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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 19

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I risultati dell’Osservatorio sul Mercato del Lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 20 gennaio 2018

opportunita-lavoroIn discesa la ricerca dell’occupazione fra i giovani, ma rimane ancora a livelli tutt’altro che rassicuranti. Secondo quanto rilevato da CornerJob nell’ultimo trimestre 2017 la percentuale dei giovani alla ricerca del lavoro nella fascia 18-25 anni ha registrato un deciso calo (assestandosi al 41,5% e scendendo di circa 13 punti percentuali rispetto al trimestre precedente). Ma il dato è da inserire in un quadro stagionale. Stiamo parlando infatti di una fascia d’età che è ancora alle prese con lo studio. Ragazzi che quindi, nel corso dell’estate decidono di sacrificare parte delle vacanze con “lavoretti stagionali” per far quadrare un bilancio sempre più complicato, ma che, con l’inizio degli anni accademici e i primi esami, devono dedicarsi con maggior vigore allo studio. Di segno inverso risulta invece il dato relativo alla fascia 26-30 anni, dove la percentuale di chi è alla ricerca del lavoro sale di cinque punti percentuali rispetto al trimestre precedente assestandosi al 22,7%, bilanciata da una diminuzione di cinque punti percentuali in area over 30, dove il totale delle ricerche di lavoro è al 25%. “Le nostre rilevazioni che, ricordiamo, hanno un valore indicativo in quanto provenienti dalle aziende e dai candidati presenti sulla nostra piattaforma, sembrano andare in una direzione lievemente differente rispetto all’entusiasmo generale originato dalla pubblicazione degli ultimi dati ISTAT”, ha commentato Eva Maggioni, Head of Strategies & Sales di CornerJob. “Sulla nostra piattaforma, i millennial alla ricerca di un lavoro toccano il 64,3% del totale. Che è sicuramente un risultato migliore rispetto alla punta del 74% del primo semestre 2017. Ma è importante non confondere un cambio di direzione con una decisa (e decisiva) ripresa. I punti di domanda sono ancora tanti. Il primo, osservando i candidati sulla piattaforma, è che spesso sono gli stessi che si ripresentano a cadenza trimestrale o anche mensile. Noi li abbiamo intervistati. E ci hanno detto che, se il metro di paragone dello status di “occupati” non è più il caro vecchio posto fisso, non può nemmeno essere quello di una precarizzazione così spinta. Fatta di contratti che spesso non arrivano neppure ai tre mesi e che quindi, non permettono alcuna forma di progettualità. Certo anche questo è lavoro, ma onestamente si può definire occupazione?”. Ai dubbi di Eva Maggioni dà eco anche maggiore Francesca, 30 anni, laureata in scienze dell’alimentazione. “Io sono cinque anni che passo da uno stage all’altro. Ogni volta mi dico che forse è la volta buona. Ma non è così. Quindi è vero, sto lavorando. Ma di fatto non ho un salario che si possa considerare tale, sono costretta a vivere ancora con i miei e a rimandare il mio sogno di indipendenza di tre mesi in tre mesi. E mi dispiace che le statistiche mi considerino occupata, perché io sono, di fatto, una disoccupata al lavoro”.
La Lombardia si conferma alla guida del mercato del lavoro. Retrocede invece il Lazio che viene superato dal Piemonte. La Campania (per i primi nove mesi al terzo posto in termini di offerte) si piazza al settimo posto. La Lombardia è, come sempre, alla guida del mercato. Con un primo posto nella classifica delle regioni italiane consolidato da diverse lunghezze di vantaggio rispetto a tutte le altre, assorbendo il 68% delle offerte di lavoro del Paese. Al secondo posto troviamo il Piemonte con il 15% (+9% versus terzo trimestre) che supera il Lazio a quota 14% (-5% rispetto al Q3). La Campania, precedentemente medaglia di bronzo, perde 11 punti percentuali e precipita nella zona bassa della classifica, quella delle regioni con risultati inferiori all’1%.
Sul fronte delle offerte c’è una grande fame di agenti immobiliari e di commercio che rimangono tra le professioni più ricercate anche nel quarto trimestre 2017 assorbendo oltre il 44% del totale. Al secondo posto troviamo il settore turismo- HoReCa a quota 20%. Al terzo posto, ma con quasi 9 lunghezze di distacco rispetto al secondo, le professioni di back office (contabilità, segreteria, IT). Sul fronte delle professioni più ambite dai candidati, il settore turismo-HoReCa rimane ben saldo al primo posto a quota 34%, seguito dalle posizioni di back -office (a quota 12%).

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A Napoli scontri con le Forze dell’Ordine dopo l’accensione dei fuochi in strada per Sant’Antonio

Posted by fidest press agency su sabato, 20 gennaio 2018

napoli“Napoli assediata dalle baby gang? Napoli è assediata da una subcultura dell’illegalità e dell’inciviltà che governa le vite di pochi e stritola quelle di molti. Una situazione talmente stratificata da richiedere sforzi straordinari, perché con gli strumenti ordinari non si riesce più a fronteggiare la diffusa criminalità che inquina una delle più belle città italiane, popolata da una maggioranza di persone perbene desiderose di essere liberate dalla soffocante e schiacciante prevaricazione di chi vive letteralmente al di fuori di ogni regola legale e civile, che frena ogni decisivo sviluppo economico e sociale. Lo Stato deve fare un investimento strategico su Napoli sul piano della sicurezza in termini di uomini e di mezzi, e soprattutto anche nel sociale. Ecco perché il Coisp propone un arruolamento straordinario di mille poliziotti per disarticolare i sistemi criminali e rinforzare in modo corposo e permanente il controllo del territorio”.
Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo che ieri notte, a Napoli, la ricorrenza di SantAntonio Abate si è trasformata nell’ennesima occasione di scontri e aggressioni contro le Forze dell’Ordine intervenute per via dei numerosi fuochi accesi per le strade cittadine secondo una vecchia tradizione ormai fuori controllo. Polizia e Carabinieri, però, sono stati accolti dalla reazione violenta non solo dei numerosi giovani che avevano appiccato gli incendi e che hanno fra l’altro scagliato contro di loro dei sassi, ma anche di molti residenti che dai balconi hanno lanciato oggetti di vario genere. Nella confusione una poliziotta è stata colpita a un piede da una pietra, mentre un carabiniere è caduto provocandosi delle contusioni per le quali è stato necessario medicarli in ospedale, mentre alla fine gli operatori hanno sequestrato ingenti quantitativi di legname e altro materiale.
“I fatti accaduti nella notte – insiste Pianese -, sono di una gravità assoluta e denotano un profondo spregio di ogni regola, al di là di ogni insostenibile richiamo a presunte tradizioni religiose. A Napoli, stanotte, sono stati commessi dei reati, e non di poco conto, che vanno a sommarsi agli episodi di violenza che quotidianamente riempiono le cronache e giungono, oltre tutto, proprio all’indomani della visita del Ministro Minniti in città, dove si è recato per discutere dell’emergenza criminalità. Sono la risposta che si fa beffe delle dichiarazioni di impegno di uno Stato che deve fare di più, molto molto di più di quanto si è fin qui prefisso, di fronte a un problema che non si può circoscrivere al fenomeno baby-gang, solo adesso esploso sul piano mediatico, espressione di una questione di cultura dell’illegalità e del mancato rispetto persino di ogni civile convenzione profondamente radicate e diffuse”.(n.r. L’emergenza criminalità si combatte, a nostro avviso, in un solo modo: rendendo certa la pena e con sentenze emesse in tempi brevissimi. Quante volte sentiamo i commenti dei poliziotti che arrestano qualcuno in flagranza di reato e se lo ritrovano il giorno dopo allo stesso posto a deriderli. Inoltre non si tratta solo di condannarli ad una pena detentiva ma per i reati minori, e per i minorenni nello specifico, è necessario non solo prevedere un periodo di tempo da assegnare ai servizi sociali ma anche la frequenza a lezioni di educazione civica.)

