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Posts Tagged ‘global compact’

Global compact su migranti e rifugiati:il contributo della Chiesa

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Roma 15 maggio 2019 ore 17,00. L’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum Via degli Aldobrandeschi 190 promuove l’evento Global compact su migranti e rifuciati il contributo della Chiesa.L’Ateneo, particolare attraverso l’istituto di bioetica e la cattedra UNESCO di Bioetica e Diritti Umani, è da sempre impegnato nella ricerca accademica e nel confronto per promuovere una cultura dell’accoglienza e della comprensione. L’evento intende proporre spunti di riflessione partendo da contributi filosofici, bioetici e sociali.
“Le migrazioni non sono un fatto emergenziale,ma epocale – afferma Mons. Guerino d Tora, Presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione Cei sulle Migrazioni e ospite del Global compact – che cambierà la geopolitica mondiale. Pertanto si manifesta chiara la necessità e l’opportunità di affrontare queste tematiche dal punto di vista culturale e non solo assistenziale; cosa che si sta già facendo perché tale tema è al centro di iniziative cinematografiche, filosofiche, artistiche; è quindi importante discuterne anche a livello accademico. Questa problematica rischia di diventare un punto di contraddizione, di divisione e di contrapposizioni, perdendo così la possibilità di cogliere l’opportunità geopolitica di disegnare un mondo nuovo. Le migrazioni non sono, come qualcuno vuole farci credere, la fine dei tempi, ma l’inizio di un mondo nuovo, ecco perché vogliamo esaminarlo da diversi punti di vista, da quello della Chiesa italiana, da quello sociologico, dalle connessioni di più popolazioni portare ad un mndo nuovo”.Tra i contributi autorevoli: Don Francesco Soddu, Direttore della Caritas Italiana, Don Pierpaolo Felicolo, Direttore Ufficio Pastorale delle Migrazioni, Vicariato di Roma, P. Fabio Baggio, Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale.L’evento è a partecipazione gratuita.

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Il global compact dei burocrati europei

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

“Ecco svelato il documento segreto della Commissione Ue che spiega la strategia da adottare per rendere obbligatorio il Global Compact for Migration per tutti gli Stati a prescindere dalla loro volontà. Una gravissima ingerenza dei burocrati europei sulla sovranità degli Stati nazionali che rende carta straccia la democrazia in Europa. Grazie a Fratelli d’Italia il Parlamento italiano ha votato contro il Global Compact, così come hanno fatto tanti altri Stati europei, ma gli euroburocrati non si rassegnano e tramano per favorire l’immigrazione di massa in Europa. Siamo alla follia: alle elezioni europee del 26 maggio manderemo a casa questi signori per proteggere i nostri confini e la nostra identità e la nostra sovranità”.E’ quanto dichiara su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, postando il link del sito di informazione “La Voce del Patriota” che svela in anteprima i contenuti del documento segreto della Commissione Ue.

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MEPs strongly welcome the Global Compact on Migration

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 dicembre 2018

The European Parliament strongly supports the Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration, and welcomes its adoption in Marrakesh, Morocco on Monday.MEPs regret the campaign of disinformation that has led to several countries withdrawing their support from the compact. The migration compact is a non-legally binding framework that does not create new obligations for states and is in full respect of the principle of national sovereignty.The global compact adopted at the intergovernmental conference in Marrakesh is the first global multilateral framework to enhance international coordination on human mobility covering all aspects of the migration cycle. It is based on the principles of partnership, shared responsibility and the understanding that no country can address the challenges and opportunities of this phenomenon on its own. The Parliament believes that it is central to find long-term solutions to address the root causes of irregular migration and forced displacement. Implementation of the compact therefore must go hand-in-hand with implementation of the UN’s 2030 Agenda as set out in the Strategic Development Goals, as well as ensuring increased investment in developing countries.The European Parliament strongly believes that international cooperation on migration must be people-centered and rights-based. The Universal Declaration of Human Rights – which celebrates its 70th anniversary today – must be at the core of migration governance alongside existing international law obligations, such as the Refugee Convention. Vulnerable groups and to people in vulnerable situations, notably migrant children and unaccompanied and separated children, should get special attention. Complying with the United Nations Convention on the Rights of the Child and ensuring the best interest of the child must be the primary considerations of all decisions and actions concerning them. Promoting gender equality and women empowerment should be central to GCM, as should be paying special attention to victims of violence and abuse, including sexual or gender-based violence, and of human trafficking.The European Parliament stresses that is its absolutely essential to turn the compact’s commitments into reality, with strong follow-up and review mechanisms, including the International Migration Review Forum which is to take place every four years beginning in 2021. The implementation process of the global compact must be transparent and inclusive, involving all stakeholders, and notably parliaments and national human rights institutions. A strengthened parliamentary dimension and public engagement are key to ensure accountability and serve as a bridge towards a broader dialogue on migration that leads to evidence-based policies and political narratives that counteract xenophobia and recognise the need for international cooperation on migration to ensure the benefit of all parties involved.

