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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘giovani’

Giovani: Agosto, “riposo” non ti conosco

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

E’ possibile ribattezzare così un vecchio detto popolare per sintetizzare, quest’estate, l’approccio alle vacanze dei giovani studenti e neolaureati. Il 36% dei ragazzi trascorrerà le vacanze lavorando o alla ricerca di un impiego, mentre solo il 28% si prenderà “il lusso” di dedicarsi al completo relax. Divisi da uno stato d’animo che alterna l’essere ansiosi e apprensivi ad un atteggiamento più tranquillo e positivo, il 39% ha intenzione di trascorrere il mese di agosto in città, concedendosi al massimo qualche giorno di stop durante il weekend di Ferragosto, ma sempre col pensiero volto agli impegni futuri (34%) e alla voglia di diventare autonomi e indipendenti (22%) il prima possibile.E’ quanto emerge da uno studio del Sanpellegrino Campus condotto su circa 2.500 tra laureati e studenti con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) attraverso un monitoraggio online sui principali social network, forum e community per capire bisogni e aspettative per l’estate 2019.L’estate è arrivata, ma con quale stato d’animo s’apprestano a viverla i giovani italiani? Essi provano in questo particolare momento dell’anno diversi sentimenti, a volte contrastanti tra loro, ma la differenza è data dal modo in cui i ragazzi guardano al futuro prossimo, ovvero a quello che accadrà dopo l’estate: la maggioranza prova apprensione (64%) e ansia (49%) pensando a ciò che potrà accadere da settembre, mentre altri vivono con più tranquillità (55%) e positività (44%) l’approccio agli impegni che verranno. Dove andranno quest’estate? La maggioranza (61%) dei giovani studenti e neolaureati raggiungerà le località di villeggiatura per lavoro o per relax, mentre il 39% resterà in città per diversi motivi.A quali attività si dedicheranno quest’estate? Il 36% ha deciso di cercare qualche lavoretto anche solo part-time già in questi mesi estivi, mentre il 25% si dedicherà allo studio e solo il 28% al completo relax. Coloro che scelgono di lavorare? La maggior parte (37%) cercherà un’occupazione come cameriere all’interno di bar o ristoranti e località di villeggiatura, seguiti da coloro che preferiranno lavorare come hostess o all’interno di villaggi turistici (31%).Cosa spinge un giovane studente a lavorare in estate? La voglia di raggiungere un’indipendenza economica la fa da padrona: la maggioranza (34%) sente l’esigenza di sostenere le spese da fuorisede, altri (28%) avvertono l’urgenza di pagarsi la retta d’iscrizione universitaria o al master di specializzazione, mentre il 22% pensa all’immediato, ovvero al racimolare qualche soldo per pagarsi le vacanze estive o anche solo un weekend lampo per godere del giusto relax. Una volta terminata l’estate, cosa faranno? Il 38% proseguirà o comincerà l’attività formativa attraverso università o master, il 26% si lancerà subito nel mondo del lavoro, mentre i più lungimiranti (28%) alterneranno lo studio ad attività di stage per inserirsi il prima possibile nel mondo del lavoro.

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Il Coordinamento regionale dei giovani di Diventeràbellissima si è insediato a Palermo

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Avviene ad alcune settimane dal congresso di Milazzo che ha eletto gli organi dirigenti. Nel corso dei lavori è stato varato un piano di attività per i prossimi mesi, che comprende anche un corso di formazione politica ad ottobre, aperto a tutti e non solo agli aderenti al movimento che fa capo al presidente della Regione Musumeci. Ai giovani riuniti nel capoluogo, per l’occasione, è giunto un messaggio di buon lavoro dal coordinatore di Diventeràbellissima Gino Ioppolo. “Abbiamo deciso di dedicare questa nostra prima seduta- ha dichiarato Francesco Sicali, coordinatore regionale- alla memoria di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta, uccisi dalla mafia. Nel loro ricordo comincia il nostro impegno per una Sicilia libera da ogni condizionamento interno ed esterno”.

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Mille giovani europei ad Auschwitz

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

A 80 anni dallo scoppio della seconda guerra mondiale, 1000 giovani provenienti da 16 Paesi europei saranno a Cracovia, da oggi al 21 luglio, per partecipare all’incontro “A Global Friendship to live Together in Peace”. In un tempo caratterizzato dalla reviviscenza di pregiudizi antisemiti e razzisti, dalla diffusione di slogan e atteggiamenti intolleranti e dalla crescita, specie tra i giovani, di movimenti nazionalisti, sovranisti e xenofobi in tutta Europa, il movimento dei Giovani per la Pace – legato alla Comunità di Sant’Egidio e impegnato, ogni giorno, nelle periferie con i bambini in difficoltà, i senza dimora, gli anziani soli – promuove un grande incontro internazionale per lanciare un messaggio di unità e pace.
I giovani, studenti universitari e delle scuole superiori, faranno memoria dell’orrore della seconda guerra mondiale, dell’abisso della Shoah e del Porrajmos (lo sterminio di Rom e Sinti), convinti che continui a essere un riferimento decisivo per il futuro dell’Europa, per costruire una civiltà del convivere e società inclusive. Ascolteranno la testimonianza di Lidia Maksymowicz, sopravvissuta da bambina al campo di sterminio di Auschwitz Birkenau e vittima di esperimenti medici nazisti. Sabato 20 luglio, la visita al museo del campo di Auschwitz e una marcia silenziosa nel campo di sterminio di Birkenau, con la deposizione di corone di fiori al monumento memoriale delle vittime del lager, saranno l’espressione dell’impegno a contrastare ogni forma di violenza e razzismo.

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Educare i giovanissimi ad una corretta idratazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

By Dottor Alessandro Zanasi dell’Osservatorio Sanpellegrino. “Oltre 1 bambino su due (61%) non beve abbastanza, è il risultato di uno studio condotto su 305 soggetti di età compresa tra i 6 e i 16 anni. Un dato allarmante che sottolinea come, ancora oggi, i più piccoli non vengono educati ad una corretta idratazione. L’acqua, in particolar modo durante il periodo estivo, assume un ruolo fondamentale per il benessere e lo sviluppo psico-fisico dell’organismo, che molto spesso i genitori sottovalutano.In età infantile seguire una corretta idratazione può essere difficile: nei bambini infatti lo stimolo della sete è meno sviluppato rispetto agli adulti e anche quando viene avvertito non garantisce l’assunzione della giusta quantità di acqua.Ecco dunque, alcuni semplici e preziosi consigli:
1. Assicurarsi di avere sempre a disposizione una bottiglietta di acqua. Un gesto apparentemente scontato ma che ci consente di poter offrire costantemente acqua al bambino anche durante i viaggi in macchina o in spiaggia;
2. Associare il gesto del bere a precisi momenti della giornata, ad esempio all’inizio o al termine di attività ludiche, durante i pasti principali e le merende o prima di andare a dormire. Un modo semplice per assicurarsi che ogni giorno il bambino assuma una certa quantità di acqua e che lo abitua a ricordarsi che bere è importante per stare bene;
3. Utilizzare bicchieri e cannucce colorate per rendere il gesto del bere acqua un momento di divertimento.
Mal di testa e senso di stanchezza sono alcuni sintomi che i bambini potrebbero manifestare quando bevono troppo poco. Per preservare il benessere psico-fisico dei più piccoli, i pediatri suggeriscono, come per gli adulti, di bere almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno (bambino di 7-10 anni), con riferimento ad un bicchiere “a loro misura” (150 ml). Si tratta di una indicazione generale perché: “La quantità di acqua specifica per ogni bambino deve essere calcolata tenendo presenti diversi fattori, come età, condizione di salute e il tipo di attività fisica svolta, ma anche temperatura esterna, umidità dell’ambiente – conclude il dottor Zanasi – L’alimentazione, infine, con l’assunzione quotidiana di almeno 5 porzioni di frutta e verdura di stagione contribuisce a reintegrare liquidi oltre ad un importante apporto di micronutrienti e fibre”.

