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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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Giudizio positivo sulla School of Management del Politecnico di Milano

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

Per il decimo anno il Financial Times conferma il giudizio positivo sulla School of Management del Politecnico di Milano, che tiene bene il confronto con le maggiori business school europee. La Scuola infatti compare tra le prime 50 (42esimo posto) all’interno dell’FT European ranking 2018, che anche quest’anno ha valutato 95 realtà eccellenti. In particolare, figura tra le prime 5 che appartengono a Università “tecniche”, con uno specifico focus su ingegneria e tecnologia.La School of Management del Politecnico continua dunque a distinguersi nel panorama europeo per ben cinque linee di prodotto, che vanno dai “tradizionali” ma non per questo meno richiesti MBA full time ed EMBA, al Master of Science in Ingegneria gestionale, a una sempre più ampia e innovativa offerta specifica per manager, professionisti e aziende.
Ogni anno infatti il prestigioso quotidiano finanziario londinese redige la classifica dei migliori master MBA, degli executive MBA, dei master in management, dei corsi a catalogo e di quelli su commessa. I parametri che determinano il posizionamento in graduatoria sono numerosi, tra cui l’opinione che gli stessi diplomati danno dei docenti e del prodotto formativo, la retribuzione o l’avanzamento di carriera che si raggiungono dopo avere frequentato il master e l’esposizione internazionale della Scuola.Presente nei ranking internazionali dal 2009, anche quest’anno la School of Management del Politecnico di Milano rientra tra le eccellenze con un buon numero di prodotti:
· Master Full Time MBA
· Master Executive MBA
· Master of Science in Ingegneria Gestionale
· Programmi Executive ‘su misura’ per le imprese
· Programmi Executive Open per manager e professionisti
La SoM è composta dal Dipartimento di Ingegneria Gestionale e dal MIP, che è la business school dell’Ateneo milanese. “Essere considerati ancora una volta da FT tra le migliori realtà europee ci conferma nella validità delle nostre scelte ed è premiante non solo per noi, ma per gli studenti e per le imprese nostre clienti, che continuano ad apprezzare l’ampiezza, lo sviluppo e la qualità della nostra attività formativa”, commentano Alessandro Perego e Andrea Sianesi, rispettivamente Direttore del Dipartimento e Dean di MIP.“La nostra è un’offerta completa e valida a tutto tondo – proseguono – come dimostra il fatto che siamo ben posizionati in questo ranking con corsi e master che si rivolgono sia a executive e professionisti che a neolaureati, che ad aziende. Inoltre, tra i criteri di valutazione rientrano le possibilità di carriera di chi esce dai nostri corsi, la buona opinione dei diplomati sui docenti e i prodotti e l’internazionalizzazione della Scuola, tutti aspetti che ci stanno particolarmente a cuore e su cui abbiamo costruito la nostra proposta”.

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Innalzato il giudizio sulle azioni USA alla luce della solidità degli utili

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 Mag 2018

A cura di Toby Nangle, Co-responsabile asset allocation globale e Responsabile multi-asset EMEA, e Maya Bhandari, Gestore di portafoglio, Multi-asset. Nel contesto di rumori di sottofondo quali le continue scaramucce commerciali tra gli Stati Uniti e il resto del mondo, l’andamento dell’economia cinese e le tensioni geopolitiche, abbiamo dedicato un po’ di tempo ad analizzare i recenti movimenti dei mercati e le implicazioni per gli attivi rischiosi. La nostra convinzione che i mercati continueranno a fornire rendimenti modesti ma positivi è stata confermata, e i nostri giudizi sul posizionamento di asset allocation restano in definitiva immutati. Tuttavia, abbiamo recente innalzato il giudizio sulle azioni statunitensi da negativo a neutrale.Dall’inizio del 2016 il mercato azionario statunitense evidenzia la peggiore performance tra i principali mercati in termini di moneta unica; quest’andamento è coerente con le nostre prospettive di reflazione e crescita globale regolare, nell’ambito delle quali ci aspettiamo una sovraperformance di mercati emergenti, Europa e Giappone.Tuttavia, la recente stagione dei risultati negli Stati Uniti è stata sorprendentemente positiva, e soprattutto tale vigore non è stato interamente determinato dalla riforma fiscale, come indicano le revisioni al rialzo delle stime sulla crescita futura dell’EBIT (utili al lordo di interessi e imposte). Sulla base dello stesso parametro, la crescita futura degli utili nei mercati emergenti e in Europa viene frenata dai movimenti delle valute, mentre i dati giapponesi sono risultati generalmente in linea con le attese, rendendo la performance degli Stati Uniti sorprendentemente incoraggiante.Quest’anno le azioni USA hanno registrato un andamento in linea con le azioni globali, segnando il passo rispetto ai mercati giapponesi ed europei; l’assenza di una sovraperformance suggerisce che gli sgravi fiscali dell’amministrazione Trump erano stati in precedenza scontati dai mercati. Tuttavia, tenendo conto delle recenti revisioni al rialzo delle stime sulla crescita dell’EBIT, che segnalano un miglioramento dei fondamentali al dì là del regime fiscale più favorevole, crediamo che le valutazioni azionarie statunitensi siano diventate più convenienti dall’inizio dell’anno. Tutto questo, abbinato al fatto che il mercato statunitense ospita imprese globali dominanti che continuano ad attrarre investimenti, giustifica l’innalzamento del nostro giudizio da negativo a neutrale.Sempre negli Stati Uniti abbiamo effettuato un’analisi dei deficit gemelli, il cui risultato avvalora la nostra convinzione circa un indebolimento strutturale del dollaro USA nel medio termine, subordinatamente a qualche apprezzamento sporadico.
Nonostante la crescita rimanga robusta a livello globale, in diversi mercati sviluppati i dati hanno iniziato a indebolirsi. L’inasprimento delle condizioni finanziarie, la cui assenza aveva dato impulso alla crescita nel 2017, inizia a farsi sentire, anche se negli Stati Uniti lo stimolo fiscale intempestivo dovrebbe sostenere la crescita quest’anno e nel prossimo. Una causa maggiore di incertezza è forse l’emergere delle guerre commerciali, la cui futura evoluzione dev’essere attentamente monitorata, nonostante gli effetti modesti nell’immediato. In un contesto di imminenti rialzi dei tassi negli Stati Uniti, valutazioni azionarie elevate e attività di fine ciclo, non vorremmo che le misure protezionistiche si estendessero ad altri paesi o a una gamma più ampia di beni e servizi.Le fasi rialziste dei mercati azionari tendono storicamente a concludersi con una recessione o una crisi finanziaria, due sviluppi che non vediamo all’orizzonte. Il volume delle operazioni di M&A continua ad aumentare, e non in una maniera apparentemente favorevole ai creditori, ma la leva finanziaria non ha ancora raggiunto livelli allarmanti. Pertanto, nei mercati obbligazionari, il nostro scenario di riferimento prevede una stabilità anziché un ampliamento degli spread delle obbligazioni investment grade.Le prospettive potrebbero apparire meno ottimistiche rispetto a un anno ma, ma è difficile individuare chiaramente un punto di svolta. Ad esempio, a fronte dell’appiattimento delle curva dei rendimenti e dell’ampliamento degli spread creditizi, la disoccupazione è tuttora in diminuzione e i fattori di stile e momentum rimangono positivi. In passato, in corrispondenza dei picchi di mercato, i problemi sono scaturiti tendenzialmente dal settore di maggiori dimensioni al tempo: oggi questo settore sarebbe la tecnologia, che rappresenta circa un quarto dell’S&P 500. Ma anche in quest’ambito non scorgiamo segnali di un possibile ribasso all’orizzonte. Il rischio di recessione è scarso e l’inflazione evidenzia un andamento favorevole.

