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Posts Tagged ‘green pass’

Scuola: In Francia niente Green Pass e i contagi si riducono

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2021

Adottare il distanziamento sempre, senza sé o ma. Rispettare tutte le regole sulla prevenzione da Covid. Senza però imporre il Green Pass ai lavoratori. È in queste condizioni che la Francia ha fatto riprendere le lezioni ai suoi alunni. I risultati sembrano dare ragione al Governo francese: dopo poche settimane dall’avvio delle lezioni del nuovo anno scolastico, i casi accertati di Covid19 risultano in riduzione. Tuttoscuola riporta che “come ogni venerdì, il Ministero della Pubblica Istruzione francese ha presentato il suo rapporto sullo stato della circolazione del Covid-19 nelle scuole. Il rapporto, pubblicato lo scorso venerdì 1° ottobre, rende noti i dati nazionali aggiornati al 30 settembre. Secondo quanto comunicato, la circolazione del Covid-19 nelle scuole francesi è in diminuzione”. In Italia, invece, dove si è imposto il Green Pass e non si è salvaguardato il distanziamento minimo, accalcando anche 25-30 alunni per classe, il numero di classi costrette alla quarantena e quindi al ritorno alla didattica a distanza è in crescita, con tutte le conseguenze che comporta sia per gli apprendimenti più difficoltosi sia per il ritorno alla mancata socializzazione.“Siamo sempre più convinti – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che l’obbligo del Green Pass, oltre a rappresentare una imposizione illegittima e discriminante, abbia determinato un inganno generale, facendo illudere tutti che in questo modo il virus sarebbe stato lontano delle aule scolastiche. Sappiamo bene che non è così, ancora di più perché non è stato fatto nulla sul piano degli ambienti scolastici, con aule che in media non superano i 35-40 metri quadrati, e nemmeno sui tetti numerici degli alunni, visto che anche per l’anno in corso sono continuate a valere le disposizioni introdotte nel 2008 dall’allora ministra Mariastella Gelmini, con la Legge 133, per tagliare le sedi e il personale. Avere confermato quel quadro normativo, senza aver allargato le aule, anche nel tempo del Covid19, rappresenta un errore che costerà molto caro in termini di formazione dei giovani. Gli andamenti di chi ha fatto altre scelte, come la Francia, ora ce lo confermano”, conclude Pacifico.

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Dl Green pass alla Camera: da tamponi calmierati a vaccino antinfluenzale in farmacia

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2021

Accanto alla durata del green pass estesa a 12 mesi, e alla conferma dei tamponi a prezzo calmierato fino alla fine di novembre, nel Decreto-legge Covid n. 105, in fase di conversione alla Camera approdano delle novità per le farmacie. Tra queste, ci sarebbe la possibilità di farle concorrere alla vaccinazione antinfluenzale per questa stagione. Testo all’esame della Camera: È entrato nel vivo il dibattito per trasformare in legge il DL del 23 luglio scorso (AC 3223) che proroga l’emergenza al 31 dicembre e aggiorna i parametri per il cambio di colore delle regioni in caso di aggravamento della situazione Covid, puntando non solo sui contagi complessivi ma anche sull’incidenza di ricoveri ed ingressi in terapia intensiva. Il testo, nella sua parte più dibattuta, introduce l’obbligo di green pass per l’accesso a ristoranti al chiuso, cinema e teatri, palestre e piscine, fiere e congressi, parchi e centri culturali, e ora anche per gli accompagnatori di pazienti in sale d’attesa di centri diagnostici, poliambulatori specialistici oltre che strutture di ospitalità e di lungodegenza o per anziani non autosufficienti, Rsa, hospice. Per gli esercenti che non controllino il pass agli ospiti, impone la sanzione accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da uno a dieci giorni, e sancisce sanzioni penali per chi falsifica il pass. Ecco le novità al vaglio: Durata green pass – Nel testo licenziato dalla Commissione Affari Sociali spiccano l’innalzamento da 9 a 12 mesi della validità della vaccinazione contro il Covid-19 (e dell’annesso “green pass”); tra le proposte di emendamento, per chi in passato ha preso il Covid e ora si vaccina, il pass arriverà a decorrere dal 15° giorno dall’avvenuta vaccinazione. Altra novità introdotta in commissione: ai fini della diagnosi del virus, sarà valido pure il test molecolare eseguito su un campione salivare, nel rispetto dei criteri che verranno stabiliti con circolare del Ministero della salute. Tamponi a prezzi calmierati – È confermata all’articolo 5 la norma diretta ad assicurare, non più fino al 30 settembre ma fino al 30 novembre 2021, la somministrazione, presso le farmacie e altre strutture sanitarie, di test antigenici rapidi a prezzi contenuti. Con l’accordo governo-regioni, è stato valutato 15 euro l’impegno della farmacia per ogni tampone e si è concordato un prezzo del test antigenico rapido di 8 euro per i minori di età compresa tra i 12 e i 18 anni con 7 euro di quota di contribuzione pubblica. Per consentire di venire incontro a chi chiede il tampone per il pass, si autorizza nel 2021, la spesa di 45 milioni di euro a favore del Commissario straordinario che trasferisce alle regioni le risorse di loro competenza. Vaccini antinfluenzali in farmacia – Un emendamento che in queste ore la camera voterà in plenaria e porta tra le firme quella del presidente Fofi Andrea Mandelli riguarda il comma 4 dell’articolo 5, un passo avanti verso le vaccinazioni in farmacia “al fine di rafforzare la prossimità e la tempestività dei servizi di vaccinazione antinfluenzale per la stagione 2021/2022 e di assicurarne il coordinamento con la campagna vaccinale contro il Sars-CoV-2”. Si prevede che il Ministero della salute sentiti il Commissario Covid e la Fofi, previa intesa in Conferenza Stato-Regioni, definisca un Protocollo con i sindacati rappresentativi delle farmacie per definire procedure e condizioni per far concorrere le farmacie alla somministrazione a soggetti maggiorenni di vaccini antinfluenzali per la stagione 2021-22 a carico del servizio sanitario. Per vaccinare, il farmacista dovrà aver superato lo specifico corso dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Ricordiamo per inciso che, ove convertito alla Camera, il DL dovrà passare per l’ok del Senato, ma anche che la vaccinazione in farmacia è regola per quasi tutti i paesi industrializzati dell’Unione europea come anglo-americani. Lavoro agile per i fragili – Il decreto proroga il lavoro agile per i soggetti con certificato attestante condizioni di rischio in caso di contagio Covid-19, consentendo loro sia la destinazione a diversa mansione nella medesima categoria o area di inquadramento definita dai contratti collettivi vigenti, sia lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale, anche da remoto. non è però prorogata, per gli stessi lavoratori fragili, la norma transitoria in vigore da marzo 2020 che, ai fini del trattamento giuridico ed economico, equiparava il periodo di assenza dal servizio del lavoratore fragile al ricovero ospedaliero. By Mauro Miserendino fonte: Farmacista33

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Green pass e rispetto dei diritti dei lavoratori della scuola

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2021

Il sindacato ha preparato una richiesta di informativa sindacale da indirizzare al dirigente scolastico, al medico competente e alle Rsu per assicurarsi che tutte le operazioni legate al green pass siano nel rispetto dei diritti dei lavoratori della scuola vista l’ordinanza della Cassazione Civile Ord. Sez. L Num. 22933/2021 del 16 agosto secondo cui “il requisito della nazionalità è lo svolgimento di un’effettiva azione sindacale su gran parte del territorio nazionale, che non necessariamente deve coincidere con la stipula di contratti collettivi di livello nazionale, senza che in proposito sia indispensabile che l’associazione faccia parte di una confederazione, né che sia maggiormente rappresentativa. Per il pubblico impiego contrattualizzato questa Corte ha altresì chiarito che il carattere «nazionale» dell’associazione sindacale legittimata all’azione ex art. 28 Stat. Lav. non può essere escluso per quelle organizzazioni sindacali cui l’Aran abbia riconosciuto la rappresentatività a livello nazionale ai sensi del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 43, comma 1”.Infatti, alla luce del DM del 18 dicembre 1975 che individua la superficie minima per studente all’interno delle aule didattiche in 1,85 m2 pro-capite e considerato che il protocollo d’intesa per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di covid-19 a.s. prevede la gratuita somministrazione dei tamponi a tutto il personale scolastico, oltre alla responsabilità del dirigente scolastico quale datore di lavoro ai sensi degli artt. 17 e 18 del TU sulla Sicurezza D. Lgs. 81/2008, Anief chiede un’informazione urgente sui criteri della formazione delle classi durante lo svolgimento delle lezioni in presenza rispetto alla metratura del singole aule nonché sul rispetto dei parametri vigenti in materia di sicurezza, sulle misure di contenimento da rischio covid-19 in base al numero di individui contemporaneamente presenti nelle aule scolastiche, indicando per ciascuna anche aula la metratura e il numero di alunni per classe, sull’aggiornamento del DVR e conseguente effettuazione delle valutazioni del rischio biologico da agenti di cui all’art 268, c. 1 punto c) del TU sulla sicurezza coinvolgendo il RLS come convenuto al punto 1 nel protocollo d’intesa del 14 di agosto e sulle convenzioni attivate per la predisposizione dei tamponi gratuiti per tutto il personale scolastico. Inoltre Anief coglie l’occasione per richiamare il parere del garante sulla privacy in merito alla verifica e possesso della certificazione verde del personale scolastico, in particolare sulla necessità di richiedere tale certificazione giornalmente soltanto per le attività svolte in presenza senza alcuna discriminazione tra i dipendenti.

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GREEN PASS: Il mondo della scuola e dell’università non ci sta

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2021

Di minuto in minuto cresce il numero delle firme: in 100mila hanno firmato la petizione di Anief per abolire una norma che, in assenza di risposte, entro fine mese sarà impugnata nei tribunali per essere disapplicata e rinviata in Corte di Giustizia Europea per l’evidente contrasto con il Regolamento europeo 953/2021. Marcello Pacifico (Anief): “L’obbligo è inutile, illegittimo e punitivo. Il sindacato è pronto a scioperare nel primo giorno di lezioni in ogni regione, perché non ci sono le condizioni per riaprire in sicurezza. Lo stesso protocollo potrebbe saltare, perché non reca misure per sdoppiare le classi e raddoppiare gli organici. Sul precariato poi si toccheranno cifre da record”.

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Green Pass. Governo, per favore, smetti di rincorrere il consenso e sii esecutivo

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2021

Su Green Pass e frequentazione esercizi pubblici: – legge: verificato il possesso, l’esercente “potrà richiedere” un documento d’identità; – categorie varie: non siamo pubblici ufficiali per chiedere documento; – ministro dell’Interno in conferenza stampa: gli esercenti devono chiederlo, ma non il documento d’identità; – garante Privacy: deve essere chiesto anche il documento d’identità, ma come prevede la legge… “potrà richiedere” ; – circolare ministero Interno: obbligo di chiederlo; il documento d’identità può essere chiesto “necessariamente nei casi di abuso o di elusione delle norme”, come ad esempio in caso di “manifesta incongruenza” della certificazione verde con i dati anagrafici in essa contenuti. Quindi è l’esercente che decide e, in caso di anomalie, ne risponde solo l’avventore.Dopo cinque passaggi si è tornati a quanto indicato nella legge. Tanto rumore per nulla. Bastava che, alle perplessità delle categorie, il ministro Luciana Lamorgese fosse stata più chiara sui dettami della legge…. Ma forse “ha preferito” aprire una porta alle categorie. Sarà il caso che il governo smetta di rincorrere il consenso e, tagliando fronzoli e ammiccamenti, sia più esecutivo. Lo chiediamo con l’unico potere che in questo momento abbiamo: per favore!! Noi siamo per l’obbligo anche del documento d’identità, ma ci teniamo al rispetto della legge e operiamo per cambiarla, non per eluderla… Vincenzo Donvito, Aduc

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Decreto Covid, da uso del Green pass a nuovi parametri

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

Per accedere a bar e ristoranti sarà necessario il Green pass al tavolo, se la consumazione avverrà all’interno del locale ma anche in palestre, cinema, teatri, musei, stadi e palazzetti per eventi sportivi o concerti. Per averlo basterà una sola dose o il tampone negativo. È quanto emerge dalla cabina di regia col premier Mario Draghi a Palazzo Chigi per fare il punto sull’estensione della Certificazione verde. Il decreto legge, varato dal Consiglio dei ministri nel tardo pomeriggio, dovrebbe entrare in vigore già dal 23 luglio per evitare che con i parametri attualmente in vigore alcune regioni passino in giallo. Ecco le principali misure Il green pass dovrebbe essere essere esibito al bar e al ristorante per sedersi, se la consumazione avverrà all’interno del locale. Non all’aperto né tantomeno al bancone. Green pass per andare al cinema o al teatro a partire dal prossimo 5 agosto. La cabina di regia ha confermato la misura, estendendola anche alle palestre. Ok al Certificato verde anche per piscine, centri termali e fiere. Negli stadi e ai concerti solo con Green pass, ma sono ancora “in via di definizione le soglie di riempimento”. Le discoteche resteranno chiuse, anche in zona bianca. L’uso del Green pass per accedere ai mezzi di trasporto pubblici – bus e metro – non sarà nel dl anti-Covid del Governo “ma dovrà essere affrontato a stretto giro”. Nel dl non ci sarà nemmeno l’obbligo di vaccinazione per i docenti e i dipendenti della scuola. Tamponi gratis per gli under 18, a prezzi calmierati per chi – a causa di alcune patologie o perché in stato di gravidanza – non può vaccinarsi. E’ una delle proposte avanzate in cabina di regia dal capodelegazione M5S Stefano Patuanelli. La quarantena di 14 giorni, in caso di contatto diretto con una persona affetta da Covid, sarà ridotta per chi è in possesso di Green pass, ma non è stato ancora deciso di quanto verrà accorciata. Il limite tra la zona bianca e la zona gialla sarà stabilito dalla percentuale di occupazione dei posti letto disponibili che si aggiunge al criterio dell’incidenza che resta fissato in 50 casi ogni 100 mila abitanti. L’indicazione della cabina di regia è fissare il limite al 10% per le terapie intensive e al 15% per i reparti ordinari. Le Regioni avevano chiesto il 20% di terapie intensive, il Cts aveva dato orientamento per una soglia del 5%. Quella del governo sarebbe una scelta di mediazione. Per passare in zona arancione le soglie sono state fissate al 20% di occupazione dei posti disponibili per le terapie intensive e al 30% per le aree mediche. Si entrerà in zona rossa quando le terapie intensive saranno piene più del 30% e i reparti ordinari più del 40%. Dalla cabina di regia arriva anche l’indicazione di prorogare lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2021. (fonte Doctor33)

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Green pass: troppi i consumatori che non riescono ad averlo

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2021

Fioccano le segnalazioni degli utenti che non riescono a ottenere il green pass nonostante abbiano completato il ciclo vaccinale ma che non hanno mai ricevuto l’sms con il codice autorizzativo authcode, non lo trovano accedendo al loro Fascicolo Sanitario Elettronico, non riescono tramite le farmacie.E’ la lamentela più frequente che sta arrivando allo sportello di “Helplombardia: InRete oltre il Covid”, finanziato con i fondi del Ministero dello Sviluppo Economico e curato da Cittadinanzattiva Lombardia, Lega consumatori, Mdc Lombardia, U.di.con., Unione Nazionale Consumatori Lombardia per fornire assistenza gratuita ai consumatori, per tutte le problematiche legate alla pandemia. Le vacanze sono ormai imminenti per tantissime famiglie e non poter avere il green pass può implicare notevoli disagi e limitazioni, come non poter andare al ristorante al chiuso, musei, cinema, sagre, parchi di divertimento, centri termali, piscine. Fare il tampone ogni 48 ore mentre si è in vacanza trasformerebbe le ferie in una degenza, senza contare che in molte località non è tecnicamente possibile effettuarli. Le associazioni chiedono, quindi, di risolvere al più presto questi disguidi e ricordano ai consumatori che, nel caso la Certificazione verde Covid-19 non sia stata ottenuta con le modalità più note (sul sito http://www.dgc.gov.it, tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico Regionale, App Immuni e App IO), è possibile chiedere aiuto non solo in farmacia ma, così come indicato sul sito del Governo, anche al medico di medicina generale oppure si può recuperare il codice authcode chiamando il numero di pubblica utilità 1500 attivo tutti i giorni 24 ore su 24.

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Castelli: Ripresa economica e green-pass

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

“I dati della ripresa, sia sui consumi che sul Pmi, sono buoni. Non è un motivo per festeggiare ma per continuare ad agire come abbiamo fatto, quindi con risorse concrete che riportano la produzione italiana al centro”. Lo ha detto, intervenendo a SKY Tg24 Economia, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.“Penso ai dati delle esportazioni – ha proseguito – che sono tra i più positivi degli ultimi anni e che hanno prospettive di crescita. Unire le forze è stato necessario e positivo, visti i dati, e i prossimi mesi saranno dedicati alla costruzione di una manovra finanziaria che guarderà chiaramente in questa prospettiva. Dovremo mettere a terra ulteriori misure, anche in termini di politica industriale, per sostenere il nostro settore produttivo”. E rispondendo ad una domanda del conduttore, sul Green Pass, ha aggiunto: “Ci permette di tenere aperte le attività e di non immaginare più nessuno lockdown. Non vogliamo più vivere ciò che abbiamo vissuto. Abbiamo un sistema economico che ha sofferto moltissimo e che non potrebbe sopravvivere ancora con ulteriori cadute come quelle che abbiamo vissuto. Questa è sicuramente una misura che ci permette di guardare avanti e di poter spingere su quei settori che hanno ancora bisogno di sostegno. Questo faremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”.

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Green pass. Le scuole fucine di contagi?

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2021

Ad oggi il governo continua a latitare sul green pass a scuola. Sono ancora indecisi se l’obbligo dovrà esservi per tutto il personale, ed è ancora più vaga la possibilità per gli studenti. Alla base ci sono gli equilibri del governo, con partiti come Lega e M5S che continuano a strizzare l’occhiolino elettorale ai no-vax… altro non è dato sapere visto che non hanno mostrato una pezza sulle evidenze sanitarie e scientifiche che sarebbero a favore della loro contrarietà.Nulla per provvedimenti d’urgenza per arrivare a settembre coi ragazzi vaccinati e il personale no-vax sostituito. Certo, non è facile… per esempio le due dosi e il tempo che deve trascorrere tra una somministrazione e l’altra… ma ci sono anche vaccini monodose e, in difficoltà, per ridurre il danno, si può organizzare l’apertura in presenza in ritardo rispetto al tradizionale calendario. Cosa significa l’intento di Draghi (“Costi quel che costi a settembre la scuola deve ricominciare in presenza”), considerato che una dose (ammesso che la facciano e anche considerando che andare a scuola non è come andare al bar) è solo un piccolo passo verso quell’immunità 80/90%+ delle due dosi? Non vorremmo che il diffuso non gradimento della Dad possa portare studenti e famiglie ad accettare anche più restrizioni pur di tornare in presenza, prolungando la pandemia. Allo stato dei fatti ci sembra che il governo dia più prova di debolezza e inconcludenza che certezza. La stabilità del governo è più importante della salute dei ragazzi? La scuola è dell’obbligo, ma se lo Stato non garantisce, trasformandole in fucine di malattie e contagi (portati poi anche in famiglia), è obbligo ad ammalarsi? Quanti genitori manderanno a scuola i figli senza la sicurezza dei vaccini? Perché non si fa intervenire l’esercito e si precettano alla bisogna tutti i funzionari e dipendenti pubblici? Cosa ne dice il presidente della Repubblica? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Green Pass, picco di richieste in farmacia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2021

A oggi i green pass scaricati dai cittadini sono oltre 33 milioni e sono molti i cittadini che si recano nel canale delle farmacie per ottenerlo. A dirlo è il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo che riferisce anche di essere al lavoro per rendere operativa la possibilità di accedere a tamponi a prezzi calmierati. Intanto, sul fronte delle farmacie vengono riferiti alcuni disagi per un eccessivo flusso relativo al green pass, mentre alcuni cittadini segnalano di non aver ricevuto tutti i dati necessari dalla piattaforma nazionale.«In queste ore» fa il punto Marco Cossolo, presidente di Federfarma, in una nota, «molte persone, soprattutto anziane, spesso sole, che non hanno il computer o hanno poca dimestichezza con i mezzi informatici, si stanno rivolgendo alle farmacie, in quanto presidio capillare sul territorio, per stampare il green pass. Le farmacie sono state sempre aperte per informare e orientare i cittadini, hanno ampliato la gamma dei servizi offerti, confermando il proprio ruolo di presidio sanitario di prossimità, parte integrante della rete di assistenza territoriale nazionale. Continueremo a collaborare con le Istituzioni per avvicinare sempre più il Servizio sanitario nazionale ai cittadini». D’altra parte, aggiunge Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma, «il flusso di persone che ci apprestiamo a gestire supererà la soglia media dei 4 milioni di cittadini che quotidianamente frequentano le nostre farmacie» e per questo «ci stiamo rapidamente adoperando per venire incontro alle esigenze dei cittadini anche per quanto riguarda questo aspetto complementare di un servizio fondamentale per contrastare la diffusione del coronavirus. Si tratta di un’operazione che va ad aggiungersi alle attività, già numerose, svolte quotidianamente dalla farmacia in quanto servizio sanitario di prossimità territoriale. Per questo chiediamo di avere pazienza qualora dovesse verificarsi qualche rallentamento. Sono convinto che grazie alla collaborazione tra farmacista e cittadino riusciremo a gestire al meglio anche questa fase emergenziale».Intanto, dal territorio non sono poche le criticità riferite dai farmacisti: dopo il Veneto anche in altre regioni vengono segnalati disagi, legati al flusso di richieste di molto superiore alla norma. Un aumento di accessi dovuto, da un lato, alla partenza per le vacanze di molti italiani e, dall’altro, al cosiddetto effetto annuncio sul pass. Ma complicazioni vengono riferite anche in relazione al fatto che non sono poche le persone, si legge in una nota di Federconsumatori, «che hanno effettuato la prima dose o entrambe le dosi di vaccino e che non hanno ricevuto né l’email né l’sms per scaricare la propria certificazione» e che di conseguenza si rivolgono alle farmacie in cerca di un supporto. «Un conto è stampare 10 Green pass al giorno e un conto è 100-120» è il commento di Andrea Cicconetti, presidente di Federfarma Roma, secondo quanto riportano le agenzie. Il problema è «il tempo che viene sottratto a persone che sono in fila per prendere medicine». Anche perché a volte «c’è anche chi arriva con la tessera sanitaria di tutta la famiglia chiedendo più copie». Da qui il richiamo di Federfarma e Fofi ai cittadini per facilitare il processo: chiediamo «ai cittadini» si legge in una nota Fofi «di aiutarci e, nel caso del Green Pass, di recarsi in farmacia con tutti i documenti e i dati necessari, a cominciare dalla tessera sanitaria». (fonte: Doctor33)

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Scuola: In Gazzetta il decreto 105 che impone il green pass per fare i concorsi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2021

Diventa legge l’indispensabilità delle certificazioni verdi Covid-19: tra pochi giorni sarà indispensabile per poter svolgere o accedere a numerose attività o ambiti professionali-culturali-ricreativi-ristorativi: servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso; spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi; musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre; piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso; sagre e fiere, convegni e congressi; centri termali, parchi tematici e di divertimento; centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione; attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò; concorsi pubblici.Tali attività si potranno svolgere solo se si è in possesso di certificazioni verdi COVID-19 (Green Pass), comprovanti l’inoculamento almeno della prima dose vaccinale Sars-CoV-2 o la guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2, e che hanno una validità di 6 mesi; oppure se si effettua un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2, e che ha una validità di 48 ore.In caso di vaccinazione, per la prima dose dei vaccini che ne richiedono due, la Certificazione sarà generata dal 12° giorno dopo la somministrazione e avrà validità a partire dal 15° giorno fino alla dose successiva; nei casi di seconda dose o dose unica per pregressa infezione: la Certificazione sarà generata entro un paio di giorni; nei casi di vaccino monodose, la Certificazione sarà generata dal 15° giorno dopo la somministrazione. Nei casi di tampone negativo la Certificazione sarà generata in poche ore e avrà validità per 48 ore dall’ora del prelievo. Nei casi di guarigione da COVID-19 la certificazione sarà generata entro il giorno seguente.Il sindacato non ritiene giusta la norme che impone il green pass per fare i concorsi: la certificazione sarà valida anche per chi ha fatto una sola dose o si è sottoposto a tampone, che però durerà sole 24 ore. Comunque, sarà un impegno non indifferente per tanti candidati a diventare lavoratori di ruolo. L’intenzione del Governo è chiara: vuole che la vaccinazione diventi una pratica indispensabile per un cittadino che ha un’occupazione o che cerca lavoro. Il sindacato conferma il suo no a questa imposizione illegittima: lo stato di diritto non può essere cassato a seconda del volere del Governo di turno.Anief ricorda che le norme vanno condivise con le parti interessate. E che fine faranno le indicazioni del Garante della privacy, che anche di recente ha chiarito che negli ambienti di lavoro “solo il medico competente, nella sua funzione di raccordo tra il sistema sanitario e il contesto lavorativo, può trattare i dati personali relativi alla vaccinazione dei dipendenti. Il datore di lavoro deve quindi limitarsi attuare, sul piano organizzativo, le misure indicate dal medico competente nei casi di giudizio di parziale o temporanea inidoneità. Cancellare il diritto alla privacy, inoltre, non può essere superato da motivi etici: la stessa Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha comunicato formalmente ai Paesi membri che occorre garantire che i cittadini siano informati sul fatto che la vaccinazione non è obbligatoria e che non è possibile politicamente, socialmente o in altro modo mettere sotto pressione i cittadini e i lavoratori per farsi vaccinare, se non desiderano farlo da soli.

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Over 60 chiedono di rendere obbligatorio green pass per badanti e colf

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

Gli anziani chiedono l’obbligatorietà della vaccinazione per i collaboratori domestici, badanti e colf. È quanto emerge dall’indagine condotta da Senior Italia FederAnziani su un campione di 464 over 60, destinata a scattare una fotografia dell’attuale percezione della pandemia e della campagna vaccinale nella popolazione ultrasessantenne. Quel che emerge, inoltre, è che tra gli over 60 aderenti a Senior Italia FederAnziani, e quindi già sensibilizzati rispetto all’importanza del vaccino, e abitualmente coinvolti in campagne di informazione sulla prevenzione e la salute, c’è un’elevatissima propensione alla vaccinazione: dei 464 intervistati, infatti, soltanto 4 hanno ammesso di non essersi vaccinati e di non avere alcuna intenzione di farlo per paura delle reazioni avverse o perché contrari del tutto alle vaccinazioni. Eppure il 54% del campione dichiara di conoscere uno o più over 60 che non hanno fatto e non intendono fare la vaccinazione, a riprova di una diffusa resistenza tra il resto della popolazione anziana estranea a circuiti di socialità nei quali la cultura vaccinale si diffonde con maggior efficacia. Eppure il Covid fa ancora paura: a temerlo, infatti, è il 78,9% degli intervistati. La paura viene proprio da tutti quegli anziani che hanno badanti e colf in casa, di cui non si ha la certezza se abbiano fatto la vaccinazione o meno, e per i quali il 92% degli intervistati vorrebbe che fosse obbligatoria. In Italia ci sono circa 2 milioni di collaboratori domestici di cui il 57, 6% irregolari; nel 52% di casi di tratta di colf e nel 48% di casi di badanti.Nella popolazione intervistata, aderente alla rete Senior Italia, è già elevata la propensione alla vaccinazione, dato che il 63,4% degli intervistati si sottopone abitualmente alla vaccinazione antinfluenzale stagionale. E per quanto riguarda la vaccinazione anti Covid-19, la risposta è ancora più soddisfacente: ha infatti completato il ciclo vaccinale con entrambe le dosi l’84,7% del campione; il 13,1% ha fatto soltanto la prima dose; lo 0,2% ha dato l’adesione per fare il vaccino e ha già l’appuntamento; l’1,1% ha dato adesione per fare il vaccino e sta aspettando l’appuntamento. Solo lo 0,9%, dunque, non farà il vaccino. Insomma, si contano sulla punta delle dita le persone che non nutrono fiducia nella vaccinazione, a riprova dell’efficacia di campagne costanti dedicate all’informazione sanitaria. A trainare la campagna vaccinale, infatti, è la ferma convinzione dei senior che sia necessario vaccinarsi per fermare il virus e tornare alla normalità, opinione espressa dal 77% degli intervistati, seguita dalla paura del Covid e delle sue conseguenze, principale motivazione al vaccino per il 14,3% dei rispondenti. Il 4,8% dei rispondenti che si sono vaccinati o stanno per farlo punta soprattutto a evitare restrizioni alla propria libertà personale e desidera tornare a viaggiare e a partecipare ad attività ludiche; il consiglio dei familiari favorevole al vaccino è l’elemento determinante per il 2% del campione, e quello del medico per l’1,8%. Tuttavia il 54% degli intervistati dichiara di conoscere una o più persone con più di sessant’anni che non hanno fatto e non faranno la vaccinazione. Alla domanda relativa all’immagine delle aziende farmaceutiche relativamente al loro ruolo nel periodo della pandemia, il 19,4% ritiene che la loro immagine sia migliorata, il 13,2% che sia peggiorata, il 22,2% non ritiene che ci siano variazioni significative, mentre il 45,2% degli intervistati non si esprime. La comunicazione istituzionale sulla vaccinazione anti Covid 19 ha incoraggiato la popolazione a vaccinarsi secondo il 74,4% degli intervistati, mentre ha mancato il suo obiettivo per il 12,9% dei rispondenti.

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Ripartizione Nord e Centro America: Green Pass/ quali modalità per gli italiani all’estero?

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

“ Il Governo indica le modalità di funzionamento del Green Pass per i vaccinati, ma gli italiani all’estero che hanno fatto il vaccino nel Paese di residenza come potranno vedere riconosciuta la validità del loro vaccino? Per avere indicazioni concrete ho depositato una interrogazione al Ministro degli Esteri Di Maio in cui ho chiesto di “fornire indicazioni certe se agli italiani iscritti all’Aire e vaccinati nello Stato estero di residenza sia riconosciuta valida la certificazione di avvenuta vaccinazione così come rilasciata dalle competenti autorità estere e se questa possa essere usata come il Green Pass”.E qualora non vi fosse tale automatismo, ho chiesto di “indicare come ottenere il riconoscimento di tali vaccinazioni estere”.Inoltre, ho chiesto anche di dare indicazioni chiare su come gli iscritti AIRE possano accedere al programma vaccinale per fare la seconda dose di vaccino in Italia, qualora avessero già fatto la prima dose all’estero.Auspico che si faccia presto chiarezza in modo che i connazionali possano orientarsi in maniera adeguata!” Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Come accettare civilmente il green pass

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

Una parola molto usata anche in questo periodo covid, è “libertà”. Talvolta non si considera che, accettando di far parte della comunità, la libertà è comunque soggetta alle regole che questa stessa comunità (con gli strumenti della democrazia) si dà. Ricordando che viviamo in una comunità di diritti e di doveri, dove questi ultimi vanno rispettati anche se non condivisi. Ovviamente ci sono tanti abusi e arroganze a cui (talvolta in teoria) porre rimedio.. ma il concetto è quello espresso. In questa comunità oggi il nostro governo ha deciso l’uso del green pass. Luglio, agosto, vacanze, viaggi (piccoli, ma viaggi), tutti ci stiamo organizzando. In tanti lo facciamo con figli adolescenti (over 12 per cui è richiesto il green pass) ma questi ragazzi non sono vaccinati e, probabilmente, non lo saranno neanche quando riapriranno le scuole dove, al pari di altri luoghi pubblici la vaccinazione è necessaria. In attesa che i nostri governanti e legislatori (che auspichiamo non vadano in vacanza!!) prendano atto di questa urgenza (scuola) e decidano immediati provvedimenti, che fanno questi adolescenti non vaccinati? Mia figlia 15enne dopo il 6 agosto (quando entra in vigore il green pass) potrà andare in pochi luoghi anche se il babbo ha già assunto due dosi… e a noi due interessa andar per musei. Il giorno 8 agosto (prima ovviamente non è stato possibile) la figliola farà la prima dose, quindi in regola con la legge ma non con la massima possibile immunità. Io babbo, e presumbilmente anche lei figliola, non mi sentirò tranquillo entrando con lei in un museo. Ma civilmente, come membri di questa comunità, ne prenderemo atto e decideremo come e se assumerci questa responsabilità sanitaria individuale. Alternative provvisorie ce ne sono tante e, per il nostro dovere e diritto civico, posso supplire alla mancanza della seconda dose. Ne vale la pena.Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Green pass: favorevole l’industria dei congressi e degli eventi aziendali

Posted by fidest press agency su domenica, 25 luglio 2021

L’industria dei congressi e degli eventi aziendali e privati, rappresentata dalle 13 associazioni riunite sotto l’egida di #Italialive, sostiene con forza la scelta del Governo di prevedere il green pass per accedere a congressi, convegni, meeting e convention, e a continuare con decisione nella campagna di vaccinazioni.Nonostante il comparto sia già sicuro dal punto di vista sanitario poiché è normato dalle Linee Guida della Conferenza Stato-Regioni e si è dotato di protocolli ancora più rigorosi, l’adozione del green pass diventa fondamentale per assicurare agli operatori la possibilità di programmazione sul lungo periodo. Congressi ed eventi, infatti, hanno bisogno di mesi di preparazione e il green pass appare oggi come l’unica via percorribile non solo per evitare l’aumento dei contagi ma anche per scongiurare l’incubo di future chiusure.Il settore della event & live industry è infatti stato il più penalizzato dai lockdown. Lo stop a congressi ed eventi ha causato perdite di fatturato di oltre l’80% a un comparto che, prima della pandemia, generava un indotto di 65,5 miliardi di euro con un impatto sul Pil di 36,2 miliardi. Un ulteriore fermo metterebbe in ginocchio aziende e oltre 570.000 addetti causando una crisi senza vie di uscita.Favorevoli all’introduzione del green pass con indicazioni di applicazione chiare e precise sono le associazioni di settore riunite sotto il cappello di #Italialive, l’aggregazione nata per affrontare l’emergenza Covid-19. Le stesse sono disponibili ad impegnarsi nella gestione/controllo del green pass all’accesso e confidano che l’introduzione obbligatoria dello stesso possa aiutare a mantenere aperti gli eventi anche in condizioni di “cambio di colore” per effetto della pandemia.Ed è sempre #Italialive a sollecitare al Governo l’erogazione dei fondi di sostegno economico per le imprese della event & live industry: dopo mesi di attesa le aziende hanno ora il diritto di essere sostenute con i fatti e non con le parole.

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Scuola e Campagne di sensibilizzazione e green pass

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2021

Sono le strade che gli enti locali starebbero chiedendo di prendere per convincere gli italiani a fare il vaccino anti Covid19. “La sfida per le Regioni di immunizzare decine di milioni di italiani che mancano ancora all’appello – scrive l’Ansa – passa dalle campagne di informazione – che appaiono carenti -, ma anche da provvedimenti come il green pass allargato in arrivo la prossima settimana e da misure come i controlli all’ingresso dei turisti in Sardegna, con un’ordinanza in preparazione. Quest’ultima è una delle 5 Regioni che rischiano la zona gialla, in attesa di nuovi criteri per i cambi di colore basati sui ricoverati”. Il governo sarebbe a questo scopo pronto a varare “il decreto con le nuove misure, una volta analizzati i dati con gli esperti”.Anief continua a ritenersi contraria a qualsiasi obbligo di vaccinazione, non certo per motivi ideologici, ma semplicemente perché la vera priorità rimane quella si svolgere le lezioni a scuola in sicurezza in ambienti sufficientemente ampi. Nessun riferimento, del resto, è stato sinora fatto dai rappresentanti del Governo sull’obbligo vaccinale: lo stesso ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ricordato qualche giorno fa che fino ad oggi “siamo all’85% di persone che operano nelle scuole che hanno ricevuto almeno la prima dose: è sbagliato far passare un messaggio che non riconosca che siamo di fronte a un dato robusto. Detto questo dobbiamo ancora lavorare perchè questo numero possa salire”. Ma non è obbligandoli che si potrà risolvere la questione. Ancora di più perché il Garante della Privacy si è espresso sul fatto che “è illegittimo per il datore di lavoro chiedere i dati delle vaccinazioni ai propri lavoratori, a meno di un intervento legislativo”.Marcello Pacifico, leader Anief, ricorda, infine, che “l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha fatto sapere ai Paesi membri che occore garantire che i cittadini siano informati sul fatto che la vaccinazione non è obbligatoria e che non è possibile politicamente, socialmente o in altro modo mettere sotto pressione i cittadini e i lavoratori per farsi vaccinare, se non desiderano farlo in solitudine. Stiamo parlando di diritti costituzionali, non di opinioni personali. Non permetteremo che vengano meno per fare spazio ad opinabili ideologie politiche. Il ritorno in sicurezza passa per l’aggiornamento del contratto sulla sicurezza in vigore nelle scuole, sviluppato sulla base delle linee guida introdotte un anno fa con un protocollo condiviso a livello nazionale: in quell’accordo c’erano concetti come lavoro agile, rivisitazione dei criteri del dimensionamento scolastico, reclutamento per favorire la continuità didattica. Si riparta da lì, non da imposizioni prive di fondamenti costituzionali”, conclude il sindacalista autonomo.

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Green pass, ok dall’Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

By Francesca Giani. Il programma relativo al Certificato Covid digitale europeo si applicherà a partire dal primo luglio e resterà in vigore per 12 mesi. Ieri, il Parlamento europeo ha approvato una serie di risoluzioni che ne fissano le regole. Ora per l’entrata in vigore il testo – che ha ricevuto l’ok un’con ampia maggioranza (546 voti a favore, 93 contrari e 51 astenuti) – dovrà essere formalmente adottato dal Consiglio, convertito in legge e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Ue. Sono nove per ora i paesi collegati al Gateway, la piattaforma comunitaria che raccoglie i dati di tutti i certificati, e per quanto riguarda l’Italia, dove è già attivo il green pass nazionale, «noi siamo pronti» ha dichiarato il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo, «è questione di pochissimi giorni».Per quanto riguarda i passaggi, da qui al primo luglio tutti i Governi europei, dovranno adeguare i propri sistemi in modo che sia confermata la interoperabilità e l’accessibilità dei dati da qualsiasi Paese. Il certificato dà la possibilità di muoversi all’interno dello spazio europeo senza quarantene. Il pass sarà composto da un QR code a lettura ottica, in formato cartaceo o digitale, ma occorrerà fare in modo che sia compatibile e verificabile in tutta Europa. I certificati emessi nei vari paesi verranno appunto inseriti nella piattaforma comunitaria, il Gateway.Per quanto riguarda le regole, tutti i paesi devono accettare i certificati di vaccinazione rilasciati in altri stati membri per i vaccini autorizzati da Ema, mentre saranno liberi di decidere se accettarne altri. Sulla durata, da quanto emerge dalle agenzie, sarà valido a partire da quattordici giorni dopo l’ultima dose di vaccino anti-Covid. Per quanto riguarda il tampone con esito negativo, questo va effettuato 48 ore prima dello spostamento. In merito poi alla guarigione dal Covid, si considerano 180 giorni. A tutti i documenti deve essere apposta firma digitale rilasciata dall’autorità nazionale, per la validazione. Al momento, come detto, i paesi già collegati al gateway sono Spagna, Germania, Grecia, Bulgaria, Lituania, Danimarca, Croazia, Polonia e Repubblica ceca, mente al pass hanno aderito anche Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein. Per quanto riguarda l’Italia, le prove tecniche erano già state effettuate, mentre a mancare, emerge dalle agenzie, è un ultimo passaggio, anche se le previsioni sono che nei prossimi giorni il tutto sarà operativo. Come si ricorderà, il sistema nostrano si appoggerà alla App IO, a cui si accede con Spid e CIE, e alla App Immuni.A ogni modo, tra le risoluzioni approvate ieri dagli eurodeputati, c’è l’impalcatura di regole che dovranno permettere l’uscita dalle restrizioni agli spostamenti. In particolare, nessun Paese può imporre restrizioni aggiuntive alla circolazione a chi detiene un Certificato europeo, a meno che non siano necessarie e proporzionate alla necessità di tutela della salute pubblica. Solo nel caso in cui la circolazione del virus dovesse riprendere con intensità potranno essere adottate nuove misure. Ma tra i nodi aperti resta quello della privacy. Inoltre, i Paesi dell’Ue sono chiamati a garantire test e tamponi a prezzi non eccessivi e in quantità appropriate, e per questo la Commissione si è impegnata a mettere sul piatto 100 milioni di euro.Intanto, in Italia, dopo l’ok alla fiducia dalla Camera, è atteso in Senato il cosiddetto Decreto Aperture, in corso di conversione in legge, nel quale è confluito anche il quadro relativo al Green Pass nostrano. Questo, era il contenuto, è necessario per partecipare a cerimonie civili e religione, mentre è in atto in questi giorni la discussione sul suo utilizzo anche in discoteca. Nelle bozze di linee guida per una loro eventuale riapertura il certificato verte è stato previsto come requisito per l’accesso, anche se si dovrà trovare la quadra sulle altre misure, quali l’eventuale impiego di mascherine in pista e del distanziamento. (fonte farmacista33)

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Il green pass è operativo in Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 giugno 2021

Il green pass da oggi 1° giugno può essere emesso negli stati europei, dieci tra cui l’Italia, che lo stanno sperimentando in vista dello start continentale previsto il 1° luglio. E’ infatti operativa la piattaforma che consente ai certificati emessi negli stati membri di essere letti nei paesi confinanti, lasciando transitare chi è vaccinato contro il Covid-19, o ne è guarito o ha fatto il test del tampone con esito negativo. Il green pass, valido in Italia a partire dal 15° giorno successivo fino a 9 mesi in caso di vaccinazione, fino a 6 in caso di guarigione e 48 ore in caso di solo tampone negativo sarà scaricato con l’app IO della Pa o da un sito collegato al sistema Tessera Sanitaria. Inserendo le cifre della tessera, la scadenza e “una one time password” corrispondente al certificato gli utenti potranno riceverlo in pdf o inviarlo per posta elettronica o per la stampa. Vittorio Colao, ministro per la transizione digitale, annuncia che si potrà ricevere pure sull’app Immuni. Mentre si consolidano alcune certezze sui modelli – dove, oltre ai dati del vaccinato, sono riportati un QR code più la firma digitale dell’autorità sanitaria – affiorano anche interrogativi. Le regioni in cui i sistemi informatici non sono disegnati da Sogei, società del Ministero dell’Economia cui è affidata la piattaforma nazionale, potrebbero fare da sole. E a livello europeo, le piattaforme degli stati comunitari, tutte, dovranno parlarsi tra loro: come faranno se in Italia a volte non comunicano tra loro le stesse banche dati delle 21 tra regioni e province autonome? Ad esempio, la Toscana intende veicolare il pass con la sua App Smart SST. Oggi, i residenti possono scaricarlo dal fascicolo sanitario al sito open.toscana.it o recandosi con la tessera sanitaria ai totem dell’Asl. C’è poi la questione degli accordi bilaterali per le seconde dosi di vaccino in villeggiatura. Nei giorni scorsi si è levata la richiesta dall’Ordine dei Medici di Firenze alla Regione di imitare Piemonte e Liguria: anche in Toscana si potrebbe offrire la seconda dose ai turisti venuti da fuori. La vice presidente Elisabetta Alti sottolinea come molti italiani stiano rimandando la somministrazione perché il richiamo cadrebbe nel periodo delle loro ferie. Regioni di destinazione dovrebbero poter vaccinare chi vi viene in vacanza per più di 7-10 giorni. «Dopo un anno così pesante è difficile immaginare di poter chiedere alle persone di rinunciare o tardare le proprie vacanze ». Il patto tra Piemonte e Liguria lega la seconda inoculazione “fuori casa” ai soli soggiorni turistici di durata tale da rendere difficile somministrare il vaccino nel territorio di residenza e alla presentazione di documenti che certifichino lo status dell’interessato con tanto di data e tipologia della prima dose ricevuta. L’avvenuta vaccinazione è poi notificata all’Anagrafe Vaccinale Nazionale Covid, che invia alla Regione di residenza le informazioni: un iter tra l’altro differente dalla registrazione dell’immunità nel fascicolo sanitario prevista nella procedura Sogei. E che è a sua volta condizionato alla possibilità che il medico sul portale regionale veda tutte le prestazioni prodotte dall’Asl a livello di tamponi negativi e di vaccini, subito e senza ritardi. Al momento solo in alcune regioni la risposta è positiva. In Toscana, come spiega Alti, «il Mmg può vedere le vaccinazioni dei suoi assistiti ed è abilitato a inserirle nell’anagrafe vaccinale regionale. Può inoltre vedere l’esito dei tamponi covid sia molecolare che antigienici, ed i casi e contatti fra i suoi pazienti inclusi i provvedimenti per loro emessi». Alcuni sindacati medici come Snami denunciano che in base al decreto legge 23 aprile 2021 i medici di famiglia vengono richiesti di produrre il certificato “verde”, in libera professione, non solo per i pazienti direttamente vaccinati ma anche per gli assistiti impossibilitati a procurarlo altrimenti, «si chiede a medico e farmacista di accedere al sistema tessera sanitaria con le proprie credenziali per ottenere il certificato del paziente e scaricarlo. Credo -dice il segretario Gianfranco Breccia – che non sarà l’ultima incombenza impropria che ci viene affidata». La tempestività dei sistemi informativi può però venire incontro nelle regioni che si sono attivate in questo senso. Nel sistema toscano ad esempio la certificazione non è necessaria, «l’utente -spiega Alti- la vede sui referti Covid.sanita.toscana insieme al risultato. Se ve n’è necessità il Mmg informa il suo paziente. Non può però scaricare il referto del tampone». Complessa, ed altrettanto regionalizzata dei compiti dei medici di famiglia, la questione dei vaccini in vacanza. «La mancanza di un’anagrafe nazionale è il maggior ostacolo ad un’informazione capillare ed equa in tutto il territorio nazionale», dice Alti. «È impensabile che nel 2021 si assista ancora a sistemi sanitari che non dialogano fra loro e con i cittadini. Tuttavia, se prima della pandemia la dematerializzazione delle ricette sembrava irraggiungibile, ora in pochi mesi si è realizzata in tutto il territorio nazionale. Confido che anche questa volta si superino barriere più ideologiche che tecniche e si realizzi un sistema nazionale capace di superare i confini regionali». By Mauro Miserendino fonte doctor33

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Green Pass, sprint dall’Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2021

Se, nelle prossime settimane, buona parte dell’Italia andrà verso la zona bianca, sono allo studio modalità che possano permettere un maggiore allentamento delle misure di contenimento. Centrale, nella strategia delle riaperture, è il Green pass, il certificato verde che deve attestare l’avvenuta vaccinazione, la guarigione da Covid-19 o un tampone negativo nelle ultime 48 ore. Nato soprattutto con l’idea di permettere gli spostamenti per ragioni turistiche tra regioni, sta vedendo in realtà un allargamento del proprio utilizzo: accanto alle casistiche già delineate nel decreto Riaperture bis, per la partecipazione a matrimoni e cerimonie, tra le ipotesi che circolano c’è anche un uso per le discoteche, in modo da consentirne la riapertura. Intanto, mentre l’Europa fa passi in avanti, a livello locale, a fronte di qualche tentativo di regione di bruciare le tappe, arriva lo stop dal Garante della Privacy, che fin da subito aveva acceso i riflettori sulle criticità dello strumento. In merito al green pass europeo (Digital Green Certificate Europeo) si registrano passi avanti, dopo il primo ok del parlamento europeo di martedì: l’Italia, come si sa, ha già superato i test tecnici e sarà tra i primi dieci Paesi che rilasceranno il certificato che consentirà di viaggiare nell’area Schengen evitando le quarantene o ulteriori test. Secondo quanto aveva detto il premier Mario Draghi all’uscita dal consiglio europeo, tale documento potrebbe essere pronto a metà giugno. Anche se «ci sono ancora questioni aperte su cui si dovrà pronunciare l’Ema, in particolare sulla durata». La necessità è di avere un documento «unificato e sicuro, a prova di contraffazioni e non discriminatorio, che garantisca l’interoperabilità tra i diversi paesi e il rispetto della privacy», nel rispetto dei criteri fissati dalla Commissione europea che ne ha deciso l’introduzione. Le tecnologie utilizzate sono quelle del QR Code, su smartphone o in modo cartaceo, e la firma digitale, rilasciata dalla autorità nazionale. Per la piattaforma, per quanto riguarda l’Italia, sono al lavoro Sogei e ministero della salute. Ma, tra gli aspetti al centro del dibattito, c’è la validità del certificato a partire dal 15esimo giorno dopo la prima dose. La misura è stata inserita dall’Italia nel decreto riaperture bis, ma la discussione è ancora aperta e non è scontato che venga confermata a livello europeo. Nel qual caso, occorrerà valutare una armonizzazione delle norme italiane.Sul fronte nazionale, intanto, si registra un nuovo intervento del Garante della Privacy che mette un freno alle iniziative locali. L’avvertimento formale, questa volta, è stato indirizzato alla Campania: “il sistema di certificazione di avvenuta vaccinazione, guarigione o negatività – promosso dalla Regione come condizione necessaria per la fruizione di innumerevoli servizi come quelli turistici, alberghieri, di wedding, trasporti e spettacoli – viola la normativa sulla privacy. Il sistema è previsto da un’ordinanza del Presidente della Campania che demanda all’Unità di crisi regionale la definizione delle modalità operative e la distribuzione di smart card su cui saranno registrati i pass Covid regionali. Disposizioni di questa natura, che condizionano diritti e libertà personali sono ammissibili, infatti, solo se previsti da una idonea normativa nazionale e non da un’ordinanza regionale. Mentre tale ordinanza travalica le stesse indicazioni del cosiddetto “Decreto riaperture” – che già presentava specifiche criticità già segnalate dall’Autorità al Governo – introducendo l’esibizione del green pass come ulteriore condizione alla mobilità e all’accesso a servizi di base. L’ordinanza introduce, inoltre, l’utilizzo di smart card come “sistema di rilascio di certificazione di avvenuta vaccinazione” senza specificare la titolarità del trattamento, chi può accedere e usare le informazioni, chi può controllare la validità e l’autenticità delle certificazioni. L’Autorità, pertanto, rimarca che progetti come quello campano introducono sistemi di rilascio e di verifica della vaccinazione difformi da quelli individuati a livello nazionale e, soprattutto, che mettono a rischio la stessa interoperabilità delle certificazioni a livello nazionale ed europeo, in contrasto proprio con la finalità di agevolare la libera circolazione all’interno dell’Unione Europea durante la pandemia di Covid-19″.Il green Pass, a ogni modo, è un elemento centrale anche nella discussione in corso tra Governo e Regioni nella direzione di un maggiore allentamento delle misure di contenimento, nelle zone bianche, e di una anticipazione di alcune riaperture di attività. L’idea che sta circolando è quella di accompagnare gli allentamenti a un allargamento delle casistiche nelle quali possa essere richiesto il Green Pass. Già con il decreto Riaperture il suo utilizzo è stato indicato anche per la partecipazione alle cerimonie civili o religiose. Ma si pensa che possa essere utile nelle ipotesi di riapertura delle discoteche.Portabilità del vaccino in vacanza: si valutano strade. Ma servono più vaccinatori abilitati Sul fronte invece della portabilità del vaccino e della possibilità di farlo in vacanza, continua la discussione, anche se da parte governativa vengono messe in rilievo, in più occasioni, le ragioni del no. Se, da un lato, pesa meno l’interoperabilità dei sistemi informatici regionali – per Sogei le informazioni sulla vaccinazione sono legate alla tessera sanitaria e pertanto accessibili -, a ostare c’è il tema dell’efficienza vaccinale di alcune regioni e della necessità di gestire picchi nei flussi dei cittadini, anche attraverso un adeguato numero di operatori sanitari abilitati alle vaccinazioni. Francesca Giani (fonte farmacista33)

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Matrimoni con green pass

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 Maggio 2021

Il documento delle linee guida delle Regioni rivisto dal Comitato tecnico scientifico, in merito allo svolgimento dei banchetti nell’ambito delle cerimonie, come matrimoni, consente la partecipazione solo a coloro che sono in possesso di uno dei requisiti per il green certificate.”Ci piacerebbe sapere se almeno per gli sposi è prevista un’eccezione, altrimenti questa regola di fatto vieta allo sposo e alla sposa, non vaccinati magari perché troppo giovani per poterlo essere, di poter partecipare al loro stesso banchetto del matrimonio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Siamo favorevoli a facilitare gli accessi a certi servizi e la circolazione delle persone con l’esibizione del green pass, ma, oltre al fatto che, come ribadito dal Garante della Privacy, servirebbe un’idonea legge nazionale e non basta certo un decreto legge come quello del 18 maggio, per definizione provvisorio, oltre al fatto che va rispettato il diritto alla privacy dei cittadini, il punto è che non è possibile arrivare a vietare ai non vaccinati la mobilità e l’accesso a servizi fondamentali, anche perchè lo Stato non è stato ancora in grado di vaccinare tutti quelli che lo desiderano, a cominciare dai più giovani, guarda caso quelli che di solito si sposano” conclude Dona. By Mauro Antonelli

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