Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

Posts Tagged ‘green pass’

Vaccini, green pass e mascherine

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2022

Obbligo di indossare le mascherine all’aperto ancora per dieci giorni, poi dall’11 febbraio resterà operativo per i luoghi chiusi. È questa una delle decisioni prese dal Consiglio dei Ministri di ieri, e ufficializzata con l’ordinanza del Ministro della Salute, mentre slittano – forse a metà settimana – le altre ipotesi di allentamento delle misure contro il Covid-19 – tra le quali nuove regole per tamponi e rientro a scuola. Intanto, da oggi scattano le multe per chi, over 50, non abbia assolto l’obbligo vaccinale (le ricadute per chi lavora saranno operative dal 15 febbraio), la durata della Carta Verde passa a sei mesi e diventa obbligatorio l’utilizzo del Green Pass base anche per posta o banca. Farmacie e parafarmacie sono tra le attività derogate, anche se c’è chi consiglia di verificare le finalità per cui l’utente accede ai locali. Intanto, da oggi il green pass base – da tampone – diventa obbligatorio per accedere alla maggior parte delle attività, tra cui posta (per ritirare la pensione), banca, ma anche in molti esercizi commerciali. Per chi sarà senza è prevista una sanzione da 400 a 1.000 euro. Lo stesso importo verrà applicato al soggetto tenuto a verificarne il possesso, in caso, appunto, di omissione del controllo. Poche, a ogni modo, le deroghe: sempre garantite, senza necessità di esibire il Certificato verde, le esigenze alimentari e di prima necessità, sanitarie, di sicurezza e di giustizia. Farmacie e parafarmacie, quindi, restano ad accesso libero, indipendentemente dal prodotto acquistato, ha chiarito il Governo nelle Faq, che può anche “non essere legato al soddisfacimento delle esigenze essenziali e primarie”. Ma da Federfarma Roma viene ricordata la necessità di distinguere quando “l’accesso in farmacia avvenga per i soli servizi alla persona (per esempio cabina estetica): in questo caso è consentito solo a seguito di esibizione di Green Pass ordinario”. Intanto scattano le multe per gli over 50 che non abbiano ottemperato all’obbligo vaccinale, in vigore da inizio gennaio. L’obbligo riguarda tanto la prima dose – la cui somministrazione deve essere avvenuta entro oggi – ma anche la seconda, da effettuarsi entro le tempistiche previste dal Ministero della Salute, e il booster, per il quale non si può andare oltre la scadenza del Green Pass. La sanzione sarà irrogata dal ministero della Salute tramite il servizio Riscossione dell’Agenzia delle entrate, e arriverà direttamente a casa con raccomandata o Pec. Previste le esenzioni, che vanno certificate dal medico curante o dal medico vaccinatore, ma, va detto, l’invio della cartella avviene in automatico per chi non è in regola. Entro 10 giorni occorrerà far pervenire alla Asl ogni documentazione utile. Le entrate confluiscono al Fondo emergenze nazionali. Dal 15 febbraio, infine, sempre per gli over 50, per accedere al lavoro sarà obbligatorio esibire il green pass rafforzato – da vaccino o da guarigione. Una misura che vale per i dipendenti e per chi ha contratti esterni. A dover effettuare le verifiche saranno i datori di lavoro. By Francesca Giani fonte farmacista33

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Green Pass base, rafforzato e booster

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2022

Le molte disposizioni relative al green pass che si sono susseguite in questo ultimo periodo, hanno modificato la disciplina di riferimento e in particolare, da giovedì sarà in vigore l’estensione del Green Pass base per accedere ai servizi alla persona, mentre dal 1° febbraio ci saranno ulteriori novità. Per chiarire quali sono i prossimi passaggi e in che modo verranno gestite eventuali revoche e riattivazioni del Green Pass il Governo ha fornito alcuni chiarimenti. Ecco di cosa si tratta.Come si ricorderà, il Decreto 1/2022 del 7 gennaio 2022, ha modificato le modalità di utilizzo del Green Pass e di recente il Governo ha pubblicato nuove Faq per chiarirne il contorno. In particolare, una delle misure introdotte, che sarà in vigore a partire da giovedì, riguarda l’estensione del Green Pass base, da tampone, agli utenti che accedono ai servizi alla persona (estetista, parrucchiere). Mentre partirà dal primo febbraio l’estensione anche a uffici pubblici, servizi postali, bancari e finanziari, attività commerciali. Va detto che nel decreto è previsto che tale obbligo non si applichi per accedere a servizi cosiddetti essenziali e sono in corso in queste ore i lavori per arrivare al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che dovrà dettagliare le attività escluse (va promulgato in ogni caso entro domenica). Le farmacie e le parafarmacie, così come gli alimentari, erano state indicate, già in occasione del primo lock down, come attività essenziali e verranno confermate, secondo le anticipazioni, anche in questo provvedimento. Un secondo passaggio relativo alle nuove misure, come già rilevato, riguarda l’obbligo vaccinale per gli over 50, con ricadute in particolare sui luoghi di lavoro. Chi infatti ha meno di 50 anni e non rientra nelle categorie di lavoratori o professionisti per i quali il vaccino è obbligatorio potrà continuare a esibire il Green Pass base; per gli altri, dal 15 febbraio, sarà necessario il Green Pass rafforzato, da vaccino o da guarigione. In particolare, per gli over 50, va ricordato che l’adempimento comprende il ciclo vaccinale primario e la somministrazione della successiva dose di richiamo, da effettuarsi nel rispetto dei termini previsti con circolare del Ministero della salute. L’obbligo vale anche per coloro che compiono il cinquantesimo anno di età successivamente all’entrata in vigore della nuova disposizione, ma entro il 15 giugno, termine, per ora, della misura. Va comunque osservato che, sempre dal primo febbraio, la durata del Green Pass da vaccino o guarigione passerà dai 9 mesi attuali ai sei mesi. Nelle Faq poi vengono chiariti anche gli automatismi riguardanti le revoche e le riattivazioni del Green Pass: “la Certificazione verde in fatti può essere revocata a seguito di positività accertata da tampone, in caso di frode, o in caso di sospensione di una partita di vaccino anti COVID-19 non conforme. In queste situazioni, la Piattaforma nazionale-DGC genera una revoca delle certificazioni verdi COVID-19 rilasciate, inserendo i relativi identificativi univoci nella lista apposita, che vengono riconosciute come non valide in fase di verifica con la App VerificaC19 e comunicate al Gateway europeo affinché siano considerate non valide anche negli altri Stati membri. La Piattaforma nazionale-DGC invia notifica della revoca all’interessato, attraverso i dati di contatto eventualmente disponibili. La revoca, che è generata a seguito di tampone molecolare positivo, viene annullata automaticamente a seguito del primo tampone antigenico rapido o molecolare negativo, entro 24 ore dall’esito”. In caso invece di Green pass da guarigione, al momento, non c’è l’automatismo, ma “viene emesso soltanto dopo che il medico o la ASL avranno certificato la fine dell’isolamento e/o la guarigione nel Sistema Tessera sanitaria. Dopo il test antigenico rapido o molecolare negativo, tuttavia, verrà inviato in automatico l’AUTHCODE per scaricare il green pass da tampone negativo”. By Francesca Giani (abstract) fonte Doctor33

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Tamponi e green pass in farmacia, aumenta il rischio frode. Ecco come difendersi

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2022

Sono in crescita le farmacie che effettuano tamponi antigenici rapidi, arrivando a circa 8 su 10 del campione analizzato, secondo gli ultimi dati di Altroconsumo. In questo contesto, anche a causa dell’estensione dell’uso del Green Pass, il rischio di frodi o comportamenti scorretti potrebbe aumentare. «Non mancano segnalazioni su aggressioni e tentativi di corruzione di farmacisti», ha detto, in un intervento a Mi Manda Rai3, Marco Cossolo, presidente di Federfarma, che fa anche una riflessione sulla sperimentazione di auto testing per inizio e fine quarantena in partenza in Emilia-Romagna.È il nuovo aggiornamento dell’inchiesta realizzata da Altroconsumo, che verrà diffuso a breve, a rilevare un aumento nel numero di farmacie che effettuano tamponi antigenici rapidi: «Nell’indagine condotta nei giorni prima di Natale», ha detto Federico Cavallo, responsabile Public Affairs & Media Relation di Altroconsumo, «su un campione di 117 farmacie, distribuite in 10 Regioni, la quota di quelle che effettuavano tamponi si attestava al 68%. Secondo l’aggiornamento condotto in questi giorni e in via di pubblicazione tale numero risulta in crescita, andando a rappresentare l’82-83% del campione, circa 8 farmacie su 10». Un trend che trova d’accordo anche Marco Cossolo: «Le nostre stime sono per 14.000 farmacie che hanno aderito al Protocollo. Secondo quest’ultimo aggiornamento sarebbero circa 16-17.000. Da parte nostra, d’altra parte, continuiamo a sensibilizzare le farmacie ad aderire, a prestare supporto». C’è, tuttavia, un aspetto messo in luce durante la trasmissione, destinato forse a diventare più rilevante, in modo particolare in collegamento alla stretta sul Green Pass che è stata attuata in queste ultime settimane: la possibilità che il rischio di frodi e comportamenti scorretti in chi vuole ottenere un Green Pass rafforzato – senza vaccinarsi – aumenti. «Tentativi di corruzione e aggressioni ci sono state», ha detto Cossolo, forse con criticità più sentite «in contesti di maggiore densità abitativa. Nelle farmacie presenti in realtà più piccole si tende a conoscere di persona un po’ tutti». A ogni modo, «il nostro consiglio è di denunciarle immediatamente alle autorità, così come fatto fino a ora».Tra i meccanismi fraudolenti rilevati e sottolineati anche dalle cronache dei quotidiani c’è, poi, quello dello scambio d’identità: «Viene mandata a fare il tampone una persona positiva», spiega il giornalista Federico Ruffo, conduttore della trasmissione, «per ottenere a proprio nome, dopo dieci giorni e un tampone positivo, un Green Pass da guarigione». Un aspetto su cui si stanno cercando soluzioni: «Il Protocollo per l’esecuzione dei tamponi in farmacia», continua Cossolo, «è stato predisposto ad agosto, in un contesto e con obiettivi diversi dagli attuali, connessi, all’epoca, in modo particolare alla vaccinazione». Nel corso delle settimane il quadro di riferimento si è modificato e così pure la richiesta di tamponi alle farmacie da parte dei cittadini. Basti ricordare che le modifiche normative e le delibere attuate in molte regioni hanno permesso di accertare la positività con il solo tampone rapido, senza il passaggio con il molecolare: «Oggi le necessità sono anche altre». Mentre, «il Protocollo in questione, per esempio, non prevede il controllo della corrispondenza della identità di chi si reca in farmacia per il tampone, ma solo l’utilizzo della Tessera Sanitaria, che però non è utile per il riconoscimento della persona». Il tema è quindi all’attenzione delle Regioni e «alcune, come il Piemonte, stanno valutando la possibilità per le farmacie di verificare il documento di identità, un controllo che potrebbe essere d’aiuto». Ma di mezzo c’è la questione della Privacy: «a livello regionale, negli uffici competenti, sono state espresse al riguardo perplessità. Ne stiamo discutendo e ci auguriamo che si vada in questa direzione, sarebbe certamente un passo avanti». (fonte: Farmacista33)

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“Dal green pass al “green caos”

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 gennaio 2022

L’ultimo dl covid è un insieme normativo pieno di rimandi in cui è impossibile capire esattamente cosa c’è scritto. E’ un tutto un rimando a altri decreti e leggi. Invito a leggere il decreto modificato e integrato da un’infinità di decreti successivi, e a capire se per avere un “valido” green pass base o super, necessario per accedere nei luoghi previsti, basti 1 dose o ne servano 2 o 3. Addirittura, nonostante fosse già in Gazzetta Ufficiale, un esponente di governo non sapeva che la sanzione da 100 euro fosse una tantum o meno. Si naviga a vista. Draghi tornerà con le conferenza stampa delle 18, alla mo’ di Conte. Il governo sta costruendo una società orwelliana. L’Agenzia delle entrate avrà i nostri dati sanitari: che cosa ne pensa il Garante della Privacy? Anche su questo aspettiamo ancora risposta alle violazioni della privacy della piattaforma del Ministero dell’Istruzione. Ora hanno inserito la norma sugli avvocati per accedere ai tribunali solo con green pass per cui l’assenza del difensore conseguente al mancato possesso del green pass “non costituisce impossibilità di comparire per legittimo impedimento”. E il giusto processo? – così il deputato responsabile Cultura di Fratelli d’Italia e capogruppo in commissione Cultura e Istruzione, Federico Mollicone, nel corso di “Studio24” in onda su RaiNews24 – C’è caos anche sulla scuola. Mancano le maschere Ffp2, ora obbligatorie, e vengono distribuite quelle chirurgiche della megacommessa di FCA, inadatte al contrasto al contagio – ha continuato Mollicone mostrando una delle mascherine distribuite – In Abruzzo e Marche, grazie al governo di Marsilio e Acquaroli, si è provveduto a screening con tamponi prima del ritorno nelle scuole, garantendo la didattica in presenza. Sull’obbligo vaccinale, noi siamo contrari: no alla coercizioni, sì alla sensibilizzazione, soprattutto per le fasce dei più fragili – ha concluso Mollicone – la nostra solidarietà e il nostro plauso vanno ai sanitari che, nonostante il caos e le difficoltà, sono in prima linea per la salute di tutti.”

