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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Posts Tagged ‘giovani’

Lavoro: disoccupazione ferma al 9,7%, in aumento quella giovanile

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 gennaio 2020

L’Istat ha pubblicato i dati relativi alla disoccupazione a novembre, che resta stabile al 9,7%.La disoccupazione giovanile risale, invece, al 28,6%.Un andamento che sottolinea, ancora una volta, le necessità di interventi più incisivi e decisi in direzione di un rilancio dell’occupazione nel nostro Paese, attraverso lo stanziamento di investimenti necessari per la crescita, lo sviluppo tecnologico, la ricerca e la modernizzazione delle infrastrutture.Il Paese si trova ancora in una fase di incertezza che deve essere superata assumendo scelte coraggiose, che diano uno slancio decisivo all’economia. Scelte di cui, purtroppo, ancora non si vede traccia.Il bonus per le famiglie e il taglio del cuneo fiscale, seppur ancora insufficiente, sono solo i primi passi per rilanciare il potere di acquisto delle famiglie, presupposto indispensabile per determinare una ripresa della domanda interna e, per questa via, della produzione.Tutto ciò si rende ancora più necessario alla luce dei costi stimati in aumento nel 2020 (il nostro Osservatorio ha previsto una stangata di +630,65 Euro).“Se veramente si vuole imprimere una svolta a tale andamento e proiettare il Paese verso la crescita, quel che serve è un piano straordinario per creare nuova occupazione stabile e di qualità e gettare così le basi salde per la ripresa economica.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori.

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La Brexit non ricada sulle opportunità per i giovani e la visione della Generazione Erasmus

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 gennaio 2020

“La decisione presa dalla Camera dei Comuni inglese, per quanto prevedibile nelle ultime settimane e senza alcuna conseguenza pratica immediata, è un brutto segnale non solo per i giovani britannici ma per tutti quelli europei, per il quale il programma Erasmus rappresenta una delle più significative opportunità di crescita personale e di formazione.” dichiara a caldo Vittorio Gattari, Presidente di Erasmus Student Network Italia, la principale organizzazione internazionale che si occupa di mobilità studentesca. “Il paradosso che rende ancora più ingiusto tutto ciò è che, come noto, i giovani britannici nel 2016 votarono largamente contro la Brexit e a favore della permanenza nell’Unione Europea e sono quindi vittime incolpevoli di quella scelta.” Non è retorico quindi, secondo il Presidente Gattari, parlare di “vero e proprio scontro generazionale”.Il voto di ieri non comporta l’immediata uscita del Regno Unito dal programma Erasmus+, ma il segnale politico, in vista dei negoziati con l’Unione Europea, è sicuramente in controtendenza rispetto alla visione di una Generazione Erasmus in grado di diventare “Gioventù Europea”. I ragazzi tuttavia non smettono di guardare avanti. “Come Erasmus Student Network Italia — conclude Gattari — chiediamo con forza che il Regno Unito continui a far parte del programma, anche eventualmente sotto forme diverse che sono già previste per altri paesi, membri e non-membri dell’UE. Bisogna fare tutto il necessario per non privare migliaia di giovani di un diritto, quello all’esperienza Erasmus, che permette di studiare, lavorare e formarsi in un ambiente internazionale, comunitario, aperto, e che tutti i dati dimostrano essere straordinariamente positivo in termini di sviluppo di competenze trasversali e opportunità di trovare lavoro”.
ESN Italia è la branca italiana di Erasmus Student Network, la più grande organizzazione di studenti volontari in Europa.ESN supporta lo sviluppo di programmi di mobilità studentesca in più di 1.000 Istituti di Alta Formazione in oltre 40 Paesi secondo il principio Students Helping Students.Ogni anno sono circa 2.000 i volontari italiani che si impegnano nell’accoglienza degli studenti Erasmus per l’arricchimento della società attraverso gli studenti internazionali. (by Alessandra Palmulli)

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Essere giovani nel tempo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 gennaio 2020

Da “ragazzetto sedicenne” marinavo la scuola per andare ad ascoltare presso la locale Corte d’Appello l’arringa del principe del foro che giungeva appositamente dalla “lontana Napoli”, mentre i miei occasionali compagni d’avventura si limitavano a brevi commenti, io, al contrario, sentivo l’impulso di dover “arricchire” tale esperienza lasciando un messaggio scritto in proposito e corredandolo con le mie note di commento. Ero diventato, e lo sono tuttora, un grafomane. Qualsiasi argomento mi affascina e in ciascuno di essi debbo dire la mia. Diventavo persino un baciapile per ascoltare le prediche che nella settimana santa famosi uomini di Chiesa degnavano, i miseri peccatori, della loro saggezza con frasi infarcite di citazioni latine. Nonostante ciò essi avevano il merito, non certo di convincermi, ma di far esplodere tutto il mio anti-clericalismo. Mi facevo un motivo d’onore nel ribattere punto su punto quelle pur “dotte” prediche ed apparentemente inoppugnabili. Un altro “diletto” era quello di partecipare ai comizi, in specie se l’atmosfera si riscaldava ed arrivavano da “fuori” i pezzi da novanta della politica nazionale, e la piazza fremeva per gli applausi e gli entusiasmi partigiani e gli zittii imposti agli oppositori che si facevano notare per i loro mugugni e fischi. I miei beniamini erano Almirante, Nenni e un parlamentare liberale locale, un certo Avv. Colitto. Ciascuno di essi militava in un partito politico diverso, ma avevano in comune una oratoria brillante e convincente che seduceva. Eppure non mi sentivo né missino, né liberale, né socialista. E da questo mio vagabondare, impegni scolastici permettendo, tra le aule di giustizia, i sagrati e le navate delle Chiese e le piazze “mondane” delle mia città, trassi la prima lezione di vita appresa fuori dalle mura domestiche e il chiuso delle “segrete” scolastiche.
Imparai che non sempre la verità è in ciò che si dice o nel modo come viene sostenuta. Nei Tribunali dell’uomo un innocente o un colpevole viene assolto o condannato se il suo difensore risulta convincente o meno, abile nell’insinuare un dubbio o maldestro nel tralasciare un elemento che potrebbe scagionarlo. Lo stesso fa il predicatore in Chiesa nell’esaltare il sacrificio di Cristo per l’uomo per poi perdersi dietro regole che lo umiliano e finiscono con il riverberare una luce ambigua sullo stesso Redentore. E il politico non è da meno. Egli fa prevalere gli interessi di parte alla ragione di tutti e in opposizione ai valori di più alto contenuto che pur dichiara di voler professare. A tutto ciò vi aggiunsi, per un breve periodo di tempo, le ritrovate letture, dimenticate per anni in cantina, delle prediche di un mio lontano parente sacerdote, trascritte manualmente con una grafia nitida e ordinata su fogli raccolti a libro ma di ardua lettura in quanto il testo era in più parti rosicchiato dai topi ed ingiallito dal tempo e mostrava tutto il suo cattivo stato di conservazione dato il luogo dove l’avevo ritrovato.
Ascoltare e leggere, meditare e commentare stavano diventando il mio pane quotidiano. Questo modo di recepire i messaggi che provenivano dall’esterno e di manipolarli, riproponendoli in forma scritta, mi indussero a fare scelte di vita e professionali più congeniali alle mie inclinazioni. Tant’è che preferivo scrivere al parlare in pubblico. Tuttavia non lesinavo la conversazione ma doveva riguardare un argomento che mi era gradito e servirmi poi da stimolo per riprenderlo nei miei scritti. (Riccardo Alfonso)

