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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘identità’

Amin Maalouf: Identità assassine

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2021

Collana Le Onde, pp. 160, 12 euro In libreria dal 21 ottobre. Cosa significa il bisogno di appartenenza collettiva, sia essa culturale, religiosa o nazionale? Perché questo desiderio, legittimo in sé, conduce spesso alla paura dell’altro e alla sua negazione? Le nostre società sono condannate alla violenza con il pretesto che non parliamo tutti la stessa lingua, non pratichiamo la stessa religione o non abbiamo lo stesso colore della pelle? Nato al crocevia di più tradizioni, l’autore attinge alla sua esperienza personale, e naturalmente anche alla storia, all’attualità o alla filosofia, per interrogare questa nozione cruciale di identità. Mostra come, lungi dall’essere data una volta per tutte, l’identità è una costruzione mutevole. Denuncia le illusioni, le prese di posizione, le strumentalizzazioni. Il suo è un invito a un umanesimo aperto che rifiuta allo stesso tempo l’uniformazione globale e il ripiegamento nella “tribù”.

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Mozione parlamentare a sostegno dell’identità culturale degli italiani allestero

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2021

Nel mio intervento per dichiarazione di voto a nome del mio Gruppo parlamentare ho sottolineato come sia “importante analizzare la storia non secondo i nostri gusti o secondo le nostre ideologie, ma secondo i criteri di una ricerca scientifica rigorosa, perché diversamente si cadrebbe nel relativismo culturale dove ciascuno racconta la sua ragione”.Ho fatto notare che “la “cancel culture” si pone l’obiettivo di difendere tutte le diversità e tutte le minoranze, ed anzi definisce una ricchezza la biodiversità e le diversità culturali come il “gender”, ma poi è totalmente intollerante delle diversità di persone o popoli che sono “diversi” dai loro principi ideologici.Ho detto che “i diversi popoli, le diverse storie, le diverse identità sono valori da rispettare e da difendere e non da cancellare”, sottolineando che “l’Italia e gli italiani chiedono di non essere discriminati attraverso l’espulsione della loro cultura e storia dalla vita degli USA, come nessuna cultura deve essere criminalizzata, perché allora ci sarebbero motivi per criminalizzarle tutte”.Ho chiesto che “il Parlamento italiano difenda la nostra patria e la nostra dignità e quella degli italiani all’estero” ringraziando “le organizzazioni degli italiani in America che si sono battute per difendere il nostro cultural heritage, un attaccamento alla Madrepatria di cui le Istituzioni nazionali devono tenere debitamente conto: un esempio di Amore verso l’Italia che tutti dovremmo riscoprire!”. Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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“L’uguaglianza di fronte alla legge e l’identità”

Posted by fidest press agency su sabato, 15 Maggio 2021

Lunedì 17 maggio 2021 alle ore 18 l’Instituto Cervantes di Roma presenta L’uguaglianza di fronte alla legge e l’identità Con Elizabeth Duval e Giovanna Vivinetto Modera Richard Bourelly In diretta streaming. L’incontro, organizzato in collaborazione con Azione Trans e Arcigay Roma, rientra nell’ambito del ciclo Pensar en Español e si terrà in diretta streaming sulla piattaforma Zoom, lunedì 17 maggio dalle ore 18 (accesso gratuito). In particolare si parlerà di come l’estensione dei diritti alle persone LGTBI sia la conseguenza di due principi che aprono la Dichiarazione dei Diritti Umani e che in questo senso sono alla base delle norme internazionali: l’uguaglianza e la non discriminazione. A moderare l’incontro sarà Richard Bourelly, attivista transgender, presidente dell’associazione Azione Trans e vicepresidente di Gender X, che dal 2015 parla della sua transizione e di tematiche LGBTQIA+ sul suo canale YouTube Richard Thunder. Gli atteggiamenti LGTBIfobici sono purtroppo profondamente radicati nelle società contemporanee, nelle quali spesso manca anche una protezione legale per contrastarli e per permettere a tutte le persone di sviluppare la propria identità ed esprimerla liberamente. Nonostante le conquiste fatte negli ultimi anni, molte persone LGTBI riferiscono ancora di sentirsi discriminate o tormentate a causa del loro orientamento sessuale, dimostrando che “essere visibili” è ancora un privilegio per molte persone.Attualmente, sia in Italia che in Spagna, si stanno discutendo misure legislative che mirano a porre fine alla discriminazione e alla violenza contro le persone a causa del loro orientamento sessuale o la loro identità di genere, con l’obiettivo di rendere le nostre società moderne un luogo migliore, più sicuro e più inclusivo per tutti.A parlare di questi temi saranno Elizabeth Duval (Alcalá de Henares, 2000), scrittrice, filosofa e attivista spagnola, attualmente residente in Francia, nota per il suo lavoro sul concetto di genere e autrice del saggio “After the trans”, e Giovanna Cristina Vivinetto (Siracusa, 1994), poetessa e scrittrice che con la raccolta poetica “Dolore Minimo” – prefazione di Dacia Maraini – ha vinto il Premio Viareggio Rèpaci. Si tratta della prima opera in Italia ad affrontare in versi la tematica della transessualità e della disforia di genere.IDAHOBIT, acronimo di International Day Against Homophobia, Biphobia and Transphobia, è una ricorrenza promossa dal Comitato Internazionale per la Giornata contro l’Omofobia e la Transfobia e riconosciuta dall’Unione Europea e dalle Nazioni Unite. Ideata da Louis-Georges Tin si celebra il 17 maggio di ogni anno. L’obiettivo della giornata è quello di promuovere e coordinare eventi internazionali di sensibilizzazione, prevenzione e contrasto al fenomeno dell’omofobia e alle discriminazioni di genere.

