Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘gravidanza’

Le proteine e i radicali liberi prodotti dall’embrione consentono di prevedere la gravidanza

Posted by fidest press agency su martedì, 25 giugno 2019

Nel corso del 35º Congresso ESHRE, che quest’anno si è tenuto a Vienna, IVI ha presentato due studi relativi all’analisi del mezzo di coltura degli embrioni, basato sull’analisi dell’ambiente circostante, con il fine conoscere al meglio la qualità degli embrioni e, quindi, aumentare le probabilità di successo che la paziente può avere durante il trattamento.Nel primo dei due studi, dal titolo “Protein profile of euploid single embryo transfer reveals differential patterns among them”, sviluppato da IVI Valencia tra settembre 2017 e marzo 2018, su un campione di 81 cicli preparati per il trasferimento di un unico embrione (Single blastocyst transfer – SET), sono state analizzate le proteine secrete dall’embrione nel mezzo di coltura.“L’importanza di questo studio – ha commentato il Dottor Marcos Meseguer, principale ricercatore dello studio e Direttore della Ricerca di IVI Valencia – risiede nel fatto che si tratta di embrioni che sono già stati testati geneticamente con risultato euploide. Ha un valore maggiore perché, nonostante siano embrioni selezionati geneticamente, non tutti riescono ad impiantare in utero, e dunque l’idea è quella di migliorare il processo di selezione grazie all’analisi delle proteine. In questo studio abbiamo fatto ricorso all’aiuto, in parte, dell’Intelligenza Artificiale legata alle immagini che otteniamo attraverso due incubatrici, l’Embryoscope ed il Geri, attraverso un metodo che combina le immagini con il metodo di selezione delle proteine“.“Confermiamo una secrezione significativamente elevata di IL-6 e IL-8 negli embrioni in crescita, evidenziando il potenziale di queste molecole durante lo sviluppo degli stessi embrioni. La maggior parte delle concentrazioni di proteine ha mostrato un modello di valori più alti nelle blastocisti in fase di hatching (“hatched blastocysts”)”, ha aggiunto il Dottor Meseguer.
La seconda delle due ricerche, dal titolo “High culture media oxidative profile as a biomarker of good quality embryos: a non-invasive tool to select the embryo to transfer”, si basa sullo studio del mezzo di coltura con sviluppo embrionale multiplo, in situazioni nelle quali si presentano tra i 10 e i 12 embrioni nella stessa goccia. L’obiettivo è quello di analizzare se il profilo ossidativo possa essere un valido biomarcatore per determinare la qualità degli embrioni.Il lavoro presentato, sviluppato anche a IVI Valencia, tra maggio 2017 e dicembre 2018, ha analizzato un campione di 683 embrioni su un totale di 174 cicli realizzati mediante la Fecondazione in Vitro (FIVET).

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ecografia nella fase avanzata della gravidanza porta benefici. Ecco quali

Posted by fidest press agency su martedì, 7 maggio 2019

Offrire un esame ecografico universale alla trentaseiesima settimana di gestazione eviterebbe la mancata diagnosi di una presentazione podalica al momento del travaglio, farebbe diminuire l’incidenza di taglio cesareo in emergenza e migliorerebbe la salute di madri e bambini, secondo uno studio pubblicato su PLOS Medicine. «La presentazione podalica non diagnosticata aumenta il rischio di morbilità e mortalità perinatale. Nella pratica corrente, la presentazione fetale viene valutata per mezzo della palpazione dell’addome materno, ma la sensibilità di questo approccio varia molto in base a chi lo mette in pratica» afferma David Wastlund della University of Cambridge, Regno Unito, primo autore dello studio. «Usando abitualmente lo screening ecografico, la presentazione podalica non diagnosticata in travaglio potrebbe essere evitata, riducendo il rischio di morbilità e mortalità sia per la madre che per il bambino» aggiunge.
Per valutare questo approccio, i ricercatori hanno sottoposto a screening ecografico a 36 settimane di gestazione 3.879 donne alla prima gravidanza in Inghilterra. Un totale di 179 donne (4,6%) ha ricevuto una diagnosi di presentazione podalica e in oltre la metà di questi casi (55%) non vi era alcun sospetto precedente che il bambino si presentasse in tale posizione. Scoprendolo prima del travaglio però le donne hanno potuto optare per un tentativo di versione cefalica esterna oppure per un cesareo pianificato. Nessuna delle donne ha scelto di tentare un parto vaginale con presentazione podalica, notoriamente associato a un aumentato rischio di complicazioni, in particolare nelle primipare. In base alle stime degli autori, in tutto il Regno Unito l’ecografia di routine potrebbe prevenire 15.000 presentazioni podaliche non diagnosticate, oltre 4.000 cesarei in emergenza e da sette a otto morti neonatali all’anno. «Ancora non possiamo dire se i miglioramenti di salute siano sufficienti a giustificare la spesa dello screening ecografico, principalmente a causa del costo dell’esame» spiegano i ricercatori. Secondo gli esperti, se fosse possibile ottenere una scansione ecografica per meno di 12,90 sterline, il servizio sanitario nazionale inglese potrebbe addirittura avere un risparmio sui costi. Questo potrebbe essere possibile istruendo le ostetriche su come eseguire l’ecografia utilizzando attrezzature portatili economiche. PLoS Med. 2019. doi: 10.1371/journal.pmed.1002778 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30990808 by doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Gravidanza ed esercizio fisico: dubbi e consigli

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

Oggi fare sport è diventato imprescindibile: a qualsiasi età l’attività fisica è fondamentale, per il corpo e per la mente. Ma cosa succede quando una donna rimane incinta? Deve smettere di svolgere attività fisica o deve regolarla per migliorare il proprio stato di salute durante la gravidanza? “Fare esercizio fisico in maniera moderata durante la gravidanza è del tutto raccomandato, salvo nei casi in cui, essendo presente un rischio per il bambino o per la futura madre, il ginecologo consigli riposo alla paziente. Mantenere il corpo attivo aiuterà la donna a stare meglio fisicamente e, dunque, a sopportare meglio i fastidi caratteristici dei primi mesi della gravidanza. Lo sport può aiutare la futura mamma anche a conciliare meglio il sonno, a mantenere il peso corretto che le è stato indicato e, soprattutto, a conservare il tono muscolare del corpo che sarà poi pronto al momento del parto”, commenta la Dottoressa Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma.
“E’ importante, questo sì, moderare l’intensità dell’attività fisica, soprattutto quando la gravidanza prosegue. Il miglior consiglio è che la paziente continui a praticare l’esercizio a cui il corpo è ormai abituato come routine. Se la donna ha l’abitudine di uscire a correre o fare spinning o uno sport simile di elevata intensità, non deve smettere di farlo, ma sempre sotto il controllo ed i consigli del proprio medico. Nel terzo trimestre della gravidanza è consigliabile che sia d’accordo con il proprio ginecologo per capire se sia conveniente mantenere la propria routine sportiva o se debba ridurla in maniera significativa. E’ inoltre molto importante, e più ancora se la donna è incinta, prendersi cura dell’idratazione, stare attenta a non fare sport durante le ore più calde del giorno, soprattutto se fatto all’aria aperta, e mangiare in maniera corretta prima e dopo aver fatto sport”, aggiunge la Dottoressa Galliano.Quali sono gli sport più raccomandati prima del parto?
· Yoga e pilates: eccetto quando si tratta di fare esercizi durante i quali viene premuto il ventre, yoga e pilates sono fondamentali per aiutare a prevenire il mal di schiena e mantenere una postura idonea. Inoltre, favoriscono il rilassamento.
· Esercizio in acqua: è una forma ideale di esercizio, poiché ridurre il peso in acqua significherà fare meno fatica nello svolgere determinati esercizi e diminuirà il rischio di subire un infortunio. Nuotare, praticare nuoto sincronizzato in maniera lieve o fare acquagym possono, oltre a rilassare, mantenere le donne in forma durante tutta la gravidanza, così come possono aumentare il buon tono muscolare della schiena e aiutare a migliorare la postura.
· Camminare: molte volte, quando camminiamo lo facciamo automaticamente, per necessità, e non ci rendiamo conto di quanto sia importante ogni singolo passo. Per le donne incinte è fondamentale camminare dall’inizio alla fine della gestazione, dato che si tratta di un esercizio aerobico di basso impatto che aiuta a prevenire problemi di circolazione, previene il gonfiore nelle gambe e nei piedi, la stitichezza e, infine, favorisce il controllo del peso.https://ivitalia.it/http://www.rmanj.com/

