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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 299

Posts Tagged ‘giovani’

Prevenzione andrologica

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

Dopo l’abolizione del servizio di leva si sono, in pratica, azzerati gli screening di massa dei giovani maschi. L’aspetto è stato sottovalutato perché si ritiene che non siano importanti e diffusi i problemi di carattere sanitario come sterilità e disturbi sessuali. Un aspetto disatteso, per contro, può determinare conseguenze sul piano sociale e psicologico anche gravi per la semplice ragione che molti adolescenti crescono convinti di avere un problema sessuale non risolvibile finendo con l’interagire nei confronti dell’altro sesso spesso in maniera aggressiva, con disagio e con un senso di inadeguatezza. Oppure, in altri casi, sono messi in moto comportamenti pericolosi come la ricerca e l’assunzione di droghe nel vano tentativo di mitigare il disagio che tale condizione comporta, illudendosi di poter migliorare le prestazioni sessuali. In altri casi poi i ragazzi mettono in atto comportamenti di “evitamento” cercando l’incontro con ragazze dal profilo più basso riguardo a quanto potrebbero aspirare. Ciò si potrebbe evitare se vi fossero strutture adeguate dedicate agli adolescenti maschi per la prevenzione delle malattie andrologiche. La situazione oggi è sottovalutata poiché si dimentica, con eccessiva leggerezza, che proprio dai dati raccolti alla visita di leva si ebbe la consapevolezza dell’ampiezza del problema se consideriamo che i giovani al 70%, a diciotto anni, presentassero una patologia che li esponeva al rischio di sterilità e a disturbi sessuali. Ora che questi dati non sono più rilevabili i pericoli derivanti da tali situazioni non sono di certo svaniti. Come porvi riparo? Per gli andrologi è necessario emanare una specifica legge che abbia in sé due contenuti necessari per fare una vera prevenzione e sono: dotarsi di strutture andrologiche autonome in ogni ospedale o ASL e creare una rete d’assistenza in grado di visitare tutti gli adolescenti maschi. Tale rete dovrebbe prevedere una stretta collaborazione tra medico di medicina generale e specialista Andrologo. Ai medici di medicina generale sarebbe affidato il compito dello screening di primo livello con la risoluzione dei casi più semplici. Mentre allo specialista andrologo sarebbero inviati i casi patologici o quelli più complessi. In alternativa qualcuno, ha avanzato l’idea di un modello d’assistenza diverso basato su uno screening da fare nelle scuole. Immaginare, tuttavia, di fare un intervento nelle Scuole, avrebbe significato affrontare tre problemi che farebbero molto probabilmente naufragare l’iniziativa di prevenzione.
Il primo risiede nel fatto che nelle scuole secondarie non ci sono tutti i ragazzi e sono proprio quelli più emarginati, quelli che non vanno a scuola, che hanno più bisogno di assistenza.
Il secondo è che se si attua un programma di prevenzione nelle scuole bisognerebbe fare un programma analogo per le ragazze, che invece hanno problematiche differenti.
Inoltre proprio i più timidi, potrebbero avere disagio a far sapere ai coetanei e alle ragazze di essere visitati o di non aver voluto fare la visita. Del resto la visita delle ragazze non avviene nelle scuole ma riservatamente negli ambulatori medici.
Infine entrare nelle scuole sistematicamente, su tutti i ragazzi pone un problema pratico di strategia per avere una serie di autorizzazioni e attivare una sequela di competenze nazionali che spesso sono in conflitto e di ostacolo alla realizzazione di un programma di screening.
A questo punto per poter quindi modificare questa situazione e riuscire a “farsi vedere” dalla classe politica e dare un futuro sereno ai ragazzi, non abbiamo bisogno ricerche scientifiche ma di creare un movimento di opinione per ottenere una Legge Regionale. (Redazione Fidest)

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L’agricoltura 4.0 chiama i giovani

Posted by fidest press agency su martedì, 14 agosto 2018

Lo sviluppo di nuovi mercati e la rivoluzione digitale offrono importanti possibilità di crescita alle aziende vitivinicole e notevoli opportunità di lavoro per i giovani nel settore primario. Capacità di lavorare in squadra per aggredire i nuovi mercati e responsabilità sociale saranno due caratteristiche imprescindibili per le aziende che vorranno crescere in un settore fondamentale per l’economia regionale e nazionale. Lo hanno affermato i relatori intervenuti alla seconda puntata dell’ottava edizione di Economia sotto l’Ombrellone svoltasi ieri, lunedì 13 agosto, al Beach Aurora di Lignano Pineta sul tema “Prospettive della produzione vitivinicola, possibilità occupazionali e attività sociali” che ha visto intervenire Carlo Feruglio, titolare dell’azienda agricola La Ferula e presidente della Bcc di Staranzano e Villesse, Giulio Gregoretti, direttore della fondazione Villa Russiz che unisce la produzione di vini alta qualità alla gestione di una casa famiglia per minorenni in difficoltà, e Marco Tam, presidente del Gruppo Greenway attivo nella produzione di bioenergie e che, su 40 ettari, sta avviando una produzione vitivinicola mirata all’esportazione verso i mercati emergenti.
Una rivoluzione digitale, dunque, che può davvero impattare in modo significativo sull’agricoltura e il vitivinicolo italiano, ma il nostro Paese, nonostante l’entusiastico ritorno all’agricoltura di molti giovani, nativi digitale, rischia di scontare la mancanza di personale adeguatamente preparato al cambiamento. «In Friuli e nel Nordest – ha affermato Tam – abbiamo diverse scuole e università di eccellenza volte a formare i futuri operatori del mondo agricolo, ma l’applicazione della rivoluzione digitale in agricoltura è ancora una novità e al momento non si vedono tanti ragazzi che siano validi agronomi o periti agrari e al contempo conoscano bene l’elettronica, l’informatica, le tecnologie digitali e che abbiano quelle competenze trasversali, soft skill, che servono per applicare al meglio la rivoluzione 4.0».
Mentre la rivoluzione digitale è in atto anche in agricoltura, il mercato sta cambiando sensibilmente e nuovi Paesi di sbocco, nuovi consumatori, soprattutto in Asia, si affacciano sul mercato del vino. Ma l’approccio a quei mercati è tutt’altro che semplice e l’Italia è in ritardo rispetto a concorrenti come la Francia o il Cile. «C’è bisogno – hanno spiegato i relatori – di creare un “brand” del Paese Italia nel vino, di forti investimenti in marketing e non si può pensare che gli operatori debbano continuare a muoversi da soli. Rispetto ai francesi, poi, scontiamo il fatto di non avere grandi operatori della Gdo capaci di portare il prodotto nazionale in tutto il mondo, nonostante si verifichi un aumento della vendita di vini di qualità nella stessa Gdo. In Friuli, inoltre, che sul mercato globale conta pochissimo e che è solo il 3% della produzione vitivinicola nazionale, serve avere una capacità promozionale di gruppo, lavorando insieme per mettere al centro il territorio e cercando di recuperare per la coda un mercato che rischia di sfuggirci. In tal senso non è certamente confortante che secondo un’indagine del progetto “Mervino” il 61% delle aziende intervistate non abbia un piano di marketing strutturato».
Tutti i relatori si sono trovati d’accordo nel dire che la responsabilità sociale sia un elemento fondamentale per chi opera nel settore alimentare. Accanto al rispetto dell’ambiente, la trasparenza della filiera e l’attenzione al territorio, Villa Russiz unisce un progetto spiccatamente sociale. «Da 150 anni – ha spiegato Gregoretti – utilizziamo le risorse prodotte dall’azienda vitivinicola per aiutare ragazzi e ragazze in difficoltà. Oggi abbiamo una casa famiglia in cui lavorano 9 operatori specializzati, che ospita 15 ragazzi e ragazze che arrivano da situazioni di abbandono o di estremo disagio familiare. Stiamo anche portando avanti una attività per avviare quei ragazzi e ragazze all’attività lavorativa una volta compiuti i 16 anni».L’ottava edizione di Economia sotto l’Ombrellone è organizzata da Eo Ipso – comunicazione ed eventi, ha il patrocinio del Comune di Lignano Sabbiadoro e di Turismo FVG. Main sponsor: Sky Gas & Power, CrediFriuli, Bcc Pordenonese, Bcc Staranzano e Villesse, Banca di Udine. La rassegna ha il contributo di: Confindustria Udine, Ramberti attrezzature balneari, GLP – intellectual property office, Gruppo Greenway Bionenergie, San Daniele bioenergia, Real Comm, Idea Prototipi, SecurBee e Servizi 4.0. Sponsor tecnici: Scriptorium Foroiuliense, Fondazione Villa Russiz, Beach Aurora, Lignano Pineta, Hotel Ristorante President e Porto Turistico Marina Uno.

