Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘giusto’

“Tik Tok & gli altri. Come comunicare il giusto utilizzo del social network”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2021

Il webinar si tiene lunedì 22 febbraio dalle ore 18 alle ore 19, moderato da Angela Tassone, consigliere regionale Ferpi e introdotto da Giuseppe De Lucia, delegato Ferpi Lazio. Intervengono: Guido Scorza, garante privacy; Andrea Iacomini, portavoce Unicef Italia; Federico Rognoni, Tik Tok Consultant and Creator. L’evento è trasmesso in diretta dalla pagina Facebook di Ferpi Lazio: https://www.facebook.com/FerpiLazio. Quali sono i rischi che possono correre i più giovani su piattaforme come Tik Tok? Sempre più bambini e adolescenti, costretti per la pandemia di Covid-19 a restare in casa, passano molto tempo sui social network, senza quasi nessun controllo. Tra le pratiche più usuali ci sono la condivisione di video su Tik Tok, con il rischio che molti minori possano imbattersi in episodi di cyberbullismo o pericolose challenge. Come si pongono le istituzioni e i creatori delle stesse piattaforme rispetto a questi fenomeni? Come si può indirizzare la comunicazione verso i genitori e gli stessi minorenni coinvolti? Solo alcune delle domande cui si proverà a dare una risposta nel corso dell’incontro online “Tik Tok & gli altri. Come comunicare il giusto utilizzo del social network”, organizzato dalla Delegazione Ferpi Lazio della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana.

Posted in Cronaca/News, Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Un mondo più giusto e più equo

Posted by fidest press agency su martedì, 2 luglio 2013

“È un mondo più giusto e più equo quello che si dimentica di una larga parte dell’umanità ed è incapace di un uso razionale e sostenibile delle risorse, di una migliore distribuzione dei beni della terra, di prendere decisioni lungimiranti per arginare gli effetti del cambiamento climatico che produce effetti devastanti proprio sui territori più a rischio povertà?”. La domanda, formulata in apertura dal card. Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio dei testi legislativi, ha simbolicamente aperto il Seminario di Alto Livello “Povertà, beni pubblici e sviluppo sostenibile – Le sfide globali del nuovo millennio” ospitato alla Pontificia Accademia delle Scienze e organizzato dall’Aises (Accademia internazionale per lo Sviluppo economico e sociale) , Associazione Maria Diomira Onlus, Associazione Lo Vuole il Cuore Onlus e Greenaccord Onlus. Un appuntamento significativo perché a rispondere alla domanda sarà Jeffrey Sachs, consigliere del segretario generale dell’Onu Bank Ki Moon, considerata una delle 100 personalità più influenti del pianeta secondo il settimanale Time. “La povertà è una delle grandi sfide del nuovo millennio” prosegue Coccopalmerio. “Tante belle aspirazioni, tanti programmi, tanti impegni formali da parte di organizzazioni mondiali e nazioni, sono rimasti solo aspirazioni a cui tendere e la povertà, complice anche la crisi economica, aumenta e pone a tutti noi degli interrogativi di tipo sociale, di tipo economico, di giustizia e, non ultimo di carattere morale”. Un tema universale che – aggiunge il cardinale – “si intreccia con altri temi interdipendenti: la cura dell’ambiente, la sostenibilità urbana, la sostenibilità energetica, la crescita economica che dev’essere guidata da criteri nuovi, il consumo di suolo che vede tanti edifici vuoti e inutilizzati a fronte di tante nuove costruzioni spesso realizzate in aree a rischio”. La speranza è che il Pontificato di Papa Francesco sia in questo senso un aiuto per affrontare con passione, costanza e partecipazione il tema della povertà. “Egli è convinto che sia una sfida anche per la Chiesa stessa” rivela Coccopalmerio. “Sobrietà e capacità di ascolto delle esigenze dei meno fortunati devono essere le linee guida del comportamento dei cristiani”.
Oltre a Sachs, per discutere e approfondire i temi sollevati dalla sua relazione, interverranno Robert Vos, direttore della Divisione Genere, Uguaglianza e Sviluppo rurale della FAO e Andrea Masullo, docente di Sostenibilità ambientale e direttore scientifico di Greenaccord Onlus.
Nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo, seconda sessione della conferenza, dedicata al rapporto tra gestione del patrimonio pubblico, sostenibilità energetica e crescita economica. Interverranno: Dominick Salvatore, economista della Fordham University e consulente delle Nazioni Unite, della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale; Paolo Andrea Colombo, presidente di Enel e Roberto Miccu, docente di Diritto Pubblico all’università La Sapienza di Roma. Le conclusioni saranno affidate a Stefano Scalera, direttore dell’Agenzia del Demanio.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Berlusconi nel sogno del “giusto”

