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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘governo italiano’

Governo italiano e i consigli dei politici stranieri

Posted by fidest press agency su martedì, 13 agosto 2019

“Come non detto. Puntuale con ogni campagna elettorale, torna anche il sedicente “pericolo fascista”. Questa volta, però, il Pd e la sinistra italiana sono stati bruciati sul tempo da un politico tedesco, Marian Wendt, il quale ha aggiunto che una coalizione FdI-Lega sarebbe “molto pericolosa”. A questo signore che pontifica sull’Italia dico di stare tranquillo e tornare ad occuparsi della Germania. Gli italiani non sanno che farsene dei consigli interessati dei politici stranieri e sanno decidere benissimo da soli da chi essere governati”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Trattative tra governo italiano e Commissione Europea

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

(By Richard Lawrence, Senior Vice President di Brandywine Global (gruppo Legg Mason) L’Italia è un paese che si trova in una situazione piuttosto complicata: con un debito pubblico elevato e una crescita debole, deve ora affrontare un difficile faccia a faccia con l’Europa riguardo i suoi piani di bilancio. Cosa devono aspettarsi dunque gli investitori? Innanzitutto, è bene ribadire che l’Italia ha oggettivamente un problema di debito: il rapporto tra debito pubblico e PIL è oltre il 131%, vicino dunque ai massimi da 90 anni a questa parte. I rendimenti dei titoli di stato italiani a 10 anni, tuttavia, non sono schizzati alle stelle, pur essendo aumentati di circa 160 punti base da aprile e avendo portato lo spread col Bund ad un livello che non si vedeva da 5 anni.
Per quale motivo i rendimenti dei BTP non sono cresciuti ulteriormente durante il recente stallo tra governo italiano e Commissione Europea? A nostro parere ci sono due ragioni che hanno contribuito a contenere i rendimenti:Il quantitative easing (QE) della Banca Centrale Europea, che ha mitigato i rialzi dei rendimenti in tutta l’Eurozona;
Il fatto che oltre il 50% del debito sovrano italiano sia posseduto da banche italiane: ciò ha fatto sì che i rendimenti non si siano alzati ulteriormente nel tentativo di attirare capitali dall’estero. Tuttavia, il fatto che una percentuale così alta del debito pesi sulle banche italiane è un motivo di debolezza, essendo il sistema bancario italiano ancora in uno stato di salute incerto. La percentuale di NPL (crediti deteriorati) è migliorata negli ultimi 3 anni, ma rimane comunque a livelli preoccupanti, soprattutto tenendo in considerazione le difficoltà strutturali e l’incertezza politica che grava sull’economia italiana.I potenziali problemi creati dagli NPL si riflettono nell’allargarsi dei differenziali sui credit default swap (CDS) delle banche. Mentre i differenziali dei CDS restano ben al di sotto dei massimi raggiunti durante la crisi del debito sovrano europeo del 2011-2013, i mercati appaiono sempre più preoccupati per l’aumento del rischio di solvibilità delle banche italiane.Moody’s, recentemente, ha mantenuto il profilo macro delle banche italiane su “Moderate+”, nonostante il 19 ottobre abbia declassato il debito sovrano italiano da Baa3 a Baa2. Tuttavia, ulteriori declassamenti dei BTP potrebbero spingere verso l’alto i rendimenti e innescare un ciclo di feedback negativo per le banche detentrici di BTP.Certo, tutte queste preoccupazioni svanirebbero se le prospettive di crescita suggerissero l’arrivo di tempi migliori per l’economia italiana. Ma l’Italia ha appena registrato per il terzo trimestre 2018 una crescita zero. Ciò ha ridotto a 0.8% l’attuale tasso di crescita reale annualizzato. È un fatto significativo, che potrebbe indurre l’Unione Europea ad essere ancora più dura nel confronto sulla manovra finanziaria, potenzialmente facendo alzare ulteriormente i rendimenti dei Btp e aumentando la pressione sulle banche italiane.
Al momento, per quanto riguarda lo scontro sulla legge di bilancio, non c’è una strada evidente per una risoluzione. L’insolita coalizione destra-sinistra è guidata spiritualmente da Matteo Salvini, che non sembra orientato a fare passi indietro. Ma è altrettanto difficile immaginare un passo indietro da parte dell’Unione Europea: come abbiamo visto nei difficili negoziati per la Brexit, non è il caso di sottovalutare la volontà politica di mantenere l’Unione Europea integra. Al momento, inoltre, l’euro non sembra prezzare la possibilità di un’uscita dell’Italia. Pochi giorni fa Bruxelles si è mostrata intransigente con Roma, costringendo il governo italiano a rivedere i suoi piani di bilancio. Mai prima d’ora la Commissione Europea aveva respinto la legge di bilancio di un paese membro. Crediamo che le due parti troveranno un modo di venirne fuori, di fatto rinviando – secondo un modus operandi consueto in Europa – una presa di posizione concreta sulle questioni più difficili. A nostro parere entrambe le parti accetteranno un compromesso, che servirà più che altro a guadagnare tempo. Le questioni più complicate dovrebbero dunque essere rinviate a data da destinarsi, ma nel frattempo un accordo potrebbe comunque rappresentare un’opportunità per acquistare titoli di stato italiani – anche se è ancora presto per dirlo.Il prossimo appuntamento chiave sarà il 13 novembre, quando l’Italia presenterà nuovamente la sua legge di bilancio. Fino a quella data c’è da aspettarsi che i rendimenti dei Btp restino abbastanza volatili e si muovano reagendo di volta in volta alle notizie del momento. La questione più importante e spinosa, ossia a che livello saranno i rendimenti dei Btp tra un anno, resta per ora senza risposta.

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Il marito di Asia Bibi chiede aiuto al governo italiano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

«Faccio appello al Governo italiano affinché aiuti me e la mia famiglia ad uscire dal Pakistan». È il drammatico appello al telefono con Aiuto alla Chiesa che Soffre di Ashiq Masih, marito di Asia Bibi. Mentre la donna resta ancora in carcere in attesa della registrazione della sentenza di assoluzione, la famiglia vive nella paura. Le proteste dei fondamentalisti, che continuano a chiedere che Asia venga giustiziata, hanno costretto i familiari della donna a rimanere chiusi in casa in un luogo sicuro. Nei giorni scorsi anche l’avvocato difensore di Asia, Saif ul-Malook è stato costretto ad andare all’estero.«Siamo estremamente preoccupati perché la nostra vita in pericolo – dichiara l’uomo ad ACS – Non abbiamo neanche più da mangiare perché non possiamo uscire a comprarlo».Ashiq chiede dunque asilo al governo italiano e soprattutto un aiuto a lasciare il Paese. Al contempo l’uomo invita i media e la comunità internazionale a mantenere alta l’attenzione sul caso di Asia. «È stata proprio questa attenzione a tenerla in vita finora. E ringrazio in particolare Aiuto alla Chiesa che Soffre che, invitandoci al proprio evento del Colosseo rosso, ci ha offerto l’opportunità di parlare al mondo».

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Manovra bilancio: “Qua nessuno è fesso”

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2016

european commissionE’ questo, tradotto, il messaggio inviato dalla Commissione europea ieri a Renzi nell’attesa lettera di richiamo sulla Legge di bilancio”. Lo scrive Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, che, su Dagospia, fa la traduzione politica della lettera inviata dall’Unione europea al governo italiano. “Da quando sei premier ci hai già inviato tre “finanziarie” e ogni anno ci hai chiesto di fare più deficit del dovuto (19 miliardi, per favore non chiamiamola flessibilità!) impegnandoti a rientrare l’anno successivo. Cosa che poi, ovviamente, non hai fatto, affetto da azzardo morale come sei, per cui fai promesse che sai di non poter mantenere. Per tre anni ti sei appellato a circostanze eccezionali che non c’erano o che hai creato ad arte gonfiando i numeri, e per tre anni hai fatto appello sempre alle stesse riforme per avere credito dall’Ue. Se i tuoi provvedimenti sono rimasti incompleti (riforma Madia), o non hanno funzionato (fallimento del Jobs act e della “Buona scuola”), non puoi riproporceli ogni 12 mesi come nuovi, prospettando effetti che sai già che non si verificheranno (80 euro). Così come di anno in anno hai rinviato il pareggio di bilancio previsto non solo dal Fiscal compact, ma anche dalla Costituzione italiana. E come stai tentando di utilizzare fatti gravissimi, quali il terremoto e l’emergenza migranti, per il tuo tornaconto personale. Ti appelli a terremoto e migranti, infatti, per avere risorse dall’Europa che poi utilizzerai per fini elettorali: bonus, mance e mancette per comprarti il consenso. Ma dove vuoi andare, con il secondo debito pubblico più alto d’Europa, che tu stesso hai contribuito a far lievitare di 127 miliardi da quando sei al governo, toccando il record di 2.225 miliardi? Ti abbiamo dato credito, caro Renzi, ti abbiamo dato fiducia. Tanta, ma l’hai tradita. Ci abbiamo creduto la prima volta nel 2014, ci siamo ricascati una seconda volta nel 2015, ma finalmente in questo 2016 abbiamo capito il giochetto e non te lo lasciamo più fare. Basta prese in giro. Basta imbrogli”. Nei confronti non solo dell’Europa, aggiungiamo noi, ma soprattutto degli italiani. Questa la traduzione politica della lettera dell’Ue al governo. La Commissione ha svelato platealmente il bluff di Renzi. E il re è nudo. Renzi imbroglione”, conclude Brunetta.

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Cesare Battisti resta in Brasile

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

Brasilia (Brasile) Per 6 voti a 3 il Supremo tribunale federale di Brasilia ha rigettato senza analizzarlo nel merito il ricorso del Governo italiano contro la decisione dell’ex presidente Lula, che ha bloccato l’estradizione di Cesare Battisti. Si conclude in questo modo una vicenda diplomatica-politica-giuridica che ha visto a lungo contrapposte le tesi del governo italiano sull’estradizione di Cesare Battisti condannato in Italia all’ergastolo. Forte è stata la reazione della classe politica italiana ed anche dal segretario del sindacato di polizia Coisp Franco Maccari. Taluni invocano una moratoria economica nei confronti di quel paese, altri un ricorso ad un tribunale internazionale e altri tacciono, purtroppo. In pratica si può fare ben poco. Prevarranno le ragioni di convenienza economica. Prevarranno i rapporti internazionali improntati a interessi di più ampio respiro e quanto altro. (foto Cesare Battisti fonte Il salvagente.it)

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