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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Posts Tagged ‘giovani’

Goffredo Fofi: Il secolo dei giovani e il mito di James Dean

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 novembre 2020

Collana le Onde, pp. 96, 10 euro. La nave di Teseo. In libreria dal 26 novembre. Con il rifiuto delle borghesie che avevano mandato a morire milioni di giovani, dopo la I e la II guerra mondiale nacque una “questione giovanile” che invase le arti e la società ed ebbe il suo sbocco nel ’68, e terminò con l’amara sconfitta negli anni ’70 e ’80 di ogni illusione di poter “cambiare il mondo e cambiare la vita”. James Dean ne fu un esempio rivelatore nei film e nella vita, tormentato adolescente dentro la società del benessere. Gli incauti ed entusiasti studiosi che hanno osato chiamare il ’900 “il secolo dei giovani” non pensavano certamente al numero dei giovani morti nelle due guerre (e nelle tante altre che lo hanno insanguinato, col pretesto di questa o quella ideologia), ma alle nuove forme di protagonismo giovanile che si affermarono in reazione alle due “grandi” guerre, e ai modi di neutralizzarle messi in atto nel mondo occidentale capitalista dopo la seconda, con la diffusione o imposizione dei modelli della american way of life, infine vincenti. Il dominio parte sempre dai giovani, si serve dei giovani, manda al massacro i giovani per primi, e questo il Novecento ha saputo ben ricordarcelo, insegnarcelo.

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Giovani e scienza, quattro vincitori junior per la ricerca del Regina Elena

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

Cinque giovani e brillanti ricercatori, quattro dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) e una della Sapienza Università di Roma, vincono due progetti nel bando del Ministero della Salute per la ricerca finalizzata Giovani Ricercatori 2020. Il primo è tutto al femminile e incentrato sullo studio di un enzima (SCD1), un nuovo bersaglio terapeutico e biomarcatore predittivo dell’attività di cellule staminali tumorali. A ottenere il finanziamento per lo studio multidisciplinare sono Italia Falcone, ricercatrice della Oncologia Medica 1 IRE, Simona di Martino, ricercatrice della Biobanca Oncologica IRE, e Claudia De Vitis, ricercatrice del Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare della Sapienza, con il supporto dell’ oncologo Laura Pizzuti della Oncologia Medica 2 IRE. Molto attraente è Il secondo progetto vinto da Benito Chiofalo, della Unità di Ginecologia Oncologica IRE. Si propone di identificare l’assetto immunologico condiviso tra l’ interfaccia materno-fetale e il cancro dell’endometrio. Questo perché i meccanismi immunologici messi in atto nel tessuto endometriale, affinché il feto non venga rigettato durante la gravidanza, sono simili a quelli che il cancro utilizza per evadere il sistema immunitario (immune-escape). Lo studio permetterà di scoprire potenziali target di immunoterapia per interferire con il processo di attivazione dell’evasione immunologica o per riattivare/rieducare la risposta immunitaria, così come avviene fisiologicamente nella gravidanza. “E’ una grande soddisfazione – dichiara Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico del Regina Elena – che conferma ancora una volta l’elevata qualità scientifica dei progetti portati avanti dai nostri ricercatori e dalla preparazione dei nostri giovani talenti.” Le cellule staminali tumorali sono una sottopopolazione di cellule neoplastiche con la capacità di autorinnovarsi e dare origine a cellule tumorali e allo stesso tempo essere resistenti alle terapie farmacologiche . “Recenti evidenze scientifiche – spiegano Itaria Falcone e Simona di Martino- suggeriscono che l’enzima oggetto del nostro progetto (Stearoil CoA-desaturasi 1-SCD1) svolge un ruolo importante in diverse neoplasie e la sua attività favorisce la proliferazione delle cellule staminali tumorali soprattutto nelle neoplasie polmonari non a piccole cellule e nel melanoma.”

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Next Generation Italy: cosa pensano i giovani del loro futuro?

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Per un gran numero di giovani italiani, circa il 28%, la mancanza di posti di lavoro rappresenta uno dei due principali motivi di preoccupazione. Questo uno tra i tanti dati che si leggono nel Next Generation Italy report, studio condotto per conto del British Coucil sui bisogni, le aspirazioni e le possibilità dei giovani.Altre evidenze di nota positiva, invece, riguardano i temi della formazione e delle ambizioni di crescita professionale dei giovani italiani tra i 18 e i 30 anni, secondo cui: Il 65% dei giovani italiani ritiene di avere voce in capitolo nel determinare il proprio futuro; Il 77% dei giovani italiani si dichiara soddisfatto della formazione ricevuta; Il 40% degli intervistati aveva pianificato di vivere all’estero o era aperto all’idea di farlo. Un altro 7% l’aveva già fatto; Il 40% del campione ha indicato la crescita personale come uno dei due motivi principali per andare potenzialmente via dall’Italia. Il 31% ha indicato l’apprendimento di una lingua, mentre il 22% ha parlato di opportunità di studio. La serie di ricerche ‘Next Generation’ è parte integrante dell’impegno del British Council a esplorare i punti di vista e le scelte dei giovani con l’obiettivo di amplificare la loro voce e sostenere l’attuazione di politiche giovanili appropriate e al passo con il mondo che cambia. Il ‘Rapporto Next Generation Italy’ è stato prodotto per il British Council da un consorzio composto da Learn More, Quorum and Matter Agency, supportati da una task force di giovani consulenti ed esperti. Il rapporto è l’ultimo di una serie di Next Generation Report condotti in Europa, che unisce ‘Next Generation UK’, ‘Next Generation Irlanda-Irlanda del Nord’ e ‘Next Generation Germania’. L’anno prossimo seguirà un rapporto sulla Polonia. Quest’ultimo ‘Next Generation Italy’ è stato pubblicato immediatamente prima del lockdown di marzo, ma poi rivisto nel mese di settembre alla luce di un focus group condotto con un campione rappresentativo di giovani per discutere i risultati del Rapporto alla luce degli effetti di Covid-19 e per esplorare eventuali cambiamenti nei risultati a fronte del nuovo scenario.A sei mesi di distanza, sono emerse alcune differenze rilevanti per quanto riguarda il sistema scolastico italiano e il suo livello tecnologico, nonché il cambiamento del mercato del lavoro con l’introduzione dello smart working che sono state oggetto di una tavola rotonda dedicata, tenutasi per vie digitali lo scorso 30 settembre alla presenza di esponenti istituzionali di entrambi i Paesi.”Al British Council crediamo che i giovani abbiano il potere di trasformare il mondo. Attraverso la nostra Stagione UK/IT ‘Being Present’, vogliamo esplorare le opportunità emergenti per entrambi i Paesi in un momento in cui stiamo rivalutando il significato di Being Present sia nello spazio fisico che in quello virtuale. – ha dichiarato Rachel Launay, Direttore Italia del British Council – Il focus group condotto in autunno sui primi risultati di inizio anno ha offerto possibilità di riflessione su come i giovani nel Regno Unito e in Italia siano stati particolarmente colpiti dal passaggio al lavoro e allo studio a distanza, aiutandoci nello sviluppo di soluzioni a queste sfide condivise e a far sentire la voce dei giovani”.Christine Wilson, Head of Research del British Council, ha affermato: “Sono lieta di dare il benvenuto all’Italia nella serie Next Generation. Ascoltare i giovani e sbloccare la loro creatività e il loro impegno personale è più importante che mai, mentre immaginiamo il nostro futuro. E’ forte in seno al British Council il senso di responsabilità per riflettere insieme sulle evidenze di questo report per poter giungere a tradurne i risultati in azioni positive”.