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Incentivare i giovani a restare in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 31 dicembre 2017

emigrazione-giovani-italiani-esteroL’indimenticabile Massimo Troisi nel film “Ricomincio da tre” rispondeva durante un viaggio a chi cortesemente gli chiedeva se fosse per caso un emigrante: “Ma perché, un napoletano non può viaggiare, può solo emigrare?”Trent’anni dopo ad emigrare non sono solo i meridionali: la Lombardia, con quasi 23 mila partenze, si conferma la prima regione da cui gli italiani hanno lasciato l’Italia alla volta dell’estero, seguita dal Veneto (11.611), dalla Sicilia (11.501), dal Lazio (11.114) e dal Piemonte (9.022). Non più con una valigia di cartone, ma con l’iPad, personal computer e magari con una laurea in tasca, giovani di un po’ tutte le regioni italiane, lasciano il nostro Paese in cerca di un futuro e di un lavoro dignitoso.Dal rapporto 2017 “Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes della Conferenza episcopale italiana, emerge che da gennaio a dicembre 2016 le iscrizioni all’Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero) per solo espatrio sono state 124.076 (+16,547 rispetto all’anno precedente, che a sua volta aveva visto un incremento del 15,4%), di cui il 55,5% (68.909) sono maschi. Oltre il 39% di chi ha lasciato l’Italia alla volta dell’estero nell’ultimo anno ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni (oltre 9 mila in più rispetto all’anno precedente, +23,3%); un quarto ha tra i 35 e i 49 anni (quasi +3.500 in un anno, +12,5%).Questi sono dati che dovrebbero far riflettere la politica e non solo in questo periodo di campagna elettorale. Sono dati a cui non possiamo assistere silenti, perché far passare il concetto che è meglio “scappare” altrove è qualcosa di profondamente ingiusto e sbagliato.Mi fa rabbia pensare che un’intera generazione sia stata condannata a non avere un futuro, mi fa rabbia pensare che questo Paese non possa offrire opportunità stabili di crescita e di riscatto, mi fa rabbia pensare che qualcuno “ha deciso” che, a distanza di decenni dalla prima emigrazione, l’unica soluzione sia quella di fare la valigia ed andare altrove, facendo tornare di moda l’Australia, gli Stati Uniti, i Paesi del nord Europa, ma soprattutto il Regno Unito che, nonostante la Brexit, registra un primato assoluto tra tutte le destinazioni della nuova emigrazione.Mi fa rabbia, perché andare via vuol dire arrendersi e la nostra (la mia) generazione non si può arrendere, ma deve reagire.
È anche per questo che leggere, anche su autorevoli testate giornalistiche, inviti neppure troppo velati a lasciare il nostro Paese mi stupisce, ma forse neanche troppo, e mi fa tornare alla mente la lettera che nel 2009 Pierluigi Celli scrisse al figlio, dal titolo “Figlio mio, lascia questo Paese”.
garanzia giovaniSe il tasso di disoccupazione giovanile è più alto di quello della popolazione adulta è anche, perché i giovani sono vittime di scelte politiche poco lungimiranti, o meglio di decisioni mai prese, rinviate per troppo tempo, scelte spesso esclusivamente demagogiche, che hanno avuto come effetto principale solo quello di far sì che i giovani italiani neo assunti siano i meno retribuiti e i meno garantiti.
Qualche anno fa, con molte concrete iniziative promosse dal Forum Nazionale dei Giovani, abbiamo cercato di far comprendere che lunghi periodi di disoccupazione e inattività, soprattutto sul versante della formazione, possono lasciare in chi è oggi giovane, profonde cicatrici, ovvero ridurre nel futuro i suoi livelli di reddito, la validità di competenze, l’occupabilità e anche lo stato di felicità e salute. Tutto questo crea ulteriore scoraggiamento, mancanza di voglia di impegnarsi nello studio e, sempre più spesso, il relativo rifugio in una realtà virtuale, nei social network, che isolano i ragazzi ancora di più dal resto del mondo e dai concreti impegni quotidiani.Il compito più impegnativo oggi è dunque quello di riuscire ad aiutare i giovani a ritrovare fiducia e speranza nel futuro. Non è facile, se la disoccupazione è così elevata. La classe politica che ha governato nell’ultimo ventennio ha rubato alla mia generazione un futuro di cui i giovani devono cercare ora di riappropriarsi, attraverso una profonda (auto)riforma della stessa politica.Serve che la politica, come diceva Alcide De Gasperi (che mi piace ricordare a 70 anni dall’approvazione ed entrata in vigore della nostra Costituzione), guardi alle prossime generazioni e non solo alle prossime elezioni. Serve che la prossima legislatura sia una legislatura “costituente” per riformare il Paese, dando un netto taglio a privilegi, clientelismi e baronie.E allora in questo Paese si dovrebbe parlare molto di più di ricerca, perché la “fuga” dei cervelli resta il fenomeno migratorio simbolo. Mi sembra impossibile che non ci siano risorse per finanziarla, in modo dignitoso, garantendo assegni di ricerca che possano consentire il giusto sostentamento a chi è impegnato in questo ambito che tanti risultati ci ha gara ntito negli anni.Se vogliamo garantire un futuro a questo Paese, i giovani vanno concretamente persuasi a restare, vanno convinti che nella nostra Italia, che si conferma fra i Paesi al mondo con il più elevato tasso di anzianità, c’è ancora spazio per riconoscere e premiare la “meritocrazia”. Abbiamo professionalità che il mondo ci invidia, anzi si prende, e noi facciamo poco o nulla per trattenerle. (Carmelo Lentino)

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Università e qualità della vita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 dicembre 2017

