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Pediatria: Il processo diagnostico dell’IDO

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2020

“Al convegno per i 50 anni dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) parlerò del processo diagnostico che l’Istituto utilizza da molto tempo e che ha la caratteristica di non tralasciare nulla riguardo al problema del bambino. Infatti, nel valutare e sostenere una diagnosi, l’IdO tiene conto di tutti gli aspetti che ruotano intorno a una difficoltà, un disturbo e una disabilità”. A dichiararlo è Andrea Pagnacco, neuropsichiatra e psicoanalista IdO, spiegando i temi che affronterà nel corso delle quattro giornate del convegno in programma a Roma dal 22 al 25 ottobre. “In particolare- prosegue il medico- parleremo dell’individuazione dell’elemento centrale del disturbo, approfondendo l’aspetto relazionale, emotivo e ambientale. Quest’ultimo- conclude Pagnacco- può scatenare il problema o essere addirittura un fattore di resilienza nelle difficoltà che il bambino presenta”.
Guardando al periodo della pandemia, Pagnacco sottolinea come “in questa fase di riapertura stiamo vedendo delle manifestazioni comportamentali molto diverse tra loro. Nella famiglia che ha saputo mantenere una struttura organizzativa della giornata e delle attività durante il lockdown si sta rivedendo una lenta ripresa della normalità. Invece, nella famiglia che non è riuscita a gestirsi nell’organizzazione vediamo reazioni contrarie, con bambini e ragazzi che hanno difficoltà a uscire e a rivivere una situazione di normalità che ancora, purtroppo, non è tale”. Il medico evidenzia poi un aspetto che ha aiutato genitori e figli a mantenere uno stile di vita simile a quello normale nella fase acuta della pandemia: “La scuola ha ricoperto un ruolo importantissimo- spiega- lì dove è riuscita a far funzionare le videolezioni della didattica a distanza con regolarità e a invogliare la partecipazione degli alunni”. L’intervento di Andrea Pagnacco al convegno IdO è previsto per sabato 24 ottobre alle 15 all’interno della sessione ‘Gli apprendimenti dai 6 ai 10 anni’.

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Sportello Ido attivo per studenti e docenti

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

Sette giorni su sette, sabato e domenica inclusi, sono sempre attivi gli esperti dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), pronti a rispondere alle richieste di aiuto che arrivano allo sportello di supporto online ’30 psicologi in ascolto’, nell’ambito del progetto ‘Lontani ma vicini’ sul portale Diregiovani.it.
“È uno spazio dedicato a studenti e docenti- spiega Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’IdO- noi siamo nella task force realizzata dal ministro Azzolina, con il coordinamento della dottoressa Boda che collabora con tutte le task force regionali. È spesso difficile sapere cosa fare e dire ai ragazzi, così abbiamo utilizzato il portale d’informazione dedicato a loro – Diregiovani.it – sul quale già esiste da molti anni un servizio di supporto on line, che anche prima dell’emergenza Coronavirus riceveva ogni giorno dalle 5.000 alle 7.000 richieste di aiuto, informazioni, pareri o semplicemente di un bisogno di essere ascoltati. Ecco perché- continua Castelbianco- ci siamo subito appoggiati a questa piattaforma già nota ai ragazzi. Abbiamo sfruttato una realtà operativa strutturata, ma rinforzandola con 30 psicoterapeuti che lavorano nelle scuole, a contatto con gli studenti, e hanno l’abitudine professionale di ascoltarli e parlare con loro. Adesso- sottolinea Castelbianco- continuano a farlo on line”.
Lo sportello ’30 psicologi in ascolto’ mette a disposizione degli studenti un indirizzo email e un numero di cellulare a cui scrivere su WhatsApp o per sms. Accanto al servizio per gli studenti, “abbiamo attivato anche un servizio per i docenti- fa sapere il direttore dell’IdO- per dare supporto e fornire quegli strumenti che li aiutino a gestire l’ansia che i genitori e i ragazzi riversano su di loro. I docenti sono sempre in prima linea e, oltre alla didattica a distanza, vi è tutta una problematica umana che si trovano a dover fronteggiare. Penso ai problemi che nascono e crescono dentro le case, spesso vissute come un luogo di costrizione e non come un piacevole soggiorno. Anche per i docenti, quindi, stiamo realizzando dei videotutorial all’interno di una piccola area riservata solo a loro”.Per gli studenti, infine, l’IdO ha predisposto delle attività che possano aiutarli ad occupare il tempo non solamente davanti ai device, ma anche seguendo dei corsi come quello di giornalismo. “Speriamo che scrivendo possano farci conoscere quello che fanno, con la loro creatività e umorismo. Quando questa emergenza sarà finita pubblicheremo un libro, che invieremo a tutte le scuole d’Italia, come un ricordo”, fa sapere il direttore dell’IdO. Castelbianco poi aggiunge: “Abbiamo avuto già tante risposte dalle scuole, dalla Liguria alla Sicilia, e le loro richieste sono tantissime. Qualora 30 psicoterapeuti non bastassero- conclude- siamo pronti ad aumentarne il numero. L’importante è riuscire a dare una risposta a tutti”.Ecco il link dove guardare la video pillola del direttore dell’IdO: https://www.youtube.com/watch?v=fJGVAcK-gjo

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Corso Ido per formare tutor a domicilio

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

Roma il 23 marzo partirà (in Corso Italia 38°) il nuovo corso dell’IdO dal titolo ‘STUDIO a TUtTo-RAGGIO. DIVENIRE UN TUTOR A DOMICILIO’. L’obiettivo è formare tutor specializzati ad accompagnare allo studio minori con Dsa, Bisogni educativi speciali (Bes), alto potenziale cognitivo o diversamente abili attraverso uno sguardo attento alle dinamiche relazionali e agli aspetti psicologici. È possibile iscriversi entro domani.
“E’ indispensabile che il tutor a domicilio conosca i processi di apprendimento- continua la docente-le tipologie di disturbo, le variabili implicazioni neuropsicologiche ed emotive che concorrono, spesso, a rendere più complessi i quadri clinici. Il Tutor, pertanto, necessita di una formazione mirata per riuscire a personalizzare il suo apporto psicopedagogico anche attraverso l’indispensabile bilanciamento tra supporto e autonomia, atto al raggiungimento di autoefficacia, rendimento ed autostima”.
Il corso promosso dall’Istituto di Ortofonologia “fornirà strumenti e competenze per arrivare a una piena conoscenza dei vari profili Dsa, degli strumenti psico-pedagogici e metacognitivi, delle misure compensative e delle strategie di apprendimento- conclude Sgueglia- nell’ottica di una visione globale e integrata del soggetto Dsa”.
Qui tutte le informazioni: http://www.ortofonologia.it/allegati/Locandine-IdO-Tutoraggio.pdf

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La Scuola di specializzazione IdO lavora con Brasile, Usa e Israele

Posted by fidest press agency su sabato, 31 dicembre 2016

rioLa Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicodinamica dell’Età Evolutiva dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) è aperta alle relazioni internazionali. “La più antica e continuativa è con il Brasile, avendo promosso con l’Università Veiga de Almeida, e altre istituzioni, dei corsi sul primo approccio terapeutico evolutivo italiano all’autismo denominato Progetto Tartaruga. Attraverso un master annuale abbiamo formato delle persone sul nostro progetto Tartaruga, e alla fine del percorso sono venute da noi, in Italia, a svolgere il tirocinio”. Lo fa sapere Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttrice della Scuola di specializzazione dell’IdO che il 21 gennaio inaugura il nuovo ciclo di lezioni. Sarà, pertanto, possibile iscriversi entro questa data.
La collaborazione con il Brasile è ancora attiva. “Stiamo portando avanti delle ricerche insieme- precisa Di Renzo- e il prossimo anno si svolgerà un convegno a San Paolo”. Interessanti collaborazioni anche con Israele, “in particolare con il Milman Center di Haifa che si occupa di autismo e con l’Università di Haifa per dei confronti sulla terapia diadica”.
Infine, c’è la Monmouth University in New Jersey (Usa) “dove abbiamo svolto dei seminari- spiega la responsabile del Servizio Terapie dell’IdO- ed è attualmente attiva una ricerca con dei bambini con disturbi dello spettro autistico. Vogliamo esaminare gli aspetti della prosodia del linguaggio- conclude- finora non tenuti. sufficientemente in considerazione”.

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Riparte a gennaio il Corso biennale dell’IdO su valutazione e psicoterapia in età evolutiva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2016

masterRoma. L’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) punta sulla formazione e, oltre alla Scuola quadriennale di Specializzazione in Psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva, ripropone la terza edizione del corso biennale su ‘Valutazione e psicoterapia nell’età evolutiva’ destinato a psicologi, psicoterapeuti e medici. Il nuovo anno riparte a gennaio e le iscrizioni sono aperte.
“Abbiamo voluto suddividere il corso biennale in due annualità- spiega Magda Di Renzo, responsabile del Servizio di Psicoterapia dell’età evolutiva dell’IdO-, la prima si occupa unicamente di valutazione ed è aperta agli psicologi e ai medici; la seconda riguarda la psicoterapia dell’età evolutiva ed è aperta solo a persone che sono già psicoterapeute e che hanno seguito il primo anno del corso biennale”.
Le richieste sono numerose, “partecipano anche persone già formate come terapeuti che vogliono un approfondimento sull’infanzia. Stiamo aprendo anche un corso in collaborazione con il Formist, la Scuola Superiore di Psicoterapia Bionomica, e- conclude Di Renzo- partirà un master a Cagliari di psicoterapia dell’età evolutiva”. Qui tutte le info: Scarica il Pdf; oppure consultare il sito http://www.ortofonologia.it (foto: master)

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Nella Scuola di specializzazione IdO il terapeuta ha un ruolo attivo

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

La scuola di specializzazione in psicoterapia dell’età evolutiva dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma è di tipo psicodinamico. “Questo significa che le teorie di riferimento sono quelle psicoanalitiche per ciò che attiene allo sviluppo, ma si rifanno alla psicologia analitica per quanto riguarda la dimensione simbolica e il rapporto psiche-soma”. Lo spiega Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttrice della Scuola di specializzazione dell’IdO, aggiungendo che c’è una caratteristica particolare in questo approccio: “Il terapeuta ha un ruolo particolarmente attivo nell’interazione con il bambino. Interviene, si muove e gioca con il bambino, e ciò viene letto in una dimensione simbolica”.
Questo accomodamento del modello psicodinamico “ci ha permesso di lavorare con bambini molto piccoli e anche con patologie importanti- chiarisce la direttrice- dove sono presenti aree molto arcaiche dello sviluppo e dove non è possibile intervenire attraverso la verbalizzazione”. Per questo motivo, nei quattro anni di specializzazione, l’IdO dedica “uno spazio peculiare alla formazione corporea e, quindi, alla possibilità di essere consapevoli della propria espressività corporea per poterla utilizzare come uno strumento di pensiero all’interno del setting terapeutico. Soprattutto negli scenari attuali- aggiunge Di Renzo- questo modello ci consente di lavorare sia in una terapia diadica, riadattata con l’intervento attivo dell’operatore, che in terapie di gruppo che coinvolgano o solo i bambini oppure i bambini e i genitori insieme. Il padre e la madre- conclude la direttrice della Scuola-rappresentano una parte integrante della terapia e ricevono un’attenzione particolare nella formazione”.
Le iscrizioni per l’anno accademico 2017 sono aperte e le lezioni partiranno a gennaio. La scuola di specializzazione prevede una formazione di 2.000 ore di insegnamenti teorici, lezioni frontali e seminari con esperti nazionali e internazionali, 400 ore di formazione personale, laboratoriale, clinica e di supervisione, e 400 ore di tirocinio. Tutte le informazioni sul sito http://www.ortofonologia.it

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Tutto il mondo al convegno Ido

