all’amministrazione, dalla logistica agli uffici commerciali. La crescita richiede formazione e la formazione richiede tempo e dedizione: tutti aspetti su cui riteniamo sia assolutamente strategico investire”.Nuovi inserimenti saranno previsti anche per il 2019-2020: la crescita complessiva del “prodotto parquet” nel 2018, d’altronde, ha segnato per Woodco un significativo aumento dei volumi rispetto al 2017, consentendo all’azienda di continuare ad accrescere la propria squadra. Merito di alcune nuove collezioni centrate, frutto di una ricerca abitativa che indaga il binomio design-benessere, e di nuovi sbocchi commerciali particolarmente proficui. La recente partecipazione a Project Qatar, avvenuta in collaborazione con Trentino Sviluppo, ha confermato infatti l’interesse dell’azienda per l’internazionalizzazione e in particolare per i mercati mediorientali, sempre più protagonisti di eventi di rilevanza globale – i mondiali di calcio del 2022, ad esempio, si terranno proprio in Qatar – e pertanto inclini a grandi investimenti infrastrutturali.
“Oltre a nuove collaborazioni ed opportunità commerciali – commenta Gian Luca Vialardi – il nostro avvicinamento al mercato del Medio Oriente, iniziato negli scorsi anni, ci ha fatto comprendere quanto il design italiano e le sue interpretazioni attraverso il legno siano fortemente apprezzate e ricercate all’estero. A Trento abbiamo l’abitudine di considerare il legno come un immancabile compagno della nostra quotidianità: il riconoscimento internazionale non è altro che un ulteriore incoraggiamento a proseguire il nostro lavoro nell’esplorazione delle infinite possibilità di questa nobile materia prima, affinché tutti possano godere del suo fascino intramontabile”.

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Diabete: Tra i giovani è la malattia metabolica più diffusa

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Colpisce circa 20 mila piccoli italiani. Se ne è discusso a Bari c/o Hotel Excelsior nel corso del Convegno AGD “Ricerche, cure e tecnologie: quale futuro per I giovani con diabete di tipo 1”. Tra le tecnologie condivise, emergono le innovazioni che Theras Group sta proponendo nella gestione del diabete, nati per essere proprio “indossati” perchè senza fili e tubi, sviluppati per il rilascio di insulina e il monitoraggio in continuo della glicemia. “Dai risultati della ricerca, è apprezzato soprattutto dai giovani l’innovatività e la tecnologia dei sistemi, la percezione di utilizzare gli strumenti più avanzati, la miglior terapia possibile per il diabete – spiega Isabella Cecchini, Head of Primary Market Research IQVIA che ha condotto la ricerca sui portatori di device per il diabete – Tra i giovani intervistati emergono tutti i vantaggi degli strumenti che favoriscono il sentirsi “normali” e tecnologici, aprono alla socializzazione, a condividere con gli altri la propria malattia. Si rafforza una soddisfazione che deriva dall’affidabilità delle misurazioni, che si traduce in un benessere fisico, superiore livello di autonomia e incremento di consapevolezza e stima”. L’esperienza dei pazienti e dei loro caregiver ha messo in luce non solo l’effetto positivo dei nuovi device sulla gestione della malattia, ma anche e soprattutto il grande impatto che gli strumenti hanno avuto sulla qualità della vita. “Dopo quella dell’insulina, sono due le grandi rivoluzioni tecnologiche nel diabete – spiega nel corso del suo intervento c/o il Convegno Isabella Alessandrini, Medical&Scientific Advisor Theras-Group – La prima è il dispositivo (POD) che si indossa per 72 ore senza doverlo cambiare, senza tubi e cateteri. La più recente, invece, permette un monitoraggio “in real time” della glicemia in modo più semplice, accurato, sicuro e con un elevato livello di predittività. Siamo molto attenti alle esigenze dei nostri pazienti, soprattutto quelli nella fascia più giovane che si ritrova a gestire il diabete, specie nella fase adolescenziale già ricca di cambiamenti fisici e psicologici. L’innovazione tecnologica sviluppata da Theras Group è in grado di offrire soluzioni innovative scientificamente e tecnologicamente evolute e in linea anche ai bisogni dei più giovani alla ricerca di una maggiore autonomia e attenzione anche nell’estetica e vestibilità dello strumento”.
In linea con quanto indicato, due sono le innovazioni che Theras Group sta proponendo nella gestione del diabete. Il primo è il sistema Omnipod, un microinfusore che rilascia insulina e che si indossa comodamente, senza fili, molto piccolo e impermeabile.Il secondo è il nuovissimo sistema di monitoraggio glicemico in continuo ad altissima precisione, una sorta di “GPS della glicemia” (Dexcom G6, ora disponibile anche in Italia), una vera e propria guida intelligente e automatica nel mondo della glicemia. L’autocalibrazione automatica (che evita le 2 punture capillari al giorno), i livelli di sicurezza ed efficacia, il sistema di applicazione automatico, le dimensioni ridotte, la lunga durata (da sostituire dopo 10 giorni, senza ricalibrazioni perchè automatico), fanno di questo dispositivo l’ultima generazione di monitoraggio in continuo della glicemia, in grado di segnalare i pericoli in anticipo e in tempo utile per intervenire.

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12esima edizione di “Obiettivo Alluminio”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 marzo 2019

