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Inaugurazione della stagione con Glauco Mauri

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

Bologna. Da venerdì 29 a domenica 31 Ottobre, feriali ore 21, domenica ore 16, al Teatro Dehon, grande inaugurazione della stagione. La Compagnia Mauri/Sturno presenta GLAUCO MAURI e ROBERTO STURNO nella commedia “L’INGANNO” di Anthony Shaffer. Traduzione, adattamento e regia di Glauco Mauri, scene Giuliano Spinelli, costumi Simona Morresi, musiche Germano Mazzocchetti  Raffinato e grottesco thriller psicologico giocato sul contrasto tra verità e menzogna, L’INGANNO è tratto da Sleuth (Il segugio) scritto da Anthony Shaffer nel 1969 e vincitore del prestigioso Tony Award nel 1971 per la migliore commedia dell’anno. La prima teatrale della commedia fu a Londra nel 1970 e, successivamente, la pièce debuttò al Broadway: nella città di New York rimase in scena per ben 4 anni, mentre a Londra le repliche si protrassero per 8 anni. Tuttora lo spettacolo viene replicato nei maggiori teatri del mondo. Il testo ebbe un tale successo che fu adattato ben due volte per il cinema e in Italia uscì con il titolo Gli insospettabili. Nel 1972 Joseph L. Mankiewicz diresse Laurence Olivier e Michael Caine; nel 2007 Kenneth Branagh firmò un remake sceneggiato da Harold Pinter, con Michael Caine e Jude Law protagonisti. Qual è il motivo di tanto gradimento? Shaffer certamente mette in mostra nel testo tutta la sua abilità di sceneggiatore di gialli: rilevanti le sue collaborazioni con Alfred Hitchcock e numerosi gli adattamenti per lo schermo di alcuni romanzi di Agatha Christie. Ma c’è qualcosa di più nel fascino di questa commedia: ironia, dramma, gioco, comicità e sorprendenti colpi di scena creano un’atmosfera di grande tensione drammaturgica, che il Mauri regista ha assecondato ed esaltato anche con invenzioni scenografiche particolari. In scena un ping-pong dialettico, un match all’ultimo sangue tra un famoso scrittore di gialli, chiuso in una lussuosa casa-giocattolo dai mille trabocchetti, e il giovane amante della moglie frivola e vanesia. Il rapporto tra Andrew e Milo è grottesco, alla risata si risponde con un graffio, al graffio si sostituisce improvvisamente la tenerezza, l’emozione. I due giocano a ingannarsi, a ferirsi nei sentimenti più intimi, in un duello serrato ed aspro che spesso sfocia in farsa feroce e che, spiazzando continuamente lo spettatore, lo spinge a cercare la “verità” in ciò che vede. (mauri)

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