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E’ l’agricoltura la risposta alla disoccupazione giovanile

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 giugno 2018

Dai dati Istat sul mese di Aprile emerge con chiarezza l’aumento dei contatti a tempo determinato (+ 23 mila rispetto al periodo pre-crisi) e il calo di quelli a tempo indeterminato (-37 mila); ma più di tutto – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – emerge la nuova crescita del tasso di disoccupazione tra gli under 25 (+0,6% sul mese precedente e + 15,9 punti percentuali rispetto alla media europea certificata dai dati Eurostat). Questa situazione è oggettivamente preoccupante e assume i toni dell’assurdo se vissuta in parallelo con le diatribe politiche di queste ore sui possibili incarichi di governo.Come Confeuro – continua Tiso – ravvisiamo l’urgenza di un piano di rilancio per l’occupazione giovanile che si fondi sulla centralità del mondo agricolo. Infatti i dati hanno dimostrato più volte l’attenzione dei giovani verso le tematiche del primario e verso le tante opportunità offerte dalla multifunzionalità del comparto agroalimentare. Perché questo interesse si concretizzi in opportunità concrete, c’è però la necessità di politiche e strategie specifiche.Questo particolare periodo storico – conclude Tiso – è colmo di pericoli, ma anche di occasioni. Il nostro sincero auspicio è che la politica si concentri sulla sua vocazione naturale e decida di collaborare con tutte quelle forze economiche e sociali interessate a dar voce ai bisogni dei cittadini e a costruire una prospettiva di futuro diversa.

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Costruire un’Europa più forte: nuove iniziative per rafforzare ulteriormente il ruolo delle politiche per i giovani, l’istruzione e la cultura

Posted by fidest press agency su sabato, 26 maggio 2018

Le nuove iniziative mirano ad aumentare la mobilità per l’apprendimento e le possibilità di istruzione nell’UE, a fornire ai giovani i mezzi per agire in autonomia e responsabilità, in particolare incoraggiandoli a partecipare alla vita civica e democratica, e a sfruttare la cultura come strumento di progresso sociale e crescita economica in Europa.La Commissione presenta oggi un pacchetto comprendente:
una comunicazione di carattere generale, sul tema “Costruire un’Europa più forte: il ruolo delle politiche per i giovani, l’istruzione e la cultura”, che delinea il modo in cui la Commissione sta portando avanti l’agenda di Göteborg e il mandato conferitole dal Consiglio europeo;
una strategia per i giovani per il periodo 2019-2027 volta a fornire i mezzi per rendere i giovani europei autonomi e responsabili e a dare loro maggior voce in capitolo nell’elaborazione delle politiche dell’UE, a riprova di quanto la Commissione ritenga importante investire nei giovani e nel loro futuro;
proposte di raccomandazioni del Consiglio sui seguenti temi: sistemi di educazione e cura della prima infanzia di alta qualità, per gettare le basi di una vita di successo; riconoscimento reciproco dei diplomi e dei periodi di apprendimento all’estero per agevolare la mobilità per l’apprendimento in Europa; migliore insegnamento e apprendimento delle lingue per garantire che la conoscenza approfondita delle lingue straniere sia più diffusa tra i giovani;
una nuova agenda per la cultura, che mira a sensibilizzare i cittadini sul patrimonio culturale europeo condiviso nella sua diversità. L’agenda mira a sfruttare appieno la forza della cultura sia nella costruzione di un’Unione più giusta e più inclusiva, sostenendo l’innovazione, la creatività, la crescita e posti di lavoro sostenibili, sia nel rafforzare le relazioni esterne dell’UE.
La comunicazione generale “Costruire un’Europa più forte” delinea il progetto di una carta europea dello studente intesa a promuovere la mobilità per l’apprendimento, riducendo gli oneri amministrativi e i costi per gli studenti e gli istituti di istruzione e formazione. La Commissione prevede di introdurla entro il 2021 come simbolo visibile dell’identità degli studenti europei. La comunicazione sottolinea inoltre il lavoro che viene svolto con gli Stati membri e il settore dell’istruzione per dare vita alle università europee. Tali università europee, costituite da reti ascendenti di università già in essere, contribuiranno a rafforzare la cooperazione transfrontaliera mediante strategie istituzionali a lungo termine. Promuoveranno l’innovazione e l’eccellenza, incrementeranno la mobilità di studenti e insegnanti e faciliteranno l’apprendimento delle lingue. In tal modo si potrebbe contribuire anche a rendere l’istruzione superiore europea più competitiva. La Commissione intende avviare progetti pilota nel 2019 e nel 2020 nell’ambito del programma Erasmus+ prima della piena attuazione dell’iniziativa nel 2021.
Saranno elaborate inoltre altre azioni per sostenere un approccio all’istruzione e alla formazione basato sull’apprendimento permanente e l’innovazione. La Commissione, ad esempio, propone di sostenere l’istituzione di centri di istruzione e formazione professionale di eccellenza, al fine di promuovere un ruolo attivo dell’istruzione e della formazione professionale nello sviluppo economico regionale e locale.

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La schiena va a scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 maggio 2018

Milano. Offrire ai ragazzi informazioni utili unite ad alcuni semplici suggerimenti per prendersi cura della propria schiena, gestire al meglio la colonna vertebrale, proteggerla e accompagnarne l’evoluzione nella maniera piu’ corretta. E’ questo l’obiettivo del progetto ‘La schiena va a scuola – Prime regole per rispettarla’, messo a punto anche nell’anno scolastico 2017/2018 dall’Associazione italiana fisioterapisti come opera di prevenzione rivolta ai bambini e ai ragazzi della scuola primaria e secondaria, ovvero proprio la fascia d’eta’ strategica per preparare la schiena alle prove piu’ impegnative che ogni adulto dovra’ progressivamente e inevitabilmente affrontare con il passare degli anni. L’iniziativa, patrocinata dalla Regione Lombardia, e’ stata dunque quella di costituire un gruppo di fisioterapisti con specifica formazione e metterlo a disposizione degli istituti scolastici della regione, predisponendo durante questo anno scolastico una serie di incontri formativi nelle classi, in cui insegnare agli studenti come monitorare lo stato di salute della propria colonna vertebrale.
Tra tutti gli istituti scolastici del territorio che AIFI Lombardia ha contattato per estendere l’iniziativa, hanno risposto all’appello una decina di plessi e sono stati coinvolti circa 1.200 i ragazzi. La scelta di AIFI Lombardia e’ ricaduta sull’eta’ in cui si manifestano alcune disfunzioni della colonna vertebrale tipiche dello sviluppo adolescenziale, come la scoliosi o il dorso curvo: identificare precocemente questi disturbi, quindi, consente tramite strumenti correttivi adeguati di frenare eventuali peggioramenti e scongiurare interventi piu’ aggressivi.
Per verificare e stimolare la capacita’ di recepimento dei ragazzi, al termine degli incontri in classe e’ stato indetto un miniconcorso per la realizzazione di un cartellone con alcune caratteristiche per valorizzare i temi in modo artistico e fantasioso. Circa 80 gli elaborati sottoposti all’esame della giuria, composta dallo staff del progetto e guidata dal presidente di AIFI Lombardia, Gianluca Rossi.
Tre i vincitori dell’edizione 2017/2018, che venerdi’ riceveranno i premi e la visita delle istituzioni nei loro istituti (dalle ore 9):
– Primo classificato: classe I C, Istituto Comprensivo Dante – Scuola Majno di Gallarate.
– Secondo classificato: classe I A, Istituto Comprensivo Cardinal Ferrari di Cantu’.
– Terzo classificato: classe I G, Istituto Comprensivo Gerolamo Cardano – Sede di Madonna in Campagna di Gallarate.
Il terzo premio consiste in chiavette Usb con il materiale del progetto, il secondo in cartellette-leggio per mantenere una posizione ergonomica durante lo studio, mentre il primo premio e’ costituito da un kit con attrezzatura tecnico-sportiva offerta dalla ditta Errea per stimolare i ragazzi all’attivita’ motoria.
“E’ stato importante trovare la collaborazione di numerosi istituti scolastici per supportare la mission professionale del fisioterapista nella sua espressione legata all’educazione, alla promozione della salute e degli stili di vita corretti”, commenta il presidente Rossi.