Il progetto promosso da CiAl su tutto il territorio nazionale e dedicato agli studenti delle scuole superiori di secondo grado. Grazie alla collaborazione con Giffoni Experience e il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, il Consorzio Imballaggi Alluminio apre un contest che premia la creatività dei giovani: per partecipare basta registrare un video, scattare una o più fotografie oppure creare un contenuto social in cui il protagonista sia l’alluminio e il suo riciclo. L’iniziativa negli anni ha riscosso grande successo e rientra tra le più importanti offerte formative scolastiche a carattere ambientale: conoscere l’alluminio nella vita quotidiana, le sue applicazioni e le qualità del materiale per poter fare una raccolta differenziata consapevole e cosciente, finalizzata ad un riciclo “necessario” per la salvaguardia dell’ambiente.
Una vera e propria “borsa di studio” con percorso didattico: alcuni ragazzi, infatti, entreranno a far parte di una delle giurie del Giffoni Film Festival, vivendo un’esperienza formativa unica nel suo genere.
Per partecipare e candidarsi come “nuovi influencer ambientali” bisogna presentare alla segreteria organizzativa:
– Un filmato interamente realizzato da loro, dallo storyboard al montaggio finale, che racconti l’uso quotidiano dell’alluminio: gli imballaggi, la raccolta differenziata e il valore del suo riciclo;
– Oppure una singola foto, una serie di foto (da 2 a 10 immagini) e/o contenuti social come: gif animate, meme, rielaborazioni grafiche, che raccontino una storia legata al mondo del dell’alluminio, all’uso degli imballaggi, alla raccolta differenziata o al riciclo.
Gli studenti e docenti interessati potranno recuperare le informazioni necessarie sul sito web dedicato obiettivoalluminio.it e sui canali social: Saranno 20 i vincitori di Obiettivo Alluminio, 10 videomaker e 10 fotografi/produttori di contenuti social, selezionati tra coloro che avranno presentato le opere migliori e più rappresentative dei temi proposti. In palio per i videomaker la possibilità di entrare in una delle giurie della 49esima edizione del Giffoni Film Festival – in programma dal 19 al 27 luglio – e ricevere in premio una camera digitale per poter essere un perfetto reporter ambientale per conto del Consorzio CIAL. Ogni vincitore “fotografo”(o creatore di altri tipi di contenuti social) riceverà in premio una camera digitale.
I videomaker vincitori saranno ospitati durante tutti i giorni della manifestazione, e oltre a essere dei veri e propri inviati speciali armati di videocamera per riprendere i momenti salienti delle giornate del festival, costituiranno la “Giuria Ambiente”, scegliendo tra i film in concorso quello che meglio rappresenta le tematiche ambientali e lo sviluppo sostenibile. Premieranno l’autore che meglio le ha mostrate e descritte nella propria opera, assegnando il “Premio CiAl per l’Ambiente”, tra i riconoscimenti ufficiali del Festival da ben tredici edizioni e rappresentato da un Grifone (uno dei simboli di Giffoni) realizzato in alluminio riciclato.I vincitori verranno decretati, infine, attraverso due distinti criteri:
– 16 vincitori, 8 videomaker e 8 fotografi (o altro tipo di contenuto social), verranno scelti da una Giuria formata da esperti del settore didattico e ambientale;
– 4 vincitori, invece, 2 videomaker e 2 fotografi (o creatori di altri tipi di contenuti social), verranno scelti dal pubblico del web che segue CIAL e le sue attività online.

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L’Europa dei talenti: tra spreco e transnazionalità dei giovani altamente qualificati

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 marzo 2019

Roma. Oggi alle ore 16.00 presso l’Auditorium di Via Rieti, in Roma, sarà presentato e distribuito al pubblico il rapporto Europa dei talenti promosso dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” e realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS. Nella ricerca viene analizzato il fenomeno, sempre più rilevante, delle migrazioni qualificate, di cui vengono prese in esame le potenzialità e gli aspetti critici.
In un’Europa che progressivamente invecchia in assenza di immigrazione, la forza lavoro diminuirà di 17,5 milioni nel prossimo decennio, in larga misura in Italia, e già oggi si riscontrano 3,8 milioni di posti vacanti a causa delle carenze in settori chiave come le scienze, la tecnologia, l’ingegneria e la sanità, mentre gli attuali 12 milioni disoccupati per oltre la metà hanno un basso livello di competenze. Entro il 2020, per esempio, si determinerà la mancanza di 756mila figure altamente qualificate nelle telecomunicazioni e di circa 1 milione nel settore sanitario tra dottori, infermieri, dentisti, ostetriche e farmacisti.
Risulta urgente un maggiore approfondimento di questa problematica, anche perché secondo la Commissione Europea l’immigrazione altamente qualificata può assicurare fino a 6 miliardi di euro di vantaggio economico annuale. Eppure, il mercato del lavoro UE stenta ad utilizzare a pieno il talento degli stessi immigrati già presenti e poco funzionale risulta lo strumento della Carta blu UE, che nel 2017 ha contato appena 24.305 rilasci (di cui solo 301 in Italia). All’inizio del 2017 sono 16,9 milioni i cittadini comunitari attivi in un altro Stato membro, oltre a 2 milioni di frontalieri (sia lavoratori che studenti). Tra di essi, 3,6 milioni sono lavoratori mediamente qualificati e quasi 3 milioni altamente qualificati (numero quasi triplicato rispetto al 2004). Un terzo è inserito in settori altamente qualificati, come la sanitò (11,0%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (12,0%) e l’istruzione (10,6%). In Italia la situazione è ancora meno soddisfacente per il basso tasso di occupazione (10 punti percentuali e 3,8 milioni di occupati in meno rispetto alla media UE-15). Notevoli sono le carenze in alcuni comparti ad alta qualificazione (sanità, istruzione e pubblica amministrazione). In particolare, dei 2.423.000 occupati stranieri rilevati dall’Istat nel 2017, quasi 2 su 3 (62,8%) svolgono professioni non qualificate o operaie e solo 1 su 14 (7,2%) fa lavori qualificati, risultando più spesso sovraistruiti (nel 35,5% dei casi gli immigrati svolgono mansioni al di sotto del loro livello di formazione). Continuano tuttora a essere limitati gli spazi offerti ai lavoratori qualificati non comunitari (5.000 nel 2017).
Non a caso, secondo l’Ocse, l’Italia è l’ottavo paese del mondo per numero di emigrati. L’Aire attesta che nel 2017 gli italiani residenti all’estero (oltre 5.114.000, di cui quasi 2.657.000 per espatrio) sono in aumento. I cancellati alle anagrafi sono stati 114.000 nel 2017 (120.000 secondo le prime stime dell’Istat per il 2018), da maggiorare per un coefficiente di 2,5/3 volte se, come ha fatto Idos, si tiene conto delle registrazioni effettuate nei paesi europei di arrivo. Si tratterebbe, insomma, dello stesso livello di espatri degli anni ’60, con la differenza che ora a lasciare l’Italia sono molti laureati: erano appena 3.500 nel 2002 e sono diventati 28.000 nel 2017, per un totale di 193.000 laureati e 258.000 diplomati in sedici anni.
Proiettando queste incidenze sulla stima degli italiani effettivi che lasciano il paese, si può affermare che nella fase attuale l’Italia ha perso nel 2017 tra i 90mila e i 108mila connazionali altamente qualificati e che tra il 2002 e il 2017 sono stati circa mezzo milione i laureati che sono andati a cercare fortuna all’estero, di cui almeno un terzo non è più rimpatriato.; http://www.istitutospiov.it

