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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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“Inquinamento elettromagnetico: un problema che riguarda ognuno di noi”

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2019

Il glioblastoma è il tumore maligno più comune tra le neoplasie cerebrali – con incidenza globale di circa 3-4 casi su 100.000 persone per anno. Più frequente negli uomini che nelle donne, esso insorge prevalentemente nella fascia d’età compresa tra i 55 e i 75 anni, senza particolare distribuzione territoriale ma con maggiore incidenza nella popolazione caucasica rispetto alle popolazioni africane o asiatiche.
Tra i fattori di rischio accertati dalla scienza c’è l’esposizione a radiazioni ionizzanti tipica della permanenza in aree interessate da incidenti nucleari o ai trattamenti radioterapici. Altre concause probabili che negli anni hanno generato dibattito e interesse sono quelle di origine professionale come l’esposizione ad alcuni pesticidi e/o sostanze chimiche utilizzate nell’industria (es. cloruro di vinile), ma non si osserva una maggiore incidenza di tale neoplasia in specifiche categorie professionali e non sono stati raggiunti dimostrazioni conclusive al riguardo. Può invece riguardare potenzialmente ognuno di noi, l’esposizione prolungata ai campi magnetici generata dai telefoni cellulari. L’inquinamento elettromagnetico che caratterizza in modo crescente la nostra società, dovrebbe essere valutato con attenzione ed essere al centro di adeguate campagne di sensibilizzazione, come peraltro riconosciuto da recenti sentenze della magistratura al riguardo. Infine, una predisposizione genetica è stata osservata in una minoranza dei casi (5-10%), specie in associazione alle neurofibromatosi, alla sclerosi tuberosa o alla sindrome di Li-Fraumeni.Al Working Group Glioblastoma costituito in Alleanza Contro il Cancro – coordinato da Stefano Indraccolo dello IOV di Padova con la collaborazione del coordinatore preclinico Lucia Ricci-Vitiani dell’Istituto Superiore di Sanità e del coordinatore clinico Gaetano Finocchiaro dell’Istituto Besta di Milano – afferisce una decina di laboratori ed unità cliniche di altrettanti IRCCS attivi in neuro-oncologia. Le attività contemplano lo scambio di campioni e la condivisione sia dei risultati di specifici test sia di linee cellulari originate dalla neoplasia, nonché attività di formazione per i giovani ricercatori.
La ricerca contro il Glioblastoma, in ACC, si concentra principalmente su tre linee progettuali. «La prima – spiega Indraccolo – riguarda la caratterizzazione genetica di linee cellulari dei Pazienti degli IRCCS associati, una risorsa molto importante per la sperimentazione in vitro di farmaci targettizzati. La seconda si propone di approfondire le conoscenze sulla piccola sotto popolazione dei lungo sopravviventi – e sono solo il 5%. Obiettivo del progetto comprendere se esistano precise caratteristiche genetiche o del microambiente del tumore, che si accompagnano a una lunga sopravvivenza. La terza progettuale – aggiunge ancora Indraccolo – presenta finalità di natura squisitamente clinico-assistenziale: grazie a uno sforzo congiunto è stato perfezionato un pannello (il cosiddetto gbm oncochip), costituito da una cinquantina di geni ad alto tasso di mutazione o amplificazione in questo tipo di tumore. Il sequenziamento tramite tecnologia NGS dei campioni, ci consentirà di fornire ai colleghi clinici che ne faranno richiesta, un servizio di profilazione genetica del Glioblastoma, tutto sommato ancora poco caratterizzato da questo punto di vista. Tale profilazione può rappresentare il punto di partenza per il trattamento con farmaci innovativi a bersaglio molecolare di specifici sottogruppi di pazienti».

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Contro il glioblastoma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

Creare un “ponte” per collegare e connettere fra loro due momenti importanti e i rispettivi professionisti coinvolti nel processo di ricerca scientifica, lo studio accademico (con i ricercatori) e lo sviluppo clinico (con i clinici). E’ questo l’ambizioso obbiettivo dei due giorni della riunione scientifica organizzata e curata da Siena Biotech, società strumentale della Fondazione Mps attiva nel settore delle biotecnologie e delle malattie rare, che si è tenuta il 30 e 31 maggio. Un think thank in neuro – oncologia che ha visto riuniti in un unico contesto, per la prima volta a Siena, un gruppo di sei scienziati statunitensi di altissimo livello specializzati nel campo delle malattie neuro-oncologiche. Gli scienziati hanno accettato l’invito di Siena Biotech per discutere importanti argomenti relativi all’identificazione di target molecolari innovativi per il trattamento del glioblastoma multiforme, uno fra i tumori maligni più comuni e aggressivi del sistema nervoso centrale, definito come malattia rara. Una forma di neoplasia che colpisce di preferenza gli adulti con un picco tra i 45 e i 70 anni di età e con un tasso di sopravvivenza medio di soli 2 anni.
Erano presenti all’incontro Webster Cavenee (professore e direttore del Ludwig Institute for Cancer Research di San Diego), Paul Mischel (professore di patologia medica e direttore scientifico del Sakaria Biomarkers Program and condirettore del Cancer Stem Cell Program UCLA di Los Angeles), Ronald DePinho, (professore di Medicina della Harvard Medical School), Lynda Chin (professore di medicina oncologica del Dana Farber Cancer Institute di Boston), WKA Yung (presidente della NeuroOncology MDAndersen, Texas) e Timothy Cloughesy (professore e direttore della Neuro-oncologia della UCLA).
Siena Biotech è da anni impegnata nella ricerca e nello sviluppo di farmaci contro il glioblastoma. La complessità, la rapidità di progressione e l’alta percentuale di pazienti affetti da fenomeni di “ricomparsa” della malattia hanno reso necessario l’utilizzo di nuovi approcci che fossero in grado di capire i meccanismi che regolano i sistemi di comando e controllo delle cellule tumorali. Per fare questo Siena Biotech si è focalizzata sulla modulazione farmacologica di alcuni meccanismi coinvolti nell’avvio e mantenimento della malattia e da lei stessa validati. I risultati ottenuti sino ad ora sono molto positivi e confermano l’impostazione scientifica iniziale di Siena Biotech e la efficacia delle sue piattaforme tecnologiche.
L’obbiettivo del think tank, coordinato da Annette Bakker responsabile della oncologia clinica di Siena Biotech, è proprio quello di contribuire ad individuare ed ottenere suggerimenti validi ed efficaci per comprendere i meccanismi che sottendono all’insorgere e allo sviluppo del glioblastoma e ad accelerare così il progresso dei progetti oncologici di Siena Biotech a livello preclinico e clinico. (incontro biotech)

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