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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘giovanile’

Evoluzione della letteratura giovanile dal secondo dopoguerra a oggi

Posted by fidest press agency su sabato, 8 Maggio 2021

Parma lunedì 10 maggio con inizio alle 9, sull’evoluzione della letteratura giovanile dal secondo dopoguerra a oggi. L’incontro, che si svolgerà su Teams, è organizzato dal Dipartimento DUSIC dell’Università di Parma. L’appuntamento, organizzato dal Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – DUSIC dell’Università di Parma con il patrocinio del Centro Italiano per la Ricerca Storico-Educativa – CIRSE e la collaborazione del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile, attraverso gli interventi di vari studiosi della disciplina ripercorrerà criticamente gli sviluppi della letteratura per l’infanzia e l’adolescenza degli ultimi 75 anni, limitatamente ad alcuni generi, filoni narrativi e autori più rappresentativi, con particolare attenzione agli scrittori di svolta, ai momenti cruciali di questo percorso e alle tendenze e orientamenti dell’editoria, non senza riferimenti all’evoluzione dell’illustrazione.La giornata sarà conclusa dalle testimonianze di alcuni protagonisti del rinnovamento della scrittura per l’età evolutiva nel periodo considerato. Alle 9 i saluti istituzionali e il via ai lavori, moderati dalla docente dell’Università di Parma Luana Salvarani, con l’introduzione di Angelo Nobile (Università di Parma). Interverranno poi Franco Cambi (Università IUL di Firenze) su Dal fiabesco al fantasy: fra innovazione e tradizione?, Pino Boero (Università di Genova) su Gianni Rodari e i successivi sviluppi del racconto di fantasia, Furio Pesci (Sapienza Università di Roma) su Il Sessantotto e i suoi riflessi sulla letteratura giovanile, Tiziana Mascia (Università di Urbino), su Sviluppi della letteratura di divulgazione e prospettive attuali, Leonardo Acone (Università di Salerno) su Narrare il Mezzogiorno. L’immagine letteraria dell’infanzia nel meridione. Nella sessione pomeridiana sono previste relazioni di Roberto Farnè (Università di Bologna) su Evoluzione e funzione delle illustrazioni come dispositivo didattico, Ermanno Detti (Direttore di “Il Pepeverde”) su Il fumetto e la stampa periodica per ragazzi, e Claudia Camicia (Presidente del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile), che farà una Rassegna delle riviste specializzate di letteratura giovanile. A seguire le testimonianze di Domenico Volpi (Settantacinque anni di letteratura per ragazzi e l’esperienza de “Il Vittorioso”), Mino Milani (Raccontare l’avventura), Angelo Petrosino (Le mie eroine e i miei eroi della quotidianità) e Gabriella Armando (Le Nuove Edizioni Romane 1977-2016: un contributo al rinnovamento della letteratura italiana per ragazzi).L’incontro si svolgerà online sulla piattaforma Teams.L’iniziativa è presente sulla piattaforma SOFIA con questi codici identificativi: ID iniziativa formativa 58470 – ID edizione formativa 85086.

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Disoccupazione: tasso al 10,2%. Quella giovanile tocca quota 31,6%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 aprile 2021

Sono estremamente allarmanti i dati diffusi oggi dall’Istat sull’andamento dell’occupazione nel nostro Paese.A febbraio il tasso di disoccupazione si attesta al 10,2%. Ancor più preoccupante il dato relativo alla disoccupazione giovanile che tocca quota 31,6%, con un aumento di 2,6 punti su febbraio 2020, ovvero prima delle restrizioni determinate dalla pandemia.È evidente come le misure adottate finora per fronteggiare la crisi e la perdita di lavoro si stiano dimostrando insufficienti: a confermarlo non solo i dati odierni sulla disoccupazione, ma anche quelli relativi ai principali indicatori economici, dalla produzione ai consumi.“La pandemia ha determinato una situazione di emergenza unica nel suo genere, che solo con misure straordinarie e adeguate potremo superare.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori. Misure che non si limitino, però, ad affrontare la fase emergenziale, ma che gettino anche le basi per il necessario sviluppo futuro. Rilancio dell’occupazione, investimenti per la ricerca, per lo sviluppo tecnologico, per la modernizzazione: questi i provvedimenti di cui il Paese ha urgente bisogno, al fianco di una seria e determinata lotta alle disuguaglianze che in questa crisi si sono fatte ancora più profonde e discriminatorie. Un piano che non può prescindere dal contributo delle parti sociali e delle associazioni che rappresentano i cittadini, per costruire insieme un rilancio più equo e sostenibile per tutti.

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La disoccupazione giovanile sale al 22%