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Pellegrinaggio Nazionale dei Giovani UNITALSI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 marzo 2019

Loreto da venerdì 22 a domenica 24 marzo 2019 il pellegrinaggio Nazionale dei Giovani UNITALSI (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) dal tema ‘Tu sei bellezza …Annunciamo con gioia l’amore di Cristo’. L’incontro a cui parteciperanno oltre 700 giovani provenienti da tutte le sezioni regionali d’Italia nasce dall’esigenza di dare una nuova energia e freschezza al rapporto tra giovani e Unitalsi. Lunedì 25 marzo, in occasione della visita del Santo Padre a Loreto, in cui l’Unitalsi svolgerà servizio di accoglienza degli ammalati e delle persone disabili che parteciperanno all’incontro, una delegazione di giovani unitalsiani regalerà a Papa Francesco un simbolo realizzato dai giovani durante il loro pellegrinaggio.
A Loreto nascerà una nuova identità, quella su cui i giovani saranno chiamati ad impegnarsi e che rappresenterà per l’associazione un punto fermo nel percorso di formazione unitalsiano. La parte più giovane dell’Unitalsi ha voluto fortemente incontrarsi nel piazzale della Santa Casa per la prima tappa fondamentale di un pellegrinaggio iniziato dal Sinodo dello scorso anno fino alla recente Giornata Mondiale della Gioventù di Panama. Sarà la bellezza, luogo dell’autenticità, dell’essenzialità a guidare a Loreto la passione dei giovani unitalsiani e la voglia di sentirsi comunità, dello stare a fianco degli altri, di ascoltare e di lasciarsi sorprendere dagli incontri inaspettati. È un momento di rinascita, spinto e alimentato dalle parole che Papa Francesco e di tutta la Chiesa fatta dei tanti volti, degli sguardi, delle lacrime di commozione, delle domande e dei perché che i nostri ragazzi vivranno con la bellezza della condivisione, della fraternità e della voglia di vivere.Il pellegrinaggio giovani dell’Unitalsi sarà guidato da padre Domenico Spagnoli e dal vice presidente nazionale Roberto Maurizio che saranno accolti venerdì 22 marzo a Loreto dal benvenuto delle massime autorità civili, dall’Arcivescovo e dal Rettore della Prelatura del Santuario della Santa Casa di Loreto.
Le giornate del pellegrinaggio si preannunciano ricche di novità e di incontri che saranno scanditi dalle catechesi e dalle celebrazioni curate e presiedute da SE Mons Fabio Dal Cin Arcivescovo e Prelato di Loreto. Ci sarà spazio anche per momenti di musica e di festa con la partecipazione al pellegrinaggio dei una realtà artistica unica nel panorama cattolico , i The Sun, complesso musicale che ha partecipato all’ultima edizione della Giornata Mondiale della Gioventù svoltasi a Panama.

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I ragazzi chiedono futuro: 15 marzo è “sciopero” globale dei giovani

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 marzo 2019

Il 15 marzo è “sciopero” globale dei giovani, degli studenti, per il clima (#climatestrike). Abbiamo solo 11 anni per agire e limitare i danni da cambiamento climatico. Al seguito di Greta Thunberg, la sedicenne svedese che sciopera da scuola ogni venerdi per il clima e parla ai potenti del mondo, si moltiplicano le iniziative. Anche la rete dei giornalisti Nell’erba aderisce e si mobilita per una giornata di sensibilizzazione sui cambiamenti climatici in varie parti d’Italia. I giovani e giovanissimi ne parlano, indagano, scrivono, fanno reportage sul clima da 13 anni e non possono non aderire a questa mobilitazione mondiale. Le scuole di Bovino (Fg), di Greve in Chianti, di Frascati, con la collaborazione del Comune, già sono al lavoro per le iniziative del 15 marzo. Molti altri di aggiungeranno.

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Speranze nuove per il futuro dei giovani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 febbraio 2019

“Vorremmo far fiorire speranze nella vita di tanti giovani. Aiutarli a intrecciare giuste relazioni, imparare a dialogare e creare un immaginario positivo che aiuti loro, e tutti noi, a ideare una società più giusta, un’Europa che abbia come sfondo i grandi ideali che la fondarono”.Con queste parole il Rettore dell’Università Europea di Roma, Padre Pedro Barrajón LC, ha introdotto la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2018 – 2019 dell’Università Europea di Roma.Ospiti dell’incontro sono stati l’On. Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo e Mons. Paolo Selvadagi, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Roma per il Settore Ovest.La cerimonia è stata aperta dall’apposizione di una targa commemorativa, con la quale è stata intitolata un’aula dell’università al Prof. Massimo Vari, già docente dell’ateneo ed insigne giurista nell’ambito del diritto costituzionale.Nella sua relazione introduttiva il Rettore Padre Pedro Barrajón LC ha sottolineato l’impegno dell’università ad “aprire ai nostri giovani orizzonti di futuro, umano e professionale”. Un futuro che “appartiene a chi crede nella forza della propria missione e del proprio ideale”.L’On. Antonio Tajani, nel suo intervento, ha evidenziato il bisogno di tornare alla politica come missione. Una politica ispirata alla voglia di costruire, per donare speranza ed entusiasmo alle nuove generazioni.Mons. Paolo Selvadagi ha parlato del recente Sinodo dei Vescovi, proponendo di guardare con attenzione alla ricerca di spiritualità dei giovani, mettendo al centro della missione della Chiesa il dialogo, l’accoglienza e l’ascolto. Il Prof. Filippo Vari, Ordinario di Diritto Costituzionale all’Università Europea di Roma, ha dedicato il suo intervento conclusivo al tema della formazione integrale dello studente, ricordando che le istituzioni educative devono non solo fornire un insieme di conoscenze tecniche, ma anche favorire il processo di crescita della persona nella sua totalità.

