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“Investire dopo la crisi greca”: i consigli degli esperti

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2015

lignano sabbiadoroIl 19 agosto a Lignano Sabbiadoro (Ud) il terzo incontro di Economia sotto l’ombrellone. Quale sarà l’impatto della crisi greca sugli investimenti degli italiani? Quali rischi devono considerare i risparmiatori mentre continua l’instabilità dei mercati? È possibile scorgere in questa difficile situazione anche delle opportunità? L’estate 2015 è diventata un vero e proprio incubo per gli investitori. Tra giugno e luglio Atene si trovava con banche e Borsa chiuse e un referendum che metteva a rischio la permanenza del Paese dell’Euro. Oggi, dopo le settimane di stop agli investimenti, la Borsa di Atene è riaperta e i ministri delle finanze UE hanno adottato il terzo piano di aiuti da 86 milioni di euro; ma la situazione è tutt’altro che tranquilla: «Non c’è la certezza, ma la speranza» che la situazione in Grecia possa migliorare, ha dichiarato Angela Merkel all’indomani dell’accordo sul piano. Senza menzionare gli altri fattori di instabilità che agitano i sonni estivi degli investitori: dalla svalutazione della moneta cinese che avrà contraccolpi pesanti per l’Eurozona, alla crisi delle quotazioni del petrolio, fino all’attesa per una ripresa che, nel nostro Paese, proprio non arriva.
Ne parleranno, al Palapineta di Lignano Sabbiadoro, tre esperti di economia e investimenti privati: Mario Bianchi Disette, specialista in risparmio e investimenti Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia; il consulente finanziario Mario Fumei; e Luigi Riganelli, responsabile private banking Monte Paschi di Siena, sede di Trieste.Il dibattito “Investire dopo la crisi greca”, moderato dal giornalista Carlo Tomaso Parmegiani, inizia alle 18.30 e dura circa un’ora con spazio per le domande del pubblico. Al termine dell’incontro la possibilità per il pubblico stesso di incontrare, in maniera informale e conviviale, i relatori del dibattito durante un aperitivo.
La quinta edizione di “€conomia sotto l’ombrellone”, che si tieneal Palapineta, nel Parco del Mare (via Lungomare Alberto Kechler, Lignano Sabbiadoro – Ud), è organizzata da Eo Ipso srl, ha il patrocinio del Comune di Lignano Sabbiadoro, di Turismo FVG e di Confcooperative Friuli Venezia Giulia ed è sostenuta da Confindustria Udine, Cassa di risparmio del Friuli Venezia Giulia e Greenway nel ruolo di main sponsor. Altri sponsor sono Ombrellificio Ramberti; Villa del Torre – Organizzazione eventi; Euro&Promos Group; Viticoltori Friulani La Delizia; Lignano Pineta Spa; Hotel ristorante President; Porto Turistico Marina Uno. Media partner è Corriere Imprese Nordest.

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La lezione Greca

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2015

ateneFacciamo un po’ di dietrologia. “Nella notte tra venerdì 10 luglio e sabato 11 il governo Tsipras ha fatto approvare dal Parlamento greco (con 251 voti favorevoli su 300 deputati, ma dei 251 favorevoli solo 145 sono deputati dei partiti SYRIZA e ANEL che compongono la maggioranza su cui è costituito il governo Tsipras) l’accettazione delle imposizioni della Troika (che il referendum di domenica 5 luglio, indetto dallo stesso governo Tsipras, aveva a grande maggioranza respinto) in cambio della quasi promessa da parte della Troika (Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea, Commissione Europea) di fare al governo greco e al sistema finanziario greco nuovi prestiti per saldare i vecchi in scadenza, pagare gli interessi e le provvigioni e sostenere gli affari degli speculatori internazionali e dell’oligarchia greca. Con questo non è ancora chiusa la partita con i tedeschi e i gruppi americani e l’oligarchia greca le cui più forti componenti sono gli armatori e gli speculatori del turismo.
Quanto all’oligarchia greca essa è in larga misura d’accordo con l’austerità che colpisce diritti e reddito di tutte le classi delle masse popolari e in particolare dei proletari in età di lavoro e pensionati, ma è preoccupata per il mantenimento dell’ordine pubblico e della coesione sociale. Le elezioni di gennaio 2015 avevano messo alla luce del sole la crisi del suo sistema politico: i partiti delle larghe intese (Nuova Democrazia e PASOK) non riescono più a padroneggiare il meccanismo elettorale e a tenere in pugno il parlamento. La carta dei fascisti di Alba Dorata e delle Forze Armate è una carta di riserva ma rischiosa. Inoltre l’evasione fiscale e la corruzione, pratiche largamente diffuse se non addirittura legali, devono assumere forme diverse per adattarsi alla disciplina imposta dall’Europa comunitaria.
Nella crisi greca l’Europa capeggiata dalla Germania vuole soprattutto dimostrare agli amministratori e operatori del capitale finanziario di tutto il mondo che l’euro è una moneta solida e l’austerità è la loro credenziale nel mercato finanziario mondiale dove l’euro deve prendere il posto del dollaro. Tramite la Grecia dovevano dare una lezione a tutte le correnti, i partiti e i governi che in Europa scalpitano contro l’austerità e promettono di farla finire: o si sta alle regole di chi comanda o si è fuori.
Da parte loro gli statunitensi vogliono conservare la Grecia nella NATO e mantenere il loro controllo sulle Forze Armate greche. Il loro interesse a impedire che l’euro si rafforzi nel mercato finanziario mondiale a spese del dollaro li portava a sostenere l’oligarchia greca nell’insubordinazione all’UE, ma nel caso concreto è prevalso il loro interesse alla stabilità della NATO e in chiave anti russa.
Non è chiaro chi pagherà il taglio delle spese militari dello Stato greco che ufficialmente fanno parte dei tagli della spesa pubblica a cui il governo Tsipras si è impegnato con la Troika. Né è chiaro cosa ne sarà del governo Tsipras visto che la sua maggioranza parlamentare non esiste più e che gli impegni che ha assunto con la Troika cancellano gli impegni con cui aveva vinto le elezioni e difficilmente riuscirà a comporre una nuova maggioranza con i partiti delle larghe intese. La crisi del sistema politico greco si è aggravata con l’irruzione di SYRIZA e si aggraverà ulteriormente con il suo collasso.
È invece certo chi nelle intenzioni della Troika e dei suoi mandanti dovrebbe pagare le altre misure di austerità. Le classi sociali, i proletari del settore privato e del settore pubblico e la “classi medie”, che si sono già impoverite nei sette anni della fase acuta e terminale della crisi, nelle intenzioni della Troika e dei suoi mandanti dovrebbero continuare a impoverirsi. Ma subiranno l’imposizione? A questa domanda risponderanno le masse popolari greche e i gruppi che hanno seguito e credito presso di esse e che sapranno guadagnarselo. Questa è la partita dei prossimi giorni e mesi.
I fattori che hanno determinato la crisi del vecchio sistema politico borghese greco e portato SYRIZA al potere opereranno ora con forza rinnovata. In particolare il Partito comunista greco (KKE) vede pienamente confermato il suo giudizio sul carattere velleitario di SYRIZA e sulla natura truffaldina delle sue promesse elettorali di porre fine all’austerità restando nell’ambito del sistema capitalista e addirittura nell’ambito dell’Unione Europea e del sistema dell’euro. Il punto è se il KKE sarà capace di fare del malcontento e della rivolta delle masse popolari contro l’austerità, della loro resistenza al procedere della crisi generale del capitalismo, una forza politica. Ovviamente la risposta è principalmente nelle mani del KKE.
La principale lezione delle vicende greche è di sperare di porre rimedio agli effetti della crisi cercando di ottenere dalla Germania l’attenuazione dell’austerità è una via fallimentare. Non è questione di onestà personale e di teorie economiche. È una questione di interessi e di rapporti di forza. La cordata dei paesi che si rifanno alla Germania non ha altra via per valorizzare il proprio capitale che conquistare il dominio del capitale finanziario mondiale. Chi (da Landini a Renzi) parla di politica industriale e di crescita economica che consiglierebbero la riduzione dell’austerità si scontra proprio proprio con la Germania. nell’instaurazione del socialismo nei paesi imperialisti. Quindi la rinascita del movimento comunista è del tutto possibile, dipende da noi comunisti.” (in sintesi dal documento pervenuto dal Nuovo Partito comunista italiano)

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European Parliament: Anteprima della sessione plenaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 luglio 2015

fuga migranti1Bruxelles Dibattito: martedì 7 luglio Il Parlamento discuterà martedì pomeriggio con il Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, gli esiti del Consiglio europeo del 25-26 giugno in materia di immigrazione, sicurezza, mercato unico digitale e Grecia. Il Presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, dovrebbe prendere parte al dibattito. I leader dell’UE hanno raggiunto un accordo sulle modalità per affrontare il crescente afflusso di migranti nel Mediterraneo, incluso il sistema di ricollocazione dal Paese di primo approdo verso altri Paesi comunitari. Le conclusioni del vertice prevedono anche una maggiore cooperazione tra gli Stati membri in materia di difesa e sicurezza e intensificare gli sforzi per completare il mercato unico digitale. Per quanto riguarda il dibattito, la crisi greca occuperà quasi sicuramente un posto di primo piano nel dibattito di mercoledì.

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“Filomela”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 giugno 2010

Lecce  3 giugno, alle 21.00 Piazzetta Tancredi,  Chiostro del Rettorato dell’Università  del Salento  “Filomela”, nuova coreografia di Patrizia Rucco per la compagnia di Teatro Danza Skenè. In scena Chiara e Asia Acampora, Sacha Fumarola, Sheila Murciano, Marta Nicolì, Ilaria Nigri, Simona Solombrino, Stefania Trafficante, Patrizia Rucco. Danzeranno con la compagnia gli studenti dell’Università del Salento che hanno partecipato al percorso di produzione dello spettacolo
Filomela è  una figura della mitologia greca, figlia di Pandione, re di Atene vebbe violentata e poi mutilata della lingua dal cognato Tereo. “Grazie alla capacità di ricamare, Filomela sfugge alla violenza di Tereo. Con la complicità della sorella Prone e per intercessione degli dei, fu trasformata in usignolo acquistando così la libertà di volare”. La tela di Filomela è l’emblema dello spettacolo; è il lavoro delle donne del sud, che incide sulla storia e provoca cambiamenti pur nella sua invisibilità; è il lavoro di donne che invece si credono immobili, vincolate, ferme, senza meriti. La tela di Filomela è l’emblema dello spettacolo; è il lavoro delle donne del sud, che incide sulla storia e provoca cambiamenti pur nella sua invisibilità; è il lavoro di donne che invece si credono immobili, vincolate, ferme, senza meriti. Lo spettacolo apre uno spiraglio: che il filo diventi una strada senza i rischi dell’equilibrismo, senza la paura di precipitare, frutto di relazioni fra donne. Questo è il volo di Filomela… il volo delle donne verso la libertà di scegliere.  Questo spettacolo ha avuto il patrocinio dell’Università del Salento, Regione Puglia, Comune di Lecce, Provincia di Lecce. (filomela)

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Patto di stabilità e crisi greca

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2010

Il profondo disagio che attraversa la società greca è il risultato di una società europea fragile ed esposta a diversi rischi per mancanza di un disegno politico che vada oltre le intese finanziarie sulle quali si è voluto fissare l’unità continentale. Ma la Grecia non è la sola ad essere esposta a un possibile tracollo economico e sociale. Lo dobbiamo all’incapacità di esprimere la propria solidarietà “corale” degli altri stati. Agli egoismi che ciascuno di essi mostra di nutrire a danno degli altri se si pensa che lo stesso prestito concesso alla Grecia ha degli interessi alquanto alti. Faceva osservare giustamente giorni fa, in un suo intervento alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi che se non si riforma il patto di stabilità e si rafforza il governo economico dell’Unione il caso della Grecia è destinato a moltiplicarsi. In altre parole non basta avere un meccanismo di osservazione dei bilanci ma occorre poter intervenire per imporre le riforme strutturali dei bilanci pubblici, renderle più incisive, perché su di loro pesa la mancata crescita di alcuni paesi e l’Italia è tra questi. D’altra parte è impensabile prescindere dalla solidità del sistema finanziario e questo non si rafforza se il tessuto sociale è incapace di essere virtuoso e, nel caso italiano, significa anche evitare gli sprechi e non fare le riforme onerose perché non si è in grado di eliminare le fonti degli sperperi pubblici e privati a vantaggio di settori imprenditoriali che puntano solo alla speculazione e a facili guadagni. (ar)

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La ricetta dell’Europa per la Grecia

Posted by fidest press agency su martedì, 4 maggio 2010

Sulla crisi greca e sull’inevitabile intervento di aiuto si è già perso troppo tempo in chiacchiere, rischiando di far precipitare l’Europa e il mondo in una grave crisi economica e politica. Purtroppo, la leadership europea, e in primis quella tedesca, ha mostrato irrazionalità e incertezze. La Germania sembra volersi fare del male. Ma non si torna indietro sulla strada dell’Unione Europea. Intervenire a sostegno della Grecia non vuol dire avallarne le furbizie e gli errori, ma affrontare gli effetti della crisi sistemica in un paese dove vivono milioni di persone, dove, comunque, c’è un’economia, anche se fragile, molto più importante della situazione bancaria.  Si sa che le necessità  finanziarie greche sono enormi: 45 miliardi di euro nell’immediato, ma potrebbero arrivare a 100-130 miliardi nel periodo di 3 anni. Il Portogallo ha un buco di almeno 40 miliardi. Anche la situazione spagnola è grave, con titoli di stato da rifinanziare per 350 miliardi di euro, frutto della speculazione immobiliare, che è stata promossa anche dalle banche europee e internazionali.  La crisi riguarda l’intero sistema. A fine 2008, la Germania aveva stanziato 480 miliardi di euro per operazioni di salvataggio delle proprie banche. Per salvare la Royal Bank of Scotland, il governo inglese aveva messo sul tavolo circa 50 miliardi di euro. Per Fortis, la finanziaria olandese e belga, ci sono voluti più di 11 miliardi. Solo per evitare la bancarotta del colosso delle assicurazioni AIG, gli Usa avevano messo in campo 180 miliardi di dollari. E per garantire la solvibilità di Citi Group, nel periodo 2008-9 le autorità americane hanno messo a disposizione 300 miliardi di dollari!  Certo la crisi greca è aggravata dalle falsificazioni del bilancio statale, a cui la Goldman Sachs non è stata estranea.  Si ricordi che l’interno Pil della Grecia è di 250 miliardi di euro e quello del Portogallo di 180 miliardi. In gioco non ci sono solo numeri, ma oltre 20 milione di persone, con le loro vite, con il loro lavoro e con le loro aspirazioni. Parlare di “contagio greco” è fuorviante. La Grecia non contagia nessuno. E’ il sistema finanziario che ha generato virus infetti e una pandemia globale. E come tale va anche affrontata da parte di tutti.   Ovviamente il debito pubblico greco dovrà essere finanziato ad un tasso di interesse ragionevole e ristrutturato con scadenze a più lungo termine. I governi europei dovrebbero sollecitare le banche coinvolte, previa loro garanzia,  ad accettare tale ristrutturazione e tali condizioni. Si ricordi che i titoli di stato greco sono detenuti per 80 miliardi dalle banche francesi e per 45 miliardi di euro da quelle tedesche. Il crollo del valore di questi titoli, eventualmente seguito da altri paesi, metterebbe in crisi la stessa Banca Centrale Europea, che ha nel suo portafoglio ben 200 miliardi di titoli di stato europei.  Se l’intervento finanziario è urgente per tentare di stabilizzare il sistema finanziario e bancario, è sicuramente necessario attivare le politiche di rilancio e di modernizzazione dell’economia reale della Grecia e dell’Unione Europea.  Il governo greco e le autorità europee sono impegnate a definire i tagli di bilancio per riportare i conti sotto controllo. Vanno bene i risparmi mirati e opportuni, ma toccare le pensioni e i salari non è la via d’uscita, al contrario è la molla di uno scontro sociale e, riducendo i consumi interni, aggraverebbe la crisi.  Riteniamo che un ruolo fondamentale possa essere svolto dalla rete europea delle Casse Depositi e Prestiti che hanno approntato degli strumenti adatti a finanziare investimenti e grandi progetti nelle infrastrutture, nei trasporti, nelle comunicazioni, nella R&S, ecc.  L’Europa deve accelerare i provvedimenti di riforma del sistema finanziario globale. Perchè, mentre alcuni paesi rischiano la bancarotta, le grandi banche sono tornate a profitti stratosferici. Ma se le economie non crescono, da dove vengono questi profitti? Vengono da operazioni finanziarie e speculative che sono il cancro dell’economia. (Di Mario Lettieri Sottosegretario all’Economia nel governo Prodi  e Paolo Raimondi Economista)

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Voci e rumori della tragedia greca

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2010

Venezia 28 aprile 2010, alle ore 11.00, nell’Antisala della Libreria Sansoviniana (Piazzetta San Marco 13/a) Sabina Crippa, docente di Religioni del Mondo Classico, incontrerà gli studenti dei Licei Classici veneziani sul tema della voce nella tragedia greca. L’iniziativa fa parte del Progetto dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Venezia per la promozione della lettura (Sezione “Leggere i Classici”), cui aderisce anche la Biblioteca Nazionale Marciana. Saluto di Maria Letizia Sebastiani (Direttore della Biblioteca Nazionale Marciana) Introduzione di Stefano Quaglia (Ispettore presso l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto) Intervento di: Sabina Crippa (Università di Ca’ Foscari)
Sabina Crippa si è laureata in letteratura greca con Enzo Degani.  Si è dedicata poi all’antropologia e alla storia delle religioni dell’antichità studiando all’Ecole Pratique des Hautes Etudes della Sorbona con Marcel Detienne e John Scheid, sotto la cui direzione ha conseguito il dottorato di ricerca. I suoi interessi vertono principalmente sull’antropologia della voce, questione che ha approfondito dal punto di vista della ritualità sacra, del discorso politico e delle identità. È autrice di numerosi articoli e saggi sulla divinazione, in particolare sui Papiri Magici. Dopo un lungo periodo in Francia, dove ha tenuto delle lezioni anche al Collège de France, insegna attualmente a Ca’ Foscari.

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