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I giovani sembrano molto attratti dalle professioni in divisa

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Questione di posto fisso? No, è un lavoro di cui andare fieri. Le motivazioni che spingono tantissimi ragazzi a voler intraprendere questo tipo di carriera, sin dalla giovanissima età, derivano maggiormente dal blasone e dai valori rappresentati dalle Forze Armate e Forze di Polizia. Per il secondo anno consecutivo l’Osservatorio sulle professioni in divisa di Skuola.net e Nissolino Corsi mostra come vestire un’uniforme per servire lo Stato sia un’opzione ancora molto gettonata tra le nuove generazioni. A pensarci sul serio è il 34% degli oltre 22mila intervistati (praticamente 1 su 3); studenti di scuole medie, superiori e università. Non solo, per oltre un terzo di loro (35%), sarebbe addirittura la prima scelta per il futuro. Un altro segno dei tempi è poi legato al genere: le ragazze interessate sono sicuramente meno rispetto ai ragazzi, ma non scendono sotto quota 30%.
I nati dal 1995 in poi, secondo diversi studi internazionali, non sembrano mettere la retribuzione al primo posto assoluto, ma sono interessati anche alla condivisione del sistema valoriale del contesto in cui lavorano. Perciò non deve stupire che, tra gli stimoli decisivi, al primo posto ci siano i valori espressi dalle diverse Forze (24%), subito dietro (16%) il tipo di lavoro svolto, al servizio degli altri. Numeri quasi simili (15%) per chi sceglierebbe questa strada soprattutto per far parte di una realtà importante e autorevole. La prospettiva del ‘posto fisso’, con uno stipendio garantito? Solo 1 su 10 la mette in cima alle priorità. Mentre, tra gli aspetti operativi, spicca (19%) la possibilità di svolgere mansioni investigative, seguita dalla difesa della legalità e delle fasce più deboli della popolazione (entrambe al 17%).Carriera militare che può diventare un’ottima alternativa all’università o ai lavori ‘tradizionali’. L’indagine, infatti, si è soffermata anche sugli studenti che si sono appena diplomati (hanno partecipato quasi 3mila maturandi). Facendo emergere come il 45% di quelli interessati alla divisa (circa un terzo, proporzione in linea col dato generale) non scarti assolutamente l’idea di entrare nelle Forze armate già alla fine delle scuole superiori. A cui va aggiunto un 23% che valuterebbe l’occasione mentre studia all’università. Alla fine solo 1 su 3 aspetterebbe di prendere una laurea triennale o specialistica (16% per entrambe). Per questo la stragrande maggioranza (3 su 4) pensa che sia molto importante approcciarsi in anticipo alla preparazione per i concorsi militari già nel periodo delle scuole dell’obbligo. E i numeri potrebbero essere persino più consistenti, visto che il 43% ammette di non sapere che, nei percorsi da Ufficiali o Sottufficiali, è anche possibile conseguire una laurea triennale e/o magistrale. Non solo in ambito giuridico o sociale, anche in discipline tecnico-scientifiche quali l’ingegneria o la medicina.
Ma, in generale, quali sono le Forze Armate o le Forze di Polizia più apprezzate e ambite dai ragazzi? Resiste il primato dell’Esercito: 1 su 5 vorrebbe indossare la più classica delle divise. Medaglia d’argento per la Guardia di Finanza (15%), bronzo per i Carabinieri. Completano la classifica, nell’ordine: la Polizia di Stato (12%), l’Aeronautica Militare (11%), la Marina Militare (9%), i Vigili del Fuoco (5%), la Polizia penitenziaria (4%). Per 1 su 10, invece, la destinazione è indifferente, basta farcela. Numeri che sono abbastanza omogenei sia tra i maschi che tra le femmine. Le cose, però, cambiano a seconda dell’area d’Italia in cui ci si trova. Perché, ad esempio, i giovani del Centro puntano forte sulla Guardia di Finanza (che convince addirittura 1 su 4, specie se maschi), relegando l’Esercito al secondo posto.Lo stesso discorso si può fare per i livelli d’ingresso più gettonati. Apparentemente lo scenario è diviso in tre parti uguali: il 34% del campione partirebbe dalla carriera iniziale (VFP1 o Agente, a seconda della Forza), il 33% dal ruolo di Sottufficiale (Maresciallo o Ispettore), un altro 33% direttamente da quello di Ufficiale (attraverso l’Accademia o tramite il concorso da Commissario). Ma, entrando nel dettaglio, al Nord si predilige la Carriera base (il dato arriva al 38%), nelle regioni centrali si punta ai gradi da Sottufficiale (41%), al Sud si propende per la carriera da Ufficiale (si sale al 36%, con percentuali ancora più accentuate se il candidato è donna).Per indossare la divisa, però, è necessario superare un concorso pubblico con diverse prove di selezione. Chiaramente la difficoltà del concorso dipende dal ruolo e dal grado a cui si ambisce, ma anche dall’elevata concorrenza. Questi aspetti, però, non spaventano gli aspiranti militari intervistati: appena il 13% di loro, infatti, si fermerebbe al primo insuccesso. Mentre quasi la totalità proverebbe più di una volta: il 45% direbbe basta dopo tre tentativi, il 15% dopo quattro o cinque, più di un quarto (27%) andrebbe ad oltranza, finché non ce la fa.Sono interessanti anche i dati di quelli che, sempre tra gli intervistati, hanno già affrontato il concorso, dai quali emerge che oltre la metà (55%) lo ha superato al primo tentativo. La differenza, quasi sempre, la fa la preparazione: più è completa meglio è. Studiando solo sulle banche dati, ad esempio, il tasso di successo si ferma al 30%. Tutt’altro risultato per chi adotta il “pacchetto completo” (quiz, testi e corsi di preparazione): il 75% passa immediatamente. Proprio i corsi di preparazione specializzati sembrano la vera chiave di volta: solo con loro le chance di indossare la divisa al primo tentativo schizzano al 68%. Peccato che solamente 1 su 3 si sia preparato con questa modalità. Infine uno sguardo ai genitori. La metà dei circa 4.000 intervistati sosterrebbe i propri figli nella scelta di una carriera in divisa, anche se in questo caso emergono chiare le priorità degli adulti: mentre i ragazzi hanno idee ben precise e solo 1 su 10 non ha preferenze particolari sulla carriera da intraprendere, per 1 genitore favorevole su 4 un’Arma vale l’altra. Genitori (49%) e figli (45%), invece, sono concordi sul momento migliore per iniziare la carriera in divisa, cioè subito dopo il diploma di maturità.
(by Camilla​ Tomadini)

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“Non dovremmo mai abituarci alle Stragi del sabato”

