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Posts Tagged ‘goccia’

“Salva la Goccia”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

E’ la campagna di sensibilizzazione sul risparmio idrico di Green Cross Italia, ritorna protagonista e si rivolge, nell’edizione 2020, agli studenti di tutti gli istituti d’Italia e alle loro famiglie. Promossa quest’anno da RB Hygiene, “Salva la Goccia” si pone l’obiettivo di sottolineare l’importanza delle piccole azioni nel ridurre gli sprechi a tutela della risorsa idrica e della conservazione dell’ecosistema del nostro pianeta.L’iniziativa, attraverso una call to action, ha coinvolto 30 scuole su tutto il territorio nazionale, generando la partecipazione di circa 6000 paladini del risparmio, tra bambini, insegnanti, famiglie, cittadini. Obiettivo della campagna è quello di sensibilizzare ad un uso più responsabile della risorsa acqua, promuovendo le buone abitudini e comportamenti virtuosi, utili a preservare il bene più prezioso: l’acqua.L’ottava edizione di Salva la Goccia 2020 ha rilanciato il messaggio e l’impegno con la Water Month Challenge, la sfida del mese dell’acqua avviata (dal 22 marzo al 22 aprile). La campagna ha inoltre previsto anche un momento social: gli utenti hanno condiviso sui social network, tramite l’hashtag #salvalagoccia le azioni che hanno creato un cambiamento positivo nella loro quotidianità. Un contatore ha poi censito le pratiche ecocompatibili segnalate dagli utenti, visualizzando così quante gocce hanno contribuito a generare il mare della sostenibilità.
L’iniziativa di quest’anno è stata interamente sostenuta da Reckitt Benckiser Hygiene Italia, tra i leader mondiali nella produzione di prodotti per l’igiene della casa. Il supporto a Salva la Goccia si inserisce nel quadro di un progetto più ampio che RB Hygiene Italia sta portando avanti per la salvaguardia del pianeta. L’azienda, in linea con i Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite, ha intrapreso un percorso di responsabilità sociale al fine di ridurre il proprio impatto ambientale, con particolare focus nel promuovere la diminuzione degli sprechi di acqua attraverso la campagna di sensibilizzazione “Acqua nelle nostre mani”.
“Salva la Goccia 2020 è stato reso possibile grazie a tutti i dipendenti RB, che hanno contribuito alla raccolta fondi interna negli ultimi due anni. Una partecipazione che assume ancor più valore nel contesto di emergenza che stiamo vivendo in queste settimane. L’iniziativa è volta a sottolineare che l’impegno dei singoli può fare la differenza per tutta la comunità e ci aiuta a porre particolare attenzione alle piccole azioni quotidiane e alle abitudini di consumo. L’acqua è presente in ogni momento della nostra giornata ed è una risorsa di cui non possiamo fare a meno. Ma non è infinita. Per questo motivo abbiamo deciso di sostenere la campagna educativa dedicata ai più piccoli, con l’obiettivo di promuovere e favorire il risparmio idrico. Salva la Goccia, perché l’acqua di domani è nelle nostre mani”. Questo è il commento di Enrico Marchelli, Amministratore Delegato RB Hygiene Italia.
L’edizione speciale di Salva la Goccia 2020 si concluderà con un momento di condivisione e valorizzazione dell’impegno degli studenti attraverso un evento in diretta Facebook che si terrà il 12 maggio sulla pagina social di Salva La Goccia (https://www.facebook.com/Salvalagoccia/).

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L’irrigazione a goccia del riso

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2015

irrigazione riso2Lodi. L’irrigazione a goccia del riso, sviluppata per la prima volta in Israele negli anni passati, è una frontiera dell’applicazione di tecnologie consolidate al servizio del riso, una delle colture alimentari più importanti al mondo. Nonostante i suoi vantaggi in termini produttivi ed ambientali, questa tecnologia è ancora scarsamente applicata.Questo il tema di un convegno tenutosi oggi al Parco Tecnologico di Lodi (PTP), “Uso dell’acqua e sostenibilità delle produzioni risicole: una prospettiva globale”, appuntamento clou del progetto Demo Field Agriculture of Tomorrow coordinato dal PTP in partnership con 18 aziende private. Il riso è una coltura tipica del Made in Italy e come tale va protetta e valorizzata. Al contempo, il riso è l’alimento di base per molte popolazioni del mondo e la crescita sostenibile delle sue produzioni è un pilastro della sicurezza alimentare nei prossimi decenni.Siamo al cuore della tematica dell’EXPO milanese e Lodi, attraverso il progetto Demo Field Agriculture of Tomorrow coordinato dal Parco Tecnologico, ha organizzato un evento per approfondire le sfide della risicoltura del futuro. Tra queste una delle principali riguarda l’utilizzo dell’acqua. Nei paesi dove viene prodotto, il riso consuma tre quarti di tutta l’acqua utilizzata in agricoltura, ed è responsabile del irrigazione riso10% delle emissioni di metano e anidride carbonica in atmosfera dovute all’azione dell’uomo. Considerando le proiezioni di crescita della popolazione e la diminuzione dell’acqua dolce in conseguenza dei cambiamenti climatici, la possibilità di produrre riso senza sommersione rappresenta una delle sfide principali dell’agricoltura del domani.“Questo per noi è uno dei momenti più importanti del semestre EXPO – ha affermato Gianluca Carenzo, Direttore del PTP – confrontandoci con un tema chiave per la sicurezza alimentare e affrontandolo da diverse prospettive: agronomica, socio-economica, ambientale e tecnica. Un tema fondamentale sia per la risicoltura Made in Italy di alta qualità sia per le produzioni dei continenti extra-europei”.Bas Bouman, direttore della Global Rice Science Partnership coordinata dall’International Rice Research Institute ha dichiarato: “Oggi la più importante sfida per la filiera riso è aumentare la ‘water productivity’, cioè la quantità di riso prodotta per unità di acqua utilizzata. Qui si concentrano molte attività di ricerca e sviluppo a livello mondiale”.Al convegno di Lodi è intervenuto anche Roberto Magnaghi, Direttore Generale dell’Ente Nazionale Risi: “Le politiche comunitarie hanno considerato la risicoltura amica dell’ambiente. Dobbiamo lavorare con determinazione per migliorare quello che abbiamo fatto negli anni fissando obiettivi per il futuro non perdendo di vista l’obiettivo di irrigazione riso1voler consegnare al cittadino dell’Unione Europea un territorio pulito ed un prodotto salubre. La sinergia nell’azione di ricerca unita alla divulgazione agli attori della filiera permetterà di mantenere alto il livello della risicoltura nazionale.”Nel sito dimostrativo a pochi metri dal PTP è stata allestita una parcella di riso di 1.000 m2 irrigato a goccia. Un terzo di questa superficie è costituito da un pendio artificiale, per mostrare le potenzialità dell’irrigazione su riso in aree marginali dove è impossibile praticare la coltivazione tradizionale in sommersione. Netafim, l’azienda israeliana che ha ideato il sistema di irrigazione a goccia, ha fornito la tecnologia che ha reso possibile l’esperimento in corso al Demo Field di Lodi.
Oltre a un risparmio idrico del 45-50% rispetto alla sommersione tradizionale, la tecnica della goccia permette infatti di risparmiare fino al 30% dei fertilizzanti normalmente utilizzati, con minore inquinamento delle falde sottostanti, riduzione delle emissioni di gas serra e incremento delle rese del 20-40%. “Il futuro del riso è a goccia, per le molteplici implicazioni positive di tipo agronomico, produttivo ed economico implicite in questa rodata e al contempo innovativa tecnica irrigua – ha sottolineato Alberto Puggioni, Responsabile Agromarketing di Netafim Italia – In particolare, sono davvero notevoli le implicazioni ambientali connesse alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra: si potrà coltivare riso fuori dal sistema risaia, inserirlo in rotazioni colturali da reddito, produrlo su suoli marginali o addirittura in pendenza con il supporto del sistema Netafim e delle competenze sviluppate in 10 anni di studi nel mondo risicolo”. (foto: irrigazione riso)

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La svolta dalla politica al sociale

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 gennaio 2011

Chi avrebbe previsto negli anni ottanta il collasso dell’Urss senza colpo ferire, in termini “militari”, o quello altrettanto significativo, per ciò che ci riguarda più da vicino, che ha sostanzialmente distrutto e disarticolato l’asse centrale del sistema politico italiano durato oltre 40 anni? Per il caso italiano potremmo disquisire all’infinito sulla “goccia” che ha fatto traboccare il vaso anche se siamo convinti che tutto vi ha concorso in uguale misura. Pensiamo all’attacco leghista (ricordiamo in proposito le elezioni politiche del marzo del 1994  dove il Partito Popolare del segretario Martinazzoli ed il Patto Segni  ebbero 6 milioni di voti e la Lega di Bossi 3 milioni eppure per merito del maggioritario la Lega Lombarda ebbe due volte e mezzo più parlamentari dei popolari alterando del 500% il principio rappresentativo fondamentale, una testa, un voto, un deputato), a Tangentopoli, al maggioritario e alla discesa in campo di Berlusconi. Di fronte a questi colpi di maglio l’asse centrale del sistema politico italiano, che era stato costruito intorno alla Dc, fu brutalmente costretto a spezzarsi e a confluire indebolito o a destra o a sinistra. Non vi è dubbio che il passaggio dal proporzionale, che esalta l’identità dei partiti, al maggioritario che, al contrario, esalta la collocazione e annacqua l’identità, non solo ha concorso a decapitare la Dc ma ha costretto le culture politiche, che non possono venire ridotte soltanto a due, a convivere tra di loro, ma con estrema fatica. Ora ci stiamo chiedendo quanta di quella identità ed appartenenza riesce a sopravvivere trovandosi il sistema politico italiano in palese difficoltà nell’elaborare un progetto politico coerente e concretabile perché non è sufficiente fare un appello indiscriminato ai valori senza correre il rischio di una fuga nei principi. In altri termini, oltre ai valori, occorre una chiara diagnosi sui mezzi, su quello che è il cammino da compiere. Occorre avere la consapevolezza, insieme, che se vogliamo portare rendimento alla cultura politica del nostro Paese dobbiamo calarci umilmente in progetti e in forze capaci di farli passare. Se non sciogliamo questo nodo che ci appartiene unitamente all’altro di spessore mondiale per un governo planetario rappresentativo e capace di dirimere le attuali storture di sistema dettate dalla globalizzazione e dalla cattiva distribuzione delle risorse e dalle conflittualità regionali, non avremo dato a quella che possiamo chiamare una “svolta” la sua più autentica ragione d’essere. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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L’acqua c’è ma fatene un buon uso

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 maggio 2010

E’ innovativa l’immagine della nuova campagna di “prevenzione mediatica” lanciata dall’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), incentrata sulla tutela e gestione della risorsa idrica: Senz’acqua l’Italia non dà frutti è l’headline immediatamente comunicativa, accompagnata all’immagine di una foglia, da cui cade una goccia, il cui valore è esaltato dal termine riserva.  “Quando abbiamo pensato ad una campagna di comunicazione sul bene acqua soprattutto ad uso irriguo – aggiunge Massimo Gargano, Presidente A.N.B.I. – temevamo, per questo periodo, il rischio siccità. Invece, quest’anno, i bacini contengono mediamente notevoli quantità di risorsa idrica e ciò rafforza il significato della nostra iniziativa, mirata a sensibilizzare sulla necessità di una nuova cultura dell’acqua, soprattutto ora che non siamo in emergenza. I problemi strutturali, concausa dei deficit idrici registrati negli scorsi anni, non sono infatti stati risolti ed il rischio, quindi, permane: il Piano Nazionale degli Invasi (bacini medio-piccoli collinari e di pianura capaci di trattenere le acque meteoriche per utilizzarle nei momenti di necessità), indicato dall’ANBI, ha finora raccolto soprattutto condivisioni di principio. Se è vero che il nostro futuro sarà quello che sapremo costruirci, è necessaria una maggiore consapevolezza collettiva sui valori del bene acqua; i consorzi di bonifica e di irrigazione se ne fanno interpreti, forti di un impegno all’ottimizzazione d’uso della risorsa idrica, che ha portato le utilizzazioni irrigue sotto la soglia del 50% del fabbisogno nazionale ed in favore di un settore dell’eccellenza made in Italy, quello agroalimentare, dove l’84% della produzione dipende dalla disponibilità idrica.”

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Rimborsi fiscali

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2010

“I 940 milioni di euro di rimborsi fiscali annunciati dall’amministrazione finanziaria che dovrebbero arrivare nelle tasche di 800 mila contribuenti rappresentano solo una goccia nel mare e non ristabiliscono la fiducia con i contribuenti italiani” E’ questo è il primo commento di Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani. Secondo Lo Sportello del Contribuente, in Italia, in cinque anni, il debito pubblico per i rimborsi fiscali si è quasi raddoppiato passando da 18,4 miliardi a 33,4 miliardi da rimborsare agli oltre 11,6 milioni di contribuenti. Dal 2003, i contribuenti maggiormente penalizzati dai mancati rimborsi dei crediti fiscali sono quelli residenti in Campania, con +187,1%. Secondo e terzo posto spettano rispettivamente a quelli residenti nel Lazio con + 142,4% ed in Valle d’Aosta con +123,9%. A seguire nell ‘Emilia Romagna con +111,6%, nella Liguria con +109,7%, nel Veneto con +107,6%, nella Toscana con +103,8%, nel Piemonte con +102,4%, nelle Marche con +99,6%, nella Puglia con +98,1%, nell’Abruzzo con +96,6%, nella Sicilia con +95,7% ed in Lombardia con +94,3%.
Anche i tempi di attesa sono biblici. Bisogna attendere fino a oltre 28,2 anni per un rimborso Irpef ‘consistente’ e mediamente 14,1 anni per uno ‘piccolo’. Secondo Contribuenti.it, infatti, l’Italia ha il ‘primato mondiale’ per la lentezza nei rimborsi fiscali, seguita dalla Turchia (4 anni), dalla Grecia (3,1 anni), dalla Spagna (2,2 anni), dalla Francia (1,7 anni), dall’Inghilterra i (1,3), dalla Germania (1 anno), dall’Austria (0,4 anni), dagli Usa (0,2 anni) e dal Giappone (0,1). ‘Vogliamo un’armonizzazione del fisco a livello europeo in modo che, quanto prima, i rimborsi fiscali possano essere erogati in tutta Europa con gli stessi tempi e modalità’, spiega Vittorio Carlomagno, presidente Contribuenti.it Associaz ione Contribuenti Italiani, sottolineando l’esigenza del ”rispetto dei diritti dei contribuenti da parte degli enti impositori per non incentivare l’evasione fiscale. E’ assurdo che gli italiani debbano essere vessati dal fisco 10 volte più degli inglesi o tedeschi’.
Contribuenti.it, per evitare le truffe, suggerisce di richiedere che il rimborso fiscale venga erogato in contanti o con vaglia cambiario della Banca d’Italia, evitando di trasmettere i dati IBAN del proprio conto corrente bancario e sollecita l’Amministrazione finanziaria ad emanare, anche se con un ritardo di 10 anni, il regolamento per l’estinzione dell’ obbligazione tributaria mediante compensazione dei crediti tributari, previsto dall’art. 8 dello Statuto del contribuente.

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