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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘grano’

Nuovo appuntamento del ciclo Tomorrowland: “Protezionismo, la nuova battaglia del grano”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 ottobre 2017

agricolturaSi è tenuto questo pomeriggio, presso la sede di Competere.eu, un nuovo appuntamento del ciclo Tomorrowland, “Protezionismo, la nuova battaglia del grano”. Hanno preso parte all’incontro gli stakeholder del settore agroalimentare per confrontarsi e riflettere sul futuro del settore con particolare attenzione al tema della produzione e del commercio del grano, e delle recenti politiche protezionistiche che il Governo italiano ha intrapreso con il decreto a firma del Ministro Calenda e del Ministro Martina, che obbliga i pastifici ad indicare l’origine del grano sulle confezioni di pasta.
“La scelta di introdurre l’indicazione di origine del grano, oltre ad essere contro i principi fondamentali del libero scambio, è una strumentalizzazione del concetto di trasparenza che danneggia i consumatori e le industrie dell’eccellenza italiana” – afferma Pietro Paganini, Presidente di Competere. “Invece di informare meglio i consumatori, come vogliono farci credere, il Decreto li inganna. Con l’indicazione di origine si suggerisce loro che il grano italiano sia migliore di quello estero, quando non calenda-carloè così. Inoltre – continua Paganini – viene arrecato un grave danno ai produttori di pasta che, per mantenere alto lo standard qualitativo e quantitativo, devono obbligatoriamente importare grano da altre nazioni”.“E’ protezionismo grossolano. Il protezionismo ha sempre delle conseguenze negative e non sarà l’etichettatura obbligatoria a migliorare o ad aumentare la produzione italiana. Infatti questo decreto presumibilmente sarà impugnato dall’UE. Per questa ragione abbiamo ritenuto opportuno organizzare questo confronto nel quale si è discusso di come portare avanti una vera e propria politica agraria e industriale che promuova l’evoluzione dell’agricoltura e le eccellenze industriali del nostro paese” – puntualizza Paganini.“I punti da cui partire sono: studiare una vera riforma agraria per limitare l’eccessiva frammentazione della filiera, adottare delle politiche flessibili per l’approvvigionamento di grano e – conclude – fare rete, cioè condividere conoscenze, tecnologie e modelli di coltivazione”.
Nei prossimi giorni Competere produrrà un documento programmatico che conterrà tutti i punti sollevati durante l’incontro. Il documento sarà presentato ai Ministri dell’Agricoltura e dello Sviluppo Economico e alle Commissioni parlamentari competenti.

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Divella e ScaF lanciano contratto di filiera su grano duro

Posted by fidest press agency su sabato, 21 ottobre 2017

agricolturaSan Bartolomeo in Galdo (Benevento). In una riunione organizzata da Confagricoltura Benevento – presenti un centinaio di cerealicoltori – la Società cooperativa agricoltori del Fortore, di San Bartolomeo in Galdo e l’impresa molitoria e pastaria Divella di Rutigliano, secondo produttore italiano di pasta secca, hanno lanciato un contratto di filiera che avrà come obiettivo per la Divella di assicurarsi nella campagna cerealicola 2017/2018 almeno 7000 quintali di grano duro fino di alta qualità, con un tenore minimo di proteine del 15,5% ad un prezzo base corrisposto agli agricoltori di 27 euro al quintale.L’accordo di filiera ha l’ulteriore obiettivo di assicurare un tenore medio delle proteine sul raccolto intorno al 16% e prevede un complesso meccanismo di premialità che può portare il prezzo massimo fino a 36 euro al quintale. Nel quadro dell’accordo la ScaF avrà il ruolo di stoccatore, i suoi soci conferitori forniranno la materia prima una volta raccolta e coltivata secondo un disciplinare di produzione ben preciso, che consentirà di raggiungere gli elevati standard di qualità richiesti.La Divella nella campagna 2016/2017 aveva già concluso decine di contratti di filiera sul grano duro in tutto il Centro -Sud Italia per 25mila ettari, con un prezzo minimo in collina per 27 euro al quintale e 28 euro in pianura.Hanno illustrato i vantaggi del contratto di filiera l’amministratore delegato dell’azienda di Rutigliano, Vincenzo Divella e il presidente della Scaf, Mario Monaco. Per Confagricoltura Benevento era presente il sub commissario Giuseppe Precchia, che ha detto:“E’ una grande opportunità per gli agricoltori, perché consente loro di costituire, in un rapporto di dialogo costruttivo con l’industria agroalimentare, una vera e propria polizza sul prezzo del grano duro fino.”“A patto di investire sulla qualità del risultato e sull’osservanza di un preciso disciplinare di produzione, che a determinati costi garantisce un risultato importante in termini di redditività aziendale – sottolinea il presidente della cooperativa Monaco.Divella ha tra l’altro affermato:”E’ oggi una giornata importante, vengo da Sibari e sono diretto a Torremaggiore per altri appuntamenti con gli agricoltori che si stanno sempre più rendendo conto dell’importanza dei contratti di filiera”.

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Etichettatura riso e grano passo avanti per tutela Made in Italy

Posted by fidest press agency su domenica, 23 luglio 2017

irrigazione riso2“L’introduzione dell’indicazione di origine in etichetta anche per riso e pasta è un importante passo avanti per la tutela del Made in Italy. La qualità dei nostri prodotti non si tutela perseguendo politiche protezionistiche che per giunta rinnegano la forte vocazione all’export delle nostre imprese ma, come afferma giustamente anche il ministro Calenda, con il ricorso ad un sistema chiaro di regole per la tracciabilità dei prodotti. L’Italia sta facendo la sua parte. Ora l’Europa proceda e riprenda velocemente il lavoro per il Regolamento Made in, per l’obbligo di tracciabilità di tutte le merci che entrano nell’area UE”. Lo afferma Raffaello Vignali, capogruppo di Alternativa popolare in commissione Attività produttive alla Camera.

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Il grano che affama

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

agricolturaAIAB. Bella annata per il frumento, ottime rese e buona qualità. Peccato però che non siano questi i parametri per determinare il prezzo e tanto meno il costo di produzione. Il prezzo è il risultato della speculazione economica autorizzata anche sul cibo. Così ci si accorge troppo tardi che le borse merci con le migliori quotazioni, sono partite da 13 euro al quintale per arrivare ad un massimo di questi giorni, per il meglio del meglio: “speciale di forza, con proteina non inferiore al 13%, peso ettolitrico 79/80 e senza impurità”, franco partenza (cioè con il trasporto a carico del produttore), di 18 euro al quintale, 0.18 centesimi al chilo. Per capirsi, se per comprare si utilizzasse il baratto, ci vorrebbero più di 5 chili di ottimo grano per pagarsi un caffè al bar e poco meno di 14 chilogrammi, per ricomprarsi un solo chilo di pane comune, fatto con quella stessa farina, dal fornaio. Se poi il pane è un pane “speciale”, si andrebbe a fare la spesa direttamente con il carrello carico, dopo aver svuotato il silos.
Il libero mercato è una base importante per lo sviluppo del nostro mondo ma quando, come in questo caso, è noto che si tratta di esportazione di merci a prezzi molto più bassi di quelli praticati sul mercato interno o su un altro mercato, oppure addirittura sotto costo, da parte di trust già padroni del mercato interno, generalmente condotta con l’appoggio dello Stato, allo scopo d’impadronirsi dei mercati esteri. Il nostro Governo, i nostri parlamentari, la UE deve intervenire per attivare immediate tasse di importazione.
Questo anche perché, se non interveniamo per tempo, lasciamo il via libero anche al Dumping sociale (il mancato rispetto delle leggi in materia di sicurezza, diritti del lavoratore e tutela ambientale, che consente a un’impresa di ridurre i costi di produzione e quindi di vendere le proprie merci a prezzi molto più bassi di quelli di mercato) fautore di sfruttamento, di crisi sociali e di guerre. (Pier Luigi Ciolli Nuove direzioni)

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Nel nome del padre: storie di grano e di terra

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2015

taralliCasillo Group si presenterà a Expo Milano dal 1°maggio al 31 ottobre 2015 con una serie di eventi (novanta per l’esattezza)racchiusi dentro “NEL NOME DEL PADRE, storie di grano e di terra”, un grande progetto per raccontarsi e raccontare il più nobile degli alimenti della storia dell’umanità mettendo in relazione, attraverso la lirica della narrazione, lo straordinario mondo che ruota attorno al grano tra natura, tradizione, arte, uomo e paesaggio. Un progetto che, proprio come i tanti epreziosi derivati dell’alimento grano, generando numerose risposte sensoriali, vanta altrettante espressioni in grado di far comprendere l’universo del prodotto in questione e, soprattutto, come lo stesso inauguri la vita, la sostenga nutrendola e, qui il miracolo, generandone altra. Pertanto il titolo “NEL NOME DEL PADRE, storie di grano e di terra”, chiaramente riconducibile al celebre verso della preghiera cristiana, battezza il giorno, la venuta al mondo, insomma l’inizio di un percorso e quindi di espressione liturgica che il Gruppo officia relativamente al suo operato.Una dovizia di particolari e gesti certosini che per Expo hadato alla luce la programmazione di un ciclo di eventi che contemplano seminari, incontri con gli esperti, cooking show, approfondimenti e momenti di arte, spettacolo, informazione con nomi di spicco della cultura, della ricerca, del giornalismo, dell’economia e dei buoni esempi di piccola imprenditoria italiana. Novanta appuntamenti per un virtuoso made in Italy, di successo, fortemente ancorato ai valori della stessa famiglia spigaCasillo, il cui ciclo prevederà i macro contenitori Petravia, A fuoco lento, I semi del gusto, Per un pugno di terra.
Ancora una volta Casillo Group punta sulla creatività di un team giovane la cui direzione artistica spetta al trentasettenne pugliese Carlos Solito, viaggiatore, fotografo, scrittore e regista (ideatore de “NEL NOME DEL PADRE, storie di grano e di terra”),già noto alle cronache per la sua poliedrica produzione in Italia e all’estero con il quale la stessa azienda ha già collaborato per la realizzazione dello spot pubblicitario La luce, il vento, la tradizionepresentato lo scorso anno a New York in occasione del SummerFancyFood.A firmare la direzione scientifica, invece, c’è Roberto Ranieriesperto del grano e della sua trasformazione, ricercatore a livello internazionale, già manager di ricerca industriale presso un grande gruppo italiano e fondatore di Open Fields, azienda di trasferimento tecnologico nel settore agro-alimentare.
Casillo Group ha nel proprio DNA una forte propensione alla crescita in ciò che sa fare meglio: la macinazione, l’innovazione, le relazioni internazionali. Questa capacità si è espressa industrialmente da quindici anni a questa parte con l’adozione della tecnologia della decorticazione, con la costruzione di una rete logistica basata sulla movimentazione via treno, con l’approvvigionamento energetico dalla luce del sole, così come con la produzione di sfarinati innovativi dal nomeevocativo de “LeSemole D’Autore”, ormai un brand sempre più in crescita.È sotto questa luce che il Gruppo si pone nei confronti di Expo e del partner Farine Varvello: una serie di proposte frutto di intuizioni manageriali, ricerca, valorizzazione di grani antichi,traguardi bio, partenariati. Infatti gli ultimi traguardi in tal senso annoverano l’aggiunta di nuovi prodotti della propria gamma come le farine integrali di varietà antiche macinate a pietra(progetto realizzato in collaborazione con il Consiglio per la Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura di Foggia),le già citate LeSemole d’Autore, le farine naturalmente biofortificatee, in accordo con Farine Varvello, riprodurre e testare il modello Integralbianco sulle semole.Il gruppo ha inoltre dato avvio a un progetto di ricerca molto importante con l’Università di Foggianoto comeGlutenFriendly (un glutine reso meno aggressivo e quindi più digeribile), finanziando le verifiche cliniche e gli impianti pilota.
A oltre 50 anni dalla fondazione di quello che oggi è uno dei maggiori market maker del mondo nel settore del grano duro, Casillo Groupèinterprete di un’ulteriore accelerazione nello sviluppo aziendale con i marchi Selezione Casillo e Agricola del Sole, due brand protagonisti di un’interessante ascesa per la vasta gamma di sfarinati e produzioni da forno a base di semola di grano duro e olio extra vergine di oliva prevalentemente di cultivar Coratina. (taralli, spiga)

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L’altalena dei prezzi che affama i più poveri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 ottobre 2011

FAO's headquarters in Rome, in Via Terme di Ca...

Image via Wikipedia

Roma 19 Ottobre, ore 9.00, Piazza di Porta Capena (Circo Massimo)Gli attivisti di Oxfam Italia saranno davanti alla FAO per chiedere ai delegati del Comitato sulla Sicurezza Alimentare Mondiale (Csa) di mettere fine alla volatilità dei prezzi alimentari che solo nel 2010 ha spinto al di sotto della soglia di povertà 44 milioni di persone. Sullo sfondo di un grafico che mostra l’andamento irregolare dei prezzi, gli attivisti mostreranno, in modo simbolico, quanto riso, grano e mais era possibile comprare ieri, e la quantità – ben più scarsa – che è possibile
acquistare oggi con la stessa somma di denaro. Cosa accadrà domani? E’ un punto interrogativo sospeso sopra il destino dei più poveri e vulnerabili. Per evitare che i più poveri siano vittime della volatilità dei prezzi alimentari, Oxfam chiede al Csa tre misure urgenti:
1.     Abbandonare le politiche di sostegno ai biocarburanti, che tolgono il cibo dalla bocca delle persone per metterlo nei serbatoi delle auto;
2.     Dare regole ai mercati delle materie prime alimentari per frenare le speculazioni;
3.     Costituire riserve alimentari nei paesi poveri per permettere ai più vulnerabili di far fronte all’altalena dei prezzi del cibo.Per la maggioranza delle persone il termine volatilità dei prezzi è oscuro. Se nei supermercati il cibo costa qualche euro in più, molti non ci fanno caso. Ma per quanti spendono tra il 50 e l’80% dello stipendio per sfamare le proprie famiglie, la volatilità dei prezzi è una grave minaccia oggi e in futuro.

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Italiani popolo di “creduloni”

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 gennaio 2011

Da un’indagine del mensile Outside gli italiani sono un popolo di creduloni. I cerchi nel grano? Opera degli alieni. Il Triangolo delle Bermuda? Non lo sorvolerebbero per nessuna ragione. Lo Yeti? In molti sono convinti della sua esistenza e non manca chi ha paura di essere rapito dagli Ufo. Si tratta solo di alcune delle paure e dei misteri che spaventano e affascinano gli Italiani, tanto che secondo 6 psicologi su 10, coinvolti nello studio sul rapporto tra gli italiani e le leggende, e’ in crescita il numero di persone disposte a dar loro un certo credito. Per un italiano su dieci la maggior parte di queste leggende sono vere. Ma come si rapportano a questi misteri? Se per 1 intervistato su 4 la maggior parte di coloro che ci credono ne sono soprattutto affascinati, per quasi un italiano su cinque provoca paura. I motivi alla base del diffondersi della convinzione che dietro a questi moderni miti si nasconda qualcosa di vero? Da un lato il bombardamento di Tv e giornali che spesso danno un’aura scientifica a questi fenomeni (un fattore che ha forte influenza per il 57% degli esperti), dall’altro il bisogno di credere che non tutto sia “svelato” (aspetto evidenziato dl 38%). E quali sono i miti e le moderne leggende di cui gli italiani hanno maggior timore? Il segreto del Triangolo delle Bermude (32%), ma soprattutto la paura di incontrare un fantasma.  Nell’era di Internet gli esperti  avvertono: “cresce la convinzione che nell’universo non siamo soli e che nelle nevi eterne dell’Himalaya si celi veramente lo Yeti”. E se in molti si informano e cercano di saperne di piu’ (26%), c’e’ anche chi, pur ammettendo di esserne molto incuriosito, preferisce non approfondire e lasciare le cose avvolte dal mistero (7%). E quali le “fonti di informazione” che per loro hanno maggior credito e che secondo loro fornirebbero la prova che questi misteri non siano solo delle leggende? Al primo posto la Tv (citata dal 53% dei partecipanti ai focus), e nella fattispecie le trasmissioni su questi temi, che molti definiscono scientifiche. Ma ad alimentare queste credenze anche il web, citato dal 48%, seguito da riviste e giornali (29%) e persino da film su questi temi (che per il 18% qualche fondamento devono averlo).

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Grano, semine a picco causa maltempo

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 dicembre 2010

Il maltempo autunnale, con piogge e alluvioni che hanno colpito vaste aree a nord e a sud dell’Italia, nelle nostre campagne ha fortemente limitato la semina dei cereali autunnali. Secondo stime di SIS – Società Italiana Sementi, impresa sementiera leader nella produzione e commercializzazione di seme di frumento tenero e duro, la riduzione delle semine va da un meno  10-15% delle aree più precoci come Bologna e la Romagna, a meno 30-40% di Veneto, bassa Lombardia e alta Emilia nonché centro Italia. Per quanto riguarda i frumenti duri, SIS ricorda che le sue  varietà, tra le quali spicca per diffusione il ‘Claudio’, sono tutte perfettamente alternative e quindi seminabili tranquillamente anche in periodo ‘primaverile’, e cioè fino a tutto febbraio. Naturalmente più la semina è posticipata, più è opportuno rivolgersi a varietà precoci. SIS è impegnata ad evitare il rischio di una forte contrazione delle semine e quindi di un ulteriore calo della produzione di frumenti. “Si tratta – commenta Cristofori – di forniture strategiche per la qualità del made in Italy (pane e pasta). Nell’attuale scenario di volatilità dei mercati, non si deve disincentivare la produzione nazionale e quindi la capacità di auto-approvvigionamento del nostro Paese, rendendo l’industria di trasformazione ancor più dipendente dalle importazioni”.
SIS è la prima società sementiera tutta italiana, leader nei cereali e nel riso. Ha sede a San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna ed è controllata dal sistema dei Consorzi agrari italiani. Negli anni ha concentrato risorse umane e finanziarie nella ricerca, per mettere a disposizione dei produttori i migliori prodotti.(grano)

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Speculazione sul prezzo del grano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 settembre 2010

“In Italia è in atto una grave speculazione sul prezzo della materia prima lavorata che va ad unirsi ad un incremento del prezzo fisiologico dovuto alle incombenze ambientali di queste settimane in Russia e Ucraina”. E’ quanto dichiara Aldo Di Biagio, deputato di Futuro e Libertà che in una interrogazione sollecita i ministeri competenti ad intervenire con misure adeguate contro la speculazione e l’illegalità. “Se alla speculazione si unisce il perdurare di una condizione di illegalità ed abusivismo nel settore della manifattura dei prodotti da forno – continua – in particolare nel meridione di Italia,è chiaro che rischiamo di assistere ad tracollo di tutto il comparto della panificazione chiamata a fronteggiare sia la concorrenza sleale che i costi troppo alti delle farine”. “Urge un intervento del Governo volto ad intervenire su questa crescita esponenziale – conclude – monitorando le dinamiche di rimodulazione dei prezzi dalla materia prima al prodotto lavorato, arrivando a calmierare i prezzi dei prodotti da forno in alcune regioni”.

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