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

E’ quanto ha scritto in unn lunghissimo post sui suoi profili social il Dj Aniceto, uno dei dj italiani più impegnati nel sociale, GIà membro della ‘consulta degli esperti ed operatori’ per il dipartimento governativo per le politiche antidroga a Palazzo Chigi, esperto di fenomeni giovanili E testimonial dei sani valori nei programmi tv di piero Chiambretti, sui gravissimi incidenti stradali avvenuti nella prima mattinata di oggi, dove hanno perso la vita 10 giovani tutti tra i 22 e i 28 anni
“A sentire queste notizie spezza il cuore …immagino lo strazio delle famiglie, a cui esprimo tutto il mio sincero cordoglio – continua sui social Aniceto – dieci ragazzi di poco piu’ di ventidue anni, non faranno mai più ritorno a casa. E succede spessissimo, quasi ogni domenica, ascoltando il telegiornale si sente la notizia; ragazzi mai visti, morti su una strada qualunque di una città lontana; e purtroppo non ci si presta più neanche tanta attenzione, non importa più di tanto di una tragedia accaduta a persone completamente sconosciute. I fatti cambiano però se quei ragazzi sono della tua stessa città, se pensi che ogni estate li vedevi lì, nello stesso ombrellone dei bagni roby, di fianco a quello della tua compagnia, se pensi che quello stesso sabato pomeriggio uno di loro l’avevi visto in centro con i suoi amici e sai che non accadrà più. È una disgrazia, certo, ma non si può rimanere a piangersi addosso sperando che questi fatti non accadano mai più. Siamo quasi sempre noi i fautori del nostro destino e siamo noi che dobbiamo impedire a queste tragedie di ripetersi. alla base di tali incidenti ci sono delle cause antecedenti gli scontri in macchine, legate all’utilizzo di alcool o, in casi più isolati, all’assunzione di droghe. Ma perché i giovani ricorrono a queste sostanze per divertirsi? Non credo assolutamente che possa esistere un legame tra una “sbornia” e il desiderio di togliersi la vita, anzi lo sballo è un modo ‘Finto’ per
vivere un po’ meglio, per sentirsi più liberi, per dimenticare i problemi di una società di un mondo che ci affligge, per evadere da regole che, anche se spesso giuste, non capiamo o ci rifiutiamo di accettare proprio perché ai giovani nel fiore degli anni, piace “bruciare tutte le tappe” subito, senza curarsi dei rischi a cui vanno incontro. Sono convinti che certe tragedie non potrebbero mai accadergli, si credono immortali e l’alcool rafforza questa tesi, invitando a provare l’ebbrezza di sfrecciare sulla statale a velocità impensabile solo per mostrare agli amici “come si guida”. Spesso la colpa non è solo nostra, ma anche della società, troppo lontana dai giovani quando bisogna aiutarli, ma sempre pronta a pubblicizzare l’idea del ragazzo “cool” con la macchina potente, il cellulare all’ultima moda e i vestiti che costano quanto l’oro. La voglia di primeggiare, di evadere da qualsiasi tipo di regola è diventata ormai un’abitudine per i giovanissimii e il mondo della comunicazione non fa altro che invitare ancora di più a mantenere questo comportamento. Ho finito di scrivere, i nostri dieci amici non ritorneranno. La ferita che hanno lasciato nelle famiglie alle quali sono molto vicino e nei nostri cuori è ancora più che aperta, ma dobbiamo voltare pagina e come dice una canzone che adoro “the show must go on” lo spettacolo deve continuare, imperterrito e indifferente ai fatti che invece segnano la nostra vita profondamente. Impariamo dagli errori commessi, da questi tragici momenti, per creare un mondo migliore, usando la testa e senza dimenticare… che se siamo ubriachi o stanchi non mettiamoci alla guida, facciamoci un riposino e facciamo guidare il piu lucido dei nostri amici. Non dovremmo mai abituarci alle Stragi del sabato sera, ma combatterle con la prevenzione ed il dialogo in famiglia e a scuola diffondendo , cultura, e rispetto per la “vita”. E noi abbiamo tanto bisogno di informazione, punti di riferimento, fermezza. Perchè il semplice ‘Vivere’ è l’emozione più forte che si possa provare. Ma bisogna fare presto. Dopo, non serve piangere quando ci sono di mezzo i morti”.Vi ricordiamo che il Dj Aniceto, inoltre, e’ attualmente impegnato in una campagna contro tutte le dipendenze, e promuove eventi in discoteca sulla sicurezza stradale e contro i ‘paradisi artificiali’.

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Elezioni europee 2019: un elettorato pro-europeo e giovane con aspettative chiare

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

Le elezioni europee del 2019 hanno visto un aumento significativo del numero di giovani che hanno espresso un voto pro UE, rivela un’indagine Eurobarometro commissionata dal Parlamento europeo e effettuata in tutti i 28 Stati membri. Nelle settimane successive alle elezioni, quasi 28.000 cittadini in tutta l’UE hanno risposto a domande sulla loro partecipazione alle elezioni europee e sulle ragioni che li hanno motivati a votare.
L’affluenza complessiva alle elezioni europee del 2019 è aumentata di 8 punti, raggiungendo il 50,6%, la più alta partecipazione dal 1994 e, per la prima volta dal 1979, un’inversione di tendenza nella partecipazione alle elezioni europee. Gli aumenti più significativi sono stati registrati in Polonia (+22 punti percentuali), Romania (+19 punti), Spagna (+17 punti), Austria (+15 punti) e Ungheria (+14 punti).
Il sondaggio suggerisce come l’affluenza alle urne sia aumentata grazie ai giovani e agli elettori che hanno votato per la prima volta. Il 42% dei cittadini di età 16/18-24 anni ha infatti risposto di essersi recato a votare. La partecipazione dei giovani è quindi aumentata del 50% rispetto al 2014, quando era stata di appena il 28%. Si registra inoltre l’aumento del 34% dell’affluenza degli elettori in fascia di età 25-39 anni, che è passata dal 35% del 2014 al 47% (+12 punti). La partecipazione al voto dei giovani e di chi ha votato per la prima volta supera gli aumenti di affluenza registrati per le altre fasce d’età.I primi risultati dell’Eurobarometro pubblicati venerdì dal Parlamento europeo mostrano che il sostegno dei cittadini all’Unione europea resta elevato: confermando i sondaggi pre-elettorali, il 68% degli intervistati (+1 punto percentuale rispetto a febbraio/marzo 2019) afferma che il loro paese ha tratto beneficio dall’appartenenza all’UE.Ancora più significativo per la legittimità democratica dell’UE è il forte aumento del numero di cittadini che ritengono che la loro voce conti nell’UE: il 56% degli intervistati condivide tale opinione, con un aumento di 7 punti da marzo 2019 e il risultato più alto da quando è stata posta questa domanda per la prima volta, nel 2002.
“Il Parlamento europeo e le sue elezioni sono entrati a far parte della normale vita democratica dei cittadini. Tuttavia, queste elezioni sono state più di una semplice espressione del dovere civico. I cittadini hanno votato perché erano a favore dell’UE, perché credono di poter cambiare le cose votando. Il Parlamento europeo deve ora essere all’altezza di queste aspettative”, ha sottolineato il Presidente Sassoli. In 27 Stati membri, i cittadini hanno votato principalmente perché lo considerano un dovere civico. Se sono presi in considerazione tutti i 28 Stati membri, un maggior numero di elettori si è recato alle urne perché a favore dell’UE rispetto al 2014, in particolare in Germania (39%, +14pp), Irlanda (27%, +15pp), Italia (23%, +14pp) e Spagna (23%, +15pp).
L’Eurobarometro post-elettorale ha anche analizzato le politiche che hanno indotto i cittadini a votare alle recenti elezioni europee. Le principali questioni che hanno avuto un impatto sulla decisione di votare sono state: l’economia e la crescita (44%), il cambiamento climatico (37%), e i diritti umani e la democrazia (37%). Il 36% degli intervistati ha citato “il modo in cui l’UE dovrebbe lavorare in futuro” come questione di primaria importanza. In 16 paesi, gli intervistati hanno citato l’economia e la crescita come ragione di voto più importante, mentre in 8 paesi i cittadini hanno indicato il cambiamento climatico.Questo sondaggio post-elettorale del Parlamento europeo è stata condotto come Eurobarometro 91.5. I 27.464 interpellati sono stati intervistati faccia a faccia da Kantar, per il Parlamento europeo, in tutti i 28 Stati membri, selezionati fra la popolazione generale con un’età pari o superiore ai 15 anni. Le domande sono state poi filtrate sui partecipanti in età di voto di 18 o più (eccetto 16 in Austria e Malta, e 17 in Grecia). Il sondaggio è stato svolto dal 7 al 26 giugno 2019.Una relazione completa e tutte le tabelle dei risultati e dei dati nazionali saranno pubblicate dal Parlamento europeo nel settembre 2019.