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200 brillanti giovani da oltre venti Paesi del mondo si riuniranno a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2018

Roma dal 2 al 4 maggio prenderanno parte alla seconda edizione di ZEROHackathon, la competizione giovanile di idee che selezionerà quest’anno le migliori proposte in tema di Sport come strumento di promozione della Pace e dello Sviluppo.Unire l’apprendimento non formale con i valori dello Sport è l’obiettivo principale dell’iniziativa organizzata dalla SIOI – Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale in collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia e con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI).
Lo Sport può favorire il dialogo e rivelarsi un sorprendente strumento di pace e sviluppo, oltre che un catalizzatore di valori universalmente condivisi. L’Agenda 2030 dell’ONU riconosce “il crescente contributo dello sport alla realizzazione dello sviluppo e della pace nella sua promozione della tolleranza e del rispetto e il contributo che apporta al rafforzamento delle capacità delle donne e dei giovani, degli individui e delle comunità, nonché alla salute, all’istruzione e agli obiettivi di inclusione sociale”.
ZEROHackathon è un contest internazionale per studenti di scuola superiore e università che, riuniti in team, elaboreranno proposte di azione realizzabili e innovative sulle principali questioni globali. Le sfide saranno lanciate in occasione della Cerimonia di apertura che avrà luogo il 2 maggio al Centro di Preparazione Olimpica Acqua Acetosa “Giulio Onesti”.
Saranno presenti alla cerimonia d’apertura: Franco Frattini, Presidente della SIOI; Giovanni Malagò, Presidente del CONI; Kelly Degnan, Vice Capo Missione dell’Ambasciata USA a Roma; Sabrina Bono, Capo di Gabinetto del MIUR; Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia; Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie del MAECI; Daniela Bas, Direttore della Divisione delle Politiche Sociali e dello Sviluppo dell’Ufficio delle Nazioni Unite di New York (UNDESA); Paolo Glisenti, Commissario Generale per l’Italia a Expo Dubai 2020; Alfio Giomi, Presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera, Andrea Cisternino, Presidente del Comitato #UnitiperLoro.
Testimonial d’eccezione saranno i campioni olimpici Francesca Lollobrigida, pattinatrice di velocità su ghiaccio, Giovanni Pellielo, tiratore a volo, e Giacomo Lucchetti, campione italiano 250cc. Grand Prix.A conclusione della Cerimonia di apertura tutti i partecipanti prenderanno parte a una vera e propria staffetta organizzata in collaborazione con la FIDAL.
Palazzetto di Venezia, sede della SIOI, sarà “il campo da gioco” di #ZEROHackathon che si concluderà la mattina del 4 maggio con la presentazione delle idee progettuali nella Sala delle Conferenze Internazionali della Farnesina. Una Giuria di esperti premierà le proposte più innovative e concrete.

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Richieste mutui: Crescono le domande da parte delle fasce di popolazione più giovani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

Il mese di marzo vede una nuova contrazione (-8,4%) del numero di richiesta di nuovi mutui e surroghe (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online) da parte delle famiglie italiane, dato che porta la performance cumulata nel primo trimestre dell’anno ad un calo complessivo del -8,9%, rispetto allo stesso periodo del 2017.
Tuttavia, tale flessione è più contenuta rispetto a quanto rilevato nei 3 trimestri precedenti essendosi ormai consolidata la frenata delle surroghe, fenomeno iniziato oltre un anno fa a seguito del progressivo ridursi del bacino potenziale di mutuatari per i quali l’operazione di rottamazione del finanziamento è ancora economicamente conveniente.
Di seguito sono riportate in forma grafica le variazioni mensili in valori ponderati (cioè al netto dell’effetto prodotto dal differente numero di giorni lavorativi) su EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 85 milioni di posizioni creditizie.Alla flessione del numero di richieste si contrappone, però, una crescita dell’importo medio richiesto, che nei primi tre mesi del 2018 fa segnare un confortante +1,7%, portando il valore medio a 126.025 Euro. Anche in questo caso il dato è influenzato dalla minor incidenza delle surroghe, che per natura presentano un importo medio inferiore a quello dei nuovi mutui.
Nello specifico, l’importo richiesto nel mese di marzo si è attestato a 126.256 Euro, leggermente al di sopra del valore rilevato nel corrispondente mese del 2017 (+0,5%).
Andando ad analizzare la distribuzione delle richieste, nei primi tre mesi dell’anno si osserva uno spostamento graduale dalla classe di importo inferiore ai 75.000 Euro verso quelle al di sopra dei 150.00 Euro.Per quanto riguarda invece la distribuzione delle richieste di nuovi mutui e surroghe per classe di durata, nel I trimestre si registra uno slittamento verso le fasce comprese tra i 16 e i 30 anni (+3,3 punti percentuali) a cui corrisponde una parallela contrazione della classe compresa tra i 10 e 15 anni (-3,1 punti percentuali rispetto al 2017).
Le richieste di mutuo di durata inferiore ai 5 anni (tipicamente associate alle surroghe) mantengono una posizione marginale e in ulteriore riduzione di -0,8 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.
L’analisi prodotta da CRIF sulla distribuzione per età del richiedente, infine, conferma che ancora una volta è la fascia d’età compresa tra i 35 e i 44 anni ad essere quella maggiormente rappresentata, con una quota pari al 34,5% del totale.Si osserva, però, un aumento delle richieste da parte delle fasce di età più giovani di popolazione, con quella compresa tra i 25 e i 34 anni che cresce di +1,2 punti percentuali rispetto al I trimestre 2017.
“In uno scenario del mercato immobiliare che sta manifestando segnali di recupero sul fronte delle compravendite (l’unico indicatore che sta languendo è quello dei prezzi degli immobili usati, ancora in calo, mentre le case di nuova costruzione hanno già intrapreso un percorso di recupero), le aziende di credito stanno sviluppando prodotti sempre più vicini alle reali esigenze e capacità dei consumatori, basati sulle peculiarità territoriali in termini di potenzialità e caratteristiche socio-demografiche – conclude Capecchi -. Al contempo rimane opportuna la corretta valutazione degli immobili e del rischio di credito associato alla richiesta del finanziamento per garantire un sano sviluppo del mercato, tanto per le aziende di credito quanto per le famiglie in termini di affidamento responsabile”.