Campus DurandoMilano. Sessioni d’esame, laboratori, corsi, progetti, revisioni. Gli anni dell’Università sono da molti considerati tra i più belli della vita, ma coincidono anche con un periodo di grande e costante impegno che vede i giovani allontanarsi da casa e trascorrere la gran parte delle proprie giornate all’interno del campus universitario, spesso ritrovandosi a dover cambiare città, o persino Paese, per poter inseguire i propri sogni ed ambizioni.Ma quali sono le maggiori problematiche che gli studenti di oggi si trovano a fronteggiare? E come si immaginano di poterle risolvere, così da vivere in un ambiente più sereno e ‘student-friendly’? Se lo sono chiesti Sodexo, leader mondiale nel settore dei servizi che migliorano la Qualità della Vita, Nuova Accademia di Belle Arti Milano (NABA) e Domus Academy, promotori della terza edizione della Design Marathon. Una competizione concentrata in 48 ore di creatività no stop e rivolta esclusivamente a studenti selezionati che, divisi in gruppi di lavoro, hanno realizzato progetti mirati a migliorare la vita quotidiana in ambito universitario. Sodexo, che vuole guardare al futuro attraverso gli occhi dei giovani, ha invitato così i ragazzi ad immaginare un mondo in cui tutto funziona e non resta altro di cui occuparsi che i propri obiettivi personali: per concentrarsi su desideri, aspirazioni e sogni utilizzando la propria creatività ed immergendosi così in una realtà di qualità, superando quelle criticità tipiche dello studente.Dagli elaborati sono emerse alcune criticità su cui gli studenti hanno lavorato integrando pensieri e idee in modalità multidisciplinare e ideando possibili soluzioni per ognuna di esse.Tra le problematiche maggiormente sollevate, la difficoltà riscontrata dagli studenti provenienti dall’estero o da diverse parti d’Italia di ritrovarsi soli e di doversi ambientare in una realtà totalmente nuova.La frenesia della routine universitaria, scandita da sessioni d’esame e lunghe giornate a lezione, può generare stress: i ragazzi sentono, così, di non disporre del tempo sufficiente per prepararsi al meglio per le prove scolastiche, non riuscendo a conciliare gli impegni universitari con i mille imprevisti della vita quotidiana, che pian piano va riempiendosi di responsabilità.Vincitore del concorso è l’idea innovativa di cinque studenti: Akshay Khandelwal, Leman Koksal, Nilufer Durmaz, Parul Agarwal e Sarah Chatta. Si tratta di Care+, il progetto di un sistema integrato di servizi in grado di migliorare la qualità della vita del tipico studente universitario fuori sede.Un aiuto a tutti coloro che, ritrovandosi soli in una città nuova, faticano a trovare il tempo di occuparsi della casa, sbrigare commissioni o persino curarsi a dovere in caso di malattia.Attraverso un’app, lo studente può mettersi in contatto con l’idraulico Sodexo, nel caso di una perdita improvvisa in casa, o con il primo medico disponibile, in caso di influenza, così da risparmiare tempo prezioso da dedicare allo studio o ai propri progetti personali.
Hanno ricevuto una menzione da parte di Sodexo anche altri due progetti che hanno ideato originali soluzioni improntate a una maggiore socializzazione all’interno del campus: come un’App che permette agli utenti di creare e sponsorizzare eventi in Università e un nuovo innovativo concetto di spazio di co-working notturno.Partendo dal presupposto che il modo migliore di creare un valore reale e duraturo sia quello di mettere le persone al centro delle organizzazioni e della società nel suo insieme, Sodexo crede fermamente nel fatto che la Qualità della vita sia un fattore cruciale ed altamente impattante su qualsiasi prestazione.Come ha spiegato ai ragazzi Nadia Bertaggia, HR Director Med Region di Sodexo, esistono alcune tematiche che impattano in modo diretto sulla Qualità della Vita in Università: “tra queste c’è senz’altro l’Ambiente Fisico, un aspetto in grado di influenzare la nostra percezione di comfort e sicurezza, ma anche la Salute e il Benessere, condizioni fondamentali per una vita serena che, in ambito universitario, coincidono anche con la possibilità di consumare nei ristoranti del campus un pasto bilanciato e salutare.”Non sono da trascurare nemmeno aspetti che migliorano la vita degli studenti in termini di Semplicità ed Efficienza, che possono concretizzarsi nei servizi più diversi come un helpdesk, servizi di consegna, navette o persino lavanderie”.

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I giovani sono una risorsa

Posted by fidest press agency su domenica, 17 dicembre 2017

regione piemonteTorino. Si è concluso il processo di confronto con gli amministratori locali piemontesi e le realtà associative sul nuovo disegno di legge regionale sulle Politiche Giovanili. Oggi a Torino l’assessora Monica Cerutti ha incontrato sindaci, assessori, consiglieri, rappresentanti dei centri di aggregazione giovanile, associazioni,giovanili: «Anche per quella che sarà la nuova legge sulle Politiche Giovanili in Piemonte abbiamo voluto adottare una modalità partecipata, incontrando oltre 200 amministratori locali di tutte le province della regione. Ciò è avvenuto dopo che abbiamo realizzato giovani» – ha dichiarato l’assessora.«Sono molte le riflessioni che ci sono state sottoposte e che abbiamo accolto elaborando la bozza finale del disegno di legge regionale. Ci è stato chiesto di valorizzare le realtà aggregative utili a coinvolgere i giovani nella vita delle comunità locali; creare un registro delle associazioni giovanili; affrontare il tema della mobilità, non solo quella internazionale, che è fondamentale per i nostri ragazzi e ragazze; potenziare la funzione degli Informagiovani; aprire una riflessione sulla fascia di età della popolazione destinataria del provvedimento; agire sul tema dell’inclusione, integrazione e sensibilizzazione alla socialità e al contrasto dei pregiudizi contro ogni discriminazione; pensare al tema del lavoro giovanile anche immaginando il potenziamento di strutture come i co-working; chiarire i criteri di selezione dei rappresentanti che devono essere coinvolti nell’organismo regionale di coordinamento delle politiche giovanili» – ha continuato Monica Cerutti, assessora alle Politiche Giovanili della Regione Piemonte.«Le politiche giovanili sono anche luoghi. Come Regione Piemonte abbiamo avviato e completato un primo censimento dei 60 centri di aggregazione giovanili presenti sul territorio piemontese con lo scopo di ricostruire una mappa delle realtà giovanili sul territorio. Abbiamo anche invitato i Comuni a rispondere ad un primo bando di sostegno alle loro progettualità che già realizzano i contenuti del disegno di legge, vale a dire azioni volte a diffondere e favorire la partecipazione giovanile e il protagonismo attraverso la cittadinanza attiva. I Comuni finanziati sono 54 per un totale di 183.000. Le provincie più rappresentate sono Torino con 26 Comuni, Cuneo e Alessandria con 9. Ma tutte le province hanno risposto, con un risultato assolutamente positivo» – ha proseguito Monica Cerutti, assessora alle Politiche Giovanili della Regione Piemonte.«Dobbiamo partire da un concetto che deve essere chiaro a tutti noi che operiamo nelle istituzioni a favore dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze: i giovani sono una risorsa, non un problema da affrontare» – ha concluso Monica Cerutti, assessora alle Politiche Giovanili della Regione Piemonte.

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Stimare i giovani: una proposta di Vita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 dicembre 2017

Università EuropeaRoma Giovedì 14 dicembre 2017, alle 13.30, all’Università Europea di Roma, via degli Aldobrandeschi 190, si terrà l’incontro “Stimare i giovani: una proposta di Vita”, con ingresso libero.
Interverranno Tommaso Colella, Responsabile del Centro di Accoglienza e Formazione di Piglio della Comunità Nuovi Orizzonti, Valentina Cason, volontaria e Coordinatrice dell’Area Evangelizzazione, Prevenzione e Sensibilizzazione di Nuovi Orizzonti, il giornalista Carlo Climati e Padre Nicola Tovagliari LC, Cappellano dell’Università Europea di Roma.
L’obiettivo dell’incontro è quello di donare un messaggio di speranza. Si vuole spiegare quando sia importante offrire proposte di Vita ai giovani, per aiutarli a volare alto: attività sociali, esperienze di creatività e di condivisione, impegno nel volontariato e al servizio degli altri.
A volte si pensa che le nuove generazioni cerchino proposte di basso livello o che abbiano bisogno dello sballo e del non-pensiero per essere felici.
Ma non è così. Pensare questo significa arrendersi ad una mentalità perdente e rinunciataria.
I fatti dimostrano che i giovani hanno una sete autentica di proposte di Vita, per dare un senso al proprio cammino.
Nell’incontro all’Università Europea di Roma porteranno la loro testimonianza i volontari di Nuovi Orizzonti, Comunità Internazionale fondata da Chiara Amirante e diffusa in molti paesi.
Nuovi Orizzonti si pone l’obiettivo di intervenire in tutti gli ambiti del disagio sociale realizzando azioni di solidarietà a sostegno di chi è in grave difficoltà, con una particolare attenzione alle problematiche dei ragazzi di strada e del mondo giovanile.

