Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘graduatorie’

Scuola: Tempo di assunzioni, graduatorie e punteggi sbagliati

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Dopo le diffide, il giovane sindacato intenzionato a presentare i ricorsi per permettere a chi lo merita di essere assunto, nonostante gli errori dell’amministrazione. Marcello Pacifico (Anief): “Li attiveremo presso ogni Tar regionale”È un agosto caldissimo per convocazioni e immissioni in ruolo, in ogni parte d’Italia, da Sud a Nord. Si tratta, però, di convocazioni, che avvengono anche su graduatorie sbagliate. «Stiamo parlando – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief, nel corso di un intervento radiofonico su Italia Stampa – delle graduatorie pubblicate dell’ultimo concorso straordinario per il personale della scuola secondaria, quindi media e superiore, ma anche per la scuola primaria, il concorso voluto con il decreto della scorsa estate».Ci sono, però, errori in serie davanti ai quali non si può restare indifferenti. E infatti Anief non ci sta. “Siamo dinanzi a graduatorie errate – sottolinea Pacifico – con punteggi sbagliati. Il sindacato, dopo le diffide, è intenzionato a ricorrere ai Tar regionali per dare a Cesare quel che è di Cesare, per permettere a chi lo merita, in base al punteggio che ha dimostrato, di essere assunto, nonostante gli errori commessi dall’amministrazione. I ricorsi sono attivi ai singoli Tar regionali”.

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Scuola: La babele delle graduatorie dei precari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

A fine estate avremo il record di supplenze annuali, però con più di 200 mila precari in lista di attesa e il ministro dell’Istruzione secondo il quale mancano insegnanti. Anief chiede di tornare alla normalità, con un semplice doppio canale di reclutamento e un facile e immediato sistema di attribuzione delle supplenze. Il Miur e i sindacati devono finirla di giocare con l’abuso dei contratti a termine alimentato da una guerra tra poveri e immorali clientele. Attualmente sono cinque le graduatorie dei tanti insegnanti che aspirano a un posto fisso nella scuola (GM, GMRE, GAE, GI, MAD) e si potrebbe aggiungere una sesta (GPS). Tra graduatorie permanenti, ad esaurimento, i genitori italiani, assieme ai presidi, stavolta rischieranno di impazzire prima di trovare un docente per i loro figli, quando basterebbe fare incontrare domanda e offerta, garantendo anche la continuità didattica. All’inizio negli anni Novanta, con l’approvazione del Testo Unico (il dlgs 297/94), si era pensato a un sistema che da una parte permettesse di far avanzare chi superava con merito un concorso e dall’altra di stabilizzare anche chi veniva chiamato dallo Stato come precario per esigenze di bilancio: era il doppio canale di reclutamento, la metà dei posti riservati ai vincitori e idonei del concorso ordinario, l’altra metà a tutto il personale abilitato. Nel primo caso le graduatorie di merito (GM) erano valide per un triennio e comunque fino a concorso successivo (tanto da riservare la scelta del punteggio migliore ai candidati in caso di decadenza); nel secondo caso (GM) quelle che sono oggi le graduatorie ad esaurimento erano aggiornate annualmente in quanto permanenti. Le prime graduatorie durarono per ben dieci anni (prima di essere sostituite da quelle nuove, nel 2012 e nel 2016); le seconde, invece, prima furono aggiornate ogni ventiquattro mesi, poi trasformate, appunto, in esaurimento (GaE), riaperte per ben due volte a tutti gli abilitati all’insegnamento (2008 e 2012), aggiornate ogni tre e infine ogni quattro anni.

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Personale, Campidoglio: prosegue scorrimento graduatorie idonei

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 dicembre 2018

Roma Prosegue lo scorrimento delle graduatorie per l’assunzione dei candidati risultati idonei nell’ambito del cosiddetto “concorsone” del 2010. È in corso di adozione il provvedimento che porterà all’assunzione di ulteriori 148 nuovi dipendenti capitolini, che andranno così a integrare il piano assunzionale 2018.Prenderanno servizio in Campidoglio le seguenti figure professionali: 75 istruttori amministrativi, 20 istruttori economici, 16 funzionari amministrativi, 12 assistenti sociali, 10 funzionari economici, 5 curatori storici dell’arte, 5 curatori archeologi e 5 funzionari biblioteche.“Va avanti l’attività di rigenerazione dell’Amministrazione capitolina. Anche quest’anno il lavoro di ottimizzazione delle risorse finanziarie e il taglio agli sprechi consentirà di far scorrere le graduatorie degli idonei per i profili amministrativi. E ricordo che queste 148 assunzioni erano state precedute dall’adozione del piano straordinario per il reclutamento di altri 500 agenti di Polizia Locale. Dall’insediamento della Giunta Raggi sono stati assunti oltre 4000 nuovi dipendenti esclusivamente mediante concorso pubblico, che apportano alla macchina amministrativa un patrimonio di energie e competenze messe nel cassetto per anni. Roma Capitale sta compiendo ogni sforzo possibile per poter riassorbire i concorsisti idonei, a lungo esclusi a causa del blocco del turn over, e auspica che nei prossimi anni possa essere data continuità al processo di rafforzamento del personale”, afferma il delegato della Sindaca al Personale e alle Relazioni sindacali Antonio De Santis.

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USB P.I. chiede la proroga delle graduatorie dei concorsi

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

L’Unione Sindacale di Base Pubblico Impiego ha scritto al ministro Giulia Bongiorno per chiedere la proroga della validità di tutte le graduatorie dei concorsi della Pubblica Amministrazione in scadenza al prossimo 31 dicembre.La USB evidenzia le gravi carenze di personale, anche nell’area amministrativa, verificatesi a seguito di un reiterato blocco del turn over e, rispondendo al ministro che in un recente question time in Parlamento ha affermato che saranno prorogate esclusivamente le graduatorie riguardanti figure professionali ritenute necessarie, sottolinea che sarebbe paradossale far scadere proprio ora graduatorie che permetterebbero di rispondere celermente alla necessità di effettuare nuove assunzioni.USB ha chiesto al ministro Bongiorno di essere ascoltata prima che siano assunte scelte che riguardano la funzionalità e la tenuta delle amministrazioni pubbliche.

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Gli insegnanti hanno bisogno di certezze: Il problema non è esaurire le graduatorie ma riempirle appena esaurite

Posted by fidest press agency su martedì, 11 settembre 2018

Secondo il titolare del Ministero dell’Istruzione l’obiettivo del Governo è esaurire le graduatorie e puntare su docenti giovani. Replica Anief: se al termine delle immissioni in ruolo, il 60% delle cattedre rimangono deserte non è perché non abbiamo insegnanti giovani ma perché la politica li lascia invecchiare tra i banchi senza assumerli. Il problema non è esaurire le graduatorie ma riempirle appena esaurite, e lo dice il sindacato che ha fatto ammettere i laureati al concorso 2012. Basta con le ipocrisie e gli spot elettorali. La scuola ha bisogno di certezze: occorre puntare sulla riapertura delle GaE a tutti i 150 mila docenti abilitati e confermare nei ruoli tutti gli assunti con riserva. A chiederlo, domani davanti a Montecitorio, sarà anche la piazza. Il Governo ascolti e trasformi il fallimento di questi numeri in un vero cambiamento per il Paese.

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Scuola – Dopo dieci anni, ancora una volta, il Parlamento ha la possibilità di riaprire le molte graduatorie esaurite dei precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 agosto 2018

‘Ascoltando ancora una volta la piazza, nel confermare il testo del Milleproroghe licenziato dal Senato, si potrebbe garantire la parità di trattamento tra tutto il personale abilitato, confermare nei ruoli a tempo determinate e a tempo indeterminate i docenti licenziati, coprire un terzo delle immissioni in ruolo andate deserte, portare ordine nell’assegnazione delle supplenze annuali e al termine delle attività didattiche, senza bloccare i nuovi concorsi’. Queste le parole di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, che continua affermando come ‘lo scorrimento delle graduatorie ex permanenti, infatti, rappresenti ancora l’unico strumento riparatorio di anni di precarietà su posti vacanti ma non disponibili per i ruoli, come ha ricordato più volte la Cassazione’.

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Ridare dignità ai settemila docenti esclusi dalle graduatorie

Posted by fidest press agency su domenica, 5 agosto 2018

«Occorre ridare dignità a quei 7mila docenti e alle loro famiglie che, dopo una lunga odissea, entrando in ruolo pensavano finalmente di aver ottenuto giustizia. Docenti che invece saranno esclusi dalle graduatorie ad esaurimento a causa di questo decreto dignità che, applicando una sentenza del Consiglio di Stato, mette in discussione la certezza del diritto e soprattutto la stessa fonte che ha legiferato precedentemente. E questa è una ferita istituzionale che non può essere sanata con un concorso straordinario nel quale non vengano tutelati i ruoli. Tra i 7mila insegnanti inoltre, ci sono diversi disabili che rischiano non solo il licenziamento ma anche la possibilità di un’iscrizione nelle liste di collocamento mirate. Questo decreto verrà ricordato come quello che ha previsto il più grande licenziamento della Repubblica Italiana e il riproporsi di conteziosi che non avranno mai fine”. È quanto ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia Carmela Bucalo.

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Scuola – Graduatorie ad esaurimento, Anief chiede la riapertura a tutto il personale abilitato

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 maggio 2018

A ribadire la posizione dell’Anief è Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato, all’indomani della manifestazione di protesta tenutasi davanti al Miur, nel secondo giorno di sciopero consecutivo, il quarto in cinque mesi, organizzato per sensibilizzare Governo e Parlamento ad approvare un decreto d’urgenza che salvi tanti docenti dal licenziamento. Il problema è oggi delle maestre con diploma magistrale, presto si allargherà ad altri profili di insegnamento pubblico. Ecco il motivo per cui quella di un decreto legge approvato dal Governo e ratificato dal Parlamento rimane l’unica soluzione plausibile e ragionevole. E non si venga a dire che i posti per assumere questi precari non ci sono. Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): Onorevoli e senatori di Forza Italia, Fratelli d’Italia e di Liberi e uguali, con disegni di legge o pubbliche dichiarazioni, hanno chiesto apertamente quello che l’Anief rivendica da tempo attraverso una dettagliata bozza di decreto legge. Così, all’inizio della XVIII legislatura, dopo una netta chiusura registrata nell’ultimo quinquennio dall’ex partito di maggioranza, anche il PD sembra essere favorevole a fare passare gli abilitati nelle GaE. Altri partiti, come la Lega, hanno chiesto di eliminare il divieto delle supplenze introdotto dalla Legge 107/2015; altri ancora, a partire dal Movimento 5 Stelle, stanno interrogando la ministra. Si sta comprendendo che non c’è alcuna guerra tra poveri, perché deve essere solamente rispettato il diritto secondo il quale ognuno in possesso di un’abilitazione riconosciuta dallo Stato italiano deve essere assunto in base al punteggio ottenuto: il vulnus riguarda tutti i precari in possesso di un’abilitazione, al di là dell’ordine e grado. Se l’attuale maggioranza trasversale che si trova tra i gruppi parlamentari non dovesse concretizzarsi in un atto in tal senso, l’ultima strada rimarrebbe la trasformazione delle graduatorie d’istituto in permanenti e provinciali, con l’accorpamento della prima e seconda fascia per tutto il personale abilitato, l’aggiornamento annuale aperto ai nuovi abilitati e laureati, l’abolizione del divieto delle supplenze dopo 36 mesi e la conferma nei ruoli di tutto il personale assunto con riserva che abbia superato l’anno di prova. Ma di certo, non si può invocare un transitorio inutile e non risolutivo. Per questi motivi, siamo pronti a continuare la protesta fino a quando il diritto non sarà ripristinato.

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Scuola – Graduatorie d’istituto: saranno uniche con docenti titolari di scuola e di ambito

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2018

Nei prossimi giorni, quindi, le amministrazioni scolastiche saranno chiamate ad esaminare i titoli, i servizi e le documentazioni presentate dagli insegnanti in forzo al loro istituto. Il tutto servirà a costituire queste maxi-graduatorie, comprendenti docenti con diverse collocazioni. Purtroppo, le indicazioni che hanno le segreterie da parte dell’amministrazione centrale non sono rispettose dei diritti di molte tipologie di insegnanti. A questo proposito, Anief ricorda che risulta illegittima la valutazione parziale del servizio pre-ruolo o prestato nella scuola paritaria. Lo hanno ribadito molte sentenze dei tribunali. E per questo motivo, il sindacato ha predisposto apposito ricorso, al giudice del lavoro, in modo da far valere il servizio pre-ruolo per intero.Anief, inoltre, ritiene non corretta la tabella di valutazione dei titoli, predisposta sempre dall’amministrazione. Le incongruenze sono diverse: si va dall’abilitazione SSIS alla specializzazione SSIS di sostegno, dal titolo TFA conseguito (anche sostegno) al servizio pre-ruolo al pari di quello prestato dopo la nomina (punti 6 e per intero), dal doppio punteggio per servizio pre-ruolo in piccole isole al servizio militare prestato non in costanza di nomina. Anche in questo caso, Anief consiglia al personale coinvolto di non rischiare di perdere il posto nella scuola di titolarità impugnando la tabella predisposta Miur direttamente al giudice di competenza.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Tutti gli insegnanti che risultano danneggiati dalla purtroppo ampia casistica di norme illegittime farebbero bene e presentare ricorso: soprassedere, per poi ritrovarsi perdenti posto, rappresenterebbe una beffa enorme. Con conseguenze negative immaginabili, derivanti dalla perdita del posto e dall’obbligo di trasferirsi in un’altra sede scolastica. L’aspetto più inquietante di certe decisioni prese dal Miur è la mancata considerazione di titoli e servizi, conseguiti alla stregua di altri invece riconosciuti. A noi, come sindacato, questo palese aggiramento della direttiva UE n. 70/99, con insopportabili discriminazioni tra il personale, non può stare bene. E lo diremo chiaramente, tramite i nostri legali, ai giudici di competenza.

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Scuola: sciopero del 23 marzo: Precariato e graduatorie permanenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 marzo 2018

Durante cinque legislature della Repubblica, cinque sessioni riservate, quattro procedure concorsuali, tre nuovi sistemi di formazione universitaria iniziale degli insegnanti, le graduatorie dei supplenti docenti della scuola da cui si attinge per il 50% delle immissioni in ruolo ‎sono state aperte e chiuse diverse volte dal legislatore, spesso sotto i colpi delle sentenze. Ora nella nuova XVIII legislatura, quella che si andrà a costituire dopo le elezioni politiche di oggi, il problema si ripone e l’unica soluzione logica rimane la riapertura delle GaE, quelle Graduatorie ad esaurimento oggetto dello sciopero Anief del prossimo 23 marzo, giorno d’insediamento del nuovo Parlamento.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Lo Stato piuttosto che assegnare 100mila posti vacanti e disponibili alle immissioni in ruolo, finendola anche con la farsa degli organici di diritto, all’80 per cento costituiti da posti vacanti che andrebbero collocati tra quelli di diritto, li continua ad assegnare ai precari sempre sotto forma supplenza annuale.Il tutto, in attesa di due nuovi concorsi che creeranno nuove graduatorie di merito ad esaurimento, con tanto di vincitori di concorso per tre anni a fare formazione e supplenze a paga ridotta. La domanda che poniamo ai decisori dei destini della scuola è allora questa: perché abbiamo decine di migliaia di docenti già abilitati, selezionati, specializzati per l’insegnamento che lo Stato non vuole stabilizzare, ma poi ogni anno tra agosto e settembre chiama a rapporto per coprire i tanti posti liberi? Perché ci sono materie, come la matematica alle medie, che necessitano di docenti abilitati, con le GaE e le graduatorie di merito che sono da tempo esaurite, ma poi si continua a fare di tutto per non assorbirli? Questo è ciò che non si comprende ed è anche il motivo per il quale la nostra azione sindacale non si ferma: in tribunale, ma anche ai tavoli delle trattative, dove contiamo di arrivare dopo le prossime elezioni Rsu di metà aprile.

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Precariato, per cancellarlo non servono le nuove graduatorie della legge 107/15 ma la riapertura delle GaE

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 novembre 2017

pacifico-marcelloÈ quello che Anief ha chiesto da tempo ed ora il Senato ha l’opportunità di realizzare, approvando l’emendamento 54.26 al ddl 2960, la Legge di Stabilità all’esame della Commissione Bilancio di Palazzo Madama, presentato dai senatori Gian Marco Centinaio e Silvana Andreina Comaroli (Lega Nord). Al centro della questione vi sono decine di migliaia di docenti precari “storici” che a seguito della riforma 107/2015 sono stati bloccati, perché le GaE si riapriranno solo nel 2019, oppure messi nel dimenticatoio, perché dalla seconda fascia delle graduatorie d’istituto continua a permanere un insensato e anacronistico blocco. Si chiede, pertanto, l’aggiornamento annuale e “l’inserimento a domanda in terza fascia di tutti gli aspiranti in possesso di abilitazione all’insegnamento”. Oltre al reinserimento a domanda nella fascia di pertinenza del personale precedentemente inserito, depennato per mancato aggiornamento. Con un altro emendamento, sempre di ispirazione Anief, si chiede anche di convertire tutti i posti oggi in organico di fatto senza titolare di personale docente e amministrativo “in organico di diritto a decorrere dal 1 settembre 2018, ivi inclusi i posti in deroga su sostegno”.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Occorre puntare su questa strada, facendo cadere le barriere delle GaE e vincoli sulla mobilità, perché non ha alcun senso mettere di nuovo alla prova questi insegnanti, già abilitati, per inserirli nelle prossime nuove graduatorie regionali ad esaurimento, attraverso le quali si otterrà il medesimo risultato però con anni di ritardo. Aprire le GaE annualmente, invece, permetterebbe di far coincidere la domanda dei supplenti abilitati con l’offerta dei posti vacanti e disponibili. Senza però attivare dei concorsi inutili, prevedendo anche un esborso di soldi per l’erario privo di alcuna efficacia.

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Scuola: Graduatorie infinite per infanzia e primaria?

