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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘glaucoma’

Libro: “Glaucoma: Apriamo gli occhi sulla malattia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 dicembre 2018

E’ ora disponibile in versione e-book, scaricabile gratuitamente.Il glaucoma è stato definito dall’OMS una vera e propria “patologia sociale”, che colpisce in Italia oltre un milione di persone a partire dai 40 anni. Il volume raccoglie il parere degli esperti, le voci dei pazienti, l’impegno delle istituzioni e tocca tutti gli aspetti della patologia, dall’impatto psico-sociale a quello socioeconomico, all’importanza di una corretta informazione.Presentato a Milano il 13 novembre scorso presso la sede del Corriere della Sera, si avvale del contributo di diversi esperti scientifici tra cui medici e ricercatori, esponenti di istituzioni a livello internazionale e nazionale, associazioni di pazienti, persone comuni e un personaggio noto colpito dalla malattia, giornalisti, socio-economisti, istituti di ricerca e università.
Un volume che racchiude testimonianze, opinioni, vissuti e impegno di chi ha avuto a che fare con la patologia, per esperienze personali, professionali o entrambe, con l’obiettivo comune di stimolare il supporto del Governo e dell’assistenza sanitaria a favore dei pazienti affetti da glaucoma, di rendere più efficace la prevenzione, di mettere a frutto la ricerca clinica, di rendere disponibili le cure e, soprattutto, di fornire un’informazione corretta e utile alle persone.

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Glaucoma: Apriamo gli occhi sulla malattia

Posted by fidest press agency su sabato, 17 novembre 2018

È stato presentato a Milano presso la sede del Corriere della Sera il libro bianco dal titolo “Glaucoma: Apriamo gli occhi sulla malattia”. Si tratta di un libro pensato e rivolto a tutte le persone direttamente coinvolte dalla malattia – pazienti, familiari, medici, istituzioni, sanità pubblica e il mondo dell’informazione – con lo scopo di fare luce e sensibilizzare su una patologia invalidante, definita ‘killer silenzioso della vista’ che colpisce oltre 60 milioni di persone nel mondo e rappresenta la prima causa di cecità irreversibile[ii] e la seconda causa di cecità nei paesi industrializzati. Per tale motivo è stata definita dall’OMS una “patologia sociale”.Il glaucoma è una malattia degenerativa dell’occhio dovuta a un aumento della pressione intraoculare che può, a lungo andare, danneggiare il nervo ottico e quindi il campo visivo, provocando lesioni gravi e irreversibili. In Italia sono affette da glaucoma circa 550 mila persone, con un’incidenza che sale con l’aumento dell’età, colpendo in maniera maggiore dopo i 70 anni (circa il 10%). La prevenzione gioca un ruolo cruciale, a partire dai 40 anni, anche perché la malattia si sviluppa in maniera silente.“La prevenzione è la migliore arma, ma l’informazione è la seconda. Perché il paziente informato è molto più forte contro la malattia: può arrivare più precocemente alla diagnosi e alla cura e affrontare in modo più consapevole e attivo il percorso terapeutico, gestendo meglio la propria patologia e le sfide ad essa correlate.” – spiega Claudio Barnini, giornalista professionista e co-autore del libro.L’impatto psicosociale della cecità e dell’ipovisione è molto rilevante, considerato l’aumento dei soggetti ipovedenti: in Italia sono 4.500 i nuovi casi di cecità che si verificano ogni anno a causa del glaucoma.“Ho voluto fortemente realizzare questo libro bianco perché sono convinta che la comunicazione – a fianco delle scienze mediche – abbia un ruolo fondamentale nella lotta alla malattia” – spiega Monica Vallario, autrice del libro e responsabile comunicazione e relazioni pubbliche per Allergan. “L’impegno a battermi in prima linea per la riduzione della cecità prevenibile nasce non solo dalle circostanze professionali legate a un’azienda che ha fatto dell’eradicazione della cecità prevenibile uno dei suoi fondamenti, ma soprattutto dalle vicende personali. Mio padre è stato colpito da glaucoma in età ancora giovane e questo ha segnato la mia vita. Vicino a lui, ho vissuto distintamente tutti gli aspetti di questa malattia e li ho voluti raccontare in questo libro. Con il sogno di un futuro – oggi, per fortuna, sempre più vicino – nel quale il dono della vista possa essere preservato”.Il libro raccoglie i punti di vista e le testimonianze di quanti – a vario titolo – sono impegnati a combattere il glaucoma: medici, ricercatori, istituzioni, associazioni e persone. Un punto di arrivo, ma anche di partenza, per dare speranza e coraggio alla lotta alla malattia e ribadire il concetto che nessuno è lasciato da solo.Un approfondimento viene dedicato anche all’importanza della comunicazione giornalistica. Nell’epoca delle cosiddette “fake news”, si ribadisce l’importanza di informare correttamente per contribuire ad attivare una prevenzione efficace e tempestiva contro una patologia invalidante e degenerativa come il glaucoma.

