Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘glicemia’

Due alghe marine riducono i valori di glicemia nel sangue

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 maggio 2019

Il 6% dei cittadini italiani soffre di ridotta tolleranza glucidica. Si tratta di una condizione che aumenta di quattro volte il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 e le sue complicanze. In totale nel nostro Paese questi potenziali pazienti sono oltre due milioni e mezzo e devono prestare grande attenzione al proprio stile di vita controllando il peso, seguendo una dieta equilibrata e praticando regolare attività fisica. Ma oltre a queste imprescindibili abitudini, oggi c’è un’arma in più che può venire in loro aiuto. Dalla ricerca nutraceutica, branca che si occupa dello studio dei benefici per la salute determinati da alcuni nutrienti, arriva un integratore alimentare derivato, con una particolare metodica produttiva, da due alghe marine: Ascophyllum nodosum e Fucus vesiculosus. Si chiama Gdue ed è in grado di rallentare la digestione degli zuccheri a livello intestinale e abbassare così il livello della glicemia. Utile quindi anche per chi non è ancora diabetico ma corre il serio rischio di diventarlo. Alle ultime novità della ricerca scientifica sul trattamento del pre-diabete domani sarà dedicata una speciale sessione del IX Congresso Nazionale della SINut (Società Italiana di Nutraceutica) di Bologna. “Attraverso la somministrazione di prodotti come Gdue possiamo contenere il continuo aumento d’incidenza della malattia metabolica – sottolinea il prof. Arrigo Cicero, Presidente della SINut e Ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna -. I vantaggi maggiori sono per tutti quei giovani adulti che presentano già un’alterazione importante del glucosio ma non hanno ancora sviluppato il diabete vero e proprio. Il nutraceutico è una soluzione efficace ma non impegnativa come un farmaco ipoglicemizzante orale. Possiamo così migliorare il quadro clinico ed evitare che i pazienti siano costretti ad assumere per il resto della vita una terapia cronica antidiabetica. Oppure ritardiamo in modo determinante la necessità di cure più pesanti e il presentarsi delle complicanze della patologia diabetica che spesso sono già evidenti alla diagnosi. E’ fondamentale però riuscire ad intervenire il prima possibile”. Da oltre 10 anni la SINut dedica particolare attenzione alla ricerca scientifica sulla prevenzione e il trattamento precoce di condizioni metaboliche che possono determinare gravi patologie croniche. “Il diabete è una tra le più diffuse a livello mondiale – prosegue il presidente SINuT -. Il numero di nuovi casi è in aumento soprattutto tra i giovani adulti. In Italia colpisce ben il 3% degli under 50 e quindi non va sottovalutata o considerata solo come una malattia della terza età. Gdue rappresenta un rimedio naturale per migliorare il metabolismo degli zuccheri. Rispetto ai farmaci tradizionali ha dimostrato di essere meglio tollerato e di non provocare effetti collaterali. Inoltre, seppur efficace, non determina repentine riduzioni del livello di glicemia che possono avere effetti negativi sulla qualità di vita. Quindi, nella maggioranza dei casi, è ben accettato da chi lo assume e viene considerato come un trattamento “meno pesante”. Al congresso di Bologna sono infine discussi, da specialisti di diverse discipline, i risultati di uno studio condotto dall’Università di Pavia e dall’Università di Bologna su 65 persone e recentemente pubblicato su Phytotherapy Research. “La ricerca dei due prestigiosi atenei italiani ha dimostrato tutte le potenzialità del nuovo nutraceutico – conclude Cicero -. Abbiamo analizzato uomini e donne in condizione di pre-diabete e i vantaggi che derivano dall’utilizzo dell’integratore. I prossimi studi che vogliamo avviare saranno invece indirizzati verso pazienti cronici che già assumono farmaci contro la malattia”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Gli sbalzi di glicemia mettono al tappeto le cellule ripara-vasi

