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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

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Giulio Giorello e Giuseppe Sabella: Società aperta e lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

La seconda globalizzazione sta attraversando un momento di cambiamento profondo: l’impatto dell’intelligenza artificiale, i fenomeni migratori, le nuove leadership politiche, la crisi non solo economica ma anche ambientale. Nella confusione che attraversa la politica – tentata dal fascino sovranista e dalle sue chiusure – il ruolo della rappresentanza sociale è fondamentale proprio per la centralità del lavoro nei processi di trasformazione che caratterizzano la società aperta. Così Karl Popper chiamava quell’orizzonte che nella storia d’Europa vive di valori che oggi hanno bisogno di essere riaffermati quali, per esempio, la competenza, l’innovazione, la giustizia sociale, il pluralismo, la pratica del dissenso, il ruolo della ricerca scientifica, la laicità e, naturalmente, la libertà delle donne e degli uomini.La rappresentanza del lavoro sembra più in grado della politica di non cedere alla riduzione della complessità: imprese e lavoratori sono i soggetti che direttamente vivono da anni le sfide della globalizzazione e la trasformazione della produzione.
Se non si presta la giusta attenzione, oggi, all’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro e sulle persone, rischia invece di essere il contrario, ovvero l’uomo per la fabbrica.Imprese e lavoratori saranno in grado di affrontare la trasformazione soltanto camminando insieme verso il futuro. Ed è proprio il loro percorso comune che può condurre la società intera a un nuovo modello di sviluppo.L’uomo non prevede il futuro, ma lo può percepire. E la nostra capacità di percepire il futuro, anche se non è garanzia di successo, è fondamentale per provare a governarlo. Tuttavia, la rappresentanza sociale – se vuole arginare il potere del capitale – ha bisogno di crescere la sua dimensione internazionale: il sindacalismo avrà un futuro vivace soltanto se rafforzerà l’organizzazione delle reti sindacali globali.
Giulio Giorello, docente di Filosofia della Scienza presso l’Università degli Studi di Milano. È stato Presidente della SILFS (Società Italiana di Logica e Filosofi a della Scienza). Ha vinto la IV edizione del Premio Nazionale Frascati Filosofi a 2012. Dirige, presso l’editore Raffaello Cortina di Milano, la collana Scienza e idee e collabora alle pagine culturali del Corriere della Sera.
Giuseppe Sabella, direttore esecutivo di Think-industry 4.0, think tank specializzato in lavoro e welfare. Ha collaborato e collabora con diverse testate tra cui Il Sole 24Ore, il Sussidiario e Start Magazine. È spesso ospite del TGCom24 in veste di commentatore economico ed è autore di diversi saggi sui temi dell’industria e del lavoro. Per Cantagalli dirige la collana Nova industria. Edizioni Cantagalli 2019 pp. 96 euro 12

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Libro: L’altra storia del sindacato

Posted by fidest press agency su sabato, 21 luglio 2018

Esce in libreria e in ebook per Rubbettino “L’altra storia del sindacato. Dal secondo dopoguerra agli anni di industry 4.0” di Giuliano Cazzola e Giuseppe Sabella
Conte dice che sarà l’Avvocato del popolo italiano. Di Maio rilancia “lo stato siamo noi”. All’inizio di una fase di grande sconvolgimento economico e politico – sia a livello nazionale che internazionale – la domanda che riguarda il futuro delle democrazie avanzate è sempre più diffusa: quale ruolo avranno i corpi intermedi che hanno fatto vivere – ad oggi – il processo democratico? In Italia, sempre più il procedimento decisionale si esprime attraverso il decreto legge, il Parlamento raramente prende iniziativa e quando lo fa è debole e diviso. D’altronde la leadership dei partiti è sempre meno discussa: questi non sono più laboratori di idee e di formazione per la classe dirigente, ma soltanto degli strumenti per la creazione di consenso, oggi per lo più alimentato attraverso i social media.
E, anche in occasione dei provvedimenti in materia di economia e lavoro, non sempre le rappresentanze – sindacati e associazioni d’impresa – vengono ascoltate. E quindi, quale futuro?
Giuliano Cazzola e Giuseppe Sabella azzardano delle ipotesi nel loro nuovo libro L’altra storia del sindacato, una storia mai raccontata prima, lontana dai teoremi della “vecchia sinistra” e utile a capire presente e futuro. Nati da una costola dei grandi partiti del Novecento, i sindacati storici sono ormai i soli sopravvissuti al crollo e alla scomparsa di quel mondo, che ha portato l’Italia – all’inizio del Terzo Millennio – tra le 5 maggiori potenze economiche del mondo. Il cambiamento, quindi, li riguarda in modo particolare. Tutto questo, nel cuore della quarta rivoluzione industriale che, in modo importante, tocca l’Italia, ancora seconda potenza manifatturiera d’Europa. Il lavoro e l’industria sono oggi al centro della grande trasformazione: laddove c’è innovazione ci sono accordi sindacali. La contrattazione di secondo livello, il welfare aziendale, la conciliazione vita-lavoro e, più in generale, il piano industria4.0 sono sempre più al centro della vita delle imprese: ecco perché il sindacato ha davanti a sé una strada aperta e, se cambierà pelle, non scomparirà.
La pratica della contrattazione è simultanea a quella della produzione, ecco perché il ruolo di chi contratta è destinato a trasformarsi ma non a scomparire.
«Un libro anticonformista, un contributo serio per una discussione aperta sul movimento sindacale in cui non prevale la retorica e non domina il patriottismo di organizzazione. La globalizzazione, la finanziarizzazione dell’economia e il mercato hanno messo fuori gioco il sindacato. È un declino inarrestabile? Non ci sarà futuro? Giuliano Cazzola e Giuseppe Sabella non ne sono convinti, vedono delle opportunità. Sono molto interessanti gli stimoli, a volte le provocazioni, le proposte, i cambiamenti che propongono». Così scrive nella sua introduzione Giorgio Benvenuto, tra i più importanti protagonisti dell’Italia repubblicana, nel presentare L’altra storia del sindacato, una storia mai raccontata prima, lontana dai teoremi della “vecchia sinistra” e utile a capire presente e futuro. Ciò soprattutto in una fase di grande sconvolgimento economico e politico, sia a livello nazionale che internazionale. L’industria e il lavoro sono oggi al centro della grande trasformazione: laddove c’è innovazione ci sono accordi sindacali. La contrattazione di secondo livello, il welfare aziendale, la conciliazione vita-lavoro e, più in generale, il piano industria 4.0 sono sempre più al centro della vita delle imprese: ecco perché il sindacato ha davanti a sé una strada aperta e non scomparirà. Se cambierà pelle. (fonte: http://www.rubbettinoeditore.it)

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