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È arrivata la Guida agli Extravergini 2020

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

La Guida agli Extravergini 2020 a cura di Slow Food Italia, il libro-bussola che come ogni anno aiuta i consumatori a districarsi nel complesso e articolato mondo dell’olio e le aziende produttrici di extravergine d’oliva buono pulito e giusto a farsi conoscere, è da oggi disponibile. Sino a qualche mese fa avremmo scritto è in libreria, ma la situazione che stiamo vivendo ci impone una diversa modalità di distribuzione. La nuova edizione si può acquistare su http://www.slowfoodeditore.it. Da oltre venti anni il volume segnala il meglio della produzione italiana di qualità. Grazie a una rete di oltre 100 collaboratori, che non sono solo esperti degustatori, ma persone presenti sul territorio, che conoscono le aziende dall’oliveto alla bottiglia, la Guida offre uno spaccato dell’Italia dell’olio completo e ricco di particolari. Nell’edizione 2020 sono raccontate 580 realtà tra frantoi, aziende agricole e oleifici, recensiti 943 oli tra gli oltre mille assaggiati.Cresce il numero delle aziende che certificano in biologico l’intera filiera e aumentano i produttori (120) che hanno aderito al Presidio Slow Food Olio extravergine italiano, il progetto che promuove il valore ambientale, paesaggistico, salutistico ed economico dell’olio, che tutela oliveti antichi, cultivar autoctone e raggruppa produttori che non adoperano fertilizzanti di sintesi e diserbanti chimici.Non mancano poi nella Guida, facilmente individuabili, i riconoscimenti classici: la Chiocciola indica le aziende (28) che si distinguono per la loro totale coerenza con la filosofia Slow Food; Grande Olio attribuito agli extravergini che si sono distinti per particolari pregi dal punto di vista organolettico e perché ben rispecchiano territorio e cultivar. A queste caratteristiche, il premio Grande Olio Slow aggiunge il riconoscimento rispetto pratiche agronomiche sostenibili applicate.Com’è stata l’annata 2019? Le difficoltà maggiori le ha provocate il clima che, con i suoi cambiamenti ormai troppo frequenti, colpisce ogni anno a macchia di leopardo la nostra produzione. Se nel 2018 era stato il Sud a risentire dei suoi effetti, l’annata 2019 ha ridotto letteralmente in ginocchio la produzione del Nord Italia, con cali che vanno dal 50% in Liguria sino al 95% sul Garda. E questo si legge bene dalla Guida dove le realtà del Nord sono poco presenti. Mentre tiene, mediamente, il Centro e cresce, a doppia cifra percentuale, il Sud (anche se il raffronto avviene sui dati disastrosi dell’anno precedente). La Guida, da sempre, vuole essere anche un invito per andare a visitare queste realtà che fanno parte di un settore strategico per il Made in Italy che concorre a disegnare il volto paesaggistico della nostra nazione. Questi consigli di acquisto e visita oggi sono ancora più importanti. Quando ci si potrà nuovamente spostare mettete in calendario una gita per andare a trovare produttore di olio tra quelli segnalati dalla Guida: tra questi ben 177 offrono ristorazione e 190 sono quelli con possibilità di alloggio. Un’opportunità per viaggiare tra territori, uomini e varietà e per vivere un mondo da scoprire, apprezzare e assaggiare.

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Nuova guida per i pazienti con ipertensione durante l’epidemia

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

L’American Heart Association (AHA) ha reso disponibile una nuova guida per i pazienti con ipertensione durante l’epidemia di COVID-19. Si ricorda che questi pazienti sono a rischio maggiore di complicazioni, e che le persone che assumono gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE) o i bloccanti del recettore per l’angiotensina (ARB) per ipertensione, insufficienza cardiaca e cardiopatia non devono interrompere il trattamento. «Questi farmaci non aumentano il tuo rischio di contrarre il COVID-19. Sono fondamentali per mantenere i livelli di pressione sanguigna per ridurre il rischio di infarto, ictus e peggioramento delle malattie cardiache» si legge nella guida. Allo stesso tempo l’AHA mette in guardia in merito all’assunzione di alcuni farmaci, come infiammatori non steroidei (FANS), che possono aumentare la pressione, la quale deve essere tenuta sotto controllo anche da coloro che prendono contraccettivi, farmaci per la salute mentale, corticosteroidi, immunosoppressori o alcuni antitumorali. È da limitare inoltre il consumo di caffè, alcol e liquirizia. Recentemente sono stati pubblicati diversi articoli che indagano sulla relazione tra il virus che causa il COVID-19 e il sistema renina-angiotensina. La controversia sull’uso di ACE inibitori e ARB era nata dal fatto che alcuni studi mostrano che questi farmaci aumentano l’espressione del recettore di ACE-2, utilizzato dal virus per entrare nelle cellule. La preoccupazione è che questi farmaci possano aumentare la suscettibilità al virus. Altre ricerche invece hanno suggerito che riducendo i livelli di angiotensina 2, i suddetti farmaci proteggano dal danno polmonare. Sono molti gli articoli disponibili che riportano i dati di pazienti ricoverati in ospedale con COVID-19. Vengono elencate le comorbilità e si avanzano diverse ipotesi, come la possibilità che i pazienti con ipertensione possano avere un sistema renina-angiotensina iperattivo, che potrebbe mediare il danno polmonare acuto. I diversi e più recenti commenti apparsi su New England Journal of Medicine, Lancet Respiratory Medicine e Mayo Clinic Proceedings ampliano i meccanismi a supporto di un ruolo positivo di ACE inibitori e ARB nell’infezione COVID-19 e seguono tutti la stessa linea: i pazienti dovrebbero continuare la cura, in accordo con le principali società di cardiologia e ipertensione. (fonte: doctor33)

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Samsung Smart Learning e la guida dedicata ai docenti per gestire al meglio le lezioni da remoto

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Nel contesto attuale, che ha portato alla chiusura prolungata delle scuole di tutta Italia per far fronte alla diffusione del Coronavirus (Covid-19) nel nostro paese, Samsung Electronics Italia, azienda che da sempre si dedica allo sviluppo di progetti nell’ambito dell’istruzione digitale dei giovani, prosegue nel suo impegno nei confronti degli studenti e degli insegnanti del nostro paese, attraverso il progetto Samsung Smart Learning, che si concretizza anche con la creazione del Samsung Smart Learning Kit, un utile strumento per la gestione ottimale della didattica a distanza, che sarà distribuito nei prossimi giorni a oltre 60.000 docenti, di ogni ordine e grado, in tutta Italia, e che viene messo a disposizione di tutti gli insegnanti attraverso il sito di Samsung.
Samsung Smart Learning si rivolge a ogni scuola per far vivere agli studenti un momento di socialità e un’esperienza didattica formativa e per supportare gli insegnanti a trovare modalità alternative per fare didattica in questo momento.Il kit per la didattica a distanza di Samsung è una guida al distance learning completa di sezioni dedicate alle varie fasi e attività di apprendimento da remoto; il kit include sette capitoli diversi nei quali il docente è accompagnato in un percorso che spiega in maniera semplice e diretta come organizzare le fasi preliminari del distance learning con un piano didattico ad hoc per le lezioni online, quali strumenti adottare per avviare una lezione in rete, come gestire al meglio le lezioni frontali e quelle interattive e come organizzare il lavoro dedicato agli esercizi e le interrogazioni. La guida si chiude con un capitolo interamente dedicato alla gestione delle attività di smart learning per i bambini più piccoli.

