Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘giovani’

Siciliani giovani: Uno sguardo al futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 1 ottobre 2022

L’Italia ha dato al mondo il fascismo e la mafia, ma anche l’antimafia e la resistenza: Mussolini e Andreotti, ma anche Pertini e Borsellino. Non rimuoviamo la vergogna e non dimentichiamo l’onore.Noi non abbiamo sogni, non lamentele, non critiche da fare – ora – ai politici che ci hanno portato qui: ci sarà tempo per parlarne. Ora bisogna semplicemente guardarci in faccia, decidere – ciascuno – cosa vogliamo fare e agire di conseguenza. Qua ai “Siciliani” la cosa è semplice: noi lotteremo contro il potere mafioso che ha, riammazzando Falcone, riconquistato Palermo.Ai nostri amici antichi, ai vecchi compagni di strada, diciamo che noi siamo sempre qui, e saremmo più forti se ci fossero anche loro. Ai nostri giovani amici, che amano le belle idee ma non hanno tempo per lavorarci, diciamo che oggi è il momento in cui, col rischio e la fatica, possono diventare davvero uomini e donne. Il popolo siciliano, coi suoi acclamati mafiosi e i suoi buffoni, attraversa oggi uno dei momenti più bassi della sua storia. L’Italia, cent’anni dopo, ritrova la sua povera tana nella paura degli altri e nell’egoismo. “Eppure – diranno gli storici – non eravate soli. Fascisti voi, ma fascisti pure paesi civilissimi come gli svedesi”. I russi e i fratelli ucraini, che morirono in massa per fermare il nazismo, hanno svastiche e rune nelle loro file. L’America che combattè per liberare i neri e stroncare Hitler ha molti che rimpiangono la schiavitù e il razzismo. L’ignoranza del povero e l’egoismo del ricco si sposano, a nord a sud, per infelicitare la vita. A questo buio che si allarga per coprire il cielo, opponiamo i nostri semplici corpi e la nostra vita. Vogliamo vivere, studiare, crescere, lavorare, viaggiare, amare, essere amati, fidarci dei nostri padri, sorridere ai nostri figli: tutto qua. E siamo decisi a muoverci per non dover rinunciare a tutto questo.Sicilia buco del mondo, Sicilia dei morti di mafia, Sicilia dei ragazzi di Fava e di Borsellino. Sicilia feroce e povera, Sicilia di dignità e di bandiere. Sicilia con la valigia di cartone, Sicilia con la lupara e le bombe. In questo piccolo mondo, nella disgrazia di oggi e nell’amore di ieri, si concentra tutto. E non servono più parole.

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Le incognite del futuro sono maggiori di quelle di quando eravamo giovani noi

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2022

By Donato Speroni, Nel suo intervento alla Luiss di Roma, sul tema “Una politica economica a misura dei giovani”, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha mostrato piena consapevolezza delle difficoltà che le nuove generazioni devono affrontare e ha esortato ad acquisire pensiero critico e nuove competenze. Prepararsi al futuro è una grande sfida e non a caso, tra le proposte del decalogo presentato dall’ASviS alle forze politiche e discusso nell’incontro di lunedì 12, quella relativa alla creazione di un istituto per il futuro ha avuto grande attenzione. Che significa studiare il futuro? Stiamo uscendo (speriamo) da una crisi totalmente imprevista, la pandemia, che ha segnato tutto il mondo per oltre due anni. Ne viviamo un’altra, anch’essa imprevista, a causa dell’invasione russa dell’Ucraina, che comunque vada cambierà la geopolitica. Ne incombe un’altra ancora, la crisi climatica, che politici e opinione pubblica faticano ad affrontare nella sua ormai sicura gravità. Ci viene detto che il ghiacciaio antartico Thwaites, grande quanto la Florida, potrebbe sciogliersi rapidamente provocando un aumento dei mari da uno a tre metri e noi non facciamo un plissé. Ma è solo un esempio tra i tanti. Sappiamo che le risorse idriche saranno sempre più preziose (ne abbiamo parlato nel focus di futuranetwork di questa settimana), ma sono oggetto di manovre geopolitiche più che di uno sforzo congiunto per utilizzarle al meglio. Forse siamo diventati più resilienti, pronti (o rassegnati?) a sfide che riteniamo inevitabili, ma non si può dire che siamo sereni. Uno studio appena pubblicato dalla Gallup (Blind Spot: The Global Rise of Unhappiness and How Leaders Missed It) ci parla della “crescita globale della infelicità”. Ma attenzione: l’insieme di “rabbia, stress, tristezza, dolore fisico e preoccupazione”, cioè le componenti dell’infelicità, ha cominciato a crescere nell’insieme dei Paesi indagati fin dal 2011, quindi ben prima della pandemia. (abstract)

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Il ritorno dei giovani alla terra

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2022

E’ uno dei fenomeni più rilevanti dello scenario economico e sociale del nostro Paese, ma senza un intervento immediato contro il caro energia questa spinta positiva rischia di andare persa – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Gli ultimi dati in materia di nuove generazioni inducono all’ottimismo: i giovani imprenditori agricoli sono aumentati dell’8% negli ultimi cinque anni, con un incremento di 19mila unità rispetto al periodo pre-Covid.Il Governo uscente è chiamato a prendere i provvedimenti più urgenti prima del voto, considerando anche che i tempi per la formazione del nuovo esecutivo potrebbero non essere così brevi – continua Tiso. Di fronte a un segnale forte come quello che proviene dalle nuove generazioni non si può restare a guardare. Gli aiuti per il primo settore servono adesso. Ogni giorno che passa può significare la chiusura forzata per molte aziende agricole che non riescono più a sostenere il costo delle bollette.Al problema dell’energia si aggiunge quello del ritardo nella programmazione. A soli tre mesi dall’entrata in vigore della nuova Pac, l’Italia non ha ancora risposto alle osservazioni della Ue sul Piano strategico nazionale. Non si tratta di una questione meramente amministrativa, perché il Piano è la base indispensabile per programmare colture e investimenti, mentre ulteriori ritardi potrebbero far scattare le penalizzazioni di Bruxelles. Le inefficienze del Governo e l’assenza di regole chiare sarebbero così pagate dai coltivatori già in difficoltà per la crisi economica.