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Scuola: Precariato, sul risarcimento del personale di ruolo la Cassazione ci ripensa e rinvia il giudizio

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 novembre 2017

corte di giustizia europeaLa decisione è legata al fatto che si è in attesa della nuova sentenza della Corte di ‎Giustizia Europea sulla causa C. 494/17 Rossato, sollevata dalla Corte di Appello di Trento nel giudizio sulla compatibilità della Legge di riforma della scuola 107/2015 con il diritto dell’Unione Europea. Con ordinanze interlocutorie nn. 27615-8/17, si prende ora atto che non è più possibile riferirsi alle sentenze 22552/16 et aliae, attraverso le quali era stato negato il risarcimento danni ai docenti e al personale Ata immessi in ruolo per gli anni di precariato. Inoltre, la stessa Corte di Giustizia Ue si dovrà pronunciare sulla validità delle norme legislative e contrattuali italiane che prevedono nei decreti di ricostruzione di carriera il “raffreddamento” della stessa carriera con il riconoscimento parziale del servizio pre-ruolo, dopo le sentenze favorevoli giunte dai tribunali del lavoro. Marcello Pacifico (presidente Anief): Ancora una volta abbiamo avuto la conferma di un diritto vivente in continua evoluzione, come sempre ha denunciato il nostro giovane sindacato, attivo non a caso presso la Cedu, che si riconduce sia alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 1950 sia alla Corte europea dei diritti dell’uomo, oltre che presso il Consiglio Ue e la commissione petizione del Parlamento Ue. Anche a livello nazionale gli orientamenti dei giudici ci stanno dando ragione: il Miur è infatti sempre più spesso condannato a risarcire ogni dipendente con decine di migliaia di euro, anche per l’assegnazione degli scatti di anzianità ai precari, come ribadito dalla Cassazione.

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Giudizio severo del Financial Times su Matteo Renzi

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

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Matteo Renzi, il primo ministro italiano, ha destato perplessità la settimana scorsa quando ha suggerito di rilanciare un progetto per collegare la terraferma con la Sicilia attraverso la costruzione del ponte sospeso più lungo del mondo, sullo Stretto di Messina. Questo progetto multimiliardario è associato a Silvio Berlusconi, che lo ha promosso durante i suoi numerosi incantesimi come primo ministro tra il 1994 e il 2011. Il piano è stato abbandonato nel 2013 a causa del suo costo, della vulnerabilità dello stretto ai terremoti e per il rischio di ingrassare i clan mafiosi con gli appalti.Perché il signor Renzi, che ha criticato il ponte nel 2012 come uno spreco di denaro, sostiene ora di vedere i suoi meriti? Una risposta sta nel rischio che sta correndo come premier per un referendum sulla riforma costituzionale che si terrà il 4 dicembre. Rilanciando un progetto caro a Berlusconi, il signor Renzi mira a ridurre la possibilità che i fedelissimi di Berlusconi e le altre forze di centro-destra possano farlo cadere nel caso in cui dovesse perdere il referendum.Se ha senso costruire un ponte sopra le onde in cui, 3000 anni fa, Omero immaginava i mostri Scilla e Cariddi attaccare Ulisse, è una questione di dibattito. Il punto è che, contrariamente alle affermazioni del signor Renzi, le riforme costituzionali proposte farebbe poco per migliorare la qualità di governo, legislazione e della politica. I poteri del Senato, la camera alta del parlamento, sarebbero drasticamente ridotti in favore della camera bassa. Il Senato non sarebbe più eletto con il voto popolare diretto, ma sarebbe composto principalmente da consiglieri e sindaci regionali. I suoi membri verrebbero ridotti da 315 a100.Renzi sostiene che il sistema di Governo impostato nel 1948 dalla Costituzione italiana è un casino che genera instabilità ricorrente. Allo stato attuale, due camere del Parlamento hanno poteri identici. Nessun disegno di legge diventa legge fino a quando non sono d’accordo su un testo comune. Secondo il premier, questo si traduce in ritardi inutili che azzoppano governi ben intenzionati, come il suo, che vogliono riforme moderne. Eppure, il record dei governi del dopoguerra, tra cui quello del signor Renzi, confutano questa argomentazione. I parlamentari italiani fanno passare più leggi di anno in anno rispetto ai parlamentari in Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti. Nonostante la mancanza di una maggioranza al Senato, il Partito Democratico del signor Renzi ha approvato tagli fiscali e una riforma del mercato del lavoro centrali per il suo programma.Non sono stati i poteri del Senato la ragione per cui ci sono stati più di 60 i governi negli ultimi 70 anni. La spiegazione principale è la frammentazione dei partiti politici italiani. Ciò riflette la frammentazione della società italiana. Ogni partito, ogni fazione di ogni partito, si distingue per una serie distintiva di interessi economici, geografici, ideologici, religiosi o sociali – o anche per l’interesse personale del suo leader, come quando Forza Italia di Berlusconi ha governato l’Italia.Con tutto il dovuto rispetto, quello di cui l’Italia ha bisogno non sono più leggi, approvate più rapidamente rispetto al passato, ma meno leggi e migliori. Devono essere scritte con cura, e in realtà applicate, piuttosto che bloccate o aggirate dalla pubblica amministrazione in Italia o da interessi particolari. Le riforme sono legate ad una legge elettorale che assegnerà un bonus al partito vincente, consegnandogli una maggioranza per un periodo di cinque anni. Questa riforma, cucinata nel 2014 dal signor Renzi e da Berlusconi, è una riforma pessima.Nelle capitali europee si ha la sensazione che il signor Renzi meriti di essere sostenuto. Un’Italia senza guida, vulnerabile ad una crisi bancaria e alla forza anticasta del Movimento 5 Stelle, significherebbe guai. Eppure una sconfitta del signor Renzi al referendum non comporta necessariamente instabilità per l’Italia. Una vittoria, d’altra parte, potrebbe mettere a nudo il fatto che l’obiettivo tattico di Renzi di sopravvivere è stato anteposto al bisogno strategico dell’Italia di avere una democrazia sana.Traduzione integrale dell’articolo del Financial Times ”Matteo Renzi’s reforms are a constitutional bridge to nowhere” (Le riforme di Matteo Renzi sono un ponte costituzionale verso il nulla), di Tony Barber – fonte blog di grillo) (n.r. per completezza d’informazione ci risulta che la direzione del Financial Times ha preso le distanze dall’articolo del suo collaboratore. Pare che vi sia stata da parte della Farnesina una protesta motivata dal fatto che a suo avviso quest’articolo rappresenta una indebita interferenza negli affari interni del paese. Abbiamo chiesto, in proposito, chiarimenti ma non siamo riusciti ad avere una conferma o una smentita in proposito.)

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Depurazione in crisi: giudizio di “fortemente inquinato”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 giugno 2016

goletta verdeCariche batteriche elevate, con un giudizio di “fortemente inquinato”, per tutti i dieci punti monitorati dai tecnici di Legambiente lungo le coste della provincia di Roma. Una situazione peggiorata rispetto allo scorso anno che impone immediati interventi di adeguamento del sistema depurativo ed evitare che scarichi inquinanti continuino a finire a mare, danneggiando l’ambiente ma diventando anche un pericolo per la stessa salute dei bagnanti. Un mare in forte sofferenza, come dimostrano i dati del dossier Mare Monstrum dell’associazione ambientalista: con 5,3 infrazioni per ogni chilometro di costa, la regione Lazio balza al terzo posto in Italia nella classifica del mare illegale dopo Campania e Sicilia.È questo l’esito dell’indagine di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane – realizzata anche grazie al contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati eil sostegnodei partner tecnici NAU e Novamont – illustrata questa mattina a Ostia da Serena Carpentieri, responsabile di Goletta Verde e Roberto Scacchi, presidente Legambiente Lazio, alla presenza del capitano di Fregata Fabio Rivolta, Capitaneria Roma Fiumicino; di Cristiana Avenali, consigliere regionale Lazio, Maurizio Gubbiotti, commissario straordinario di RomaNatura, Elisabetta Studer, presidente del circolo Legambiente Litorale Romano.La fotografia dei campionamenti effettuati sul litorale della provincia di Roma è senz’altro peggiore dell’estate 2015. Tre i punti che rientravano nei limiti nel 2015 sono risultati con cariche batteriche elevate: a Cerveteri presso la foce del fosso Zambra e a Ladispoli presso la foce del Rio Vaccina e quella del fiume Statua. Non sono da meglio gli altri campionamenti che risultano ancora fortemente inquinati come lo scorso anno: a Fiumicino (alla foce del fiume Arrone a Fregene); a Roma – Ostia (alla foce del fiume Tevere e alla foce del canale al cancello n.1); a Pomezia – Torvajanica (alla foce del canale Crocetta, alla foce del canale Orfeo e alla foce del Rio Torto) e a Ardea (alla foce del fosso Grande).“Il monitoraggio di Goletta Verde prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un “maggior rischio” presunto di inquinamento – sottolinea Serena Carpentieri, responsabile di Goletta Verde -. Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano in mare. Quello di Goletta Verde è un monitoraggio puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni. Le nostre analisi dimostrano che c’è tanto ancora da lavorare per rilanciare davvero le aree di pregio di questo tratto di costa, investendo sul sistema depurativo e spendendo bene le risorse disponibili”.Dal 1986, anno in cui è partita la campagna, Goletta Verde non ha mai smesso di opporsi a chi saccheggia il mare, rinnovando estate dopo estate le sue battaglie a seconda delle vertenze più impellenti, come quella contro il cemento selvaggio, gli scarichi illegali e la mancata depurazione. E i dati del dossier Mare Monstrum Lazio di Legambiente, presentato questa mattina, dimostra quanto sia ancora critica la situazione del “mare illegale” anche in questa regione.I reati ai danni del mare laziale che le forze dell’ordine e le Capitanerie di porto hanno intercettato nel corso del 2015 sono ben 1920 e crescono del doppio rispetto all’anno precedente (erano 972). Sale anche il numero delle persone denunciate, che passano da 1.096 1.843, così come il dato dei sequestri, sono 439 a fronte dei 196 del 2014. A fare la parte del leone sono le infrazioni legate al ciclo del cemento, cresciute del triplo rispetto all’anno precedente: sono 514 (erano 175 nel 2014) con 555 persone denunciate e 156 sequestri, dove domina la fattispecie dell’abusivismo edilizio costiero. I litorali sono puntellati da distese di villini sorti “spontaneamente”, in barba alle regole edilizie, al paesaggio e alla qualità dei manufatti. E ci sono poi alcuni casi esemplari di sfregio alle coste, che Legambiente denuncia da sempre nei suoi dossier e nelle sue iniziative che rappresentano appieno la devastazione illegale e impunita dell’abusivismo edilizio, e di cui l’associazione chiede ai Comuni e alle istituzioni nazionali l’abbattimento in via preferenziale. Tra i casi citati nel dossier quelli dell’assalto alla costa pontina.A seguire, nella classifica di Mare Monstrum, troviamo il settore della pesca illegale, con 698 reati accertati (400 nel 2014), 691 persone denunciate e 132 sequestri. Alto è pure il numero delle infrazioni legate alla cattiva depurazione e agli scarichi selvaggi che sono state nel 2015 ben 416 (nel 2014 invece 244), con 305 persone denunciate e 145 sequestri. Infine, i reati legati alla navigazione fuorilegge che sono stati 153.“Abbiamo vinto tante battaglie contro gli oltraggi al nostro prezioso patrimonio ambientale, a partire dalla nuova legge sugli ecoreati, ma molto resta ancora da fare come dimostrano oggi i nostri dati, sia contro il cemento e gli abusi edilizi che rovinano irreparabilmente la bellezza delle nostre coste che contro gli scarichi e le sostanze inquinanti che in mare vengono sversate ogni giorno – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – I numeri di Mare Monstrum dimostrano quanto sia stato straordinario il lavoro svolto da forze dell’ordine, Capitanerie e procure nell’ultimo anno contro chi continua a depredare il nostro territorio. Alla Regione Lazio chiediamo di riattivare al più presto l’Osservatorio Ambiente e Legalità che è stato già negli anni passati uno strumento straordinario sia per supportare i cittadini nella loro azione di denuncia che per affiancare le forze dell’ordine nelle attività di controllo”. (foto: goletta verde)

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SCUOLA – PAS, il Consiglio di Stato chiude la questione: bastava il requisito di 360 giorni per essere ammessi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2015

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cÈ arrivato l’atteso giudizio dei giudici competenti sull’accesso ai “Percorsi abilitanti speciali”, che con la sentenza n. 2750/15 danno piena ragione a quanto denunciato sin da subito dall’Anief: i 540 giorni di precariato svolto, indicati nel bando come requisito minimo, erano eccessivi. Per più di 4mila ricorrenti si scioglie la riserva.Marcello Pacifico (presidente Anief): questa sentenza conferma la nostra buona fede e professionalità nell’essere baluardi del diritto in difesa dei precari. E come il giovane sindacato sappia interpretare correttamente le norme italiane ed europee, contro la discrezionalità irragionevole dell’amministrazione.

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Le cartelle esattoriali prive di adeguata motivazione sono nulle

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 gennaio 2015

cassazioneLa Cassazione rigetta il ricorso di Equitalia e conferma la sentenza della Commissione Regionale Tributaria di Lecce che aveva statuito questo principio. Le cartelle esattoriali prive di adeguata motivazione sono nulle. A ribadirlo l’ordinanza della sesta sezione civile della Corte di Cassazione n. 374 depositata il 13 gennaio 2015.
Con la decisione in questione, gli ermellini hanno rigettato i motivi esposti dall’Agenzia delle Entrate e da Equitalia ha confermato le precedenti sentenze di primo e secondo grado delle commissioni tribunali provinciali e regionali di Lecce che, in accoglimento delle eccezioni sollevate dal contribuente rappresentato e difeso in tutti i gradi di giudizio dall’avvocato Maurizio Villani, avevano annullato cartelle esattoriali prive di adeguata motivazione.
Il principio esposto dai giudici tributari e confermato dalla Suprema Corte di Cassazione, secondo Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, è importante perché tutti i contribuenti potranno impugnare le cartelle esattoriali prive di motivazione e difficili da interpretare.

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Jobs act: giudizio di merito

Posted by fidest press agency su domenica, 28 dicembre 2014

jobs actE’ stato pubblicato lo schema di decreto legislativo contenente la nuova disciplina del regime di tutela in caso di licenziamento illegittimo. Si tratta di una “piccola” rivoluzione nella disciplina dei licenziamenti illegittimi per i nuovi assunti, in base alla quale la sanzione della reintegrazione è esclusa sempre nei licenziamenti economici (individuali e collettivi), mentre nei licenziamenti soggettivi (per giusta causa o giustificato motivo soggettivo) essa è eccezionalmente ammessa solo quando i motivi indicati sono “materialmente” inesistenti” (e dunque non è ammessa quando si discute se il licenziamento è misura “proporzionata” rispetto ai fatti). Invece della reintegrazione, in caso di licenziamento illegittimo spetta solo un indennizzo che dipende dall’anzianità (tutele crescenti) e che parte da 4 mensilità e può arrivare fino ad un massimo di 24 mensilità.“Il giudizio sulla manovra a livello generale è positivo poiché cambia il volto della disciplina del rapporto di lavoro in Italia rendendola più flessibile e vicina a quelle europee, anche se ci vorranno anni o decenni affinché si estenda alla maggioranza della popolazione italiana lavorativa – commenta l’Avvocato Fabrizio Daverio, socio fondatore dello Studio Legale Daverio & Florio, specializzato in diritto del lavoro e della Previdenza Sociale -. Il Jobs Act porta avanti la riforma Fornero rendendola però più netta e più chiara dato che i confini fra reintegrazione e indennità erano molto più ambigui. La reintegrazione adesso è un’eccezione assoluta, che si può applicare, a parte i licenziamenti discriminatori, solo nel caso di licenziamento soggettivo, quando i fatti materiali non sono veri.”
La nuova disciplina si applica a tutti i nuovi contratti di lavoro a tempo indeterminato ed è sufficiente che siano nuovi, cioè stipulati dopo l’entrata in vigore del decreto. Non conta più il requisito dei 16 dipendenti o oltre. La differenza è che per le aziende piccole gli indennizzi sono dimezzati e la reintegrazione non si applica neppure nel caso dei fatti “materiali” non veri.“Si tratta quindi di una piccola rivoluzione che porta certezza nella materia ma bisogna sottolineare che ciò vale solo per i nuovi contratti – prosegue l’Avvocato Fabrizio Daverio -. Non cambia nulla per quelli già in essere per i quali rimane in vigore la legge Fornero del 2012. La popolazione lavorativa italiana, dal momento in cui entrerà in vigore il decreto, si dividerà quindi in due, con i “nuovi assunti” a cui si applicherà la nuova disciplina e i “vecchi” che manterranno la precedente. Una spaccatura evidente anche a livello processuale poiché, per lo stesso caso, ai vecchi assunti si applicherà la legge Fornero, mentre per i “nuovi” si applicherà il giudizio ordinario del lavoro.”“E’ evidente che la manovra, congiuntamente alla politica di forte agevolazione e incentivazione alle assunzioni, punta a favorire le nuove assunzioni assicurando agli imprenditori la possibilità di poter ridurre il personale “nuovo” a costi certi e prevedibili, e soprattutto senza rischiare la reintegrazione – prosegue l’Avvocato Fabrizio Daverio – Alcune aspettative sono però andate deluse. Per esempio, è mancata un’espressa menzione dello “scarso rendimento” come causa di licenziamento. Un punto che interessa molto alle aziende ma si ritiene che il nuovo quadro normativo favorisca comunque iniziative anche a tale riguardo.”Ci sono anche novità molto interessanti. Il datore di lavoro che licenzia può offrire al lavoratore licenziato, in Sede Ufficiale, un indennizzo ridotto (da due a diciotto mensilità), con il vantaggio che esso è esentasse e non soggetto neppure a oneri sociali. E’ un modo per avvicinare le parti ad un accordo riducendo il costo dell’indennizzo (per il datore di lavoro) e aumentandone il valore (per i licenziati). “I piccoli imprenditori vengono incoraggiati a varcare la soglia dei 15 dipendenti prevedendo che la nuova disciplina si applichi – solo per essi, e solo se varcano tale soglia – anche se assunti precedentemente a tale data – conclude Daverio.”Viene infine istituito il “contratto di ricollocazione” volto a favorire il reinserimenti dei lavoratori licenziati nel mondo del lavoro. Lo si vedrà nei dettagli con i prossimi decreti attuativi.

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I falsi obiettivi: senato art.18 ecc.

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 settembre 2014

cervantesQuando sul “Corriere della sera” di qualche giorno fa Angelo Panebianco nel suo fondo titolato “Veleni interni barriere infrante” cita Renzi per fare il punto sui suoi primi sei mesi di governo distingue due aspetti importanti che caratterizzano il suo mandato. E’ quello degli obiettivi concreti realizzati e la qualità delle idee che diffonde. Per quanto Panebianco nell’esprimere il suo giudizio in proposito sia, come dire, più “diplomatico” non mi sento dello stesso avviso e devo convenire con il suo concittadino Della Valle che lo ha definito “una sola” e vi aggiungerei il suo “trasformismo” stipulando una nuova alleanza con il patron della Fiat Marchionne nemico dichiarato di quello che era stato l’amico della prima ora Della Valle. Sul piano delle idee che diffonde v’intravedo una cultura del pressapochismo fondata su una conoscenza non sempre approfondita dei problemi che espone e delle soluzioni che indica. Oggi Renzi si mostra sul palcoscenico mondiale come avrebbe potuto farlo Don Chisciotte che lancia in resta cavalca alla conquista dei mulini a vento. Un capolavoro di Miguel de Cervants ma non ottiene lo stesso effetto per il ruolo che svolge e l’immagine che lascia nei suoi illustri interlocutori.
Ho già avuto modo di scrivere che Renzi non è altro che il felice risultato di un’impresa che ha reso grande il suo successore andando a pescarlo non nella famiglia di Forza Italia ma in quella dei suoi avversari. In questo modo il suo patron ha spiazzato tutti e si è riproposto all’attenzione internazionale come l’ago della bilancia di un governo che non ha più la sua originaria identità e con il quale può fare il bello e il cattivo tempo. Se questo non significa riprendere il filo interrotto della sua avventura politica del “ventennio” ci manca molto poco, per non dire niente. Sul piano politico gli effetti sono dirompenti: non abbiamo più un centro destra e nemmeno un centro sinistra, ma due uomini che gestiscono il potere non per rinnovare ma per lasciare il tutto sullo status quo e lo possiamo già notare con la cosiddetta abolizione delle province che a definirle un pateracchio è ancora un’espressione gentile e sullo stile gattopardesco del tutto cambiare per nulla cambiare. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Appelli di fine anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 dicembre 2011

Italiano: Cartolina postale - Buon Anno

Image via Wikipedia

In queste ore che precedono la fine di un anno e l’inizio di un altro i personaggi del nostro tempo si stanno preparando ai discorsi di circostanza e già mi figuro la loro faccia rattristata nel descrivere l’anno che sta per concludersi con i guai che ci ha portati e, subito dopo, un volto più rasserenato nel descriverci un futuro migliore. E noi con loro a dolerci e a sorridere in salsa agrodolce. E’ un rituale che con il passare del tempo rigetto sempre con più forza tanto che già da qualche anno mi astengo dall’udire i loro discorsi a rete unificate per ampliare la diffusione del messaggio. Se io fossi il Presidente della repubblica italiana, ma il discorso varrebbe anche per gli altri personaggi della stessa taglia, mi asterrei dal parlare. Perché non posso accettare che si parli di sacrifici quanto a farli sono sempre i soliti. Non posso accettare che si parli di lavoro quanto sono milioni i disoccupati, i sottoccupati, i cassa integrati, i precari e i lavoratori in nero. Non posso accettare che si parli di giustizia se vi sono milioni di processi pendenti e che per farli passare in giudizio definitivo si va dagli otto ai tredici anni. Non posso accettare che si parli di rispetto della dignità umana se si permette a migliaia di carcerati di vivere in condizioni disperate e a milioni di italiani costretti ad una povertà estrema. Non posso accettare che una ristretta minoranza goda di grandi privilegi a spese di una maggioranza che si priva del necessario. Non posso permettere che l’assistenza sanitaria diventi sempre più un privilegio delle classi benestanti. Non posso permettere che la vecchiaia sia pagata al prezzo di rinunce e di umiliazioni. Non posso permettere questa ipocrisia di chi ha e se concede qualcosa è un’elemosina e non un atto dovuto. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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L’imperativo categorico di Jean-Luc Nancy

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2011

Jean-Luc Nancy

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L’imperativo categorico è il testo che segna una vera e propria svolta nel pensiero di Jean-Luc Nancy. L’opera viene realizzata all’inizio degli anni Ottanta, raccogliendo una seria di saggi che Nancy scrive per alcune conferenze. Oltre ai temi principali, quelli della legge e de lgiudizio, il libro affronta la questione spinosa del soggetto (dalla quale prende le mosse quel movimento del pensiero francese che oggi viene ricordato come poststrutturalismo), ma anche la funzione etico-politica della filosofia.L’imperativo categorico rimanda a qualcosa che riguarda l’assunzione di una responsabilità dinanzi al mondo perché, come ci dice l’autore, l’imperativo categorico significa che il concetto di un mondo è indissociabile da quello di un imperativo e allo stesso tempo il concetto di un imperativo puro è indissociabile dal concetto di un mondo. “Ciò che deve essere è un mondo e nient’altro che un mondo deve, assolutamente, essere messo in opera”.
Jean-Luc Nancy (Bordeaux, 1940) è professore emerito di filosofia presso l’università di Strasburgo. Assieme a Jacques Derrida può essere considerato il maggior esponente del decostruzionismo. Di Nancy in Italia sono stati recentemente pubblicati M’ama, non m’ama (2009),Cascare dal sonno (2009), Il peso di un pensiero (2009), Sull’amore (2009), Verità della democrazia (2009) e Corpo teatro (2010).

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Dacci oggi il nostro “lodo Mondadori”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2011

E’ probabile che la vicenda Fininvest/De Benedetti finisca con la sospensione degli effetti della sentenza d’appello in attesa del ricorso e del pronunciamento della Cassazione. Quindi i quasi 600 milioni di euro che la famiglia Berlusconi dovrebbe versare, forse saranno dovuti ma solo quando saranno esauriti i tre gradi che garantiscono l’applicazione della giustizia. Stendendo un velo pietoso sui metodi che la maggioranza parlamentare ha cercato di utilizzare per evitare l’esborso in fase di attesa di giudizio, il problema in se’ esiste e non e’ di secondo piano. E forse questa e’ l’occasione per affrontarlo facendo si’ che diventi una norma di civilta’ giuridica: il soccombente dovrebbe essere tale, anche economicamente, solo quando sono stati esperiti tutti i gradi di giudizio. Pensiamo ai numerosi contenziosi tributari, di 200 come di 200.000 euro, in cui non viene concessa la sospensiva dei pagamenti e, pur in attesa di sentenza, la parte ricorrente e’ costretta a pagare e, in caso di accoglimento, successivamente rivalersi, con ulteriori aggravi di spese, per riottenere il dovuto. Pensiamo anche ai ‘banali’ ricorsi ai giudici di pace per una infrazione al codice della strada, la cui multa base e’ di 39,00 euro e a cui il cittadino ricorre senza l’ausilio di un legale. Oggi l’iter prevede:
pagamento del contributo unificato di 37,00 euro (per ricorsi sotto i 1.100 euro, la maggior parte);
convocazione di una prima udienza in cui il giudice valuta se sospendere gli effetti della sanzione: non pagata dopo 60 giorni dalla notifica, l’importo raddoppia. Il giudice nella maggior parte dei casi mantiene l’importo originario perche’ valuta che, se la multa fosse stata pagata perche’ non raddoppiasse, il ricorso non sarebbe stato possibile… e quindi comprende le ragioni del ricorrente. La presenza del ricorrente è obbligatoria.
convocazione di una seconda (talvolta anche una terza) udienza per il merito del ricorso, dove il giudice decide. La presenza del ricorrente è obbligatoria.
Da notare che il giudice ha sempre potere di dimezzare o raddoppiare l’importo della multa. Quindi a che serve la prima udienza sulla sospensiva se non a scoraggiare il ricorso, cosi’ come il pagamento del contributo unificato che spesso e’ simile all’importo per cui si fa ricorso. Qui stiamo parlando di decine e centinaia di euro, non di 600 milioni e le cose sono un po’ diverse, ma che differenza fa quando la sostanza è questa: perchè pagare quando si e’ ancora innocenti?
Di fatto, la scure del pagamento, e dei costi della giustizia, viene utilizzata per allontanare i cittadini dal farsi rivalere quando credono di aver subito un torto, nonchè a metterlo in posizione di debolezza nei confronti dell’altra parte. Ogni cittadino ha un suo “lodo Mondadori” quotidiano, non solo il capo del nostro Governo. Perche’ non affrontare la questione complessivamente e, invece, accorgersene solo solo quando c’è l’eccellente emergenza del momento, emergenza che se il capo del Governo ha probabilmente strumenti per rimediarvi, per il ‘banale’ cittadino vale il contrario. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Le Agenzie di rating non sono Vangelo

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2011

Non c’è bisogno di scomodare le tre Agenzie di rating di base americana, la Fitch, la Moody’s e la Standard & Poor’s, per sapere che il debito sovrano del Portogallo è in seria difficoltà o che l’Irlanda, dopo la Grecia, rischia un default.  Pertanto gli innumerevoli titoli lanciati recentemente dalla stampa italiana sul declassamento di Lisbona da parte di Moody’s o sul rischio banche europee espresso dalla S&P sembrano del tutto fuori luogo. Lo stesso giudizio negativo di Moody’s su trenta banche spagnole scopre «l’acqua calda».   L’effetto del rating delle agenzie suddette incide però sull’andamento dei titoli trattati sul mercato determinando perdite di valore o aumenti dei costi e degli interessi passivi. Perciò avallare acriticamente il rating delle «tre sorelle» può rivelarsi un puro atto di masochismo. Le agenzie in questione, avendo perso credibilità negli Stati Uniti, ormai concentrano il loro impegno valutativo sul mercato europeo e dell’euro. Negli Usa esse sono state messe sotto processo, anche se in ritardo, da tutti coloro che hanno cercato di dare delle spiegazioni alla crisi finanziaria globale degli ultimi tre anni.   In particolare il Rapporto della Financial Crisis Inquiry Commission (Fcic), la Commissione indipendente di indagine sulla crisi voluta dal Congresso, le indica come gli attori principali del collasso finanziario.   Il Rapporto dice: «Noi sosteniamo che il fiasco delle Agenzie di rating sia stato un elemento essenziale del meccanismo distruttivo finanziario. Esse sono state le promotrici chiave del meltdown finanziario, cioè della dissoluzione sistemica. Non si sarebbe potuto vendere i titoli ipotecari, che sono stati al cuore della crisi, senza il loro timbro di approvazione. Gli investitori si sono ciecamente fidati dei loro giudizi. In alcuni casi il loro rating era obbligatorio. La crisi non sarebbe potuta accadere senza le Agenzie di rating. Tra il 2007 e il 2008 il loro rating ha fatto prima salire i mercati e poi, con l’abbassamento repentino delle loro valutazioni, li ha fatti precipitare».  La Fcic ha condotto un case study sui comportamenti e i collassi (break down) della Moody’s. Quest’ultima tra il 2000 e il 2007 aveva concesso la tripla A a ben 45.000 securities, titoli legati alle ipoteche immobiliari. Nel 2006 la Moody’s sfornava 30 bollini di tripla A al giorno a favore di titoli ipotecari. I risultati, come è noto, sono stati disastrosi. L’83% di tali titoli, targati con la tripla A, nel 2006 sono stati downgraded, cioè svalutati!   La Commissione denuncia inoltre che gli organi preposti al controllo di fatto «erano troppo dipendenti dalle Agenzie di rating». Durante gli anni dell’euforia non pochi operatori del settore, preoccupati per la «febbre da cavallo» del mercato, avevano invano investito i responsabili della supervisione, in primis la Federal Reserve. Le testimonianze riportate nel rapporto utilizzano parole assai pesanti, «pazzia», «veleno», «allarme». Secondo la Fcic, il disastro ci accentuò all’epoca di Clinton, quando il governatore della Fed, Alan Greenspan, al Congresso Usa nel 1997 chiese di «rimuovere le vecchie restrizioni che diminuiscono l’efficienza economica e limitano le scelte dei consumatori di servizi finanziari».  Allora partì la fatidica «securitization», cioè la cartolarizzazione, la possibilità  di «impacchettare» titoli, quali quelli ipotecari, per costruire altri titoli chiamati mortgage-backed securities (Mbs) da piazzare sul mercato. Questi ultimi sono stati ulteriormente «impacchettati» per creare altri titoli, i cosiddetti collateralized debt obligations (Cdo). Ovviamente tutti o quasi tutti questi prodotti finanziari hanno goduto del bollino di Tripla A e invaso il mondo intero. La securitization ha trasformato prodotti finanziari a rischio in titoli supervalutati in quanto «il sistema bancario era molto desideroso di facilitare una tale alchimia». Di fatto le Agenzie di rating sono diventate i primi attori del perverso processo.   Nessuno può proibire alle Agenzie di rating di emettere le proprie valutazioni, ma noi riteniamo che esse non siano il vangelo, così come del resto il citato rapporto dimostra. (Mario Lettieri Sottosegretario all’Economia del governo Prodi, Paolo Raimondi Economista)

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Prima Conferenza delle Donne democratiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2011

Roma 18/2/2011 presso il Teatro Capranica (Piazza Capranica, 101) si apre la prima Conferenza nazionale delle Donne democratiche. Da tutte le regioni italiane arriveranno oltre 1000 delegate del Pd per incontrarsi e discutere le proposte che rivolgeranno all’Italia. Se non potrai essere presente potrai tenerti aggiornato sul sito del PD all’indirizzo  http://beta.partitodemocratico.it/donne e su YouDem.TV. Dopo l’annuncio della richiesta di giudizio immediato per Silvio Berlusconi, il Segretario del PD, Pier Luigi Bersani, ha chiesto le dimissioni del premier e, se si vuole far uscire l’Italia da questa paralisi, il ricorso a elezioni anticipate. Ti ricordo che anche tu puoi renderti direttamente protagonista della mobilitazione del Pd per richiedere le dimissioni del premier firmando e facendo firmare ad altri amici l’appello del Pd. Per firmare vai su beta.partitodemocratico.it/berlusconidimettiti o scarica il modulo dal sito. (Stefano Di Traglia)

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Berlusconi: per i bookmaker sarà assolto

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2011

Berlusconi a processo il 6 aprile, all’estero i bookmaker aprono le scommesse sull’esito della sentenza. Secondo la sigla internazionale Bet1128, come riferisce Agipronews, è più probabile che il premier uscirà indenne dal giudizio del tribunale: l’assoluzione vale 1,60, la condanna per uno dei due capi di imputazione si gioca a 2,20.

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Per il Gip di Milano Berlusconi a giudizio immediato

Posted by fidest press agency su martedì, 15 febbraio 2011

Il gip di Milano, Cristina di Censo ha deciso. Il processo a Silvio Berlusconi si terrà con il rito immediato. Per il ministro della giustizia Angelino Alfano il gip non ha tenuto conto del voto parlamentare “che attiene l’autonomia, la sovranità e l’indipendenza del Parlamento.” Il Pdl è pronto a mobilitarsi.  Per Fabrizio Cicchitto, s’impone una difesa ad oltranza su Berlusconi. Lui è solo la vittima di una congiura di palazzo e soggiunge:”Il governo va avanti, resistendo a questi tentativi di manomettere l’equilibrio politico del Paese” Per Maurizio Lupi le indagini della procura di Milano sono “risibili” e, quindi, dimostrano “la continuazione della politica con altri mezzi'”.
Per Roberto Formigoni, presidente di Regione Lombardia, “non esiste nei confronti di Berlusconi alcuna ipotesi accusatoria”. Insomma è un coro di proteste della maggioranza che finisce con il contraddirsi dimostrando di temere le prove presentate dalla procura di Milano. Infatti non si va nell’interesse dell’indagato se un organo giudicante interviene rapidamente per chiarire le rispettive posizioni? Alla fine solo chi ha da nascondere qualcosa ha interesse a rimandare alle calende greche il procedimento a suo carico, per giungere alla prescrizione del reato, o per provvedere ad una legge ad personam avvelenando ulteriormente il clima politico secondo il detto “muoia Sansone con tutti i filistei”.  Per Bersani “La situazione e’ insostenibile, come dico da tempo. La magistratura deve fare il suo mestiere. Noi non ci occupiamo di reati, non ci occupiamo di peccati, ma dell’Italia e non vogliamo che l’Italia vada allo sbando.
Sta di fatto che Berlusconi è ufficialmente imputato. Ma i suoi avvocati già arrotano le lame dei coltelli e dovremo attenderci un attacco su tutta la linea: il ministro Alfano con gli ispettori ministeriali, il parlamento con leggi ad personam, i media con il battere la grancassa degli innocentisti e dei peccatucci da dozzina mentre il cavaliere si prepara a far causa allo Stato, con un risarcimento milionario, e a ricorrere alla Corte costituzionale  pur di allungare i tempi processuali. Noi prevediamo una sola cosa: tutto sembra destinato a creare un fumus persecutionis dove la verità, qualunque essa sia, verrà sepolta da un mare di cavilli giuridici, di mosse e contromosse mentre i problemi del Paese restano schiacciati da queste beghe da cortile. (R.A.)

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Berlusconi a giudizio immediato

Posted by fidest press agency su martedì, 15 febbraio 2011

Il 6 aprile è la data fissata per l’inizio del processo che vede indagato il Presidente del Consiglio per concussione e prostituzione minorile. Il bookmaker britannico William Hill, riporta Agipronews, ha tagliato la quota delle sue dimissioni tra aprile e giugno da 10,00 a 6,00.

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La fuga e la coscienza

Posted by fidest press agency su domenica, 6 febbraio 2011

Forse ora è possibile riflettere sul caso Cesare Battisti con più  cura e attenzione per le persone ferite, per quelle che non ci sono più, e parlarne senza l’obbligo della violenza verbale, dell’invettiva  che buca il video. In questa vicenda così poco onorevole, giuridicamente, mediaticamente, l’unica cosa certa è la condanna passata in giudicato, la sentenza definitiva a seguito dei tre gradi di giudizio, l’ergastolo erogato.  Battisti un imputato politico, un delinquente comune, il risultato di una risoluzione politica lungi dall’essere stata riconciliata e quindi accettata come tale. Ha confessato, ha negato, ha ammiccato alla lotta armata trapassata, da scrittore,  da uomo libero, da colpevole ma innocente, nella convinzione che sia  “normale” sentirsi innocenti di essere colpevoli. Inaccettabile che un uomo condannato all’ergastolo possa essere un uomo libero in un paese amico, evaso da un carcere italiano abbia potuto trovare ospitalità-asilo politico in altri paesi cosiddetti amici. Rimangono le richieste di equità, di giustizia, di dignità  istituzionale e personale, sottovoce e in punta di piedi  un soprassalto di generosità interiore. La querelle gioca la sua carta migliore nel ribadire la sponda del perseguitato politico, piuttosto che del criminale comune che non intende pagare alcun dazio per i colpi inferti: è una diatriba spettacolare, dove però ci sarebbe da obiettare per il dolore delle vittime trapassate a polvere e per quelle ammutolite ancora oggi. Non mi pare onesto intellettualmente buttarla sul patetico, affondando l’ultima arringa sull’invivibilità carceraria (peraltro vera e tutta italiana ),  sulle tante morti imposte o costrette al suicidio, unica lontananza tollerata dal dolore dell’impazzimento. Tanto meno fare leva sulle reiterate tirate di orecchi e bacchettate provenienti dall’Alta Corte di Strasburgo, che ci umilia per disumanità “disorganizzata” secondi solamente alla Turchia. Battisti in fuga da colpevole, Battisti in Brasile da innocente, in ogni caso si tratta di un uomo sconfitto dall’amoralità di una costruzione terroristica al macero, schiacciato  dall’impossibilità di  riparare. Senza rispetto per chi in una galera sconta la propria condanna, per chi muore, per chi cammina in ginocchio, per chi non rinnega a buon mercato la propria colpa, e sceglie l’unica via possibile del “ritorno lungo, lento e sottocarico, che non richiama veloci ammende nè facili scorciatoie”. Perfino per chi sta in una cella da trenta o quaranta anni, in una indifferenza che non cauterizza né sana la frattura, per chi agogna la possibilità di costruire insieme la speranza di un perdono. Forse occorre strabuzzare meno gli occhi nella meraviglia per l’irresponsabilità di Cesare Battisti tanto spesso replicata sotto il naso, ecco  perché non c’è proprio niente da emulare né da poter esser difeso. ( Vincenzo Andraous)

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“Il PdL senza Berlusconi non esiste”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 gennaio 2011

Lo ha dichiarato a Ballarò Angelino Alfano. È chiaro che siamo di fronte ad un bivio fondamentale:al di là della contingenza, l’effetto è politicamente traumatico e non più trascurabile. Il centrodestra italiano, così come il PdL è stato dipinto e decantato, non sarebbe più l’insieme delle culture moderate nazionali, la casa dei milioni di elettori che vi si riconoscono, non sarebbe più il partito dei Sindaci della capitale e della capitale economica. A prescindere dal giudizio sull’esperienza del PdL, è assurdo che si possa pensare di ridurre tutto alla presenza o meno di una persona. È evidente che il centrodestra preesisteva a Berlusconi e esisterà anche dopo Berlusconi. Al di là del capolinea raggiunto da Berlusconi dal punto di vista istituzionale, anche la condizione anagrafica dello stesso rappresenta ormai un ostacolo all’esercizio delle funzioni di leader indiscusso del PdL. Quindi, un mondo scomparirebbe? Certo, in questi giorni, ci sembra di vivere in una di quelle storie fantasy in cui un incantesimo lega un universo intero al mago di turno; finito il mago, svanisce l’incantesimo, sparisce quel mondo. Ma la politica non è fantasy, è un mondo fatto di tradizioni politiche, idee e uomini, e non può svanire. Oggi la grande sfida è quella di immaginare cosa sarà il centrodestra senza Berlusconi. Noi ci stiamo lavorando da tempo e a costo di grandi sacrifici, consapevoli che esso, inteso come risposta alle esigenze di una società, esisteva prima ed esisterà dopo le singole esperienze dei suoi leader”.  Quanto si legge in un editoriale firmato dall’on. Roberto Menia (FLI) pubblicato sul sito della sua associazione AreNazionale (www.areanazionale.it).

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Berlusconi, Avetrana e rivolta Tunisia

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 gennaio 2011

Lettera al direttore. Che cosa c’entrano mai le squallide vicende di Berlusconi, con la tristissima tragedia di Avetrana, e con la rivoluzione in Tunisia? Eppure una riflessione mi ha fatto mettere insieme elementi così eterogenei. Al popolo tunisino era stata tolta la libertà, e per questo si è ribellato, ed ad ha messo in fuga il dittatore. Ai cittadini era stata tolta anche la libertà di esprimere la propria opinione. Bene.  Ad un numero ben consistente d’italiani non è stata tolta la libertà di espressione, bensì la capacità di giudizio. Ma questi italiani non penseranno mai a ribellarsi, a cacciare magari democraticamente chi li ha privati di questa libertà, semplicemente perché avendo perso la capacità di giudicare, non si rendono conto della propria condizione. Così a loro sembra normale, non scandaloso, il comportamento licenzioso di un uomo di una certa età, presidente del Consiglio. Che male c’è? Alla stessa maniera a loro sembra normale, non scandaloso, che da diversi mesi tutti i santi giorni cinici conduttori televisivi non lascino riposare in pace la quindicenne uccisa ad Avetrana. Che male c’è? Ovviamente si potrebbe fare un lungo elenco di cose che nel nostro paese, agli occhi di molti, appaiono normali, non scandalose. (Attilio Doni Genova) (n.r. ci corre l’obbligo di precisare, riguardo Berlusconi, che siamo stati diffidati dal pubblicare notizie riguardanti i rapporti del premier nella villa di Arcore che non provengano dalla sua fonte, in quanto si ritiene siano solo una montatura “mediatica” e che i magistrati inquirenti fanno parte della magistratura eversiva. Dobbiamo, quindi, convenire che nulla di illecito è stato compiuto e che la figura di Berlusconi ne esce adamantina.)

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