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Milano. Sono 20mila gli occupati in meno nel 2020 a Milano, pari al -1,3% rispetto all’anno precedente. È l’effetto del Covid-19, che ha colpito l’economia della città più di altri territori, anche a causa di una presenza maggiore dei servizi alla persona e delle attività legate all’accoglienza e al turismo. Sebbene a Milano, a differenza di quanto si rileva per l’Italia e la Lombardia, il calo sia stato più contenuto rispetto al picco registrato in occasione della crisi del 2009, quando gli occupati sono scesi di 33mila unità.La grande differenza nell’impatto di questa crisi sul mercato del lavoro è che la diminuzione dell’occupazione si accompagna con una riduzione della disoccupazione: sono oltre 4mila in meno i disoccupati nel capoluogo lombardo, con una conseguente discesa del tasso di disoccupazione al 5,7% (dal 5,9% nel 2019). Diminuzione degli occupati e al contempo dei disoccupati sono solo apparentemente in contraddizione: questo avviene quando aumentano gli inattivi, quasi 50mila in più nel 2020 che scoraggiati rinunciano a cercare una nuova occupazione. Nel 2009, invece, la perdita di occupazione si era quasi totalmente tradotta in disoccupazione.Il clima di incertezza, le chiusure, la limitata attività di molti settori produttivi, maggiori carichi familiari, limitazioni agli spostamenti e, in generale, tutte le difficoltà emerse nel corso della pandemia hanno sicuramente alimentato una spirale di sfiducia nel mercato del lavoro e ingrossato le fila di quanti, dopo aver perso un impiego, hanno rinunciato a cercarne un altro.Inoltre, più in linea con le tendenze nazionali, l’impatto della perdita di occupazione a Milano avviene quasi esclusivamente sui lavoratori dipendenti (-19 mila). Ed è verosimile, tenuto conto del blocco dei licenziamenti e delle evidenze su base regionale e nazionale che anche a Milano i più colpiti siano stati i rapporti di lavoro a termine, a causa del fermo prolungato delle attività causato dalla pandemia.Stringendo lo sguardo sui settori, la maggiore perdita occupazionale si concentra nei comparti che hanno riscontrato le maggiori flessioni in termini di fatturato e attività: quasi -18mila occupati nel commercio, alberghi e ristoranti e -9mila circa nei servizi.Al contrario, aumentano i lavoratori nell’industria (+4mila) e nel settore residuale che include logistica, costruzioni e agricoltura (+3mila).Particolarmente colpiti dalla crisi Covid sono i giovani: nella media del 2020 il tasso di occupazione tra i 15 e i 24 anni scende al 18,9% (dal 21,4% nel 2019) e in parallelo il tasso di disoccupazione giovanile sale al 22,0% (dal 18,1%), invertendo bruscamente la progressiva diminuzione dal picco del 34,1% toccato nel 2014. Un anno di pandemia restituisce dunque per Milano la fotografia di un mercato del lavoro condizionato dalle conseguenze dello shock registrato dal sistema economico, con più penalizzati i lavoratori a tempo determinato, i giovani e i settori del commercio, degli alberghi e della ristorazione, e con ricadute sul piano della tenuta sociale da monitorare con attenzione.

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Covid, disoccupazione giovanile in rialzo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 gennaio 2021

Stando a un rapporto Istat pubblicato il luglio scorso, l’Italia è il terzo peggior Paese europeo per quanto riguarda la disoccupazione giovanile. Guardando ai dati del 2019 si scopre infatti che in Europa la media della disoccupazione giovanile, tenendo in considerazione i giovani tra i 15 e i 29 anni, è del 12,5%; in Italia questa percentuale è del 22,2%, con punte del 53,6% in Sicilia e in Campania. “La situazione di partenza non era rosea per i giovani italiani, ed è peggiorata ulteriormente con la pandemia sanitaria” spiega Carola Adami, co-fondatrice di Adami & Associati, società italiana di head hunting che offre anche servizi di CV writing e di consulenza alla carriera. “Se il tasso di disoccupazione negli ultimi mesi è risultato stabile, va sottolineato che quello relativo alla disoccupazione giovanile è invece cresciuto, arrivando al 30,3% in base alle ultime rilevazioni”.Sono quindi tantissimi i giovani in cerca di lavoro.Molto seguita sui social la Adami & Associati è tra le realtà più importanti a livello nazionale non solo per la selezione dei talenti, ma anche per la consulenza alla carriera e per il servizio di ottimizzazione di curriculum vitae e profilo LinkedIn.A frenare le persone in cerca di lavoro è quindi molto spesso non la mancanza di competenze o di esperienze professionali, quanto invece la poca efficacia degli strumenti con i quali ci si candida presso le aziende: l’importanza della prima impressione, data dal curriculum vitae, non va mai sottovalutata.

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La conferenza Investing in the Future (IIFMENA) lancia la ‘Dichiarazione di Sharjah per l’inclusione giovanile’

Posted by fidest press agency su sabato, 27 ottobre 2018

Per far fronte alle difficoltà che colpiscono i giovani della regione MENA, Sharjah, per estensione il terzo emirato degli EAU, ha rivolto un appello agli stati dell’area mediorientale e del Nordafrica, e della comunità internazionale, affinché adottino e implementino a livello collettivo la ‘Dichiarazione di Sharjah per l’inclusione giovanile’, un piano d’azione in nove punti che mira a coinvolgere i giovani e a salvare il loro futuro dai pericoli dell’estremismo.Incentrare le politiche decisionali mirate ai giovani sull’acquisizione di capacità personali, per preparare bambini e ragazzi ad affrontare il futuro rendendoli pronti ad apprendere, a impegnarsi nella vita professionale, a essere cittadini attivi con il controllo sulla propria crescita e inclusione personale.
Promuovere politiche di stimolo per ambienti favorevoli allo sviluppo e riconoscere l’importante ruolo delle giovani donne come agenti di stabilizzazione e crescita economiche.
Integrare la parità di genere in ogni progetto, politica e programma di inclusione, protezione e supporto giovanile.Sfruttare gli impegni già in essere per le riforme educative e i cambiamenti demografici come finestra di opportunità per tradurre gli investimenti in capitale umano. Coordinare l’impegno di governi, agenzie ONU, ONG, università e del settore privato per trasformare l’istruzione e rendere possibili opportunità flessibili di apprendimento oltre all’attività scolastica. Riconoscere il ruolo dell’imprenditorialità giovanile come forza trainante dello sviluppo socio-economico. Favorire concretamente la nascita di condizioni di stimolo all’imprenditorialità giovanile. Garantire a tutti i giovani rifugiati la protezione da violenze, abusi e sfruttamento, assicurando loro l’accesso alle cure sanitarie e al supporto psico-sociale. Porre in prima linea i migliori interessi dei giovani rifugiati in tutte le questioni relative al loro futuro.
La dichiarazione è il frutto di un’intera giornata di discussioni nel quadro della conferenza Investing in the Future (IIFMENA), a cura dell’organizzazione umanitaria globale TBHF, all’insegna del tema: ‘Giovani: le sfide della crisi e le opportunità di sviluppo’. Questa piattaforma globale viene offerta a cadenza biennale per affrontare un importante problema umanitario nella regione.

