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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘guarigione’

Per guarire con più efficacia le cicatrici patologiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

Il botulino, iniettato grazie all’aiuto del laser, è un ottimo alleato per trattare con più efficacia le cicatrici patologiche, quelle che tendono a estendersi anche sulla cute sana che le circonda. Matteo Tretti Clementoni, medico Chirurgo Plastico e Ricostruttivo con specializzazione nell’utilizzo di laser elettromedicali e socio Aiteb, è intervenuto al 24° Congresso Mondiale di Dermatologia di Milano con una relazione proprio sull’uso del laser insieme alla tossina botulinica per il trattamento dei cheloidi, ovvero le lesioni cicatriziali che si formano sulla pelle a seguito di traumi, abrasioni, ferite, ustioni o piercing.Il medico parte da una premessa: “La tossina botulinica ha il vantaggio di ostacolare la proliferazione di fibroblasti nelle zone della pelle danneggiate da cicatrici, ed è quindi in grado di migliorare clinicamente queste zone. Ma sappiamo anche che la stessa tossina botulinica se iniettata nella pelle sana non causa alterazioni ed è quindi sicura anche laddove ci fosse una imperfezione nella sua somministrazione”.Per il trattamento delle lesioni cicatriziali generalmente il farmaco più utilizzato è il cortisone, ma, studi scientifici, citati dal medico nella sede del Congresso, hanno dimostrato che il cortisone combinato con la tossina botulinica migliora la sua efficacia. Pur di fronte a risultati incoraggianti resta una oggettiva difficolta nella somministrazione del botulino, che si fa tramite iniezioni, in questi casi: la causa è la consistenza troppo solida dei cheloidi che arrivano a “piegare” l’ago dell’iniezione.
“Per agevolare il trattamento possiamo ricorrere al laser – spiega Tretti Clementoni – che può servire a fare dei piccoli fori di diverse profondità nella zona da trattare dentro i quali si può applicare il farmaco, il fluido si diffonde e viene assorbito con più facilità. Una tecnica questa, chiamata LADD, laser-assisted drug delivery e che stiamo sperimentando con risultati oltremodo soddisfacenti”.
AITEB è un’associazione di medici chirurghi senza fini di lucro che ha come obiettivo sul piano scientifico quello di sviluppare le conoscenze sul botulino e sulle sue applicazioni in medicina estetica. L’Associazione si propone di coinvolgere tutti i medici italiani interessati allo sviluppo delle tecniche che riguardano l’uso del botulino, esercitando con scientificità, trasparenza e rigore per raggiungere elevati standard qualitativi. Info su http://www.aiteb.it

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I pazienti “guariti” dal cancro in Italia sono aumentati del 29% in otto anni

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Chicago. Erano 704.648 nel 2010, sono diventati 909.514 nel 2018. Passi in avanti importanti, a cui hanno offerto un contributo decisivo la diagnosi precoce grazie agli screening, i miglioramenti a livello organizzativo (Reti Oncologiche Regionali), i progressi diagnostici (in ambito di caratterizzazione biomolecolare), chirurgici, radioterapici e le terapie con farmaci innovativi. Ma la spesa per i farmaci anticancro nel nostro Paese è in costante crescita ed è passata da 3,3 miliardi di euro nel 2012 a più di 5 miliardi (5.063 milioni) nel 2017. Per continuare a garantire a tutti le terapie migliori, è fondamentale che venga confermato il Fondo per i farmaci oncologici innovativi, istituito nel 2016 per un triennio e pari a 500 milioni di euro all’anno. È l’appello dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) dal 55° Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), che si apre oggi a Chicago con la partecipazione di circa 40mila esperti da tutto il mondo. “Il Fondo è in scadenza a fine anno, chiediamo alle Istituzioni il rinnovo di questa fonte di risorse dedicate oppure provvedimenti che comunque permettano di poter trattare in maniera adeguata i nostri pazienti – afferma Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar -. L’alto livello dell’assistenza oncologica in Italia è dimostrato dai numeri: in dieci anni (2006 – 2016), la mortalità è diminuita del 24% fra gli uomini e del 12% fra le donne. Un risultato a cui ha contributo anche l’innovazione, in particolare l’oncologia di precisione. Perché il paziente possa ricevere una terapia di precisione sono necessarie una diagnosi accurata e una definizione del profilo molecolare della malattia con test specifici: diventa cioè necessario verificare che il tumore di quel paziente venga sottoposto a valutazione biomolecolare e che il paziente riceva, nel caso di test molecolare positivo, la terapia indicata. Si amplia così il concetto di appropriatezza diagnostico-prescrittiva che permette, attraverso una selezione adeguata del paziente, di evitare che i farmaci ad alto costo vengano prescritti in maniera non adeguata, evitando trattamenti inutili ai pazienti e, nel contempo, ottenendo risparmi notevoli per il sistema sanitario nazionale”.
Nel 2017 sono stati spesi circa 409 milioni di euro del Fondo per i farmaci anticancro innovativi e, nel 2018, il limite dei 500 milioni non è stato sforato. AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) determina le condizioni di accesso al Fondo definendo i criteri di innovatività. Il modello proposto prevede un approccio multidimensionale, che tiene conto di tre elementi fondamentali: il bisogno terapeutico, il valore terapeutico aggiunto e la qualità delle prove (robustezza degli studi clinici).
Nel 2018, in Italia, sono stati diagnosticati 373.300 nuovi casi di tumore. Il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi. “L’aumento annuale del numero di neoplasie maligne diagnosticate e che in molti casi richiedono terapie a lungo termine – spiega Giordano Beretta, Presidente eletto AIOM e Responsabile dell’Oncologia Medica all’Humanitas Gavazzeni di Bergamo – costituisce una grande sfida per i sistemi sanitari, che si trovano di fronte a necessarie revisioni delle risorse economiche e umane disponibili. I servizi sanitari per la gestione della malattia non sono sostenibili nella loro forma attuale. Oltre al rinnovo del Fondo per i farmaci oncologici innovativi, devono essere implementate le reti oncologiche regionali attive soltanto in Lombardia, Piemonte e Valle D’Aosta, Veneto, Toscana, Umbria, Liguria, Puglia, Campania e nella Provincia autonoma di Trento. Solo un modello organizzativo di questo tipo consente a tutti i pazienti sul territorio di accedere in modo uniforme alle cure migliori”.
“Devono essere inoltre abbreviati i tempi di accesso alle nuove terapie – sottolinea il presidente Gori -. Il tempo che trascorre fra il deposito del dossier di autorizzazione e valutazione presso l’EMA (agenzia regolatoria europea) e l’effettiva disponibilità di un nuovo farmaco nella Regione italiana che per prima rende disponibile il trattamento è di circa due anni e questo lungo processo può penalizzare fortemente i malati. Oggi, in Italia, diverse disposizioni regolano l’accesso e la prescrizione di farmaci approvati da EMA prima del rimborso a carico del servizio sanitario nazionale: è il cosiddetto early access, cioè l’accesso ‘anticipato’ alle terapie. Queste modalità regolatorie permettono ai pazienti di essere trattati con farmaci antitumorali efficaci ma non ancora rimborsati dal servizio sanitario nazionale: per questo motivo AIOM ha deciso di inserire nel proprio sito web (www.aiom.it) anche la lista dei farmaci oggi resi disponibili all’interno di programmi di EAP o compassionevoli. Un ulteriore aiuto agli oncologi italiani per curare al meglio, sempre, i pazienti oncologici”.
“Sono quasi 3 milioni e quattrocentomila (3.368.569) i cittadini che vivono dopo una diagnosi di cancro, in costante crescita (+3% anno) – afferma Roberto Bordonaro, segretario nazionale AIOM e Direttore Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliera Garibaldi di Catania -. La medicina di precisione, che richiede di effettuare in maniera sempre più estesa test di profilazione genica, impone al Sistema Sanitario Nazionale l’imprescindibile esigenza di definire con chiarezza le regole di accesso a questi esami”.
“In particolare, il test per conoscere lo stato mutazionale dei geni BRCA dovrebbe essere effettuato su tutte le pazienti con tumore dell’ovaio al momento della diagnosi – sottolinea Saverio Cinieri, tesoriere nazionale AIOM, Direttore del Dipartimento di Oncologia medica e Responsabile della Breast Unit dell’Ospedale Perrino di Brindisi -. È questa la via da seguire per definire le migliori strategie terapeutiche e iniziare il percorso familiare che potrebbe permettere l’identificazione di persone sane con mutazione BRCA, nelle quali impostare programmi di sorveglianza o di chirurgia (annessiectomia bilaterale) per la riduzione del rischio di sviluppare la neoplasia”.

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La Rai presenta gli spettacoli del piccolo schermo

Posted by fidest press agency su domenica, 12 febbraio 2017

ospedale bambin gesùRoma Venerdì 17 febbraio ore 12.00 sala A Viale Mazzini, 14 Conferenza stampa per la presentazione di I RAGAZZI DEL “BAMBINO GESÙ -Ospedale Pediatrico- di Simona Ercolani Per la prima volta il Bambino Gesù di Roma, l’ospedale pediatrico più importante d’Europa, apre le porte mostrando la quotidianità di dieci giovani malati, delle loro famiglie, dello staff medico, in un intenso e autentico viaggio alla ricerca della guarigione. Un viaggio dentro la verità, contro il tabù della malattia. Interverranno: Antonio Campo Dall’Orto – Direttore Generale Rai Mariella Enoc – Presidente del Bambino Gesù Filomena Albano – Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza
Daria Bignardi – Direttore Rai3 Simona Ercolani – Produttore creativo del programma
In onda su Rai3, da domenica 19 febbraio ore 22.50

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Prova bikini e incontinenza

Posted by fidest press agency su sabato, 27 luglio 2013

“In presenza di un problema di aumentata frequenza nel fare pipì a volte può essere opportuno porre anche una particolare attenzione all’alimentazione – spiega la dottoressa Antonella Biroli, Fisiatra dell’Ospedale S. Giovanni Bosco di Torino – poiché ci sono cibi che, se consumati in eccesso, possono essere diuretici, mentre altri possono avere effetti irritativi sulla vescica. Il the, il caffè, l’alcool, alcuni succhi di frutta – come quello di pompelmo – possono avere un effetto diuretico e i cibi piccanti, le bevande gassate, gli alimenti acidi – come pomodori e agrumi – per alcune persone rappresentano fattori irritanti per le vie urinarie e quindi possono aumentare il senso di urgenza minzionale”.Per quanto riguarda invece l’assunzione di liquidi, se da una parte è vero che bere regolarmente può aiutare a regolarizzare l’intestino e limitare l’insorgenza di cistiti acute o calcoli urinari, dall’altra parte nella maggior parte dei casi non è necessario imporsi di superare un litro e mezzo di acqua al giorno in presenza di una dieta ricca di frutta e verdura. “Al contrario, le persone affette da urgenza minzionale, come nel caso di vescica iperattiva, possono avere effetti negativi da un eccessivo apporto di liqudi e aumentare la frequenza urinaria e l’urgenza. Quando si verifica un aumento di produzione di urina durante la notte (poliuria notturna), è opportuno bere meno nelle ore serali, naturalmente tenendo conto delle necessità del nostro corpo nei periodi più caldi, legate alla sudorazione”, consiglia Biroli.
Naturalmente è importante tenere conto anche degli effetti dell’alimentazione sul peso. Antonella Biroli aggiunge: “L’obesità è un fattore negativo sia per l’incontinenza sia per il prolasso genitale, in quanto il peso influisce sul sostegno degli organi pelvici (statica pelvica) e favorisce l’aumento della pressione endoaddominale con effetti negativi anche sulla continenza urinaria. Molti studi hanno dimostrato come una perdita di peso del 5-10% favorisca un miglioramento dell’incontinenza”.Anche una regolare funzione intestinale può condizionare il comportamento della vescica per diversi aspetti. Ogni donna dovrebbe privilegiare una dieta ricca di fibre(frutta, verdura), che con il giusto apporto di liquidi aiuta a mantenere un transito intestinale regolare.In riva al mare meglio evitare di fumare, anche se questo fattore non rappresenta una causa diretta di incontinenza. “La tosse persistente provocata dal fumo stesso è un elemento negativo per la continenza: l’aumento di pressione che la tosse determina all’interno dell’addome favorisce, infatti, le fughe urinarie da sforzo”,commenta la fisiatra. E aggiunge: “Per ‘mantenersi in forma’ in vista dell’estate molte donne frequentano palestre o fanno esercizi domiciliari. Dovrebbero però evitare esercizi che comportino una contrazione dei muscoli addominali non controbilanciata da una simultanea contrazione dei muscoli del pavimento pelvico. In genere quest’ultima non viene appresa ed esercitata volontariamente, quindi la sola attivazione dei muscoli addominali comporta un contemporaneo sovraccarico dei muscoli pelvici. Al contrario, è utile praticare un’attività fisica regolare di intensit&agrav e; lieve/moderata, come ad esempio camminare. Il nuoto o la ginnastica in acqua sono benefici, soprattutto in caso di sovrappeso, in quanto consentono di allenare la muscolatura in assenza di gravità e con meno traumi, sia articolari che pelvici”.In vacanza meglio porre attenzione anche all’utilizzo di alcuni farmaci, che tendono a far peggiorare l’incontinenza: naturalmente i diuretici, i tranquillanti assunti per combattere l’insonnia – perché rendono meno sensibili al riempimento vescicale durante il sonno -, alcuni antdepressivi e anti-ipertensivi.È importante ricordare che in presenza di incontinenza urinaria può essere utile in moltissimi casi la riabilitazione del pavimento pelvico; per alcuni tipi di incontinenza ci sono terapie farmacologiche efficaci. Infine in caso di inefficacia di terapie conservative la chirurgia nel corso del tempo si è evoluta proponendo interventi sempre meno invasivi e sempre più efficaci. “Se il problema viene affrontato per tempo, nella quasi totalità dei casi sono possibili miglioramenti estremamente significativi e anche la completa guarigione per arrivare più sereni e in forma all’estate, pronti per partire per le vacanze”, conclude Biroli.

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Giornata della Talassemia

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2010

Roma-Campidoglio, venerdì 7 maggio alle ore 11.00 nella Sala Pietro da Cortona si terrà la conferenza stampa durante la quale alcuni dei maggiori esperti di talassemia discuteranno delle novità della diagnosi e della cura, della ricerca, dell’importanza della donazione del sangue e delle prospettive di guarigione aperte dalla terapia genica.
E’ una malattia ereditaria a carattere cronico che in Italia colpisce circa 7.000 persone. Nonostante i numerosi progressi nella cura e nel trattamento la malattia resta ancora un problema non risolto in termini di guarigione definitiva.

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Giornata Nazionale per l’Epilessia

