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Posts Tagged ‘giustizia civile’

Giustizia civile. L’Istat conferma: disastro e, soprattutto, sfiducia. Che fare?

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2016

corte europea giustiziaL’Istat ha diffuso i dati sulla giustizia civile, partendo dallla percentuale dell’11 di popolazione maggiorenne (5 milioni e mezzo) che almeno una volta ha avuto a che fare con la giustizia. Una percentuale tutto sommato non notevole ma che, ogni volta che c’e’ qualcuno che entra in un’aula di tribunale e ne rimane particolarmente sorpreso e scottato per procedure e tempistiche, noi di Aduc abbiamo l’abitudine di dirgli “benvenuto nel pianeta giustizia del Belpaese”.
Le percentuali decisamente preoccupanti sono quelle del 52 (insoddisfatti) e’ del 30,8 che rinuncia ad avviare un procedimento per il timore di sostenere costi troppo elevati rispetto al vantaggio conseguibile. Due percentuali che ci dicono che la Giustizia non solo non funziona, ma che e’ anche pericolosa per il bene comune: quando viene a mancare il rapporto di fiducia dei cittadini con le istituzioni (e tra la percentuale degli insoddisfatti e quella dei rinunciatari, si va molto in alto coi numeri), il baratro e’ vicino o -forse- possiamo dire che c’e’ gia’? Vogliamo essere ottimisti ed auspicare che chi ci governa e chi si fa le leggi prenda in serie considerazione questi dati e vi provveda di conseguenza.
Noi possiamo solo dirgli che dal nostro osservatorio civico di utenti e consumatori registriamo tutti i giorni problematiche connesse a questa situazione e che, vista la nostra attivita’ quasi trentennale a contatto diretto con gli utenti dei servizi della giustizia civile, la situazione peggiora proprio dai due punti di vista che abbiamo evidenziato: insoddisfazione e rinuncia; aspetti che entrambi incrementano la voglia di far da se’… che e’ proprio quello che non serve a nessuno.

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Giustizia civile. E le spese di registrazione della sentenza?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 settembre 2013

Vi è per caso capitato negli ultimi mesi di ricevere un avviso di liquidazione per mancato pagamento delle spese di registrazione di una sentenza civile? No? Leggete comunque questo comunicato, da quanto ci consta non è escluso che possiate riceverlo in futuro. Naturalmente se negli ultimi anni siete stati parti di un processo civile. La nostra seppur piccola esperienza ci mostra infatti che negli ultimi mesi stiano pervenendo da parte dell’Agenzia delle Entrate avvisi di liquidazione per mancato pagamento delle spese di registrazione “errati”. Errati, in quanto il pagamento è avvenuto, ma all’Agenzia non risulta, oppure errati, perchè il pagamento non è avvenuto, ma non è dovuto. Certamente nessuno vi impedirà di pagare comunque. Ma se doveste decidere di no, potrebbero esservi utili le parole seguenti. Innanzitutto sarà opportuno parlarne con l’avvocato che vi ha patrocinato nella causa.
Nel primo caso, è bene che abbiate tenuto con voi la ricevuta del pagamento; farete poi la vostra fila all’Agenzia delle Entrate dove depositerete un’istanza di cancellazione in autotutela del provvedimento di liquidazione allegando copia della ricevuta e chiedendo un provvedimento espresso. Il tutto entro i 60 giorni utili per impugnare l’avviso. Nel secondo caso la questione è un po’ più complessa, e diciamo che sarebbe più semplice se se ne occupasse il vostro avvocato di fiducia: alle volte le spese per la registrazione non sono dovute, come per es. se vi è ammissione al gratuito patrocinio. Anche in questi casi può succedere che l’avviso di liquidazione, con annessi interessi, parta comunque. In tal caso, sempre entro i 60 giorni, il cittadino o chi per lui (l’avvocato?) dovrà aprire una piccola “istruttoria” per capire dove si è inceppato il meccanismo burocratico, farlo ripartire e anche qui fare un’istanza di cancellazione del provvedimento in autotutela diretta all’Agenzia. E’ bene procurarsi l’annullamento o, più facilmente, il solo estratto di avvenuta registrazione -entro i 60 giorni dalla notifica, tempo utile per ricorrere contro il provvedimento e quindi sollevare la questione eventualmente non risolta d’avanti alla Commissione Tributaria. Ma è decisamente opportuno fare il possibile per risolvere la questione in via di autotutela, dato il valore esiguo della controversia e la tendenza, più attuale che mai, che vuole addossare al cittadino, anche vittorioso, le spese di giudizio (compensandole) o quelle di mediazione tributaria (non riconoscendo dovuti gli onorari del professionista a cui il cittadino si rivolge). All’Agenzia delle Entrate chiediamo maggiore attenzione nell’assolvimento delle proprie funzioni.(Valentina Papanice, legale Aduc)

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Giustizia civile: Semplificazione delle procedure

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2011

E’ stato approvato dal Consiglio dei ministri un provvedimento per la semplificazione dei procedimenti civili che da trentatre vengono ridotti a soli 3 modelli previsti dal codice di procedura civile, individuati, rispettivamente, nel rito che disciplina le controversie in materia di rapporti di lavoro, nel rito sommario di cognizione e nel rito ordinario di cognizione. Il Testo Unico risponde all’esigenza di accelerare il sistema giudiziario civile anche al fine di evitare ulteriori condanne della Corte di Giustizia Europea per la violazione del termine di ragionevole durata del processo. L’evoluzione normativa degli ultimi decenni si caratterizza per la estrema proliferazione dei modelli processuali, avvenuta spesso in assenza di un disegno organico ed all’insegna della ricerca di formule procedimentali capaci di assicurare una maggiore celerità dei giudizi. Questo fenomeno si è rivelato nel tempo fattore di disorganizzazione del lavoro giudiziario, unanimemente individuato come una delle cause delle lungaggini dei giudizi civili e di rilevanti difficoltà interpretative per tutti gli operatori del diritto. Nell’esercizio della delega il Governo attua una chiara inversione di tendenza rispetto al passato, razionalizza e semplifica la normativa processuale presente nella legislazione speciale, raccoglie in un unico testo normativo tutte le disposizioni che disciplinano i procedimenti giudiziari previsti dalle leggi speciali, dando così luogo ad un testo complementare al codice di procedura civile, in sostanziale prosecuzione del libro IV.

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Banca Sud, il commento di Vaccaro (Pd)

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2009

«La Banca per il Sud è fumo negli occhi dell’economia meridionale. Basterebbe concedere alle banche che già ci sono garanzie e stimoli per sostenere le imprese. Oppure incentivare l’applicazione, da parte  dei singoli istituti, di tassi di interesse omogenei in tutto il Paese, superando la storica penalizzazione, con tassi superiori alla media, nella concessione del credito agli operatori meridionali.  O, ancora, impegnare gli istituti di credito a reimpiegare al Sud una percentuale superiore ai due terzi della raccolta effettuata nelle regioni meridionali. Per fare tutto questo non occorrono risorse, ma regole.  Il governo dovrebbe spendere quei pochi soldi a disposizione per far funzionare i tribunali del Paese, del Mezzogiorno in particolare, privi di funzionari e magistrati. Quello che serve alle aziende è soprattutto una giustizia civile efficace nella sanzione e nella risoluzione delle patologie economiche che affliggono il Sud. Dall’usura al recupero crediti, dalla gestione trasparente dei fallimenti a un’efficace normativa antiriciclaggio. Questi sono i veri mali dell’economia del Mezzogiorno e la retorica di Tremonti e della Banca per il Sud – centralista nonostante i proclami sul federalismo fiscale – non fa altro che nasconderli, rinviandone all’infinito la cura».

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