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Giovani e nonviolenza: parte il progetto gattostizzito

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2022

La scuola è il primo ambito formale in cui il bambino acquisisce competenze specifiche. Essa riveste il ruolo di agente formativo che prepara il bambino al ruolo di adulto, in quanto nei rapporti con l’insegnante impara i comportamenti adeguati nei confronti dell’autorità, e con i compagni sperimenta la competizione e la cooperazione per il raggiungimento di obiettivi comuni. Il gruppo dei pari si basa su contenuti socializzanti all’interno di un contesto paritario. All’interno di questi gruppi si concretizza la scoperta di ruoli, regole e comportamenti diversi dal proprio. Il gruppo dei pari ha differenti funzioni tra cui: • sviluppo dei processi di svincolo e differenziazione dalle figure genitoriali • luogo di condivisione e sostegno reciproco • costruzione dell’identità dell’individuo I mass media sono mezzi importanti ai fini del progetto per raggiungere i ragazzi nelle loro fonti di informazione, online e offline, in modo da far capire loro le giuste idee riguardo la convivenza e la nonviolenza. Il progetto gattostizzito lavorerà per questo in prevalenza nelle scuole primarie, secondarie e nelle istituzioni sportive del territorio nazionale.

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Gruppo FS, Giadrossi: «Il dovere dell’ottimismo per i nostri giovani»

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 settembre 2022

Lo sguardo è rivolto al piano di assunzioni, oltre 40mila nell’arco di un decennio per il Gruppo FS. Dagli 82mila saliranno a circa 100mila, l’età media già oggi sui 43 anni diminuirà ancora. Ed è proprio ai giovani che è indirizzato il messaggio di ottimismo della presidente Nicoletta Giadrossi che, in un’intervista concessa a margine del Forum Ambrosetti di Cernobbio, ha individuato nell’adattabilità e nella formazione continua le doti e gli strumenti necessari per superare le crisi dell’attuale contesto storico, continuando a «produrre valore per il sistema Paese, mantenendo come obiettivi prioritari la mobilità integrata, la digitalizzazione e la connettività, anche a servizio dei territori attraversati». Come Gruppo FS «l’approccio al contesto che viviamo e vivremo deve essere resiliente e adattabile, occorre essere agili e calibrare bene le risorse sulle cose giuste, con un approccio più di portafoglio sui differenti progetti. E poi – ha proseguito Giadrossi – abbiamo tanti giovani nei confronti dei quali abbiamo il dovere dell’ottimismo e ai quali dobbiamo offrire tutti gli strumenti necessari per poter affrontare instabilità e tensioni del contesto attuale e dei possibili scenari futuri».

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Miocardite da vaccino nei più giovani

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2022

Studio del Cardiocenter Niguarda al convegno nazionale di Cardiologia. Il vaccino del Covid 19 in dieci casi su centomila può provocare nella popolazione compresa tra i 16 e i 30 anni un’infiammazione del cuore. «Il rischio di una miocardite da vaccino – spiega Enrico Ammirati, cardiologo del Cardiocenter di Niguarda, sostenuto dalla fondazione De Gasperis – è reale ma non è chiaro se e quanto dipenda da fattori individuali. La fascia di età interessata, infatti, è quella che normalmente non viene sottoposta a vaccinazioni e stiamo cercando di capire se la concentrazione di casi in questa fascia di età possa dipendere ad esempio da fattori ormonali e non solo nello specifico dal vaccino anti-COVID19». Ammirati discuterà questo problema al 56° convegno nazionale di cardiologia che si terrà a Milano dal 19 al 22 settembre e che è promosso dalla fondazione De Gasperis. Il Cardiocenter, all’inizio del 2021, ha seguito il primo caso al mondo di miocardite da vaccino e non ha smesso di studiare il fenomeno, che nel 95% dei casi si risolve con la guarigione del paziente. «il rischio del miocarditi da vaccino non cancella l’utilità della vaccinazione» puntualizza Ammirati. (Credit Foto: Ospedale Niguarda) https://www.degasperis.it

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La blogger De Vivo: “Ricostruire le condizioni per far sognare i giovani”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 agosto 2022

Marta De Vivo, 21 anni, blogger preparata e persuasiva con un “tesoretto” di quasi 35mila followers costruito dispensando informazioni qualificate e analisi lucide, a tutto campo in un’intervista con Giampiero Castellotti per Infoimpresa. Tanti i temi al tappeto, quelli più sentiti dai giovani: dal disorientamento di fronte ad un futuro sempre più incerto fino alla difficoltà nell’avviare una startup innovativa o nel fare ricerca.“In questo Paese occorre ricostruire le condizioni per far sognare i giovani – spiega la De Vivo nel corso dei 43 minuti dell’intervista. “Attualmente lo Stato investe troppo poco nella ricerca, nello sviluppo, nell’innovazione. Ciò incide sull’atteggiamento spesso disfattivo delle nuove generazioni: i nostri ricercatori finiscono per conseguire risultati straordinari ad Harvard e il nostro Paese perde tante opportunità di innovazione”.La blogger veneziana si sofferma anche sulle difficoltà nel fare impresa, in particolare a causa della burocrazia e sulla centralità delle nuove tecnologie, con l’intelligenza artificiale che presto potrebbe mandare in soffitta persino i social. “Il nuovo fa sempre paura, la storia ce lo insegna, ma i processi vanno gestiti ed occorre catturarne sempre gli aspetti migliori”.Non mancano indicazioni sulla politica: “Preoccupa soprattutto il modo di fare autoritario. Del resto nel mondo esistono più dittature che democrazie. E l’Occidente, purtroppo, appare sempre più indebolito. In Italia occorre un fronte liberale in grado di contrastare le spinte più radicali”.