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Attività fisica riduce rischio glaucoma

Posted by fidest press agency su domenica, 7 ottobre 2018

Si allunga la liste dei benefici che si possono ottenere praticando un esercizio fisico costante, sino a comprendere la prevenzione del glaucoma. Uno studio americano ha svelato come il movimento possa prevenire la malattia che solo in Italia interessa almeno un milione di persone e 61 milioni negli Stati Uniti[1]. Informazioni da tenere in conto prima di scegliere l’attività fisica da praticare nei mesi invernali.Lo studio, coordinato da Victoria Tseng, dell’Università della California, ha rivelato che i soggetti che fanno attività più vigorosa e più frequente hanno il 73% di rischio in meno di sviluppare la malattia che rappresenta la seconda causa di cecità nel mondo secondo l’OMS.
La buona notizia è che corretti stili di vita possono diminuire il rischio: la ricerca americana ha evidenziato l’interessante correlazione rileggendo i dati del National Health and Nutrition Survey, una indagine che raccoglie e incrocia i dati sulla salute degli americani dal 1960. Il team guidato dalla professoressa Tseng, ha indagato le abitudini di tre gruppi di soggetti che svolgevano attività minima, moderata o vigorosa calcolate sulla velocità di cammino e il numero di passi al minuto. Il minimo era il livello raccomandato dall’American Heart Association che prevede 30 minuti di esercizio al dì per almeno 5 volte alla settimana pari a 7mila passi al giorno per 7 giorni. E dopo molti calcoli e altrettante misurazioni è emerso che ogni 10 unità di velocità o numero di passi al minuto, il rischio di glaucoma diminuiva in maniera lineare del 6%. E se al regime base i volontari aumentavano il movimento anche solo di 10 minuti al giorno – mantenendo un ritmo moderato/vigoroso – il rischio di vedersi diagnosticare il ‘ladro silenzioso della vista’ crollava di un significativo 25%.

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Prevalenza di glaucoma primario ad angolo aperto in pazienti con apnee del sonno

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

Brescia. Le persone che soffrono di apnee ostruttive durante il sonno (OSAS) sperimentano episodi ripetuti nel di pause del respiro. Questa interruzione, anche decine di volte per notte e per diversi secondi, ha effetti a cascata sul corretto funzionamento della pressione sanguigna e del ritmo cardiaco.
Più di recente è stato osservato che i pazienti con apnee notturne presentano un rischio di 10 volte maggiore di sviluppare il glaucoma, forse a causa delle alterazioni della pressione oculare, dato diffuso dalla Glaucoma Research Foundation americana. Le apnee del sonno sono un fenomeno che accomuna circa 12 milione di italiani dai 40 anni in su con una pletora di sintomi che vanno dalla sonnolenza diurna, ai colpi di sonno, mancanza di concentrazione e mal di testa.
Oltre ad infarto, ictus (per cui il rischio aumenta di 4 volte) e, ora, danni oculari, le apnee notturne presentano un conto drammaticamente evidente, sono infatti 12mila gli incidenti stradali ogni anno riconducibili a questa causa con un bilancio di 250 morti ogni 365 giorni.
Una correlazione che è balzata immediatamente agli occhi dei ricercatori visto che nella popolazione generale la prevalenza è del 2,5%. Il rischio di ipertensione, infarto, ictus e problemi cardiaci nei pazienti con OSA erano noti, mentre è più recente la scoperta che le interruzioni della respirazione durante il sonno possano avere effetti negativi sulla vista e in particolare sulla pressione oculare che può prendere allo sviluppo di glaucoma.
Il mancato afflusso di ossigeno nel sangue e la diminuzione quindi della “saturazione” è in grado di indurre danni al nervo ottico. Si crea un ambiente che risente della mancanza di ossigeno in maniera costante e una sofferenza che aumenta la pressione intraoculare a valori che superano i 21 mm/Hg considerati “normali”.“Si tratta di una connessione particolarmente subdola e pericolosa che rende ragione ulteriore di trovare un trattamento efficace per questo disturbo del sonno. In particolare i soggetti con apnea diagnosticata dovrebbero sottoporsi a controlli periodici regolari per intercettare al più presto eventuali segni di malattie oculari e impostare una terapia che rallenti la progressione della malattia” spiega il Professor Luciano Quaranta, Responsabile del Centro per il Glaucoma degli Spedali Civili di Brescia “per individuare se le apnee avessero conseguenze a livello oculare è stata utilizzata una innovativa lente a contatto che ‘registra’ le fluttuazioni della pressione intraoculare in continuo grazie ad un particolare sensore (CLS)che intercetta e registra le variazioni della curvatura e nella circonferenza della cornea che si verificano in risposta ai cambiamenti pressori. L’uso di queste speciali lenti a contatto avviene in concomitanza con la polisonnografia, l’esame che registra i cambiamenti notturni e le apnee, in modo da verificare se la pressione dell’occhio aumenta in corrispondenza dell’episodio di apnea.
Nonostante non sia ancora chiaro il meccanismo che lega i due fenomeni, si pensa che la diminuzione dei livelli di ossigeno nel sangue e lo stress ossidativo che si verificano in occasione dell’apnea, contribuiscano a danneggiare progressivamente il nervo ottico e in particolare le cellule ganglionari, la cui perdita progressiva è responsabile dei tipici sintomi del glaucoma, come la perdita periferica della visione. (D.ssa Johanna Rossi Mason)

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Glaucoma: tra le cause lo stress ossidativo e la disfunzione dei mitocondri

