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Un gruppo editoriale virtuale

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

E’ il Gruppo Editoriale Internazionale Telematico (G.E.I.T.) Prima di tutto l’iniziativa può considerarsi innovativa in quanto può permettersi oggi di contemperare due esigenze: quella della comunicazione “tradizionale” e l’altra di tipo telematico. Vi è poi un sistema trasversale che salta alcuni passaggi oggi considerati ancora validi e difficilmente sostituibili o alternativi. Pensiamo alle concessionarie di pubblicità. Che senso hanno se ciascun editore presente in “rete” può presentare la sua offerta direttamente alle imprese che intendono fare pubblicità ai loro prodotti? Tutto questo già accade in Gran Bretagna. Lo stesso ragionamento dovremmo fare pensando alle agenzie giornalistiche, agli uffici stampa e alle redazioni dei giornali quotidiani e periodici. Dove nasce la notizia? Vi sono due percorsi per conoscerla. La prima è nella raccolta diretta degli eventi  che si manifestano intorno a noi: dichiarazioni di vari personaggi della politica, dell’economia, del sociale, ecc. e dalla cronaca bianca e nera. La seconda ci perviene direttamente attraverso i comunicati degli uffici stampa degli enti pubblici e dei privati. A questo punto ci chiediamo perché ci avvaliamo, praticamente, di doppioni comunicando la stessa notizia alle redazioni dei quotidiani e alle agenzie di stampa? A nostro avviso uno dei due diventa superfluo o, per lo meno, dovrebbe modificare il suo ruolino di marcia. Sino ad oggi le agenzie di stampa hanno per lo più funzionato da filtro e da correttore per messaggi prolissi, poco chiari pervenuti da fonti impreparate a comunicare notizie secondo un certo stile giornalistico. Ora gli uffici stampa stanno diventando più “professionali” e alla loro guida non mancano giornalisti qualificati. Significherebbe, quindi, che gli uffici stampa hanno in tal modo perso la loro funzione primigenia se non si fosse aggiunta, nel frattempo, l’enorme proliferazione delle informazioni soprattutto on-line. Ora se vogliamo meglio razionalizzare l’attività del giornalista delle redazioni dei quotidiani e dei periodici, dobbiamo ritenere che per essi vale meglio un referente che sia in grado di concentrare la massa delle notizie senza costringerlo a visitare decine di siti o ricevere centinaia di e-mail. Ed il referente, questa volte, dovrebbe continuare ad assumere la veste delle agenzie stampa suddividendole in “generaliste” e specializzate. Diciamo un massimo di 4-6 nel primo caso ed una ventina nel secondo. Oggi, invece, sono troppe e rischiano d’essere non lette con la conseguenza che talune notizie interessanti finiscono sacrificate ingiustamente. Il G.E.I.T. pensa a questo e a molte altre cose.

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