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Due miliardi di giovani alla conquista del mondo del lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2019

Nati tra il 1995 e il 2012, nel pieno boom di Internet, abituati al multitasking e all’uso simultaneo di diversi dispositivi e ancora più interconnessi dei Millennials. Sono circa 2 miliardi in tutto il mondo e costituiranno oltre il 30% della forza lavoro entro il 2025. È questo l’identikit della Generazione Z, l’esercito di talenti del futuro che con il suo ingresso nel mondo del lavoro sta rivoluzionando l’approccio delle aziende, che devono riuscire ad integrare queste risorse nel miglior modo possibile. Ma quali sono gli ambiti su cui puntare per far esprimere al meglio il loro potenziale? Secondo gli esperti al primo posto c’è l’investimento in nuove tecnologie, come sottolineato dalla Varkey Foundation di Londra che, intervistando oltre 20mila giovani da 20 paesi, ha evidenziato come l’84% creda che la tecnologia possa contribuire a costruire un domani migliore. L’importanza dell’innovazione 2.0 è stata sottolineata anche da un report della Bank of America, secondo cui il 46% dei nativi digitali predilige i social come forma di comunicazione, anche lavorativa. Sviluppare iniziative di coaching favorendo il mix generazionale e prestare maggiore attenzione all’equilibrio vita-lavoro rappresentano ulteriori fattori chiave per spingere i nativi digitali ad entrare nel mondo del lavoro, come dimostrato dagli studi condotti dai ricercatori Claire Madden e David Stillman. Ma non è tutto. La promozione della Responsabilità Sociale è per il 94% degli appartenenti alla Generazione Z un aspetto prioritario nella scelta dell’azienda per cui lavorare. È quanto emerge da uno studio condotto da Sodexo sui Workplace Trend del futuro, presentato oggi in occasione dell’evento HR LAB – Human Capital Forum presso la LUM School of Management. “I nativi digitali della Generazione Z costituiscono una fonte di stimoli ed entusiasmo fondamentale per lo sviluppo e l’innovazione delle aziende – afferma Stefano Biaggi, Amministratore Delegato di Sodexo Italia, azienda leader mondiale nei servizi di Qualità della Vita – In Sodexo ci impegniamo per creare un ambiente di lavoro focalizzato sulle persone. Questo implica innanzitutto cogliere e rispettare le peculiarità del singolo collaboratore, consentendogli di esprimere in modo autentico il suo potenziale. Per questo Sodexo ha creato Eat, l’offerta di ristorazione progettata per soddisfare i bisogni specifici dei consumatori. Come in tutti gli aspetti della propria vita, i collaboratori si approcciano al momento del pasto con aspettative e desideri differenti tra loro: ecco perché il ristorante aziendale deve poter offrire prodotti e modalità di consumo differenti all’interno di uno spazio piacevole e funzionale, assecondando le spinte motivazionali e personali che guidano l’azione in quel momento”.Coltivare le potenzialità dei giovani rappresenta quindi un’importante leva per evitare un esodo di talenti all’estero. Ciò che è stato fatto finora però non basta. L’ultimo report ISTAT “Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente”, ha stimato infatti come siano stati ben 28mila i giovani laureati italiani che nel 2017 hanno deciso di abbandonare il Paese per cercare nuove opportunità, a cui si sono aggiunti 33mila diplomati 25enni. Una scelta fatta da oltre 244mila giovani negli ultimi 5 anni, di cui il 64% con un titolo di studio medio-alto. Per Claire Madden, ricercatrice ed autrice del best seller Hello Gen Z: Engaging the Generation of Post-Millennials “I digitali sono in cerca di livelli equamente elevati di affermazione e coinvolgimento nelle interazioni sul lavoro. Gli appartenenti alla Generazione Z riescono ad adattarsi facilmente al contesto lavorativo e non hanno paura di trasformazioni e transizioni. Hanno solo bisogno di un ambiente in cui possano esprimere il loro potenziale e riuscire a portare innovazione”.Secondo gli esperti inoltre le organizzazioni dovrebbero sostenere l’ambizione della Generazione Z di lavorare e vivere a un ritmo veloce, senza trascurare però salute e benessere. Il 94% dei giovani coinvolti nel sondaggio della Varkey Foundation ha affermato infatti che il benessere psicofisico è tra i fattori più importanti. Le aziende che offrono benefit per spingere i dipendenti all’attività fisica, riducendo stress e monotonia, hanno maggiori possibilità di attrarre i nativi digitali. Favorire l’integrazione tra Generazione Z e Millennials rappresenta un altro punto fondamentale per le imprese, come evidenziato da Ralph Moore, professore di economia alla McGill University di Montreal che, in uno studio pubblicato su Psychology Today, ha evidenziato come il 77% degli appartenenti alla Generazione Z desideri ricevere consigli lavorativi da manager Millennials piuttosto che da Baby Boomers.Pensiero condiviso anche da David Stillman, esperto generazionale che nel suo recente studio Gen Z @ Work ha evidenziato come la ricetta per il successo delle aziende del futuro sia il mix tra la disponibilità alla collaborazione dei Millennials e la mentalità orientata al successo dei nativi digitali. “La Generazione Z è competitiva ed è cresciuta sapendo che non tutti possono essere vincitori. Sebbene preferiscano vincere per sé stessi, è sbagliato pensare che non lavorino bene con gli altri – ha affermato Stillman – Per ottenere il massimo, le organizzazioni devono avvalersi sia della mentalità collaborativa dei Millenials sia della motivazione della Generazione Z”. Dallo studio emerge inoltre che tra nati fra i primi anni ‘80 e la fine degli anni ’90, 6 su 10 sono pronti a dare il loro supporto alle nuove generazioni che si affacciano al mondo del lavoro.

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Fondo sociale UE: l’UE investa di più nei giovani

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2019

Strasburgo. Il Parlamento propone di aumentare la dotazione del fondo FSE+ del 19% rispetto a quanto proposto dalla Commissione nell’ambito del bilancio a lungo termine dell’UE (2021-2027). Il fondo dovrebbe aumentare da 89.6 miliardi di euro a 106.8 miliardi. Di questi, 105.7 miliardi dovranno essere amministrati in modo congiunto dall’UE e dagli Stati membri.
I deputati vogliono inoltre vedere più risorse dedicate all’occupazione giovanile e garantire pari opportunità ai bambini a rischio di esclusione sociale e povertà.Il mandato per avviare i negoziati con il Consiglio è stato approvato con 543 voti a favore, 81 contrari e 64 astensioni. I deputati ora solleciteranno il Consiglio ad adottare una posizione e avviare i negoziati il prima possibile.
Il Fondo Sociale Europeo investe nei cittadini da oltre 60 anni. Contribuisce all’inclusione sociale, alla lotta alla povertà, all’educazione, ad aumentare le opportunità lavorative e a promuovere le competenze e l’occupazione dei giovani, oltre che a migliorare le condizioni di vita e di salute per una società più equa. I singoli progetti e programmi devono contribuire a migliorare la coesione economica, sociale e territoriale.