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I giovani e il mondo del lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Roma – Mercoledì 18 aprile 2018, presso la sede dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e l’Università Europea di Roma, via degli Aldobrandeschi 190, si terrà la presentazione dei risultati della Survey sul tema “I giovani e il mondo del lavoro”, ricerca realizzata dal gruppo Value@Work, promosso dall’ Istituto di Studi sulla Donna dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum in collaborazione con l’Università Europea di Roma.Il gruppo Value@work (composto da: AIDP Lazio, CGIL, CoLAP, Federmanager, Forum delle Associazioni Familiari, Istituto Fidelis – APRA, Istituto Luigi Gatti- APA Confartigianato Imprese Milano-Monza, Prioritalia e Università Europea di Roma) osservando le dinamiche relative all’incontro tra domanda e offerta di lavoro si è reso conto che esisteva un gap prevalentemente a carattere orientativo e percettivo. Così per facilitare questo importante processo ha deciso di impegnarsi prima in una survey (osservazione e rilevazione strutturata) che prendesse in considerazione i due protagonisti di questo match (giovani e imprese), e poi in progetti strutturati di rivisitazione del rapporto tra giovani e mondo del lavoro.La ricerca analizza due campioni: i giovani universitari e le imprese.
Gli obiettivi della survey (fase pilota) per il campione dei giovani universitari, sono quelli di comprendere le motivazioni delle scelte universitarie verso il mondo del lavoro sia dal punto di vista professionale che valoriale, le difficoltà attese verso il percorso della propria autonomia e la disponibilità a mettersi in gioco per ottenere gli obiettivi preposti. Questi dati vengono analizzati per tipologia di curriculum universitario e per genere, al fine di comprendere se vi siano o meno differenze collegate al profilo o alla propria identità.
Per il campione imprese la ricerca è finalizzata a comprendere quali siano i fabbisogni delle imprese, le difficoltà nell’assunzione di nuove forze lavoro, il valore aggiunto atteso e un possibile modello per integrare i giovani nella propria organizzazione.Il confronto tra il punto di vista dei giovani e le imprese potrà dare degli utili spunti per il proseguimento del lavoro, seppure in una fase pilota.Interverranno all’evento: Adele Ercolano, Coordinatrice dell’Istituto Superiore di Studi sulla Donna e membro del Comitato Direttivo Value@Work, Stefania Celsi, del Comitato Direttivo Value@Work e Consigliere dell’Istituto Superiore di Studi sulla Donna, e Silvia Profili, Professore Associato di Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane all’Università Europea di Roma.
Discuteranno i risultati della ricerca, alle 10.30: Gabriele Gabrielli, Presidente della Fondazione Lavoroperlapersona e Adjunt Professor di Gestione delle Risorse Umane presso l’Università LUISS Guido Carli, Marcella Mallen, Presidente di Prioritalia e membro di Value@Work, Emma Ciccarelli, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Lazio e membro di Value@Work, e Caterina Cenci e Riccardo Iudica, studenti dell’Università Europea di Roma.
Alle 12.00 sarà illustrata la seconda parte dei risultai della ricerca: l’impresa e le esperienze di collaborazione con l’università.
Interverranno: Stefania Celsi, del Comitato Direttivo Value@Work e Consigliere dell’Istituto Superiore di Studi sulla Donna, e Silvia Profili, Professore Associato di Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane all’Università Europea di Roma, e Liborio De Santis, Responsabile Orientamento e Job Placement dell’Università Europea di Roma.
Discuteranno i risultati della ricerca, alle 12.30: David Trotti, Presidente Associazione Italiana Direttori del Personale Lazio (AIDP Lazio), Antonio Fortuna, Presidente di Assimpresa e Segretario Generale di Confassimpresa, Guelfo Tagliavini, Presidente Tesav e membro Value@Work, e Daniela Vellucci, Regional recuter, Randstad Italia SPA.L’incontro si chiuderà alle 13.30 con le conclusioni e i saluti di Marta Rodriguez, Direttrice dell’Istituto di Studi Superiori sulla Donna e Presidente Value@Work, e José Enrique Oyarzún LC, Vice Rettore dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Modera l’incontro Emiliana Alessandrucci, Responsabile Comunicazione e Relazioni Istituzionali dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

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14-15 aprile in piazza contro la violenza domestica