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Papa Francesco e i giovani da tutto il mondo per l’economia di domani”

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

L’evento si svolgerà online dal 19 al 21 novembre 2020 – la Presidente dell’Istituto Serafico di Assisi Francesca Di Maolo ha sottolineato l’urgenza di un cambiamento che possa riportare tutti a partecipare alla vita partendo da un’economia che sappia accoglierla e difenderla, che sia al servizio dell’uomo, inclusiva e che si prenda cura del creato. È stata confermata anche la partecipazione “virtuale” di Papa Francesco, in attesa del successivo incontro in presenza, che è previsto sempre ad Assisi – città simbolo di pace, spiritualità e fraternità – nell’autunno 2021 quando le condizioni sanitarie permetteranno di assicurare la partecipazione di tutti. Il Serafico, fondato nel 1871, è un modello di eccellenza italiana ed internazionale nella riabilitazione, nella ricerca e nell’innovazione medico scientifica per i ragazzi con disabilità plurime. Convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale per trattamenti riabilitativi residenziali, semiresidenziali ed ambulatoriali, il Serafico accoglie e cura ogni giorno 166 pazienti, provenienti da tutto il territorio nazionale, per un totale di 16.157 trattamenti riabilitativi e 17.297 trattamenti educativi-occupazionali all’anno (dati 2019).

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Cancro tiroideo in giovani donne

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

Il cancro della tiroide è uno dei carcinomi più comuni diagnosticati negli adolescenti e nei giovani adulti, con un’incidenza in rapido aumento negli ultimi tre decenni. La chirurgia è il trattamento standard per i pazienti con carcinoma tiroideo differenziato (Dtc) seguita, quando indicato, dal trattamento con iodio radioattivo (Rai). È stato appena pubblicato online su “Thyroid” uno studio di un gruppo di ricercatori olandesi, guidato da Marceline P. Wiek del Netherlands Cancer Institute-Antoni van Leeuwenhoek Hospital di Amsterdam, il cui scopo era valutare i possibili effetti della terapia con Rai sulla funzione ovarica e sulla fertilità nelle donne.Gli autori hanno effettuato una ricerca sistematica sui database PubMed, Embase e Web of Science fino a gennaio 2020. Inoltre, è stata eseguita una meta-analisi riguardante: a) i livelli di ormone anti-Mulleriano (Amh) dopo Rai; b) un confronto dei livelli di Amh prima e un anno dopo Rai; c) i tassi di gravidanza nelle pazienti con cancro della tiroide che avevano ricevuto Rai rispetto a quelle con cancro della tiroide che non avevano ricevuto Rai. In totale su 36 studi ammissibili per lo screening full-text sono stati inclusi 22 studi. La maggior parte di questi ultimi aveva un disegno retrospettivo. «Irregolarità mestruali erano presenti nel primo anno dopo la RAI nel 12% e fino al 31% delle pazienti» riportano Wiek e colleghi. «Circa l’8%-16% delle donne ha manifestato amenorrea nel primo anno dopo la Rai. Le pazienti che hanno ricevuto il trattamento con Rai (dose mediana 3700 MBq[range 1.110-40.700 MBq]) ha avuto la menopausa a un’età leggermente più giovane rispetto alle donne che non hanno ricevuto il trattamento con Rai, rispettivamente a 49,5 e 51 anni (P <0,001)». L'Amh aggregato dei sette studi che riportavano le concentrazioni di Amh dopo Rai era di 1,79 ng/ml. Di questi, quattro studi hanno riportato concentrazioni di Amh prima e 1 anno dopo la Rai. La differenza media era di 1,50 ng/ml, che era significativa. «Infine», sottolineano gli autori «la meta-analisi ha mostrato che le pazienti sottoposte a Rai non avevano un rischio ridotto di rimanere incinte».«La maggior parte degli studi selezionati indica che la terapia Rai per Dtc non è associata a una diminuzione a lungo termine dei tassi di gravidanza. Tuttavia, nel primo anno subito dopo il trattamento Rai molte donne hanno avuto irregolarità nel loro ciclo mestruale e alcuni studi hanno rilevato livelli di Amh significativamente più bassi, entrambi con una possibile diminuzione della fertilità poco dopo il trattamento con I-131 per Dtc. Quindi, potrebbe essere prudente per le donne con un forte desiderio di maternità negli ultimi anni riproduttivi ricevere una consulenza sui potenziali effetti del trattamento» affermano i ricercatori. «Sono necessari studi prospettici per confermare questi risultati» concludono Wiek e colleghi, i quali ribadiscono la raccomandazione di un counselling alle pazienti sui possibili effetti dello I131 e di integrare le conoscenze odierne nella consulenza multidisciplinare. By Arturo Zenorini fonte: Endocrinologia33)

