Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

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Lavoro: Nardi, confronto con Google e Amazon

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

“Ho avuto due incontri in tema di piattaforme digitali: uno con i rappresentanti di Google e l’altro con i rappresentanti di Amazon. Sono state ottime occasioni per confrontarci su alcune questioni estremamente attuali, a partire dai cambiamenti delle abitudini dei consumatori causati della crisi prodotta dalla pandemia, con uno spostamento della domanda sulle piattaforme digitali”. Lo dichiara Martina Nardi, presidente commissione Attività produttive, commercio e turismo alla Camera.“E’ evidente che si tratta di un’evoluzione che non conoscerà rallentamenti, anche quando la nostra vita tornerà alla ‘normalità’, perché i consumatori hanno verificato come vi siano delle efficienze che in altre reti di distribuzione ‘classica’ non trovano – aggiunge – Questo ovviamente pone interrogativi alla politica, ad esempio sulla tenuta del tessuto delle piccole botteghe, che in alcuni casi sono essenziali alla vita stessa delle comunità, penso ai centri storici delle città d’arte, ai negozi di vicinato nei quartieri, agli esercizi commerciali nelle piccole realtà, in quelle montane o periferiche”.“Sia con Google sia con Amazon – conclude – abbiamo affrontato anche la questione della tassazione e delle direttive europee. Istituzioni e politica sono di fronte alla necessità di garantire una maggiore equità nel prelievo fiscale, affinché non si verifichino casi di concorrenza sleale fra piattaforme digitali e negozi tradizionali. I confronti sono stati aperti. Ho notato in entrambi gli interlocutori una disponibilità vera e concreta a sedersi a un tavolo per trovare le soluzioni più utili per tutti. Occorre sempre tener presente che anche queste piattaforme elettroniche sono fonte di occupazione e reddito per moltissimi italiani”.

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Deutsche Bank and Google Cloud sign pioneering cloud and innovation partnership

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2020

Deutsche Bank (XETRA: DBKGn.DB / NYSE: DB) and Google Cloud have finalised a strategic, multi-year partnership to accelerate the bank’s transition to the cloud and co-innovate new products and services. It is the first partnership of this kind for the financial services industry. For Deutsche Bank’s clients, the agreement will reshape how products and services are designed and delivered. With faster application development and the use of advanced artificial intelligence and data analytics tools, the bank will be able to respond more flexibly and accurately to the most pressing challenges, trends and client needs. “Today marks a new chapter for Deutsche Bank,” said Bernd Leukert, Deutsche Bank’s Chief Technology, Data and Innovation Officer and Member of the Management Board. “With Google Cloud by our side, we have a strategic partner that will accelerate our technology transformation, enable us to use data more intelligently and provide a flexible and safe environment for us to quickly deliver new products and services. This is the blueprint for bringing together the relative strengths within banking and technology for the benefit of our clients.”

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La voglia di saldi è su Google

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2020

La confusione sulle date, la caccia all’affare, l’attenzione verso specifici brand. È la fotografia delle ultime settimane scattata da AvantGrade.com, agenzia di digital marketing che ha analizzato i Trend di ricerca su Google legati ai saldi estivi.
Forti picchi di ricerche su Google si sono registrati a giugno e luglio, complice la confusione sulle date che sembra essere stata più forte in Lombardia e Liguria. Tra le ricerche correlate degli ultimi trenta giorni, spicca però una forte impennata su “saldi estivi 2020 abruzzo” e “saldi liguria estate 2020” ma anche un +130% per “saldi estivi marche”. Molto attive anche Lombardia, Puglia e Piemonte.L’analisi di AvantGrade.com vede il centro-sud più attivo nelle ricerche: Basilicata, Molise, Lazio, Lombardia e Campania compongono la top five delle regioni a caccia di saldi.Abbigliamento, accessori e arredamento rappresentano le categorie di maggiore interesse come dimostrano le ricerche correlate sui singoli brand: “carpisa saldi” (+190%), “furla saldi” (+190%), “saldi maison du monde” (+140%). Tra gli argomenti correlati, su Google si è registrata anche la forte impennata di ricerche su Primark, Yves Saint Laurent, Tod’s.Per quanto riguarda l’abbigliamento, il forte picco ha riguardato Carpisa più di ogni altro ma anche Marella, Benetton e Intimissimi sono stati ricercatissimi su Google. Tra gli argomenti correlati spiccano anche Pinko e Marina Rinaldi in compagnia di Brums, segno che i saldi sono un momento importante anche per il guardaroba dei più piccoli.Quanto ai singoli brand, la Campania ha guardato con particolare attenzione a Gucci: tra le ricerche correlate, spazio per “borsetta gucci” (+650%), “portafogli gucci uomo” (+180%), “gucci saldi” (+110%). Nella stessa regione è stato cliccatissimo anche Valentino. Veneto e Lombardia invece, hanno cercato fortemente Furla che in generale ha suscitato interesse in rete per le borse (+120%). Sicilia, Calabria e Basilicata hanno invece puntato Armani.Versace invece fa gola soprattutto per i suoi occhiali: tra le parole più ricercate spiccano “occhiali Versace uomo” (+90%) e “occhiali Versace” (+50%). Il brand è stato ricercatissimo al sud, in particolare in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. Anche Michael Kors ha fatto la sua importante parte su Google, con picchi provenienti da Sicilia e Campania. Si punta maggiormente a “portafoglio Michael Kors” (+170%) e “Michael Kors scarpe” (+70%). Infine, Dolce & Gabbana che trionfa al Sud con Calabria, Campania, Molise, Sicilia e Puglia: “Occhiali Dolce e Gabbana” e “Scarpe Dolce e Gabbana” sono state le ricerche più frequenti.