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Nonemaitroppotardi per ‘sentirsi giovani

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

Lo stato fisico e il benessere di un soggetto si misurano non in base al trascorrere del tempo, ma dal modo in cui ciascuno è predisposto ad affrontare la propria età anagrafica. Questo vale anche – e soprattutto – dai settanta in su. Lo rivela il volume “70… E ADESSO?” di Edra (Edizioni LSWR) scritto da Muir Gray, medico britannico che collabora con l’NHS England (National Health Service) e Public Health England e che da oltre quarant’anni anni lavora nel settore della sanità pubblica con l’obiettivo di trasformare e migliorare l’assistenza sanitaria per accrescerne il valore.Il libro è stato presentato a Roma all’Istituto Superiore di Sanità dal professor Walter Ricciardi, past presidente dell’ISS, Professore Ordinario di Igiene Generale e Applicata all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Direttore del Dipartimento di Scienze della Salute della Donna, del Bambino e di Sanità Pubblica e Presidente eletto della World Federation of Public Health Associations, che si è occupato di curare la prefazione nella versione del libro in lingua italiana.
Il testo spiega che non è mai troppo tardi per imparare a vivere bene la propria età: l’autore lo fa attraverso una vera e propria ‘chiamata alle armi’, rivolta a chi ha già spento le settanta candeline e per invitare tutti alla prevenzione. Il primo incitamento è di diventare più attivi, mentalmente e fisicamente, di mettersi in gioco nella vita quotidiana e di dedicarsi maggiormente agli altri per migliorare la propria salute Il professor Gray sollecita a prendersi cura di sé prima possibile, ricordando che ‘non è mai troppo tardi’ per iniziare: un valido consiglio che arriva dalla Gran Bretagna per i cittadini italiani, visto che nostro Paese, nonostante l’aspettativa di vita alla nascita si sia spostata dai 35 anni del 1860 agli 85 attuali, non sempre all’allungamento della “quantità della vita” corrisponde un miglioramento della sua qualità. Secondo gli ultimi dati Istat, l’Italia è addirittura uno dei Paesi più longevi d’Europa, con oltre due milioni di persone che hanno più di 85 anni, quindi risulta fondamentale arrivarci al meglio.Per mantenere la situazione sotto controllo, è necessario, secondo Gray, partire da qui: ridurre il rischio di sviluppare malattie, mantenersi in forma anche se si hanno uno o più disturbi a lungo termine e soprattutto affrontare la vita con tutti gli ostacoli e le opportunità che presenta, mantenendo un atteggiamento positivo e ottimista. “Queste pagine sono pensate per aiutare le persone a raggiungere tutti e tre gli obiettivi”, afferma l’autore.
Si parte quindi dal presupposto – come ricorda titolo del primo capitolo del libro – che “invecchiare non è un problema”.

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Rinnovo del bonus per giovani agricoltori nella legge di Bilancio 2020

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

E’ una decisione lungimirante che mette al centro le nuove generazioni e può contribuire ad aprire nuove prospettive per chi decide di investire nel settore primario – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso.Grazie agli sgravi, i coltivatori diretti e gli imprenditori con meno di 40 anni che si iscrivono per la prima volta alla gestione agricola potranno beneficiare di un esonero contributivo di due anni. Si tratta di un incentivo importante, che può dare nuovo slancio al settore primario se collocato all’interno di un pacchetto coerente di misure – spiega Tiso.Anche in agricoltura i giovani sono chiamati ad affrontare le sfide lasciate in eredità dalle precedenti generazioni. Proprio in questi giorni, il Consiglio europeo dei giovani agricoltori (Ceja) ha diffuso un documento programmatico per definire gli obiettivi da perseguire con lo scopo di “partecipare a un dibattito cruciale per il rinnovamento generazionale e la sopravvivenza del settore agricolo”. In particolare, i giovani agricoltori europei dichiarano di voler essere innovativi per adattarsi al cambiamento climatico, ridurre le emissioni di gas a effetto serra e contribuire alla capacità dei terreni agricoli di sequestrare il carbonio producendo alimenti sicuri e sani per una popolazione in crescita. Senza ricambio generazionale la nostra agricoltura non ha futuro. E’ indispensabile rendere protagonisti i più giovani, quelli che ora preferiscono cercare un impiego nel settore secondario o terziario piuttosto che investire tempo, energie e idee nella cura della terra.

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Chirurgia estetica: Aumentano i pazienti under 35

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 dicembre 2019

Se in passato la chirurgia estetica era richiesta quasi esclusivamente da chi non accettava i segni del passare del tempo, oggi si assiste a un costante incremento di pazienti giovani e giovanissimi. A rivelarlo è un’indagine svolta su oltre 300 chirurghi estetici da Dottori.it, sito e App leader in Italia per la prenotazione di visite mediche specialistiche. La quasi totalità del campione di chirurghi intervistati (91%) ha raccontato di aver assistito a un aumento, negli ultimi anni, di pazienti molto giovani, in particolare di quelli di età compresa fra i 30 e i 35 anni.Indagando su quale sia la motivazione più ricorrente per cui i più giovani si rivolgono alla chirurgia estetica, si scopre che più della metà degli under 35 è mosso dall’esigenza di risolvere quello che viene considerato un grave difetto estetico e guadagnare autostima. Non è l’emulazione di una star a spingere i giovani a desiderare un “ritocchino”: a detta dei medici, la maggior parte dei pazienti under 35 si avvicina infatti alla chirurgia senza avere un modello da imitare.
Ma qual è il rapporto degli under 35 con il tema costi? Generalmente chi decide di affidarsi alle mani di un chirurgo ha un budget definito e ritiene il prezzo dell’intervento una componente abbastanza importante (70%), pur essendo disposto a rivederlo dopo aver ricevuto il parere del medico. La maggior parte dei giovani inoltre accede alle cure avendo già un gruzzoletto da destinare all’intervento: il 77% dei chirurghi dichiara che più della metà dei suoi pazienti non richiede un finanziamento per pagare la prestazione.

