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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘idea’

Partecipazione al Corso IDEA

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 giugno 2019

Parma. Scade il prossimo mercoledì 17 luglio il termine per i docenti delle scuole superiori per presentare domanda di partecipazione al Corso IDEA (corso di aggiornamento-formazione teorico e pratico di Matematica, Fisica, Chimica, Economia e Informatica) per l’a.a. 2019-20.È infatti attiva anche per il prossimo anno accademico la Convenzione tra l’Università di Parma e l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna (Ambiti Territoriali di Parma, Piacenza e Reggio Emilia) per la realizzazione di un corso di aggiornamento-formazione teorico e pratico rivolto ai docenti delle scuole secondarie superiori di Matematica (43 posti), Fisica (13 posti), Chimica (7 posti), Informatica (1 posto) ed Economia (1 posto).Le domande devono pervenire entro mercoledì 17 luglio al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche dell’Università di Parma.
Il progetto IDEA nasce nel 1998. Nei suoi diciannove anni di attività ha permesso a numerosi docenti delle scuole superiori delle province di Parma, Reggio Emilia e Piacenza di partecipare alla didattica universitaria, effettuando un consistente e motivante aggiornamento professionale. D’altra parte, ha offerto agli studenti del primo anno dell’Ateneo di Parma la fruizione di esercitazioni di matematica, fisica, chimica, disegno, informatica ed economia.Tutte le informazioni e il fac-simile della domanda sono reperibili sulla pagina web del progetto IDEA (https://smfi.unipr.it/it/progetto-idea).

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L’idea di Europa e la costruzione europea, tema della prolusione di Giuliano Amato

Posted by fidest press agency su martedì, 15 gennaio 2019

Roma giovedì 17 gennaio 2019, ore 11.45 Aula magna – Rettorato piazzale Aldo Moro verrà inaugurato l’anno accademico 2018-2019, 716° dalla fondazione di Sapienza Università di Roma. Dopo i saluti istituzionali, il rettore Eugenio Gaudio introdurrà la cerimonia; seguiranno gli interventi di Natasha Rinaldi, studentessa della Facoltà di Architettura, in rappresentanza degli studenti e di Andrea Bonomolo, direttore dell’Area Affari legali dell’Ateneo, a nome del personale tecnico-amministrativo.A Giuliano Amato, giudice della Corte costituzionale, è affidata la prolusione dal titolo “Dall’idea di Europa alla costruzione europea”. Il presidente della European Civis University Yvon Berland, il presidente dell’University College London Michael Arthur e il rettore della Université libre de Bruxelles Yvon Englert porteranno il loro saluto alla comunità universitaria. Durante la cerimonia verranno premiati il laureato più giovane e il docente emerito più anziano dell’Ateneo. Nel corso della mattinata MuSa Classica, MuSa Jazz e MuSa Coro diretti dai maestri Paolo Camiz, Giorgio Monari e Francesco Vizioli, proporranno degli intermezzi musicali.

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Com’è nata l’idea Stato?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 agosto 2018

La lunga e complessa opera d’espansione di un impero, appartenente al popolo e non a un sovrano, trasformò la vita della popolazione ellenica in tutto il mediterraneo. Decaddero le oligarchie aristocratiche ed anche le monarchie teocratiche mentre i ceti diseredati cessarono di essere tali, migliorarono le loro condizioni, e non accettarono più la superiorità quasi eroica e divina dei ricchi. Si passò, quindi, a un nuovo livello di potere. Ciò avvenne in opposizione a un’aristocrazia sempre più prepotente e avida. Il contrasto poteva, a volte, sfociare nella tirannide. Sta di fatto che gli uomini che s’impadronivano del potere, lottando contro l’aristocrazia, per lo più provenivano dallo stesso ambiente. Le tirannidi, tuttavia, non concepirono opera rivoluzionaria. Nell’azione di governo, in generale, i tiranni erano più preoccupati di non distruggere le forme tradizionali dello stato che di regolare in modo duraturo la loro posizione. Sovente i tiranni si resero protagonisti d’iniziative volte alla concessione di benefici economici ai ceti meno abbienti ridistribuendo la ricchezza in forma più equa operando tassazioni più pesanti nei riguardi dei ricchi. Con il denaro, così procurato, il tiranno iniziava lavori pubblici nell’interesse degli emarginati. In questo modus vivendi s’innestò l’esperienza ateniese del quinto secolo a. C. ma con una base di partenza che risale per lo meno a due secoli prima. Furono gli stessi aristocratici a realizzare leggi dirette alla distruzione del proprio predominio e dei propri privilegi.
Di concessione in concessione si arrivò alla piena parità di tutti i cittadini rispetto alla collettività locale. A esprimere tale svolta, pur nella sua lente fase evolutiva, nei rapporti sociali di un popolo che vive in comunità, fu Esiodo. La sua poesia richiamava la vita e le opere degli umili nella dignità del proprio lavoro. Così nacquero nuovi modelli esistenziali con Callino e Tirteo che esaltavano il valore dei combattenti nella formazione serrata delle falangi, con Mimmermo e Saffo che cantavano la giovinezza e con essa gli ardori della vita amorosa. Solone, a sua volta, invocava ordine e giustizia. (Riccardo Alfonso)

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L’idea di andare in pensione

Posted by fidest press agency su martedì, 6 marzo 2018

Da molte parti si sollecita l’allungamento dell’età lavorativa di un pensionamento ritardato rispetto al limite oggi stabilito. Io, e lo dico da anni, sono convinto che questo sistema previdenziale come quello assistenziale abbiano fatto il loro tempo e che sia giunto il momento di una loro rivisitazione alla luce di un mutato rapporto esistenziale dettato dalle nuove tecnologie e dalla ricerca scientifica e medica. Cosa potremmo avere in cambio? Un contratto assicurativo decennale di previdenza e assistenza prelevabile sulle retribuzioni dei lavoratori e che consentissero, al suo scadere, una rendita mensile pari al 20% di quanto si è percepita e altrettanto nei decenni successivi. Nello stesso tempo l’assistenza sanitaria da universale dovrebbe trasformarsi in “prevenzione universale” nel senso che ogni persona ha diritto ad avere check-up periodico a prescindere dal suo stato di salute per individuare eventuali malattie asintomatiche. Tutti dotati di un chip dal quale vi sia l’anamnesi del proprio stato di salute, le terapie adottate, i risultati ottenuti, i controlli specialistici effettuati e i farmaci assunti. Nello stesso tempo ognuno sarà chiamato a donare il proprio sangue periodicamente per una banca del sangue personalizzata da utilizzare in caso di necessità o anche da tenere a disposizione per gli usi delle sale operatorie.
Un progetto che ha un suo limite, per via di un nostro deforme concetto mercantilistico, poiché dobbiamo passare dall’idea che l’essere umano non è più un bene economico ma sociale, e quindi talune prestazioni devono restare gratuite poiché se vale il diritto alla vita altrettanto deve valere il diritto a vivere nel migliore dei modi. Per estensione lo stesso concetto vale per l’istruzione, l’avere un’abitazione e un lavoro. E’ un passaggio concettualmente difficile ma vitale. (Riccardo Alfonso)

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Idea politica e idea dello Stato

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 marzo 2018

L’idea della politica e l’idea dello Stato modernamente inteso, sono oggi in rotta di collisione. E’ una frattura semantica conseguente al riconoscimento dell’asse centrale della società civile, alle multi e interdipendenze, alla razionalità plurale. Il nesso non si trova più concentrato nello Stato, in una classe, struttura, o ceto, ma in ogni persona umana. Il principio di libertà (persona) diritto alla proprietà (natura) s’identifica in un agire dotato di senso solo se rispetta questi due canoni fondazionali, di là della tripartizione del potere che Weber ha proposto: razionale, tradizionale, carismatico.
Lo Stato e l’impresa economica sono i due grandi soggetti creati dal mondo moderno. Entrambi sono attraversati dalla politica ma in forma sempre più ridotta, semplice postulato normativo, a una forma di giustificazione del potere esistente. In questo modo, la politica non è più riconoscibile come centro di una società, ma solo come sistema autoreferente senza finalità extra-sociali. Un potere che sempre più s’identifica con il vecchio detto: auctoritas non veritas facit legem. (Riccardo Alfonso)

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Idea di un “Erasmus del Mediterraneo”

Posted by fidest press agency su martedì, 24 ottobre 2017

erasmus“Ho letto con interesse le riflessioni del ministro degli Esteri Angelino Alfano a proposito del tema dei migranti e dell’idea di un ‘Erasmus del Mediterraneo’ che possa promuovere maggiore integrazione e migliore conoscenza reciproca tra i paesi che vi si affacciano. Una simile iniziativa esiste già ed è gestita dall’Agenzia Nazionale per i giovani grazie ad Erasmus+ un progetto ‘gemello’ ma più inclusivo dell’Erasmus universitario, fa anche un lavoro intenso e specifico, ma poco conosciuto, con gli stati che si affacciano sul Mediterraneo: Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Tunisia, anche Siria”. Lo afferma Giacomo D’Arrigo, direttore dell’Agenzia nazionale Giovani a proposito della proposta dell’Erasmus del mediterraneo lanciata oggi dal ministro Alfano.
“Dal 2014 ai primi mesi del 2017 sono stati coinvolti quasi 5100 giovani in attività di mobilità con i Paesi del Mediterraneo, con 14 milioni e mezzo di euro di fondi erogati – ricorda D’Arrigo -. In dieci anni, considerando oltre all’Erasmus + anche il precedente Gioventù in azione, sono stati oltre 11 mila i giovani che hanno fatto scambi o attività di volontariato in questi paesi”.
“Basterebbe quindi mettere a sistema quanto di buono esiste già – conclude – e creare una strategia di inclusione che passi della nuove generazioni, sfruttando risorse già esistenti. E’ questo uno dei terreni principali della nuova sfida per un’Europa integrata. Non muri ma viaggi, incontri, conoscenza. Quando questi ragazzi torneranno avranno negli occhi e nel cuore altre culture, altri insegnamenti, altri sapori e altri umori ma soprattutto avranno più libertà, più empatia, più lungimiranza, più ‘visione’ di un futuro dove non ci sarà spazio per intolleranza e razzismo”.