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Identità Informi … Dove non ci sono mani Di Mauro Marino e Stefano Donno

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2021

Singolare pubblicazione l’ultima uscita editoriale de I Quaderni del Bardo Edizioni. L’autore/ editore Stefano Donno mette tra parentesi il verso, e affida la sua narrazione di contenuti alle immagini, alla fotografia digitale, lasciando che completi il senso della pubblicazione la forza per versi di Mauro Marino. Il libro ha per titolo “ Identità Informi … Dove non ci sono mani” ed è a firma per l’appunto di Stefano Donno e Mauro Marino. Mentre prendeva forma e corpo, questo libro pare abbia cominciato a vivere di vita propria, ma soprattutto sembra che si sia posto autonomamente l’obiettivo di raccontare come due attori con due linguaggi e grammatiche differenti, sentano la Realtà che si trovano ad agire e vivere. L’amore, la notte, i corpi, le parole, le esperienze, i ricordi, sono le chiavi per accedere a quello che l’Esistenza in fondo è, ovvero un mistero talvolta sconosciuto anche a chi dice di amarla, assaporarla, di sentirne il flusso. Certamente tutta un’illusione, che queste pagine vogliono far cadere, per potersi poi finalmente riappropriare autenticamente di sé e degli altri, nell’incontro, nel dono! (…) Le cose non hanno significato, hanno esistenza, tutto si compone intimamente come gli elementi chimici nei corpi viventi. Donno racconta digitalmente idee e fantasmi, quella spaventosa realtà nascosta ai più, la materia digitale con le sue simmetrie e asimmetrie e un linguaggio carico di particolari rivestimenti ritmici; e questa sua poetica personale, matura, oggi certo promossa, si lascia leggere aperta, inquieta, problematica, in cammino tra frammenti, resti, decomposizioni, fantasmi. Donno libera la carica che si cela sotto le cose, risignificandola in quel nunc aeternum che è l’attimo, e ricomincia il suo pellegrinaggio verso una meta, verso un’altra meta che è impossibile prevedere. (dal blog di Carlo Franza su Il Giornale.it) “La poesia di Mauro Marino cerca compiutamente la vita, la rincorre, la scompone, la ricompone. La vita è incontro, è spazio condiviso, è compartecipazione, è slancio vivido, vibrazione compagna. La poesia di Mauro è ascolto, un prestare attenzione alle sollecitazioni degli altri. La sua poesia è etica di comportamento, intesa come pane cereale che si spezza tutti assieme, per avere la ragione e la forza di resistere, per avere fiato, trasalimento. La sua poesia è coralità, perché tutti assieme dobbiamo salvarci la vita.” (Marcello Buttazzo su Salento Poesia)

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Il culto della nostra identità

Posted by fidest press agency su martedì, 30 marzo 2021

La nostra identità si dispiega tra un punto di partenza e di arrivo per tutti ineludibile. È quello genetico. Si voglia o no, la vita di ognuno si snoda lungo una traccia programmata nelle sue linee generali. I nostri gradi di libertà sono molteplici, ma entro limiti indipendenti da noi. L’indipendenza di tali limiti crea la nostra “dipendenza”. Atei o credenti si trovano, da questo punto di vista, sullo stesso binario. Sopra la nostra volontà, c’è un altro imperativo, chiamato, impersonalmente, destino, o personalmente indicata col nome di Dio. Nel momento in cui entriamo in quest’ordine d’idee giunge l’ora, come osserva l’Ubaldi, “di compiere un salto in avanti verso un nuovo tipo di selezione biologica, non più quella feroce del passato che esaltava come campione il vincitore violento, assaltante. Oggi divenuto pericolo sociale. Si tratta di un tipo di selezione più progredita, che vuole produrre l’uomo intelligente, lavoratore, spiritualmente forte, collettivamente organizzato. Si tratta di costruire l’uomo cosciente che sa pensare da sé, indipendente dal giudizio altrui, un responsabile, perché conosce la legge di Dio e secondo essa sa vivere”. La coscienza di trovarsi dentro la legge e in armonia con essa conferisce una maggiore resistenza nelle avversità e un maggiore equilibrio in senso all’ordine universale. Chi ha capito come funziona la vita, si accorge d’essere al di fuori delle vaghe astrazioni. Si rende conto come la legge sia una forza viva, operante, risanatrice, positiva. Sa che la sua giustizia finisce col vincere tutte le ingiustizie umane e che quindi il vincitore finale è il giusto e non il prepotente della terra. La legge è imparziale e universale. Ripaga ciascuno secondo i meriti. Oltre questo livello, comune ai razionalisti e agli stoici, oggi si va affermando un elemento di trascendenza che percorre tutti i rami più alti del sapere. Quella che un grande matematico italiano definiva la “insufficienza logica dell’universo naturale”, e quella che un grande logico tedesco definiva “incompiutezza” oggi si presenta nell’orizzonte della vita come aspetto escatologico. Qual è l’ultima parola della vita? È forse la morte come voleva il grande Claude Bernard e come pensa la maggior parte della gente? Oppure l’ultima parola della vita è ancora la vita, la vita oltre la vita? Che significa oltre? C’è un cammino che dall’esterno, diciamo dalle regioni epidermiche, porta verso l’interiorità che non si arresta al fenotipo, cioè al tipo che appare. Quando dico “fiore” io celebro un’apparenza fatta di sepali e di petali, la loro decadenza coincide con una deiscenza. È là che s’incontra il genoma e la sua immortalità relativa. Quando io dico “la vita oltre la vita”, penso appunto al genoma e alla legge interiore che lo sottende. Ove si colloca questa legge interiore, se non nella logica che, per l’appunto, si chiama logica della vita? Ecco allora che questa moralità biologica, che riscontriamo nelle leggi della vita, non è altro che un’espressione dell’universale ordine della legge a questo livello. Si tratta della stessa disciplina che la scienza ha visto nel campo fisico e dinamico e che accade nel campo più avanzato, quello della condotta dell’uomo, quello della morale che la dirige. Si tratta dello stesso principio di ordine insito nella legge e funzionante a livelli evolutivi diversi. È così che si spiega come la condotta umana sia soggetta a norme etiche. È così che possiamo dire che la vita, sia pure in proporzione e forma adatta al suo grado di evoluzione, è fondamentalmente onesta. Fino al suo livello più alto, quello della psiche e della coscienza, ciò è dato da uno stato di equilibrio, di rispondenza tra causa ed effetto, tra azione e reazione, che riscontriamo nel mondo della materia ed energia. Si tratta dello stesso principio di ordine che, al livello superiore della psiche, prende la forma di rettitudine nella condotta e di giustizia. Cosa mai dice tutto questo? Non dice forse unità fondamentale del tutto, non dice forse unità fondamentale della legge? Non dice forse principio di armonia che regge tutto l’universo? Tutto è un momento della legge. Tutto si moralizza in misura diversa a qualunque livello. (Riccardo Alfonso)

