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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘governance’

La governance degli esami di laboratorio sia affidata agli specialisti

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2021

“Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) evidenzia la necessità di puntare sulla medicina del territorio, ma diventa necessario assicurare una governance da parte dei professionisti di laboratorio per garantire l’affidabilità dei risultati ovunque questi siano effettuati”. E’ quanto affermato dalla dr.ssa Laura Sciacovelli, Presidente Nazionale della Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica (SIBIOC) durante una diretta Facebook organizzata oggi dalla Società Scientifica. “La nostra disciplina ha subito una forte evoluzione e trasformazione negli ultimi decenni – ha proseguito la dr.ssa – grazie al progresso scientifico e allo sviluppo di nuove tecnologie e metodologie che hanno permesso di eseguire milioni d’esami ogni anno. Lo stato di emergenza dovuto al Covid-19 ha tuttavia evidenziato che la politica di risparmio delle risorse, soprattutto umane, ha messo in grosse difficoltà il sistema sanitario. Nell’ultimo anno e mezzo, contraddistinto dalla pandemia, il laboratorio ha avuto un ruolo centrale per la diagnosi ed il follow-up della malattia ed i professionisti di laboratorio hanno dato grande prova di responsabilizzazione nel far fronte alle nuove esigenze. Il numero degli esami di laboratorio, anche quando molti reparti ospedalieri sono stati convertiti in “reparti COVID”, per la gestione dei pazienti affetti dalla malattia, e molti ricoveri non urgenti sono stati rimandati, non è mai significativamente diminuito. Grande impegno è stato richiesto agli specialisti di laboratorio, non solo per l’esecuzione di un altissimo numero di esami per diagnosticare la malattia ma, anche, per validare i sistemi analitici che sono stati immessi sul mercato. Ora, grazie a questo, abbiamo a disposizione sistemi analitici che rispondono a specifiche di elevata qualità. La terribile pandemia ci ha insegnato a gestire le emergenze e a capire quanto sia importante essere sempre pronti ad affrontare nuove situazioni impreviste”. “La ricerca scientifica ci sta portando sempre più verso la medicina personalizzata e di precisione – ha proseguito sempre durante la diretta Facebook la Presidente Sciacovelli -. Questo sta avvenendo in molte branche della medicina come, per esempio, l’oncologia, la neurologia o la reumatologia dove si stanno affermando nella pratica clinica terapie farmacologiche estremamente efficaci. Uno dei nostri obiettivi primari è garantire l’appropriatezza diagnostica e terapeutica attraverso gli esami di laboratorio che svolgiamo quotidianamente e la partecipazione attiva ai team clinici per la definizione dei Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PTDA) nei vari ambiti specialistici. Diventa perciò fondamentale investire nella medicina di laboratorio perché è estremamente importante garantire il miglior stato di salute per il paziente ed il cittadino”. Inoltre, nella piena consapevolezza del ruolo che la Medicina di Laboratorio ha nella società, grande attenzione pone SIBioC ai giovani professionisti – la presenza della Dr.ssa Bellini nella diretta Facebook è l’espressione di questa volontà. Progetti di formazione e di sviluppo delle competenze, indirizzati soprattutto ai giovani professionisti, e la divulgazione di autorevoli documenti di consenso sono gli strumenti che SIBioC mette a disposizione per un futuro basato su qualità e preparazione, elementi fondamentali per il progresso in ambito sanitario e del Paese.

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Abbattere i preconcetti sulla governance delle imprese a conduzione familiare

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2021

A cura di Alain Caffort, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. Nonostante i rendimenti interessanti generati dalle società a conduzione familiare, gli investitori rimangono cauti su questo universo.Un pensiero comune è che le aziende a conduzione familiare abbiano strutture di governance deboli, una percezione rafforzata anche dal giudizio delle agenzie di rating indipendenti, che si pronunciano periodicamente su questi aspetti.La nostra opinione è che la rigida applicazione delle metriche di governance stabilite delle agenzie di rating sia poco adatta per giudicare come vengono condotte e gestite le aziende familiari. Questi parametri non solo ignorano molti dei vantaggi che la conduzione familiare apporta alla gestione aziendale, ma perdono anche di vista le prove empiriche: a parità di capitale impiegato, le aziende a conduzione familiare generano rendimenti migliori a un rischio inferiore. Le critiche sollevate dalle agenzie di rating si basano su tre dimensioni della governance delle aziende a conduzione familiare: struttura del Consiglio di Amministrazione, diritti degli azionisti e retribuzione dei dirigenti. Ma ci preme dimostrare che, nonostante la mancanza di indipendenza del Consiglio di Amministrazione, le aziende a conduzione familiare tendono ad avere rendimenti più elevati, mantenendo al contempo una minore leva finanziaria. Considerato che la disciplina finanziaria è uno degli elementi chiave per valutare l’indipendenza del Consiglio di Amministrazione, le aziende a conduzione familiare non dovrebbero essere penalizzate su questo aspetto. Per quanto riguarda i diritti degli azionisti, la remunerazione indipendente, l’audit e i comitati per le nomine sono più importanti dell’indipendenza del Consiglio di Amministrazione. Infine, guardando alla retribuzione dell’Amministratore Delegato, non ci sono prove che dimostrino il fatto che le famiglie proprietarie utilizzano la loro posizione privilegiata per premiarsi in modo eccessivo. Le aziende a conduzione familiare sono generalmente meno indebitate rispetto alle loro rivali, in base al rapporto tra debito netto e utili rettificati. Ciò è importante, perché la solidità del bilancio è un parametro fondamentale per la protezione del capitale.Pertanto, l’indipendenza del Consiglio di Amministrazione dovrebbe essere un buon indicatore della performance aziendale relativa. Ma non lo è. Le prove dimostrano che, sebbene le aziende a conduzione familiare abbiano generalmente Consigli di Amministrazione meno indipendenti, presentano rendimenti migliori e standard di disciplina finanziaria più elevati rispetto alle società non finanziarie. Le ricerche condotte da HSBC mostrano che, a livello regionale, non esiste alcuna correlazione tra l’indipendenza del Consiglio e le prestazioni aziendali – è probabile che le differenze si riducano ai diversi modi in cui nei vari Paesi vengono applicati i diritti degli azionisti. Esiste, invece, una correlazione a livello settoriale, che abbiamo analizzato concentrandoci sul settore dei beni di lusso, perché queste società tendono a presentare famiglie dominanti in possesso di quote di proprietà molto rilevanti. Abbiamo scoperto che in questo settore esiste una correlazione inversa tra i punteggi di governance/indipendenza del Consiglio e i rendimenti per gli azionisti. Le aziende a conduzione familiare hanno performance così positive rispetto ad altre aziende che devono porsi seri interrogativi sui motivi per cui hanno ottenuto un punteggio insoddisfacente dalle agenzie di rating in merito alla governance. È giusto pensare che le società a conduzione familiare siano gestite in modo peggiore rispetto alle loro omologhe non a conduzione familiare, nonostante la costante generazione di rendimenti migliori per gli azionisti con rischi minori per il capitale degli investitori? A nostro avviso, no. Pertanto, crediamo che queste società siano un investimento eccellente e troppo spesso trascurato, soprattutto se le loro strutture di governance vengono analizzate con maggior dettaglio. (abstract fonte: https://www.am.pictet/it/italy/articoli/2021/idee-di-investimento/04/abbattere-i-preconcetti-sulla-governance-delle-imprese-a-conduzione-familiare#overview

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“Con scelta Draghi su governance a Franco poteri assoluti. Parlamento è ancora luogo sovrano?”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

“Con la scelta di affidare al Mef l’interezza della governance sul Recovery plan si danno a Franco poteri enormi e assoluti su centinaia di miliardi. Il principale documento di politica economica del prossimo decennio deve essere concertato dal Parlamento, luogo sovrano, e non dalle tecnostrutture dei ministeri. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza manca di aspetti cruciali, con nessun ruolo per lo spettacolo e pochi incisi per la cultura, lo sport e l’editoria. La reale entità dei fondi destinati alla digitalizzazione è pari a 3 miliardi, nemmeno l’investimento di base per una Nazione del G7. La riscrittura dovrà mettere al centro questi temi.”Così il Responsabile Nazionale Innovazione di FDI capogruppo di FDI in commissione VII, deputato Federico Mollicone.

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Come capire la Governance pubblica?

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Ma soprattutto come migliorarla? Edoardo Ongaro nel suo nuovo libro per Egea si affida al pensiero filosofico certo che possa dare un contributo decisivo. La tesi di fondo di Filosofia e governance pubblica, (Egea 2021; 204 pagg.; 29,50 euro), il nuovo libro di Edoardo Ongaro, è che il pensiero filosofico possa fornire un contributo decisivo alla comprensione della governance pubblica. A sostegno di questa tesi, Ongaro esamina le discipline che studiano la pubblica amministrazione e la governance pubblica. Dal management e dall’ economia alla scienza della politica e al diritto dal punto di vista delle questioni filosofiche fondative e invita così ad un ripensamento complessivo della governance pubblica. Il Covid 19 ha accelerato lo sgretolamento delle certezze di un mondo che aveva attribuito un valore assoluto a conquiste che però per definizione tali non possono essere. Sono cadute le certezze del Welfare State, sono cadute le certezze di sistemi democratici che avrebbero favorito l’uguaglianza tramite il voto universale, messo poi in crisi dalla crescente concentrazione delle ricchezze. Quindi il lavoro propone una concezione ampia di amministrazione pubblica come una scienza interdisciplinare, una professione, un’arte e una forma di umanesimo pratico, e permette così di approfondire questioni di ontologia, di filosofia politica, di epistemologia connesse sia alla ricerca che alla pratica della pubblica amministrazione.
Edoardo Ongaro è professore ordinario di management pubblico alla Open University del Regno Unito e Visiting Professor all’Università Bocconi. È Membro del Consiglio di Amministrazione dell’International Institute of Administrative Sciences (IIAS) ed è stato Presidente del European Group for Public Administration (EGPA) nel periodo 2013-19.

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Nell’atto di indirizzo della Ministra Azzolina una nuova visione della governance scolastica

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2021

Nei 10 punti dell’Atto di indirizzo politico-istituzionale per l’anno 2021 che definisce “le priorità politiche sulla base delle quali il Ministero dell’istruzione definirà gli obiettivi strategici dell’Amministrazione” si legge una chiara “visione strategica” per un sistema scolastico che guarda ad un nuovo modello: FINALMENTE il sistema scolastico è declinato in TUTTI gli aspetti che ne determinano il funzionamento organizzativo, didattico e amministrativo a partire dalla sua “cellula vitale” che è la moderna scuola autonoma. Appena un anno fa, Ancodis scriveva che “L’attenzione ed il rispetto per il lavoro delle figure di sistema impegnate sulla base di deleghe e conseguenti responsabilità è un dovere per lo Stato che non può non dare seguito all’art. 36 della Costituzione…” e cioè riconoscere per tutti gli operatori della scuola la qualità del servizio reso, la quantità del lavoro svolto ed il tempo impiegato per lo svolgimento. Oggi i collaboratori dei dirigenti scolastici e tutte le figure di sistema prendono atto che, al paragrafo 5 – “INCENTIVARE I PROCESSI DI RECLUTAMENTO, FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL PERSONALE SCOLASTICO” – si pongono in evidenza quattro parole-chiave non più censurabili nel dibattito politico e sindacale: FORMAZIONE docente “continua coerente alle aree di rispettiva competenza, a partire dalla definizione di percorsi di formazione obbligatori, documentati in un sistema digitale che costituisce il portfolio delle professionalità”; VALORIZZAZIONE e CARRIERA professionale del personale scolastico che “connoti il ruolo, dal momento della immissione fino al collocamento a riposo, su base meritocratica”; area del MIDDLE MANAGEMENT “cui possano accedere, secondo modalità trasparenti, docenti capaci, per esperienza, professionalità e vocazione, di gestire attività complesse formalmente delegate, tra quelle di competenza del dirigente scolastico, anche al fine di determinare nuove e più compiute professionalità che possano successivamente concorrere al ruolo della dirigenza scolastica con un bagaglio di esperienza organizzativa e di sensibilità amministrativa maturato in tale nuova area professionale”.Appare evidente che il riconoscimento del lavoro e del valore professionali del personale scolastico e del middle management in particolare è “in campo” ed è ormai un tema ineludibile per tutti.
I Collaboratori dei DS e delle Figure di sistema di ANCoDiS si augurano un pieno coinvolgimento nei prossimi tavoli di confronto nei quali si porranno le basi per la definizione della moderna governance scolastica in un nuovo quadro normativo della funzione docente e nel rispetto dei ruoli e delle funzioni di tutte le sue componenti.
Per ANCoDiS Prof. Rosolino Cicero

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American Express ha diffuso il suo primo Environmental, Social and Governance

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2020

Il Report delinea a 360 gradi l’approccio dell’Azienda a sostegno dei propri colleghi, dei clienti e della comunità. Il rapporto, un’evoluzione rispetto al Corporate Social Responsibility report già in essere, include informazioni aggiornate e ampliate su argomenti chiave, tra cui la valorizzazione della diversity in azienda, l’impegno a supporto dei diversi stakeholder durante la pandemia COVID-19, i continui progressi rispetto al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale e le iniziative filantropiche più significative. Il report, in linea con la strategia del Gruppo, è basato su un’analisi approfondita delle aspettative degli stakeholder interni ed esterni, tra cui terze parti, clienti, colleghi, partner, regolatori, fornitori e rappresentanti delle comunità locali, i cui validi spunti hanno contribuito ad evolvere la strategia e le priorità dell’azienda in ambito in ambito ESG. Per facilitare ulteriormente il raggiungimento dei nuovi obiettivi, il Gruppo ha istituito un nuovo Comitato direttivo ESG, composto da dirigenti senior di tutta l’azienda, che sarà responsabile di guidare lo sviluppo di nuovi traguardi e parametri ESG. Il Report ESG di American Express risponde alle linee guida tracciate della Global Reporting Initiative (GRI), del Sustainability Accounting Standards Board (SASB) della Task Force on Climate-Related Financial Disclosures (TCFD).

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Una corporate governance “eugenetica”?

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2020

Di Marcello Bianchi. Uno dei più importanti gestori di portafoglio a livello mondiale, State Street, che investe oltre 3.000 miliardi di dollari in oltre 1.000 società di tutto il mondo, ha recentemente inviato una lettera ai presidenti delle società partecipate per informarli che, a partire dal 2021, chiederà loro di articolare la loro strategia, gli obiettivi e la politica di gestione dei rischi in funzione della diversità etnica e razziale, nonché di diffondere adeguate informazioni agli azionisti su questi aspetti. Il primo passo da compiere sarebbe una classificazione in base alla caratteristica etnico-razziale di tutta la forza lavoro impiegata a livello mondiale da ciascuna impresa, per poi procedere a illustrare la composizione, sempre per gruppi etnico-razziali, delle diverse categorie professionali: management, personale tecnico, altro personale. Per identificare le diverse categorie etnico-razziali, State Street suggerisce di adottare la classificazione del Sustainability Accounting Standards Board che prevede le seguenti categorie: asiatici, neri o afroamericani, ispanici o latini, bianchi, altro. Consola che sia prevista una categoria residuale “non rilevabile”. Ovviamente questa classificazione, nata nel contesto nord-americano, dovrebbe essere adattata nelle altre aree del mondo per riflettere adeguatamente le specifiche diversità etnico razziali. Ben prima di pensare alle insormontabili difficoltà pratiche per realizzare una tale operazione – innanzitutto per identificare le categorie etnico-razziali rilevanti nel contesto in cui operano e poi per avviare un esercizio, che potremmo definire grottesco se non avesse tragici precedenti, di puntuale definizione dei criteri per definire l’appartenenza a un determinato gruppo etnico-razziale – non può non scandalizzare la superficialità con cui tesi del genere possano essere proposte e, purtroppo, più o meno tacitamente accettate. Purtroppo la recente storia della corporate governance è segnata dal prevalere di teorie zoppicanti che si illudono di trovare la formula magica nella composizione degli organismi di direzione delle imprese con il duplice scopo di trovare soluzione a problemi sociali e al contempo assicurare la profittabilità delle imprese: dalla vecchia ricetta della codeterminazione con i rappresentanti dei lavoratori, a quelle più recenti della democrazia societaria, basata sulla presenza dei rappresentanti degli azionisti di minoranza, per arrivare ora all’equilibrio di genere, che assegna la funzione salvifica alla presenza femminile, e all’equilibrio etnico-razziale.Sembrano riecheggiare le tesi delle sociologie positivistiche ottocentesche, che covarono le stravaganze lombrosiane ma, ben più tragicamente, gli orrori della furia razzista. È ovvio che oggi non si prospettano gli stessi rischi di degenerazione, ma reintrodurre, seppure con le migliori intenzioni, fattori identitari basati sulle caratteristiche etnico-razziali indica la permeabilità della cultura collettiva non solo a pericolose amnesie ma soprattutto a deliranti illusioni. C’è da augurarsi che le persone reagiscano a questa deriva rifugiandosi nel cosiddetto don’t ask, don’t tell, facendo prevalere un prudente pudore rispetto all’indagine e all’affermazione delle caratteristiche etnico-razziali che, seppure possono far parte della identità di ognuno, insieme a molti altri aspetti, meritano di essere protette dalle smanie classificatorie e di restare libere da ogni tipo di strumentalizzazione.