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2015

balbuzieDa nazionale è diventato internazionale. È il XVI convegno dell”Istituto di Ortofonologia (IdO) sul processo diagnostico nell’infanzia, appena terminato a Roma e seguito in tutto il mondo: Francia, Spagna, Svizzera, Brasile, Repubblica Ceca, Inghilterra, Canada, Germania, San Marino, Romania, Argentina e tanti altri paesi ancora, tutti connessi online alla diretta streeming gratuita. Oltre 20 mila le connessioni. “Un pubblico numeroso che si è collegato da tantissime nazioni per ascoltare cio” che dicevamo. Lo psicoterapeuta della’età evolutiva ha poi assicurato:”risponderemo sul sito alle domande specifiche, e le restanti via email”. Chiudendo la tre giorni Castelbianco ha infine rinnovato l”appuntamento all’anno prossimo: “Nel 2016 proporremo un convegno sui percorsi terapeutici nel modo più pratico e comunicativo possibile”.
Nella giornata conclusiva dedicata al mondo scuola, l’IdO ha lanciato una proposta per un decreto dell’Infanzia: “Non insegnare ai bambini a leggere e scrivere a 4 o 5 anni, ma lasciare questo compito alle elementari. In questo modo avremo meno fobie scolari e vomiti in classe- precisa lo psicologo- molti bambini, dopo la scuola materna non vogliono andare alle elementari. Abbiamo chiesto, in un”indagine condotta su persone di 25 anni, quale fu per loro il periodo piu’ bello della vita. La risposta cadde nel silenzio. Un fatto drammatico- osserva lo psicoterapeuta dell”eta” evolutiva- non era l”infanzia. Gli insegnanti non devono anticipare i tempi di apprendimento sotto la spinta dei genitori. Loro hanno tutto un mondo da proporre ai bambini, che e’ alla base della qualità della scuola”.
L”IdO ha 1.000 bambini in carico e li segue negli incontri con gli insegnanti attraverso il servizio scuola. “Bisogna collaborare, aiutare e sostenere i docenti- prosegue Castelbianco- ma non sostituirci a loro”. Della stessa idea e’ Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’IdO: “La responsabilità del mondo clinico e’ stata di aver troppo medicalizzato i bambini, facendo perdere valore alla pedagogia. Gli insegnanti sono indiscutibilmente le persone più importanti per il bambino, e anticipare gli apprendimenti e’ un errore. Il bambino deve avere la sua maturazione”.L’IdO chiede di “tornare su un modus di crescita che dica basta a far andare i bambini a 5 anni a scuola. Inoltre, se i bambini vanno a scuola alle 7 per uscire alle 16.30, non bisogna poi sovraccaricarli di compiti a casa. Dobbiamo ridare dignità al tempo del bambino- concludono- e alla sua possibilità di crescita”.Anche Raffaele Ciambrone, dirigente del Miur, è intervenuto sul tema: “Sarei per il modello portoghese- aggiunge- che prevede un intervento educativo non collegato alla certificazione clinica: gli insegnanti esplorano il fabbisogno del singolo alunno e determinano gli interventi. In Italia abbiamo un irrigidimento del controllo tra certificazione e intervento. La direttiva sui Bisogni educativi speciali (Bes) mira ad ammorbidire questo legame, che si era fatto troppo stretto. L”intento era di demedicalizzare e far sì che gli insegnanti avessero più flessibilità”.
Di fronte a questi dati quali sono le strategie che il Miur sta mettendo in campo? “Sono tre gli assi fondamentali: normativo, l”organizzazione territoriale e la formazione. La parte normativa si e” conclusa- precisa- c’è un pacchetto di norme sui Disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) che vanno dall’accordo sulla certificazione fino all’individuazione precoce. L”organizzazione territoriale istituisce i Cts, 86 Centri territoriali di supporto dove ci sono insegnanti specializzati ed esperti su queste tematiche. Il nodo fondamentale è quello della formazione. La legge 107, ‘la Buona scuola’, introduce il principio della formazione obbligatoria in servizio e sono stati stanziati 40 milioni di euro. Un intento importante che ha risorse forti per poter mettere le gambe”.
Il dirigente sottolinea che il Miur “cerca quanto più di demedicalizzare l’approccio a questi problemi. Deve essere chiaro a noi, ma anche ai clinici e agli esperti che si confrontano con la scuola. Un fatto clinico quando entra a scuola diventa una questione educativa. Io ho definito l’insegnante come scienziato pratico, perché è lui il punto di contatto della classe. Esperti, clinici, psicoterapeuti, neuropsichiatri dovrebbero sostenere il lavoro degli insegnanti sia fornendo elementi di conoscenza che spostandosi verso la didattica, per cercare di capire quale poi debba essere l’azione dell’insegnante. E affinché questa sia resa efficace, occorre una conoscenza di questo mondo”. Ciambrone conclude: “I test non sono sufficienti, è necessario un approfondimento. La scienza è un regredire dagli effetti alle cause, e il buon diagnosta per interpretare i dati deve avere elementi di conoscenza. Noi miglioreremo sempre piu’ se ci sara’ una sinergia tra la scuola, la medicina, la pedagogia e la psicologia”. (foto: balbuzie)