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“Fondamenta – Una rete di giovani per il sociale”

Posted by fidest press agency su domenica, 6 gennaio 2019

Giovinazzo (Ba) Mercoledì 9 gennaio all’Istituto Comprensivo “S. Giovanni Bosco – Buonarroti Piazza Giuseppe Garibaldi, 36, prenderà il via “Fondamenta – Una rete di giovani per il sociale”, iniziativa promossa della Federazione Italiana Teatro Amatori (Fita), vincitrice di un bando del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Quindici ragazzi, tra i 18 e i 30 anni già attive in ambito sociale, prenderanno parte gratuitamente ad un workshop di 18 ore che terminerà sabato con una dimostrazione insieme agli alunni disabili dell’istituto ospitante, dove saranno messe in mostra le tecniche apprese. I lavori saranno condotti dalla teatro-terapeuta Maria Teresa Liuzzi e dall’acting Coach e direttore artistico della Fita Puglia Luigi Facchino. I due educatori e pedagogisti formeranno i partecipanti nell’uso dei linguaggi con particolare attenzione a quello del teatro di figura, da utilizzare come strumenti di promozione sociale, in situazioni di fragilità e di disagio. I primi due giorni saranno dedicati a lezioni frontali, durante le quali si cercherà di trasmettere loro un certo approccio legato alla sensibilità. Nel terzo, poi, si terrà il laboratorio nel quale i partecipanti lavoreranno insieme agli studenti disabili della scuola che ospiterà i lavori. Infine, sabato 12 gennaio nella Sala Marano all’interno dell’ex Istituto Vittorio Emanuele si terrà la l’evento conclusivo informativo.
“Tutti i curricula arrivati – ha spiegato Anna Maria Carella, presidente della Fita Puglia, organizzatore del workshop – sono di alto profilo, quasi tutti laureati in Scienze dell’Educazione, Psciologia e gente che opera già nei settori di disagio come assistenti sociali”. Le richieste sono giunte numerose e da tutte le province della Puglia. Per coloro i quali siano residenti oltre i 30 km di distanza dalla location del workshop, oltre a concedere la partecipazione gratuita, la fita offrirà anche vitto e alloggio in una struttura ricettiva di Giovinazzo.“Mi fa molto piacere aver ricevuto richieste di partecipazione da tutta la regione e soprattutto da gente non legata alla nostra federazione, ma che ha reperito informazioni altrove”.Il progetto “Fondamenta – Una rete di giovani per il sociale” prevede complessivamente ventuno workshop, uno per ogni regione ed è realizzato da Fita con l’Associazione Nazionale di Azione Sociale (Anas) e il Comitato Fita di Pordenone come partner. È reso possibile dal finanziamento ottenuto dalla Federazione vincendo un apposito bando del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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Si vive sempre più come nomadi

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 gennaio 2019

Una proiezione di SpeedDate.it prevede che, nel momento in cui i giovani di oggi raggiungeranno l’età di 48 anni, uno su 4 sarà stato single per tutta la vita.La stessa tendenza si ha ormai a livello globale e rispecchia la situazione di una società in radicale e profonda trasformazione, una società dove le persone che si sposano per farlo impiegano più tempo che mai e dove il numero dei nuclei monopersonali sta superando quello delle famiglie in quasi tutti i Paesi del mondo. A fotografare questa situazione è SpeedDate.it, il portale che offre ai single il modo più veloce e divertente per incontrare gente nuova e molti nuovi potenziali partner.«Un record che presto sarà raggiunto anche negli Stati Uniti, dove il numero di persone che vivono senza coniuge o partner è salito al 42% lo scorso anno, rispetto al 39% di un decennio fa» commenta Giuseppe Gambardella, ideatore di SpeedDate.it e di SpeedVacanze.it, il tour operator che ha inventato l’esclusiva formula dei viaggi e delle crociere per single e di gruppo.La tendenza -secondo quanto osserva SpeedDate.it- è fortissima anche in Italia, dove a vivere da soli sono oltre 7 milioni di persone, 2 milioni dei quali hanno tra i 15 ed i 45 anni, 1,7 milioni tra i 45 ed i 64 anni e 3,3 milioni sono di età pari o superiore ai 65 anni.Ma, diversamente agli altri Paesi del mondo, in Italia a vivere sempre più come una sorta di monadi sono soprattutto le donne: il dato complessivo è del 15,5% a fronte dell’11,6% degli uomini. E solo nella fascia di età compresa tra i 15 ed i 45 anni a vivere da soli sono più gli uomini rispetto alle donne.Negli ultimi 10 anni, osserva inoltre SpeedDate.it, la fascia di età di chi va a vivere da solo con il maggiore incremento (+66%) è quella più giovane. Una percentuale di crescita importante, soprattutto se si considera che il dato è mitigato dal fatto che nel nostro Paese, a causa della crisi economica, un numero crescente di single opta per condividere l’appartamento con altri.«Quindi, alla fine, gli italiani non sono affatto bamboccioni come sostengono alcuni amanti degli stereotipi e delle generalizzazioni» puntualizza Roberto Sberna, direttore generale di SpeedDate.it.Il dato forse più allarmante del bilancio 2019 sul mondo dei single tracciato da SpeedDate.it è però la tendenza a rimanere soli. Gli ultimi dati Istat fotografano la situazione di un Paese in cui negli ultimi 20 anni le unioni di lunga durata sono diminuite quasi di un quarto ed in cui perfino la quota di divorzi nei matrimoni di “lunga durata” è cresciuta, passando dall’11,3% del 1998 al 23,5% registrata a fine del 2017.E una proiezione di SpeedDate.it su dati Istat prevede addirittura che, nel momento in cui i giovani di oggi raggiungeranno l’età di 48 anni, uno su 4 di essi sarà stato single per tutta la vita.Più specificamente per i matrimoni, nella fascia di età compresa tra i 45 ed i 54 anni già oggi un uomo su 4 non si è mai sposato ed una donna su 5 è nubile. «Per quanto riguarda i divorzi, poi, il nostro Paese si colloca agli ultimi posti nel ranking mondiale delle unioni matrimoniali» osservano gli analisti di SpeedDate.it. In sintesi, in Italia ci si sposa di meno e i matrimoni durano meno rispetto agli altri Paesi del mondo.