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L’idea di andare in pensione

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

034-Figura di vecchio seduto addormentato con mani strette a pugno chiuso, 1944, Carboncino, cm 1Da molte parti si sollecita l’allungamento dell’età lavorativa di un pensionamento ritardato rispetto al limite oggi stabilito. Io, e lo dico da anni, sono convinto che questo sistema previdenziale come quello assistenziale abbiano fatto il loro tempo e che sia giunto il momento di una loro rivisitazione alla luce di un mutato rapporto esistenziale dettato dalle nuove tecnologie e dalla ricerca scientifica e medica. Cosa potremmo avere in cambio? Un contratto assicurativo decennale di previdenza e assistenza prelevabile sulle retribuzioni dei lavoratori e che consentissero, al suo scadere, una rendita mensile pari al 20% di quanto si è percepita e altrettanto nei decenni successivi. Nello stesso tempo l’assistenza sanitaria da universale dovrebbe trasformarsi in “prevenzione universale” nel senso che ogni persona ha diritto ad avere check-up periodico a prescindere dal suo stato di salute per individuare eventuali malattie asintomatiche. Tutti dotati di un chip dal quale vi sia l’anamnesi del proprio stato di salute, le terapie adottate, i risultati ottenuti, i controlli specialistici effettuati e i farmaci assunti. Nello stesso tempo ognuno sarà chiamato a donare il proprio sangue periodicamente per una banca del sangue personalizzata da utilizzare in caso di necessità o anche da tenere a disposizione per gli usi delle sale operatorie.
Un progetto che ha un suo limite, per via di un nostro deforme concetto mercantilistico, poiché dobbiamo passare dall’idea che l’essere umano non è più un bene economico ma sociale, e quindi talune prestazioni devono restare gratuite poiché se vale il diritto alla vita altrettanto deve valere il diritto a vivere nel migliore dei modi. Per estensione lo stesso concetto vale per l’istruzione, l’avere un’abitazione e un lavoro. E’ un passaggio concettualmente difficile ma vitale. (Riccardo Alfonso)

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Partecipazione al Corso IDEA

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma. Scade il prossimo 23 luglio il termine per i docenti delle scuole superiori per presentare domanda di partecipazione al Corso IDEA (corso di aggiornamento-formazione teorico e pratico di Matematica, Fisica, Chimica ed Economia) per l’a.a. 2017/2018.
È infatti attiva anche per gli anni accademici 2017-18 e 2018-19 la Convenzione tra l’Università di Parma e l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna (Ambiti Territoriali di Parma, Piacenza e Reggio Emilia), per la realizzazione di un corso di aggiornamento-formazione teorico e pratico di Matematica, Fisica, Chimica ed Economia rivolto ai docenti delle scuole secondarie superiori di Matematica (46 posti), Fisica (13 posti), Chimica (7 posti), Informatica (1 posto) ed Economia (1 posto).
Le domande devono pervenire entro il 23 luglio al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche dell’Università di Parma in uno dei seguenti modi:
raccomandata con ricevuta di ritorno da spedire a Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatica – Plesso di Matematica, Parco Area delle Scienze 53/A, 43124 Parma
consegna a mano all’indirizzo sopracitato
via e-mail all’indirizzo: protocollodipscienzemfi@unipr.it
Il progetto IDEA nasce nel 1998. Nei suoi diciannove anni di attività ha permesso a numerosi docenti delle scuole superiori delle province di Parma, Reggio Emilia e Piacenza di partecipare alla didattica universitaria, effettuando un consistente e motivante aggiornamento professionale. D’altra parte, ha offerto agli studenti del primo anno dell’Ateneo di Parma la fruizione di esercitazioni di matematica, fisica, chimica, disegno, informatica ed economia.
Tutte le informazioni e il fac-simile della domanda sono reperibili sulla pagina web del progetto IDEA.

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“Premio dall’idea all’impresa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2015

aerospaceMilano 26 novembre 2015 a Milano presso UniCredit Pavilion la startup milanese con il suo sistema di ammortizzatori di emergenza per elicotteri, sarà tra i finalisti protagonisti della serata di Premiazione. Da uno spin-off del Politecnico di Milano avviato nel 2010, con l’obiettivo di analizzare i dati relativi agli incidenti nel settore elicotteristico civile europeo, ad una startup vera e propria in procinto di certificare una propria linea di prodotti. È questa – in breve – la storia di Sia Aerospace e della sua gamma RTF-27.C, progettata per ridurre drasticamente i danni subiti al personale in volo e al velivolo durante un atterraggio di emergenza in elicottero. La giovane azienda meneghina si è così aggiudicata un posto tra i 5 finalisti del Premio Gaetano Marzotto 2015 candidati a vincere il “Premio dall’idea all’Impresa”, che prevede 50.000 euro in denaro e 20 periodi di residenza e affiancamento per un valore complessivo di 680.000 euro.Identificata una forte frequenza di eventi critici nel settore dei velivoli di classe leggera e intermedia durante gli anni di ricerca, Sia Aerospace è diventata nel 2012 una società autonoma, che ha affrontato un periodo di accelerazione ed incubazione presso Polihub, capace di mettere a punto la tecnologia High Efficency Metal Energy Dissipation (HEMED) di cui è proprietaria. Sfruttando un sistema di ammortizzatori senza ritorno di forza, in grado quindi di disperdere l’energia cinetica generata da un impatto grazie a un design innovativo e di facile impiego, il team ha saputo sviluppare una tecnologia ad alta efficienza con peso estremamente ridotto: RTF-27.C offre una riduzione media dei danni del 35%, con un peso massimo di 20Kg per elicottero di classe leggera/intermedia.Il prodotto consiste in un kit aggiuntivo formato da 4 pezzi da installare su velivolo in prossimità del carrello, senza necessità di modifiche all’elicottero, ed è compatibile con gli altri sistemi già a bordo. Rispetto ai dispositivi concorrenti può dimostrare vantaggi in termini di peso (-75% rispetto a soluzioni che prevedono air-bag esterni o sedili con protezioni aggiuntive), di attivazione automatica (non necessitando di intervento manuale), di assenza problemi di funzionamento (non dipendendo da sistemi elettrici o oleo-pneumatici) e con un ciclo di vita lungo. Il prodotto è in linea con gli standard più competitivi del settore, impiegando materiali all’avanguardia a ridotto impatto ambientale e metodologie di produzione moderne. I test si stanno svolgendo presso due centri specializzati a Napoli (CIRA) ed Oxford (STFC), a seguito di due partnership già avviate con un cliente italiano ed uno europeo, ma il progetto ha saputo già riscuotere interesse oltreoceano da parte di diverse aziende impegnate nella ricerca sui rapporti di interazione tra macchine ed operatori. Il concetto tecnologico alla base infatti, pur procedendo verso l’obiettivo del 100% di compatibilità tecnica del mercato attuale, non intende rivolgersi esclusivamente al segmento per il quale è stato inizialmente ideato. La tecnologia HEMED offre svariate possibilità e può essere impiegata in tutti quei settori nei quali è centrale la ricerca di maggior sicurezza delle persone, come quello automobilistico o ferroviario, fino all’impiego su velivoli di linea o per uso spaziale. Il Premio Gaetano Marzotto, promosso e ideato da Associazione Progetto Marzotto, ha durata decennale. Il Progetto Marzotto nasce per creare, attraverso una serie di azioni diversificate, un nuovo tessuto sociale (www.progettomarzotto.org), il Premio Gaetano Marzotto ne è un’appendice, con l’obiettivo di individuare e promuovere lo sviluppo di nuove idee imprenditoriali, in grado di rispondere a criteri di sostenibilità economico-finanziaria e generare al tempo stesso benefici concreti per il territorio italiano, in primis occupazionali. foto:aerospace)

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Il paradosso della socialdemocrazia

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2015

falce e martelloSi possono chiamare anche socialisti e persino comunisti ma in effetti non hanno nulla da spartire con il marxismo e soprattutto con le sue idee guida. La socialdemocrazia è nata nei “salotti buoni” della borghesia lacchè del capitalismo. Oggi forse più di allora si pensa che il virus che si vuole introdurre nel pensiero comunista possa rendere compatibile un rapporto di coesistenza pacifica tra le due correnti di pensiero come se il capitale e il lavoro potessero incamminarsi fraternamente lungo il cammino della vita. L’esempio tipico l’abbiamo in Italia e mi riferisco non solo al suo passato ma all’idea maturata in questi giorni di creare un nuovo soggetto politico di sinistra. Incominciamo con il dire che vi è stata la stagione dei diritti che la classe operaia si è vista riconoscere e che il capitalismo ha concesso sotto l’effetto della paura per via del comunismo abbracciato dall’Urss e dalla sua capacità d’affascinare le masse. Una volta caduto il “sipario” il capitalismo si è ripreso, con gli interessi, tutto quello che aveva elargito e non solo. Si è servito di governi deboli e succubi degli interessi padronali per consolidare le sue posizioni e lo ha fatto, per lo più, servendosi proprio dei movimenti cosiddetti di sinistra. E costoro hanno operato tanto bene, secondo i loro padroni, che non si sono fatti scrupolo di “catturare” parole come “sinistra”, diritti civili e quanto altro pur di confondere le acque e lasciare le masse interdette perché hanno finito con il perdere la stessa idea di socialdemocrazia. La domanda che a questo punto è doverosa porsi è se non siamo arrivati a un bivio dove non è più possibile associare il socialismo come termine di contrasto con le politiche che ci conducono verso una crisi irreversibile dell’economia di mercato che privilegia le speculazioni finanziarie, una grande concentrazione di ricchezza a scapito di quanti, e sono miliardi di persone, vivono ai margini della società e elemosinano il necessario mentre gli altri sguazzano nel superfluo.Oggi la risposta che possiamo formulare è davvero inquietante e drammatica se lo stesso Papa si è sentito in dovere di tranquillizzare le masse popolari che sono giunte a un livello critico per disperazione e povertà. E’ che la Chiesa ha, a nostro avviso, un peccato d’origine poiché se ha fatto bene a difendere il diritto alla vita non ha saputo esserne conseguente rispetto all’altro diritto che è quello del vivere. Non è possibile affidare ai mercenari, come sta accadendo in molte parti del mondo, il destino di intere popolazioni ridotte in miseria perché le tante o le poche risorse sono dirottate per l’acquisto di armi che i mercanti occidentali offrono copiose per mantenere in sella i dittatori di turno. E oggi nel mondo occidentale si aggiunge la disoccupazione che non potrà mai essere assorbita dal sistema capitalistico che puntando al profitto tende sempre più a schiavizzare le masse. Vi potrà mai essere una risposta adeguata? Nutro forti dubbi che possa accadere a breve, ma non si sa mai. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Sanità: liste d’attesa

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 marzo 2012

Liste d’attesa, problema per il 68,5% dei cittadini. Tra le maggiori criticità del Servizio sanitario nazionale, c’è la lunghezza delle liste d’attesa, problema chiave per il 68,5% degli italiani e per il 71% di quelli residenti del Nord-Est. Questo è uno dei dati che emerge dall’analisi del Censis Monitor biomedico 2011 presentata a Roma nell’ambito del Forum per la Ricerca Biomedica. Un’insofferenza che secondo il ministro della Salute, Renato Balduzzi, «è frutto dell’idea moderna del tutto e subito. Ma non tutte le patologie la giustificano, soprattutto perché il sistema delle urgenze ha dimostrato di reggere ancora». In generale, secondo il vice presidente del Censis, Carla Collicelli, «a emergere è che il futuro della sanità è segnato da due paure principali: un’accentuazione delle differenze di qualità tra le sanità regionali (35,2%) e l’interferenza della politica a danno del settore (35%). C’è poi una consapevolezza diffusa sul tema della razionalizzazione dell’uso delle risorse, tanto che oltre il 56% degli italiani ritiene che, per riportare il comparto in equilibrio, occorre rendere più efficienti le strutture, i servizi e il personale. Il 29,4% pensa alla modulazione dei ticket rispetto al reddito e il 29,5% auspica controlli più rigorosi sull’attività prescrittiva dei medici di medicina generale». «L’appropriatezza» ribatte il Ministro «resta una divisa mentale per gli utenti del Ssn e deve esserlo anche per i professionisti. Serve più governance del sistema e una migliore distribuzione delle risorse e del personale. Il settore ha dimostrato troppi compartimenti-stagni». Un’altra soluzione per Balduzzi è anche nella informazione: «Stiamo accelerando una antica idea, che peraltro da qualche parte del mondo è già realtà, di mettere a disposizione tutti i dati del sistema. E pensiamo a un portale con le classifiche stilate bene per aiutare gli utenti ma anche i professionisti».

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L’idea di andare in pensione

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 agosto 2011

Pensionati

Image by fabiux via Flickr

Da molte parti si sollecita l’allungamento dell’età lavorativa di un pensionamento ritardato rispetto al limite oggi stabilito. Io, e lo dico da anni, sono convinto che questo sistema previdenziale come quello assistenziale abbiano fatto il loro tempo e che sia giunto il momento di una loro rivisitazione alla luce di un mutato rapporto esistenziale dettato dalle nuove tecnologie e dalla ricerca scientifica e medica. Cosa potremmo avere in cambio? Un contratto assicurativo decennale di previdenza e assistenza prelevabile sulle retribuzioni dei lavoratori e che consentissero, al suo scadere, una rendita mensile pari al 20% di quanto si è percepito e altrettanto nei decenni successivi. Nello stesso tempo l’assistenza sanitaria da universale dovrebbe trasformarsi in “prevenzione universale” nel senso che ogni persona ha diritto ad avere check-up periodico a prescindere dal suo stato di salute per individuare eventuali malattie asintomatiche. Tutti dotati di un chip dal quale vi sia la anamnesi del proprio stato di salute, le terapie adottate, i risultati ottenuti, i controlli specialistici effettuati e i farmaci assunti. Nello stesso tempo ognuno sarà chiamato a donare il proprio sangue periodicamente per una banca del sangue personalizzata da utilizzare in caso di necessità o anche da tenere a disposizione per gli usi delle sale operatorie.
Un progetto che ha un suo limite, per via di un nostro deforme concetto mercantilistico, poiché dobbiamo passare dall’idea che l’essere umano non è più un bene economico ma sociale, e quindi talune prestazioni devono restare gratuite poiché se vale il diritto alla vita altrettanto deve valere il diritto a vivere nel migliore dei modi. Per estensione lo stesso concetto vale per l’istruzione, l’avere un’abitazione e un lavoro. E’ un passaggio concettualmente difficile ma necessario. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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«Roma futura, un’idea di città»

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 aprile 2011

Roma 8 aprile  2011 –  ore 9.30 Sala Quaroni, Eur Spa, Via Ciro Il Grande 16 si svolgerà il terzo appuntamento di «Roma Futura, un’idea di città», ciclo di workshop promossi dall’associazione ‘Fratelli d’Italia’. Il workshop di venerdì declinerà il concetto di solidarietà nella famiglia e nel sociale. L’evento si svolgerà nella sola seduta mattutina in cui saranno approfondititi il tema della famiglia con rifermento al quoziente familiare e il sociale con particolare rifermento al contrasto alle tossico dipendenze, all’uso dell’alcool da parte dei giovani, e le politiche giovanili. L’obiettivo dell’iniziativa è approfondire temi ed elaborare proposte attraverso un dibattito aperto e propositivo con associazioni, enti di promozione sociale, del terzo settore e rappresentanti istituzionali, che saranno presenti all’appuntamento.

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“Dall’idea all’impresa”

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 marzo 2011

Sesto San Giovanni 29 marzo 2011 – ore 11.00  Incubatore d’Imprese Innovative LIB – via Venezia 23, Sesto San Giovanni (dove siamo) Interverranno: Alvise Biffi, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori Assolombarda Mattia Macellari, Consigliere Gruppo Giovani Imprenditori Assolombarda  Carlo Lio, Amministratore Delegato Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo  Andrea Mascaretti, Presidente BIC La Fucina  Domenico de Stefano, Presidente Consiglio Notarile di Milano  Andrea Zonca, Consigliere Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano  Sostenere la nascita e la crescita di nuove realtà imprenditoriali sul territorio. È questo l’obiettivo dell’iniziativa messa a punto daGruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda, Consiglio Notarile di Milano, Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano, Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo e BIC La Fucina che selezionerà cinque nuove idee imprenditoriali particolarmente innovative e con elevate possibilità di tradursi in realtà proposte da giovani imprenditori. Ai vincitori verranno messi a disposizione servizi, spazi ed iniziative di orientamento, di sviluppo e di sostegno alla capacità imprenditoriale.

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Idea di università

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

Concesio (Brescia), 25-26 marzo 2011 Istituto Paolo VI – Auditorium Vittorio Montini. A distanza di quasi trent’anni dal convegno su L’idea di università promosso nell’ottobre del 1982 dall’editrice Studium di Roma, si torna a riflettere su un tema cardine per lo sviluppo del Paese in continuità ideale, di intendimenti propositivi e storico-culturali con l’impegno di Giovanni Battista Montini in favore della gioventù universitaria. Negli ultimi decenni all’università d’élite, volta specialmente alla preparazione della classe dirigente, è succeduta l’università di massa, che, per essere tale, ha spesso sacrificato le sue caratteristiche originarie. Da qualche tempo, tuttavia, è in corso un riposizionamento del ruolo e della funzione degli studi universitari, di cui la recente riforma costituisce, se ben attuata, una tappa significativa per la loro piena qualificazione. Prima tuttavia che sugli aspetti normativi e strutturali, ha aggiunto ancora Camadini, la questione viene proposta a partire «dal nesso creativo che non deve mai spegnersi, nella coscienza dell’uomo, fra le sue capacità di conoscere, valutare ed orientare pensieri ed azioni e il fine a cui la ragione e la fede lo ispirano e sospingono».Ai lavori congressuali, che saranno aperti dal presidente dell’Opera per l’Educazione Cristiana e dalla relazione del presidente di Studium Vincenzo Cappelletti, interverranno i rettori delle università statali di Brescia e di Bergamo, e quelli della Cattolica del Sacro Cuore di Milano e della Lumsa di Roma, i quali affronteranno le questioni ancora aperte nell’applicazione concreta della riforma, sollecitati dalle indicazioni del prof. Alessandro Schiesaro nella sua veste di consulente del Ministero. I nodi cruciali, inoltre, del rapporto tra fede e cultura, ricerca umanistica e ricerca scientifica, mondo dell’economia e saperi, della formazione e dei formatori, anche nel quadro europeo degli studi, saranno discussi da F.G. Brambilla, E. Berti, A. Quadrio Curzio, G. Bertagna e C. Xodo. Calendario lavori:ore 10.00   Saluto di apertura, Giuseppe Camadini, Presidente dell’Opera per l’Educazione Cristiana Introduzione: Università e cultura nei convegni di Studium Vincenzo Cappelletti, Presidente dell’Editrice Studium Prima sessione: L’università come istituzione Modelli europei di università Stefano Paleari, Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo Tavola rotonda: Assetto istituzionale e organizzazione dell’Università italiana: le questioni aperteModera: Luciano Pazzaglia, Direttore dell’Archivio per la Storia dell’educazione in ItaliaAlessandro Schiesaro, Università degli Studi La Sapienza, Roma, Lorenzo Ornaghi, Rettore dell’Università Cattolica del S. Cuore, Milano, Sergio Pecorelli, Rettore dell’Università degli Studi di Brescia, Giuseppe Dalla Torre, Rettore della Libera Università S. Maria Assunta, Romaore 15.30  Seconda sessione: L’università luogo del pensiero Modera: Augusto Preti, Università degli Studi di Brescia Fede cristiana e cultura universitaria Franco Giulio Brambilla, Vescovo ausiliare di Milano, Preside della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale Università e ricerca della verità: cultura umanistica e cultura tecnico-scientifica Enrico Berti, Università degli Studi di Padova Giovanni Battista Montini-Paolo VI: l’idea di università Angelo Maffeis, Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, MilanoSabato 26 marzo, ore 10.00  Terza sessione: L’Università luogo della formazione Modera: Enzo Siviero, Vice presidente del Consiglio Universitario Nazionale Università, economia e società Alberto Quadrio Curzio, Università Cattolica del S. Cuore, Milano Per una pluralità di soggetti nella formazione superiore Giuseppe Bertagna, Università degli Studi di Bergamo  Formare i formatori: la pedagogia di fronte alle trasformazioni dell’università Carla Xodo, Università degli Studi di Padova Conclusioni: Vincenzo Cappelletti, Presidente dell’Editrice Studium

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La Caprioglio entra in politica

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2010

L’attrice Debora Caprioglio entra in politica e si schiera con l’Associazione di Centro, di cui e’ stata nominata responsabile nazionale per la Cultura e lo Spettacolo. Un’attrice che entra in politica. Una realta’ non nuova, ma che comunque in Italia continua a destare scalpore. Com’e’ nata l’idea della sua entrata nel mondo della politica e perche’ proprio la scelta dell’Alleanza di centro?
In realtà e’ stato tutto merito di mio marito e della sua amicizia personale con il leader dell’Adc Francesco Pionati. In diverse serate trascorse a chiacchierare e’ venuta fuori questa idea che ora e’ diventata realta’. Mi fa piacere poter dare il mio contributo e appoggio a un’iniziativa che sta nascendo e nella quale, visti i valori che intende portare avanti, io credo. Il loro programma, insomma, mi convince pienamente. Ma c’è anche altro: la voglia e il desiderio di capire cosa sta accadendo in Italia, in un momento di cosi’ grande confusione, in cui persino come cittadina faccio fatica a comprendere la situazione politica. Con che spirito si appresta ad affrontare questo lavoro cos diverso dal suo? In realta’ io sono un’attrice, e non ho intenzione di rubare il mestiere a nessuno. Quindi non intendo improvvisarmi politica, anche perche’ non ritengo di avere gli strumenti necessari per farlo. Certo, il fatto che il mio sia un nome noto ha fatto si’ che la mia entrata in politica risaltasse a livello mediatico, ma io resto comunque un’attrice. Per mi fa piacere questa nuova investitura e sono felice di essere presente in una nuova realta’ come l’Adc, che propone idee e progetti che ritengo molto di buon senso. Quali sono le iniziative che intende prendere nella sua nuova veste? Voglio affrontare tutti quegli argomenti che riguardano il mondo del cinema e del teatro, che ovviamente mi toccano molto da vicino. E ovviamente lo faro’ soprattutto da cittadina. Lei ha accettato anche di ricoprire il ruolo di madrina nella seconda Assemblea nazionale di Alleanza di centro… Si’, e non ho preparato nulla di scritto, non e’ il mio mestiere. Semplicemente intendo dare il mio personale in bocca al lupo a una cosa che credo avrà un destino molto importante. Sono sempre piu’ le donne dello spettacolo o del cinema che entrano in politica. Come se lo spiega?In realtà negli Stati Uniti e’ normale che politica e mondo del cinema si avvicinino, cosi’ come e’ normale che persone dello spettacolo appoggino idee politiche. In America ormai non ci si fa piu’ caso, mentre in Italia e’ ancora una cosa nuova. Ma sono convinta che una professione non escluda l’altra.

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Troppe chiacchiere in politica

Posted by fidest press agency su martedì, 28 settembre 2010

Palermo. Girolamo Foti promotore dell’associazione “Idea Legalità”, organizzazione politica culturale vicina agli operatori della difesa e della sicurezza, si sfoga e non ha peli sulla lingua. A suo dire ci troviamo al cospetto di: “una classe politica chiacchierona, attaccata ai propri interessi, e alla poltrona. “Mi fanno ridere – soggiunge – certi “Berluschini” che dai loro scranni istituzionali parlano con arroganza di consensi. Ma quali consensi? Questi signori credono che gli italiani, l’Italia dei lavoratori statali, degli operatori della difesa e della sicurezza non si siano legati al dito i magri aumenti in busta paga del governo, il congelamento del contratto, le mancate promesse, l’insignificante comportamento di certi sindacati sudditi del governo. Ci avete preso proprio per dei rimbambiti?” E incalza: “Possiamo stare lì a vedere certi telegiornali e giornali asserviti al padrone di turno o sopportare le chiacchiere dei leghisti che dal loro immaginario stato della Padania nel quale per altro non fanno nulla visto che le imprese diventano sempre più deboli?” E avverte:“Il paese e stanco e lo sono tutte le categorie sociali. Siamo stanchi di questa classe politica, di questo governo, dei berluschini e dei politici in odor di mafia o con precedenti per corruzione, falso in bilancio e riciclaggio di denaro sporco. Non siamo più l’Italia dei grillini che gracidano ma è il paese intero fatto di imprenditori, di operai, militari, poliziotti, disoccupati, precari e giovani. Facciamole pure queste elezioni. Avremo così almeno la possibilità di mandare in pensione molti berluschini che con arroganza si sentono i padroni del vapore”. “Mi congratulo con la presa di posizione del Presidente Lombardo anche se sono stato sempre critico – continua Foti – ma devo dare atto che sta tentando di riportare la legalità e la dignità in Sicilia”. “E’ ora – conclude Foti – che il paese si renda conto che per crescere bisogna riparlare di questione morale, fare pulizia in parlamento e ripartire da zero. Mi auguro che Fini continui ad essere il Presidente della Camera e freni l’arroganza dell’attuale governo e sopratutto di bloccare il senatur. Siamo stanchi di questo personaggio e dei suoi galoppini. Nel paese ci vuole gente come Montezemolo per uscire da questo incubo che tutto il paese sta vivendo. Incominciamo con il restituire agli elettori la possibilità di scegliersi il proprio candidato sottraendolo all’arroganza dei partiti e dei padroncini di turno. Oggi auspichiamo un risveglio della società civile e una nuova consapevolezza attraverso la forza che può derivarne da una unità d’intenti e di movimenti a partire da il Movimento On ,Associazione fratelli d’Italia, i Circoli del sud, il Centro Studi Fidest e soprattutto la nuova Associazione “idea Legalità.”

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Lucca e l’Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 settembre 2010

Lucca fino al 9/1/2011 Via San Micheletto 3, Complesso monumentale di San Micheletto Un’idea di Medioevo (V-XI secolo) La mostra, organizzata in occasione delle celebrazioni per il centenario dalla nascita di Carlo Ludovico Ragghianti, e’ stata progettata da un Comitato Scientifico costituito da: Clara Baracchini, Carlo Bertelli, Antonino Calca, Maria Teresa Filieri, Marco Collareta e Gigetta Dalli Regoli.
Lucca e l’Europa. Un’idea di Medioevo. V-XI secolo apre il suo percorso espositivo con una meditata, quanto significativa, selezione di antiche monete. Il percorso prosegue con la sezione dei preziosi manufatti in avorio, materiale pregiato e raro destinato alle piu’ raffinate produzioni nell’arte tardo-antica, fra cui spiccano la pisside in avorio proveniente dal Museo Civico di Livorno, il Dittico del 480 commissionato dal console Basilio e il Dittico consolare di Aerobindo del VI secolo. L’affermarsi della decorazione “astratta” con il simbolismo che talvolta le e’ connesso, trova piena affermazione nell’oreficeria, dagli ornamenti dell’abito civile alle decorazioni delle armi. La sezione successiva presenta una straordinaria raccolta di sculture in pietra: colonne, pilastrini, capitelli, architravi, transenne e timpani che, nell’insieme, documentano lo sviluppo della decorazione architettonica dal VII al X secolo entro il suo contesto intellettuale e culturale. Raffinati esempi ne sono la lastra con croce di Aquilea (Lucca), il pilastrino proveniente dal Museo Statale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo e le lastre dell’antica cattedrale di Torino.  La mostra affronta anche il ruolo capitale che l’arte del libro occupa nella cultura del periodo. (lucca e l’europa)

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L’idea di Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2010

“L’Idea di Roma. Una città nella storia”: fino al 21 novembre 2010 il Complesso del Vittoriano ospita una grande mostra promossa dal Comune di Roma in occasione dei 140 anni di Roma Capitale che vuole raccontare la storia della città dagli albori agli anni ‘60 attraverso oltre 250 opere tra dipinti, incisioni, antichi documenti di archivio, sculture, fotografie, antichi codici e volumi.
Ripercorrere oggi, in occasione del 140° anniversario di Roma Capitale, la scansione per tappe della storia di Roma, può costituire un veicolo utile per capire la contemporaneità facendo affiorare le memorie della città attraverso l’analisi del suo assetto urbano, dei suoi monumenti, delle sue testimonianze artistiche, del tracciato delle sue vie, di alcune sue tradizioni millenarie.  Nelle varie epoche sono enucleati dei punti di riflessione sul tema centrale – l’idea di Roma all’interno dei vari contesti per visualizzare con immediatezza come questa idea muti di significato attraverso le epoche acquistando valenze diverse: la Roma vagheggiata da Cola di Rienzo, ad esempio, e’ ben diversa dall’idea della Repubblica Romana di Mazzini, cosi’ come anche l’utilizzo di medesimi simboli iconografici e’ spesso assai dissimile da un secolo all’altro. Catalogo: Gangemi Editore (l’idea di Roma)

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Nunziante, l’idea del bello

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 settembre 2010

Seregno (MB) fino al 24/10/2010 via Cavour, 26 Galleria Civica Ezio Mariani «Prima c’era de Chirico, ora c’e’ Nunziante». Cosi’ Vittorio Sgarbi, nel 2006, lo presento’ alla conferenza stampa della sua prima mostra a Roma, al museo degli Strumenti Musicali. Da quel momento Antonio Nunziante ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, non solo in Italia ma anche a New York, Los Angeles, Tokyo.  La mostra, curata da Luca Tommasi, intende fornire una lettura antologica dell’ultimo decennio artistico di Antonio Nunziante attraverso 18 tele di medie e grandi dimensioni. Dal percorso emerge come in Nunziate «tutto viene filtrato – spiega Tommasi – tutto e’ setacciato da un labor limae che presuppone un’attenzione alla forma degna dei grandi classici della storia di Novecento; attenzione alla forma che, tuttavia, non porta ad uno stile pittorico iperrealista, ma piuttosto manifesta una lucida volontà di creare un’atmosfera, un’emozione, una suggestione attraverso il disegno».
Nato a Napoli nel 1956 ma arrivato a Torino con la famiglia nel 1961, e’ sotto la Mole che Antonio Nunziante sviluppa la passione per l’arte, passione che approfondisce all’Accademia di belle arti per poi andare a Firenze a studiare le tecniche di restauro e poi in Francia, Spagna e Inghilterra dove entra in contatto con grandi maestri quali Salvador Dali, Pablo Ricasso e Arnold Bocklin. La mostra fa parte del programma della terza edizione di «Fai il pieno di Cultura», l’iniziativa promossa da Regione Lombardia da venerdi’ 24 a domenica 26 settembre. (nunziante)

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