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Posts Tagged ‘governo gentiloni’

Ecco la stangata del governo Gentiloni sulle famiglie

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

luigi di maioDal MoVimento 5 Stelle. Il 2018 ha debuttato nel segno dell’educatissimo e moderatissimo Gentiloni al governo del Pd. Ma mentre la grande stampa strombazza i dati di una crescita che nessuno ha percepito, ecco che invece qualcuno si preoccupa di ricordare agli italiani quale mazzata, tutt’altro che moderata, arriverà sui bilanci delle famiglie. L’Adusbef, un’affidabile associazione dei consumatori, ha stimato una stangata da 952 euro a nucleo. Ecco, poi, perché avanzano povertà ed esclusione sociale.Saliranno Rc Auto, tanto per cambiare, e spese per trasporti. Ma anche Tari ed esborsi per la scuola o i servizi professionali e bancari. Nel dettaglio, si parla, in media, di +40 euro sui pedaggi autostradali, +97 per il trasporto, +49 per la Tari, +45 per l’acqua, +55 per i ticket sanitari, +25 per le assicurazioni auto, +18 per le tariffe postali, +156 per la tariffe professionali e più 38 euro per i costi dei conti correnti bancari. Questi dati ci spiegano bene perché poi 18 milioni di italiani siano a rischio povertà. Con una percentuale, secondo Istat, passata dal 28,7 al 30% solo dal 2015 al 2017, negli anni dei governi di Renzi e del moderato Gentiloni. Loro sono quelli bravi e capaci? Sì, bravissimi a farsi i fatti loro a scapito degli italiani.

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Valeria Fedeli è la neoministra dell’Istruzione Università e Ricerca

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2016

valeria-fedeliE’ nato da qualche giorno il Governo Gentiloni e ci si chiede se supererà il voto di fiducia al Senato e quanto poi potrebbe durare. C’è quindi il rischio di non valutare il compito a cui Ministri e Ministre sono chiamati. In particolare la neo Ministra dell’Istruzione, Università e Ricerca, Senatrice Valeria Fedeli è chiamata a non sottovalutare il bisogno di “normalità” di cui la scuola ha bisogno.
La stagione della Buon Scuola, comunque la si giudichi, ha creato malessere tra gli insegnanti con la miriade di novità di breve respiro, non affrontando in profondità il limite con i quali la scuola si misura: l’incapacità di includere tutti e tutte dando le basi per inserirsi nel mondo del lavoro.
Ma andiamo per ordine: il malessere degli insegnanti. La scuola ha bisogno soprattutto di meno burocrazia meno progetti estemporanei e più fiducia negli insegnanti e nei dirigenti, che hanno tutti gli strumenti che l’autonomia concede per dare il meglio di loro stessi e trarre il meglio dalle nuove generazioni. Ciò che disturba di più il mondo della scuola è invece l’innovazione senza un fine, la rincorsa dell’eccellenza estemporanea che dimentica l’importanza del fare bene il normale lavoro quotidiano che ha un solo fine: far emergere le competenze che tutti hanno.Invece la continua vessazione di incombenze burocratiche per micro progetti ed emergenze annullano gli effetti positivi dell’autonomia. E questo noi lo abbiamo imparato bene nel lavoro costante e quotidiano con le scuole, nostri partner indispensabili nei progetti per contrastare la povertà educativa ed educare i cittadini di domani. La Buona Scuola al di là delle intenzioni dei proponenti, ha finito per non riconoscere che serve pazienza per cambiare e che i cambiamenti che contano hanno bisogno di tempo. Non sappiamo se la neo Ministra avrà tanto tempo a disposizione, probabilmente assai meno di quanto ne ha avuto la Ministra Giannini, ma ha sufficiente sguardo lungo per capire che senza il consenso degli insegnanti e dei dirigenti non si fa della “buona scuola” e questo consenso si ottiene, facendo bene le cose semplici che durano nel tempo. Ne indichiamo due, per brevità: inclusione e pari opportunità.La scuola italiana non è in grado di mediare le crescenti diseguaglianze che la crisi sta creando. I nuovi poveri sono soprattutto poveri dal punto di vista educativo. E’ facile prevedere dal reddito dei genitori il destino scolastico dei figli. “Chi ha può” e accede ai licei, “chi non ha non può” e non completa nemmeno le scuole professionali.Non c’è differenza tra Nord e Sud, se non nel fatto che al Nord sono soprattutto i figli dei migranti ad ingrossare le fila degli espulsi dalla scuola ed al Sud sono gli italiani che, anche quando giungono al termine del percorso scolastico indenni, sono poveri di competenze spendibili, come ci ricordano puntualmente Invalsi e l’indagine Pisa. Solo una forte integrazione tra scuole, territori e famiglie che veda una alleanza con il terzo settore e che sappia affrontare, con tutto il tempo che serve, la povertà educativa può cambiare un destino escludente che pare segnato.Non servono nuove risorse europee o nuovi piani nazionali, ancor meno tanti rivoli di micro progetti, basterebbe dare alle scuole alcune certezze: scuole aperte, integrazione tra scuola ed extra scuola, sostegno all’inclusione, non sono formule emergenziali, ma la normalità del lavoro quotidiano in tutte le scuole. Perché ciò accada sarebbe sufficiente eliminare le incombenze burocratiche che ricadono sulle scuole per micro progetti straordinari, con cui il MIUR si è caratterizzato in questi anni, e dare priorità al sostegno alla inclusione di qualità per tutti.Poi le pari opportunità. Come hanno mostrato le indagini di WeWorld, , e come ben sa la neo Ministra Valeria Fedeli, che in questi anni è sempre stata molto attenta al tema, salutando con favore la sensibilizzazione che WeWorld sta conducendo sul tema da vari anni, esiste un vuoto sociale ed economico che il nostro paese non riesce ancora a colmare: la parità tra uomini e donne sul piano sociale, economico e lavorativo. L’educazione alle pari opportunità, politiche che dall’asilo nido all’Università consentano alle donne di accedere senza timore al lavoro, avrebbero un impatto sulla crescita di svariati punti di PIL.
Ma ciò è possibile solo se fin dai banchi di scuola si educa alle pari opportunità. Anche in questo caso non servono né risorse eccezionali né piani emergenziali. Basterebbe che i milioni di euro che il MIUR destina alla scuola vengano indirizzati nel rafforzare le competenze di insegnanti e dei dirigenti quali formatori alle pari opportunità e nel creare occasioni di vera coprogettazione nel lungo periodo tra scuole, famiglie, studenti e terzo settore.Una scuola normale dunque è possibile, senza spendere un euro di più, basta volerlo, con due grandi armi per crearla davvero questa Buona Scuola: l’inclusione per tutti e le pari opportunità! (Marco Chiesara, Presidente WeWorld onlus) (foto: valeria fedeli)