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Giovani migranti: relazione dell’Agenzia europea per i diritti fondamentali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 novembre 2019

«L’UE e i suoi Stati membri si impegnano a fondo per affrontare il fenomeno migratorio in tutta Europa, facendo fronte a gravi problemi di integrazione per i nuovi arrivati, soprattutto i giovani. Ma questi problemi non sono insormontabili», dichiara Michael O’Flaherty, direttore della FRA. «Diversi esempi illustrano in che modo le decisioni politiche ponderate e intelligenti possono essere determinanti per superare gli ostacoli. I responsabili politici in Italia e a livello di UE devono puntare su tali strategie per consentire ai giovani di questa generazione di diventare membri a pieno titolo della nostra società.»Basandosi su interviste a oltre 160 rifugiati e 400 operatori in prima linea, la relazione della FRA dal titolo «Integration of young refugees [Integrazione dei giovani rifugiati nell’UE individua gravi lacune negli attuali approcci all’integrazione dei giovani rifugiati di età compresa tra i 16 e i 24 anni. L’Agenzia ha documentato la lunghezza della procedura di asilo in Italia, dove alcuni dei richiedenti asilo intervistati hanno dovuto fare la fila per mesi presso la questura solo per compilare un unico modulo. I ricercatori hanno incontrato dei richiedenti asilo di 16 anni ai quali è stato vietato l’accesso alle scuole secondarie perché non parlavano italiano e che sono stati ridiretti alle scuole per adulti (CPIA). E a un altro bambino, il quale aveva perso una gamba, è stato detto che non era possibile ottenere il permesso di soggiorno durante il ricovero ospedaliero e che avrebbe potuto beneficiare di una protesi solo pagandola di tasca propria.
Dal 2015 al 2018 quasi 2 milioni di persone hanno ricevuto protezione internazionale nell’UE. Il diritto dell’UE è chiaro e gli Stati membri hanno il dovere di proteggere i rifugiati. È disponibile anche un finanziamento dell’UE a sostegno della loro integrazione. Tuttavia, la situazione sul campo è estremamente eterogenea negli Stati membri.
Questi problemi si aggravano maggiormente quando i giovani rifugiati compiono 18 anni e le reti di sostegno a cui si affidavano in precedenza scompaiono, talvolta da un giorno all’altro.

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Partecipazione attiva di Giovani ed Anziani alla vita politica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 novembre 2019

Continua con successo l’iniziativa del coordinatore dei “Pensionati d’Europa”. Migliaia di visualizzazioni accompagnano le riflessioni di Fortunato Sommella settimanalmente su Facebook, su You tube e gli altri social. “Il nostro obbiettivo è quello di sollecitare la partecipazione attiva di Giovani ed Anziani alla vita politica. Le gravissime e dannose vicende che vedono protagoniste le Istituzioni che reggono le sorti della nostra Società ci chiedono di essere partecipi della costruzione di un futuro diverso per i nostri Giovani che dovranno diventare, a nostro avviso, i Pensionati di domani. Abbiamo l’obbligo, noi Anziani e Pensionati, di rimettere in gioco le nostre energie, le nostre certezze, la nostra esperienza, per contribuire a riportare l’Italia, le nostre Regioni e la vita di tutte le altre Istituzioni sui binari costruttivi necessari, perchè appaiono evidenti le odierne difficoltà. Temiamo un pericoloso diragliamento. Le nostre #direttedelvenerdì destano attenzione inaspettata. I nuovi mezzi di comunicazione che abbiamo deciso di utilizzare cominciano a dare frutti soddisfacenti in termini di consenso. A breve, partendo da Napoli e dalla Campania, daremo conto del risultato del nostro impegno. Venerdì 8 novembre ci fermiamo nella sede dei #”Pensionatideuropa” a Napoli, Via Iannelli 392, per fare il punto sulle prime 8 settimane che ci hanno visto impegnati in vari punti dell’Area Metropolitana di Napoli e della stessa città di Napoli e spiegheremo ai presenti ed alla stampa, che vorrà intervenire, i programmi delle prossime settimane d’impegno. Gli argomenti della diretta di venerdì 8 novembre sono diversi e molto impegnativi, come esposto nel riquadro”.

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Concorso europeo “I giovani e le scienze”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 novembre 2019

Si tratta della 32a edizione dell’European Union Contest for Young Scientists della Direzione generale Ricerca della Commissione europea. “Possono concorrere singolarmente o in gruppo di non più di tre gli allievi delle scuole superiori”, specifica Alberto Pieri, segretario generale della FAST- Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche, che da sempre organizza la manifestazione italiana del prestigioso concorso. “E’ l’unico contest voluto sia dal Parlamento europeo, dalla Commissione europea e dal Consiglio, sia dai Governi degli stati membri; consente di vincere premi quali settemila euro per le proprie invenzioni e/o ricerche e di essere scelti per poter accedere a iniziative, concorsi internazionali, borse di studio e viaggi ed entrare nel Forum dei Giovani scienziati al quale aderiscono i partecipanti di tutte le edizioni della competizione.
La scadenza entro cui si possono inviare alla FAST i moduli e candidarsi è il 24 gennaio 2020. La giuria internazionale di esperti seleziona i migliori progetti dei neoleonardo italiani 2020; questi concorrono con loro stand e invenzioni nell’esposizione aperta a pubblico e gratuita dal 7 al 9 marzo 2020 a Milano in p.le Morandi 2.
I vincitori possono partecipare agli eventi internazionali collegati all’iniziativa della Commissione europea e previsti da maggio 2020 ad aprile 2021.Per consultare/scaricare il bando: http://www.fast.mi.it/gs2020/gs2020.htm

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Venditore a domicilio: un lavoro per giovani

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 ottobre 2019

La vendita a domicilio è una professione che piace ai giovani italiani. A dirlo sono i numeri di Univendita, la maggiore associazione di categoria italiana del settore: nelle aziende associate il 37% dei venditori ha meno di 35 anni, con una quota importante di under 25 (il 15,7%). «Si tratta dunque dei cosiddetti millennials – fa notare il presidente di Univendita Ciro Sinatra – e sono quanto di più lontano dallo stereotipo del “bamboccione”: per trovare la propria strada nel mondo del lavoro hanno deciso di puntare su un settore in cui ci si mette in gioco in prima persona, prevale la meritocrazia e i risultati sono direttamente commisurati all’impegno».
Ma cosa spinge le persone in questa fascia d’età a intraprendere un percorso nella vendita a domicilio? Come entrano in questo settore? Qual è il loro grado di soddisfazione? Da un sondaggio condotto da Univendita sui un campione di venditori appartenenti alle aziende associate emergono alcuni dati interessanti.
I numeri rivelano che sono molti i giovani che si approcciano alla professione per una scelta spontanea, senza conoscerla a priori (cioè senza essere clienti delle aziende del settore e senza aver ricevuto una proposta da un conoscente che fa il venditore): è così per il 30% dei giovani fra i 25 e i 34 anni e per il 39% degli under 25. Fra questi ultimi, il 24,4% ha cominciato rispondendo a un annuncio o un contatto sul web. Altro elemento degno di nota è che la scelta di diventare venditori a domicilio non è stata dettata dalla mancanza di alternative sul piano occupazionale: meno di una persona su tre era senza lavoro prima di iniziare. Fra i giovani sotto i 25 anni, in particolare, il 39% dichiara di essere studente. «Questo è uno scenario tipico – spiega sempre Sinatra – in quanto la professione si presta molto bene a essere affiancata agli studi. Ci si organizza il tempo in autonomia, ci si garantisce un’entrata interessante e si cresce sul piano personale e professionale. In genere i giovani che si affacciano a questo mondo sono attratti dalla possibilità di fare, guadagnando, un’esperienza molto formativa, che fa curriculum; le aziende poi garantiscono interessanti piani di carriera». Tutte le opportunità di lavoro offerte dalle aziende di Univendita sono elencate su http://www.univendita.it.

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Psichiatria: I giovani studiano i giovani

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 ottobre 2019

L’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia è l’unico tra gli IRCCS ad avere riconoscimento specifico da parte del Ministero della Salute sul tema alle Malattie Psichiatriche e impegna numerosi giovani ricercatori. In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, è stato fatto il punto sulle ricerche che conducono sull’età evolutiva e l’adolescenza, una delle frontiere più importanti della psichiatria contemporanea.
Il Laboratorio di Psichiatria Biologica, coordinato da Annamaria Cattaneo, è impegnato in diversi progetti nazionali ed internazionali: un progetto di Ricerca Finalizzata Estero, finanziata dal Ministero della Salute, (finanziamento totale di 448.400€) in cui pazienti depressi che non rispondono al loro trattamento farmacologico e che presentano elevati livelli di infiammazione verranno trattati con farmaci anti-infiammatori in aggiunta alla loro terapia antidepressiva; un progetto Europeo H2020 (finanziamento totale di 412.000€) dove pazienti con disturbo bipolare verranno seguiti durante il trattamento con il Litio per identificare marcatori in grado di predire la risposta al trattamento.
La ricerca presso l’IRCCS sta avanzando per intercettare sempre più precocemente bisogni di cura oltre che per favorire azioni di prevenzione. Proprio in quest’ottica Laura Pedrini dell’Unità di ricerca Psichiatria ha recentemente vinto un bando del Ministero della Salute presentando un progetto focalizzato sulla disregolazione emotiva negli adolescenti (finanziamento totale di 425.000€). Durante il convegno ha presentato una relazione sui risultati preliminari di uno studio condotto in un campione di studenti di alcuni istituti scolastici della città di Brescia. I dati presentati permettono di comprendere il fenomeno della disregolazione emotiva che si caratterizza principalmente la manifestazione di comportamenti impulsivi, difficoltà nella gestione delle emozioni, autolesionismo, e comporta difficoltà a perseguire obiettivi oltre che difficoltà nelle relazioni interpersonali. Questo tema è di particolare rilievo in quanto la disregolazione emotiva è uno dei fattori chiave implicati nello sviluppo e nel mantenimento di vari disturbi mentali, tra i quali in primis il Disturbo Borderline di Personalità. Il progetto si inserisce nel filone delle attività del gruppo di lavoro coordinato da Roberta Rossi, psicologa-psicoterapeuta che da tempo si occupa di progetti di ricerca e percorsi clinici per il trattamento di persone con Disturbo Borderline di Personalità. Il progetto approvato dal Ministero della Salute coinvolgerà diversi istituti scolastici e permetterà di svolgere attività di prevenzione attraverso un percorso di addestramento all’utilizzo di strategie di regolazione emotiva che verrà condotto direttamente all’interno del contesto scolastico.
Un altro tema centrale riguarda la valutazione dell’efficacia oltre che la diffusione dei trattamenti evidence-based per i pazienti con disturbi mentali. Il progetto presentato da Valentina Candini dell’U.O. di Psichiatria Epidemiologica e Valutativa (responsabile Dott. Giovanni De Girolamo) si è focalizzato sul trattamento del Disturbo Bipolare e ha permesso, in questi 10 anni di attivazione, di coinvolgere oltre 400 pazienti e 200 familiari afferenti ai servizi di Salute Mentale dei DSM di Brescia e Desenzano, offrendogli un trattamento evidence-based, quale la psicoeducazione strutturata secondo il modello di Colom e Vieta all’interno di un setting ambulatoriale di routine. L’approccio integrato infatti, ovvero la terapia farmacologica combinata al supporto psicologico, è quello prescritto da tutte le linee guida nazionali ed internazionali, alla luce di dati di efficacia presenti ormai da diversi anni nel panorama scientifico. Solo attraverso tale approccio integrato, il paziente può beneficiare al massimo di un percorso di trattamento efficace, che gli permette di stabilizzare l’umore migliorando il decorso del disturbo, attraverso l’azione della terapia farmacologica, ma anche attraverso la comprensione, l’accettazione e la gestione ottimale del proprio disturbo, limitando i fattori di rischio e potenziando quelli protettivi. Il progetto è stato reso possibile attraverso un finanziamento di Regione Lombardia, all’interno dei Programmi Innovativi per la Salute Mentale (128.880 euro annui).

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Osservatorio Laudato Si’ – L’impegno dei giovani per l’ecologia