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Malattie genetiche e gravidanza

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

maternitaÈ stata una presa di posizione quasi contestuale. A distanza di circa un mese e mezzo, Italia e Svizzera si sono trovate a sostenere la stessa linea: «L’analisi genetica preimpianto – PGD – rappresenta un importante strumento per evitare che i genitori possano trasmettere ai figli le malattie genetiche di cui loro stessi sono portatori», afferma Giuditta Filippini, direttrice del laboratorio di genetica del centro per la fertilità ProCrea di Lugano, tra i centri con la maggiore esperienza a livello internazionale sulle diagnosi genetiche preimpianto e struttura che vanta uno dei pochi laboratori tra Svizzera e Italia ad aver accreditato secondo la norma internazionale 15189 il processo di analisi per l’intera diagnosi preimpianto delle malattie monogeniche.«Davanti a malattie per le quali non ci sono cure, occorre percorrere la strada della prevenzione cercando di evitare che possano essere trasmesse dai genitori ai figli», sottolinea Michael Jemec, direttore medico di ProCrea. «In questo senso, l’importanza della diagnosi preimpianto è stata riconosciuta sia dall’Italia, con il pronunciamento del Tribunale di Milano del luglio scorso che, confermando l’ordinanza di metà aprile, ha ribadito che se una coppia è affetta da una malattia genetica grave, tale da poter portare ad un aborto terapeutico da parte della donna, la coppia ha diritto di ottenere la PGD, sia dalla Svizzera che dal primo settembre ha visto l’entrata in vigore della revisione della legge sulla medicina della procreazione assistita dove si introduce la diagnosi preimpianto, solo se richiesto da una coppia portatrice di una grave malattia genetica ereditaria o da una coppia che non può avere figli naturalmente». Ma cos’è la diagnosi genetica preimpianto? La PGD è una diagnosi che permette di identificare la presenza di malattie genetiche o di alterazioni cromosomiche in fasi molto precoci di sviluppo. Può intervenire già a livello dell’ovocita, andando ad analizzare i cosiddetti globuli polari in coppie a elevato rischio riproduttivo, prima che gli embrioni da essi derivati siano impiantati nell’utero, oppure pochi giorni dopo la fecondazione. Spiega il direttore medico di ProCrea: «La PGD sui globuli polari di fatto non va ad interessare l’embrione. È però questa una diagnosi che può fare solamente una valutazione del materiale genetico proveniente dal ramo materno; quindi non si possono vagliare le eventuali malattie genetiche del papà». Più approfondita la diagnosi fatta sull’embrione Continua Jemec: «In questo caso la tecnica prevede l’analisi delle cellule del trofoectoderma della blastocisti, ovvero le cellule che andranno a formare la placenta. Con questo tipo di diagnosi è possibile analizzare il materiale genetico proveniente sia dalla mamma sia dal papà. La biopsia viene effettuata già al quinto giorno dopo la fecondazione dell’ovocita, quando si è formato un conglomerato di cellule che ha un diametro poco più grande di un decimo di millimetro».L’obiettivo di questa tecnica è duplice, conclude Jemec: «Impedire la trasmissione di patologie ereditarie e, al contempo, evitare l’eventuale ricorso all’aborto terapeutico».

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Nuove linee guida italiane per prevenzione di complicanze della gravidanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 settembre 2017

linee guidaUn documento stilato dai rappresentanti del Ministero della Salute, del CNPN (Comitato Nazionale Percorso Nascita), dell’Istituto Superiore di Sanità e delle Società Scientifiche di settore presso AGENAS propone le linee di indirizzo clinico-organizzative per la prevenzione delle complicanze legate alla gravidanza destinate a chi si trova davanti a una gravidanza o a un parto a rischio. Lo scopo della stesura non è quello di essere semplicemente una linea guida, ma quello di ridurre la probabilità di errori decisionali di tipo prevalentemente organizzativo attraverso l’analisi di cinque patologie tra le più frequenti e importanti durante la gravidanza: emorragia postpartum, sepsi, ipertensione, influenza e obesità. «Azzerare il verificarsi di eventi avversi laddove prevenibili e prevedibili, individuando tempestivamente situazioni di allarme di condizioni a maggior rischio di complicanze per la mamma e il bambino, garantendo così il trasferimento nel setting assistenziale più appropriato nell’ambito del percorso gravidanza e parto: sono le direttrici delle linee di indirizzo, elaborate da AGENAS su mandato del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin in seguito ai gravi eventi avvenuti tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016» dichiara Francesco Bevere, Direttore Generale dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, che poi prosegue: «Uno strumento facilmente consultabile dai professionisti sanitari, fortemente voluto dal mondo clinico, il cui apporto è stato determinante nell’individuare e rafforzare eventuali aspetti della sicurezza dell’organizzazione e delle cure ritenuti più vulnerabili e per tracciare percorsi condivisibili, omogenei e replicabili in tutte le aziende sanitarie». Il documento è costruito sulla base di singoli quesiti che si concentrano sugli scenari di sicurezza per pazienti e operatori visti come più vulnerabili, a cui vengono fornite risposte attraverso raccomandazioni. Le linee operative comprendono otto quesiti relativi all’emorragia postpartum con 34 raccomandazioni, due quesiti relativi alla sepsi con quattro raccomandazioni, nove quesiti sull’ipertensione con 24 raccomandazioni, tre quesiti relativi all’influenza con 15 raccomandazioni e 14 quesiti relativi all’obesità con 26 raccomandazioni. (fonte: doctor33) (foto: linee guida)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Gravidanza a rischio, le nuove linee guida per la prevenzione delle complicanze

Posted by fidest press agency su martedì, 8 agosto 2017

GravidanzaIn presenza di una gravidanza o di un parto a rischio, ecco cosa fare, quando, dove e come comunicarlo. Sono le indicazioni illustrate nelle Linee di indirizzo clinico-organizzative per la prevenzione delle complicanze legate alla gravidanza, elaborato dal Tavolo tecnico istituito presso AGENAS e composto da rappresentanti del Ministero della Salute, del CNPN (Comitato Nazionale Percorso Nascita), dell’Istituto Superiore di Sanità e delle Società Scientifiche di settore.
La finalità del documento che analizza cinque patologie tra le più frequenti e importanti durante la gravidanza (Emorragia Post Partum, Sepsi, Ipertensione, Influenza e Obesità) è quello di ridurre la probabilità di errori decisionali di tipo prevalentemente organizzativo, realizzando uno strumento di supporto decisionale a disposizione dei professionisti per migliorare i contesti organizzativi e clinico-assistenziali del percorso nascita. Come identificare le donne a rischio di Emorragia Post partum durante il travaglio e il parto? E’ questo il primo dei quesiti che spiega come un precedente taglio cesareo possa rappresentare un fattore di rischio, in tal caso si raccomanda la necessità di un’ecografia per valutare la sede di impianto del sacco gestazionale come previsto dalla linea guida SIEOG, 2015 da effettuarsi in occasione dell’ecografia ostetrica del primo trimestre in Ambulatorio, Consultori familiari, Pronto soccorso. Attraverso un referto scritto in cui siano accuratamente descritti la localizzazione dell’impianto del sacco gestazionale, i rilievi sospetti o patologici, che devono costituire un motivo di approfondimento diagnostico (dei quali è opportuno allegare la documentazione fotografica) ed eventuali indicazioni per controlli successivi o esami di approfondimento. E ancora, informando la donna di quanto rilevato e riportato nel referto scritto, nonché in caso di diagnosi di scar pregnancy offrire un counseling alla donna per informarla dei rischi legati alla prosecuzione della gravidanza. Il documento è costruito sulla base di singoli Quesiti, a cui vengono fornite risposte attraverso Raccomandazioni, focalizzati sugli aspetti ritenuti più vulnerabili riguardo la sicurezza dei pazienti e degli stessi operatori sanitari. Il contenuto delle Linee di Indirizzo è rappresentato da Tabelle di sintesi agevolmente fruibili nella pratica clinica e organizzativa che analizzano le possibili criticità nelle fasi della gravidanza, del parto e post partum e in alcuni casi anche preconcezionale. Ad ogni Quesito corrispondono risposte sotto forma di Raccomandazioni che fanno esclusivo riferimento a Linee Guida nazionali e internazionali emanate da istituzioni pubbliche e comunque ad evidenze scientifiche fortemente consolidate.
Nel dettaglio, il documento comprende 8 Quesiti relativi all’Emorragia Post Partum con 34 Raccomandazioni correlate, 2 Quesiti relativi alla Sepsi con 4 Raccomandazioni, 9 Quesiti per l’Ipertensione con 24 Raccomandazioni, 3 Quesiti relativi all’Influenza con 15 Raccomandazioni e 14 Quesiti relativi all’Obesità con 26 Raccomandazioni.«Azzerare il verificarsi di eventi avversi, laddove prevenibili e prevedibili, individuando tempestivamente situazioni di alert di condizioni a maggior rischio di complicanze per la mamma e il bambino, garantendo così il trasferimento nel setting assistenziale più appropriato nell’ambito del percorso gravidanza e parto: sono le direttrici delle linee di indirizzo, elaborate da Agenas su mandato del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in seguito ai gravi eventi, avvenuti tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016» dichiara Francesco Bevere, Direttore Generale dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. «Uno strumento facilmente consultabile dai professionisti sanitari, fortemente voluto dal mondo clinico, il cui apporto è stato determinante nell’individuare e rafforzare eventuali aspetti della sicurezza dell’organizzazione e delle cure ritenuti più vulnerabili e per tracciare percorsi condivisibili, omogenei e replicabili in tutte le aziende sanitarie» prosegue Bevere. (fonte: Doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La gravidanza ha un profondo impatto sulla tiroide e le sue funzioni

Posted by fidest press agency su martedì, 11 luglio 2017

maternitaDurante i nove mesi di gestazione aumenta la richiesta di iodio e di ormoni tiroidei di circa il 50% in relazione alle modifiche fisiologiche del metabolismo dello iodio e degli ormoni tiroidei correlate allo stato gestazionale e alla richiesta di ormoni tiroidei da parte del feto in crescita. Per far fronte a tali esigenze e’ necessario che la quantita’ di iodio presente nella dieta sia ottimale e la ghiandola tiroidea sia efficiente. Nelle aree caratterizzate da un insufficiente apporto di iodio, le cosiddette aree di endemia gozzigena, la gravidanza puo’ slatentizzare un ipotiroidismo con importanti conseguenze non solo per la madre ma anche e soprattutto per il feto. Pertanto, in gravidanza e’ importante saper riconoscere precocemente le donne con ridotta riserva tiroidea e mettere in atto le misure di correzione dell’ipotiroidismo materno che consistono nell’aumentare l’introito di iodio ed eventualmente somministrare l’ormone tiroideo. “Ciononostante la tiroide è ancora trascurata dai controlli in gravidanza” sottolinea Andrea Giustina Full Endocrinology Professor all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano durante i lavori del Congresso CUEM di Milano “a causa della aumentata richiesta di ormoni tiroidei da parte feto, è necessario un aumentato apporto di iodio alimentare. E’ il messaggio che dobbiamo sostenere proprio in occasione del Congresso: nelle aree di carenza da lieve a moderata, la quantità di iodio utilizzato dalla ghiandola tiroidea diminuisce gradualmente ma inesorabilmente dal primo al terzo trimestre, a causa di un’aumentata escrezione renale. Infatti in gravidanza il fabbisogno di iodio aumenta dai canonici 150 microgrammi al di’ a 250 microgrammi al di’. Lo stesso fabbisogno e’ richiesto dalla donna durante l’allattamento per compensare le perdite renali e soddisfare le aumentate esigenze materne e neonatali”. Perché è così importante per madre, feto e neonato? “Una carenza severa di iodio è stata associata con un aumento della prevalenza di gozzo nella madre e” risponde il Prof Giustina “Livelli normali di ormoni tiroidei sono essenziali per la crescita dei neuroni, la mielinizzazione delle vie nervose e numerosi cambiamenti strutturali del cervello fetale. E’ importante ricordare che lo sviluppo neurologico fetale inizia intorno alla ottava settimana di gestazione, mentre fino alla 12 settimana di gestazione il feto non e’ in grado di produrre autonomamente gli ormoni tiroidei; pertanto, in questa fase lo sviluppo neurologico fetale dipende completamente dal rifornimento di ormoni tiroidei materni. Quando la carenza di iodio e’ persistente, anche la ghiandola tiroidea fetale avrà difficoltà a produrre una quantità adeguata di ormoni tiroidei e le conseguenze neurologiche possono essere anche severe configurandosi quello che in passato veniva descritto come “cretinismo endemico” vale a dire il severo deficit intellettivo conseguente all’ipotiroidismo congenito associato al severo deficit di iodio. Queste forme oggi sono per fortuna molto meno frequenti, ma studi clinici hanno suggerito che un ipotiroidismo materno-fetale anche lieve può comportare un difetto intellettivo del bambino durante l’età scolare”. Proprio la carenza di iodio è la principale causa di deficit intellettivi prevenibili nel mondo e può essere corretta con un intervento efficace e a basso costo come la iodazione del sale da cucina eseguita in maniera universale. Il sale iodato contiene circa 33 mg di iodio per Kg di sale, e pertanto assumendo una quantità di sale di 5-7,5 mg al di’ viene garantito il fabbisogno di 100-150 microgrammi di iodio giornalieri. Come detto, in gravidanza il fabbisogno aumenta ma vi e’ anche spesso la necessità di ridurre l’introito di sale per controllare e prevenire eventuali episodi di ipertensione arteriosa o di ritenzione idrica. Pertanto, il sale iodato da solo non consente di garantire il fabbisogno di iodio nella donna in gravidanza ed integratori arricchiti di iodio sono spesso necessari. Come comportarsi se la donna ha disturbi della tiroide prima di rimanere incinta? Tra il 50 e il 85% delle donne in trattamento per ipotiroidismo hanno bisogno di un aggiustamento della levo-tiroxina durante la gravidanza in modo da mantenere uno stato di eutiroidismo (la situazione in cui la tiroide presenta valori ormonali ottimali). Numerose ricerche hanno stabilito che sia necessario aggiustare la terapia aumentando il dosaggio quotidiano di levo-tiroxina del 25-30%, già a partire dal sospetto della gravidanza. La misurazione dei valori dell’ormone tireotropo (TSH), consente di identificare le donne con ipotiroidismo e di modularne la terapia sostitutiva. Il TSH e’ l’ormone che regola la funzione tiroidea e risponde in maniera inversa alle variazioni degli ormoni tiroidei. Pertanto, un aumento del TSH e’ indice di una ridotta funzione tiroidea. Va ricordato tuttavia, che in gravidanza i valori di TSH sono fisiologicamente più bassi e pertanto anche aumenti ormonali modesti possono rappresentare una spia di un ipotiroidismo incipiente. Un normale introito di iodio ed una normale funzione tiroidea rappresentano la conditio sine qua non per garantire un normale sviluppo neurologico del bambino sin dalle prime settimane di vita intra-uterina. Pertanto, la valutazione della funzione tiroidea ad inizio gravidanza e’ una buona pratica clinica che va perseguita soprattutto nelle aree di endemia gozzigena e nelle donne con fattori di rischio individuali per patologie tiroidee.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Gravidanza: le analisi preimpianto del globulo polare aiutano a non trasmettere malattie genetiche

Posted by fidest press agency su domenica, 2 luglio 2017

gravidanzaLe analisi genetiche preimpianto sono un valido strumento per i casi di maternità in età avanzata e per prevenire le malattie genetiche trasmissibili per via materna. Il centro per la fertilità ProCrea di Lugano presenta al 33esimo congresso Eshre – European Society of Human Reproduction and Embryology – in programma a Ginevra dal 2 al 5 luglio, due lavori che si sono focalizzati sul globulo polare. Del resto, ProCrea è tra i centri con la maggiore esperienza a livello mondiale sulle analisi dei globuli polari.«Parliamo di analisi che hanno come vantaggio quello di non andare a toccare in alcun modo l’embrione. Anzi, il globulo polare, essendo un cosiddetto “prodotto di scarto”, non ha nessuna funzione e non sarà parte dell’embrione», spiega Giuditta Filippini, direttore di ProcreaLab il laboratorio di genetica molecolare del centro ProCrea. «La diagnosi genetica preimpianto (PGD) permette di prevenire la trasmissione di una malattia genetica di origine materna al figlio in quanto verifica se la mutazione familiare materna è presente oppure no nell’ovocita che genererà l’embrione; lo screening sui globuli polari (PGS) consente invece di individuare l’ovocita senza alterazioni cromosomiche, quello che ha una maggiore possibilità di portare ad una gravidanza».Filippini presenta al congresso Eshre uno studio condotto sulla gravidanza nelle donne in età avanzata, «quando per età avanzata intendiamo dai 36-38 anni in avanti», precisa. È ormai assodato nel mondo scientifico che l’età sia il maggior ostacolo alla gravidanza. «L’orologio biologico femminile incide in modo determinante sulla capacità riproduttiva perché uno dei fattori che impedisce la gravidanza è la composizione cromosomica “non normale” degli ovociti prodotti. Numerosi studi dimostrano che nelle donne di età superiore ai 36 anni gli embrioni aneuploidi – ovvero con un numero di cromosomi anormale – vanno dal 63% fino a oltre l’80%, invalidando la possibilità di rimanere incinta». Attraverso una tecnica molto sensibile detta Array-CGH, lo screening preimpianto analizza tutti i cromosomi sia per quanto riguarda il loro numero, sia per eventuali anomalie più sottili all’interno di essi. «Facendo così è possibile individuare l’ovocita con i parametri normali, quello che ha una maggiore probabilità di dare origine ad una gravidanza», aggiunge la direttrice di ProcreaLab. «I risultati che abbiamo ottenuto nello studio sono significativi, con tassi di gravidanza decisamente elevati rispetto al gruppo di controllo».L’analisi del globulo polare è utile anche nella prevenzione delle malattie genetiche di origine materna. Al congresso Eshre, Marina Bellavia, specialista in medicina della riproduzione del centro ProCrea presenta due casi relativi alla Sindrome dell’X Fragile e alla malattia di Gaucher. La prima è responsabile del ritardo mentale ereditario, la seconda del funzionamento alterato di milza, fegato e midollo osseo che, nelle forme più gravi, può arrivare a manifestazioni neurologiche. «I casi analizzati riguardano due donne, rispettivamente di 35 e 37 anni, con elevate probabilità di trasmettere ai loro figli queste malattie genetiche», spiega Bellavia. «Con la PGD siamo riusciti a individuare gli embrioni senza la mutazione. E dall’impianto di questi, sono nati due splendidi bambini». (foto: filippini_bellavia)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Antitiroidei in gravidanza e rischio di malformazioni congenite

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2016

gravidanzaÈ stato di recente pubblicato un ampio studio che ha riguardato una popolazione di più di due milioni di persone in Danimarca; di queste, circa 30mila avevano fatto uso di antitiroidei (ATD) e poco più di 2mila ne aveva fatto uso in gravidanza. «Gli ATD – quali metimazolo (MMI) e propiltiouracile (PTU) – somministrati durante la gestazione possono associarsi a effetti collaterali (epatite, agranulocitosi) e malformazioni congenite» ricorda Roberto Negro, Endocrinologia dell’Ospedale Fazzi a Lecce. «Si stima che la frequenza di questi effetti collaterali sia relativamente bassa, sebbene manchino studi di popolazione molto ampi in grado di stabilirne con esattezza l’entità». Di qui l’interesse dello studio danese.
«L’incidenza di agranulocitosi è risultata dello 0,16% e quella di epatite severa dello 0,03%» riferisce Negro. «In termini assoluti, l’agranulocitosi è stata 2 volte più frequente nei pazienti trattati con MMI che in quelli trattati con PTU». Va però tenuto conto che l’uso di MMI è circa 5 volte superiore a quello di PTU, puntualizza l’endocrinologo, il quale riporta anche come non si sia rilevata alcuna differenza significativa tra MMI e PTU nell’induzione di epatite severa che, al pari dell’agranulocitosi, nell’83% dei casi è insorta entro i primi 3 mesi di trattamento. L’uso di ATD in gravidanza si è associato a un tasso di malformazioni congenite del 3,4%: un effetto collaterale che è quindi risultato quello di gran lunga più frequentemente associato all’assunzione di questi farmaci. Rapportando questi risultati a una popolazione di 5 milioni di abitanti su un follow-up di 10 anni, si sono osservati, associati all’uso di ATD, 44 casi di malformazioni congenite, 41 di agranulocitosi e 11 di epatopatia, ricapitola lo specialista. Dunque «l’epatopatia è l’evento più raro» evidenzia Negro. Visto il ridotto numero di casi, prosegue, non si è potuta individuare una differenza statisticamente significativa tra impiego di MMI e PTU: se però l’uso di MMI è per lo più associato a epatite colestatica, quello di PTU può indurre necrosi epatocellulare potenzialmente fatale. In base a queste evidenze, commenta lo specialista, si potrebbe quindi ridiscutere la pratica secondo cui in un paziente intollerante a MMI per ipertransaminasemia viene sostituita la terapia con PTU. Molto più frequente come evento collaterale è risultata l’agranulocitosi, associata in misura maggiore all’uso di PTU. Circa l’uso di ATD in gravidanza, associato al più elevato numero di eventi collaterali, «l’assunzione di PTU non esclude la possibilità di malformazioni congenite, che appaiono essere meno severe rispetto a quelle associate all’uso di MMI» afferma Negro. «Si preferisce quindi l’uso di PTU soprattutto nel primo trimestre, considerato che il rischio di epatite fulminante e agranulocitosi sono di gran lunga inferiori a quello di sindromi malformative». Va comunque sottolineata la necessità assoluta di mantenere la gestante in condizione di eutiroidismo, conclude Negro. (fonte:doctor33) (foto: gravidanza)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Gravidanza e integrazione iodica

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2015

Garofalo“La maggior parte del nostro Paese è a carenza iodica e sono circa 6 milioni, più del 10%, gli italiani affetti da gozzo che rappresenta la manifestazione più visibile di questa carenza, introduce Piernicola Garofalo, Presidente Associazione Medici Endocrinologi (AME) Onlus. La carenza di questo microelemento è responsabile di disordini di impatto notevole, talora drammatici, dal punto di vista socio-sanitario: oltre al gozzo, l’ipotiroidismo congenito, un aumentato rischio di aborto, difficoltà nella procreazione, mortalità perinatale, malformazioni congenite e cretinismo endemico. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha indicato la carenza iodica tra le prime dieci emergenze della salute pubblica ma, nonostante i programmi nazionali, siamo ben lontani dagli obiettivi indicati dall’OMS. I risultati fin ora raggiunti, per quanto nella corretta direzione, suggeriscono la necessità di strategie diverse e parallele. Ed è di questo che si parlerà domani a Bari al convegno “I disordini da carenza iodica e le sfide alimentari del terzo millennio” con il contributo di Vincenzo Russo, Membro del Comitato Scientifico delle Università per EXPO Milano 2015. “L’Expo sarà, infatti, l’occasione per discutere non solo dei temi più importanti dell’alimentazione ma anche per introdurre argomenti di cui poco si parla benché fortemente connessi con il benessere e la salute, chirisce Russo”.“I dati rilevati dall’Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodioprofilassi in Italia (OSNAMI) afferma Mauro Cignarelli, Osservatorio Regionale Prevenzione Gozzo (Puglia), mostrano che il programma nazionale di iodioprofilassi necessita ancora di un’ampia azione di sensibilizzazione della popolazione: la vendita di sale iodato è salita dal 27% del 2003 al 53,5% del 2011, ma si è ancora ben lontani dal target del 90% indicato dall’OMS. Gli approcci tradizionali, basati esclusivamente sull’intervento legislativo, sembrano non essere efficaci nel garantire il raggiungimento degli obiettivi di controllo dei disordini da carenza iodica. L’impiego di integratori di solo iodio è raccomandato nei casi in cui la carenza sia importante e, ad esempio, in chi deve assumere una ridotta quantità di sale o in caso di particolari patologie, oltre che in gravidanza”.“Per sperimentare un approccio alternativo, spiega Daniela Agrimi, Ambulatorio di Endocrinologia, ASLBR, nel corso del 2013 e del 2014 è stato condotto un progetto pilota, sul territorio della ASL di Brindisi, finalizzato alla prevenzione attiva delle malattie tiroidee: è stato proposto un modello di rete denominato ‘Sportello Diffuso pro-tiroide IODOINFORMA’ basato sulla collaborazione dell’organizzazione di volontariato Gruppo Aiuto Tiroide (GAT) con la Croce Rossa Italiana (CRI) e il Centro Servizi per il Volontariato (CSV) Poiesis di Brindisi ed è stata realizzata con il supporto logistico della rete ospedaliera e distrettuale dell’ASL. Sono state promosse attività individuali come counselling endocrinologico e attività di comunità come laboratori didattici sul tema della prevenzione come stile di vita con l’obiettivo principale di richiamare l’attenzione sull’importanza di utilizzare quotidianamente poco sale ma iodato. I risultati del progetto sono incoraggianti, infatti, chi ha partecipato al progetto ha dichiarato di fare uso di sale iodato nel 77,37% dei casi mentre la media della popolazione non coinvolta nel progetto mostrava un consumo del 44,67%”.“Ma la strategia vincente per combattere le malattie tiroidee da carenza iodica è rappresentato dal settore agroalimentare, spiega Gianluca Nardone, Presidente D.A.Re Puglia (Distretto Tecnologico Agroalimentare). Nel 2011 il consumo di sale iodato destinato all’industria alimentare era infatti meno del 7%, ma oggi si è compreso che aumentando questo dato si potrebbe avere una diminuzione significativa della carenza iodica. Alcuni nostri associati utilizzano già il sale iodato nella preparazione degli alimenti, anche grazie a nuovi processi che permettono di produrre sale iodato il cui contenuto di iodio non viene alterato dalla cottura. Ma la svolta potrebbe essere rappresentata dall’utilizzo di sale iodato per l’allevamento del bestiame. ll segreto per il raggiungimento di una buona iodioprofilassi è la moltiplicazione delle fonti di approvvigionamento”.“Il ruolo dello iodio diventa vitale in particolare nel periodo della gravidanza, chiarisce Roberto Negro, UO Endocrinologia, Presidio Ospedaliero “Vito Fazzi” di Lecce, poiché una normale concentrazione di ormone tiroideo materno, che si può ottenere grazie ad un adeguato apporto di iodio, è necessaria soprattutto nel primo trimestre al fine di assicurare un normale sviluppo del sistema nervoso del feto. In gravidanza la produzione di ormone tiroideo materno è aumentata di circa il 50% per sopperire alla mancanza di tiroide del feto, che la svilupperà solo intorno alla 12^ settimana; questo aumento deve essere sostenuto da un parallelo aumento dell’introito di iodio giornaliero da parte della gestante”. L’esistenza di integratori di solo iodio in dosaggi diversificati è un’evoluzione per andare incontro alle diverse necessità di mamma e bambino. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di attuare una supplementazione iodica con integratori iniziando ben prima della gravidanza.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Smagliature in gravidanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 settembre 2014

smagliature in gravidanza“Le smagliature sono l’inestetismo più temuto dalle donne in gravidanze. Un problema che colpisce oltre il 50% delle italiane che stanno per far nascere un figlio. E che può causare problemi alla qualità della vita delle persone, soprattutto quando lasciano cicatrici, con danni permanenti. Bene quindi ha fatto il ministro della salute Beatrice Lorenzin a comunicare alle donne italiane, nel suo spazio su un noto settimanale, la necessità e i vantaggi di una prevenzione attiva nei confronti delle smagliature, attività che anche noi ginecologi svolgiamo quotidianamente nei nostri ambulatori – lo afferma il presidente nazionale della SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) prof. Paolo Scollo -. Soprattutto perché la prevenzione si realizza abolendo il fumo e l’alcool, seguendo un’alimentazione corretta e soprattutto praticando un’attività fisica costante e quotidiana. Stili di vita corretti che a tutte le permettono alla donna di vivere in benessere. Ma che soprattutto in gravidanza permetteranno al nascituro una vita sana e serena”. “Purtroppo – aggiunge Scollo -, lo conferma la nostra attività quotidiana, troppe donne continuano a fumare e a consumare alcolici in gravidanza, dimenticando quanti danni possono causare al feto e a loro stesse! L’intervento del ministro, inoltre, è ancora più centrato soprattutto quando dice che, ovviamente, si possono usare anche creme per gestire al meglio l’insorgere delle smagliature, ma solo dopo consiglio del proprio medico che saprà consigliarvi quella più adatta a voi. Un utile richiamo al fatto che in questi mesi così delicati per la vita della donna (e del feto) è importante mantenere un rapporto molto stretto col proprio ginecologo”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Social Egg Freezing

Posted by fidest press agency su martedì, 9 settembre 2014

hotel forum romaRoma Venerdì 19 Settembre 2014 dalle ore 9:30 Hotel Forum Via Tor de’ Conti, 25-30 (a due passi da Via dei Fori Imperiali), una tecnica ancora poco conosciuta e ancor meno praticata in Italia, ma da tempo impiegata in altri paesi europei e in Usa: permette il congelamento degli ovociti per “bloccare” l’orologio biologico della donna, proteggendone la fertilità. Si tratta di una tecnologia originariamente utilizzata per preservare la fertilità nelle pazienti che per motivi di salute rischiavano di perdere la possibilità di concepimento, e oggi impiegata per permettere anche alla donna sana di conservare i propri ovociti in attesa che le condizioni, in questo caso, sociali, economiche ed emotive, le possano consentire di progettare e portare a termine una gravidanza consapevole e realizzare quindi il proprio desiderio di maternità. Una vera e propria rivoluzione – di cui si discuterà a Roma il 19 settembre in occasione del convegno dal titolo “Social Freezing in a Freezing Society” promosso dal Nike Medical Center di Roma, diretto dalla Dottoressa Maria Giuseppina Picconeri – ginecologa e specialista in medicina della riproduzione – con il patrocinio della Facoltà di Medicina e Odontoiatria dell’Università La Sapienza di Roma. Sullo sfondo di una società moderna, appunto sempre più “congelata”, in cui l’età della donna alla sua prima gravidanza va sempre più alzandosi, a confrontarsi sul tema saranno ginecologi, esperti di medicina della riproduzione e antropologi, il cui obiettivo sarà quello di cercare di comprendere le ragioni sociali di tale innalzamento e di rendere note le potenzialità di una tecnica che si preannuncia rivoluzionaria e in grado di permetterci di affermare che passare dalla preservazione della fertilità, alla prevenzione dell’infertilità è oggi possibile. Durante l’evento di Roma verrà inoltre proiettato, in anteprima, il video vincitore del concorso realizzato nell’ambito della campagna di informazione STOP INFERTILITY, promosso dal Nike Medical Center in collaborazione con gli studenti della RUFA – Rome University of Fine Arts – ai quali è stato chiesto di interpretare il tema del convegno.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Pillole per gravidanze indesiderate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2011

Description unavailable

Image by cortocircuito via Flickr

Dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto di approvazione della contraccezione di emergenza a distanza di cinque giorni dal rapporto a rischio di gravidanza, sale a quattro il numero di farmaci con azione anticoncezionale o abortiva disponibili in Italia. La pillola abortiva Ru486, o mifepristone, è in commercio dall’aprile 2010 ed è in grado di interrompere la gravidanza già iniziata con l’attecchimento dell’ovulo fecondato. L’aborto farmacologico prevede l’assunzione di due farmaci, mifepristone in combinazione con prostaglandina, e può essere eseguito entro un certo periodo di tempo, calcolato in settimane. Per la contraccezione postcoitale ci sono due diversi tipi di pillole. La cosiddetta pillola del giorno dopo è il levonorgestrel che agisce bloccando l’ovulazione e impedisce l’eventuale annidamento nell’utero dell’uovo che potrebbe essere fecondato. Approvato dal ministero della Sanità nel 2000, levonorgestrel può essere assunto entro 72 ore dal rapporto a rischio. L’altra pillola è quella più recente, in commercio da pochi giorni in Italia che va assunta entro 120 ore (5 giorni) da un rapporto a rischio. Il farmaco è inserito in fascia C e la sua prescrizione del medicinale è subordinata alla presentazione di un test di gravidanza negativo. Per ultima, ma la prima a essere approvata, è la tradizionale pillola anticoncezionale: arrivò in Italia nel 1964, ma poteva essere venduta solo come regolatore del ciclo mestruale e solo alle donne sposate. Solo dal 10 marzo del 1971 verrà venduta ufficialmente come contraccettivo, grazie a una sentenza della Corte Costituzionale che abroga l’articolo del codice penale che vietava la propaganda e l’utilizzo di qualsiasi mezzo contraccettivo. (fonte farmacista33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Ginecologi: no a test gravidanza per pillola 5 giorni dopo

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2011

Circa 9 ginecologi italiani su 10 si dicono contrari all’obbligatorietà del test di gravidanza per accedere alla contraccezione d’emergenza dei 5 giorni dopo, definita in vece dal Consiglio superiore di sanità, che ha approvato il farmaco il 15 giugno scorso. La restrizione, secondo i ginecologi, non risponderebbe a tempi compatibili con la tempestività d’uso della contraccezione d’emergenza. Inoltre, solo il 15,7% delle donne accetterebbe il test senza obiezioni, e, dice il 32% dei ginecologi contattati, pensa che le donne potrebbero rinunciare a questa opportunità. I dati emergono da una ricerca svolta da Datanalysis per conto dell’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna su oltre 300 ginecologi italiani di Asl e Ospedali. «Penso di potere esprimere a nome della comunità scientifica italiana l’imbarazzo, a fronte delle posizioni assunte dagli organismi regolatori mondiali» dichiara Rossella Nappi, ginecologa all’Università di Pavia «nel caso in cui venisse applicata una restrizione d’accesso generalizzata alla contraccezione d’emergenza». Il farmaco già approvato in Europa è acquistabile in vari Paesi europei ed anche negli Stati Uniti dove, contrariamente all’Italia, non sono stati posti limiti all’accesso alla prescrizione. Emilio Arisi, presidente della Società medica italiana della contraccezione, sottolinea che la pillola dei 5 giorni dopo «non va assolutamente confusa con la pillola abortiva RU486».(fonte farmacista33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Gravidanza a rischio se il papà fuma

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2011

Al congresso Eshre presentato lo studio del centro di medicina della riproduzione ProCrea: la frammentazione del DNA spermatico, determinata anche dalle sigarette, favorisce aborti spontanei.
Il fumo in un uomo danneggia anche il buon esito di una gravidanza. È questo quanto hanno rilevato i biologi del laboratorio di analisi genetiche del centro di medicina per la riproduzione assistita ProCrea di Lugano. Lo studio, che viene presentato a Stoccolma, al congresso annuale Eshre (European Society of Human Reproduction and Embriology), è stato effettuato su 816 pazienti. «Abbiamo studiato gli effetti della frammentazione del DNA spermatico sui trattamenti di fecondazione assistita, andando ad analizzare oltre 1.200 cicli», premette Giuditta Filippini, direttrice del laboratorio di genetica umana ProcreaLab del centro ProCrea. Si tratta di un test già praticato da tempo negli Stati Uniti e che viene fatto normalmente sui pazienti di ProCrea. «Si va ad analizzare il grado di frammentazione del DNA dello sperma per poter comprendere meglio gli effetti che questo valore può avere sulla gravidanza. E come poter intervenire», continua Filippini. Se infatti un’elevata frammentazione del DNA già era sintomo di un probabile problema di infertilità, lo studio condotto da ProCrea è andato oltre. «Siamo riusciti a introdurre un’importante distinzione: dividendo in due il gruppo dei pazienti interessati dallo studio, abbiamo visto che la frammentazione del DNA spermatico non incide sulla percentuale di gravidanze, quanto sugli aborti spontanei. Ovvero, utilizzando per la fecondazione un seme maschile caratterizzato da un’elevata frammentazione del DNA, abbiamo registrato un livello elevato di aborti spontanei. Più facilmente la donna fecondata con un seme di questo tipo va incontro ad un’interruzione di gravidanza». Questo ha permesso ai medici di ProCrea di stabilire delle procedure mirate a seconda dei pazienti. «Sappiamo infatti che tra le cause più diffuse che provocano la frammentazione del DNA c’è, per esempio, il fumo. Quindi, a fronte di un paziente che sappiamo tabagista, prevediamo una cura a base di vitamina E, oltre ad invitare l’uomo a ridurre, se non addirittura sospendere, la cattiva abitudine del fumo», continua Filippini. «In alcuni casi, il problema della frammentazione può essere superato nell’arco di qualche mese (il tempo necessario per una completa spermatogenesi). Come nelle situazioni in cui questa frammentazione del DNA è determinata dall’utilizzo di particolari farmaci: basta la sospensione del farmaco per ristabilire la situazione». Diversi i casi in cui questo problema deriva da una condizione genetica. «In situazioni come queste, possiamo intervenire con un trattamento differente: non basta una Fivet ma occorre optare per la Icsi». Questo test sulla frammentazione del Dna spermatico viene utilizzato dai medici di ProCrea anche per la scelta dei donatori. Il centro della fertilità di Lugano infatti mette a disposizione delle coppie dove i problemi di infertilità riguardano l’uomo, anche la possibilità di ricorrere ad una fecondazione eterologa con seme da donatore. «Scegliamo i donatori migliori che possono anche dare maggiori garanzie di successo», conclude la biologa.
ProCrea – Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare (www.procrealab.ch), ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. http://www.procrea.ch.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Fitofarmaci e allergie

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2011

L’uso di piante medicinali e di prodotti a base delle stesse, è sempre più diffuso. Sono prodotti generalmente assunti per automedicazione, spesso nell’errata convinzione che l’origine naturale sia garanzia di sicurezza. Al contrario, l’uso di prodotti erboristici può essere fonte di effetti avversi dovuti alla qualità delle materie impiegate, al loro uso in concomitanza di farmaci di sintesi o all’assunzione in particolari stati fisiologici quali la gravidanza e l’allattamento. Anche quando tali prodotti vengono utilizzati con le modalità più opportune, possono comunque verificarsi una serie di reazioni non desiderate, in relazione alla qualità del prodotto utilizzato (residui di fitofarmaci, metalli pesanti, purezza degli estratti, variabilità dei principi attivi, ecc.) (1). Insomma, che un prodotto sia “naturale”, cioe’ derivato da una vegetale, non e’ detto che faccia bene. Tanto per fare un esempio, la cicuta e’ una pianta ma gli effetti tossici sono cosi rilevanti che puo’ portare alla morte. Numerosi pazienti si rivolgono alle terapie naturali perché intolleranti o allergici a farmaci (2), ma proprio alcune piante, o i loro principi attivi, possono provocare reazioni allergiche. E’ il caso della “innocua” camomilla, usata in piu’ preparati, dagli infusi, ai colliri, dai colluttori alle creme che puo’ provocare effetti allergizzanti. Lo stesso dicasi della Echinacea, usata per il trattamento dei raffreddori e stati influenzali e del Tanacetum, usato nella cura dell’emicrania. In conclusione, le piante medicinali vanno considerate alla stregua di prodotti farmacologici, la cui assunzione va fatta dietro consiglio medico o con una attenta valutazione del loro uso e degli effetti collaterali. (fonte Aduc)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Nausea in gravidanza

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2011

Liberarsi dal senso di nausea e malessere che accompagna i primi mesi di gestazione oggi è possibile: basta un ghiacciolo. Una tipologia particolare, a base di soli ingredienti naturali e senza zuccheri e conservanti. Sperimentati da una giovane donna inglese, che li ha ideati per se stessa, i Lillipops sono ora un fenomeno in tutta Europa. Domani a Caserta, in occasione del Convegno “Contraccezione e salute riproduttiva” si discuteranno i dati della prima ricerca italiana condotta dall’AOGOI (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani) che ne ha testato l’efficacia: i risultati sono estremamente positivi, il rimedio funziona nel 95% dei casi. Buone notizie, dunque, per fronteggiare un disturbo che dura di solito dai 30 ai 40 giorni, ma che in molte occasioni si prolunga fino alla vigilia del parto, disturbando fisicamente ed emotivamente le future mamme nelle loro attività quotidiane. La sperimentazione nazionale, condotta a ottobre 2010, ha coinvolto 10 centri equamente distribuiti in tutta la penisola e dimostrato che l’utilizzo dei ghiaccioli riduce nella quasi totalità il fenomeno. Non solo, la maggior parte delle donne ha notato fin dai primi giorni un miglioramento concreto della nausea. “Questo nuovo prodotto rappresenta un’importante alternativa non farmacologica per contrastare il malessere che colpisce le donne durante la gravidanza – spiega il prof. Antonio Chiantera, Segretario Nazionale dell’AOGOI –. Dopo le problematiche cliniche relative all’utilizzo di alcuni farmaci che poi si sono dimostrati teratogeni, vi è un’estrema cautela da parte dei medici nel prescrivere medicinali. Per questo la disponibilità di rimedi naturali, che non hanno effetti collaterali, costituisce una novità particolarmente interessante per noi ginecologi”.I “Lillipops”, per la loro peculiare natura, sono assolutamente innocui e quindi adatti per migliorare la sintomatologia “simpatica” e l’idratazione in maniera semplice e gradevole: sono utili, infatti, per reidratare le future mamme che spesso hanno difficoltà ad assumere liquidi. I ghiaccioli, inoltre, contrastano la secchezza della bocca, la comparsa di ulcerazioni del cavo orale e il bruciore di stomaco. Sono in vendita dal novembre scorso nelle farmacie italiane e nella grande distribuzione. La confezione da 20 pezzi costa circa 10 euro e sono disponibili in cinque gusti, senza zucchero aggiunto e a basso impatto calorico: pompelmo e mandarino, limone e menta, camomilla e arancia, lime e vaniglia, zenzero (particolarmente indicato). È possibile acquistarli anche su internet, sul sito http://www.lillipops.it

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Donne in gravidanza: vaccinatevi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2011

“Le donne in gravidanza possono sottoporsi alla vaccinazione anti-influenzale senza timori. Non è stata evidenziata nessuna relazione causa-effetto fra l’impiego di questo strumento di prevenzione e difetti congeniti del nascituro. La sua somministrazione è raccomandata nel secondo e terzo trimestre di gestazione”. La Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) sottolinea come la vaccinazione possa essere un vantaggio non solo per la donna, ma anche per il nascituro. “è una misura efficace nell’80% dei casi – spiega il prof. Nicola Surico, presidente della SIGO -, inoltre conferisce immunità ai piccoli nati da madri vaccinate in gravidanza. La campagna di prevenzione è iniziata all’inizio di ottobre, ma non è troppo tardi per aderire: sono necessari circa 15 giorni prima di ottenere una copertura completa, per cui chi si vaccina adesso può non essere ancora protetto quando il virus comincerà a circolare con maggior vigore, tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio”. Se lo scorso anno il virus A/H1N1 è stato l’unico protagonista e ha provocato una vera e propria pandemia, quest’anno è accompagnato da altri due “ceppi”, entrambi di origine australiana, mantenendo tuttavia la sua caratteristica di estrema aggressività. “Contrariamente alla Gran Bretagna – conclude il prof. Surico -, dove l’influenza ha già raggiunto il suo picco causando decine di morti, in Italia l’epidemia sta seguendo un corso regolare. La fascia d’età più colpita si conferma quella dei bambini da 0 a 4 anni, seguita dai piccoli dai 5 ai 14 anni, dai 15-64enni, infine dagli over 65”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Stop al consumo di alcol in gravidanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2011

La carenza d’informazione specifica e la pressoché generale assenza di campagne d’informazione sono alla base di una questione sottovalutata da moltissime donne e che oggi Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori nonché fondatore dello “Sportello dei Diritti” porta alla pubblica attenzione affinché gli organi deputati ed in particolare dal Ministero della Salute sino alle Aziende ospedaliere siano sensibilizzate: il fenomeno del consumo di alcol tra le donne in stato di gravidanza. Gli effetti del consumo di alcol in gravidanza sono ormai noti e sono connessi con certezza scientifica a difetti alla nascita e considerati quali la principale causa prevenibile di ritardo mentale del bambino, nonché ritenuti uno dei maggiori problemi di sanità pubblica nella maggior parte dei Paesi del mondo. Le puerpere che bevono alcol aumentano i fattori di rischio di successivi problemi mentali del nascituro, anche a dosi inferiori ad un bicchiere alla settimana. E persino il consumo di 1-2 bicchieri al giorno, è associato a disturbi dell’attenzione e del comportamento nell’infanzia.
Alcuni studi hanno dimostrato che l’ingestione di alte dosi ripetitive causino nella misura del 6-10% delle probabilità che il feto sviluppi la sindrome feto-alcolica (difetti di crescita, dismorfismi cranio-facciali specifici, ritardo mentale, problemi comportamentali ed altre anomalie maggiori).
Per dosi ripetitive moderate, invece, c’è il rischio di “effetti alcolici”, quali moderata disabilità intellettiva, disturbi della crescita ed anomalie del comportamento, per il binge drinking (saltuario consumo di elevate dosi di alcol con finalità di “sballo” o ubriacatura) il bambino può essere soggetto a  moderati deficit intellettivi. Non resta che avviare nell’immediato, sulla falsariga di quanto ha già fatto l’Azienda USSL di Treviso, campagne di marketing sociale che portino avanti il messaggio che l’astensione totale dal consumo di alcol in gravidanza sia l’unica modalità di prevenzione di effetti negativi sui bambini.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

In forma dopo la gravidanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

Negli Stati Uniti e in Canada propongono addirittura i pacchetti “tutto incluso”, quei “Mummy jobs” che promettono alle neomamme di riconquistare in un lampo la loro forma pre-gravidanza con liposuzione, addominoplastica, e operazioni al seno. Sono richieste estreme, ma gli ultimi dati dell’ASPS – American Society of Plastic Surgeons parlano chiaro: questi interventi sono nella top 5 dei più praticati sulle donne fra i 20 e i 29 anni: al primo posto c’è la mastoplastica additiva, al terzo la liposuzione, al quarto la mastopessi (il sollevamento del seno) e al quinto l’addominoplastica. Poco cambia per le trentenni, fra cui solo il lifting al seno diventa meno popolare, sesto. Le donne fra i 20 e i 40, dunque, scelgono proprio quel tipo di interventi estetici che aiutano a recuperare l’immagine di sé che si aveva prima della nascita del bambino. Per l’Italia mancano statistiche precise, ma aumentano le donne che vogliono prendersi cura della propria forma fisica dopo aver avuto un figlio. «Molte si avvicinano alla chirurgia estetica per la prima volta dopo la gravidanza» conferma Roberto Tranò, chirurgo plastico di Reggio Emilia che partecipa al progetto “Cuore di mamma corpo di donna”, nato per sostenere le donne nell’allattamento e per fare chiarezza su alcuni aspetti, anche estetici, della maternità. «Le più giovani sono le più decise, e già a sei mesi dal parto prendono un appuntamento. Chi diventa mamma dopo i trent’anni, invece, aspetta qualche anno, magari provando senza successo creme e altri trattamenti. Alla fine vengono da me, e mi dicono “dottore, così non mi vedo”». I punti deboli delle neomamme sono sempre gli stessi. «Per l’addome prominente, la classica “pancetta” -continua Tranò- la liposuzione o l’addominoplastica sono risolutive, ma si possono tentare dei farmaci che sciolgono il grasso. In ogni caso consiglio di attendere qualche mese perché il rilassamento dei muscoli spesso è un problema che si risolve da sé. Anche per fianchi e cosce si può pensare alla liposuzione, ma se il problema sono cellulite e ritenzione idrica sono più indicati massaggi e linfodrenaggi». È sul seno che si concentra l’attenzione delle neomamme: soprattutto in caso di allattamento può svuotarsi e perdere tono, con ricadute sulla percezione che le donne hanno della propria femminilità. «Qui “l’aiutino” del chirurgo è l’unica strada -spiega Tranò-. Non molte però sono disposte a sottoporsi a un intervento di mastoplastica additiva o di mastopessi o di lifting al seno: la separazione dalla famiglia per l’operazione e la degenza è lunga, e i rischi che comunque comporta un intervento fanno paura. Molto più apprezzate le soluzioni con acido ialuronico, che con una semplice iniezione consentono di ritrovare il tono perduto. Non è un’alternativa all’intervento vero e proprio, ma rende il seno più bello». Il gel rimodellante Macrolane permette di rassodare il seno con tempi di recupero rapidissimi e poche controindicazioni e dopo la seduta ambulatoriale si torna alla vita normale. L’intervento dura circa un’ora e viene praticato in anestesia locale in ambulatorio: il gel a base di acido ialuronico macromolecolare viene iniettato in profondità sotto la ghiandola mammaria con una cannula, senza lasciare alcuna cicatrice. I risultati sono visibili fin da subito ed è subito possibile tornare alle normali attività quotidiane facendo attenzione ad evitare per alcuni giorni qualsiasi azione che possa mettere pressione alla zona trattata. Gli effetti non sono permanenti: trattandosi di un prodotto riassorbibile e altamente biocompatibile, ha una durata di circa un anno. Dopo 9/12 mesi si può decidere se continuare con interventi periodici oppure passare alle protesi.
Cuore di mamma corpo di donna. È un progetto a sostegno di allattamento e maternità promosso da QMed. Scopo dell’iniziativa è aiutare le neo mamme a trovare il giusto equilibrio tra madre “moderna” e “tradizionale”, riuscendo a far convivere il nuovo ruolo con la propria femminilità. Sui siti http://www.senzabisturi.it e http://www.cuoredimammacorpodidonna.it si trovano consigli e informazioni sul tema.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »