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Posts Tagged ‘giudizi’

Ruspandini (FdI): se Ue fallisce chi ha sbagliato giudizi non si ricicli

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

“Chi può dimenticare gli appelli a superare il Tricolore, a mettere le bandiere dell’Unione Europea nei balconi degli italiani? Chi può far finta di niente rispetto al fallimento di un indottrinamento vile e stupido a cui sono sottoposti gli studenti italiani di ogni ordine e grado da decenni? Non certo noi, accusati di nazionalismo, come se fosse un reato difendere la propria Nazione e gli interessi nazionali specie dalla finanza speculativa che tanto alimenta questo clima foraggiando noti mezzi di stampa anti-italiani. Come rimanere impassibili davanti all’atteggiamento della vostra Europa? Ma non vi vergognate? Questa volta non deve finire come ai tempi del comunismo. Sbagliaste tutto all’epoca e vi siete riciclati. Ora non vi deve essere concesso. Se muore questa Europa il popolo prenda le distanze dai partiti europeisti, euroinomani, italiani”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Massimo Ruspandini.

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Scuola – L’assunzione di 200mila precari passa per il giudizio della Corte di Lussemburgo

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2013

Anief: effetto della sentenza della Corte Costituzionale che con l’ordinanza n. 207/13 ha rinviato alla Giustizia europea la questione sulla compatibilità della normativa italiana con la direttiva comunitaria in tema di reiterazione dei contratti a termine e assenza di risarcimento del danno che l’Italia continua a perpetrare a docenti, amministrativi, tecnici ed ausiliari con almeno 36 mesi di servizio.È ufficiale: l’assunzione di 200mila precari della scuola dipenderà dal volere dei giudici di Lussemburgo. Con ordinanza n. 207/13, la Corte Costituzionale ha infatti rinviato alla Corte di Giustizia europea la questione sulla compatibilità della normativa italiana con la direttiva comunitaria in tema di reiterazione dei contratti a termine e assenza di risarcimento del danno per docenti, amministrativi, tecnici ed ausiliari precari della scuola con almeno 36 mesi di servizio.La posizione della Consulta ribalta quella assunta esattamente un anno fa della Cassazione, che aveva gettato sui precari una doccia fredda sostenendo che la norma nazionale era chiara e che fosse quindi inutile rivolgersi alla Corte di Lussemburgo su possibili conflitti con la norma comunitaria: l’Italia, infatti, per non rispettare le indicazioni dell’Ue ha introdotto nella Legge 106/2011 una norma che aggira l’obbligo di assumere il personale precario anche se ha superato i tre anni di supplenze. Ora, però, la Consulta riapre le speranze e sposta la partita in Europa.”La decisione dei giudici delle leggi è stata saggia – afferma Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – considerato che un’altra ordinanza di remissione, promossa dal giudice del lavoro di Napoli nel gennaio scorso, è pendente alla Corte di giustizia europea. A tal proposito, c’è da ricordare che sono migliaia i ricorrenti che si sono rivolti all’Anief in questi anni per ottenere giustizia dai tribunali della Repubblica. Molti di essi hanno ottenuto in primo grado risarcimenti fino a 30.000 euro per la mancata stabilizzazione”.Il tutto mentre la nuova proposta di legge europea approvata in Senato continua a ignorare una procedura d’infrazione attivata dalla Commissione Ue contro l’Italia proprio sui precari della scuola, il cui testo rimane secretato persino ai parlamentari della Repubblica. “Speriamo – conclude il sindacalista Anief-Confedir – che giunga presto il momento di porre fine alla piaga del precariato e di stabilizzare finalmente tutti i supplenti sui posti vacanti e disponibili. Non di certo fermandosi ai soli 15mila proposti dal ministro Carrozza, peraltro ancora nemmeno sicuri. Oppure agli 11.542 che vinceranno il concorso a cattedra senza però che vi siano tutti i posti liberi”

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Quinta mostra d’arte collettiva

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2011

Legnano 21 maggio alle 16 presso la Sala delle Vetrate della Famiglia Legnanese Espongono gli allievi dell’associazione artistica Lo Scarabocchio di Legnano. Piccoli e grandi artisti in erba mettono in mostra i loro capolavori. Sono davvero tanti gli allievi dell’associazione artistica Lo Scarabocchio, che quest’anno hanno deciso di sottostare al giudizio dei critici. La mostra resterà aperta l’intero week end dalle 10 alle 21,30 e dalle 14 alle 20. L’ingresso è libero. Lo spazio espositivo assegnato agli allievi è progettato e realizzato dall’insegnante responsabile Alessandra Corradini, docente di restauro e conservazione opere d’arte e di tecniche pittoriche antiche. L’esposizione vuole ricreare, attraverso i manufatti realizzati dagli allievi, i laboratori dei grandi maestri del passato, mostrando, attraverso percorsi didattici, le metodologie di lavoro usate da questi artisti. Espongono per gli artisti in erba Xheson Abazi, Gabriele Alessandrello, Stefano Biondi, Luca Denis Bollini, Filippo Budel, Andrea Casero, Giulia Centorrino, Endi Ceveli, Ilaria Cimento, Cristina Colombo, Emma Colombo, Mara Colombo, Nadia Colombo, Camilla Defendi, Sofia Defendi, Nikola Demo, Valeria De Simone, Lelia Di Giacomo, Clarita Di Lena, Laura Fanizzi, Alessandro Frisone, Alice Ghilardello, Alessia Giura, Rebecca Grassini, Mara Inzaghi , Alessandra Infante, Anna Maria La Montagna, Francesca Lani, Francesca Lodini, Matteo Natali, Niccolò Oldani, Matteo Orsini, Roberta Patriota, Silvia Padovan, Irene Pedrotti, Diamante Pessina, Aurelia Pozzim Eleonora Proverbio, Matteo Proverbio, Davide Pugliese, Elio Reggiani, Yann Reggiani, Elisa Rizzo, Gabriel Roseti, Chiara Salmoiraghi, Davide Salmoiraghi, Davide Salvati, Silvia Torre, Chiara Trezzi, Elisabetta Tronca, Angelica Valeri e Federico Volpi. In tanti hanno scoperto l’arte da adulti e vogliono mostrare orgogliosi al pubblico il frutto di ore di studio e di lavoro. Per l’associazione Lo Scarabocchio, espongono Giovanni Armiraglio, Eva Bellomo, Mario Bertani, Giorgia Bolzani, Marzia Bonacina, Maria Rosa Bruletti, Gigliola Cappellino, Sergio Casali, Loredana Cassani, Linda Cavalleri, Orazio Galli, Onorato Gianellini, Tiziana Gironi, Laura Mangano, Anna Paganini, Raffaella Pavan, Enza Pericoli, Enrica Proverbio, Luigi Rottondi, Antonella Spini, Paola Tosi e Mariangela Turconi.
Lo Scarabocchio, associazione artistica fondata nel 2006, dall’attuale presidente Alessandra Corradini, insegnante di restauro e tecniche pittoriche antiche, ha sede a Legnano in Via Stoppani 54.

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La fiducia dei consumatori e delle imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 dicembre 2010

Da una nota del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione: “Il clima di fiducia, che aveva mostrato un trend positivo già dall’inizio dell’autunno, registra in dicembre un’ulteriore crescita tra le imprese del manifatturiero e nel commercio.  Per le imprese manifatturiere l’indice sale a 103 da 101,7 di novembre e si porta così sui valori più elevati dal febbraio 2008, grazie ai giudizi positivi sugli andamenti degli ordini e della domanda. Migliorano, inoltre, i giudizi e le previsioni sul fatturato all’export. Le imprese rimangono, invece, ancora caute sugli investimenti che si attendono comunque in ripresa per il 2011 soprattutto quelli destinati all’aumento della capacità produttiva e all’introduzione di nuovi prodotti.  Nel commercio l’indicatore si conferma in crescita portandosi sui valori massimi degli ultimi anni: a dicembre si è, infatti, assestato  a 107,7 (da 103,4 di novembre). Il miglioramento è dovuto alle valutazioni sulla situazione corrente e alle aspettative riguardo le vendite e il volume degli ordini espresse dalle imprese della grande distribuzione.  I servizi sperimentano, invece,  un calo della fiducia (da 99,5 a 95,8) in quasi tutti i settori eccetto che nei trasporti e magazzinaggio dove invece aumenta da 93,3 a 95,8. Il peggioramento è dovuto ad attese meno favorevoli sull’andamento degli affari e ai giudizi meno positivi sull’andamento corrente degli ordini. Anche nei servizi comunque c’è un recupero delle aspettative sull’occupazione.  Proprio il significativo miglioramento delle attese sull’occupazione fa guadagnare più di due punti alla fiducia nelle costruzioni. L’indagine di dicembre si riferisce in questo caso al mese di novembre, mese nel quale l’indice è passato a 83,3 (80,7 in ottobre).  Il recupero di fiducia mostrato dalle aziende segue quello evidenziato dai consumatori. A dicembre le famiglie italiane sono più ottimiste perché valutano positivamente sia il quadro economico generale sia la loro situazione personale attuale e futura. Sono molto favorevoli le previsioni sull’evoluzione del paese, sul mercato del lavoro e sulla convenienza ad acquistare beni durevoli a conferma dell’efficacia delle politiche che il Governo ha seguito nella fase più dura della crisi e nella ripresa”.

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Marra: circa lo spot di Arcuri

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 dicembre 2010

Lettera al direttore. Lo spot de Il Labirinto femminile è stato visto da decine di milioni di persone e se, quanto al libro, non sento altro, da quelli che lo hanno letto, che giudizi entusiastici, quanto ad Arcuri, non si vede cosa abbia potuto fare di diverso, in quei trenta secondi, da ciò che la rende una delle attrici più amate e apprezzate dal pubblico italiano. La verità è infatti che alcuni — evidentemente per distogliere dal fatto che, anche in Internet, milioni di persone, senza cliccare orientamenti né scrivere giudizi, hanno scaricato quel video, e che se bastasse far male le cose per suscitare un tale interesse lo farebbero in tanti — hanno sfruttato i reperti verbali di una percentuale infinitesimale di stolti, qualche centinaio, per sforzarsi di arginare l’interesse verso il libro prendendosela con Arcuri, nel mentre, tutti, dichiaravano esplicitamente di non averlo letto. (Alfonso Luigi Marra)

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Wikileaks: i peggiori giudizi su Berlusconi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2010

Dichiarazione di Matteo Mecacci, Deputato Radicale, Relatore OSCE su Democrazia, Diritti Umani e Questioni Umanitarie Dalle prime informazioni pubblicate relative ai file riservati trasmessi
dal 2006 al 2010 dalle Ambasciate Americane nel mondo al Dipartimento di Stato, sembra emergere un quadro piuttosto uniforme che coinvolge tutti i teatri nei quali gli USA più sono coinvolti. Come è stato fatto notare, il pur grave danno arrecato agli Stati Uniti, non sembra al momento riguardare vicende e segreti di Stato di cui non si erano avute già indiscrezioni alla stampa, secondo quella che è una tradizione della diplomazia e del giornalismo americano. Per questo le fantasiose congetture espresse in questi giorni da alcuni esponenti della maggioranza sull’esistenza di complotti di ogni genere, anche islamico (sic!), ai danni dell’Italia, lasciano il tempo che trovano, e confermano lo scarso livello della nostra classe politica nello scenario internazionale. Ciò che dovrebbe far riflettere e far commentare, invece – in aggiunta alla condanna della pubblicazione di atti che per legge devono rimanere riservati e che arrecano un danno innanzitutto agli Stati Uniti – è che i giudizi più preoccupati e negativi nei confronti della politica di un paese occidentale alleato degli USA riguardano il Premier Silvio Berlusconi. Chi scrive, è facile constatarlo, ha espresso quelle preoccupazioni sulla deriva della politica estera italiana da lungo tempo, come dimostrano i recenti dibattiti parlamentari in tema di politica estera. Tuttavia, è chiaro che rappresenta una grande differenza – e un duro colpo politico all’Italia nel suo insieme, sapere che quelle preoccupazioni – ignorate per anni dall’opposizione – sono ufficialmente condivise anche da quello che dovrebbe essere il principale alleato del nostro paese  – che, tra l’altro, ci ha liberato dal fascismo e che ha impedito l’avvento del comunismo – e che viene sostituito nelle nostre priorità politiche internazionali con la Russia e con la Libia, come dimostra la quantità di vertici bilaterali e incontri che il nostro Premier ha avuto con i leader di questi paesi e se si paragona questo numero agli incontri con i leader della Nato o dell’Unione Europea.

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Pedaggio Gra e lettori de “Il messaggero”

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 ottobre 2010

Oggi su “Il Messaggero” di Roma, il giornalista Nino Cirillo torna a parlare di “oltraggio”, “pedaggio iniquo e oscuro”, per definire le scelte del Governo di pedaggiare le autostrade e i raccordi autostradali in gestione all’Anas, e in particolare, il Grande Raccordo Anulare di Roma. Senza voler giudicare o censurare le opinioni del giornalista, la redazione del giornale telematico dell’Anas http://www.lestradedellinformazione.it, nel far notare gli errori contenuti nel testo dell’articolo e la superficialità delle informazioni raccolte prima di esprimere giudizi, ha invitato i lettori ad inviare un commento, specificando che “non sarà pubblicata alcuna lettera dai toni insultanti, violenti, prepotenti o provocatori. I nostri lettori debbono pur mantenere quel rapporto tra sobrietà e correttezza che purtroppo manca ad alcuni giornalisti”. La maggior parte dei navigatori che ha risposto fino a questo momento alla richiesta, si è espressa a favore di un pedaggio che sia lo strumento necessario per effettuare una manutenzione adeguata e per migliorare l’infrastruttura autostradale. I lettori, inoltre, a differenza da quanto affermato dal giornalista de Il Messaggero, hanno compreso di non dover pagare il pedaggio sul Gra per i collegamenti dalla città verso la città, ma esclusivamente da e verso l’autostrada già a pagamento.

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Codice della strada e perplessità

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2010

“Era indispensabile affrontare il problema oggettivo dei troppi incidenti stradali che ogni anno in Italia causano centinaia di morti, perciò mi auguro che il nuovo codice della strada vada innanzitutto in questa direzione. Naturalmente al giudizio positivo per alcuni aspetti ne segue uno negativo per altri provvedimenti adottati”. È con questa riflessione che la responsabile per i Trasporti dell’Italia dei Diritti, Maruska Piredda, ha aperto il suo intervento sul via libera definitivo del Senato al nuovo codice della strada, che verrà applicato già a partire dall’imminente esodo estivo. Previsto un giro di vite relativo soprattutto alle norme anti-alcol: divieto assoluto di bere per i neo-patentati da meno di tre anni e per gli autisti di professione (tassisti, camionisti, conducenti di mezzi pubblici); sanzioni fino a 2000 euro per chi è sorpreso a guidare con un tasso alcolemico tra 0,5  e 0,8 g/l; per chi va oltre 1,5 g/l c’è ritiro immediato della patente, sospensione e multa fino a 6000 euro, arresto da sei mesi a un anno e, in caso di incidente provocato, si dispone il raddoppio della pena e la revoca della patente per 5 anni; divieto per i locali di vendere alcolici dalle 3 di notte fino alle 6 del mattino, inoltre gli esercenti dovranno munirsi di etilometro da mettere a disposizione dei clienti. “Trovo giustissime, trattandosi anche di aspetti etici, tutte quelle norme che prevedono sanzioni pesanti per chi trucca i motori di minicar e motorini, per chi supera i limiti di velocità consentiti, per chi non usa cinture e appositi seggiolini per i bambini”, ha sottolineato la Piredda, riferendosi ad alcune misure del pacchetto sicurezza stradale contenute nella nuova legge. Poi, in merito alla tolleranza zero contro gli alcolici, la Piredda invita a operare un distinguo spiegando che “proibire di bere un solo goccio di alcol a chi guida da meno di tre anni non mi sembra un valido salvavita, non è certo il bicchiere di vino bevuto durante una cena in pizzeria che va punito, quanto piuttosto l’uso smodato di chi eccede nell’alzare il gomito senza controllo alcuno e che dunque merita punizioni esemplari. Mettere tutti sullo stesso piano non appare come la migliore delle soluzioni”.  La titolare del dipartimento Trasporti dell’Italia dei Diritti muove quindi un duro attacco a quella che a suo giudizio è una grave lacuna presente nella riforma stradale: “Io avrei inserito il divieto per i neo-patentati di guidare auto di grossa cilindrata. Trovo una scelta estremamente infelice consegnare macchine veloci nelle mani inesperte di chi non le sa ancora gestire”.
“Questo nuovo codice dovrebbe, inoltre, andare di pari passo con le migliorie strutturali da apportare al sistema viario, soprattutto quello autostradale, del nostro Paese: alcune arterie, già pagate con i soldi dei contribuenti, sono vergognose per dissesto e insicurezza, perciò andrebbero messe a norma per raggiungere non dico gli standard europei, ma almeno livelli decenti”, ha evidenziato ancora la rappresentante del movimento nazionale che fa capo ad Antonello De Pierro.

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Che si sia ricreduto Sergio Romano?

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

Lettera al direttore. Sul Corriere della Sera del 21 luglio, Sergio Romano risponde ad un lettore con le seguenti parole: “Berlusconi è presidente del Consiglio di tutti gli italiani, anche di quelli che non lo hanno votato. La Chiesa Cattolica, soprattutto in Italia, ha una straordinaria influenza anche sulla vita di coloro che non aderiscono ai suoi precetti. Tutti quindi abbiamo il diritto di giudicare il governo e la Chiesa”. Precisamente il 20 luglio del 2007, gli scrivevo: “Gentile dott. Sergio Romano…ho notato che, come il solito quando parla di problemi che toccano la sfera religiosa, lei evita accuratamente di dare giudizi personali. Evita accuratamente di dire se la Chiesa sbaglia oppure se sia nel giusto. Eppure sono certa che se dovesse dare un giudizio sul comportamento della Chiesa al tempo, non so, della Inquisizione, lo darebbe chiaramente. Mi sembra, insomma, che lei eviti di esprimere giudizi morali sul comportamento della Chiesa attuale. Mi sbaglio?”. Ed ecco la sua risposta: “Non impartisco consigli alla Chiesa e non la giudico perché riconosco la sua autonomia e cerco di comprendere la logica che ispira le sue decisioni”. Che si sia ricreduto? Però nella risposta al lettore aggiunge: “Ma non vedo quale importanza abbiano Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto per coloro che non sono monarchici”. Si ricrederà fra tre anni anche riguardo al giudizio sui Savoia? (Veronica Tussi)

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La politica culturale del fascismo nel Dodecaneso

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2009

Vari autori (224 pp.; ISBN 88-6058-023-4; € 27,00 esedra editrice) L’occupazione italiana del Dodecaneso (1912-1943) è un argomento noto ad alcuni specialisti ma sostanzialmente sconosciuto all’opinione pubblica italiana, specie ai più giovani. I manuali scolastici lo ignorano; i testimoni oculari stanno scomparendo; le fonti sono talora di difficile accesso (per esempio non esiste una raccolta integrale del quotidiano Il Messaggero di Rodi). Lo scopo di questo convegno è quello di illustrare alcuni aspetti di questa trentennale vicenda con particolare riguardo al periodo fascista, quando la politica di italianizzazione delle Dodici Isole si fece più marcata. Ovviamente non si tratta di stabilire qui se l’occupazione italiana ebbe carattere imperialista o fu una pacifica “presenza”, se insomma  gli italiani furono “buoni” o “cattivi”. Sarebbero giudizi sommari, fatalmente frettolosi. Si vogliono solo fornire alcuni dati e discutere alcuni aspetti di una vicenda che molti, troppi, hanno “dimenticato”.

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