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Giudici di pace negano accesso alla giustizia per cause di modesta entità. Appello al ministro della Giustizia

Posted by fidest press agency su martedì, 8 ottobre 2013

In molte città, gli uffici del Giudice di pace hanno negato l’accesso alla giustizia ai cittadini che scelgono di fare a meno di un avvocato. Stiamo parlando delle cause per importi inferiori a 1.100 Euro, come accade molto spesso nelle controversie tra consumatori e professionisti.
Il codice di procedura civile permette al cittadino di fare a meno di un legale quando l’importo oggetto della controversia è modesto. A questo fine, è possibile effettuare una cosiddetta citazione orale, che il Giudice (invece di un proprio legale) dovrebbe raccogliere e mettere per iscritto.Purtroppo, ci giungono numerose segnalazioni di utenti che vengono respinti dai Giudici con le più svariate “giustificazioni”: alcuni Giudici che la carenza di personale impedisce loro di accoglierla, altri affermano che è un istituto ormai in disuso e quindi di fatto abrogato (sic!), altri ancora -ammettendone l’esistenza- scoraggiano pesantemente l’utente facendogli capire che senza avvocato perderebbe sicuramente la causa.E’ del tutto evidente che, se per riavere 300 Euro da un negozio online che non mi ha mai spedito il bene acquistato, ne devo spendere 500 di avvocato, finirò per rinunciare ai miei diritti.
A questo, si aggiunga ciò che abbiamo già denunciato nei giorni scorsi e che sarà oggetto di una nostra denuncia alla Commissione Europea: il rifiuto di molti giudici di pace di applicare il procedimento europeo per le cause transfrontaliere fino a 2.000 Euro.(1) Anche in questo caso, un regolamento europeo prevede una procedura semplicissima (basta compilare alcuni moduli) senza bisogno di avvalersi di un legale.
Chiediamo quindi al ministro della Giustizia di emanare con urgenza i necessari provvedimenti affinché cessi questa sistematica violazione del diritto ad ottenere giustizia per coloro che non si avvalgono di un legale per cause di piccola entità.Ai cittadini che si vedono respinti dal Giudice di pace perché non assistiti da un legale, chiediamo di segnalarci e documentarci l’accaduto per poter istruire le relative denunce.

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Giudice di pace: aumento cause

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2011

Luigi Pirandello

Image via Wikipedia

“Sellate la mula!” urlava Don Lollò Zirafa ogni qualvolta si presentava la benché minima questione legale tanto da dover recarsi pressoché quotidianamente dal proprio avvocato. Lo sapeva bene il premio Nobel Pirandello in una delle sue più note commedie, “La giara”, nel sottolineare coloritamente una caratteristica tutta italica quale quella di dover ricorrere per ogni controversia, pur piccola che sia, alla Giustizia.
La conferma che a quasi cent’anni dallo scritto pirandelliano nulla sia cambiato e che anzi gli italiani hanno aumentato la facilità con cui ricorono alle aule dei tribunali anche per vicende di minore entità, viene dallo studio “La litigiosità presso giudici di pace: fisiologia e casi anomali”, pubblicato dalla Banca d’Italia all’interno della collana “Questioni di economia e finanza” e che per Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” è opportuno diffondere per riproporre alcune questioni che da tempo evidenziamo. Secondo la ricerca, infatti, nel periodo compreso fra il 2001 e il 2008 il contenzioso civile e amministrativo presso i giudici di pace è aumentato di circa il 50%. Con una quantità impressionante rispetto alla domanda di giustizia totale secondo cui nel solo 2008 i procedimenti civili sopravvenuti presso gli uffici del giudice di pace rappresentavano il 40 per cento del totale dei procedimenti in primo grado. Ma il dato più rilevante è che tale crescita è dovuta quasi esclusivamente all’incremento dei ricorsi amministrativi, mentre il numero di controversie civili è rimasto essenzialmente stabile. Tali dati non possono che evidenziare come l’incremento dei ricorsi in opposizione alle sanzioni amministrative sia conseguenza diretta dell’aumento del numero di sanzioni amministrative e multe, comminate quale nuovo strumento degli enti locali per “far cassa”. Ma l’introduzione di un contributo con chiara funzione disincentivante di 30 euro progressivamente aumentato sino a 37 euro per l’avvio dei ricorsi contro le sanzioni amministrative di valore fino a 1.100 euro – anche se la stragrande maggioranza dei verbali si assesta intorno a cifre inferiori ai 200 euro – sembrerebbe aver comportato una riduzione delle impugnazioni, più accentuata in alcune delle sedi a più elevata litigiosità. Gli atti di citazione per il risarcimento del danno prodotto da circolazione stradale si caratterizzano per le forti differenze territoriali e per la presenza di situazioni patologiche specie del Centro-Sud come nel caso delle province di Napoli e Caserta. L’analisi empirica, si legge nel documento, mostra che la frequenza di queste cause è strettamente proporzionale al numero di incidenti e con il grado di sviluppo economico, mentre risulta collegata positivamente con il tasso di criminalità, oltre che, con il numero di avvocati, anche se quest’ultimo dato viene contestato dal Consiglio Nazionale Forense con pesanti ricadute, per non parlare di importanti distorsioni, sul mercato assicurativo. Alla luce dei dati ottenuti verrebbe confermata l’evidenza secondo cui in questo settore sono predominanti comportamenti di natura opportunistica. Analogamente il fenomeno delle cosiddette “cause seriali”, sottolinea come in determinate province si registrino variazioni annuali della litigiosità anche di molto superiori al 100 per cento.

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