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 aprile 2018

Le rughe che compaiono sul viso quando non riusciamo più a contrastare in modo efficace i radicali liberi non sono l’unica conseguenza dello stress ossidativo che lascia dei segni evidenti su tutti i nostri organi, incluso quello della vista. Anzi proprio gli occhi, per la loro fisiologica struttura e per il continuo contatto con l’ambiente esterno, sono particolarmente soggetti ai danni causati dai radicali liberi. Con quali conseguenze per la salute dell’occhio? Il danno ossidativo induce alla lunga uno stress dei mitocondri, organi che producono l’energia necessaria alle cellule ganglionari retiniche e che – messi sotto attacco dai radicali liberi – diventano meno efficienti. Ecco perché stress ossidativo e disfunzione del mitocondrio giocano, insieme all’aumento della pressione dell’occhio, un ruolo importante anche nello sviluppo del glaucoma.
Lo stress ossidativo mette a rischio anche la funzionalità dei mitocondri, organelli che si trovano all’interno di tutte le cellule incluse quelle ganglionari retiniche. Hanno un ruolo importantissimo: “In pratica – spiega il professor Quaranta – sono come un ‘distributore di benzina’ perché forniscono energia alle cellule ganglionari retiniche in modo che possano continuare a ricevere l’impulso luminoso e trasmettere così lo stimolo visivo al cervello”. Insomma, sono una sorta di “centrali energetiche” delle cellule. Ma oltre a produrre e recuperare l’energia contenuta negli alimenti, a livello cellulare i mitocondri svolgono diverse funzioni: regolano l’omeostasi cellulare; sono coinvolti in numerose funzioni metaboliche; regolano l’omeostasi del calcio intracellulare e la morte cellulare per apoptosi. Le cellule ganglionari retiniche hanno più mitocondri di qualsiasi neurone del Sistema Nervoso Centrale. “La retina – prosegue l’esperto – è il tessuto nervoso dell’occhio ed è continuamente colpito da raggi luminosi: proprio per questo ha bisogno di un apporto energetico elevatissimo e quando invece lo stress ossidativo mette in crisi i mitocondri questi non riescono a fornire la quantità di energia necessaria alle cellule ganglionari retiniche che perciò funzionano male o addirittura muoiono”. Tutto ciò costituisce un fattore di rischio in più per lo sviluppo del glaucoma.
Lo stress ossidativo è considerato anche uno dei fattori che contribuiscono all’insorgenza di molte malattie neurodegenerative e, sulla base delle ultime ricerche scientifiche, oggi anche il glaucoma viene considerato una malattia neurodegenerativa al pari di sclerosi laterale amiotrofica, il morbo di Alzheimer e di Parkinson. “Numerosi studi – chiarisce in proposito il professor Quaranta – hanno fatto emergere l’ipotesi che la disfunzione mitocondriale correlata all’età svolga un ruolo chiave nella eziologia di queste patologie neurodegenerative”.Dato il crescente coinvolgimento della disfunzione mitocondriale nel glaucoma, le ultime ricerche suggeriscono di trattare questa patologia anche utilizzando dei principi attivi antiossidanti che abbiano come target proprio il mitocondrio e che possano costituire un mezzo per proteggere le RGCs dalla degenerazione glaucomatosa. “Trattamenti farmacologici in grado di mantenere la funzione mitocondriale, in particolare di attenuare lo stress ossidativo e di sostenere la produzione energetica – spiega il professor Quaranta – possono costituire un nuovo modo di rallentare la morte delle RGCs e supportare la terapia del glaucoma”.

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Dieta molto ricca di vegetali verdi per la lotta al glaucoma all’angolo aperto

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

Brescia. Cade sotto il peso degli studi clinici la credenza popolare che i tuberi arancioni facciano bene alla vista. Più delle carote poterono le verdure a foglia così come messo nero su bianco da una ricerca pubblicata su JAMA Ophtalmology che ha rivelato come uomini e donne con una dieta molto ricca di vegetali verdi abbiano un minor rischio di sviluppare un glaucoma ad angolo aperto.In un’ampia analisi prospettica l’assunzione di elementi di origine vegetale ricchi di nitrati è stato associato ad una diminuzione del rischio del 20-30% di sviluppare un glaucoma ad angolo aperto e del 40-50% di avere il tipo con perdita precoce della visione centrale. Un gruppo di lavoro del professore Jae Kang del Brigham & Women Hospital dell’Harvard Medical School ha valutato l’introito dietetico di vegetali a foglia verde tra le donne che avevano partecipato al famoso Nurse Health Study e tra gli uomini dell’Health Professionals Follow-up Study.
Con tasso di risposte dell’85% lo studio ha raccolto le risposte di un questionari via email di circa 130 domande su salute, abitudini alimentari e malattie ogni 2-4 anni. E dopo aver valutato i criteri di esclusione l’analisi ha messo insieme 63 mila donne e 41 mila uomini. I dati analizzati hanno diviso i consumatori di verdure in 4 categorie: Verdure verdi come lattuga, iceberg, romana, cardi, spinaci cotti o crudi, Crucifere come broccoli, cavoli e cavolfiori, Tuberi come patate, europee o dolci e cipolle, Pomodori crudi o sotto forma di salsa individuando nel primo gruppo quelli con i maggiori vantaggi protettivi.“Precedenti ricerche avevano mostrato che alterazioni della catena di sintesi dell’ossido nitrico (NO) influenzano negativamente la circolazione sanguigna oculare. Si tratta quindi di un’ipotesi plausibile dal punto di vista biologico ma che dovrà essere confermata come assunto che broccoli e co possano ‘prevenire’ il glaucoma precisa Quaranta.
“L’ipotesi è che l’ossido nitrico (NO) contribuisca ad una migliore autoregolazione della circolazione sanguigna anche nelle zone della macula soggette allo stress della pressione intraoculare” il prof. Quaranta prosegue “e che luteina e zeaxantina si trovano di in quantità elevate proprio a livello oculare, al contrario del beta-carotene delle carote che invece è assente” prosegue il professore. Spinaci, broccoli, bieta, cicoria contengono anche vitamine (C, E ed A) e Sali minerali come lo zinco.Una porzione di 100 gr di cavolo infatti contiene in media 11 mg di luteina i cui livelli raccomandati sono di 10 mg al giorno. I livelli di nitrati erano correlati ad un maggiore apporto di sostanze antiossidanti, flavonoidi, folati e vitamina A. Ovviamente gli effetti (e i risultati degli studi) dipendono anche dal contenuto di nitrati della dieta in generale, la fonte, il tipo di suolo, la stagione e il metodo e il tempo di conservazione.“Per ciò che riguarda le carote sono certamente un vegetale prezioso per ciò che riguarda il suo contenuto in B-carotene, ma si tratta un antiossidante che non è presente a livello oculare al contrario degli spinaci in cui sono presenti luteina e zeaxantina che si trovano in quantità elevate negli occhi” specifica il Professor Quaranta “Le strutture dell’occhio sono sensibili all’effetto protettivo degli antiossidanti che contrastano i danni provocati alle cellule dai radicali liberi”.