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L’Islam in Italia. Un’identità in formazione

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2021

Mentre nell’Italia settentrionale la presenza musulmana ha assunto forma stabile già negli anni ’80, a Roma tale consolidamento si è verificato con maggiore lentezza e ha registrato una forte accelerazione negli ultimi 15 anni, con la costruzione di 18 sale di preghiera. La maggior parte di queste ricadono sotto l’ombrello della Confederazione Islamica Italiana e della Jamāʻat al-tablīgh, rilevando una predilezione capitolina per un Islam tradizionalista e ortodosso. Tuttavia, queste non sono le uniche tendenze discorsive presenti in città. Il presente articolo si propone di analizzare le diverse correnti che costellano l’Islam romano, presentandone la storia, la complessa rete di relazioni e il tipo di religiosità proposta.Con i suoi due milioni e mezzo di aderenti, l’Islam è la seconda religione in Italia. Una realtà di recente approdo, che si è inizialmente affermata soprattutto nel nord del Paese, per poi insediarsi permanentemente anche nel centro e sud Italia. Se a Milano già negli anni ’80 la presenza musulmana aveva assunto forma stabile, a Roma tale consolidamento si è prodotto con maggiore lentezza e ha raggiunto il suo culmine solo negli ultimi 15 anni, in cui si è assistito a un aumento esponenziale del numero delle moschee con l’apertura di ben 18 sale di preghiera. Le ragioni di questo ritardo risultano legate sia all’andamento dei flussi migratori che alla dispersione provocata dall’assetto urbanistico della Capitale. A causa del costo degli affitti, la maggior parte delle comunità migranti si è stabilita nelle zone periferiche della città, spesso organizzandosi secondo il Paese di provenienza. Una divisione, quella su base etnico-nazionale, che caratterizza in realtà gran parte del fenomeno islamico italiano.Tuttavia, mentre le regioni settentrionali presentano una forte connotazione arabofona, nella Capitale la nazionalità predominante è quella bangladese, che controlla il 59,5% delle moschee romane. Un’altra differenza sostanziale con il nord del Paese risiede nella tipologia d’Islam che si è maggiormente sviluppata. Seguendo la classificazione proposta da Alessandra Caragiuli, è possibile affermare, semplificando, che mentre nell’Italia settentrionale prevalgono la tendenza mistica e spirituale rappresentata dalla COREIS (Comunità Religiosa Islamica Italiana) e quella politica, simboleggiata dall’UCOII (Unione delle Comunità e Organizzazione Islamiche in Italia) e dal suo legame con la galassia dei Fratelli Musulmani, a Roma si registrano invece una corrente maggiormente tradizionalista, portata avanti dalla Confederazione Islamica Italiana (CII), e una dimensione missionaria e pietista, che trova la sua espressione nel movimento tablīgh. Quest’ultimo persegue una “re-islamizzazione dal basso” di carattere apolitico che si affianca, dunque, a “un’islamizzazione dall’alto”, promossa dall’Islam degli Stati simboleggiato dalla Grande Moschea e dalla CII. Fonte Fondazione Oasis

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Mostra: “Una Identità plurale”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2020

Roma Via Raffaele Cadorna, 28 apertura no-stop da lunedì a venerdì 11:00-18:00E’ un mosaico di opere di artisti internazionali sarà in mostra dal 5 all’11 dicembre 2020 per sottolineare il senso di comunità. Con questa mostra Rossocinabro partecipa alla Giornata del Contemporaneo – il grande evento promosso da AMACI, l’Associazione dei Musei Italiani d’Arte Contemporanea, che da sedici anni coinvolge musei, fondazioni, istituzioni pubbliche e private, gallerie, studi e spazi d’arte per raccontare la vitalità dell’arte contemporanea nel nostro paese. Anche per questa edizione si conferma il coinvolgimento della rete estera del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – che comprende Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura – che darà vita ad una settimana di promozione dell’arte contemporanea italiana all’estero.Nel 2020 la Giornata del Contemporaneo assume una veste necessariamente diversa da quella tradizionale. In questo anno complesso, profondamente colpito dall’emergenza pandemica, la sedicesima edizione della manifestazione mette al centro la comunità contemporanea – a cominciare dai Musei AMACI – e ripensa sé stessa partendo dal concetto di comunità, da sempre alla base l’evento e oggi – in epoca Covid – torna prepotentemente alla ribalta. La Giornata del Contemporaneo 2020 è pensata per rispondere all’eccezionalità del momento che stiamo vivendo, che influenza così fortemente non solo la pianificazione e lo svolgimento delle attività culturali ma anche la percezione che ciascuno di noi ha del significato dell’arte e della cultura oggi. Quest’anno AMACI ha deciso di adottare un format ibrido, con proposte online e offline: il mutato contesto ha richiesto una sospensione del format tradizionale della manifestazione e un’edizione aggiornata con varianti che ne garantiscono lo svolgimento su doppio binario, incoraggiando tutti a contribuire su entrambi i livelli, aderendo alla grande campagna di comunicazione che verrà lanciata il 5 dicembre con l’hashtag #giornatadelcontemporaneo. Inoltre, per raccontare le infinite sfaccettature della contemporaneità, l’identità stessa dell’evento si compone di un mosaico digitale delle opere di tutti gli artisti, come proposto da altrettanti musei AMACI, invece di utilizzare la tradizionale immagine guida creata da un artista. Siamo entusiasti di continuare questa tradizione annuale dal 2008.A cura di Cristina Madini Artisti: Janice Alamanou, Cecilia Álvarez, Alessandro Angeletti, Annabelle Art Gallery, Brian Avadka Colez, Ivana Bachová, Heike Baltruweit, Nicola Barth, Federico Campanale, Lidia Chaplin, Lord Nicolaus Dinter, Bogdan Dyulgerov, Noemi Galavotti, Michael Jiliak, Robert Kalin, Alexandra Kapogianni-Beth, Monika Blanka Katterwe, Alan Lacke Cairo, Rosana Largo Rodríguez, Fiona Livingstone, Christina Mitterhuber, Amanda Narain, Eve Neeracher, Roanne O’Donnell, Britta Ortiz, Ann Palmer, Marika Pentikäinen, Gerhard Petzl, Steffi Pieters, Ludwika Pilat, Sal Ponce Enrile, Rebz, Belle Roth, Connie García Sainz, Greta Schnall, Taka & Megu, Nancy van Wichelen, Stéphane Vereecken, Andre Visser, Marja-Riitta Vuorela, Renate WestAnche quest’anno la Giornata del Contemporaneo si avvale del sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiBACT, della collaborazione della Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del MAECI e del patrocinio di Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Camera dei Deputati, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, UPI – Unione Province d’Italia, ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani e ICOM Italia. Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Camera dei Deputati, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, UPI – Unione Province d’Italia, ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani e ICOM Italia. https://www.instagram.com/rossocinabro_gallery/?hl=it