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Servizio civile per i giovani

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

informagiovani“I giovani dai 18 ai 24 anni da oggi sanno che se la sinistra di Renzi tornerà a governare, su di loro, sulla loro vita, graverà una nuova tassa sulla gioventù”. Lo afferma, in una nota, Gregorio Fontana, deputato di Forza Italia e membro della commissione difesa.“Il nuovo servizio di leva obbligatorio annunciato oggi dal PD – continua – sottrarrà forzatamente tempo prezioso ai giovani per la loro formazione. Sarà una tassa ancora più onerosa e odiosa di quelle che già gravano sul reddito, perché sottrae non una parte del proprio avere ma del proprio essere. Oltretutto, si tratta di un’idea anche poco originale, scopiazzata da pagina 193 del programma dell’unione di Prodi del 2006”.“Sarebbe – aggiunge Fontana – un incredibile passo indietro rispetto alla riforma fatta dal governo Berlusconi, che nel 2005 determinò l’abolizione della leva obbligatoria, la creazione di forze armate professionali, adeguate agli impegni internazionali del Paese e all’utilizzo delle moderne tecnologie, ed, infine, l’istituzione di un moderno servizio civile volontario con decine di migliaia volontari”.
“La pseudo-riforma annunciata da, Renzi, invece, creerà solo precariato a spese dello stato , per qualche centinaio di migliaia di ragazze e ragazzi, in perfetta coerenza con il tipico statalismo dirigista della sinistra, che sta cercando di ipotecare anche il futuro delle giovani generazioni”, conclude l’esponente azzurro.

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Giovani senza futuro?

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 novembre 2017

infortuni-lavoroSe stiamo ai dati statistici che ci pervengono, da ciò che vediamo e dalle conversazioni che facciamo, dobbiamo rilevare un certo disagio giovanile che ci preoccupa. Osserviamo una generazione che tende a chiudersi in se stessa, a non riuscire a percepire i valori della vita e nei casi più gravi ad estraniarsene del tutto scaricando le proprie tensioni ed emotività nel cinismo, nella cultura del consumismo fine a se stesso: Io ho e quindi sono un vincente, tu non hai e sei un perdente. E fino a diventare un giudizio senza appello.
Ma ciò che ci appare più grave è quanti, nel mondo degli adulti, non ne intercettano il malessere cercando in qualche modo di comprendere le ragioni e tentare d’invertire la tendenza. In alcuni casi la spiegazione s’indirizza nella nostra incapacità d’essere coerenti con le scelte di vita che facciamo allorché predichiamo bene e razzoliamo male. In questa misura finiamo con il mostrare il lato peggiore del nostro modo di vedere e pensare. In pratica non diamo certezze ma seminiamo dubbi e ambiguità. Facciamo, ad esempio, del lavoro non un tramite per realizzarsi ma un sistema che tende a sfruttarti e a schiavizzarti. Indichiamo la politica come un obiettivo per ottenere risultati sfruttando le ingenuità degli elettori con false promesse invece di pensare al bene comune. Abbiamo trasformato l’insegnamento scolastico e l’ottenimento di un titolo banalizzandolo e trasformandolo in un qualcosa privo di significato se poi, ad esempio, vi sono diplomati e laureati che finiscono nel calderone dei call center, o a fare i precari, o a svolgere lavori saltuari o a restare disoccupati. Che fine, ci chiediamo, hanno fatto gli studi di greco antico, di latino al cospetto di un mercato del lavoro che ti chiede qualcosa d’altro? Ora che i politici, ancora una volta, si preparano ad affilare le loro lingue per ammannirci le solite promesse da marinaio cosa possono attendersi dai giovani e anche dai meno giovani se non il loro sdegnoso ritirarsi sull’Aventino perdendo forse quello che sarà l’ultimo treno per una società di giusti? (Centro studi politici e sociali della Fidest)

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Amantea, i giovani diventano protagonisti

Posted by fidest press agency su domenica, 26 novembre 2017

I ragazzi a PragaTestimonianze di impegno che restituiscono l’immagine di una generazione che non ha paura nell’affrontare nuove sfide, che riesce a muoversi liberamente per il mondo e che ricerca il successo esprimendo al massimo la propria personalità, bene intellegibile quanto mai unico e prezioso.
Viviana Lorelli, nella veste di aiuto regista, e Salvatore Alfano, in quelle dell’attore, hanno così non solo realizzato uno dei propri sogni, ma glorificato in un terreno non ancora appieno battuto, quale l’arte cinematografica, l’intera comunità amanteana. Entrambi, infatti, hanno preso parte al cortometraggio “Delta” che, nei giorni scorsi, è stato proiettato nella capitale della Repubblica Ceca, nell’ambito del festival internazionale “In Breve: giovani registi italiani”, organizzato dalla Fondazione Eleutheria. Difficile capire le emozioni che hanno potuto provare all’alzarsi del sipario: in quei minuti sullo schermo non scorreva soltanto il divenire della storia, ma anche la speranza di credere nell’avvenire.
La pellicola, per usare un termine caro agli appassionati, è stata diretta dal 21enne Yari Saccotelli, originario di Trani, ma anch’esso radicato ad Amantea, considerata la sua duplice partecipazione in alcuni eventi televisivi che hanno avuto luogo nel comune tirrenico. Viviana Lorelli sembra essere nata dietro una macchina da presa, districandosi perfettamente tra cinema e fotografia. I suoi studi presso la Rome University of Fine Arts le hanno consentito di raggiungere un elevato grado di conoscenza del mezzo tecnico, ma anche di declinare i paradigmi dell’organizzazione, tanto che a partire dal 2018, condividerà l’esperienza di direttore artistico della Grotta dei desideri, il fashion contest che si svolge ad Amantea e che si appresta a celebrare la quattordicesima edizione.
Salvatore AlfanoViviana LorelliSalvatore Alfano ha un talento innato per il teatro: nonostante la giovane età è in grado, come pochi, di caratterizzare i personaggi che interpreta, rendendoli vivi e semplici agli occhi dello spettatore. Non importa la rilevanza del palco: la sua bravura si mostra con costanza, nella pura essenza dell’applauso da parte del pubblico. Completano il team di lavoro gli attori Marco Golinucci e Sara Mennella.Il cortometraggio “Delta” ha superato una selezione durissima tra oltre 230 opere presentate ad una commissione di nove esperti di arte e cinema, rientrando poi nelle dieci scelte per la rassegna cinematografica internazionale che si è tenuta a Praga lo scorso fine settimana. I film sono stati proiettati in italiano, con sottotitoli in ceco e inglese, nella suggestiva cornice del “Theatre Royal”. “Delta” parla di Anna, una ragazza di ventidue anni affetta da un disturbo compulsivo della personalità. Un giorno viene invitata a cena da due ragazzi con cui ha avuto dei trascorsi poco piacevoli. Inizialmente rifiuta, poi deciderà di invitare entrambi a casa sua. Tutto sembra andare per il meglio, fino a quando i due cominceranno a rinfacciarle fatti accaduti nel passato, attraverso scherzi di cattivo gusto.Il gruppo che si è venuto a formare per questa occasione è già pronto a rimettersi in gioco. Sono già iniziate, infatti, le attività preliminare per la realizzazione di una nuova opera. Ed è probabilmente questo il lato più emozionante: un gruppo di ragazzi, con esperienze e imprinting diversi tra loro, comprendono la necessità di stringersi e di impegnarsi, senza condizionamenti e facendosi forza a vicenda. Per loro il futuro non potrà che essere roseo. (foto: i ragazzi a Praga, Salvatore Alfano, Viviana Lorelli)