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Mese mondiale del Glaucoma

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 gennaio 2018

GlaucomaLa prima cosa che si perde è la capacità visiva: tutto diventa sfocato, ombrato e non distinguibile chiaramente per chi soffre di glaucoma. Ma questa malattia dell’occhio ruba a chi ne soffre anche altro, a partire dall’autonomia. Chi soffre di glaucoma ha un rischio maggiore sia di cadere anche quando si muove dentro casa, sia di fare incidenti stradali quando guida. Lo dimostrano due studi, entrambi condotti dalla Queensland University of Technology (Australia). In chi soffre di glaucoma, si ha una perdita graduale del campo visivo fino alla visione tubulare, cioè è come guardare attraverso un foglio di carta arrotolato: il paziente vede bene, può avere anche 10/10, ma vede solo una piccola porzione, per cui è incapace di orientarsi, per esempio di attraversare la strada. Finora si è sempre pensato che il glaucoma creasse meno limitazioni nella vita quotidiana poiché preserva la capacità visiva centrale peggiorando solo quella periferica. Ma in realtà, non è così.
Una prima importante conseguenza del paziente con glaucoma è il rischio di cadere anche dentro casa.
Il glaucoma può avere un impatto anche sulla capacità di guidare. Alcuni studi, infatti, dimostrano che nei pazienti affetti da questa patologia oculare (che spesso per ragioni di età si presenta in associazione alla cataratta) limita la visione e quindi fa aumentare il rischio di incidenti stradali. Dunque, per non dover subire tutte queste limitazioni, è fondamentale fare prevenzione senza aspettare la terza età: “Negli stadi iniziali della malattia – dichiara Michele Rinaldi, docente di oftalmologia presso la Seconda Università degli Studi di Napoli – il glaucoma può essere asintomatico e senza la corretta prevenzione, può essere diagnosticato solo in una fase avanzata del suo decorso, quando ormai sono manifeste importanti e irreversibili perdite del campo visivo”. Ecco perché bisogna iniziare a controllare la vista precocemente. Il glaucoma, infatti, può manifestarsi a qualsiasi età. Pertanto, una corretta prevenzione del glaucoma andrebbe fatta sin dai 10 anni del bambino con una banale misurazione della pressione intraoculare e un esame del fondo oculare con particolare attenzione all’analisi del nervo ottico.
È ormai noto che l’aumento della pressione oculare è il principale fattore di rischio per l’insorgenza del glaucoma, ma forse – specie tra i pazienti – ancora non si sa che questa patologia si può sviluppare anche in soggetti che hanno una pressione oculare normale. Ecco perché, anche se la riduzione della pressione oculare rappresenta il “gold standard” per il trattamento del glaucoma, varie ricerche stanno puntando ad altri approcci terapeutici che agiscano sulla cellula ganglionare della retina, i cui assoni formano il nervo ottico. “Il glaucoma – prosegue il professor Figus – è una malattia neurodegenerativa e come tale condivide alcune caratteristiche con altre malattie neurodegenerative come la malattia di Alzheimer ed il morbo di Parkinson. Caratteristiche comuni di queste malattie sono la morte per apoptosi di specifiche popolazioni neuronali (cellule ganglionari retiniche nel glaucoma), la degenerazione transinaptica (che comporta nel glaucoma alterazioni riscontrabili lungo l’intera via ottica) e la progressività della malattia nel corso del tempo”. La neuroprotezione rappresenta un’opportunità in più per trattare più efficacemente questa malattia. Tra le varie sostanze ad azione anti-ossidante e bio-energetica, il Coenzima Q10, noto anche come ubiquinone, è considerato una delle molecole più promettenti da affiancare alla terapia tradizionale del glaucoma. Il coenzima Q10 è oggi riconosciuto dalla comunità scientifica come un possibile approccio di supporto nel contrastare i complessi meccanismi di danno neuronale causati dal glaucoma. Per diffondere una maggiore conoscenza su questa patologia e sull’importanza di fare prevenzione precoce è stata lanciata sui social media – in concomitanza del mese di Gennaio dedicato in tutto il mondo proprio al glaucoma – la campagna #SOLOPERITUOIOCCHI che si pone l’obiettivo di sensibilizzare i soggetti con più di 40 anni a sottoporsi ad una visita oculistica approfondita.

