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Fixed Income – Il momento giusto per i titoli high yield?

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

A cura di Prashant Agarwal e Audrey Laurencet di Pictet Asset Management. Il miglioramento delle prospettive economiche e per gli utili societari da un lato e bassi costi di servizio del debito dall’altro riducono il rischio di default. Ciò significa che le obbligazioni high yield dovrebbero continuare a essere una delle poche aree dell’universo del reddito fisso in cui gli investitori possono ancora trovare un rendimento positivo.Le prospettive per le società non investment grade paiono migliori anche alla luce delle politiche fiscali e monetarie. Il mercato del credito europeo ha beneficiato degli stimoli senza precedenti delle banche centrali e dei governi, che sono intervenuti tempestivamente per proteggere le aziende strategiche e limitare il numero di default societari. La portata e la velocità di tali interventi, compresi programmi come la cassa integrazione e i prestiti garantiti dal governo, sono state sorprendenti.Dal canto loro, le società hanno rafforzato le posizioni in liquidità e i bilanci, attingendo alle loro linee di credito, emettendo nuovo debito, tagliando costi e riducendo la spesa in conto capitale. Il rapporto cash/debito tra le società non investment grade in Europa è di conseguenza salito dal 10% dell’anno scorso al 19% di giugno 2020.Ovviamente, non tutte le società usciranno indenni da questa crisi, ma l’impatto sarà probabilmente inferiore a quello originariamente previsto. A marzo 2020, lo scenario centrale di Moody’s prevedeva tassi di default del 7-8% per gli emittenti high-yield. Da allora, tuttavia, le condizioni sono migliorate, inducendo Moody’s ad agosto a rivedere al ribasso le previsioni dei tassi di insolvenza al 4,9%. Esiste una concreta possibilità che le insolvenze abbiano già raggiunto il picco. La salute del credito societario europeo è in miglioramento. Le obbligazioni emesse dalle aziende francesi e tedesche, ad esempio. Tra i principali Paesi sviluppati, Francia e Germania sono in testa in termini di sostegno alle aziende con pacchetti rispettivamente da 16,2 e 14.3 miliardi di euro: più del doppio del Paese in terza posizione, l’Italia. Lo shock di quest’anno dovuto alla pandemia è stato diverso da quello della crisi finanziaria del 2008 in termini di impatto sui singoli settori. Nel 2008-2009, i titoli finanziari sono stati quelli più duramente colpiti; anche i titoli industriali sono stati penalizzati, come spesso succede durante i periodi di recessione. Questa volta, tuttavia, molte aziende sono state in grado di continuare a operare, in parte grazie alla sempre maggiore automazione. Le aziende chimiche e dei trasporti, per esempio, hanno affrontato la crisi molto meglio del periodo 2008-2009. Per contro, l’impatto economico è stato maggiormente avvertito nel terziario. A nostro avviso, i prezzi di mercato ancora non riflettono questa resilienza.Con l’impegno sia delle banche centrali che dei governi a fornire supporto finanziario destinato a durare mesi e non decenni, il credito a più breve scadenza è particolarmente interessante. La curva dei titoli high yield è praticamente piatta. Ad esempio, l’obbligazione con scadenza 2027 di Teva Pharmaceutical Industries è attualmente scambiata a soli 42 pb di rendimento in più rispetto all’omologa del 2023 (si veda la Fig. 2). Investendo in scadenze più brevi, gli investitori ottengono in questo modo rendimenti simili, assumendosi un rischio di duration inferiore.4Nel complesso, quindi, lo spread offerto dalle obbligazioni high yield a breve termine offre una ricompensa più che adeguata rispetto al rischio di default. Prevediamo che il credito europeo high yield a breve termine genererà rendimenti positivi del 3-5% nei prossimi 12 mesi. Rispetto ad altre alternative all’interno dell’universo del reddito fisso, questa è un’opportunità da non lasciarsi sfuggire. (abstract)

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Obbligazioni high yield europee: aggiornamento sulla strategia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

A cura di Roman Gaiser, Responsabile high yield, EMEA di Columbia Threadneedle Investments. Sebbene i rendimenti delle obbligazioni high yield europee (EHY) abbiano terminato il trimestre in territorio fortemente negativo e gli spread si siano notevolmente ampliati, le valutazioni del mercato hanno raggiunto livelli decisamente più interessanti rispetto a inizio anno. Abbiamo cominciato il 2020 con un posizionamento prudente nei nostri portafogli EHY, e nel riesaminare le valutazioni e la risposta politica al Covid-19 manteniamo la nostra posizione difensiva puntando a spostarci sulle obbligazioni di maggiore qualità e a potenziare l’esposizione a quelle precedentemente ritenute costose ma che ora appaiono interessanti. La probabilità di una recessione economica in molti mercati sviluppati dovuta alle chiusure e alle misure di isolamento decise per contrastare il Covid-19 si è sommata all’aumento dell’avversione al rischio e dell’illiquidità, spingendo fortemente al rialzo i rendimenti e gli spread creditizi, fino a raggiungere livelli che non si vedevano dal 2011/2012.A livello settoriale, le più colpite sono state le aree più cicliche del mercato come auto ed energia, trasporti e tempo libero e grande distribuzione non alimentare. I titoli meno esposti al ciclo come salute, servizi di pubblica utilità e telecomunicazioni hanno conseguito performance relativamente migliori.
Gli spread dei titoli high yield europei superano di circa 0,6 deviazioni standard la media di lungo termine (ventennale), dopo aver chiuso il 2019 su livelli invariati.Le autorità intendono scongiurare il rischio che lo shock economico si trasformi in una crisi finanziaria. Programmi quali gli acquisti diretti di obbligazioni societarie investment grade da parte della Federal Reserve hanno come obiettivo primario gli spread creditizi e dovrebbero aiutare a stabilizzare il mercato del credito nel suo complesso, come in parte già avvenuto.Le agenzie di rating sono intervenute tempestivamente e la probabilità di ulteriori revisioni al ribasso dei rating peserà sul mercato ancora per qualche mese. Ultimamente si è parlato molto delle emissioni che hanno perso il rating investment grade, i cosiddetti “angeli caduti”. Dall’inizio dell’anno, già EUR 30 miliardi e GBP 3,5 miliardi di obbligazioni sono rientrati nella categoria degli angeli caduti in Europa, più del 2018 e del 2019 insieme e circa il 10% delle emissioni EHY in circolazione. Le retrocessioni dei rating creditizi sono aumentate in quanto le ricadute dello shock sanitario continuano a farsi sentire e i governi di tutto il mondo sono intenti a implementare politiche monetarie e fiscali in grado di contenere i danni.
Sin dall’inizio dell’anno la nostra strategia EHY ha implementato, e continua a farlo, un posizionamento difensivo con un moderato sottopeso sul beta di mercato (al contempo mantenendo un certo livello di liquidità), preserva una sottoesposizione a settori ciclici come auto, trasporti e industrie di base ed è sovraesposta alla salute (ad esempio IQVIA), alla tecnologia (SFR e Netflix), ai media e ai servizi finanziari.La predilezione per le emissioni di elevata qualità rispetto a quelle di qualità inferiore è stata uno dei nostri temi d’investimento per il 2020, che oggi ci sentiamo di ribadire. Inoltre, a seguito dei recenti ribassi dei prezzi potremmo inserire alcuni angeli caduti e obbligazioni societarie con rating più elevati viste le vendite indiscriminate subite a marzo dal mercato. Riteniamo che i rendimenti potenziali offrano una compensazione adeguata a fronte del rischio d’investimento assunto. Con gli spread sui livelli correnti, i mercati remunerano gli investitori in misura nettamente superiore rispetto ai massimi tassi d’insolvenza storici.In generale, la nostra strategia EHY ha conseguito buone performance nel primo trimestre del 2020 in virtù delle dinamiche sopra esposte. (In sintesi)

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