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Incontro sul disagio govanile

Posted by fidest press agency su domenica, 11 marzo 2018

Frosinone mercoledì 14 marzo, alle ore 9.00, presso l’Aula Magna dell’Università al Polo Folcara l’Osservatorio sul disagio giovanile, composto dall’Università degli Studi di Cassino, dal Dipartimento Disagio Devianze Dipendenze della ASL di Frosinone e dalla Fondazione Exodus, terrà un incontro di presentazione del corso di formazione per docenti sui temi del disagio giovanile.
Avrà una durata di 25 ore e verrà rilasciato un attestato di partecipazione valido per il MIUR. In occasione della presentazione del corso verrà illustrato il progetto “Selfie – istantanee dalla generazione 2.0”, un progetto di ricerca nazionale sugli stili di vita degli adolescenti, avviato già in molti Istituti scolastici e che – speriamo – potrà essere esteso alle scuole del nostro territorio.Nella prima giornata del corso, alla quale sono invitati anche gli studenti perché potranno essere coinvolti nel progetto “Selfie”, sono previsti gli interventi di Giovanni BETTA Rettore dell’Università di Cassino, Loriana CASTELLANI Direttore del Dipartimento di Scienze Umane, Fernando FERRAUTI Direttore del Dipartimento Salute mentale e patologie da dipendenza della Asl di Frosinone, Alessandra ZANON Coordinatrice dell’Osservatorio, Marina ZAINNI Psicoterapeuta della ASL, Marisa DEL MAESTRO Psicoterapeuta di Exodus e Franco TAVERNA Coordinatore nazionale della Fondazione Exodus.

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Lavoro: disoccupazione giovanile risale al 39,4%

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 gennaio 2017

istatSecondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel mese di novembre aumentano i disoccupati (+5,7%, pari a +165 mila) rispetto ad un anno prima. Sale anche il tasso di disoccupazione giovanile, che in un solo mese registra un balzo di 1,8 punti percentuali, attestandosi al 39,4 per cento. “Questi dati dimostrano che nessuna riforma del lavoro può funzionare fino a che i consumi restano al palo e questo per la semplice ragione che fino a che le famiglie non acquistano, le imprese non vendono e non necessitano, quindi, di lavoratori aggiuntivi” sostiene Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “E’ evidente, quindi, che fino a che i consumi delle famiglie salgono dello 0,3% sul trimestre precedente e dell’1,2% su base annua, non si va da nessuna parte. Semmai ripartono a funzionare gli impianti ed i lavoratori già occupati smettono di restare con le braccia incrociate” conclude Dona.

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Il Lemon Bowl 2017 è pronto ai blocchi di partenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2016

benedetta-sensiIn scena, come di consueto, le categorie under 10, 12 e 14, oltre al torneo-raduno under 8. L’edizione numero 33 del più grande torneo giovanile per campo di partecipazione prenderà il via con le prequalificazioni, che vedranno impegnate dal 10 al 18 dicembre le categorie under 12 e under 14. Ancora aperte le iscrizioni per le qualificazioni e il main draw, che scadranno il 12 dicembre alle ore 18. Quattro i circoli che ospiterrano la nuova edizione del Lemon Bowl: New Penta 2000 (sede centrale), Polisportiva Palocco, Eschilo 2 e, per il torneo di pre-quali, Eschilo 1. Il torneo di qualificazione si svolgerà dal 27 dicembre al 1 gennaio, mentre il main draw andrà in scena dal 2 gennaio sino alle consuete finali da disputarsi nel giorno dell’Epifania. I giovanissimi under 8 prenderanno parte come di consueto al torneo-raduno che si giocherà su campi più piccoli (17,77 x 6,23 m) in conformità ai regolamenti della Federazione Internazionale.
I più forti d’Italia al Lemon Bowl. L’edizione numero 33 dell’evento capitolino vedrà in campo i migliori classe 2004 e 2005 dello stivale, presenti a Roma su convocazione del Settore Tecnico della FIT. Un vero e proprio raduno federale sui campi del Lemon Bowl, con la presenza di 32 dei più forti giovani talenti italiani. “È un’ottima notizia per la manifestazione – ha spiegato il neo presidente del Cr Lazio Roberto Commentucci – per due aspetti fondamentali: evitare la sovrapposizione di due eventi come il Lemon Bowl e la Coppa d’Inverno grazie alla modifica dei calendari e la possibilità di far allenare insieme i migliori ragazzi d’Italia, condividere metodologie, per crescere e imparare senza pensare ai risultati. Anche per questo sarà un’edizione ancor più bella e ricca rispetto al passato”. Non mancheranno, come ogni anno, una ventina di agguerritissimi stranieri.Sulle orme dei campioni. Il Lemon Bowl è da sempre un’importante rampa di lancio verso il circuito professionistico. Ivan Ljubicic, ex numero 3 Atp, ha trionfato nel tabellone under 16 nel 1995. Tre anni prima fu la bella russa Anna Kournikova a conquistare il titolo nel torneo under 12 femminile. Tanti i tennisti slavi a essersi messi in luce nel corso degli anni: da Janko Tipsarevic ad Anastasia Myskina, passando per Mirjana Lucic, Mario Ancic, Igor Andreev, Dimitri Tursunov e Jelena Jankovic. Tra i protagonisti italiani si segnalano Stefano Galvani, Vincenzo Santopadre, Camila Giorgi, Martina Trevisan e il compianto Federico Luzzi, vincitore nel 1992 nella categoria under 12. Nelle edizioni più recenti il New Penta 2000, sede centrale dell’evento, ha visto in campo i talenti Borna Coric, Damir Dzumhur, Ana Konjuh e Olga Danilovic, finalista nell’edizione 2011 nell’under 10 e oggi numero 13 al mondo nel ranking Itf under 18. (foto: benedetta sensi)

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Disoccupazione giovanile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2016

lavoratoriCon un quarto dei ragazzi al mondo senza lavoro – tra i rischi presi in considerazione dal Global Opportunity Report 2016 – la disoccupazione giovanile è quello che preoccupa di più, offrendo al contempo le maggiori opportunità per il mercato. È quanto emerge dallo studio condotto a livello globale da DNV GL, dal Global Compact delle Nazioni Unite e da Monday Morning.
L’indagine – che ha coinvolto oltre 5.500 rappresentanti del mondo delle aziende, del governo e della società civile – prende in esame alcuni dei rischi più pressanti di oggi con l’obiettivo di evidenziare le opportunità di business ad essi correlate, nel rispetto degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite.
Tra i rischi analizzati, la disoccupazione giovanile (42%) si posiziona in cima alla lista, precedendo quelli legati all’accelerazione delle emissioni dai trasporti (21%), la crisi mondiale del cibo (14%), la resistenza ai farmaci salvavita (15%) e la perdita della biodiversità degli oceani (8%).
Non sorprende, visto che i giovani che oggi non stanno né studiando, né lavorando sono 75 milioni. I tassi di disoccupazione hanno raggiunto valori allarmanti, soprattutto in Medio Oriente (27%) e Nord Africa (28%) e la situazione europea, con punte oltre il 20%, certo non rincuora. Luca Crisciotti, CEO di DNV GL – Business Assurance, ha commentato: “Le cause di questa situazione non vanno ricercate solo nella recessione economica. Siamo di fronte a un nuovo mondo del lavoro caratterizzato da incertezza, crescente robotizzazione, rapidi cambiamenti e tassi di disoccupazione che rimangono alti anche quando l’economia cresce. È necessario ripensare modelli e sistemi, anche per le aziende, che altrimenti perderanno una generazione di consumatori”.
Seppur possa sembrare un paradosso, la disoccupazione giovanile porta con sé opportunità di mercato che aspettano di essere colte: dall’incubazione dell’imprenditoria giovanile, allo sviluppo del mercato del lavoro digitale, al coordinamento di domanda e offerta.
Incubare l’imprenditoria giovanile. Si stima che per ogni dollaro speso in favore di programmi a sostegno dell’imprenditoria giovanile, si generino 3 dollari a livello di gettito fiscale. Il rapporto è di 1:10, invece, se si considera che ogni dollaro messo a disposizione per i giovani imprenditori viene moltiplicato dieci volte nel fatturato del business in cui viene impiegato. Favorire l’imprenditoria giovanile, incubandola all’interno delle aziende stesse, non rappresenta solo un’opportunità per poter contare su nuove idee e per diversificare, ma una forma di investimento.
Mercato del lavoro digitale. L’83% dei datori di lavoro in Canada e Stati Uniti lamenta la mancanza di sviluppatori di software; mentre il giro d’affari dell’outsourcing per il 2016 sarà di 200 miliardi di dollari. Scommettere sul digitale per sviluppare piattaforme capaci di mettere in contatto talenti e richiesta di lavoro o delocalizzazione in aree svantaggiate è un’esigenza pressante.
Coordinare competenze e mercato. Nel 2020 mancheranno 40 milioni di lavoratori con istruzione terziaria, nelle economie in via di sviluppo ne mancheranno 45 milioni con istruzione secondaria e ci saranno 95 milioni di lavoratori con istruzione di base in più rispetto a quelli che servono. È evidente la necessità di puntare allo sviluppo di progetti di scouting e coordinamento, tutoring e formazione per un mercato che si prospetta dalle dimensioni immani. Il responso da parte dei partecipanti al sondaggio è unanime. Le aziende giocheranno un ruolo di primo piano per il cambiamento. Se in passato ci si aspettava che a rivoluzionare i sistemi fossero governi e politica, ora la prospettiva cambia. I cambiamenti arrivano dal basso, con aziende e rappresentanti della società civile come attori principali.

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Un miliardo di euro nel 2015 per l’Iniziativa per l’occupazione giovanile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2015

parlamento europeoLe modifiche alle regole del Fondo sociale europeo (FSE) approvate mercoledì dal Parlamento prevedono lo stanziamento nel 2015 di un miliardo di euro di finanziamenti UE per aiutare gli Stati membri a inserire nel mondo del lavoro fino a 650.000 giovani. L’iniziativa per l’occupazione giovanile dell’UE contribuisce ai finanziamenti dell’FSE negli Stati membri con regioni dove la disoccupazione giovanile supera il 25%.La proposta della Commissione è stata approvata senza emendamenti con 632 voti favorevoli, 30 contrari e 31 astensioni.
“Siamo in corsa contro il tempo e l’Europa sta accelerando sull’occupazione giovanile La sfida era quella di raggiungere un accordo ampio e condiviso in un tempo record -. e quando siamo determinati, l’UE è efficace” ha dichiarato la relatrice Elisabeth Morin-Chartier (PPE, FR).Il numero di giovani tra i 15 e i 25 anni di età che non sono impiegati, o che non proseguono gli studi o la formazione, è in crescita in modo allarmante, soprattutto negli Stati membri che incontrano maggiori difficoltà a rientrare nel finanziamento di altri programmi comunitari. Anticipare lo stanziamento dei fondi può quindi essere di grande aiuto, dicono i deputati.Per il periodo 2014-2020, il finanziamento dell’Iniziativa per l’occupazione giovanile (YEI) è pari a 3,2 miliardi di euro, che saranno accompagnati da almeno altri 3,2 miliardi di euro in stanziamenti nazionali provenienti dall’FSE. Nel febbraio di quest’anno, la Commissione europea aveva approvato 28 dei 34 programmi operativi YEI, ognuno dei quali potrebbe ricevere fino a un terzo degli stanziamenti totali previsti per il 2014-2020, non appena le norme modificate entreranno in vigore.Il miliardo di euro in finanziamenti per l’Iniziativa per l’occupazione giovanile, che sarà a disposizione quest’anno, aumenterà il tasso di pre-finanziamento nel suo stanziamento di bilancio del 2015 dall’1-1,5% fino al 30% Ma non si tratta di nuovi finanziamenti, in quanto i fondi erano già stati previsti.Gli Stati membri saranno così in grado di avviare i progetti di cui hanno bisogno, ma le operazioni dell’Iniziativa per l’occupazione giovanile dovranno essere attuate entro la fine del 2018. Il progresso sul campo, nei primi anni, sarà cruciale per il successo globale dell’iniziativa.I paesi che beneficiano dell’iniziativa sono il Belgio, la Bulgaria, la Croazia, Cipro, la Repubblica Ceca, la Francia, la Grecia, l’Ungheria, l’Irlanda, l’Italia, la Lettonia, la Lituania, la Polonia, il Portogallo, la Romania, la Slovacchia, la Slovenia, la Spagna, la Svezia e il Regno Unito.
Le modifiche devono ora essere approvate dal Consiglio dei Ministri, e avranno effetto il giorno successivo alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

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Maggiori finanziamenti UE per combattere la disoccupazione giovanile

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Maggio 2012

Un “piano europeo d’investimenti” per creare nuova occupazione, ridistribuzione dei fondi strutturali e introduzione di una “garanzia europea per i giovani”, che offra loro la possibilità di un lavoro o un apprendistato dopo quattro mesi di disoccupazione, sono alcune delle proposte contenute in una risoluzione sulla disoccupazione giovanile in Europa adottata giovedì.All’inizio del 2011, la disoccupazione media nell’UE era pari al 10%, mentre quella giovanile era al 22,1%, rispetto al 14,7% del 2008. La risoluzione, redatta dal presidente della commissione affari sociali Pervenche Berès (S&D, FR), sottolinea che esistono forti differenze all’interno dell’Unione: si passa dal 10% di alcuni Stati membri, al 50% di quelli maggiormente colpiti dalla crisi.
Un piano europeo d’investimenti per creare lavoro
Nel testo adottato, i deputati appoggiano l’iniziativa “Opportunità per i giovani” presentata dalla Commissione, ma esprimono forti dubbi che “la portata delle azioni proposte sia proporzionata alla gravità dell’attuale crisi occupazionale sperimentata dai giovani in numerosi Stati membri”.Pertanto, i deputati propongono di lanciare un “piano europeo d’investimenti” per creare occupazione per i giovani.
Ridistribuire i fondi strutturali
Il 30 gennaio 2012, durante un Consiglio europeo, il presidente della Commissione Barroso ha annunciato che 82 miliardi di euro in fondi strutturali, sul totale di 347 per il periodo 2007-2013, non sono stati ancora distribuiti e potrebbero quindi essere riassegnati.I deputati chiedono alla Commissione di utilizzare una parte sostanziale di tali fondi per programmi occupazionali per giovani e di considerare la possibilità di aumentare la percentuale di sostegno comunitario per i progetti co-finanziati con i governi nazionali dei paesi con una disoccupazione giovanile più alta: Italia, Lituania, Lettonia, Slovacchia, Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda.

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La questione giovanile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 Maggio 2012

“Siamo stanchi di sentire dichiarazioni di ministri e rappresentanti delle istituzioni che insultano quotidianamente i giovani e di rimando le loro famiglie. La verità è che la questione giovanile è un mero argomento di campagna elettorale ma nel concreto in pochi fanno qualcosa per migliorare realmente la nostra condizione” è il duro attacco di Azione Universitaria alle parole di ieri del Ministro Fornero che aveva definito, senza mezzi termini, i giovani italiani degli ignoranti. “Quella del ministro Fornero è stata solo l’ultima in ordine di tempo di una serie di umiliazioni che le istituzioni ci riservano ogni giorno, non basta assistere all’immobilismo pressoché totale sulle tematiche giovanili, ora dobbiamo anche subire gli anatemi di chi dovrebbe occuparsi di noi e invece non lo fa”. “Se i giovani italiani sono meno preparati di un tempo o dei loro coetanei stranieri, cosa tra l’altro tutta da dimostrare, la responsabilità è delle agenzie sociali che non svolgono più i loro compiti in maniera adeguata. La riforma della scuola e dell’università voluta dall’ex ministro Gelmini, – continua la nota – guardava in questa direzione, purtroppo ora ben poche cose sono state fatte per far si che le novità fossero messe a regime e si rispettassero le nuove regole”. “Da parte nostra – dichiara Mimmo Paternoster membro del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari per Azione Universitaria – continuano le proposte di idee e iniziative che possono migliorare la vita dei giovani e soprattutto degli studenti. Sono diventate realtà campagne storiche come il mandato a termine dei rettori e la certificazione delle ore di didattica da parte dei docenti, nonché la valutazione da parte degli studenti e la valorizzazione della ricerca. Abbiamo presentato varie proposte relativamente all’accesso al mondo del lavoro e alla riforma delle professioni regolamentate. Insomma, se il Ministro Fornero o chiunque altro, avesse davvero a cuore il futuro dei giovani avrebbe tutti gli strumenti per poter migliorare le cose anche servendosi di chi, come noi, si spende ogni giorno per cercare delle soluzioni”.

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Lavoro giovanile

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2012

“Se anche i giovani smettono di cercare lavoro vuol dire che siamo proprio arrivati alla frutta”.
Così il segretario confederale dell’Ugl, Paolo Varesi, commenta i dati diffusi oggi dall’Istat, evidenziando come “l’aumento sproporzionato degli scoraggiati è lo specchio di un Paese che sta rischiando seriamente di non avere più la forza, e la volontà, di superare la crisi. Se tra i giovani questo problema nasce dalla mancanza di stabilità, dalla reiterazione di contratti precari o, peggio, dal lavoro in nero, e nelle donne dalla necessità, soprattutto nel Sud, di accudire altri membri della famiglia risparmiando sulle spese per l’assistenza domiciliare, negli uomini con un’esperienza lavorativa lunga è ipotizzabile che lo scoramento nasca dalle difficoltà di ricollocazione professionale, in particolare quando l’età pensionabile è sempre più lontana, come accaduto per la classe 1952”.“In questo quadro – prosegue il sindacalista – non è certamente l’articolo 18 il problema. Lo sono, piuttosto, la mancanza di una seria politica industriale che promuova investimenti e nuovi posti di lavoro stabili, la mancata riforma del sistema fiscale a vantaggio dei più deboli, l’assenza di sinergia fra scuola e professioni, le risorse scarse destinate alla formazione per il reinserimento. La riforma del Lavoro recentemente varata dal Governo – conclude il sindacalista – è un’occasione mancata per individuare risposte ai veri problemi del nostro Paese”

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Europa e disoccupazione giovanile

Posted by fidest press agency su domenica, 15 aprile 2012

EPP Summit 23 March 2006

EPP Summit 23 March 2006 (Photo credit: Wikipedia)

Roma Lunedì 16 aprile alle ore 15.30 presso la sede dell Ufficio d’Informazione in Italia del Parlamento europeo, Sala delle Bandiere, in via IV Novembre, 149, il Vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani e il Vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli incontrano i giovani del Pdl per il dibattito #Occupyjob . L iniziativa, promossa dall associazione di giovani del Pdl Officina Futura, si inserisce nel ciclo di appuntamenti organizzati per affrontare la questione della disoccupazione giovanile in Italia e in Europa coinvolgendo gli attori principali: le Istituzioni ma soprattutto i giovani.
Nel corso dell incontro, infatti, saranno presentate dai rappresentanti delle Istituzioni comunitarie le ultime iniziative del Parlamento europeo e della Commissione europea. Sarà lanciata inoltre da parte dei giovani una petizione sui temi della formazione e dell occupazione. Parteciperà l avvocato Antonino Galletti, Consigliere dell Ordine degli Avvocati di Roma e Presidente dell Associazione forense Azione Legale, per un focus sul caso dei praticanti avvocati. Introduce: Tommaso Della Longa- giornalista. Intervengono: Annagrazia Calabria – Coordinatore Nazionale Giovane Italia, Carlo De Romanis Segretario generale dei Giovani del PPE, Antonio De Napoli Presidente Forum Nazionale dei Giovani, Jessica De Napoli e Holljwer Paolo dirigenti Officina Futura, Marco Cossu – Arcadia, Mauro Fantera – Eurota, Riccardo Iotti Giovane Italia, Daniele Sabatini Giovane Italia, Antonella Sberna Coordinatrice Giovane Italia Viterbo. Il convegno è accreditato presso l Ordine degli Avvocati di Roma.

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Occupazione giovanile

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2012

Crotone railway station

Crotone railway station (Photo credit: Wikipedia)

Gli under 40 hanno pagato il prezzo più alto della crisi. Tra il 2008 e il 2011 i lavoratori con meno di 40 anni sono diminuiti dell’11,4%, facendo mancare all’appello 1.233.500 occupati. Contemporaneamente i lavoratori con più di 40 anni sono aumentati del 5,2%, pari a 663.700 unità. Ma sono le imprese più piccole a pagare il conto più salato: per quelle con meno di 50 addetti il costo del lavoro ammonta a 173,2 miliardi di euro ed è pari al 51,6% del valore aggiunto. Tra il 2003 e il 2009 l’incidenza del costo del lavoro sul valore aggiunto creato dalle imprese fino a 50 addetti è aumentato del 10,7%, passando dal 40,8% al 51,6%. Nello stesso arco di tempo, per le imprese medio-grandi l’incremento è stato inferiore (+6,6%). La grande recessione ha colpito anche l’imprenditoria giovanile. Tra il 2007 e il 2011 si registra una diminuzione del 17,1% di imprenditori italiani under 40, pari a 387.400 unità in meno. Nel nostro Paese la diminuzione è più accentuata rispetto al calo medio del 14,7% di giovani imprenditori verificatosi nell’Unione europea Nonostante questa flessione, l’Italia rimane sul gradino più alto del podio europeo per numero di imprenditori e di lavoratori autonomi tra i 15 e i 39 anni: sono 1.872.500 e staccano nettamente il Regno Unito che ne conta 1.303.700, la Polonia che ne conta 1.127.300 e la Germania che arriva a contarne 1.055.900. Nel nostro Paese, quindi, il 19,6% dei giovani occupati under 40 lavora in proprio, una percentuale quasi doppia rispetto al 10,3% della media europea.(Confartigianato imprese Crotone)

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Venezia: disoccupazione giovanile

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2011

la disoccupazione.......

L’allarme disoccupazione giovanile che si registra a livello nazionale si riflette anche in provincia di Venezia: secondo le ultime stime della Confartigianato Provinciale, più di un giovane su 4 (28,1%) compreso nella fascia tra i 15 e 24 anni d’età è oggi senza lavoro e in cerca di un’occupazione; quello veneziano è il dato peggiore tra tutte le province venete (per il resto si va dall’11,4% di Belluno al 20,5% di Vicenza), a fronte di una media regionale del 19,1%.
La situazione migliora per gli under 35 (24-35 anni), che fa registrare un tasso di disoccupazione nel territorio pari al 7,4% (alle spalle Treviso, che segna un 7,9% e Padova che si assesta all’8,7%); un dato, in linea con la media regionale del 7,2%, in goni caso negativo, che impone una serie di riflessioni sull’incidenza che la crisi economica sta avendo sul mercato del lavoro per quanto riguarda le nuove generazioni.
“In un contesto caratterizzato da pesanti criticità nel lavoro giovanile, in particolare nella classe di età degli under 25, si registra il paradosso di un appeal in calo per gli indirizzi tecnico-professionali, ossia quelli che garantiscono maggiori sbocchi nel mondo lavorativo – afferma il presidente di Confartigianato Provinciale di Venezia Fabio Giacomello -. Questo si traduce in una crescente difficoltà nel reperire manodopera da parte delle aziende artigiane. Basti pensare che oggi è diventato estremamente difficile trovare giovani neodiplomati da formare, ad esempio, nel settore del legno e del mobile”.
Secondo i dati del Miur, infatti, per l’anno scolastico appena iniziato, a livello nazionale risulta un aumento degli iscritti nei licei (+3,0%) e negli istituti tecnici (+0,4%) a fronte di un calo degli iscritti negli istituti professionali (-3,4%).
Considerata la situazione difficile in cui si trovano i giovani anche in provincia di Venezia, l’apprendistato risulta oggi uno dei percorsi più efficaci per facilitare il loro ingresso in azienda.
“Nel biennio luglio 2008 – giugno 2010, Confartigianato Provinciale di Venezia, attraverso il proprio ente di formazione Con-Ser, ha attivato 49 corsi per un totale di 644 apprendisti artigiani formati – aggiunge Marco Nardin, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori della Confartigianato Provinciale di Venezia -. Siamo fortemente convinti che l’apprendistato rappresenti il principale strumento di inserimento lavorativo nelle imprese artigiane attraverso un percorso di formazione e lavoro. Infatti, nelle PMI, i contratti di apprendistato nel 70% dei casi si trasformano in assunzioni a tempo indeterminato. Inoltre l’apprendistato riconosce il valore educativo dell’impresa come luogo formativo e di trasmissione di saperi che proprio nell’artigianato trova le manifestazioni più qualificanti”.

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Mercato lavoro giovanile

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 agosto 2011

Mercato del lavoro ancora bloccato per i giovani nel nostro Paese nel 2010. Quasi il 20% dei disoccupati nel 2010 lavorava nel 2009, e circa il 60% è disoccupato da più di un anno. Le regioni del Sud hanno reagito meglio alle dinamiche di involuzione, creando più posti di lavoro rispetto alla media nazionale e con una minore probabilità di perderli nel corso di un anno. Ma l’indice di evoluzione globale mostra come le regioni del Centro e parte del Nord, dopo un 2009 pessimo, stiano recuperando parte del terreno perso, mentre il Sud non dà segni di ripresa. Il centro di ricerche Datagiovani, studiando come si è evoluta la condizione lavorativa dei giovani al di sotto dei 35 anni dal 2009 al 2010 sulla base dei dati sulle forze lavoro dell’Istat, ha costruito un indicatore che, oltre a stabilire una graduatoria delle regioni in cui il mercato del lavoro giovanile è stato più o meno esposto alla crisi economica rispetto alla media nazionale, permette un confronto anno per anno. L’indice si base su quattro componenti, due “positive”, la capacità di stabilizzazione contrattuale e la creazione di nuovi posti di lavoro, e due “negative”, il rischio di perdita del lavoro e la disoccupazione di lungo periodo.
Quasi 2 giovani disoccupati su 10 lavoravano nel 2009. Si tratta di poco meno di 210 mila giovani che hanno perso un posto di lavoro. Ad essi vanno però aggiunti i quasi 218 mila ragazzi che sono passati dalla condizione di “occupato” a quella di “inattivo”, o perché si sono rimessi a studiare o perché sono scoraggiati nella possibilità di trovare un altro posto di lavoro. Da rilevare poi che sono circa 686 mila gli Under 35 che cercano lavoro da oltre un anno.
La graduatoria dell’indice 2010: in testa il Sud, in coda le regioni settentrionali. L’indice di evoluzione del mercato del lavoro giovanile 2010 mostra come rispetto alle tendenze medie nazionali, come era avvenuto del resto anche nel 2009, siano le regioni del Sud Italia a reagire meglio. In testa troviamo Molise e Campania, con venti punti in più della media nazionale, mentre il terzo gradino del podio è occupato dalla Calabria. L’ottimo posizionamento di questi tre regioni è da addebitare alla creazione di nuovi posti di lavoro (oltre il 20% degli occupati del 2010 non aveva un lavoro nel 2009) ed al basso rischio di perdita del lavoro (meno del 12% dei disoccupati del 2010 erano occupati nel 2009, contro una media nazionale del 18%). Tra le regioni del Nord si “salvano” solo Liguria e Trentino – Alto Adige, grazie soprattutto a buone capacità di stabilizzazione contrattuale (lavoratori i cui contratti sono divenuti a tempo indeterminato mentre nel 2009 erano “instabili”). Le altre regioni settentrionali si posizionano in coda essenzialmente per la combinazione di pochi posti di lavoro nuovi creati per i giovani (meno del 12%) e per un elevato rischio di cessazioni di rapporti esistenti (un quarto ed oltre dei disoccupati del 2010 è rappresentato da ragazzi che nel 2009 lavoravano).
Il confronto con l’indice 2009: recuperano terreno le regioni Centro e parte del Nord, empasse nel Mezzogiorno. La possibilità di confrontare l’indice del 2010 con quello dell’anno scorso consente di verificare se le tendenze delle regioni stanno cambiando ed in che modo. Nonostante, dunque, le regioni del Nord Italia nel 2010 abbiano mostrato tendenze peggiori rispetto alla media nazionale in termini di evoluzione complessiva del mercato del lavoro giovanile, le cose stanno andando un po’ meglio di quanto verificato nel passaggio dal 2008 al 2009: molte recuperano terreno, in particolare la Liguria (9 punti in più nell’indice) ed il Veneto (8 punti in più, con un indice 2010 quasi a livello medio nazionale). Bene anche l’Emilia Romagna (+3 punti), più stabili le altre, mentre solo il Friuli Venezia Giulia appare in netta difficoltà (-10 punti). A parte la Toscana, poi, tutto il Centro Italia mostra dinamiche migliori rispetto al 2009, con l’Umbria a segnare addirittura un incremento di 10 punti, passando dal dodicesimo al quarto posto in classifica generale. Discorso totalmente diverso invece per il Sud, il cui mercato del lavoro giovanile nel 2009 si era comportato in maniera decisamente migliore rispetto alle regioni del Nord: perdono terreno in particolare la Sicilia (-25 punti, passata dal terzo all’undicesimo posto) e la Puglia (che perde sei posizioni).
Anche se vi sono alcune eccezioni – sottolineano i ricercato di Datagiovani – in generale la tendenza negativa del Mezzogiorno è da attribuire ad una crescita del rischio di perdita del posto di lavoro e ad un aumento della disoccupazione oltre 12 mesi: sembra dunque che l’onda lunga della crisi occupazionale stia facendo sentire maggiormente ora i suoi effetti nel Sud Italia rispetto al 2009. Dati completi su http://www.datagiovani.it

