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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

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Dal sepolcro al museo

Posted by fidest press agency su martedì, 15 giugno 2010

Roma Complesso del Vittoriano. “Storie di saccheggi e recuperi”: dal 15 giugno al 12 settembre 2010 il Complesso del Vittoriano ospita una grande mostra che vuole dare visibilità all’opera – svolta quotidianamente dalla Guardia di Finanza a tutela del patrimonio archeologico ed artistico – attraverso l’esposizione di un vasto corpus di manufatti marmorei, ceramici e bronzei recuperati dall’indotto clandestino e restituiti alla fruizione collettiva.  La mostra, nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, promossa dal Nucleo Polizia Tributaria di Roma della Guardia di Finanza – Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E’ un’attività benemerita e che va apprezzata per l’efficacia con cui realizza il suo impegno di recupero di opere di interesse archeologico il cui traffico clandestino è diventato un fenomeno in costante ascesa ed ha assunto negli ultimi anni connotazioni internazionali di allarmanti dimensioni. Il commercio che ne deriva è alimentato da lobbies economicamente forti che dettano le leggi di mercato e stabiliscono le regole della domanda e dell’offerta. Il sistema si riflette negativamente sui paesi ad alta densità di testimonianze del passato, primo fra tutti l’Italia, dove non c’è area che non testimoni questa millenaria civiltà, distribuita sul territorio in maniera tale da creare un continuum dal nord al sud al punto che, nell’accezione popolare, il nostro Paese viene spesso definito “Museo a cielo aperto”.
A presidio del patrimonio storico-archeologico, la Guardia di Finanza interviene e sviluppa le proprie attività di contrasto al fenomeno clandestino attraverso una specifica articolazione del Nucleo Polizia Tributaria Roma, il Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico, deputato alla salvaguardia dei siti a rischio della manomissione ed al monitoraggio del mercato antiquario nazionale con estensione in territorio estero attraverso la mutua assistenza rogatoriale, di concerto con le derivazioni periferiche del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e le Autorità Giudiziarie procedenti (Procure della Repubblica e Avvocatura dello Stato).  In particolare, la Guardia di Finanza, in virtù dei poteri derivatigli in campo economico- finanziario tributario e atteso che l’illecito traffico di manufatti storico-artistici sottende anche reati di evasione fiscale, esplica la propria attività spaziando da controlli di carattere prettamente amministrativo fino a quelli più propriamente aderente ai compiti di tipo finanziario.
Nel solo biennio 2008/2009, il diuturno impegno profuso nel comparto operativo ha consentito il recupero e la restituzione alla fruizione pubblica di 11.258 manufatti di interesse archeologico; il sequestro di 136.873 opere contraffatte e la denuncia di 294 responsabili per violazione di natura penale correlate allo specifico compendio, che rappresentano – in termini percentuale – un incremento di circa il 50 % rispetto al biennio precedente.  Un traguardo raggiunto grazie all’impiego serio ed incondizionato di militari, magistratura, archeologi e restauratori, un vero esercito di professionisti, che con passione, dedizione e sacrificio danno ogni giorno vita al programma di salvaguardia di un patrimonio diffuso, spesso negletto ed esposto a minacce ed aggressioni.  Una sezione della mostra, dal titolo “Post Fata Resurgo. La vita post mortem nell’antichità”, tratterà il tema specifico del rito funerario delle popolazioni italiche ed integrerà una rassegna delle tipologie sepolcrali in uso (dalla cista di tufo ovoide villanoviana fino al sarcofago in marmo di età imperiale), recuperate dal mercato illecito, unitamente ad un nucleo ceramico composito, proveniente da corredo tombale, recentemente rientrato a far parte del patrimonio artistico nazionale dopo decenni dalla dispersione  – avvenuta nel corso degli anni ’50 del ‘900 – nelle raccolte e legati collezionistici d’oltreoceano.  Sponsor: Borghi Fine Art, Progress Fineart   Organizzazione generale e organizzazione: Comunicare organizzando  Catalogo: Gangemi Editore

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Solidarietà del Coisp al Cocer della Guardia di Finanza

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2010

Il Coisp, sindacato di polizia ha emesso il seguente comunicato: “Quando andiamo dicendo in ogni dove che pretendiamo prima di tutto rispetto in virtù del ruolo che ricopriamo, spesso le controparti tentano di farci passare per paranoici, isterici ed egocentrici. Ma chi si assume l’onere di rappresentare e difendere i colleghi sa bene quale sia il primo problema con cui ci si scontra: è la grettezza di chi non vuole riconoscere il valore del traguardo straordinario che abbiamo raggiunto affermando la necessità delle rappresentanze sindacali; l’arroganza di chi pensa di poter ignorare le legittime istanze di coloro i quali quotidianamente operano al servizio dello Stato; la superbia di chi crede possibile tenere tutto celato sotto una coltre di prepotenza e di finta superiorità, che qualche volta si traduce nel far finta che l’interlocutore sindacale non esista, nel ridicolizzarlo, nel mentirgli spudoratamente, e qualche altra si manifesta con la volontà di imporgli il silenzio o di sottometterlo. Conosciamo bene ciò che descriviamo, ed è per questo che a pieno titolo possiamo e vogliamo manifestare tutta la solidarietà e la vicinanza ai membri del Cocer della Guardia di Finanza, che si sono trovati nella gradevolissima situazione nella quale tutti noi, di volta in volta, incappiamo”. “Il COCER – prosegue il comunciato del Coisp – ha fortemente stigmatizzato “l’approccio ed il tono con il quale il Presidente della Commissione Difesa ha inteso gestire l’audizione su una materia così delicata”, descrivendo “un clima surreale, tipico di una caserma degli anni trenta, connotato da una inusuale rigidità che ha privato, peraltro, i singoli commissari della facoltà di porre domande su tematiche di rilevante importanza…, che da anni rimangono colpevolmente irrisolte”. “Il Presidente della Commissione Difesa – è spiegato ancora nella nota – ha più volte tolto la parola ad alcuni delegati Cocer pretendendo la rettifica di talune dichiarazioni e senza il diritto di replica instaurando, di fatto, un clima conflittuale che lo ha portato persino a porre un veto sulla futura presenza in Commissione di un delegato Cocer che, amareggiato per le modalità dell’incontro, aveva lasciato l’aula”. “I fatti denunciati sono veramente molto gravi, e rispecchiano una realtà distante anni luce da quella che dovrebbe connotare un Paese democratico, consapevole del valore della propria storia, delle proprie tradizioni e della propria cultura. Sì – incalza il leader del Coisp – perché gli atteggiamenti di certa politica sono certamente più consoni ad un Paese schiacciato sotto il peso di qualche nostalgico capetto che tutto governa, tutto controlla, di tutto dispone”.  “E no – conclude la nota del Coisp -, è bene chiarire che non basteranno gli insulti, non basteranno le prepotenze, né la dissimulata indifferenza. E’ bene che la politica sappia che per ogni rappresentante sindacale che si tenta di far tacere, altri cento ne riprenderanno ed amplificheranno la voce. E’ bene chiarire che non sopporteremo più gli affronti e le angherie, ai quali da oggi risponderemo con azioni sempre più determinate e, se saremo costretti, usando i medesimi linguaggi”.

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