Posted by fidest press agency su domenica, 7 ottobre 2018

Berlino. Il diabete mellito è caratterizzato da un’alterazione dei meccanismi di riparazione vascolare, causati da una ridotta capacità rigenerativa delle cellule progenitrici endoteliali (EPCs), cellule staminali di origine midollare che provvedono a sostituire le cellule endoteliali danneggiate o apoptotiche (morte). La riduzione delle EPCs può rappresentare uno dei meccanismi che determinano l’elevato rischio vascolare tipico del diabete mellito. Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare la variazione dei livelli circolanti di EPCs in una popolazione di giovani adulti con diabete di tipo 1, seguiti un periodo di 2 anni. “A tale scopo – spiega la dottoressa Maria Ida Maiorino, Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ – abbiamo utilizzato i dati del Management and Technology for Transition (METRO), uno studio osservazionale longitudinale di pazienti con diabete di tipo 1 in transizione dalla clinica pediatrica, al centro di cura del diabete dell’adulto. Questo centro è attivo dal 2012 presso l’Unità di Diabetologia dell’Università degli Studi della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ di Napoli”.
“In conclusione – spiega la dottoressa Maiorino – dopo 2 anni di follow-up, giovani pazienti con diabete di tipo 1 trattati con pompa insulinica mostravano un incremento dei livelli circolanti di EPCs, che correlavano con il miglioramento della variabilità glicemica. I nostri risultati mettono in relazione il miglioramento di alcuni marcatori emergenti di rischio vascolare, quali i livelli circolanti di cellule progenitrici endoteliali, con la riduzione delle oscillazioni glicemiche giornaliere, offrendo un’ulteriore prova dell’effetto dannoso delle variazioni quotidiane del glucosio sulla salute dell’apparato vascolare nel diabete tipo 1. In particolare, il nostro studio conferma nel lungo termine (2 anni) ciò che era già emerso in un periodo di osservazione più breve (6 mesi): ridurre la variabilità glicemica (nel nostro caso con l’infusione sottocutanea continua di insulina, che permette di regolare il fabbisogno insulinico in modo più flessibile) è importante per mantenere in salute il compartimento microvascolare dei nostri pazienti con diabete tipo 1, dei quali solo il 9 per cento presentava le complicanze micro-angiopatiche”. Al momento tuttavia non è noto se il miglioramento dei livelli circolanti di cellule progenitrici endoteliali in giovani adulti con diabete tipo 1 possa ridurre il rischio di complicanze nel lungo termine. Ma è probabile che tale meccanismo possa essere alla base della riduzione del rischio di malattia coronarica (- 45 per cento) e di malattia cardiovascolare fatale (- 42 per cento) descritto in pazienti con diabete tipo 1 trattati con pompa insulinica. “Altri punti di forza dello studio – conclude Katherine Esposito, Professore Ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Direttore dell’Unità di Programma di Diabetologia, Università degli Studi della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ – riguardano la casistica studiata: si tratta di giovani adulti con diabete tipo 1 di età media 24 anni, una popolazione molto poco studiata e particolarmente a rischio di scarso controllo glicemico e insorgenza di complicanze microangiopatiche. Inoltre, lo studio ha usato metodologie innovative di riferimento per lo studio della variabilità glicemica (monitoraggio in continuo della glicemia per 14 giorni consecutivi) e dei livelli circolanti di cellule progenitrici endoteliali (citofluorimetria)”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Un microsensore sottocutaneo in grado di monitorare la glicemia fino a 6 mesi

