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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘identità’

Il culto della nostra identità

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

La nostra identità si dispiega tra un punto di partenza e di arrivo per tutti ineludibile. È quello genetico. Si voglia o no, la vita di ognuno si snoda lungo una traccia programmata nelle sue linee generali. I nostri gradi di libertà sono molteplici, ma entro limiti indipendenti da noi. L’indipendenza di tali limiti crea la nostra “dipendenza”. Atei o credenti si trovano, da questo punto di vista, sullo stesso binario. Sopra la nostra volontà, c’è un altro imperativo, chiamato, impersonalmente, destino, o personalmente indicata col nome di Dio.
Nel momento in cui entriamo in quest’ordine d’idee giunge l’ora, come osserva l’Ubaldi, “di compiere un salto in avanti verso un nuovo tipo di selezione biologica, non più quella feroce del passato che esaltava come campione il vincitore violento, assaltante; oggi divenuto pericolo sociale. Si tratta di un tipo di selezione più progredita, che vuole produrre l’uomo intelligente, lavoratore, spiritualmente forte, collettivamente organizzato. Si tratta di costruire l’uomo cosciente che sa pensare da sé, indipendente dal giudizio altrui, un responsabile, perché conosce la legge di Dio e secondo essa sa vivere”. La coscienza di trovarsi dentro la legge e in armonia con essa conferisce una maggiore resistenza nelle avversità e un maggiore equilibrio in senso all’ordine universale. Chi ha capito come funziona la vita, si accorge d’essere al di fuori delle vaghe astrazioni. Si rende conto come la legge sia una forza viva, operante, risanatrice, positiva. Sa che la sua giustizia finisce col vincere tutte le ingiustizie umane e che quindi il vincitore finale è il giusto e non il prepotente della terra. La legge è imparziale e universale. Ripaga ciascuno secondo i meriti. Oltre questo livello, comune ai razionalisti e agli stoici, oggi si va affermando un elemento di trascendenza che percorre tutti i rami più alti del sapere. Quella che un grande matematico italiano definiva la “insufficienza logica dell’universo naturale”, e quella che un grande logico tedesco definiva “incompiutezza” oggi si presenta nell’orizzonte della vita come aspetto escatologico. Qual è l’ultima parola della vita? È forse la morte come voleva il grande Claude Bernard e come pensa la maggior parte della gente? Oppure l’ultima parola della vita è ancora la vita, la vita oltre la vita? Che significa oltre? C’è un cammino che dall’esterno, diciamo dalle regioni epidermiche, porta verso l’interiorità che non si arresta al fenotipo, cioè al tipo che appare. Quando dico “fiore” io celebro un’apparenza fatta di sepali e di petali, la loro decadenza coincide con una deiscenza. È là che s’incontra il genoma e la sua immortalità relativa. Quando io dico “la vita oltre la vita”, penso appunto al genoma e alla legge interiore che lo sottende. Ove si colloca questa legge interiore, se non nella logica che, per l’appunto, si chiama logica della vita? Ecco allora che questa moralità biologica, che riscontriamo nelle leggi della vita, non è altro che un’espressione dell’universale ordine della legge a questo livello. Si tratta della stessa disciplina che la scienza ha visto nel campo fisico e dinamico e che accade nel campo più avanzato, quello della condotta dell’uomo, quello della morale che la dirige. Si tratta dello stesso principio di ordine insito nella legge e funzionante a livelli evolutivi diversi. È così che si spiega come la condotta umana sia soggetta a norme etiche. È così che possiamo dire che la vita, sia pure in proporzione e forma adatta al suo grado di evoluzione, è fondamentalmente onesta. Fino al suo livello più alto, quello della psiche e della coscienza, ciò è dato da uno stato di equilibrio, di rispondenza tra causa ed effetto, tra azione e reazione, che riscontriamo nel mondo della materia ed energia. Si tratta dello stesso principio di ordine che, al livello superiore della psiche, prende la forma di rettitudine nella condotta e di giustizia.
Cosa mai dice tutto questo? Non dice forse unità fondamentale del tutto, non dice forse unità fondamentale della legge? Non dice forse principio di armonia che regge tutto l’universo? Tutto è un momento della legge. Tutto si moralizza in misura diversa a qualunque livello. (Riccardo Alfonso)

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Maxi furto di identità digitali

Posted by fidest press agency su domenica, 16 febbraio 2020

A cura di Gabriele Zanoni, EMEA Solutions Architect di FireEye “In base alla nostra esperienza questo tipo di eventi hanno un lungo strascico in quanto abilitano potenzialmente gli attaccanti ad accedere ad informazioni private, impersonare le vittime e condurre campagne di phishing molto mirate. Qui parliamo di 100 miliardi di indirizzi email online del Governo, Protezione Civile, giudici e forze dell’ordine.Spesso vediamo attaccanti vendere o distribuire liste di nomi utenti e password che possono poi essere riutilizzati per altri attacchi. Il mese scorso ad esempio l’FBI in collaborazione con le forze Tedesche, Olandesi e Inglesi hanno sequestrato il sito WeLeakInfo.com che vendeva accessi a dati ottenuti anche tramite la compromissione di siti web.Ci aspettiamo che gli aggressori continuino a mantenere alto il loro interesse per quello che tecnicamente chiamiamo “credential stuffing” cioè appunto il riuso di credenziali per forzare i sistemi dove le vittime usavano la stessa combinazione di utente e password.Le aziende e i singoli utenti posso ridurre gli impatti di queste divulgazioni attraverso accorgimenti come l’utilizzo di password forti, evitare il riuso delle stesse password, abilitare i sistemi di secondo fattore di autenticazione ove disponibili (e.g. token) e monitorare con attenzione le attività di login sui i sistemi in azienda e in Cloud”. ( Fonte: ommento di FireEye)

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Memoria e identità

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2020

«Anche oggi qualcuno non vuole guardare e anche adesso qualcuno dice che non è vero», ha detto la senatrice a vita Liliana Segre nel discorso tenuto al Parlamento europeo in occasione della cerimonia per la Giornata della memoria, per ricordare il 75esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz (Corriere). A vent’anni dalla nascita della Giornata della memoria, è tempo di bilanci, scrive David Bidussa. Non solo per capire il posto che questo giorno occupa nella sensibilità pubblica, ma anche per interrogarsi sulle date memoriali che consentirebbero di tratteggiare un’identità europea in continua costruzione. Ed è il caso di chiederselo proprio in un momento in cui c’è chi propone di azzerare il passato che lo disturba, senza ricordarsi che la storia va raccontata “a parti intere”. E in un momento in cui aumentano gli italiani che negano la Shoah, passati – secondo il Rapporto Italia 2020 dell’Eurispes – dal 2,7% del 2004 al 15,6% di oggi (Il Sole 24 Ore). Contro una certa deriva demagogica e le ostentazioni xenofobe e sovraniste che proliferano nel vecchio continente, l’editore Donzelli, nella nota introduttiva al Calendario civile europeo a cura di Angelo Bolaffi e Guido Crainz, spiega invece come la storia insegni che le identità sono costruzioni collettive che si aggregano e si scompongono nel tempo. Per comprendere la nostra identità europea e combattere i nazionalismi, allora, l’invito è tornare a studiare la storia, dopo anni e anni di “appannamento civile”. (fonte: Fondazione Giangiacomo Feltrinelli)

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Frodi creditizie e furti identità

Posted by fidest press agency su sabato, 21 dicembre 2019

Presentata l’ultima edizione dell’Osservatorio sulle frodi creditizie e sui furti di identità in Italia realizzato da CRIF e aggiornato al primo semestre 2019.Lo studio segnala che, nel periodo preso in considerazione, si sono verificati quasi 16.700 casi di frode, con una crescita del +36,7% rispetto al medesimo periodo del 2018 e un danno stimato che supera complessivamente i 77 milioni di Euro. Questo dato è oltremodo preoccupante se si considera che tradizionalmente la quota più rilevante dei casi si concentra nel periodo natalizio, ormai alle porte. Al contempo, l’importo medio riscontrato risulta pari a € 4.662 euro, in flessione del -21,4%, a confermare come i malintenzionati si stiano orientando su importi sempre più modesti rispetto al passato.Coerentemente con quanto rilevato nel 2018, anche nel primo semestre dell’anno in corso l’acquisto di elettrodomestici con un finanziamento ottenuto in modo fraudolento resta la tipologia maggiormente diffusa (30,5% dei casi totali). Al secondo posto, in aumento del +0,7%, si piazza la categoria auto-moto (che arriva al 13,7% del totale), seguita dagli articoli di arredamento (con il 7,9%). Da sottolineare come continuino ad aumentare i casi che hanno come oggetto articoli di abbigliamento e prodotti di lusso che arrivano al 6,9% a fronte di una crescita del +55,3%. La distribuzione delle frodi per sesso evidenzia che la maggioranza delle vittime (64,9%) sono uomini, mentre, osservando la distribuzione delle frodi per classi di età, si inverte la tendenza evidenziata nella prima metà dell’anno scorso: la fascia di età nella quale si rileva il maggior incremento dei casi è, infatti, quella dei 18-30enni (+23,2%) e dei 31-40enni (+6,4%).

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Carta di identità elettronica, in futuro alle Poste?

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Gli sportelli delle Poste potrebbero essere in futuro il luogo, alternativo agli uffici comunali, dove recarsi a chiedere la carta di identità, che è elettronica per tutti dal Gennaio scorso. L’ultima legge di Bilancio ha infatti disposto che il Ministero dell’Interno, ai fini di semplificare la modalità di rilascio della CIE, può stipulare convenzioni con soggetti “internet provider” con qualifica “certification authority” accreditata dall’Agenzia per l’Italia digitale e con sportelli diffusi in tutto il territorio nazionale (1). Queste caratteristiche sono possedute da Poste Italiane, che facilmente potrà essere il soggetto scelto dal Ministero. Nel frattempo la carta di identità elettronica, rilanciata nel 2015, sta completando la sua diffusione ed anzi per previsioni ministeriali dovrebbe risultare l’unica richiedibile -in completa sostituzione di quella cartacea- già dal 1/1/2019. Sul sito http://www.cartaidentita.interno.gov.it si può verificare se il proprio Comune la emette, utilizzando poi eventualmente il sistema di prenotazione online.

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Sovranismo per recuperare identità europea

Posted by fidest press agency su domenica, 11 novembre 2018

“Recuperare e riscoprire l’identità dell’Europa attraverso il sovranismo, capace di guardare al futuro e di tutelare gli interessi di un popolo in una prospettiva dinamica e non statica”. Così il senatore di Fratelli d’Italia e presidente della Fondazione FareFuturo, Adolfo Urso, aprendo i lavori del master di formazione organizzato dalla stessa Fondazione rivolto alla giovane classe dirigente sovranista. “Sbaglia chi pensa – spiega il senatore di FdI – che sovranismo e populismo siano sinonimi. Il sovranismo è futurista e ragiona secondo la logica della crescita e dello sviluppo. Il populismo è soltanto presentismo, incapace di guardare oltre il proprio orizzonte temporale. Passa anche da questo il rilancio dell’Europa al quale possono dare il loro contributo proprio i Paesi di Visegrad, che più di tutti sentono in questo momento storico il timore di perdere le proprie identità, dopo aver vissuto il peso dell’esperienza sovietica. E infatti il rischio che oggi vive l’Unione europea è proprio quello di trasformarsi in una nuova Unione sovietica”. Invece l’Europa deve recuperare la sua identità “perchè – precisa Urso – in un mondo che riscopre dovunque le proprie identità, finanche nel mondo islamico, l’Ue deve evitare di ridursi ad un guscio vuoto”. Il corso si inserisce nel programma di ricerca “La crescita felice: natalità e investimenti”, che la Fondazione Farefuturo sta realizzando con altre Fondazioni di centrodestra dei Paesi di Visegrad, con l’obiettivo di presentare un comune Rapporto internazionale. Con Farefuturo, sono impegnati: Center for open Policy – Slovacchia, Institute of Politics and Society – Rep. Ceca Szazadveg Politikai Iskola Alapitvany – Ungheria. Il corpo docente del corso selezionerà i migliori partecipanti, cui sarà chiesto di coadiuvare i ricercatori nel progetto di Visegrad. Il corso si articolerà in una serie di sessioni e seminari di studio ai quali parteciperanno esponenti del mondo accademico, della cultura e della politica. La chiusura è prevista per venerdì 14 dicembre con l’intervento del presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Identità e medicina naturale

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 agosto 2018

Roma. Vantaggi della Medicina Naturale, regolamentazione costituzionale delle pratiche mediche tradizionali, inclusione sociale, salvaguardia dell’identità medica di un popolo, medicina naturale come fonte di conoscenza sono temi ricorrenti sono tutti aspetti che potrebbero avviare un programma di iniziative dedicate alla valorizzazione dell’Identità di popolo e del legame con la sua terra, in tutte le sue declinazioni, culturali, sociali, etniche, alimentari. Ma ciò che ci preme di più evidenziare è il tema della medicina naturale per la conoscenza socio-culturale di un popolo. Partendo da questi presupposti pare opportuno consolidare una politica sanitaria basata sulla medicina naturale, ma senza sottacere che la materia si riferisce ad un corpus molto variegato di pratiche e tradizioni come:
a) la medicina ayurvedica, usata in India sin dall’antichità, unisce lo scopo curativo alla ricerca della longevità. L’Unione Europea la riconosce come pratica non convenzionale la cui erogazione è consentita da parte di medici qualificati;
b) la medicina Unani-Tibb, conosciuta in Occidente come medicina Araba, si basa sul bilanciamento dei quattro umori (sangue, flemma, bile gialla e bile nera), delle quattro qualità (secco, freddo, caldo, umido) e dei temperamenti (sanguigno, flemmatico, bilioso e malinconico). La corrispondenza tra questi tre fattori è sfruttata per impostare una corretta terapia farmacologica, basata soprattutto sull’uso di erbe;
c) la medicina cinese è giunta in Occidente un secolo fa, dopo oltre 2500 anni di tradizione consolidata in Asia. Essa è definita “olistica” e considera il corpo come un insieme di energia fisica, mentale e spirituale al quale garantire sempre il perfetto equilibrio. I principi sui quali si fonda la ricerca dell’armonia sono lo ying e lo yang. Essi sono compresenti in ciascun organismo e dalla loro quantità e interdipendenza dipende lo stato complessivo del corpo;
d) l’omeopatia è una pratica nata in occidente verso la fine del XVIII secolo. Il trattamento omeopatico si basa sull’applicazione del principio di similitudine: ogni sostanza capace, a dosi elevate, di provocare dei sintomi in un soggetto sano, in dosi limitate può curare quegli stessi sintomi in una persona malata. Negli ultimi anni, i Paesi Occidentali hanno mostrato un progressivo aumento dell’interesse nei confronti della medicina naturale. Questa tendenza ha varie motivazioni: curiosità, la ricerca di metodi di cura alternativi e meno artificiali, il fascino delle culture diverse, la ricerca di uno stile di vita più sano ed obbediente ai principi della natura. La tendenza in atto favorisce l’incontro tra identità diverse, l’approfondimento scientifico delle pratiche tradizionali, la conoscenza e la tolleranza. (servizio fidest)

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La Roma dell’epoca repubblicana ed imperiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 agosto 2018

Possiamo cogliere i primi segni di un’ascesa che sembrava inarrestabile dai monumenti che oggi restano in piedi come le colonne rostrate erette sul Campidoglio, la casa rostrata di Pompeo, le are rostrate nei luoghi di culto dedicate a quelle divinità che si ritenevano avessero favorito le grandi vittorie navali. Lo fu il tempio dei Lari Permarini al Campo Marzio, il tempio d’Apollo navale sul Palatino, il tempio di Giano, il cosiddetto Portico corinzio, e la nave monumentale in travertino eretta sull’isola Tiberina. Il tutto si condiva con celebrazioni e spettacoli frequenti e che avevano il loro momento clou con le naumachie che attiravano immancabilmente delle incontenibili folle di spettatori.
Possiamo dire che sempre la mente dell’uomo vi ha trovato lo stimolo necessario per squarciare le tenebre del progresso. Percorrere, oggi, il tracciato che ci è richiesto di andare per visitare il Foro romano non ci appare per quello che è: un cumulo di macerie, ma l’emblema di un mondo che appartiene indivisibile al nostro Dna e che possiamo, persino, stimolare la fantasia sino al punto d’immaginare quel luogo per quello che era con i suoi templi e le sue dimore e con essi il sentimento di un popolo che ha lasciato una profonda traccia nella storia dell’umanità perché ha saputo, tra le altre cose, insegnarci la convivenza tra popoli diversi e che i conquistatori non sono tali se non sanno restituire agli autoctoni la loro dignità e la loro identità etnica e culturale.

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Mostra di Luca Vernizzi “Il ritratto, il volto, l’identità”

Posted by fidest press agency su domenica, 24 giugno 2018

Bormio (SO), giovedì 28 giugno alle ore 18.00 presso il Museo Civico, mostra di Luca Vernizzi “Il ritratto, il volto, l’identità” in collaborazione con Ciaccio Arte e Rotary Bormio Contea. La rassegna si svolge in occasione della diciannovesima edizione de La Milanesiana, prestigiosa manifestazione d’arte, letteratura, filosofia, teatro, musica, cinema e scienza voluta e promossa da Elisabetta Sgarbi.Durante l’inaugurazione, e in virtù del tema, il ritratto, sempre affrontato da Luca Vernizzi con una cifra inconfondibile, l’artista è chiamato a dialogare con Paolo Crepet, nell’incontro coordinato da Paola Romerio Bonazzi.Luca Vernizzi, artista noto, ma soprattutto per la ritrattistica, presenta al pubblico diciotto ritratti, fra cui sedici di personaggi illustri come Walter Bonatti, Giorgio Armani, Giulietta Masina, Walter Chiari, Alberto Lattuada, Giulietta Simionato, Valentino Bompiani, Mario Tobino, Silvio Ceccato, Umberto Veronesi, Giovanni Testori, Valentina Cortese, Mariuccia Mandelli (Krizia), Elisabetta Sgarbi, Giuseppe Sgarbi e Giorgio Bocca. A questi sedici si aggiungono due ritratti più intimi: quello della nonna materna e quello dell’amico Renato Migliavacca, dal titolo Uomo che fuma il sigaro. L’artista colloca i suoi ritrattati in uno spazio incondizionato, privo di elementi contingenti, per esaltare l’essenza del soggetto. Emerge un profondo senso di solitudine, consonante con il tema di questa nuova edizione de La Milanesiana: Il dubbio e la certezza. Saranno esposte, inoltre, le due versioni (terracotta e bronzo) di un ritratto a Picasso; quattro grandi tavole, raffiguranti altrettanti getti d’acqua, con i quali l’artista ha inteso dimostrare, come domanda sul mistero dell’identità, che è possibile realizzare, oltre che dell’uomo, il ritratto di ogni cosa di questo mondo.La mostra di Luca Vernizzi, Il ritratto, il volto, l’identità, resterà aperta fino all’8 luglio, con orario 10:00 – 12:30 e 15:00 – 19:00. Sarà possibile visitarla tutti i giorni, escluso il lunedì mattina (orario di chiusura del museo).

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VI Festival der Philosophie sul tema dell’identità

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Hannover: 20-24 giungo 2018. Ha come motto: „Tre quarti d’io“, ad indicare quanto oggi l’io sia fragile e minacciato. Vi si tratta di identità di genere (Michela Marzano), di psicologia, di identità politica, dell’io dell’idealismo, del romanticismo fino all’io in Kafka, Svevo, Bergson, Pirandello. Oltre a relazioni di studiosi internazionali (Michela Marzano, Stefano Ferrari, Salvatore Principe, Caterina Zanfi, Jurij Alschitz, Till Bastianecc.) vi si susseguono performance, letture, mostre e concerti in chiese, musei ed edifici storici della città e della regione.

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Cosa intendiamo per verità e perché siamo portati a negarla?

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2018

In questa circostanza la verità negata è un grido di condanna per chi non possiede saggezza e capacità di saggezza per un mondo di uomini liberi, messaggeri di quel grado di coscienza che li pone degni di una loro comune identità. Ma quanto ci vorrà ancora per capire che l’intero corpo dottrinario non vive che dell’armonia di ogni sua parte, ma che ogni parte può riconoscersi comune in origine con un’altra appartenente ad un altro corpo dottrinario, senza che per questo entrambi i corpi perdano integrità ed interesse di valore? “La stessa auspicata evangelizzazione del mondo – asseriva Ernest Bloch – augurata da gran parte delle religioni ha al tempo stesso un fine e un limite se non si avvale della capacità di accogliere ogni parola pronunciata a favore della verità.
Solo un sereno cammino interno può condurci a tale e tanta profondità. Se manca resta vano e nessuna forza può attirare all’esterno la parola intima ed aiutarla ad erompere dall’errore del mondo.
Lungo questa verticale interna devono, infine, diffondersi l’ampiezza, il mondo dell’anima, l’esterna cosmica funzione dell’utopia, fronteggiando la miseria, la morte e il regno a involucro della natura fisica”.
“Solo in noi brilla ancora questa luce e incomincia il fantastico impulso verso di essa, verso l’interpretazione del sogno ad occhi aperti, verso l’impiego del concetto utopico come principio. E per trovare questo, per trovare il giusto nella verità, per amore della quale conviene vivere, organizzarsi e avere tempo, che noi procediamo, ci apriamo varchi metafisicamente costitutivi, invochiamo ciò che non è, costruiamo nell’azzurro e cerchiamo il vero e il reale là dove scompare il semplice dato, incipit vita nova.”
Sono parole di come ci si possa disporre al dialogo tra intelligenti, predisponendo lo strumento della coscienza. Parliamo di uomini di fede ma che si sono piegati a indirizzarla ad una guerra Santa che non incarna nulla di santo, come ha dimostrato la storia. Non hanno avuto la saggezza, nell’umiltà del confronto, di guardare il nemico solo e comunque portatore di un credo nei confronti del quale la propria coscienza non ha mai vacillato sulla propria qualità. Forse hanno vinto una contesa ma hanno, senza meno, perso in presunzione e in verità. (Riccardo Alfonso)

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Cinema e identità italiana. Cultura visuale e immaginario nazionale fra tradizione e contemporaneità

Posted by fidest press agency su domenica, 26 novembre 2017

cultura di cinemaRoma Martedì 28 Novembre 2017, ore 9:30 / 29 Novembre 2017 DAMS, Polo Aule Via Ostiense 139 si svolgerà la XXIII edizione del convegno internazionale di studi promosso dal Dipartimento Filosofia Comunicazione e Spettacolo, in collaborazione con il Centro Produzione Audiovisivi – Università Roma Tre, curato da Stefania Parigi, Christian Uva e Vito Zagarrio. Il tema proposto, Cinema e identità italiana. Cultura visuale e immaginario nazionale fra tradizione e contemporaneità, pone al centro il profilo e il carattere di una nazione così come sono stati interpretati e restituiti dal cinema, dai media e dalla cultura visuale.Interverranno numerosi studiosi e ricercatori provenienti da diverse università italiane e internazionali: keynote speaker saranno Roberto De Gaetano (Università della Calabria) e Suzanne Stewart-Steinberg (Brown University). Sono inoltre in programma due grandi eventi che si svolgeranno al Teatro Palladium (piazza Bartolomeo Romano, 8):
– martedì 28 novembre alle 21 verrà proiettata la copia restaurata di Maciste all’inferno (Guido Brignone, 1926), con musica dal vivo eseguita dall’Orchestra dell’Università di Parma, sonorizzazione e direzione a cura di Luca Aversano (Università Roma Tre). La serata sarà introdotta da Denis Lotti (Università di Padova) e Stefania Parigi (Università Roma Tre);
– mercoledì 29 novembre, sempre alle 21, incontro con i Manetti Bros. coordinato da Christian Uva (Università Roma Tre) e Vito Zagarrio (Università Roma Tre).

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L’Assunta di Bernardo Daddi e l’identità di una città

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

Bernardo Daddi1http://www.metmuseum.org/art/collection/search/458998Prato, fino al 14 gennaio 2018 mostra di Palazzo Pretorio di Prato Legati da una cintola – L’Assunta di Bernardo Daddi e l’identità di una città e accende un fascio di luce intenso sull’arte del Trecento, periodo di grande prosperità con le committenze ad artisti come Giovanni Pisano e Bernardo Daddi che diedero risonanza alla devozione mariana a Prato come vero e proprio culto civico. Oltre 60 opere, con al centro la ricostruzione della pala di Bernardo Daddi che tornerà a farsi ammirare nella sua interezza, una ricca serie di dipinti, sculture e miniature per raccontare la città e il suo patrimonio di cultura e bellezza e restituire il fascino di una storia che si legge come una favola.
La mostra, organizzata dal Comune di Prato in collaborazione con la Diocesi di Prato, a cura di Andrea De Marchi e Cristina Gnoni Mavarelli, inaugura i nuovi spazi espositivi del Museo recuperati nell’attiguo edificio dell’ex Monte dei Pegni.
L’origine del culto della sacra cintola affonda le sue radici nel XII secolo. La leggenda si basa su un testo apocrifo del V-VI secolo e vuole che la cintura, consegnata a San Tommaso dalla Madonna al momento dell’Assunzione, sia stata portata a Prato verso il 1141 dal mercante pratese Michele e da questi donata in punto di morte, nel 1172, al proposto della pieve. La Cintola è una sottile striscia di lana finissima, lunga 87 centimetri, di color verdolino, broccata in filo d’oro con ai capi due cordicelle per legarla. Fra Due e Trecento la reliquia assurse al ruolo di vero e proprio segno dell’elezione della città, santificata da una così preziosa vestigia miracolosamente giunta dalla Terra Santa, e divenne motore delle vicende artistiche pratesi.
Punto focale della mostra è la ricomposizione della pala di Bernardo Daddi, una delle immagini più prestigiose di tutto il Trecento dedicate all’Assunta e al dono miracoloso della Cintola all’incredulo San Tommaso. L’opera, commissionata nel 1337-1338, nel tempo è stata smembrata e la sua complicata Bernardo Daddidiaspora ha fatto sì che si perdesse la coscienza stessa della sua capitale importanza. L’allestimento consentirà di tornare ad ammirare nel suo complesso la monumentale macchina dipinta dal Daddi, riunendo i componenti che originariamente comprendevano una doppia predella con la storia del dono della Cintola a San Tommaso e del successivo arrivo della reliquia a Prato, grazie al pratese Michele (questa custodita nel Museo) e la parallela migrazione del corpo di Santo Stefano da Gerusalemme a Roma, perché si riunisse a quello di San Lorenzo (opera in arrivo dai Musei Vaticani) e una terminazione con la Madonna assunta che cede la Cintola a San Tommaso dal Metropolitan Museum di New York. (Sezione 2 – La pala pratese di Bernardo Daddi restituita)
Per meglio contestualizzare la pala del Daddi saranno esposte altre opere del pittore giottesco appartenenti a questa stessa fase stilistica contraddistinta da una felice e vivace vena narrativa (Sezione 3 – Bernardo Daddi narratore).
Il percorso espositivo proseguirà presentando la tradizione iconografica dell’Assunta in terra toscana, dove prevale il tema della Madonna della Cintola col solo San Tommaso, con la selezione di esempi particolarmente significativi e concludendo con gli echi più tardi in area pratese, fino alle pale di Stradano e di Santi di Tito (Sezione 6 – L’Assunta e la Cintola: la tradizione seguente). Saranno infine esposte tutte le testimonianze documentarie e visive che accompagnarono il culto della Cintola stessa Bernardo Daddi2e l’ostensione: le preziose custodie, le suppellettili e gli arredi della Cappella della Cintola nella Cattedrale. Alcuni apparati didattici aiuteranno a comprendere la natura anche tecnica del manufatto e a raccordare fra loro le testimonianze librarie e archivistiche. Si presenteranno anche testimonianze del culto della Cintola nel Duomo di Pisa. (Sezione 7 – Il culto e l’ostensione della Sacra Cintola a Prato e in Toscana). Anche il Duomo di Prato sarà parte integrante di un percorso che permetterà ai visitatori di entrare nella Cappella della Cintola, abitualmente preclusa alla visita e di ammirare da vicino il ciclo di affreschi realizzati da Agnolo Gaddi. Progetto di mostra a cura di Andrea De Marchi e Cristina Gnoni Mavarelli.Orario: 10.30 – 18.30 tutti i giorni (eccetto il martedì non festivo) La biglietteria chiude alle 18 Biglietto mostra: 8 euro intero, 6 euro ridotto (riduzioni e gratuità sul sito http://www.palazzopretorio.prato.it) Biglietto ingresso museo + mostra 12 euro intero, 10 ridotto
Con il biglietto di ingresso alla mostra si accede anche alla Cappella della Sacra Cintola nel Duomo di Prato (prenotare l’orario di ingresso). Il biglietto di ingresso alla mostra permette inoltre uno sconto sulla visita al ciclo di affreschi di Filippo Lippi nel Duomo di Prato. (foto: Bernardo Daddi)

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I social network ti rubano l’identità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 agosto 2017

computer-securityLo studio dei nuovi mezzi di comunicazione porta spesso a conoscere delle conseguenze inquietanti per la possibilità di accedere a dati personali che inevitabilmente vengono a contatto con il loro utilizzo. Sono i social network, però, a costituire uno degli strumenti più invasivi della nostra esistenza, ma anche della privacy, per la capacità di estrapolare informazioni anche nei confronti di coloro che non sarebbero utenti. Ciò è emerso a seguito degli studi effettuati da un ricercatore del Politecnico federale di Zurigo (ETHZ), David Garcia, che avrebbe appurato il fatto che i social network sfruttano non soltanto i dati dei loro utenti, ma anche quelli di coloro che non ne sono membri. Essi creerebbero profili “fantasma” di persone che non possiedono un account grazie ai contatti privati degli iscritti. È noto, infatti, che le reti sociali, come Facebook, propongono che un utente importi la propria lista di contatti, affinché egli possa facilmente ritrovare un amico. Il problema è che in questo modo vengono raccolgono tutti i dati registrati nelle agende (indirizzi e-mail e postali, numeri telefonici, ecc.) dunque anche quelli dei non affiliati. In seguito, creano un profilo, che include talvolta anche informazioni private. Il ricercatore dell’ETHZ è giunto a tali conclusioni dopo aver studiato gli archivi della piattaforma “Friendster”, che nel frattempo è scomparsa. Ha in particolare osservato se fosse possibile ottenere informazioni sull’orientamento sessuale di un non membro o sulla sua situazione sentimentale. Risultato: la probabilità che le informazioni ottenute siano esatte è molto elevata, rileva Garcia in uno studio pubblicato dalla rivista “Science Advances”. Sempre secondo il ricercatore, questa probabilità aumenta con il passare del tempo, visto che più il numero di utenti della rete sociale è grande più l’accesso alla lista di amici è facilitato. Da notare che Facebook contava in giugno 1,32 miliardi di utenti attivi quotidianamente. Friendster ne contabilizzava 115 milioni prima di essere stata chiusa. L’invito ed il consiglio di Garcia che rilancia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è quello di usare con prudenza le loro informazioni private e rafforzare le disposizioni sulla protezione dei dati.

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Frodi Creditizie e Furti d’Identità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 agosto 2017

euro-areaLo studio ha messo in evidenza che nell’intero anno 2016 i casi di frode creditizia o emissione di cambiali e assegni a nome altrui perpetrati mediante furto di identità siano stati più di 26.100 con una perdita economica che supera i 152 milioni di Euro. Questo dato risulta in ulteriore crescita a fronte dei circa 25.300 casi rilevati nel corso dell’anno precedente, a conferma di un fenomeno in costante espansione.In particolare, la distribuzione delle frodi per sesso evidenzia che la maggioranza delle vittime sono uomini (nel 64,3% dei casi per la precisione) mentre l’incidenza delle donne risulta in leggera diminuzione (-0,5%) rispetto alla precedente rilevazione. La fascia di età nella quale si rileva il maggior incremento è quella degli under 30 (+11,3%) a dimostrazione che, rispetto a quanto si potrebbe pensare, i giovani spesso si caratterizzano per abitudini poco prudenti.Inoltre, anche nell’anno 2016 il prestito finalizzato continua ad essere di gran lunga la tipologia di prodotto di credito maggiormente colpito: il 64,3% dei casi, infatti, riguarda questa forma tecnica, seppure si registri un notevole calo rispetto all’anno precedente (-13,48%). Nell’ambito dei prestiti finalizzati, il 39,8% dei casi di frode creditizia rilevati nel corso dell’ultimo anno ha avuto per oggetto l’acquisto di elettrodomestici; una quota rilevante riguarda anche i comparti auto-moto (12,1%), le spese per la casa immobili e ristrutturazione (10,4%) e l’arredamento (8,9%) e gli articoli di elettronica, informatica e telefonia (6,2%).Infine, relativamente alla distribuzione delle frodi per importo, dallo studio CRIF emerge che nel 2016 il 20,9% dei casi ha riguardato un valore inferiore ai 1.500 Euro (con un peso di questa classe in calo del -36,3% rispetto all’anno precedente) ma il 13,5% dei casi ha visto un importo superiore ai 10.000 Euro.

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Musei ecclesiastici: Quale identità

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 maggio 2017

pontificia università gregorianaRoma Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4 Giovedì 18 maggio 2017 – Giornata internazionale dei Musei. L’incontro, che si svolgerà nell’intera giornata di giovedì – Giornata Internazionale dei Musei, è stato organizzata in collaborazione con la Pontificia Università Gregoriana (Facoltà di Storia e Beni Culturali della Chiesa) e con il patrocinio dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI. La Facoltà di Storia e Beni Culturali della Chiesa della Gregoriana, promuove la ricerca e la formazione superiore sui Beni Culturali della Chiesa, con l’obiettivo di creare figure professionali (chierici, religiosi e laici) capaci di affrontare incarichi operativi e di responsabilità nelle rispettive diocesi, ordini religiosi e istituzioni civili, e di docenza in seminari e università.
Ma qual è la situazione di questi musei oggi? Come si raccorda la loro azione con quella dei musei statali o appartenenti ad Enti locali? Cosa cambia dopo l’Accordo che Amei ha sottoscritto con il Mibact? Quale sostegno offre oggi la Chiesa ai musei ecclesiastici? Qual è la loro identità? A queste domande tenterà di rispondere la giornata di studi promossa da Amei nell’ambito delle iniziative per i venti anni dalla sua fondazione.
Dal 1996, Amei (Associazione dei Musei Ecclesiastici Italiani) riunisce e coordina l’attività di oltre 200 musei ecclesiastici diffusi su tutto il territorio nazionale. Si tratta di enti spesso ospitati in luoghi e monumenti tra i più belli della nostra Penisola: un immenso patrimonio d’arte, architettura e storia, ai più ancora ignoto.

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Ernest Hemingway e Addio alle armi. L’identità, l’amore e la guerra

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 marzo 2017

Roma Lunedì 27 Marzo 2017, ore 9:00 Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere, Sala Ignazio Ambrogio Via del Valco di San Paolo 19. Per accompagnare gli studenti e le studentesse del Corso di I Annualità in Lingue e Letterature Anglo-Americane, dedicato quest’anno a Ernest Hemingway, Luca Briasco terrà una lezione dedicata a A Farewell to Arms (1929) il romanzo di guerra italiano di Hemingway. Luca Briasco, attualmente editor di narrativa straniera per l’editore minimum fax, è stato direttore editoriale di Fanucci ed editor di narrativa e saggistica straniere per Einaudi Stile libero dal 2006 al 2016. Collabora da più di dieci anni con Alias, il supplemento di il manifesto, e dal 2016 a Il Venerdì di Repubblica. Tra le sue pubblicazioni, Retoriche del conflitto. Identità, amore e guerra in A Farewell to Arms (2001) per Lozzi e Rossi, La letteratura americana dal 1900 a oggi. Dizionario per autori (2011) curato per Einaudi con Mattia Carratello, e Americana. Per una storia del romanzo degli Stati Uniti di oggi (2016) per minimum fax. Ha tradotto quasi 50 tra romanzi e racconti, tra gli altri, di James Ballard, Jim Thompson, Ed McBain, Richard Powers, Paul Harding, Edward St. Aubyn. Le ultime due traduzioni, Una vita come tante di Hanya Yanagihara e Il simpatizzante di Viet Thanh Nguyen, premio Pulitzer 2016, sono state particolarmente apprezzate da recensori e critici.

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Osservatorio CRIF sui furti d’identità e le frodi creditizie in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

Secondo lo studio, nell’intero anno 2015 i casi di frodi creditizie verificatisi nel nostro Paese sono stati 25.300 e hanno determinato una perdita economica superiore ai 172 milioni di Euro. Inoltre, rispetto al 2014 si è registrata anche una crescita dell’importo medio frodato.L’Osservatorio CRIF mostra infatti come nel 2015 il 32,8% dei casi di frodi abbia avuto un importo inferiore ai 1.500 €, in sensibile contrazione rispetto alla precedente rilevazione. Al contempo, i casi di frode con importo compreso tra 3.000 e 5.000 Euro hanno visto un incremento pari a +32,0% rispetto al 2014. A fronte di un fenomeno criminale che sembra non conoscere crisi, i tempi di scoperta si riducono, tanto che oltre la metà dei casi la frode viene scoperta entro 6 mesi. Rimane comunque un 16% dei casi in cui la scoperta avviene dopo più di 3 anni, con intuibili maggiori disagi per le vittime.
Anche nel 2015 la forma tecnica dei prestiti finalizzati continua a fare la parte del leone, tanto che 74,3% dei casi di frode interessa questa tipologia di prodotto. Complessivamente si registra un aumento significativo per le frodi perpetrate sulle carte di credito (+51% rispetto al 2014). Complessivamente, nell’ambito dei prestiti finalizzati, il 38,5% dei casi di frode ha avuto per oggetto l’acquisto di elettrodomestici; una quota rilevante ha riguardato anche il comparto auto-moto (con il 13,8%), quello l’arredamento (8,1%) e l’elettronica–informatica–telefonia (6,8%). Rispetto ai volumi di credito erogato, invece, spicca l’incidenza delle frodi per travel/entertainment, consumi e spese professionali.Infine, la distribuzione delle frodi per sesso evidenzia che la maggioranza delle vittime (il 64,1% del totale, per la precisione) sono uomini, mentre le donne registrano una leggera diminuzione rispetto al 2014 (-4,7%).

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Merck annuncia un rebranding globale

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2015

Merck SeronoDarmstadt, Germania. Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, ha oggi annunciato il rilancio della sua identità di brand. La significativa revisione della veste grafica e l’introduzione di un nuovo logo riflettono l’evoluzione di Merck in un’Azienda scientifica e tecnologica globale. Parallelamente, è stata semplificata l’architettura di marchio a livello delle aree di business. L’Azienda opererà uniformemente come Merck, con l’eccezione degli Stati Uniti e del Canada.”Merck è profondamente cambiata negli ultimi dieci anni” spiega Karl-Ludwig Kley, Presidente dell’Executive Board e CEO. “Da tradizionale azienda fornitrice di prodotti farmaceutici e chimici, ci siamo evoluti in un’Azienda tecnologica globale. Grazie all’esclusiva combinazione di attività altamente specializzate nei settori della biofarmaceutica, delle life sciences e dei materiali, oggi possiamo offrire soluzioni in grado di rispondere alle tendenze globali nell’ambito della salute e della digitalizzazione. La revisione radicale della nostra identità di brand è volta a comunicare questa nuova direzione ai nostri clienti, partner e potenziali dipendenti. Vogliamo essere riconoscibili e rimanere visibili come Merck nel mondo, in modo da rinforzare ulteriormente il nostro prestigioso marchio. A tal fine, ci siamo liberati degli aspetti obsoleti per concentrarci su un’immagine giovane e accattivante.” L’investimento nel marchio Merck rientra nel programma di trasformazione strategica e di crescita “Fit for 2018”, incentrato su attività innovative e basate sulla tecnologia, e anche sulla modernizzazione e l’espansione del quartier generale di Darmstadt, in Germania. Questo include anche un “tono di voce” più sicuro e, allo stesso tempo, più chiaro, che riflette la personalità della Merck e sottolinea con orgoglio il legame con una cultura aziendale di quasi 350 anni fondata sulla curiosità scientifica e la passione per la ricerca.
Con l’introduzione del nuovo brand design, saranno eliminati i precedenti singoli brand delle divisioni Merck Serono e Merck Millipore. In futuro, l’attuale Merck Serono sarà il business biofarmaceutico di Merck, mentre Merck Millipore diventerà il business life science di Merck. “In seguito a queste due importanti acquisizioni, i marchi Merck Serono e Merck Millipore ci hanno aiutato a posizionare sul mercato, con successo, il dualismo tra le attività già esistenti e quelle acquisite. Siamo riusciti a raggiungere questo risultato ed è per questo motivo che ora torniamo al marchio che tutti conoscono da quasi 350 anni” ha aggiunto Kley. I marchi dei prodotti, come Erbitux o MilliQ, non saranno interessati da questo cambiamento.Merck detiene tutti i diritti sul nome e il marchio Merck a livello globale, con l’eccezione di Stati Uniti e Canada. Di conseguenza l’Azienda continuerà ad operare in questi due Paesi con il nome di EMD Serono nell’area biofarmaceutica, EMD Performance Materials nel settore dei materiali high-tech e EMD Millipore nel settore delle life science, fino al completamento della già pianificata acquisizione di Sigma Aldrich.L’immagine grafica di Merck è sostanzialmente nuova e, con le sue forme geometriche colorate e multisfaccettate viste da un microscopio, vuole comunicare il concetto di un’Azienda tecnologica dinamica. Il nuovo design di Merck si basa su colori intensi e forme che rievocano la scienza. Ciò si riflette anche nel nuovo logo che, rispetto a quello precedente, è più incisivo, meno complesso e può essere utilizzato in colori diversi.“Una dettagliata analisi interna ed esterna, ci ha mostrato la necessità di rendere il nostro marchio molto più emozionale per essere percepiti dal mercato e dai potenziali dipendenti come un’Azienda tecnologica vivace” ha detto Walter Huber, Responsabile delle Comunicazioni del Gruppo.Inoltre, il nuovo design Corporate vuole creare un forte collegamento visivo con l’attività di Merck negli Stati Uniti e in Canada. Per questa ragione, l’Azienda sta anche aggiungendo al logo Merck una marcata “M” colorata, ad indicare l’appartenenza delle attività e dei prodotti al Gruppo Merck, indipendentemente dai nomi o dalle regioni in cui opera l’Azienda.Nel riposizionamento del marchio, Merck è stata sostenuta da FutureBrand, un’agenzia specializzata in branding che offre i propri servizi ad aziende del livello di Bentley e Nespresso e che ha anche lavorato alle Olimpiadi di Londra del 2012. (foto: Merck Serono)

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