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97esimo Congresso nazionale della Società Oftalmologica italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 2 dicembre 2017

Glaucoma“Il glaucoma è una patologia caratterizzata da una otticopatia, cioè una malattia del nervo ottico, e il più delle volte è determinata da un aumento della pressione oculare. L’obiettivo e’ quello di fare uno screening di massa per cercare di individuare i circa 500mila soggetti in Italia affetti da glaucoma e che non sanno di avere questa malattia, definita il ‘ladro silenzioso della vista’, proprio perche’ ruba il campo visivo in maniera lenta e progressiva”. Cosi’ Lucio Zeppa, primario di oculistica all’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino in occasione della presentazione della relazione ufficiale Soi 2017 sul trattamento del glaucoma, avvenuta oggi a Roma durante il 97esimo Congresso nazionale della Societa’ Oftalmologica italiana, in programma fino a sabato all’Hotel Rome Cavalieri. La relazione tratta la gestione medica e chirurgica del glaucoma in tutte le sue forme.
“I soggetti piu’ a rischio hanno un’eta’ compresa tra i 40 e i 60 anni- prosegue Zeppa- epoca nella quale piu’ frequentemente la malattia comincia a determinare danni, escluse ovviamente le forme di tipo congenito. I primi segnali possono essere una visione offuscata, la visione di aloni luminosi e un senso di pesantezza a livello perioculare”. Ma cosa e’ emerso dalla relazione della Soi sul glaucoma? “Oggi sono stati fatti passi estremamente in avanti- risponde l’esperto- Dal punto di vista diagnostico, con la alta tecnologia che consente all’oculista, una volta screenato il paziente, di ben stabilizzare la malattia; dal punto di vista terapeutico, con le nuove metodologie chirurgiche e parachirurgiche (mi riferisco ai laser, in particolare); dal punto di vista terapeutico, infine, con tante molecole nuove immesse sul mercato per il controllo della pressione intraoculare”. Grandi passi in avanti si stanno inoltre facendo anche in termini di neuroprotezione. “Il glaucoma, come ho gia’ detto- spiega ancora Zeppa- e’ una malattia caratterizzata da un’alterazione a carico della testa del nervo ottico, quindi il nostro obiettivo non e’ solo quello di ottenere un abbassamento del valore pressorio oculare, ma e’ anche quello di effettuare una neuroprotezione per proteggere questo nervo. Volendo semplificare, noi potremmo paragonare il sistema visivo a quello di una lampadina elettrica: la lampadina e’ l’occhio, il filo della corrente e’ il nervo dell’occhio e l’interruttore il cervello.
La malattia si realizza li’ dove c’e’ il frutto della lampadina, cioe’ l’innesto della lampadina sul filo della corrente. Noi dobbiamo allora cercare in tutte le maniere di andare a proteggere questo frutto, cioe’ il nervo ottico”. Nel corso della presentazione della relazione Soi sul glaucoma, intanto, e’ stato dato particolare rilievo alle piu’moderne tecniche di trattamento chirurgico e alle piu’ attuali metodologie di trattamento con laser. “Mi piace fare sempre questo paragone- aggiunge ancora Zeppa- tra l’oculistica e la cardiochirurgia. In passato il paziente affetto da cardiopatia ischemica aveva due possibilita’: o la terapia medica o il bypass aortocoronarico; poi l’evoluzione tecnologica ha evidenziato le possibilita’, con l’emodinamica, di mettere gli stent nelle arterie coronariche. Nell’oculistica oggi possiamo dunque dire che abbiamo una terapia medica e, mentre in passato si faceva esclusivamente un intervento definito trabeculectomia, oggi abbiamo una via intermedia grazie a dei microsten t minimamente invasivi che si possono inserire nell’occhio per ottenere un abbassamento della pressione oculare”. Studi recenti hanno dimostrato che una molecola, la ‘citicolina’, e’ in grado di rallentare la progressione del glaucoma. È davvero cosi’? “Si’ il nostro obiettivo e’ quello di andare a correggere la testa del nervo ottico e la citicolina ha come finalita’ proprio la protezione della testa del nervo ottico. Viene somministrata in varie forme ed e’ auspicabile, credo in un futuro non troppo lontano, di poter riuscire ad ottenere la localizzazione di questa molecola, che e’ un neuroprotettore, direttamente sulla testa del nervo ottico”.

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Glaucoma: malattia sempre più neurologica

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

GlaucomaL’occhio come il cervello: un organo che può subire gli effetti del tempo ed essere colpito da neuro-degenerazione. Solo che mentre i danni al cervello si manifestano sotto forma di malattie cognitive, come Alzheimer o Parkinson, negli occhi la neuro-degenerazione si può presentare sotto forma di glaucoma. Una patologia in crescente aumento: nel mondo il numero delle persone di età tra i 40 e gli 80 anni affette da glaucoma è attualmente di 64.3 milioni ed è previsto aumentare a 76.0 milioni nel 2020 e a 112 milioni nel 2040 (1). A spiegare qual è il nesso tra glaucoma e neuroprotezione sono il Professor Stefano Gandolfi, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, e il Professor Carlo Nucci, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica presso il Policlinico Universitario di Roma Tor Vergata, intervenuti al Meet the Expert, organizzato con il patrocinio della Società Italiana Glaucoma (SIGLA).
Alcuni studi dimostrano che l’esposizione prolungata al sole senza una protezione adeguata può provocare danni permanenti agli occhi. La luce ultravioletta (UV), che si riflette maggiormente sulla sabbia e sull’acqua, può provocare una bruciatura sulla superficie dell’occhio (cornea e congiuntiva). L’esposizione a lungo termine può influenzare non solo la superficie dell’occhio, ma anche le strutture interne, tra cui la retina. L’esposizione non protetta alla luce UV è un fattore di rischio per la cataratta e la degenerazione maculare, ma per il glaucoma? “Non c’è un nesso tra il sole e questa patologia” chiarisce il Professor Carlo Nucci Direttore della Clinica Oculistica dell’Università di Milano.