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 agosto 2017

ministero-pubblica-istruzioneAnziché puntare il dito contro chi non è stato in grado di cancellare il precariato, in primis il Ministero dell’Istruzione, a livello di opinione pubblica si tenta di far passare il concetto che la colpa è dei giudici se nel 2017 ci sono ancora decine di migliaia di precari nelle GaE e serviranno diversi anni per stabilizzarli. E anche di chi patrocina le cause in tribunale per difendere i supplenti. La verità è
che la riduzione del tempo scuola nel 2009 ha tagliato 40mila cattedre. E che dal 2012 le Facoltà universitarie continuano a sfornare corsi a numero chiuso, per abilitare i giovani in Scienze della formazione primaria ma nessuno li può immettere in ruolo. Inoltre, nel percorso formativo 0-6 anni, lo Stato continua a gestire solo il 30% dell’offerta formativa e dal 2000, improvvisamente e in
maniera illegittima ha escluso migliaia di diplomati magistrali. Cosa dovevano fare quei futuri maestri, che aveva studiato per insegnare? Rassegnarsi e diventare tutti impiegati? Come non è vero che si vuole assumere del personale che non ha mai in insegnato. Perché nel 99% dei casi, stiamo parlano di precari che
supplenze alle spalle. Anche tra i diplomati magistrali. È emblematico il caso delle GaE dalla scuola dell’infanzia e primaria di Roma, dove ci sono 5.356 maestri in lista d’attesa, ma chi scrive che la maggior parte “verosimilmente è da ritenere che non abbiano mai insegnato” probabilmente non sa che l’Ambito territoriale (per velocizzare il lavoro di inserimento dati relativi ai ricorrenti) non ha pubblicato in graduatoria la specifica dei punteggi dei tanti diplomati magistrale inseriti nel 2014 per volere del giudice.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Come si fa a demonizzare un titolo di studio rilasciato dallo Stato e da sempre ritenuto valido per insegnare nelle scuole primarie e dell’infanzia, magari addossando ai giudici amministrativi responsabilità non loro, piuttosto che andare a colpire i veri registi della supplentite? Qui non c’entra la plenaria sui diplomati magistrali, come qualcuno dal Miur vorrebbe fare intendere, perché è assodato per giurisprudenza che il titolo di diploma magistrale rilasciato entro il 2001 è valido per l’inserimento nelle Graduatorie. Chi si indigna del fatto che ancora oggi ci sono insegnanti non laureati, forse non sa che la metà dei docenti di ruolo ne sono sprovvisti. Anche i maestri di chi oggi pontifica quasi sicuramente non l’avevano. Sarebbe stato meglio dire: la riforma non ha dimenticato di assumere gli insegnanti della scuola dell’infanzia, come non ne ha stabilizzato nemmeno uno con il potenziamento, perché avevamo altri programmi che non sono andati a termine. Far pensare che la colpa è di chi li ha difesi e dei giudici che stanno esaminando il caso, è l’ennesimo passo falso di chi non ha più attenuanti.A ridosso del nuovo anno scolastico, si torna a parlare dell’alto numero di precari della scuola. Solo che, anziché puntare il dito contro chi non è stato in grado di cancellare la supplentite, in primis il Ministero dell’Istruzione, si tenta di far passare il concetto che la colpa è dei giudici se nel 2017 ci sono ancora decine di migliaia di precari nelle GaE e serviranno diversi anni per stabilizzarli. E anche di chi patrocina le cause in tribunale per difendere i supplenti. I quali, però, in qualsiasi Stato moderno sarebbero da diverso tempo già immessi in ruolo non certo per via giudiziaria. Però, siamo in Italia, dove prendersela con gli altri è un’arte nazionale.La verità, replica il sindacato che più di tutti gli altri si è messo dalla parte dei docenti penalizzati, è che la riduzione del tempo scuola nel 2009 ha tagliato 40mila cattedre. E che dal 2012 le Facoltà universitarie continuano a sfornare corsi a numero chiuso, per abilitare i giovani in Scienze della formazione primaria ma nessuno li può immettere in ruolo. Inoltre, nel percorso formativo 0-6 anni, lo Stato continua a gestire solo il 30% dell’offerta formativa e dal 2000, improvvisamente e in maniera illegittima ha escluso migliaia di diplomati magistrali. Cosa dovevano fare quei futuri maestri, che aveva studiato per insegnare? Rassegnarsi e diventare tutti impiegati?Invece di dire che più di qualcuno, con cariche istituzionali e politiche, dovrebbe pagare tra i dirigenti di viale Trastevere, ministri e parlamentari, si preferisce divulgare la tesi che le responsabilità sono in capo ai tribunali. I quali, sino a prova contraria, operano per tutelare i diritti lesi. Come non è vero che si vuole assumere del personale che non ha mai in insegnato. Perché nel 99% dei casi, stiamo parlano di precari che supplenze alle spalle. Anche tra i diplomati magistrali.È emblematico il caso delle GaE dalla scuola dell’infanzia e primaria di Roma, dove è vero che ci sono 5.356 maestri precari in lista d’attesa, ma chi scrive che la maggior parte “verosimilmente è da ritenere che non abbiano mai insegnato” probabilmente non sa che l’Ambito territoriale romano (per velocizzare il lavoro di inserimento dati relativi ai ricorrenti) non ha pubblicato in graduatoria la specifica dei punteggi dei tantissimi aspiranti docenti con diploma magistrale inseriti nel 2014 per volere del giudice. È per questo motivo che alla ‘voce’ servizio risultano zero punti, ma non di certo perché il precario non ha mai insegnato: come potrebbero avere, altrimenti, molti di quegli stessi precari più di 100 punti totali?Sempre a Roma, l’Anief ha calcolato che sono circa 2mila i precari che non solo hanno già insegnato come supplenti, ma lo hanno fatto per almeno 36 mesi prima del 2014. La conferma di questo dato inconfutabile è che, sempre nella capitale, le GaE di infanzia e primaria ogni anno si esauriscono, con larghissima accettazione dei diretti interessati convocati dall’Ambito territoriale per il conferimento della supplenza annuale. I quali, però, continuano ad avere zero punti alla ‘voce’ servizio.

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Gli uffici scolastici pubblicano le graduatorie d’istituto

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 agosto 2017

scuolaOra ogni supplente potrà rendersi conto del punteggio assegnato consultando ‘Istanze On Line’: la stampa specializzata spiega che tocca alle segreterie scolastiche ‘mettere una pezza’ agli errori del sistema informatico con il quale si trovano a lavorare gli assistenti amministrativi alle prese con la valutazione delle domande dei docenti per l’accesso alle graduatorie. Alla mancata formazione su molti aspetti delle tabelle di valutazione dei titoli (interpretate con fantasia) si aggiungono gli errori di default del sistema on line. Sono già migliaia le richieste di rettifica del punteggio recapitati sulle scrivanie delle segreterie, da parte dei docenti che hanno visualizzato il punteggio non corretto. Nel computo degli errori da sanare, ci sono pure i tanti bug dovuti alla decisione del Miur di escludere tante categorie di docenti. Come i diplomati Itp, a cui il Tar ha dato ragione avallando la tesi dell’Anief. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Attendiamo con fiducia la richiesta di inserimento nella seconda fascia d’istituto anche per i diplomati AFAM e magistrale linguistico, per i quali già esistono pronunciamenti positivi in Consiglio di Stato. C’è anche da verificare se il Ministero dell’Istruzione abbia comunicato ai propri Ambiti territoriali provinciali e alle scuole capofila di dare seguito agli ordini del tribunale amministrativo per registrare l’immediato inserimento nella seconda fascia delle Graduatorie d’Istituto di tutti gli aventi diritto. Inoltre è bene che ogni docente verifichi il punteggio assegnatogli e presenti apposito ricorso qualora vi siano discrepanze rispetto a quanto effettivamente gli spetta.

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Scuola: ancora problemi per le graduatorie d’istituto e le nuove nomine

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 luglio 2017

ministero-pubblica-istruzioneIl Miur ammette che vi sono problemi solo nell’ultimo giorno utile per inoltrare il modello B, tramite Istanze on line, attraverso cui 700mila precari indicano le scuole dove collocarsi in lista d’attesa a seguito della presentazione della domanda di inserimento o aggiornamento nelle graduatorie di istituto di seconda e terza fascia valide per il triennio 2017/2020. Ora, fuori tempo massimo, spunta anche l’ipotesi della proroga e del modello cartaceo. Nel bailamme organizzativo ministeriale sono coinvolti altresì i 52mila precari, probabilmente anche meno visto l’alto numero di graduatorie di merito e a esaurimento a corto di candidati, da assumere a tempo indeterminato entro il prossimo 14 agosto: per loro non è prevista alcuna chiamata diretta, perché i dirigenti scolastici non sono disposti a lavorare anche a ridosso del ferragosto. La procedura passa nelle mani degli Usr che effettueranno le assegnazioni su scuola in base al punteggio dei candidati.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sta crollando, nei fatti, un altro pezzetto della Buona Scuola di Renzi. Quello delle macchinose, illegittime e inutili individuazioni del personale attraverso la scelta dei presidi. Lo avevamo detto sin dall’inizio: il problema non era nel numero dei criteri da indicare, come invece sostenevano i sindacati rappresentativi, ma proprio nella inapplicabilità del sistema all’interno della PA, che per legge deve essere legato all’anzianità di servizio e ai titoli acquisiti. Per quel che riguarda l’invio del modello B, si tratta dell’epilogo di un processo di aggiornamento telematico creato in modo quasi dilettantistico: si è partiti con un regolamento che escludeva una sfilza di categorie, contro cui abbiamo presentato ricorso. Poi, sono subentrati i problemi di compilazione. Infine, altre problematiche riguardanti gli invii. Considerando i tanti nodi non sciolti, come i 100mila posti che andranno ancora in supplenza, con molti posti di sostegno e di alcune classi di concorso che potrebbero non essere coperti, per non parlare dei 1.900 posti da preside e 1.700 da Dsga che andranno in reggenza, in attesa di concorsi mai pronti, è ormai certo che l’avvio dell’anno scolastico 2017/18 sarà purtroppo come tutti gli ultimi: caotico e pieno di incognite.

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Scuola: Graduatorie docenti nel caos

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 giugno 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cÈ record di adesioni per il mancato aggiornamento dei docenti inseriti in terza fascia che chiedono una provincia diversa per le prossime immissioni in ruolo e per le supplenze. Ma anche di ricorsi contro il mancato inserimento di quegli insegnanti precari che hanno un titolo di studio abilitate, già riconosciuto valido dal Consiglio di Stato nel 2015 e 2016, come i diplomati magistrale, anche a indirizzo linguistico, i docenti cancellati che hanno chiesto il reinserimento, i diplomati di Conservatorio e Accademia di Belle Arti, nonché gli Insegnanti Tecnico Pratici: il precedente non è da poco, perché a essere inseriti sono stati in tanti. Per ulteriori informazioni e aderire ai ricorsi, clicca qui.
Nel frattempo è caos per la gestione delle Graduatorie di Istituto, perché le amministrazioni scolastiche non riescono a gestire in pochi giorni l’alta mole di domande pervenute, peraltro sembra senza nemmeno avere sempre a disposizione i dati relativi a titoli e servizi presentati dagli stessi docenti tre anni fa. Mancano appena tre giorni alla scadenza per l’invio al Sidi: nuovo appello del giovane sindacato al Miur perché espliciti regole più definite e omogenee e rinvii la scadenza del 30 giugno.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’apertura agli abilitati era un’operazione necessaria e di buon senso. Anche perché va ricordato che in molte delle stesse GaE, come in quelle di Merito, derivanti dai concorsi a cattedra, non c’è più nessuno. Non è certo una novità, ma un dato di fatto venutosi a creare già da un paio d’anni. Sono da vera emergenza, a esempio, le graduatorie esaurite di Matematica alle scuole medie, di sostegno e di tante discipline tecniche. Ma una situazione analoga riguarda anche le nuove classi di concorso, come l’insegnamento di italiano agli alunni stranieri, che costituiscono quasi il 10 per cento degli iscritti, le quali, continuando a estromettere gli abilitati, continueranno a mantenere in vita il triste fenomeno della supplentite.

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Scuola: Graduatorie d’istituto

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

ministero-pubblica-istruzioneAppello all’amministrazione scolastica da parte di assistenti e dirigenti scolastici, perché posticipi la scadenza fissata ora solo al 30 giugno: è una tempistica a dir poco irrispettosa, perché serve tempo per esaminare titoli, servizi e dichiarazioni. Lasciando così le cose, si rischiano pasticci e ricorsi. Soprattutto perché le segreterie negli ultimi anni lavorano sotto organico, per via dei corposi tagli di posti (circa 50mila) attuati a partire dalla Legge 133/08 e confermati pure dal Governo Renzi che ha cancellato oltre 2mila unità di personale Ata. Anief ricorda, inoltre, che sulle graduatorie d’istituto incombono poi seri rischi di rifacimento, per via delle decisioni prese in tribunale. Lo stesso giovane sindacato ha presentato una serie di ricorsi al Tar Lazio contro il D.M. 374 riguardanti tutte le fasce, quindi non solo la seconda e terza coinvolte con l’aggiornamento attuale. I precari interessati possono presentare domanda o diffida entro domani che corrisponde all’ultimo giorno di presentazione dei titoli e servizi. La scadenza per l’adesione ai ricorsi è fissata al 30 giugno.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): si ripete un copione già visto, con il Miur che fa ricadere sul personale la mancanza di programmazione e i ritardi della macchina amministrativa. Fermo restando che è fondamentale nominare i supplenti prima dell’avvio del nuovo anno scolastico, come la legge prevede, non si comprende come faranno le scuole a esaminare in così pochi giorni titoli e servizi presentati dai docenti. Sarebbe bastato avviare la ‘finestra’ di aggiornamento qualche settimana prima. Per quanto riguarda i nostri ricorsi, sono stati presentati contro il D.M. 374/2017 e la nota Miur di trasmissione prot. n. 25196 del 1° giugno: si rivolgono a parti del regolamento istituito che contengono elementi di ingiustizia e irragionevolezza macroscopici, spesso anche in contrasto con chiare pronunce della magistratura amministrativa e persino in opposizione ai recenti decreti legislativi della Buona Scuola.

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Online la graduatoria provvisoria dell’Estate Romana

Posted by fidest press agency su domenica, 25 giugno 2017

luca-bergamoRoma. Con due giorni di anticipo rispetto a quanto annunciato nei giorni scorsi dal Vicesindaco con delega alla Crescita Culturale Luca Bergamo, dal 21 giugno è online la graduatoria provvisoria per la composizione del programma dell’Estate Romana per il triennio 2017-2019 e per l’anno 2017.“Le novità principali – dichiara il vicesindaco Luca Bergamo – sono due: il bando triennale che permette agli operatori di fare una programmazione sul medio periodo e il fatto che tutto il territorio della città è coinvolto da manifestazioni dell’Estate Romana, non solo il centro. Stando a questa graduatoria provvisoria gli operatori hanno risposto al bando proponendo attività diffuse su tutto il territorio di Roma Capitale e non solo al centro”.Ottimo riscontro per i progetti triennali: “In totale i progetti triennali eleggibili ricevuti sono stati il 70% del totale, mentre quelli annuali il 30%. Questo vuol dire che gli operatori del settore hanno compreso e apprezzato la possibilità di fare una programmazione di medio periodo. Questo vuol dire lavorare ad un’offerta culturale strutturata”.In totale sono arrivate 199 domande (triennali e annuali) e ne sono state ammesse 183. Sulle 183 ammesse, 129 sono idonee e sono rientrate nella graduatoria provvisoria dei progetti triennali e annuali. Rispetto al totale delle eleggibili (129), 92 sono triennali e 37 annuali.

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Mobilità, graduatorie definitive interne d’istituto nel caos

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

scuolaMolti penalizzati dalla mancata piena considerazione del servizio pre-ruolo. Dopo la presentazione della domanda per l’individuazione dei soprannumerari, è importante ricorrere al giudice del lavoro con i legali Anief, per far riconoscere tutto il servizio dichiarato precedente all’immissione in ruolo e che invece è considerato utile per la mobilità provinciale, interprovinciale e per i passaggi di ruolo. Per aderire gratuitamente al ricorso, vai al seguente link. Per informazioni ulteriori telefonare allo 091 7098355. Cerca anche la sede Anief più vicina a te.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): sarebbe bastato che i sindacati rappresentativi della scuola avessero concesso tale possibilità, invece l’hanno negata. Oggi bisogna ricorrere in tribunale, domani, appena vinceremo le prossime elezioni Rsu, cambieremo il contratto. Non presentare ricorso, soccombendo alle valutazioni errate della propria scuola, significherebbe infatti esporsi a un pericolo non indifferente: ci si potrebbe trovare invischiati nella lotteria dei trasferimenti, finendo pure nel girone infernale degli ambiti territoriali. Perdendo quindi pure la titolarità su cattedra.
Anief ricorda che a essere penalizzati in graduatoria interna d’istituto sono anche coloro che hanno prestato servizio nella paritaria e pure i docenti che hanno conseguito titoli abilitanti riconosciuti dalle università (SSIS, TFA, Sostegno e per il servizio militare svolto non in costanza di nomina) ma a cui è stato negato il punteggio in graduatoria. Contro tutte queste ingiustizie, il sindacato ha predisposto un apposito ricorso al Giudice del Lavoro.

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Scuola: Graduatorie a Esaurimento, il Miur le blinda e rimanda l’aggiornamento

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneAnief: così non si svuoteranno mai, ricorsi in arrivo. La decisione dell’amministrazione di confermare lo sbarramento a diverse categorie di abilitati e il mancato previsto aggiornamento delle GaE, nella primavera del 2017, rimandato di almeno 12 mesi, causa un grave e ingiustificato danno a chi è inserito nella terza fascia o in quella aggiuntiva: lo slittamento, infatti, impedisce l’aggiornamento del punteggio e, soprattutto, il diritto al trasferimento in province dove vi sono posti liberi.Possono ricorrere per l’inserimento in GaE tutti gli abilitati esclusi (SFP, TFA, PAS, abilitati all’estero, Afam, Cobaslid, semestre aggiuntivo SSIS, abilitati da concorsi ordinari o riservati), chi è in possesso di un diploma abilitante (magistrale, anche a indirizzo linguistico, conseguito entro l’a.s. 2001/02, diplomati accademici al Conservatorio, ITP diplomati). Ricorsi aperti anche per il personale educativo che vuole inserirsi nelle graduatorie della scuola Primaria e per il passaggio in terza fascia dei docenti già inseriti in quella aggiuntiva, oltre che per coloro che sono stati cancellati dalle GaE per non aver aggiornato la propria posizione. Infine, è possibile ricorrere per ottenere la valutazione del servizio militare prestato non in costanza di nomina. Per informazioni maggiori ed eventuali adesioni al ricorso all’inserimento nelle GaE già nel 2017, cliccare qui. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): le Graduatorie a esaurimento devono essere funzionali all’incontro tra domanda e offerta dei supplenti. Che senso ha tenerli fermi ‘ai box’ per anni, magari in province dove non ci sono posti, senza dare loro la possibilità di aggiornarle e di spostarsi in altre province dove invece c’è disponibilità e non di rado nemmeno più colleghi disoccupati in lista d’attesa? Lo stesso atteggiamento di chiusura viene adottato per le tante categorie di abilitati che chiedono d’inserirsi nelle graduatorie, dal momento che la loro formazione è analoga a quella di chi li ha preceduti fino al 2011. È un’ostruzione incomprensibile, di cui sono vittime i docenti precari e gli stessi studenti, ai quali vengono affidati supplenti annuali in notevole ritardo, anche a Natale, e magari privi di abilitazione all’insegnamento. Mentre, chi ce l’ha rimane bloccato.

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Scuola: Rinnovo graduatorie Istituto per 320mila supplenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneÈ un evento importante che riguarda 320 mila precari, a cui viene offerta la possibilità di presentare ulteriori titoli e servizi, oltre che di spostarsi di sede. Il problema è che l’amministrazione si appresta a fornire tale diritto dei lavoratori, però penalizzandone un enorme numero, anche coloro che avrebbero piena facoltà d’inserirsi nelle graduatorie per la prima volta. Per non parlare di chi è in prima fascia e dovrà attendere il 2018. Possono ricorrere per l’inserimento nella seconda fascia diverse categorie: candidati con diploma magistrale a indirizzo linguistico, Insegnanti tecnico pratici, personale educativo che chiede l’inserimento per la scuola primaria, diplomati accademici di conservatorio fino al 2001/02, abilitati all’estero in attesa di riconoscimento del titolo. Anief ha inoltre attivato il ricorso per l’inserimento in terza fascia per la disciplina Diritto (ex A019) dei laureati in Scienze Politiche – vecchio ordinamento – dopo l’anno accademico 2000/01. È anche possibile ricorrere per ottenere la valutazione del servizio militare prestato non in costanza di nomina.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’amministrazione continua a trattare il personale precario in modo superficiale e approssimativo. Noi, che da statuto difendiamo i lavoratori della scuola, precari e di ruolo, non possiamo permettere tali abusi: per questo siamo pronti a dare battaglia nelle sedi legali idonee a ristabilire le norme su un piano di correttezza e di equità delle regole che disciplinano il precariato scolastico italiano.

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