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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

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Elezioni Europee Dichiarazione del Decano CELI Heiner Bludau

Posted by fidest press agency su domenica, 19 maggio 2019

Tra il 23 e il 26 maggio, oltre 400 milioni di cittadini di 27 paesi europei saranno chiamati a votare per il nono Parlamento europeo. In considerazione del crescente euroscetticismo, dello spostamento a destra degli equilibri politici e del ritorno agli ideali nazionalistici in molte società europee, la Comunità delle Chiese protestanti in Europa, CPCE, ha invitato i suoi membri a votare. Il Decano della Chiesa Evangelica Luterana in Italia, CELI, Heiner Bludau, condivide questo richiamo ed esprime la sua grande preoccupazione per la situazione in Italia e in Europa.“L’Europa è caratterizzata da una profonda crisi di identità. Occorrono decisioni importanti che possono essere prese solo su scala sovranazionale: rifugiati, migrazioni, cambiamenti climatici, uno sviluppo sostenibile dell’economia, aumento delle disuguaglianze sociali ed economiche… sono fenomeni che colpiscono in particolare l’Italia, ma non sono solo problemi dell’Italia, bensì di tutta l’Europa. Sono problemi che devono essere affrontati insieme per poter trovare delle soluzioni comuni. Quella europea è una dimensione importante”. Secondo il decano Heiner Bludau, i paesi europei devono parlare con una sola voce se vogliono mantenere il loro peso politico. “I nazionalismi sono miopi, non offrono prospettive, non portano soluzioni per il futuro.” Negli ultimi 70 anni l’Europa è stata garante delle diversità e della pace e tale deve restare, anche se non è sempre facile prendere delle decisioni di comune accordo.Il decano è preoccupato per il crescente euro-scetticismo e per la prevista bassa affluenza alle urne. Secondo dei sondaggi effettuati in 14 Stati membri dell’UE, che rappresentano l’80% dei parlamentari europei, si stima che meno del 50% degli elettori si recherà alle urne. Non solo considerando le diverse problematiche ormai di portata globale, ma anche a causa del crescente populismo, dice Bludau, le elezioni europee del maggio 2019 sono importanti come forse mai è accaduto prima. “La democrazia è in pericolo e andare a votare è un importante sostegno alle garanzie democratiche”, sottolinea il decano della CELI.
La chiesa e i suoi membri devono assumersi le proprie responsabilità, assolvere il loro compito nella società. Nella dichiarazione finale della quarta seduta del XXII Sinodo di fine aprile, la Chiesa evangelica luterana in Italia si è impegnata in un’azione per la sostenibilità, l’ecologia e la giustizia sociale, ispirata dalla fede. Nello stesso tempo ha fatto una chiara confessione di colpa: “Confessiamo di aver peccato contro la buona intenzione di Dio di creare”, si legge nel primo punto della dichiarazione in cui la CELI definisce il suo impegno futuro. Il Decano Heiner Bludau: “La partecipazione alle elezioni corrisponde esattamente a questo impegno!”

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Ricordi

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

ricordi(Narrativa Vol. 3) (Italian Edition) Kindle Edition. Scrive l’autore: “Parlo con me stesso in un soliloquio senza soluzione di continuità poiché la vita che scorre dentro questo mio corpo mi suscita emozioni, interrogativi, ansie, dolori e gioie. Ne parlo oggi con il peso sulle spalle della mia età avanzata forse perché è il tempo che mi è assegnato ai ricordi e non alla memoria.
Ricordi di un vissuto che oggi si riverberano con toni forti e m’impongono dei salti quantici tra un anno e l’altro, un lustro e l’altro, un decennio e l’altro. Sembra tutto appiattirsi davanti a me come se avessi perso una dimensione e fossi diventato un bianimale, di quelli il cui mondo è a sole due dimensioni. Mentre ricordo, annoto quanto ho scritto, pensato, vissuto e macerate le dolcezze e le sofferenze di una vita. Dentro di me si muovevano sentimenti nobili e meschinerie. Dentro di me si maturavano pensieri non certo esaltanti ma anche ideali, mai sopiti, dove alla voglia di crescere aggiungevo la nobiltà dei sentimenti e la lezione magistrale offerta dai miei genitori e dai pedagoghi illuminati che mi guidavano sulla strada del buon vivere. Ciò non m’impedì, di tanto in tanto, di tradire la fiducia che essi avevano riposto in me trasgredendo i loro dettati e percorrendo quella via più facile e comoda del piacere senza remore. Vano, vago, illusorio senza principi e decoro.” (foto: ricordi)

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La sovranità appartiene al popolo

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 marzo 2011

I padri costituenti hanno deciso di mettere questo principio in testa alla Legge fondamentale della nostra Repubblica per sottolineare che, a differenza di uno Stato monarchico, il potere “appartiene” ai cittadini che lo esercitano mediante il voto e la rappresentanza. Se i ministri del nostro Governo, che hanno giurato sulla Costituzione italiana, ne sono consapevoli, allora perché non offrono agli italiani le condizioni ideali per esercitare la loro sovranità? Perché tentano di boicottare il referendum che è uno degli strumenti di democrazia diretta, costituzionalmente previsti? Avevamo chiesto al Governo di accorpare il voto dei referendum con quello delle amministrative, come accaduto di recente nel 2009, per consentire agli elettori di recarsi una sola volta alle urne. Oltre ad agevolare i cittadini, che già devono andare a votare due volte, avremmo anche risparmiato oltre 300 milioni di euro che, soprattutto in questo momento di crisi, avrebbero fatto comodo all’Italia. Invece, il Governo ha preferito “sacrificare” denaro pubblico pur di salvaguardare suoi interessi. I referendum del 12 e 13 giugno prossimi, infatti, sono una grande minaccia ai disegni economici dell’esecutivo, potrebbero mettere in pericolo il nucleare e la privatizzazione dell’acqua, facendo saltare accordi con le lobby e con le aziende che in questi due settori hanno forti interessi. Non solo, il vero grande cruccio di Berlusconi è la possibilità che gli sia tolto lo scudo del legittimo impedimento e che sia reso uguale a tutti davanti alla legge. Sono rischi troppo grandi che il Governo non si può permettere di correre, perciò molto meglio sperperare 300 milioni di euro.Ma non finisce qui. Alla base di una democrazia c’è l’informazione, non la disinformazione. Noi dell’Italia dei Valori, che abbiamo promosso i referendum contro il nucleare e il legittimo impedimento, il Forum italiano dei movimenti per l’acqua che ha raccolto le firme per i quesiti contro la privatizzazione dell’acqua, e tutti i comitati e movimenti che ci sostengono, effettuiamo un’azione costante d’informazione: attraverso iniziative di piazza (come la manifestazione Idv del 19 marzo e quella di sabato 26), gazebo sul territorio, l’attività dei deputati, senatori ed eletti del partito, sui nostri siti http://www.antoniodipietro.it, http://www.italiadeivalori.it, http://www.sireferendum2011.it, dove inseriamo notizie continuamente aggiornate sul perché votare SI ai referendum. Il Governo come risponde? Con la censura. Non si preoccupa di difendere le sue scelte, ma si limita a invitare i cittadini a non votare, ad andare al mare piuttosto che alle urne. C’è da aggiungere che, in un’anomalia tutta italiana, il nostro presidente del Consiglio è proprietario di tv private, di giornali e controlla il servizio pubblico radiotelevisivo. Di conseguenza, l’attività di disinformazione e di censura ha una rilevanza amplificata dalla penetrazione dei suoi mezzi di comunicazione. La notizia dell’apertura della campagna referendaria dell’Italia dei Valori, a piazza Navona, sabato 19 marzo, è stata completamente ignorata dal minzoliniano Tg1 e anche alla manifestazione di piazza San Giovanni per l’acqua pubblica è stato dato pochissimo rilievo. Noi ci opponiamo a questo sistema da Minculpop fascista e useremo tutti i mezzi a nostra disposizione per far capire ai cittadini che andare a votare, il 12 e 13 giugno, è importante per salvare il nostro ambiente e la nostra salute dalla minaccia nucleare, per far sì che l’acqua rimanga un bene pubblico garantito a tutti e per consentire alla giustizia di fare il suo corso nei confronti di Berlusconi, senza vie preferenziali. (Antonio Di Pietro)

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Il Mediterraneo ed i suoi mari raccontano

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2009

La guerra ha trasformato l’Adriatico, una volta veneziano, bizantino, napoleonico, in un mare anche americano. La lezione che la tragedia dei balcani ci offre è che una vera pace non può darsi senza la formazione. E per dirla con Sturzo: “occorre una coscienza generale che dia la priorità ai diritti umani rispetto al diritto sovrano dello Stato”. Un concetto che trova un puntuale riscontro con le parole di Giovanni Paolo II “Solo quando una cultura dei diritti umani diventa parte integrante dell’umanità, si può guardare con serena fiducia al futuro”. Ed ancora lo Ionio e l’Egeo a parlarci una lingua diversa dove da vicino e da lontano si osservano i moti di una coscienza i quali si sottopongono in forme ambigue con una realtà così diversa dagli ideali predicati nel nome di una giustizia egualitaria e votata alla certezza del diritto nei suoi valori fondanti. E se ci richiamiamo ai diritti umani, nel vederli attuati, non possiamo più fare riferimento all’idea di Nazione-Stato, nella quale l’accento era posto nella rilevanza etnica, linguistica, culturale. L’Europa ha dato al mondo una grande speranza divenendo la culla delle utopie confidando in una grande organizzazione multiculturale in cui i principi giuridici, come ha scritto  Jürgen Habermas “siano interpretati dalla prospettiva delle diverse tradizioni nazionali e delle diverse storie nazionali.” Ma è anche il continente che non ha saputo, nei fatti, creare quella comunità politica garante di una convivenza, sulla base, non delle certificazioni etniche, di lingua e cultura, ma dei nuovi principi giuridici di carattere universalistico di cui era ed è idealmente portatrice e precorritrice. Ora la più grande speranza è quella che si giunga alla maturazione di una nuova autocoscienza politica europea per creare nei paesi dove più sensibili e continui sono i processi di emigrazione verso il Mediterraneo e il centro Europa, migliori condizioni economiche.

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VII Edizione Premio internazionale alla libertà

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2009

Napoli 6 luglio ore 21 – Maschio Angioino I Premiati Ricerca Scientifica – Nicola Cabibbo Giornalismo – Dusan Veliakovic Imprenditoria – Renato Crotti Cultura – Il Domenicale de “Il Sole 24 Ore” Arte – Giovanni Allevi Premio Speciale alla Libertà – St. Mary’s Hospital di Lacor – Uganda Il “Premio Internazionale alla Libertà”, giunto alla settima edizione, viene assegnato a Personalità o Istituzioni, italiane o straniere, che si siano distinte, nei rispettivi ambiti, a favore della valorizzazione degli ideali di libertà intesa, particolarmente, come responsabilità individuale. Connaturata alla manifestazione é la volontà di esaltare un: –  Valore culturale: i Premiati come figura guida; – Valore sociale: la riflessione su comportamenti eccellenti; – Valore educativo: la sensibilizzazione verso il tema della responsabilità individuale. Il Premio ripreso da Rai 1, sarà trasmesso il 9 luglio in seconda serata

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