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Solidarietà e professionalità per il futuro dei giovani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 luglio 2019

Roma Giovedì 11 luglio 2019, alle 10.30, in via degli Aldobrandeschi 190, si terrà l’Open Day dell’Università Europea di Roma, giornata di accoglienza e di orientamento dedicata a chi desidera conoscere l’ateneo. I docenti dell’Università Europea di Roma illustreranno i Corsi di Laurea in Economia, Giurisprudenza, Psicologia, Turismo e Valorizzazione del Territorio e Scienze della Formazione Primaria, con una specifica attenzione agli sbocchi professionali.L’Università Europea di Roma, nell’Open Day, offrirà anche uno spazio dedicato ai genitori, affinché possano meglio conoscere la struttura che accoglierà i loro ragazzi.Gli elementi fondamentali del progetto formativo dell’Università Europea di Roma sono la qualità accademica, i servizi di tutoring, che permettono di studiare in maniera efficace e laurearsi nei tempi previsti, le attività di formazione necessarie per sviluppare le qualità umane, le esperienze all’estero per qualificarsi maggiormente e approfondire la conoscenza delle lingue e il servizio di Job Placement, che avvicina gli studenti alla realtà lavorativa del territorio. Tutto questo rende il progetto formativo in grado di formare professionisti con valori umani, capaci di incidere positivamente nella società.L’Università Europea di Roma, infatti, ha tra i suoi obiettivi principali la formazione della persona: una formazione che consenta non solo l’acquisizione di competenze professionali, ma che orienti anche i giovani ad una crescita personale e sviluppi uno spirito di servizio per gli altri.Per questa ragione gli studenti sono chiamati a partecipare per un anno ad attività di responsabilità sociale, che sono un servizio volto a promuovere i valori della convivenza e dell’accoglienza.Il servizio per gli altri è un’opportunità di formazione che l’Università Europea di Roma ha voluto offrire ai giovani fin dalla sua fondazione, per aiutare i più bisognosi con spirito di amicizia e di solidarietà.

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Istat: a maggio disoccupazione giovani giù al 30,5%

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 luglio 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a maggio il tasso di disoccupazione giovanile (15-24enni) scende al 30,5%, in calo di 0,7 punti rispetto al mese precedente.”Dati indubbiamente positivi! Anche se la disoccupazione giovanile resta a livelli imbarazzanti, sopra il 30%, una soglia non degna di un Paese civile, si registra un miglioramento sia su base mensile che annuale” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il fatto, poi, che il tasso di disoccupazione cali sotto la doppia cifra, attestandosi al 9,9%, per quanto sia più un traguardo psicologico che altro, è certo una buona notizia” conclude Dona.”L’unico rischio è che si tratti di dati contingenti, occasionali, visto che non ci pare che la riduzione della disoccupazione dipenda da un rialzo significativo della produzione industriale, scesa in aprile dello 0,7% su base mensile e dell’1,5% su base annua o delle vendite al dettaglio. Vedremo, quindi, nei prossimi mesi se siamo di fronte ad una vera inversione di tendenza oppure no” conclude Dona.

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La frutta è un alimento fondamentale nella dieta dei piccoli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 giugno 2019

Lo è per il suo elevato apporto di fibra, sali minerali e vitamine.Chiuse le scuole, iniziate le prime vacanze estive sotto uno splendido sole, in questi mesi più caldi per i bambini è fondamentale avere una corretta alimentazione, sana e ricca di fragole, ciliegie, albicocche, pesche, meloni, angurie, fichi, pere, susine, uva e frutti di bosco.
Secondo gli esperti della SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) questo alimento deve essere consumato preferibilmente fresco, di stagione, a km 0 e proveniente da coltivazione biologica, che garantisce almeno l’assenza di pesticidi nella produzione.I prodotti ortofrutticoli di stagione sono quelli che in origine contengono il maggior quantitativo di vitamine e sali minerali. I lunghi tempi di trasporto e di conservazione sono un elemento che determina importanti perdite vitaminiche. “Il ritmo di vita di frutta e verdura nelle diverse stagioni – prosegue la Dottoressa Mariotti – corrisponde meglio alle esigenze del nostro organismo in quel particolare periodo dell’anno. È sempre preferibile consumare prodotti stagionali, di provenienza locale o almeno nazionale, in quanto più tempo passa tra la raccolta dei vegetali e il momento del consumo, più diminuisce la quantità di micronutrienti, soprattutto di vitamine, oltre al costo economico”.Essendo la loro distribuzione molto variabile, è di fondamentale importanza che la scelta sia studiata alternando il più possibile le tipologie di frutta secondo la stagionalità, ma anche secondo il colore. Ad ogni colore (rosso, giallo-arancio, verde, bianco, blu-violetto) corrispondono caratteristiche nutrizionali differenti: tale consapevolezza è alla base delle raccomandazioni della piramide alimentare, ma anche delle numerose campagne lanciate negli anni e orientate a favorire il consumo di almeno 5 porzioni al giorno tra verdura e frutta, meglio se di colori diversi nei diversi pasti, dalla prima colazione, agli spuntini e alle merende, oltre che a pranzo e a cena, al fine di garantire quotidianamente l’assunzione di adeguate quantità dei diversi micronutrienti in esse contenuti. Si raccomanda di somministrare la frutta variandone il più possibile le proposte e prevedendo almeno 3 tipologie diverse nell’arco della stessa settimana.In particolare, durante i mesi estivi, per il loro contenuto in acqua e sali minerali, i frutti di stagione possono aiutare a combattere la disidratazione e costituiscono un ottimo spuntino a basso contenuto calorico.L’eventuale cottura della frutta incide fortemente sul contenuto dei suoi micronutrienti, in particolare delle vitamine. È meglio quindi sceglierla fresca, di stagione, da consumare, se ben lavata, con la buccia che fornisce fibra, e preferibilmente assumerla a pezzi o morsi, non frullata o passata, perché ciò contribuisce ad aumentare il senso di sazietà.
Dalla SIPPS, infine, un importante messaggio agli adulti: i gusti dei bambini cambiano spesso ed è bene essere perseveranti davanti ai rifiuti, in quanto sono necessari almeno 12 assaggi affinché il bambino inizi ad apprezzare un nuovo alimento. Quindi, anche se i piccoli rifiutano, i genitori devono continuare a proporre frutta con creatività, ad esempio realizzando forme di animali o spiedini e utilizzando molti colori in modo che i bimbi ne siano attratti.

