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I giovedì dell’economia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2018

Parma Giovedì 5 aprile (Aula K9 del Nuovo Polo Didattico di via Kennedy (vicolo Santa Maria – angolo via Kennedy) parte “I giovedì dell’economia”, un ciclo di incontri aperti al pubblico promosso dal Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma con cui si vogliono raccontare i profondi cambiamenti in atto nella società parmigiana, italiana ed europea, condividendo con la cittadinanza gli studi e le ricerche che si svolgono all’interno del Dipartimento.Relatori sono gli stessi docenti del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali, ma anche economisti e studiosi italiani e stranieri. Il taglio degli incontri vuole favorire la “disseminazione culturale” degli studi svolti in Ateneo proponendo temi di ricerca accademica che siano anche di stretta attualità.
Si comincia con Alberto Grandi che, riprendendo i temi del suo libro appena uscito per Mondadori, parlerà di prodotti tipici ed eccellenza agro-alimentare in una chiave non convenzionale. Con Denominazione di origine inventata svelerà quanto marketing e quanto storytelling ci sia dietro al meraviglioso racconto della tradizione gastronomica made in Italy. Di seguito il programma completo degli incontri:
– giovedì 5 aprile ore 16 Alberto Grandi Denominazione di origine inventata
– giovedì 19 aprile ore 16 Augusto Ninni e Sandro Arrighetti Italia Germania 3-3
– giovedì 3 maggio ore 16 Maura Franchi I social networks: una società tracciata?
– giovedì 17 maggio ore 16 Franco Mosconi Industria 4.0: che cosa sta cambiando lungo la Via Emilia?
– giovedì 31 maggio ore 16 Patrizio Bianchi Industria e politica alle origini dell’Italia contemporanea.

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Accademia di Francia: I giovedì della villa

