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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘grillini’

Diversamente politici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 agosto 2019

Scriveva Rosario Amico Roxas: “Non basta il voto degli elettori per fare di persone dotate di buona volontà anche dei buoni politici. La loro vocazione di servire la democrazia si scontra frontalmente con l’imposizione del capo che non tratta, non discute, non collabora, e non permette che si possa trattare, discutere, collaborare. Una filippica che Rosario aveva, nel 2013, rivolta ai grillini e che “stranamente a dirsi” si poteva rivolgere al PD versione 2018. Oggi, a dire il vero, ci troviamo con un atteggiamento del Pd diametralmente opposto solo perché, a mio avviso, sono unicamente interessati a catturare i voti grillini di sinistra dopo che Salvini ha fatto il pieno con la destra pentastellata.
Ebbi già modo nel 2013 di parlare del Movimento Cinque stelle e vi intravidi la possibilità che potesse funzionare da grimaldello per aprire la porta e farvi entrare aria nuova. Aggiunsi, tuttavia, che per essere completo il successo il movimento avrebbe dovuto ottenere almeno il 39% dei consensi. Non è stato così allora è non lo è oggi a maggior ragione dopo aver perduto sei milioni di consensi. Me ne rammarico perché lo schiaffo ricevuto dai partiti non è stato da K0 e ora non si fanno scrupolo nell’adottare i soliti sistemi di corruzione, di seduzione, di disinformazione. Per quanto si possa dire male di Di Maio egli è stato il solo capace di renderci consapevoli di quello che siamo e che potremmo non essere se solo lo volessimo. Qui parliamo di quanto gli italiani hanno votato la coalizione ispirata e voluta da Berlusconi completamente dimentichi di ciò che è stato e continua a essere e dei danni che ha provocato con i suoi Governi. Qui parliamo di un altro quinto degli italiani, o giù di lì, che ha votato il Pd dimentico che è stato il partito responsabile dell’ascesa di Berlusconi, di averlo favorito non affrontando la legge sul conflitto d’interessi e sui tanti processi che se non hanno avuto la loro naturale conclusione lo si deve alle diverse leggi ad personam che gli hanno permesso di stravolgere il sistema giudiziario italiano. Non dimentichiamo, inoltre, che il PD durante tutta la recente campagna elettorale, come lo è stato nel 2013, ha mostrato poca propensione ad “aggredire” l’area del centro-destra. Questa volta, al gioco a due tra il politico buono (leggasi Berlusconi) e il politico castigamatti Salvini la risposta è stata sterile e poco convinta. Si percepiva quasi la voglia di favorire Berlusconi e di portarlo a governare di nuovo il paese come se nulla fosse e in subordine alla riesumazione del patto del Nazareno. E ora ci meravigliamo che almeno una fetta degli italiani abbia avuto la consapevolezza che esisteva ed esiste una sola forza capace di spezzare questi inciuci e d’offrire agli italiani un’alternativa scompaginando gli orditi di palazzo oltre alla speranza di un ravvedimento di Salvini e dei leghisti? Per quanto possa sembrare surreale a taluni il successo, sia pure non assoluto dei grillini nel 2018, esso è diventato la sola e unica speranza degli italiani, di quelli, per intenderci, come Rosario, che credono nei valori della democrazia, della giustizia e della libertà. Vi è forse un’alternativa diversa? Non credo e semmai in peggio. Sic stantibus rebus. (Riccardo Alfonso)

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M5S: Lettera aperta a Autoguidovie Pavia: servizio all’altezza dei bisogni e reintegro lavoratori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 Mag 2018

La vicenda era già partita male a causa di un bando di gara improvvidamente predisposto dalla Provincia di Pavia su delega del Comune di Pavia, entrambe governate dal PD, che ha causato: il licenziamento di tutti i lavoratori del Trasporto Pubblico Locale, di cui 42 non ancora riassorbiti o reimpiegati; la dismissione degli autobus alimentati a metano, che produrrà un danno di circa 12 milioni di euro (2 milioni per gli autobus e 10 milioni per l’impianto di rifornimento appositamente creato presso l’ASM di Pavia); l’utilizzo del diesel, più inquinante del metano, in un territorio già maglia nera per i tassi di malattie tumorali e polmonari causate dai livelli di inquinamento dell’aria pavese.
In tutto questo dal 2014 il Movimento 5 Stelle ha interrogato e chiesto spiegazioni, nonché messo in guardia per i livelli occupazionali e la salute dei cittadini pavesi, sia con numerosi interventi, interpellanze, commissioni di lavoro in Consiglio comunale, sia mediante un’attività di approfondimento in Consiglio regionale.Adesso ci giungono continue segnalazioni di omesse fermate e il non rispetto degli orari di marcia, di assunzione di nuovo personale esterno, anziché il reintegro del personale licenziato e infine apprendiamo con sconcerto che Autoguidovie ha fatto scendere dall’autobus un bambino di 11 anni, “reo” di aver dimenticato a casa l’abbonamento, come si legge dalle pagine de La Provincia Pavese. La nonna del bambino riferisce che il bambino avrebbe dichiarato di essere in possesso dell’abbonamento, ma di esserne temporaneamente sprovvisto perché dimenticato a casa; aggiunge che il bambino, nonostante il possesso dell’abbonamento, avrebbe dichiarato di voler pagare la corsa, soldi alla mano, pur di poter proseguire il viaggio verso casa (di ritorno da scuola). Ciononostante l’atteggiamento del controllore sarebbe stato così perentorio d’aver causato agitazione e confusione al bambino al punto che avrebbe perso di vista il proprio zainetto subendone il furto.Se i fatti fossero confermati, saremmo di fronte a una vicenda gravissima. Infatti, secondo quanto dispone la legge in materia, non è possibile far scendere dall’autobus chi è temporaneamente sprovvisto di abbonamento, per giunta se è un bambino di 11 anni: è possibile invece irrogare una sanzione. “Il multato”, entro 5 giorni, può esibire l’abbonamento dimenticato presso gli uffici della società e ha diritto all’annullamento della sanzione. Insomma, la legge non consente ad alcuna Azienda di trasporto di far scendere dal mezzo un viaggiatore “colpevole” di aver dimenticato l’abbonamento a casa e tale regola vale per tutti i viaggiatori (pendolari, lavoratori e studenti in possesso di regolare abbonamento), ed è prevista dall’art. 46 comma 1 della Legge regionale 6/2012.Come M5S siamo a disposizione e vicini alla famiglia del bambino e ci auguriamo che tali episodi, per di più così gravi trattandosi di minorenne, non accadano più. Speriamo che Autoguidovie voglia risarcire il danno, direttamente o indirettamente, cagionato al bambino. In ogni caso proseguiremo a chiedere ad Autoguidovie che il servizio erogato sia all’altezza degli standard richiesti dalla cittadinanza e che la sua condotta si informi sempre a quanto previsto dalla legge. Il malcontento per i disservizi avuti col nuovo appalto è già altissimo, deve essere rimediato e da parte del M5S ci sarà sempre massima attenzione considerando anche che il trasporto è un servizio pubblico essenziale.Facciamo altresì appello perché la nuova società assorba i 42 lavoratori che ancora oggi non sono stati riassunti: in quei 42 lavoratori ci sono storie di intere famiglie che rischiano di finire sul lastrico se Autoguidovie non farà la sua parte. Simone Verni, consigliere regionale M5S Lombardia e Giuseppe Polizzi, consigliere comunale M5S Pavia.

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Molise: vince il centro-destra

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 aprile 2018

Poco più della metà degli elettori molisani, che hanno scelto di andare a votare, hanno sostenuto con il 37% dei consensi la coalizione di centro-destra. Il Movimento 5 stelle si è attestato al secondo posto. Il grande sconfitto ancora una volta è il PD. Sembra ripetersi il risultato che ha congelato i rapporti di forza in campo nazionale. Se vogliamo trarne un qualche insegnamento possiamo dire che la forza maggioritaria, quella che diserta le urne per intenderci, resta sull’Aventino sdegnosa e indifferente perché ci sembra di comprendere non accetta i rituali della politica che fa del voto una sorta di gioco che non ha nulla a che vedere con i reali problemi del Paese. Non sono pochi, infatti, coloro che si sentono intrappolati da logiche di potere fine a se stesso ma non certo in grado di porre mano alla vera natura del disagio popolare. Una regione, quella del Molise, che ha da sempre sofferto la mancanza di lavoro costringendo molti suoi figli a cercarlo altrove, emigrando. Una regione che ha il suo tratto distintivo con i prodotti della terra ma che stenta a darne il giusto risalto nel mercato nazionale e internazionale, per insipienza della politica. Una regione che potrebbe avere il suo fiore all’occhiello nel turismo ma non trova sostegni pubblici adeguati. Una regione piccola ma laboriosa che potrebbe offrire spunti interessanti nell’artigianato e nelle sue micro imprese, ma che non riesce a dare loro uno spessore adeguato per reggere la concorrenza e a farsi apprezzare. Oggi, pragmaticamente, quelli che hanno deciso di andare a votare hanno preferito il certo, o supposto tale, del centro-destra ai grillini. Forse hanno pensato all’antico detto: chi lascia la via vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova. Non vorrei pensare che il freno è stato tirato troppo bruscamente dai padri ma non dai figli e che il rispetto per chi ha è stato fatale per chi è. (Riccardo Alfonso)

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Diversamente politici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

Scriveva Rosario Amico Roxas: “Non basta il voto degli elettori per fare di persone dotate di buona volontà anche dei buoni politici. La loro vocazione di servire la democrazia si scontra frontalmente con l’imposizione del capo che non tratta, non discute, non collabora, e non permette che si possa trattare, discutere, collaborare. Una filippica che Rosario aveva, nel 2013, rivolta ai grillini e che oggi “stranamente a dirsi” si può rivolgere al PD.
E’ a mio avviso un argomentare interessante e condivisibile se non vi fosse un ma. Ebbi già modo nel 2013 di parlare del Movimento Cinque stelle e vi intravidi la possibilità che potesse funzionare da grimaldello per aprire la porta e farvi entrare aria nuova. Aggiunsi, tuttavia, che per essere completo il successo il movimento avrebbe dovuto ottenere almeno il 36% dei consensi. Non è stato così allora è non lo è oggi con il suo 32%. Me ne rammarico perché lo schiaffo ricevuto dai partiti non è stato da KO e ora cercano di correre ai ripari adottando i soliti sistemi di corruzione, di seduzione, di disinformazione. Per quanto si possa dire male di Di Maio egli è stato il solo capace di renderci consapevoli di quello che siamo e che potremmo non essere se solo lo volessimo. Qui parliamo di un terzo, o più, degli italiani che ha votato la coalizione ispirata e voluta da Berlusconi completamente dimentichi di ciò che è stato e continua a essere e dei danni che ha provocato con i suoi Governi. Qui parliamo di un altro quarto degli italiani, o giù di lì, che ha votato il Pd dimentico che è stato il partito responsabile dell’ascesa di Berlusconi, di averlo favorito non affrontando la legge sul conflitto d’interessi e sui tanti processi che se non hanno avuto la loro naturale conclusione lo si deve alle diverse leggi ad personam che gli hanno permesso di stravolgere il sistema giudiziario italiano. Non dimentichiamo, inoltre, che il PD durante tutta la recente campagna elettorale, come lo è stato nel 2013, ha mostrato poca propensione ad “aggredire” l’area del centro-destra. Questa volta, al gioco a due tra il politico buono (leggasi Berlusconi) e il politico castigamatti Salvini la risposta è stata sterile e poco convinta. Si percepiva quasi la voglia di favorire Berlusconi e di portarlo a governare di nuovo il paese come se nulla fosse e in subordine alla riesumazione del patto del Nazareno. E ora ci meravigliamo che almeno una parte degli italiani abbia avuto la consapevolezza che esisteva ed esiste una sola forza capace di spezzare questi inciuci e d’offrire agli italiani un’alternativa scompaginando gli orditi di palazzo oltre alla speranza di un ravvedimento di Salvini e dei leghisti? Per quanto possa sembrare surreale a taluni il successo, sia pure non assoluto dei grillini, esso è diventato la sola e unica speranza degli italiani, di quelli, per intenderci, come Rosario, che credono nei valori della democrazia, della giustizia e della libertà. Vi è forse un’alternativa diversa? Non credo sic stantibus rebus. (Riccardo Alfonso)

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Astensionismo alias antipolitica?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

ostiaDalle ultime elezioni politiche ad oggi abbiamo avuto, a mio avviso, due particolari momenti che vorrei focalizzare in questa circostanza: l’exploit dei grillini che è diventato da solo il primo partito a livello nazionale e il successo elettorale del PD alle europee raggiungendo il 40% dei consensi. Si è detto e ripetuto che Cinque stelle ha incassato un successo come conseguenza della rabbia che la gente aveva in corpo e la delusione provocata dal partito di riferimento per le riforme promesse e non fatte. Tra questi due momenti è apparso nel firmamento politico del PD una figura nuova e le speranze dei frustrati si sono rinfocolate, salvo poi ricadere nella depressione nel constatare che era un fuoco fatuo. Siamo così giunti a nostri giorni con due test indicativi degli umori popolari con le regionali di Sicilia e le amministrative di Ostia. A questo punto appare evidente che è di nuovo mutato l’umore della gente. Cresce la delusione per il Movimento cinque stelle ma resta la sfiducia per gli altri partiti facendo ingrossare l’assenteismo elettorale. Non vi è dubbio che un prezzo molto alto i grillini lo hanno pagato non avendo avuto un adeguato supporto mediatico che ha finito con l’esaltare i loro errori e ignorare i loro meriti. Penso al pasticciaccio di Palermo, alla poca incisiva azione dell’amministrazione romana e alle acque agitate nei gruppi parlamentari. Se a questo punto diamo per scontato il declino del PD, dove è molto chiaro a tutti che l’attuale segretario è stato messo a quel posto per dare il ben servito al suo stesso partito, e la capacità del centro-destra di sapersi coalizzare anche a dispetto delle rispettive e profonde divergenze di programmi e di leadership, il gioco appare incentrato solo su due competitor. Significa però tenere congelata quella parte degli scontenti che si rifugia nell’astensionismo. Che ne facciamo? Sarebbe un errore, di là dei tatticismi dei due contendenti, ignorarli e allora chi sarà capace di risvegliare il loro interesse e stimolarli a riprendere il dialogo politico? Noi come Centro Studi politici e sociali della Fidest abbiamo un’idea e ne riparleremo. (Riccardo Alfonso)

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“Qual è la strategia della maggioranza grillina per Atac?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 agosto 2017

atac trasporti roma“Questo vorrebbero sapere i romani da chi oggi governa Roma. Apprendiamo invece delle ipotesi più disparate sul futuro del trasporto pubblico romano dai giornali, nel silenzio assordante del Campidoglio. Forse la Sindaca dovrebbe trovare del tempo nel suo riposo estivo e in un momento così delicato per comunicare ai romani quali strategie intende mettere in atto, per migliorare un servizio fondamentale di una metropoli come Roma e per dare segnali di speranza ai lavoratori dell’azienda. Invece, un giorno si attribuisce al M5S il concordato in Tribunale, un altro la proroga del contratto, in un’alternanza di visioni che spaventa. Ma cosa c’è di vero e quale sia la reale strategia per salvare Atac può e deve dirlo ai romani solo la sindaca Raggi. E noi torniamo a chiederlo con forza”. Così Svetlana Celli, capogruppo della Lista Civica RomaTornaRoma.

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“I grillini hanno nominato il nuovo Ad Atac

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

campidoglioE’ l’ennesimo nordista battezzato dalla Casaleggio Associati – l’assessore al Bilancio della Raggi se ne faccia una ragione! – ma rimescolare caselle potrebbe non bastare per sciogliere i nodi dell’azienda e fare chiarezza sul futuro della società. A parte il nuovo giro di poltrone, dalla maggioranza 5 Stelle ci saremmo aspettati, proprio in queste ore, un Consiglio straordinario come richiesto formalmente da Fratelli d’Italia. Una seduta ad hoc per dare alla città notizie sulle soluzioni prospettate dal sindaco e dalla Giunta per far uscire l’Atac dalla sua crisi. Invece la richiesta di Fdi è stata respinta facendo prevalere un atteggiamento irresponsabile. La gestione dilettantesca di Atac da parte dei pentastellati è la cartina al tornasole del caos che regna in Campidoglio a 14 mesi dall’insediamento del nuovo governo cittadino. Nessuno ha mai preteso che il sindaco risolvesse i problemi drammatici di Roma in men che si dica, ma le crisi gestionali di assessorati e municipalizzate, le gaffe su ruoli dirigenziali strategici proiettano l’immagine di un’amministrazione oscillante tra incapacità e opacità. L’Atac appare un’azienda schiacciata dai debiti, con il rischio di non poter pagare gli stipendi e con lo spettro di un fallimento cui l’allegra scolaresca mandata in gita nella Capitale da Beppe Grillo non sembra saper porre rimedio”. È quanto dichiara Fabio Rampelli capogruppo alla Camera di Fdi-An.

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La politica è una partita a scacchi?

Posted by fidest press agency su martedì, 1 agosto 2017

scacchieraPer certi politicanti, e non solo purtroppo, la politica si gioca davanti a una tavola quadrata composta da 64 caselle (dette case) di due colori alternati e contrastanti. I due contendenti dispongono di 16 pezzi ciascuno composti da un re, una regina, due alfieri, due cavalli, due torri e otto pedoni. L’obiettivo finale, conseguente alle mosse giuste per contrastare quelle dell’avversario, è di dare scacco matto nel senso di attaccare il re senza che abbia la possibilità di sfuggire. Se poi spostiamo questa competizione nelle “segrete” della politica ci accorgiamo che vi sono molte più assonanze di quanto non appaiono in superficie. Il gioco, se vogliamo, si fa ancora più raffinato se con le nostre mosse spingiamo l’avversario a commettere degli errori. E’ quanto sta accadendo tra il PD di Renzi e i Cinque stelle di Grillo. Un passo falso grillino è stato compiuto quando ha puntato alla conquista del Campidoglio offrendo così all’avversario motivi per metterlo in cattiva luce, data la non facile amministrazione di questo comune. Ora, a nostro avviso, i renziani hanno alzato ancora di più la posta quando hanno assecondato la battaglia tutta parlamentare sui “vitalizi” inserendovi la polpetta avvelenata della possibilità che la legge una volta approvata potesse aprisse la strada ad una revisione delle vecchie pensioni basate sul calcolo retributivo e non contributivo che a tutt’oggi interessa almeno 15 milioni di italiani. Ciò vuol dire, come minimo, una riduzione delle attuali rendite di almeno il 30%. Cosa può significare in chiave elettorale? D’avere, per lo meno, quindici milioni di pensionati a dir poco infuriati e ostili verso i pentastellati. Ora che la frittata è stata fatta c’è da chiedersi se i grillini sono o meno consapevoli che sono sotto scacco e se sono in grado di correre ai ripari. Forse nonostante tutto non siamo ancora allo scacco matto ma siamo decisamente molto vicini. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi politici ed economici della Fidest)

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Referendum senza data votazione

Posted by fidest press agency su sabato, 10 settembre 2016

referendum“Renzi è veramente disperato. Continua a spostare in avanti la data del referendum sperando che succeda qualcosa. Adesso gioca pure sulla crisi del Movimento 5 stelle a Roma. Secondo me spera invano: il Movimento 5 stelle è radicato, che stia fallendo a Roma questo è un dato di fatto, ma non penso che la crisi romana dei grillini possa spostare l’esito referendario”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.
“Tutti i sondaggi danno il ‘No’ in vantaggio, e in vantaggio rilevante. L’economia sta andando male, l’Europa guarda con grande preoccupazione l’Italia. Renzi ha l’endorsement della finanza, dei finanzieri, di chi sta lucrando sulla crisi italiana, pensiamo a Monte Paschi, JP Morgan. Devo dire, un po’ pochino per vincere un referendum di popolo”.
“Per questa ragione io dico, si fissi la data del referendum, perché questo è un atto dovuto istituzionalmente, e chiediamo che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, usi la sua moral suasion perché si definisca al più presto la domenica della consultazione. E che, successivamente, si arrivi subito alla par condicio dal punto di vista dei mezzi di comunicazione, perché non è possibile che ancora adesso si faccia carne di porco nelle televisioni pubbliche e anche in quelle private”, ha sottolineato Brunetta.

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Tanto peggio tanto meglio?

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2013

Non sono pochi i commentatori politici e anche i lettori del blog di Grillo che accreditano l’idea del movimento come quella di chi aspetta l’implosione del sistema per uscire allo scoperto con i numeri del consenso popolare. Credo che tale visione sia riduttiva. Lo dimostra il fare e il saper fare del gruppo grillino in Sicilia e la disponibilità a un confronto parlamentare sulle leggi che realizzino un reale cambiamento e in tempi certi. E’ che se ci troviamo in questa situazione lo dobbiamo al fatto che il Pd non è credibile non come partito ma per via della sua classe dirigente. Lo dimostra il suo passato, un passato costellato solo di promesse e del suo arroccamento in chiave antiberlusconiana lasciandosi sedurre dai temi del cavaliere tanto che ha persino tollerato che i parlamentari della sua coalizione passassero al Pdl come se nulla fosse e ci è voluta una confessione spontanea di un senatore, anni dopo e a ridosso della prescrizione del reato, per stendere sulla vicenda un sospetto davvero molto inquietante. Ora ci troviamo al cospetto di un caso davvero allarmante con l’accusa esplicita sull’esistenza di una magistratura golpista filo stalinista e persino nazista. Se è questo l’atteggiamento di un partito che ha governato in Italia per tanti anni ciò significa che bisognerebbe mandare i carabinieri ad arrestare questi “criminali” che attentano alla democrazia anche se sono dei magistrati. In caso contrario sarebbe proprio la dirigenza del Pdl da essere messa sotto accusa per la gravità delle cose dette e dell’invocata sollevazione di popolo per fini personali. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Appello ai grillini: scendiamo in piazza

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2013

Da giorni il Pdl per sostenere il suo capo contro la magistratura “stalinista” annuncia che sta organizzando una grande manifestazione popolare a Roma il 23 marzo prossimo. Mi chiedo il perché il Movimento cinque stelle non faccia la stessa cosa ma questa volta per sostenere la giustizia sociale, il lavoro, e le piccole imprese. E’ tempo per misurarci sul terreno delle cose reali e nell’interesse generale del paese. Dobbiamo dire basta a un partito che si avvita intorno al suo leader e sa scendere in piazza solo per difendere una sua posizione giudiziaria mentre tutti noi sappiamo bene che il sistema italiano è persino fin troppo garantista con tre gradi di giudizio. Temiamo forse di misurarsi sui numeri? Se anche lo fosse vedremmo le due facce dell’Italia: quella di chi è e di chi ha. Da una parte dei disoccupati, dei cassa integrati, dei precari, delle famiglie monoreddito, dei pensionati, degli imprenditori che falliscono e, dall’altra di chi ha una rendita di posizione e non cerca il cambiamento perché non ne ha bisogno. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Gli onorevoli cittadini

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 marzo 2013

Nel nuovo parlamento, che in questi giorni si sta formando nei dettagli e che avrà il punto di riferimento solenne il giorno in cui i neo eletti, faranno il loro ingresso, nelle aule di Monte Citorio e di Palazzo Madama, per i primi adempimenti formali con l’elezione dei presidenti delle due camere e altri conseguenti incarichi, gli eletti del Movimento Cinque stelle. Sono entrati, tanto per intenderci, “i cittadini” che respingono l’idea di farsi chiamare “onorevoli”. Non è, tuttavia, la sola differenza che si può notare. I grillini hanno progetto politico proiettato al cambiamento dell’attuale sistema paese e sfidano i partiti tradizionali a un gesto di coerenza se è vero, com’è vero, che ciascuno di essi in campagna elettorale ha invocato maggiore giustizia sociale, il modo di dirimere il conflitto d’interessi, la crescita e lo sviluppo del paese attraverso il rilancio dell’economia e del mondo produttivo, la riforma della giustizia, ecc. Sono tutti temi che abbiamo sentito e risentito da decenni e come dalla logica gattopardesca sono diventati del portabandiera per “tutto cambiare per nulla cambiare”. Ora dobbiamo voltare seriamente pagina, ma ci riusciremo? Sono già iniziate le grandi manovre e i precedenti non mancano. Sappiamo che taluni parlamentari sono stati corrotti, si sono persino vantati delle somme a loro versate per cambiare casacca e che i corruttori oggi come prima siedono in Parlamento come se nulla fosse e forti dell’immunità parlamentare, se qualche procuratore della repubblica osasse richiedere loro la pena detentiva. Siamo arrivati sono al punto che un candidato ambisce a diventare ministro dell’economia anche se, sia pure in primo giudizio, un tribunale lo ha condannato per evasione fiscale.
Ma non prendiamocela con i grillini se ci troveremo costretti a ritornare a votare. La colpa principale, per quanto molti cercano di allontanarla dalla loro vista, ricade inevitabilmente sul Pd. Sono stati i suoi uomini, le sue divisioni, la sua incapacità di governare quando ne aveva l’occasione per “sgonfiare il mito berlusconiano”, se oggi ci troviamo nella situazione attuale. Sta proprio al Pd mostrare i segni di un ravvedimento ed esserne conseguente. D’altra parte ci vuole poco. Facciamo le riforme urlate nelle piazze dai grillini ma appena sussurrate dal “timido” Bersani. Oggi ci vogliono uomini determinati. Oggi ci vogliono uomini capaci di farsi legare all’albero maestro della nave per non seguire le lusinghe delle sirene e ve ne sono tante in giro. Sono le sirene degli interessi corporativi, del grande capitale, di chi sta bene e vuole stare meglio e pur rappresentando la minoranza del paese (diciamo tra il 10 e il 15% dei suoi abitanti) pretende d’imporre il suo volere. Se vi riusciamo lo dobbiamo non solo a Grillo o a Casaleggio ma al popolo dei “cittadini” che vorrà dimostrarci solo compattezza e determinazione senza le seduzioni degli incantatori di turno, e ve ne sono tanti e prezzolati. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Grillini: operazione addomesticamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 febbraio 2013

oramai chiaro dalle prime battute l’intenzione dei partiti che si confrontano con il popolo dei grillini, di quelli che oggi siedono in parlamento. La prima mossa l’ha fatta il Pd paventando l’idea che il gruppo non sia del tutto compatto e che è possibile una “erosione” in termini di transfughi. In questo modo il partito democratico mostra d’essere non diverso dal Pdl con lo shopping parlamentare di Berlusconi di passata, ma non remota, rimembranza.
In seconda battuta si vuole in tutti i modi dimostrare la irresponsabilità di un movimento che cerca di non assicurare la governabilità al Paese. Anche in questo caso vi sono abbondanti dosi di ciniscmo.
Credo, invece, che a nessuno dovrebbe sfuggire il fatto che se oggi ci ritroviamo con la composizione di questo parlamento dove Cinque stelle è il partito più eletto in Italia lo dobbiamo al fallimento della proposta politica sia del Pd sia del Pdl, per non parlare di Monti.
Ciò significa che entrambi i leader dei rispettivi schieramenti dovrebbero fare un passo indietro e cedere il passo a chi sappia presentare un progetto politico credibile e attuabile in breve tempo. Penso al conflitto d’interessi, al costo della politica,al costo delle istituzioni (chi dire ad esempio la riduzione del 50% delle spese delle due presidenze? (consiglio dei ministri e presidenza repubblica). In quest’ultimo caso dovrebbe essere un impegno solenne da parte del neo inquilino del Quirinale. Andrebbe poi presa alla lettera l’offerta di Berlusconi di donare quattro miliardi di euro del suo patrimonio per togliere l’imposta Imu sulla prima casa. Vi sono, poi, le spese per la difesa? Hanno un senso? Se l’Europa comunitaria vuole fare la politica “muscolare” si assuma lei per intero i costi per la difesa italiana. In questo modo non andrebbero a gravare sul bilancio dello Stato.
Tutte le volte che si è formato in Italia un nuovo governo ho scritto una lettera al neo presidente del consiglio suggerendo qualche mia personale proposta come quella di costituire, a titolo non oneroso per il bilancio dello stato, di un sottosegretario per la ricerca degli sprechi e sul modo come ovviarli nella P.A.(compreso il personale) e nel patrimonio immobiliare pubblico e degli edifici presi in localzione. Tempo fa avevo fatto notare che nella sola capitale gli uffici della presidenza del consiglio sparpagliati nei diversi edifici erano una dozzina.
Per quanto riguarda il carico fiscale avevo avanzato una proposta che ritengo tuttora ragionevole consentendo al contribuente di beneficiare in misura più ampia delle deduzioni attualmente previste per far emergere, se non altro, le mancate fatturazioni degli artigiani. Vi è poi la giustizia ed è stata anch’essa motivo di un progetto messo a punto dai centri studi della Fidest per il quale gli esperti hanno espresso un giudizio positivo ma con la laconica annotazione: manca copertura politica.Tutto queste e molte altre cose sono di certo già nell’agenda dei grillini ma riuscirano i nostri “eroi” a farcela? Io lo spero nell’interesse della parte sana del paese ma conoscendo l’altra faccia della medaglia nutro forti dubbi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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