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Come offrire un futuro ai giovani delle aree rurali

Posted by fidest press agency su martedì, 25 giugno 2019

Roma 26 giugno – 14:00-16:00 Iraq Room, sede della FAO, viale delle Terme di Caracalla presentazione del Rapporto dell’IFAD sullo Sviluppo Rurale 2019 – Creare opportunità per i giovani delle aree rurali.Circa 500 milioni di giovani vivono nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo e rappresentano circa la metà della popolazione giovanile di questi paesi. I giovani delle aree rurali sono soggetti a povertà, mancanza di opportunità di impiego e di accesso a terra, servizi, tecnologie e formazione.La sfida è particolarmente ardua nelle nazioni più povere del mondo, in particolare nell’Africa subsahariana, dove la popolazione giovanile è in rapida crescita. Questi paesi sono i più sprovvisti di risorse adeguate per offrire ai giovani lavoro e opportunità che consentano loro di costruirsi un futuro e avere un’alternativa a una vita di povertà o all’emigrazione.Il Rapporto dell’IFAD sullo Sviluppo Rurale 2019 – Creare opportunità per i giovani delle aree rurali presenta l’analisi più recente sulla popolazione rurale giovanile e offre suggerimenti ai responsabili delle politiche pubbliche su come investire al meglio per evitare di creare una “generazione perduta” di giovani.

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Servono con urgenza nuove politiche e investimenti per aiutare i giovani

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Secondo un nuovo rapporto pubblicato oggi dal Fondo Internazionale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), c’è urgente bisogno di politiche e investimenti efficaci perché i paesi più poveri del mondo possano offrire un futuro a centinaia di milioni di giovani emarginati, che vivono nelle aree rurali.
Il Rapporto sullo Sviluppo Rurale 2019 – Creare opportunità per i giovani delle aree rurali – rivela che circa 500 milioni di giovani, più o meno la metà della popolazione giovanile dei paesi in via di sviluppo, vivono nelle aree rurali. Questa cifra aumenta fino a 780 milioni, se si includono le aree semirurali e le periferie urbane. Questi giovani sono destinati alla povertà e alla diseguaglianza e sono svantaggiati da una serie di ostacoli, tra cui mancanza di istruzione e formazione, accesso limitato a terra e credito, scarsa disponibilità di risorse e collegamenti limitati ai social network.
Secondo il rapporto, la situazione è particolarmente preoccupante nell’Africa subsahariana, la cui popolazione rurale giovanile è destinata ad aumentare dai 105 milioni del 2015 a 174 milioni entro il 2050: un incremento del 70 per cento, in paesi che spesso non hanno i mezzi per affrontare le sfide che si profilano al loro orizzonte. “Se non si interviene, si rischia di creare una generazione perduta di giovani senza speranza e senza prospettive, il che comporterebbe un rischio maggiore di migrazioni forzate per ragioni economiche e di fragilità”, ha dichiarato il presidente dell’IFAD, Gilbert F. Houngbo. “Ma con le giuste politiche e investimenti adeguati, questi giovani possono stimolare la crescita economica nelle aree rurali e migliorare la vita delle loro comunità.”Il rapporto rivela che, dei giovani che vivono nelle aree rurali o semirurali e nelle periferie urbane, il 67 per cento risiede in aree con un forte potenziale agricolo ma, in molti casi, con possibilità limitate di accedere ai mercati.Il rapporto evidenzia come, garantendo loro maggiore accesso a corsi di formazione, mercati, servizi finanziari e tecnologie, i giovani delle aree rurali potrebbero diventare più produttivi, connessi e in grado di prendere in mano il proprio futuro.
Ma i responsabili delle politiche pubbliche devono agire in fretta per scongiurare crisi molto peggiori, avverte il rapporto, segnalando i molteplici impatti del cambiamento climatico sull’agricoltura e la necessità di cogliere le opportunità offerte da una rivoluzione digitale che va diffondendosi nei paesi in via di sviluppo, unita alle crescenti aspirazioni ed esigenze dei giovani stessi.In particolare, il rapporto sottolinea la necessità di inserire le politiche mirate ai giovani in una strategia di trasformazione rurale più ampia e di non promuoverle come iniziative isolate.“La combinazione di una politica di sviluppo rurale incisiva e su vasta scala con una chiara politica di inclusione dei giovani è il modo più efficace per aiutare milioni di giovani nel mondo”, ha dichiarato Paul Winters, vicepresidente associato dell’IFAD.

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If You Can Dream It, You Can Do It

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 giugno 2019

Con questo slogan Walt Disney ha incoraggiato intere generazioni ad affidarsi alla propria creatività per tradurre i sogni in imprese di successo. Con lo stesso spirito, Disney Italia ha supportato, per il quarto anno consecutivo, “Impresa in Azione”, il programma di educazione imprenditoriale giovanile di Junior Achievement, la più vasta organizzazione non profit al mondo dedicata all’educazione economica.Oggi, questa fruttuosa collaborazione ha portato Disney Italia alla 16° edizione di Biz Factory, contest nazionale che premia le migliori mini-imprese sviluppate dagli istituti superiori italiani aderenti al programma didattico “Impresa in Azione” di Junior Achievement. Per l’occasione, Disney Italia ha incontrato i docenti delle scuole superiori che hanno seguito i ragazzi in questo percorso imprenditoriale; “Come Fare Business con i Social Media” è il titolo della masterclass dedicata agli insegnanti per scoprire approcci e strategie utili per promuovere le idee di business attraverso i social, andando a colpire accuratamente il target giusto. La lectio è stata tenuta da Georgia Giannattasio, Director, Digital Disney Media Sales & Partnership, quale evento clou per i professori presenti al contest nazionale svoltosi il 3 e 4 giugno presso Palazzo delle Stelline a Milano.
The Walt Disney Company Italia supporta programmi di responsabilità sociale di impresa (CSR o Corporate Social Responsibility) che sanno ispirare e offrono un’opportunità unica agli studenti, un’esperienza in grado di trasformare e arricchire la loro vita. Durante l’anno scolastico 2019 Disney Italia ha sostenuto Junior Achievement Italia attraverso un ricco programma di masterclass che ha portato i membri del Personale Disney Italia ad incontrare gli studenti a livello nazionale e locale, attraverso la condivisione dell’esperienza e della loro professionalità. In qualità di esperti e Disney VoluntEARs, i dipendenti Disney Italia hanno avuto il piacere di offrire a centinaia di studenti delle lectio su temi utili per ispirare idee creative e dare impulso al loro business plan, come ad esempio come si presenta un’idea di business in modo coinvolgente per gli investitori, quali sono i trend di business del futuro e quali sono gli approcci utili per promuovere le idee di business attraverso i social. Il corpo aziendale dei volontari Disney si chiama Disney VoluntEARs e opera in Italia e nel resto del mondo.

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Investire nell’educazione dei giovani

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

La CELI sostiene due progetti sociali per l’infanzia nel comune di Ercolano. Alimentazione sana, momenti di svago in compagnia, imparare le regole dello starbene insieme, di rispetto dell’altro e la possibilità di passare dei momenti spensierati in un ambiente sano e bello sono importanti per lo sviluppo di un bambino. Garantire queste esperienze però non è sempre facile, soprattutto in un territorio a rischio che presenta spiccate criticità sociali. La Chiesa Evangelica-Luterana in Italia, CELI, il 31 maggio ha sottoscritto una convenzione per il sostegno di due progetti sociali per l’infanzia nel comune di Ercolano da realizzare nell’anno scolastico 2019/20.A fine agosto partiranno 50 bambini di Ercolano, ancora da individuare tramite un bando, per un summercamp della durata di un minimo di sette giorni. Questo il primo progetto sociale con un budget di 24.400 euro. Il secondo progetto invece, di un valore di 28.800 euro, prevede di garantire durante tutto l’anno scolastico una prima colazione sana ed ecologica agli ottanta bambini iscritti alla scuola d’infanzia del Comune di Ercolano.
La convenzione è stata sottoscritta dalla vicepresidente del concistoro della CELI, Cordelia Vitiello e dal sindaco di Ercolano, l’avv. Ciro Bonajuto. “Questa iniziativa sostituisce il nostro pluridecennale impegno per la scuola Gesù di Nazareth a Torre del Greco, sostiene Cordelia Vitiello, e sono molto felice che abbiamo potuto individuare un progetto valido rimanendo nello stesso territorio e rimanendo sempre in ambito scolastico-educativo. Con la merenda ecologica, continua Vitiello, corrispondiamo inoltre all’impegno finale del nostro sinodo di aprile 2019, a favore della sostenibilità e dell’ecologia.” Questo progetto poi è solo uno di tre che verranno attualizzati sempre nella stessa area geografica.Il sindaco di Ercolano, Ciro Bonajuto, ringrazia la CELI per queste due opportunità: “La prima di consentire ai ragazzi più disagiati di poter vivere un momento di svago.” Ercolano è un comune con un altissimo tasso di disoccupazione (giovanile) e con tante famiglie che vivono una situazione di grande disagio. “Lo snack ecologico nelle scuole d’infanzia poi ha un valore particolare in un ambiente sociale come Ercolano, l’educazione ad un‘alimentazione sana è un valore aggiunto. Passare una settimana di ferie in un ambiente sano è inoltre un fatto importante per la crescita di questi ragazzi, un investimento nel loro futuro.” Il sindaco ha tenuto molto a ringraziare Cordelia Vitiello e la CELI per aver scelto il comune di Ercolano e per la serietà con la quale hanno portato avanti questa iniziativa.La Chiesa Evangelica-Luterana in Italia, CELI, dal 1993, l’anno in cui ha sottoscritto l’Intesa con lo Stato Italiano, è riconosciuta come chiesa italiana e di conseguenza ha diritto ai fondi 8xmille. Tanti italiani anche senza essere membri esprimono anno per anno la loro fiducia alla chiesa luterana. L’impegno diaconale della CELI copre vasti ambiti, con un particolare riguardo all’infanzia e soprattutto anche là dove per vari motivi si presentano situazioni di disagio.

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Torna l’eroina tra i giovani: imperativo facilitare le cure

Posted by fidest press agency su domenica, 19 maggio 2019

Roma Mercoledì 22 Maggio dalle ore 10 davanti alla sede della Regione Lazio una manifestazione per far capire all’opinione pubblica quanto sia controproducente limitare l’azione di centri come Villa Maraini (unico servizio h24 nella Regione Lazio), sempre pronto ad accogliere e curare quanti più tossicodipendenti possibili, anche utilizzando il metadone, farmaco riequilibratore del sistema nervoso “turbato” degli eroinomani.
“Si parla tanto di sicurezza delle nostre città, noi a Villa Maraini diamo un contributo quotidiano, accogliendo chiunque venga a chiedere quell’aiuto che lo terrà lontano dalla droga e dalla criminalità. Proprio per difendere questo nostro diritto/dovere manifesteremo. Non fermeremo la nostra battaglia per la libertà di cura dei tossicodipendenti, fino a quando i burocrati non cancelleranno i vincoli che bloccano la possibilità di curarsi se fuori dal proprio territorio di appartenenza.”
L’ASL Roma 3 ha imposto molte restrizioni ai medici di Villa Maraini nella somministrazione del metadone, limitando drasticamente la loro azione. Questo significa consegnare il paziente rifiutato nelle mani dello spacciatore, che lo rifornirà di eroina, accettando sia il rischio che muoia di Overdose, sia l’eventualità che possa delinquere per trovare i soldi per la dose. “E’ incredibile come per le ASL e la Regione Lazio, la legge nazionale antidroga 309/90, che prevede la possibilità per i tossicodipendenti di curarsi ovunque nel territorio nazionale, sia regolarmente disattesa. E’ inutile piangere lacrime di coccodrillo per la diffusione della droga soprattutto tra i giovani, se poi si rende difficile la vita di chi vuole smettere e curarsi” conclude Massimo Barra.

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Woodco investe sui giovani e guarda al Medio Oriente

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 maggio 2019

Woodco investe nel ricambio generazionale e punta sui mercati mediorientali per valorizzare il design italiano e la sua interpretazione attraverso il legno.Un’azienda in movimento che investe nel proprio futuro: quello di Woodco è un ritratto dinamico e in continua evoluzione, oggi più che mai. L’azienda trentina di pavimenti in legno, attore primario nel mercato italiano del parquet, dopo aver rinnovato la propria immagine con una nuova sede istituzionale e una nuova brand identity punta ora ad allargare i propri orizzonti investendo innanzitutto sulla sua squadra.“Stiamo attraversando volutamente un cambiamento generazionale – spiega Gian Luca Vialardi, Direttore Generale Woodco – perché vogliamo garantire all’azienda un futuro e una continuità nella visione imprenditoriale. Nel nostro organico abbiamo recentemente inserito nuovo personale giovane in ogni ambito: dal reparto tecnico all’amministrazione, dalla logistica agli uffici commerciali. La crescita richiede formazione e la formazione richiede tempo e dedizione: tutti aspetti su cui riteniamo sia assolutamente strategico investire”.Nuovi inserimenti saranno previsti anche per il 2019-2020: la crescita complessiva del “prodotto parquet” nel 2018, d’altronde, ha segnato per Woodco un significativo aumento dei volumi rispetto al 2017, consentendo all’azienda di continuare ad accrescere la propria squadra. Merito di alcune nuove collezioni centrate, frutto di una ricerca abitativa che indaga il binomio design-benessere, e di nuovi sbocchi commerciali particolarmente proficui. La recente partecipazione a Project Qatar, avvenuta in collaborazione con Trentino Sviluppo, ha confermato infatti l’interesse dell’azienda per l’internazionalizzazione e in particolare per i mercati mediorientali, sempre più protagonisti di eventi di rilevanza globale – i mondiali di calcio del 2022, ad esempio, si terranno proprio in Qatar – e pertanto inclini a grandi investimenti infrastrutturali.
“Oltre a nuove collaborazioni ed opportunità commerciali – commenta Gian Luca Vialardi – il nostro avvicinamento al mercato del Medio Oriente, iniziato negli scorsi anni, ci ha fatto comprendere quanto il design italiano e le sue interpretazioni attraverso il legno siano fortemente apprezzate e ricercate all’estero. A Trento abbiamo l’abitudine di considerare il legno come un immancabile compagno della nostra quotidianità: il riconoscimento internazionale non è altro che un ulteriore incoraggiamento a proseguire il nostro lavoro nell’esplorazione delle infinite possibilità di questa nobile materia prima, affinché tutti possano godere del suo fascino intramontabile”.

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Diabete: Tra i giovani è la malattia metabolica più diffusa

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Colpisce circa 20 mila piccoli italiani. Se ne è discusso a Bari c/o Hotel Excelsior nel corso del Convegno AGD “Ricerche, cure e tecnologie: quale futuro per I giovani con diabete di tipo 1”. Tra le tecnologie condivise, emergono le innovazioni che Theras Group sta proponendo nella gestione del diabete, nati per essere proprio “indossati” perchè senza fili e tubi, sviluppati per il rilascio di insulina e il monitoraggio in continuo della glicemia. “Dai risultati della ricerca, è apprezzato soprattutto dai giovani l’innovatività e la tecnologia dei sistemi, la percezione di utilizzare gli strumenti più avanzati, la miglior terapia possibile per il diabete – spiega Isabella Cecchini, Head of Primary Market Research IQVIA che ha condotto la ricerca sui portatori di device per il diabete – Tra i giovani intervistati emergono tutti i vantaggi degli strumenti che favoriscono il sentirsi “normali” e tecnologici, aprono alla socializzazione, a condividere con gli altri la propria malattia. Si rafforza una soddisfazione che deriva dall’affidabilità delle misurazioni, che si traduce in un benessere fisico, superiore livello di autonomia e incremento di consapevolezza e stima”. L’esperienza dei pazienti e dei loro caregiver ha messo in luce non solo l’effetto positivo dei nuovi device sulla gestione della malattia, ma anche e soprattutto il grande impatto che gli strumenti hanno avuto sulla qualità della vita. “Dopo quella dell’insulina, sono due le grandi rivoluzioni tecnologiche nel diabete – spiega nel corso del suo intervento c/o il Convegno Isabella Alessandrini, Medical&Scientific Advisor Theras-Group – La prima è il dispositivo (POD) che si indossa per 72 ore senza doverlo cambiare, senza tubi e cateteri. La più recente, invece, permette un monitoraggio “in real time” della glicemia in modo più semplice, accurato, sicuro e con un elevato livello di predittività. Siamo molto attenti alle esigenze dei nostri pazienti, soprattutto quelli nella fascia più giovane che si ritrova a gestire il diabete, specie nella fase adolescenziale già ricca di cambiamenti fisici e psicologici. L’innovazione tecnologica sviluppata da Theras Group è in grado di offrire soluzioni innovative scientificamente e tecnologicamente evolute e in linea anche ai bisogni dei più giovani alla ricerca di una maggiore autonomia e attenzione anche nell’estetica e vestibilità dello strumento”.
In linea con quanto indicato, due sono le innovazioni che Theras Group sta proponendo nella gestione del diabete. Il primo è il sistema Omnipod, un microinfusore che rilascia insulina e che si indossa comodamente, senza fili, molto piccolo e impermeabile.Il secondo è il nuovissimo sistema di monitoraggio glicemico in continuo ad altissima precisione, una sorta di “GPS della glicemia” (Dexcom G6, ora disponibile anche in Italia), una vera e propria guida intelligente e automatica nel mondo della glicemia. L’autocalibrazione automatica (che evita le 2 punture capillari al giorno), i livelli di sicurezza ed efficacia, il sistema di applicazione automatico, le dimensioni ridotte, la lunga durata (da sostituire dopo 10 giorni, senza ricalibrazioni perchè automatico), fanno di questo dispositivo l’ultima generazione di monitoraggio in continuo della glicemia, in grado di segnalare i pericoli in anticipo e in tempo utile per intervenire.

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12esima edizione di “Obiettivo Alluminio”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 marzo 2019

Il progetto promosso da CiAl su tutto il territorio nazionale e dedicato agli studenti delle scuole superiori di secondo grado. Grazie alla collaborazione con Giffoni Experience e il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, il Consorzio Imballaggi Alluminio apre un contest che premia la creatività dei giovani: per partecipare basta registrare un video, scattare una o più fotografie oppure creare un contenuto social in cui il protagonista sia l’alluminio e il suo riciclo. L’iniziativa negli anni ha riscosso grande successo e rientra tra le più importanti offerte formative scolastiche a carattere ambientale: conoscere l’alluminio nella vita quotidiana, le sue applicazioni e le qualità del materiale per poter fare una raccolta differenziata consapevole e cosciente, finalizzata ad un riciclo “necessario” per la salvaguardia dell’ambiente.
Una vera e propria “borsa di studio” con percorso didattico: alcuni ragazzi, infatti, entreranno a far parte di una delle giurie del Giffoni Film Festival, vivendo un’esperienza formativa unica nel suo genere.
Per partecipare e candidarsi come “nuovi influencer ambientali” bisogna presentare alla segreteria organizzativa:
– Un filmato interamente realizzato da loro, dallo storyboard al montaggio finale, che racconti l’uso quotidiano dell’alluminio: gli imballaggi, la raccolta differenziata e il valore del suo riciclo;
– Oppure una singola foto, una serie di foto (da 2 a 10 immagini) e/o contenuti social come: gif animate, meme, rielaborazioni grafiche, che raccontino una storia legata al mondo del dell’alluminio, all’uso degli imballaggi, alla raccolta differenziata o al riciclo.
Gli studenti e docenti interessati potranno recuperare le informazioni necessarie sul sito web dedicato obiettivoalluminio.it e sui canali social: Saranno 20 i vincitori di Obiettivo Alluminio, 10 videomaker e 10 fotografi/produttori di contenuti social, selezionati tra coloro che avranno presentato le opere migliori e più rappresentative dei temi proposti. In palio per i videomaker la possibilità di entrare in una delle giurie della 49esima edizione del Giffoni Film Festival – in programma dal 19 al 27 luglio – e ricevere in premio una camera digitale per poter essere un perfetto reporter ambientale per conto del Consorzio CIAL. Ogni vincitore “fotografo”(o creatore di altri tipi di contenuti social) riceverà in premio una camera digitale.
I videomaker vincitori saranno ospitati durante tutti i giorni della manifestazione, e oltre a essere dei veri e propri inviati speciali armati di videocamera per riprendere i momenti salienti delle giornate del festival, costituiranno la “Giuria Ambiente”, scegliendo tra i film in concorso quello che meglio rappresenta le tematiche ambientali e lo sviluppo sostenibile. Premieranno l’autore che meglio le ha mostrate e descritte nella propria opera, assegnando il “Premio CiAl per l’Ambiente”, tra i riconoscimenti ufficiali del Festival da ben tredici edizioni e rappresentato da un Grifone (uno dei simboli di Giffoni) realizzato in alluminio riciclato.I vincitori verranno decretati, infine, attraverso due distinti criteri:
– 16 vincitori, 8 videomaker e 8 fotografi (o altro tipo di contenuto social), verranno scelti da una Giuria formata da esperti del settore didattico e ambientale;
– 4 vincitori, invece, 2 videomaker e 2 fotografi (o creatori di altri tipi di contenuti social), verranno scelti dal pubblico del web che segue CIAL e le sue attività online.