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Autismo. IdO: Deficit primario affettivo e precede quello cognitivo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2015

autismoIl 16, 17 e 18 ottobre la Scuola di specializzazione in Psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva dell’IdO promuove a Roma XVI congresso nazionale su ‘Il processo diagnostico nell’infanzia. Cosa e come valutare clinicamente sintomi e comportamenti del bambino’, quale occasione per presentare i risultati della ricerca unitamente ai test innovativi e alle scale di screening ideati dall’Istituto. Il Congresso sarà visibile gratuitamente in diretta streaming nazionale.Nei bambini autistici “il deficit primario si trova al livello affettivo, che precede quello cognitivo”. È questo l’assunto di base che guida il lavoro terapeutico dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), che ribadisce nell’ultimo studio condotto su un campione di 90 bambini (72 maschi e 18 femmine di età compresa tra 2 a 16 anni, valutati durante quattro anni di terapia) la “necessità di attivare una terapia centrata sul corpo, sugli aspetti affettivi e relazionali”. L’articolo dal titolo ‘Assesment of a long-term developmental relationship-based approach in children with autism spectrum disorder’ è stato pubblicato su Psychological Reports, un’importante rivista scientifica americana, ed è possibile leggerlo gratuitamente su http://www.amsciepub.com/doi/pdf/10.2466/15.10.PR0.117c15z8.
Nei bambini autistici che hanno meno di 5 anni il “lavoro deve concentrarsi sui blocchi somato-emozionali antecedenti ai processi cognitivi e utili a scoprire il loro potenziale intellettuale”. Migliorano anche i bambini che “iniziano la terapia dopo i 5 anni di età- prosegue l’equipe di studiosi dell’IdO- e la capacità di ragionamento fluido è un importante predittore di sviluppo del quoziente intellettivo. I risultati ci sono e sono emersi con il R-test già dopo due anni di trattamento”. In un disturbo che si manifesta in “un’età così precoce e che minaccia la base della comunicazione con il mondo esterno- afferma Magda Di Renzo, responsabile del servizio terapie dell’IdOl’IdO- è molto difficile identificare tutti le componenti dello sviluppo, perché i vari deficit emotivo-relazionali, comunicativo-linguistici e cognitivi si combinano per determinare comportamenti che non sempre possono essere ben spiegati sulla base delle capacità di ogni singolo soggetto. Ridurre quindi il disturbo a un deficit cognitivo semplice significherebbe ignorarne il potenziale di risposte che i bambini potrebbero dare in situazioni diverse. D’altra parte, attribuire l’autismo solo all’aspetto relazionale significherebbe ignorare il deficit nell’organizzazione delle loro abilità cognitive. Per una migliore comprensione dell’autismo- conclude- è essenziale allora monitorare i cambiamenti che si verificano nello sviluppo socio-comunicativo e cognitivo, e identificare le aree di potenziale e di deficit”.

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XVI Convegno Nazionale IdO

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2015

Policlinico La Sapienza RomaRoma, 16-18 ottobre 2015 Sala Congressi Via Rieti, 13 Una diagnosi è completa solo se la valutazione clinica viene effettuata tenendo conto delle diverse fasi evolutive e nel rispetto della storia di ogni bambino. Il convegno dell’IdO, ‘Il processo diagnostico nell’infanzia. Cosa e come valutare clinicamente sintomi e comportamenti del bambino’, punta sulla conoscenza delle linee di sviluppo, promuovendo tre giorni di confronti tra esperti nazionali per lanciare uno sguardo diverso sul mondo dell’infanzia, più rispettoso e più prudente, perché i segni e i sintomi rappresentano solo una parte dell’ ”evidence based”.Il Congresso sarà visibile gratuitamente anche in diretta streaming sulla homepage del sito http://www.ortofonologia.it. Sono inoltre previsti 15 crediti ECM e per i partecipanti è disponibile la procedura di registrazione sempre sul sito dell’IdO.A tutti gli iscritti, anche online, verrà infine rilasciato l’attestato di partecipazione. La tre giorni è rivolta a pediatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti, logopedisti, psicomotricisti, insegnanti, educatori e assistenti sociali. Saranno illustrate ricerche, test innovativi e scale di screening

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