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Il Messaggero del 9 aprile 2011 riporta una frase del presidente del consiglio «Chiedo al buon Dio di darci uno sguardo dall’alto, perchè in questo momento abbiamo bisogno anche di lui per riuscire» e Rosario Amico Roxas osserva: C’è da chiedersi “Da quale parte sta Dio”? Quando Bush decise la guerra in Iraq, mentendo sulla disponibilità di Saddam di armi di distruzione di massa, concluse il discorso alla nazione nel quale annunciava l’imminente  “guerra preventiva”, con  la fatidica frase  “Dio salvi l’America”. Dall’altra parte, in attesa dei bombardamenti che avrebbero falciato vittime innocenti, si pregava “Allah Akbar”, che si traduce in “Allah è il più grande” e non, come vorrebbero critici ignoranti dell’Islam,  “Dio è grande”, cadendo nel relativismo del termine, perché grande  è un aggettivo che compendia il relativismo  (l’elefante è grande se rapportato al cane, ma diventa piccolissimo se rapportato …alla luna !). Per gli inglesi Dio dovrebbe essere sempre impegnato a salvare il loro re. I crociati si sacrificarono nelle crociate di conquista perché “Deus vult”, Dio lo vuole, riproponendo quel Dio degli eserciti che Cristo aveva rinnovato nel Dio dell’Amore. Non sappiamo se Dio porti una giacchetta, ma è certo che in tanti, anche troppi, cercano di tirarlo dalla propria parte e di giustificare, nel Suo nome, anche le più turpi nefandezze. Probabilmente dall’alta sponda del Tevere i gerarchi della religione, che pochissimo comprendono della Fede e di tutto ciò che distingue la Fede da  tutte le religioni, avranno apprezzato questa  ipocrita sortita. Avere l’indiscusso potere di stabilire cosa sia “giusto” è il sogno più antico dell’umanità. E’ un sogno che facilmente può tentare qualunque, l’uomo della strada, l’impiegato, il dirigente, l’operaio, l’imprenditore, il politico, l’amministratore pubblico, il giornalista, ma quando coinvolge un presidente del consiglio il rischio diventa grave e, anche, storicamente documentato, perché non basta più la convinzione di “essere nel giusto” ma viene esercitato  anche il convincimento che gli altri, quelli che non lo osannano, siano irrimediabilmente dalla parte sbagliata, emarginati nella “parte sbagliata” della nazione governata. E’ la medesima sindrome di onnipotenza che colpisce tutti i dittatori  e gli aspiranti dittatori; lo sforzo di convincimento mira a coinvolgere i fedelissimi, con lusinghe, promesse, donazioni, liberalità, ad aggregarsi in quel “giusto” per fornire una legittimazione democratica schierandosi  decisamente con quel giusto  che opera esclusivamente per il bene comune.  Viene falsato anche il concetto di bene comune soddisfacendo i bisogni e le voluttà di una minoranza della popolazione, acriticamente  schierata  con il fine dicitore che elenca i propri meriti e la propria fattività dentro una realtà smobilitata dal vero. (Rosario Amico Roxas)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Bello, giusto, efficace