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Global compact è la classica buccia di banana per il governo?

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

“Le dichiarazioni di Fico sul Global Compact, per cui bisognerebbe ‘aderire assolutamente’ al Patto Onu, sembrano un ultimatum a Conte, a meno che non siano direttamente delle prove tecniche per un governo Fico, Pd-M5S.Il Presidente della Camera, dopo aver schiaffeggiato la vittoria italiana nel centesimo anniversario della Prima guerra mondiale, si è prima preso la licenza di fare il ministro degli esteri interrompendo le relazioni diplomatiche con l’Egitto per il caso Regeni senza concordarlo con gli Affari esteri né con la Presidenza del Consiglio e poi appunto di intimare a Conte la sottoscrizione del trattato Onu sull’immigrazione, il Global Compact.
Nessuno ha mai creduto che questo governo sarebbe andato ‘de plano’, ma nemmeno che sarebbero volati gli stracci nella coalizione dopo soli 6 mesi. In questo caos politico e diplomatico la Lega Nord è con le spalle al muro:se in Parlamento prevalesse il sì all’Onu la linea del Carroccio sull’immigrazione sarebbe completamente smentita e il governo dovrà rivedere le sue posizioni sulle navi Ong, i respingimenti, i rimpatri. Anche se il veto del M5S sull’abolizione della ‘protezione umanitaria’ nel Decreto sicurezza aveva già aperto una falla. E questo sta facendo innervosire molto Salvini, che ha tenuto in aula un atteggiamento di grande nervosismo e perfino di stizza nei confronti di Fdi, colpevole di aver posto il Global Compact in cima all’agenda politica nazionale, come era necessario fare per il bene della nazione”.
E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi. Gli fa eco il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani: “Chiederò alla presidente Casellati che prima della riunione a Marrakech il governo riferisca il Aula sul Global compact. Dopo le varie prese di posizione all’interno della maggioranza, che riflettono in maniera ancora più evidente le divergenze tra Lega e M5S, non è pensabile che l’Esecutivo non esprima una posizione ufficiale dinanzi al Parlamento. Anche ieri il ministro Moavero, nel corso del question time al Senato, ha accuratamente evitato il tema, continuando a scaricare sul Parlamento la decisione sulla firma del Global compact. Fratelli d’Italia, oltre a ribadire la sua netta opposizione ad un Accordo di stampo mondialista che favorirà l’invasione dell’immigrazione clandestina, pretende che il governo e la maggioranza si assumano le proprie responsabilità dinanzi alla Nazione”.

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Global compact: è tema politico e non etico

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

«Il 10 e 11 dicembre prossimi a Marrakech l’Assemblea Generale dell’Onu adotterà il Global Compact sulle migrazioni che sancisce un principio pericolosissimo: il diritto universale alla migrazione. Un impegno giuridicamente vincolante che rischia di compromettere definitivamente ogni politica di contrasto all’immigrazione incontrollata: non ci sarà più distinzione tra profughi e clandestini. Salvini ha dichiarato che su questo tema i parlamentari si potranno esprimere “secondo coscienza” e nessuno riuscirà a far litigare la maggioranza. Non siamo d’accordo. Dire “si” o “no” a un accordo che legittima per sempre l’immigrazione incontrollata non è questione di coscienza, ma un tema politico decisivo per qualsiasi governo. Che senso ha chiudere oggi i porti se da domani saremo giuridicamente indifesi di fronte all’invasione? Che senso ha festeggiare un timido decreto sicurezza se poi il governo di cui fai parte finisce a schierarsi con Macron, Merkel e le Ong di Soros? E noi di Fratelli d’Italia non siamo nemmeno d’accordo sul fatto che su questi temi non si debba litigare: se, dopo aver dettato la linea su tutte le misure economiche, il M5S dovesse riuscire a scardinare la politica dell’immigrazione di questo governo, si deve avere il coraggio non solo di litigare ma di porre fine a questa accozzaglia innaturale».
È quanto scrive in un intervento sul quotidiano “Il Tempo” il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
«Le Nazioni più attente alla difesa dei confini hanno annunciato l’intenzione di non sottoscrivere il Global Compact: dagli USA di Trump alle nazioni del gruppo Visegrad (Ungheria, Polonia, Rep. Ceca e Slovacchia), dalla Svizzera all’Australia. Per primi abbiamo sollecitato il governo a prendere una posizione netta contro il Global Compact ma il premier Conte e il Ministro degli Esteri Moavero hanno invece annunciato l’orientamento favorevole del governo. Soltanto dopo le nostre insistenze il Ministro Salvini ha schierato la Lega sul fronte dei contrari e ha annunciato che il governo italiano non parteciperà alla conferenza di Marrakech e per il momento non sottoscriverà il Global Compact. Di questo prendiamo atto positivamente e ci prendiamo il merito. Eppure non ci basta: Conte e Salvini dicono che su questo argomento si dovrà esprimere il Parlamento. Peccato che proprio ieri alla Camera, su un ordine del giorno di FdI, non solo i 5 Stelle ma persino i deputati della Lega abbiano votato insieme alla sinistra contro l’impegno a non firmare l’accordo. Una posizione incomprensibile che dimostra che la fregatura è dietro l’angolo: in un nuovo passaggio parlamentare i grillini potranno sommare i propri voti alle sinistre e sancire definitivamente l’orientamento favorevole a questo patto scellerato», continua Giorgia Meloni.

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Global compact for migration

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 novembre 2018

It is the first, intergovernmentally negotiated agreement, prepared under the auspices of the United Nations, to cover all dimensions of international migration in a holistic and comprehensive manner. There are over 258 million migrants around the world living outside their country of birth. This figure is expected to grow for a number of reasons including population growth, increasing connectivity, trade, rising inequality, demographic imbalances and climate change. Migration provides immense opportunity and benefits – for the migrants, host communities and communities of origin. However, when poorly regulated it can create significant challenges. These challenges include overwhelming social infrastructures with the unexpected arrival of large numbers of people and the deaths of migrants undertaking dangerous journeys.In September 2016 the General Assembly decided, through the adoption of the New York Declaration for Refugees and Migrants, to develop a global compact for safe, orderly and regular migration.The process to develop this global compact started in April 2017. The pages in this section detail 18 months of consultation and negotiation, and provide the relevant documentation for each of the events.On 13 July 2018 UN Member States finalized the text for the Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration (Text available in all official languages).The Intergovernmental Conference to Adopt the Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration will be held on 10 – 11 December in Marrakech, Morocco.
The Global Compact for Migration is the first-ever UN global agreement on a common approach to international migration in all its dimensions. The global compact is non-legally binding. It is grounded in values of state sovereignty, responsibility-sharing, non-discrimination, and human rights, and recognizes that a cooperative approach is needed to optimize the overall benefits of migration, while addressing its risks and challenges for individuals and communities in countries of origin, transit and destination.The global compact comprises 23 objectives for better managing migration at local, national, regional and global levels. The compact:aims to mitigate the adverse drivers and structural factors that hinder people from building and maintaining sustainable livelihoods in their countries of origin;
intends to reduce the risks and vulnerabilities migrants face at different stages of migration by respecting, protecting and fulfilling their human rights and providing them with care and assistance;seeks to address the legitimate concerns of states and communities, while recognizing that societies are undergoing demographic, economic, social and environmental changes at different scales that may have implications for and result from migration;
strives to create conducive conditions that enable all migrants to enrich our societies through their human, economic and social capacities, and thus facilitate their contributions to sustainable development at the local, national, regional and global levels.

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Disoccupazione giovanile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2016

lavoratoriCon un quarto dei ragazzi al mondo senza lavoro – tra i rischi presi in considerazione dal Global Opportunity Report 2016 – la disoccupazione giovanile è quello che preoccupa di più, offrendo al contempo le maggiori opportunità per il mercato. È quanto emerge dallo studio condotto a livello globale da DNV GL, dal Global Compact delle Nazioni Unite e da Monday Morning.
L’indagine – che ha coinvolto oltre 5.500 rappresentanti del mondo delle aziende, del governo e della società civile – prende in esame alcuni dei rischi più pressanti di oggi con l’obiettivo di evidenziare le opportunità di business ad essi correlate, nel rispetto degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite.
Tra i rischi analizzati, la disoccupazione giovanile (42%) si posiziona in cima alla lista, precedendo quelli legati all’accelerazione delle emissioni dai trasporti (21%), la crisi mondiale del cibo (14%), la resistenza ai farmaci salvavita (15%) e la perdita della biodiversità degli oceani (8%).
Non sorprende, visto che i giovani che oggi non stanno né studiando, né lavorando sono 75 milioni. I tassi di disoccupazione hanno raggiunto valori allarmanti, soprattutto in Medio Oriente (27%) e Nord Africa (28%) e la situazione europea, con punte oltre il 20%, certo non rincuora. Luca Crisciotti, CEO di DNV GL – Business Assurance, ha commentato: “Le cause di questa situazione non vanno ricercate solo nella recessione economica. Siamo di fronte a un nuovo mondo del lavoro caratterizzato da incertezza, crescente robotizzazione, rapidi cambiamenti e tassi di disoccupazione che rimangono alti anche quando l’economia cresce. È necessario ripensare modelli e sistemi, anche per le aziende, che altrimenti perderanno una generazione di consumatori”.
Seppur possa sembrare un paradosso, la disoccupazione giovanile porta con sé opportunità di mercato che aspettano di essere colte: dall’incubazione dell’imprenditoria giovanile, allo sviluppo del mercato del lavoro digitale, al coordinamento di domanda e offerta.
Incubare l’imprenditoria giovanile. Si stima che per ogni dollaro speso in favore di programmi a sostegno dell’imprenditoria giovanile, si generino 3 dollari a livello di gettito fiscale. Il rapporto è di 1:10, invece, se si considera che ogni dollaro messo a disposizione per i giovani imprenditori viene moltiplicato dieci volte nel fatturato del business in cui viene impiegato. Favorire l’imprenditoria giovanile, incubandola all’interno delle aziende stesse, non rappresenta solo un’opportunità per poter contare su nuove idee e per diversificare, ma una forma di investimento.
Mercato del lavoro digitale. L’83% dei datori di lavoro in Canada e Stati Uniti lamenta la mancanza di sviluppatori di software; mentre il giro d’affari dell’outsourcing per il 2016 sarà di 200 miliardi di dollari. Scommettere sul digitale per sviluppare piattaforme capaci di mettere in contatto talenti e richiesta di lavoro o delocalizzazione in aree svantaggiate è un’esigenza pressante.
Coordinare competenze e mercato. Nel 2020 mancheranno 40 milioni di lavoratori con istruzione terziaria, nelle economie in via di sviluppo ne mancheranno 45 milioni con istruzione secondaria e ci saranno 95 milioni di lavoratori con istruzione di base in più rispetto a quelli che servono. È evidente la necessità di puntare allo sviluppo di progetti di scouting e coordinamento, tutoring e formazione per un mercato che si prospetta dalle dimensioni immani. Il responso da parte dei partecipanti al sondaggio è unanime. Le aziende giocheranno un ruolo di primo piano per il cambiamento. Se in passato ci si aspettava che a rivoluzionare i sistemi fossero governi e politica, ora la prospettiva cambia. I cambiamenti arrivano dal basso, con aziende e rappresentanti della società civile come attori principali.

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Bringing the UN Global Compact’s 10 principles to life

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2015

BruxellesBrussels. “More than 10,000 organisations around the world have signed up to UNGC’s 10 principles, aimed at creating a fair and sustainable society. However many organisations struggle to find practical ways to implement effective policies to uphold them. This is a common problem we have observed within the EFQM Community. That’s why we’re looking for good practices in this area – to support the UN Global Compact by sharing what works”, says Marc Amblard, CEO from EFQM.UN Global Compact’s Executive Director, Georg Kell, added “EFQM’s mission and the Global Compact’s aspirations are strategically aligned. As the business and society agenda has evolved significantly over the past decade, a stronger collaboration between the two organisations promises to build a healthier balance between businesses, citizens and the planet.”To enter the competition, you must provide a submission report and a short video, publicly visible. A Jury, with representatives from industry experts, including the UN Global Compact, will identify several Finalists. The public can vote for their favourites on the EFQM website. The winner will present their Good Practice at the EFQM Forum, a prestigious networking and sharing event attracting more than 350 senior managers, subject experts and executives at the Dolce la Hulpe this October.
We are committed to helping organisations drive improvement through the EFQM Excellence Model, a comprehensive management framework used by over 30,000 organisations. To help you implement our Model, we provide training and assessment tools as well as recognition for high performing organisations.
The UN Global Compact is a strategic policy initiative for businesses that are committed to aligning their operations and strategies with ten universally accepted principles in the areas of human rights, labour, environment and anti-corruption. In summary, it exists to assist the private sector in the management of increasingly complex risks and opportunities in the environmental, social and governance realms.

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