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Aumentano i giovani che si fermano alla scuola media e non trovano lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 dicembre 2018

Lo dice il sesto rapporto Istat Bes 2018 “Il benessere equo e sostenibile in Italia”, pubblicato in queste ore: lo scorso anno i giovani di 18-24 anni con la licenza media che non sono inseriti in un percorso di istruzione o formazione erano il 14%, lo 0,2% rispetto al 2016. Il vero dramma è al Sud Italia, a partire dalla Sicilia, dove la quota di mancata partecipazione al mercato del lavoro e occupazionale raggiunge il 40,8%: dieci volte di più rispetto a Bolzano. Anche la percentuale di persone di 25-64 anni con almeno il diploma è molto più bassa della media europea (60,9% contro 77,5%). Marcello Pacifico (Anief-Cisal): questi dati Istat ci confermano le difficoltà dei giovani nati nelle aree del Paese prive di agenti culturali e di quel sostegno sociale necessario a supportare giovani che presentano difficoltà a scuola e appartenenti a famiglie non in grado di sostenerli. È in questi contesti che diventa decisivo introdurre il tempo pieno e prolungato: un obiettivo che non si può di certo centrare assumendo appena 2 mila maestri alla primaria ogni anno. Servono poi organici differenziati per territorio, con maggiorazioni da prevedere nelle zone a rischio, con alto tasso dispersivo e di stranieri; puntare alla continuità didattica, attraverso l’assorbimento del precariato con la riapertura delle GaE, operazione indispensabile per evitare i licenziamenti dei docenti precari abilitati; legiferare sull’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni, con contestuale anticipo dell’avvio scolastico a 5 anni.

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Lavoro giovani: Cresce la richiesta di competenze digitali e tecnologiche da parte delle aziende

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 dicembre 2018

Le esperienze di volontariato sono giudicate con favore dalle aziende, perché denotano, nel giovane che cerca lavoro, un atteggiamento propositivo, la tolleranza allo stress e un’intelligenza emotiva. Il dato, forse in apparenza singolare, è stato riscontrato dal Centro di avviamento alla Carriera (Career Services) della John Cabot University (JCU) – fra le maggiori università americane in Europa, con sede nel cuore di Roma, a Trastevere – che tiene contatti quotidiani con 607 imprese, nazionali e internazionali (il numero è in costante crescita).
Il Centro di avviamento alla Carriera organizza tre Career Fair (Fiere della Carriera) ogni anno. In questi appuntamenti, gli studenti e i neolaureati incontrano, per dei colloqui di lavoro (più di uno nell’arco della stessa giornata), i responsabili delle assunzioni delle imprese partner, attive in un ampio ventaglio di settori, fra cui: grande distribuzione, digitale e innovazione, trasporti, turismo, comunicazione, profit e no profit, consulenza aziendale.Le statistiche elaborate in chiusura del 2018 dicono che, al netto della conoscenza della lingua inglese, considerata a dir poco fondamentale, le competenze (skills) più richieste dalle aziende sono quelle digitali e tecnologiche, con una tendenza in rapida crescita: dal 37% del 2017 al 45% di quest’anno. E la percentuale è destinata a salire: la previsione per il 2019, sulla base di un campione inerente le posizioni lavorative e di stage ottenute dagli studenti a partire dal prossimo gennaio, è del 55%. Al secondo posto fra le skills più richieste, a “parimerito” potremmo dire, ci sono la capacità di saper scrivere (articoli, comunicati, post, relazioni) e l’attitudine alle pubbliche relazioni.Le statistiche 2018 riguardanti in particolare i Career Fair, dicono che 8 laureandi su 10 (quindi l’80%) trovano una posizione di stage o di lavoro durante gli incontri con le imprese. Il trend è positivo e in crescita, considerando il quinquennio di riferimento 2013-2017.Nel dettaglio, l’80% è così distribuito: il 33% dei giovani ottiene una posizione lavorativa nell’area digitale e innovazione; il 17% in campo amministrativo; il 16% in politica, affari internazionali e negli uffici legali; il 13% nella gestione delle risorse umane e nell’educazione; il 13% nei Beni culturali, in giornalismo e scrittura creativa; l’8% in Comunicazione e marketing.«La formazione universitaria deve fornire allo studente gli strumenti necessari per inserirsi nel mercato del lavoro. La JCU monitora giorno per giorno l’evoluzione delle dinamiche occupazionali, intrattenendo rapporti diretti con le imprese. È un sistema comprovato per ottenere risultati in un mondo in rapidissima e continua trasformazione», ha spiegato Franco Pavoncello, presidente della John Cabot University.«Le aziende non cercano il genio solitario che colleziona master, senza aver mai fatto nulla di concreto. Al giorno d’oggi tutto si crea in team, per questo risultano fondamentali le soft skills ed è giudicato positivamente chi sappia relazionarsi in gruppo, avendo al suo attivo esperienze di lavoro – di qualunque genere – di stage e di volontariato», ha sottolineato Antonella Salvatore, direttore del Centro di avviamento alla Carriera della John Cabot University.

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Approvato il bilancio UE 2019: più fondi per giovani, innovazione e immigrazione