Posted by fidest press agency su martedì, 19 ottobre 2010

Milano dal 22 al 24 ottobre 2010 alla Triennale Trasformare le organizzazioni attraverso le arti è il titolo della terza edizione di Art For Business Forum, il grande appuntamento in cui dialogano arti, cultura e mondo delle imprese.Organizzato dall’Associazione non profit Art For Business, il Forum 2010 si presenta, rispetto alle edizioni precedenti, arricchito di ricerche, esperienze sul campo, riflessioni teoriche e di una crescente condivisione grazie a un network sempre più ampio e all’importante partnership con la Fondazione La Triennale di Milano. Ospite d’onore del Forum sarà il Professor Howard Gardner, studioso di psicologia e direttore di Harvard Project Zero, noto al grande pubblico per la sua teoria sulle intelligenze multiple, e ritenuto uno dei cento intellettuali più influenti al mondo.
In un periodo di forte discontinuità economica, sociale e culturale come quello che stiamo vivendo, Art For Business Forum 2010 propone il contributo delle arti e della cultura come risorsa strategica per le organizzazioni – siano queste imprese, istituzioni territoriali, culturali e non profit – per interrogarsi su possibili nuove soluzioni. Per questo il Forum lancia tre domande aperte su cui avviare una piattaforma di riflessione: Che contributo possono offrire le arti per sviluppare le nuove capacità  richieste dalle organizzazioni per affrontare il futuro?  Come le istituzioni culturali possono divenire luoghi di apprendimento permanente?  Come configurare un modello di sponsorizzazione che generi valore per l’organizzazione?
E tre sono le parole che Art For Business Forum propone come punto di partenza da cui tracciare un percorso alternativo ai modelli manageriali tradizionali: apprendimento, significati e relazioni.
La crisi economica globale, per quanto lunga e dura, può costituire un’importante opportunità che ci viene offerta. La storia insegna che le crisi sono necessarie quanto i periodi di espansione, e che i tempi bui fanno da incubatore alle fasi di rilancio che seguiranno: sono i momenti in cui vanno messi in discussione i vecchi modelli di sviluppo e in cui ne vanno costruiti di nuovi, come avvenuto nel 1929, nel secondo dopoguerra, o con la crisi petrolifera del 1973. In tutte queste occasioni una delle chiavi di volta capaci di far uscire i Paesi dal baratro è stata la cultura. La crisi planetaria di questi ultimi anni, tuttavia, ha caratteristiche completamente diverse da quelle precedenti, perché non coinvolge solo la sfera economica e finanziaria, ma ha radici molto più profonde, che toccano il sistema etico e valoriale su cui poggiano le nostre società. Per questo, per uscirne, l’unico modo è di considerarla una straordinaria occasione di svolta, e per farlo è necessario essere capaci di formulare un progetto a lungo termine, di elaborare una visione, dove le arti e la cultura abbiano un ruolo fondante. Bisogna allora richiamare le istituzioni pubbliche e politiche e le organizzazioni a riconsiderare lo scenario uscendo dalla logica del pensiero lineare causa-effetto, per affrontarne invece l’analisi in modo trasversale. Solo così sarà chiara l’entità del contributo che le arti e la cultura possono dare, divenendo l’ingrediente essenziale per generare competitività: la cultura è soprattutto innovazione, sviluppo e crescita individuale, prima ancora che collettiva, oltre che partecipazione, inclusione e, in questo senso, efficace antidoto all’insicurezza e all’intolleranza.

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tra il giusto e la convenienza

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2009

Editoriale fidest. Esiste un compromesso con il quale un po’ tutti noi finiamo con il convivere. Pensiamo ad esempio che per una certa cosa dovremmo sostenere la verità ma ci asteniamo se il tacere ci consente di trarne un certo beneficio. Finchè questi marchingegni li utilizziamo nel privato e non comportano danni agli altri potremmo anche tollerarli ma è ben difficile accettarli se vanno a ledere valori consolidati. Possiamo anche permetterci di giustificare la nostra “convenienza” venendo meno al “giusto” nel dire e nell’operare con coerenza se ciò serve dal preservarci dal male maggiore. Pensiamo ad esempio alla situazione in cui è posto un religioso al cospetto di un uomo indegno ma dal quale può trarne qualche favore nel sostenere una causa giusta che altrimenti perderebbe. Ce lo figuriamo con il “bilancino del farmacista” dosare quanto il giusto è violato per ripagare la convenienza ottenuta. In politica o in diplomazia potremmo definirla un compromesso e sappiamo bene che la società si abbevera di questa qualità per far convivere interessi diversi e sovente opposti. D’altra parte essere radicali nei principi non giova a nessuno e piegarsi per reciproca convenienza non può essere disdicevole se ci permette di convivere senza eccessivi rimorsi. Forse anche Cristo avrebbe potuto sottrarsi a morte sicura se avesse accettato d’asservire il giusto alla convenienza e lo stesso avrebbero fatto grandi uomini che in luogo del martirio avrebbero potuto percorrere strade notevolmente meno accidentate. Ma non l’hanno fatto. Non sono caduti nella trappola della convenienza. Hanno, probabilmente infranto un schema convenzionale e con questa loro scelta ci hanno consentito di vedere il giusto in assoluto e non nella sua condizione subordinata. Sta alle nostre coscienze riconoscere i limiti e capire se coloro che si presentano a noi come guide spirituali e morali possono asservire il giusto per la convenienza senza pregiudicare un valore più grande che appartiene all’umanità, ed è indivisibile. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Editoriali/Editorials | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »