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Posts Tagged ‘guardia costiera’

Guardia costiera europea: 10.000 nuove unità entro il 2027

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

Le modifiche all’Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera (Frontex), già concordate con i ministri UE, mirano a risolvere le attuali carenze e a rispondere con più efficacia alle esigenze di sicurezza e gestione della migrazione.Corpo permanente di 10.000 unità entro il 2027Sarà istituito un nuovo corpo permanente per sostenere i Paesi UE nel controllo delle frontiere e nei rimpatri, nonché nella lotta alla criminalità transfrontaliera. Con un organico operativo di 5.000 persone nel 2021, il corpo permanente sarà pienamente operativo entro il 2027 con 10.000 unità. Inoltre, sarà creato un pool di intervento rapido per le emergenze.Il corpo permanente sarà composto da guardie di frontiera e guardie costiere impiegate dall’agenzia, nonché da personale distaccato su base obbligatoria dai Paesi UE. L’agenzia così rafforzata sarà in grado di sostenere le procedure di rimpatrio negli Stati membri, individuando i cittadini di Paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell’UE e aiutando le autorità nazionali ad ottenerne i documenti di viaggio. Le nuove norme rafforzeranno inoltre la cooperazione con l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO). Sarà infine rafforzata la cooperazione con i Paesi terzi, consentendo nuovi accordi che andranno oltre i paesi limitrofi dell’UE. Il rispetto dei diritti fondamentali e la protezione dei dati personali in tale cooperazione è assicurato da varie garanzie. Le norme stabiliscono l’impiego di personale che valuterà costantemente che le attività operative dell’agenzia siano conformi ai diritti fondamentali.

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Missione supporto Guardia Costiera libica

Posted by fidest press agency su sabato, 5 agosto 2017

libia“E’ stata disposta dal governo per il contrasto all’immigrazione clandestina e al traffico degli esseri umani, da sempre chiesto da FdI, nasce intempestivamente e in un clima di estrema confusione e ambiguità, ed esporrà conseguentemente i nostri militari a pericoli che la maggioranza sembra sottovalutare”. È quanto ha dichiarato Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, intervenendo nel corso dell’informativa sull’evoluzione della situazione in Libia, alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. “L’azione sconsiderata di Alfano e Gentiloni smaccatamente a favore di Al Sarraj e contro il generale Haftar – spiega -, nonché la sconclusionata azione diplomatica contro l’Egitto per la vicenda Regeni, che ha ignorato le obliquità dei servizi segreti inglesi e francesi, disegna un quadro di estrema pericolosità per i nostri militari. Se a questo si aggiunge il dispiegamento di un dispositivo minimale per i noti retropensieri veteropacifisti del Pd il quadro delle insidie per la nostra Marina si completa”.
“Fratelli d’Italia – conclude Cirielli – intenderebbe ovviamente sostenere l’intervento militare italiano a difesa dei propri confini, ma sollecita il governo a predisporre il massimo impegno dando ampi poteri allo Stato Maggiore della Difesa affinché la sicurezza dei nostri militari sia l’elemento prioritario per definire il dispositivo da impiegare, dal momento che appare chiaro che le truppe italiane opereranno in un teatro che potrebbe divenire improvvisamente uno scenario di guerra”.

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La Guardia costiera libica dà ragione a Zuccaro: “Ong responsabili dell’aumento del flusso migratorio”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 Maggio 2017