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2010

2 maggio 2010  IX edizione della Giornata Nazionale per l’Epilessia. Campagna “Accendi il cuore per l’epilessia” autorizzata dal Segretariato sociale RAI per la Piena Cittadinanza e la Raccolta fondi per la Ricerca sulla Farmaco Resistenza. L’AICE – Associazione Italiana Contro l’Epilessia – si presenta a questo appuntamento, insieme ad oltre 300 mila italiani affetti da questa patologia, con due importanti risultati: 1) il riconoscimento giuridico ed amministrativo dei casi pur limitati casi di guarigione, circa il 5%, con la rimozione delle ingiuste discriminazioni imposte sino ad oggi alle persone guarite per tutta la vita. 2) la scoperta della molecola HMGB1 responsabile della particolare condizione di infiammazione del tessuto cerebrale che pare predisporre la comparsa delle crisi epilettiche. Un importante passo avanti compiuto dall’equipe di ricercatori internazionali coordinati dalla dottoressa Annamaria Vezzani, sostenuti anche dalle donazioni raccolte dall’AICE. Degli oltre 300 mila italiani con epilessia circa il 5% guarisce, il 70% controlla farmacologicamente le crisi ed, a tutt’oggi, il 25% è farmaco resistente. L’AICE da anni ha incardinato la sua azione nel sostegno alla Piena Cittadinanza delle Persone con epilessia ed il sostegno alla Ricerca contro la ancor troppo diffusa farmaco resistenza. Dal 26 aprile al 2 maggio si potrà donare 2 euro alla ricerca sull’epilessie farmacoresistenti con un SMS da cellulare
personale – TIM – Vodafone – Wind – 3 – CoopVoce o chiamata da telefono fisso Telecom Italia al 45506 Nelle piazze italiane l’AICE raccoglierà le donazioni per la ricerca offrendo candele a forma di cuore: accendi anche tu il cuore per l’epilessia.

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Attentato Russia

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 marzo 2010

«Desidero manifestarle la mia vicinanza in occasione dei terribili attentati che hanno colpito oggi il cuore della sua città». È quanto si legge nel messaggio che il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha inviato al sindaco di Mosca, Jurij Lûzkov.  qui «La notizia ha profondamente commosso i cittadini romani, che partecipano al dolore per la morte di tanti innocenti. Nell’esprimere tutta la nostra solidarietà – scrive Alemanno –  ribadisco la comune determinazione nel condannare questi atti scellerati, ispirati a una cultura dell’odio e della morte, di fronte a cui le nostre Capitali non abbasseranno mai la guardia.  Esprimo, a nome mio e di tutta la città di Roma, le più sentite condoglianze ai parenti delle vittime e rivolgo auguri di pronta guarigione ai numerosi feriti».

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Solidarietà a Berlusconi

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2009

“Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per la vile aggressione subita”. È quanto si legge in una nota di Vincenzo Menna ed Emilio Verrengia, rispettivamente Segretario generale e Segretario generale aggiunto dell’Associazione in merito all’aggressione di domenica a Milano ai danni del Premier. “L’Aiccre, condannando qualsiasi forma di violenza e con lo spirito europeista di pace e solidarietà, augura al Presidente del Consiglio una pronta guarigione”, hanno aggiunto i dirigenti dell’Aiccre. “Ci associamo alle parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che auspica il ritorno ad un civile confronto tra le parti politiche, soprattutto – hanno concluso Menna e Verrengia – in questi mesi che precedono l’appuntamento con le elezioni regionali che ci auguriamo si svolgano nel rispetto degli avversari politici e in una dialettica sostanziale e non propagandistica”.
L’Aiccre è la Sezione italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (Ccre), Associazione che raggruppa gli amministratori di oltre 100.000 enti territoriali in 26 paesi dell’Unione europea, dell’Europa centrale e orientale e di Israele. Il Ccre si è costituito a Ginevra nel gennaio 1951 ed è dal 5 maggio 2004 la Sezione europea della CGLU (Città e governi locali uniti)

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Linfomi: malattie sempre più spesso guaribili

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2009

Roma 24 settembre al Teatro Sistina Serata speciale con Massimo Ranieri dedicata all’AIL, Associazione Italiana contro le Leucemie – Linfomi e Mieloma. Oltre 1 milione di persone al mondo convivono con un linfoma. E sono 350.000 i nuovi casi ogni anno a livello mondiale, 16.000 in Italia. Oggi, rispetto a pochi anni fa, il linfoma si può curare, grazie alla chemioterapia, al trapianto di midollo e ai farmaci biologici come il rituximab.  Oggi le prospettive di vita per i pazienti affetti da linfoma sono molto migliorate: le possibilità di guarigione sono quasi raddoppiate ed i pazienti vivono più a lungo. Il linfoma non Hodgkin, la forma più diffusa con 12.000 nuovi casi ogni anno, si distingue in diverse tipologie a seconda del tipo istologico: ognuna presenta prognosi, durata e tipo di trattamento differenziato. Nel caso del linfoma a grandi cellule, per esempio, circa il 60-70% dei pazienti può guarire.  Tre sono i capisaldi della lotta al linfoma: la chemioterapia tradizionale, il trapianto di midollo osseo e i farmaci biologici, che colpendo in modo mirato solo le cellule tumorali, sono meno debilitanti per il paziente. “Tra questi il rituximab ha dato i risultati migliori: questo farmaco riconosce un antigene di superficie presente sulle cellule del linfoma (l’antigene CD20), si concentra su quello, uccidendo la cellula tumorale. È una sorta di ‘proiettile intelligente’ – afferma Maurizio Martelli, Ricercatore Dipartimento di Ematologia, all’Università di Roma “La Sapienza”. “Va ricordato però che il solo anticorpo non sostituisce la chemioterapia. L’aggiunta dell’anticorpo alla chemioterapia ha migliorato in maniera significativa i risultati in termini di sopravvivenza e di remissione completa della malattia.”  Roche, la più grande azienda di biotecnologie al mondo, sostiene da diversi anni alcune tra le iniziative promosse dall’AIL, che quest’anno celebra il suo 40° anno di attività. La Ricerca ha fatto passi da gigante nella messa a punto di terapie per la cura delle malattie del sangue, ma deve assolutamente proseguire. È proprio per questo che l’AIL, da 40 anni riferimento fondamentale per i pazienti, invita tutti i cittadini a dare il loro contributo per sostenere ancora una volta la Ricerca contro queste malattie.
Il linfoma
È un tipo di tumore che si può sviluppare quando si verifica un errore nella produzione dei linfociti. Come risultato, si ha una cellula anomala che diventa tumorale a causa di una velocissima ed infinita replicazione. Queste cellule perdono la capacità di andare incontro a “morte programmata” (apoptosi) e possono accumularsi nei linfonodi dando così origine a tumori e provocando l’ingrossamento dei linfonodi.  Come i linfociti normali, anche quelli maligni possono svilupparsi in diverse parti del corpo come linfonodi, milza, midollo osseo, sangue od altri organi.   Le cause esatte del linfoma rimangono ancora sconosciute. Tuttavia, la ricerca si sta focalizzando su alcuni fattori che possono contribuire allo sviluppo del linfoma, quali fattori genetici, un indebolimento del sistema immunitario ed alcuni virus come l’HIV.  Esistono due tipi di tumore del sistema linfatico:  linfoma di Hodgkin, (o Morbo di Hodgkin, dal nome del medico che per primo lo individuò nel 1832), caratterizzato dalla presenza di un particolare tipo di cellule tumorali, le cosiddette cellule di Reed Sternberg, non rilevabili nelle altre forme di linfoma; linfomi Non-Hodgkin (LNH) che rappresentano la categoria più comune e diffusa. Esistono più di 30 tipi diversi di linfomi Non-Hodgkin i quali vengono solitamente distinti in due gruppi, a seconda della rapidità di crescita del tumore:indolenti (basso grado di malignità): le cellule tumorali si dividono e si moltiplicano lentamente, rendendo difficoltosa la diagnosi iniziale. I pazienti affetti da questi linfomi possono convivere con la malattia per molti anni, ma le terapie standard non sono in grado di contrastare la malattia quando già si trova in uno stadio avanzato. La forma indolente, a sviluppo lento, rappresenta il 45% dei linfomi Non-Hodgkin; aggressivi (grado di malignità medio/alto): le cellule tumorali si dividono e si moltiplicano rapidamente e, se non trattato, il linfoma può essere fatale nel giro di sei mesi-due anni. La forma aggressiva, o a crescita rapida, che si presenta in circa il 55% dei pazienti con linfoma Non-Hodgkin, è quella più sensibile alle terapie.
La sintomatologia dei linfomi è molto variabile: a volte sono asintomatici, a volte compaiono con sintomi molto generici, come febbre, sudorazione intensa (soprattutto notturna), dimagrimento, spossatezza e prurito persistente in tutto il corpo. Non esistono test per diagnosticare precocemente il linfoma Non-Hodgkin e la biopsia sul linfonodo è l’unico metodo che consente una diagnosi accurata del linfoma. Il linfonodo deve essere prelevato per intero per consentire l’analisi di tutta la struttura ghiandolare e per definire nel modo più preciso il tipo istologico (istotipo) del linfoma ovvero la “carta d’identità del tumore”. Dal tipo di linfoma deriva l’aggressività clinica della malattia e, di conseguenza, la terapia. Nei casi in cui i linfonodi sono presenti esclusivamente in una sede profonda, come l’addome e il torace, per formulare una diagnosi è necessario un intervento chirurgico in sede addominale (laparotomia o laparoscopia) o toracica (toracotomia o broncoscopia o mediastinoscopia). Una volta individuato il tipo di linfoma è opportuno conoscerne la sua diffusione. Può  essere infatti colpita una singola sede linfonodale oppure più  sedi. Mediante una serie di accertamenti diagnostici di laboratorio (esami del sangue), radiologici (TAC, PET, ecografia, esami radiologici tradizionali) e, ove necessario, endoscopici è possibile definire la diffusione della malattia e classificarla in stadi.

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Diecimila Talenti di Tina Vasaturo

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2009

Roma Venerdì 20 marzo 2009, ore 20:00 Largo dei Fiorentini, Spazio morgana – music inn presentazione del libro di Tina Vasaturo. Trovare la Luce in ogni evento è l’occupazione più bella del nostro esistere […]. Certe volte ci fa estrema fatica trovare significato agli eventi negativi, e certe volte trovare una ragione a perché certe cose accadano è impossibile. Ma il processo mentale e spirituale che usiamo per tentare di metabolizzare e inserire le nostre cose in un contesto è comunque sempre e in ogni caso un percorso, e iniziare un percorso è sempre positivo […]. Ho imparato dalla mia malattia che le nostre forze interiori sono completamente diverse da come le immaginavamo, e ho imparato a conoscere me stessa nella mia capacità di auto superarmi. Ciò ha completamente cambiato anche la mia forza esteriore e questo aiuterà a farmi guarire. Ma ho imparato soprattutto ad affidarmi di più, a chiamare forza quello che prima chiamavo debolezza, e a sentire nella mia carne la potenza di un Dio che continua a stupirmi e a farmi innamorare.
Tina Vasaturo, nata a Roma nel 1963, diplomata in violino e medico. Ha conseguito la specializzazione in Patologia Clinica ed il Dottorato di Ricerca in Medicina Sperimentale presso l’Università La Sapienza di Roma. Per dodici anni ha lavorato nei laboratori di ricerca del Policlinico Umberto I, e per quattro anni negli Stati Uniti, al Nevy Hospital di Washington D.C., pubblicando numerosi lavori in riviste internazionali. Ha sviluppato la sua professione artistica nell’ambito di formazioni orchestrali, nell’insegnamento e nella direzione di coro. Attualmente lavora nel laboratorio Analisi del Pronto Soccorso al Policlinico Umberto I di Roma, e studia composizione e musica corale. Da molti anni è medico volontario all’Andos (Associazione Italiana Donne Operate al Seno), dove si occupa della riabilitazione psicofisica delle donne operate. Sposata da cinque anni è in attesa di Golapi, una bellissima bambina indiana di sette anni. “Diecimila talenti” è la sua prima pubblicazione.

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