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 aprile 2018

Sabato 14 e domenica 15 aprile le piazze di 1600 città italiane saranno colorate dai fiori che le migliaia i volontari di SOS Il Telefono Azzurro Onlus consegneranno a chiunque aderirà a Fiori d’Azzurro, iniziativa nata con l’obiettivo di raccogliere i fondi che serviranno per sostenere il costante intervento in difesa dei bambini e degli adolescenti vittime di violenze e soprusi.
In Italia, sono tanti i giovani che subiscono violenza fisica e psicologica. Bambini e adolescenti maltrattati, privati della loro identità, schiacciati dalla paura del domani. Gli abusi sono un dramma, che spesso spinge i più deboli a compiere gesti estremi. Attraverso la sua linea di ascolto 1.96.96, Telefono Azzurro riceve in media 233 segnalazioni al mese, di queste il 58% è rappresentato da denunce di situazioni di difficoltà all’interno della famiglia, il luogo che dovrebbe rappresentare un porto sicuro, in cui sentirsi protetti e al sicuro. Dei casi gestiti (2.800 solo nel 2017), in quasi il 14% è stata riscontrata una situazione di rischio familiare, con la conflittualità tra genitori al primo posto tra le cause, con un’incidenza del 36% all’interno della categoria.Sono ancora troppe le situazioni di abuso e violenza ai danni di bambini e adolescenti all’interno delle mura domestiche, che costituiscono il 22% delle chiamate prese in carico dalla linea 1.96.96. La tipologia di violenza maggiormente denunciata è quella fisica, che rappresenta circa un terzo (32%) dei casi, mentre più di 1 su 5 (24%) riguarda contesti di abuso psicologico.
Secondo un’indagine da Telefono Azzurro con Doxa Kids su un campione di studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, è emerso un altro dato allarmante relativo al dilagarsi del fenomeno del bullismo tra gli adolescenti. I 35% degli intervistati ha ammesso di aver subito almeno un atto di bullismo, il 68% dei quali è avvenuto nel contesto scolastico. Episodi che spesso non vengono denunciati per vergogna o per paura di ritorsioni, per questo su teme che gli episodi siano ben più numerosi. Il 31% delle vittime ha, infatti, preferito “lasciar perdere”, con un 23% che non lo ha detto a nessuno, neanche al miglior amico. Solo il 23% ha chiesto l’aiuto dei genitori.
“Fiori d’Azzurro” nasce con l’obiettivo di accendere il dibattito sul tema dell’abuso, coinvolgendo l’intera cittadinanza e soprattutto chi rappresenta per i ragazzi un punto di riferimento: insegnanti, educatori, genitori, rappresentanti del mondo sportivo, pediatrico e delle istituzioni. Una vera e propria call to action che mira a promuovere un’azione sinergica, per limitare la propagazione di comportamenti devianti, diffondendo best practices e creando awareness rispetto agli strumenti messi a disposizione da Telefono Azzurro.

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Al via la 3° edizione di BioUpper

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2018

Dopo il successo delle prime due edizioni, Novartis e Fondazione Cariplo lanciano la terza edizione di BioUpper, il programma a sostegno dei giovani talenti che vogliono creare una start up nelle Scienze della Vita, e annunciano la collaborazione con IBM. L’iniziativa, quest’anno, sarà realizzata con Cariplo Factory, il polo di Fondazione Cariplo dedicato a progetti di open innovation, per sostenere le eccellenze della ricerca italiana a sviluppare i propri progetti innovativi anche attraverso l’uso della tecnologia avanzata.
La terza edizione offre novità importanti per ricercatori, startupper e innovatori delle Scienze della Vita: due percorsi paralleli denominati rispettivamente Call for Ideas e Call for Scale.
Questa edizione mette in palio fino a 540 mila euro in servizi. I tre progetti vincitori della Call for Ideas riceveranno un premio fino a 180 mila euro in servizi ciascuno, da investire per lo sviluppo del progetto sul mercato, mentre i vincitori della Call for Scale avranno l’opportunità di esplorare potenziali partnership commerciali.La Call for Ideas si rivolge a ricercatori, giovani talenti e a tutti coloro che progettano e sognano di tradurre un’idea biotech in impresa, con l’obiettivo di aiutarli a elaborare e presentare progetti innovativi di prodotto o di processo nel campo delle Scienze della Vita. I più meritevoli saranno accompagnati in un percorso personalizzato di accelerazione.
La terza edizione del programma porta, inoltre, il coinvolgimento di una rete molto ampia di acceleratori e incubatori sparsi nel territorio nazionale che realizzeranno il percorso di accelerazione, tra questi: BioUndustry Park, Campania NewSteel, Consorzio ARCA, Digital Magics, dPixel, Fondazione Filarete, Fondazione Toscana Life Sciences, I3P, Jcube, Luiss EnLabs, PoliHub, PTP – Science Park.
Una delle novità più significative della terza edizione, pensata proprio per dare un’ulteriore opportunità di sviluppo ai progetti, è la Call for Scale, rivolta a startup in fase post-seed (TRL compreso tra 5 e 8). La Call for Scale si configura come programma di open innovation con il duplice obiettivo di sostenere l’innovazione nel campo delle Scienze della Vita, attraverso la selezione di startup che hanno sviluppato prodotti e servizi già maturi per essere portati sul mercato, e supportare la crescita delle startup italiane attraverso la collaborazione con aziende pubbliche e private operanti nel settore sanitario e ospedaliero.Le startup selezionate al termine della Call for Scale avranno l’opportunità di presentarsi a un comitato tecnico-scientifico composto da Novartis, Fondazione Cariplo, IBM e Cariplo Factory. Quelle giudicate a più alto potenziale sosterranno degli incontri one-to-one e avranno accesso al Match-Making Program, un percorso che porterà le startup a relazionarsi con i principali attori del mercato per costruire opportunità di business.
Per partecipare a BioUpper è sufficiente accedere al sito http://www.bioupper.com e candidare un progetto che rientri in uno degli ambiti di applicazione, entro il 29 maggio per la Call for Scale ed entro il 5 giugno 2018 per la Call for Ideas.
A spingere Novartis e Fondazione Cariplo a proseguire nello sviluppo dell’iniziativa è stato, tra gli altri, il grande successo realizzato negli anni passati. La seconda edizione di BioUpper ha raccolto oltre 150 candidature, il 30% in più rispetto alla prima del 2015, e dalla sua nascita ad oggi la formula del programma ha prodotto numeri particolarmente significativi per il campo delle Scienze della Vita. Il 70% dei progetti finalisti delle prime due edizioni ha raccolto investimenti per un totale di oltre 2.200.000 euro, provenienti da grant, investitori privati e venture capitalist. Il 55% dei team si è costituito in impresa, mentre il 45% sta continuando la fase di sviluppo del proprio prodotto. Il 65% dei partecipanti, infine, ha stretto partnership commerciali e di co-sviluppo. Il lancio della terza edizione è patrocinato dal Ministero della Salute, Ministero dello Sviluppo Economico e della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI).