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L’attenzione o la disattenzione dei giovani verso la politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 novembre 2017

garanzia giovaniL’attenzione o la disattenzione dei giovani verso la politica. Sono i due punti che delimitano un segmento e verso i quali si concentrano per lo più gli atteggiamenti dei giovani verso la politica. Tutto questo lo dobbiamo, forse, alla mancanza di un migliore assimilazione della storia. Diversamente si avrebbe più coscienza del fatto che la politica non è astrattezza. Vive nella nostra quotidianità e si alimenta di passioni e di conflitti che noi o altri generano nel bene e nel male. Il problema è semmai quello di riscoprire nel modo giusto la politica. Il disagio attuale proviene dalla incapacità di “rappresentare” un qualcosa agli occhi del cittadino senza dover, in pari tempo, reclinare il capo per aver esaurito la sua spinta innovativa. Da qui nascono le nuove espressioni, come quelle dei movimenti, che svolgono una funzione surrogatoria di un ruolo che gli altri non hanno saputo o voluto svolgere correttamente e coerentemente. Affermava, tra l’altro, padre Pintacuda, nel suo libro “Breve corso di politica” (Rizzoli): “La strada per sottrarre la politica alla condizione subalterna di strumento dei partiti è quella di renderla capace di governare le città e di farle diventare vivibili per i cittadini.” Diventa un agire pratico, una sorta di rivisitazione della politica in funzione del modello di città attraverso i millenni di storia dell’umanità: la città Stato dei greci, le due città di S. Paolo, la città dell’Umanesimo e del Rinascimento. Le città di Erasmo da Rotterdam e Tommaso Moro. “La città del sole” di Tommaso Campanella, la città ideale di Félanon, la città perfetta di Leibnitz per il quale l’esercizio del potere e l’azione di governo devono essere conformi all’ordine etico. In Marx abbiamo l’utopia di una società ideale. Qui non si tratta, sia chiaro, di restituire lo scettro al principe ma di restituire il potere alla comunità coinvolgendola nelle decisioni e rendendola partecipe al governo. Se non vi è comprensione dei rispettivi ruoli e degli ideali che agitano le menti ed i popoli, nessun progresso può essere dato al primato della politica e al suo divenire nella storia dell’umanità. (fonte: centro studi politici e sociali della Fidest)

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“Giovani, Istruzione e Lavoro”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 novembre 2017

università roma treRoma 17 Novembre 2017, ore 9.30 Aula Volpi, Dipartimento di Scienze della Formazione Università ROMA TRE Via Milazzo 11/b “Relazionalità e Orientamento” è il tema scelto dai docenti universitari dell’AIDU-Associazione Italiana Docenti Universitari per l’edizione 2017 del Convegno Nazionale, che si terrà a Roma il prossimo 17 Novembre, alle ore 9.30, presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università ROMA TRE.AIDU è la più grande associazione di docenti universitari cattolici, sono più di 70 le Università rappresentate al suo interno.Il Convegno Nazionale è promosso da AIDU, in collaborazione con: UNESU-Ufficio Nazionale per l’Educazione, la Scuola e l’Università della CEI, FUCI-Federazione Universitaria Cattolica Italiana, AIMC-Associazione Italiana Maestri Cattolici, UCIIM-Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi).«L’AIDU ha voluto che quest’anno il Convegno nazionale fosse “interassociativo” perché riteniamo necessario coinvolgere su temi attuali come Giovani-Istruzione-Lavoro tutti i protagonisti del mondo dell’Istruzione: scuole, università, docenti, studenti, istituzioni, esperti del settore», afferma Roberto Cipriani, Presidente AIDU e professore ordinario emerito di Sociologia nell’Università Roma Tre.
Rimettere la “Relazione” al centro dei rapporti interpersonali e della comunicazione nel mondo dell’Università e della Scuola: ritornare a dare valore al rapporto diretto studente-docente, sempre meno diretto e personale, sempre più mediato dalle nuove tecnologie e modalità di comunicazione (come i social network), che al di là della oggettiva utilità, di fatto da puro strumento rischiano oggi di diventare protagonisti sinequanon della “relazione”, anche all’interno delle Scuole e delle Università, luoghi in cui al centro deve essere l’essere umano, lo studente, che forma e costruisce la sua formazione, e dunque il suo futuro.Ridare valore e concretezza alla relazione tra studente e docente vuol dire poter incidere positivamente da parte del docente sull’“Orientamento” dei giovani, sia nella scelta della facoltà universitaria più giusta per le proprie attitudini e aspirazioni, ma anche per affrontare in maniera consapevole il mondo del lavoro, una volta concluso il percorso universitario.
Mondo del Lavoro che è oggi in continua e veloce trasformazione: si basa sempre più su inventiva, creatività, innovazione, parole come star-up e spin-off sono concetti entrati nel linguaggio quotidiano per i giovani alla ricerca di occupazione. L’importanza del lavoro nella vita delle persone è al centro delle riflessioni di Sua Santità Papa Francesco, il quale nella Evangelii Gaudium afferma che il lavoro deve diventare l’attività nella quale “l’essere umano esprime e accresce la dignità della propria vita”, in modo libero, solidale, creativo.Nel corso del Convegno verrà consegnato il Premio AIDU “Humboldt-Newman” 2017 (premio intitolato a due grandi innovatori del sistema universitario): quest’anno, in occasione del cinquantesimo anniversario della morte, il premio verrà assegnato alla memoria di don Lorenzo Milani ed alla Scuola di Barbiana.
Saranno presenti docenti (di Università, Scuole Secondarie e Primarie), rappresentanti del mondo studentesco, Istituzioni, esperti, personalità del mondo della Cultura; tra questi: Mons.Mariano Crociata, Presidente della Commissione Episcopale Italiana (CEI) per l’Educazione cattolica, la Scuola e l’Università; Ernesto Diaco, Direttore Ufficio Nazionale per l’Educazione cattolica, la Scuola e l’Università; Ivano Dionigi, Università di Bologna, Presidente del Consorzio AlmaLaurea; Eraldo Affinati, scrittore finalista “Premio Strega”; Daniele Livon, Direttore Generale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; Marco Mancini, Capo Dipartimento della formazione superiore e ricerca del MIUR.

