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Gen. Giovanni Nistri: “Pronti a costituirci parte civile contro i carabinieri indagati”

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Questa decisione è giunta dopo un lungo percorso di interlocuzioni da parte del Gen. Giovanni NISTRI con la famiglia del geometra romano, deceduto a Roma il 22 ottobre 2009, mentre era sottoposto a custodia cautelare, la cui morte è al centro del processo tuttora in corso. Il SIM Carabinieri prende atto della dichiarazione del Comandante Generale dell’Arma, esprimendo soddisfazione della volontà di difendere l’immagine di tutta l’Arma, nella misura in cui verrà accertata ogni responsabilità di pochi infedeli, per la tutela di tutti i Carabinieri che svolgono il loro servizio con dedizione ed onestà.
Ma il SIM Carabinieri allo stesso modo non può non dichiarare con fermezza, la profonda delusione e amarezza per non aver mai sentito dagli stessi vertici dell’Arma, la possibilità di costituirsi parte civile in favore e a difesa dei Carabinieri che subiscono sputi e insulti da manifestanti nelle piazze o negli stadi, dai Carabinieri che vengono insultati solo per avere addosso una divisa, dai Carabinieri che sui social vengono posti come bersaglio di frasi di odio e nefandezze al loro indirizzo e dei loro familiari.
Il SIM Carabinieri auspica che da oggi, e per tutti i giorni a venire, il Comandante Generale dell’Arma senta l’impulso di chiedere all’Arma di costituirsi parte civile in ogni processo dove ogni Carabiniere è parte lesa. Noi del SIM Carabinieri lo faremo, perché nessuno sarà mai più lasciato solo!

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Visita del Comandante Generale Gen. C.A. Giovanni NISTRI, al Comando Interregionale Carabinieri “Pastrengo”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 gennaio 2018

Giovanni-NistriAll’incontro con il personale hanno partecipato militari delle Legioni Lombardia, Piemonte V.A., Liguria, della Rappresentanza Militare e dell’Associazione Nazionale Carabinieri.
Nella prolusione, il Generale C.A. Giovanni NISTRI ha sottolineato come la figura del Carabiniere, da quasi 200 anni, costituisce un sicuro punto di riferimento per la popolazione, soprattutto nei momenti più delicati. Ha espresso il suo compiacimento più vivo ai Reparti per gli eccellenti risultati, ha sottolineato il determinante ruolo svolto in tale contesto dalle Stazioni dell’Arma, fondamentali per rendere più incisivo il controllo del territorio. Ha evidenziato l’efficacia del lavoro svolto dai Comandanti e dai militari delle Stazioni nel quotidiano lavoro a contatto con i cittadini che, nei presidi dell’Arma, trovano un riferimento costante per qualsiasi problema.
Personalmente ho riflettuto sul recente discorso di commiato del Generale C.A. Tullio Del Sette. Un Comandante Generale che si è messo al servizio dell’Arma e che ha ritenuto opportuno sottolineare, in quella circostanza, il fondamentale ruolo della Rappresentanza Militare chiamata ad operare: “come Legge prevede e funzionalità richiedono”. Una riflessione scaturita dal fatto che oggi, a Milano, il Comandante Generale Gen. C.A. Giovanni Nistri ha incontrato il personale dell’Interregionale “Pastrengo”, soffermadosi poi solamente con i Comandanti Provinciali.Certamente il CO.CE.R. CC è l’organismo affiancato al Comandante Generale, l’unico organismo deputato a “confrontarsi” al livello centrale tuttavia, nel recente passato, anche i CoIR ed i CoBaR si erano abituati ed hanno sempre ottenuto uno spazio di “interlocuzione” anche con i Comandanti Generali che si sono succeduti in visita a Milano.”nel governo del personale” affermava il Generale D. Ugo Zottin, “l’esempio costituisce lo stimolo imitativo per i dipendenti, i quali mutuano dall’impegno del loro Comandante il comportamento da assumere per l’assolvimento dei propri doveri”Ed ecco, forse, si può già immaginare un ambito più marginale e incerto per la “Rappresentanza Militare” ?Solo il tempo potrà dare risposte, testimoniando se ci troviamo davanti ad una evoluzione oppure ad una involuzione che riguarda anche il confronto con i Comandanti affiancati o, più in generale, con i Comandanti Provinciali e di Compagnia con i quali è necessaria una dialettica improntata ad un reciproco arricchimento per conseguire gli auspicati riflessi positivi sulla “Vita nell’Arma”.
Verificare la propria capacità di ricezione ed analisi delle situazioni di disagio, sono convinto, è ancora un doveroso esercizio di alta responsabilità propria di ogni comandante che abbia lo sguardo rivolto al futuro, verso traguardi compatibili con le moderne concezioni dei diritti dei Carabinieri.
Anche il Gen.le C.A. Giovanni NISTRI, nel Suo discorso di insediamento aveva sottolineato la necessità di essere animati da “unità di intenti” e, credo si rivolgesse anche alla Rappresentanza Militare, a ciascun delegato, quando ha detto che i Carabinieri “meritano di essere ascoltati”. Ma la “Rappresentanza Militare” vive e trova il Suo motivo di esistere grazie, anzitutto, alle risposte e/o motivazioni ad ogni eventuale mancato accoglimento o accoglimento parziale di quanto rappresentato e/o deliberato.Le mie osservazioni, condizionate forse da “intemperie emozionali”, potrebbero sembrare affrettate e non corrette. Lo spero vivamente perchè continuo a conservare l’auspicio che in futuro vi sia un sempre maggiore coinvolgimento di tutta la “Rappresentanza Militare” nelle decisioni che, a qualunque livello, riguardano il “benessere del personale” nell’interesse stesso dell’Istituzione.

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