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Le nostre crisi di identità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2020

Fin dai primi vagiti cerchiamo di farci notare e ad allargare la nostra sfera d’influenza. Nel prosieguo ogni momento della nostra esistenza diventa un’occasione per farci distinguere e a centrare l’attenzione degli altri su di noi. Questa tendenza non è solo individuale ma collettiva. Il grande oratore affascina con la sua eloquenza e si procura dei fan che in un certo qual modo si identificano con lui e tendono ad appropriarsi dell’ascendente che promana per sentirsi parte di una comunità di pensiero e comportamentale affine. Se questo aspetto lo rapportiamo all’agire politico odierno forse è più agevole comprendere il nostro atteggiamento nei confronti di chi scende in piazza, è ripreso dai media nei talk show o nelle interviste compresa la carta stampata. Incominciamo con il notare che la cartina di tornasole si ripone tutto nel saper esercitare l’eloquenza come arma di comunicazione di massa cogliendo con abilità i nostri punti più sensibili nel nostro vedere gli eventi della vita e di ricercare chi sa metterli in mostra con sagacia e fermezza. Tutto questo, ad esempio, potrebbe spiegare gli “umori” degli italiani nei confronti di taluni politici. Penso al successo elettorale di Matteo Renzi alle europee del 2014. E’ bastato poco per suscitare in noi una speranza di rinnovamento dei politici, della loro classe dirigente e del loro modo di gestire gli eventi nel corso d’opera. Ma gli è bastato un passo falso per far crollare la sua leadership. Da qui la ricerca affannosa per scuotere l’immobilismo esistente. Fu trovato, nell’immaginario collettivo, nel carisma esercitato da Grillo e dal suo Movimento. Divenne il classico grimaldello per cercare di rendere consapevoli i responsabili dei partiti tradizionali che era caduto il carisma ideologico e che era il popolo con la sua sete di giustizia, onestà e franchezza di idee e modo di esporle per fare la differenza con il passato. Ma se è l’ascendente di taluni per procurarsi sostenitori vi è anche il rovescio della medaglia nella perdita di fiducia nel sentire popolare se l’eroe del giorno tradisce questo rapporto fiduciario non nutrito con sincerità ma con l’inganno. Lo è stato per Renzi con la sua famosa frase: “Enrico stai sereno…” e qualche giorno dopo lo accoltellò alle spalle. Renzi giura che non fu intenzionale ma a poco serve se è percepito diversamente dal popolo degli elettori. Ora è la volta di Matteo Salvini e gli chiediamo, riesumando una famosa frase latina: Quousque tandem abutere patientia nostra? (Riccardo Alfonso)

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Nasce una nuova identità “Populista”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2020

Ci siamo avvitati su noi stessi pensando al “populismo. Ma c’è da dire, in proposito, qualcosa di più come afferma Dick Morris, ex consigliere strategico di Bill Clinton a proposito del populismo digitale: “Internet offre suo tramite un potenziale per la democrazia diretta così significativo che può trasformare in meglio non solo il nostro sistema politico, ma la nostra stessa forma di governo …
Oltrepassando i rappresentanti nazionali e parlando gli uni con gli altri, i popoli del mondo useranno sempre di più internet per formare un’unità politica per il futuro. Prendendo spunto da queste considerazioni Carlo Bosna osserva: “Appare chiaro che l’integrazione del mezzo telematico in ogni contesto sociale spinge sempre più a nuovi approcci teorici basati su strumenti in grado di comunicare e condividere la conoscenza”. “La linea guida scelta è coerente al “meraviglioso sogno” di Tim Bernes Lee che ha forgiato il WEB fino ad oggi:
• La condivisione delle conoscenze e delle intelligenze potenziate dall’uso di Internet;
• La possibilità che i computer si parlino, e si capiscano, grazie allo sviluppo del Semantic Web .”
È un aspetto che personalmente mi affascina ma mi induce anche ad una obiettiva valutazione delle circostanze in cui si stanno determinando gli eventi nel mondo e che offrono al web delle opportunità comunicative non sempre di segno positivo.
Siamo, infatti, al cospetto di un eterogeneo pubblico della rete dove le nostre sensibilità sono messe crudamente alla prova.
È un genere di rapporto interattivo che ci fa riflettere perché la facilità con cui circolano le idee non sempre sono improntate alla ricerca di un modello virtuoso di società e per un governo della cosa pubblica che rifletta omogeneità d’interventi e capacità realizzative. Penso si tratti di un argomento che vada attentamente vagliato in chiave culturale per consentire all’umanità di appropriarsi di quel bene comune che è costituito da una conoscenza più approfondita su quel che siamo e che vorremmo essere. Penso, ad esempio, al terrorismo, alla pornografia, alla pederastia e alla diffusione sempre più insidiosa di ideologie aberranti che possono andare ad incidere sui processi democratici. In questo caso si possono giocare per vincere o perdere partite politiche per il solo fatto che vanno in rete notizie giuste frammiste a quelle fuorvianti. E il discorso da farsi, ovviamente, non riguarda solo la politica ma si estende all’economia, al welfare, al marketing, ecc. (Riccardo Alfonso)

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Il culto della nostra identità

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

La nostra identità si dispiega tra un punto di partenza e di arrivo per tutti ineludibile. È quello genetico. Si voglia o no, la vita di ognuno si snoda lungo una traccia programmata nelle sue linee generali. I nostri gradi di libertà sono molteplici, ma entro limiti indipendenti da noi. L’indipendenza di tali limiti crea la nostra “dipendenza”. Atei o credenti si trovano, da questo punto di vista, sullo stesso binario. Sopra la nostra volontà, c’è un altro imperativo, chiamato, impersonalmente, destino, o personalmente indicata col nome di Dio.
Nel momento in cui entriamo in quest’ordine d’idee giunge l’ora, come osserva l’Ubaldi, “di compiere un salto in avanti verso un nuovo tipo di selezione biologica, non più quella feroce del passato che esaltava come campione il vincitore violento, assaltante; oggi divenuto pericolo sociale. Si tratta di un tipo di selezione più progredita, che vuole produrre l’uomo intelligente, lavoratore, spiritualmente forte, collettivamente organizzato. Si tratta di costruire l’uomo cosciente che sa pensare da sé, indipendente dal giudizio altrui, un responsabile, perché conosce la legge di Dio e secondo essa sa vivere”. La coscienza di trovarsi dentro la legge e in armonia con essa conferisce una maggiore resistenza nelle avversità e un maggiore equilibrio in senso all’ordine universale. Chi ha capito come funziona la vita, si accorge d’essere al di fuori delle vaghe astrazioni. Si rende conto come la legge sia una forza viva, operante, risanatrice, positiva. Sa che la sua giustizia finisce col vincere tutte le ingiustizie umane e che quindi il vincitore finale è il giusto e non il prepotente della terra. La legge è imparziale e universale. Ripaga ciascuno secondo i meriti. Oltre questo livello, comune ai razionalisti e agli stoici, oggi si va affermando un elemento di trascendenza che percorre tutti i rami più alti del sapere. Quella che un grande matematico italiano definiva la “insufficienza logica dell’universo naturale”, e quella che un grande logico tedesco definiva “incompiutezza” oggi si presenta nell’orizzonte della vita come aspetto escatologico. Qual è l’ultima parola della vita? È forse la morte come voleva il grande Claude Bernard e come pensa la maggior parte della gente? Oppure l’ultima parola della vita è ancora la vita, la vita oltre la vita? Che significa oltre? C’è un cammino che dall’esterno, diciamo dalle regioni epidermiche, porta verso l’interiorità che non si arresta al fenotipo, cioè al tipo che appare. Quando dico “fiore” io celebro un’apparenza fatta di sepali e di petali, la loro decadenza coincide con una deiscenza. È là che s’incontra il genoma e la sua immortalità relativa. Quando io dico “la vita oltre la vita”, penso appunto al genoma e alla legge interiore che lo sottende. Ove si colloca questa legge interiore, se non nella logica che, per l’appunto, si chiama logica della vita? Ecco allora che questa moralità biologica, che riscontriamo nelle leggi della vita, non è altro che un’espressione dell’universale ordine della legge a questo livello. Si tratta della stessa disciplina che la scienza ha visto nel campo fisico e dinamico e che accade nel campo più avanzato, quello della condotta dell’uomo, quello della morale che la dirige. Si tratta dello stesso principio di ordine insito nella legge e funzionante a livelli evolutivi diversi. È così che si spiega come la condotta umana sia soggetta a norme etiche. È così che possiamo dire che la vita, sia pure in proporzione e forma adatta al suo grado di evoluzione, è fondamentalmente onesta. Fino al suo livello più alto, quello della psiche e della coscienza, ciò è dato da uno stato di equilibrio, di rispondenza tra causa ed effetto, tra azione e reazione, che riscontriamo nel mondo della materia ed energia. Si tratta dello stesso principio di ordine che, al livello superiore della psiche, prende la forma di rettitudine nella condotta e di giustizia.
Cosa mai dice tutto questo? Non dice forse unità fondamentale del tutto, non dice forse unità fondamentale della legge? Non dice forse principio di armonia che regge tutto l’universo? Tutto è un momento della legge. Tutto si moralizza in misura diversa a qualunque livello. (Riccardo Alfonso)

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Maxi furto di identità digitali