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C’è meno disponibilità a lavorare all’estero, ma non tra gli italiani under 30

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

La propensione globale ad andare a lavorare all’estero è diminuita negli ultimi 4 anni, passando dal 64 al 57%, ma non per i giovani italiani: il 75% di chi ha meno di 30 anni, infatti, dichiara di avere preso in considerazione l’idea di trasferirsi, una percentuale molto più alta della media globale relativa ai loro coetanei (61%) e anche di quella degli italiani in generale, scesa dal 59 al 55%. Tra le dieci destinazioni di interesse per i nostri connazionali, il Regno Unito ruba la pole position agli Stati Uniti. Seguono Germania, Svizzera, Spagna, Francia, Australia, Canada, Paesi Bassi e Svezia (che entra nella top ten). L’Italia, invece, si mantiene al nono posto tra i Paesi preferiti dagli stranieri per cercare lavoro, apprezzata in particolare da chi ha alta scolarità, mentre tra le donne sale addirittura all’ottavo posto.
Sono alcuni dei risultati emersi dal “Decoding Global Talent 2018” di The Boston Consulting Group, la più ampia indagine mondiale sulle persone in cerca di lavoro che ha intervistato oltre 360.000 individui in 197 Paesi. Tra le ragioni che hanno ridotto la disponibilità a spostarsi, le regolamentazioni più severe nelle principali destinazioni, come Regno Unito e Stati Uniti, il miglioramento dell’economia in paesi precedentemente molto mobili, ad esempio l’Europa centrale e dell’Est, e la globalizzazione del lavoro. Tuttavia, ci sono Paesi in assoluta controtendenza che registrano un aumento della mobilità del 10%, come Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Canada, Brasile e India. Le donne sono meno propense a muoversi, mentre i giovani e coloro che hanno competenze digitali spendibili lo sono molto più della media.
Rispetto allo studio del 2014, cambia il ranking, ma non cambiano le destinazioni preferite da chi pensa di lasciare il proprio Paese per cercare lavoro: gli Stati Uniti sono ancora in testa alla classifica, la Germania ruba il secondo posto al Regno Unito (che passa dal 2° al 5° posto, forse a causa della Brexit), seguita da Canada e Australia. La Svizzera scende dal 5° all’8° posto, probabilmente per via dell’inasprimento delle quote. Londra continua a guidare la top ten delle città, confermando che il marchio città si differenzia dal marchio Paese, seguita da New York e Berlino. Abu Dhabi e Dubai diventano più attraenti, Hong Kong entra nelle migliori 30.
I primi fattori di interesse per le persone che cercano un lavoro rimangono la cultura, le relazioni, l’equilibrio tra vita personale e professionale, lo sviluppo inteso come avanzamento di carriera e apprendimento e la sicurezza, sia del posto di lavoro che dell’azienda. Il salario si trova solo all’8° posto. Queste preferenze variano però molto nelle diverse zone geografiche: il mondo occidentale è più concentrato sulle relazioni e sul work-life balance, mentre i Paesi in via di sviluppo sono più attenti all’apprendimento e alla carriera; alcune regioni danno priorità alla retribuzione (ad esempio la Russia, l’Ucraina), mentre per diversi Paesi asiatici come l’Indonesia è più importante la sicurezza del posto di lavoro.
Naturalmente gli individui devono essere pronti a riqualificarsi per nuovi lavori e il 70% degli intervistati dichiara di essere disposto a farlo, anche utilizzando corsi online e metodi di autoapprendimento.

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Lavoro: «I giovani devono diventare imprenditori di sé stessi

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 luglio 2018

«La nostra non è un’epoca di cambiamenti, ma il cambiamento di un’epoca»; «Le innovazioni sono tali da rendere imprevedibile ciò che accadrà fra 5 anni»; «Nell’ultimo mezzo secolo abbiamo assistito a trasformazioni più rapide che negli ultimi 12 millenni»; «Il film “Ritorno al Futuro” adesso non appare più incredibile». Con queste premesse, come faranno i giovani a prepararsi per il lavoro di domani, che nessuno conosce? Cosa dovranno studiare?
Nell’aula magna della John Cabot University (JCU) di Roma, Angela Paladini, direttrice Risorse umane Emea della Johnson & Johnson; Michele Riela, vicepresidente Vertical Solutions di Olivetti; Iliana Totaro, Head of People Development di Enel Group; Pietro Paganini, professore di Business Administration e fondatore di COMPETERE, dopo aver delineato lo scenario attuale, hanno tracciato le soluzioni. «I ragazzi dovranno prepararsi a reinventarsi più volte nell’arco della loro vita lavorativa», ha detto Antonella Salvatore, docente di Marketing e direttore del Centro di avviamento alla carriera della JCU, lanciando il dibattito.
Bene, visto che non possiamo fare previsioni oltre un orizzonte di circa 5 anni, è inutile preoccuparsi di quali lavori saranno disponibili nel futuro; tanto vale, quindi, creare le condizioni per essere in grado di operare in qualsiasi contesto. Questo il punto essenziale della ricetta, su cui manager e docenti si sono trovati d’accordo.«Il mantra è questo: curiosità, creatività, imprenditorialità», ha sottolineato Pietro Paganini. «Ognuno deve investire su sé stesso, come fosse una piccola azienda», ha spiegato Angela Paladini. «I giovani devono essere proattivi e aver voglia di sperimentare, l’errore non è più un tabù», ha detto Iliana Totaro. «I solisti non interessano alle aziende, è importante invece la forza del gruppo, ha aggiunto Michele Riela.E ancora: stare a casa non serve a nulla: bisogna lanciarsi e provare, fare esperienze di stage, anche per schiarirsi le idee sulla propria vocazione e quindi sul target. E poi è importante adattarsi, saper interagire velocemente e con efficacia in qualsiasi contesto, dove siano presenti differenze non solo linguistiche, ma anche culturali e generazionali. È necessario essere flessibili e dimostrare intelligenza emotiva. Le conoscenze di base, quelle hard, frutto dello studio, sono sempre importanti, ma le aziende non cercano lo studente-genio da 10 e lode. A fare la differenza sono le soft skill, cioè le competenze morbide, il saper lavorare in team, parlare e presentarsi in pubblico, gestire il tempo, per esempio. «Temi, questi, molto cari al Centro di avviamento alla carriera – Career Services – della John Cabot University», ha sottolineato Antonella Salvatore.In questo senso il ruolo dell’università è fondamentale. Dato che nessun ateneo sarà mai in grado di preparare a tutti i lavori, dovrà stimolare l’acquisizione delle competenze extra, tra cui quella di adattamento, così che gli studenti di oggi possano dare il meglio, domani, in qualunque situazione. Che ora nessuno può prevedere. Nemmeno un film di fantascienza.