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“Giovani, famiglie e lavoro”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 novembre 2017

opportunita-lavoro“Sono queste le vere emergenze del Sud che restano tali anche in presenza di una timida ripresa. Lo dice chiaramente il rapporto Svimez i cui dati ci auguriamo non vengano per l’ennesima volta strumentalizzati o fatti cadere nel nulla dal Governo ma, anzi, capitalizzati già nella prossima manovra. Se il Governo ha coraggio dovrebbe boicottare l’assalto alla diligenza già in parte messo in atto tra Legge di Bilancio e Decreto Fiscale, smontare pezzo pezzo questa manovra puramente elettorale e ricalibrarla sulle principali emergenze del Sud e, quindi, del Paese. 10 meridionali su 100 in povertà assoluta, redditi troppo bassi e lieve aumento solo di occupati a tempo determinato, 200mila laureati persi al Sud in 15 anni che significa non solo cervelli fuggiti forse per sempre, ma anche 30 miliardi di euro persi dal Sud ed emigrati negli Atenei e nelle città del Centro Nord per finanziare gli studi di chi è andato via. Non c’è da essere ottimisti, né tantomeno da assegnarsi medaglie per i timidi segnali di capacità del Sud di agganciare la ripresa che emergono da questo rapporto. Sono i dati negativi che vanno affrontati di petto con misure reali per sconfiggere le emergenze sociali di giovani, famiglie e disoccupati”. Lo afferma il deputato di Forza Italia Rocco Palese, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera.

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Precariato e giovani

Posted by fidest press agency su sabato, 28 ottobre 2017

vincenza labriola“I dati resi pubblici dal focus dell’Istat sui giovani nel mercato del lavoro, ci mostra una fotografia della realtà occupazionale dei giovani della mia generazione che, quanto meno, dovrebbero far vergognare il ministro Poletti e far riflettere Matteo Renzi sulla necessità di fare un altro libro. Un libro, però, che stavolta guardi al fallimento delle sue politiche messe in atto”. Lo dichiara Vincenza Labriola, deputata dui Forza Italia. “Infatti – prosegue la deputata azzurra – solo un giovane su quattro ha un lavoro a termine, e sempre uno su quattro lavora a orario ridotto, nella maggioranza dei casi per l’impossibilità di trovare un’occupazione a tempo pieno. I dati – prosegue – sottolineano come tra coloro che sono usciti dal sistema di istruzione nell’ultimo biennio, la quota di occupati in lavori atipici sia del 51,7% per i laureati e del 64,4% per i diplomati. La precarietà del lavoro, del futuro, pesa tutto sulla mia generazione di trentenni e quarantenni, che subiscono la politica sconclusionata del Partito democratico, che ha pensato bene di creare falsi posti di lavoro, creando un limbo chiamato lavoro a tempo determinato a tutele crescenti. Il problema è che non c’è lavoro e che le tutele tardano a crescere. Mentre secondo Renzi grazie alle sue riforme, tutte bocciate o dai cittadini o dalla Corte Costituzionale, l’Italia è sulla strada giusta per uscire dalla crisi occupazionale e lavorativa. Forse – conclude Labriola – sul treno delle chiacchiere si ha una prospettiva diversa”.

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Assemblea pastorale “Chiesa e giovani”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

Corrado LoreficePalermo. “Parlare dei giovani non significa parlare di un settore specifico, ma di una Chiesa che si ripensa a partire dalla gioia del Vangelo nel discernimento dello Spirito. I giovani sono parte integrante della Chiesa e per questo occorre mettersi in ascolto della sensibilità, della fede e anche dei dubbi e delle loro critiche”. Ad affermarlo l’Arcivescovo mons. Corrado Lorefice che ha aperto l’assemblea ecclesiale di inizio d’anno pastorale 2017/2018 che si è svolta al Teatro don Orione sul tema: “Chiesa e giovani”. Il momento di riflessione è stato organizzato in preparazione del prossimo Sinodo dei Vescovi su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” che si svolgerà in ottobre del prossimo anno. “La Chiesa intende mettersi in ascolto dei giovani”. E’ quanto emerso dalla relazione su “La Chiesa per i giovani” svolta da don Giuseppe Ruta, Ispettore dei Salesiani di Sicilia, il quale ha evidenziato che occorre fare spazio ai giovani. Indifferenza, mutua ignoranza, scontro, incontro, collisione, sono alcune caratteristiche del rapporto Chiesa – Giovani. “Chiesa e giovani, debbono essere compagni di viaggio – ha detto – e passare dai pregiudizi alla comprensione. I giovani sono chiamati a ringiovanire il volto della Chiesa e ad essere profezia di una chiesa giovane”.E’ seguita quindi la relazione di Marta Corsale, giovane studentessa universitaria su: “I giovani e la Chiesa” che ha portato in assemblea una riflessione condotta sui giovani impegnati e i cosiddetti “lontani” che è stata curata dal Servizio di Pastorale Giovanile. Interessante il dibattito che è emerso successivamente nel corso del quale si sono alternati diversi partecipanti i quali hanno posto le loro domande ai relatori.
Nel corso dell’assemblea è stata pure distribuita la prima lettera pastorale dell’Arcivescovo e la nuova rivista diocesana “Il Poliedro” che come annunciato da direttore dell’Ufficio Pastorale, don Carmelo Torcivia, sostituirà ”Pastorale Palermo”.

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L’Australia on the news con la sua ultimissima campagna dedicata ai giovani

Posted by fidest press agency su domenica, 8 ottobre 2017

Sydney, perla australianaSYDNEY/PRNewswire/ Consegnando il suo primo bollettino dall’alto del Sydney Harbour Bridge, Tourism Australia lancia un nuovo canale di informazione che racconta curiose storie da tutta l’Australia nell’ambito della nuova campagna, da 5 milioni di dollari, dedicata ai giovani.Realizzato da giovani per i giovani, Aussie News Today condividerà storie da tutta l’Australia, mandandole in onda direttamente nel notiziaro seguito da milioni di giovani e potenziali viaggiatori da tutto il mondo.
John O’Sullivan, Managing Director di Tourism Australia, ha dichiarato che la nuova campagna metterà in rilievo le diverse destinazioni ed esperienze uniche disponibili per i giovani viaggiatori e per coloro che partecipano al programma di vacanza lavoro (working holidaymaker programme) in Australia.
“Prevediamo di regalare un sorriso ai giovani con Aussie News Today, presentando nuove storie divertenti, a volte irriverenti ed esaltanti di vita quotidiana in Australia.”Dalle immersioni in gabbia per vedere i coccodrilli ai selfie con i quokka, dalle gare di cammelli e boxe dei canguri, ai Big Banana e alle Giant Pineapple – l’Australia è un continente straordinario con tantissime storie da condividere poiché ci sono ragioni eccezionali per visitarlo,” ha dichiarato O’Sullivan.
Aussie News Today sarà una campagna basata sui social, lanciata da tre carismatici giovani australiani: la stella dei Wallabies Rugby Union Nick Cummins (alias “The Honey Badger”, in italiano “Il tasso del miele”), la presentatrice TV Teigan Nash e Lincoln Lewis, ex attore della soap Home and Away. Tutti e tre viaggeranno e racconteranno storie tutto il paese.Saranno raccolti esclusivamente contenuti australiani provenienti da tutto il paese e saranno condivisi su scala globale utilizzando i canali digitali e social di Tourism Australia, compresi i profili Facebook e Instagram dedicati a Aussie News Today, e sulla piattaforma di informazione Australia.com.Sarà creato un contenuto supplementare per i giovani nell’ambito della prima partnership al mondo con BuzzFeed, che vedrà otto giovani viaggiatori provenienti dall’Europa coinvolti un un road trip di tre mesi attraverso l’Australia per raccontare le loro esperienze sulla cultura locale, i festival, gli eventi, il cibo il e vino del paese.I giovani viaggiatori rappresentano il 25 per cento degli arrivi internazionali in Australia (2,1 milioni) e il 46 per cento della spesa complessiva (18,7 miliardi AUD).Gli australiani, gli operatori del turismo australiano e i visitatori con permessi di vacanza lavoro sono invitati a mandarci nuove idee attraverso #AussieNewsToday, e a visitare Australia.com per scoprire nuovi itinerari e per rimanere aggiornati su Aussie News Today. La campagna sarà inizialmente incentrata su quattro dei più grandi mercati dei giovani australiani: il Regno Unito, la Francia, la Germania e l’Italia, prima di essere estesa ad altri mercati il prossimo anno.

