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Vendute nel mondo 1,2 milioni di auto elettriche

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 settembre 2018

Nel 2017, a livello globale, sono state vendute quasi 1,2 milioni di auto elettriche, con una crescita del 57% rispetto al 2016 (erano circa 750mila) e più del doppio delle 537mila vetture elettriche del 2015. Un trend positivo che, secondo le previsioni, dovrebbe continuare anche nel 2018, con quasi due milioni di nuovi veicoli elettrici attesi sul mercato.
In Italia si registra la stessa dinamica di crescita, ma i numeri sono ancora piuttosto esigui, se paragonati ai valori del mercato europeo e globale. Nel 2017, infatti, sono state vendute 4.827 auto elettriche (erano 2.560 l’anno precedente), appena lo 0,24% del totale dei veicoli italiani (0,1% nel 2016), fra cui 1.964 full-electric (BEV, +40% rispetto al 2016) e 2.863 auto “plug in” (i veicoli con la possibilità di ricarica associata ad un motore tradizionale), che sono aumentate del 150% e che per la prima volta hanno superato le BEV. Numeri ben lontani da Norvegia e Germania, che con 62.000 e 55.000 immatricolazioni sono i primi mercati in Europa. Ma i risultati dei primi mesi del 2018 testimoniano un crescente fermento del settore anche in Italia: nel primo semestre sono state immatricolate 4.129 auto elettriche, quasi come nei dodici mesi precedenti, con un aumento dell’89%. Una crescita che ha coinvolto anche le infrastrutture di ricarica, che a fine 2017 comprendevano circa 2.750 punti di ricarica pubblici (+750 sul 2016), di cui il 16% (443) high power, e circa 1.300 colonnine, anche se la distribuzione geografica appare ancora sbilanciata, con differenze evidenti fra le aree del Paese.
I numeri della mobilità elettrica – A livello globale è la Cina il mercato più importante, con circa 580mila auto vendute e una crescita del 72% rispetto all’anno precedente, seguita dall’Europa (290mila, +39%) e dagli Stati Uniti (200mila, +27%). Il Giappone si colloca in quarta posizione, ma con i suoi 56.000 veicoli venduti e una crescita del 155% si afferma come il mercato più dinamico.
Il primo mercato europeo, invece, è la Norvegia, con 62.000 veicoli venduti (terzo Paese per immatricolazioni dopo Cina e Stati Uniti) che rappresentano ben il 39% del mercato interno. Segue la Germania con quasi 55.000 immatricolazioni, più del doppio del 2016 (+117%), che sorpassa sia la Gran Bretagna, a quota 47.000 (+27%), sia la Francia (37.000, +26%). Questi primi quattro Paesi rappresentano da soli il 70% del totale in Europa.
In Italia sono quasi 13.000 le auto elettriche in circolazione, di cui 4.827 vendute nel 2017, lo 0,24% del totale. Il mercato italiano è ancora indietro rispetto ai principali partner europei: lo scorso anno ha pesato per meno del 2% nel mercato europeo dei veicoli elettrici, a fronte del 13% del totale delle immatricolazioni. I possessori hanno dichiarato di usare l’auto elettrica principalmente durante il tragitto casa-lavoro e per brevi viaggi, mentre meno della metà del campione la utilizza anche per viaggi lunghi, a conferma del fatto che la range anxiety (ossia il timore che la batteria si scarichi) rimane un fattore rilevante anche dopo l’acquisto. Circa due utilizzatori su tre dichiarano di ricaricare il veicolo a casa, a fronte di un 33% che non utilizza l’infrastruttura domestica. Le percentuali si invertono se si considera la ricarica sul posto di lavoro, dove solamente il 42% del campione ha dichiarato di poter usufruire di questa possibilità. Complessivamente, solo il 16% degli utilizzatori di auto elettriche non ha accesso alla possibilità di ricarica privata (a casa o sul posto di lavoro) e deve quindi fare affidamento esclusivamente sulla ricarica pubblica.

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“Dieci anni per dire addio alle auto a benzina, gasolio e alle ibride convenzionali”

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 settembre 2018

Se l’Europa intende onorare gli impegni presi con gli accordi di Parigi per limitare l’innalzamento delle temperature medie entro il grado e mezzo, la vendita di auto a benzina, a gasolio e delle ibride convenzionali dovrà finire entro il 2028. È quanto emerge da uno studio commissionato da Greenpeace al prestigioso istituto di ricerca tedesco DLR.Il rapporto chiarisce anche che il numero delle auto a benzina e gasolio circolanti sulle strade europee dovrà ridursi dell’80% entro il 2035 e che – a meno di politiche attive e drastiche, che anticipino ulteriormente la scomparsa dei veicoli “fossili” – le auto con motori a combustione interna rimarranno tra le flotte europee fino ai primi anni ’40.«Il phase out dei motori ‘fossili’, alimentati con i derivati del petrolio, non solo avrà effetti positivi per il clima ma aiuterà significativamente a ridurre la crisi sanitaria che viene dall’inquinamento atmosferico, migliorando la nostra qualità della vita», ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Trasporti di Greenpeace Italia.L’abbandono della tecnologia del motore a combustione interna, tuttavia, sarà possibile solo se i governi nazionali e l’industria dell’automobile si faranno pienamente carico della sfida per la difesa del clima. Il confronto tra il Parlamento Europeo e i Paesi membri dell’Unione riguardo ai tetti di emissione di gas serra per automobili e veicoli commerciali leggeri mostra, però, quanto i politici europei siano lontani dal senso profondo di questa sfida.«Molte case automobilistiche sono ancor oggi disperatamente aggrappate al motore a combustione interna. Tuttavia, se queste imprese vogliono conservare le loro quote di mercato, dovranno spostarsi velocemente verso nuovi modelli di business, investendo sull’auto elettrica e verso servizi di mobilità condivisa. Questo richiederà nuove norme e nuovi investimenti per sviluppare veicoli elettrici economici, più piccoli e con consumi di energia ridotti», ha aggiunto Boraschi.La prospettiva di rimpiazzare le auto oggi circolanti con auto elettriche, in un rapporto di uno a uno, non è sostenibile in termini ambientali. Il numero di auto private circolanti dovrà ridursi sensibilmente e, al contempo, dovrà realizzarsi una profonda innovazione tecnologica capace di cambiare drasticamente il mondo dell’auto.Greenpeace chiede ai governi europei di garantire che la vendita di auto “a petrolio”, incluse le ibride convenzionali, abbia termine entro il 2028. Ogni Stato dovrà fissare un’opportuna data di phase out e adottare e implementare una cornice normativa vincolante per decarbonizzare velocemente e radicalmente il settore trasporti.

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Mostra:I Mutanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Roma 29 marzo 2010 Viale Trinità dei Monti, 1 Accademia di Francia a Roma – Villa Medici Apertura al pubblico Da martedì 30 marzo a domenica 6 giugno 2010 Vernissage Adel Abdessemed, Stephen Dean, Ellen Gallagher, Adrian Paci, Djamel Tatah I cinque artisti che saranno riuniti all’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici sono dei mutanti: le loro opere incarnano un mondo di cui non sappiamo ancora molto, se non che la stabilità delle identità non potrebbe più esservi definitiva. I lavori di Adel Abdessemed, Stephen Dean, Ellen Gallagher, Adrian Paci e Djamel Tatah pongono il problema della pluralità oggi, non soltanto dal punto di vista sociologico, ma anche nell’utilizzo delle tecniche ibride che mettono in pratica. Appartengono pienamente a un’epoca in cui le identità individuali degli abitanti del mondo occidentale si costruiscono attraverso le migrazioni, le situazioni coloniali e post-coloniali. Essi sono plurinazionali, plurietnici o multiculturali, a volte tutte queste cose insieme, senza che le pluralità si annientino all’interno di una comunità idealizzata né tantomeno cancellino storie e passati differenziati.  Ma sono soprattutto le loro creazioni a essere il risultato concreto di un processo di ibridazione. Esse mescolano diversi media, utilizzando l’uno poi l’altro a seconda delle necessità o delle possibilità, o addirittura uno solo, ma dopo averlo fatto passare attraverso il filtro di un altro mezzo. Esse presentano a seconda dei casi un’iconografia più o meno esplicita, ma tutte hanno a che fare con la questione dell’identità. A Villa Medici, le cinque mostre che costituiscono I Mutanti trovano un luogo che guarda significativamente verso il futuro, pur mantenendo un legame con la tradizione: un luogo situato nel cuore di una città la cui storia è stata segnata da ripetuti processi di ibridazione attraverso i quali si sono costruite le diverse civiltà. (mutanti,1)

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Autovetture e nuovi carburanti

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2010

E’ la maggiore incognita, non tanto sulla sua entità complessiva, che dovrebbe mantenersi invariata ai livelli attuali (circa 30 milioni di unità). Quanto sulla sua composizione: oltre a notevoli spostamenti nel concorso delle autovetture alimentate con carburanti tradizionali (benzina, gasolio, gpi e metano) potrebbe infatti manifestarsi una sensibile incidenza di autovetture con tecnologie motoristiche di nuova generazione: ibride, elettriche, ad idrogeno e particolarmente quelle a celle a combustibile. Una incidenza, peraltro, soggetta a forti oscillazioni previsive per le incertezze inerenti al progresso tecnologico ed agli sforzi di contenimento dei costi. Complessivamente è ipotizzabile, con approssimazione, un declino delle vetture a benzina (da 23,4 a 17,8 milioni) ed un aumento di quelle tradizionali a maggior efficienza (quali quelle a gasolio che saliranno da 5 a 8,25 milioni) e quelle ambientalmente più compatibili (il gpl dovrebbe crescere da 1,2 a 1,4 milioni mentre per il metano le previsioni sono più incerte: da 300mila dovrebbe passare ad 1-2 milioni. Sullo sviluppo di autovetture alimentate da nuovi propellenti si possono fare stime ad ampia divaricazione, comprese tra 1, 2 e 3 bmilioni dei unità, con una crescita particolarmente sostenuta per le auto a “fuel cells”, che ad oggi sembrano essere tecnologicamente quelle più promettenti. Per concludere possiamo dire che tra le vetture alimentate con carburanti tradizionali ecologici e quelle funzionanti con nuovi propellenti, si potrebbe raggiungere una cifra di circa 6 milioni di unità, rispetto agli attuali 1,5 milioni costituiti solo da vetture a gpl e metano. Ciò di cui dobbiamo convincerci è che sia giunto il momento di fare una seria riflessione sulla necessità di rinnovare il parco auto associandolo alla necessità di progettare mezzi di locomozione meno dipendenti dal petrolio e dai suoi derivati

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