Posted by fidest press agency su sabato, 15 dicembre 2018

Gli stanziamenti di impegno per il 2019 ammontano a 165,8 miliardi di euro e quelli di pagamento a 148,2 miliardi di euro.Dopo che il 7 dicembre il Consiglio ha formalmente approvato l’accordo di conciliazione con il Parlamento sul bilancio 2019, il Parlamento ha approvato il bilancio mercoledì con 451 voti in favore, 142 voti contrari e 78 astensioni. Il testo è stato poi firmato dal Presidente Antonio Tajani.“Questo bilancio è al servizio degli europei, dei giovani, dell’innovazione, dell’occupazione, della sicurezza e della difesa. Abbiamo fornito risposte su due priorità principali. Per quanto riguarda la ricerca, siamo riusciti a stanziare altri 150 milioni di euro, quasi l’11% in più rispetto al 2018, per preparare il futuro dell’Europa. Su Erasmus, che ci sta tanto a cuore, siamo riusciti ad aggiungere 240 milioni di euro. Questo è l’ultimo bilancio della legislatura. Dei cinque bilanci che abbiamo negoziato con il Consiglio, credo sia quello che meglio risponde alle aspettative del Parlamento. Questa è una vittoria, mi auspico, per l’Europa”, ha dichiarato il presidente della commissione per i bilanci, Jean Arthuis (ALDE, FR). L’intervento di Arthuis in plenaria è disponibile qui.
“L’anno prossimo i cittadini europei, le nostre istituzioni e i nostri comuni, i nostri organismi di ricerca, i giovani, le imprese e le PMI, quelle che innovano, avranno a disposizione molte più risorse. Saremo in grado di proteggere meglio l’ambiente, combattere il cambiamento climatico o affrontare la migrazione. Il Parlamento può essere orgoglioso del bilancio che abbiamo ottenuto, perché mantiene le priorità che fissata a marzo e poi a luglio di quest’anno”, ha dichiarato il relatore principale (sezione Commissione) Daniele Viotti (S&D, IT). L’intervento di Viotti in plenaria è disponibile qui.”15 anni fa, il bilancio era ancora all’1,2% del reddito nazionale lordo dell’UE (RNL), ora siamo allo 0,9%. Mentre il 30-50% dell’RNL è speso a livello nazionale, l’UE è rimasta ben al di sotto dell’1%. Abbiamo realizzato risparmi nell’area dei fondi di pre-adesione per la Turchia, ma anche in altre aree, come i costi di costruzione. Ciò dimostra che – nei negoziati – il denaro dei contribuenti viene utilizzato con attenzione”, ha dichiarato Paul Rübig (PPE, AT), relatore per le altre sezioni. L’intervento di Paul Rübig è disponibile qui.Che cosa sono gli stanziamenti d’impegno e di pagamento? Alcune azioni devono essere gestite nell’arco di diversi anni (ad esempio il finanziamento di un progetto di ricerca della durata di 2-3 anni). Il bilancio dell’UE distingue quindi tra stanziamenti d’impegno (il costo di tutti gli obblighi giuridici contratti durante l’esercizio in corso, che potrebbero comportare costi negli anni successivi) e stanziamenti di pagamento (fondi effettivamente versati durante l’esercizio in corso, eventualmente per attuare anche gli impegni assunti negli anni precedenti).

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Giovani: malattia andrologica e possibile compromissione della salute riproduttiva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

Tra il 30 e il 40% dei giovanissimi maschi tra i 16 e i 18 anni convive con una malattia andrologica che potrebbe compromettere la salute riproduttiva. Disturbi che se riconosciuti e trattati sono reversibili. Per uno su 10 ad esempio un piccolo intervento chirurgico basta a scongiurare il rischio di veder svanire il desiderio di paternità: varicocele (la dilatazione delle vene del testicolo), fimosi (il restringimento del prepuzio), frenulo corto, idrocele (una raccolta di liquido nel testicolo) ecc. sono identificabili con un semplice esame obiettivo. Anche forma, posizione e volume dei testicoli possono essere spia di disturbi.
“C’è molto da fare nei giovanissimi” spiega il Professor Salvatore Sansalone, Ricercatore all’Università di Tor Vergata e neo Responsabile del Centro per la Prevenzione dell’infertilità Maschile della Clinica Sanatrix di Roma inaugurato oggi “orfani della visita di leva che era una formidabile ed efficace forma di screening della popolazione maschile. Inoltre la cultura della prevenzione non è appannaggio del sesso maschile, più preoccupato della sessualità che della fertilità. Eppure la fertilità maschile è in crisi: secondo alcuni studi dell’1,4% l’anno, ma non è tutto perché negli ultimi 40 anni (dal 1973 al 2011) il numero di spermatozoi medi presenti nel liquido seminale è diminuito del 52,4%. Dati che hanno portato l’OMS a dichiarare l’infertilità una malattia sociale: solo in Italia 1 coppia su 5 in età fertile ha difficoltà a concepire”.
I maschi in particolare sono poco consapevoli delle conseguenze delle malattie sessualmente trasmesse. Non sanno che l’infezione da Papilloma virus (HPV) è uno dei principali fattori di rischio di cancro genitale e secondo i dati del Ministero della Salute solo il 33% dei diciottenni usa regolarmente il profilattico. Il che rende forse conto dell’incidenza dei tumori genitali maschili più che raddoppiata dal 1975 al 2018 con una diagnosi tardiva in circa il 75% dei casi. “La prevenzione sembra quindi la grande assente della salute riproduttiva maschile” sottolinea Marco Fabio Pulsoni, Presidente della Casa di Cura Sanatrix: “il nuovo centro si propone di essere un riferimento di eccellenza nella Capitale grazie ad un servizio che integra specialisti ad un laboratorio analisi specialistico ultra moderno diretto dalla Dottoressa Ilaria Ortensi Dottore di Ricerca in Biotecnologie della Riproduzione Umana all’Università La Sapienza di Roma “l’approccio nei soggetti affetti da azoospermia, ossia la totale assenza di spermatozoi nel liquido sminale prevede una serie di indagini andrologiche (ormonali, genetiche, biologiche ed ecografiche) per individuare se la causa del problema sia funzionale o meccanica. Nel caso in cui la disfunzione sia dovuta ad una ostruzione si può tentare la ricostruzione delle vie seminali con un approccio microchirurgico, il che permette agli spermatozoi di ritrovare la strada verso l’esterno. Nel corso dell’intervento inoltre si prelevano spermatozoi da avviare alla crioconservazione nel caso sia necessario un successivo intervento di inseminazione artificiale. Ma la microchirurgia viene incontro ai pazienti anche nei casi non ostruttivi: con l’uso di un mezzo ottico di ingrandimento chiamato Micro-TESE il medico può prelevare i tubuli seminiferi e i preziosi gameti”.
L’esame obiettivo prende in considerazione altezza, peso e la presenza di obesità che si associa spesso sia ad un ridotto volume dei testicoli che ad una riduzione nella produzione di spermatozoi. Dell’epidemia di obesità si è occupato anche uno studio pubblicato quest’anno su Frontiers in Physiology ha riportato come il grave aumento di peso sia correlato ad un aumento dei livelli di proteine infiammatorie nel liquido seminale, peggiore qualità degli spermatozoi e ridotti livelli di testosterone in maniera direttamente proporzionale all’aumento del BMI.
La capacità di procreare è minacciata da moltissimi fattori: endocrini, genetici, patologie autoimmuni, infezioni, malattie sessualmente trasmesse, obesità a cui si aggiungono fattori ambientali come fumo, alcol, uso di droghe, esposizione a sostanze chimiche in ambiente lavorativo. Nella valutazione della fertilità maschile è fondamentale una anamnesi accurata che indaghi la storia familiare e riproduttiva, l’esistenza di patologie croniche o genetiche, di malattie o interventi chirurgici dell’apparato uro-genitale. Le domande devono comprendere anche stili di vita, abitudini sessuali e valutazione del tipo di occupazione e di rischi legati all’attività professionale.