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L’Europa dei talenti: tra spreco e transnazionalità dei giovani altamente qualificati

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 marzo 2019

Roma. Oggi alle ore 16.00 presso l’Auditorium di Via Rieti, in Roma, sarà presentato e distribuito al pubblico il rapporto Europa dei talenti promosso dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” e realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS. Nella ricerca viene analizzato il fenomeno, sempre più rilevante, delle migrazioni qualificate, di cui vengono prese in esame le potenzialità e gli aspetti critici.
In un’Europa che progressivamente invecchia in assenza di immigrazione, la forza lavoro diminuirà di 17,5 milioni nel prossimo decennio, in larga misura in Italia, e già oggi si riscontrano 3,8 milioni di posti vacanti a causa delle carenze in settori chiave come le scienze, la tecnologia, l’ingegneria e la sanità, mentre gli attuali 12 milioni disoccupati per oltre la metà hanno un basso livello di competenze. Entro il 2020, per esempio, si determinerà la mancanza di 756mila figure altamente qualificate nelle telecomunicazioni e di circa 1 milione nel settore sanitario tra dottori, infermieri, dentisti, ostetriche e farmacisti.
Risulta urgente un maggiore approfondimento di questa problematica, anche perché secondo la Commissione Europea l’immigrazione altamente qualificata può assicurare fino a 6 miliardi di euro di vantaggio economico annuale. Eppure, il mercato del lavoro UE stenta ad utilizzare a pieno il talento degli stessi immigrati già presenti e poco funzionale risulta lo strumento della Carta blu UE, che nel 2017 ha contato appena 24.305 rilasci (di cui solo 301 in Italia). All’inizio del 2017 sono 16,9 milioni i cittadini comunitari attivi in un altro Stato membro, oltre a 2 milioni di frontalieri (sia lavoratori che studenti). Tra di essi, 3,6 milioni sono lavoratori mediamente qualificati e quasi 3 milioni altamente qualificati (numero quasi triplicato rispetto al 2004). Un terzo è inserito in settori altamente qualificati, come la sanitò (11,0%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (12,0%) e l’istruzione (10,6%). In Italia la situazione è ancora meno soddisfacente per il basso tasso di occupazione (10 punti percentuali e 3,8 milioni di occupati in meno rispetto alla media UE-15). Notevoli sono le carenze in alcuni comparti ad alta qualificazione (sanità, istruzione e pubblica amministrazione). In particolare, dei 2.423.000 occupati stranieri rilevati dall’Istat nel 2017, quasi 2 su 3 (62,8%) svolgono professioni non qualificate o operaie e solo 1 su 14 (7,2%) fa lavori qualificati, risultando più spesso sovraistruiti (nel 35,5% dei casi gli immigrati svolgono mansioni al di sotto del loro livello di formazione). Continuano tuttora a essere limitati gli spazi offerti ai lavoratori qualificati non comunitari (5.000 nel 2017).
Non a caso, secondo l’Ocse, l’Italia è l’ottavo paese del mondo per numero di emigrati. L’Aire attesta che nel 2017 gli italiani residenti all’estero (oltre 5.114.000, di cui quasi 2.657.000 per espatrio) sono in aumento. I cancellati alle anagrafi sono stati 114.000 nel 2017 (120.000 secondo le prime stime dell’Istat per il 2018), da maggiorare per un coefficiente di 2,5/3 volte se, come ha fatto Idos, si tiene conto delle registrazioni effettuate nei paesi europei di arrivo. Si tratterebbe, insomma, dello stesso livello di espatri degli anni ’60, con la differenza che ora a lasciare l’Italia sono molti laureati: erano appena 3.500 nel 2002 e sono diventati 28.000 nel 2017, per un totale di 193.000 laureati e 258.000 diplomati in sedici anni.
Proiettando queste incidenze sulla stima degli italiani effettivi che lasciano il paese, si può affermare che nella fase attuale l’Italia ha perso nel 2017 tra i 90mila e i 108mila connazionali altamente qualificati e che tra il 2002 e il 2017 sono stati circa mezzo milione i laureati che sono andati a cercare fortuna all’estero, di cui almeno un terzo non è più rimpatriato.; http://www.istitutospiov.it

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Pellegrinaggio Nazionale dei Giovani UNITALSI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 marzo 2019

Loreto da venerdì 22 a domenica 24 marzo 2019 il pellegrinaggio Nazionale dei Giovani UNITALSI (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) dal tema ‘Tu sei bellezza …Annunciamo con gioia l’amore di Cristo’. L’incontro a cui parteciperanno oltre 700 giovani provenienti da tutte le sezioni regionali d’Italia nasce dall’esigenza di dare una nuova energia e freschezza al rapporto tra giovani e Unitalsi. Lunedì 25 marzo, in occasione della visita del Santo Padre a Loreto, in cui l’Unitalsi svolgerà servizio di accoglienza degli ammalati e delle persone disabili che parteciperanno all’incontro, una delegazione di giovani unitalsiani regalerà a Papa Francesco un simbolo realizzato dai giovani durante il loro pellegrinaggio.
A Loreto nascerà una nuova identità, quella su cui i giovani saranno chiamati ad impegnarsi e che rappresenterà per l’associazione un punto fermo nel percorso di formazione unitalsiano. La parte più giovane dell’Unitalsi ha voluto fortemente incontrarsi nel piazzale della Santa Casa per la prima tappa fondamentale di un pellegrinaggio iniziato dal Sinodo dello scorso anno fino alla recente Giornata Mondiale della Gioventù di Panama. Sarà la bellezza, luogo dell’autenticità, dell’essenzialità a guidare a Loreto la passione dei giovani unitalsiani e la voglia di sentirsi comunità, dello stare a fianco degli altri, di ascoltare e di lasciarsi sorprendere dagli incontri inaspettati. È un momento di rinascita, spinto e alimentato dalle parole che Papa Francesco e di tutta la Chiesa fatta dei tanti volti, degli sguardi, delle lacrime di commozione, delle domande e dei perché che i nostri ragazzi vivranno con la bellezza della condivisione, della fraternità e della voglia di vivere.Il pellegrinaggio giovani dell’Unitalsi sarà guidato da padre Domenico Spagnoli e dal vice presidente nazionale Roberto Maurizio che saranno accolti venerdì 22 marzo a Loreto dal benvenuto delle massime autorità civili, dall’Arcivescovo e dal Rettore della Prelatura del Santuario della Santa Casa di Loreto.
Le giornate del pellegrinaggio si preannunciano ricche di novità e di incontri che saranno scanditi dalle catechesi e dalle celebrazioni curate e presiedute da SE Mons Fabio Dal Cin Arcivescovo e Prelato di Loreto. Ci sarà spazio anche per momenti di musica e di festa con la partecipazione al pellegrinaggio dei una realtà artistica unica nel panorama cattolico , i The Sun, complesso musicale che ha partecipato all’ultima edizione della Giornata Mondiale della Gioventù svoltasi a Panama.

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