Posted by fidest press agency su domenica, 16 febbraio 2020

A cura di Gabriele Zanoni, EMEA Solutions Architect di FireEye “In base alla nostra esperienza questo tipo di eventi hanno un lungo strascico in quanto abilitano potenzialmente gli attaccanti ad accedere ad informazioni private, impersonare le vittime e condurre campagne di phishing molto mirate. Qui parliamo di 100 miliardi di indirizzi email online del Governo, Protezione Civile, giudici e forze dell’ordine.Spesso vediamo attaccanti vendere o distribuire liste di nomi utenti e password che possono poi essere riutilizzati per altri attacchi. Il mese scorso ad esempio l’FBI in collaborazione con le forze Tedesche, Olandesi e Inglesi hanno sequestrato il sito WeLeakInfo.com che vendeva accessi a dati ottenuti anche tramite la compromissione di siti web.Ci aspettiamo che gli aggressori continuino a mantenere alto il loro interesse per quello che tecnicamente chiamiamo “credential stuffing” cioè appunto il riuso di credenziali per forzare i sistemi dove le vittime usavano la stessa combinazione di utente e password.Le aziende e i singoli utenti posso ridurre gli impatti di queste divulgazioni attraverso accorgimenti come l’utilizzo di password forti, evitare il riuso delle stesse password, abilitare i sistemi di secondo fattore di autenticazione ove disponibili (e.g. token) e monitorare con attenzione le attività di login sui i sistemi in azienda e in Cloud”. ( Fonte: ommento di FireEye)

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Memoria e identità

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2020

«Anche oggi qualcuno non vuole guardare e anche adesso qualcuno dice che non è vero», ha detto la senatrice a vita Liliana Segre nel discorso tenuto al Parlamento europeo in occasione della cerimonia per la Giornata della memoria, per ricordare il 75esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz (Corriere). A vent’anni dalla nascita della Giornata della memoria, è tempo di bilanci, scrive David Bidussa. Non solo per capire il posto che questo giorno occupa nella sensibilità pubblica, ma anche per interrogarsi sulle date memoriali che consentirebbero di tratteggiare un’identità europea in continua costruzione. Ed è il caso di chiederselo proprio in un momento in cui c’è chi propone di azzerare il passato che lo disturba, senza ricordarsi che la storia va raccontata “a parti intere”. E in un momento in cui aumentano gli italiani che negano la Shoah, passati – secondo il Rapporto Italia 2020 dell’Eurispes – dal 2,7% del 2004 al 15,6% di oggi (Il Sole 24 Ore). Contro una certa deriva demagogica e le ostentazioni xenofobe e sovraniste che proliferano nel vecchio continente, l’editore Donzelli, nella nota introduttiva al Calendario civile europeo a cura di Angelo Bolaffi e Guido Crainz, spiega invece come la storia insegni che le identità sono costruzioni collettive che si aggregano e si scompongono nel tempo. Per comprendere la nostra identità europea e combattere i nazionalismi, allora, l’invito è tornare a studiare la storia, dopo anni e anni di “appannamento civile”. (fonte: Fondazione Giangiacomo Feltrinelli)

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Frodi creditizie e furti identità

Posted by fidest press agency su sabato, 21 dicembre 2019

Presentata l’ultima edizione dell’Osservatorio sulle frodi creditizie e sui furti di identità in Italia realizzato da CRIF e aggiornato al primo semestre 2019.Lo studio segnala che, nel periodo preso in considerazione, si sono verificati quasi 16.700 casi di frode, con una crescita del +36,7% rispetto al medesimo periodo del 2018 e un danno stimato che supera complessivamente i 77 milioni di Euro. Questo dato è oltremodo preoccupante se si considera che tradizionalmente la quota più rilevante dei casi si concentra nel periodo natalizio, ormai alle porte. Al contempo, l’importo medio riscontrato risulta pari a € 4.662 euro, in flessione del -21,4%, a confermare come i malintenzionati si stiano orientando su importi sempre più modesti rispetto al passato.Coerentemente con quanto rilevato nel 2018, anche nel primo semestre dell’anno in corso l’acquisto di elettrodomestici con un finanziamento ottenuto in modo fraudolento resta la tipologia maggiormente diffusa (30,5% dei casi totali). Al secondo posto, in aumento del +0,7%, si piazza la categoria auto-moto (che arriva al 13,7% del totale), seguita dagli articoli di arredamento (con il 7,9%). Da sottolineare come continuino ad aumentare i casi che hanno come oggetto articoli di abbigliamento e prodotti di lusso che arrivano al 6,9% a fronte di una crescita del +55,3%. La distribuzione delle frodi per sesso evidenzia che la maggioranza delle vittime (64,9%) sono uomini, mentre, osservando la distribuzione delle frodi per classi di età, si inverte la tendenza evidenziata nella prima metà dell’anno scorso: la fascia di età nella quale si rileva il maggior incremento dei casi è, infatti, quella dei 18-30enni (+23,2%) e dei 31-40enni (+6,4%).

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Carta di identità elettronica, in futuro alle Poste?

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Gli sportelli delle Poste potrebbero essere in futuro il luogo, alternativo agli uffici comunali, dove recarsi a chiedere la carta di identità, che è elettronica per tutti dal Gennaio scorso. L’ultima legge di Bilancio ha infatti disposto che il Ministero dell’Interno, ai fini di semplificare la modalità di rilascio della CIE, può stipulare convenzioni con soggetti “internet provider” con qualifica “certification authority” accreditata dall’Agenzia per l’Italia digitale e con sportelli diffusi in tutto il territorio nazionale (1). Queste caratteristiche sono possedute da Poste Italiane, che facilmente potrà essere il soggetto scelto dal Ministero. Nel frattempo la carta di identità elettronica, rilanciata nel 2015, sta completando la sua diffusione ed anzi per previsioni ministeriali dovrebbe risultare l’unica richiedibile -in completa sostituzione di quella cartacea- già dal 1/1/2019. Sul sito http://www.cartaidentita.interno.gov.it si può verificare se il proprio Comune la emette, utilizzando poi eventualmente il sistema di prenotazione online.