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Green pass: Bianchini, ristoratori capri espiatori?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2021

«Il problema non è il green pass. Il problema è che s’è capito che la doppia dose non garantisce la lunga copertura prefigurata. Così, ora serve – ancora una volta – individuare qualcuno contro cui puntare il dito per celare errori e incapacità. E sempre più spesso sentiamo risuonare in tv la parola “ristoranti”. Allora è bene evidenziare che negli ultimi due anni il comparto Horeca è stato utilizzato come capro espiatorio del contagio senza il sostegno di uno studio scientifico che sia uno. Provi il Ministro della Salute a smentirci su questo punto».Lo ha dichiarato Paolo Bianchini, presidente dell’associazione di categoria MIO Italia, Movimento Imprese Ospitalità.«I piccoli imprenditori del comparto Horeca hanno subito di tutto. Migliaia di locali sono falliti e altri sono sull’orlo della chiusura. I ristoranti sono stati considerati come luoghi del contagio. Mentre sui mezzi pubblici cittadini, sui treni regionali sempre affollati e non certo al passo dal punto di vista dei ricambi d’aria e della sanificazione, nessuno dice e ha mai detto nulla. Il covid, secondo qualcuno al Governo, va tutte le sere al ristorante, ma non prende mai il bus. Ma che strano», ha sottolineato Paolo Bianchini.«L’incompetenza, unita all’arroganza, sta uccidendo il tessuto delle piccole e medie imprese italiane, ossatura dell’economia. Ma ora dobbiamo dire basta. Il comparto della ristorazione non farà più da capro espiatorio. La “Colonna Infame” di manzoniana memoria non appartiene al nostro mondo. Va cercata altrove», ha concluso Paolo Bianchini. Paolo Bianchini, Presidente Nazionale Mio Italia

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Green pass: Serracchiani, pandemia ha insegnato prudenza a Lega

Posted by fidest press agency su domenica, 31 ottobre 2021

“Sembra ci sia una parte della Lega che finalmente lascia perdere certe assurde posizioni salviniane, dall”aprire tutto’ agli ‘idranti contro i lavoratori’ e propone di non politicizzare più la pandemia. È quello che dice il Pd con coerenza da sempre, continuando a chiedere che nella lotta al Covid il faro siano medici e scienzati, senza inseguire il consenso o cavalcare il ribellismo. Il dramma della pandemia ha insegnato la prudenza, almeno in alcuni amministratori della Lega che magari un anno fa erano in piazza contro le chiusure. Siamo a un punto di svolta con la quarta ondata che potrebbe farci molto male oppure fermarsi sullo scudo dei vaccini, unica difesa di salute e economia”. Lo afferma la presidente del gruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani, a proposito dell’invito del presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga a “non politicizzare o ideologizzare una pandemia”. Riferendosi agli sviluppi seguìti all’inconto del ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli con il coordinamento no green pass, Serracchiani ha sottolineato che “il Governo ha fatto un passo verso le persone che hanno manifestato pacificamente anche se illegalmente. Ma c’erano anche dei violenti che si volevano nascondere nella folla con l’intento di creare disordini”.

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Green-pass e pubblico impiego

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2021

Tra i diversi segnali di un ritorno al passato registriamo il DPCM governativo sulle “Linee guida” per l’applicazione del green-pass nelle pubbliche amministrazioni. Il decreto instaura infatti un sistema di controlli che sembra uscito dalla penna di Kafka. E meno male che tra i principali obiettivi del PNRR c’era la semplificazione dei procedimenti amministrativi, lo snellimento delle procedure e la modernizzazione della Pubblica Amministrazione. Nel decreto troviamo dieci pagine fitte di disposizioni su verifiche preventive e successive, divieti assoluti e obblighi tassativi, soggetti controllanti e controllati, intimazioni, attivazioni di procedimenti, comunicazioni, accertamenti, responsabilità amministrativa, responsabilità penale, sanzioni e chi più ne ha più ne metta. Altro che qualità dei servizi ai cittadini. Sembra che lo sforzo principale della macchina amministrativa pubblica consista nello stanare i furbetti del green-pass, costi quel che costi. E a proposito di costi, sarebbe interessante avere una stima del costo indiretto che graverà sulle finanze pubbliche il funzionamento dell’apparato di controllo sul green-pass nelle sedi della Pubblica Amministrazione. Quante unità di personale dovranno impegnare ore e ore per conseguire la straordinaria performance di mettere alla porta gli impiegati colti in flagranza di no-pass? E quanto tempo verrà sottratto alle altre attività istituzionali per controllare e ricontrollare a tappeto e a campione ed eventualmente ricontrollare ancora il green-pass dei dipendenti? Le Linee Guida appena varate finiscono per incartarsi su sé stesse creando una pletora di situazioni che viaggiano sul crinale dell’ambiguità, si rivelano ingovernabili e foriere di difformità interpretative. Quanto alle misure di sicurezza per gli utenti non obbligati al green-pass, il decreto scarica tutta la responsabilità sugli uffici. Neanche mezza parola sulle misure di sicurezza da adottare nei confronti dei lavoratori che dovranno operare a contatto (anche) con utenti non vaccinati e men che mai sulla sicurezza delle strutture pubbliche che, dal 15 ottobre, torneranno a riempirsi di personale in rientro dallo smart-working. Anzi no: per loro è prevista la possibile flessibilità degli orari, il cui unico scopo è quello di evitare gli assembramenti ai tornelli in entrata e in uscita. Appare implicito che quello che sta per accadere all’interno delle strutture durante l’orario di lavoro in presenza (uso di spazi comuni, accesso alla mensa, riunioni, spostamenti, ecc.) non interessa a nessuno se non ai diretti interessati, che evidentemente dovranno gestire le situazioni affidandosi al buon senso, come del resto hanno sempre fatto da 18 mesi a questa parte. Convenzioni tra enti senza particolari formalità? Riorganizzazione interna? Mobilità tra uffici o aree diverse? Ma di cosa si parla? La soluzione alle carenze organizzative causate dai no-pass sarebbe quella di usare i dipendenti in regola col green-pass come tappabuchi di giornata da spostare qua e là a discrezione dei dirigenti? Davvero un bel modo per incentivare i “Volti della Repubblica” e ringraziarli del senso di responsabilità civica dimostrata scegliendo di vaccinarsi, anche se non erano obbligati a farlo. Infine un tocco surreale: per venire incontro alle esigenze dei pendolari che intasano treni e autobus, i mobility manager delle amministrazioni definiranno i Piani Spostamento Casa Lavoro (PSCL). Non basta: in raccordo con i mobility manager dei comuni creati per decreto interministeriale, i mobility manager aziendali agiranno: “anche per la verifica complessiva e coordinata dell’implementazione dei PSCL e l’identificazione e la promozione di azioni di miglioramento complessivo dell’offerta di mobilità sul territorio di riferimento alla luce delle nuove fasce di ingresso e uscita dalle sedi di lavoro.” Non nascondiamo il disagio provocato dalla lettura delle Linee Guida emanate ieri dal governo perché sembra che basti un decreto per far funzionare e subito. Il timore che avevamo paventato nei giorni scorsi diventa più forte: tra pochi giorni la Pubblica Amministrazione rischia di piombare nel caos.Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione.