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Un governo sfiduciato da 20 milioni di italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2016

giulia-grilloIntervento di Giulia Grillo, capogruppo M5S Camera, per la sfiducia del governo Renzi bis, chiamato governo Gentiloni Siamo, ora, in quest’aula perché vogliamo dirvi quello che tanti cittadini vorrebbero dirvi ma non possono: portiamo la loro voce. Ancor più dopo aver tastato il paese nella sua cruda realtà, dopo aver visto un’onda popolare spazzare via la narrazione di un successo e l’arroganza del “potere”. Un “potere” schiaffato in faccia. Spudoratamente.
Un potere che trasmette chiaramente l’idea che i cittadini non contano nulla. Che le decisioni viaggiano sopra la loro testa, che non li riguardano. Che devono anzi astenersi da occuparsi della cosa pubblica.
E, presidente – complimenti – è già riuscito nell’impresa da guinness di replicare immediatamente quella stessa arroganza. Oggi si presenta in Parlamento per chiedere la fiducia. Scusi, ma la fiducia a chi? La fiducia al ministro Alfano? Per la scriteriata gestione del caso Shalabayeva, con cui ha restituito due persone – fra cui una bambina – al regime dittatoriale che li perseguitava? O per la brillante gestione degli ultras del Feyenoord che hanno messo Roma a ferro e fuoco?
La fiducia al ministro Madia? Perché la corte costituzionale ha bocciato la sua riforma della pubblica amministrazione? E dove l’avete riconfermata? Naturalmente alla pubblica amministrazione!
La fiducia al ministro Padoan? Per i risultati ottenuti nel crollo della ricchezza finanziaria degli italiani? Per il calo di decine di miliardi dei depositi bancari ?
La fiducia al ministro Lorenzin? Per cosa? Per la campagna sul ‘Fertility day’ con cui invitava le donne italiane a fare figli sapendo bene che non hanno né lavoro, né stipendi adeguati, né tantomeno un’organizzazione sociale che permetta loro di usufruire di asili pubblici?
– E a proposito di voucher, chiedete la fiducia anche sul ministro Poletti? Certo! A lui non poteva non andare un premio dopo i mirabolanti risultati raggiunti dal Jobs act: la disoccupazione giovanile con punte al Sud del 60%, e la disoccupazione generale all’11,6%.
E De Vincenti? L’avete promosso certamente per meriti sul campo: quelli per aver “sfilato” dalla legge di Bilancio i 50 milioni per i bambini di Taranto, vittime di quel disastro ambientale, sanitario e sociale che si chiama “Ilva” che avete puntellato con dieci decreti in favore dell’azienda e non uno a favore dei cittadini.Ma non è finita qui, perché la vostra arroganza è veramente tracotante. “Se vince il ‘No’ lascio la politica”. Chi l’ha detto? Ve lo dico io, Maria Elena Boschi. Proprio colei che questa revisione costituzionale l’ha firmata e portata avanti. “Se vince il ‘No’ lascio la politica” ha detto. Dov’è oggi Maria Elena Boschi? Aveva promesso che avrebbe lasciato la politica in caso in caso di vittoria del NO. Ma, eccola, al suo posto, anzi… è stata pure promossa a sottosegretario alla Presidenza, così potrà gestire più potere. Un’altra bella medaglia di legno, giusto perché ha dimostrato il suo valore nella becera campagna con la quale ha sostenuto che la riforma avrebbe aiutato i malati di cancro e favorito la cura del diabete.
Per questo l’avete promossa – perché in una politica indegna, che se ne frega altamente dei bisogni dei cittadini, come quella che avete portato avanti – un comportamento del genere è meritevole di una promozione. Promozione che non avrebbe potuto ottenere se non avesse anche presentato quei conflitti d’interesse con gli istituti bancari che conosciamo bene, anzi, che conoscono bene tutti i cittadini vittime della vostre manovre.
Quindi: Bene, brava, bis!
Poi, un altro alter-ego di Renzi: Luca Lotti con i suoi grandi successi, come portare De Luca a governare la Campania, la gestione del caso Mps, di opere pubbliche e infrastrutture o proprio di servizi segreti. Da lui arriva la brillantissima intuizione legata alla presunta propaganda online del M5S, la cui punta di diamante, oggetto di una sua stessa denuncia, sarebbe Beatrice Di Maio alias la moglie dell’onorevole Brunetta. Complimenti.
In un altro Paese sarebbe stato messo da parte per non nuocere più. In questo Paese lo promuoviamo e gli confermiamo deleghe importanti come l’editoria e il Cipe. Veri complimenti, vi ammanta tutti di tanta credibilità. Poi su di lei, presidente, non abbiamo nulla da dire. Facciamo veramente fatica a rivolgerci a lei come al presidente del consiglio, a definire questo il governo Gentiloni, perché questo è a tutti gli effetti il governo Renzi-bis. Quindi, presidente, per capirci su cosa e per chi chiedete la fiducia?
Perché questo Governo che lei oggi viene a presentare è già stato sonoramente SFIDUCIATO da 19 milioni 420 mila 730 NO.
Voti di cittadini veri, non di quelli che esistono solo nelle vostre slide. Voti espressi in una consultazione in assenza di quorum, che per noi, per la nostra idea di democrazia diretta, valgono ancora di più. Un NO, a voi, a Lei stesso, a una riforma che rappresentava proprio tutta l’arroganza con la quale ancora oggi vi presentate qui. Come se domenica 4 dicembre non fosse accaduto nulla. Eppure è accaduto neanche dieci giorni fa, ricordate? E voi cosa fate? Vi presentate ai cittadini con un Renzi-bis.
Non è successo nulla, è tutto a posto.
Mi dispiace presidente, voi non avete mostrato NESSUN RISPETTO nei confronti dei cittadini e del modo in cui si sono espressi. Chiaramente,senza fraintendimenti. Non avete ascoltato neanche una delle voci che si sono sollevate contro la vostra idea di Governo, tanto che siete qui con le stesse persone.
Presidente, non avete dimostrato ALCUN RISPETTO.
E mentre i primi ministri si duplicano come ultracorpi il MoVimento 5 Stelle, entro il 24 gennaio, sarà nelle piazze per una grande manifestazione a difesa della sovranità e della dignità del nostro popolo, del nostro paese che voi oggi state calpestando. Ancora una volta per l’ennesima volta.I parlamentari del movimento si riuniranno nelle piazze d’Italia, fra i cittadini: sarà un flash mob di democrazia! Ma non illudetevi che spariremo. Continueremo a farvi fiato sul collo anche qui nelle commisioni e in aula. La cosa più grave di queste ore è l’indifferenza, da parte dei nominati dai partiti, di fronte allo spettacolo della produzione seriale di Primi Ministri Ultracorpi. Sono figure neppure scelte o individuate; sono il frutto di un macabro allevamento intensivo dove ogni carattere, personalità o qualunque altra forma di ESSERE non è prevista.
Lo scopo è la neutralità assoluta, l’estrema cancellazione di qualsiasi forma di anima dalla vita politica di questo paese. Il MoVimento 5 stelle è composto da portavoce che un anima ce l’hanno e che hanno lo scopo di portare in quest’aula le parole dei cittadini italiani.
Quegli stessi cittadini che oggi si sentono gabbati, presi in giro, che non capiscono come fate a presentarvi così di fronte al Paese. Ma con quale faccia?
Presidente, voi semplicemente non esistete, siete nessuno. Siete una classe politica nata già vecchia e destinata a sparire.
Consideriamo questo l’ultimo colpo di coda di un sistema che è veramente duro a morire perché a troppi interessi da servire (tipo le vostre pensioni)Ci vedremo presto nel paese reale per fermare la deumanizzazione della responsabilità politica : il colpo finale alla nostra dignità di italiani.Ma domani arriverà il momento del governo dei cittadini, quello basato sulle esigenze vere del popolo italiano.
E siccome la sfiducia vi è già stata votata da quasi venti milioni di persone noi rispettiamo loro, non voi, e vi lasciamo a questo ultimo patetico teatrino. (blog: fonte blog di Grillo)

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