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 ottobre 2019

Roma Venerdì 18 ottobre 2019, ore 15:00 Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4. Istituito presso la Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana e con il supporto del Joint Diploma in Ecologia Integrale, l’Osservatorio Laudato Si’ intende promuovere i valori dell’enciclica di Papa Francesco sulla cura della nostra casa comune. Esso mira ad approfondire l’insegnamento in essa offerto, la cui corretta ed efficace applicazione rappresenta una «grande sfida culturale, spirituale ed educativa che implicherà lunghi processi di rigenerazione» (LS 202). L’Osservatorio si propone di sviluppare sia un continuo lavoro sistematico (filosofico, teologico e sociale) sulla Laudato Si’, sia un approfondimento circa la sua attuazione dal punto di vista pastorale, educativo ed operativo.L’Osservatorio intende inoltre rispondere alla richiesta di Papa Francesco di “fare rete” e di aprire percorsi transdisciplinari, esercitati con sapienza e creatività nella luce della Rivelazione, illuminando «nuovi modi di relazionarsi con Dio, con gli altri e con l’ambiente, e che susciti valori fondamentali» (Evangelii gaudium 74).In tale contesto, tra le sue attività vi è quella di organizzare seminari su temi specifici, come questo qui presentato. Il primo avrà luogo venerdì 18 ottobre e intende porre in collegamento il trascorso Sinodo sui Giovani con il presente Sinodo sull’Amazzonia, interrogandosi sull’impegno delle giovani generazioni per la salvaguardia della casa comune. Il seminario «The Amazon and Beyond. Integral Ecology, Multiple Vulnerabilities and Youthful Commitments» si aprirà alle ore 15:00 con il saluto del Prof. Jaquineau Azetsop S.J., decano della Facoltà di Scienze Sociali, e di P. Philipp G. Renczes S.J., nuovo decano della Facoltà di Teologia. In seguito alla relazione introduttiva di Mons. Marcelo Sanchez Sorondo, seguiranno gli interventi sui due Sinodi proposti da Miguel Yanez S.J., Giacomo Costa S.J., Alessandra Smerilli FMA. Nella seconda parte del seminario saranno invece condivise esperienze (Tomas Insua, Celia Deane-Drummond) e proposte strategie per aree sensibili quali l’Asia Pacifica (Pedro Walpole, S.J.), il Bacino del Congo (Rigobert Minani, S.J.) e l’Amazzonia (Jaime Tatay Nieto, S.J.).

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Grant Thornton: Sette posizioni aperte dedicate ai giovani

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 ottobre 2019

Milano. La member firm italiana del network internazionale Grant Thornton, specializzata in servizi di consulenza nelle aree Audit, Assurance, Tax, ed Advisory, tra i protagonisti del career day di oggi all’Università Cattolica di Milano. Una giornata dedicata agli studenti e ai laureandi che hanno potuto presentare personalmente ai recruiter la propria candidatura per le posizioni aperte e conoscere alcuni dei manager e dei partner Grant Thornton nel corner aziendale allestito all’interno dell’Università.“E’ un’occasione alla quale crediamo molto e che ci ha dato grandi soddisfazioni nelle edizioni precedenti” dichiara Simonetta La Grutta, Head of VAT e partner di Grant Thornton. “Con l’intento di offrire una visione concreta dell’ampio spettro delle nostre attività, partecipano, alternandosi nel corso della giornata, professionalità diverse per età anagrafica e specializzazione tecnica. I migliori testimonial sono coloro che abbiamo incontrato per la prima volta qui negli anni scorsi e che oggi collaborano stabilmente con la nostra organizzazione. Li abbiamo visti particolarmente orgogliosi di descrivere i “10 motivi per crescere con noi” sintetizzati nel nostro flyer, uno statement del quale rispondiamo ogni giorno.”
Lavorare in Grant Thornton significa entrare a far parte di un network internazionale presente con 53.000 persone in oltre 140 paesi nel mondo. Un ambiente dinamico nel quale idee e diversità si fondono per dare vita a nuovi valori e nuove sfide, supportando la valorizzazione delle proprie persone.Nello specifico, Grant Thornton è alla ricerca di sette figure junior da inserire nei propri team di Milano: due risorse da inserire in stage come Junior Tax Specialist; un Junior VAT Consultant; un Junior Tax Advisor; un Junior Consultant Transfer Pricing; un Junior Consultant Transaction Services e una posizione in stage per un Assistant Auditor.

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Il costo della fuga dei giovani

Posted by fidest press agency su martedì, 8 ottobre 2019

Da circa un decennio l’Italia è tornata ad essere terra di emigrazione: in dieci anni abbiamo perso quasi 500 mila italiani (saldo tra partenze e rientri di connazionali). Tra questi, quasi 250 mila giovani (15-34 anni). Considerando le caratteristiche lavorative dei giovani in Italia, possiamo stimare che questa “fuga” ci sia costata 16 miliardi di euro (oltre 1 punto percentuale di PIL): è infatti questo il valore aggiunto che i giovani emigrati potrebbero realizzare se occupati nel nostro paese.Il gap tra giovani italiani ed europei. Tra le cause di questo esodo vi sono sicuramente le (scarse) opportunità occupazionali che l’Italia offre ai propri giovani. L’Italia registra il tasso di occupazione più basso d’Europa nella fascia 25-29 anni (54,6%, contro una media Ue del 75,0%). Il tasso di disoccupazione italiano (19,7%) è il terzo più alto dopo Grecia e Spagna, dieci punti oltre la media europea (9,2%). Nella stessa fascia d’età, anche il tasso di NEET (chi non studia e non lavora) è il più alto d’Europa: 30,9%, media Ue 17,1%. Inoltre, il livello d’istruzione dei nostri giovani è molto basso: tra i 25 e i 29 anni solo il 27,6% è laureato, quasi 12 punti in meno rispetto alla media europea. Il declino demografico dell’Italia. La popolazione italiana sta diminuendo: si fanno pochi figli (mediamente 1,32 per donna) e il saldo tra nati e morti è negativo da oltre 25 anni. Quindi calano i giovani e aumentano gli anziani: l’Istat prevede che nel 2038 gli over 65 saranno un terzo della popolazione (31,3%). Ciò determinerà squilibri economici e finanziari, dato che proporzionalmente diminuiscono i lavoratori e aumentano i pensionati.Chi sono gli immigrati in Italia. La presenza straniera in Italia è stabile negli ultimi anni, con 5,2 milioni di stranieri residenti a fine 2018 (8,7% della popolazione). Il saldo migratorio rimane positivo (+245 mila), anche se la composizione dei nuovi arrivi è molto diversa rispetto al passato: prevalgono i ricongiungimenti familiari, si stabilizzano gli arrivi per motivi umanitari, mentre sono quasi nulli gli ingressi per lavoro. Vi è, complessivamente, una lieve prevalenza di donne (52%) e una netta dominanza di paesi dell’Est Europa (oltre il 45% del totale). Le prime nazionalità (23,0% Romania, 8,4% Albania, 8,0% Marocco) evidenziano che la maggior parte degli immigrati è qui da oltre dieci anni. Il valore dell’immigrazione. Nel 2018 i lavoratori stranieri sono 2,5 milioni, pari al 10,6% degli occupati totali. La ricchezza prodotta da questi lavoratori è stimabile in 139 miliardi di euro, pari al 9% del PIL. Gli occupati stranieri si concentrano nelle professioni non qualificate (33,3%), mentre solo il 7,6% svolge mansioni qualificate (il restante 60% si divide quasi equamente tra operai / artigiani e commercianti / impiegati). Il contributo economico dell’immigrazione è inoltre dato da oltre 700 mila imprenditori nati all’estero (9,4% del totale) e, a livello fiscale, da 2,3 milioni di contribuenti. Da essi provengono un gettito Irpef di 3,5 miliardi di euro (su un ammontare di 27,4 miliardi di redditi dichiarati) e 13,9 miliardi di contributi previdenziali e assistenziali versati.