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Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è stato ricercatissimo su Google

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2020

Negli ultimi 30 giorni il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è stato ricercatissimo su Google. Due i momenti di maggior picco: il 21 luglio per il successo ottenuto sul Recovery Fund e il 5 luglio per un’uscita pubblica con la sua compagna. Ma anche per il suo look.Politica sì ma non solo, con il Premier che genera forte interesse negli italiani, soprattutto al centro-sud. Le regioni in cui Conte è stato più ricercato in rete sono Calabria, Puglia, Lazio, Marche e Basilicata mentre le città risultano essere Roma e Milano. A rivelarlo, è l’ultima ricerca di AvantGrade.com, agenzia di digital marketing fondata e diretta da Ale Agostini.Il Premier è stato fortemente cercato in rete per questioni politiche: la sua popolarità è cresciuta nell’ultimo mese in maniera costante, con il maggior picco dopo l’annuncio del Recovery Fund. Sul tema, la regione che ha cercato di più il Presidente Conte è stata la Basilicata, seguita da Umbria, Abruzzo, Marche e Calabria. I suoi interventi ufficiali sono stati molto cercati anche su Youtube, complice un buon uso dei media digitali.Il Presidente del Consiglio è in assoluto il re delle news di fine luglio. Suscita interesse anche per la vita privata: nel giorno della sua apparizione pubblica con la compagna Olivia Paladino, si è registrato un forte picco su Google. Tra le ricerche correlate infatti, spicca ”fidanzata Giuseppe Conte” con un +600%. Ma una forte impennata sul Premier si è avuta anche con la parola “Giuseppe Conte barba”, seconda solo a “Conte Bruxelles”.Durante le trattative per il Recovery Fund è stata però Angela Merkel la più cliccata in rete: a metà luglio per un incontro con Giuseppe Conte e successivamente a trattative terminate. In questo caso, il nord Italia è stato più curioso con Valle d’Aosta, Trentino e Friuli Venezia Giulia. Dalla ricerca di AvantGrade.com, emerge anche un picco per Mark Rutte, leader dei cosiddetti “paesi frugali”, in particolare da regioni quali Molise, Trentino Alto Adige e Abruzzo. Interesse anche per Sebastian Kurz – altro leader contrario al Recovery Fund – soprattutto da Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Abruzzo. Nelle ricerche italiane c’è posto anche per Emmanuel Macron (Valle d’Aosta, Molise e Veneto) e per altri leader di solito meno cercati, ma che sono emersi in quanto opposti agli aiuti UE per l’Italia.

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Le testate locali di ANSO crescono e stringono una partnership con Google

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 ottobre 2019

Servizi e progetti di giornalismo di qualità sono il cuore della partnership che ha permesso ad ANSO – Associazione nazionale stampa online – di entrare nel programma GNI di Google. Il locale, spesso iperlocale per la prima volta va a braccetto con il globale.
Uno dei progetti è “ALocal”, una vera e propria agenzia di stampa interna che permetterà a tutti gli associati di poter attingere alle oltre 5.000 news che quotidianamente vengono prodotte dalle testate iscritte ad ANSO. Inoltre Alocal non solo metterà a disposizione contenuti testuali, foto e video, ma permetterà, grazie agli accordi con i principali broadcaster nazionali e non, di monetizzare alcuni prodotti editoriali.L’altro progetto riguarda i “Piccoli borghi” sparsi nei diversi territori. L’Italia è caratterizzata dai centri che spesso sono un patrimonio sottovalutato o che hanno storie di interesse generale che meritano di esser conosciute oltre gli stretti ambiti territoriali. Gli associati saranno protagonisti di una narrazione che partirà dal basso e si svilupperà in un sito specifico attraverso una produzione long form con interviste, data journalism, video che poi porterà alla realizzazione di un docufilm finale.
La presentazione della partnership avverrà a Glocal. All’interno dell’ottava edizione del festival del giornalismo digitale in programma a Varese ci saranno due momenti dedicati alla partnership tra ANSO e Google. Il primo venerdì 8 novembre con una sequenza di protagonisti nazionali e internazionali che racconteranno gli sviluppi di Google News Initiative a livello globale. A seguire si entrerà nel dettaglio dei nuovi progetti editoriali di ANSO e il panel conclusivo sarà dedicato a un confronto con il mondo politico. Un pomeriggio a 360° per entrare in diverse dimensioni della realtà del giornalismo.
Il giorno dopo ci sarà uno dei momenti clou del festival con la presenza a Richard Gingras, Vice President News di Google, intervistato da Mario Calabresi. L’associazione nazionale della stampa online mette a segno un successo importante dopo anni di lavoro sul territorio. Il festival Glocal sarà l’occasione per raccontare gli sviluppi di ANSO, ma anche conoscere esperienze importanti a livello globale. Nei quattro giorni del Festival ci saranno incontri promossi in collaborazione con Google: dai seminari di formazione gratuita sugli strumenti per il giornalismo digitale con Clara Attene, Teaching Fellow del Google News Lab, ad alcuni approfondimenti sulla Google News Initiative (GNI), il progetto avviato da Google per supportare il giornalismo di qualità nella sua transizione al digitale. A presentarli, Riccardo Terzi, Head of News partnership di Google in Italia e CEE. Grazie alla collaborazione con Google, per la prima volta in Italia saranno presenti i protagonisti di alcune delle realtà del mondo dell’informazione sostenute dalla Google News Initiative.