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La tenacia guida i pentastellati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 gennaio 2020

“La caratteristica che accomuna tutti noi del MoVimento 5 Stelle è la tenacia, quella voglia di non mollare mai, di non fermarsi di fronte a nulla e di porsi degli obiettivi che gli altri spesso definiscono “irrealizzabili”. È già successo con il reddito di cittadinanza. Ve lo ricordate quando ci dicevano che non si poteva fare? Che era qualcosa di irrealizzabile e che non avrebbe funzionato? Invece oggi è realtà e ha migliorato le condizioni di molti cittadini dando loro una seconda opportunità. Il MoVimento è proprio questo, gente ostinata, che porta avanti le istanze del popolo all’interno delle istituzioni, scegliendo di volta in volta la strategia più adatta alla situazione. Lo facciamo passo dopo passo, con la passione che da sempre ci contraddistingue e la voglia di andare avanti, con costanza e determinazione”. Lo scrive, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, postando un articolo.

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Vogliamo essere guidati

Posted by fidest press agency su martedì, 31 dicembre 2019

Il destino dell’essere umano non sembra quello di agire da solo ma di farlo in comunità sotto la guida di un leader carismatico, a prescindere, che a un certo punto riconosciamo per tale. Se ci limitiamo al solo caso italiano, ma non siamo soli nel mondo, ovviamente, e limitiamo la riflessione agli eventi più recenti possiamo dire che Mussolini ha rappresentato tutto questo, nel bene e nel male, ma anche il coevo Hitler nella colta Germania non è stato da meno e Franco in Spagna e Stalin nell’URSS. Nel nostro paese è seguita, negli anni post-bellici, una ricerca spasmodica del leader. La stessa democrazia cristiana e il partito comunista ci hanno mostrato vari campioni da De Gasperi ad Andreotti, Moro e Fanfani, da Togliatti a Berlinguer. Ne avevano il carisma ma, ad eccezione di Andreotti, erano una specie di scirocco che durava tre giorni e poi spariva. Ci volle negli anni novanta lo choc imposto dai giudici di mani pulite per far emergere una figura di leader e l’impressione che fosse incrollabile sotto la scure dei processi che furono intentati a suo carico e degli intrighi di palazzo. Divenne per molti italiani l’uomo del destino e se ne fecero carico a dispetto di tutto e di tutti. Ma avere nel sangue la leadership non significa, necessariamente, essere un dittatore o un popolano del taglio di Masaniello. Significa rappresentare un disagio esistenziale reale e declamarlo con forza e convinzione. Questo è per me Grillo. E il popolo che lo segue è quello che è crollato subendo il peso di chi lo ha tradito con il sistema del pifferaio e chi crede di governare con un’ubriacatura di democrazia del consenso nella logica del tutto cambiare per nulla cambiare. (Riccardo Alfonso)

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Linee Guida per una Sana Alimentazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

Equilibrio, varietà e moderazione, all’insegna della tradizione italiana e della dieta mediterranea, con un occhio alla migliore ricerca scientifica ed uno alla sostenibilità: questi gli “ingredienti” della Edizione 2018 delle Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana, realizzata dal CREA, con il suo Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione, e presentata oggi al Mipaaf. Si tratta, per l’Italia, delle uniche indicazioni istituzionali per una alimentazione equilibrata dirette alla popolazione sana, autorevoli e libere da condizionamenti, redatte periodicamente, a partire dal 1986 e fino al 2003, dal CREA Alimenti e Nutrizione (allora Istituto Nazionale della Nutrizione e poi INRAN), che hanno raggiunto ogni volta milioni di persone. Sono state elaborate con il supporto di una autorevole e nutrita Commissione multidisciplinare di esperti (oltre 100), presieduta da Andrea Ghiselli (dirigente di ricerca CREA Alimenti e Nutrizione) e coordinata da Laura Rossi (ricercatore CREA Alimenti e Nutrizione), con l’intento di raccogliere e rielaborare le migliori evidenze scientifiche, coniugandole con le nostre tradizioni alimentari. L’obiettivo prioritario delle Linee Guida resta sempre lo stesso: la prevenzione dell’eccesso alimentare e dell’obesità che, in Italia, soprattutto nei bambini, mostra dati preoccupanti, in particolare nei gruppi di popolazione più svantaggiati. In generale, l’edizione 2018 si presenta più corposa rispetto alle precedenti revisioni ed è suffragata da un voluminoso dossier scientifico di riferimento, (https://www.crea.gov.it/web/alimenti-e-nutrizione/-/nuove-linee-guida-per-una-sana-alimentazione-edizione-2018- ) in cui ogni risultato, ogni conclusione e tutte le raccomandazioni sono state sostanziate e supportate dalla letteratura scientifica pubblicata e criticamente revisionata. Esso è basato sulle evidenze derivate da studi epidemiologici, clinici e di intervento, sull’analisi delle revisioni sistematiche della letteratura, meta-analisi, report di agenzie transnazionali (EFSA, OMS, FAO ecc.) o di organizzazioni con specifica missione istituzionale in ambito di nutrizione e salute. Per la sua strutturazione sono state eseguite analisi di dati specifici, soprattutto in materia di consumi alimentari ed epidemiologia.Tuttavia, se le 13 nuove Linee Guida di questa edizione rispecchiano in larga parte quelle del 2003 ancora scientificamente valide, ci sono 3 rilevanti novità, segno dei tempi che cambiano: “Più frutta e verdura”, in considerazione della loro importanza nel quadro di un’alimentazione bilanciata e nella promozione della salute; “Sostenibilità delle diete”, relativa all’impatto ambientale e all’accessibilità socioeconomica di una dieta sana; e, infine, “Attenzione alle diete e all’uso degli integratori senza basi scientifiche”, dedicata a guidare il consumatore nella giungla delle diete alla moda, mettendo in evidenza le ragioni della loro nascita, l’efficacia per il dimagrimento e, soprattutto, le controindicazioni.Inoltre, sono stati compilati per la prima volta piani dietetici, anche ipocalorici, che includono alimenti provenienti da tutti i gruppi alimentari, utilizzando come riferimento le “porzioni standard italiane”, fondamentali per costruirsi una alimentazione equilibrata. E, sempre per facilitare il consumatore, sono state ampliate le parti pratiche del documento, come le “false credenze” e i “come comportarsi” più numerosi box di approfondimento che, senza interrompere o appesantire il testo, si trovano a margine dei vari capitoli.A breve le Linee Guida saranno on line sul sito del CREA.