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Elezioni europee del 2019: affluenza record trainata dai giovani

Posted by fidest press agency su sabato, 28 settembre 2019

L’affluenza alle elezioni europee è stata del 50,6%, la più alta dal 1994. 19 Stati membri hanno registrato un aumento dell’affluenza alle urne rispetto il 2014, in particolare Polonia, Romania, Spagna, Austria, Ungheria e Germania, nonché la Slovacchia e la Cechia, dove l’affluenza alle urne è tradizionalmente molto bassa. Nel frattempo, l’affluenza è diminuita in otto paesi, anche se per meno di 3 punti percentuali. Il voto è obbligatorio in cinque paesi: Belgio, Bulgaria, Lussemburgo, Cipro e Grecia. “L’aumento molto significativo della partecipazione alle elezioni europee di maggio dimostra che i cittadini, soprattutto le giovani generazioni, apprezzano i loro diritti democratici e credono che l’Unione europea sia più forte quando agisce all’unisono per rispondere alle loro preoccupazioni”, ha commentato David Sassoli, Presidente del neoeletto Parlamento.Anche la Brexit ha svolto un ruolo per il 22% degli intervistati che l’ha citata come fattore che ha influenzato la loro decisione di votare, almeno ‘in una certa misura’.I risultati mostrano che i cittadini sono stati motivati ad andare a votare alle elezioni europee del 2019 anche da un maggiore senso del dovere civico, da un crescente sentimento che il voto può veramente cambiare le cose, così come da un maggiore sostegno all’UE. A livello europeo, l’economia e la crescita (44%) e i cambiamenti climatici (37%) sono i principali motori del voto. Ragioni importanti dietro la decisione di andare a votare sono stati anche i diritti umani e la democrazia (37%), il modo in cui l’UE dovrebbe funzionare in futuro (36%) e l’immigrazione (34%). Mentre l’economia è stata la questione più importante per gli elettori in 16 Stati membri, il cambiamento climatico è stato in testa all’elenco in otto paesi.”Queste elezioni hanno visto un gruppo di elettori più giovani, europeisti e coinvolti votare in numero crescente. Questo si traduce in una maggiore legittimità per il Parlamento europeo e conferisce ai deputati europei il potere di approvare la nuova Commissione europea e di chiederne conto per i prossimi cinque anni”, ha dichiarato Sassoli.Più di due terzi degli intervistati (68%) in tutta l’UE28 ritiene che il loro paese abbia beneficiato dell’adesione all’UE, il livello più alto registrato dal 1983. Più della metà degli europei (56%) concorda inoltre sul fatto che la loro voce conta nell’UE, con un aumento di sette punti dal febbraio-marzo 2019 e il risultato più positivo per questo indicatore dal 2002.In termini di come gli elettori si sono informati sulle elezioni di quest’anno, il 44% degli intervistati ha ricordato di aver visto o sentito messaggi del Parlamento europeo che incoraggiavano i cittadini a votare. Questo è il valore più alto tra gli intervistati che hanno effettivamente votato alle elezioni (50%), ma anche per il 39% dei non votanti, che ricorda di aver visto o sentito elementi del messaggio di voto del Parlamento.Un risultato importante del sondaggio è che l’affluenza alle elezioni europee del 2019 è stata determinata in misura crescente da cittadini che non sempre o tradizionalmente votano, in quanto la percentuale relativa degli intervistati che affermano di “votare sempre” è diminuita di 6 punti rispetto al 2014. I risultati dell’indagine dimostrano il legame tra la convinzione dei cittadini che la loro voce è importante nell’UE e la loro partecipazione alle elezioni europee.

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Giovani in gara per l’Europa del futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 21 settembre 2019

Ancona dal 27 al 29 settembre. Terza edizione dell’evento nato nel 2014 da un’intuizione del Comune di Ancona, come Giochi della Macroregione Adriatico Ionica. La manifestazione si è arricchita quest’anno aprendosi ai Paesi dell’area Baltica e Danubiana. Il Comune di Ancona ha partecipato a un bando per le migliori best practice europee tra i progetti sportivi che favoriscono la coesione dei ragazzi e l’inclusione sociale, riuscendo a intercettare un cofinanziamento di 500mila euro dal fondo europeo Erasmus+. Gli under 16 italiani dovranno vedersela con coetanei provenienti da Slovenia, Croazia, Bosnia e Erzegovina, Serbia, Montenegro, Albania, Grecia, oltre che dalle new entries Danimarca, Polonia, Estonia, Lituania, Repubblica Ceca, Austria, Romania e Bulgaria. Parliamo di circa 800 persone, allenatori e accompagnatori compresi, che arriveranno nel capoluogo marchigiano venerdì 27 settembre in tempo per la grande parata cittadina, evento inaugurale della tre giorni. Le squadre, bandiere al vento, attraverseranno corso Garibaldi, la via principale del centro cittadino dorico, in una festa di colori e amicizia. “Il finanziamento europeo ci ha portato le risorse essenziali per sostenere un’iniziativa che ha un onere molto consistente. Senza i soldi anche le più belle idee restano tali – dice il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli – Tutti questi giovani saranno una bomba di energia ed entusiasmo che ci aprirà al mondo. Un grandissimo evento frutto del lavoro di tanti e dimostrazione di capacità dell’amministrazione comunale di relazionarsi con tutti gli enti”. Per il loro soggiorno, tutte le squadre saranno ospitate in un grande resort galleggiante. Si tratta della nave Aurelia ormeggiata al Porto Antico con vista sull’Ancona storica: dall’imperiale Arco di Traiano alla cattedrale cittadina di San Ciriaco sulla sommità del colle Guasco. Al fianco degli atleti ci saranno anche circa 600 studenti delle scuole secondarie della provincia di Ancona che si adopereranno per fare da supporto alle squadre: come accompagnatori alle gare o per i momenti di svago, ma anche come guide turistiche alla scoperta delle bellezze storiche e architettoniche dell’importante cittadina adriatica. Sono 9 le discipline previste tra sport individuali e di squadra: atletica, beach volley, calcio, basket 3×3, pallamano, pallanuoto, rugby, taekwondo e tennis. Una manifestazione che ha trovato il sostegno convinto anche del campione del mondo di vela Alberto Rossi, presidente di Adria Ferries Holding, società che lega la sua attività di trasporti marittimi con l’altra sponda dell’Adriatico. Gli atleti in erba, oltre ad affrontare le gare, saranno coinvolti in attività di informazione ed educazione dedicate all’inclusione, alla parità tra donne e uomini, all’alimentazione sana, alla promozione del volontariato. Un’occasione per conoscersi, per stare insieme, per far crescere l’Europa e i suoi cittadini. Non mancheranno momenti di approfondimento con alcune iniziative collaterali. Piazza Cavour si prepara ad accogliere l’europarlamentare Simona Bonafè per l’incontro del Forum delle Città Adriatico Ioniche, dal titolo “Youth and sport for all in the Adriatic and Ionian region. Let’s get together”. La Mole Vanvitelliana ospiterà invece, venerdì 27 settembre alle ore 18, “thisABILITÀ”, convegno dedicato a sport e disabilità, mentre sabato 28 si parlerà di sport come strumento per abbattere le frontiere nell’incontro dal titolo “Polisport”.