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 maggio 2018

Gli oltre tre milioni di italiani che hanno ricevuto una diagnosi di diabete condividono un obiettivo primario: raggiungere un controllo metabolico ottimale, ovvero mantenere la glicemia entro il target prestabilito, riducendo il rischio di episodi di ipo- o iperglicemia senza che questo incida significativamente sulla propria qualità di vita. Per molti di loro, oggi, si consolida una nuova frontiera, quella del controllo glicemico continuo: misurazioni non più a spot, ma letture automatiche dei valori, con un’analisi accurata dell’andamento della glicemia e delle sue fluttuazioni grazie a un piccolo sensore impiantato sotto la cute.
In occasione del congresso Nazionale della Società Italiana di Diabetologia, che si svolge a Rimini fino al 19 maggio, Roche Diabetes Care Italy ha annunciato l’arrivo di Eversense XL, il primo sensore impiantabile per il monitoraggio continuo della glicemia (CGM), progettato per la rilevazione continua dei valori di glucosio nel sangue fino a 180 giorni.
“Ad oggi, sono oltre 100 i centri in tutta Italia qualificati per poter impiantare Eversense e circa 700 i pazienti che lo hanno provato – commenta Massimo Balestri, Amministratore Delegato di Roche Diabetes Care Italy – è, quindi, con grande soddisfazione che oggi presentiamo Eversense XL. Le persone con diabete eleggibili all’utilizzo di questo sistema potranno tenere sotto controllo i valori glicemici in qualsiasi situazione, in modo completamente automatico e fino a 180 giorni”.
“Eversense XL fornisce alle persone affette da diabete preziose informazioni aggiuntive alla sola misurazione capillare dei valori di glucosio effettuata tramite glucometro in modo da ottimizzare il monitoraggio della glicemia, cuore della gestione personalizzata del diabete – afferma Elena Acmet, Medical Manager di Roche Diabetes Care Italy – in particolare, questo sistema è innovativo sotto diversi aspetti, innanzitutto è il primo sensore completamente impiantabile a disposizione delle persone con diabete. Il sensore ha una durata fino a 180 giorni e permette un accurato monitoraggio glicemico realmente continuativo per tutto il periodo di utilizzo. I dati raccolti, inoltre, vengono visualizzati sullo smartphone in modo molto semplice ed intuitivo, perché siano informazioni fruibili per migliorare la gestione del proprio diabete. Infine, Eversense XL è dotato di allarmi predittivi che permettono di anticipare la gestione e ridurre i rischi associati al mancato controllo di episodi gravi di ipo/iperglicemia”.
Il diabete è considerato una crescente emergenza epidemiologica globale e costituisce una delle patologie a più elevato impatto sociale ed economico. Rappresenta una delle malattie cronico degenerative più diffuse in Italia, ne soffrono oltre 4 milioni di persone, circa l’8% della popolazione (più del doppio di 30 anni fa) e il trend è in costante aumento.
Secondo i dati dell’Italian Diabetes & Obesity Barometer dell’Associazione Ricerca & Diabete SID in Italia tra i diabetici il tasso di mortalità è del 30,3% per 100.000 abitanti; la malattia riduce di 5-10 anni l’aspettativa di vita, e un paziente su 6 riferisce un grave episodio di ipoglicemia; il 60%-80% delle morti per malattie cardiovascolari viene associato al diabete; il 29% dei diabetici riferisce di stare male o molto male a causa della malattia: ogni 52 minuti un diabetico subisce un’amputazione e ogni 4 ore un diabetico entra in dialisi.
“Il buon controllo glicemico è fondamentale per la prevenzione delle complicanze del diabete e degli scompensi metabolici acuti, per questo le persone con diabete necessitano di un’attenta e costante misurazione della glicemia attraverso sistemi che devono essere precisi e affidabili – commenta Elisabetta Lovati, Dirigente medico di primo livello, Specialista in Endocrinologia e Diabetologa al Policlinico San Matteo di Pavia – oggi, grazie alla tecnologia che continua a fare straordinari passi in avanti, abbiamo a nostra disposizione molti strumenti in grado di misurare in modo accurato i livelli di glicemia e di migliorare la qualità di vita dei pazienti. Eversense XL sicuramente è uno di questi, con l’ulteriore vantaggio di possedere allarmi predittivi e quindi, anticipare le ipo e le iper-glicemie e di essere attivo fino a 6 mesi”.
Eversense XL è prodotto da Senseonics, e distribuito in esclusiva da Roche Diabetes Care Italy. È costituito da un sensore sottocutaneo che non necessita di alcun ago per collegarlo al trasmettitore ricaricabile. Il trasmettitore, viene applicato con un cerotto ed è interamente rimovibile in modo semplice e senza rischi: una caratteristica che lo rende compatibile con qualsiasi tipo di attività, da una cena fuori o una banale passeggiata ad un’attività sportiva agonistica. Il sistema Eversense invia allarmi, avvisi e notifiche relativi ai valori del glucosio visibili in qualsiasi momento sull’app dello smartphone. Il paziente, quindi, può vedere la curva della sua glicemia e viene avvertito prima che i livelli di glucosio raggiungano valori troppo elevati o troppo bassi attraverso suoni e vibrazioni che cambiano a seconda del tipo di allarme.
Eversense XL viene inserito durante una seduta ambulatoriale di pochi minuti. Il sensore viene impiantato a livello sottocutaneo sulla parte superiore del braccio. È sufficiente un’incisione millimetrica per l’inserzione del sensore e l’impianto è eseguito in anestesia locale.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Diabete: IdegLira migliora il raggiungimento dei valori desiderati di glicemia a digiuno

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 settembre 2016

diabete_21-300x224Novo Nordisk ha presentato al 52mo Annual Meeting della European Association for the Study of Diabetes (EASD)1 nuovi dati relativi allo studio DUAL V che dimostrano come IDegLira (Xultophy®) permetta, in pazienti con diabete di tipo 2 non controllato dalla terapia con insulina glargine 100 U (20-50 unità), di raggiungere il target di glicemia a digiuno, senza episodi di ipoglicemia e aumento di peso, più frequentemente rispetto all’aumento del dosaggio dell’insulina glargine 100 U. IDegLira è la prima combinzione di un’insulina a lunga durata (insulina degludec) e un’agonista del recettore del GLP-1 (liraglutide), in singola somministrazione giornaliera, disponibile in Europa.L’analisi post-hoc dello studio di fase 3b DUAL V è stata condotta adottando il target di glicemia a digiuno di 7,2 mmol/L (130 mg/dl), per meglio riflettere la pratica clinica2. I dati hanno evidenziato come gli adulti trattati con IDegLira abbiano una probabilità 4,5 volte superiore di raggiungere il target, senza episodi confermati di ipoglicemia e aumento di peso rispetto all’aumento del dosaggio di insulina glargine 100 U (41,4% vs 14,3%, p<0.0001). L’analisi ha inoltre dimostrato che un numero significativamente superiore di adulti raggiunge il target di emoglobina glicata (HbA1c) inferiore a 7%, senza episodi di ipoglicemia e aumento di peso, indipendentemente dal dato di partenza di HbA1c (inferiore o uguale a 7,5, tra 7,5 e 8,5 o superiore a 8,5%), sempre rispetto all’aumento del dosaggio di insulina glargine 100 U (51% vs 25%; 39% vs 11%; 32% vs 5%; p<0.005).1 Inoltre, sia la glicemia a digiuno sia l’emoglobina glicata hanno mostrato una riduzione significativa già dopo 4, 8 e 12 settimane dal passaggio al trattamento con IDegLira rispetto all’aumento del dosaggio di insulina glargine 100 U, manifestando un miglior controllo glicemico in un tempo rapido dal cambio di trattamento.“Queste analisi dello studio DUAL™ V indicano che IDegLira è efficace nell’aiutare i pazienti a raggiungere il controllo glicemico, con minor rischio di ipoglicemia e di aumento di peso, rispetto all’aumento del dosaggio di insulina glargine 100 U, sulla base dei target usati nella pratica clinica”, ha detto Ildiko Lingvay, Associate Professor of Internal Medicine and Clinical Science presso UT Southwestern Medical Center. “I dati dimostrano un miglioramento nel controllo glicemico già dopo quattro settimane dall’inizio del trattamento”.
IDegLira (Xultophy®) è una combinazione in singola somministrazione per via iniettiva giornaliera di insulina degludec, analogo a lunga durata d’azione dell’insulina basale, e liraglutide, analogo del GLP-1 umano. Il dosaggio massimo di IDegLira è di 50 dosi unitarie, equivalenti a 50 unità di insulina degludec e 1,8 mg di liraglutide.IDegLira è stato valutato nell’ambito del programma di sviluppo clinico DUAL™ che include 6 studi che coinvolgono oltre 3.850 persone con diabete tipo 2. Gli studi di fase 3b sono ancora in corso. IDegLira ha ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio dalla Commissione Europea il 18 settembre 2014

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nelle insuline ‘con il cervello’il futuro della cura del diabete?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 ottobre 2013

L’insulina è uno dei capisaldi della terapia del diabete. Lo è da quando è stata scoperta e introdotta in terapia negli anni ’20 e lo resta ancora oggi, anche se nella versione ‘terzo millennio’ l’insulina (o meglio i diversi tipi di insuline utilizzate ogni giorno da milioni di pazienti in tutto il mondo) ha subito modifiche radicali rispetto all’ antenata. “Nonostante i grandi progressi fatti in questo campo però – ammette il professor Stefano Del Prato, presidente della Società Italiana di Diabetologia – l’insulina ha ancora il grosso limite di dover essere somministrata attraverso iniezioni sottocutanee e in maniera un poco ‘cieca’, nel senso che non si sa quanta glicemia ci sia in giro. Quello che il nostro organismo invece riesce a fare con un incredibile grado di precisione è di produrre insulina in quantità sufficiente per controllare la glicemia, senza farla scendere troppo (cioè senza provocare crisi ipoglicemiche) e senza farla salire eccessivamente”. Per cercare di imitare il più possibile la perfezione del funzionamento del nostro organismo, si stanno studiando varie soluzioni: dal trapianto di isole pancreatiche, al pancreas artificiale. Ma si sta profilando all’orizzonte anche una terza via.“Si tratta di una prospettiva molto affascinante, anche se ancora puramente sperimentale – commenta Del Prato – quella della cosiddetta ‘insulina intelligente’. In pratica si tratta di un’insulina ‘inglobata’, racchiusa in sostanze particolari, dei polimeri che hanno la capacità di ‘sentire’ la glicemia. Quando la glicemia si alza, i polimeri si aprono e fanno uscire l’insulina, mentre se invece la glicemia scende troppo, i polimeri lo ‘avvertono’ e si richiudono impendendo così la fuoriuscita dell’insulina e la sua entrata in circolo. Di questa insulina ‘intelligente’, sono allo studio anche delle versioni ‘per bocca’. Il vantaggio dal punto di vista terapeutico è quello di avere un’insulina che garantisca il controllo della glicemia, riducendo il rischio dell’ipoglicemia, evento non solo spiacevole per il paziente ma anche potenzialmente pericolosa.Lo stato della ricerca. La ricerca sulle insuline intelligenti è per ora arrivata agli studi sugli animali da esperimento – precisa Marco G. Baroni, professore associato di endocrinologia all’Università di Roma ‘La Sapienza’ – che hanno dato risultati molto promettenti. La durata d’azione di queste insuline sperimentali va dalle 12 ore fino a 300 giorni”. Al momento le ricerche sono condotte da gruppi scientifici indipendenti, come l’MIT di Boston nel Massachusetts e gruppi di ricerca cinesi; a questi studi sono interessate anche alcune industrie ma lo stato di queste ricerche è avvolto dal più impenetrabile segreto. Le prime ricerche sulle insuline intelligenti risalgono al 2006, ma è solo negli ultimi tre anni che si sono raggiunti risultati molto promettenti. Le insuline intelligenti di ultima generazione sfruttano le nanotecnologie e la glucosio-ossidasi, l’enzima utilizzato anche sulle strisce reattive per la lettura della glicemia da sangue capillare (quello che si ottiene con la puntura del dito). L’enzima ‘sensore di glicemia’ quando riconosce valori troppo alti, induce una modificazione del pH del sistema che fa allargare le maglie del polimero che ingloba l’insulina, permettendo all’ormone di uscire dal ‘guscio’ e di entrare in circolo dove esercita la sua azione e riporta alla norma i valori di glicemia. L’opposto accade in presenza di ipoglicemia: le maglie del guscio si stringono e l’insulina non entra in circolo. Per ora, almeno nell’animale, il sistema ha dimostrato di funzionare. Anche per molti giorni”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Diabete: terapia su misura

Posted by fidest press agency su sabato, 28 maggio 2011

Sono ancora troppe le persone con diabete la cui glicemia non è adeguatamente controllata e per le quali il rischio di andare incontro a temibili conseguenze – infarto, ictus, insufficienza renale, amputazioni degli arti inferiori, gravi disturbi alla vista, sino alla morte – risulta particolarmente elevato. In Italia, secondo gli Annali 2010 dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD), l’emoglobina glicata (HbA1c), il parametro utilizzato per valutare il grado di controllo – “compenso”, in termini tecnici – risulta inferiore al 7% in solo un quarto delle persone con diabete di tipo 1 e in meno della metà (44%) di quelle con tipo 2. Secondo varie linee guida, il 7% è l’obiettivo da raggiungere per prevenire le complicanze della malattia (microvascolari o dei piccoli vasi arteriosi, come la retinopatia che porta danni alla vista, la nefropatia che compromette la funzione renale, la neuropatia periferica che favorisce le lesioni al piede, e macrovascolari o dei grossi vasi arteriosi, con aumentato rischio di arteriosclerosi e quindi infarto, ictus). “Pensare che il valore medio dell’emoglobina glicata italiano è migliore di quello che si rileva in molti Paesi. In simili analisi compiute negli Stati Uniti, ad esempio; vengono riportati valori superiori a 9,5% in percentuali dal 20 al 40% delle persone con diabete e superiori a 8% in un altro 40-50%”dice Carlo Giorda, Vicepresidente AMD. Per affrontare questo problema alla radice, AMD ha messo a punto un documento destinato a rivoluzionare il modo in cui il diabete viene curato. “Non più una cura uguale per tutti, come bene o male le attuali linee-guida prevedono, ma una terapia personalizzata, su misura per ogni singolo individuo”, spiega Antonio Ceriello, Cooordinatore del Gruppo AMD sulla Terapia Personalizzata, che ha presentato oggi al XVIII Congresso nazionale di diabetologia AMD il risultato del proprio lavoro: il “Documento di consenso AMD sulla terapia personalizzata”.
Prosegue Ceriello: “Il principio è semplice quanto rivoluzionario. Abbiamo individuato 5 diversi profili di persona con diabete in base all’età e alla presenza o meno di complicanze. A ciascun profilo è associato uno schema di terapia, a sua volta suddiviso in sottoschemi, a seconda dei diversi fattori di rischio presenti. L’ultimo passaggio, quello che definisce la vera e propria terapia su misura, la cura ideale cucita addosso a ogni singola persona con diabete, è basata sull’automonitoraggio della glicemia, cioè la misurazione da compiersi a casa. Chiedendo al proprio assistito di effettuarla, prima della visita di controllo, per qualche giorno in diversi momenti della giornata, prima e dopo i pasti, permette di individuare quando la glicemia tenda ad andare più facilmente fuori controllo. Questo dato, quindi, consente di intervenire con l’associazione di farmaci più adeguata a contrastare questa situazione”, conclude Ceriello. Nel suo ruolo di membro del Board europeo dell’International Diabetes Federation, Ceriello ha portato il documento all’attenzione del massimo organismo internazionale, che ha stabilito di valutare le modalità per recepire e implementare il modello della cura su misura “made in Italy” in tutto il mondo.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Antistaminici per trattare diabete e obesità?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2009

Sono quattro gli studi pubblicati da Nature Medicine in cui si suggerisce un ruolo terapeutico dei farmaci antistaminici nel trattamento di diabete e obesità. La sperimentazione su modelli animali delle due patologie ha permesso di osservare che nel tessuto adiposo delle cavie erano presenti in eccesso cellule del sistema immunitario tipiche delle reazioni allergiche. Trattandole con due antistaminici (chetotifene fumarato e cromolina), si verificava un controllo del peso e della glicemia maggiore rispetto a quello ottenuto con la dieta. La combinazione dei due interventi migliorava del 100% i valori di tutti i parametri. Inoltre è stato anche un eccesso di cellule Cd8-T in cavie sottoposte a una dieta ad alto contenuto di grassi; mentre, i roditori geneticamente modificati per essere privi di questo tipo di cellule mostravano meno infiammazione nei tessuti, anche se nutriti con molti grassi. Anche le osservazioni su pazienti hanno suggerito un coinvolgimento della risposta immunitaria, in particolare di macrofagi, nei soggetti in sovrappeso.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Un pomeriggio dedicato al diabete

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2009

Empoli 15 aprile, dalle ore 16 alle ore 19, prenderà il via il progetto “In-forma” al Centro*Empoli, l’iniziativa informativa su benessere e salute nata dalla collaborazione del Centro con i medici dell’Asl 11 e della “Casa della Salute Sant’Andrea”. Il primo appuntamento sarà dedicato al “Diabete mellito, un’epidemia dolceamara”. Presso lo stand allestito nella galleria del centro commerciale, il dottor Claudio Lazzeri direttore dell’unità operativa di Diabetologia ed il personale sanitario dell’Asl 11 saranno presenti per rispondere alle domande dei cittadini, per distribuire materiale informativo, dare consigli sui giusti stili di vita e sui comportamenti da tenere. Inoltre, saranno a disposizione per eseguire gratuitamente i test sulla glicemia per verificare il livello di diabete. I pomeriggi con “In-forma” continueranno fino a sabato 18 aprile. Ogni giornata sarà dedicata ad un tema e uno specialista del settore potrà essere consultato da chi vorrà saperne di più. Si parte con le problematiche legate al diabete mellito per proseguire giovedì con la medicina naturale. Venerdì si darà spazio al tema dell’alimentazione. Infine, sabato (ultimo giorno) si risponderà ai quesiti sul cuore e su tutto quello che riguarda la cardiologia. In particolare, sarà possibile effettuare il test della misurazione del monossido di carbonio nei polmoni e il test di Fagerström. Quest’ultimo è volto a verificare l’effettiva disponibilità della  persona a smettere di fumare. L’iniziativa voluta dal Centro*Empoli e dall’Asl 11 ha lo scopo di avvicinare il grande pubblico a problematiche mediche molto diffuse, ma spesso sottovalutate dalla maggior parte delle persone. L’iniziativa si propone di promuovere corretti stili vita e aumentare la consapevolezza dell’importanza della cura del proprio corpo nei cittadini.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »