Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘idomeni’

Idomeni proposal – Bosnia and the first circle of hell Upcoming events on refugees

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2016

IdomeniIn recent weeks ESI analysts have continued to present proposals to European decision makers on how to deal with the current refugee crisis while preserving Europe’s commitment to the principles of the Refugee Convention – in Ankara and Istanbul, Athens and Rome, Vienna, Skopje and Tirana; presenting the basic principles behind the Merkel-Samsom plan with ministers and opposition leaders, parliamentarians and heads of asylum agencies, EU commissioners and ambassadors.Then, earlier this week, the Turkish government presented a version of the Merkel-Samsom plan to the EU in Brussels. German Chancellor Angela Merkel spoke of a “possible breakthrough, if this plan is implemented.” The practical difficulties of implemention remain immense. The clock is ticking. And as we argued many times concerning previous proposals, such as relocation, the devil is in the details. Four questions and one emergency need to be addressed:How can Greek institutions return those who reach Greece from Turkey in accordance with the core principles of international asylum law? How can the EU support Greek efforts to achieve this? Can the EU find ways to send to Greece asylum case workers instead of (only) police officers and soldiers?
How can a voluntary humanitarian resettlement scheme by a coalition of willing states (going far beyond the one-for-one exchange offered by Turkish prime minister Davutoglu), which has been negotiated in parallel for weeks, be implemented rapidly? Germany indicated that it is willing to take the lead – but when will this begin?
Recent ESI presentations on refugees1How can the EU support the creation of better conditions for the large number of refugees now in Turkey, who are likely to remain in the country for the foreseeable future?
How can the goal of visa liberalisation – which Turkish leaders have for a long time linked to the full implementation of any readmission agreement – be achieved before the summer, as ESI recommended in presentations and publications in recent months; a goal which Turkish prime minister Davutoglu has now embraced?
Finally, what can EU member states do to help Greece in light of the dramatic images near Greece’s Northern border without undermining the core ideas behind the Merkel-Samsom plan? In recent days ESI presented the following idea to decision makers: a coalition of willing EU member states should go ahead immediately and offer to Greece and Turkey to resettle a few thousand Syrian refugees now in Greece – beginning with families, women and children now trapped at Idomeni – on the condition that these families first return to Turkey within the next two weeks. The rationale for this is obvious: if Germany and other states were to agree to take refugees directly from Greece they would merely create a pull effect – exactly the opposite of the objective underlying the Merkel Plan, which is to help resettle people directly from Turkey. Such a humanitarian rescue would need to be accompanied by a very clear message: that after a full EU-Turkey agreement enters into force this week, anyone moving to Greece will thereby undermine their chance for any resettlement, and still risk being returned.This would be a powerful signal of what a successful conclusion of the EU-Turkey deal would mean: not a move towards a fortress Europe, but a step towards destroying the business model of smugglers and moving from a disorderly to an orderly process. (photos:Recent ESI presentations on refugees

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | 1 Comment »

Idomeni: tensione e caos al confine con la Macedonia

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2016

idomeniNel campo di Idomeni, al confine con la Macedonia, sono bloccate più di 11.000 persone e solo a circa 100 persone al giorno è permesso di passare. MSF sta attualmente spendendo 50.000 euro al giorno per fornire ripari, sacchi a pelo, tende e assistenza di base.
Il 29 febbraio una protesta è degenerata rapidamente quando la polizia macedone ha iniziato a lanciare gas lacrimogeni sui rifugiati: i nostri team hanno trattato 22 casi, inclusi nove bambini, affetti da problemi respiratori. C’erano anche sette persone ferite dal filo spinato, inclusi tre bambini.Le persone sono ansiose e stressate perché hanno visto l’attuazione di restrizioni inaspettate contro gli afghani e vogliono attraversare il confine prima che sia troppo tardi per loro. Questa tensione al confine è il risultato di strategie irresponsabili messe in atto da pochi stati europei e balcanici per arginare il flusso di persone che cerca protezione in Europa, ad ogni costo, senza alcuna considerazione per le loro esigenze umanitarie e di protezione.Gli effetti prevedibili di queste restrizioni, di cui siamo testimoni adesso a Idomeni, sono un maggiore caos e ulteriore sofferenza per gli uomini, donne e bambini che hanno già vissuto la guerra e affrontato viaggi molto pericolosi in cerca di sicurezza.
Migliaia di uomini, donne e bambini sono bloccati tra Grecia e Balcani dopo l’improvvisa imposizione di nuove, arbitrarie restrizioni per i rifugiati afghani lungo la rotta balcanica. A queste persone, bloccate alle frontiere, non viene data alcuna informazione, l’assistenza umanitaria è quasi nulla e sono a rischio di violenza e abusi.“Abbiamo denunciato più volte le conseguenze umanitarie di questo effetto domino alle frontiere, ma i governi europei continuano a inventare criteri nuovi e arbitrari con l’unico scopo di ridurre il flusso di persone sulla rotta balcanica, a qualunque costo e senza alcuna considerazione dei loro bisogni umanitari” ha detto Stefano Argenziano, coordinatore dei progetti di MSF per la migrazione. “Il fallimento dei governi europei nel trovare risposte collettive e umane sta producendo caos, arbitrarietà e discriminazione.” Le prime restrizioni sono state attuate a novembre, quando la possibilità di muoversi lungo i Balcani è stata limitata alle sole persone di nazionalità siriana, irachena o afgana. Ma nel fine settimana, le autorità della Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia (FYROM), Serbia, Croazia, Slovenia e Austria hanno implementato una nuova serie di criteri per ridurre ulteriormente il flusso di rifugiati e migranti nei loro territori. Per esempio agli afgani, che rappresentano fino al 30% degli arrivi in Grecia, viene ora impedito di attraversare sia la frontiera tra Grecia e FYROM, sia la frontiera tra FYROM e Serbia. (foto: idomeni)