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Pace, Sant’Egidio: mille giovani europei alle Fosse Ardeatine lanciano un appello contro ogni violenza, razzismo e indifferenza

Posted by fidest press agency su domenica, 15 luglio 2018

Questa mattina oltre mille Giovani per la Pace della Comunità di Sant’Egidio, provenienti da tutta Europa, hanno reso omaggio ai caduti delle Fosse Ardeatine. La visita si è aperta con un’assemblea nel grande spiazzo del Sacrario. Presente, oltre al presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, e al colonnello Francesco Sardone, direttore del mausoleo, anche il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, che ha recitato una preghiera e pronunciato un saluto ricordando l’anniversario delle leggi razziali italiane del 1938 e mettendo in guardia dal riemergere di nuove forme di antisemitismo e razzismo in Europa, anche nel nostro Paese.
Alla fine dell’assemblea è stato letto un appello in cui si afferma che oggi, tanti anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, “la violenza non è stata vinta”, tanto che “inquina” ancora i Paesi europei: “Essa assume il volto dell’indifferenza, si nutre di ignoranza dell’altro, pregiudizi, antisemitismo, razzismo…I poveri e i deboli sono i primi a esserne colpiti: anziani, disabili , migranti, rifugiati, Rom, senza dimora”. Da qui l’impegno “a lavorare per un’Europa in cui tutti possano vivere insieme”, contrastando ogni violenza e scegliendo “la via dell’incontro e dell’amicizia”.
La cerimonia – che si è svolta nell’ultimo giorno del convegno internazionale Global friendship to live together (in corso da venerdì con la partecipazione di giovani da tutti i Paesi europei) – si è conclusa con un pellegrinaggio silenzioso alla cava dove il 24 marzo 1944 vennero trucidati 335 innocenti e alle loro tombe, davanti alle quali ognuno ha reso omaggio deponendo un fiore.

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Festival italiano per giovani cantautori

Posted by fidest press agency su domenica, 8 luglio 2018

Bologna andrà in scena al Teatro EuropAuditorium il 29 settembre 2018, e sarà arricchito da workshop dedicati alla musica. Entra nel vivo la prima fase di Bologna Musica d’Autore, il concorso canoro progettato, ideato e promosso da Fonoprint, giunto quest’anno alla seconda edizione.Riservato a giovani cantautori – di età compresa fra 16 e 40 anni – ha l’obiettivo di scoprire ed esaltare il loro lato artistico, di presentarli sulla scena musicale nazionale e di valorizzarne l’aspetto autorale. I candidati del BMA dovranno inviare un brano inedito, già depositato in SIAE, della durata massima di 4ʼ di cui devono necessariamente essere autori o coautori e un video di accompagnamento entro il 15 luglio 2018.
BMA selezionerà 9 artisti a cui sarà comunicato per iscritto, entro il 31 luglio 2018, l’esito della loro partecipazione. Il decimo finalista, il giovanissimo gruppo OOTB, è stato scelto e premiato da Fonoprint sabato 5 maggio 2018, nella tappa bolognese di Fiat Music. I 10 concorrenti selezionati avranno la possibilità di esibirsi in un live presso l’Arena di FICO Eataly World l’8 e il 9 settembre 2018. La serata finale si terrà il 29 settembre 2018 presso il Teatro EuropAuditorium, grazie alla partnership con Bologna Fiere e il Teatro stesso, e sarà un vero e proprio show in cui, oltre ai giovani partecipanti al concorso, si esibiranno grandi ospiti e artisti emergenti.Al termine dell’evento sarà premiato il vincitore della II Edizione di BMA in base alle valutazioni della giuria che si sta delineando proprio in questi giorni, e che vede la conferma di nomi del calibro di Stefano Senardi, Ernesto Assante e Antonio Vandoni oltre al già annunciato presidente Mogol.Al vincitore sarà assegnato un contratto discografico con Fonoprint per la realizzazione di un EP e di un videoclip. Saranno inoltre assegnati un “Premio della Critica per il Miglior Testo” a insindacabile giudizio del Presidente di Giuria che consisterà in una borsa di studio completa per un percorso formativo al CET (Centro Europeo di Toscolano) e un “Premio per la Miglior Musica”, ovvero giornate gratuite in studio di registrazione e mastering presso Fonoprint con fonico residente.Non è tutto: BMA entra a far parte di Italy Sounds Good, un progetto di sviluppo dedicato al settore musicale sostenuto da Bologna Fiere attraverso Bologna Congressi, project factory del Gruppo per la creazione e realizzazione di eventi. Nello specifico quest’anno saranno realizzati incontri e convegni dedicati al settore. Il tutto, patrocinato dal Comune di Bologna e in collaborazione con Bologna Città Creativa della Musica UNESCO.

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Una formazione umana per i giovani universitari

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 luglio 2018

Roma Giovedì 12 luglio 2018, alle 10.30, in via degli Aldobrandeschi 190, si terrà l’Open Day dell’Università Europea di Roma, giornata dell’accoglienza dedicata a chi desidera conoscere l’ateneo. Sarà un’occasione per conoscere il campus e gli ambienti di studio, scoprire gli elementi distintivi che l’Università Europea di Roma (UER) riserva ai suoi studenti.L’Università Europea di Roma propone un percorso di crescita professionale e umana, un contesto accademico di alto livello e un’attenzione specifica alla formazione della persona, anche attraverso il coinvolgimento dei giovani in attività sociali.Durante l’Open Day docenti e studenti presenteranno l’offerta formativa dei corsi di laurea e l’esperienza in UER, per capire che cosa significa studiare Economia, Psicologia, Giurisprudenza, Scienze della Formazione, Turismo e Valorizzazione del territorio.L’incontro si aprirà con un saluto del Prof. Alberto Gambino, Pro-Rettore dell’Università Europea di Roma. Seguiranno la presentazione delle Relazioni Internazionali e dei Servizi di Orientamento: Orientamento al lavoro e Placement, Tutoring, Formazione della Persona.Alle 11.30 saranno illustrati i corsi di laurea. Alle 12.00 ci sarà la prova di ammissione e la simulazione del test di ingresso di Scienze della Formazione Primaria.
Un giusto coinvolgimento degli adulti è molto importante nella scelta universitaria dei più giovani. Per questo, nell’Open Day dell’Università Europea di Roma ci sarà anche “Open Genitori”, un momento di incontro delle famiglie con i Coordinatori Accademici dei Corsi di Laurea. In questo modo i genitori potranno meglio conoscere l’ambiente formativo che accoglierà i loro ragazzi.

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“Ripensare il sistema pensionistico e dare ossigeno al Pubblico Impiego con ingresso dei giovani”

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

“Accogliamo positivamente la volontà generale della politica di intervenire sui meccanismi rigidi della Fornero”.Lo dichiara in una nota il Segretario Generale UIL FPL Michelangelo Librandi e prosegue: “Occorre un ricambio generazionale che nel Pubblico Impiego, non è più rinviabile. Dobbiamo investire in innovazione e nuove tecnologie, selezionando giovani competenti e meritevoli.Ricordiamo che i dipendenti pubblici italiani sono 3,2 milioni, ancora in calo, con 246 mila persone uscite e non rimpiazzate dal 2008. Ancora pochi i nuovi ingressi rispetto alle reali necessità, a causa di un blocco del turn over che deve essere superato concretamente, e nonostante il percorso di stabilizzazioni attuato con le recenti politiche grazie alle pressioni e allo sforzo del sindacatoDipendenti Pubblici con una età media che supera ormai abbondantemente i 50 anni, costretti ad operare in condizioni di continua criticità ed urgenza.Questa situazione ha contribuito all’aumento della disoccupazione giovanile che oggi raggiunge percentuali record superiori al 32%, con percentuali ancora più alte nelle regioni del Sud Italia.Assumere giovani nel Pubblico Impiego significa dare a questi ragazzi un futuro sereno contrariamente a quanto sta avvenendo oggi, in una società che offre quasi esclusivamente lavori a termine, spesso non contrattualizzati e sottopagati.Tutto questo deve partire dalla prossima legge di bilancio. Il nostro sindacato – conclude Librandi – è pronto ad offrire, come sempre, il proprio contributo, convinti che solo attraverso il confronto con le parti sociali si potranno risolvere i problemi principali di questo paese, a partire da una seria riforma delle pensioni sino alla necessità di puntare concretamente sui giovani per ridare ossigeno al nostro paese e trasmettergli un messaggio di concreto rinnovamento e speranza.

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Garantire lavoro ai giovani

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

“Il periodo storico che stiamo attraversando si contraddistingue per un’inedita complessità. Sul fronte del lavoro ci troviamo con una doppia emergenza. Da una parte dobbiamo rispondere alla ‘classica’ domanda generazionale di come garantire ai giovani un futuro degno, in una fase in cui l’Italia ha il triste primato della disoccupazione giovanile in area Euro; dall’altra ci troviamo davanti a un problema nuovo e co-esistente: come garantire il raggiungimento dell’età pensionale a quegli ultra-cinquantenni già espulsi dal ciclo lavorativo a causa del prolungato stato di crisi della nostra economia, che ha falcidiato posti di lavoro e realtà aziendali. Due esigenze che pongono risposte diverse e ineludibili”.
E’ quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli in un indirizzo di saluto inviato alla Confsal (Confederazione generale sindacati autonomi e lavoratori) impegnata oggi in un convegno ‘Nuove economie e lavoro: sfide e opportunità’.
“Sono certo che- ha aggiunto il vicepresidente – saprete apportare un contributo importante a questa criticità, mantenendo sempre quell’autonomia che è stata il punto di forza della vostra organizzazione, unitamente a una sensibilità che vi ha reso originali nella capacità di tutelare lavoratori e aziende, senza quei vetusti conflitti di classe che hanno messo in ginocchio capitale e lavoro per troppo tempo in Italia. La globalizzazione economica e finanziaria di questo ultimo ventennio ha generato milioni di posti di lavoro in tutto il mondo, nuove opportunità di sviluppo economico e di benessere sociale, nuovi processi aziendali, nuovi processi produttivi e di distribuzione. Tutte novità che, soprattutto in Italia hanno creato la precarizzazione della vita e il precariato lavorativo. Non a caso, ha destato clamore l’obbligo intimato dall’ispettorato del lavoro al gigante dell’e-commerce e della distribuzione Amazon di assumere 1308 addetti a causa della dello sforamento delle quote di utilizzo di lavoratori somministrati. Così come altrettanta sorpresa ha destato l’impegno di regolamentare i ‘riders’, pagati 5 euro lordi a consegna. Sono le sfide del futuro che prepotentemente deflagrano nel presente e sulle quali è indispensabile interrogarsi”.
“Indispensabili sono i confronti come quello indetto oggi dalla Confsal. Sono a disposizione per ulteriori approfondimenti nelle sedi istituzionali, convinto che sia necessario investire sulla formazione delle nuove competenze richieste dalle nuove economie. Solo così- ha concluso Rampelli – potremo affrontare queste sfide senza paura e tradurle in opportunità.

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Giovani sottoccupati e sovra-istruiti

Posted by fidest press agency su martedì, 26 giugno 2018

Milano, dal 28 al 30 giugno al MiCo, Centro Congressi di Milano report “Giovani sottoccupati e sovra-istruiti” dell’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro, che sarà approfondito nel corso del Festival del Lavoro 2018. Quanto sono stati penalizzati dalla crisi i giovani in cerca di un posto di lavoro? Quanto il livello di istruzione dei laureati italiani incide sulla capacità di trovare una buona occupazione?
Negli ultimi 10 anni i giovani occupati tra i 15 e i 34 anni sono diminuiti di circa 1,4 milioni e, contemporaneamente, la disoccupazione giovanile è passata dal 21,2% nel 2008 all’attuale 34,7%. Nel periodo preso in considerazione si assiste anche ad un aumento del contratto part-time (il 30% in più del 2008), che ha prodotto un incremento della sottoccupazione e il proliferare del part-time involontario (oltre 2,6 milioni di occupati che hanno accettato un contratto di lavoro part-time pur cercando un lavoro a tempo pieno).

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Collaborazione tra i giovani imprenditori e dirigenti cristiani del Lazio e l’Ateneo

Posted by fidest press agency su domenica, 24 giugno 2018

Roma E’ stato siglato il protocollo d’intesa tra il Gruppo Giovani Lazio dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) e l’Università Europea di Roma. A sottoscrivere il protocollo sono stati il Presidente Regionale dei Giovani UCID Dott. Benedetto Delle Site e il Rettore dell’Università Europea di Roma Padre Pedro Barrajón LC. Oggetto del protocollo, una collaborazione a trecentosessanta gradi tra i giovani imprenditori e dirigenti cristiani del Lazio e l’Ateneo promosso dalla congregazione religiosa dei Legionari di Cristo che si inserisce nella grande tradizione delle istituzioni educative della Chiesa cattolica ed è parte della rete universitaria internazionale Anáhuac.“Abbiamo scelto l’Università Europea come istituzione didattica e scientifica di riferimento – sottolinea Benedetto Delle Site, Presidente Giovani UCID del Lazio – perché ci accomuna la volontà di favorire la formazione e lo sviluppo di persone integre che, con la loro eccellente preparazione in scambi professionali e culturali, con la loro profonda formazione umana e morale, ispirati ai valori perenni dell’Umanesimo cristiano, nonché per la loro genuina coscienza sociale e per la loro leadership di azione positiva, promuovano l’autentico sviluppo dell’uomo e della società.”“Vogliamo gettare le fondamenta – aggiunge Delle Site – della formazione di una nuova generazione di leader cristiani del XXI secolo in grado di incidere a tutti i livelli nella società. Per questo abbiamo pensato ad una collaborazione che spazi dalla formazione, alla ricerca alla interconnessione tra i luoghi della formazione, i giovani e il mondo dell’impresa e del lavoro. Insieme con l’Università Europea di Roma puntiamo ad essere in questa Regione un Hub culturale e formativo per i giovani, i professionisti e le aziende”.“Per il nostro Ateneo – spiega Padre Pedro Barrajón LC, Rettore dell’Università Europea di Roma – la collaborazione con i giovani dell’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti rappresenta in un certo senso un fatto naturale: sia pure in forme e a livelli differenti, le nostre Istituzioni sono entrambe impegnate nella promozione di un sempre maggiore protagonismo delle nuove generazioni al servizio dell’edificazione del bene comune. L’auspicio è che dal consolidamento del rapporto possano nascere importanti opportunità per i nostri Studenti e i nostri Laureati, in particolare per quelli dei due Corsi di laurea in Economia e del Corso di laurea magistrale in Giurisprudenza”.L’UCID e l’Università si impegnano a sviluppare delle forti sinergie per creare un rapporto stabile tra l’Università, i giovani imprenditori e dirigenti del Lazio, gli studenti, le famiglie e il mercato del lavoro, che si tradurranno in azioni territoriali, progetti formativi, borse studio, career day, convegni e attività di ricerca. Abbiamo iniziato un cammino – concludono i firmatari del protocollo – aperto a successivi sviluppi necessari per rispondere alle numerose sfide economiche, culturali e sociopolitiche dei nostri tempi”. In occasione della firma erano presenti anche il Presidente del Comitato Tecnico Scientifico nazionale dell’UCID Sen. Riccardo Pedrizzi e una delegazione regionale dei Giovani UCID, composta fra gli altri dal Presidente dei Giovani UCID di Roma Pier Luigi Germani e dal responsabile del Manifesto UCID Giovani dell’Impresa Etica Simona Mulè, i quali hanno sostenuto l’iniziativa auspicandone l’estensione anche a livello nazionale.