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Prima edizione dell’International Winter School in Digital Governance

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2020

PAVIA. A partire dal prossimo 20 novembre 2020 il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali (DSPS) dell’Università degli Studi di Pavia ha organizzato questa prima edizione, in collaborazione con il Centro Interdipartimentale di Ricerca “Organizzazione e Governance della Pubblica Amministrazione” dell’Università di Pavia, il Dipartimento di Medicina Interna e Terapia Medica dell’Ateneo pavese e Fondazione Romagnosi-Scuola di Governo Locale. Il Corso ha l’obiettivo di condurre i partecipanti in un percorso di comprensione dell’impatto delle nuove tecnologie sui processi organizzativi, affrontando argomenti quali la trasformazione digitale e l’adeguamento tecnologico con un taglio seminariale, fondato sul trasferimento di best practice e metodologie replicabili nelle organizzazioni di appartenenza dei frequentanti. La School, infatti, è stata congegnata sull’esigenza di sviluppare competenze manageriali propedeutiche a governare i cambiamenti digitali all’interno delle aziende e delle amministrazioni, mediante una preparazione trasversale e multidisciplinare sulle dimensioni dell’analisi dei big data, del rischio cibernetico e dell’utilizzazione dell’intelligenza artificiale e degli algoritmi, ma anche con riferimento alle potenziali applicazioni in ambito organizzativo e gestionale.Per tali ragioni, l’attività didattica verrà svolta da esperti internazionali nella digital governance e nella data science operanti presso istituzioni, amministrazioni, società e soprattutto grandi multinazionali, con l’affiancamento di docenti universitari italiani e stranieri di provata esperienza nei settori della School. Le lezioni – in lingua inglese – si svolgeranno prevalentemente nella Sede centrale dell’Università degli studi di Pavia e, laddove necessario, saranno previste anche lezioni in videoconferenza, in un abbraccio virtuale tra la prestigiosa cornice delle aule storiche dell’Ateneo pavese – ove tradizione e robustezza di analisi hanno attraversato secoli di insegnamento – e lo sguardo verso le problematiche del futuro legate alle nuove tecnologie e alle istanze dell’innovazione.

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Quale governance per l’intelligenza artificiale?

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2020

Roma E’ l’evento organizzato on line e trasmesso in streaming dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Pontificia Salesiana di Roma oggi e domani. Un progetto fortemente voluto dal Decano della Facoltà, d. Fabio Pasqualetti, che ha raccolto un’ampia e qualificata partecipazione, di Patrocini, Media Partner, Sponsor e, soprattutto, Relatori. Con l’obiettivo di offrire al pubblico una polifonia di conoscenze sull’Intelligenza Artificiale in rapporto all’Uomo e all’Etica, l’evento si snoda lungo tre direttrici: Governance, Educazione e Società, per ciascuna delle quali si avvarrà del contributo degli interventi previsti nelle Sessioni Plenarie del CONVEGNO, di quelli delle Sessioni parallele di IA NO STOP e, riguardo alle pratiche applicazioni di Intelligenza Artificiale, del racconto di Sponsor (ed Espositori) dall’interno della FIERA VIRTUALE, già aperta e on line per un anno dalla data dell’evento (https://iagoves2020.it). Tra i primi Sponsor: ENEL, SecurSAT, Quattroemme Consulting. ENEL è presente anche con un intervento sia nel Convegno che in IA No Stop, mentre SecurSAT S.r.l. vedrà il suo CEO, Giuseppe Calabrese, intervenire sul rapporto tra controllo sociale, intelligenza artificiale e tecnologia di monitoraggio. Tech Partner dell’evento: Feelming, ALFALF, Flaminia Computer. Tutti gli abstract degli interventi, anche di quelli relativi a Società e Educazione, a questo link: https://intelligenzartificiale.unisal.it/category/iagoves2020-relatori/. Attenzione all’Etica! Racconterà innanzitutto i primi esiti di Rome Call for AI Ehics S.E.R. Mons. VINCENZO PAGLIA, per l’Accademia della Vita. La Rappresentanza in Italia della COMMISSIONE EUROPA parteciperà con un intervento di VITTORIO CALAPRICE intorno agli Orientamenti etici sull’intelligenza artificiale. ORESTE POLLICINO, Membro del Gruppo di esperti del MISE-Ministero per lo Sviluppo Economico su Intelligenza Artificiale e professore ordinario di Diritto costituzionale presso l’Università Commerciale “L. Bocconi” di Milano, interverrà su Umanesimo digitale e nuove tecnologie: alla riscoperta del patrimonio costituzionale europeo. ROCCO BELLANTONE, Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia – Università Cattolica del Sacro Cuore, parlerà di rivoluzione inevitabile per la medicina. MASSIMO ESPOSITO, Ricercatore presso l’Istituto di Calcolo e Reti parlerà di come favorire attraverso strumenti di IA una efficace gestione del capitale umano. Sui ROBOT, saldamente presenti nell’immaginario collettivo quando si parla di IA, interverrà anche UMBERTO MANISCALCO, tecnologo dell’Istituto di Calcolo e Reti ad Alte Prestazioni CNR-ICAR. FEDERICO MATTEI, Innovation and Technical Manager, IBM Quantum Ambassador, tornerà sui COMPUTER QUANTISTICI. Microsoft sarà presente sui temi di governance con FABIO MOIOLI. Individuare una collocazione giuridica per l’IA è ciò su cui relazionerà invece EMANUELA MOROTTI, Assegnista di Ricerca Università degli Studi di Padova. “Modelli di Qualità” per DOMENICO NATALE, Membro ISO/IEC JTC1 SC7/WG6 “Software Engineering” e Commissione UNI CT 533 “Intelligenza Artificiale” – Presidente Commissione UNI CT 504 “Ingegneria del software”, che parlerà della necessità di realizzare un modello anche per l’Intelligenza Artificiale. La governance degli algoritmi di intelligenza artificiale tra tutela della sicurezza e dei diritti fondamentali è il focus dell’intervento di ALESSIA PALLADINO, Dottore di ricerca in Humanities and Technologies. Sui MODELLI PREDITTIVI, MATTEO PALLOCCA, Coordinatore bioinformatico all’IFO-Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, informerà sulla nascita di nuove branche interdisciplinari, come la Bioinformatica e le tecniche matematico-computazionali di Intelligenza Artificiale. Sull’IA nel processo penale anche MICHELE PICCOLINO, avvocato, dottorando in Scienze Giuridiche e Politiche presso l’Università Guglielmo Marconi. Lato INFORMAZIONE, per FRANCO SIDDI, che rappresenta l’associazione delle radio e delle televisioni in Confindustria, solo mantenendo agenti umani responsabili, si potranno evitare derive distopiche nell’ecosistema e nell’infosfera digitale. Lato DIRITTO, EUGENIO TAMBORLINI, Avvocato nello Studio Legale Tamborlini, discuterà se sia preferibile da parte del legislatore un approccio codicistico o meno. Un modello di Canvas etico delle Intelligenze Artificiali per il governo delle “Smart Polis” è al centro dell’intervento di DANIELE VERDESCA, Direttore Generale Cassa Edile della provincia di Lecce. Specialistico e incentrato sulla Radiomica per la Medicina Personalizzata in Oncologia, ANTONELLO VIDIRI, direttore UOC Radiologia IFO Istituto Nazionale Tumori Regina Elena. L’IA fa bene? Il rapporto tra Intelligenza Artificiale e Benessere è al centro dell’intervento a più voci dell’ISTITUTO ITALIANO DI TECNOLOGIA, con LORENZO DE MICHIELI, Resp. Rehab Technologies – INAIL Lab, ALESSIO DEL BUE, Resp. PAVIS (Pattern Analysis and computer Vision), ANDREA CAVALLI, Resp. Computational and Chemical Biology, CRISTINA BECCHIO, Resp. Cognition, Motion and Neuroscience.Per registrarsi al sito dell’Evento e restare informati su tutte le iniziative e sulle modalità per seguire la diretta streaming: https://intelligenzartificiale.unisal.it/iscriviti-allevento/

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La crisi della governance politica italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

In questi giorni assistiamo al solito balletto, con maggioranze e minoranze che escono dal voto popolare e giocano la loro parte tra chi forma un governo e chi resta all’opposizione, al ritmo di una musica fatta di compromessi e rinvii su programmi intesi a conferire un assetto più conforme al passo con i tempi. In questo modo la politica spesso non decide e finisce con rendere il solco più profondo con la società civile, l’evoluzione tecnologica e la difesa dei ceti più deboli. Il male oscuro, che determina questa impasse, è espresso dalla mancanza di un confronto sui programmi piuttosto che sulle sole persone e sulla omogeneità d’intenti scaturiti dalla maggioranza parlamentare e vi concorre per la formazione di un governo. Se a questo punto ci caliamo nella fattispecie odierna è condivisibile l’idea di quanti ritengono l’attuale sistema politico italiano ingessato poiché ogni possibile riforma, per quanto possa essere discutibile, si blocca nel corso d’opera dai veti incrociati legati più ad interessi partigiani che ad obiettive valutazioni di merito. D’altra parte, da 25 anni a questa parte i partiti in Italia hanno espresso una loro immagine opacizzata tanto da provocare reazioni, a volte scomposte nel corpo elettorale e in qualche modo hanno favorito la nascita di partiti ad personam. Possibile che non ci rendiamo conto sulla necessità, se non l’urgenza, e il discorso vale anche per i rappresentanti della Comunità europea, che si addivenga non attraverso i soliti lunghi dibattiti e i noiosi approfondimenti, per favorire i rinvii e non le possibili soluzioni, ma con il prendere decisioni rapide? È il caso, ad esempio della guerra civile in Libia. Avremmo potuto evitarla o per lo meno ridurne gli effetti distruttivi se si fosse intervenuti per tempo, unitamente all’U.E., ed invece abbiamo lasciato incancrenirla ed ora che vorremmo correre ai ripari non sappiamo da che parte incominciare e finendo solo con il renderci ridicoli con la nostra manifesta impotenza. (Riccardo Alfonso)

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Democrazia e governance: gli scenari del domani prossimo venturo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2020

Si ha l’impressione che a molti stia sfuggendo la carica negativa determinata dall’internazionalismo liberal-democratico, lasciato a briglie sciolte, e la possibilità che vi sia una minoranza in grado d’incidere sul potere dei decisori alterandone le loro azioni in termini politici ed economici globali. Gli effetti distorsivi sono evidenti e si possono riconoscere sia nei movimenti di protesta che si sono sviluppati su base nazionale, quali quelli femministi, ambientalisti e pacifisti, sia nella diffusione di nuove identità sovraniste da una parte e, dall’altra, di nuove nozioni di cittadinanza globale. Se a questo punto ci soffermiamo sugli effetti che tali linee di tendenza producono dal basso verso l’alto, in chiave movimentistica, e la capacità mediatica di determinarli, gli effetti che determinano possono diventare devastanti. Lo diventano, senza dubbio, sulla stessa democrazia e governance rendendola incapace di fronteggiare le minacce alla coesione sociale e i conseguenti rischi ecologici e politici della globalizzazione. Il tutto rileva un avvitamento in senso regressivo e involutivo dei regimi politici esistenti, sia in chiave democratica sia autoritaria, e che possono mettere in seria difficoltà la stessa rappresentatività della democrazia, a livello mondiale, come noi la conosciamo e ci interfacciamo.
Ciò ha, senza dubbio, una valida spiegazione che si può riassumere in un solo modo: non siamo preparati affrontare in maniera adeguata i due momenti cruciali della nostra identità esistenziale. Lo sono la crescita demografica fuori controllo e lo sviluppo tecnologico sempre più avanzato che rende evidente il surplus umano rispetto alle intelligenze innovative. In altri termini non possiamo convivere, nel giro di pochi anni, con una popolazione mondiale di nove miliardi di abitanti con un ecosistema già ora in profonda crisi esistenziale e uno sviluppo tecnologico innovativo la cui è eccellenza è quella di servirsi di pochi per gestirne il corso. L’umanità in crescita diventa a questo punto una “eccedenza” intollerabile e foriera di forti conflitti degenerativi. Come uscirne in modo meno indolore? È questo il punto. (Riccardo Alfonso)

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Intelligenza Artificiale: per una governance umana

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2020

Roma nei giorni 25 e 26 settembre 2020. Fiera virtuale organizzata on line e trasmessa in streaming dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Pontificia Salesiana di Roma. Durante la due giorni dell’Evento – al quale sono stati accordati ad oggi venticinque Patrocini tra cui quelli della Pontifica Accademia della Vita, di Ministeri ed Enti pubblici, di Associazioni, Università e Centri di Formazione e la collaborazione di dieci Media Partnership – gli interessati ai temi proposti ed affrontati dai diversi, prestigiosi, contributors nelle Sessioni Plenarie del Convegno e nelle Sessioni parallele di IA NO STOP potranno anche passeggiare on line tra gli stand della FIERA VIRTUALE, dove ad esporre soluzioni di Intelligenza Artificiale o pratiche applicazioni della stessa nelle più diverse attività saranno Aziende, Start Up, Università, Centri di Ricerca, Accademie. Gli stand resteranno aperti e visitabili per alcuni mesi anche dopo l’Evento per gli Espositori che lo richiederanno.Le Aziende e i soggetti presenti nella FIERA VIRTUALE avranno a disposizione un minisito, che potranno autonomamente e facilmente incrementare con i propri contenuti che, come negli stand di qualunque manifestazione, potranno consistere in materiali e brochure illustrativi della propria attività, ma anche in contenuti multimediali, immagini, video nonché vere e proprie dimostrazioni di applicazioni di IA, anche di tipo interattivo con il pubblico della Fiera Virtuale. Una completa assistenza tecnica sarà naturalmente offerta agli Espositori.La comunicazione dell’Evento assicurerà la massima visibilità agli Espositori, come Sponsor dell’Evento, anche perché alla base dell’iniziativa come concepita dalla Facoltà – in sinergia con i Gruppi di lavoro composti da esponenti delle più varie discipline del sapere e dell’attività umana – c’è l’ambizione di offrire al pubblico una polifonia di conoscenze sull’Intelligenza Artificiale in rapporto all’Uomo e in rapporto all’Etica, lungo i binari di tre direttrici: Governance, Educazione e Società. Si proverà a raggiungere l’obiettivo attraverso l’autorevolezza degli interventi previsti nelle Sessioni Plenarie del Convegno, nelle Sessioni parallele sviluppate in IA NO STOP e nel corso delle Tavole rotonde previste nel programma. Dal punto di vista delle pratiche applicazioni di Intelligenza Artificiale, nella vita reale e nell’organizzazione del lavoro e degli studi, attraverso la FIERA VIRTUALE.
Un calendario costantemente aggiornato pubblicato sul sito web della Fiera Virtuale (https://iagoves2020.it) e su quello dell’Evento (https://intelligenzartificiale.unisal.it) informerà il visitatore degli stand attivi e delle dimostrazioni proposte, e gli permetterà di scoprire quello che corrisponde ai propri interessi e alle proprie curiosità.

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“Aziende, decisori e pazienti insieme per una governance farmaceutica ancora più sostenibile”

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2020

Il controllo della spesa farmaceutica rappresenta una sfida importante per il SSN. Negli ultimi due anni quasi tutte le Regioni hanno mancato l’obiettivo del rispetto. Per far ripartire il nostro Paese, abbiamo deciso di concentrarci su 3 tematiche fondamentali: salute, scienza e industria. Nell’ambito della salute, l’acquisto dei dispositivi medici in Italia per ogni cittadino conta 190 euro, poco rispetto ai 212 euro di media in Europa. È il momento di investire nel nostro SSN per poter garantire una maggiore assistenza sul territorio nazionale, la situazione attuale purtroppo vede oltre la metà dei respiratori in uso nelle terapie intensive obsoleti, con una capacità ridotta del 50% e con un’età media di 10 anni, solo per fare un esempio.Promuovere un rinnovamento tecnologico degli ospedali, investire in assistenza territoriale per essere vicini alle persone, con telemedicina e consulto a distanza e con programmi di HTA che valorizzino le nuove tecnologie. Nell’ambito ricerca, Confindustria Dispositivi Medici investe il 6% del fatturato e abbiamo elaborato un codice etico a garanzia di trasparenza al quale tutte le Aziende affiliate sono regolamentate con principi etici e precisi comportamenti, proponiamo, quindi, di tornare ad un usufruire di una ricerca di base, con partner tecnologici e puntare a progetti nel nostro Paese, per attrarre investimenti italiani ed esteri. Favorendo un rapporto virtuoso medico e industria. Per il capitolo dell’industria, le imprese che commercializzano dispositivi medici sono quasi 4000 e la maggior parte sono piccole imprese, la politica del prezzo più basso non incentiva la crescita, quindi proponiamo per un consolidamento del comparto industriale nel nostro Paese, di stabilizzare i pagamenti in 30 giorni e rivedere il gravoso sistema di tassazione. Diventa fondamentale il confronto tra tutta la filiera della salute per continuare a lavorare alla ripartenza dell’Italia”, queste le parole (di Daniela Delledonne, Vicepresidente di Confindustria Dispositivi Medici)

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“Il gain sharing sia la pietra filosofale della governance farmaceutica”

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2020

Una nuova politica industriale che garantisca sostenibilità al comparto pharma, assicurando a tutte le sue componenti regole chiare, certe e semplificate e ridia maggiore autonomia e capacità di reazione all’industria del farmaco nel nostro paese e nell’Europa intera.Sono questi i principali ingredienti contenuti nel “Manifesto per la ripartenza” che Assogenerici ha inviato oggi ai ministri della Salute, Roberto Speranza, dell’Economia, Roberto Gualtieri, dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli.
Primo “bersaglio” la riforma complessiva della Governance, da anni nell’agenda del Governo. Il focus è sulla revisione dei tetti di spesa, la scelta dei canali di distribuzione, i meccanismi di prezzo e rimborso. Ricetta raccomandata: l’azione a lume di gain sharing, escludendo i prodotti off patent – già a rischio sostenibilità – da una revisione “economica” del Prontuario; valorizzando il meccanismo concorrenziale di generici e biosimilari e reinvestendo nella farmaceutica le risorse che si liberano per garantire maggiore accesso; reindirizzando sulla convenzionata tutte le categorie di off patent impropriamente dirottate sulla diretta/DPC.
Trasformare la cooperazione emergenziale sperimentata nei mesi dell’epidemia in routine gestionale, puntando sulla dematerializzazione e semplificazione di tutti i processi burocratici, garantendo certezza dei tempi e velocità di esecuzione dei procedimenti autorizzativi.Garantire lo sviluppo del settore dei farmaci off patent e in particolare delle Value Added Medicines, farmaci a brevetto scaduto modificati o combinati in grado di migliorare la risposta ai bisogni di salute.Sostenere lo sviluppo dei servizi garantiti dalla rete della medicina territoriale e i legami con la rete delle farmacie aperte al pubblico, sviluppando anche tutte le attività in remoto connesse a diagnosi, prescrizione e dispensazione della terapia farmacologica.
Secondo grande “bersaglio”, le politiche di acquisto pubbliche, attraverso la revisione dei meccanismi di gara, in particolare per le forniture ospedaliere, che attualmente rischiano di determinare la fuoriuscita di molte PMI, aprendo la strada a un dannoso “monopolismo di ritorno”.Due gli obiettivi in quest’ambito: transitare dal criterio del prezzo minimo a quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, definendo quantità minime e massime per ogni lotto; garantire uno snellimento delle procedure di gara attraverso il sostegno alle gare multi–aggiudicatarie e la totale digitalizzazione dell’iter, per ridurre i costi e velocizzare le risposte.

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Discussions kick off among MEPs and national MPs on economic governance

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

MEPs and members of national parliaments kicked off their two-day yearly gathering on Tuesday, dedicated to discussing EU economic governance.The opening, chaired by Economic and Monetary Affairs Committee Chair Irene Tinagli (S&D, IT), saw interventions from top European politicians leading the implementation of economic governance and its reforms.Ms Tinagli highlighted the areas where progress is most pressing and on which the European Parliament is working, including completing the banking union and the capital markets union, reforming the architecture of economic governance and more particularly, making economic governance more democratically accountable.Commission Executive Vice-President Dombrovskis and Commissioner Gentiloni presented the institution’s plans to review the architecture of economic governance. Eurogroup President Centeno laid out what finance ministers would be prioritising in the coming months. Zdravko Marić, the current ECOFIN chair, presented the priorities of the Croatian Presidency of the Council.Fabio Panetta, Executive Board member of the ECB also presented the Eurozone’s monetary outlook and described the actions that the ECB still deems necessary to complete the economic and monetary union (EMU).
The meeting will continue on Tuesday and Wednesday with debates among parliamentarians on taxation, financial services as well as the fight against poverty and the EU long-term budget (MFF).EP President David Sassoli will open the plenary debate on Wednesday morning on climate change and the role that EU economic, budgetary and social policies can play in this regard.

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“Governance del rischio clinico e promozione della sicurezza delle cure”

Posted by fidest press agency su martedì, 21 gennaio 2020

Parma venerdì 24 gennaio, a partire dalle 14.30, presso le Aule Centrali di via Gramsci, darà inizio al piano didattico del Master universitario di secondo livello in Governance del rischio clinico e promozione della sicurezza delle cure, attivato per l’anno accademico 2019-20 dal Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma in collaborazione con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria e l’Azienda USL di Parma.
Lo sviluppo delle competenze professionali e la diffusione della cultura della sicurezza, a livello individuale e organizzativo, costituiscono una imprescindibile condizione per identificare, analizzare e prevenire i rischi per i pazienti e i professionisti, presenti nei diversi ambiti dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria.Le rilevanti novità legislative nazionali degli ultimi anni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie, inseriscono in un unicum correlato e integrato le questioni della sicurezza, della appropriatezza e del governo clinico.L’impegno di un’organizzazione sanitaria deve essere finalizzato a migliorare i livelli di sicurezza e prevenire quindi gli incidenti, sia in Ospedale che sul territorio, e a farsi carico e gestire in modo appropriato eventuali danni che i pazienti e le famiglie possono subire a causa dell’esperienza di cura.Lo sviluppo delle competenze dei professionisti che operano in ambito sanitario deve contribuire al raggiungimento di questi obiettivi.La proposta del Master, ad oggi unico in Emilia-Romagna sulla tematica del rischio clinico, nasce dalla esigenza di sostenere tale sviluppo, attraverso un percorso formativo teorico-pratico che proponga un approccio integrato ai temi della sicurezza.Lo svolgimento di attività formative in ambito sanitario è solo una delle finalità del “Centro di formazione e ricerca su organizzazione, qualità e sostenibilità dei sistemi sanitari”, esperienza unica sul territorio, istituito da Università di Parma, Azienda Ospedaliero-Universitaria e Azienda USL di Parma, in uno spirito di condivisione e collaborazione, per contribuire alla formazione di un profilo medico, sanitario e specialistico, in continua evoluzione, capace di coniugare la preparazione scientifica con la complessità dei sistemi sanitari moderni, con particolare attenzione ai modelli organizzativi, alla qualità, alla sostenibilità. La partecipazione è gratuita.

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La crisi della governance politica italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 gennaio 2020

In questi giorni assistiamo al solito balletto, con maggioranze e minoranze che escono dal voto popolare e giocano la loro parte tra chi forma un governo e chi resta all’opposizione, al ritmo di una musica fatta di compromessi e rinvii su programmi intesi a conferire un assetto più conforme al passo con i tempi. In questo modo la politica spesso non decide e finisce con rendere il solco più profondo con la società civile, l’evoluzione tecnologica e la difesa dei ceti più deboli. Il male oscuro che determina questa impasse è espressa dalla mancanza di un confronto sui programmi, piuttosto che sulle sole persone, e sulla omogeneità d’intenti scaturiti dalla maggioranza parlamentare e quel che ne segue per la formazione di un governo. Se a questo punto ci caliamo nella fattispecie odierna è condivisibile l’idea di quanti ritengono l’attuale sistema politico italiano ingessato poiché ogni possibile riforma, per quanto possa essere discutibile, si blocca nel corso d’opera dai veti incrociati legati più ad interessi partigiani che ad obiettive valutazioni di merito. D’altra parte, da 25 anni a questa parte i partiti hanno espresso una loro immagine opacizzata tanto da provocare reazioni, a volte scomposte nel corpo elettorale e in qualche modo hanno favorito la nascita di partiti ad personam. Possibile che non ci rendiamo conto sulla necessità, se non l’urgenza, e il discorso vale anche per i rappresentanti della Comunità europea, che si addivenga, non attraverso i soliti lunghi dibattiti e noiosi approfondimenti per favorire i rinvii e non le possibili soluzioni, ma agendo con decisioni rapide. E’ il caso, ad esempio della guerra civile in Libia. Avremmo potuto evitarla o per lo meno ridurne gli effetti distruttivi se si fosse intervenuti per tempo. Ed invece abbiamo lasciato incancrenirla ed ora vorremmo correre ai ripari ma abbiamo finito con il renderci ridicoli con la nostra impotenza. (Riccardo Alfonso)

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Democrazia e governance: gli scenari del domani prossimo venturo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 novembre 2019

Si ha l’impressione che a molti stia sfuggendo la carica negativa determinata dall’internazionalismo liberal-democratico, lasciato a briglie sciolte, e la possibilità che vi sia una minoranza in grado d’incidere sul potere dei decisori alterandone le loro azioni in termini politici ed economici globali. Gli effetti distorsivi sono evidenti e si possono riconoscere sia nei movimenti di protesta, che si sono sviluppati su base nazionale, quali quelli femministi, ambientalisti e pacifisti, sia nella diffusione di nuove identità sovraniste da una parte e, dall’altra, di nuove nozioni di cittadinanza globale. Se a questo punto ci soffermiamo sugli effetti che tali linee di tendenza producono dal basso verso l’alto, in chiave movimentistica, e la capacità mediatica di determinarli, gli effetti che determinano possono diventare devastanti. Lo diventano, senza dubbio, sulla stessa democrazia e governance rendendola incapace di fronteggiare le minacce alla coesione sociale e i conseguenti rischi ecologici e politici della globalizzazione. Il tutto rileva un avvitamento in senso regressivo e involutivo dei regimi politici esistenti, sia in chiave democratica sia autoritaria, e che possono mettere in seria difficoltà la stessa rappresentatività della democrazia, a livello mondiale, come noi la conosciamo e ci interfacciamo.
Ciò ha, senza dubbio, una valida spiegazione che si può riassumere in un solo modo: non siamo preparati affrontare in maniera adeguata i due momenti cruciali della nostra identità esistenziale. Lo sono la crescita demografica fuori controllo e lo sviluppo tecnologico sempre più avanzato che rende evidente il surplus umano rispetto alle intelligenze innovative. In altri termini non possiamo convivere, nel giro di pochi anni, con una popolazione mondiale di nove miliardi di abitanti con un ecosistema già ora in profonda crisi esistenziale e uno sviluppo tecnologico innovativo la cui è eccellenza è quella di servirsi di pochi per gestirne il corso. L’umanità in crescita diventa a questo punto una “eccedenza” intollerabile e foriera di forti conflitti degenerativi. Come uscirne in modo meno indolore? È questo il punto. (Riccardo Alfonso)

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Overcoming weak governance will take decades with implications for climate adaptation: study

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 novembre 2019

Berlin – Governance in climate vulnerable countries will take decades to improve, substantially impeding the ability of nations to adapt to climate change and affecting billions of people globally, according to new research published in Nature Sustainability.
The study quantifies – for the first time – different governance pathways at the national level over the 21th century, using scenarios of socio-economic development (Shared Socio-economic Pathways) widely used in climate change research. The authors have relied on the World Governance Indicators provided by the World Bank, which take into account multiple dimensions of governance such as political stability, government effectiveness, regulatory quality, rule of law and control of corruption.Even under the most optimistic development scenarios, it will take until around 2050 to overcome weak governance globally, the study finds. Under pessimistic scenarios characterised by regional rivalry, more than three billion people would still be living in countries with weak governance conditions well beyond mid-century.The numerous interventions a government can make to adapt to climate change – such as prioritising policies, mobilising resources, coordinating efforts and decision making – are processes often contingent on the efficacy of institutional mechanisms. The level of corruption within a government, for instance, will impact on its ability to deal with a climate-related disaster.The results not only have far-reaching implications for sustainable development, but they also link directly to the immediate need to adapt to the impacts of climate change, in particular in the most vulnerable countries. This new understanding of the possible pathways of governance and the resulting adaptive capacity will contribute to more realistic assessments of how the world may be able to cope with the impacts of climate change in the future. “We tend to treat climate change adaptation as something that we can just switch on and then we’re fine. But our study shows that it is more complicated than that and that building adaptive capacity in many regions of the world will take a long time,” said Carl-Friedrich Schleussner, of Climate Analytics and Humboldt University, a co-author of the study.On the upside, the study shows that countries characterised by very weak governance have a near-term rate of improvement of up to five times faster under the most optimistic scenarios than they do under the worst. “There is a window of opportunity to eradicate the lowest levels of governance in the near term and get the world on a pathway towards achieving the United Nations Sustainable Development Goals,” said Jesus Crespo Cuaresma from the Vienna University of Economics and Business (WU) and International Institute for Applied Systems Analysis (IIASA), Vienna, Austria, who also contributed to the study.“This is of paramount importance also to enable those nations, many of which are located in climate vulnerable regions, to adapt to climate change.”

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Convegno La prospettiva della Collaborative Governance

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Parma. Si terrà mercoledì 30 ottobre, a partire dalle 15, nell’Aula C del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali (via Kennedy 6), il convegno La prospettiva della Collaborative Governance.Interverranno al convegno il Rettore Paolo Andrei, il Direttore dell’Unione Parmense degli Industriali Cesare Azzali, il Presidente di “Parma, io ci sto!” Alessandro Chiesi, il Direttore di Forum Solidarietà Arnaldo Conforti, il Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali Luca Di Nella, Marco Ferretti, docente dell’Ateneo e Assessore al Bilancio del Comune di Parma, Antonello Zangrandi, docente di Economia delle aziende pubbliche dell’Ateneo e Carmine Bianchi, docente dell’Università di Palermo e punto di riferimento a livello internazionale di Collaborative Governance.Collaborative Governance significa coinvolgere all’interno di un territorio il governo, la comunità e i settori privati che comunicano tra loro e lavorano insieme per ottenere più di quanto qualsiasi settore possa raggiungere da solo. Obiettivo dell’incontro è quindi comprendere, da un lato, come generare le condizioni di successo a livello locale per promuovere azioni e progetti che vedano i vari attori (enti pubblici, imprese, non profit) partecipare attivamente e, dall’altro, riflettere sui fattori che permettano, alle molte esperienze che si sono realizzate, di acquisirne metodo e valori fondanti.

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