Posted by fidest press agency su martedì, 17 ottobre 2017

Manfredi GioacchiniRoma giovedì 19 ottobre 2017 Accademia di Francia a Roma – Villa Medici viale Trinità dei Monti, 1 ingresso libero in base ai posti disponibili incontri in francese o in italiano con traduzione simultanea ore 18 Camille de Toledo e Lorenzo Flabbi E se la traduzione fosse una lingua?
ore 19 Bruno Nuytten Mille immagini per Le Fresnoy
ore 20.30 Manfredi Gioacchini e
Luca Lo Pinto Studio Visit presentazione dei ritratti dei borsisti dell’Accademia di Francia a Roma
Per il ciclo I Giovedì della Villa, ideato da Muriel Mayette-Holtz e curato da Cristiano Leone, giovedì 19 ottobre alle 18 lo scrittore e artista Camille de Toledo discuterà le implicazioni letterarie ed etiche della traduzione nella conferenza E se la traduzione fosse una lingua?; alle 19, nell’ambito dei festeggiamenti per i ventanni di Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains, Bruno Nuytten, direttore della fotografia e regista, parlerà del suo lavoro realizzato per la prestigiosa istituzione francese, e focalizzato sui primi shock visivi nell’infanzia, mentre il fotografo Manfredi Gioacchini, nell’appuntamento conclusivo delle 20.30, presenterà la sua visione dell’atelier d’artista attraverso i ritratti dei quindici borsisti dell’Accademia di Francia a Roma attualmente in residenza. Interviene Luca Lo Pinto, curatore, critico e editore.
Camille de Toledo ha fondato nel 2008 la Société Européenne des Auteurs che lavora per “una poetica e una politica del tradurre” in Europa. Nel 2016 ha pubblicato il saggio Les Potentiels du temps (edizioni Manuella) e nel 2017, per Gallimard, il romanzo Le livre de la faim et de la soif.
Con la conferenza a Villa Medici, parte del ciclo Alternative europee organizzato dall’Institut Français Italia, de Toledo affronterà la questione della traduzione come una lingua autonoma in una conversazione che coinvolgerà inoltre Lorenzo Flabbi, traduttore e ricercatore in Letterature comparate, cofondatore della casa editrice L’Orma. Flabbi ha tradotto e pubblicato Gli anni, di Annie Ernaux, romanzo vincitore del premio Strega Europeo 2016.
Bruno Nuytten è stato per circa trent’anni il direttore della fotografia di registi come Alain Resnais, Marguerite Duras e Jean-Luc Godard, e ha scritto e diretto Camille Claudel (1988), Albert Souffre (1992), Passionnément (2000) e Jim, la nuit (2002). Nel 2001 perde improvvisamente il desiderio di filmare. Quando nel 2016 Alain Fleischer, direttore di Le Fresnoy, gli offre di unirsi agli “artisti invitati”, Nuytten si propone
di affrontare la questione dei primi shock visivi, quelli della prima infanzia, e della molteplicità di impressioni retiniche che sono alla base della memoria e della storia di un occhio e della specificità della sua percezione. Così, realizzando, grazie al suo smartphone, una registrazione della realtà quotidiana allo stato grezzo, decide di proporre a Le Fresnoy una installazione che riunisce 1000 immagini, scattate a partire da novembre 2016 sino ad oggi.
Il ruolo e la funzione dell’atelier nella pratica artistica contemporanea sono stati ampiamente sondati
con diverse mostre e pubblicazioni, eppure esso rimane uno spazio sacro e inaccessibile ai più. Per la presentazione a Villa Medici, Manfredi Gioacchini ha scelto di illustrare
il suo lavoro realizzando i ritratti della nuova promozione di artisti in residenza.
Fotografo, Gioacchini vive e lavora tra New York e
Los Angeles. Appassionato d’arte,
si esprime attraverso la pratica
del ritratto e della fotografia documentaria. Nel 2016 pubblica
il volume Portraits of Artists che riunisce alcune delle fotografie d’atelier della scena artistica californiana.
Luca Lo Pinto vive e lavora tra Vienna e Roma. È attualmente Resident Curator alla Kunsthalle di Vienna. Co-fondatore della rivista e casa editrice NERO, i suoi scritti sono stati pubblicati su numerosi cataloghi.Incontri in italiano o francese con traduzione simultanea. (foto: Manfredi Gioacchini)

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I Giovedì della villa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2017

laurethierr1Roma 16 febbraio 2017 Accademia di Francia – Villa Medici viale Trinità dei Monti, 1 16 febbraio 2017 I Giovedì della villa.
Ore 19 Laure Thierrée, Il paesaggio costruttore dalle ore 19 Art Club – Villa Medici #14 installazione di Eva Marisaldi a cura di Pier Paolo Pancotto ore 20.30 Alain Pralon, Novelle per un Giovedì.
l’Accademia di Francia a Roma ospita tre diversi appuntamenti spaziando tra architettura, arte e teatro. Si comincia alle 19 con Il paesaggio costruttore, incontro tenuto da Laure Thierrée, architetto paesaggista in residenza a Villa Medici. A partire dalle 19, nella Cisterna di Villa Medici sarà possibile scoprire l’installazione di Eva Marisaldi, artista che fin dai suoi esordi si è imposta all’attenzione della critica italiana e internazionale. A chiudere la serata, alle 20.30, il grande attore francese Alain Pralon “dialogherà” con le Novelle per un anno di Pirandello.
Ore 19. Laure Thierrée, Il paesaggio costruttore Particolarmente legata all’interazione tra ricerca e progetto, Laure Thierrée si concentra sulla questione dell’abitabilità mediterranea basata sulla nozione di cultura locale e sostenibilità dei territori. Durante l’incontro a Villa Medici, illustrerà come il giardino, elemento trasponibile su diverse scale, possa rendere il paesaggio di una metropoli europea protagonista del progetto spaziale e culturale. Roma viene vista come un laboratorio di sperimentazioni possibili, con l’obiettivo di realizzare un paesaggio urbano in grado di offrire un ambiente nuovo ai propri abitanti. L’approccio scelto propone una visione di quella che potrebbe diventare una nuova forma di progettazione, in un processo di co-costruzione.
Nata nel 1979, Laure Thierrée ha studiato belle arti per poi iscriversi nel 2001 all’École nationale supérieure de paysage. Dal 2005, anno in cui si è diplomata e stabilita a Marsiglia, esercita il suo mestiere di paesaggista svolgendo incarichi pubblici per diversi progetti: studi prospettici di grandi territori, direzione dei lavori in spazi pubblici fino alla gestione del cantiere e all’assistenza all’esecuzione dei lavori. Vincitrice degli AJAP 2014, condivide l’approccio trasversale del paesaggista in quanto motore di progetti e dibattiti che accolgono le sfide della necessaria metamorfosi dei nostri sistemi economici, sociali e ambientali.
alain-pralonDalle ore 19. Art Club 14: Eva Marisaldi, Senza titolo, installazione Dopo un lungo periodo di assenza, Eva Marisaldi torna ad esporre a Roma in forma individuale. A Villa Medici, per la rassegna Artclub a cura di Pier Paolo Pancotto, concepisce un’unica installazione che si sviluppa nei suggestivi ambienti della Cisterna. Attraverso una varietà di sistemi linguistici, l’artista trasforma lo spazio in un luogo articolato ove il suono si esplicita in soluzione grafica (il video Cornucopia, 2005), plastica (la scatola meccanica Senza titolo, 2017) o puramente acustica (Analfabeta, 2000), introducendo lo spettatore in una esperienza multisensoriale, sospesa nel tempo e nello spazio. Con un approccio quasi antropologico, procedendo per analogie e contrasti, Eva Marisaldi indaga ciò che si cela dietro le convenzioni che regolano la comunicazione e il linguaggio, e le norme che influenzano i nostri comportamenti individuali e sociali. Nei suoi lavori – per i quali sperimenta modalità espressive diverse, dalla fotografia alla scultura, dal video al ricamo – la comunicazione prende forme fluide e aperte, come il linguaggio parlato o i frammenti di scrittura.
Eva Marisaldi è nata nel 1966 a Bologna, dove vive e lavora. Tra le mostre personali: Mamco, Geneve (2003); Galleria d’Arte Moderna, Torino (2002); Kunsthaus, Essen (1995); ARC Musèe de la Ville de Paris, Parigi (1993). Tra le mostre collettive: Think twice, Whitechapel Gallery, Londra (2012); Biennale de Lyon (2003); La ville, le jardin, la memoire, Villa Medici, Roma (1998); L’Hiver de l’Amour, ARC Musèe de la Ville de Paris, Parigi/PS1, New York (1994); Biennale di Venezia (2001; 1993).
Ore 20.30. Alain Pralon, Novelle per un Giovedì. I sentimenti umani, l’amore impossibile, la morte, il grigiore dell’esistenza quotidiana, i conflitti con sé e con gli altri sono i temi affrontati nelle celebri Novelle per un anno di Luigi Pirandello. Per il pubblico di Villa Medici, Alain Pralon si concentrerà sul confronto tra la gelosia e la verità, argomento familiare a Pirandello, che dovette confrontarsi con la fragilità nervosa della moglie e la sua crudele gelosia. Da quella esperienza, Pirandello trasse l’ispirazione per mettere in scena i deliranti, i gelosi ossessivi, i maniaci e i perseguitati, pur mantenendo una predilezione per la vita vista come un teatro assurdo, non priva di tinte di umorismo nero.
Alain Pralon ha vinto i due grandi premi del Conservatorio di arte drammatica di Parigi ed è membro della Comédie Française dal 1982. Uno dei suoi ruoli più importanti alla Comédie Française fu proprio ne Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, che interpretò con la direttrice di Villa Medici Muriel Mayette-Holtz. (foto: ALAIN PRALON, LaureThierr)

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