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Immigrazione: Save the Children: circa 2.000 bambini a rischio a Idomeni

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 febbraio 2016

idomeniSi stima che circa 2.000 bambini siano intrappolati nel campo greco di Idomeni dove, da quando è stato ridotto drasticamente il numero di passaggi alla frontiera, migliaia di persone, provenienti per lo più da Siria e Iraq, vivono in condizioni inaccettabili. Il campo, che ha una capacità di accoglienza di 1.200 persone, due giorni fa ne ospitava 3.500, mentre ieri il loro numero è salito a 5.000. La maggior parte di loro sono famiglie. Non sono garantiti i servizi essenziali, la protezione e il soddisfacimento dei bisogni primari, tra cui anche un’informazione adeguata. Questa la denuncia di Save the Children, l’organizzazione internazionale indipendente dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e tutelarne i diritti.“Bambini piccoli, anche di pochi mesi, dormono per terra, chi è più fortunato sotto una tenda da campeggio, altrimenti su un cartone o avvolto in una coperta nel fango. Di notte, quando le temperature scendono, si accendono fuochi dappertutto con ciò che si trova, plastica compresa e l’aria che si respira è nociva per la salute”, ha dichiarato Giovanna Di Benedetto, portavoce di Save the Children a Idomeni. “In una condizione di totale promiscuità e confusione, capita di vedere bambini che si aggirano per il campo piangendo perché hanno perso i genitori”. Per raggiungere il campo, tra l’altro, bisogna percorrere i 27 km che separano Idomeni dalla stazione di servizio dove si fermano i pullman e nella cui area di parcheggio sostano anche per giorni centinaia di famiglie. Chi può permetterselo prende un taxi per raggiungere il confine, ma molti fanno il percorso a piedi. A ogni ora del giorno e della notte, nel buio pesto, si vedono ai bordi della strada carovane di persone, uomini con piccoli sulle spalle, donne che spingono passeggini, adulti disabili, col rischio di essere travolti dalle macchine, in particolare nel tratto di autostrada che occorre percorrere.”La maggior parte di queste persone fugge dalla Siria, dall’Iraq e da altre situazioni di conflitto o grave pericolo. Quasi tutti gli afghani sono stati evacuati dal campo e rimandati indietro ad Atene con un permesso temporaneo di un mese e senza sapere cosa accadrà dopo a ciascuno di loro. Le testimonianze che i nostri operatori raccolgono ad Atene parlano di persone intrappolate per mesi nella capitale greca, dove, nonostante gli sforzi delle autorità locali, delle agenzie delle Nazioni Unite e delle organizzazioni internazionali e nazionali per aumentare il numero degli alloggi, molte persone vivono in campi senza adeguati servizi o nelle piazze delle città.”Tra queste, Piazza Victoria, dove due giorni fa due uomini di nazionalità pakistana hanno tentato il suicidio di fronte agli occhi di tutti, migranti e greci, anche minori.“Un gesto forte gridato da una piazza europea. Un grido inascoltato da un’Europa che continua a dare a questa crisi umanitaria una risposta semplicemente inadeguata e lascia i Paesi frontalieri soli a far fronte ai bisogni di decine di migliaia di persone,” conclude Giovanna Di Benedetto.L’organizzazione ribadisce la necessità che i Paesi europei forniscano una risposta unitaria alla crisi, assicurando percorsi sicuri e legali per raggiungere l’Europa e rispondano ai bisogni umanitari delle persone che si trovano all’interno dei loro confini e affrontando le cause più profonde che sono alla base della crisi. Solo in questo modo i bambini più vulnerabili e le loro famiglie potranno essere protetti.
Save the Children sta lavorando alla risposta all’emergenza nell’area di Idomeni e in altre zone della Grecia,ed è impegnata nella protezione dei minori, sia attraverso Spazi a misura di bambino dove operatori svolgono attività ricreative ed educative e attività di supporto psicologico per i bambini, sia attraverso l’impegno della riunificazione familiare dei bambini separati dalle famiglie durante il tragitto. Inoltre, l’organizzazione supporta le mamme con neonati o bambini piccoli, creando degli spazi protetti dove possono allattare i bambini e ricevere consigli medico-sanitari. Infine, è impegnata nella distribuzione di cibo, abiti invernali per i bambini e altri beni di prima necessità.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »