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Posts Tagged ‘giovanni porta’

“Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”: Lo diceva Einstein

Posted by fidest press agency su martedì, 22 gennaio 2019

Milano domenica 27 gennaio dalle 10,30 alle 12,30 presso Lo Spazio Arti Naturali di corso Italia 49. Qui si terrà una prova aperta e gratuita: due ore di lavoro introduttivo in cui chiunque sia interessato potrà sperimentare direttamente in cosa consista la teatro-terapia.
In altre parole, se non siamo soddisfatti dei risultati che otteniamo nella vita, conviene cambiare qualcosa nei nostri comportamenti oppure ci toccherà fare i conti con gli stessi immutabili risultati insoddisfacenti… “Cambiare è difficile perché le conseguenze possono essere pesanti: incrinare rapporti di anni, rompere equilibri sottili, far perdere relazioni e lavori – spiega lo psicoterapeuta Giovanni Porta – Il limite di molti percorsi di psicoterapia è che producono consapevolezza senza reali cambiamenti. In pratica, le persone divengono consapevoli delle ragioni che li spingono ad agire in un certo modo (spesso per motivazioni che affondano lontane radici nella storia personale e familiare) ma poi non trovano il coraggio e la forza di agire in maniera diversa”.
Cosa fare allora? Una via sicura è l teatro terapia. Si prova sul palco quello che si vuole cambiare nella vita sotto la guida di uno psicoterapeuta. E’ divertente, non ci sono conseguenze nella vita reale, si può provare ad essere come si vorrebbe senza avere conseguenze. “La teatro-terapia può rappresentare un’utile palestra per il cambiamento perché il suo fulcro è proprio portare sulla scena se stessi e le proprie difficoltà, in maniera da sperimentare direttamente come potrebbe essere un cambiamento. – spiega lo psicoterapeuta Giovanni Porta – Provare, sbagliare, riprovare, fino ad arrivare a un equilibrio soddisfacente all’interno di un contesto protetto in cui la finzione teatrale è la rete che permette di non farsi troppo male cadendo”.
Ispirato a una miscela di psicoterapia della gestalt, analisi caratteriale ed esercizi di formazione attoriale, la teatro-terapia proposta da Giovanni Porta propone esperienze di movimento, meditazione, recitazione e introspezione al fine di raggiungere un maggior livello di benessere nella propria vita reale. Sperimentare nel virtuale ciò che poi si desidera portare nel reale.

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Superare i momenti no, prima di arrivare alla depressione

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 ottobre 2018

Scrive Giovanni Porta: “E’ capitato a tutti di sentirsi depressi, si tratta nella maggior parte delle volte di momenti legati a delusioni o lutti. Fin qui tutto normale, i problemi sorgono quando non riusciamo a reagire e la sensazione di tristezza si prolunga troppo nel tempo e comincia a influenzare in modo pesante la nostra vita. L’Istat stima che il 5,4% della popolazione in Italia sia depressa. Tutti noi utilizziamo regolarmente delle strategie psicologiche, che possono assumere varie forme: cerchiamo di farci coraggio per compensare il senso d’inadeguatezza, razionalizziamo i comportamenti scorretti, ci distraiamo accendendo la televisione o mangiamo per rilassarci. Se non bastano, però, occorre fare un passo in più. Il segreto è semplice, anche se non è banale riuscire a metterlo in pratica, soprattutto quando la sofferenza è importante. Se non si riesce da soli è necessario utile chiedere l’aiuto di un professionista.
E se invece siamo paurosi e immersi nell’ansia, e passiamo la vita a prepararci per future difficoltà da affrontare, al punto che quasi non abbiamo più tempo per godere del presente? “In primis, rendiamoci conto che non tutta l’ansia vien per nuocere, e che c’è una (piccola) percentuale di volte in cui realmente si realizza ciò che temiamo. (se usciamo di casa con l’ombrello e piove, potremo lodarci per la nostra avvedutezza). – spiega lo psicoterapeuta Giovanni Porta – Soprattutto, però, è importante imparare a vivere l’imprevisto senza farne un dramma, notando che di solito insieme alla paura proviamo anche un po’ di eccitazione di fronte alla futura incertezza. Magari, proprio quando non siamo stati previdenti ci possono succedere cose nuove, per esempio fare nuovi incontri mentre ci ripariamo sotto un androne per la pioggia battente, che non possiamo affrontare non avendo l’ombrello. Occorre godere del brivido dell’imprevisto invece che passare la vita ad ammassare soluzioni a problemi solo possibili. In questo modo la nostra attenzione può finalmente allontanarsi dai pensieri preoccupati e concentrarsi su cosa stiamo provando in questo specifico momento presente. Quando ascoltiamo le nostre emozioni è come se tutto il mondo intorno a noi si ravvivasse”.
Diceva Sant’Agostino: “Un fatto ora è limpido e chiaro: né futuro, né passato esistono. E’ inesatto dire che i tempi sono tre: passato, presente, futuro. Forse sarebbe esatto dire che i tempi sono tre presente del passato, presente del presente e presente del futuro. Questi tre specie di tempi esistono in qualche modo nell’animo e non li vedo altrove: il presente del passato è la memoria, il presente del presente è la visione, il presente del futuro è l’attesa”.
GIOVANNI PORTA (www.giovanniporta.it) Psicoterapeuta esperto nell’utilizzo di tecniche artistiche nella relazione di aiuto, perfomer teatrale e poetico. Psicologo psicoterapeuta di orientamento gestaltico, è esperto in alimentazione e teatroterapia. Vive e lavora tra Roma e Milano.

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Giovani Porta: Come iniziare a superare gli attacchi di panico in 10 mosse

Posted by fidest press agency su sabato, 18 febbraio 2017

ansia10 consigli da mettere in pratica subito per chi soffre di attacchi di panico:
Imparare a conoscerli, divenire consapevoli delle varie fasi (insorgenza, apice, decrescita) e del fatto che non sono mortali né infiniti. Imparare ad osservarli come si osserva un temporale fastidioso, sapendo che finirà e, grazie a questa convinzione, provare a conviverci. Per migliorare la capacità di osservare le proprie sensazioni con un po’ di distacco, può risultare utile apprendere le basi della meditazione. Ci sono persone che ne hanno anche molti al giorno. E’ essenziale in questi casi imparare a riconoscerli e a lasciarli passare.
Comprendere che gli attacchi di panico sono solo un sintomo, e dunque non costituiscono il vero problema. Il vero problema è ciò che li causa, cioè la propria insoddisfazione esistenziale. Agire su di essa costruendo degli obiettivi raggiungibili. Chiedere, se serve l’aiuto di un professionista.
Quando si percepisce che stanno per insorgere degli attacchi di panico, invece di subire passivamente le sensazioni fisiche spiacevoli che si stanno provando, fare qualcosa di concreto: muoversi, camminare, oppure raccontare a un amico ciò che si sta vivendo, mettere in atto delle tecniche di rilassamento e non farsi troppe paranoie mentali.
Dedicarsi ad attività artistico-espressive: teatro, canto, pittura, movimento, scrittura. Qualsiasi cosa permetta di dare voce ai propri vissuti interiori. Molto utili in questo senso le principali artiterapie, in particolare – a mio avviso – la teatroterapia, perché permette di sperimentare in un gruppo protetto nuovi modi di comportarsi.
Trovare il coraggio mandare a quel paese chi lo merita.
Definire amici solo le persone di cui ci si può realmente fidare.
Condividere con gli amici le proprie problematiche, e chiedere loro aiuto in caso di bisogno.
Imparare a convivere con la propria paura e a fare figuracce, se sono funzionali al raggiungimento di qualcosa che davvero si desidera
Parlare con persone che hanno avuto attacchi di panico e che li hanno risolti
Diventare consapevoli che gli attacchi di panico guariscono.
GIOVANNI PORTA Psicologo psicoterapeuta di orientamento gestaltico, è esperto in alimentazione e teatroterapia. Vive e lavora tra Roma e Milano. Da anni realizza laboratori e percorsi in cui l’arte viene utilizzata con finalità terapeutiche. Laureato in Psicologia presso l’Università degli Studi di Padova, si è successivamente specializzato con un master in “Utilizzo di tecniche artistiche nella relazione d’aiuto”, ha una specializzazione in Psicoterapia della Gestalt presso l’I.G.F. di Roma, ed una in “Teatro e Psichiatria”. (foto: ansia)

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