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“I giovani e le scienze 2018” della Commissione europea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

Tre studenti di Torino e tre studenti di Rimini sono stati selezionati come migliori per rappresentare l’Italia alla finale europea: molte le invenzioni utili e particolari premiate a Milano il 26 marzo alla Selezione italiana del concorso europeo “I giovani e le scienze” della Commissione europea presso la Fast- Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche. “Sono ragazzi e ragazze di età compresa tra i 14 e i 21 anni provenienti da tutta Italia”, dice Alberto Pieri, segretario generale della FAST, che organizza ogni anno per la Direzione Generale Ricerca della Commissione europea la selezione italiana,” i giovani neoArchimede spesso partono da problemi concreti della vita quotidiana, realizzano prototipi utili al prossimo e vengono premiati per le loro invenzioni e studi di qualità con borse di studio e viaggi, oltre a partecipare i migliori alla selezione europea che si svolgerà a Dublino dal 14 al19 settembre 2018 e a vincere 7mila euro”. Tra le invenzioni 2018 ci sono ad esempio una innovativa applicazione per gli ipovedenti, una app per ridurre lo spreco alimentare; un particolare sistema con sensori per la schiena che sostituisce il busto rigido per consentire ad un compagno di scuola di vivere meglio; un sistema di alimentatore mobile ecosostenibile per creare aule di informatica più sicure e attrezzate; uno studio su uno stent pericardico auto-espandibile che riduce i problemi post-operatori; un sistema per monitorare la salute delle nostre piante, un metodo per segnalare on line chi parcheggia in modo inappropriato nelle aree per disabili, un nuovo sistema per ridurre l’impatto del pesticida glicosolfato, un programma open-source di grafica 3D, che permette di costruire ed eseguire flow chart innovative; ma anche un nuovo modello sperimentale per monitorare nel tempo lo stato di conservazione dell’olio di oliva; ed un gessetto che purifica le acque; e tanto altro ancora.
Si tratta del concorso più prestigioso a livello europeo in quanto voluto sia dal Parlamento europeo, dalla Commissione europea e dal Consiglio europeo. I progetti riguardano tutte le materie: da quelle umanistiche a quelle scientifiche e tecniche e anche quest’anno sono estremamente interessanti. Nei suoi 30 anni di edizioni, ha raggiunto in totale ben 2401 progetti presentati da 5412 ragazze e ragazzi italiani partecipanti con ben 867 lavori selezionati per le finali, realizzati da 1827 studenti. Si tratta dell’Italia che cresce; rappresentano i veri talenti e molti di loro negli anni hanno anche brevettato le loro invenzioni e avviato delle start up estremamente innovative. “Per l’edizione 2018 sono arrivati contributi proposti da studenti di molte Regioni italiane,” spiega il Presidente della FAST Roberto Cusolito. “La mostra aperta al pubblico ha incluso anche 6 lavori ospitati per la mostra, provenienti da Belgio, Brasile, Messico, Olanda, Russia e Spagna. Le Regioni rimaste in gara per la selezione italiana 2018 sono state 10 con capofila il Piemonte con 10 proposte; seguono Emilia Romagna e Lombardia con 3 progetti; il Friuli V.G., le Marche e la Sardegna partecipano con 2 lavori; sono stati selezionati per qualità anche un progetto per le seguenti regioni Trentino Alto Adige, Toscana, Puglia e Campania. La manifestazione si onora del Premio di rappresentanza del Presidente della Repubblica”.
Quest’anno è stato lanciato, in collaborazione con Salvetti Foundation, anche il “Forum Giovani Scienziati”, ovvero una realtà di sinergia tra i nuovi partecipanti al concorso e quelli delle edizioni precedenti che formano una vera community di cervelli di qualità che collaborano tra loro e rappresentano la vera Italia del presente e del futuro della ricerca e dell’innovazione.

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Missioni dei giovani dell’Università Europea di Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2018

Le Missioni di Settimana Santa del Regnum Christi sono un apostolato di Gioventù e Famiglia Missionaria che coinvolge in Italia circa 250 persone. Si svolgono nel Triveneto, in Toscana e in Sicilia e in circa 20 Paesi nel mondo, per servire la Chiesa locale, i vescovi e i parroci.
Da mercoledì Santo alla domenica di Pasqua, un gruppo di studenti dell’Università Europea di Roma, insieme ad altri giovani provenienti da diverse parti d’Italia, parteciperà alle Missioni di Evangelizzazione che il Movimento Regnum Christi promuove in occasione della Settimana Santa, attraverso l’apostolato “Gioventù e Famiglia Missionaria”.
L’iniziativa fa parte delle attività sociali dell’Ateneo. L’Università Europea di Roma, infatti, ha tra i suoi obiettivi principali la formazione integrale della persona. Una formazione che consenta non solo l’acquisizione di competenze professionali ma che orienti lo studente ad una crescita umana e spirituale e lo aiuti a sviluppare uno spirito di servizio per gli altri.
Per questa ragione 100 giovani andranno in missione nella diocesi di Fiesole, in provincia di Firenze. Saranno accompagnati da Padre Nicola Tovagliari LC, Cappellano dell’Università Europea di Roma, da altri sacerdoti e seminaristi dei Legionari di Cristo e dalle consacrate del Regnum Christi.“Vogliamo accogliere con gioia l’invito di Papa Francesco a vivere una Chiesa in uscita”, spiega il Cappellano Padre Nicola Tovagliari LC. “La missionarietà giovanile è la speranza di una Chiesa che vuole essere sempre giovane e vivere la cultura dell’incontro”.
Gli studenti dell’Università Europea di Roma, insieme agli altri giovani, visiteranno le famiglie, gli anziani e gli ammalati dei paesi. Si metteranno al servizio delle parrocchie, aiutando i sacerdoti nelle celebrazioni del Triduo Sacro, animando le funzioni liturgiche, organizzando giochi per i bambini, catechesi per i giovani e per le famiglie. In tutte le attività saranno guidati e accompagnati spiritualmente dai Legionari e dalle consacrate.
Le Missioni sono un’occasione concreta per mettersi alla prova a livello umano e come testimoni di Cristo, fare amicizie profonde, ma soprattutto per vivere la Pasqua nella sua pienezza, con spirito di accoglienza, di amicizia e di aiuto per gli altri. I ragazzi sperimentano in queste occasioni che veramente “c’è più gioia nel dare che nel ricevere” (Atti 20,35).

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Bayer investe su giovani studenti per progetti di comunicazione innovativi