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Google protagonista al Festival del Giornalismo digitale

Posted by fidest press agency su sabato, 28 settembre 2019

Varese dal 7 al 10 novembre Richard Gingras, Vice President News di Google, ospite d’eccezione all’ottava edizione di Glocal.L’evoluzione dei media è costante e continua: siamo nel pieno di un cambiamento tecnologico che sta rivoluzionando le logiche tradizionali del fare informazione. Qual è il futuro delle news all’interno di questa rivoluzione digitale? E quale sarà il futuro del giornalista nel nuovo ecosistema dell’informazione? La risposta viene affidata a Richard Gingras, Vice President News di Google, ospite d’eccezione di Glocal, il festival del giornalismo digitale in programma dal 7 al 10 novembre a Varese.
Per il secondo anno, Glocal rinnova la collaborazione con Google, che si conferma tra i main partner dell’ottava edizione del festival, e sarà protagonista di cinque incontri.
Vice Presidente delle News in Google, Richard Gingras è un profondo conoscitore del mondo giornalistico e delle dinamiche digitali. Il suo intervento, in programma alle 14 di sabato 9 novembre, sarà una conversazione con Mario Calabresi (già direttore di Repubblica) sul futuro del giornalismo, tra locale e globale, e sul valore delle notizie locali in un mondo digitale. Glocal presenta così un’occasione unica per analizzare l’evoluzione dell’informazione con uno degli artefici del grande cambiamento in atto.Nei quattro giorni del Festival ci saranno però altri incontri promossi in collaborazione con Google: dai seminari di formazione gratuita sugli strumenti per il giornalismo digitale con Clara Attene, Teaching Fellow del Google News Lab, ad alcuni approfondimenti sulla Google News Initiative (GNI), il progetto avviato da Google per supportare il giornalismo di qualità nella sua transizione al digitale. A presentarli, Riccardo Terzi, Head of News partnership di Google in Italia e CEE. Grazie a questa collaborazione, per la prima volta in Italia saranno presenti i protagonisti di alcune delle realtà del mondo dell’informazione sostenute dalla Google News Initiative: l’8 novembre (ore 14) i fondatori di Chicas Poderosas, Noteworthy e The enemy condivideranno sul palco di Glocal le loro esperienze giornalistiche e di collaborazione con Google in una riflessione aperta con Annalisa Monfreda (direttrice Donna Moderna) e Marco Tedeschini Lalli. Introdurrà l’incontro Riccardo Terzi.Questi gli appuntamenti all’interno del Festival che avranno Google come protagonista
Giovedì 7 novembre
h 14:00 Strumenti di Google per la ricerca e la verifica di informazioni
h 16:00 Ricerca dati e data visualization con gli strumenti di Google
Venerdì 8 novembre
h 14:00 Locale e globale a braccetto: Google News Initiative un progetto per il giornalismo. Esperienze in corso e modalità per accedere
h 17:00 Locale e globale a braccetto: tavola rotonda sui nuovi progetti GNI
Sabato 9 novembre
h 14:00 Google e il futuro dell’informazione
con Richard Gingras intervistato da Mario Calabresi
http://www.festivalglocal.it

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Google, mi stai spiando? L’adozione di un’assistente digitale raggiunge l’85% in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 settembre 2019

Utenti italiani e utenti globali sono concordi nell’affermare che la tecnologia digitale ha avuto un impatto positivo sulle loro vite secondo il report State of Digital Lifestyles di Limelight Networks (Nasdaq: LLNW), fornitore leader di servizi cloud d’avanguardia. L’indagine condotta sui consumatori di nove paesi mostra infatti che l’adozione di dispositivi digitali è in aumento, tuttavia rimangono le preoccupazioni in termini di prestazioni e di problemi per la sicurezza.Assistenti digitali come Amazon Alexa e Google Home sono sempre più popolari: il 23% degli utenti italiani ne possiede uno e il 69% nell’ultimo anno, tuttavia gli assistenti digitali non vengono ancora considerati uno strumento essenziale. Quasi il 31% dei proprietari italiani di Alexa e altri dispositivi affermano che sarebbero disposti a rinunciarvi per almeno una settimana, e il 23% sarebbe disposto a smettere di usarli in modo permanente. Solo il 15% dei proprietari italiani ha dichiarato di non poter smettere di usare il proprio assistente digitale. Invece, il 45% percento degli intervistati in Italia ha dichiarato di non essere in grado di smettere di usare il proprio smartphone anche solo per un giorno e solo il 7% vi rinuncerebbe in modo permanente. La crescita della tecnologia digitale ha creato nuove preoccupazioni, con un numero significativo (38%) di consumatori in Italia che dichiarano di essere più preoccupati per le informazioni personali rubate online rispetto a un anno fa. La privacy dei dati è anche la prima preoccupazione nell’uso degli assistenti digitali.

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“OK Google, parla con Air France…”

Posted by fidest press agency su sabato, 31 agosto 2019

Air France soddisfa le esigenze dei clienti sempre più digital offrendo servizi tecnologicamente avanzati che utilizzano l’assistenza vocale. Ad esempio, da oggi, ovunque nel mondo i clienti della compagnia potranno controllare lo stato del proprio volo, consultare i relativi orari di partenza e arrivo o scoprire i servizi disponibili grazie a Google Assistant, disponibile su speakers intelligenti e smartphones compatibili.
“Voglio sapere se il mio volo AF1234 è in ritardo”, “Voglio conoscere i servizi a bordo del volo. Agli oltre 10 milioni di fan e followers che Air France conta sui diversi canali social, viene garantito dalla compagnia un servizio puntuale e tempestivo in grado di rispondere fino a 10.000 messaggi al giorno, in 9 lingue, compreso l`italiano, grazie alla competenza dei suoi agenti e di Louis, la chatbot che informa i clienti nel corso del proprio viaggio attraverso l’app di messaggistica istantanea di Facebook in tempo reale, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Su Messenger, inoltre, è stato di recente introdotto un nuovo sistema di pagamento che consente di prenotare i biglietti senza uscire dall’app.

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Google announces circular economy strategy

Posted by fidest press agency su sabato, 6 luglio 2019

Technology giant Google has unveiled a new sustainability initiative that it says could eventually expand to help solve larger challenges of global resource use. The company’s new ‘circular Google’ strategy includes a new drive to design technology products with recyclability and waste management built in, as well as efforts to reduce waste at datacentres and offices. However, the company said that it believes it can offer more to assist a broader shift towards a global circular economy.“As we built out this strategy, an intriguing insight emerged. An element of reaching a fully circular economy requires identifying, tracking and managing the overwhelming and globe-spanning swirl of materials. Thankfully, technological developments in the 21st century suggest a way to do so: to view all this stuff as information,” Kate Brandt, the company’s chief sustainability officer wrote in a blog announcing the strategy. “Considering the circular economy as an information challenge is inspiring for us at Google. It suggests that we can leverage our scale, resources and technological expertise to help the world meet resource needs.”
(font: cmail19.com, signed by: responsiblebusiness.com; global initiative 133 Cecil Street Keck Seng Tower #17-02A Singapore 069535)

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Is Google serious about pulling Google News out of Europe?

Posted by fidest press agency su domenica, 27 gennaio 2019

By Mathew Ingram. The European Union continues to debate proposals for toughening up copyright laws, including a rule that would require digital aggregators such as Google News to pay for publishing short excerpts from articles, even if they link to them. That has led to some saber-rattling from Google: on Tuesday, Jennifer Bernal, Google’s public policy manager for Europe, the Middle East and Africa, told Bloomberg that if the new EU rules go ahead, the company might have to remove Google News from the continent completely. But would the search giant really block all of Europe from using its news service over a copyright battle? Or are the threats a negotiating tactic, designed to put pressure on publishers and legislators and get them to water down their proposed laws? There’s evidence to support both scenarios.
For those who argue that the tech giant would never deprive an entire region of access to its news service, there is a compelling case to the contrary: when Spain implemented a similar “link tax” or “snippet tax” (as some like to call it) in 2014, Google blocked access to Google News for the entire country, and it remains blocked. Other countries, including Belgium and France, proposed similar taxes for excerpts several years ago, but Google ultimately settled these disputes by setting up “innovation funds” designed to help publishers improve their use of the internet. These funds were the beginning of what became the Google News Initiative, a $300-million commitment the company says is aimed at making media companies more digitally successful (and getting them to use more Google products).
Tuesday’s comments from Jennifer Bernal are not the first time the idea of Google News leaving Europe has been mooted, though: Richard Gingras, who is vice president of news for Google, raised the possibility of leaving Europe last fall, when the first proposals for the EU’s new regulations started to circulate. While he didn’t rule out removing Google News from Europe if the laws went ahead without modifications, he said the company wanted to work with European legislators and publishers to reach a solution. That made the threat of leaving sound a lot more like a negotiating tactic than a hard-and-fast decision.
At the moment, the proposed “link tax” law (formally known as Article 11) is tied up in debates within the EU, perhaps in part because of Google’s threat, but also because various member countries can’t seem to agree on how to implement it. Regardless of the wording, it seems clear that the proposed legislation would make life difficult for Google. But would it be difficult enough that the search company might pull out of Europe? That would be a significant gesture of defiance towards the EU, and Google is already on thin ice as it is. For example, the company has been criticized for its lackluster approach to the new General Data Protection Regulation or GDPR (it was just fined $57 million by French regulators for breaching the rules). Admittedly, that’s a paltry amount for Google, whose parent company Alphabet has more than $100 billion in annual revenue, but taking its Google News toys and going home isn’t likely to mend any fences with European regulators.And if Google does leave Europe, what happens to EU publishers who rely on Web traffic that comes through the service? When German publisher Axel Springer removed all of its content from Google News in 2014 to protest what it saw as the company’s theft of its content, the newspaper chain said its traffic dropped by more than 40 percent, and it quickly rejoined. Most estimates of the loss to Spanish publishers are somewhere in the 20-percent range, depending on the size of the outlet. But some argue the damage to news media from a Google News departure might not be that severe: for example, a Danish publisher noted on Twitter that the news service has never been available in Denmark and that media outlets in that country are better off as a result (although other media industry insiders questioned drawing too many conclusions from that example). (font: CJR Editors)

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Google e la new economy: Occhio ai diritti acquisiti

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 giugno 2017

google-building-44L’Antitrust europeo ha comminato a Google una multa di piu’ di due miliardi per abuso di posizione dominante, relativa all’uso del suo motore di ricerca per le vendite online (1). Forse e’ l’occasione perche’ si cominci realmente a mettere i puntini sulle “i” alla cosiddetta new-economy, tanto strombazzata e portata ad esempio come nuova frontiera del business e del lavoro. Alfieri mondiali, oltre a Google, sono Amazon e Facebook per eccellenza, ma con metodi che stanno coinvolgendo molti dei nuovi attori dell’imprenditoria mondiale e nazionale. Il fatto che Google, al pari di tanti altri attori di questa new-economy, sia dappertutto e innovativa per quanto riguarda metodi e contenuti di promozione e coinvolgimento, non ci deve fare abbassare la guardia per quanto riguarda i diritti degli individui, siano essi consumatori che lavoratori. Intatto quanto riconosciuto dall’Antitrust europeo contro Google e’ la stessa identica cosa che spesso il nostro Antitrust nazionale riconosce nei confronti di una miriade di piccole aziende che in Internet si prendono gioco degli utenti, rifilando loro prodotti che non rispondono a quanto pattuito o falsificando i dati promozionali, fino all’oscuramento e mistificazione della concorrenza. Che sia in provincia di Caserta o Padova o a Cipro o in qualche paradiso fiscale o nella Silicon Valley, cambia poco. I diritti sono tali, sempre e dovunque. Non solo, ma il fatto che, come nel nostro caso, si tratti di aziende colossi il cui manager si e’ fatto da se’ (partendo magari dal mitico garage sotto casa), o sia rampollo di una stirpe di industriali o sia frutto del sottobosco delle truffe casarecce maturate nella disperazione della disoccupazione o sottoccupazione delle periferie del mondo, non ci deve far demordere nel tenere alto il livello di guardia contro gli approfittatori di varia tacca. Aziende -grandi e transnazionali o piccole- che calpestano anche i diritti dei lavoratori, con paghe orarie e carichi di lavoro da far impallidire anche le piu’ tenui conquiste dei decenni passati. Il problema che ci dobbiamo porre e’ come far fronte al loro debordare da questi diritti. Spesso abbiamo a che fare, grazie anche alle forme di vendita via Internet, con aziende non di diritto italiano o comunitario, per cui l’opposizione o la chiamata in causa e’ pressocche’ impossibile (2), Gia’ il fatto di avere un diritto europeo e’ un passo avanti notevole rispetto al solo diritto italiano, ma nella fattispecie bisognerebbe avere la possibilita’ di un governo mondiale di queste situazioni. Nel frattempo -viste anche le feroci e oscurantiste opposizioni che vengono fatte anche per accordi commerciali transnazionali che potrebbero dare un forte contributo in merito- occorre tenere presente questo aspetto e cercare di ridurre il pericolo e il danno a cui siamo esposti. L’informazione -ovviamente- e’ il principe di questa strategia. E non certo l’informazione, per esempio, che diversi di questi attori della new-economy ci fanno arrivare: mirata e selezionata
(attraverso l’uso distorto dei cookie) ai nostri gusti, facendoci credere di essere, come consumatori e come cittadini, al centro del mondo, dell’economia e dell’informazione.(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Antitrust: multa di 2,42 miliardi di EUR a Google