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Goffredo Fofi: Il secolo dei giovani

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2020

James Dean e gli altri collana le Onde, pp. 160, 10 euro La nave di Teseo. Con il rifiuto delle borghesie che avevano mandato a morire milioni di giovani, dopo la I e la II guerra mondiale nacque una “questione giovanile” che invase le arti e la società ed ebbe il suo sbocco nel ’68, e terminò con l’amara sconfitta negli anni ’70 e ’80 di ogni illusione di poter “cambiare il mondo e cambiare la vita”. James Dean ne fu un esempio rivelatore nei film e nella vita, tormentato adolescente dentro la società del benessere.Gli incauti ed entusiasti studiosi che hanno osato chiamare il ’900 “il secolo dei giovani” non pensavano certamente al numero dei giovani morti nelle due guerre (e nelle tante altre che lo hanno insanguinato, col pretesto di questa o quella ideologia), ma alle nuove forme di protagonismo giovanile che si affermarono in reazione alle due “grandi” guerre, e ai modi di neutralizzarle messi in atto nel mondo occidentale capitalista dopo la seconda, con la diffusione o imposizione dei modelli della american way of life, infine vincenti. Il dominio parte sempre dai giovani, si serve dei giovani, manda al massacro i giovani per primi, e questo il Novecento ha saputo ben ricordarcelo, insegnarcelo.

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Mettere i giovani al centro della politica di sviluppo

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 ottobre 2020

Roma – “È un periodo molto difficile, un periodo che va affrontato tutti assieme. Senza mettere in competizione salute ed economia, perché il benessere di una persona e la qualità della vita di ciascuno di noi è il frutto dell’equilibrio che si crea tra i diversi diritti. Come quello all’istruzione per le nostre ragazze e i nostri ragazzi.Dobbiamo garantire a tutti i concittadini una vita il più possibile normale, convivendo con il virus, finché non sarà pronto il vaccino. In questi mesi è stato fatto un lavoro enorme per garantire la riapertura delle scuole in sicurezza e, ad oggi, i dati di monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità ci dicono che i focolai nelle scuole, nella settimana dal 12 al 18 ottobre, sono il 3,5% di tutti i nuovi focolai che si registrano nel Paese. Con un calo dello 0,3% rispetto alla settimana precedente. Oggi, mentre con tutti gli strumenti possibili affrontiamo il contenimento della pandemia, stiamo lavorando per mettere in campo un progetto di ripartenza per l’Italia che guardi al di là dell’emergenza. Che metta i nostri giovani al cento di una politica di sviluppo, un progetto di crescita sostenibile che vede, necessariamente, il coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali e delle parti sociali. Ai giovani vogliamo garantire un futuro dignitoso.Lavoriamo per costruire un sistema che abbia la capacità di offrire opportunità a chi oggi ne ha meno, che contrasti marginalità e isolamenti, ricorrendo a politiche, anche sociali, che riportino equilibrio tra le varie aree del Paese e tra l’Italia e gli altri Paesi europei. E gli investimenti in istruzione, università e ricerca rappresentano uno dei tasselli fondamentali di questo progetto, come sono fondamentali quelli in infrastrutture e digitalizzazione del Paese.Per questo dobbiamo fare di tutto per continuare a tenere aperte le nostre scuole, anche in un momento difficile, garantendo l’applicazione dei protocolli su cui, con il Ministro Lucia Azzolina in primis, abbiamo lavorato duramente. Tutti insieme possiamo farcela, coraggio!”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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“Quando sarai pronto, noi saremo qui”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

E’ questo il messaggio della campagna realizzata dalla rete giovani di Arcigay in occasione del coming out day, che si celebra in tutto il mondo. Protagonista della campagna un piccolo spot (www.comingoutday.it) che è il risultato di una chiamata diffusa alcune settimane fa sui social media per raccogliere video di testimonianze relative al coming out, cioè al momento in cui una persona dichiara in uno dei propri contesti di vita – la famiglia, gli amici, il luogo di lavoro, la scuola – il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere. “Il coming out – spiegano dalla rete giovani di Arcigay – è un momento strettamente personale, da non sottovalutare. Esistono momenti e condizioni in cui può risultare meno spaventoso dichiarare la propria identità, altri invece che ci sembra impossibile farlo. La vita non è una competizione, non esiste il momento giusto per fare coming out. E in caso di difficoltà, c’è sempre qualcun* disposto ad ascoltarci e a supportarci”. Le testimonianze raccolte da Arcigay parlano dei timori e delle incertezze di chi affronta il coming out, ma soprattutto raccontano il senso di liberazione, di sincerità, di felicità che si conquista nel potersi mostrare senza maschere. E raccontano il sostegno: nelle amicizie, in famiglia, a scuola e nelle associazioni. Per questo il messaggio scelto per il coming out day 2020 è “quando sarai pronto, noi saremo qui”.