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Il MAXXI e Bulgari insieme per sostenere i giovani talenti nell’arte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 ottobre 2017

Melandri BabinLondra. E’ stato presentato a Londra Il MAXXI e Bulgari Prize. Sono Talia Chetrit (1982, vive e lavora a New York), Invernomuto (Simone Bertuzzi, 1983 e Simone Trabucchi, 1982, vivono e lavorano tra Vernasca, in provincia di Piacenza, e Milano) e Diego Marcon (1985, vive e lavora a Parigi) i 3 finalisti del MAXXI BVLGARI Prize, il progetto del museo per il sostegno e la promozione dei giovani artisti che, grazie alla partnership con Bulgari, da quest’anno si rinnova, si rafforza e si proietta sulla scena artistica internazionale. La partnership tra MAXXI e Bulgari, il Premio e i tre finalisti sono stati presentati oggi al Bulgari Hotel di Londra da Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI e Nicola Bulgari, Vice Presidente del Gruppo Bulgari, grande sostenitore del MAXXI BVLGARI Prize, appassionato collezionista d’arte e mecenate.
I membri della giuria Bartolomeo Pietromarchi, Direttore del MAXXI Arte, David Elliott, curatore indipendente, Yuko Hasegawa, Direttore artistico del MOT di Tokyo e Hans Ulrich Obrist, Direttore Artistico della Serpentine Galleries di Londra, insieme con Lucia Boscaini, Bulgari Brand and Heritage Curator, hanno illustrato il Premio in una conversazione con la giornalista Suzanne Trocme.
Erano presenti due degli artisti finalisti, Invernomuto e Diego Marcon. Hou Hanru, Direttore artistico del MAXXI e componente della giuria, era a New York per impegni istituzionali.
L’incontro tra il MAXXI, il primo museo nazionale italiano dedicato alla creatività contemporanea, e Bulgari, da oltre 130 anni emblema di creatività ed eccellenza, era già avvenuto nel 2014, in occasione della mostra Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968, di cui la maison era main partner. PremioMAXXIBulgari_DiegoMARCONCon il MAXXI BVLGARI Prize questa partnership – basata su valori comuni quali memoria, innovazione, passione, creatività e sperimentazione e sulla consapevolezza dell’importanza del sostegno alla cultura e del ruolo strategico dell’alleanza pubblico-privato – si consolida. Perché, condividono Giovanna Melandri e Jean Christophe Babin Amministratore Delegato del Gruppo Bulgari, “sostenere i giovani talenti significa investire sulla creatività del nostro tempo e sul nostro futuro”. Il coinvolgimento di Bulgari nel Premio MAXXI, del resto, è nel solco delle collaborazioni di prestigio con artisti contemporanei del calibro di Zaha Hadid e Anish Kapoor che hanno rivisitato con il loro stile inconfondibile una delle icone più apprezzate della Maison, l’anello B.zero1. A Zaha Hadid si deve anche una magistrale interpretazione del celebre motivo Serpenti di Bulgari con una suggestiva installazione artistica che debuttò nel 2011 al padiglione Bulgari presso la Abu Dhabi Art Fair. “Oggi è un giorno speciale per il MAXXI – dice Giovanna Melandri -. Presentiamo una partnership cruciale, che farà crescere il Premio MAXXI proiettandolo in una dimensione sempre più internazionale e annunciamo i tre artisti finalisti, tutti di grande valore, scelti da una giuria di altrettanto prestigio. Ne sono particolarmente lieta e voglio ringraziare Bulgari, emblema di creatività e qualità italiane, con cui collaboreremo per sei anni. Questo accordo è la dimostrazione del valore strategico dell’alleanza non effimera tra pubblico e privato in ambito culturale. Ringrazio la giuria e voglio complimentarmi con PremioMAXXIBulgari_TaliaTalia Chetrit, Invernomuto e Diego Marcon. Attraverso l’arte rileggono e interpretano questo nostro tempo così complesso, con un linguaggio che non ha confini. Sono certa che la mostra al MAXXI con i loro lavori sarà di grande impatto”. Jean Christophe Babin ha così commentato: “Siamo molto fieri di questa partnership con il MAXXI, un museo italiano d’eccellenza che nella sua costante tensione alla sperimentazione ha molte affinità con il marchio Bulgari. Il Premio MAXXI è la perfetta espressione di questa sinergia: valorizza i giovani protagonisti dell’arte contemporanea e, al contempo, l’Italia come fonte di ispirazione.”
il MAXXI BVLGARI Prize è un importante progetto per il sostegno e la promozione dei giovani artisti. Nasce in continuità con il Premio MAXXI, nucleo fondante della collezione del museo e trampolino di lancio per tanti giovani talenti, e ne rappresenta l’evoluzione. Grazie alla straordinaria partnership con Bulgari, oggi il Premio si rinnova, cresce, allarga i propri orizzonti, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare non più solo artisti di nazionalità italiana, ma anche artisti stranieri che abbiano prodotto negli ultimi due anni un nuovo progetto in Italia nell’ambito di istituzioni pubbliche e realtà private.orario di apertura: 11.00 – 19.00 (mart, merc, giov, ven, dom) |11.00 – 22.00 (sabato) | chiuso il lunedì (Foto: Melandri Babin, PremioMAXXIBulgari_Talia, PremioMAXXIBulgari_DiegoMARCON)

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I giovani e la cultura del disimpegno

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 ottobre 2017

giovaniVi sono giovani che non frequentano una Chiesa, che disertano le associazioni di volontariato, si sentono distanti dalla politica e tendono sempre di più a restringere il loro campo d’azione nel “gruppo” di amici che giocano insieme, che parlano tra di loro, che mostrano poca attenzione per tutto ciò che avviene fuori dal loro nucleo salvo quando sono costretti a farlo per necessità contingenti e temporanee. E’ un genere di gioventù che mostra chiari segni di disimpegno alla vita di comunità, nel riconoscere negli altri una propria comune identità. Quanto sia diffuso questo modo di essere e di operare non c’è dato, percentualmente, di sapere. Ci auguriamo che essi rappresentino solo una sparuta minoranza. Ma esistono e dobbiamo parlarne. Per costoro occorre affrontare un discorso più ampio per cercare di scardinare questa loro tendenza a racchiudersi al proprio interno, perché la vita è socialità, è comunicazione è interazione tra i rispettivi membri della comunità in cui si vive o si andrà a vivere nel corso degli anni. E’ anche chi mostra una maggiore imprevedibilità nel rapporto sociale finendo con il rendere un cattivo servizio a un più ordinato svolgimento della vita comune. Per loro, purtroppo, non si riserva la necessaria attenzione, l’indispensabilità di distoglierli in qualche modo dalla loro entropia, di farli interagire più armonicamente nella realtà che li circonda per farli vivere in comunità. Dobbiamo, a questo proposito, chiederci se è mancato qualcosa che li ha spinti a chiudersi in se stessi. Interessante sapere se questi giovani hanno avuto un’infanzia normale o travagliata, se sono stati seguiti o no dai loro genitori, se hanno imparato o no a dialogare in famiglia, a partecipare attivamente agli eventi caratterizzanti in essa. E se tutto ciò vi è stato o è mancato cosa può aver influito sul temperamento introverso del giovane tando da ridurre la sua socialità? A questo punto possiamo dire che il tema è stato dettato, lo svolgimento resta libero e siamo, insieme, in attesa della sua lettura. (Riccardo Alfonso)

