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Esposta nella mostra “Buried by Vesuvius: Treasures from the Villa ei Papiri” la fontana dell’Idra di Lerna

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

Los Angeles dal 26 giugno 2019 al 28 ottobre 2019 Getty Museum sarà esposta nella mostra “Buried by Vesuvius: Treasures from the Villa ei Papiri” la fontana dell’Idra di Lerna all’ingresso dell’Antiquarium. Al posto della Demetra i visitatori aell’Antiquarium potranno scoprire la fontana in bronzo dell’Idra di Lerna, il mostro serpentiforme con molteplici teste che Ercole affrontò nella seconda delle sue dodici fatiche.La fontana – posta al centro della Piscina a forma di croce nel cortile centrale della Palestra della città di Herculaneum, dove ora è esposta una copia – sarà per la prima volta presentata al pubblico che visita gli scavi al pianterreno dell’Antiquarium. L’Idra ercolanese, realizzata con la tecnica a cera persa, raffigura il mostro stretto intorno ad un tronco d’albero all’interno del quale passava una conduttura collegata alle cinque teste dalle quali fuoriuscivano scenografici getti d’acqua.Agli occhi dei giovani ercolanesi che frequentavano la Palestra, la monumentale presenza dell’Idra doveva rievocare le gesta dell’eroe fondatore della città, Ercole, esempio di virtus per i futuri cittadini.
L’Idra di Ercolano è molto probabilmente ispirata ad un celebre monumento di Roma, ricordato dallo scrittore latino Festo: la fontana dell’Idra che ornava il Lacus Servilius nel Foro Romano, donata da Agrippa, amico e fedele collaboratore dell’imperatore Augusto.“ Il Parco coglie questa partenza come occasione – dichiara il Direttore Francesco Sirano – un’ occasione per proseguire con la sperimentazione di soluzioni espositive e di monitoraggio e per condividere con il suo pubblico l’eccezionale patrimonio conservato nei depositi nella prospettiva del Museo del sito. L’Idra, simbolo di forza selvaggia e distruttiva domata grazie alla mutua cooperazione tra l’eroe Ercole e suo nipote Iolao, celebra la comunità solidale e la reciproca umana comprensione che il Parco intende promuovere verso tutti i portatori di interesse”. L’Idra ercolanese restituisce dunque una testimonianza di raro pregio della bronzistica della prima età imperiale quale espressione della capacità da parte della comunità di Herculaneum di aderire alle politiche sociali e culturali di avvio dell’Impero, senza però rinunziare ad operare scelte consapevoli e appropriate al contesto urbanistico locale. Protagonista di questa politica del consenso ad Ercolano fu, come noto, Marco Nonio Balbo, cittadino benemerito la cui famiglia da lunga data era legata ad Augusto.?

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L’idra berlusconiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2012

Silvio Berlusconi

Image via Wikipedia

Partiamo dal presupposto che Berlusconi non è stato di certo l’uomo della provvidenza ma solo della convenienza. E’ stato scelto per le sue doti di affabulatore, per l’essere il patron di televisioni considerate uno strumento prezioso per la diffusione del pensiero-guida o più semplicemente per l’arte della disinformazione. Chi abbia pensato a lui possiamo immaginarlo, ma ciò che possiamo dire è che non è dipeso dalla volontà popolare ma, semmai, da un artificio che l’ha coinvolto inconsapevolmente in presa diretta. Alla fine, credo, ci abbia fatto la bocca, come si suol dire, e non meno associato alla convenienza, potendosi difendere meglio dai suoi processi e dai suoi detrattori. Ora è comprensibile la sua insofferenza per il ruolo di ex che si porta dietro, anche se in passato si sono verificate analoghe circostanze, ma non come oggi per una sorta di “congiuntura internazionale” che lo vuole fuori dal gioco. Non a caso, infatti, tutte le volte che cerca di sollevare la testa, in un moto di critica nei confronti dell’attuale governo deve, subito dopo, addolcire la pillola come se i suoi e i nostri padroni lo richiamino all’ordine. E’ come dire che l’idra berlusconiana ha trovato il suo Ercole che è riuscito ad esorcizzare la sua immortalità, con l’aiuto del nipote Iolao, alias Merkel, tanto che tutte le volte che si tagliava una delle sue nove teste, ne rispuntavano subito altre due. Ma non basta. L’ultima testa era immortale ma lo stratagemma di Ercole si rivelò provvidenziale, seppellendola sotto un masso enorme. Se questa similitudine vuol dire qualcosa posso soggiungere che quanto ha rappresentato Berlusconi non muore con lui perché egli non è un genio creatore ma semplicemente un continuatore di una trama intessuta su quella che alcuni definiscono “economia creativa” dove, come giustamente osserva Rosario Amico Roxas, il “sistema economico occidentale è basato esclusivamente sul maggior reddito, meglio se si esclude la costosa incombenza del lavoro attraverso l’economia della finanza. Si è finalmente capito che il liberismo dominante, che si è affermato nel sistema democratico, impadronitosi del potere ha rinnegato la democrazia, per privilegiare un sistema autoritario, in grado di controllare le masse sempre più sfruttate”. Una questione, quindi, che passa sopra la testa del leader di turno e che non si estingue ma continua nella sua “immortalità” finchè non avremo la forza e il coraggio di voltare pagina. Nel frattempo siamo come Chirone che soffre per il veleno dell’Idra. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Italiani brava gente