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Premio Speciale Giovani “La Parola che cura”

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2022

Sanofi, multinazionale del settore farmaceutico con 3 stabilimenti produttivi e due sedi in Italia, offre un’opportunità inedita, aperta ai giovani neolaureati, per accedere a uno stage extracurriculare nell’ambito delle Relazione istituzionali.La ricerca e valutazione dei candidati, infatti, non avverrà attraverso il classico colloquio ma tramite la presentazione di un elaborato nell’ambito della decima edizione del Premio Letterario Angelo Zanibelli “La Parola che cura”, concorso ideato e promosso da Sanofi che premia le storie dei pazienti e di chi se ne prende cura con l’obiettivo di sostenere l’importanza e il valore della narrazione come strumento terapeutico e sociale e sensibilizzare il pubblico sui temi della salute e della sanità. Un iter di selezione non tradizionale che punta a valutare il pensiero analitico, la capacità di indagine e di approfondimento dei giovani neolaureati, chiamati a produrre un elaborato sul tema “Il valore del Partenariato pubblico-privato”, da sottoporre entro il 15 settembre 2022: l’autore più meritevole sarà inserito come tirocinante presso il Dipartimento di Public Affairs di Sanofi Italia e collaborerà con un Tutor aziendale, in supporto ai progetti con le Istituzioni nazionali e regionali.Il premio Angelo Zanibelli, che ha raccolto negli anni centinaia di candidature, configurandosi punto di riferimento nell’ambito della produzione letteraria italiana e arricchendosi, anno dopo anno, di nuove categorie e nuovi giurati, verrà conferito il prossimo ottobre con una cerimonia ufficiale, alla quale anche il vincitore del tirocinio sarà invitato a prendere parte. http://www.premiozanibelli.it

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Colombi (Uilpa). La P.A. non attrae i giovani perché non offre condizioni di lavoro soddisfacenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2022

Dinanzi al flop di diversi concorsi pubblici il presidente dell’ARAN, Antonio Naddeo, propone di istituire un open-day nelle pubbliche amministrazioni. Obiettivo? Informare soprattutto i giovani sulle tante cose buone che fa la P.A. italiana, superare così gli stereotipi che contribuiscono a rendere il pubblico impiego poco attrattivo, ribaltare l’immagine fantozziana del dipendente pubblico. Basterà un open day a convincere i recalcitranti vincitori di concorsi pubblici?Temiamo di no. Quando si tratta della vita concreta delle persone la realtà raccontata tramite campagne informative si scontra con la realtà fattuale. E i fatti ci dicono che sia nel pubblico sia nel privato per prima cosa occorre migliorare le condizioni di lavoro, a cominciare dalle retribuzioni, se si vuole che le persone accettino di proposte di lavoro.Limitandoci al comparto pubblico con uno stipendio che nella maggior parte dei casi oscilla da 1.200 a 1.400 euro mensili al primo ingresso nella P.A. è difficile vivere nel proprio luogo di residenza e come spesso accade i parenti debbono intervenire a coprire qual che manca per far fronte alla vita quotidiana. Se poi ci si deve trasferire fuori sede (e nella maggior parte dei casi per i neo-assunti è così) diventa una cambiale per la miseria e i parenti spesso non hanno le risorse sufficienti per affrontare spese così alte. Tanto più che spesso i concorsi pubblici sono a tempo determinato. Trasferirsi da Benevento a Bologna per poi tornare a casa dopo tre anni è una rimessa completa e nessun open day può convincere il giovane del contrario.Ministri, maestri del giornalismo e industriali di successo probabilmente non si rendono conto di quanto sia diventato insopportabile il costo della vita per il cittadino medio. Li capiamo: loro non hanno di questi problemi. Ma nell’elenco ci siamo dimenticati gli economisti sdraiati in TV a pontificare sul PIL, il debito pubblico, le virtù dei mercati. Questi oracoli del Terzo Millennio lo sanno che perfino i dipendenti pubblici con anni e anni di servizio alle spalle fanno fatica a far quadrare i bilanci familiari?Del resto, proprio le ultime rilevazioni ARAN sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti forniscono un quadro allarmante. Gli stipendi pubblici sono rimati praticamente fermi per circa dieci anni (2009-2018) per crescere molto modestamente fino al 2021. Aggiungiamo noi che gli aumenti dell’ultimo CCNL sono già stati tutti bruciati dall’inflazione (che peraltro già falcidiava gli stipendi bloccati degli anni precedenti). Ecco qual è lo scaso grado di “attrattività” di un Ministero, di un Ente o di un Comune: impoverimento progressivo in costanza di occupazione.Il basso livello retributivo non è l’unico fattore a scoraggiare i giovani. In fondo è vero che la maggior parte delle imprese private non offre molto di più, almeno all’inizio. Ma, a differenza delle grandi aziende private, nel pubblico non esiste (o quasi) possibilità di carriera. La partecipazione dei lavoratori alla vita interna delle amministrazioni è scarsa o nulla. Non so se si possa dire in un open-day, ma la prima cosa da spiegare ai giovani è che la P.A. italiana nel 2022 è schiacciata dalla politica come forse mai in passato e, per conseguenza, la struttura organizzativa delle amministrazioni affonda in una palude di gerarchie e di clientelismi legati spesso a interessi esterni. Uno degli effetti collaterali di questa situazione è che l’organizzazione del lavoro non viene discussa con le organizzazioni sindacali. E quindi la possibilità per i lavoratori (specie se giovani e motivati) di incidere sulla qualità del lavoro è minima.Dunque, è poi così strano che il lavoro pubblico oggi venga ritenuto poco attrattivo? Se la P.A. la smettesse di considerare il proprio personale solo in termini di costi da tagliare e iniziasse a considerare i propri dipendenti come persone da valorizzare i concorsi pubblici tornerebbero a richiamare le energie di cui il Paese oggi ha così tanto bisogno. Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione

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Scuola: Reclutamento giovani e precari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2022

Riprende la discussione sul rinnovo contrattuale per il quale Anief chiede la firma di un contratto “ponte” per il triennio 2019/21 per portare subito arretrati e aumenti in busta paga ad ogni dipendente e poi concentrare gli sforzi, anche sul piano normativo, per il Ccnl del 2022/24. Intervistato oggi da Orizzonte Scuola, Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, spiega che “l’aumento dell’inflazione oltre il 7% impone al Governo un impegno preciso a trovare risorse adeguate nella prossima legge di bilancio e a tutti noi di pretendere un contratto ponte che dia i 3.000 euro e i 107 euro di aumenti lordi subito per rimandare nel merito al nuovo tavolo per il rinnovo del CCNL 2022/2024 tutte le questioni poste da parte sindacale e datoriale”. Per quanto riguarda la lotta alla supplentite, Pacifico spiega che “sicuramente la fase transitoria sulla gestione del precariato non risponde alle denunce che Anief ha portato avanti in Europa e le ha avute accolte, sia dal Comitato europeo dei diritti sociali, sia dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa. L’Europa ci chiede di dare una procedura certa per l’assunzione dei precari, che l’Italia in passato garantiva attraverso l’assunzione dalle graduatorie permanenti e che da domani dovrà essere garantita attraverso l’assunzione in una prima fase dalle GPS, in una seconda fase, dopo l’anno di formazione, attraverso la conversione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato”. Il sindacalista sostiene che “prima che vada a regime il nuovo sistema di formazione degli insegnanti, bisogna proseguire con l’assunzione da GPS, senza vincoli. Poi bisogna inserire chi è in seconda fascia nel nuovo sistema di formazione iniziale. Quando c’erano le SISS si era aperto un canale di abilitazione di un anno ai precari con 36 mesi di servizio, questi precari sono stati inseriti nelle graduatorie permanenti per entrare nei ruoli. Non si capisce perché a distanza di 20 anni non si possa fare la stessa cosa”. Il leader Anief chiede poi di “rispettare un’altra direttiva europea, la 70 del 99 e l’88 del 2003, che prevede che la formazione si faccia in orario di servizio e sia retribuita. Questo non è contemplato nell’atto di indirizzo nel rinnovo del contratto”. Sui 24 CFU universitari, Pacifico ha detto che il sistema “deve essere inglobato all’interno del nuovo sistema di riconoscimento dei crediti. Poi deve essere data una semplificazione alle procedure per entrare nei ruoli: dopo che si fa un accesso a numero programmato in entrata e un esame di abilitazione in uscita, è inutile proporre il concorso per valutare chi è stato abilitato all’insegnamento. Tanto vale rafforzare il tirocinio nell’anno di formazione, trasformarlo in anno di prova e confermare nei ruoli chi esce da questo percorso”.

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Politiche giovanili e emigrazione

Posted by fidest press agency su domenica, 22 Maggio 2022

Che le prospettive per i giovani nel nostro Paese non siano delle migliori ormai è un dato di fatto. Non risulta quindi difficile capire perché molti di loro decidano di emigrare. Secondo l’Istat dal 2008 al 2020 si è trasferito all’estero il 6% degli italiani fra i 25 e i 34 anni e secondo l’ultima indagine della Fondazione Visentini (che risale al 2020) il 29% di loro proietta il proprio futuro all’estero. Le principali cause risiedono nelle difficoltà di trovare un lavoro soddisfacente, soddisfare il benessere economico del proprio nucleo familiare e raggiungere l’indipendenza economica.“Quando succede questo – commenta Graziano Ceglia, Vicepresidente Nazionale di Unilavoro PMI – l’Italia perde due volte: da una parte spende molte risorse nella formazione dei ragazzi, dall’altra però, non fornendo loro delle concrete opportunità di crescita, li consegna di fatto ad altri paesi che sono disponibili ad offrire loro di più. Ricordiamo che l’Italia ha sempre investito molto nel settore della formazione, tant’è che le nostre Università sono tra le migliori al mondo: solo per fare un esempio, secondo la classifica del Qs World ranking redatta nel 2022, la Sapienza è prima per studi classici e decima in archeologia. L’altro lato della medaglia però non è così brillante perché una volta formati molti dei nostri ragazzi decidono di fare i bagagli per cercare altrove prospettive migliori. In questo modo, oltre a vanificare l’investimento iniziale, perdiamo l’opportunità di avere delle professionalità di eccellenza”.I motivi sono da andare a ricercare nella regolamentazione del mercato del lavoro ancora troppo farraginosa che in molti casi non favorisce l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e non garantisce loro le opportunità necessarie a programmarsi un futuro a medio-lungo termine. Tra le cause vi è anche l’alto costo del lavoro, direttamente collegato al continuo e costante innalzamento dell’età pensionabile. “Purtroppo – riprende Ceglia – la politica ha sempre creduto poco nei giovani, per questo è necessario un patto generazionale in cui finalmente si predispongano delle risorse da destinare all’occupazione giovanile. Le possibilità di intervento non mancano: innanzitutto azzerare le tasse sui contratti di assunzione di un giovane invece che disperdere risorse economiche su bandi spesso di difficile gestione. Aggiungerei poi la possibilità per le aziende di usufruire di sgravi fiscali visto che apprendistato a parte, non c’è molto. Infine credo sarebbe opportuno agevolare i giovani che vogliono fare impresa sollevandoli da ogni tipo di imposizione fiscale almeno per i primi anni di avvio dell’attività, sarebbe un buon modo per accompagnarli in un percorso imprenditoriale all’inizio sempre all’insegna delle difficoltà e incentivarli a costruire il proprio futuro qui, non altrove”. By Unilavoro PMI

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La Commissione europea lancia la piattaforma visionaria 3D “Dai voce alla tua visione” durante l’Anno europeo dei giovani 2022

Posted by fidest press agency su martedì, 10 Maggio 2022

Quando la Presidente Ursula von der Leyen ha annunciato che il 2022 sarebbe stato l’Anno europeo dei giovani, ha auspicato da parte dell’Europa un attento ascolto dei giovani europei per plasmare al meglio il futuro dell’Unione in base alla loro visione. La Commissione europea ha quindi lanciato una nuovissima piattaforma digitale 3D “Dai voce alla tua visione” come elemento centrale dell’Anno europeo dei giovani: una piattaforma interattiva in cui i giovani europei possono registrare il loro messaggio personale e unico. L’obiettivo di “Dai voce alla tua visione” è quello di consentire ai giovani europei provenienti da ogni contesto e angolo del continente di esprimere la propria visione di futuro, dalle questioni che riguardano l’occupazione, l’inclusione, la pace e la sicurezza, al cambiamento climatico, all’istruzione, alla salute mentale e altro ancora. Sulla scia della pandemia globale e di fronte alla guerra di aggressione contro l’Ucraina, le voci dei giovani stanno diventando sempre più importanti. Per questo “Dai voce alla tua visione” si presenta come uno spazio interattivo e all’avanguardia di voci che consente letteralmente alle persone di attivare e registrare il proprio messaggio personale e di esprimere le proprie opinioni e idee sugli argomenti che ritengono più rilevanti.  La piattaforma è stata sviluppata per accogliere qualsiasi messaggio, in tutte le lingue ufficiali dell’UE (oltre a norvegese, turco, serbo, macedone del nord e islandese). Una volta aggiunta, ogni voce genera la propria onda 3D unica che interagisce con tutte le altre registrazioni sulla piattaforma e consente a tutti di ascoltare qualsiasi voce, in qualsiasi lingua e su qualsiasi dispositivo in ogni momento. Secondo Mariya Gabriel, Commissario europeo per la gioventù, “‘Dai voce alla tua visione’ si caratterizza per uno spirito di co-creazione giovane, ricco di significato, dinamico e aperto, concretizzatosi durante l’Anno dei giovani. Un’iniziativa che dà ai giovani europei l’opportunità di farsi conoscere, comunicare e condividere le proprie preoccupazioni e idee sul futuro. ’Dai voce alla tua visione’ non sarebbe potuta arrivare in un momento più significativo per tutti i giovani, non solo in quanto cittadini europei, ma anche come membri di una società che ora più che mai vive tempi difficili”. Riguardo all’importanza dell’Anno europeo dei giovani 2022, il Commissario Gabriel ha aggiunto: “Chiediamo a tutti i giovani di partecipare e impegnarsi ora. Le loro voci sono un elemento essenziale del cammino dell’Europa verso la crescita, la conoscenza, l’innovazione, le opportunità e le soluzioni migliori e più rilevanti per i giovani. Ascolteremo attentamente e ci impegneremo affinché le politiche per i giovani possano realizzarsi in spazi più aperti e collaborativi e tutte le voci vengano ascoltate e considerate quest’anno e negli anni a venire”. Nell’ambito della campagna “Anno europeo dei giovani”, gli Stati membri contribuiscono a promuovere a livello nazionale e locale l’impegno dei giovani in molte attività diverse. In Italia sono già state organizzate oltre 200 attività nell’ambito dell’Anno europeo dei giovani, e secondo il Consigliere Marco De Giorgi, Capo del Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei ministri e coordinatore nazionale dell’Anno europeo dei giovani in Italia, ne saranno previste molte altre nei prossimi mesi. Alcuni esempi possono essere: l’evento lancio che si è tenuto a Roma il 24 marzo; la selezione di 46 giovani, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, nominati Ambasciatori dell’Anno europeo dei giovani; il Forum sull’educazione dei giovani ai diritti umani e alla cittadinanza democratica in Europa (Torino, 10-14 aprile) e il Neet Working tour, campagna informativa itinerante rivolta ai giovani inattivi. La nuova piattaforma “Dai voce alla tua visione” si inserirà in queste attività e sarà anche un elemento centrale dell’Eredità dell’Anno europeo dei giovani dopo il 2022, con le voci dei giovani come motore del cambiamento e co-sviluppatore della politica futura. L’Anno europeo dei giovani 2022 è stato lanciato dalla Commissione europea come “un anno dedicato alla valorizzazione di coloro che si sono tanto sacrificati per gli altri”, come annunciato dalla Presidente von der Leyen nel discorso sullo stato dell’Unione nel 2021. Si tratta quindi di un anno completamente dedicato ai giovani, che mira a valorizzarli, incoraggiarli e arricchirli con nuove opportunità e nuovi modi di partecipare e assumere un ruolo di cittadinanza attiva nella società. L’obiettivo generale dell’Anno europeo dei giovani è incoraggiare tutti i giovani a far sentire la propria voce e a partecipare condividendo la loro visione sui temi chiave1dell’anno e le loro speranze per il futuro dell’Europa. Inoltre, l’Anno mira a fornire visibilità e promuovere i valori europei, diffondendo messaggi di solidarietà tra il pubblico giovanile e sostenendo l’Ucraina attraverso ogni tipo di attività. Ciò si traduce in una molteplicità di iniziative nazionali e locali – più di 1.650 iniziative in tutta Europa sono già state caricate sul sito Web dell’Anno europeo dei giovani – che riuniscono i giovani per partecipare all’anno in modo concreto e rilevante. Maggiori informazioni su https://giovani2030.it/anno-europeo-della-gioventu-2022/ e Cos’è l’Anno europeo dei giovani? Portale europeo per i giovani (europa.eu/index_it)