libiaLe organizzazioni non governative fanno credere ai migranti in Libia che verranno comunque soccorsi e questo li spinge a imbarcarsi aggravando la crisi. E le navi delle ong hanno più volte violato le acque territoriali libiche senza avvertire le autorità competenti. Sono le accuse alle ong formulate dal capo della Guardia Costiera libica per la regione centrale, Rida Aysa, che nel corso di un’intervista esclusiva ad Aki-Adnkronos International parla di “centinaia di migliaia di migranti clandestini” pronti a imbarcarsi per l’Europa, anche se “non esistono cifre precise. La maggior parte di questi migranti proviene dai Paesi dell’Africa orientale e occidentale, come Eritrea e Somalia”.
Scrive Aki-Adnkronos International:Aysa esprime “irritazione” nei confronti di queste ong affermando che “le organizzazioni presenti nel Mar Mediterraneo con la missione di salvare i migranti hanno dato loro ad intendere che saranno inevitabilmente soccorsi e questo ha aggravato la crisi, aumentando il numero di migranti”. Il funzionario libico spiega quindi che “abbiamo comunicato tutto questo sia all’Ue sia ai comandanti dell’Operazione Sophia, che hanno manifestato irritazione verso queste organizzazioni, ma finora non hanno preso alcuna misura al riguardo”.Il militare aggiunge che “la Guardia Costiera libica ha fermato alcuni gommoni all’interno delle acque territoriali libiche, per poi imbattersi in alcune organizzazioni umanitarie che si sono lamentate del fatto che quei gommoni appartenevano a loro, benché non l’avessero comunicato alla Guardia Costiera, violando così le acque territoriali libiche”. Aysa ricorda l’episodio di un “gommone tedesco fermato a nord di al-Zawiyah (30 chilometri a ovest di Tripoli, ndr) che poi si è rivelato di proprietà di un’organizzazione umanitaria chiamata ‘Sea Watch'”, oppure del caso di “una nave allontanata con alcuni colpi di avvertimento per aver violato le acque territoriali libiche. Dopo essere saliti a bordo e averla ispezionata – prosegue Aysa – è emerso che apparteneva a ‘Medici senza Frontiere'”.Quanto alle accuse rivolte alla Guardia Costiera libica di aver attaccato le navi delle ong, Aysa risponde che “tali imbarcazioni entrano in acque territoriali libiche senza avvisare la Guardia Costiera, che è l’organo preposto ad autorizzare questo e di conseguenza è logico rispondere per proteggere le nostre acque e le nostre coste”. “Quando le navi delle organizzazioni si fermano a 12 miglia dalla costa libica, in una zona visibile dalla costa, le loro luci notturne segnalano ai trafficanti che possono iniziare a imbarcare i migranti e questa è una delle cause delle ondate migratorie cui si assiste periodicamente”, conclude Aysa. (fonte blog 5 stelle)

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Sea Shepherd assiste la Guardia Costiera Liberiana nell’arresto di una nave cargo sospettata di furto d’identità e pesca illegale

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 marzo 2017

pesca illegaleDopo aver ricevuto informazioni circa un cargo frigorifero sospettato di trasmettere una falsa identità fuori dal porto di Monrovia, la Guardia Costiera liberiana, assistita dall’equipaggio di Sea Shepherd e da consulenti marittimi e conservazionisti di nazionalità israeliana,ha abbordato la nave (M/V) Lian Run, battente bandiera della Sierra Leone e della lunghezza di 93 metri.
Il Sistema di Identificazione Automatico (AIS), un aiuto alla navigazione usato dalle imbarcazioni per trasmettere informazioni identificative, come il nome e il segnale radio di chiamata, stava trasmettendo un numero IMO che non esisteva su alcun registro. I numeri IMO sono identificatori univoci che rimangono legati ad una nave per tutta la vita dell’imbarcazione, per migliorare la sicurezza dei naviganti e ridurre le frodi marittime.
La M/V Lian Run è stata oggetto di fermo, in passato, per 5 volte negli ultimi 5 anni e ha precedenti di attività di pesca illegale,non segnalata e non regolamentata (INN). Durante l’ispezione è stato rilevato che la nave trasportava a bordo 460 tonnellate di pesce da scaricare pesca illegale1nel porto di Monrovia.Il Capitano della M/V Lian Run non è stato in grado di fornire il manifesto di carico per il pescato che si trovava a bordo. Tale documento è richiesto dalle leggi e, in mancanza di esso, non è possibile stabilire l’origine del pesce.Il capitano, in seguito, ha dichiarato che il pesce era stato trasbordato da quattro pescherecci che appartengono alla flotta “Lian Run”. Tuttavia nessun documento è stato presentato a sostegno di tale affermazione, nemmeno copie delle licenze di pesca delle navi che avevano effettuato la pesca.
La Guardia Costiera liberiana ha ordinato il fermo della nave con il sospetto di furto di identità e pesca INN, mentre viene investigata l’origine del cargo da pesca.
A partire dal mese di febbraio 2017, con il nome Operazione Sola Stella, Sea Shepherd ha assistito il Governo della Liberia nel contrastare la pesca INN fornendo l’uso della M/Y Bob Barker come nave pattugliatrice civile che opera nelle acque liberiane sotto la direzione del Ministro della Difesa Nazionale della Liberia. I pattugliamenti hanno finora portato all’arresto di quattro navi da pesca INN. I Paesi in via di sviluppo sono particolarmente vulnerabili per quanto riguarda la pesca INN, che rappresenta più del 40% del pescato proveniente dalle acque dell’Africa Occidentale.Nel 2016 Sea Shepherd, in collaborazione con il Governo del Gabon nell’ambito di Operazione Albacore, ha portato all’ispezione in mare di più di 40 navi da pesca e, in seguito a esse, all’arresto di tre pescherecci congolesi dediti ad attività di pesca INN e di un peschereccio spagnolo che faceva uso di palamiti. Operazione Sola Stella è la prosecuzione dell’impegno assunto da Sea Shepherd Global di cooperare attivamente con I governi nazionali e le loro forze dell’ordine nella battaglia contro la pesca INN. (foto: pesca illegale)

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Controlli nei porti: “Ma la Guardia costiera non ha armi, né strumenti di Polizia

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

“L’allarme terrorismo impone di aumentare il livello della sorveglianza ovunque, soprattutto in mare e nei porti in questo periodo estivo. E l’Italia risponde prontamente! Come? Ma è logico: sopprimendo le Squadre nautiche della Polizia di Stato, che sono addestrate e dotate almeno il minimo indispensabile per svolgere i compiti di Polizia giudiziaria. La solita schizofrenia! La sorveglianza è aumentata dal livello 1 al livello 2, ma nei porti viene affidata alla Guardia Costiera che svolge un lavoro encomiabile ed importantissimo, ma il cui Personale non è dotato di armamento individuale, e di norma non ha neppure accesso alle banche dati delle Forze dell’Ordine per il controllo di Polizia su persone e veicoli. Quindi, viste le solite fasulle rassicurazioni che si propinano ai cittadini su tv e giornali, vorremmo domandare: per innalzamento del livello di vigilanza cosa si intende, forse il solo controllo sulla congruità delle dotazioni di sicurezza dei natanti e la regolarità dei documenti di chi li conduce? E se qualcosa risulta fuori posto che accede esattamente?”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a proposito delle notizie che da due giorni riempiono i titoli dei media in merito all’innalzamento del livello dei controlli di sicurezza nei porti per contrastare i rischi di terrorismo. Notizie che si incrociano con quelle della paventata chiusura delle Squadre Nautiche della Polizia di Stato contro la quale si sta battendo con veemenza il Coisp che oggi sottolinea come “la Capitaneria di Porto è l’eccellenza per la sicurezza in mare, ma non poco centra con l’attività di anti-terrorismo non essendo Forza di Polizia” insiste Maccari. “Nel lontano aprile 2010 – ricorda il Segretario Generale del Coisp – un ufficiale della Guardia Costiera, Delegato Cocer della Marina Militare, denunciava esasperato: ‘L’unica arma in nostro possesso è la buona volontà’. Nel suo intervento evidenziava che gli uomini della Marina Militare appartenenti alla Guardia Costiera sono chiamati a svolgere attività come fossero Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria compiendo molteplici attività di polizia marittima: contrasto all’immigrazione clandestina ed al traffico di stupefacenti in mare, sicurezza ambientale, sicurezza della navigazione, antiterrorismo nei porti, controlli in mare ed a terra sulla regolarità e salubrità del pescato ecc… ma ‘nonostante tutto ciò – scriveva – gli Appartenenti alla Guardia Costiera non hanno lo status di pubblica sicurezza, non hanno l’arma individuale in dotazione, le manette, i giubbetti antiproiettile al fine di ben operare professionalmente e soprattutto per poter tutelare la propria sicurezza’. Non sfugge a nessuno che dopo sei anni la situazione non è certamente mutata, se non per il fatto che il livello di rischio terrorismo è aumentato vertiginosamente e che l’allerta impone una risposta ferma e decisa per garantire la sicurezza. Eppure si pensa di chiudere le Squadre Nautiche della Polizia di Stato, unica Forza di Polizia ad ordinamento civile operante in mare, confondendo le idee alla gente cui si dice che la Guardia Costiera ha innalzato il livello di allerta nei porti italiani, intensificando la vigilanza su persone e veicoli in transito per gli scali, senza ricordare che, per l’appunto, come sottolineato dallo stesso ufficiale, la Guardia Costiera non é una Forza di Polizia”.

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Approvata la nuova Guardia costiera e di frontiera europea

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2016

medici senza frontiere1La creazione di un sistema UE di controllo delle frontiere, che riunisce l’agenzia comunitaria di frontiera Frontex e le autorità di gestione delle frontiere nazionali, è stata approvata in via definitiva mercoledì dai deputati. Secondo le nuove regole, le autorità nazionali continueranno a occuparsi delle attività giornaliere di gestione, ma, se confrontate a una situazione critica, potranno chiedere l’intervento della nuova Agenzia europea per la guardia costiera e di frontiera, che potrà dislocare rapidamente squadre d’intervento.Per il relatore Artis Pabriks (PPE, LV): “Il regolamento dell’Agenzia europea per la guardia costiera e di frontiera renderà più sicure e meglio gestite le frontiere esterne dell’UE. Non si tratta di una bacchetta magica che può risolvere la crisi dell’immigrazione che sta affrontando oggi l’UE, oppure ripristinare completamente la fiducia nella zona Schengen, ma si tratta di un primo passo davvero necessario.”
Nei casi in cui uno Stato membro si trovi confrontato a un aumento della pressione al suo confine esterno, come una pressione migratoria sproporzionata o una forte presenza di criminalità transfrontaliera, delle squadre d’intervento rapido alle frontiere potrebbero essere utilizzate temporaneamente o su richiesta di uno Stato membro dell’UE o da una decisione del Consiglio.Su richiesta di uno Stato membro: le autorità nazionali e l’Agenzia concordano un piano operativo per l’invio, entro cinque giorni lavorativi, di personale e delle attrezzature tecniche necessarie;Nel caso in cui uno Stato membro non attui le misure proposte dall’Agenzia o la pressione migratoria comprometta il funzionamento dei confini dell’area Schengen, la Commissione europea può presentare al Consiglio una proposta di intervento. Il Consiglio deciderà quindi sulla necessità di inviare le squadre di intervento. Il piano operativo dovrà essere poi concordato con lo Stato membro interessato e l’Agenzia prima del trasferimento in loco della squadra.Se uno Stato membro dovesse rifiutare un intervento deciso dal Consiglio, gli altri Stati membri dell’UE potranno reintrodurre i controlli alle frontiere interne.
L’Agenzia avrà un ruolo maggiore rispetto a quello odierno dell’agenzia Frontex nel rimpatrio dei migranti verso il loro Paese di origine, ma solo quando l’esecuzione di decisioni che sono già state adottate dalle autorità nazionali e le disposizioni per il rimpatrio saranno state ulteriormente rafforzate da garanzie sui diritti fondamentali. L’Agenzia non si occuperà del rimpatrio tra Paesi non-UE.L’Agenzia non disporrà di guardie di frontiera proprie, ma potrà contare su una riserva di reazione rapida formata da 1.500 guardie di frontiera nominate dagli Stati membri.I deputati si sono assicurati che le squadre di guardie di frontiera della riserva di reazione rapida saranno dotate dell’attrezzatura necessaria, con l’inserimento di una norma che renda disponibile l’attrezzatura entro 10 giorni dall’approvazione del piano operativo.L’Agenzia sarà responsabile nei confronti del Parlamento europeo e del Consiglio. Il Parlamento sarà informato tramite relazioni regolari e l’accesso alle informazioni per i deputati.I mandati dell’Agenzia europea di controllo della pesca (EFCA) e dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) saranno allineati con quella dell’Agenzia di guardia delle frontiere, in modo da consentire a tutte e tre le agenzie di coordinare le loro operazioni in mare e condividere le informazioni.Avranno il potere di sostenere le autorità nazionali che svolgono compiti di guardia costiera a livello nazionale e comunitario e, se del caso, a livello internazionale.Il testo votato dal Parlamento europeo sarà inviato al Consiglio per approvazione. La legislazione dovrebbe entrare in vigore in autunno.

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Guardia costiera europea e un sistema centralizzato per le richieste di asilo

Posted by fidest press agency su martedì, 1 marzo 2016

parlamento europeoOggi, gli eurodeputati della commissione Libertà Civili, a partire dalle ore 15, discuteranno con la Commissione europea sul progetto di creazione di una guardia costiera per gestire la pressione migratoria alle frontiere esterne dell’UE, salvaguardando la libera circolazione delle persone.
L’eurodeputata italiana Kashetu Kyenge (S&D) e la maltese Roberta Metsola (PPE) presenteranno la bozza più recente della loro relazione sulla posizione del Parlamento europeo in materia di immigrazione, in cui si propone una revisione della Convenzione di Dublino con un sistema centralizzato per la gestione delle richieste di asilo a livello europeo con soglie prestabilite per ogni Stato membro e un meccanismo vincolante e permanente di ricollocamento di profughi e richiedenti asilo. La relazione verrà votata in commissione Libertà Civili il 16 marzo e in plenaria dal 11 al 14 aprile.Infine, sempre in commissione Libertà Civili si discuterà anche di un progetto di legge con possibili misure per rafforzare i controlli alle frontiere esterne dell’Unione europea e dei documenti di viaggio per il rimpatrio dei migranti che soggiornano illegalmente nell’UE.

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Guardia costiera Catannia: soccorsi migranti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2013

Intensa attività della Guardia Costiera della Sicilia orientale, nella giornata di ieri 15 luglio e fino alle prime luci dell’alba, impegnata in una serie di attività conseguenti a diversi sbarchi di migranti irregolari lungo le coste siciliane. Il primo evento si è verificato nelle prime ore del mattino (del 15 luglio n.d.r.), nel siracusano, dove sono sbarcati – da un gommone – 60 migranti di nazionalità siriana, alcuni dei quali successivamente rintracciati a terra dalle Forze dell’ordine intervenute sul posto. Un secondo evento ha interessato la Capitaneria di Porto di Pozzallo, per uno sbarco avvenuto a Marina di Ragusa. In tale occasione, sono sbarcati da una unità in legno di circa 12 metri di lunghezza, 100 nordafricani. Notevole impegno, sia a terra che in mare, anche da parte del personale della Guardia Costiera di Portopalo di Capo Passero (in provincia di Siracusa), dove in due distinti eventi sono sbarcati 65 egiziani e ben 217 migranti irregolari di nazionalità eritrea (foto). Quest’ultimo evento si è concluso alle prime luci dell’alba. Le attività in questione, sono state tutte coordinate dall’11° Centro Secondario di Soccorso Marittimo della Guardia Costiera di Catania, che ha impiegato le Unità Navali delle Capitanerie di Porto di Siracusa, Pozzallo e Portopalo di Capo Passero.
In occasione di alcuni dei predetti eventi, si è trattato di vere e proprie operazioni di soccorso in mare, considerate le condizioni dei mezzi impiegati per la traversata (tutte imbarcazioni scoperte in legno) e l’eccessivo numero di persone presenti a bordo.

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Guardia costiera: maxi sequestro di prodotti ittici

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 marzo 2012

Vasta e complessa attività di controllo sulla filiera della pesca portata a termine dai militari della capitaneria di porto di Napoli. l’operazione denominata “pesca strisciante”, ha visto impiegati ottanta uomini della guardia costiera impegnati nelle verifiche a tredici esercizi commerciali – di vendita al dettaglio e all’ingrosso – tutti riconducibili alla medesima societa’, una delle maggiori catene di distribuzione di prodotti ittici freschi e congelati della provincia di Napoli con ramificazioni
d’impresa su tutto il territorio regionale. Sequestrate 3,5 tonnellate di pescato di cui 800 chilogrammi di pesce pangasio, risultante in cattivo stato di conservazione e privo di tracciabilita’ ed etichettatura. 33 gli illeciti amministrativi rilevati che hanno comportato sanzioni per 40.000 euro, 28 i sequestri amministrativi, 3 quelli penali per frode in commercio (pesce pangasio commercializzato per specie diverse di maggior pregio) e infine 4 le persone deferite all’autorità giudiziaria. l’operazione segue un’altra analoga attività di controllo alla filiera ittico/alimentare compiuta tra il primo ed il sei marzo scorso dalla stessa capitaneria di porto di Napoli in coordinamento con il corpo forestale dello stato che ha portato al sequestro di oltre 8 tonnellate di prodotti ittici ed alimentari a vario titolo illecitamente immessi in commercio. (Filippo Marini)

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Civitavecchia: Motonave ormeggiata in sicurezza

Posted by fidest press agency su domenica, 5 febbraio 2012

Si sono concluse alle 17,33 le operazioni di trasferimento della m/n sharden alla banchina n’20 del porto di Civitavecchia. dove e’ stata ormeggiata in sicurezza. Lo spostamento, iniziato alle 16,42 e coordinato dalla Guardia Costiera di Civitavecchia, e’ avvenuto con l’ausilio di 4 rimorchiatori.
Alle ore 17,50 e’ iniziato lo sbarco di tutti i veicoli presenti a bordo che verranno successivamente imbarcati sulla m/n Nuraghes, appartenente alla societa’ Tirrenia, in partenza alle 22,30 per Olbia.Immagini da fonte “Guardia Costiera”

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Motopesca Boccia messa in sicurezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2011

Fishing boats along the Mazaro river, Mazara d...

Image via Wikipedia

Si è conclusa positivamente la vicenda del Motopesca Boccia, entrato in sicurezza nel porto di Mazzara del Vallo questa mattina. Il peschereccio era rimasto in balia delle onde a circa 60 miglia da Siracusa nella notte del 25 dicembre. A monitorare costantemente la situazione e a coordinare le operazioni di soccorso la Guardia Costiera di Catania, territorialmente competente, che aveva trattenuto nell’area alcuni mercantili in navigazione, individuati grazie ai sistemi di monitoraggio del traffico marittimo. Gli uomini della Capitaneria di Porto di Mazzara del Vallo, verificato il buono stato di salute dell’equipaggio, stanno procedendo agli accertamenti per individuare le cause che hanno determinato la richiesta di soccorso. (Capitano di Fregata (CP) Cosimo Alessandro NICASTRO)

 

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Problematiche della guardia costiera

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2009

Antonello Ciavarelli delegato del Co.Ce.R. (Consiglio Centrale di Rappresentanza dei Militari) ci scrive: “Il problema del personale della Guardia Costiera è all’attenzione del Parlamento.  Questo personale, dipende funzionalmente da diversi dicasteri primo fra tutti dal Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, oltre che Interni, Difesa, Ambiente, Giustizia, Ministero delle politiche agricole, beni culturali ecc.. Nonostante la loro attività sia solo marginalmente a carattere amministrativo e di difesa nazionale, ma prevalentemente di polizia giudiziaria e polizia Marittima (contrasto all’immigrazione clandestina, contrasto al contrabbando di stupefacenti, polizia ambientale, sicurezza della navigazione controllo sulla salubrità del pescato, polizia demaniale ecc..ecc..), “di fatto” per poter  procedere agli arresti o difendersi da violenze, i militari della funzioni di polizia,Guardia Costiera devono chiamare il 112 o il 113, quasi come se fossero associazioni di volontariato, con spreco di risorse economiche ed umane, per lo Stato. Ai fini del giusto riconoscimento delle piene funzioni di polizia, l’Italia  potrebbe disporre immediatamente di 13.000 uomini in più per la sicurezza, senza spese di concorsi, arruolamenti, corsi di formazione. Dal sottoscritto (delegato Co.Ce.R.) in diverse sedi sono state evidenziate ufficialmente queste problematiche, compreso al Consiglio dei Ministri ed al Parlamento.   Di fatto oggi vi è una importante interrogazione parlamentare, oltre che una delega al Ministro dei Trasporti per riordinare il Corpo. L’auspicio è che si colgano al volo queste importanti occasioni.   In un contesto di richiesta di sicurezza, dove il Governo con decisione approva decreti per l’impiego dell’Esercito e la partecipazione all’ordine pubblico delle cosiddette ronde, sembra paradossale che, militari Ufficiali ed Agenti di Polizia giudiziaria della Guardia Costiera, debbano essere insultati e malmenati durante i normali controlli potendosi difendere solo con l’unica arma personale a loro disposizione: “la buona volontà”. (n.r. queste notizie sono importanti in quanto mettono in luce fatti e circostanze che sono ai più sconosciuti ma che possono offrire un contributo validissimo sia in termini operativi sia economici e non è certo cosa da poco in specie di questi tempi. Auspichiamo che nella sensibilità dei parlamentari si prenda coscienza della proposta e si addivenga tempestivamente a una soluzione)

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