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La giungla dei ticket sanitari

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 luglio 2019

Tutte le Regioni prevedono sistemi di compartecipazione alla spesa sanitaria, con un livello di autonomia tale da generare negli anni una vera e propria “giungla dei ticket”: infatti, le differenze regionali riguardano sia le prestazioni su cui vengono applicati (farmaci, prestazioni specialistiche, pronto soccorso, etc.), sia gli importi che i cittadini devono corrispondere, sia le regole per le esenzioni. Integrando i dati del Rapporto 2019 sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti con quelli del Rapporto OSMED 2018 sull’utilizzo dei farmaci in Italia, il report dell’Osservatorio GIMBE analizza in dettaglio composizione e differenze regionali della compartecipazione alla spesa sanitaria che nel 2018 sfiora i 3 miliardi di euro.
«Introdotta come moderatore dei consumi – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – la compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria si è progressivamente trasformata in un consistente capitolo di entrata per le Regioni, in un periodo caratterizzato da un imponente definanziamento della sanità pubblica». Nel 2018 le Regioni hanno incassato per i ticket € 2.968 milioni (€ 49,1 pro-capite), di cui € 1.608 milioni (€ 26,6 pro-capite) relativi ai farmaci e € 1.359 milioni (€ 22,5 pro-capite) per le prestazioni di specialistica ambulatoriale, incluse quelle di pronto soccorso.
«Nel periodo 2014-2018 – spiega Cartabellotta – l’entità complessiva della compartecipazione alla spesa sanitaria si è mantenuta relativamente stabile, ma è avvenuta una sua progressiva ricomposizione. Infatti, rispetto al 2014, quando gli importi dei ticket per farmaci e prestazioni specialistiche erano sovrapponibili, nel 2018 si sono ridotti del 6,1% quelli per le prestazioni e sono aumentati quelli per i farmaci (+12%)». In particolare, nell’ultimo anno i ticket sono aumentati complessivamente di € 83,4 milioni (+2,9%), di cui € 22,4 milioni (+1,7%) per le prestazioni specialistiche e € 61 milioni (+3,9%) per i farmaci.Dalle analisi emergono notevoli differenze regionali relative sia all’importo totale della compartecipazione alla spesa, sia alla ripartizione tra farmaci e prestazioni specialistiche: in particolare, se il range della quota pro-capite totale per i ticket oscilla da € 88 in Valle d’Aosta a € 33,7 in Sardegna, per i farmaci l’importo varia da € 36,2 in Campania a € 16 in Piemonte, mentre per le prestazioni specialistiche si passa da € 64,2 della Valle d’Aosta a € 8,5 della Sicilia.
«Un dato di estremo interesse – precisa Cartabellotta – emerge dallo “spacchettamento” dei ticket sui farmaci, che include la quota fissa per ricetta e la quota differenziale sul prezzo di riferimento pagata dai cittadini che scelgono di acquistare il farmaco di marca al posto dell’equivalente». Nel 2018 dei € 1.608 milioni sborsati dai cittadini per il ticket sui farmaci, solo il 30% è relativo alla quota fissa per ricetta (€ 482,6 milioni pari a € 8 pro-capite), mentre i rimanenti € 1.126,4 milioni (€ 18,6 pro-capite) sono imputabili alla scarsa diffusione in Italia dei farmaci equivalenti come confermato dall’OCSE che ci colloca al penultimo posto su 27 paesi sia per valore, sia per volume del consumo dei farmaci equivalenti. Dal canto suo, il Rapporto OSMED 2018 documenta che nel periodo 2013-2018 si è ridotta del 14% la quota fissa sulle ricette (-€ 76 milioni) mentre è aumentata del 28% la quota prezzo di riferimento per la preferenza accordata ai farmaci di marca (+ € 248 milioni).«In questo ambito – rileva il Presidente – spicca l’ostinata e ingiustificata resistenza ai farmaci equivalenti nelle Regioni del Centro-Sud nelle quali si rileva, oltre al trend in aumento dal 2017 al 2018, una spesa per i farmaci di marca più elevata della media nazionale di € 18,6 pro-capite». In particolare: Lazio (€ 24,7), Sicilia (€ 24,2), Calabria (€ 23,6), Campania (€ 23), Basilicata (€ 22,1), Puglia (€ 21,9), Abruzzo (€ 21,5), Molise (€ 21,3), Umbria (€ 20,7) e Marche (€ 20,2).Il report dell’Osservatorio GIMBE “Ticket 2018” è disponibile a: http://www.gimbe.org/ticket2018

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Nella giungla delle città: Im dickicht der staedte di Bertolt Brecht

Posted by fidest press agency su martedì, 6 novembre 2018

Roma dal 15 al 18 Novembre 2018 Teatro Trastevere, Via Jacopa de’ Settesoli 3, Giovedì e Venerdì h 21.00, Sabato ore 19, Domenica h 17.30 con Eugenio Banella, Luisa Belviso,Matteo Castellino, Antonia Di Francesco, Lorenzo Garufo, Maurizio Greco, Diego Migeni, Flavia Rossi, Marco Usai, Irene Vannelli, musiche eseguite dal vivo dal maestro Massimo Ricciardi. traduzione di Paolo Chiarini. Adattamento e regia di Alessandro De Feo. Opera giovanile di Brecht, Nella giungla delle città è un testo particolarmente originale e non comune dell’autore tedesco che viene rivisitato dalla compagnia Cavalierimascherati, che da qualche anno si occupa dello studio dei testi dell’autore stesso.
Vi trovate a Chicago, ed assistete all’inspiegabile lotta di due uomini e alla rovina di una famiglia, che dalle praterie è venuta nella giungla della metropoli. Non tormentatevi il cervello per scoprire i motivi di questa lotta, ma interessatevi alle poste umane in gioco, giudicate imparzialmente lo stile agonistico dei due avversari e concentrate la vostra attenzione sul finale. La giungla è una cricca di orientali di seconda generazione, sgualdrine alcolizzate, timide ragazze mittel-europee nella morsa dei lupi. Una lotta tra due uomini apparentemente squilibrata, tra scontri, fughe ripensamenti, domande che esigono risposte.
Una su tutte: Thaiti o New York? Avvincente e misterioso Nella giungla delle città fu scritto tra il 1921 e il 1923 quando l’America, crocevia di popoli e culture, rappresentava il futuro e la possibilità di una vita nuova, tematiche più che mai attuali,che ancora oggi riescono a inquadrare e dipingere sfumature, contraddizioni ed ambiguità della società contemporanea.
Cavalierimascherati è un manipolo di giovani teatranti residenti a Roma che provengono da differenti formazioni, e al tempo stesso quasi tutti passati per l’ accademia del Teatro Quirino. Iniziano lo studio delle opere di Brecht con Giancarlo Sammartano, e successivamente con Carlo Boso, mettendo in scena Opera da tre soldi e Un uomo è un uomo (produzione Marabutti, Attori&Tecnici), vincitore del premio Attilio Corsini 2017. Lo spettacolo La vera vita del Cavaliere Mascherato, riscrittura di una dimenticata opera dell’autore, ha partecipato al premio Attilio Corsini 2016 presso il teatro Vittoria, ed è stato semifinalista al Roma Fringe 2015, con nomination per miglior regia e miglior attore.

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Telefonia e servizi a valore aggiunto

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2010

Gli operatori rendono disponibile entro il primo febbraio 2010 la prestazione di blocco delle comunicazioni realizzate tramite SMS/MMS e trasmissione dati, relative a servizi a sovrapprezzo offerti su decade 4. E’ quanto prevede l’Agcom all’articolo 30 della delibera 34/09/Cir. Si tratta di un’importante novità che punta a limitare il rischio di indebite attivazioni di servizi a pagamento, tramite cellulare. Nell’ambito delle bollette gonfiate, i numeri 48xxx sono l’ultima frontiera. Tramite numeri che iniziano per 4 si può indifferentemente fare una donazione alla Caritas, attivare un servizio di chat erotica o acquistare (più o meno consapevolmente) una suoneria per cellulari, abbonarsi ad un servizio di news di una testata giornalistica. E finora è stata una giungla, con attivazioni di servizi in abbonamento indebite e relativi costi in bolletta o esaurimento delle schede prepagate. Dal primo febbraio ci sono due novita’. Una riguarda le numerazioni utilizzabili per fare donazioni. Una riforma da noi auspicata da tempo, per evitare confusione con i servizi a valore aggiunto. Da febbraio i numeri utilizzabili allo scopo inizieranno tutti per 455 (salvo le raccolte in corso, come quella a favore delle popolazioni di Haiti, che fino a termine continueranno ad usare un 48xxx). La seconda è, come detto, l’obbligo per i gestori di disabilitare tali numerazioni dalla utenze mobili. Tale operazione non è automatica, il gestore agisce solo su esplicita richiesta degli utenti. E’ probabile che gli operatori non diano molto risalto a tale facoltà e che prevedano delle procedure che non lascino prova dell’avvenuta richiesta nelle mani degli utenti; e’ auspicabile ufficializzare la richiesta di disattivazione soprattutto per i ‘soggetti a rischio’: minorenni e anziani, che vengono bombardati da sms o spot televisivi per attivare i piu’ svariati servizi, senza che vengano fornite adeguate informazioni. Allo scopo abbiamo predisposto un modulo che può essere utilizzato per disabilitare anche altre numerazioni a valore aggiunto dalle utenze mobili, a cominciare dagli 899. Ricordiamo che il blocco degli 899 e similari è in automatico solo dai telefoni fissi.

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