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Presentazione guida comprare e vendere online

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Roma martedì 19 giugno alle ore 11.00 presso la sala Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale-Dipartimento Pubblica Sicurezza (via Agostino Depretis 95). Sapevi che ognuno di noi dispone potenzialmente di un “tesoretto” di 1.030 euro in casa, che potrebbe trasformare in denaro semplicemente liberandosi del superfluo e contribuendo in maniera attiva alla valorizzazione dei prodotti, evitando che questi diventino rifiuti? D’altra parte, soltanto nel 2017 ben il 42% degli italiani ha comprato o venduto un prodotto usato online. Auto, apparecchi elettronici, attrezzatura sportiva, sono tra gli oggetti di seconda mano più gettonati nella compravendita tra privati; in questo periodo in prossimità dell’estate, poi, non mancano gli annunci per vendere o affittare case per le vacanze. Ma perché gli acquisti di seconda mano restino una bella esperienza è necessario seguire qualche accorgimento per evitare di cadere in vere e proprie truffe quando si compra o vende online. Per questo motivo Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con Polizia Postale e delle Comunicazioni e Subito presenta una guida agli acquisti sicuri dal titolo “Compravendita on-line dell’usato.”

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Antonelli alla guida dell’Oncologia di Novartis in Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 aprile 2018

Milano. Novartis annuncia la nomina di Pierluigi Antonelli nel ruolo di Head of Oncology Region Europe (ORE) di Novartis, con l’obiettivo di favorire ulteriormente lo sviluppo e la crescita dell’azienda in quest’area. Dal 2015 Antonelli ha ricoperto il ruolo di Head of Western Europe in Sandoz, attiva nella produzione di farmaci equivalenti e biosimilari e, con il suo impegno, ha contribuito a rendere l’azienda leader di settore in Europa.“Sono onorato di assumere questo ruolo e affrontare nuove e stimolanti sfide nell’ambito dell’oncologia, attraverso lo sviluppo e l’accesso a terapie innovative in grado di migliorare in modo tangibile la vita delle persone. – ha dichiarato Pierluigi Antonelli – Novartis Oncology, azienda leader nell’area oncologica, è una realtà solida con una lunga storia alle spalle e una pipeline di grandissimo valore, incentrata sulla ricerca scientifica. Sono quindi lieto di poter mettere a disposizione la mia esperienza con l’obiettivo di continuare a perseguire sempre nuove opportunità di cura per i pazienti.” Pierluigi Antonelli è un professionista riconosciuto a livello internazionale: dopo studi economici e una strutturata esperienza in consulenza presso McKinsey, ha maturato 15 anni di esperienza nel settore farmaceutico rivestendo diversi incarichi per Bristol-Myers Squibb in Italia, Stati Uniti, Portogallo, Francia e Svizzera, ricoprendo da ultimo il ruolo di Senior Vice President e Managing Director per Msd Italia e Fertility Lead per la regione Europa e Canada. È stato inoltre membro del Comitato di Presidenza di Farmindustria in Italia e ha rivestito la carica di chairman per l’associazione IAPG (Italian American Pharmaceutical Group).
Novartis fornisce innovative soluzioni terapeutiche in grado di far fronte alle esigenze, in continua evoluzione, dei pazienti e della società. Con sede a Basilea, in Svizzera, Novartis offre un portafoglio diversificato per meglio rispondere a queste esigenze: farmaci ad alto contenuto di innovazione, farmaci generici e biosimilari a costi competitivi e prodotti per la cura dell’occhio. Novartis detiene una leadership globale in ognuna di queste aree. Nel 2017, le attività del Gruppo hanno registrato un fatturato di 49,1 miliardi di dollari, mentre circa 9 miliardi di dollari sono stati investiti in Ricerca & Sviluppo. Le società del Gruppo Novartis contano circa 122.000 collaboratori. I prodotti Novartis sono disponibili in 155 Paesi del mondo. Ulteriori informazioni nei siti http://www.novartis.it e http://www.novartis.com.

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“Guida alle Donne Compositrici dal Rinascimento ai giorni nostri”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 gennaio 2018

OLYMPUS DIGITAL CAMERATrapani Domenica 14 gennaio, alle ore 18.30, nella Chiesa di Sant’Alberto, il pianista, compositore e direttore d’orchestra Adriano Bassi presenterà il suo saggio “Guida alle Donne Compositrici dal Rinascimento ai giorni nostri” per Odoya Edizioni.Nella storia della musica raramente ci si accorge della presenza femminile, eppure, il mondo della composizione è da sempre estremamente ricco di nomi femminili illustri che hanno dato vita all’arte in musica.Un percorso che muove i primi passi dal Cinquecento per arrivare fino ai giorni nostri, tra nomi di compositrici famose e di donne dimenticate ma meritevoli di una riscoperta, con l’intento di allargare il più possibile la conoscenza della musica al femminile. Dalla illuminata mecenate Anna Amalia, duchessa di Weimar, a Francesca Caccini, Fanny Mendelssohn Hensel e Alma Mahler, passando per Barbara Strozzi e Isabella Leonarda.Il libro è inoltre arricchito da brevi interviste a compositrici viventi e ancora in attività, tra cui Carla Magnan, Ada Gentile, Silvia Bianchera, Annie Fontana, Paola Livorsi e Dorothee Eberhardt. Una ricerca che volge il proprio sguardo a tutto il mondo femminile, creando così una panoramica articolata di questo importante universo. L’evento rientra nel cartellone della sessantacinquesima stagione degli “Amici della Musica”, realizzata con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Siciliana – Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo e con la collaborazione dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, della Fondazione Pasqua 2000, il Conservatorio di Musica “A. Scontrino” di Trapani, il Goethe Institut e l’Istituto di Cultura Italo Tedesco di Trapani. I biglietti potranno essere acquistati presso la sede dell’evento a partire da un’ora prima dell’inizio spettacolo: intero euro 7,00, ridotto euro 5,00 (studenti fino a 24 anni, Soci Fondazione Pasqua 2000 per l’anno 2017, possessori Diamond Card, abbonati Ente Luglio Musicale Trapanese – Teatro di Tradizione). (foto: adriano bassi)

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“Repubblica” promuove il Molise

Posted by fidest press agency su sabato, 13 gennaio 2018

molise“Il Molise che esiste. E resiste”. Un titolo in fondo un po’ scontato, ma necessario per ribaltare le tante etichette canzonatorie che sempre più spesso accompagnano ingiustamente la più piccola regione del Mezzogiorno. Con conseguenze nefaste. A rimettere le cose a posto ci sta pensando il quotidiano “La Repubblica”, che dopo aver pubblicato la scorsa estate una “Guida del Molise” che ha riscosso un’ottima accoglienza, specie tra i molisani a Roma (dove è stata presentata con successo lo scorso dicembre dall’associazione “Forche Caudine”), ora dedica uno splendido articolo all’Alto Molise, in particolare a Borgotufi, frazione di Castel del Giudice.
“La Bella Italia, quella che rischiamo di perdere per sempre schiavi di memorie vacue e semiparalizzate da tecnologie sempre più invasive e invalidanti, quella che non compare nei libri di geografia, quella nascosta tra le montagne, quella coraggiosa che resiste al gelo, dove di inverno si arriva facilmente a meno 10, quella dei silenzi impalpabili – scrive il giornalista siciliano Giuseppe Cerasa, l’autore del pezzo. Una scoperta tardiva ma sorprendente per il responsabile delle “Guide” campobasso comuneregionali promosse dal quotidiano. Un amore nato proprio grazie all’incontro con l’associazione “Forche Caudine”, che ha voluto fortemente la “Guida” dedicata alla nostra regione (l’unica che mancava nella collana) e che ora sta spingendo perché entro un anno si realizzi la seconda edizione.
“Nel Molise troppo spesso sono state investite risorse economiche, anche ingenti, per operazioni che non hanno dato ritorni – spiegano dall’associazione, che a breve festeggerà i trent’anni di vita con una serie di innovative iniziative e di restyling del sito e della comunicazione. “Occorre invece puntare su partner di primo livello, proprio perché la nostra regione non deve essere considerata, more solito, una Cenerentola. Il taglio del pezzo del quotidiano è quello giusto: valorizzare ciò che di buono è stato fatto, promuovere la natura, la gastronomia, i giovani che ci mettono la faccia e resistono, appunto”.
Cerasa cita “le straordinarie pallottine di cacio e ova, la vellutata di patate e mele bio coltivate in un campo di fronte, con porcini e pancetta croccante, la chitarrina fresca al sugo di agnello, la zuppa di legumi di Capracotta, il capocollo di maiale cotto a bassa temperatura con purea di patate di Avezzano, la cicorietta ripassata con traccia di peperone crusco. Per finire torta di mele bio, cannella e salsa alla vaniglia”.
L’associazione, però, rende nota una spiacevole “chiusura” alla promozione. “Abbiamo saputo che la Camera di commercio molisana s’è tirata nel sostegno alla nuova edizione della Guida – continua la nota dell’associazione. “Certo, questione di bilanci. Ma soprattutto di scelte. Se il Molise deve aprire un nuovo ciclo nella sua promozione, dal momento che finora i fallimenti non si contano più, è necessario partire proprio da qui”. (fonte: forche caudine)

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Gallitelli alla guida del prossimo governo di centro destra?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 novembre 2017

gasparri“Conosco Gallitelli dal 1967, ero un bambino all’epoca. Mio fratello era nel suo corso d’accademia. Lo sento telefonicamente ogni tanto e ci siamo sentiti anche oggi”. A parlare del Generale dei Carabinieri Leonardo Gallitelli, menzionato ieri come possibile leader del centrodestra da Silvio Berlusconi, è il senatore Maurizio Gasparri, che oggi è intervenuto al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. Lei crede che sarà lui il vostro candidato premier? “Io credo che Berlusconi elenchi delle eccellenze italiane: ieri ha fatto il nome di Gallitelli, ma anche di Marchionne e di Draghi. Ma ricordatevi come ha risposto all’inizio…” Come? “Così: ‘in primo luogo ci sarebbe una persona: Silvio Berlusconi’. La prima risposta è quella che conta”. Cosa le ha detto Gallitelli oggi: era stupito? “No – ha detto a Rai Radio1 Gasparri – lo sapeva. Sono mesi e mesi che il suo nome è uscito sui giornali, come candidato sindaco o Governatore della Regione Lazio”. Gallitelli le ha rivelato se sarebbe disponibile a ricoprire il ruolo di candidato premier? “No, lui la considera un attestato di stima, sa benissimo come sono difficili le cose della politica”. Lei crede che Berlusconi e Gallitelli abbiano già parlato di questa possibilità? “Non credo. Berlusconi ha sempre in mente di valorizzare eccellenze italiane”. Gallitelli, comunque, saprebbe fare il premier? “Guardi, io resto sulla prima risposta che ha dato Berlusconi, quando ha detto che ci sarebbe lui. Lui potrebbe guidare il governo dopo di che Gallitelli è uno che nel campo della sicurezza ha fatto bene”. Potrebbe fare il Ministro, allora? “Abbiamo avuto tanti ministri ed esponenti – ha concluso Gasparri a Un Giorno da Pecora -, mi ricordo, ad esempio, il Generale Corcione che fece il Ministro”. (foto: gasparri)

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Gli italiani ala guida del governo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

Palazzo chigi1Tra i tanti sondaggi inutili che quotidianamente ci inondano, ce n’è uno, realizzato dalla Ipsos, sui risultati del quale è invece opportuno soffermarsi. La domanda più interessante riguarda il tipo di leader che servirebbe in questo momento. La risposta divide a metà il campione interpellato: il 51% dice soprattutto “moderato”, il 46% “dirompente”. Vince dunque il desiderio di una guida del Paese che sia inclusiva, felpata, capace di mediare, che pratichi l’understatement tanto sulla scena politica come nella vita privata. Nello stesso tempo, però, è molto alta la richiesta di qualcuno che sia innovativo, portatore di nuove idee, capace di rompere vecchie incrostazioni e fare scelte controcorrente. Un profilo, quest’ultimo, che fa scopa con i risultati di un’altra domanda sempre del sondaggio di Nando Pagnoncelli – “dopo le elezioni chi vorresti come presidente del Consiglio?” – alla quale ben il 63% degli interpellati ha risposto “una figura nuova”, cui si somma il 39% che vorrebbe anche un partito del tutto nuovo (solo il 40% voterebbe le forze politiche già esistenti).Non vi sfuggirà che al primo profilo di leadership sia facilmente sovrapponibile la figura di Paolo Gentiloni, le cui caratteristiche anche genetiche “opposte” a quelle di Matteo Renzi sono da qualche tempo oggetto di una strana esaltazione mediatica. Nello stesso tempo occorre evitare di cadere nell’errore di considerare Renzi corrispondente al secondo profilo. O meglio, se si scrive “leader dirompente” ma si legge “leader dividente”, allora sì, Renzi è uno spaccatutto. Ma se invece s’intende un uomo capace di un riformismo impetuoso e trascinante, quasi rivoluzionario sul piano programmatico per la capacità di andare in profondità, allora non solo non stiamo parlando di Renzi ma – ahinoi – di nessun uomo politico oggi sulla scena.Tuttavia, la riflessione più importante da fare è un’altra. A nostro avviso nella testa della stragrande maggioranza degli italiani, a cominciare dalla nostra, non c’è alcuna contrapposizione tra i due profili, nel senso che oggi all’Italia serve un “moderato dirompente” o un “dirompente moderato” – dipende se si preferisce l’un titolo come sostantivo e l’altro come aggettivo, o viceversa – che finiscono per essere grosso modo la stessa cosa. Sempre di decisionismo temperato parliamo. Ora, calando questo discorso teorico nella realtà, e andando pragmaticamente per approssimazioni, se ne ricava che degli attuali protagonisti della vita politica chi più si avvicina a questo identikit, o se si vuole ne è meno lontano, è proprio Gentiloni. Anche considerando che – come andiamo ripetendo da tempo – l’unico sbocco accettabile al prevedibile (a oggi) esito del voto non potrà che essere un’alleanza tra moderati del centro-destra e riformisti del centro-sinistra. E per un’operazione di quel tipo non è certo pensabile che possa andar bene un uomo dividente. D’altra parte, non diciamo niente di nuovo: sono settimane, ormai, che viene indicato l’attuale presidente del Consiglio (ecco, per esempio, lui non si definisce né ama essere chiamato premier, al contrario del suo predecessore) come la figura ideale per cucire quella difficile alleanza di governo. Da questo punto di vista, ci uniamo al (crescente) coro. Ciò che però si omette di dire, e su cui noi invece vorremmo insistere, è che Gentiloni così come lo conosciamo non basta. Certo soddisfa quella metà abbondante di italiani che chiede “dateci un moderato”, ma non quell’altra quasi metà che invoca il “dirompente”. E siccome abbiamo detto che quelle due parti del Paese in realtà sono una sola, divisa solo per le diverse aggettivazioni, ecco che il moderato Gentiloni se vuole farcela e se intende rendere un servizio vero al Paese, deve diventare anche dirompente. Non è tanto sul lato temperamentale – Paolo il freddo che deve diventare più caldo – quanto sul terreno delle scelte politiche e programmatiche. Vediamo come.Sul piano politico sono due le scelte che Gentiloni dovrebbe fare: accentuare la sua autonomia da Renzi e predisporre le condizioni, a cominciare dalla legge elettorale, per l’incontro post elettorale con Silvio Berlusconi. Sappiamo che ha fatto e sta facendo passi significativi in entrambe le direzioni. E non ci sfugge che il suo primo pensiero debba essere rivolto al mantenimento in vita di questo governo – fragile sotto il profilo dei numeri parlamentari – la cui continuità è la più importante risposta alle pretese (mai sopite) di Renzi di andare al voto anticipato. Tuttavia, occorre che queste posizioni, fin qui tenute solo nelle segrete stanze, trovino un minimo di eco nel Paese. In particolare, occorre che Gentiloni lavori a creare le condizioni perché il Pd si predisponga al dialogo con il centro-destra moderato. Il rischio, infatti, è che tanto i nemici giurati di Renzi quanto i suoi oppositori poco o per niente dichiarati commettano l’errore di mettere sotto accusa il segretario – ci aspettiamo che la cosa accada dopo le elezioni siciliane del prossimo 5 novembre – anche e soprattutto perché notoriamente ben disposto verso Berlusconi e Forza Italia. Con ciò costringendo il Cavaliere, che pure ha spento l’iniziale ardore verso il segretario del Pd, a trovare solo in Renzi un interlocutore possibile. Sappiamo che Gentiloni, auspice Mattarella, il filo del dialogo lo sta tessendo, ma occorre che tutto questo si trasformi in una linea politica dentro i Democratici. Agli italiani va detto con trasparenza e coraggio che chi definisce un inciucio quella che invece sarebbe l’unica soluzione capace di tenere il populismo di Grillo e Salvini lontano da palazzo Chigi, finisce per assumersi responsabilità gravi.Quanto alla dimensione programmatica, ci sono due passaggi a breve in cui il moderato Gentiloni dovrebbe diventare un pochino dirompente. Il primo è quello della prossima manovra di bilancio. Se sarà di tipo redistributivo – e magari anche di stampo elettoralistico – come lo sono state quelle dei bonus degli ultimi anni, più che moderato il presidente del Consiglio apparirà conservatore, e per di più di cattive abitudini. Se, al contrario, la manovra sarà di sviluppo, e quindi incentrata sugli investimenti, ricavati da un intervento “dirompente” sulla spesa pubblica corrente e da una prima iniziativa ad hoc sul debito, allora Gentiloni apparirà davvero come l’uomo che ci vuole, nuovo anche se non lo è per storia. Se poi farà una seconda mossa, e cioè stroncare tutti i movimenti subacquei intorno alla Banca d’Italia, nominando subito, senza aspettare la scadenza di fine ottobre, il Governatore, allora avrà fatto centro pieno. Renzi ha aperto il fuoco, dichiarando che l’unico errore che ha commesso sulle banche è stato di non prendere a schiaffi Bankitalia e facendo dire dai suoi che il primo che dovrà essere ascoltato dalla neo commissione d’inchiesta (sic) sul sistema bancario dovrà essere Ignazio Visco. Inoltre è noto che stia facendo il “cacciatore di teste”, selezionando numerosi possibili (ai suoi occhi) candidati. Nel passato abbiamo già visto dove portano queste incursioni della politica sulla banca centrale. Non sta a noi dire se vada confermato Visco o individuato un altro nome, interno o esterno a via Nazionale. Ma quel che è certo è che la legge e la prassi sono chiare: spetta al governo di concerto con il Capo dello Stato, e sondando il Consiglio Superiore di Bankitalia, individuare il nome giusto. Insomma, questa è materia che spetta a Gentiloni e Mattarella trattare. Lo facciano senza indugio e non guardando in faccia nessuno.Chiediamo troppo ad un uomo che volgarmente viene chiamato “er moviola” per accusarlo di muoversi al rallentatore? Speriamo di no. (Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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Brexit: La Commissione europea pubblica i principi guida relativi all’Irlanda e all’Irlanda del Nord

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 settembre 2017

European CommissionBruxelles. La Commissione europea ha presentato oggi i principi che guideranno il dialogo politico relativo all’Irlanda e all’Irlanda del Nord nei negoziati sulla Brexit. Il documento odierno indica la necessità di continuare a tutelare e consolidare in ogni sua parte l’Accordo del Venerdì Santo dopo il ritiro del Regno Unito dall’Unione europea così come di continuare a riconoscere la zona di libero spostamento, che facilita l’interazione fra le persone in Irlanda e nel Regno Unito. Fra gli aspetti fondamentali occorre garantire: che le istituzioni politiche congiunte sulle isole di Gran Bretagna e Irlanda, create con l’Accordo del Venerdì Santo, continuino ad operare; che la cooperazione (in particolare la cooperazione Nord-Sud fra Irlanda e Irlanda del Nord) sia tutelata in tutti i settori rilevanti; che sia tenuto in piena considerazione il diritto di nascita dei Nordirlandesi di identificarsi come Britannici o Irlandesi, o entrambi. La peculiare situazione dell’Irlanda nei negoziati sulla Brexit richiede una soluzione altrettanto peculiare. Nella prima fase dei negoziati l’UE vuole raggiungere un’intesa comune con il Regno Unito sulle conseguenze del suo ritiro sull’Accordo del Venerdì Santo e sulla zona di libero spostamento. Una volta compiuti sufficienti passi avanti sui principi presentati nel documento odierno, le discussioni potranno poi vertere sulla seconda fase dei negoziati, volta a trovare soluzioni flessibili e creative per evitare l’insorgere di una frontiera fisica sull’isola di Irlanda. Queste soluzioni devono rispettare il corretto funzionamento del mercato interno e dell’unione doganale, così come l’integrità e l’efficacia dell’ordinamento giuridico dell’UE. Poiché la decisione di uscire dall’Unione è stata presa dal Regno Unito, ad esso spetta proporre soluzioni a riguardo. Michel Barnier, capo negoziatore della Commissione europea, ha dichiarato: “Il documento pubblicato oggi sull’Irlanda e l’Irlanda del Nord è un testo conciso e completo, redatto in stretta cooperazione con il governo irlandese. Il nostro scopo è ridurre al minimo le conseguenze, per l’isola di Irlanda, della decisione britannica di uscire dall’UE. Tale decisione è stata presa dal Regno Unito: spetta quindi al Regno Unito presentare soluzioni per superare le difficoltà cui è esposta l’isola di Irlanda.” Il documento di oggi si basa sugli orientamenti del Consiglio europeo, concordati dai 27 capi di Stato o di governo il 29 aprile 2017, e sulle direttive di negoziato del Consiglio del 22 maggio 2017. Entrambi i testi riconoscono le “circostanze specifiche dell’isola d’Irlanda” e la necessità di trovare “soluzioni flessibili e creative” che rispettino al contempo l’integrità dell’ordinamento giuridico dell’Unione europea. La risoluzione del Parlamento europeo dell’aprile 2017 riconosce anch’essa la posizione unica e le circostanze particolari dell’isola di Irlanda.

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Cassazione: il proprietario non deve comunicare i dati di chi guidava l’auto se la multa non è notificata subito

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

cassazioneStop all’ordinanza-ingiunzione: «il trascorrere del tempo rende evanescenti i ricordi». Se l’amministrazione non notifica in modo tempestivo al proprietario del veicolo il verbale per l’infrazione al codice della strada non puoi poi multarlo perché non ha comunicato alle autorità chi era al volante dell’auto al momento della violazione addebitata, ad esempio l’eccesso di velocità rilevato da strumenti di accertamento elettronico. Tale principio emerge dall’ordinanza 26964/16, pubblicata il 23 dicembre dalla sesta sezione civile della Suprema Corte che Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” riporta. Accolto il ricorso dell’automobilista: stop all’ordinanza-ingiunzione notificatagli dalla prefettura violazione dell’articolo 126 bis Cds, la disposizione sulla patente a punti che in caso d’inosservanza prevede una sanzione da 284 a 1.133 euro. E ciò perché l’ente impositore, ad esempio il Comune, può pretendere che il proprietario del veicolo renda note le generalità del trasgressore soltanto quando notifica in modo tempestivo il verbale di accertamento dell’infrazione sottesa: va infatti dato rilievo «al ridottissimo scarto temporale tra lo spirare del termine di cui all’articolo 201 Cds (novanta giorni, nda) e la notifica effettiva». Diversamente, come riconoscono gli stessi “ermellini”, non si può esigere che il titolare del veicolo ricordi chi fosse alla guida dell’auto il giorno in cui la macchina è stata multata. Insomma: la tempestività della contestazione serve a porre il destinatario in condizioni di difendersi e in caso di tardività va invece esclusa la sussistenza dell’obbligo. (Giovanni D’AGATA)

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Prima guida sulla menopausa

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2016

menopausaTra la popolazione femminile del nostro Paese c’è poca consapevolezza sulla menopausa. Un’italiana su tre non ha mai ricevuto informazioni a riguardo. Il 23% vorrebbe invece conoscere meglio quali sono i principali fattori di rischio per la salute. Per questo la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) ha pubblicato la guida Menopausa Meno…Male Scopri come Viverla al Meglio, la prima interamente dedicata a questa delicata fase della vita femminile. Nelle prossime settimane sarà distribuita nei reparti di ginecologia dei nostri ospedali, consultori e ambulatori di medici specialisti e di medicina generale di tutto il territorio nazionale. “La menopausa non deve più essere considerata un tabù o un sinonimo esclusivo di invecchiamento – afferma il prof. Paolo Scollo Presidente Nazionale della SIGO -. Oggi grazie all’allungamento dell’aspettativa di vita, a poche e semplici regole di prevenzione e alle terapie innovative, è possibile mantenere inalterata la qualità di vita anche dopo la fine del ciclo mestruale. Con questo opuscolo vogliamo fornire un valido supporto e uno strumento di informazione per tutte le donne”. La guida fa parte del progetto SIGO Menopausa Meno…Male che è realizzato grazie ad un educational grant di MSD. L’iniziativa vede la collaborazione di diverse società scientifiche come l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), la Società Italiana di Endocrinologia (SIE) e la Fondazione Insieme contro il Cancro. Si articola attraverso un sito internet dedicato http://www.menopausamenomale.org; la distribuzione di materiale informativo; l’elaborazione di sondaggi e survey tra la popolazione e le società scientifiche, l’organizzazione di dibattiti pubblici e la formazione del personale medico. “L’obiettivo è far comprendere all’interna società come devono essere affrontati i cambiamenti di questo periodo della vita femminile – aggiunge Scollo -. Le trasformazioni a cui ogni donna deve andar incontro sono molteplici ma possono rappresentare una possibilità di evoluzione e miglioramento. E’perciò indispensabile affrontare la menopausa con il giusto approccio”.

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Andrea Fluttero alla guida del settore del riciclo rifiuti in FISE

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

flutteroAndrea Fluttero, esperto di Economia Circolare e già segretario della Commissione Ambiente del Senato nella XVI Legislatura è il nuovo Presidente di UNIRE, l’Unione Imprese del Recupero che aderisce a FISE, Federazione Imprese dei Servizi.Ad eleggerlo, all’unanimità, è stata l’Assemblea dell’Associazione. Fluttero succede ad Anselmo Calò cui l’Assemblea e il neo Presidente hanno tributato un ringraziamento per l’operato svolto negli ultimi anni trascorsi alla guida dell’Associazione.UNIRE rappresenta a livello nazionale e comunitario le imprese che gestiscono attività di raccolta, trasporto, selezione, trattamento, stoccaggio, recupero e riciclaggio dei rifiuti. In una parola le vere “Fabbriche dell’Economia Circolare”.
“Nei prossimi mesi l’attività dell’Associazione”, ha evidenziato il Presidente Fluttero, il cui nuovo mandato durerà due anni, “avrà come principali obiettivi: favorire i processi di aggregazione nell’ambito delle diverse filiere del recupero al fine di rafforzarne la rappresentatività e ampliare la base associativa attraendo imprese di qualità”. Altrettanto importante ha concluso il Presidente Fluttero sarà “stringere accordi con il mondo della ricerca per supportare le PMI dei diversi comparti nel processo di innovazione dei loro processi di recupero e riciclo”.
Andrea Fluttero nato a Chivasso (To) il 17/02/1958, diplomato Perito industriale grafico è stato fino al 1998 Imprenditore nel settore graficoDal 1985 al 1995 ha ricoperto diversi ruoli amministrativi locali. Dal 1997 al 2005 è stato Sindaco di Chivasso (To), mentre dal 2006 al 2013 è stato Senatore della Repubblica con il ruolo di Segretario della Commissione Ambiente nella XVI Legislatura, con una importante attività legislativa e convegnistica nei settori Green Economy, Energia, gestione rifiuti, chimica bio based, riciclo e recupero di materia.Dal 2013 è Consulente libero professionista e si occupa di Relazioni istituzionali e comunicazione nel settore Green Economy.Dal febbraio 2015 è anche Presidente di UNIRIGOM, l’Unione Recuperatori Italiani della Gomma. (foto: fluttero)

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Guida pericolosa

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2016

infrazione-al-volante

Woman driving car and texting message on smartphone, using mobile phone device while driving, dangerous and risky behavior in traffic

Secondo un’indagine di Facile.it e mUp Research sono oltre 19 milioni gli italiani che lo scorso anno hanno commesso infrazioni al codice della strada, mettendo a rischio la propria sicurezza e quella degli altri. Il 29% del campione intervistato ha ammesso di non aver rispettato i limiti di velocità mentre il 20% ha usato il cellulare senza auricolari o vivavoce. Lo smartphone si conferma un pericolo per la sicurezza considerando che 2.8 milioni di automobilisti hanno mandato messaggi WhatsApp, SMS o email e 947.000 controllavano o aggiornavano i loro profili sui social network mentre erano al volante. Oltre 340.000 gli automobilisti che dichiarano di essersi messi al volante sotto l’effetto di alcol o stupefacenti.Nel 47% dei casi le infrazioni non sono state sanzionate; ha violato il codice della strada il 60% del campione maschile e il 53% di quello femminile. (foto: infrazione al volante)

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Olio: Guida dedicata al mondo dell’extravergine

Posted by fidest press agency su domenica, 3 aprile 2016

FlosOlei2016CoverVerona 10-13 Aprile 2016 Torna a Vinitaly-Sol (Padiglione C – Stand n. 01) “Flos Olei 2016”, l’unica Guida dedicata al mondo dell’extravergine. Portando con sé un ampio ventaglio di novità e di progetti, primi fra tutti la versione multimediale della Guida, disponibile sul nostro shop (http://shop.flosolei.com) nelle versioni “Mondo” – “Europa” – “Italia”. L’editore della pubblicazione annuale è Marco Oreggia, universalmente riconosciuto come uno dei massimi esperti nel campo dell’extravergine, che ne è anche il curatore, insieme a Laura Marinelli. Frutto di un grande lavoro di squadra, con un panel di esperti assaggiatori, Flos Olei è oggi l’unica pubblicazione che racconta le realtà produttive olivicole di tutti e cinque i continenti, scegliendo il meglio (flos, in latino, significa appunto fiore) di ogni singolo paese produttore: un totale di 692 oli per ben 49 nazioni presenti in Guida.
Lo scopo di Flos Olei è puntare i riflettori su una qualità senza confini, mettendo in evidenza quelle etichette che, qualsiasi sia la loro origine, si siano distinte per eccellenza. Per offrire così un valido strumento ai consumatori di tutto il mondo: non a caso l’edizione esce direttamente in doppia lingua, italiano e inglese. È a loro che sono affidate le sorti di un comparto come quello olivicolo che richiede sforzi e passione e che non sempre è adeguatamente ripagato dall’attenzione di chi acquista.Ma il mondo Flos Olei non si esaurisce in un libro. Oltre infatti a essere una Guida, che nasce da un Concorso Internazionale, Flos Olei è un marchio che offre garanzia di distinzione e valore, per la professionalità con cui tutti i suoi prodotti vengono ideati e realizzati. Racchiude un insieme di progetti, nutriti da una stessa filosofia: quella dell’alta qualità.Fanno parte del marchio Flos Olei:
· Flos Olei shop: per iscriversi al Concorso Internazionale Flos Olei 2017 e acquistare i prodotti online, in ogni parte del mondo. La Guida Flos Olei è anche disponibile, in tutta Italia e nel mondo, presso alcuni punti vendita Flos Olei point. Per trovare quello a te più vicino, consulta il sito http://www.flosolei.com.
· Flos Olei point: un progetto ad ampio respiro che coinvolge realtà produttive del mondo agroalimentare e altre affini, unite dal comune obiettivo della qualità.
· Flos Olei multimedia: le versioni multimediali – iPhone-iPad – della Guida cartacea.
· Flos Olei tour: uno strumento che permette ad alcune realtà produttive selezionate di seguire insieme rotte internazionali di promozione della qualità e della diversità varietale degli extravergine.
· Flos Olei beauty: la nuova linea di prodotti cosmetici all’olio extravergine di oliva.
An upgraded formula and exhibition areas even more in line with the needs of participants: Sol&Agrifood merges the previous SOL and Agrifood Club events under a single brand.
Sol&Agrifood, the International Exhibition of Quality Agro-Foods: a prestigious showcase that, also by being held alongside Vinitaly, promotes excellence in olive oil and agro-foods on a national and international scale.

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Le auto più belle guidate da James Bond

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2015

auto bondPadova. Se c’è un personaggio cinematografico immediatamente riconoscibile per la sua passione nei confronti delle belle auto, oltre che delle belle donne, questo è di certo James Bond. L’agente segreto di Sua Maestà britannica, nato dalla penna di Ian Fleming, ha da sempre avuto una predilezione per le supercar.Una conferma proviene dall’ultima pellicola dell’infinita serie iniziata nel lontano 1962 che vede protagonista l’affascinante agente segreto. In “Spectre”, nelle sale il 5 novembre, Daniel Craig è alla guida di un’avveniristica Aston Martin DB10, coupé definita dal regista Sam Mendes, “il primo membro del cast”, realizzata specificatamente per l’impegno cinematografico. Ma James Bond non ha guidato soltanto Aston Martin, anzi. Oggi cinefili e appassionati di auto sportive che aspirano a emulare il proprio beniamino anche sulle strade di tutti i giorni, hanno la possibilità di coronare il proprio sogno nel cassetto, attingendo da una lista lunghissima di modelli, molti abbordabili dal punto di vista economico. Basta cliccare su AutoScout24, il sito leader in Italia e in Europa per la compravendita di veicoli online, per trovare alcune delle vetture utilizzate nei film. Un esempio? La Lotus Esprit Turbo, guidata nel 1980 nella pellicola “Solo per i tuoi occhi”. Sul sito è presente un unico modello dal costo di quasi 40 mila euro, cifra importante ma molto lontana dalle valutazioni della Aston Martin DB5, guidata da Sean Connery in Goldfinger del 1967 e venduta nel 2010 a 3,3 milioni di euro.
Molto più economica, ma altrettanto affascinante e sportiva, la Bmw Z3, che compare per la prima volta nel 1995 nel film “GoldenEye”. Su AutoScout24 ce ne sono quasi 300 con prezzi compresi fra 30 e 11 mila euro.
Pochi lo ricorderanno ma sempre Sean Connery si è messo al volante anche un’icona americana per le strade di Las Vegas. Si tratta della Ford Mustang Mach 1. Disponibili appena 6 esemplari con prezzo compreso fra i 25 mila e i 40 mila euro. Questa muscle car appare in “Una casca di diamanti” del 1971. Bond ha anche guidato italiano. Nel 1981, per esempio, Roger Moore, in “Octopussy-Operazione piovra”, ruba un’Alfa Romeo Gtv V6, una delle sportive di maggior successo del Biscione. Un classico che può essere parcheggiato nel proprio box spendendo soltanto fra i 7 e i 20 mila euro. Infine un’altra auto che pochi ricorderanno, tranne forse i grandi appassionati della saga. Nel 1997, infatti, Pierce Brosnan, usa un’avveniristica BMW 750L dotata di ogni gadget: missili, chiodi, tagliacavi e un dispositivo di rigonfiamento degli pneumatici. Ha inoltre un cassetto in qui è contenuta una pistola e, come se non bastasse, è radiocomandata da uno speciale telefono cellulare Ericsson-JB988. Ovviamente non è possibile acquistarne una dotata di queste diavolerie ma la “berlinona” teutonica ha ormai quotazioni molto interessanti. Un modello del 1997, identico a quello che compare ne “Il domani non muore mai” costa al massimo su AutoScout24 5 mila euro.
Infine un dato che di certo interesserà non solo gli amanti del “vintage cinematografico”: a ottobre l’AGPI, l’indice che misura il costo medio di tutte le oltre 350.000 inserzioni presenti su AutoScout24 in Italia, continua a crescere (+0,65%), toccando i 13.209 euro contro i 13.123 di un mese fa. Podio ancora tutto tedesco per quanto riguarda le vetture più ricercate: in cima alla classifica la Bmw Serie 3, seguita dalla Volkswagen Golf. Terza l’Audi A4 che strappa il gradino più basso alla sorella minore A3. La Fiat 500, unica italiana, resiste nella top ten.
AutoScout24 è la più grande piattaforma classified automotive online d’Europa. Consente alle persone di scegliere l’auto dei propri sogni in modo semplice, efficace e stress-free. AutoScout24 permette a dealer e privati di vendere le proprie auto, nuove e usate, attraverso gli annunci pubblicati sul sito. Inoltre, AutoScout24 offre a concessionari, Case auto e altri attori del settore automotive, prodotti pubblicitari, come display advertising e lead generation. AutoScout24 fa parte del Gruppo Scout24, che opera nei principali mercati online del settore immobiliare e automobilistico in diversi paesi europei. Visita il sito web http://www.autoscout24.it. (foto: auto bond)

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Costruzioni: l’Ance presenta la guida all’internazionalizzazione delle PMI

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2015

case al mare“L’internazionalizzazione delle Pmi di costruzioni italiane”. L’obiettivo prioritario del Comitato Pmi Internazionale dell’Ance, guidato da Gerardo Biancofiore, è divenuto anche il titolo di una guida all’estero realizzato dall’Associazione nazionale dei costruttori edili. Un opuscolo snello ed efficace in cui sono tratteggiati gli strumenti finanziari e assicurativi a sostegno dei progetti di internazionalizzazione, con una dettagliata indicazione di tutte le forme di finanziamento e copertura del rischio attivabili. Di notevole interesse è la descrizione della disciplina comunitaria e nazionale in materia di appalti pubblici. Una regolamentazione che, con le direttive sugli appalti susseguitesi negli anni, consente alle imprese di poter concorrere a parità di trattamento, o quasi, con i competitor dello stato membro che ha bandito la gara. La guida dell’Ance indica anche quali siano le informazioni legislative più rilevanti da approfondire per chi intenda partecipare ad appalti extra-Ue. Malgrado la minore armonizzazione e trasparenza delle norme, anche fuori dei confini comunitari è possibile, in epoca di globalizzazione, cogliere opportunità rilevanti, purché si pianifichi la partecipazione, cominciando dalla puntuale conoscenza di mercati e normative, a cominciare dalle guidelines di “donors” internazionali come la Banca Mondiale.”In questi anni – dichiara Biancofiore – di fronte a una crisi senza precedenti del mercato nazionale delle costruzioni, il mercato estero ha assunto un ruolo centrale per le imprese italiane. Nel 2014 si è assistito all’ottavo anno consecutivo di crescita delle nostre imprese all’estero, sia in termini di fatturato che di commesse acquisite.
L’industria italiana delle costruzioni è una delle più importanti, avanzate e apprezzate al mondo. Oggi le imprese italiane hanno sviluppato una presenza capillare sui mercati internazionali: operano in circa 90 Paesi nei 5 continenti, con un fatturato estero in costante crescita, giunto a oltre 100 miliardi di euro.L’espansione all’estero delle nostre imprese è per noi e per l’intero Paese motivo di orgoglio. L’obiettivo e la grande sfida sono quelli di riuscire a incrementare la presenza delle nostre imprese, soprattutto piccole e medie, sui mercati emergenti, attraverso “lavoro di squadra”, formazione e attivazione di politiche a favore del settore.
I nuovi mercati rappresentano una concreta opportunità di crescita per le PMI, se affrontata con competenza, con un’analisi e una valutazione delle proprie capacità e delle proprie potenzialità, una sorta di check-up interno all’azienda. Ed in questo, come Ance, siamo in prima linea nell’affiancare le imprese.Oggi più che mai, i mercati esteri richiedono competenze integrate che coinvolgono la fase propositiva degli interventi, la capacità progettuale, realizzativa, finanziaria e gestionale. Oggi più che mai, “Fare Sistema” diventa un imperativo”.”L’Ance – continua Biancofiore- sta facendo da tempo un grande sforzo per promuovere la presenza delle PMI all’estero, ponendosi quale motore di un “Sistema Paese” che vede in primo piano la Rete diplomatica e Consolare agire a sostegno del settore, in stretta collaborazione con le banche italiane, Confindustria, Sace, Simest e Agenzia ICE.
Le attività internazionali dell’ANCE sono molto cresciute negli ultimi anni, grazie alla collaborazione preziosa del nostro Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ci permette di avvalerci della presenza di un Diplomatico a tempo pieno.
Con l’occasione ho il piacere di rilevare il ruolo fondamentale che ha svolto, prima presso l’Ance e ora alla Farnesina, il Min. Plen. Massimo Rustico, che, distaccato presso di noi, è stato il vero e proprio Panzer stratega dell’internazionalizzazione delle costruzioni, assieme al Presidente del Comitato Lavori all’estero, Ing. Giandomenico Ghella.
Insieme abbiamo organizzato varie missioni internazionali, privilegiando, da ultimo, i Paesi dell’Europa centro orientale, che riceveranno ingenti risorse finanziarie provenienti dai Fondi Strutturali 2014-2020. Una volta individuato il Paese target, si fa un’azione accurata di scouting sui finanziamenti e sui progetti di quel Paese, si realizza la missione dove incontriamo le massime autorità governative per illustrare i progetti, ci sono i BtoB con le aziende locali, si approfondiscono gli aspetti legali e finanziari . Tutte le missioni sono seguite da follow up nei quali aiutiamo le imprese a concludere progetti di business.
Nel 2014, siamo stati in Polonia ed in Bulgaria. Nel 2015 in Ungheria, Albania ed in Romania. Nelle prossime settimane ci recheremo in Repubblica Ceca (con circa 70 aziende) e poi in Slovacchia”.“Le nostre imprese – spiega Gerardo Biancofiore – hanno tutte le carte in regola per utilizzare al meglio la chance offerta dall’estero. Non solo le grandi imprese, ma anche le pmi, che finora hanno sfruttato ancora poco questa possibilità. La nostra guida si rivolge in primo luogo ai neofiti, a quegli imprenditori che non hanno ancora varcato i confini nazionali o che, al più, hanno partecipato a qualche missione senza essere attrezzati, sul piano informativo e culturale. La guida, che si aggiunge alle molteplici iniziative in mercati esteri messe in campo in questi ultimi anni, è un primo supporto. Intendiamo continuare approfondendo tematiche, tenendo conto di trend evolutivi, selezionando priorità tra i paesi di sbocco che facciano registrare le maggiori potenzialità, in termini di profitti e solidità delle operazioni realizzabili. Andare all’estero è una occasione ma anche una necessità. Se è vero che non si vive di solo export, ai nostri tempi senza export non c’è futuro”.”E’ chiaro – conclude Biancofiore – che per internazionalizzarsi ci vuole una certa dimensione d’impresa, bisogna avere una visione e si deve saper guardare oltre, se non si vuole rimanere tagliati fuori.La decisione di andare all’estero è un motivo in più per spingere le imprese, piccole e medie, ad aggregarsi, per poter essere più competitive sui mercati internazionali e capaci di proporsi come interlocutori concorrenziali, anche su livelli di mercato fino ad ora di difficile accesso. Le sfide dei mercati internazionali si vincono facendo sistema.
Ed in quest’ottica è auspicabile che siano adottate delle misure sia a livello nazionale che europeo, che agevolino un maggiore ricorso a tale strumento e ne facilitino la gestione stessa (es. incentivi fiscali, accesso preferenziale al credito, maggiore supporto finanziario).Internazionalizzazione, peraltro, significa in primis mantenere una forte base in Italia, altrimenti diventiamo imprese estere. E per questo è fondamentale che il mercato interno riparta, perché al nostro Paese il mondo delle costruzioni serve!”.

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Disastro Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2015

area archelogica romana“Le ultime vicende, legate ai tormenti della mobilità pubblica, sono soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Da anni Roma è una città in bilico, polveriera pronta a esplodere senza un’autorevole guida che sappia rimetterla in carreggiata”. Lo dichiara il segretario regionale del Lazio di Idv Salvatore Doddi che insiste: “Le inevitabili scuse e i tardivi provvedimenti del sindaco Marino sono soltanto pannicelli caldi. Non può esistere la cosiddetta ‘fase due’ se non si ha una strategia politica, se manca la programmazione da parte di una classe dirigente, sindaco in testa, non all’altezza del compito assunto il giorno in cui i cittadini gli hanno dato fiducia. Facciamo solo un breve elenco dei problemi: periferie da riqualificare, mafia capitale e la gestione dei servizi sociali, 4 miliardi di debiti delle società partecipate, metro che corrono con le porte aperte, bus senza aria condizionata che non arrivano mai, alberi che cadono, feritoie per strada sempre ostruite con allagamento delle strade, buche e disagi di una “Roma Capitale ” che merita tanto di più”, va avanti Doddi. “E ancora, un bilancio da ripianare, l’integrazione dei Rom da perseguire con la bonifica dei campi. Potremmo continuare all’infinito. Che cosa ha prodotto a tutt’oggi l’amministrazione? Una insensata gestione per la chiusura dei Fori mentre si pensa di salvare Atac attraverso un privato che dovrebbe investire ma non gestire e risanare. Pura follia – aggiunge Doddi – o si governa la città o ci si metta da parte, dice giustamente Renzi e noi condividiamo. Pensiamo all’imminente Giubileo, all’immigrazione: ci candidiamo per le Olimpiadi e non siamo in grado di gestire i servizi di base: trasporto, pulizia, decoro, cultura, ambiente. Un cambiamento immediato è necessario!”

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Bulgaria: Trasporti su gomma

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2015

AlexanderKrastevUna “piccola guida pratica” dedicata a chi opera nel settore dei trasporti, in particolare su gomma, ed è interessato a investire in Bulgaria: Diacron Press, marchio editoriale del gruppo Diacron, che da anni opera nella sede di Sofia al fianco delle aziende italiane nel loro percorso di internazionalizzazione in questo Paese, pubblica ora “Bulgaria. Analisi del trattamento normativo e fiscale per le società di trasporti”. Secondo dati Eurostat, il 69,3% dei trasporti in Bulgaria segue le rotte del commercio internazionale, con una prevalenza della gomma (68,1%) che sta guadagnando terreno sul trasporto navale (21,2%) e ferroviario (10,7%). Il Paese dispone già di una rete stradale di 40.231 km, di cui 39.378 asfaltati, con 6 autostrade per una lunghezza di 627 km, ma è in atto un ingente piano di potenziamento delle infrastrutture, come testimonia il completamento del secondo ponte sul Danubio nel 2013.La Bulgaria offre una serie di vantaggi alle aziende di trasporti. Lo scenario che si apre agli investitori è di un Paese caratterizzato da crescita economica e stabilità fiscale, con una politica doganale uniformata a livello comunitario dopo l’ingresso nell’UE nel 2007. Completano il quadro la posizione geografica strategica, il potenziamento delle infrastrutture voluto dal governo e il supporto finanziario da parte dell’Unione Europea che per la Bulgaria ha stanziato per il periodo 2007-2013 6.853 miliardi di euro, di cui 1.624 per le opere strutturali. (foto: AlexanderKrastev)

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Caffè e guida

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2013

Antico Caffè Greco in Roma - Italy.

Antico Caffè Greco in Roma – Italy. (Photo credit: Wikipedia)

Ci sono prove convincenti che bere caffè, una fonte naturale di caffeina, possa aiutare ad innalzare i livelli di attenzione e concentrazione.
Infatti è stato dimostrato come caffè e un breve sonnellino siano le contro misure più efficaci per alleviare la stanchezza alla guida5:
Uno studio sull’efficacia del caffè paragonata a quella del sonnellino, per una guida notturna in autostrada, ha scoperto come bere 1 o 2 tazze di caffè sia equivalente a 30 minuti di sonno nel ridurre la compromissione della guida, senza comunque alterare né la qualità del sonno successiva né il tempo impiegato ad addormentarsi.
Uno studio meno recente ha dimostrato come 30 minuti di pausa dalla guida, incluso un sonnellino di circa 15 minuti, o 1-2 tazze di caffè fossero molto efficaci nel contrastare la stanchezza, e ancora di più con la combinazione dei due interventi. Ricerche hanno inoltre dimostrato che bere 1 o 2 tazze di caffè riduce il numero di incidenti automobilistici in test di simulazione, a seguito di privazione o limitazione del sonno. Uno studio recente ha scoperto che la qualità di guida individuale durante una simulazione di 2 ore su una monotona autostrada, è significativamente migliore nella prima ora dopo il consumo di una sola tazza di caffè. Uno studio caso controllo ha mostrato che le bevande con caffeina, come il caffè, possono essere associate a un rischio ridotto di incidenti tra i conducenti di mezzi pesanti a lunga percorrenza. Un ulteriore studio ha evidenziato come il consumo di caffè migliori significativamente la performance di guida notturna sia nei guidatori giovani che in quelli di mezza età, suggerendo come l’età non riduca l’effetto della caffeina11. Per maggiori informazioni su caffè, caffeina e attenzione, visitate il sito http://www.caffesalute.it

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Stanchezza alla guida

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2013

La stanchezza alla guida è un problema che può colpire tutti i guidatori, giovani e meno, dai guidatori professionisti a chi lavora la notte, ai vacanzieri. Questo tema è stato ampiamente discusso dai ricercatori e questo documento riassume alcuni punti chiave di ciò che è emerso.Ci sono oltre 1.3 milioni di incidenti stradali all’anno in Europa, che causano circa 3 milioni di feriti1. La stanchezza alla guida è un problema serio, che determina fino al 20% degli incidenti stradali ogni anno2. Queste tipologie di incidenti, nella grande maggioranza dei casi, sfociano in morte o ferite gravi, essendo in genere impatti ad alta velocità perché il guidatore che si è addormentato non può né frenare né sterzare per evitare l’impatto.Il torpore riduce il tempo di reazione – un elemento cruciale nella guida sicura. Riduce anche la soglia di attenzione e concentrazione, quindi la capacità di svolgere attività basate sull’attenzione è compromessa.La velocità con cui un’informazione viene processata dal cervello è ridotta a causa del sonno, così come la qualità del processo decisionale.Una ricerca della Commissione Europea ha verificato che una persona che guida dopo esser stata sveglia oltre 17 ore, raddoppia il suo rischio di avere un incidente4. Nonostante ciò, il 23% dei guidatori guida pur sentendosi molto stanco e il 3% afferma di essersi quasi addormentato al volante.

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Guida ai consigli d’istituto

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 gennaio 2013

Oltre mille Consigli d’istituto nuovi di zecca stanno partendo, ma nessuno si preoccupa di formarne i componenti. I più navigati sanno per esperienza che per fare un buon lavoro è sempre utile conoscere i meccanismi segreti ed è per questo che AGe Toscana ha pensato di pubblicare una guida unica nel suo genere: “Come (non) funziona il Consiglio d’istituto”.
Analisi e suggerimenti sono stati messi a punto da Sara Ruffo, una ragazza di Verbania che, frequentando il corso di laurea in “Scienze cognitive e processi decisionali” (il cui focus è lo studio di gruppi sociali), per la tesi finale ha rivolto la sua attenzione al Consiglio d’istituto. Ne ha analizzato tutte le caratteristiche sia sotto il profilo socio – psicologico, che sotto quello della sua composizione e amministrazione, intervistando tutti i dirigenti e le varie componenti scolastiche delle scuole del suo territorio. “A mano a mano che il lavoro si sviluppava –commenta Sara- il mio interesse verso questo gruppo di lavoro aumentava, portandomi a pormi delle domande e a cercare delle risposte. Questo è il motivo per cui mi sono rivolta all’Associazione genitori A.Ge. Toscana:volevo trovare delle risposte concrete alle problematiche che oggi albergano all’interno del Consiglio d’istituto”. Noi di AGe Toscana siamo stati ben lieti di farci intervistare prima e pubblicare poi l’elaborato di Sara, che abbiamo trovato di grande qualità. “La nostra ‘ricetta’ –dichiara la presidente Rita Manzani Di Goro- consiste semplicemente nella formazione, che dovrebbe essere obbligatoria per tutti coloro che fanno parte degli organi rappresentativi. La guida è stata inviata a tutti i Consigli di circolo e d’istituto della Toscana e può essere scaricata dal nostro sito http://www.agetoscana.it alla pagina Documenti scaricabili”. Ecco alcuni dei contenuti principali: La scala della partecipazione è suddivisa in otto livelli; nel mezzo della scala si trovano i tre livelli di tokenism (“dare un contentino”): l’informazione, la consultazione e la soluzione dei conflitti; all’apice della scala di partecipazione ci sono la partnership, la delega di potere e il controllo popolare (es: il referendum).
L’obiettivo per essere tale deve innanzitutto essere chiaro: il gruppo deve sapere esattamente cosa deve fare.A differenza dell’obiettivo che indica il “perché”, lo scopo del lavoro di gruppo, il compito indica l’attività che il gruppo deve svolgere, il lavoro che deve fare per raggiungere l’obiettivo prefissato. Se il compito non è chiaro, il gruppo si troverà in difficoltà poiché non ha a disposizione gli strumenti necessari per raggiungere l’obiettivo.
La strategia è utile per semplificare il compito che deve svolgere il gruppo di lavoro. Un approfondimento necessario riguarda le risorse che il gruppo ha a disposizione, ad esempio il tempo: se il tempo passato è stato speso male, non si può tornare indietro.
Il conflitto, se ben gestito, non è un fattore negativo, anzi può portare dei cambiamenti positivi all’interno del gruppo attraverso il confronto tra i membri; se invece viene mal gestito o addirittura ignorato può sfociare in un atteggiamento negativo che può portare addirittura allo scioglimento del gruppo stesso.
La minoranza è composta da tutti quei membri che si trovano in disaccordo con il resto del gruppo e se è in grado di giocare al meglio le proprie carte può influenzare il processo decisionale e portare cambiamenti significativi.
Ci sono ruoli comuni in tutti i gruppi? indubbiamente la figura del leader, del nuovo arrivato e del capro espiatorio, che ha una funzione fondamentale nel gruppo poiché permette agli altri membri di risolvere i propri conflitti interni, proiettandole su di lui.
Il leader più efficiente è l’individuo meglio equipaggiato per aiutare il gruppo a raggiungere i suoi obiettivi in tale contesto. In un altro momento o in un altro luogo qualcun altro può emergere come leader. Lo stile di leadership vede leaders che impartiscono comandi ed esortano i membri a osservare le regole e ruoli gerarchici; altri che invece danno e chiedono spiegazioni, consigli, opinioni, creando così una forte interazione tra i membri dl gruppo.
Il Consiglio d’istituto è un gruppo di lavoro anomalo, perché vede la compresenza di due leaders, il dirigente scolastico e il presidente del Consiglio d’istituto, con caratteristiche ben definite: competenza in materia e rappresentanza dell’istituto l’uno, guida dell’organo di indirizzo l’altro. Per riequilibrare il sistema, l’unica possibile soluzione è la formazione mirata del Presidente e degli altri Consiglieri; una formazione che potrebbe essere svolta gratuitamente dalle Associazioni professionali e dei genitori, oppure da coloro che già hanno ricoperto cariche elettive nella scuola.

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Droga e guida: non ha valore legale il prelievo veloce in strada

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2012

Il prelievo veloce in strada della saliva all’automobilista sospettato di guida alterata dalla droga non è ancora stato approvato dal Ministero e pertanto non ha pieno valore legale. Ciò è dovuto alla certezza della verifica della guida drogata che è resa particolarmente difficile dalla mancanza di uno strumento come l’etilometro in grado di certificare subito l’alterazione sulla strada, senza controlli invasivi e complessi. Lo ha chiarito il Ministero dell’interno con la circolare n. 300/A/1959/12/109/56 del 16 marzo 2012. Alla luce di tale circolare, in mancanza di una modifica normativa secondo Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, resta necessaria una valutazione medica per sostenere la punibilita’ dell’autista drogato. Il legislatore ha quindi previsto con una modifica introdotta frettolosamente all’art. 187 del codice stradale, che se gli agenti hanno ragionevole motivo di ritenere che il conducente e’ alterato dalla droga, il personale medico ausiliario potra’ procedere in strada ad accertamenti clinico-tossicologici ovvero a prelievo di campioni di mucosa del cavo orale o saliva.

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