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

google-building-44Bruxelles. La Commissione europea ha imposto a Google un’ammenda di 2,42 miliardi di EUR per violazione delle norme antitrust dell’UE. Google ha abusato della posizione dominante sul mercato in quanto motore di ricerca accordando un vantaggio illegale a un altro suo prodotto, il servizio di acquisto comparativo.
La società deve porre fine a tale comportamento entro 90 giorni o sarà soggetta al pagamento di una penalità fino al 5% del fatturato giornaliero medio mondiale di Alphabet, la società madre di Google.
Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza, ha dichiarato: “Google ha lanciato tanti prodotti e servizi innovativi che ci hanno cambiato la vita. Gli effetti sono indubbiamente positivi. Ma nella strategia attuata per il suo servizio di acquisti comparativi, non si è limitata a rendere il suo prodotto migliore di quelli concorrenti per attrarre più clienti. Google ha abusato della sua posizione dominante come motore di ricerca per promuovere il suo servizio tra i risultati della ricerca e per retrocedere quello dei concorrenti.Google ha tenuto un comportamento illegale ai sensi delle norme antitrust dell’UE perché ha impedito ad altre imprese di competere in base ai propri meriti e di innovare. Ma soprattutto, ha negato ai consumatori europei la possibilità di scegliere liberamente i servizi e di sfruttare appieno i vantaggi dell’innovazione.”
Strategia di Google per il suo servizio di acquisti comparativi
Il prodotto di punta di Google è il suo motore di ricerca che fornisce risultati di ricerca ai consumatori, che pagano per il servizio con i loro dati. Circa il 90% delle entrate di Google proviene dalle inserzioni pubblicitarie, come quelle proposte ai consumatori a seguito di una ricerca.Nel 2004 Google è entrata nel mercato distinto dei servizi di acquisti comparativi in Europa, con un prodotto inizialmente denominato “Froogle” e rinominato “Google Product Search” nel 2008 e “Google Shopping” nel 2013. Il prodotto consente ai consumatori di raffrontare i prodotti e i prezzi online e individuare offerte proposte da rivenditori online di tutti i tipi, tra cui negozi online dei produttori, piattaforme come Amazon e eBay e altri rivenditori.Quando Google ha introdotto il servizio di acquisti comparativi Froogle, erano già presenti sul mercato diversi operatori. Secondo i dati di cui disponeva all’epoca, Google era al corrente dei risultati scadenti di Froogle sul mercato (in un documento interno del 2006 si legge che Froogle simply doesn’t work / Froogle non funziona).Per essere competitivi, i servizi di acquisti comparativi si basano, in ampia misura, sul traffico: più è intenso, più le pagine sono cliccate e gli utili aumentano. Inoltre, l’aumento del traffico attira un maggior numero di rivenditori che vogliono proporre i loro prodotti attraverso il servizio di acquisti comparativi. Grazie alla sua posizione dominante nella ricerca generica su internet, il motore di ricerca di Google è un’importante fonte di traffico per i servizi di acquisti comparativi.
Dal 2008 Google ha operato un cambiamento di rotta nella strategia attuata per affermare il proprio servizio di acquisti comparativi sui mercati europei, facendo leva sulla propria posizione dominante nella ricerca generica su internet invece che sulla capacità di competere in base ai propri meriti.
Per formulare la sua decisione, la Commissione ha raccolto e attentamente analizzato una vasta gamma di prove, tra cui:
1) documenti di Google e di altri operatori del mercato risalenti all’epoca dei fatti;
2) grandi quantità di dati oggettivi, tra cui 5,2 terabyte di risultati della ricerca su Google (circa 1,7 miliardi di ricerche);
3) esperimenti e indagini finalizzati ad analizzare soprattutto l’impatto della visibilità dei risultati della ricerca sul comportamento dei consumatori e sulla percentuale di clic;
4) dati finanziari e sul traffico che attestano l’importanza commerciale della visibilità dei risultati della ricerca su Google e le conseguenze della retrocessione;
5) un’ampia indagine di mercato sui clienti e sui concorrenti nei mercati interessati (con questionari inviati dalla Commissione a diverse centinaia di imprese).

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Public Accounts Committee’s (PAC) critique of the Google tax deal

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2016

google-building-44Crawford Spence, who is Professor of Accounting at Warwick Business School and is currently researching tax avoidance, has made the following statement:”The Public Accounts Committee’s (PAC) critique of the Google tax deal really highlights how Britain is out of sync with international trends on tax avoidance. In spite of strong rhetoric from HMRC and the government about companies paying their ‘fair share’ of tax, Britain continues to undermine attempts by the OECD to bring about harmonisation in tax practice across borders.
“One thing that Britain offers is the ‘patent box’ scheme which allows companies who register patents to pay lower rates of corporation tax. Another thing that Britain does is these back door deals with companies like Google, who pay pitifully small amounts of tax in comparison to the revenue that they actually generate. “The PAC have called for HMRC to ‘lead the way in pressing for changes to international tax rules to prevent aggressive avoidance by multinational companies.’ However, those international rules already exist in the form of the OECD BEPS action plan.If the British government is actually serious about tax avoidance, then all it needs to do is to simply stop undermining these international initiatives with contradictory policies and opaque, limp-wristed negotiations with big companies. We can’t have it both ways. Being tough on tax avoidance and having a competitive tax regime do not go hand in hand.”

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Attività de L’Officina dei Nuovi Lavori per diffondere le competenze digitali tra i giovani

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2015

google-building-44Roma martedì 6 ottobre ore 11.50 – 12.30 via del Quadraro 102. Relatori sono:
Jacquelline Fuller, direttore di Google.org
Alfonso Molina, professore di Strategie delle Tecnologie all’Università di Edimburgo e direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale
Anna Ascani, Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, Camera dei Deputati

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Arrivano i “digitalizzatori”

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2015

bariLunedì 20 luglio alle 10,30 alla Camera di commercio di Bari verrà presentato alla stampa ed agli operatori economici il progetto “Eccellenze in digitale”, di cui l’ente camerale barese è soggetto attuatore insieme ad altre 63 camere di commercio italiane. Dopo i saluti di Alessandro Ambrosi, presidente Camera di Commercio di Bari la video presentazione sarà curata da Domenico Mauriello, responsabile Centro Studi Unioncamere e da Valeria Lanzolla e Vito Macina, i due digital strategist, formati da Google e Unioncamere, che nei prossimi nove mesi saranno i riferimenti del progetto nel territorio Bari/Bat. Le conclusioni sono a cura di Angela Partipilo, segretario Generale Camera di Commercio di Bari. Il progetto “Eccellenze in digitale” ha per obiettivo aiutare l’artigianalità italiana, nell’epoca dell’economia digitale, a crescere sul mercato globale. Sono difatti ancora troppo poche le PMI italiane che utilizzano l’e-commerce, il 5,1% secondo uno studio recente di Unioncamere. Eppure il web è prodigo d’opportunità d’affari: nel 2014 è stato del 22% l’incremento delle ricerche di prodotti e servizi Made in Italy attraverso smartphone e tablet. La Moda è la più ricercata, il turismo e l’agroalimentare hanno i maggiori tassi di crescita. Il compito dei “digitalizzatori” baresi sarà quello di sensibilizzare le aziende del Made in Italy locale, dedite alla realizzazione di prodotti nel settore agroalimentare, dell’artigianato/manifatturiero o del settore turistico (agriturismi, masserie didattiche, agrimusei, turismo culturale) sulle opportunità offerte dal digitale. Nel corso del progetto, i due digital strategist saranno coadiuvati da un funzionario della Camera di Commercio di Bari, dott. Francesco Mininni, con l’obiettivo di rispondere al meglio alle esigenze del mondo produttivo.

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Donazione di Google per realizzare nuovi laboratori e percorsi formativi sulle digital skills per oltre 10 mila giovani in due anni

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2015

google-building-44Google e Fondazione Mondo Digitale hanno presentato oggi l’Officina dei Nuovi Lavori, un nuovo spazio con quattro laboratori didattici e percorsi formativi volti a diffondere le competenze digitali e realizzare attività di orientamento professionale per più di 10 mila giovani.Realizzata grazie a una donazione di Google, l’Officina dei Nuovi Lavori è stata inaugurata oggi alla presenza del ministro Giuliano Poletti (Lavoro e Politiche sociali) e del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. L’iniziativa è promossa in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Regione Lazio e Roma Capitale e ha il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.Obiettivo dell’iniziativa è formare nei prossimi due anni oltre 10.000 giovani tra i 15 e 29 anni, con precedenza a coloro che non studiano e non hanno un’occupazione, attraverso corsi settimanali della durata di 22 ore, con l’obiettivo di combattere la dispersione scolastica e realizzare attività mirate di formazione e orientamento professionale per giovani ai margini del sistema formativo e lavorativo italiano.Dal digital manufacturing all’innovazione d’impresa, dal gaming alla realtà immersiva, l’Officina dei Nuovi Lavori propone una vera e propria esperienza immersiva digitale con l’obiettivo di formare i giovani su nuove competenze e favorire sin da subito un confronto con aziende e professionisti. Gli studenti potranno prendere parte ad attività formative specifiche nei 4 diversi ambienti didattici realizzati negli spazi dell’Officina:
● fab lab: imparare ad utilizzare laser cut, stampante 3D e gli altri strumenti tipici di un fab lab
● video lab: corsi di video making con animazione 3D ed effetti visuali
● game lab: game development e interactive storytelling
● immersive lab: tecnologia immersiva e realtà aumentata.
A ciascun percorso formativo vengono inoltre associate attività legate allo sviluppo di soft skills (leadership, team building, motivazione). L’Officina dei Nuovi Lavori è situata presso la Città educativa di Roma in Via del Quadraro 102. È possibile iscriversi ai corsi compilando il modulo online al seguente link http://www.mondodigitale.org/call4youth.

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Apple is no longer the most valuable brand in the world

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 Maggio 2014

alexIt lost the top spot to Google! But what are the reasons behind Tim Cook’s downfall? It turns out that Steve Jobs’s renowned tendency to ruthlessly refine his products still cultivated by Apple might actually work against the company. Conversely, Google’s fast, aggressive and varied product turnovers may have contributed to its 40% rise in value in 2014. Using Millward Brown’s latest data we have created an infographic presenting top 10 most valuable brands of 2014 that also tries to explain the reasons behind Google’s sudden rise to power. You can check out the infographic here: http://comparisons.finance sonline. com/ comparison-of-the-most-valuable-brands-of-2014/. From the infographic, you can find out that: Google’s strategy is to excite the crowds by launching beta versions (like Google Glass) early on while Apple prefers to smooth out their products before their release. Apple has the biggest drop in value (by 40%) among the top 10 brands on the list I’m sure your readers would be interested in learning how Google managed to wrestle the most valuable brand title from seemingly almighty Apple and which other companies made it to the list.Would love to know your thoughts. The infographic is free to use, just credit us, the creators, as source.(alex)

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Google Will Not Remain the Only Non-Automotive Participant in the Market for Driverless Cars For Long

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2013

Google 貼牌冰箱(Google Refrigerator)

Google 貼牌冰箱(Google Refrigerator) (Photo credit: Aray Chen)

London The European legislation – and the various disparate versions from each member state – has not taken a call yet on what sort of automated vehicles can be permitted on public roads for personal use. Although the purpose of the automated driving initiative is supposed to take road safety to the next level, the current legislative vacuum is hindering automakers from launching their automated vehicles they have in store. BMW and Mercedes-Benz have already developed production-ready automated vehicles, which are capable of commuting on a driverless mode. They have chosen however, to disable the functionality due to legislative and real-world imperatives, restricting it to merely assist in traffic jam situations and parking manoeuvres.At the same time Google is making an impressive step forward with its self-driving vehicle project. For a non-automotive participant, this creates sufficient attention for a participant such as Google moving outside its core competence. While traditional automakers such as BMW, Audi, Mercedes-Benz, General Motors, and others are yet to make a firm statement on the confirmed launch of vehicles with highly- and fully-automated modes at a decided price, Google is going all out to create vehicles that do not need a driver inside. It remains to be seen, if consumers will trust the likes of a Google in any manoeuvre other than navigation, app-based POI information, etc.
Legislation and the efforts of traditional automakers aim at ensuring that potentially self-driving vehicles reduce the probability of road-crashes. Google, on the other hand, is looking at the same as a potential business opportunity to leverage technology to ensure that driver distraction does not result in dangerous situations, as the vehicle drives itself. “For Google, it is clearly about connecting the dots. Their solution portfolio covers a plethora of commuting-related services such as connected navigation, Location-based Services either through Google Now or using a pair of Google glasses,” Mr. Natarajan continues. “They have the ability to liaise with channel partners to put internet into the cars and ensure that the occupants spend more time using some sort of a Google application or the other; one potential application while outside of such a Google-vehicle is to bring you one, say, as an automated taxi, should you need help in case of a breakdown. So, all it takes for them is a vehicle that can drive itself so that people maximise their time using Google’s solutions.” In the United Kingdom however, wearing Google glasses while driving is a punishable offense. Google is, therefore, trying to shift the driving responsibility from the driver to an automated driving module, so that the human driver is downgraded to an occupant of the vehicle, free to use Google glasses, legally so.
A strategic action point for Google to consider would be to cooperate with original equipment manufacturers (OEMs) which do not have an action plan to launch an automated driving vehicle in the near future; even more so, with OEMs that do not have the best of ADAS and connectivity systems in their portfolio. Google’s solution could be a packaged bundle that takes a two-pronged approach of both active safety and in-vehicle connectivity. A possible proposition is to fit an optional Google-X add-on to a capable vehicle model, on the condition that the OEM would avail of an infotainment package from Google. The much ado about Software-over-the-air and Firmware-over-the-air need not result in nothing, if this proposition is a reality. Thus, the idea would be one of Google making Android-like automated driving modules, compatible with a specific list of cars.Apple has also established an automated vehicle research arm. Google and Apple are the two big names that have revolutionised digital media: in your pocket as a phone, on your desk as a tablet or a computer, in the living room as a television; and now, both giants are likely to provide the customer with an infotaining environment on the move as you are seated in a vehicle. In the automated driving space, much like their electronic advent, one could expect Google to be hardware-agnostic, creating adaptable platforms (perhaps even opensource), whereas Apple could be looking to leverage its technical prowess in sleek hardware development and purpose-built software for the same.What one can expect in the next five years is a vehicle that is capable of driving itself but still holds the driver responsible for the driving task; some cars make driving decisions more often than others, which is referred to as the divide between semi- and highly-autonomous cars. Fully-autonomous cars do not require a human to be present inside to drive the vehicle. As a consequence, such a vehicle will not need the same architecture as a vehicle of the present day: steering wheel, brake-pedal, throttle, gear-shift, parking brake, etc., could all be removed and the vehicle would have more space for comfort, convenience, and infotainment features throughout. If such a vehicle would not need a driver inside, this is likely to pave way for a whole new business model, named driving-as-a-service, which – similar to software-as-a-service – works on a thin-client mode, whereby the hardware at the remote site needs to be compatible only with the interface rather than being capable of running the background codes, and vehicles of the future may only need to provide inputs to a driver seated outside of the vehicle.Such a scenario however, requires road-operators, infrastructure providers (smart-grid, V2X, among others), telecom operators, telematics service providers, insurance companies, and also fleet operators as stakeholders. “If these entities come together and help legislation formulate the most practical and most appropriate set of regulations, we then have cars that drive themselves, under someone’s monitoring,” Mr. Natarajan concludes. “Even in tunnels, such vehicles can follow non-automated manually driven vehicles, if concerns exist about connectivity losses. But whatever be the case, there need to be multiple redundancies such as duplicate telematics boxes, dual connectivity modules, V2X on top of telematics & ADAS, to name a few.”

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Ancora attacchi alla privacy