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I giovani che decidono di mettersi in proprio in Italia sono sempre meno

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 settembre 2019

La causa è da ricercarsi principalmente nella paura di fallire e della macchinosa burocrazia italiana. Nonostante siano state introdotte nuove forme giuridiche che facilitano le nuove attività come l’SRL Semplificata e la Partita Iva in regime dei minimi, sempre meno giovani decidono di mettersi in proprio nonostante la voglia ci sia.
Non è il caso di Diego Granese classe 1990 e in proprio dal 2012, proprietario di diverse attività avviate da zero, startupper, blogger (https://www.granesediego.com) e consulente. Da circa un anno ha avviato assieme al suo socio il Dott. Driss El Fariaanche una società di consulenza internazionale che aiuta le imprese, la Landmark International(https://www.landmark-int.com).
Questa la sua testimonianza. “Quando mi sono messo in proprio non avevo nè fondi nè esperienze, ho dovuto imparare sul campo a soli 22 anni. La mia prima attività è stata nel settore del fitness e wellness. Avevamo rilevato una piccola attività di provincia, il mio allora socio mi mollò dopo 6 mesi con parecchi debiti da appianare e un’attività in startup da portare avanti. Avevo sostanzialmente due scelte: la prima era abbandonare tutto e tornare al mio lavoro da dipendente, la seconda rimboccarmi le maniche, lavorare 14/15 ore al giorno e portare a casa gli obiettivi che mi ero prefissato. Secondo voi quale ho scelto?
Dopo quell’esperienza ne sono susseguite molte altre, fatte di molte soddisfazioni e molti sacrifici. Essere imprenditori di successo è anche questo, continui tentativi fatti in maniera logica e calcolata e tanto allenamento mentale e decisionale. Chi vi vende le formule per il successo facile in 20 giorni, vi posso garantire che l’unico che si arricchirà sarà lui.
Durante questo lungo percorso, fatto di cambiamenti e adattamenti, ho imparato cos’è il problem solving e così ho deciso di mettere a disposizione di tutti quello che avevo imparato.
Ad oggi amministro molte società e sono socio di capitale in altrettante, sicuramente il mio percorso è stato difficile ma mi ha portato molte soddisfazioni, una di queste è stata fondare la Landmark International.
La mia società di consulenza si occupa di problem solving aziendale a 360°, aiutiamo le aziende in ogni processo e percorso, dallo sviluppo del brand, al management, passando dal marketing per finire alla consulenza assicurativa e di internazionalizzazione di impresa.
Quello che oggi posso consigliare ad un giovane che vuole mettersi in proprio è di studiare il mercato di riferimento e pianificare a dovere ogni aspetto della startup facendosi seguire da professionisti. Una volta che tutto è stato messo sulla carta (fondamentale è un business plan e un business project dettagliato) il mio consiglio è quello di buttarsi senza paure. Se abbiamo pianificato tutto a dovere avremo il controllo anche degli imprevisti e delle situazioni non positive che potrebbero crearsi.
Oggi più che mai è fondamentale eccellere nel proprio campo, trent’anni fa il mercato Italiano era alla sua massima ascesa, bastava essere dei bravi artigiani e commercianti per costruire aziende di successo. Oggi questo non è più possibile, anche il più bravo artigiano ha bisogno di uffici marketing, venditori, manager, controllo della qualità, consulenti per lo sviluppo e tanto altro. Per vincere il mercato di oggi bisogna essere i migliori, e fidatevi se vi dico che non è così difficile. Ogni giorno mi capita di fare da temporary manager presso aziende avviate e funzionanti con una storia anche di 100 anni, il problema di queste aziende è che non si sono mai innovate nei processi di gestione e manageriali, mantenendo solo la figura dei titolari come tutto fare. In pochissimo tempo con tecniche studiate e funzionali si riescono ad ottenere risultati incredibili in termini di crescita e risparmio aziendale.
Ad oggi in tutte le mie attività nulla è lasciato al caso, il management, il marketing, lo sviluppo, i conti finanziari, e le risorse umane sono attentamente studiate e adattate ai vari business. Un’altra cosa che ferma i giovani imprenditori sono i soldi, ho sentito tantissime volte la frase ‘non ho soldi’, questa affermazione non è assolutamente vera!
Oggi come non mai le possibilità di finanziamento sono infinite: possiamo utilizzare strumenti finanziari di banche o fondi, mettere il nostro progetto sul crowdfunding o trovare investitori privati (la scelta che utilizzo maggiormente). Tantissime persone hanno fondi mobilizzati che spesso investono in titoli finanziari con rendimenti bassissimi, se esponete un progetto valido, vi stupirete da quante persone sono disposte a finanziarvelo.
Un altro consiglio non meno importante è quello di lavorare sulla vostra immagine: sia personale che del vostro brand. Il mondo è estremamente interconnesso e dovete essere bravi a comunicare alle persone giuste i fantastici prodotti o servizi che offrite. Diversificate, investite i profitti e ricordatevi di non mollare mai, la scelta di diventare giovani imprenditori è difficile e prevede un lungo cammino, che però vi posso assicurare sarà pieno di soddisfazioni. Presto lancerò inoltre sul web una serie di infoprodotti e videocorsi che daranno dei reali contributi anche in maniera molto tecnica su tutto quello che c’è da sapere sul business, cercando di offrire prodotti e contenuti di altissimo livello e discostandomi molto da quello che oggi offre il mercato online.” (n.r. Di solito non pubblichiamo comunicati già rilanciati da altre agenzie stampa. Questa volta facciamo eccezione in quanto ci siamo imbattuti in un giovane che mostra d’essere in sintonia su quanto da tempo abbiamo scritto sul lavoro autonomo. Le attuali tecnologie ci offrono d’avere una serie di varabili per stimolare, in specie nel terziario, l’impegno di singoli collegabili in aree più vaste per un lavoro in comune. E ciò significa anche ridurre i costi d’avviamento e la gestione dei servizi offerti. Vorremmo, a questo punto, che si creasse una rete di attività collegate tra di loro che possano servire anche come supporto e stimolo a quanti si avviano ad intraprendere attività imprenditoriali. Cosa possiamo dire di più? Teniamoci in contatto poichè bisogna tenere ben da conto le tre regole sovrane: “fare, saper fare e far sapere”.)