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Giovani, Speranza, Trasparenza, Diritti, Cambiamento, Sostenibilità

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

In un periodo offuscato dagli slogan e dalla propaganda sulla pelle dei più deboli e indifesi, come coloro che fuggono da povertà e conflitti, è compito delle organizzazioni non governative di solidarietà e cooperazione internazionale affermare la centralità e il significato di un vocabolario essenziale per affrontare le sfide del nostro tempo.Non c’è futuro possibile costruendo mura e steccati, abbattendo ponti, sacrificando i valori della solidarietà, dell’inclusione, del diritto internazionale. Non c’è futuro possibile se l’Italia, l’Europa e il mondo accantoneranno gli impegni assunti a New York il 27 settembre 2015, sottoscrivendo l’Agenda 2030 con i suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile.
È con queste idee in testa che il CISP – Sviluppo dei Popoli si appresta a riunire la sua assemblea annuale dei soci, il 23 giugno 2018, per approvare il bilancio del 2017, riflettere sulla sua nuova dichiarazione di intenti adottata nel gennaio 2018 e aggiornare la programmazione strategica e operativa.Si tratterà di un’assemblea aperta alla partecipazione di non soci, in particolare giovani studenti universitari interessati alla cooperazione internazionale, che si terrà nell’aula ‘Oriana’ del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università La Sapienza a Roma, Via Salaria 113 (ore 9.15-13). Si tratta di una scelta precisa: quella cioè di aprire le porte a chi si affaccia al nostro mondo, incoraggiando la partecipazione e la riflessione su tematiche tradizionalmente interne alle organizzazioni, quali il bilancio, la programmazione, le scelte strategiche ed organizzative.I giovani, come tutti i cittadini, hanno il diritto di conoscere come un’organizzazione di cooperazione internazionale intende rispondere alle sfide del nostro tempo, quali passi sta compiendo per contrastare l’esclusione sociale e la povertà estrema anche qui in Italia, oltre che in Africa, in America Latina, in Medio Oriente, nel Mediterraneo, in Asia. I cittadini hanno diritto di sapere come i progetti vengono valutati, a quali risultati sono giunti, come sono stati spesi i soldi ricevuti da privati e agenzie pubbliche nazionali e internazionali. La gente vuole sapere cosa significhi operare per la tutela dei diritti lì dove questi sono più sistematicamente violati, a sostegno dei rifugiati, dei richiedenti asilo, degli sfollati.
Questo è il senso dell’assemblea del 23 giugno: un impegno ad avvicinare la prassi di cooperazione alla cittadinanza, dando a tutti, soci e non soci, la possibilità di intervenire, chiedere approfondimenti, esprimere valutazioni, concorrere ad aggiornare la programmazione strategica e operativa.Un impegno anche verso la formazione dei giovani, per sostenerne la capacità di essere protagonisti nelle sfide del nostro tempo, tenendo fermi valori forti, quali la giustizia, la solidarietà, la pace.

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E’ l’agricoltura la risposta alla disoccupazione giovanile

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 giugno 2018

Dai dati Istat sul mese di Aprile emerge con chiarezza l’aumento dei contatti a tempo determinato (+ 23 mila rispetto al periodo pre-crisi) e il calo di quelli a tempo indeterminato (-37 mila); ma più di tutto – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – emerge la nuova crescita del tasso di disoccupazione tra gli under 25 (+0,6% sul mese precedente e + 15,9 punti percentuali rispetto alla media europea certificata dai dati Eurostat). Questa situazione è oggettivamente preoccupante e assume i toni dell’assurdo se vissuta in parallelo con le diatribe politiche di queste ore sui possibili incarichi di governo.Come Confeuro – continua Tiso – ravvisiamo l’urgenza di un piano di rilancio per l’occupazione giovanile che si fondi sulla centralità del mondo agricolo. Infatti i dati hanno dimostrato più volte l’attenzione dei giovani verso le tematiche del primario e verso le tante opportunità offerte dalla multifunzionalità del comparto agroalimentare. Perché questo interesse si concretizzi in opportunità concrete, c’è però la necessità di politiche e strategie specifiche.Questo particolare periodo storico – conclude Tiso – è colmo di pericoli, ma anche di occasioni. Il nostro sincero auspicio è che la politica si concentri sulla sua vocazione naturale e decida di collaborare con tutte quelle forze economiche e sociali interessate a dar voce ai bisogni dei cittadini e a costruire una prospettiva di futuro diversa.

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Costruire un’Europa più forte: nuove iniziative per rafforzare ulteriormente il ruolo delle politiche per i giovani, l’istruzione e la cultura

