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Posts Tagged ‘governare’

Il Centrodestra si prepara a governare l’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 agosto 2020

“Io e Salvini andremo al governo insieme e insieme daremo all’Italia un governo forte, coeso e in grado di fare gli interessi degli italiani e di questa nazione. Un Esecutivo che non sia alla ricerca del compromesso al ribasso su qualunque cosa perché tenuto insieme solamente dal bisogno di stare attaccato alle poltrone. Ed è questa la differenza tra il centrodestra e l’attuale maggioranza di governo: noi stiamo insieme per scelta, le nostre idee combaciano e se non sono sempre identiche c’è comunque una sintesi valoriale di fondo”.Lo ha detto nel corso del suo intervento a Telelombardia il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. “Abbiamo una visione di politica economica, industriale e di rapporto con l’Europa compatibile – continua il leader di Fratelli d’Italia – Tutti quanti lavoriamo prioritariamente per la difesa degli interessi italiani, del lavoro e dei prodotti italiani, della nostra identità e la tutela della famiglia. Noi abbiamo un comune denominatore molto significativo sul piano valoriale. Dall’altra parte invece c’è una maggioranza nella quale Renzi diceva di avere il voltastomaco all’idea di allearsi con il m5s e questo la dice lunga su come questi signori siano disposti a fare qualunque cosa pur di sedersi sulla poltrona, anche ad allearsi con qualcuno che trovano stomachevole. Una frase del genere nel centrodestra non sarebbe mai pensabile: noi camminiamo spalla a spalla. Ciascuno prova a portare il suo valore aggiunto, e quindi anche le sue differenze su cui però vogliamo trovare una sintesi”, ha spiegato Meloni.

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Che succede se Salvini dopo il voto non ha i numeri per governare da solo?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 agosto 2019

“Per come la vedo io, le alleanze si fanno prima delle elezioni, non dopo. Non ripetiamo gli errori che hanno generato questo governo. Io dico che chiarirò le alleanze prima delle elezioni, è un segno di rispetto nei confronti dei cittadini. Anche perché dopo il voto può accadere di tutto, e rischiamo di tornare al punto di partenza. Anche per questo considero la possibilità di una corsa in solitaria una opzione prevalentemente giornalistica. Forza Italia? Bisogna parlarne. Le posizioni non sono ancora chiare. Avevamo chiesto delucidazioni: non sono arrivate. Anzi mi pare che Silvio Berlusconi, lanciando l’Altra Italia, si stia dedicando a prendere le distanze dalla destra, più che dalla sinistra».Lo dice in un’intervista al quotidiano “La Verità” il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.«Un governo di ‘garanzia, elettorale o per le riforme’? Sarebbe scandaloso, uno schiaffo per la democrazia. Bisognerà vigilare. Qualcuno potrebbe utilizzare il periodo estivo per prendere tempo e inventarsi giochi di palazzo. Non si capisce perché dovremmo formare un governo che resti in carica solo qualche mese: servirebbe solo ad assicurare la poltrona a chi teme di non essere rieletto o magari consentirebbe a certi poteri che non nulla hanno a che fare con la sovranità popolare di dettare legge. Si può votare in tempi rapidi e dalle urne uscirebbe una maggioranza chiara a sostegno di un governo solido. Con forze politiche che vantano grandi convergenze programmatiche. Sono convinta che questo nuovo governo sarebbe pronto a durare cinque anni. In questa campagna elettorale insisteremo soprattutto sull’economia. Spiegheremo la nostra ricetta economica di stampo trumpiano: choc fiscale, investimenti pubblici, difesa delle aziende tricolore. Mi piacerebbe tornare a parlare di miracolo italiano».«Ad Atreju, che torna a Roma dal 20 al 22 settembre, daremo voce a quell’Italia che guarda verso il cielo e pensa ancora in grande e non crede di essere all’ultima spiaggia. Insomma, rispolveriamo un po’ di orgoglio nazionale», conclude Meloni.

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Chi vuole governare l’Italia?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

Abbiamo l’impressione che i due principali attori di questa commedia, Salvini (centro-destra) e Di Maio (M5S), non abbiano l’intenzione di assumere il comando della nave. Eppure, dichiarano il contrario. Facciamo un semplice ragionamento: per governare occorre avere la maggioranza alla Camera dei Deputati e al Senato. I due contendenti non hanno i numeri sufficienti, ma si sbracciano per rivendicare la carica di Presidente del Consiglio. Salvini dichiara di aver avuto, come coalizione, il 37% dei voti, quindi i maggiori consensi, Di Maio dichiara di essere il primo partito con il 32,6% dei voti. Nessuno ha la maggioranza parlamentare. Occorre che qualcuno lo ricordi. E’ probabile, ma questo comporta che i due concorrenti facciano un passo indietro. Faranno i dioscuri di un premier proposto dal presidente Mattarella o appoggeranno un governo tecnico? In entrambi i casi dovranno dare la fiducia al nuovo governo, il che significa che dovranno modificare il programma con il quale si sono presentati agli elettori. Della serie: vi avevamo promesso tanto ma abbiamo le mani legate. Tutto proseguirà come prima, salvo piccoli aggiustamenti, con molto fumo e poco arrosto.D’altronde, con un debito di 2300 miliardi è difficile, se non impossibile, realizzare le promesse elettorali. E’ come entrare in una casa con il tetto pericolante che può cadere sulla testa degli avventori. Meglio evitare. Nel frattempo un po’ di teatro non guasta.Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Roma Capitale Piove: Baloccarsi o amministrare