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La libertà di stampa ed i giovani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 settembre 2019

Molto si discute in questi giorni sulla libertà di stampa e si insiste nel ritenerla un fatto culturale e di civiltà del diritto. In effetti parliamo di una libertà che in pratica si muove già da tempo con affanno. Le cause sono di varia natura e non tutte attribuibili ad una parte politica in luogo di un’altra, ma, semmai, all’intero sistema. Oggi dobbiamo chiederci se è possibile far conoscere la propria opinione agli altri senza subire pesanti condizionamenti. Il fatto è che esiste un editore. Questi è sollecitato da più interessi. Il primo è di natura economica e pensa di risolvere tale aspetto cercando sponsor non solo tra le aziende che cercano di farsi pubblicità per acquistare una loro notorietà, ma anche tra chi esercita un ruolo pubblico e vuole farsi conoscere sempre di più. Vi sono poi le proprie convinzioni personali e se si è un conservatore di formazione è difficile che possa orientare la sua testata fuori dai binari del suo modo di pensare. A questo punto si avvale di una redazione e di un direttore che riescano ad ottemperare alle sue aspettative editoriali. E qui parliamo sempre di testate giornalistiche e periodiche cosiddette indipendenti. E se consideriamo la circostanza che è nella nostra natura tendere a guarnire i fatti con i nostri commenti o illazioni, è facile presumere che anche un evento di cronaca nera può assumere contorni di natura politica se impostati in un certo modo. Ma è anche facile, volendolo intenzionalmente, mescolare un fallimento con una complicità politica o con un certo lassismo della magistratura o delle autorità di controllo. E questo, alla fine, torna bene se il tutto può essere richiamato in chiave demagogica per contestare l’operato dell’esecutivo di cui si avversa la parte politica. E’ difficile, a questo punto, essere certi di poter esercitare con obiettività un servizio informativo che si limiti ai fatti lasciando al lettore ogni giudizio di merito. Diventerebbe un lusso in quanto lascerebbe nell’indifferenza gli eventuali sponsor politici e gli stessi finanziatori commerciali che vedono meglio una testata che nei suoi servizi riesce a svegliare l’attenzione del lettore con piccoli e grandi scandali reali o costruiti a tavolino e a intravedervi connivenze di alto rango e coinvolgenti taluni poteri dello Stato. Eppure la libertà di stampa esiste e si può costruire giorno dopo giorno a dispetto dei soliti profeti di sventura. Diciamo che essa si fonda su un fatto culturale, si acquisisce attraverso i buoni maestri, si matura nelle nostre coscienze, si identifica nella buona lettura, nella volontà di rendere un servizio a noi stessi e ai nostri figli. (Riccardo Alfonso)

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Giovani: Agosto, “riposo” non ti conosco

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

E’ possibile ribattezzare così un vecchio detto popolare per sintetizzare, quest’estate, l’approccio alle vacanze dei giovani studenti e neolaureati. Il 36% dei ragazzi trascorrerà le vacanze lavorando o alla ricerca di un impiego, mentre solo il 28% si prenderà “il lusso” di dedicarsi al completo relax. Divisi da uno stato d’animo che alterna l’essere ansiosi e apprensivi ad un atteggiamento più tranquillo e positivo, il 39% ha intenzione di trascorrere il mese di agosto in città, concedendosi al massimo qualche giorno di stop durante il weekend di Ferragosto, ma sempre col pensiero volto agli impegni futuri (34%) e alla voglia di diventare autonomi e indipendenti (22%) il prima possibile.E’ quanto emerge da uno studio del Sanpellegrino Campus condotto su circa 2.500 tra laureati e studenti con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) attraverso un monitoraggio online sui principali social network, forum e community per capire bisogni e aspettative per l’estate 2019.L’estate è arrivata, ma con quale stato d’animo s’apprestano a viverla i giovani italiani? Essi provano in questo particolare momento dell’anno diversi sentimenti, a volte contrastanti tra loro, ma la differenza è data dal modo in cui i ragazzi guardano al futuro prossimo, ovvero a quello che accadrà dopo l’estate: la maggioranza prova apprensione (64%) e ansia (49%) pensando a ciò che potrà accadere da settembre, mentre altri vivono con più tranquillità (55%) e positività (44%) l’approccio agli impegni che verranno. Dove andranno quest’estate? La maggioranza (61%) dei giovani studenti e neolaureati raggiungerà le località di villeggiatura per lavoro o per relax, mentre il 39% resterà in città per diversi motivi.A quali attività si dedicheranno quest’estate? Il 36% ha deciso di cercare qualche lavoretto anche solo part-time già in questi mesi estivi, mentre il 25% si dedicherà allo studio e solo il 28% al completo relax. Coloro che scelgono di lavorare? La maggior parte (37%) cercherà un’occupazione come cameriere all’interno di bar o ristoranti e località di villeggiatura, seguiti da coloro che preferiranno lavorare come hostess o all’interno di villaggi turistici (31%).Cosa spinge un giovane studente a lavorare in estate? La voglia di raggiungere un’indipendenza economica la fa da padrona: la maggioranza (34%) sente l’esigenza di sostenere le spese da fuorisede, altri (28%) avvertono l’urgenza di pagarsi la retta d’iscrizione universitaria o al master di specializzazione, mentre il 22% pensa all’immediato, ovvero al racimolare qualche soldo per pagarsi le vacanze estive o anche solo un weekend lampo per godere del giusto relax. Una volta terminata l’estate, cosa faranno? Il 38% proseguirà o comincerà l’attività formativa attraverso università o master, il 26% si lancerà subito nel mondo del lavoro, mentre i più lungimiranti (28%) alterneranno lo studio ad attività di stage per inserirsi il prima possibile nel mondo del lavoro.

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Il Coordinamento regionale dei giovani di Diventeràbellissima si è insediato a Palermo

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Avviene ad alcune settimane dal congresso di Milazzo che ha eletto gli organi dirigenti. Nel corso dei lavori è stato varato un piano di attività per i prossimi mesi, che comprende anche un corso di formazione politica ad ottobre, aperto a tutti e non solo agli aderenti al movimento che fa capo al presidente della Regione Musumeci. Ai giovani riuniti nel capoluogo, per l’occasione, è giunto un messaggio di buon lavoro dal coordinatore di Diventeràbellissima Gino Ioppolo. “Abbiamo deciso di dedicare questa nostra prima seduta- ha dichiarato Francesco Sicali, coordinatore regionale- alla memoria di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta, uccisi dalla mafia. Nel loro ricordo comincia il nostro impegno per una Sicilia libera da ogni condizionamento interno ed esterno”.

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