Posted by fidest press agency su sabato, 26 maggio 2018

Le nuove iniziative mirano ad aumentare la mobilità per l’apprendimento e le possibilità di istruzione nell’UE, a fornire ai giovani i mezzi per agire in autonomia e responsabilità, in particolare incoraggiandoli a partecipare alla vita civica e democratica, e a sfruttare la cultura come strumento di progresso sociale e crescita economica in Europa.La Commissione presenta oggi un pacchetto comprendente:
una comunicazione di carattere generale, sul tema “Costruire un’Europa più forte: il ruolo delle politiche per i giovani, l’istruzione e la cultura”, che delinea il modo in cui la Commissione sta portando avanti l’agenda di Göteborg e il mandato conferitole dal Consiglio europeo;
una strategia per i giovani per il periodo 2019-2027 volta a fornire i mezzi per rendere i giovani europei autonomi e responsabili e a dare loro maggior voce in capitolo nell’elaborazione delle politiche dell’UE, a riprova di quanto la Commissione ritenga importante investire nei giovani e nel loro futuro;
proposte di raccomandazioni del Consiglio sui seguenti temi: sistemi di educazione e cura della prima infanzia di alta qualità, per gettare le basi di una vita di successo; riconoscimento reciproco dei diplomi e dei periodi di apprendimento all’estero per agevolare la mobilità per l’apprendimento in Europa; migliore insegnamento e apprendimento delle lingue per garantire che la conoscenza approfondita delle lingue straniere sia più diffusa tra i giovani;
una nuova agenda per la cultura, che mira a sensibilizzare i cittadini sul patrimonio culturale europeo condiviso nella sua diversità. L’agenda mira a sfruttare appieno la forza della cultura sia nella costruzione di un’Unione più giusta e più inclusiva, sostenendo l’innovazione, la creatività, la crescita e posti di lavoro sostenibili, sia nel rafforzare le relazioni esterne dell’UE.
La comunicazione generale “Costruire un’Europa più forte” delinea il progetto di una carta europea dello studente intesa a promuovere la mobilità per l’apprendimento, riducendo gli oneri amministrativi e i costi per gli studenti e gli istituti di istruzione e formazione. La Commissione prevede di introdurla entro il 2021 come simbolo visibile dell’identità degli studenti europei. La comunicazione sottolinea inoltre il lavoro che viene svolto con gli Stati membri e il settore dell’istruzione per dare vita alle università europee. Tali università europee, costituite da reti ascendenti di università già in essere, contribuiranno a rafforzare la cooperazione transfrontaliera mediante strategie istituzionali a lungo termine. Promuoveranno l’innovazione e l’eccellenza, incrementeranno la mobilità di studenti e insegnanti e faciliteranno l’apprendimento delle lingue. In tal modo si potrebbe contribuire anche a rendere l’istruzione superiore europea più competitiva. La Commissione intende avviare progetti pilota nel 2019 e nel 2020 nell’ambito del programma Erasmus+ prima della piena attuazione dell’iniziativa nel 2021.
Saranno elaborate inoltre altre azioni per sostenere un approccio all’istruzione e alla formazione basato sull’apprendimento permanente e l’innovazione. La Commissione, ad esempio, propone di sostenere l’istituzione di centri di istruzione e formazione professionale di eccellenza, al fine di promuovere un ruolo attivo dell’istruzione e della formazione professionale nello sviluppo economico regionale e locale.

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La schiena va a scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 maggio 2018

Milano. Offrire ai ragazzi informazioni utili unite ad alcuni semplici suggerimenti per prendersi cura della propria schiena, gestire al meglio la colonna vertebrale, proteggerla e accompagnarne l’evoluzione nella maniera piu’ corretta. E’ questo l’obiettivo del progetto ‘La schiena va a scuola – Prime regole per rispettarla’, messo a punto anche nell’anno scolastico 2017/2018 dall’Associazione italiana fisioterapisti come opera di prevenzione rivolta ai bambini e ai ragazzi della scuola primaria e secondaria, ovvero proprio la fascia d’eta’ strategica per preparare la schiena alle prove piu’ impegnative che ogni adulto dovra’ progressivamente e inevitabilmente affrontare con il passare degli anni. L’iniziativa, patrocinata dalla Regione Lombardia, e’ stata dunque quella di costituire un gruppo di fisioterapisti con specifica formazione e metterlo a disposizione degli istituti scolastici della regione, predisponendo durante questo anno scolastico una serie di incontri formativi nelle classi, in cui insegnare agli studenti come monitorare lo stato di salute della propria colonna vertebrale.
Tra tutti gli istituti scolastici del territorio che AIFI Lombardia ha contattato per estendere l’iniziativa, hanno risposto all’appello una decina di plessi e sono stati coinvolti circa 1.200 i ragazzi. La scelta di AIFI Lombardia e’ ricaduta sull’eta’ in cui si manifestano alcune disfunzioni della colonna vertebrale tipiche dello sviluppo adolescenziale, come la scoliosi o il dorso curvo: identificare precocemente questi disturbi, quindi, consente tramite strumenti correttivi adeguati di frenare eventuali peggioramenti e scongiurare interventi piu’ aggressivi.
Per verificare e stimolare la capacita’ di recepimento dei ragazzi, al termine degli incontri in classe e’ stato indetto un miniconcorso per la realizzazione di un cartellone con alcune caratteristiche per valorizzare i temi in modo artistico e fantasioso. Circa 80 gli elaborati sottoposti all’esame della giuria, composta dallo staff del progetto e guidata dal presidente di AIFI Lombardia, Gianluca Rossi.
Tre i vincitori dell’edizione 2017/2018, che venerdi’ riceveranno i premi e la visita delle istituzioni nei loro istituti (dalle ore 9):
– Primo classificato: classe I C, Istituto Comprensivo Dante – Scuola Majno di Gallarate.
– Secondo classificato: classe I A, Istituto Comprensivo Cardinal Ferrari di Cantu’.
– Terzo classificato: classe I G, Istituto Comprensivo Gerolamo Cardano – Sede di Madonna in Campagna di Gallarate.
Il terzo premio consiste in chiavette Usb con il materiale del progetto, il secondo in cartellette-leggio per mantenere una posizione ergonomica durante lo studio, mentre il primo premio e’ costituito da un kit con attrezzatura tecnico-sportiva offerta dalla ditta Errea per stimolare i ragazzi all’attivita’ motoria.
“E’ stato importante trovare la collaborazione di numerosi istituti scolastici per supportare la mission professionale del fisioterapista nella sua espressione legata all’educazione, alla promozione della salute e degli stili di vita corretti”, commenta il presidente Rossi.

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200 brillanti giovani da oltre venti Paesi del mondo si riuniranno a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2018

Roma dal 2 al 4 maggio prenderanno parte alla seconda edizione di ZEROHackathon, la competizione giovanile di idee che selezionerà quest’anno le migliori proposte in tema di Sport come strumento di promozione della Pace e dello Sviluppo.Unire l’apprendimento non formale con i valori dello Sport è l’obiettivo principale dell’iniziativa organizzata dalla SIOI – Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale in collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia e con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI).
Lo Sport può favorire il dialogo e rivelarsi un sorprendente strumento di pace e sviluppo, oltre che un catalizzatore di valori universalmente condivisi. L’Agenda 2030 dell’ONU riconosce “il crescente contributo dello sport alla realizzazione dello sviluppo e della pace nella sua promozione della tolleranza e del rispetto e il contributo che apporta al rafforzamento delle capacità delle donne e dei giovani, degli individui e delle comunità, nonché alla salute, all’istruzione e agli obiettivi di inclusione sociale”.
ZEROHackathon è un contest internazionale per studenti di scuola superiore e università che, riuniti in team, elaboreranno proposte di azione realizzabili e innovative sulle principali questioni globali. Le sfide saranno lanciate in occasione della Cerimonia di apertura che avrà luogo il 2 maggio al Centro di Preparazione Olimpica Acqua Acetosa “Giulio Onesti”.
Saranno presenti alla cerimonia d’apertura: Franco Frattini, Presidente della SIOI; Giovanni Malagò, Presidente del CONI; Kelly Degnan, Vice Capo Missione dell’Ambasciata USA a Roma; Sabrina Bono, Capo di Gabinetto del MIUR; Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia; Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie del MAECI; Daniela Bas, Direttore della Divisione delle Politiche Sociali e dello Sviluppo dell’Ufficio delle Nazioni Unite di New York (UNDESA); Paolo Glisenti, Commissario Generale per l’Italia a Expo Dubai 2020; Alfio Giomi, Presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera, Andrea Cisternino, Presidente del Comitato #UnitiperLoro.
Testimonial d’eccezione saranno i campioni olimpici Francesca Lollobrigida, pattinatrice di velocità su ghiaccio, Giovanni Pellielo, tiratore a volo, e Giacomo Lucchetti, campione italiano 250cc. Grand Prix.A conclusione della Cerimonia di apertura tutti i partecipanti prenderanno parte a una vera e propria staffetta organizzata in collaborazione con la FIDAL.
Palazzetto di Venezia, sede della SIOI, sarà “il campo da gioco” di #ZEROHackathon che si concluderà la mattina del 4 maggio con la presentazione delle idee progettuali nella Sala delle Conferenze Internazionali della Farnesina. Una Giuria di esperti premierà le proposte più innovative e concrete.