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 marzo 2018

Milano. Bayer è la prima azienda farmaceutica a credere nei giovani studenti di Talent Academy, un percorso di apprendimento che si sviluppa in forma di competizione universitaria, realizzato in collaborazione con il Professor Andrea Cioffi dell’Università Cattolica di Milano.Giunta alla sua quindicesima edizione, l’iniziativa vede oltre 40 studenti confrontarsi sul terreno di nuovi progetti di comunicazione a favore dei settori di attività in cui operano le importanti aziende che prendono parte al Talent.Otto studenti, suddivisi in due gruppi di lavoro, hanno scelto di realizzare la proposta per Bayer: un progetto semplice ma sfidante per coinvolgere il medico in ambito cardiovascolare, per migliorare la comunicazione con il paziente, accompagnandolo e sostenendolo nel suo percorso terapeutico.
‘Il nostro obiettivo è coinvolgere i cardiologi in un modo completamente diverso, quasi inaspettato per i nostri canoni. Il progetto affidato a questi giovani è una sfida, quasi una provocazione. Mi vengono in mente le parole di Georg Cantor: Le grandi innovazioni avvengono nel momento in cui la gente non ha paura di fare qualcosa di diverso dal solito”, dichiara Alberto Guarnieri, Head of Marketing Thrombosis di Bayer.La giornata di ‘apertura lavori’ è fissata per il 23 marzo, quando i ragazzi potranno conoscere la realtà di Bayer e confrontarsi con uno dei settori di punta dell’azienda, quello cardiovascolare.Il tempo per elaborare e sviluppare le idee è di tre mesi. Il 12 giugno 2018 sarà quindi premiato il miglior progetto di comunicazione tra i due gruppi partecipanti. In palio uno stage curriculare di sei mesi nella sede milanese di Bayer, in viale Certosa.I progetti saranno valutati da una giuria interfunzionale interna a Bayer sulla base di innovazione dei contenuti e fattibilità in termini tecnologici, economici, di tempo, e di risorse umane.
Il prof. Andrea Cioffi, docente di Digital Communication Management del corso di laurea magistrale in Comunicazione per l’impresa, i Media e le Organizzazioni dell’Università Cattolica di Milano, è il fondatore di Enjoy Your Learning, associazione no profit nata per sviluppare percorsi didattici e di apprendimento innovativi e sostenibili. “Talent Academy è il fiore all’occhiello di questo approccio. È un sistema di apprendimento costruito sui principi della gamification e sul learning by doing, che aiuta i giovani a entrare nel mondo del lavoro. L’adesione di Bayer a questo progetto rappresenta un’occasione unica che i ragazzi hanno colto con entusiasmo, curiosi di scoprire le idee che nasceranno da questa collaborazione”.Sulla scelta di collaborare con Talent Academy ha influito la preparazione e il background degli studenti coinvolti, non contaminati dalle peculiarità del mondo del farmaco, caratteristica importante che può dare valore aggiunto alla progettualità sia in termini di innovazione che di creatività. “Ogni aspetto di Talent Academy è per noi una novità: il format, l’idea, il progetto. E sono proprio queste novità che ci hanno spinti ad intraprendere questa, oserei chiamarla, avventura”, conclude Guarnieri.

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Missioni dei giovani dell’Università Europea di Roma, per una Chiesa in uscita

Posted by fidest press agency su domenica, 25 marzo 2018

Roma. Da mercoledì Santo alla domenica di Pasqua, un gruppo di studenti dell’Università Europea di Roma, insieme ad altri giovani provenienti da diverse parti d’Italia, parteciperà alle Missioni di Evangelizzazione che il Movimento Regnum Christi promuove in occasione della Settimana Santa, attraverso l’apostolato “Gioventù e Famiglia Missionaria”.L’iniziativa fa parte delle attività sociali dell’Ateneo. L’Università Europea di Roma, infatti, ha tra i suoi obiettivi principali la formazione integrale della persona. Una formazione che consenta non solo l’acquisizione di competenze professionali ma che orienti lo studente ad una crescita umana e spirituale e lo aiuti a sviluppare uno spirito di servizio per gli altri.Per questa ragione 100 giovani andranno in missione nella diocesi di Fiesole, in provincia di Firenze. Saranno accompagnati da Padre Nicola Tovagliari LC, Cappellano dell’Università Europea di Roma, da altri sacerdoti e seminaristi dei Legionari di Cristo e dalle consacrate del Regnum Christi.“Vogliamo accogliere con gioia l’invito di Papa Francesco a vivere una Chiesa in uscita”, spiega il Cappellano Padre Nicola Tovagliari LC. “La missionarietà giovanile è la speranza di una Chiesa che vuole essere sempre giovane e vivere la cultura dell’incontro”.
Gli studenti dell’Università Europea di Roma, insieme agli altri giovani, visiteranno le famiglie, gli anziani e gli ammalati dei paesi. Si metteranno al servizio delle parrocchie, aiutando i sacerdoti nelle celebrazioni del Triduo Sacro, animando le funzioni liturgiche, organizzando giochi per i bambini, catechesi per i giovani e per le famiglie. In tutte le attività saranno guidati e accompagnati spiritualmente dai Legionari e dalle consacrate.
Le Missioni sono un’occasione concreta per mettersi alla prova a livello umano e come testimoni di Cristo, fare amicizie profonde, ma soprattutto per vivere la Pasqua nella sua pienezza, con spirito di accoglienza, di amicizia e di aiuto per gli altri. I ragazzi sperimentano in queste occasioni che veramente “c’è più gioia nel dare che nel ricevere” (Atti 20,35).Le Missioni di Settimana Santa del Regnum Christi sono un apostolato di Gioventù e Famiglia Missionaria che coinvolge in Italia circa 250 persone. Si svolgono nel Triveneto, in Toscana e in Sicilia e in circa 20 Paesi nel mondo, per servire la Chiesa locale, i vescovi e i parroci.

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Una formazione umana per il futuro dei giovani

Posted by fidest press agency su domenica, 18 marzo 2018

Roma Giovedì 22 marzo 2018, alle 15.00, in via degli Aldobrandeschi 190, si terrà l’Open Day dell’Università Europea di Roma, giornata dell’accoglienza dedicata a chi desidera conoscere l’ateneo. Sarà un’occasione per conoscere il campus e gli ambienti di studio, scoprire gli elementi distintivi che l’Università Europea di Roma (UER) riserva ai suoi studenti.Durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2017 – 2018, il Rettore Padre Pedro Barrajón LC ha ricordato che “l’Università deve essere al servizio della persona umana, del vero sviluppo sociale, culturale ed economico, della grande potenzialità che sono i giovani, vera speranza di una nazione”.Per questa ragione l’Università Europea di Roma propone un percorso di crescita professionale e umana, un contesto accademico di alto livello e un’attenzione specifica alla formazione della persona, anche attraverso il coinvolgimento dei giovani in attività sociali.
Durante l’Open Day, docenti e studenti presenteranno l’offerta formativa dei corsi di laurea e l’esperienza dello studio in UER, per capire che cosa significa studiare Economia, Psicologia, Giurisprudenza, Scienze della Formazione, Turismo.L’incontro si aprirà alle 15.00 con un saluto introduttivo, la presentazione delle Relazioni Internazionali e dei Servizi di Orientamento: Orientamento al lavoro e Placement, Tutoring, Formazione della Persona.Seguirà alle 15.45 la presentazione dei Corsi di Laurea.Dalle 16.30 ci sarà la prova di ammissione e la simulazione del test di ingresso di Scienze della Formazione Primaria.
Un giusto coinvolgimento degli adulti è molto importante nella scelta universitaria dei più giovani. Per questo, nell’Open Day dell’Università Europea di Roma ci sarà anche “Open Genitori”, un momento di incontro delle famiglie con i Coordinatori Accademici dei Corsi di Laurea. In questo modo, i genitori potranno meglio conoscere l’ambiente formativo che accoglierà i loro ragazzi.

