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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘homeworking’

Lavoro da casa

Posted by fidest press agency su sabato, 31 agosto 2019

Per preservare il benessere dei lavoratori smart lo specialista di MioDottore ha stilato un pratico decalogo di suggerimenti su cosa fare e non fare:
1. Posizionare frontalmente monitor, tastiera e tutto il materiale di lavoro;
2. Utilizzare una seduta ergonomica o il supporto di un cuscino dietro alla regione lombare;
3. Preferire un tappetino per il mouse con poggia-polsi;
4. Interrompere l’attività lavorativa più o meno ogni mezz’ora, alzandosi in piedi e camminando per qualche minuto;
5. Scegliere un ambiente luminoso durante le ore diurne e abbassare la luminosità dei monitor nelle ore serali per non disturbare il sonno;
6. Non tenere le gambe accavallate per troppo tempo;
7. Non lavorare in posizioni scomposte su divano o poltrona;
8. Non tenere oggetti nelle tasche posteriore dei pantaloni;
9. Non inclinare la testa di lato per sorreggere il telefono durante le chiamate;
10. Non piegare la testa in avanti per leggere, ma alzare il foglio o il dispositivo elettronico.
Nella sezione Chiedi al dottore, presente sulla piattaforma MioDottore, è possibile contattare medici e specialisti in modo semplice e intuitivo e approfondire con loro eventuali dubbi o perplessità sulle implicazioni fisiche e psicologiche dello smart working, ottenendo riscontri professionali entro un massimo di 48 ore.

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Rimedi possibili? Ditelo al Governo

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 settembre 2017

palazzo chigiAbbiamo preso seriamente l’iniziativa governativa che invita a collaborare per indicare gli sprechi, suggerire rimedi, segnalare disfunzioni e abusi nella P.A. ma anche nel settore privato.
Lo facciamo sulla scorta delle nostre esperienze misurate sul campo e con l’ausilio dei Centri studi della Fidest che sono stati attivati, nei propositi degli ideatori, per studiare e valutare l’applicabilità di alcune proposte operative nel campo dei servizi resi al pubblico. L’idea è partita molti anni fa ed era sostenuta da alcuni dirigenti statali in pensione che a titolo gratuito e con grande spirito di servizio avevano individuato i punti deboli, i dispendi ovviabili e suggeriti i correttivi. Alcune nostre proposte furono ritenute interessanti ma “inapplicabili” perché la classe politica non era pronta alle innovazioni che avrebbero ridotto di molto non tanto gli sprechi ma la possibilità di lucrare sulle disfunzioni e favorire il malgoverno del paese. Un politico in proposito con molto cinismo ci disse: “ma se non ci sono i problemi ditemi a che serve la politica? E poi da qualche parte dobbiamo guadagnare, non siamo mica un istituto di beneficenza.”
La politica, ovviamente non è quella figura pensata dal nostro politico. E’ di tutt’altra pasta e crediamo nel suo ruolo di mediazione e di correzione delle storture per una società virtuosa che fa delle distorsioni esistenti non un dato patologico ma, semmai fisiologico.
Ed ecco un suggerimento tra i tanti a suo tempo presentati. Sappiamo bene che il centro storico di Roma pullula di uffici dipendenti dalla Presidenza del Consiglio. Sono tutti necessari? Non lo credo. Se si rivedessero le funzioni svolte i tempi e i metodi di lavoro dei dipendenti e si considerasse la possibilità d’introdurre l’homeworking e il teleworking potremmo di certo ridurli concentrandoli e recuperando qualche palazzo da cedere alle regioni per i loro uffici di rappresentanza oggi costosi perché presi per lo più in affitto e con personale che potrebbe essere ridotto in specie nelle mansioni più modeste (uscieri, ad esempio). Ma non finisce qui. Le proposte non mancano. Semmai siamo fortemente carenti nel voler passare dalle parole ai fatti. Non dimentichiamo che ci stiamo avviando verso una società tecnologicamente avanzata e se non incominciamo sin da ora a prenderne atto e ad essere conseguenti finiremo con l’essere emarginati e a produrre solo scontento e depressione. (Riccardo Alfonso)

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