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Sovranismo per recuperare identità europea

Posted by fidest press agency su domenica, 11 novembre 2018

“Recuperare e riscoprire l’identità dell’Europa attraverso il sovranismo, capace di guardare al futuro e di tutelare gli interessi di un popolo in una prospettiva dinamica e non statica”. Così il senatore di Fratelli d’Italia e presidente della Fondazione FareFuturo, Adolfo Urso, aprendo i lavori del master di formazione organizzato dalla stessa Fondazione rivolto alla giovane classe dirigente sovranista. “Sbaglia chi pensa – spiega il senatore di FdI – che sovranismo e populismo siano sinonimi. Il sovranismo è futurista e ragiona secondo la logica della crescita e dello sviluppo. Il populismo è soltanto presentismo, incapace di guardare oltre il proprio orizzonte temporale. Passa anche da questo il rilancio dell’Europa al quale possono dare il loro contributo proprio i Paesi di Visegrad, che più di tutti sentono in questo momento storico il timore di perdere le proprie identità, dopo aver vissuto il peso dell’esperienza sovietica. E infatti il rischio che oggi vive l’Unione europea è proprio quello di trasformarsi in una nuova Unione sovietica”. Invece l’Europa deve recuperare la sua identità “perchè – precisa Urso – in un mondo che riscopre dovunque le proprie identità, finanche nel mondo islamico, l’Ue deve evitare di ridursi ad un guscio vuoto”. Il corso si inserisce nel programma di ricerca “La crescita felice: natalità e investimenti”, che la Fondazione Farefuturo sta realizzando con altre Fondazioni di centrodestra dei Paesi di Visegrad, con l’obiettivo di presentare un comune Rapporto internazionale. Con Farefuturo, sono impegnati: Center for open Policy – Slovacchia, Institute of Politics and Society – Rep. Ceca Szazadveg Politikai Iskola Alapitvany – Ungheria. Il corpo docente del corso selezionerà i migliori partecipanti, cui sarà chiesto di coadiuvare i ricercatori nel progetto di Visegrad. Il corso si articolerà in una serie di sessioni e seminari di studio ai quali parteciperanno esponenti del mondo accademico, della cultura e della politica. La chiusura è prevista per venerdì 14 dicembre con l’intervento del presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Identità e medicina naturale

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

Roma. Vantaggi della Medicina Naturale, regolamentazione costituzionale delle pratiche mediche tradizionali, inclusione sociale, salvaguardia dell’identità medica di un popolo, medicina naturale come fonte di conoscenza sono temi ricorrenti sono tutti aspetti che potrebbero avviare un programma di iniziative dedicate alla valorizzazione dell’Identità di popolo e del legame con la sua terra, in tutte le sue declinazioni, culturali, sociali, etniche, alimentari. Ma ciò che ci preme di più evidenziare è il tema della medicina naturale per la conoscenza socio-culturale di un popolo. Partendo da questi presupposti pare opportuno consolidare una politica sanitaria basata sulla medicina naturale, ma senza sottacere che la materia si riferisce ad un corpus molto variegato di pratiche e tradizioni come:
a) la medicina ayurvedica, usata in India sin dall’antichità, unisce lo scopo curativo alla ricerca della longevità. L’Unione Europea la riconosce come pratica non convenzionale la cui erogazione è consentita da parte di medici qualificati;
b) la medicina Unani-Tibb, conosciuta in Occidente come medicina Araba, si basa sul bilanciamento dei quattro umori (sangue, flemma, bile gialla e bile nera), delle quattro qualità (secco, freddo, caldo, umido) e dei temperamenti (sanguigno, flemmatico, bilioso e malinconico). La corrispondenza tra questi tre fattori è sfruttata per impostare una corretta terapia farmacologica, basata soprattutto sull’uso di erbe;
c) la medicina cinese è giunta in Occidente un secolo fa, dopo oltre 2500 anni di tradizione consolidata in Asia. Essa è definita “olistica” e considera il corpo come un insieme di energia fisica, mentale e spirituale al quale garantire sempre il perfetto equilibrio. I principi sui quali si fonda la ricerca dell’armonia sono lo ying e lo yang. Essi sono compresenti in ciascun organismo e dalla loro quantità e interdipendenza dipende lo stato complessivo del corpo;
d) l’omeopatia è una pratica nata in occidente verso la fine del XVIII secolo. Il trattamento omeopatico si basa sull’applicazione del principio di similitudine: ogni sostanza capace, a dosi elevate, di provocare dei sintomi in un soggetto sano, in dosi limitate può curare quegli stessi sintomi in una persona malata. Negli ultimi anni, i Paesi Occidentali hanno mostrato un progressivo aumento dell’interesse nei confronti della medicina naturale. Questa tendenza ha varie motivazioni: curiosità, la ricerca di metodi di cura alternativi e meno artificiali, il fascino delle culture diverse, la ricerca di uno stile di vita più sano ed obbediente ai principi della natura. La tendenza in atto favorisce l’incontro tra identità diverse, l’approfondimento scientifico delle pratiche tradizionali, la conoscenza e la tolleranza. (servizio fidest)

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La Roma dell’epoca repubblicana ed imperiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 agosto 2018

Possiamo cogliere i primi segni di un’ascesa che sembrava inarrestabile dai monumenti che oggi restano in piedi come le colonne rostrate erette sul Campidoglio, la casa rostrata di Pompeo, le are rostrate nei luoghi di culto dedicate a quelle divinità che si ritenevano avessero favorito le grandi vittorie navali. Lo fu il tempio dei Lari Permarini al Campo Marzio, il tempio d’Apollo navale sul Palatino, il tempio di Giano, il cosiddetto Portico corinzio, e la nave monumentale in travertino eretta sull’isola Tiberina. Il tutto si condiva con celebrazioni e spettacoli frequenti e che avevano il loro momento clou con le naumachie che attiravano immancabilmente delle incontenibili folle di spettatori.
Possiamo dire che sempre la mente dell’uomo vi ha trovato lo stimolo necessario per squarciare le tenebre del progresso. Percorrere, oggi, il tracciato che ci è richiesto di andare per visitare il Foro romano non ci appare per quello che è: un cumulo di macerie, ma l’emblema di un mondo che appartiene indivisibile al nostro Dna e che possiamo, persino, stimolare la fantasia sino al punto d’immaginare quel luogo per quello che era con i suoi templi e le sue dimore e con essi il sentimento di un popolo che ha lasciato una profonda traccia nella storia dell’umanità perché ha saputo, tra le altre cose, insegnarci la convivenza tra popoli diversi e che i conquistatori non sono tali se non sanno restituire agli autoctoni la loro dignità e la loro identità etnica e culturale.

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Mostra di Luca Vernizzi “Il ritratto, il volto, l’identità”

Posted by fidest press agency su domenica, 24 giugno 2018

Bormio (SO), giovedì 28 giugno alle ore 18.00 presso il Museo Civico, mostra di Luca Vernizzi “Il ritratto, il volto, l’identità” in collaborazione con Ciaccio Arte e Rotary Bormio Contea. La rassegna si svolge in occasione della diciannovesima edizione de La Milanesiana, prestigiosa manifestazione d’arte, letteratura, filosofia, teatro, musica, cinema e scienza voluta e promossa da Elisabetta Sgarbi.Durante l’inaugurazione, e in virtù del tema, il ritratto, sempre affrontato da Luca Vernizzi con una cifra inconfondibile, l’artista è chiamato a dialogare con Paolo Crepet, nell’incontro coordinato da Paola Romerio Bonazzi.Luca Vernizzi, artista noto, ma soprattutto per la ritrattistica, presenta al pubblico diciotto ritratti, fra cui sedici di personaggi illustri come Walter Bonatti, Giorgio Armani, Giulietta Masina, Walter Chiari, Alberto Lattuada, Giulietta Simionato, Valentino Bompiani, Mario Tobino, Silvio Ceccato, Umberto Veronesi, Giovanni Testori, Valentina Cortese, Mariuccia Mandelli (Krizia), Elisabetta Sgarbi, Giuseppe Sgarbi e Giorgio Bocca. A questi sedici si aggiungono due ritratti più intimi: quello della nonna materna e quello dell’amico Renato Migliavacca, dal titolo Uomo che fuma il sigaro. L’artista colloca i suoi ritrattati in uno spazio incondizionato, privo di elementi contingenti, per esaltare l’essenza del soggetto. Emerge un profondo senso di solitudine, consonante con il tema di questa nuova edizione de La Milanesiana: Il dubbio e la certezza. Saranno esposte, inoltre, le due versioni (terracotta e bronzo) di un ritratto a Picasso; quattro grandi tavole, raffiguranti altrettanti getti d’acqua, con i quali l’artista ha inteso dimostrare, come domanda sul mistero dell’identità, che è possibile realizzare, oltre che dell’uomo, il ritratto di ogni cosa di questo mondo.La mostra di Luca Vernizzi, Il ritratto, il volto, l’identità, resterà aperta fino all’8 luglio, con orario 10:00 – 12:30 e 15:00 – 19:00. Sarà possibile visitarla tutti i giorni, escluso il lunedì mattina (orario di chiusura del museo).

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VI Festival der Philosophie sul tema dell’identità

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Hannover: 20-24 giungo 2018. Ha come motto: „Tre quarti d’io“, ad indicare quanto oggi l’io sia fragile e minacciato. Vi si tratta di identità di genere (Michela Marzano), di psicologia, di identità politica, dell’io dell’idealismo, del romanticismo fino all’io in Kafka, Svevo, Bergson, Pirandello. Oltre a relazioni di studiosi internazionali (Michela Marzano, Stefano Ferrari, Salvatore Principe, Caterina Zanfi, Jurij Alschitz, Till Bastianecc.) vi si susseguono performance, letture, mostre e concerti in chiese, musei ed edifici storici della città e della regione.

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Cosa intendiamo per verità e perché siamo portati a negarla?

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2018

In questa circostanza la verità negata è un grido di condanna per chi non possiede saggezza e capacità di saggezza per un mondo di uomini liberi, messaggeri di quel grado di coscienza che li pone degni di una loro comune identità. Ma quanto ci vorrà ancora per capire che l’intero corpo dottrinario non vive che dell’armonia di ogni sua parte, ma che ogni parte può riconoscersi comune in origine con un’altra appartenente ad un altro corpo dottrinario, senza che per questo entrambi i corpi perdano integrità ed interesse di valore? “La stessa auspicata evangelizzazione del mondo – asseriva Ernest Bloch – augurata da gran parte delle religioni ha al tempo stesso un fine e un limite se non si avvale della capacità di accogliere ogni parola pronunciata a favore della verità.
Solo un sereno cammino interno può condurci a tale e tanta profondità. Se manca resta vano e nessuna forza può attirare all’esterno la parola intima ed aiutarla ad erompere dall’errore del mondo.
Lungo questa verticale interna devono, infine, diffondersi l’ampiezza, il mondo dell’anima, l’esterna cosmica funzione dell’utopia, fronteggiando la miseria, la morte e il regno a involucro della natura fisica”.
“Solo in noi brilla ancora questa luce e incomincia il fantastico impulso verso di essa, verso l’interpretazione del sogno ad occhi aperti, verso l’impiego del concetto utopico come principio. E per trovare questo, per trovare il giusto nella verità, per amore della quale conviene vivere, organizzarsi e avere tempo, che noi procediamo, ci apriamo varchi metafisicamente costitutivi, invochiamo ciò che non è, costruiamo nell’azzurro e cerchiamo il vero e il reale là dove scompare il semplice dato, incipit vita nova.”
Sono parole di come ci si possa disporre al dialogo tra intelligenti, predisponendo lo strumento della coscienza. Parliamo di uomini di fede ma che si sono piegati a indirizzarla ad una guerra Santa che non incarna nulla di santo, come ha dimostrato la storia. Non hanno avuto la saggezza, nell’umiltà del confronto, di guardare il nemico solo e comunque portatore di un credo nei confronti del quale la propria coscienza non ha mai vacillato sulla propria qualità. Forse hanno vinto una contesa ma hanno, senza meno, perso in presunzione e in verità. (Riccardo Alfonso)

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