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Il PE invita i Paesi UE a sfruttare appieno la Garanzia europea per i giovani

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2020

Tasso di disoccupazione giovanile UE al 17,6%, in Italia al 32,1% (agosto 2020). Con la disoccupazione giovanile in aumento nell’Unione, i deputati chiedono ai Paesi UE delle misure più forti per contrastare l’impatto della crisi COVID-19 sui giovani.In una risoluzione non legislativa adottata giovedì, il Parlamento esorta i Paesi UE a garantire che i giovani che si iscrivono ai programmi di garanzia a loro dedicati ricevano “offerte di lavoro, formazione, apprendistato o tirocinio qualitativamente valide, diversificate e personalizzate, con un’equa remunerazione”.Il testo è stato adottato con 574 voti favorevoli, 77 contrari e 43 astensioni.Con un tasso di disoccupazione giovanile nell’UE che si attesta al 17,6% ad agosto 2020 (in aumento rispetto al 14,9% prima della crisi COVID-19) e che è previsto in continua crescita, il Parlamento chiede maggiori fondi per rafforzare il regime di garanzia per i giovani per il periodo 2021-2027.In Italia, il tasso di disoccupazione giovanile ad agosto 2020 era del 32,1%.I deputati deplorano il fatto che a luglio il Consiglio europeo abbia ridotto significativamente, dal 15 al 10%, le risorse in gestione condivisa del FSE+ (Fondo sociale europeo Plus), risorse destinate a sostenere l’occupazione giovanile, il che è “totalmente in contraddizione con l’ambizione dell’Unione di investire nei giovani”. Divieto di stage, tirocini e apprendistati non retribuiti. Il Parlamento condanna la pratica degli stage, dei tirocini e degli apprendistati non retribuiti, che costituisce una forma di sfruttamento del lavoro dei giovani e una violazione dei loro diritti, e invita la Commissione a presentare un quadro giuridico che sia efficace e applicabile per la messa al bando di tali pratiche. Affrontare la discriminazione per non lasciare nessuno indietro. La Garanzia per i giovani dovrebbe essere inserita in un insieme coerente di politiche sociali e assistenziali, per garantire che i giovani che non hanno un lavoro, un’istruzione o una formazione, i cosiddetti “NEET” (“Not in Education, Employment or Training”), vi abbiano accesso. Secondo i deputati, “qualsiasi discriminazione subita dai giovani per qualsiasi motivo deve essere combattuta attivamente nei programmi di garanzia per i giovani”I deputati condannano il carattere volontario della garanzia per i giovani (attualmente solo raccomandata del Consiglio) e chiedono alla Commissione di proporre uno strumento di garanzia per i giovani che sia vincolante per tutti i Paesi UE. Dal 2014, la Garanzia per i giovani ha aiutato 24 milioni di giovani a ricevere formazione, istruzione o lavoro. Nel luglio 2020, la Commissione ha proposto di estendere la sua copertura ai giovani sotto i 30 anni, per aiutare un numero ancora maggiore di persone, nell’ottica di una transizione verde e digitale.Nel luglio 2020, il Parlamento ha approvato uno stanziamento complessivo di 145 milioni di euro per l’occupazione giovanile per sostenere i giovani che vivono nelle regioni dove il tasso di disoccupazione giovanile è superiore al 25%.

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33° concorso europeo I giovani e le scienze

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Fast propone la nuova sfida del concorso europeo per i giovani scienziati. Anche l’edizione 2021 si rivolge a studenti dai 14 ai 20 anni delle scuole superiori che vogliono competere con i colleghi su scienza, ricerca, tecnologia, qualsiasi settore o disciplina. Le scadenze ben definite: – 22 gennaio 2021: ultima data per le candidature e l’invio dei progetti – 20 febbraio 2021: data entro la quale la Giuria comunica i finalisti selezionati – 6-8 marzo: esposizione dei 30 migliori lavori e premiazione. E poi i fortunati vincitori possono partecipare ai più grandi eventi internazionali degli studenti eccellenti.

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Che ne sanno i giovani delle professioni in divisa

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2020

Roma Il concorso “Onore al Merito” si terrà il 9 ottobre 2020, a partire dalle ore 10:00, presso la Sala Sintelco delle Officine Farneto in Via dei Monti della Farnesina 77. Giunto alla seconda edizione, l’evento sarà un’occasione per capire come le nuove generazioni si approcciano alle professioni in divisa per poter offrire loro gli strumenti di orientamento ed informazione più indicati per una scelta consapevole e responsabile. Dall’Osservatorio 2020 emerge infatti che ben 2 giovani su 5 sono interessati alla carriera nelle Forze Armate e di Polizia.La manifestazione prevede la testimonianza di alcuni autorevoli rappresentanti del mondo Istituzionale e delle Forze Armate e di Polizia, tra cui l’Ammiraglio Fabio Agostini e la dott.ssa Maria Teresa Panone – primo dirigente della Polizia di Stato, che racconteranno le loro personali esperienze professionali.A chiusura la premiazione dei vincitori del concorso Onore al Merito 2020 che, per una maggiore sicurezza saranno collegati in Streaming. Saranno invece presenti fisicamente i circa 30 assegnatari di borsa di studio della Regione Lazio.

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Summit internazionale Forlì organizzato da studenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2020

Forlì. L’edizione 2020 dell’HSIR si terrà nelle giornate del 24, 25, 26 e 27 settembre e vuole essere un’occasione per cogliere a pieno le opportunità che la rete ci offre, reinterpretando il senso di comunità, anche accademica, in chiave virtuale, dimostrando come dibattito e confronto, alla base dello studio della Politica nelle sue mille sfaccettature, possano fiorire anche in contesti nuovi e inaspettati. Il summit, completamente gratuito, è stato ben recepito dalla comunità studentesca nazionale e vanta un pubblico variegato con partecipanti provenienti da università da tutta la Penisola.Esso vedrà illustri ospiti come Romano Prodi, Enrico Letta, Parag Khanna (famoso politologo), Atifete Jahjaga (precedente presidentessa del Kosovo) e molti altri; e workshops in collaborazione con enti come Orizzonti Politici, IAI e altri. In allegato trovate un video contenente tutte le informazioni rilevanti. Si rimanda alla pagina Instagram (https://www.instagram.com/hikma_team/?hl=it) e al sito web ufficiale dell’Associazione (https://www.hikmasummit.com/) per ulteriori approfondimenti. L’ambizioso progetto dell’Hikma Summit vuole essere la dimostrazione della capacità degli studenti, spesso troppo sottovalutati, di organizzarsi efficacemente per realizzare un grande obiettivo comune. Nel caso l’iniziativa vi abbia incuriosito, restiamo a disposizione per fissare una videochiamata per discutere la possibilità di un articolo riguardo il nostro progetto. (by Silvia Panini – ufficio stampa Hikma, UniBo)

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Un ritorno a Giffoni nell’anno che celebra il cinquantennale del Festival

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

Giffoni ha chiuso la trilogia di temi dedicata agli elementi. Quest’anno si parla di Terra, quella terra che da Ministro all’Ambiente vuole tutelare e proteggere. “È un onore ed un piacere essere qui – ha dichiarato il Ministro Costa incontrando i giovani di Giffoni Impact presso la Sala Blu della Multimedia Valley -. I ragazzi sono nel mio cuore. Non vorrei sembrare retorico, ma se non investiamo su di loro niente ha un senso. Investire significa strutturare un giovane perché possa inseguire i propri sogni. A Giffoni c’è la scuola per restare giovani per tutta la vita. E questo è un grande orgoglio italiano”. “Sono venuto volentieri – ha continuato – proprio perché i temi negli ultimi tre anni sono sempre stati vicini al mio Ministero. Giffoni è il luogo dove puoi confrontarti con i giovani e con le loro idee. Possono venire fuori le migliori idee, le più semplici perché i giovani sono portatori di idee cosiddette destrutturate, cioè semplici, quelle che in Parlamento possono essere vincenti. Vengo qui per ascoltare, per prendere e per riportare al Parlamento e al Governo”.
Un ruolo in questa nuova centralità dei giovani ce l’ha sicuramente il movimento “Fridays for future”: “Quello di Greta Thunberg è un movimento che ha svegliato le coscienze – ha detto Costa – Sono da sempre stato un loro sostenitore. Ho ospitato anche a Palazzo Chigi una loro rappresentanza. Ma vorrei essere chiaro sul fatto che il nostro obiettivo non è quello di agganciarci a questo movimento ma di confrontarci con loro. Vogliamo che i giovani entrino nel Palazzo e in questo modo entreranno nel palazzo della Repubblica Italiana e del mondo”.  Se ne è iniziato a parlare nei luoghi dove si decide: in Parlamento, nelle Regioni, nei Comuni. Se ne è iniziato a parlare tra gli imprenditori. Abbiamo già introdotto il Credito d’imposta per chi elimina la plastica dal proprio packaging. È legge e prima non c’era. È passata alla Camera la proposta di legge SalvaMare.
Per i ragazzi italiani ci si prepara al ritorno tra i banchi. Non è facile in tempi di pandemia: “Siamo tutti al fianco del Ministro Azzolina – ha aggiunto Costa – e ognuno fornisce la propria competenza nelle diverse materie. Siamo il primo paese al mondo ad aver reso obbligatoria la formazione ambientale in tutte le scuole di ordine e grado, dalle elementari all’università, da questo settembre. È un investimento, perché i giovani domani saranno la classe dirigente del futuro e non devono assolutamente fare gli errori che ha commesso la nostra generazione”. Al Ministro Costa la Riggiola Artistica 2020. A Claudio Gubitosi, direttore di Giffoni, la cravatta del Ministero dell’Ambiente, con cui simbolicamente si viene investiti di un ruolo, quello di Sentinella dell’Ambiente, Cavaliere al merito della sostenibilità.

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Giovani senza futuro?

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2020

Se stiamo ai dati statistici che ci pervengono, da ciò che vediamo e dalle conversazioni che facciamo, dobbiamo rilevare un certo disagio giovanile che ci preoccupa. Osserviamo una generazione che tende a chiudersi in sé stessa, a non riuscire a percepire i valori della vita e nei casi più gravi ad estraniarsene del tutto scaricando le proprie tensioni ed emotività nel cinismo, nella cultura del consumismo fine a se stesso: Io ho e quindi sono un vincente, tu non hai e sei un perdente. E fino a diventare un giudizio senza appello.
Ma ciò che ci appare più grave è quanti, nel mondo degli adulti, non ne intercettano il malessere cercando in qualche modo di comprendere le ragioni e tentare d’invertire la tendenza. In alcuni casi la spiegazione s’indirizza nella nostra incapacità d’essere coerenti con le scelte di vita che facciamo allorché predichiamo bene e razzoliamo male. In questa misura finiamo con il mostrare il lato peggiore del nostro modo di vedere e pensare. In pratica non diamo certezze ma seminiamo dubbi e ambiguità. Facciamo, ad esempio, del lavoro non un tramite per realizzarsi ma un sistema che tende a sfruttarti e a schiavizzarti. Indichiamo la politica come un obiettivo per ottenere risultati sfruttando le ingenuità degli elettori con false promesse invece di pensare al bene comune. Abbiamo trasformato l’insegnamento scolastico e l’ottenimento di un titolo banalizzandolo e trasformandolo in un qualcosa privo di significato se poi, ad esempio, vi sono diplomati e laureati che finiscono nel calderone dei call center, o a fare i precari, o a svolgere lavori saltuari o a restare disoccupati. Che fine, ci chiediamo, hanno fatto gli studi di greco antico, di latino al cospetto di un mercato del lavoro che ti chiede qualcosa d’altro? Ora che i politici, ancora una volta, si preparano ad affilare le loro lingue per ammannirci le solite promesse da marinaio cosa possono attendersi dai giovani e anche dai meno giovani se non il loro sdegnoso ritirarsi sull’Aventino perdendo forse quello che sarà l’ultimo treno per una società di giusti? (Centro studi politici e sociali della Fidest)

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Giovani senza futuro?

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

È drammatico il solo pensarlo ma qualche dubbio serpeggia in proposito. È quanto leggiamo sull’abbandono scolastico nelle scuole di ogni ordine e grado, ma in massima parte dalle superiori all’università. È quanto i media ci informano che vi sono giovani che rinunciano a cercare lavoro, che diventano asociali e preferiscono vivacchiare o scendere in strada solo per menar le mani. Sono, forse, una minoranza ma vi sono. Questo spaccato di una società che non riesce a scuotere i giovani, a difendere i suoi valori e a trasfonderli alle nuove generazioni è una comunità di perdenti. In tutto ciò il mondo degli adulti si carica di una pesante responsabilità. Tagliare i ponti con la speranza, concentrare le luci della ribalta solo sugli idoli dal guadagno facile, costi quel che costi, è senza dubbio un esempio degradante che non porta a nulla di buono. È che abbiamo troppo insistito sul valore della vita mettendo in secondo piano quello del diritto a vivere. Due diritti che non possono essere disgiunti. Coloro che vengono al mondo non possono essere imprigionati dalla logica di chi li giudica per il paese in cui sono nati, per l’essere figli di persone non abbienti, per una cultura che premia chi ha e non chi è. Non siamo riusciti a dimostrare che la società per essere amata deve presentarsi con esempi virtuosi, con impegni seri, con un rigoroso rispetto per i propri simili. Bisogna dare un senso ai contenuti: perché si studia, si lavoro e si vive in comunità? Diciamolo e ditelo con un’istruzione che ripaga l’impegno, con un lavoro che conferisce dignità a chi lo esercita e che il vivere insieme significa anche porgere la mano al nostro vicino con un sorriso. (Riccardo Alfonso)

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I giovani e la cultura del disimpegno religioso e civile

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2020

Vi sono giovani che non frequentano una Chiesa, che disertano le associazioni di volontariato, si sentono distanti dalla politica e tendono sempre di più a restringere il loro campo d’azione nel “gruppo” di amici che giocano insieme, che parlano tra di loro, che mostrano poca attenzione per tutto ciò che avviene fuori dal loro nucleo salvo per necessità contingenti e temporanee. È un genere di gioventù che mostra chiari segni di disimpegno alla vita di comunità, nel riconoscere negli altri una propria comune identità. Quanto sia diffuso questo modo di essere e di operare non c’è dato, percentualmente, di sapere. Ci auguriamo che essi rappresentino solo una sparuta minoranza. Ma esistono e dobbiamo parlarne. Per costoro occorre affrontare un discorso più ampio per cercare di scardinare questa loro tendenza a racchiudersi al proprio interno, perché la vita è socialità, è comunicazione è interazione tra i rispettivi membri della comunità in cui si vive o si andrà a vivere nel corso degli anni. È anche chi mostra una maggiore imprevedibilità nel rapporto sociale finendo con il rendere un cattivo servizio a un più ordinato svolgimento della vita comune. Per loro, purtroppo, non si riserva la necessaria attenzione, l’indispensabilità di distoglierli in qualche modo dalla loro entropia, di farli interagire più armonicamente nella realtà che li circonda per farli vivere in comunità. Dobbiamo, a questo proposito, chiederci se è mancato qualcosa che li ha spinti a chiudersi in pratica in sé stessi. Interessante sapere se questi giovani hanno avuto un’infanzia normale o travagliata, se sono stati seguiti o no dai loro genitori, se hanno imparato o no a dialogare in famiglia, a partecipare attivamente agli eventi caratterizzanti in essa. E se tutto ciò vi è stato o è mancato cosa può aver influito sul giovane a richiudersi in sé stesso o altri, a parità di condizioni, a non restarne minimamente influenzati? A questo punto possiamo dire che il tema è stato dettato, lo svolgimento resta libero e siamo, insieme, in attesa della sua lettura. (Riccardo Alfonso)

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Il Ministro Franceschini ignora i Teatri con meno di 300 posti e i giovani

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2020

UTR. Il decreto del Ministro Franceschini datato 10 luglio e riferito all’esercizio teatrale, escludendo i Teatri con meno di 300 posti, ha inventato due nuovi insiemi per la categoria: quello delle sale teatrali sotto i 300 posti e quello sopra.La distinzione non ha basi scientifiche né pragmatiche e aumenta la discriminazione tra gli stessi Teatri, già provati dal lungo periodo di chiusura.Soprattutto quelli privati sono in condizioni che possiamo definire drammatiche.
L’UTR – Unione Teatri di Roma – che riunisce 47 teatri, ovvero la maggioranza dei Teatri privati della Capitale, ritiene scandalosa questa esclusione che evidentemente nasce dal budget, di soli 10 milioni, stanziato per i Teatri privati in tutta Italia. Da qui, la decisione di escludere tutti gli appartenenti all’insieme sfortunato dei teatri sotto i 300 posti.Pertanto chiediamo di prendere atto di questa ingiustizia e modificare il decreto inserendo al beneficio proporzionale tutti i Teatri.Richiediamo altresì di aumentare il budget attualmente previsto di almeno 5 milioni onde evitare la parcellizzazione eccessiva del contributo.
Non si pensi che il precedente contributo a pioggia di 10 mila euro, che peraltro non tutti hanno avuto, possa essere considerato sufficiente per i Teatri sotto i 300 posti. Superfluo sottolineare il ruolo artistico fondamentale sostenuto dalle realtà inferiori ai 300 posti, perché sarebbe un’offesa all’intelligenza e una negazione della storia del Teatro.Dunque è doveroso rimediare a questa iniquità.
Nel decreto si parla, inoltre, di almeno 1000 giornate lavorative per ciascuna sala con capienza compresa tra 300 e 600 posti e di almeno 1.300 giornate lavorative per ciascuna sala con capienza superiore ai 600 posti. Questi parametri escludono anche diversi Teatri di grande capienza. Per i Teatri privati raggiungere la soglia imposta è difficile in quanto molte attività vengono svolte in “outsourcing” e le figure professionali a cui i Teatri si affidano, come commercialisti, uffici stampa, mascherine, consulenti del lavoro, tecnici, ecc.., sono liberi professionisti, pertanto il loro compenso non rientra nelle giornate contributive come richieste dal decreto, sebbene siano rispettati tutti i termini contributivi di legge. In aggiunta ogni struttura genera un enorme indotto, facilmente misurabile, che non è quantificabile nella modalità indicata.Appare evidente che gli unici elementi che possono davvero stabilire l’effettiva valenza di uno spazio sono il fatturato e il numero di spettacoli, elementi oggettivi e indiscutibili.Apprezziamo lo spirito del provvedimento che però deve essere migliorato nel rispetto di tutte le sale teatrali e del Teatro italiano che in quelle sale vive. Ministro Franceschini La invitiamo a tenere alto l’impegno fino ad oggi profuso, che tuttavia necessita di una maggiore consapevolezza del mondo teatrale, e riconsiderare il decreto secondo criteri più equi.

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Auto: i giovani scelgono quella a noleggio

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2020

L’automobile è una delle voci di costo che più incide sul budget delle famiglie italiane e se l’auto è intestata ad un giovane neopatentato, la spesa totale può arrivare alle stelle; secondo l’analisi di Facile.it, considerando un veicolo nuovo dal valore di 16.800 euro, il costo complessivo nei primi 3 anni di vita del mezzo, includendo RC auto, bollo, manutenzione e spese accessorie, sfiora i 22.000 euro. Con costi così alti non sorprende vedere come anche tra i più giovani si stiano diffondendo formule alternative all’acquisto, ad esempio il noleggio dell’auto a lungo termine. Facile.it, in occasione del lancio della nuova sezione dedicata al confronto delle tariffe per il noleggio a lungo termine, ha voluto fare due calcoli scoprendo che, dati alla mano, grazie a questa modalità non solo non occorre avere un capitale per acquistare il veicolo, ma si può risparmiare più di 500 euro l’anno e, al contempo, contare su una serie di servizi accessori aggiuntivi che non si hanno quando si sceglie di comprare l’auto.L’analisi di Facile.it è stata realizzata confrontando il costo totale di acquisto e mantenimento di un’auto intestata ad un neopatentato diciottenne ed una, di pari tipologia, presa a noleggio lungo termine, considerando un arco temporale di 3 anni*.
Se si sceglie di acquistare l’auto, la spesa più importante è il prezzo del veicolo che, per il mezzo preso in esame, è pari a 16.800 euro. Il secondo costo più rilevante è quello dell’RC auto; secondo Facile.it, un automobilista neopatentato che parte dalla classe 14, in media, deve mettere in conto una spesa di circa 1.000 euro l’anno. A questa voce vanno aggiunti i costi delle garanzie accessorie che normalmente vengono attivate quando si acquista un veicolo nuovo; la copertura furto incendio, la polizza cristalli e quella per gli eventi naturali. In totale, nei 3 anni, l’importo complessivo stimato per assicurare il veicolo è di 3.900 euro. Alla lista delle spese obbligatorie va aggiunto anche il bollo, che per il modello preso in analisi è pari, in 3 anni, a 472 euro. Ultima, ma non meno importante, è la manutenzione ordinaria, che anche nel caso di un veicolo nuovo non va sottovalutata; considerando un utilizzo di circa 10.000 km l’anno e un paio di tagliandi, la spesa può arrivare, nell’arco dei 36 mesi, a circa 600 euro. Il costo totale tra acquisto, spese obbligatorie e manutenzione arriva così a 21.772 euro, esclusi gli eventuali imprevisti che potrebbero far salire ulteriormente il conto; se al termine di questi 3 anni il proprietario decidesse di rivendere l’auto, ipotizzando un guadagno di 10.000 euro, la spesa netta sostenuta scenderebbe a 11.772 euro.
E se l’auto, invece di comprarla, fosse stata noleggiata per un periodo di pari durata (36 mesi)? In questo caso il risparmio sarebbe significativo. Guardando alla miglior tariffa disponibile su Facile.it, il costo per il noleggio dell’auto analizzata è pari a 285 euro al mese, senza alcun anticipo. Si tratta di un costo all inclusive che comprende tutte le altre voci di spesa prese in considerazione: l’RC auto e le garanzie accessorie (furto-incendio, cristalli, eventi naturali), il bollo, la manutenzione ordinaria, ma anche alcuni costi straordinari, come ad esempio l’invio del soccorso stradale o la copertura in caso di atti vandalici, eventi socio-politici e danni accidentali.Il costo complessivo per il noleggio a lungo termine, in 3 anni, raggiunge i 10.260 euro, vale a dire 1.512 euro in meno rispetto alla spesa netta emersa dall’analisi dell’acquisto dell’auto. Un risparmio che potrebbe essere addirittura più alto se si mettono in conto eventuali imprevisti o, anche, se si considera che il costo dell’RC auto per un veicolo intestato ad un neopatentato è, in alcune province italiane, estremamente elevato; variabili che graverebbero ulteriormente sul portafogli di un proprietario d’auto ma non su quello di un giovane che ha scelto il noleggio a lungo termine.

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Stati Generali dell’Economia: “nuove politiche pubbliche per consentire ai giovani di partecipare alla ricostruzione del Paese”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2020

“Le conseguenze di questa crisi saranno devastanti per le giovani generazioni. Tuttavia il momento che stiamo vivendo rappresenta un’occasione storica per consentire ai giovani di partecipare in modo pieno e diretto alla ricostruzione del Paese. Abbiamo rappresentato al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte la necessità di un confronto strutturato attraverso un processo sistematico di ascolto dei giovani che dovranno farsi carico del peso economico delle misure messe in atto. La scommessa che insieme siamo chiamati a vincere è quella di costruire le basi per lo sviluppo del nostro Paese, che non può non passare dal coinvolgimento di chi dovrà governarlo e abitarlo”. Così la Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, Maria Cristina Pisani, agli Stati Generali dell’Economia a Villa Doria Pamphilij. “Per questo abbiamo chiesto – ha proseguito Pisani – un intervento legislativo organico sulle politiche per le giovani generazioni anche perché a causa dell’ennesima crisi una nuova ondata di under 35 è pronta a emigrare. Abbiamo chiesto di liberare nuove energie contrastando le rendite esistenti per impedire che molti di loro cumulino pensioni da fame, conseguenza di carriere discontinue, part time involontari e salari bassissimi. Abbiamo chiesto nuove politiche economiche anche perché rispetto alle generazioni di trent’anni fa i redditi dei giovani si sono ridotti del trenta per cento. Abbiamo chiesto investimenti materiali ed immateriali per limitare i fenomeni migratori di giovani dalle aree interne e dal Mezzogiorno del Paese. E abbiamo evidenziato alcune linee di intervento: valorizzare i tanti giovani italiani emigrati all’estero che non sono stati adeguatamente sostenuti in questi anni e che avrebbero tutte le capacità di contribuire al rilancio dell’Italia; definire un nuovo patto sociale per le giovani generazioni rafforzando strumenti di lotta alla precarietà, favorendo un nuovo confronto sulla pensione di garanzia per i giovani; sostenere la digitalizzazione e l’innovazione dei processi educativi e lavorativi; investire nella formazione e nell’orientamento; istituire un obbligo di valutazione dell’impatto generazionale per ogni legge e provvedimento pubblico”. “La crisi attuale ci ha dolorosamente insegnato che le scelte politiche dovranno d’ora in poi essere lungimiranti e che è più utile progettare il futuro piuttosto che subirne l’impatto. Quello che chiediamo è un’Italia dei redditi e non delle rendite, un’Italia della cooperazione e non della contrarietà, un’Italia delle opportunità per milioni di giovani”. Ha concluso la Presidente Pisani.

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Un percorso di autenticità per il futuro dei giovani

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

“Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro”. In queste parole di Papa Giovanni Paolo II, rivolte ai giovani e sempre attuali, c’è lo spirito del percorso di Eccellenza Umana che si è concluso all’Università Europea di Roma.L’iniziativa, che fa parte delle attività sviluppate dall’Ufficio di Formazione Integrale, è giunta alla sua decima edizione. Come sempre ha accompagnato i ragazzi in un cammino alla scoperta di se stessi, per donare autenticità alla propria esistenza.
Quest’anno l’esperienza di Eccellenza Umana ha avuto un significato ancora più profondo, essendosi svolta nel periodo dell’emergenza sanitaria. La seconda parte del percorso, infatti, si è tenuta in videoconferenza. I giovani l’hanno vissuta come un’occasione di respiro e di apertura verso il mondo in un periodo difficile di isolamento, come un vero punto di riferimento settimanale nel quale affrontare le difficoltà legate al lockdown, scoprendo e potenziando le proprie risorse interiori e relazionali.
Gli incontri sono stati tenuti da tre docenti di Psicologia: i professori Massimo Marchisio, Paolo Musso e Alessandro Spampinato. Ognuno ha toccato il tema della relazionalità da diversi punti di vista: la relazione con noi stessi, il rapporto con gli altri in un piccolo gruppo (ad esempio la famiglia o gli amici) e la relazione nei grandi gruppi.“Abbiamo cercato di aiutare i giovani a sviluppare relazioni autentiche”, spiega il dott. Giovanni Intra Sidola, responsabile dell’area di Eccellenza dell’Ufficio di Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma. “Siamo in un’epoca di grandi comunicazioni. Le nuove tecnologie ci permettono di entrare in contatto facilmente con persone in ogni parte del mondo. Ma qual è la qualità delle nostre relazioni? In quale modo comunichiamo con gli altri? I nostri professori hanno riflettuto con i ragazzi su questi ed altri temi, in un periodo in cui la paura del virus rischia di compromettere seriamente i rapporti con gli altri”.“La parola Eccellenza, per un giovane che frequenta l’università, non significa semplicemente raggiungere un alto rendimento accademico”, continua Giovanni Intra Sidola. “L’Eccellenza umana è un cammino che può portare lo studente a dare il meglio di sé, una volta scoperti, compresi e accettati i propri limiti e le proprie risorse, i propri difetti e le proprie potenzialità, già espresse o meno, con una grande spinta al superamento dei limiti e al miglioramento delle potenzialità.La complessità della persona, nonché la sua unicità e irripetibilità, implica che uno studente possa avere gli strumenti per eccellere nell’ambito umano, in quello sociale, in quello spirituale o in quello accademico. Pertanto lo studente deve essere guardato nella totalità della sua persona. Deve essere aiutato a guardare se stesso nel suo insieme, per portare alla luce le sue migliori caratteristiche, in qualsiasi ambito esse risiedano, cercando di confrontarsi con i propri limiti e i propri difetti”.“Essere eccellenti non vuol dire essere privi di difetti o non conoscere l’esperienza del fallimento”, ricorda Giovanni Intra Sidola. “Non è eccellente chi non sbaglia mai; è eccellente chi si rialza ogni volta dopo aver sbagliato, apprendendo dai propri errori; è eccellente chi non fa del perfezionismo e dell’ansia da performance un criterio assoluto; è eccellente chi raggiunge un buon equilibrio (sempre dinamico) fra le dimensioni della propria vita, non chi è orientato esclusivamente al successo ad ogni costo. È eccellente chi non rinuncia alla propria umanità per raggiungere una sterile e falsa perfezione, in una dimensione non individualistica, ma comunitaria”.L’Ufficio di Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma ringrazia i professori Marchisio, Musso e Spampinato per il costante impegno, profuso con grande professionalità in questo Programma da ormai dieci anni, per la creatività mostrata di fronte alle improvvise nuove esigenze didattiche imposte dal medium telematico e per la profonda umanità con cui sanno sempre coinvolgere gli studenti in questo percorso di conoscenza e crescita personale e professionale.

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