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La famiglia è un punto di riferimento per i giovani sportivi

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 marzo 2018

“Il mondo del calcio ha bisogno di valorizzare il ruolo della famiglia”. E’ il messaggio lanciato dal Prof. Alberto Gambino, Pro-Rettore dell’Università Europea di Roma e Direttore della Rivista di Diritto Sportivo del CONI, in apertura di un incontro sul tema del Calciomercato, che si è tenuto all’Università Europea di Roma.“La famiglia – ha ricordato Gambino – ha un ruolo fondamentale e insostituibile nella formazione e nella tutela dei giovani calciatori, che spesso vengono catapultati in un mondo più grande di loro, in cui è facile smarrirsi. Le forti pressioni e l’improvviso successo possono rappresentare un rischio. Per questa ragione, la famiglia è il punto di riferimento più importante per chi si affaccia nel mondo dello sport. Nessuno potrà mai prendere il suo posto. L’influenza della famiglia è talmente forte che se i rapporti al suo interno sono in crisi, questo si riverbera anche sulla serenità dell’atleta”.Secondo il Pro-Rettore dell’Università Europea di Roma “oggi i giovani calciatori sono spesso sottoposti a condizionamenti e pressioni, fin dal momento in cui iniziano la loro attività. La ricerca esasperata del campioncino e il falso mito della vittoria ad ogni costo rischiano di offuscare l’autentico significato della pratica sportiva, che è quello educativo”.“Gli interessi economici – ha ricordato Gambino – non devono prevalere sugli aspetti etici fondamentali dell’attività sportiva. Negli ultimi anni si è diffusa sempre di più una nuova figura professionale: il procuratore sportivo. E’ importante che il procuratore sia alleato della famiglia. Oltre ad essere un bravo professionista, deve saper accompagnare con umanità i familiari dei giovani calciatori, consigliandoli ed aiutandoli nelle proprie scelte. Tutto questo non potrà che giovare al mondo dello sport, contribuendo a costruire un ambiente migliore ed un futuro sano per le nuove generazioni”.

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Scuola: Il nuovo contratto danneggia giovani e anziani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 marzo 2018

L’accordo sottoscritto all’Aran da CGIL, CISL e UIL ufficializza l’abolizione del primo gradone stipendiale (relativo alla fascia di anzianità 3-8 anni) riassorbito nella fascia unica 0-8 anni. Si tratta di una sorta di consacrazione di quanto era stato deciso con il Contratto integrativo di lavoro del 4 agosto 2011, per ottenere delle risorse interne al fine di trovare la copertura di un piano triennale di immissioni in ruolo ormai ampiamente esaurito. Così tutti coloro che non hanno servizio pregresso alla stipula del contratto a tempo indeterminato devono oggi attendere qualcosa come otto anni per vedere muovere il loro stipendio in avanti. Così, invece di ripristinare l’incremento stipendiale in corrispondenza del compimento del terzo anno di anzianità, si è andati a cancellarlo anche nel nuovo contratto che scadrà a fine 2018. Ma non vanno meglio gli over 60. Se si tiene conto dell’avanzamento della soglia di pensionamento, spostata a 67 anni (oppure per quello di anzianità a 43 anni di contributi), viene da chiedersi come mai non sia stato previsto alcun nuovo scaglione: in pratica, l’ultimo gradone (a 35 anni di carriera) viene a configurarsi senza un limite‎ temporale.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’abolizione del primo gradone stipendiale, introdotta per favorire l’invarianza finanziaria per le immissioni in ruolo poi normata dalla legge 128/2013, danneggia non poco chi aveva già diversi anni di precariato e viola la normativa comunitaria: per questo, va disapplicata. Lo hanno detto diversi giudici sui ricorsi promossi dal nostro sindacato. Per chi ha tanti anni di servizio alle spalle, ci si aspettava una nuova fascia, la 36-43 anni, attraverso la quale si sarebbe recepito nel contratto collettivo nazionale il sensibile allungamento dell’età pensionabile. Invece, inspiegabilmente, nell’ipotesi di contratto accordato dalla parte pubblica con i sindacati Confederali, si condannano gli over 60 a percepire lo stesso stipendio fino all’ultimo anno prima di andare in pensione. Sempre che non muoiano prima, permetteteci la battuta, visto che ormai ogni tre anni si eleva l’età pensionabile: tra l’altro per vedersi assegnare un rateo pensione destinato ad assottigliarsi nei prossimi anni del 30-40% rispetto all’ultimo stipendio, per poi ridursi progressivamente sino ad assicurare ai millennials meno della metà di quanto percepito a fine carriera.Anief ricorda che il ricorso per il recupero del “gradone” stipendiale degli immessi in ruolo dal 2011 è destinato a docenti e Ata che hanno stipulato il contratto a tempo indeterminato dall’a.s. 2011/12 (anche con decorrenza giuridica 2010/11), al fine di ottenere il risarcimento del danno e il recupero delle somme perdute a causa della fusione dei primi due gradoni stipendiali. il ricorso, inoltre, comprende la richiesta di valutazione per intero, ai fini giuridici ed economici, di tutti gli anni di precariato per la ricostruzione di carriera.Il personale immesso in ruolo con nomina giuridica ed economica non successiva all’a.s. 2010/11 può, invece, aderire al ricorso ricostruzione di carriera sia nella scuola statale sia in quella paritaria.

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I giovani e la cultura del disimpegno

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2018

Vi sono giovani che non frequentano una Chiesa, che disertano le associazioni di volontariato, si sentono distanti dalla politica e tendono sempre di più a restringere il loro campo d’azione nel “gruppo” di amici che giocano insieme, che parlano tra di loro, che mostrano poca attenzione per tutto ciò che avviene fuori dal loro nucleo salvo per necessità contingenti e temporanee. E’ un genere di gioventù che mostra chiari segni di disimpegno alla vita di comunità, nel riconoscere negli altri una propria comune identità. Quanto sia diffuso questo modo di essere e di operare non c’è dato, percentualmente, di sapere. Ci auguriamo che essi rappresentino solo una sparuta minoranza. Ma esistono e dobbiamo parlarne. Per costoro occorre affrontare un discorso più ampio per cercare di scardinare questa loro tendenza a racchiudersi al proprio interno, perché la vita è socialità, è comunicazione è interazione tra i rispettivi membri della comunità in cui si vive o si andrà a vivere nel corso degli anni. E’ anche chi mostra una maggiore imprevedibilità nel rapporto sociale finendo con il rendere un cattivo servizio a un più ordinato svolgimento della vita comune. Per loro, purtroppo, non si riserva la necessaria attenzione, l’indispensabilità di distoglierli in qualche modo dalla loro entropia, di farli interagire più armonicamente nella realtà che li circonda per farli vivere in comunità. Dobbiamo, a questo proposito, chiederci se è mancato qualcosa che li ha spinti a chiudersi, in pratica, in se stessi. Interessante sapere se questi giovani hanno avuto un’infanzia normale o travagliata, se sono stati seguiti o no dai loro genitori, se hanno imparato o no a dialogare in famiglia, a partecipare attivamente agli eventi caratterizzanti in essa. E se tutto ciò vi è stato o è mancato cosa può aver influito sul giovane a richiudersi in se stesso o altri, a parità di condizioni, a non restarne minimamente influenzati? A questo punto possiamo dire che il tema è stato dettato, lo svolgimento resta libero e siamo, insieme, in attesa della sua lettura. (Riccardo Alfonso)

