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CVS-Aetna Merger: AHF Urges Court to Stop the ‘800-pound Gorilla’

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Friday, Judge Richard J. Leon of the U.S. District Court for the District of Columbia heard closing arguments from attorneys for the parties and also from several friends of the court (amicus curiae) opposed to the nearly $70 billion acquisition of Aetna by CVS Health. While he did not issue a decision, Judge Leon stated his intent to issue that decision in the not-so-distant future, noting that the merger potentially has “grave consequences to millions of people.”Last month, amici witnesses from AIDS Healthcare Foundation (AHF), the American Medical Association (AMA), Consumer Action and U.S. PIRG testified about the negative impact the merger would have on pharmacies, health plans and patients. During closing argument Friday, AHF emphasized that the judge should not rubber stamp the merger, which the U.S. Department of Justice has already blessed subject to Aetna’s divestiture of its Medicare Part D plan. Rather, AHF urged, the judge has a duty to evaluate whether the proposed settlement makes a “mockery of judicial power” because the Department of Justice failed to consider numerous concerns and harms to the public interest that will flow from the merger.At the end of its oral argument, while AHF urged the court to reject the merger settlement, AHF also proposed a third path for the court – beyond mere approval or rejection of the proposed settlement. AHF proposed that the court consider conduct remedies; that is, remedies that would address the vertical integration concerns raised by AHF. These remedies include adding to any settlement:A provision requiring that all rival pharmacies have non-discriminatory access to CVS Caremark’s pharmacy networks at fair reimbursements that cover actual drug costs and dispensing costs.
A provision that managed care plans should not be denied access to CVS Pharmacy networks, and that managed care plans’ access should be at a fair price.A provision that all Aetna plan members must be allowed to opt out of any CVS/Caremark specialty or other mail order programs.

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Il partito dell’amore

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Mi spiace, sarò cattivo in questo Natale alla melassa, ma quando ho sentito il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, invocare il partito dell’amore, un brivido mi è corso lungo la schiena. Mi è venuto in mente quanto ha ricordato oggi anche Lucia Annunziata su “La Stampa”: il terribile Ministero dell’Amore di George Orwell in 1984…“Fra tutti il ministero dell’Amore era quello che incuteva un autentico terrore. Era assolutamente privo di finestre. Accedervi era impossibile, se non per motivi ufficiali, e anche allora solo dopo aver attraversato grovigli di filo spinato, porte d’acciaio e nidi di mitragliatrici ben occultati.Anche le strade che conducevano ai recinti esterni erano pattugliate da guardie con facce da gorilla, in uniforme nera e armati di lunghi manganelli…”.Il ministero dell’Amore è uno dei quattro ministeri che coadiuvano il Grande Fratello nel governo dell’Oceania. Si occupa di reprimere ogni sintomo di dissenso contro il Grande Fratello e contro il Socing, il partito che governa dispoticamente l’Oceania. Il suo nome è paradossale, così come paradossale è il partito dell’amore di Berlusconi. Da una parte, infatti, il premier invoca il partito del “volemose bene” come base per la ricostruzione di un clima di concordia nazionale, humus ideale per le riforme istituzionali. Dall’altra, con una strategia precisa e dagli obiettivi inequivocabili, ovvero tirarsi fuori dai suoi guai giudiziari, piega il Parlamento, ormai ridotto a Zittamento. Basta guardare il calendario dei lavori parlamentari di gennaio. Ecco le priorità del governo: legittimo impedimento, processo breve e lodo Alfano per via costituzionale. Il tutto coadiuvato dai “portavoci a vario titolo” del partito dell’amore, che dicono chiaramente e senza mezzi termini che sulla giustizia andranno avanti anche da soli. Allora, mi domando, di cosa stiamo parlando, a cosa dovrebbe servire questo partito dell’amore, quali siano le basi sulle quali dovrebbe germogliare l’amore tra maggioranza ed opposizione. Qui c’è una maggioranza che vuole farsi da sola la riforma della giustizia, per mettere il premier al riparo dai suoi guai, ma che poi vuole dialogare con l’opposizione su non si sa bene quali riforme. Le chiacchiere, come dice qualcuno, stanno a zero e Berlusconi, si sa, non è uno statista. Le riforme che ha in testa sono solo quelle a suo uso e consumo ed il partito dell’amore è solo un atto di cesarismo. Con l’amore non si ottiene uno stato più efficiente. Con l’amore non si restituisce ai cittadini assistenza e beni all’altezza delle tasse pagate. Con l’amore i cassintegrati, i disoccupati, gli operai licenziati non arrivano alla fine del mese. Di questo vogliamo parlare e di queste riforme vogliamo discutere in Parlamento. Ma nella famigerata stanza 101, nelle segrete del ministero dell’Amore, l’obiettivo è un altro e solo gli ingenui possono pensare che si tratti del bene del Paese.    (Massimo Donadi, parlamentare Idv)

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