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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘giovanni falcone’

La retorica dell’antimafia

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 giugno 2019

di Vincenzo Olita. Il contrasto alle mafie, per essere credibile, necessita di buoni esempi e di seri comportamenti che diano certezza alla pubblica opinione che il contrasto é quanto mai lontano da interessi di parte e non funzionale al consolidamento di carriere, immagini di politici e non.
Il 23 maggio per ricordare l’anniversario dell’attentato a Giovanni Falcone si organizza, tra l’altro, la nave della legalità che, salpando da Civitavecchia per Palermo, trasporta un migliaio di studenti e centinaia di accompagnatori: politici, giornalisti, forze di polizia, preti e Associazioni di professionisti dell’antimafia che tanto si adoperano, sgomitando, affinché, in questo campo, possano agire in regime di monopolio.
Una massiccia, festosa e retorica mobilitazione vissuta, naturalmente a parte i familiari delle vittime, come momento di grande visibilità mediatica. Inutile analizzare il costo dell’operazione, é facile prevedere l’obiezione che non si può ridurre a semplice costo il ricordo di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, di Paolo Borsellino e delle loro scorte.
Ma il resto del Paese? Resta silente, del tutto assente.
Per i martiri siciliani si potrebbe e dovrebbe fare di più, meglio e senza vanagloria per gli addetti ai lavori, superando sfilate, fiaccolate e stucchevoli kermesse televisive, autocelebrative di percorsi politici e professionali.
Il 23 maggio il Paese tutto si potrebbe raccogliere, volontariamente, in un minuto di silenzio in onore dei caduti, come accade in Israele in occasione della Giornata della Memoria, sarebbe un bel segnale antimafia per una concreta coesione di una società che abbisogna di gesti semplici, partecipati ma soprattutto veri. (fonte: http://www.societalibera.org)

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Studenti da tutta Italia “invadono” Palermo nel nome di Falcone

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Maggio 2019

Palermo 1992 Falcone e Borsellino_©T_GentileIn settantamila commemorano il sacrificio del magistrato, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta, ricordati assieme a Paolo Borsellino e agli uomini uccisi con lui. Il premier Conte depone una corona d’alloro alla stele di Capaci. In programma la cerimonia all’aula bunker dell’Ucciardone e due cortei che confluiranno all’albero Falcone. Marcello Pacifico (Anief): “La scuola non ha nulla da spartire con Cosa nostra, i nostri ragazzi sono coraggiosi e liberi”Ventisette anni dopo l’attentato mafioso di Capaci, il mondo della scuola, le istituzioni e la società civile ribadiscono il no alla criminalità organizzata e ricordano il martirio di eroi caduti all’inizio degli anni Novanta, per la scelta di opporsi allo strapotere mafioso, che teneva in una morsa Palermo e la Sicilia.Stamattina è sbarcata al porto di Palermo la Nave della Legalità, partita da Civitavecchia, dopo il saluto del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E giovani di tutta Italia stanno ricordando i giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e degli agenti delle loro scorte Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicilllo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Claudio Traina.Il premier Giuseppe Conte ha deposto una corona d’alloro alla stele che ricorda la strage di Capaci. Nel corso della giornata prevista la cerimonia all’aula bunker del carcere Ucciardone – simbolo del maxiprocesso a Cosa nostra – alla presenza di Roberto Fico, presidente della Camera, e dei ministri Bussetti, Bonafede e Salvini. Nell’ambito della manifestazione promossa dal Miur sono in programma poi, attività nelle piazze e nelle scuole di Palermo e, in parallelo, in tante altre città italiane, sorta di “staffetta” a distanza tra gli studenti sui temi della legalità.Nel pomeriggio partiranno i due tradizionali cortei di #PalermoChiamaItalia, con studenti e docenti protagonisti, ma aperti a tutta la città. Il primo si muoverà alle 15.30 da via D’Amelio, luogo della strage Borsellino, il secondo alle 16 dall’aula bunker. Entrambi si ricongiungeranno sotto l’albero Falcone, in via Notarbartolo, per il Silenzio, alle 17.58, ora dell’eccidio.“Nessuno di noi – ha sottolineato Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone – quel 23 maggio di 27 anni fa avrebbe immaginato che un giorno tragico, di dolore e lutto, sarebbe stato l’avvio di una trasformazione profonda del Paese”. La sorella del magistrato ha inoltre esortato i palermitani a esporre i “lenzuoli della legalità”.
Il sindacato Anief e l’ente di formazione Eurosofia hanno presenziato alla manifestazione di stamattina. Marcello Pacifico, leader del giovane sindacato autonomo, ha sottolineato la centralità dell’istituzione scolastica e degli insegnanti per la formazione di giovani uomini consapevoli, che nulla hanno a che spartire con la criminalità organizzata. “Il rispetto della civile convivenza e delle leggi – osserva il presidente nazionale di Anief – l’istruzione e la cultura sono le armi migliori a favore della giustizia e contro l’omertà e l’indifferenza. I docenti della scuola italiana, quotidianamente, svolgono anche il ruolo di educatori. Riteniamo che la diffusione della cultura della legalità e la lotta alla mafia possa partire dall’istruzione e da messaggi positivi e di speranza”. (foto copyright fondazione falcone)

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Strage Capaci: Non dimenticare

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2016

borsellino falcone“Non bisogna dimenticare. Bisogna tenere alta la guardia e mantenere vivo il ricordo di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e dei tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, che hanno perso la vita nella strage di Capaci è un modo per farlo”. Così il deputato di AP Vincenzo Garofalo. “I giovani nati dopo 1992, devono sapere chi era Giovanni Falcone, conoscere la sua genialità e il suo impegno nella lotta alla mafia. Devono sapere che, grazie al suo contributo, alle strategie che lui ha elaborato, la lotta dello Stato contro la mafia si è fatta più efficace. L’attentato al presidente del parco dei Nebrodi di qualche giorno fa ci fa capire che la mafia c’è ancora, che uccide ancora e che è disposta a tutto per impedire il cambiamento. Opporsi a questa forza si può. Dobbiamo tenere alta la guardia e lo faremo senza paura come ha detto a chiare lettere il Ministro Alfano, perché il sacrificio di Falcone e di tutte le vittime della mafia non sia stato invano”.

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Strage Capaci 23 maggio 1992: anniversario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 Maggio 2012

“Ricordare la storia di chi ha creduto nello Stato e’ un dovere morale”, “Un personaggio come Falcone avrebbe avuto bisogno di una presenza forte al suo fianco da parte dello Stato”, “Giovanni Falcone non diede la sua vita per essere imbalsamato da morto”, “Falcone e’ stato una sorta di mito, e non soltanto per gli addetti ai lavori”, “E’ stato un personaggio fondamentale per l’Italia, nonostante le accuse che gli sono piovute addosso durante il suo lavoro”. Sono questi i pensieri principali di alcuni tra i piu’ importanti scrittori di libri dedicati a Giovanni Falcone, il giudice ucciso in un attentato il 23 maggio 1992.
A vent’anni dalla strage di Capaci, Libreriamo (www.libreriamo.it), il primo social book magazine ideato e diretto dal mood maker e presidente di Comunicazione Perbene Saro Trovato, volto alla promozione della lettura e dei libri, dedica uno speciale dedicato alla figura di Giovanni Falcone, attraverso le piu’ prestigiose firme italiane, da Saverio Lodato a Francesca Barra, che hanno parlato di lui raccogliendo testimonianze dirette e materiale riguardante la sua vita. La giornalista e scrittrice Francesca Barra ha di recente realizzato il libro “Giovanni Falcone, un uomo solo”. L’autrice sottolinea l’importanza di ricordare una figura importante come quella del giudice morto a Capaci 20 anni fa. “Ricordare la storia di qualcuno che crede nello Stato e nell’applicazione delle leggi, quando oggi sembra che le leggi siano contro la societa’ civile e lo Stato non piu’ un punto di riferimento, ho pensato che fosse un dovere morale”. Un ricordo che assume un significato ancora piu’ forte a pochi giorni di distanza dall’attentato di Brindisi, dove ha perso la vita la giovane Melissa. “Ci sono uomini che hanno calpestato il sangue di altri uomini e uomini che sono chiamati a pulirlo. Quello che e’ successo sabato a Brindisi e’ terribile, aberrante. Colpisce una generazione che stava smettendo di avere paura e tentando di tornare a combattere. Ma i giovani oggi vogliono pulire quel sangue versato. Non ignorano assolutamente cosa sta succedendo e questo e’ un grande valore della nostra societa’”.
Il giornalista e autore televisivo Giammaria Monti, oltre ad aver scritto il libro “Falcone e Borsellino: la calunnia il tradimento la tragedia”, nel 2007 ha realizzato il libretto dell’opera sinfonica “Falcone e Borsellino. Il coraggio della solitudine”, rappresentata in giro per l’Italia e all’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo, alla presenza degli studenti e con Remo Girone a leggere il testo. A 20 anni dalla strage, Monti sottolinea l’importanza di non ripetere l’errore fatto con Falcone e Borsellino, ossia quello di delegittimare i magistrati che lottano contro la mafia. “Un personaggio come Falcone avrebbe avuto bisogno di una presenza forte al suo fianco da parte dello Stato, di un supporto. La cosa peggiore che puo’ accadere a uno che combatte la mafia e’ essere isolato”. “Ricordare quegli attacchi, le infamie, e’ un dovere nei loro confronti. Come diceva Primo Levi, chi non ricorda la propria storia, e’ condannato a riviverla”.
Il giornalista e saggista Saverio Lodato, autore di “Ho ucciso Giovanni Falcone: la confessione di Giovanni Brusca”, “La mafia ha vinto” e “Quarant’anni di mafia”, si chiede cosa penserebbe Falcone oggi della situazione italiana. “Giovanni Falcone non diede la sua vita per essere imbalsamato da morto. Lo infastidirebbero gli elogi retorici e ipocriti. Sapeva che a lui, e ai suoi colleghi del pool antimafia di Palermo, era toccato il compito di aggredire innanzitutto il profilo militare di Cosa Nostra. Ma sapeva altrettanto bene che sarebbe dovuto venire il tempo di recidere le complicita’ istituzionali economiche e politiche di Cosa Nostra. Che questo, a vent’anni dal suo sacrificio, resti in Italia un limite invalicabile, e’ la spiegazione del perché Cosa Nostra sia sopravvissuta a Falcone. Il che, in uno Stato moderno e civile, non sarebbe dovuto accadere”. Il giornalista palermitano Leone Zingales ha scritto in collaborazione con le sorelle del giudice il libro “Giovanni Falcone, un uomo normale”. “Scrivere di e su Falcone ha rappresentato un momento di riflessione sui temi della legalita’ e della lotta alla mafia. Falcone e’ stato una sorta di mito, e non soltanto per gli addetti ai lavori”. Zingales sottolinea l’importanza di ricordare una figura come Giovanni Falcone, soprattutto per i piu’ giovani. “Ritengo che conoscere il lavoro di una persona come il giudice Falcone e’ importante per le nuove generazioni, perché l’uomo Falcone ha sacrificato la sua vita privata nel nome del suo difficile lavoro ed il magistrato Falcone ha sacrificato tutto se stesso per debellare il cancro mafioso in Sicilia come nel resto del Paese.
John Follain, corrispondente del «Sunday Times» e prima dell’agenzia Reuters, scrive sull’Italia da anni. Ha gia’ pubblicato diversi libri, tra i quali “I 57 giorni che hanno sconvolto l’Italia” e “Gli ultimi boss”. Durante il suo lavoro, ha avuto l’onore di conoscere direttamente Giovanni Falcone. “Lo intervistai sette mesi prima che fosse ammazzato. Fui subito impressionato dal suo coraggio e dalla sua determinazione. Aveva degli ideali forti. E’ stato un personaggio fondamentale per l’Italia, nonostante le accuse che gli sono piovute addosso durante il suo lavoro. Non aveva voglia di parlare di se – lui era semplicemente un servitore dello stato. Alla domanda su cosa lo spingesse ? Solo la consapevolezza che ognuno deve fare il proprio lavoro. Basta.” “E’ importantissimo ricordarlo e parlare di figure come la sua, soprattutto per le nuove generazioni. Il suo ideale, la sua stima per lo Stato, dovrebbe rappresentare un modello per i giovani”.

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Roma: Residenze universitarie a Falcone e Borsellino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

«Accogliamo con entusiasmo l’intitolazione ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino delle due residenze universitarie di Via Angeloni, nel quadrante dell’Università di Tor Vergata, promossa dall’assessore regionale all’Istruzione e Politiche Giovanili, Gabriella Sentinelli, e da Laziodisu». È quanto dichiara in una nota il vicepresidente nazionale e responsabile romano di Azione Universitaria, movimento studentesco vicino al Pdl, Matteo Petrella. «Una iniziativa di straordinaria importanza – ha aggiunto il vicepresidente Petrella – per sottolineare le figure di Falcone e Borsellino, due eroi sacrificatisi per liberare la nostra Nazione dal cappio della criminalità organizzata. Solo seguendo ogni giorno il loro esempio, facendoci carico nella quotidianità delle loro battaglie, possiamo alimentare quell’offensiva culturale necessaria a sradicare la mala pianta della mafia dalla nostra Italia».

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Obiettivo giudice Falcone

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Maggio 2011

Dall’Addaura a Capaci misteri e storia di un delitto annunciato di Luca Tescaroli In libreria per i tipi di Rubbettino Era la mattina del 21 giugno 1989 quando, con un ordigno esplosivo collocato vicino all’affollata spiaggia dell’Addaura, a Mondello (Palermo), la mafia attentava alla vita di Giovanni Falcone. L’attentato fallì, ma la mafia continuò nella sua azione di delegittimazione e di avvelenamento dell’informazione ai danni dell’insigne magistrato, che venne poi ucciso, insieme alla moglie e agli agenti della sua scorta, a Capaci il 23 maggio del 1992. Il libro di Tescaroli getta una luce nuova su entrambe le vicende, tra loro legate a doppio filo, ricostruendole grazie alle informazioni emerse da anni di indagini e dalle testimonianze dei collaboratori di giustizia. Su Falcone è stato scritto molto, ma ancora non è stato chiarito tutto, specie i rapporti tra mafia e politica che l’autore indaga con freddezza e lucidità imparziale, forte della sua lunga esperienza in magistratura e della profonda conoscenza dei fatti.
Luca Tescaroli è sostituto procuratore a Roma. È stato, tra l’altro, P.M. nei processi di Capaci e dell’Addaura. Ha condotto le indagini sui mandanti occulti delle stragi, segue il processo sull’omicidio di Roberto Calvi. È inserito nel pool antiterrorismo e nel gruppo reati contro l’economia della Procura della Repubblica di Roma. Ha scritto: Le Faide Mafiose nei misteri della Sicilia (Rubbettino 2003);Le voci dell’oblio (2005); Colletti Sporchi, con Ferruccio Pinotti (2008).

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Capaci (PA) Una tragedia annunciata

Posted by fidest press agency su sabato, 23 Maggio 2009

Riprendiamo il comunicato del Coisp, sindacato di polizia, facendolo anche nostro:“1992 – 2009. Sono trascorsi 17 anni da quel maledetto 23 maggio che segnò uno dei giorni più violenti e cruenti del millennio appena trascorso. 17 anni da quella strage di Capaci che fu un vero e proprio attentato mafioso in cui persero la vita il giudice antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro.  Nel tragico attentato sono rimasti miracolosamente illesi altri quattro componenti del gruppo al seguito del Magistrato: l’autista giudiziario Giuseppe Costanza (seduto nei sedili posteriori dell’auto blindata guidata da Falcone e gli Agenti Paolo Capuzzo, Gaspare Cervello e Angelo Corbo).  Gli esecutori materiali del delitto furono almeno cinque uomini (tra cui Giovanni Brusca, che fu la persona che fisicamente azionò il telecomando da grande distanza al momento del passaggio dell’auto blindata del giudice, che tornava da Roma), i quali avevano riempito di tritolo un tunnel che avevano scavato sotto l’autostrada (per assicurarsi la buona riuscita del delitto, ne misero circa 500 kg, come punto di riferimento gli attentatori presero un frigorifero bianco posto ai lati della strada) nel tratto che collega l’aeroporto di Punta Raisi (oggi “Aeroporto Falcone-Borsellino”) al capoluogo siciliano.  A tutt’oggi sono conosciuti soltanto i nomi degli esecutori materiali della strage, poiché le indagini mirate a scoprire i mandanti ed eventuali intrecci di natura politica non hanno prodotto risultati significativi. La strage di Capaci ha segnato una delle pagine più tragiche della lotta alla mafia ed è strettamente connessa al successivo attentato di cui rimase vittima il giudice Paolo Borsellino, amico e collega di Falcone e gli uomini e le donne della sua scorta.  Il Coisp, il Sindacato Indipendente di Polizia, anche quest’ anno non dimentica quel tragico giorno e domani il Segretario Generale Franco Maccari ed i Quadri Sindacali della Sicilia saranno a Capaci al fianco della vedova Montinaro.  «Il tributo in termini di vite umane che la Polizia di Stato e la giustizia hanno reso a questo Paese – dice Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – è salatissimo. Famiglie che da 17 anni non riescono a colmare il vuoto lasciato dalla perdita dei loro affetti più cari.  Non vogliamo fare della retorica in un giorno che deve essere della memoria e del ricordo. Però chiediamo allo Stato di onorare le sue vittime non con celebrazioni sterili che si risolvano in inutili passerelle, ma con fatti concreti mettendo i suoi uomini e le sue donne nelle condizioni di difendere la libertà di tutti». (n.r. noi vi abbiamo aggiunto nel titolo “una tragedia annunciata” in quanto siamo convinti che “era nell’aria” che la mafia stava organizzando un attentato e chi poteva essere la vittima designata. E’ mancato, a nostro avviso, quel qualcosa che vi ha fatto difetto e che sino ad oggi non si è voluto mettere a nudo.)

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Una via per Falcone e Borsellino a Pescara

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2009

Grande entusiasmo per Emiliano D’Alessandro responsabile regionale dell’Abruzzo per l’Italia dei Diritti circa l’iniziativa del Comune di Pescara, di intitolare la strada che collega via D’Annunzio con via Tirino ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. “Si tratta di un atto dovuto, un modo per ravvivare la memoria storica, e omaggiare due persone che hanno lottato fattivamente contro la mafia. Falcone e Borsellino sono due veri eroi, non come Mangano, che di eroico non ha nulla, anche se qualcuno lo sostiene.” Questa la prima reazione dell’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, che aggiunge: ” Di là di questa iniziativa nobile, probabilmente, sarebbe giusto in occasione dell’inaugurazione organizzare degli incontri con le nuove generazioni, che non hanno avuto modo di vivere direttamente la loro azione.”

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