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XIII Congresso Nazionale SIGLA – Società Italiana Glaucoma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 giugno 2017

ospedale gemelliRoma dal 15 al 17 giugno presso l’Auditorium dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, a Roma (Largo F. Vito 1) si tiene il XIII Congresso Nazionale SIGLA. “E’ un evento di rilievo internazionale” ha dichiarato il Presidente del Congresso Prof. Aldo Caporossi, ordinario di Oftalmologia dell’Università Cattolica e direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli. “Il Glaucoma è infatti una delle tre principali cause di cecità nel mondo occidentale, pertanto il lavoro collettivo e condiviso dei tanti professionisti in arrivo da tutto il mondo assume un ruolo di fondamentale importanza.”
Il Glaucoma è provocato generalmente da un aumento della pressione intraoculare, che porta gradatamente negli anni alla perdita della vista in modo irreparabile, danneggiando il nervo ottico e riducendo progressivamente il campo visivo. Nella maggior parte dei casi la diagnosi di questa malattia viene fatta del tutto casualmente nel corso di una visita effettuata per altri disturbi. La prevenzione quindi, promossa da SIGLA, gioca un ruolo fondamentale.Tante le novità, con una giornata dedicata ai più giovani ed agli specialisti interessati ad approcciare la patologia del glaucoma, incontri con gli esperti e simposi dedicati alle tematiche più attuali del settore oftalmologico. Inoltre, si svolgeranno ben 12 sessioni di chirurgia in diretta, per evidenziare indicazioni e tecnica di quasi tutti gli interventi chirurgici esistenti oggi per il glaucoma, comprese le tecniche “MIGS”, che sono le nuove tecniche microinvasive le cui indicazioni e risultati stanno emergendo in tutta la letteratura scientifica mondiale. Il Convegno gode del Patrocinio del Ministero della Salute e di Roma Capitale e di alcune tra le più prestigiose Società Scientifiche impegnate nella ricerca e nella tutela del bene prezioso della vista quali AICCER (Associazione Italiana Chirurgia della Cataratta e Refrattiva, GIVRE (Gruppo Italiano di Chirurgia Vitroretinica), S.I.E.T.O. (Società Italiana di Ergoftalmologia e Traumatologia Oculare), SITRAC (Società Italiana Trapianto di Cornea) e SOI (Società Oftalmologica Italiana).
SIGLA è un’Associazione senza fini di lucro che ha per scopo il favorire lo scambio di informazioni, conoscenze ed esperienze riguardanti la ricerca, la diagnosi, l’epidemiologia, le terapie mediche, le tecniche chirurgiche e parachirurgiche, i problemi medico legali e i risvolti sociali riguardanti la malattia glaucomatosa e le tematiche ad essa correlate. Inoltre si propone di stimolare e dare supporto scientifico alle ricerche sull’argomento, condotte sia da persone fisiche che da enti pubblici o industrie, proporsi come “rappresentante ufficiale” per fornire ai competenti organi legislativi, ministeriali e amministrativi una consulenza specifica sul glaucoma e sull’organizzazione di eventuali centri di riferimento per tale malattia ed organizzare e patrocinare corsi, congressi, riunioni teorico pratiche nonché promuovere attività editoriali e di comunicazione al pubblico sull’argomento.

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L’approccio terapeutico del glaucoma sta cambiando

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

occhio umanoDal controllo pressorio alla neuroprotezione dell’occhio: l’approccio terapeutico del glaucoma sta cambiando perché è ormai dimostrato che l’abbassamento della pressione oculare può non essere completamente efficace se non associato a trattamenti neuroprotettivi. L’eziologia multifattoriale della malattia, infatti, sta conducendo alla ricerca di nuove strategie.
Il glaucoma è una malattia cronica caratterizzata dal progressivo danneggiamento del nervo ottico e dalla conseguente alterazione del campo visivo. L’aumento della pressione oculare è il principale fattore di rischio anche se questa patologia si può sviluppare in pazienti che hanno una pressione oculare normale. “Diversi studi hanno dimostrato che la riduzione della pressione oculare nei pazienti con glaucoma è in grado di rallentare significativamente la progressione della malattia ma non sempre riesce a fermarla” dichiara il professor Luciano Quaranta, Direttore del Centro per lo Studio del Glaucoma presso l’Università degli Studi di Brescia. “Le strategie messe in atto per ridurre la pressione oculare includono l’uso di colliri con principi attivi in grado di ridurre la produzione di umore acqueo o di aumentarne il deflusso dall’occhio, trattamenti laser o chirurgia. Ma le più recenti ricerche hanno evidenziato che non sempre la sola riduzione della pressione oculare è di per se sufficiente nel rallentare l’evoluzione della malattia. Sulla base di queste osservazioni si tende oggi a considerare la malattia come una forma di neurodegenerazione primaria delle cellule ganglionari retiniche”.Anche se la riduzione della pressione oculare rappresenta il “gold standard” per il trattamento del glaucoma, alcuni pazienti peggiorano malgrado abbiano raggiunto la loro pressione “target”. Negli ultimi anni, l’attenzione della ricerca, alla luce delle similitudini che esistono tra glaucoma ed altre neurotticopatie si è concentrata sulla funzione mitocondriale e sulle sue alterazioni. Il glaucoma porta a morte precoce le cellule ganglionari attraverso diversi meccanismi tra cui lo stress ossidativo, la neuroinfiammazione e la disfunzione mitocondriale.“Gli assoni delle cellule ganglionari retiniche sono ricchi di mitocondri necessari a produrre energia per la conduzione nervosa. La riduzione nella produzione di energia e l’aumento della produzione di radicali liberi a livello mitocondriale delle cellule ganglionari è da considerarsi un meccanismo chiave nell’eziopatogenesi del glaucoma che predispone alla morte le cellule ganglionari e i loro assoni, fenomeno noto come disfunzione mitocondriale” spiega il professor Quaranta.
Ecco perché nuove ricerche stanno puntando ad altri approcci terapeutici che agiscano proprio sulla cellula ganglionare della retina, i cui assoni formano il nervo ottico. “L’obiettivo” prosegue Quaranta “è quello di prevenire o ridurre la degenerazione del nervo ottico e di conseguenza il difetto del campo visivo. Ma soprattutto contrastare il trend epidemiologico che vede cinquemila italiani perdere la vista ogni anno. Inoltre, un ampio numero di pazienti (variabile dal 20 al 70% secondo le varie casistiche), soffre di una forma di glaucoma nel quale la pressione oculare è nell’ambito di valori di normalità. Ecco perché dobbiamo iniziare a pensare al glaucoma come ad una malattia neurodegenerativa che ha l’occhio come bersaglio”.Tra le varie sostanze ad azione anti-ossidante e bio-energetica, il Coenzima Q10, noto anche come ubiquinone, è considerato la più promettente per il trattamento del glaucoma. “Si tratta di una sostanza simile ad una vitamina presente in molte cellule eucariotiche soprattutto a livello mitocondriale. Alcuni studi clinici hanno dimostrato che il Coenzima Q10 esercita un’attività neuroprotettiva ed è stato ampiamente studiato in varie forme di neurodegenerazione come la malattia di Parkinson, l’Alzheimer, la corea di Huntington e nella SLA” spiega il professor Quaranta. Il coenzima Q10 è oggi riconosciuto dalla comunità scientifica come un possibile approccio nel contrastare i complessi meccanismi di danno causati dal glaucoma.

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Settimana mondiale del glaucoma

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 marzo 2016

adriano gilbertiParte oggi in tutto il mondo la settimana mondiale del glaucoma. Prima causa di cecità irreversibile, la patologia colpisce 55 milioni di persone, buona parte delle quali hanno già perso la vista. Dati impressionanti, se si calcola che soltanto in Italia la malattia affligge un milione di individui, i quali spesso ignorano di esserne affetti. In questa ottica, al fine di prevenire rischi e pericoli derivanti da una diagnosi tardiva, l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti ha realizzato in tutto il Piemonte un ricco calendario di eventi di sensibilizzazione, in collaborazione con l’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (IAPB).
unità mobile oftalmica“La patologia colpisce soprattutto dopo i 40 anni e inizialmente non presenta sintomi, tanto che una persona su due ignora di averla – spiega il presidente dell’UICI piemontese, Adriano Gilberti – la prevenzione è fondamentale per evitare rischi irreversibili”.
Il glaucoma, ridefinito “il ladro silenzioso della vista”, è spesso associato ad una pressione oculare troppo alta, che danneggia il nervo ottico fino a causare il restringimento del campo visivo e la cecità totale. In questi anni la ricerca sulla malattia ha fatto passi da gigante: gli studi evidenziano, ad esempio, una curiosa correlazione tra pressione arteriosa e pressione dell’occhio, dato che i soggetti ipotesi sarebbero paradossalmente i più esposti al glaucoma. “In ogni caso è importante ribadire l’importanza della prevenzione che, in questi giorni, offriremo gratuitamente a tutti i cittadini – sottolinea Gilberti – occorre ricordare infatti che, una volta diagnosticato il glaucoma, la semplice somministrazione di colliri per abbassare la pressione intraoculare, può preservare la vista per tutta la vita”. (foto: adriano gilberti, unità mobile oftalmica)

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Amakem Presents AMA0076 Data at the 2012 ARVO Annual Meeting

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 maggio 2012

Diepenbeek, Belgium (PRNewswire) Amakem NV, a kinase platform company focusing on ophthalmology, presented key preclinical data on its potent, locally active Rho Kinase (ROCK) inhibitor AMA0076 at the 2012 Association for Research in Vision and Ophthalmology (ARVO) Annual Meeting being held at Fort Lauderdale, US from 6 – 10 May. The ARVO meeting is the world’s largest gathering of international eye and vision researchers.
Amakem presented two posters which highlight the significant potential of AMA0076 as a novel potential treatment for glaucoma. Based on Amakem’s ‘Localized Drug Action’ platform, AMA0076 is a highly potent ROCK inhibitor that has been designed to allow for high localized dosing in the eye combined with low systemic exposure. AMA0076 is aimed at providing better patient outcomes than other ROCK inhibitor based treatments currently in development because its improved side effect profile enables higher dosing, leading to better efficacy. Van de Velde et al showed that topical administration of AMA0076 lowers intraocular pressure (IOP) in an efficient manner in normotensive NZW and DB rabbits, with a potency exceeding that of the development stage ROCK inhibitor Y-39983 and the leading current glaucoma treatment Latanoprost (Poster Number D821). In contrast with Y-39983, following administration of AMA0076, no hyperemia was observed at the concentrations tested and no lowering of IOP was seen in the untreated eye. These data highlight AMA0076’s potential therapeutic value while the absence of hyperemia and the lack of effect in the untreated eye offer an improved side effect profile compared to other ROCK inhibitors that have been in development or that are currently in development.
Hollanders et al used a glaucoma model to show that benzalkonium chloride (BAK) increases the effectiveness of AMA0076 in reducing IOP versus AMA0076 alone (Poster Number D818). AMA0076 has already been shown to be more effective in reducing IOP than existing treatments and other ROCK inhibitors in several preclinical models. This study suggests this effect could be further enhanced by using BAK to increase the permeability of AMA0076.
Jack Elands, CEO of Amakem, said: “Existing treatments for glaucoma are not effective for all patients and there is a real need for new approaches to a condition which affects many millions of people and remains a significant cause of blindness. The data presented at ARVO supports our belief that in AMA0076 we have a highly promising candidate for treatment of one of the most important eye diseases. What is most remarkable about AMA0076 is that it is effective in reducing IOP, without causing hyperemia, a problem that has hampered the development of other ROCK inhibitors. Thus, AMA0076 may offer a significant improvement in the treatment of glaucoma.”
Amakem is an ophthalmology company developing new treatments for serious eye conditions. Amakem’s product pipeline is based on its unique Localized Drug Action platform which is designed to generate safe and effective novel kinase inhibitors that minimize systemic exposure with the aim of reducing side effects. Amakem’s lead candidate, AMA0076, is for glaucoma and the Company is working to apply the Localized Drug Action approach to a range of other eye diseases.

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Westhouse Medical Services Plc Seeks to Expand Into US Market by Entering Negotiations

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 marzo 2012

English: Acute angle closure glaucoma of the r...

Image via Wikipedia

London, (PRNewswire)Glaucoma specialist will expand Westhouse Medical Services portfolio and allow access to US marketHealthcare specialist Westhouse Medical Services Plc (“Ticker Symbol 5WM”) today announces it is entering into negotiations for the acquisition of a majority control of US listed Sunridge International. Sunridge’s subsidiary, Ophthalmic International Inc., has developed a glaucoma procedure called PNT, which could revolutionise the way glaucoma is treated globally.Westhouse Medical Services, listed on the Open Standard Section of the Frankfurt Stock Exchange, is aggressively implementing its expansion plans, and this acquisition will further build its medical devices subsidiary.The majority control will also provide Westhouse Medical Services with access to the US markets for its BreastCheck product, which is patented and FDA approved. Currently Westhouse’s medical devices subsidiary is in the process of bringing BreastCheck to market, a new non-invasive, self-administered breast cancer screening device. BreastCheck is due for launch Summer 2012.As part of this acquisition, Westhouse aims to market PNT, the only non-invasive, non-pharmaceutical approach that has been clinically proven to reduce elevated intra-ocular pressure (IOP) in patients with primary open angle Glaucoma (POAG), as well as ocular hypertension (OH). POAG represents 95 per cent of diagnosed cases of glaucoma in Europe, the Americas and Africa.PNT reduces the fluid pressure in the eye, decreasing or eliminating the need for drug therapy in a significant proportion of patients.
Westhouse Medical consists of two divisions – Devices and Services. This will be the second acquisition by Westhouse’s medical devices division, following the purchase of US and UK patents for the Profemme breast cancer screening technology from the Battlebridge Group Limited in November 2011. Westhouse’s other subsidiary, medical services, provides specialist transport and ambulance services for the NHS in the UK.

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Quando intervenire nel glaucoma

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2010

Alcuni pazienti con ipertensione oculare sono a basso rischio di progredire a glaucoma ad angolo aperto e non hanno bisogno di trattamento. Ma per i pazienti ad alto rischio di glaucoma, una cura precoce aiuta a proteggere contro il deterioramento della vista. È quanto rivela l’estensione a braccio aperto dell’Ocular hypertension treatment study (Ohts), volto a paragonare la sicurezza e l’efficacia di un trattamento anticipato o ritardato preventivo di un glaucoma ad angolo aperto. «La fase 1 dell’Ohts ha offerto una dimostrazione che il trattamento precoce è efficace nel prevenire l’insorgenza del glaucoma ad angolo aperto» ha detto Michael A. Kass, principal investigator. «Comunque, non ci dice quando le persone dovrebbero essere trattate o se tutti i soggetti oculari ipertensivi andrebbero curati». Nella fase iniziale randomizzata condotta tra il 1994 e il 2002, 812 soggetti sono stati sottoposti a osservazione e 806 avevano usato gocce oculari antipertensive scelte dal loro oculista. I pazienti nel gruppo dell’osservazione avevano iniziato il trattamento solo se il glaucoma era stato diagnosticato. La pressione intraoculare iniziale era tra 24 e 32 mmHg in almeno un occhio, ma la visione periferica e i dischi ottici (la porzione di nervo ottico nell’occhio) erano normali all’inizio dello studio. Il target del trattamento era una riduzione del 20% fino a una pressione di 24 mmHg o meno. In un’estensione a braccio aperto, durata fino al marzo 2009, a tutti i soggetti era stato offerto un trattamento. Il periodo mediano è stato di 5,5 anni per paziente prima assegnati all’osservazione e 13 anni a quello del gruppo intervento. A 13 anni le proporzioni cumulative di soggetti con glaucoma era 22% nel gruppo osservazione e 16% in quello medicato. Il tempo mediano per lo sviluppo di glaucoma era di 6,0 e 8,7 anni, rispettivamente. Ma il dato sorprendente, secondo Kass, era nel gruppo con trattamento ritardato, dove l’effetto protettivo del trattamento è apparso molto rapidamente. (fonte doctor news)

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