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Cultura tra passato e presente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 febbraio 2018

Esiste un problema di ordine culturale e psicologico non meno grave dei problemi posti dallo sviluppo della scienza contemporanea e della critica storica. Il dramma del nostro presente sta tutto qui con giovani che non riescono più a volgere lo sguardo al passato ma che si crogiolano con il loro presente e persino negando un ruolo chiave al loro futuro. Vivere e godere i frutti del presente sembra essere una parola d’ordine che ha un suo innegabile fascino. Con ciò si vogliono spezzare i legami con un passato e disconoscerne il suo primato nella continuità, prima ancora che nella tradizione, per affermare quei valori deformanti del capitalismo e del consumismo che rendono, in pratica, più aspri e conflittuali i rapporti non solo generazionali ma di vita in comune. Mi riferisco, nello specifico, a quei giovani dell’abbandono scolastico, che si stordiscono con le droghe leggere o pesanti che siano, che si abbandonano a gesti teppistici, a violenze di genere. Cosa essi possono sapere della cultura moderna, delle libertà civili, degli ordinamenti democratici?
E’ un ritorno all’analfabetismo di nuova formulazione che non s’identifica con il non saper scrivere e leggere ma nel non conoscere o riconoscere i sentimenti che sono generati da un vivere comune fondato su determinati valori che trovano la loro continuità dal passato proprio perché non sanno di vecchio ma semmai di eterno. Sono deformazioni che i giovani se le portano nel loro Dna non sapendo più distinguere un evento sportivo sano a uno deformato dalla violenza e dal teppismo, dall’istruzione come base per una ricerca sistematica del sapere a vantaggio di una devianza aberrante degli stessi insegnamenti. E’ una strada che rischia di portarci in un vicolo cieco di là del quale non vi sono sbocchi possibili. (Riccardo Alfonso)

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Giovani senza futuro?

Posted by fidest press agency su sabato, 24 febbraio 2018

E’ drammatico il solo pensarlo ma qualche dubbio serpeggia in proposito. E’ quanto leggiamo sull’abbandono scolastico nelle scuole di ogni ordine e grado, ma in massima parte dalle superiori all’università. E’ quanto i media ci informano che vi sono giovani che rinunciano a cercare lavoro, che diventano asociali e preferiscono vivacchiare o scendere in strada solo per menar le mani. Sono, forse, una minoranza ma vi sono. Questo spaccato di una società che non riesce a scuotere i giovani, a difendere i suoi valori e a trasfonderli alle nuove generazioni è una comunità di perdenti. In tutto ciò il mondo degli adulti si carica di una pesante responsabilità. Tagliare i ponti con la speranza, concentrare le luci della ribalta solo sugli idoli dal guadagno facile, costi quel che costi, è senza dubbio un esempio degradante che non porta a nulla di buono. E’ che abbiamo troppo insistito sul valore della vita mettendo in secondo piano quello del diritto a vivere. Due diritti che non possono essere disgiunti. Coloro che vengono al mondo non possono essere imprigionati dalla logica di chi li giudica per il paese in cui sono nati, per l’essere figli di persone non abbienti, per una cultura che premia chi ha e non chi è. Non siamo riusciti a dimostrare che la società per essere amata deve presentarsi con esempi virtuosi, con impegni seri, con un rigoroso rispetto per i propri simili. Bisogna dare un senso ai contenuti: perché si studia, si lavora e si vive in comunità? Diciamolo e ditelo con un’istruzione che ripaga l’impegno, con un lavoro che conferisce dignità a chi lo esercita e che il vivere insieme significa anche porgere la mano al nostro vicino con un sorriso. (Riccardo Alfonso)

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Anziani: aiutiamo i giovani a scegliere il loro futuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 febbraio 2018

Chi sono gli anziani se non quelli che da giovani e anche da giovanissimi hanno vissuto gli anni post-bellici alla ricerca di un lavoro e nelle piazze a sostenere le lotte di quanti vivevano bistrattati dalla società e umiliati nei loro diritti? Cosa si chiedeva allora che non si ripete oggi? Eppure in tutti noi resta l’amarezza di aver avuto da 25 anni a questa parte governi che hanno fatto di tutto per smantellare ciò che di buono è stato costruito, per aggravare le manchevolezze e per vanificare anni di lotta impiegati alla ricerca di un modello di società dove la convivenza politica non fosse pagata al prezzo di gravi rinunce. Ora siamo arrivati ad una svolta radicale dove da una parte vi è chi intende infliggere un colpo mortale ai diritti dei lavoratori, per altro già ridotti al lumicino, e dall’altra chi lotta per invertire la tendenza. E’ diventata l’impari battaglia tra chi ha perso la voce soffocata dai media, tra chi viene tratto in inganno dai soliti imbonitori di turno e chi sta riducendo le istituzioni ad una merce taroccata e chi da tutto questo ne trae beneficio per ottenere facili arricchimenti a spese dei più deboli. Gli anziani sanno, per il loro vissuto, dove andrà a finire quest’andazzo ed è loro dovere evitare che ciò accada. Non possono permettere che il futuro dei giovani sia così gravemente com-promesso e gravido d’incognite. Bisogna restituire alla società i suoi valori, ridare dignità al lavoro, al rispetto delle istituzioni, al criterio di un’equa ridistribuzione delle risorse. Gli altri dicono che afferma-re tutto ciò è populismo trasformandolo in una brutta parola, gli anziani sanno che è invece la strada maestra per guardare avanti e per dare concretezza alla speranza. Ciò significa in primo luogo non rinunciare alla lotta e partecipare al voto significa far diventare la democrazia una rivoluzione se la scelta dell’elettore è ben indirizzata. (Riccardo Alfonso direttore centro studi politici e sociali della Fidest)

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Anziani: aiutiamo i giovani a scegliere il loro futuro

Posted by fidest press agency su domenica, 11 febbraio 2018

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