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 settembre 2017

campidoglio“Domani piove, gonfiate i gommoni”, diceva la consigliere di opposizione Virginia Raggi; “Con noi al governo di Roma nei primi sei mesi azione devastante per la pulizia tombini, chiusi, scoli e fogne”, dicevano i suoi, mentre il deputato Alessandro Di Battista chiedeva le dimissioni del sindaco Marino, che era al governo dallo stesso periodo di tempo trascorso oggi dalla la sindaca Raggi, salvo dichiarare che, per giudicare l’operato della Raggi, occorre attendere la fine del mandato, cioè il 2022; il garante Beppe Grillo, prima dell’estate, nell’elencare i “43 successi di Virginia Raggi”, al punto 18, richiamava il “piano caditoie”. Chiacchiere. Sta facendo, comunque, il giro del mondo l’immagine di un cassonetto dei rifiuti che galleggiava sullo sfondo del Colosseo. Sarà stato un “gombloddo” degli immigrati che invocano la pioggia per vendere ombrelli ad ogni angolo delle strade? Alcune operazioni per annullare, o quantomeno diminuire, l’impatto della pioggia sulla città ci sono: pulire tombini e caditoie. Perlomeno, individuare i punti critici e intervenire su quelli. E’ lapalissiano. Inoltre, si può imporre alle imprese che scavano (Acea, Italgas, Tim, ecc.) di pulire anche i pozzetti del tratto di strada interessato allo scavo. Poiché, tutte le strade romane prima o poi saranno interessate dai lavori, il problema troverebbe soluzione nel volgere di qualche anno e senza costi aggiuntivi per la comunità. Come s’impone alle ditte di ricoprire con l’asfalto superfici di strada maggiori della larghezza dello scasso da loro operato, così si può imporre la ripulitura di tombini e caditoie.Insomma, si tratta di governare la città. La sindaca Raggi, oltre a invitare i cittadini a limitare gli spostamenti ed evitare di frequentare i parchi, farebbe bene ad adoperarsi per quello per cui è stata eletta e a “guadagnarsi” i 117 mila euro annuali che costa ai contribuenti. Baloccarsi o governare, dire e fare, sono verbi diversi. Altrimenti rimane da esercitare l’istituto delle dimissioni. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Berlusconi: 15 milioni di ragioni

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2009

Editoriale Fidest. Giorni fa ad Otto e mezzo mi ha colpito l’insistenza dell’on.le Capezzone nel ribadire che bisogna lasciar governare a chi come il presidente Berlusconi ha ottenuto 15 milioni di preferenze nelle ultime elezioni politiche. Non è che avesse torto ma mi frullava, in pari tempo, nella testa una lettera che mi è pervenuta da parte di un elettore che ha spiegato il suo voto al cavaliere, pur essendo di sinistra, ma perché dissentiva dal suo partito. Un voto di reazione, quindi. Non sta a me fare il contabile e cercare di estrapolare il voto convinto da quello di protesta o di altra natura. Non è questo il punto. Intendo, semmai, riaffermare un mio vecchio convincimento che è quello di addebitare al centro-sinistra che io vedo rappresentato, se stiamo agli attuali schieramenti, da Casini a Bertinotti e giù di lì, la causa prima di un successo personale così ampio di un loro avversario. Mettiamoci nei panni, anche se si afferma che la politica la masticano non più di 4 milioni di elettori mentre gli altri si lasciano “trascinare” dalle suggestioni del momento, di chi è posto al cospetto di una opposizione che ha il “verme solitario” tanto che più mangia e più dimagrisce. Una opposizione che vediamo ma come se fosse invisibile. Una opposizione che dovrebbe fare quadrato sulle proposte e sui contenuti ed invece si perde in chiacchiere o in sterili polemiche. Una opposizione che si prende “pesci in faccia” anche quando, come è accaduto nella manifestazione anti-berlusconiana di sabato scorso, avrebbe dovuto incassare applausi e consensi. E volete che “questo uomo qualunque” diventato elettore possa credere di poter affidare a cuor leggero le sorti del paese a chi sa ritrovarsi solo per litigare e di brutto per giunta? Possibile che la storia non ci è maestra? Se partiamo dagli anni che seguirono la grande guerra, diciamo dal 1918 in poi, cosa portò il fascismo al potere? L’incapacità delle forze politiche di trovare un’intesa per contrastare con efficacia l’avanzante fascismo. Cosa ha impedito, dopo decenni di anticamera, al Pci negli anni ’90 ad andare al potere? L’idea che non fosse necessario cambiare pelle, anche se il muro diroccato di Berlino li stava a giudicare. Non servì mandare in pensione la Dc, sia pure per via giudiziaria. Non servì perché nel frattempo l’opinione pubblica aveva recepito il nuovo messaggio e loro no. Berlusconi ebbe solo la fortuna di trovarsi al momento giusto sotto l’albero della cuccagna per raccogliere il gustoso frutto. Ma siamo certi che questa opposizione abbia capito la lezione? Non credo. Lo testimonia la segreteria Bersani. Allora diciamoci pure: lunga vita a Berlusconi non perché è l’uomo del destino ma… a buon intenditor non serve andare oltre. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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