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Richieste mutui: Crescono le domande da parte delle fasce di popolazione più giovani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

Il mese di marzo vede una nuova contrazione (-8,4%) del numero di richiesta di nuovi mutui e surroghe (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online) da parte delle famiglie italiane, dato che porta la performance cumulata nel primo trimestre dell’anno ad un calo complessivo del -8,9%, rispetto allo stesso periodo del 2017.
Tuttavia, tale flessione è più contenuta rispetto a quanto rilevato nei 3 trimestri precedenti essendosi ormai consolidata la frenata delle surroghe, fenomeno iniziato oltre un anno fa a seguito del progressivo ridursi del bacino potenziale di mutuatari per i quali l’operazione di rottamazione del finanziamento è ancora economicamente conveniente.
Di seguito sono riportate in forma grafica le variazioni mensili in valori ponderati (cioè al netto dell’effetto prodotto dal differente numero di giorni lavorativi) su EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 85 milioni di posizioni creditizie.Alla flessione del numero di richieste si contrappone, però, una crescita dell’importo medio richiesto, che nei primi tre mesi del 2018 fa segnare un confortante +1,7%, portando il valore medio a 126.025 Euro. Anche in questo caso il dato è influenzato dalla minor incidenza delle surroghe, che per natura presentano un importo medio inferiore a quello dei nuovi mutui.
Nello specifico, l’importo richiesto nel mese di marzo si è attestato a 126.256 Euro, leggermente al di sopra del valore rilevato nel corrispondente mese del 2017 (+0,5%).
Andando ad analizzare la distribuzione delle richieste, nei primi tre mesi dell’anno si osserva uno spostamento graduale dalla classe di importo inferiore ai 75.000 Euro verso quelle al di sopra dei 150.00 Euro.Per quanto riguarda invece la distribuzione delle richieste di nuovi mutui e surroghe per classe di durata, nel I trimestre si registra uno slittamento verso le fasce comprese tra i 16 e i 30 anni (+3,3 punti percentuali) a cui corrisponde una parallela contrazione della classe compresa tra i 10 e 15 anni (-3,1 punti percentuali rispetto al 2017).
Le richieste di mutuo di durata inferiore ai 5 anni (tipicamente associate alle surroghe) mantengono una posizione marginale e in ulteriore riduzione di -0,8 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.
L’analisi prodotta da CRIF sulla distribuzione per età del richiedente, infine, conferma che ancora una volta è la fascia d’età compresa tra i 35 e i 44 anni ad essere quella maggiormente rappresentata, con una quota pari al 34,5% del totale.Si osserva, però, un aumento delle richieste da parte delle fasce di età più giovani di popolazione, con quella compresa tra i 25 e i 34 anni che cresce di +1,2 punti percentuali rispetto al I trimestre 2017.
“In uno scenario del mercato immobiliare che sta manifestando segnali di recupero sul fronte delle compravendite (l’unico indicatore che sta languendo è quello dei prezzi degli immobili usati, ancora in calo, mentre le case di nuova costruzione hanno già intrapreso un percorso di recupero), le aziende di credito stanno sviluppando prodotti sempre più vicini alle reali esigenze e capacità dei consumatori, basati sulle peculiarità territoriali in termini di potenzialità e caratteristiche socio-demografiche – conclude Capecchi -. Al contempo rimane opportuna la corretta valutazione degli immobili e del rischio di credito associato alla richiesta del finanziamento per garantire un sano sviluppo del mercato, tanto per le aziende di credito quanto per le famiglie in termini di affidamento responsabile”.

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I giovani e il mondo del lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Roma – Mercoledì 18 aprile 2018, presso la sede dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e l’Università Europea di Roma, via degli Aldobrandeschi 190, si terrà la presentazione dei risultati della Survey sul tema “I giovani e il mondo del lavoro”, ricerca realizzata dal gruppo Value@Work, promosso dall’ Istituto di Studi sulla Donna dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum in collaborazione con l’Università Europea di Roma.Il gruppo Value@work (composto da: AIDP Lazio, CGIL, CoLAP, Federmanager, Forum delle Associazioni Familiari, Istituto Fidelis – APRA, Istituto Luigi Gatti- APA Confartigianato Imprese Milano-Monza, Prioritalia e Università Europea di Roma) osservando le dinamiche relative all’incontro tra domanda e offerta di lavoro si è reso conto che esisteva un gap prevalentemente a carattere orientativo e percettivo. Così per facilitare questo importante processo ha deciso di impegnarsi prima in una survey (osservazione e rilevazione strutturata) che prendesse in considerazione i due protagonisti di questo match (giovani e imprese), e poi in progetti strutturati di rivisitazione del rapporto tra giovani e mondo del lavoro.La ricerca analizza due campioni: i giovani universitari e le imprese.
Gli obiettivi della survey (fase pilota) per il campione dei giovani universitari, sono quelli di comprendere le motivazioni delle scelte universitarie verso il mondo del lavoro sia dal punto di vista professionale che valoriale, le difficoltà attese verso il percorso della propria autonomia e la disponibilità a mettersi in gioco per ottenere gli obiettivi preposti. Questi dati vengono analizzati per tipologia di curriculum universitario e per genere, al fine di comprendere se vi siano o meno differenze collegate al profilo o alla propria identità.
Per il campione imprese la ricerca è finalizzata a comprendere quali siano i fabbisogni delle imprese, le difficoltà nell’assunzione di nuove forze lavoro, il valore aggiunto atteso e un possibile modello per integrare i giovani nella propria organizzazione.Il confronto tra il punto di vista dei giovani e le imprese potrà dare degli utili spunti per il proseguimento del lavoro, seppure in una fase pilota.Interverranno all’evento: Adele Ercolano, Coordinatrice dell’Istituto Superiore di Studi sulla Donna e membro del Comitato Direttivo Value@Work, Stefania Celsi, del Comitato Direttivo Value@Work e Consigliere dell’Istituto Superiore di Studi sulla Donna, e Silvia Profili, Professore Associato di Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane all’Università Europea di Roma.
Discuteranno i risultati della ricerca, alle 10.30: Gabriele Gabrielli, Presidente della Fondazione Lavoroperlapersona e Adjunt Professor di Gestione delle Risorse Umane presso l’Università LUISS Guido Carli, Marcella Mallen, Presidente di Prioritalia e membro di Value@Work, Emma Ciccarelli, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Lazio e membro di Value@Work, e Caterina Cenci e Riccardo Iudica, studenti dell’Università Europea di Roma.
Alle 12.00 sarà illustrata la seconda parte dei risultai della ricerca: l’impresa e le esperienze di collaborazione con l’università.
Interverranno: Stefania Celsi, del Comitato Direttivo Value@Work e Consigliere dell’Istituto Superiore di Studi sulla Donna, e Silvia Profili, Professore Associato di Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane all’Università Europea di Roma, e Liborio De Santis, Responsabile Orientamento e Job Placement dell’Università Europea di Roma.
Discuteranno i risultati della ricerca, alle 12.30: David Trotti, Presidente Associazione Italiana Direttori del Personale Lazio (AIDP Lazio), Antonio Fortuna, Presidente di Assimpresa e Segretario Generale di Confassimpresa, Guelfo Tagliavini, Presidente Tesav e membro Value@Work, e Daniela Vellucci, Regional recuter, Randstad Italia SPA.L’incontro si chiuderà alle 13.30 con le conclusioni e i saluti di Marta Rodriguez, Direttrice dell’Istituto di Studi Superiori sulla Donna e Presidente Value@Work, e José Enrique Oyarzún LC, Vice Rettore dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Modera l’incontro Emiliana Alessandrucci, Responsabile Comunicazione e Relazioni Istituzionali dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