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2009

Editoriale fidest. Un mio editoriale di qualche giorno fa su Silvio Berlusconi ha provocato diverse risposte “critiche”. Alcune di esse sono state pubblicate in calce all’articolo. Ritengo, a questo punto, opportuno spendere qualche parola di più per chiarire meglio il mio ragionamento. La storia, a mio avviso, incomincia intorno al 1994 allorché il nostro patron delle televisioni private ed ex “palazzinaro” decide d’entrare in politica fondando un movimento che, sorpresa delle sorprese, diventa il punto di riferimento di gran parte dell’elettorato che fu già della Dc e dei socialisti e, con i voti dei leghisti e dei missini, ottiene i numeri per governare il Paese. Da quel momento l’imprenditore da eminenza grigia della politica esce allo scoperto e con lui tutti i suoi maneggi affaristici. Per quanto le accuse siano gravi e il giudizio della magistratura è severo egli è come l’Idra di Lerna più gli tagliano la testa più ne spuntano altre. D’altra parte i suoi successi sono anche, se non essenzialmente, il frutto della debolezza dei suoi avversari. Non riescono a stare uniti, si dividono su tutto, sono litigiosi e diffidenti l’un l’altro e, quel che peggio, non riescono a dare al paese le riforme che attende immobilizzati dai veti incrociati. Un centro-sinistra così ingessato perde agli occhi dei suoi potenziali elettori il suo carisma riformatore, la sua mission. E’ un “male oscuro” che a tutt’oggi fa sentire i suoi effetti. Resta così l’idra mentre l’Ercole di turno non sembra ancora nato. Se poi ritorniamo per un momento alla leggenda che ci parla di questo mostro sappiamo che persino il grande Ercole non ce l’avrebbe fatta senza il sostegno del suo nipote Iolao. Gli italiani se ne rendono conto e sono pronti a metabolizzare i veleni pur di avere un governo stabile. E’ questa la vera forza del cavaliere. A questo punto è d’obbligo domandarsi come contrastarlo con successo? Non penso che la strada sia quella delle accuse, pur motivate, che possono portarlo davanti ai giudici. Ci hanno già provato inutilmente. Non penso che possa esservi una debacle elettorale per l’immediato o meglio senza crearne prima i presupposti. L’antidoto è noto, infatti, ma manca l’ingrediente principale: il collante per tenere uniti gli oppositori e dimostrarsi coerenti e conseguenti sui valori che pur a parole difendiamo. Il resto può facilmente trasformarsi agli occhi degli italiani, popolo conciliante e pacifico, in qualcosa di diverso. Ciò che intendevo dire e confermo è che bisogna cambiare strategia e puntare decisamente all’unità delle opposizioni non solo in termini numerici ma di programma e di progetti e dimostrare di saper mantenere gli impegni che si assumono. Così potremo avere il nostro Ercole e nel popolo sovrano il fedele Iolao. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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