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“Un concorso fotografico per avvicinare i giovani alla conoscenza geologica dell’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Maggio 2022

Questo concorso ha proprio lo scopo di far “riconoscere” i geositi ai ragazzi delle scuole superiori e il ruolo dei professori di scienze sarà, come è facile intuire, importantissimo per raggiungerlo. Sarà loro il compito di guidare i ragazzi in questo nuovo modo di guardare al paesaggio, spostando lo sguardo su cosa “c’è sotto”: sotto gli alberi, sotto le zampe di innumerevoli specie animali, sotto le nostre città, sotto i nostri piedi.L’Italia è un Paese di rara bellezza paesaggistica, con un grande patrimonio artistico e culturale e i suoi abitanti sono abituati alla bellezza che questo territorio offre loro da Nord a Sud, senza tralasciare le bellissime isole. Siamo soliti apprezzare le trasparenze del mare della Sardegna, le verdi colline della Toscana o le cime delle Dolomiti, come i paesaggi urbani delle città d’arte. Ogni volta che ci fermiamo ad ammirare un paesaggio, ne apprezziamo le diverse componenti, dagli aspetti puramente biologici, quelli degli habitat dei diversi animali e della biodiversità nel suo insieme, a quelli dell’agricoltura, fino agli insediamenti umani presenti e passati, ma raramente ci interessiamo a quella che è la base su cui si sono impostate tutte le altre: la componente geologica. Eppure la grande varietà di paesaggi italiani, la loro unicità, sono strettamente legate alla geodiversità della nostra Penisola cioè alla varietà di tipi di rocce, minerali e fossili, alle forme e ai fenomeni che l’hanno modellata”. Lo ha affermato Maria Siclari, Direttrice Generale dell’ISPRA. La premiazione avverrà a Roma il 6 di Ottobre in occasione della Giornata Internazionale della Geodiversità. Il regolamento è online http://www.sigeaweb.it/concorso2022.html

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Salute dei Giovani e Stili di Vita: la Carta di Padova

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 aprile 2022

Padova. sabato 30 aprile alle 9,30 nell’Aula Magna di Palazzo del Bo un incontro rivolto alla cittadinanza: Salute dei Giovani e Stili di Vita: la Carta di Padova.Il 22% dei bambini è in sovrappeso, il 10% è obeso; 1 giovane su 4 non pratica alcuna attività sportiva; il 60% dei bambini ha il primo cellulare tra i 10 e gli 11 anni; Il 54% dei bambini inizia la “vita in rete” tra gli 11 e i 12 anni; negli adolescenti l’uso delle e-cig è aumentato del 1800%, il 50% di loro non aveva mai fumato sigarette. Il quadro non è dei migliori se si pensa che le malattie croniche non trasmissibili, chiamate anche “malattie dello stile di vita”, hanno spesso origine in età pediatrica e possono essere prevenute solo con l’adozione precoce di sani stili di vita. Purtroppo una recente survey internazionale ha rilevato che solo il 2% degli adolescenti riporta un sano stile di vita. L’appuntamento del 30 aprile si prefigge l’obiettivo di coinvolgere principalmente proprio i più giovani. Per questo motivo sono già state coinvolte alcune Scuole Superiori della città che parteciperanno all’evento con classi di ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni e che offriranno molte occasioni di confronto e stimolo ai relatori.I principali fattori di rischio modificabili per lo sviluppo di queste malattie croniche sono l’inattività fisica, un’alimentazione inadeguata, il fumo, l’alcol, la sedentarietà, il sovrappeso e l’eccessivo screen-time.Il documento ispiratore della Carta di Padova, è l’articolo scientifico Pediatric Preventive Care in Middle-High Resource Countries – The Padova Chart for Health in Children redatto dai proponenti e pubblicato sulla rivista internazionale «Frontiers in Pediatrics». (abstract)

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Giovani e lavoro: una crisi annunciata

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2022

È urgente investire nella promozione delle competenze STEM e nell’istruzione professionale per creare profili facilmente assorbibili dal mercato: colmare il divario che tiene distante chi cerca e chi offre lavoro è necessario sia per rendere più competitive le aziende italiane sia per invertire quella tendenza che vede crescere i Neet e il ricorso ai sussidi pubblici. A delineare il quadro di numeri, cause ed effetti del mismatch tra domanda e offerta di lavoro è il focus realizzato da Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, intitolato “L’emergenzialità della questione giovanile”, che mette a sistema la scarsa offerta di formazione tecnica – solo 116 gli ITS sul territorio nazionale – con le criticità lamentate dalle aziende in fase di reclutamento e le basse retribuzioni in ingresso dei giovani, che spesso arrivano tardi ad affacciarsi sul mercato del lavoro. L’Italia è infatti il Paese europeo con il più basso tasso di occupazione under 40 in Europa. La perdita di occupati sotto i 40 anni è un trend costante nell’ultimo decennio che la pandemia ha acuito e per cui – si legge nel focus – stage, tirocini e apprendistato possono rappresentare strumenti di raccordo tra momento formativo e mondo del lavoro.

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Giovani: Dalla pandemia alla guerra

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

Covid e adolescenti”, per iniziativa di Scholas Occurrentes in collaborazione con Osservatorio TuttiMedia, è l’evento diffuso in diretta mercoledì scorso nell’anniversario del lockdown, con la guerra entrata nelle case di tutti, con al centro i giovani. Dai rappresentanti delle Istituzioni presenti sostegno e apprezzamento per l’iniziativa: “Il lavoro che stiamo facendo insieme a Scholas attraverso il nostro protocollo sta andando nella giusta direzione, soprattutto in questo momento difficile. Oggi più che mai abbiamo bisogno di solidarietà, vicinanza, condivisione e sostegno, soprattutto per chi è in difficoltà. Credo che il lavoro di istituzioni come Scholas aiuti a guarire le ferite, soprattutto evidenziando il lavoro congiunto con la comunità”, ha affermato il ministro della salute Roberto Speranza.E di un lavoro istituzionale a favore della salute emotiva dei giovani ha parlato anche il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: “C’è una pandemia molto più lunga che dura da 20 anni ed è quella dell’individualismo e del populismo, due termini che fanno saltare la comunità”. Comunità al centro anche per Elena Bonetti, ministra alle Pari Opportunità e Famiglia: “Noi italiani ci siamo mostrati rispettosi per le regole. Code perfettamente silenziose e distanziate fuori dai supermercati, senza la minima protesta. È scattato quel senso di comunità e le famiglie sono state la rete di tutto questo”.Comunità e famiglia, questa volta digitali, nella tavola rotonda moderata da Milly Tucci (Ambassador dell’evento per il volontariato). Come ha sottolineato Costanza Andreini (Public Policy Manager Meta): “Unire comunità ci unisce. Alla Fondazione Scholas Occurrentes lo facciamo dal lato digitale. Il mio è un invito a riflettere sul fatto che usare i social non significa saperli usare. Meta, infatti, investe nella creazione di consapevolezza e cultura perché i ragazzi vanno accompagnati nell’avventura digitale, non solo per proteggerli ma anche per fornire loro le chiavi di lettura dell’online. Take a break, per esempio è un promemoria che invita a non passare troppo tempo sui social, uno strumento ed un invito alla consapevolezza”. Su giovani e digitale anche l’intervento di Martina Colasante (Government Affairs & Public PolicyManager Google) che ha voluto ricordare non senza emozione il contributo determinante del motore di ricerca nella didattica a distanza, che ha permesso ai giovani di continuare a studiare.

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Giovani e in crescita a capo di società di capitali

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2022

Sono giovani, creano sempre più società di capitali e hanno un peso importante nei sevizi alle famiglie, nei servizi di alloggio e ristorazione, nel primario e nel commercio. Le imprese femminili attive al 31 dicembre in Friuli Venezia Giulia sono 20.508, di cui 10.023 nel territorio di Udine (48,9%), 5.223 in quello di Pordenone (25,5%), 3.214 a Trieste (15,7%) e 2.048 a Gorizia (10%). Come ogni anno, l’8 marzo è occasione per il Centro Studi della Camera di Commercio Pordenone-Udine di analizzare il mondo dell’economia declinata al femminile e l’andamento registrato in regione. Natura giuridica. L’analisi dei dati evidenzia che ci sono 3.169 società di capitale femminili, il 16,1% delle società di capitale attive della regione. Come detto, sono in crescita rispetto al 2020 quando le società di capitale femminili erano 3.026 (+4,7%) e rispetto al 2019 quando si attestavano a 2.964 (+6,9%). Cariche. A livello di cariche e qualifiche detenute nelle società di capitali, le donne al 31 dicembre 2021 ne possedevano 31.935, di cui il 53,5% come socio o socio di capitale, il 37,3% come amministratore e il 9,2% in altre cariche. I titoli posseduti da donne sono in leggera crescita rispetto al 2019 (+74) ma in lieve calo rispetto al 2020 (-59). Caratteristiche. Le 20.508 imprese femminili attive sono in maggior misura giovanili, ossia guidate da under 35 (sono giovanili il 9,6% delle femminili contro il 6,8% delle non femminili) e straniere ossia guidate da persone di cittadinanza straniera o apolide (sono straniere il 14,5% delle imprese femminili contro il 12,8% delle non femminili). Le imprese artigiane al contrario sono in maggior misura non femminili (il 32,6% delle non femminili è artigiana contro il 25,6% delle femminili). Settori economici. Quasi un quarto delle imprese femminili attive (4.670, 22,8% del totale) opera nel settore del Commercio all’ingrosso e al dettaglio, 3.854 (18,8%) operano nei Servizi alle famiglie (Istruzione, Sanità e Assistenza sociale…), 3.630 (17,7%) nei Servizi alle imprese (Trasporti, Informazione e comunicazione, Attività immobiliari, Attività professionali, scientifiche e tecniche…) e 3.597 (17,5%) nel settore Primario. Le restanti imprese femminili operano in Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (13,8%), nell’Industria (6,8%) e nelle Costruzioni (2,6%). Occupazione. Fin qui la presenza femminile alla guida dell’impresa, mentre per quanto riguarda l’occupazione, l’analisi del Centro studi rimarca come nel 2020 il tasso di occupazione maschile in Fvg, pari a 75,2%, sia di 8 punti percentuali superiore a quello medio italiano per gli uomini, fenomeno che si riscontra anche per la componente femminile, dove è pari a 58,9% e supera di quasi 10 punti percentuali quello medio italiano per la componente femminile. In sintesi, per quanto riguarda il tasso di occupazione, il divario di genere a livello italiano è pari a 18,2 punti percentuali, in Friuli Venezia Giulia è di 16,3 punti.

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Consumo libri. Il futuro in mano a giovani e donne

Posted by fidest press agency su sabato, 12 febbraio 2022

I dati Istat 2020 su pubblicazione e tiratura di libri, indicano numeri negativi, mentre tra quel 41,4% che legge almeno un libro all’anno, si registra una crescita del 3% . Certo c’è il 58,6% della popolazione che non legge neanche un libro, ma almeno chi legge ha deciso di dedicarsi di più a questa conoscenza, probabilmente complice il fatto che il 2020 siamo rimasti per molto tempo chiusi in casa per prevenire il covid. Inoltre, il fatto che il libro sia una sorta di compagno di cultura da trattare con cura e accarezzare, ce lo dice il fatto che il 73,6% di chi legge lo fa sui testi cartacei.E se qualcuno crede che i giovani siano i meno attenti, è bene sapere che il 58,6% dei ragazzi tra 11 e 14 anni, ha letto, non per motivi scolastici, almeno un libro. Inoltre le donne (46,4%) sono più degli uomini (36,1%), Con un record tra le ragazze 11-24: oltre il 60% ha letto almeno un libro.Insomma i giovani e le donne sembrano essere più dedite ad informarsi su un libro. Se si considera che la lettura di un libro è mediamente indice di maggiore attenzione a cultura e istruzione, siamo felici di avere conferma che il nostro futuro si basa su giovani e donne. Certo, si possono considerare anche altri tipi di futuri, quelli legati alla cultura e all’informazione di social e alcuni festival canori, per esempio. Ma al momento, se la storia non ci inganna, le persone più istruite, e più riflessive come solo la lettura di un libro può rappresentare, sono quelle che ci hanno fatto stare meglio economicamente, umanamente e socialmente.Non auspichiamo che ci siano continui lockdown perché il numero di lettori di libri cresca, ma grazie al confinamento domestico registriamo la scoperta di se stessi, l’apertura e la riflessione mentale che caratterizza la lettura di un libro. E auspichiamo che questo “contagio culturale”, questo “consumo” di libri si faccia sempre più strada.Un consiglio per tutti: quando leggete un libro, non tenetelo solo per voi, invitate amici a leggere altrettanto libro e a confrontarsi per capire quanto lo scrittore ci ha voluto comunicare. Riuscendo, così, anche a capire meglio, oltre alle riviste e rubriche letterarie, quanto un autore e il suo metodo/pensiero ci possa aiutare a vivere meglio. http://www.aduc.it

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I giovani salgono in cattedra e dalla radio interrogano i professionisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2022

Al via il 19 febbraio su New Sound Level. Il format del nuovo programma dedicato al mondo della scuola e del lavoro prevede in ogni episodio un’intervista realizzata da Martina Miceli ad un ospite scelto tra i differenti ambiti del mondo del lavoro e della cultura, indagando sul percorso di studi che lo ha portato a distinguersi nel suo campo e sugli aspetti caratterizzanti il suo mestiere, ma anche sulla sua personalità e, ovviamente, siamo in radio, sui suoi gusti musicali. Svelato da Ziantoni il nome del primo ospite, uno studente meritevole in questo caso. Si tratta di Mirko Cazzato, eletto Studente dell’anno 2021, Top 10 Global Student Prize e Co-fondatore di Mabasta – Movimento Anti Bullismo e Cyberbullismo. I primi dieci episodi di Lei non sa chi sono io andranno in onda su New Sound Level (90.00 in FM) il sabato, dalle ore 11.00 alle ore 12.00, a partire da sabato 19 febbraio.Il palinsesto di NSL prevede programmi trasmessi in diretta dalle 7 del mattino alle 20 della sera, fruibili anche in streaming attraverso l’App. Accanto alla musica, il racconto del territorio capitolino, dei suoi segreti e protagonisti, della sua quotidianità.

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I giovani sognano la casa

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 gennaio 2022

Il desiderio di diventare proprietari di casa coinvolge sempre più italiani e, sebbene la maggior parte dei mutui erogati continui ad essere a favore degli Over 36, negli ultimi due anni c’è stato un progressivo aumento, pari al +6,4%, dei mutui giovani sul totale dei finanziamenti erogati. Infatti, se a inizio 2020 il 41,5% dei mutui veniva concesso ai più giovani, questa percentuale si attesta oggi poco al di sotto del 48%. Questo è quanto emerge dall’analisi sulle richieste di mutuo pervenute negli ultimi due anni effettuata da Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, in collaborazione con i suoi due partner strategici: Euroansa, società di mediazione del credito con oltre 750 collaboratori e 200 uffici in tutta Italia, e Mutuiamo, società digitale di mediazione del credito a distanza. Guardando invece al totale dei finanziamenti erogati, a partire da settembre 2020 il mercato degli Under 36 ha ripreso a crescere a ritmo più sostenuto rispetto a quello degli Over 36, e questo trend si è intensificato da febbraio 2021. In percentuale, da gennaio 2020, i mutui concessi agli Under 36 hanno segnato un +70%, contro il +34% registrato per i mutui agli Over 36. L’erogato medio dei mutui giovani senza garante è di circa 120.000 euro. A partire dalla fine del terzo trimestre 2021 l’erogato medio di questa tipologia di mutui, complice l’abbassamento dei tassi e la garanzia Consap, ha conosciuto una crescita stabilmente positiva, che lo ha portato a salire sopra quota 125.000 euro nell’ultimo trimestre dell’anno. Di media, il cosiddetto Loan-to-Value – ovvero il rapporto tra l’importo del finanziamento concesso da chi presta il denaro e il valore del bene che il beneficiario del prestito intende porre a garanzia – di quanti non hanno un garante è sistematicamente più alto di chi ce lo ha, e supera spesso la soglia dell’80% del valore totale del bene immobile. Negli ultimi due trimestri del 2021, si nota il valore medio dell’LTV rimane stabile sopra quota 80% e, poiché queste tendenze vanno lette con un trimestre di ritardo, essendo i dati riferiti ai mutui erogati, si può supporre che l’innalzamento dell’LTV dei mutui erogati agli Under 36 senza garante possa dipendere dalla manovra del Governo. In riferimento agli effetti del Decreto Sostegni-bis sul mercato dei mutui, si evidenzia come l’interesse degli Under 36 intenzionati a procedere con l’acquisto della prima casa stia aumentando di circa il 10% rispetto al periodo precedente alle agevolazioni.

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