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12.000 giovani alla scoperta dell’Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

Torna DiscoverEu, l’iniziativa dell’Unione Europea che “mette in palio” 12.000 biglietti per viaggiare in Europa, di cui 1.416 destinati all’Italia. Dalle ore 12.00 del 29 novembre, fino alle ore 12 dell’11 dicembre, i giovani diciottenni avranno la possibilità di scoprire l’Europa, partecipando all’iniziativa. Alla prima scadenza di giugno 2018 hanno partecipato 100.480 giovani e più di 15.000 partecipanti hanno vinto un biglietto, di cui 1.776 italiani. Un’occasione unica che consente ai giovani di arricchire il proprio bagaglio formativo e culturale, viaggiando alla scoperta del Vecchio Continente.
“Abbiamo appreso con entusiasmo del rinnovo di questa iniziativa da parte dell’Unione Europea. Viaggiare ed esplorare i più bei luoghi d’Europa consentirà ai giovani vincitori di arricchirsi, conoscere, scoprire, confrontarsi con nuove e diverse culture, al fine di avere nuovi stimoli ed opportunità nel loro percorso educativo, di crescita e di formazione. Un’opportunità fortemente inclusiva perché aperta a tutti, anche a giovani con bisogni speciali, ai quali verrà garantita la copertura delle spese legate all’assistenza” commenta il Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale per i Giovani Domenico De Maio. “Uno strumento che si inserisce efficacemente nel quadro delle altre iniziative promosse dall’Europa, quali i programmi Europei, Erasmus+ e Corpo Europeo di Solidarietà, da sempre gestiti dall’Agenzia Giovani, e che permetterà ai ragazzi di rafforzare ulteriormente conoscenze e soft skills, fornendo loro la possibilità di tornare a casa con un bagaglio ricco di esperienze utili per il percorso futuro. Un’altra tangibile opportunità per favorire la crescita di un comune sentire europeo”, conclude il Direttore Generale Domenico De Maio.Per poter aderire all’iniziativa è necessario:
• aver compiuto 18 anni entro il 31 dicembre 2018;
• avere la cittadinanza di uno dei 28 Stati membri dell’Unione europea;
• partire da uno dei Paesi dell’UE;
• viaggiare tra il 15 aprile 2019 (prima data di partenza) e il 31 ottobre 2019 (ultima data di ritorno);
• essere disposto a diventare un ambasciatore DiscoverEU.
Per scoprire come partecipare e conoscere i dettagli dell’iniziativa consultare il Portale Europeo per i Giovani

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Approvati i nuovi corsi di formazione professionale per l’occupazione di giovani e adulti

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

Sono stati approvati dalla Città metropolitana di Torino i nuovi corsi di formazione professionale finalizzati alla lotta contro la disoccupazione (Direttiva Mercato del Lavoro) per l’anno formativo 2018/2019. Si tratta di percorsi completamente gratuiti per gli allievi, di durata medio-lunga, anche pluriennale, e con una significativa presenza di stage in azienda, in alcuni casi realizzabile anche all’estero. I corsi sono finalizzati a favorire l’occupabilità e l’occupazione, a sostenere la formazione superiore con percorsi di alta specializzazione post diploma e post laurea, a favorire l’inclusione dei soggetti più vulnerabili, ad agevolare la mobilità e il reinserimento lavorativo. Si inseriscono nella Strategia “Europa 2020” della Commissione Europea sui temi della crescita inclusiva e della coesione sociale e territoriale.
I 341 corsi approvati per l’anno formativo 2018/2019, che offriranno un’opportunità per riqualificarsi e ampliare le proprie competenze tecnico-professionali formativa a circa 6mila persone, sono finanziati con risorse trasferite dalla Regione Piemonte e provenienti dal Fondo sociale europeo, per un impegno complessivo di 23 milioni e 800mila euro.
Le attività finanziate, distribuite sull’intero territorio metropolitano, sono rappresentative di tutte le aree professionali: agroalimentare, manifatturiero artigianale, meccanica, impianti e costruzioni, cultura informazione e informatica, turismo e sport, servizi commerciali e servizi alla persona. Si rivolgono a destinatari diversi per età, titolo di studio e condizione lavorativa e si articolano in corsi mirati a una qualificazione di base, corsi post qualifica, post diploma e post laurea e corsi destinati esclusivamente ai soggetti più deboli, come disabili, giovani a rischio, stranieri e detenuti.
È importante ricordare che i corsi rilasciano una certificazione riconosciuta a livello regionale e nazionale, con un inquadramento chiaro delle competenze professionali e delle abilità acquisite riconducibili ai livelli Eqf (Quadro europeo delle qualifiche e dei titoli per l’apprendimento permanente).
Nella selezione delle proposte formative è stato dato particolare rilievo all’indagine effettuata da Ires Piemonte, che ha analizzato l’andamento delle assunzioni e gli esiti, risultati molto positivi in termini occupazionali, ottenuti dagli allievi qualificati nelle precedenti edizioni dei corsi finanziati. Analisi che, oltre a confermare la validità dell’offerta formativa precedentemente finanziata, ha consentito di individuare anche i profili professionali da considerare prioritari nell’assegnazione dei nuovi corsi di formazione.
“Questi corsi” dichiara il consigliere delegato alle attività produttive e alla formazione professionale Dimitri De Vita, “programmati in accordo con la Regione attraverso il confronto attivo con le parti sociali, sono una valida forma di contrasto alla crisi e di inclusione lavorativa, promuovendo nel contempo la formazione lungo tutto l’arco della vita.

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