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Forum mondiale dei giovani Mab Unesco

Posted by fidest press agency su martedì, 5 settembre 2017

unescoAdria dal 18 al 22 settembre 2017 (di pomeriggio) si terrà presso il teatro comunale il Forum mondiale dei giovani Mab Unesco alla presenza dei rappresentanti delle principali Istituzioni che prenderanno parte a questo evento internazionale. E’ prevista la partecipazione di 400 delegati provenienti da 90 Paesi.
I giovani sono il futuro delle Riserve della Biosfera e la loro voce deve essere sentita su temi come il divenire dei loro territori o il loro impegno all’interno del Programma l’Uomo e la Biosfera (MAB) dell’UNESCO. Il segretariato del MAB, attraverso l’Ufficio Regionale Unesco a Venezia, ha sentito, quindi, l’esigenza di offrire un’opportunità a tutti i giovani che hanno a cuore i territori speciali in cui vivono, di diventare attori del Programma MAB e garantire lo sviluppo sostenibile delle proprie comunità, in linea con il piano d’azione UNESCO redatto a Lima.Il Forum è stato pensato come un evento in grado di dare ai giovani una possibilità unica di incontro, di dibattito e di condivisione della propria visione e impegno per lo sviluppo sostenibile. Esso vuole essere un luogo in cui poter effettivamente discutere strategie e comportamenti da attuare per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
Il Forum si iscrive pienamente nella strategia operativa dell’UNESCO per i giovani. Il coinvolgimento civico delle nuove generazioni, la loro partecipazione alla vita democratica e l’innovazione sociale sono tra i principali campi del lavoro dell’UNESCO nel quadro della Strategia di Sviluppo Sostenibile. Rafforzare la loro partecipazione nelle reti MAB e il loro coinvolgimento nella gestione delle Riserve della Biosfera contribuirà a renderli sempre più protagonisti del cambiamento e della promozione di una società più equa e sostenibile.
Protagonisti delle giornate sono gli Studenti dell’Istituto Alberghiero di Adria, del Conservatorio di Adria, dell’Istituto Tecnico Turistico Colombo di Porto Viro oltre agli altri istituti scolastici del territorio della Riserva della Biosfera.

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I giovani traduttori si mettono alla prova nel concorso annuale della Commissione europea

Posted by fidest press agency su martedì, 5 settembre 2017

European CommissionBruxelles. La direzione generale della Traduzione della Commissione europea lancia il concorso Juvenes Translatores per l’undicesimo anno consecutivo. “UE 60, il 60° anniversario della firma del trattato istitutivo della Comunità europea”: sarà questo il tema dei testi che saranno proposti a giovani traduttori di tutta Europa nell’edizione di quest’anno del concorso Juvenes Translatores. Le iscrizioni sono già aperte. Günther H. Oettinger, Commissario europeo responsabile per il Bilancio e le risorse umane, ha dichiarato: “È una bellissima iniziativa che unisce due dei valori europei più importanti: la diversità linguistica e il talento dei giovani. Invito caldamente le scuole di tutta Europa a partecipare al concorso.” Nella prima fase, le scuole possono registrarsi tramite il sito Internet di Juvenes Translatores Le iscrizioni sono aperte fino al 20 ottobre a mezzogiorno e il modulo di registrazione è disponibile online in tutte le lingue ufficiali dell’UE.Nella seconda fase, 751 scuole in totale saranno invitate a comunicare i nomi degli studenti che parteciperanno al concorso. I giovani traduttori, da due a cinque per scuola, possono essere di qualsiasi nazionalità e devono essere nati nel 2000.I partecipanti potranno mettere alla prova le loro competenze il 23 novembre 2017, giorno del concorso. Le prove si svolgeranno simultaneamente in tutte le scuole selezionate.Gli studenti dovranno tradurre un testo di una pagina da una lingua ufficiale dell’UE in un’altra, per un totale di 552 combinazioni linguistiche possibili fra le 24 lingue ufficiali dell’Unione: l’anno scorso ne sono state usate 152, tra cui anche le combinazioni greco-lettone e bulgaro-portoghese.I traduttori della Commissione europea riceveranno tutte le traduzioni, le valuteranno e decreteranno un vincitore per ciascun paese. L’anno scorso la vincitrice per l’Italia è stata Carolina Zanchi del Liceo linguistico statale Giovanni Falcone di Bergamo con una traduzione dal tedesco all’italiano.I vincitori di quest’anno saranno invitati a ritirare il premio a Bruxelles ad aprile 2018.Ogni anno dal 2007 la direzione generale della Traduzione della Commissione europea organizza il concorso Juvenes Translatores (che in latino significa “giovani traduttori”), il cui obiettivo è promuovere l’apprendimento delle lingue nelle scuole e consentire ai giovani di farsi un’idea del mestiere di traduttore. Il concorso è aperto agli studenti diciassettenni delle scuole secondarie superiori e si svolge contemporaneamente in tutti gli istituti dell’UE selezionati. Il concorso, che ha ispirato e incoraggiato alcuni dei partecipanti a proseguire gli studi linguistici a livello universitario e a diventare traduttori professionisti, dà risalto alla ricchezza e alla varietà linguistica.

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Pensioni: Anief contro i finti aiuti ai giovani

Posted by fidest press agency su domenica, 3 settembre 2017

Palazzo chigi1Il Governo starebbe lavorando per prevedere un assegno pensionistico minimo di 650-680 euro, in modo da aumentare la cumulabilità tra la pensione sociale e contributiva. Il problema è che le pensioni medie non supereranno di molto quella cifra. È esemplare l’assegno di quiescenza destinato agli ultimi docenti neo-immessi in ruolo: secondo l’Ufficio Studi Anief, gli assunti dal 2015 in poi, con l’entrata a regime della riforma Monti-Fornero e della Buona Scuola, sono destinati a percepire un assegno mensile decurtato tra il 38% ed il 45% rispetto a chi ha lasciato il servizio sino a quell’anno. Di fatto, un docente che due anni fa percepiva una pensione di 1.500 euro, verosimilmente non solo lascerà il servizio a a 70 anni suonati con 46 anni e mezzo di contributi versati, ma andrà a percepire una pensione collocata nella fascia 825 euro – 930 euro. Anche perché, nel frattempo, gli stipendi dei dipendenti pubblici, fermi da nove anni, sono stati divorati dall’inflazione e non saranno certo gli 85 euro medi lordi in arrivo a risollevarli. Pesa sfavorevolmente sulla pensione, quindi, il fatto che da 10 anni è rimasta illegittimamente bloccata pure l’indennità di vacanza contrattuale che avrebbe assicurato almeno la metà dell’adeguamento. Versando meno contributi è infatti evidente che la pensione non potrà che uscirne ancora più penalizzata. Come è accaduto a partire della fine degli anni 90, con il potere di acquisto delle pensioni che in soli tre lustri ha perso il 33%. Purtroppo, la parabola discendente è solo all’inizio, perché il sistema contributivo attuale prevede un’incidenza sull’accantonamento previdenziale molto più sfavorevole al lavoratore rispetto ai modelli pre-Fornero.

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