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Disoccupazione giovanile in Puglia

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2011

Disoccupazione da record tra i laureati del Sud. Secondo un’indagine condotta da Almalaurea infatti nel 2010 nel Mezzogiorno la mancata occupazione ha raggiunto quota 13,4 per cento, contro la media nazionale dell’8,4. La Puglia occupa il terzo posto con il 13,5 per cento, “superata” soltanto da Sicilia e Campania, rispettivamente ferme a 14,7 e 14. Sono dati che destano una certa preoccupazione per Vincenzo Anelli, vice responsabile regionale dell’Italia dei Diritti. “Si conferma che la nostra nazione è alle prese con un grande problema di crescita, colpisce in particolare i risultati che emergono dall’analisi della Puglia, e che contrastano con i dati economici resi noti qualche tempo fa, i quali lasciavano presagire una ventata di ottimismo”. Secondo Anelli c’è una connessione tra le due ricerche: “Il vero problema è sui giovani, è su di loro che il Governo nazionale è chiamato a dare risposte concrete. Il nodo cruciale – continua il referente regionale – sta nel lavoro e nella riforma fiscale, chiamata a dare un sostegno alle imprese”. L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro riflette sullo scenario pugliese che emerge dall’analisi condotta da Almalaurea:“E’ innegabile che la giunta Vendola abbia fatto tanti sforzi, è pur vero però che continua a risentire di una situazione nazionale che penalizza fortemente la Puglia”. Di fondamentale importanza i tagli alla ricerca: “Perché se non si inizia ad investire in ricerca ed in innovazione – incalza Anelli – non creeremo mai nuovi posti di lavoro”. Il responsabile regionale dell’Italia dei Diritti pensa positivo: “Siamo fiduciosi dei risultati che otterrà il piano di lavoro varato dalla giunta Vendola, che ha avuto il merito di centrare uno dei problemi più acuti della nostra regione. La strategia ci sembra giusta, tempestiva e piena di opportunità”. Anelli conclude però con un monito: “Attenzione ai risultati, affinché non si rivelino solo un fuoco di paglia, ma possano avere degli effetti strutturali”.

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Manifestazione di Generazione Futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 9 aprile 2011

Bari 9 e 10 aprile presso Villa Romanazzi Carducci. L’on. Menia interverrà sabato 9 alle ore 19.30 all’interno del  dibattito “FLI del movimento giovanile di FLI. Alla chiusura dei lavori è previsto l’intervento del presidente  Gianfranco Fini.

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Istat: dati disoccupazione giovanile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2011

“I dati pubblicati oggi dall’Istat sono ancora una volta da allarme rosso: la disoccupazione giovanile è salita a novembre al 29,4% e la situazione rischia di aggravarsi nei prossimi mesi. Non è più tempo di parole, annunci sui giornali e proposte di riforma della Costituzione che richiederebbero anni. Berlusconi, invischiato in vicende personali e incapace di tenere insieme la sua maggioranza, dovrebbe avere un minimo di attenzione all’interesse generale del Paese e dimettersi. A quel punto si potrebbero mettere in campo misure radicali per rilanciare l’occupazione, e in particolare quella femminile e giovanile. A cominciare dall’introduzione del contratto d’avvenire (per i primi tre anni tasse zero alle aziende che assumono gli under 35), per proseguire con un fondo di investimento per sostenere le start-up e sanzioni per chi sfora le tempistiche di pagamento. Un’azione coordinata sul lavoro e sull’impresa, senza la quale il nostro Paese non potrà intercettare la ripresa”. Lo scrive Alessia Mosca, deputato del Pd, segretario della Commissione Lavoro e vicepresidente di Trecentosessanta, l’Associazione di Enrico Letta.

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