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ll petrolio alimenta il debito greco

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2015

greenpeace1È il messaggio che si poteva leggere oggi su un gigantesco striscione di 600 metri quadrati che Greenpeace ha aperto davanti a una centrale a olio combustibile in costruzione sull’isola di Rodi. Con quest’azione non violenta, gli attivisti di Greenpeace, provenienti da Grecia, Spagna e Italia, hanno voluto puntare i riflettori su una delle cause meno dibattute della crisi greca: l’elevatissima dipendenza del Paese dalle importazioni di combustibili fossili.«Il mondo intero guarda alla crisi greca e Greenpeace si unisce a tutti coloro che cercano soluzioni alternative. Ad esempio puntando sulle rinnovabili anziché spendere altro denaro per tecnologie a petrolio costose e inquinanti. In Grecia come in Italia, il sole è il miglior asset economico, non solo per l’industria del turismo, ma anche come fonte di energia libera e illimitata, in grado di contrastare la recessione e incentivare uno sviluppo sostenibile», afferma Luca Iacoboni, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. In concomitanza con l’azione, Greenpeace Grecia ha lanciato anche una campagna di crowfunding internazionale a supporto della più grande opportunità energetica che la Grecia possiede: il sole. I soldi raccolti saranno usati per installare pannelli solari destinati alle comunità dell’isola che oggi affrontano seri problemi energetici. E pensare che ogni anno, solo per

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alimentare con il petrolio le sue isole, la Grecia spende 800 milioni di euro in sussidi: una cifra equivalente al taglio delle pensioni proposto per ridurre il debito nazionale. Ma in Italia la situazione delle isole minori è altrettanto paradossale, come denuncia il report “100% rinnovabili: un nuovo futuro per le piccole isole” appena pubblicato da Greenpeace. La produzione energetica su venti delle nostre isole minori – veri e propri paradisi turistici come il Giglio, Favignana o le Tremiti – si basa infatti quasi interamente sul petrolio, e costa in bolletta agli italiani oltre 60 milioni di euro l’anno. Una cifra che potrebbe essere investita per promuovere una rapida transizione energetica verso un futuro 100 per cento rinnovabile. Non un’utopia, ma un obiettivo che molte isole nel mondo si sono già poste, e che qualcuna ha già raggiunto. Gli scenari illustrati nel report di Greenpeace mostrano che questo obiettivo potrebbe essere realizzato anche in Italia.«Solarizzare la Grecia o l’Italia sarebbe una mossa vincente su tutti i fronti: non solo permetterebbe di risparmiare i miliardi legati all’importazione di combustibili fossili dall’estero, ma favorirebbe uno sviluppo sostenibile, incentivando settori fondamentali come il turismo, oggi messi a rischio da trivelle e vecchie centrali a fonti fossili», conclude Iacoboni. Nel frattempo oltre 25 mila persone hanno già aderito alla campagna di Greenpeace “Solarnia, solar paradise” per chiedere un Mediterraneo 100% rinnovabile. (foto greenpeace)

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Il sistema globale e lo starnuto greco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2011

Grecia 20 drachme detailview

Image via Wikipedia

Un sistema globalizzato è quel sistema all’interno del quale se in una Grecia molto più che fallita si starnutisce, l’intero mondo economico-finanziario vacilla. Un sistema così globalizzato non ammette errori, non consente inutili alzate di testa delle leadership nazionali, non accetta classi dirigenti malnate, malcresciute, malformate e maldestre, o malsinistre, come desidera l’inclinazione politica soggettiva. Così accade che in una Grecia ormai prossima al crac, la dirigenza politica ed istituzionale tenti una deresponsabilizzazione totale verso i propri doveri di governo attraverso una chiamata al voto referendario del popolo greco, esprimendo il suo parere sulle nuove misure di risanamento concordate in cambio degli aiuti europei, mettendo così a repentaglio la stabilità e la vita stessa dell’intera euro zona. Lo starnuto greco ha sconquassato però l’intero sistema finanziario, provocando reazione indignate da parte degli stessi enti preposti al salvataggio della Grecia dal fallimento ed una caduta verticale degli andamenti borsistici europei e mondiali. Ecco dimostrato come, in un sistema economico-finanziario globale, una politica dalle corte visioni, senza coraggio, senza alcun senso di responsabilità e spirito di sacrifico venga rifiutata e condannata dal mondo intero. Il monito implicito alla classe politica e burocratica (dirigente, ma non diligente) italiana appare evidente:
questo mondo contemporaneo in piena crisi non accetta deficienze, non tollera inettitudini, non sopporta incapacità.
Questo mondo globalizzato impone il dovere d’essere intolleranti, intransigenti, inflessibili, come ho già avuto modo di affermare e di approfondire in un post di questo stesso blog.
La scarsa capacità intellettiva, di razionalità, di fantasia, di ragionevolezza, di responsabilità, di sacrificio, di attaccamento alle istituzioni e non ai suoi simboli del potere (poltrone & privilegi) delle classi dirigenti italiane, di destra o di sinistra, politiche o sindacali, burocratiche o corporative, espone l’intero paese ad un elevatissimo rischio default.Inoltre, comparando la differenza di potenzialità economica e di capacità finanziaria fra italia e grecia, occorre comprendere che, se uno starnuto greco ha messo in panne l’intero establishment finanziario globale, un eventuale identico starnuto politico italiano, in proporzione (l’intero PIL greco è decine di volte meno importante del PIL della sola provincia di Vicenza), porterebbe sicuramente ad un crollo della intera euro zona, sia politica che economica e finanziaria, e condurrebbe l’italia verso il più profondo, buio, freddo e miserabile baratro nero della storia della sua pur breve vita comunitaria, affatto identitaria ed unitaria, peraltro.Sono certo che un simile ragionamento non provochi alcun mutamento dell’indirizzo politico italiano, troppo ignorante, arrogante e presuntuoso per poter anche solo comprendere lontanamente l’elevato rischio cui si espone il paese ogniqualvolta si commette un errore di governo: E’ una questione di sensibilità e di equilibrio, qualità sconosciute alla classe dirigente italiana. Così, nonostante lo starnuto greco possa insegnare qualcosa, alla casta politico-burocratico-partitocratico-sindacalista italiana, tutto questo, potrà apparire come insignificante, privo di senso e di peso. Sia pure emerga sempre più forte e condiviso un sentimento comune ed un pensiero unico che indichi come ad essere privi di peso e di senso, siano proprio le classi dirigenti italiane, dimostratesi in troppe occasioni eccessivamente egoiste, profondamente idiote, assolutamente incapaci di governare. Con buona pace dei no-global, per una volta almeno posti sulla stessa barricata della casta politica italiana. Una barricata costruita sull’argilla ed eretta con materiale umano troppo debole. Una barricata destinata a crollare al minimo errore politico. (Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino X)

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