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14-15 aprile in piazza contro la violenza domestica

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 aprile 2018

Sabato 14 e domenica 15 aprile le piazze di 1600 città italiane saranno colorate dai fiori che le migliaia i volontari di SOS Il Telefono Azzurro Onlus consegneranno a chiunque aderirà a Fiori d’Azzurro, iniziativa nata con l’obiettivo di raccogliere i fondi che serviranno per sostenere il costante intervento in difesa dei bambini e degli adolescenti vittime di violenze e soprusi.
In Italia, sono tanti i giovani che subiscono violenza fisica e psicologica. Bambini e adolescenti maltrattati, privati della loro identità, schiacciati dalla paura del domani. Gli abusi sono un dramma, che spesso spinge i più deboli a compiere gesti estremi. Attraverso la sua linea di ascolto 1.96.96, Telefono Azzurro riceve in media 233 segnalazioni al mese, di queste il 58% è rappresentato da denunce di situazioni di difficoltà all’interno della famiglia, il luogo che dovrebbe rappresentare un porto sicuro, in cui sentirsi protetti e al sicuro. Dei casi gestiti (2.800 solo nel 2017), in quasi il 14% è stata riscontrata una situazione di rischio familiare, con la conflittualità tra genitori al primo posto tra le cause, con un’incidenza del 36% all’interno della categoria.Sono ancora troppe le situazioni di abuso e violenza ai danni di bambini e adolescenti all’interno delle mura domestiche, che costituiscono il 22% delle chiamate prese in carico dalla linea 1.96.96. La tipologia di violenza maggiormente denunciata è quella fisica, che rappresenta circa un terzo (32%) dei casi, mentre più di 1 su 5 (24%) riguarda contesti di abuso psicologico.
Secondo un’indagine da Telefono Azzurro con Doxa Kids su un campione di studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, è emerso un altro dato allarmante relativo al dilagarsi del fenomeno del bullismo tra gli adolescenti. I 35% degli intervistati ha ammesso di aver subito almeno un atto di bullismo, il 68% dei quali è avvenuto nel contesto scolastico. Episodi che spesso non vengono denunciati per vergogna o per paura di ritorsioni, per questo su teme che gli episodi siano ben più numerosi. Il 31% delle vittime ha, infatti, preferito “lasciar perdere”, con un 23% che non lo ha detto a nessuno, neanche al miglior amico. Solo il 23% ha chiesto l’aiuto dei genitori.
“Fiori d’Azzurro” nasce con l’obiettivo di accendere il dibattito sul tema dell’abuso, coinvolgendo l’intera cittadinanza e soprattutto chi rappresenta per i ragazzi un punto di riferimento: insegnanti, educatori, genitori, rappresentanti del mondo sportivo, pediatrico e delle istituzioni. Una vera e propria call to action che mira a promuovere un’azione sinergica, per limitare la propagazione di comportamenti devianti, diffondendo best practices e creando awareness rispetto agli strumenti messi a disposizione da Telefono Azzurro.

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Al via la 3° edizione di BioUpper

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2018

Dopo il successo delle prime due edizioni, Novartis e Fondazione Cariplo lanciano la terza edizione di BioUpper, il programma a sostegno dei giovani talenti che vogliono creare una start up nelle Scienze della Vita, e annunciano la collaborazione con IBM. L’iniziativa, quest’anno, sarà realizzata con Cariplo Factory, il polo di Fondazione Cariplo dedicato a progetti di open innovation, per sostenere le eccellenze della ricerca italiana a sviluppare i propri progetti innovativi anche attraverso l’uso della tecnologia avanzata.
La terza edizione offre novità importanti per ricercatori, startupper e innovatori delle Scienze della Vita: due percorsi paralleli denominati rispettivamente Call for Ideas e Call for Scale.
Questa edizione mette in palio fino a 540 mila euro in servizi. I tre progetti vincitori della Call for Ideas riceveranno un premio fino a 180 mila euro in servizi ciascuno, da investire per lo sviluppo del progetto sul mercato, mentre i vincitori della Call for Scale avranno l’opportunità di esplorare potenziali partnership commerciali.La Call for Ideas si rivolge a ricercatori, giovani talenti e a tutti coloro che progettano e sognano di tradurre un’idea biotech in impresa, con l’obiettivo di aiutarli a elaborare e presentare progetti innovativi di prodotto o di processo nel campo delle Scienze della Vita. I più meritevoli saranno accompagnati in un percorso personalizzato di accelerazione.
La terza edizione del programma porta, inoltre, il coinvolgimento di una rete molto ampia di acceleratori e incubatori sparsi nel territorio nazionale che realizzeranno il percorso di accelerazione, tra questi: BioUndustry Park, Campania NewSteel, Consorzio ARCA, Digital Magics, dPixel, Fondazione Filarete, Fondazione Toscana Life Sciences, I3P, Jcube, Luiss EnLabs, PoliHub, PTP – Science Park.
Una delle novità più significative della terza edizione, pensata proprio per dare un’ulteriore opportunità di sviluppo ai progetti, è la Call for Scale, rivolta a startup in fase post-seed (TRL compreso tra 5 e 8). La Call for Scale si configura come programma di open innovation con il duplice obiettivo di sostenere l’innovazione nel campo delle Scienze della Vita, attraverso la selezione di startup che hanno sviluppato prodotti e servizi già maturi per essere portati sul mercato, e supportare la crescita delle startup italiane attraverso la collaborazione con aziende pubbliche e private operanti nel settore sanitario e ospedaliero.Le startup selezionate al termine della Call for Scale avranno l’opportunità di presentarsi a un comitato tecnico-scientifico composto da Novartis, Fondazione Cariplo, IBM e Cariplo Factory. Quelle giudicate a più alto potenziale sosterranno degli incontri one-to-one e avranno accesso al Match-Making Program, un percorso che porterà le startup a relazionarsi con i principali attori del mercato per costruire opportunità di business.
Per partecipare a BioUpper è sufficiente accedere al sito http://www.bioupper.com e candidare un progetto che rientri in uno degli ambiti di applicazione, entro il 29 maggio per la Call for Scale ed entro il 5 giugno 2018 per la Call for Ideas.
A spingere Novartis e Fondazione Cariplo a proseguire nello sviluppo dell’iniziativa è stato, tra gli altri, il grande successo realizzato negli anni passati. La seconda edizione di BioUpper ha raccolto oltre 150 candidature, il 30% in più rispetto alla prima del 2015, e dalla sua nascita ad oggi la formula del programma ha prodotto numeri particolarmente significativi per il campo delle Scienze della Vita. Il 70% dei progetti finalisti delle prime due edizioni ha raccolto investimenti per un totale di oltre 2.200.000 euro, provenienti da grant, investitori privati e venture capitalist. Il 55% dei team si è costituito in impresa, mentre il 45% sta continuando la fase di sviluppo del proprio prodotto. Il 65% dei partecipanti, infine, ha stretto partnership commerciali e di co-sviluppo. Il lancio della terza edizione è patrocinato dal Ministero della Salute, Ministero dello Sviluppo Economico e della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI).

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