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Ristoranti Buon Ricordo: Nuova guida 2020

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

Nove nuovi ristoranti sono entrati nell’Unione Ristoranti del Buon Ricordo, la prima associazione di ristoratori nata in Italia. Sono quindi 103 i locali (di cui 10 all’estero fra Europa e Giappone) che fanno parte del sodalizio, fondato nel 1964 per salvaguardare e valorizzare le tante tradizioni e culture gastronomiche italiane, che allora correvano il rischio di perdersi sotto la spinta dell’omologazione del gusto e la moda della cosiddetta cucina internazionale, mentre la cucina tipica delle regioni era, come scrisse Vincenzo Bonassi, “sconosciuta o negletta”. A una felice e puntuale idea di Dino Villani, uomo di cultura e maestro di comunicazione (a cui si devono, fra l’altro, il primo concorso di Miss Italia, il Premio Suzzara ideato con Zavattini, l’idea di far diventare il 14 febbraio la Festa degli Innamorati), si associò un gruppo di ristoranti di qualità con l’obiettivo di ridare notorietà e prestigio alle tante espressioni locali della tradizione gastronomica italiana, a quell’epoca poco valorizzata. A caratterizzare ciascun ristorante, e a creare fra loro un trait d’union, è oggi come un tempo il piatto-simbolo dipinto a mano dagli artigiani della Ceramica Artistica Solimene di Vietri sul Mare su cui è effigiata la specialità del locale, che viene donato agli ospiti in memoria di una piacevole esperienza gastronomica da ricordare. Per conoscere da vicino i Ristoranti del Buon Ricordo e le loro specialità, si può consultare il sito http://www.buonricordo.com o sfogliare la Guida 2020 appena pubblicata, in distribuzione gratuita nei ristoranti associati e scaricabile dal sito.

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Pubblicata online la guida The WineHunter Award 2019

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Ora è consultabile la prestigiosa guida alle eccellenze vitivinicole e culinarie selezionate dal WineHunter Helmuth Köcher. Per la categoria Wines sono 2.900 i vincitori degli Award Rosso e Gold, con circa 800 etichette in più degustate rispetto al 2018. Nelle categorie Culinaria, Aquavitae e Beerpassion su oltre 500 prodotti degustati sono 363 i premiati con gli Award Rosso e Gold. Inizia ora il conto alla rovescia per scoprire chi saranno i vincitori dell’ambito Award Platinum, ufficializzati ad ottobre in occasione della Milano Wine Week.
Merano, 16 agosto 2019 – La “caccia al miglior vino e prodotto gastronomico” del WineHunter Helmuth Köcher è terminata. Da oggi sono ufficiali i vincitori degli Award Rosso e Gold individuati dal fondatore di Merano WineFestival (8-12 novembre 2019) e dalle sue commissioni d’assaggio. Una selezione durata un intero anno, che si inserisce in un progetto di ricerca costante e mirata a individuare le eccellenze nel panorama vitivinicolo e gastronomico italiano. La guida, rinnovata anche nella veste grafica, è consultabile gratuitamente su award.winehunter.it Semplice e intuitiva è dotata di vari filtri per selezionare i prodotti in base alla categoria o al riconoscimento vinto.5.800 vini degustati, di cui 2.900 scelti per essere inseriti nella guida The WineHunter Award. A vincere l’Award Rosso (da 88 a 89,99 punti) 2.400 etichette, mentre l’Award Gold (da 90 a 94,99 punti) va a 500 etichette; di queste, 100 sono candidate alla vittoria dell’Award Platinum (da 95 a 100 punti) e rappresentano la TOP 100 selected by The WineHunter. Oltre ai vini, la guida presenta le eccellenze gastronomiche suddivise nelle categorie Culinaria, Aquavitae e Beerpassion. Anche in questo caso i prodotti si aggiudicano i riconoscimenti Award Rosso e Gold che per quest’anno vanno a 363 prodotti (203 premiati con l’Award Rosso e 160 con l’Award Gold), selezionati su oltre 500 campionature ricevute. Tra i vincitori del riconoscimento Gold, 30 sono stati selezionati per partecipare all’assegnazione dell’Award Platinum che consacrerà le 16 eccellenze di qualità superiore. La cerimonia di premiazione dedicata al Platinum Award per quanto riguarda il settore vino quest’anno si svolge in occasione della Milano Wine Week, durante la quale ci sarà anche uno degli eventi di Anteprima Merano WineFestival (11-12 ottobre). Il Platinum Award per i prodotti gastronomici sarà consegnato invece proprio a Merano, durante Merano WineFestival.“Al termine della selezione devo dire che sono molto fiero delle assegnazioni degli award per quest’anno. Vini selezionati per la particolarità che hanno e l’emozione che creano, che ci fanno scoprire e immergere tra le loro caratteristiche.” Queste le parole del WineHunter Helmuth Köcher dopo la chiusura delle assegnazioni 2019.

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Furti d’auto: dopo 5 anni tornano a crescere. Ecco la guida per difendersi

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Dopo 5 anni di costante, graduale calo, torna a crescere il numero dei furti d’auto in Italia. Secondo i primi dati elaborati dal Ministero dell’Interno, nel 2018 sono stati 105.239 gli autoveicoli sottratti, +5,2% rispetto ai 99.987 registrati nel 2017.
LoJack, da oltre 10 anni in Italia a supporto delle Forze dell’Ordine per contrastare questa piaga e leader nel rilevamento e recupero di auto rubate (oltre 2.500 veicoli recuperati ogni anno grazie alla tecnologia unica in radiofrequenza e a un team di esperti sul campo), ha stilato un decalogo di consigli pratici e utili indicazioni per limitare al massimo il rischio furto mentre si è alla guida, quando si parcheggia e nella quotidianità di tutti i giorni. Il vademecum annovera consigli che solo in apparenza possono sembrare banali e suggerimenti per contrastare le nuove modalità hi-tech di sottrazione:
Non lasciare l’auto accesa e con le chiavi inserite, nemmeno per pochi secondi (ad esempio mentre sei in doppia fila), potrebbero risultare decisivi per il furto.
Anche se fa caldo, prima di lasciare l’auto chiudi i finestrini e il tettuccio. Un pur piccolo spiraglio può rivelarsi un assist per i ladri, cui bastano pochi centimetri per aprire varchi, introdursi nell’abitacolo, mettere in moto e scappare.
Non lasciare l’auto di notte in parcheggi isolati o incustoditi. In simili casi potrebbe rivelarsi preziosa la funzione di “Geofence”, prevista da alcuni sistemi telematici a bordo della vettura, che attraverso un’App ti avvisano se l’auto esce dalla zona a rischio, mentre tu non sei a bordo.
Anche se, soprattutto nel periodo estivo, non usi quotidianamente l’auto, verifica ogni giorno che sia parcheggiata nel punto in cui l’hai lasciata. Denunciare con tempestività l’eventuale furto accresce la possibilità di ritrovare la vettura, soprattutto se questa è dotata di un dispositivo di rilevamento hi-tech. Secondo le statistiche LoJack dopo 48 ore dal furto le speranze di ritrovarla si riducono drasticamente.
Osserva con attenzione il luogo in cui parcheggi: se in terra ci sono cumuli di frammenti di vetro, è sinonimo di zona a rischio furto o vandalismo.
Non parcheggiare sempre nello stesso posto, le abitudini danno modo al ladro di organizzare al meglio il furto.
Attenzione alle truffe. Sempre più spesso i ladri utilizzano un escamotage come un finto incidente (con la tecnica dello specchietto, il lancio di piccole pietre sul fianco dell’auto o ancora un lieve tamponamento) per costringere i guidatori (soprattutto donne e anziani) a fermarsi, scendere dall’auto e sottrargliela.
Quando sei all’autogrill o nel parcheggio del centro commerciale e chiudi la vettura a distanza tramite una smart key, controlla sempre manualmente l’avvenuta chiusura delle portiere. Un ladro, appostato nelle vicinanze, potrebbe aver disturbato il segnale con un jammer per poi entrare indisturbato nel veicolo e approfittare della tua sosta.
Proteggi la tua auto con un sistema di antifurto meccanico, ma soprattutto con uno hi-tech. Il primo può scoraggiare i ladri meno attrezzati, il secondo (se efficace) può rivelarsi prezioso in caso di furto. Un sistema in radiofrequenza (non schermabile e attivo anche in situazioni critiche, come all’interno di container o nei garage sotterranei) raddoppia la possibilità di recuperare la vettura sottratta.
Proteggi la chiave della tua vettura, custodendola in un “card protector” che ne impedisca la clonazione o che blocchi la sempre più diffusa modalità di furto hi-tech “relay attack”, con la quale i ladri, utilizzando ripetitori in radiofrequenza, riescono a riprodurre la comunicazione tra l’auto e la sua chiave, anche quando questa è distante.

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La Sapienza alla guida della nuova università europea Civis

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Il rettore Eugenio Gaudio è stato eletto presidente dell’alleanza che riunisce quasi 400.000 studenti e 55.000 tra docenti e personale tecnico amministrativo, recentemente selezionata per il finanziamento europeo per 5.000.000 di euro dalla Commissione europea.
Civis, con circa 400.000 studenti e 55.000 tra docenti e personale tecnico-amministrativo, è la più grande tra le 17 reti universitarie europee – di cui 11 partecipate da Atenei italiani – che hanno ottenuto il finanziamento dell’Unione europea a seguito della prima call Erasmus+ “European Universities”.Insieme alla Sapienza fanno parte della rete le università Aix-Marseille University per la Francia, l’università Ethniko kai Kapodistriako Panepistimio di Atene per la Grecia, Universitatea di Bucureșt per la Romania, Universidad Autónoma de Madrid per la Spagna, Eberhard Karls University di Tübingen per la Germania, Université libre de Bruxelles per il Belgio, Stockholms University per la Svezia.
All’avvio della presidenza del rettore Gaudio, nel mese di ottobre, alla Sapienza si terrà la prima riunione operativa che consentirà di avviare la fase di realizzazione del progetto, a cui parteciperanno tutti i Rettori delle otto università europee aderenti.
“Alcune attività sono già partite, come la Summer School riservata agli studenti di Civis, che ha consentito ai primi 20 ragazzi di seguire lezioni in archeologia e studi classici, fiore all’occhiello del nostro ateneo che proprio in Classics si posiziona al vertice delle classifiche internazionali” aggiunge il Rettore Gaudio “A ottobre si lavorerà poi per dare sempre maggiore concretezza alla rete universitaria, a partire da una student card unificata per le 8 università, che agevolerà la condivisione di servizi e di percorsi formativi”. Tra gli obiettivi dell’alleanza vi è la promozione del multilinguismo e della diversità culturale europea. Il progetto sarà affiancato da un cofinanziamento degli atenei partecipanti; questo consentirà di portare avanti un ampio programma di attività.
Gli studenti avranno la possibilità di svolgere il percorso universitario in mobilità nei diversi atenei aderenti, con rilascio di titoli congiunti, accedere a strumenti innovativi per l’apprendimento delle lingue e, attraverso la student card uguale per tutti gli iscritti dei diversi atenei, utilizzare servizi comuni.I docenti potranno realizzare attività di ricerca integrate, con accesso facilitato agli ambienti collaborativi europei per la realizzazione di partenariati, condivisione di pedagogie innovative, opportunità per disseminazione dei risultati scientifici.Molto importante è anche l’impatto dello scambio tra università e cittadini, i quali potranno partecipare attivamente alla definizione delle iniziative di ricerca dell’Alleanza, attraverso gli strumenti della Citizen Science, e conoscere i risultati della ricerca grazie alla strategia open science. Civis prevede anche il coinvolgimento nei laboratori di ricerca degli stakeholder presenti sul territorio, con la formula degli Open Labs.

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Medicina Personalizzata: l’Italia alla guida del progetto europeo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

Si concentrerà su big data, sistemi integrati in sanità, innovazione, policy maker, aspetti socio-economici e industria della salute, il lavoro di “Regions4PerMed: Interregional coordination for a fast and deep uptake of personalised health”. Si tratta di un progetto europeo incentrato sul ruolo cruciale delle regioni per l’implementazione dei programmi di medicina di precisione e che vede l’Italia protagonista con due realtà d’eccellenza nell’ambito delle scienze delle vita, la Fondazione Toscana Life Sciences come coordinatore del progetto (Regione Toscana) e la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (Regione Lombardia). Dall’Europa, assegnati 1,7 milioni di euro per un percorso quadriennale che ha l’obiettivo di coinvolgere fino a 180 diverse regioni e oltre 1.000 stakeholder.
Una sfida, quella della medicina personalizzata, colta ormai da molti Paesi ma che, se da un lato rappresenta una vera rivoluzione in termini medico-scientifici e organizzativi, dall’altro affronta e cerca di rispondere ad alcune criticità in termini di sostenibilità, privacy, etica etc. Perché le enormi potenzialità di questo nuovo approccio, non solo alla cura ma anche e soprattutto in termini predittivi e preventivi, non restino teoria ma possano rappresentare veramente il futuro prossimo della scienza e della medicina, è dunque fondamentale un intervento che definisca le linee guida di implementazione a supporto dei futuri programmi di ricerca e innovazione sul tema.
Un futuro nel quale la UE crede molto se consideriamo che nei bandi Horizon2020 sono ben 170 i progetti dedicati alla medicina personalizzata per i quali sono stati stanziati circa 870 milioni di euro dalla Commissione Europea (ai quali vanno aggiunti altri 40 progetti del programma IMI – Innovative Medicine Initiative) e lo stesso vale in termini di strategie regionali innovative per la smart specialisation (RIS3), con 52 regioni che stanno già sviluppando policy adeguate sul tema della medicina personalizzata. La trasformazione dei sistemi sanitari da modelli di cura reattivi a sistemi predittivi e preventivi e, dunque, l’implementazione del paradigma della medicina personalizzata, richiede la collaborazione e l’allineamento tra molteplici attori e programmi europei sia tra Stati membri ma soprattutto tra regioni europee, al fine di costruire un piano d’azione integrato per favorire l’innovazione nel settore. In quest’ottica il progetto, basato sul dialogo tecnico con i massimi esperti internazionali e che ha già coinvolto quasi 50 regioni europee, affronterà temi quali intelligenza artificiale e cartelle cliniche elettroniche, telemedicina e procurement innovativo, per individuare i maggiori ostacoli a un pieno sviluppo della medicina personalizzata, nonché indicare quali investimenti (anche congiunti a livello interregionale) poter attivare. Il lavoro sarà supervisionato dal punto di vista tecnico e scientifico anche da un Advisory Board composto da figure di spicco del mondo dell’Industria, dell’Università, delle Aziende ospedaliere o appartenente ad altri Istituti del settore salute.

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Presentazione guida comprare e vendere online

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Roma martedì 19 giugno alle ore 11.00 presso la sala Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale-Dipartimento Pubblica Sicurezza (via Agostino Depretis 95). Sapevi che ognuno di noi dispone potenzialmente di un “tesoretto” di 1.030 euro in casa, che potrebbe trasformare in denaro semplicemente liberandosi del superfluo e contribuendo in maniera attiva alla valorizzazione dei prodotti, evitando che questi diventino rifiuti? D’altra parte, soltanto nel 2017 ben il 42% degli italiani ha comprato o venduto un prodotto usato online. Auto, apparecchi elettronici, attrezzatura sportiva, sono tra gli oggetti di seconda mano più gettonati nella compravendita tra privati; in questo periodo in prossimità dell’estate, poi, non mancano gli annunci per vendere o affittare case per le vacanze. Ma perché gli acquisti di seconda mano restino una bella esperienza è necessario seguire qualche accorgimento per evitare di cadere in vere e proprie truffe quando si compra o vende online. Per questo motivo Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con Polizia Postale e delle Comunicazioni e Subito presenta una guida agli acquisti sicuri dal titolo “Compravendita on-line dell’usato.”

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Antonelli alla guida dell’Oncologia di Novartis in Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 aprile 2018

Milano. Novartis annuncia la nomina di Pierluigi Antonelli nel ruolo di Head of Oncology Region Europe (ORE) di Novartis, con l’obiettivo di favorire ulteriormente lo sviluppo e la crescita dell’azienda in quest’area. Dal 2015 Antonelli ha ricoperto il ruolo di Head of Western Europe in Sandoz, attiva nella produzione di farmaci equivalenti e biosimilari e, con il suo impegno, ha contribuito a rendere l’azienda leader di settore in Europa.“Sono onorato di assumere questo ruolo e affrontare nuove e stimolanti sfide nell’ambito dell’oncologia, attraverso lo sviluppo e l’accesso a terapie innovative in grado di migliorare in modo tangibile la vita delle persone. – ha dichiarato Pierluigi Antonelli – Novartis Oncology, azienda leader nell’area oncologica, è una realtà solida con una lunga storia alle spalle e una pipeline di grandissimo valore, incentrata sulla ricerca scientifica. Sono quindi lieto di poter mettere a disposizione la mia esperienza con l’obiettivo di continuare a perseguire sempre nuove opportunità di cura per i pazienti.” Pierluigi Antonelli è un professionista riconosciuto a livello internazionale: dopo studi economici e una strutturata esperienza in consulenza presso McKinsey, ha maturato 15 anni di esperienza nel settore farmaceutico rivestendo diversi incarichi per Bristol-Myers Squibb in Italia, Stati Uniti, Portogallo, Francia e Svizzera, ricoprendo da ultimo il ruolo di Senior Vice President e Managing Director per Msd Italia e Fertility Lead per la regione Europa e Canada. È stato inoltre membro del Comitato di Presidenza di Farmindustria in Italia e ha rivestito la carica di chairman per l’associazione IAPG (Italian American Pharmaceutical Group).
Novartis fornisce innovative soluzioni terapeutiche in grado di far fronte alle esigenze, in continua evoluzione, dei pazienti e della società. Con sede a Basilea, in Svizzera, Novartis offre un portafoglio diversificato per meglio rispondere a queste esigenze: farmaci ad alto contenuto di innovazione, farmaci generici e biosimilari a costi competitivi e prodotti per la cura dell’occhio. Novartis detiene una leadership globale in ognuna di queste aree. Nel 2017, le attività del Gruppo hanno registrato un fatturato di 49,1 miliardi di dollari, mentre circa 9 miliardi di dollari sono stati investiti in Ricerca & Sviluppo. Le società del Gruppo Novartis contano circa 122.000 collaboratori. I prodotti Novartis sono disponibili in 155 Paesi del mondo. Ulteriori informazioni nei siti http://www.novartis.it e http://www.novartis.com.

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“Guida alle Donne Compositrici dal Rinascimento ai giorni nostri”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 gennaio 2018

OLYMPUS DIGITAL CAMERATrapani Domenica 14 gennaio, alle ore 18.30, nella Chiesa di Sant’Alberto, il pianista, compositore e direttore d’orchestra Adriano Bassi presenterà il suo saggio “Guida alle Donne Compositrici dal Rinascimento ai giorni nostri” per Odoya Edizioni.Nella storia della musica raramente ci si accorge della presenza femminile, eppure, il mondo della composizione è da sempre estremamente ricco di nomi femminili illustri che hanno dato vita all’arte in musica.Un percorso che muove i primi passi dal Cinquecento per arrivare fino ai giorni nostri, tra nomi di compositrici famose e di donne dimenticate ma meritevoli di una riscoperta, con l’intento di allargare il più possibile la conoscenza della musica al femminile. Dalla illuminata mecenate Anna Amalia, duchessa di Weimar, a Francesca Caccini, Fanny Mendelssohn Hensel e Alma Mahler, passando per Barbara Strozzi e Isabella Leonarda.Il libro è inoltre arricchito da brevi interviste a compositrici viventi e ancora in attività, tra cui Carla Magnan, Ada Gentile, Silvia Bianchera, Annie Fontana, Paola Livorsi e Dorothee Eberhardt. Una ricerca che volge il proprio sguardo a tutto il mondo femminile, creando così una panoramica articolata di questo importante universo. L’evento rientra nel cartellone della sessantacinquesima stagione degli “Amici della Musica”, realizzata con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Siciliana – Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo e con la collaborazione dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, della Fondazione Pasqua 2000, il Conservatorio di Musica “A. Scontrino” di Trapani, il Goethe Institut e l’Istituto di Cultura Italo Tedesco di Trapani. I biglietti potranno essere acquistati presso la sede dell’evento a partire da un’ora prima dell’inizio spettacolo: intero euro 7,00, ridotto euro 5,00 (studenti fino a 24 anni, Soci Fondazione Pasqua 2000 per l’anno 2017, possessori Diamond Card, abbonati Ente Luglio Musicale Trapanese – Teatro di Tradizione). (foto: adriano bassi)

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“Repubblica” promuove il Molise

Posted by fidest press agency su sabato, 13 gennaio 2018

molise“Il Molise che esiste. E resiste”. Un titolo in fondo un po’ scontato, ma necessario per ribaltare le tante etichette canzonatorie che sempre più spesso accompagnano ingiustamente la più piccola regione del Mezzogiorno. Con conseguenze nefaste. A rimettere le cose a posto ci sta pensando il quotidiano “La Repubblica”, che dopo aver pubblicato la scorsa estate una “Guida del Molise” che ha riscosso un’ottima accoglienza, specie tra i molisani a Roma (dove è stata presentata con successo lo scorso dicembre dall’associazione “Forche Caudine”), ora dedica uno splendido articolo all’Alto Molise, in particolare a Borgotufi, frazione di Castel del Giudice.
“La Bella Italia, quella che rischiamo di perdere per sempre schiavi di memorie vacue e semiparalizzate da tecnologie sempre più invasive e invalidanti, quella che non compare nei libri di geografia, quella nascosta tra le montagne, quella coraggiosa che resiste al gelo, dove di inverno si arriva facilmente a meno 10, quella dei silenzi impalpabili – scrive il giornalista siciliano Giuseppe Cerasa, l’autore del pezzo. Una scoperta tardiva ma sorprendente per il responsabile delle “Guide” campobasso comuneregionali promosse dal quotidiano. Un amore nato proprio grazie all’incontro con l’associazione “Forche Caudine”, che ha voluto fortemente la “Guida” dedicata alla nostra regione (l’unica che mancava nella collana) e che ora sta spingendo perché entro un anno si realizzi la seconda edizione.
“Nel Molise troppo spesso sono state investite risorse economiche, anche ingenti, per operazioni che non hanno dato ritorni – spiegano dall’associazione, che a breve festeggerà i trent’anni di vita con una serie di innovative iniziative e di restyling del sito e della comunicazione. “Occorre invece puntare su partner di primo livello, proprio perché la nostra regione non deve essere considerata, more solito, una Cenerentola. Il taglio del pezzo del quotidiano è quello giusto: valorizzare ciò che di buono è stato fatto, promuovere la natura, la gastronomia, i giovani che ci mettono la faccia e resistono, appunto”.
Cerasa cita “le straordinarie pallottine di cacio e ova, la vellutata di patate e mele bio coltivate in un campo di fronte, con porcini e pancetta croccante, la chitarrina fresca al sugo di agnello, la zuppa di legumi di Capracotta, il capocollo di maiale cotto a bassa temperatura con purea di patate di Avezzano, la cicorietta ripassata con traccia di peperone crusco. Per finire torta di mele bio, cannella e salsa alla vaniglia”.
L’associazione, però, rende nota una spiacevole “chiusura” alla promozione. “Abbiamo saputo che la Camera di commercio molisana s’è tirata nel sostegno alla nuova edizione della Guida – continua la nota dell’associazione. “Certo, questione di bilanci. Ma soprattutto di scelte. Se il Molise deve aprire un nuovo ciclo nella sua promozione, dal momento che finora i fallimenti non si contano più, è necessario partire proprio da qui”. (fonte: forche caudine)

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Gallitelli alla guida del prossimo governo di centro destra?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 novembre 2017

gasparri“Conosco Gallitelli dal 1967, ero un bambino all’epoca. Mio fratello era nel suo corso d’accademia. Lo sento telefonicamente ogni tanto e ci siamo sentiti anche oggi”. A parlare del Generale dei Carabinieri Leonardo Gallitelli, menzionato ieri come possibile leader del centrodestra da Silvio Berlusconi, è il senatore Maurizio Gasparri, che oggi è intervenuto al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. Lei crede che sarà lui il vostro candidato premier? “Io credo che Berlusconi elenchi delle eccellenze italiane: ieri ha fatto il nome di Gallitelli, ma anche di Marchionne e di Draghi. Ma ricordatevi come ha risposto all’inizio…” Come? “Così: ‘in primo luogo ci sarebbe una persona: Silvio Berlusconi’. La prima risposta è quella che conta”. Cosa le ha detto Gallitelli oggi: era stupito? “No – ha detto a Rai Radio1 Gasparri – lo sapeva. Sono mesi e mesi che il suo nome è uscito sui giornali, come candidato sindaco o Governatore della Regione Lazio”. Gallitelli le ha rivelato se sarebbe disponibile a ricoprire il ruolo di candidato premier? “No, lui la considera un attestato di stima, sa benissimo come sono difficili le cose della politica”. Lei crede che Berlusconi e Gallitelli abbiano già parlato di questa possibilità? “Non credo. Berlusconi ha sempre in mente di valorizzare eccellenze italiane”. Gallitelli, comunque, saprebbe fare il premier? “Guardi, io resto sulla prima risposta che ha dato Berlusconi, quando ha detto che ci sarebbe lui. Lui potrebbe guidare il governo dopo di che Gallitelli è uno che nel campo della sicurezza ha fatto bene”. Potrebbe fare il Ministro, allora? “Abbiamo avuto tanti ministri ed esponenti – ha concluso Gasparri a Un Giorno da Pecora -, mi ricordo, ad esempio, il Generale Corcione che fece il Ministro”. (foto: gasparri)

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Gli italiani ala guida del governo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

Palazzo chigi1Tra i tanti sondaggi inutili che quotidianamente ci inondano, ce n’è uno, realizzato dalla Ipsos, sui risultati del quale è invece opportuno soffermarsi. La domanda più interessante riguarda il tipo di leader che servirebbe in questo momento. La risposta divide a metà il campione interpellato: il 51% dice soprattutto “moderato”, il 46% “dirompente”. Vince dunque il desiderio di una guida del Paese che sia inclusiva, felpata, capace di mediare, che pratichi l’understatement tanto sulla scena politica come nella vita privata. Nello stesso tempo, però, è molto alta la richiesta di qualcuno che sia innovativo, portatore di nuove idee, capace di rompere vecchie incrostazioni e fare scelte controcorrente. Un profilo, quest’ultimo, che fa scopa con i risultati di un’altra domanda sempre del sondaggio di Nando Pagnoncelli – “dopo le elezioni chi vorresti come presidente del Consiglio?” – alla quale ben il 63% degli interpellati ha risposto “una figura nuova”, cui si somma il 39% che vorrebbe anche un partito del tutto nuovo (solo il 40% voterebbe le forze politiche già esistenti).Non vi sfuggirà che al primo profilo di leadership sia facilmente sovrapponibile la figura di Paolo Gentiloni, le cui caratteristiche anche genetiche “opposte” a quelle di Matteo Renzi sono da qualche tempo oggetto di una strana esaltazione mediatica. Nello stesso tempo occorre evitare di cadere nell’errore di considerare Renzi corrispondente al secondo profilo. O meglio, se si scrive “leader dirompente” ma si legge “leader dividente”, allora sì, Renzi è uno spaccatutto. Ma se invece s’intende un uomo capace di un riformismo impetuoso e trascinante, quasi rivoluzionario sul piano programmatico per la capacità di andare in profondità, allora non solo non stiamo parlando di Renzi ma – ahinoi – di nessun uomo politico oggi sulla scena.Tuttavia, la riflessione più importante da fare è un’altra. A nostro avviso nella testa della stragrande maggioranza degli italiani, a cominciare dalla nostra, non c’è alcuna contrapposizione tra i due profili, nel senso che oggi all’Italia serve un “moderato dirompente” o un “dirompente moderato” – dipende se si preferisce l’un titolo come sostantivo e l’altro come aggettivo, o viceversa – che finiscono per essere grosso modo la stessa cosa. Sempre di decisionismo temperato parliamo. Ora, calando questo discorso teorico nella realtà, e andando pragmaticamente per approssimazioni, se ne ricava che degli attuali protagonisti della vita politica chi più si avvicina a questo identikit, o se si vuole ne è meno lontano, è proprio Gentiloni. Anche considerando che – come andiamo ripetendo da tempo – l’unico sbocco accettabile al prevedibile (a oggi) esito del voto non potrà che essere un’alleanza tra moderati del centro-destra e riformisti del centro-sinistra. E per un’operazione di quel tipo non è certo pensabile che possa andar bene un uomo dividente. D’altra parte, non diciamo niente di nuovo: sono settimane, ormai, che viene indicato l’attuale presidente del Consiglio (ecco, per esempio, lui non si definisce né ama essere chiamato premier, al contrario del suo predecessore) come la figura ideale per cucire quella difficile alleanza di governo. Da questo punto di vista, ci uniamo al (crescente) coro. Ciò che però si omette di dire, e su cui noi invece vorremmo insistere, è che Gentiloni così come lo conosciamo non basta. Certo soddisfa quella metà abbondante di italiani che chiede “dateci un moderato”, ma non quell’altra quasi metà che invoca il “dirompente”. E siccome abbiamo detto che quelle due parti del Paese in realtà sono una sola, divisa solo per le diverse aggettivazioni, ecco che il moderato Gentiloni se vuole farcela e se intende rendere un servizio vero al Paese, deve diventare anche dirompente. Non è tanto sul lato temperamentale – Paolo il freddo che deve diventare più caldo – quanto sul terreno delle scelte politiche e programmatiche. Vediamo come.Sul piano politico sono due le scelte che Gentiloni dovrebbe fare: accentuare la sua autonomia da Renzi e predisporre le condizioni, a cominciare dalla legge elettorale, per l’incontro post elettorale con Silvio Berlusconi. Sappiamo che ha fatto e sta facendo passi significativi in entrambe le direzioni. E non ci sfugge che il suo primo pensiero debba essere rivolto al mantenimento in vita di questo governo – fragile sotto il profilo dei numeri parlamentari – la cui continuità è la più importante risposta alle pretese (mai sopite) di Renzi di andare al voto anticipato. Tuttavia, occorre che queste posizioni, fin qui tenute solo nelle segrete stanze, trovino un minimo di eco nel Paese. In particolare, occorre che Gentiloni lavori a creare le condizioni perché il Pd si predisponga al dialogo con il centro-destra moderato. Il rischio, infatti, è che tanto i nemici giurati di Renzi quanto i suoi oppositori poco o per niente dichiarati commettano l’errore di mettere sotto accusa il segretario – ci aspettiamo che la cosa accada dopo le elezioni siciliane del prossimo 5 novembre – anche e soprattutto perché notoriamente ben disposto verso Berlusconi e Forza Italia. Con ciò costringendo il Cavaliere, che pure ha spento l’iniziale ardore verso il segretario del Pd, a trovare solo in Renzi un interlocutore possibile. Sappiamo che Gentiloni, auspice Mattarella, il filo del dialogo lo sta tessendo, ma occorre che tutto questo si trasformi in una linea politica dentro i Democratici. Agli italiani va detto con trasparenza e coraggio che chi definisce un inciucio quella che invece sarebbe l’unica soluzione capace di tenere il populismo di Grillo e Salvini lontano da palazzo Chigi, finisce per assumersi responsabilità gravi.Quanto alla dimensione programmatica, ci sono due passaggi a breve in cui il moderato Gentiloni dovrebbe diventare un pochino dirompente. Il primo è quello della prossima manovra di bilancio. Se sarà di tipo redistributivo – e magari anche di stampo elettoralistico – come lo sono state quelle dei bonus degli ultimi anni, più che moderato il presidente del Consiglio apparirà conservatore, e per di più di cattive abitudini. Se, al contrario, la manovra sarà di sviluppo, e quindi incentrata sugli investimenti, ricavati da un intervento “dirompente” sulla spesa pubblica corrente e da una prima iniziativa ad hoc sul debito, allora Gentiloni apparirà davvero come l’uomo che ci vuole, nuovo anche se non lo è per storia. Se poi farà una seconda mossa, e cioè stroncare tutti i movimenti subacquei intorno alla Banca d’Italia, nominando subito, senza aspettare la scadenza di fine ottobre, il Governatore, allora avrà fatto centro pieno. Renzi ha aperto il fuoco, dichiarando che l’unico errore che ha commesso sulle banche è stato di non prendere a schiaffi Bankitalia e facendo dire dai suoi che il primo che dovrà essere ascoltato dalla neo commissione d’inchiesta (sic) sul sistema bancario dovrà essere Ignazio Visco. Inoltre è noto che stia facendo il “cacciatore di teste”, selezionando numerosi possibili (ai suoi occhi) candidati. Nel passato abbiamo già visto dove portano queste incursioni della politica sulla banca centrale. Non sta a noi dire se vada confermato Visco o individuato un altro nome, interno o esterno a via Nazionale. Ma quel che è certo è che la legge e la prassi sono chiare: spetta al governo di concerto con il Capo dello Stato, e sondando il Consiglio Superiore di Bankitalia, individuare il nome giusto. Insomma, questa è materia che spetta a Gentiloni e Mattarella trattare. Lo facciano senza indugio e non guardando in faccia nessuno.Chiediamo troppo ad un uomo che volgarmente viene chiamato “er moviola” per accusarlo di muoversi al rallentatore? Speriamo di no. (Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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Brexit: La Commissione europea pubblica i principi guida relativi all’Irlanda e all’Irlanda del Nord

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 settembre 2017

European CommissionBruxelles. La Commissione europea ha presentato oggi i principi che guideranno il dialogo politico relativo all’Irlanda e all’Irlanda del Nord nei negoziati sulla Brexit. Il documento odierno indica la necessità di continuare a tutelare e consolidare in ogni sua parte l’Accordo del Venerdì Santo dopo il ritiro del Regno Unito dall’Unione europea così come di continuare a riconoscere la zona di libero spostamento, che facilita l’interazione fra le persone in Irlanda e nel Regno Unito. Fra gli aspetti fondamentali occorre garantire: che le istituzioni politiche congiunte sulle isole di Gran Bretagna e Irlanda, create con l’Accordo del Venerdì Santo, continuino ad operare; che la cooperazione (in particolare la cooperazione Nord-Sud fra Irlanda e Irlanda del Nord) sia tutelata in tutti i settori rilevanti; che sia tenuto in piena considerazione il diritto di nascita dei Nordirlandesi di identificarsi come Britannici o Irlandesi, o entrambi. La peculiare situazione dell’Irlanda nei negoziati sulla Brexit richiede una soluzione altrettanto peculiare. Nella prima fase dei negoziati l’UE vuole raggiungere un’intesa comune con il Regno Unito sulle conseguenze del suo ritiro sull’Accordo del Venerdì Santo e sulla zona di libero spostamento. Una volta compiuti sufficienti passi avanti sui principi presentati nel documento odierno, le discussioni potranno poi vertere sulla seconda fase dei negoziati, volta a trovare soluzioni flessibili e creative per evitare l’insorgere di una frontiera fisica sull’isola di Irlanda. Queste soluzioni devono rispettare il corretto funzionamento del mercato interno e dell’unione doganale, così come l’integrità e l’efficacia dell’ordinamento giuridico dell’UE. Poiché la decisione di uscire dall’Unione è stata presa dal Regno Unito, ad esso spetta proporre soluzioni a riguardo. Michel Barnier, capo negoziatore della Commissione europea, ha dichiarato: “Il documento pubblicato oggi sull’Irlanda e l’Irlanda del Nord è un testo conciso e completo, redatto in stretta cooperazione con il governo irlandese. Il nostro scopo è ridurre al minimo le conseguenze, per l’isola di Irlanda, della decisione britannica di uscire dall’UE. Tale decisione è stata presa dal Regno Unito: spetta quindi al Regno Unito presentare soluzioni per superare le difficoltà cui è esposta l’isola di Irlanda.” Il documento di oggi si basa sugli orientamenti del Consiglio europeo, concordati dai 27 capi di Stato o di governo il 29 aprile 2017, e sulle direttive di negoziato del Consiglio del 22 maggio 2017. Entrambi i testi riconoscono le “circostanze specifiche dell’isola d’Irlanda” e la necessità di trovare “soluzioni flessibili e creative” che rispettino al contempo l’integrità dell’ordinamento giuridico dell’Unione europea. La risoluzione del Parlamento europeo dell’aprile 2017 riconosce anch’essa la posizione unica e le circostanze particolari dell’isola di Irlanda.

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Cassazione: il proprietario non deve comunicare i dati di chi guidava l’auto se la multa non è notificata subito

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

cassazioneStop all’ordinanza-ingiunzione: «il trascorrere del tempo rende evanescenti i ricordi». Se l’amministrazione non notifica in modo tempestivo al proprietario del veicolo il verbale per l’infrazione al codice della strada non puoi poi multarlo perché non ha comunicato alle autorità chi era al volante dell’auto al momento della violazione addebitata, ad esempio l’eccesso di velocità rilevato da strumenti di accertamento elettronico. Tale principio emerge dall’ordinanza 26964/16, pubblicata il 23 dicembre dalla sesta sezione civile della Suprema Corte che Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” riporta. Accolto il ricorso dell’automobilista: stop all’ordinanza-ingiunzione notificatagli dalla prefettura violazione dell’articolo 126 bis Cds, la disposizione sulla patente a punti che in caso d’inosservanza prevede una sanzione da 284 a 1.133 euro. E ciò perché l’ente impositore, ad esempio il Comune, può pretendere che il proprietario del veicolo renda note le generalità del trasgressore soltanto quando notifica in modo tempestivo il verbale di accertamento dell’infrazione sottesa: va infatti dato rilievo «al ridottissimo scarto temporale tra lo spirare del termine di cui all’articolo 201 Cds (novanta giorni, nda) e la notifica effettiva». Diversamente, come riconoscono gli stessi “ermellini”, non si può esigere che il titolare del veicolo ricordi chi fosse alla guida dell’auto il giorno in cui la macchina è stata multata. Insomma: la tempestività della contestazione serve a porre il destinatario in condizioni di difendersi e in caso di tardività va invece esclusa la sussistenza dell’obbligo. (Giovanni D’AGATA)

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Prima guida sulla menopausa

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2016

menopausaTra la popolazione femminile del nostro Paese c’è poca consapevolezza sulla menopausa. Un’italiana su tre non ha mai ricevuto informazioni a riguardo. Il 23% vorrebbe invece conoscere meglio quali sono i principali fattori di rischio per la salute. Per questo la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) ha pubblicato la guida Menopausa Meno…Male Scopri come Viverla al Meglio, la prima interamente dedicata a questa delicata fase della vita femminile. Nelle prossime settimane sarà distribuita nei reparti di ginecologia dei nostri ospedali, consultori e ambulatori di medici specialisti e di medicina generale di tutto il territorio nazionale. “La menopausa non deve più essere considerata un tabù o un sinonimo esclusivo di invecchiamento – afferma il prof. Paolo Scollo Presidente Nazionale della SIGO -. Oggi grazie all’allungamento dell’aspettativa di vita, a poche e semplici regole di prevenzione e alle terapie innovative, è possibile mantenere inalterata la qualità di vita anche dopo la fine del ciclo mestruale. Con questo opuscolo vogliamo fornire un valido supporto e uno strumento di informazione per tutte le donne”. La guida fa parte del progetto SIGO Menopausa Meno…Male che è realizzato grazie ad un educational grant di MSD. L’iniziativa vede la collaborazione di diverse società scientifiche come l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), la Società Italiana di Endocrinologia (SIE) e la Fondazione Insieme contro il Cancro. Si articola attraverso un sito internet dedicato http://www.menopausamenomale.org; la distribuzione di materiale informativo; l’elaborazione di sondaggi e survey tra la popolazione e le società scientifiche, l’organizzazione di dibattiti pubblici e la formazione del personale medico. “L’obiettivo è far comprendere all’interna società come devono essere affrontati i cambiamenti di questo periodo della vita femminile – aggiunge Scollo -. Le trasformazioni a cui ogni donna deve andar incontro sono molteplici ma possono rappresentare una possibilità di evoluzione e miglioramento. E’perciò indispensabile affrontare la menopausa con il giusto approccio”.

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