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Scuola: In Francia niente Green Pass e i contagi si riducono

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2021

Adottare il distanziamento sempre, senza sé o ma. Rispettare tutte le regole sulla prevenzione da Covid. Senza però imporre il Green Pass ai lavoratori. È in queste condizioni che la Francia ha fatto riprendere le lezioni ai suoi alunni. I risultati sembrano dare ragione al Governo francese: dopo poche settimane dall’avvio delle lezioni del nuovo anno scolastico, i casi accertati di Covid19 risultano in riduzione. Tuttoscuola riporta che “come ogni venerdì, il Ministero della Pubblica Istruzione francese ha presentato il suo rapporto sullo stato della circolazione del Covid-19 nelle scuole. Il rapporto, pubblicato lo scorso venerdì 1° ottobre, rende noti i dati nazionali aggiornati al 30 settembre. Secondo quanto comunicato, la circolazione del Covid-19 nelle scuole francesi è in diminuzione”. In Italia, invece, dove si è imposto il Green Pass e non si è salvaguardato il distanziamento minimo, accalcando anche 25-30 alunni per classe, il numero di classi costrette alla quarantena e quindi al ritorno alla didattica a distanza è in crescita, con tutte le conseguenze che comporta sia per gli apprendimenti più difficoltosi sia per il ritorno alla mancata socializzazione.“Siamo sempre più convinti – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che l’obbligo del Green Pass, oltre a rappresentare una imposizione illegittima e discriminante, abbia determinato un inganno generale, facendo illudere tutti che in questo modo il virus sarebbe stato lontano delle aule scolastiche. Sappiamo bene che non è così, ancora di più perché non è stato fatto nulla sul piano degli ambienti scolastici, con aule che in media non superano i 35-40 metri quadrati, e nemmeno sui tetti numerici degli alunni, visto che anche per l’anno in corso sono continuate a valere le disposizioni introdotte nel 2008 dall’allora ministra Mariastella Gelmini, con la Legge 133, per tagliare le sedi e il personale. Avere confermato quel quadro normativo, senza aver allargato le aule, anche nel tempo del Covid19, rappresenta un errore che costerà molto caro in termini di formazione dei giovani. Gli andamenti di chi ha fatto altre scelte, come la Francia, ora ce lo confermano”, conclude Pacifico.

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Dl Green pass alla Camera: da tamponi calmierati a vaccino antinfluenzale in farmacia

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2021

Accanto alla durata del green pass estesa a 12 mesi, e alla conferma dei tamponi a prezzo calmierato fino alla fine di novembre, nel Decreto-legge Covid n. 105, in fase di conversione alla Camera approdano delle novità per le farmacie. Tra queste, ci sarebbe la possibilità di farle concorrere alla vaccinazione antinfluenzale per questa stagione. Testo all’esame della Camera: È entrato nel vivo il dibattito per trasformare in legge il DL del 23 luglio scorso (AC 3223) che proroga l’emergenza al 31 dicembre e aggiorna i parametri per il cambio di colore delle regioni in caso di aggravamento della situazione Covid, puntando non solo sui contagi complessivi ma anche sull’incidenza di ricoveri ed ingressi in terapia intensiva. Il testo, nella sua parte più dibattuta, introduce l’obbligo di green pass per l’accesso a ristoranti al chiuso, cinema e teatri, palestre e piscine, fiere e congressi, parchi e centri culturali, e ora anche per gli accompagnatori di pazienti in sale d’attesa di centri diagnostici, poliambulatori specialistici oltre che strutture di ospitalità e di lungodegenza o per anziani non autosufficienti, Rsa, hospice. Per gli esercenti che non controllino il pass agli ospiti, impone la sanzione accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da uno a dieci giorni, e sancisce sanzioni penali per chi falsifica il pass. Ecco le novità al vaglio: Durata green pass – Nel testo licenziato dalla Commissione Affari Sociali spiccano l’innalzamento da 9 a 12 mesi della validità della vaccinazione contro il Covid-19 (e dell’annesso “green pass”); tra le proposte di emendamento, per chi in passato ha preso il Covid e ora si vaccina, il pass arriverà a decorrere dal 15° giorno dall’avvenuta vaccinazione. Altra novità introdotta in commissione: ai fini della diagnosi del virus, sarà valido pure il test molecolare eseguito su un campione salivare, nel rispetto dei criteri che verranno stabiliti con circolare del Ministero della salute. Tamponi a prezzi calmierati – È confermata all’articolo 5 la norma diretta ad assicurare, non più fino al 30 settembre ma fino al 30 novembre 2021, la somministrazione, presso le farmacie e altre strutture sanitarie, di test antigenici rapidi a prezzi contenuti. Con l’accordo governo-regioni, è stato valutato 15 euro l’impegno della farmacia per ogni tampone e si è concordato un prezzo del test antigenico rapido di 8 euro per i minori di età compresa tra i 12 e i 18 anni con 7 euro di quota di contribuzione pubblica. Per consentire di venire incontro a chi chiede il tampone per il pass, si autorizza nel 2021, la spesa di 45 milioni di euro a favore del Commissario straordinario che trasferisce alle regioni le risorse di loro competenza. Vaccini antinfluenzali in farmacia – Un emendamento che in queste ore la camera voterà in plenaria e porta tra le firme quella del presidente Fofi Andrea Mandelli riguarda il comma 4 dell’articolo 5, un passo avanti verso le vaccinazioni in farmacia “al fine di rafforzare la prossimità e la tempestività dei servizi di vaccinazione antinfluenzale per la stagione 2021/2022 e di assicurarne il coordinamento con la campagna vaccinale contro il Sars-CoV-2”. Si prevede che il Ministero della salute sentiti il Commissario Covid e la Fofi, previa intesa in Conferenza Stato-Regioni, definisca un Protocollo con i sindacati rappresentativi delle farmacie per definire procedure e condizioni per far concorrere le farmacie alla somministrazione a soggetti maggiorenni di vaccini antinfluenzali per la stagione 2021-22 a carico del servizio sanitario. Per vaccinare, il farmacista dovrà aver superato lo specifico corso dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Ricordiamo per inciso che, ove convertito alla Camera, il DL dovrà passare per l’ok del Senato, ma anche che la vaccinazione in farmacia è regola per quasi tutti i paesi industrializzati dell’Unione europea come anglo-americani. Lavoro agile per i fragili – Il decreto proroga il lavoro agile per i soggetti con certificato attestante condizioni di rischio in caso di contagio Covid-19, consentendo loro sia la destinazione a diversa mansione nella medesima categoria o area di inquadramento definita dai contratti collettivi vigenti, sia lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale, anche da remoto. non è però prorogata, per gli stessi lavoratori fragili, la norma transitoria in vigore da marzo 2020 che, ai fini del trattamento giuridico ed economico, equiparava il periodo di assenza dal servizio del lavoratore fragile al ricovero ospedaliero. By Mauro Miserendino fonte: Farmacista33

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Green pass e rispetto dei diritti dei lavoratori della scuola

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2021

Il sindacato ha preparato una richiesta di informativa sindacale da indirizzare al dirigente scolastico, al medico competente e alle Rsu per assicurarsi che tutte le operazioni legate al green pass siano nel rispetto dei diritti dei lavoratori della scuola vista l’ordinanza della Cassazione Civile Ord. Sez. L Num. 22933/2021 del 16 agosto secondo cui “il requisito della nazionalità è lo svolgimento di un’effettiva azione sindacale su gran parte del territorio nazionale, che non necessariamente deve coincidere con la stipula di contratti collettivi di livello nazionale, senza che in proposito sia indispensabile che l’associazione faccia parte di una confederazione, né che sia maggiormente rappresentativa. Per il pubblico impiego contrattualizzato questa Corte ha altresì chiarito che il carattere «nazionale» dell’associazione sindacale legittimata all’azione ex art. 28 Stat. Lav. non può essere escluso per quelle organizzazioni sindacali cui l’Aran abbia riconosciuto la rappresentatività a livello nazionale ai sensi del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 43, comma 1”.Infatti, alla luce del DM del 18 dicembre 1975 che individua la superficie minima per studente all’interno delle aule didattiche in 1,85 m2 pro-capite e considerato che il protocollo d’intesa per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di covid-19 a.s. prevede la gratuita somministrazione dei tamponi a tutto il personale scolastico, oltre alla responsabilità del dirigente scolastico quale datore di lavoro ai sensi degli artt. 17 e 18 del TU sulla Sicurezza D. Lgs. 81/2008, Anief chiede un’informazione urgente sui criteri della formazione delle classi durante lo svolgimento delle lezioni in presenza rispetto alla metratura del singole aule nonché sul rispetto dei parametri vigenti in materia di sicurezza, sulle misure di contenimento da rischio covid-19 in base al numero di individui contemporaneamente presenti nelle aule scolastiche, indicando per ciascuna anche aula la metratura e il numero di alunni per classe, sull’aggiornamento del DVR e conseguente effettuazione delle valutazioni del rischio biologico da agenti di cui all’art 268, c. 1 punto c) del TU sulla sicurezza coinvolgendo il RLS come convenuto al punto 1 nel protocollo d’intesa del 14 di agosto e sulle convenzioni attivate per la predisposizione dei tamponi gratuiti per tutto il personale scolastico. Inoltre Anief coglie l’occasione per richiamare il parere del garante sulla privacy in merito alla verifica e possesso della certificazione verde del personale scolastico, in particolare sulla necessità di richiedere tale certificazione giornalmente soltanto per le attività svolte in presenza senza alcuna discriminazione tra i dipendenti.

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GREEN PASS: Il mondo della scuola e dell’università non ci sta

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2021

Di minuto in minuto cresce il numero delle firme: in 100mila hanno firmato la petizione di Anief per abolire una norma che, in assenza di risposte, entro fine mese sarà impugnata nei tribunali per essere disapplicata e rinviata in Corte di Giustizia Europea per l’evidente contrasto con il Regolamento europeo 953/2021. Marcello Pacifico (Anief): “L’obbligo è inutile, illegittimo e punitivo. Il sindacato è pronto a scioperare nel primo giorno di lezioni in ogni regione, perché non ci sono le condizioni per riaprire in sicurezza. Lo stesso protocollo potrebbe saltare, perché non reca misure per sdoppiare le classi e raddoppiare gli organici. Sul precariato poi si toccheranno cifre da record”.

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Green Pass. Governo, per favore, smetti di rincorrere il consenso e sii esecutivo

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2021

Su Green Pass e frequentazione esercizi pubblici: – legge: verificato il possesso, l’esercente “potrà richiedere” un documento d’identità; – categorie varie: non siamo pubblici ufficiali per chiedere documento; – ministro dell’Interno in conferenza stampa: gli esercenti devono chiederlo, ma non il documento d’identità; – garante Privacy: deve essere chiesto anche il documento d’identità, ma come prevede la legge… “potrà richiedere” ; – circolare ministero Interno: obbligo di chiederlo; il documento d’identità può essere chiesto “necessariamente nei casi di abuso o di elusione delle norme”, come ad esempio in caso di “manifesta incongruenza” della certificazione verde con i dati anagrafici in essa contenuti. Quindi è l’esercente che decide e, in caso di anomalie, ne risponde solo l’avventore.Dopo cinque passaggi si è tornati a quanto indicato nella legge. Tanto rumore per nulla. Bastava che, alle perplessità delle categorie, il ministro Luciana Lamorgese fosse stata più chiara sui dettami della legge…. Ma forse “ha preferito” aprire una porta alle categorie. Sarà il caso che il governo smetta di rincorrere il consenso e, tagliando fronzoli e ammiccamenti, sia più esecutivo. Lo chiediamo con l’unico potere che in questo momento abbiamo: per favore!! Noi siamo per l’obbligo anche del documento d’identità, ma ci teniamo al rispetto della legge e operiamo per cambiarla, non per eluderla… Vincenzo Donvito, Aduc

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Decreto Covid, da uso del Green pass a nuovi parametri

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

Per accedere a bar e ristoranti sarà necessario il Green pass al tavolo, se la consumazione avverrà all’interno del locale ma anche in palestre, cinema, teatri, musei, stadi e palazzetti per eventi sportivi o concerti. Per averlo basterà una sola dose o il tampone negativo. È quanto emerge dalla cabina di regia col premier Mario Draghi a Palazzo Chigi per fare il punto sull’estensione della Certificazione verde. Il decreto legge, varato dal Consiglio dei ministri nel tardo pomeriggio, dovrebbe entrare in vigore già dal 23 luglio per evitare che con i parametri attualmente in vigore alcune regioni passino in giallo. Ecco le principali misure Il green pass dovrebbe essere essere esibito al bar e al ristorante per sedersi, se la consumazione avverrà all’interno del locale. Non all’aperto né tantomeno al bancone. Green pass per andare al cinema o al teatro a partire dal prossimo 5 agosto. La cabina di regia ha confermato la misura, estendendola anche alle palestre. Ok al Certificato verde anche per piscine, centri termali e fiere. Negli stadi e ai concerti solo con Green pass, ma sono ancora “in via di definizione le soglie di riempimento”. Le discoteche resteranno chiuse, anche in zona bianca. L’uso del Green pass per accedere ai mezzi di trasporto pubblici – bus e metro – non sarà nel dl anti-Covid del Governo “ma dovrà essere affrontato a stretto giro”. Nel dl non ci sarà nemmeno l’obbligo di vaccinazione per i docenti e i dipendenti della scuola. Tamponi gratis per gli under 18, a prezzi calmierati per chi – a causa di alcune patologie o perché in stato di gravidanza – non può vaccinarsi. E’ una delle proposte avanzate in cabina di regia dal capodelegazione M5S Stefano Patuanelli. La quarantena di 14 giorni, in caso di contatto diretto con una persona affetta da Covid, sarà ridotta per chi è in possesso di Green pass, ma non è stato ancora deciso di quanto verrà accorciata. Il limite tra la zona bianca e la zona gialla sarà stabilito dalla percentuale di occupazione dei posti letto disponibili che si aggiunge al criterio dell’incidenza che resta fissato in 50 casi ogni 100 mila abitanti. L’indicazione della cabina di regia è fissare il limite al 10% per le terapie intensive e al 15% per i reparti ordinari. Le Regioni avevano chiesto il 20% di terapie intensive, il Cts aveva dato orientamento per una soglia del 5%. Quella del governo sarebbe una scelta di mediazione. Per passare in zona arancione le soglie sono state fissate al 20% di occupazione dei posti disponibili per le terapie intensive e al 30% per le aree mediche. Si entrerà in zona rossa quando le terapie intensive saranno piene più del 30% e i reparti ordinari più del 40%. Dalla cabina di regia arriva anche l’indicazione di prorogare lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2021. (fonte Doctor33)

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Green pass: troppi i consumatori che non riescono ad averlo

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2021

Fioccano le segnalazioni degli utenti che non riescono a ottenere il green pass nonostante abbiano completato il ciclo vaccinale ma che non hanno mai ricevuto l’sms con il codice autorizzativo authcode, non lo trovano accedendo al loro Fascicolo Sanitario Elettronico, non riescono tramite le farmacie.E’ la lamentela più frequente che sta arrivando allo sportello di “Helplombardia: InRete oltre il Covid”, finanziato con i fondi del Ministero dello Sviluppo Economico e curato da Cittadinanzattiva Lombardia, Lega consumatori, Mdc Lombardia, U.di.con., Unione Nazionale Consumatori Lombardia per fornire assistenza gratuita ai consumatori, per tutte le problematiche legate alla pandemia. Le vacanze sono ormai imminenti per tantissime famiglie e non poter avere il green pass può implicare notevoli disagi e limitazioni, come non poter andare al ristorante al chiuso, musei, cinema, sagre, parchi di divertimento, centri termali, piscine. Fare il tampone ogni 48 ore mentre si è in vacanza trasformerebbe le ferie in una degenza, senza contare che in molte località non è tecnicamente possibile effettuarli. Le associazioni chiedono, quindi, di risolvere al più presto questi disguidi e ricordano ai consumatori che, nel caso la Certificazione verde Covid-19 non sia stata ottenuta con le modalità più note (sul sito http://www.dgc.gov.it, tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico Regionale, App Immuni e App IO), è possibile chiedere aiuto non solo in farmacia ma, così come indicato sul sito del Governo, anche al medico di medicina generale oppure si può recuperare il codice authcode chiamando il numero di pubblica utilità 1500 attivo tutti i giorni 24 ore su 24.

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Castelli: Ripresa economica e green-pass

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

“I dati della ripresa, sia sui consumi che sul Pmi, sono buoni. Non è un motivo per festeggiare ma per continuare ad agire come abbiamo fatto, quindi con risorse concrete che riportano la produzione italiana al centro”. Lo ha detto, intervenendo a SKY Tg24 Economia, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.“Penso ai dati delle esportazioni – ha proseguito – che sono tra i più positivi degli ultimi anni e che hanno prospettive di crescita. Unire le forze è stato necessario e positivo, visti i dati, e i prossimi mesi saranno dedicati alla costruzione di una manovra finanziaria che guarderà chiaramente in questa prospettiva. Dovremo mettere a terra ulteriori misure, anche in termini di politica industriale, per sostenere il nostro settore produttivo”. E rispondendo ad una domanda del conduttore, sul Green Pass, ha aggiunto: “Ci permette di tenere aperte le attività e di non immaginare più nessuno lockdown. Non vogliamo più vivere ciò che abbiamo vissuto. Abbiamo un sistema economico che ha sofferto moltissimo e che non potrebbe sopravvivere ancora con ulteriori cadute come quelle che abbiamo vissuto. Questa è sicuramente una misura che ci permette di guardare avanti e di poter spingere su quei settori che hanno ancora bisogno di sostegno. Questo faremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”.

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Green pass. Le scuole fucine di contagi?

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2021

Ad oggi il governo continua a latitare sul green pass a scuola. Sono ancora indecisi se l’obbligo dovrà esservi per tutto il personale, ed è ancora più vaga la possibilità per gli studenti. Alla base ci sono gli equilibri del governo, con partiti come Lega e M5S che continuano a strizzare l’occhiolino elettorale ai no-vax… altro non è dato sapere visto che non hanno mostrato una pezza sulle evidenze sanitarie e scientifiche che sarebbero a favore della loro contrarietà.Nulla per provvedimenti d’urgenza per arrivare a settembre coi ragazzi vaccinati e il personale no-vax sostituito. Certo, non è facile… per esempio le due dosi e il tempo che deve trascorrere tra una somministrazione e l’altra… ma ci sono anche vaccini monodose e, in difficoltà, per ridurre il danno, si può organizzare l’apertura in presenza in ritardo rispetto al tradizionale calendario. Cosa significa l’intento di Draghi (“Costi quel che costi a settembre la scuola deve ricominciare in presenza”), considerato che una dose (ammesso che la facciano e anche considerando che andare a scuola non è come andare al bar) è solo un piccolo passo verso quell’immunità 80/90%+ delle due dosi? Non vorremmo che il diffuso non gradimento della Dad possa portare studenti e famiglie ad accettare anche più restrizioni pur di tornare in presenza, prolungando la pandemia. Allo stato dei fatti ci sembra che il governo dia più prova di debolezza e inconcludenza che certezza. La stabilità del governo è più importante della salute dei ragazzi? La scuola è dell’obbligo, ma se lo Stato non garantisce, trasformandole in fucine di malattie e contagi (portati poi anche in famiglia), è obbligo ad ammalarsi? Quanti genitori manderanno a scuola i figli senza la sicurezza dei vaccini? Perché non si fa intervenire l’esercito e si precettano alla bisogna tutti i funzionari e dipendenti pubblici? Cosa ne dice il presidente della Repubblica? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Green Pass, picco di richieste in farmacia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2021

A oggi i green pass scaricati dai cittadini sono oltre 33 milioni e sono molti i cittadini che si recano nel canale delle farmacie per ottenerlo. A dirlo è il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo che riferisce anche di essere al lavoro per rendere operativa la possibilità di accedere a tamponi a prezzi calmierati. Intanto, sul fronte delle farmacie vengono riferiti alcuni disagi per un eccessivo flusso relativo al green pass, mentre alcuni cittadini segnalano di non aver ricevuto tutti i dati necessari dalla piattaforma nazionale.«In queste ore» fa il punto Marco Cossolo, presidente di Federfarma, in una nota, «molte persone, soprattutto anziane, spesso sole, che non hanno il computer o hanno poca dimestichezza con i mezzi informatici, si stanno rivolgendo alle farmacie, in quanto presidio capillare sul territorio, per stampare il green pass. Le farmacie sono state sempre aperte per informare e orientare i cittadini, hanno ampliato la gamma dei servizi offerti, confermando il proprio ruolo di presidio sanitario di prossimità, parte integrante della rete di assistenza territoriale nazionale. Continueremo a collaborare con le Istituzioni per avvicinare sempre più il Servizio sanitario nazionale ai cittadini». D’altra parte, aggiunge Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma, «il flusso di persone che ci apprestiamo a gestire supererà la soglia media dei 4 milioni di cittadini che quotidianamente frequentano le nostre farmacie» e per questo «ci stiamo rapidamente adoperando per venire incontro alle esigenze dei cittadini anche per quanto riguarda questo aspetto complementare di un servizio fondamentale per contrastare la diffusione del coronavirus. Si tratta di un’operazione che va ad aggiungersi alle attività, già numerose, svolte quotidianamente dalla farmacia in quanto servizio sanitario di prossimità territoriale. Per questo chiediamo di avere pazienza qualora dovesse verificarsi qualche rallentamento. Sono convinto che grazie alla collaborazione tra farmacista e cittadino riusciremo a gestire al meglio anche questa fase emergenziale».Intanto, dal territorio non sono poche le criticità riferite dai farmacisti: dopo il Veneto anche in altre regioni vengono segnalati disagi, legati al flusso di richieste di molto superiore alla norma. Un aumento di accessi dovuto, da un lato, alla partenza per le vacanze di molti italiani e, dall’altro, al cosiddetto effetto annuncio sul pass. Ma complicazioni vengono riferite anche in relazione al fatto che non sono poche le persone, si legge in una nota di Federconsumatori, «che hanno effettuato la prima dose o entrambe le dosi di vaccino e che non hanno ricevuto né l’email né l’sms per scaricare la propria certificazione» e che di conseguenza si rivolgono alle farmacie in cerca di un supporto. «Un conto è stampare 10 Green pass al giorno e un conto è 100-120» è il commento di Andrea Cicconetti, presidente di Federfarma Roma, secondo quanto riportano le agenzie. Il problema è «il tempo che viene sottratto a persone che sono in fila per prendere medicine». Anche perché a volte «c’è anche chi arriva con la tessera sanitaria di tutta la famiglia chiedendo più copie». Da qui il richiamo di Federfarma e Fofi ai cittadini per facilitare il processo: chiediamo «ai cittadini» si legge in una nota Fofi «di aiutarci e, nel caso del Green Pass, di recarsi in farmacia con tutti i documenti e i dati necessari, a cominciare dalla tessera sanitaria». (fonte: Doctor33)

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Scuola: In Gazzetta il decreto 105 che impone il green pass per fare i concorsi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2021

Diventa legge l’indispensabilità delle certificazioni verdi Covid-19: tra pochi giorni sarà indispensabile per poter svolgere o accedere a numerose attività o ambiti professionali-culturali-ricreativi-ristorativi: servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso; spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi; musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre; piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso; sagre e fiere, convegni e congressi; centri termali, parchi tematici e di divertimento; centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione; attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò; concorsi pubblici.Tali attività si potranno svolgere solo se si è in possesso di certificazioni verdi COVID-19 (Green Pass), comprovanti l’inoculamento almeno della prima dose vaccinale Sars-CoV-2 o la guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2, e che hanno una validità di 6 mesi; oppure se si effettua un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2, e che ha una validità di 48 ore.In caso di vaccinazione, per la prima dose dei vaccini che ne richiedono due, la Certificazione sarà generata dal 12° giorno dopo la somministrazione e avrà validità a partire dal 15° giorno fino alla dose successiva; nei casi di seconda dose o dose unica per pregressa infezione: la Certificazione sarà generata entro un paio di giorni; nei casi di vaccino monodose, la Certificazione sarà generata dal 15° giorno dopo la somministrazione. Nei casi di tampone negativo la Certificazione sarà generata in poche ore e avrà validità per 48 ore dall’ora del prelievo. Nei casi di guarigione da COVID-19 la certificazione sarà generata entro il giorno seguente.Il sindacato non ritiene giusta la norme che impone il green pass per fare i concorsi: la certificazione sarà valida anche per chi ha fatto una sola dose o si è sottoposto a tampone, che però durerà sole 24 ore. Comunque, sarà un impegno non indifferente per tanti candidati a diventare lavoratori di ruolo. L’intenzione del Governo è chiara: vuole che la vaccinazione diventi una pratica indispensabile per un cittadino che ha un’occupazione o che cerca lavoro. Il sindacato conferma il suo no a questa imposizione illegittima: lo stato di diritto non può essere cassato a seconda del volere del Governo di turno.Anief ricorda che le norme vanno condivise con le parti interessate. E che fine faranno le indicazioni del Garante della privacy, che anche di recente ha chiarito che negli ambienti di lavoro “solo il medico competente, nella sua funzione di raccordo tra il sistema sanitario e il contesto lavorativo, può trattare i dati personali relativi alla vaccinazione dei dipendenti. Il datore di lavoro deve quindi limitarsi attuare, sul piano organizzativo, le misure indicate dal medico competente nei casi di giudizio di parziale o temporanea inidoneità. Cancellare il diritto alla privacy, inoltre, non può essere superato da motivi etici: la stessa Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha comunicato formalmente ai Paesi membri che occorre garantire che i cittadini siano informati sul fatto che la vaccinazione non è obbligatoria e che non è possibile politicamente, socialmente o in altro modo mettere sotto pressione i cittadini e i lavoratori per farsi vaccinare, se non desiderano farlo da soli.

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Over 60 chiedono di rendere obbligatorio green pass per badanti e colf

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

Gli anziani chiedono l’obbligatorietà della vaccinazione per i collaboratori domestici, badanti e colf. È quanto emerge dall’indagine condotta da Senior Italia FederAnziani su un campione di 464 over 60, destinata a scattare una fotografia dell’attuale percezione della pandemia e della campagna vaccinale nella popolazione ultrasessantenne. Quel che emerge, inoltre, è che tra gli over 60 aderenti a Senior Italia FederAnziani, e quindi già sensibilizzati rispetto all’importanza del vaccino, e abitualmente coinvolti in campagne di informazione sulla prevenzione e la salute, c’è un’elevatissima propensione alla vaccinazione: dei 464 intervistati, infatti, soltanto 4 hanno ammesso di non essersi vaccinati e di non avere alcuna intenzione di farlo per paura delle reazioni avverse o perché contrari del tutto alle vaccinazioni. Eppure il 54% del campione dichiara di conoscere uno o più over 60 che non hanno fatto e non intendono fare la vaccinazione, a riprova di una diffusa resistenza tra il resto della popolazione anziana estranea a circuiti di socialità nei quali la cultura vaccinale si diffonde con maggior efficacia. Eppure il Covid fa ancora paura: a temerlo, infatti, è il 78,9% degli intervistati. La paura viene proprio da tutti quegli anziani che hanno badanti e colf in casa, di cui non si ha la certezza se abbiano fatto la vaccinazione o meno, e per i quali il 92% degli intervistati vorrebbe che fosse obbligatoria. In Italia ci sono circa 2 milioni di collaboratori domestici di cui il 57, 6% irregolari; nel 52% di casi di tratta di colf e nel 48% di casi di badanti.Nella popolazione intervistata, aderente alla rete Senior Italia, è già elevata la propensione alla vaccinazione, dato che il 63,4% degli intervistati si sottopone abitualmente alla vaccinazione antinfluenzale stagionale. E per quanto riguarda la vaccinazione anti Covid-19, la risposta è ancora più soddisfacente: ha infatti completato il ciclo vaccinale con entrambe le dosi l’84,7% del campione; il 13,1% ha fatto soltanto la prima dose; lo 0,2% ha dato l’adesione per fare il vaccino e ha già l’appuntamento; l’1,1% ha dato adesione per fare il vaccino e sta aspettando l’appuntamento. Solo lo 0,9%, dunque, non farà il vaccino. Insomma, si contano sulla punta delle dita le persone che non nutrono fiducia nella vaccinazione, a riprova dell’efficacia di campagne costanti dedicate all’informazione sanitaria. A trainare la campagna vaccinale, infatti, è la ferma convinzione dei senior che sia necessario vaccinarsi per fermare il virus e tornare alla normalità, opinione espressa dal 77% degli intervistati, seguita dalla paura del Covid e delle sue conseguenze, principale motivazione al vaccino per il 14,3% dei rispondenti. Il 4,8% dei rispondenti che si sono vaccinati o stanno per farlo punta soprattutto a evitare restrizioni alla propria libertà personale e desidera tornare a viaggiare e a partecipare ad attività ludiche; il consiglio dei familiari favorevole al vaccino è l’elemento determinante per il 2% del campione, e quello del medico per l’1,8%. Tuttavia il 54% degli intervistati dichiara di conoscere una o più persone con più di sessant’anni che non hanno fatto e non faranno la vaccinazione. Alla domanda relativa all’immagine delle aziende farmaceutiche relativamente al loro ruolo nel periodo della pandemia, il 19,4% ritiene che la loro immagine sia migliorata, il 13,2% che sia peggiorata, il 22,2% non ritiene che ci siano variazioni significative, mentre il 45,2% degli intervistati non si esprime. La comunicazione istituzionale sulla vaccinazione anti Covid 19 ha incoraggiato la popolazione a vaccinarsi secondo il 74,4% degli intervistati, mentre ha mancato il suo obiettivo per il 12,9% dei rispondenti.

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Ripartizione Nord e Centro America: Green Pass/ quali modalità per gli italiani all’estero?

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

“ Il Governo indica le modalità di funzionamento del Green Pass per i vaccinati, ma gli italiani all’estero che hanno fatto il vaccino nel Paese di residenza come potranno vedere riconosciuta la validità del loro vaccino? Per avere indicazioni concrete ho depositato una interrogazione al Ministro degli Esteri Di Maio in cui ho chiesto di “fornire indicazioni certe se agli italiani iscritti all’Aire e vaccinati nello Stato estero di residenza sia riconosciuta valida la certificazione di avvenuta vaccinazione così come rilasciata dalle competenti autorità estere e se questa possa essere usata come il Green Pass”.E qualora non vi fosse tale automatismo, ho chiesto di “indicare come ottenere il riconoscimento di tali vaccinazioni estere”.Inoltre, ho chiesto anche di dare indicazioni chiare su come gli iscritti AIRE possano accedere al programma vaccinale per fare la seconda dose di vaccino in Italia, qualora avessero già fatto la prima dose all’estero.Auspico che si faccia presto chiarezza in modo che i connazionali possano orientarsi in maniera adeguata!” Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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