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2013

16 paesi, Stati Uniti in primis, hanno chiesto a Yahoo! tra i principali portali internet globali, di fornire informazioni sui propri utenti nei primi sei mesi del 2013.Nessun dubbio, che queste richieste ci siano state perché Yahoo! lo ha comunicato ufficialmente venerdì: sono, infatti, ben 29 mila le richieste di informazioni sui suoi utenti provenienti da 16 paesi ricevute sin dall’inizio dell’anno, ma la stragrande maggioranza dall’amministrazione americana. Nella sua prima relazione denominata “trasparenza”, il motore di ricerca ha detto di aver ricevuto 12.444 richieste da parte delle autorità statunitensi nei primi sei mesi del 2013. Si tratta di tutti i tipi di richieste di dati, ha sottolineato Yahoo!, sia da autorità giudiziarie o dalle autorità degli Stati Uniti di sicurezza nazionale in virtù della legge FISA (Foreign Intelligence Surveillance Act) e NSL (nazionali Lettere di sicurezza). Ma il governo degli Stati Uniti, ha sottolineato la società, “ci proibisce di rivelare ulteriori dettagli sul numero di applicazioni”. Ron Bell, il principale membro dell’ufficio legale di Yahoo! ha tentato comunque di rassicurare il pubblico dichiarando che “che le richieste dei governi sono fatte legalmente e agli effetti di legge.” Se é pur vero che, per quanto dichiarato da Yahoo! nel 55% dei casi sono state fornite informazioni “senza contenuto”, come nomi o la geolocalizzazione, e per il 6% non si riescono a fornirne, resta circa un 40 % di dati per così dire più significativi o meglio invasivi che, comunque, per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” vanno a ledere la sfera della riservatezza degli utenti.Tra i 16 paesi e territori richiedenti Yahoo! ci sono in Australia , Hong Kong, l’ India , Nuova Zelanda, Taiwan, Francia, Germania, Irlanda, Gran Bretagna, Brasile e anche l’Italia. Non é dato sapere, però cosa abbiano richiesto le autorità italiane ed i dati di chi.É ovvio, per lo “Sportello dei Diritti”, dopo che Google, Microsoft, Facebook ed infine Yahoo! hanno rivelato sin dalla fine di agosto, che più di 70 stati avevano chiesto informazioni sui propri utenti nella prima metà del 2013, si pongono seri problemi di tutela della privacy dei cittadini che semplicisticamente vengono giustificati e archiviati in tutta fretta dagli stati come conseguenze delle esigenze di sicurezza nazionale. Le rivelazioni circa il programma di sorveglianza degli Stati Uniti, per cui l’Agenzia per la Sicurezza americana, NSA, (National Security Agency) ha ricevuto dalle multinazionali della rete e dell’informatica migliaia di dati digitali relativi agli utenti Internet, a questo punto potrebbe essere la punta di un iceberg di un Grande Fratello che spia le nostre vite utilizzando uno strumento divenuto indispensabile nella vita quotidiana: la rete. Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, si augura, quindi, che alla luce delle dichiarazioni delle principali società che operano su internet, non ultima Yahoo!,
che vedono coinvolta anche l’Italia, vi siano i dovuti chiarimenti da parte del governo italiano e una più severa regolamentazione dell’accesso ai dati sensibili dei cittadini che paiono, allo stato, indiscriminatamente a disposizione delle autorità nazionali.

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Nuova edizione Google Currents

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 aprile 2012

Image representing Google as depicted in Crunc...

Image via CrunchBase

E’ ora disponibile infatti pure in Italia Google Currents, la nuova applicazione realizzata per tablet e smartphone di Apple e Android, che consente di sfogliare riviste online e altri contenuti di natura editoriale con un semplice tocco. Google Currents permette di ricercare e leggere in versione integrale articoli pubblicati dai principali editori internazionali, in un formato ottimizzato per smartphone e tablet. Video, immagini e parole, su schermi di qualsiasi dimensione e anche in modalità offline.
Oltre alle applicazioni che permettono una interazione con MolecularLab, attraverso la community o i calcolatori scientifici, il sito amplia i suoi sforzi per offrire una edizione ottimizzata per Google Currents.
Un team specializzato, concerterà le sue forze nell’offrire informazioni aggiornate e curate anche su questa nuovo ed innovativo sistema. MolecularLab è presente con queste categorie:
– News, che racchiude tutte le ultime notizie di carattere medico scientifico.
– Eventi, in cui è possibile vedere i prossimi appuntamenti di scienza segnalati da MolecularLab
– Omg!Science!, questa sezione, racchiude tutti gli articoli di divulgazione creati dalla squadra di irriverenti autori.
– Forum, per leggere gli ultimi post dalla community
Se non volete perdervi nessuna delle nostre notizie, anche tramite iPhone, iPad e Android. Basterà scaricare l’applicazione da questa pagina dedicata per seguire subito MolecularLab su Google Currents.
Cosa aspetti? Scarica subito Google Currents e accedi all’edizione di MolecularLab tramite il link: https://www.google.com/producer/editions/CAowmpTgAQ/molecularlab
In Italia, Google ha lavorato con diversi editori affinché le loro pubblicazioni fossero disponibili in Currents. Tra questi Adnkronos, La Stampa, Il Sole 24 ore, Class Editori, MolecularLab e tanti altri. La nuova applicazione è disponibile a livello internazionale in 46 lingue e si avvale del Traduttore di Google per consentire agli utenti di tradurre automaticamente le loro edizioni preferite nella propria lingua.
Il mondo della ricerca scientifica si basa su una comunicazione orizzontale delle scoperte e delle ricerche. La possibilità di avere notizie sulle ultime scoperte scientifiche, e un punto di incontro e discussione, permette di avere la possibilità di confrontarsi tra ricercatori, in modo da facilitare il proprio lavoro.
MolecularLab.it ha diversi obbiettivi:
– Fornire le ultime notizie e scoperte rilevanti in campo biotech, medico e molecolare
– Sviluppare la creazione di una comunità, consentendo l’incontro e lo scambio culturale tra ricercatori, docenti ed aziende.
– Approfondire tecniche di biologia molecolare e tecnologie cellulari con una sezione didattica orientata all’ambiente universitario, arricchita con video e animazioni interattive
In linea con questi principi MolecularLab.it offre anche sistemi innovativi di diffusione delle notizie, attraverso News Ticker per diffondere le notizie su altri siti interessati, attraverso l’RSS e le possibilità di essere aggiornati su certe categorie o argomenti, sullo stesso ordine di idee anche iCal, che permette la diffusione di appuntamenti come calendario remoto, o le integrazioni con alcuni browser.
Fondato nel 2003 da Riccardo Fallini, il suo numero di utenti è aumentato grazie anche alle numerosi caratteristiche aggiunte nel tempo, sezioni per neofiti, una community ed un forum, ed un’importante sezione News con un database di più di 7500 notizie, che associato a strumenti di personalizzazione online permettono all’utente di interagire facilmente con il sistema esplorando e conoscendo la sezione news. http://www.molecularlab.it/about/

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